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All’ospedale ‘Sacco’ di Milano riapre il padiglione di psichiatria

È stato riaperto venerdì 24 ottobre il ‘Padiglione 60’ dell’Ospedale ‘Luigi Sacco’ di Milano, completamente ristrutturato. La struttura, adeguata dal punto di vista sismico e antincendio, è ora destinata ai servizi di psichiatria riabilitativa. Rappresenta il primo intervento completato nel piano di riqualificazione dei padiglioni del Sacco.

Intervento di ristrutturazione concluso in anticipo

L’intervento si è concluso nel rispetto dei tempi contrattuali e in anticipo rispetto alle scadenze PNRR. Il nuovo edificio ospita due realtà della Struttura Complessa Psichiatria 2 del Dipartimento di Salute Mentale e delle Dipendenze, diretta dal professor Bernardo Dell’Osso. Si tratta della Comunità Riabilitativa ad Alta Assistenza (CRA), con 16 posti letto per pazienti con disturbi psichiatrici maggiori, e il Centro Diurno. Quest’ultimo accoglie fino a 15 persone al giorno offrendo percorsi terapeutici e riabilitativi mirati a rafforzare l’autonomia e le competenze sociali.

La collaborazione con l’Istituto ‘Castiglioni’ di Limbiate

Nel rinnovare gli spazi, l’ASST Fatebenefratelli Sacco ha anche avviato una collaborazione con l’Istituto di Istruzione Superiore ‘Luigi Castiglioni’ di Limbiate (MB) per la realizzazione di un orto sociale a finalità riabilitative, situato nell’area verde esterna del padiglione.

Assessore Bertolaso: riqualificazione completa del ‘Sacco’ entro fine 2026

“È un primo passo per la completa ristrutturazione del uno degli ospedali più importanti di Milano e della Lombardia – ha dichiarato l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso – Si tratta di un passo importante anche perché la ristrutturazione riguarda la parte relativa alla gestione dei problemi di salute mentale. Nei prossimi mesi verranno ultimati e riaperti tutti i padiglioni del ‘Sacco’. Così da poter consegnare l’ospedale completamente riorganizzato alla cittadinanza entro la fine del 2026 e nei tempi previsti. Regione Lombardia ha investito tra fondi regionali e PNRR oltre 160 milioni di euro, di cui 2 per ristrutturare la realtà della psichiatria riabilitativa. Vogliamo soprattutto garantire a tutto il personale che lavora qui e a tutto il personale sanitario in generale condizioni di lavoro e condizioni professionali che siano le migliori e le più stimolanti possibili”.

D.G. Colombo (Sacco): prima riapertura tra gli interventi in corso

“Quella del Corpo di Fabbrica 60 – ha aggiunto Maria Grazia Colombo, direttore generale dell’ASST Fatebenefratelli Sacco – è la prima riapertura tra gli interventi in corso all’Ospedale Sacco. Abbiamo scelto di partire dalla psichiatria riabilitativa, restituendo ai pazienti e agli operatori un luogo pensato per le persone, dove la qualità degli spazi si intreccia con la qualità della cura e della relazione terapeutica”.

Durante i lavori pazienti accolti dalla RSA Quarenghi

Durante il periodo dei lavori, i pazienti erano stati accolti dalla RSA Quarenghi. Struttura che per tre anni ha messo a disposizione un intero piano. L’esperienza ha favorito la nascita di un percorso intergenerazionale tra anziani e giovani pazienti, contribuendo a superare pregiudizi e isolamento.

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Al ‘Buzzi’ di Milano una risonanza magnetica a misura di bambini

Arriva all’Ospedale dei Bambini Vittore Buzzi‘ di Milano una nuova risonanza magnetica di ultima generazione che va a sostituire quella precedentemente in uso. L’intervento rientra nel piano di ammodernamento tecnologico finanziato attraverso il PNRR – Missione 6 Salute.

La nuova risonanza magnetica dell’ospedale Buzzi di Milano insieme agli operai durante l’installazioneAnche all’Ospedale Sacco di Milano una nuova risonanza magnetica

Anche in questo caso, come la recente installazione di una RMN all’OspedaleSacco‘ di Milano, l’operazione è stata programmata nel periodo estivo per ridurre al minimo l’impatto sull’attività sanitaria ordinaria. Allo stesso tempo, la missione era di rispettare le scadenze previste a livello nazionale.

Particolare attenzione è stata dedicata all’accoglienza dei piccoli pazienti: la nuova apparecchiatura sarà infatti ‘umanizzata’. Sia le pareti che l’involucro della risonanza verranno decorati con disegni a tema marino. L’obiettivo è creare un ambiente più rassicurante e a misura di bambino.

Esempio concreto di innovazione tecnologica e cure

La nuova risonanza magnetica dell’ospedale Sacco di Milano: in foto l’assessore regionale Guido Bertolaso “Il lavoro svolto al ‘Buzzi’ – ha dichiarato l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso – è un esempio concreto di come si possano coniugare innovazione tecnologica, attenzione ai tempi e cura delle esigenze dei pazienti più fragili. È un investimento importante che unisce efficienza e umanità”.

“L’arrivo di questa nuova RMN – ha concluso Maria Grazia Colombo, Direttore generale dell’ASST Fatebenefratelli Sacco – ci consentirà di contare su una tecnologia all’avanguardia che sarà ‘umanizzata’ per rendere l’esperienza dei bambini meno traumatica e più serena. Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile questo risultato”.

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All’Ospedale Sacco il primo Pronto Soccorso Infettivologico d’Italia

Inaugurato all’ospedale Sacco il nuovo Pronto Soccorso Infettivologico, una struttura all’avanguardia concepita per rafforzare la capacità di risposta alle emergenze infettivologiche. Si tratta del primo, in Italia, dedicato al contrasto alle malattie infettive. Al taglio del nastro, nella mattinata di lunedì 23 giugno 2025, a Milano presenti, tra gli altri, il ministro della Salute, Orazio Schillaci, il presidente Attilio Fontana e l’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso. e il direttore generale dell’ASST Fatebenefratelli Sacco, Maria Grazia Colombo.

“È una giornata importante – ha dichiarato il ministro Schillaci – che dimostra come il servizio sanitario nazionale si voglia ammodernare per stare al passo con i tempi. Un servizio sanitario che quest’anno compie 47 anni e deve conservare le basi sulle quali è stato fondato, che sono la gratuità, l’universalismo e l’attenzione verso i più fragili, deboli e con maggiori difficoltà economiche ma anche stare al passo coi tempi. Quindi questo nuovo Pronto Soccorso del Sacco dimostra che possiamo essere pronti in caso di nuove emergenze ed è anche riconvertibile per offrire ai cittadini nella quotidianità un Pronto Soccorso più moderno. Inoltre, i lavori di ammodernamento di tutto l’ospedale proseguono con i fondi del PNRR e di Regione Lombardia nei tempi previsti. Si tratta, quindi, di un esempio di come la sanità deve cambiare, essere al passo con i tempi ma soprattutto più vicina ai nuovi bisogni dei cittadini italiani”.

Presidente Fontana: esempio di collaborazione tra pubblico e privato

“Questa struttura rappresenta un hub di valenza nazionale – ha affermato il presidente Fontana – uno dei due grandi centri di contrasto alle malattie infettive e quello odierno è un ulteriore passo avanti perché credo che un Pronto Soccorso di questo genere sia fondamentale per poter mantenere la qualità dei servizi. Inoltre, è un esempio di collaborazione tra soggetti pubblici e privati, anche grazie a Eni e ad altri donatori, magari anche di piccole cifre, che sono importanti per ribadire quel principio di solidarietà che è proprio dei cittadini lombardi”.

“Oggi anticipiamo al ministro Schillaci – ha affermato l’assessore Bertolaso – che chiederemo per l’ospedale Sacco il riconoscimento di istituto di cura e ricovero a carattere scientifico, Irccs. Mi preme anche sottolineare le tempistiche di questo intervento che dimostrano come, se si vuole, si possono concretizzare opere fondamentali in tempi rapidi. La prima pietra qui è stata posata a febbraio del 2022 e oggi, a distanza di 3 anni, stiamo inaugurando una struttura ultimata”.

“Il Pronto Soccorso infettivologico – ha dichiarato la dg Colombo – rappresenta un vero cambiamento di paradigma nella gestione delle emergenze sanitarie e rafforza il ruolo strategico dell’Ospedale Sacco quale punto di riferimento nazionale per le malattie infettive”.

Nuovo Pronto Soccorso infettivologico Ospedale Sacco, i dettagli

Il nuovo Pronto Soccorso, finanziato da Eni S.p.a. con il contributo dell’ASST Fatebenefratelli Sacco attraverso le numerose donazioni ricevute, prende spunto dalle criticità emerse durante la pandemia del Covid-19. Il reparto si configura come un vero e proprio hub di alta specializzazione, in grado di adattarsi alle esigenze di un sistema sanitario in continua evoluzione e poter affrontare nuove potenziali emergenze sanitarie e bioemergenze negli anni a venire.

Intervento edilizio da oltre 1.500 metri quadri

L’intervento edilizio ha riguardato una superficie complessiva di circa 1.500 metri quadri, comprendendo la ristrutturazione di 300 mq dell’edificio esistente. Grazie alla possibilità di ottimizzare gli spazi e di garantire percorsi separati e sicuri per pazienti e operatori, con sistemi di biocontenimento di livello 2 e 4, fondamentali per la gestione di patogeni altamente contagiosi, la progettazione del nuovo Pronto Soccorso garantisce flessibilità, sicurezza e rapidità di intervento.

La presenza camera calda dedicata e diversi collegamenti con il Pronto Soccorso attuale, unitamente a locali di bonifica e decontaminazione di pazienti e operatori e aree di osservazione, consente di isolare e trattare con efficacia i soggetti sospetti o affetti da malattie infettive altamente contagiose, riducendo al minimo i rischi di contaminazione e preservando così l’integrità microbiologica dell’intera struttura.

Gli impianti di ventilazione assicurano un minimo di 12 ricambi d’aria/ora nelle sale visita e nei box, con l’aria trattata tramite filtri HEPA ad alta efficienza, per garantire un ambiente sterile e sicuro per pazienti. I box singoli possono accogliere pazienti infettivi isolati, con la possibilità di interconnettere alcuni box tramite porte a tenuta, offrendo la possibilità di gestire anche situazioni di emergenza più complesse.

Infine, la presenza di un locale di osservazione breve intensiva (O.B.I.) con sei posti letto, collegato con filtri in ingresso ai box singoli, permette di monitorare e trattare i pazienti in modo rapido ed efficace. Nel complesso, quindi, la configurazione del nuovo PS risulta adattabile a differenti scenari operativi e consente un potenziamento dell’offerta integrata della rete di emergenza urgenza.

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Nuovo Ospedale Sacco, partono i lavori di ammodernamento e ristrutturazione

I padiglioni dell’Ospedale Sacco interessati dalla prima tranche dei lavori di ristrutturazione e ammodernamento, nei giorni scorsi sono stati consegnati alle imprese aggiudicatarie per l’avvio delle attività.

Le operazioni, quindi, hanno rispettato il termine ultimo prestabilito del 31 dicembre 2023.

Assessore Bertolaso: obiettivo raggiunto in tempi brevissimi

“Questo primo passo – ha sottolineato l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso – rappresenta già di per sé un grande traguardo perché portato a termine in tempi brevissimi, nonostante la complessità organizzativa davvero imponente. Ringrazio il commissario straordinario Maria Grazia Colombo e tutto lo staff dell’ASST Fatebenefratelli – Sacco per lo straordinario lavoro svolto e per la dedizione finalizzata a limitare il più possibile i disagi per i cittadini”.

“È servito un grande lavoro di squadra – ha dichiarato Maria Grazia Colombo, commissario straordinario Asst Fatebenefratelli Sacco – per raggiungere questo obiettivo. Professionisti sanitari, tecnici e amministrativi della nostra azienda si sono impegnati oltre il proprio ruolo per trasferire altrove oltre 100 tra ambulatori e servizi e 15 reparti di degenza. Dispiace per il disagio di questi giorni, ma lavoriamo per risolvere eventuali criticità e continuare ad offrire servizi di eccellenza”.

Entro il prossimo 31 gennaio si prevede la consegna dei restanti padiglioni, interessati dai lavori sostenuti con fondi PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) per un totale di 110 milioni di euro. I lavori avranno una durata complessiva prevista di 30 mesi e si concluderanno nella prima metà del 2026.

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