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Turismo, i flussi nel Pavese segnano un +10% rispetto al 2023

I flussi del turismo pavese in costante crescita confermano il potenziale d’attrattività del territorio. Alla Camera di Commercio l’assessore al Turismo, Marketing territoriale e Moda di Regione Lombardia, Barbara Mazzali ha condiviso strategie di sviluppo e scenari con gli stakeholders locali.

Turismo PaveseTurismo, nel Pavese è in crescita

“Lo scorso anno – spiega Mazzali – i pernottamenti nel Pavese sono cresciuti del 10% rispetto al 2019, ‘anno d’oro’ del turismo italiano. I soggiorni in più infatti sono  50.791 per un totale di 560.000.  Analogo l’aumento degli  arrivi, che segnano un +9.80% rispetto a 5 anni fa”.

“Sono numeri in espansione –  continua l’assessore, citando le elaborazioni dell’Osservatorio regionale sul turismo e l’attrattività – che vedono una prevalenza di italiani in entrambi gli indicatori”.

“L’analisi delle offerte  disponibili nelle piattaforme on line per i mesi di luglio ed agosto – sottolinea –  evidenzia che il 71% delle camere d’albergo pavesi è già prenotato”.

Castelli, borghi, enoturismo e terme

Mazzali insiste sul potenziale che il territorio pavese  ha ancora da esprimere nel solco del ‘turismo esperienziale’.

“Soltanto nella zona dell’Oltrepò – puntualizza – ci sono 50 tra castelli storici e borghi, 100 itinerari, 3.500 imprese agroalimentari e 1.700 aziende vitivinicole, capaci di un’offerta enoturistica straordinaria. Pavia inoltre è riconosciuta a livello internazionale come ‘crocevia’ di itinerari religiosi, ben 10, verso i quali indirizzare l’offerta in vista del Giubileo 2025”.

L’assessore regionale menziona un altro asset di ‘grande valore’ nel Pavese: le terme.

“Sono certa – chiosa  – che la riqualificazione delle terme di Salice darà uno  sviluppo ulteriore al territorio che ha tutte le carte in regola per attrarre turisti ”.

Attrattività e offerta ricettiva Turismo Pavese

L’attrattività internazionale va di pari passo con l’offerta ricettiva. Attualmente  nella provincia di Pavia si contano 88 alberghi, circa il 10,37% dell’offerta territoriale complessiva.  Prevale l’extra-alberghiero, in particolare ci sono 448 appartamenti e case in affitto  e 106 bed&breakfast e agriturismi.

“Recentemente  – riferisce Mazzali  – abbiamo inaugurato l’apertura del primo ‘glamping’ della provincia di Pavia, a Mornico Losana, dove è in aumento la presenza di olandesi.  Grazie a questa nuova offerta ricettiva e all’ ‘albergo diffuso’ nel borgo di Golferenzo è  aumentata l’attrattività”.

Un sostegno al territorio è venuto anche da un bando dell’Assessorato regionale al Turismo. Lo scorso anno ha infatti stanziato 30 milioni di euro per ampliare e rilanciare l’eccellenza delle strutture ricettive lombarde.  È stata così offerta  l’opportunità di investire per ristrutturare o costruire ‘ex novo’.

La voce della Camera di Commercio Pavese

Massima collaborazione, anche sul progetto di marketing territoriale che include il nuovo brand regionale, Lombardia Style.  È il commento del commissario straordinario della Camera di commercio di Pavia, Giovanni Merlino.

“Prosegue il nostro impegno  – aggiunge – a supportare e promuovere il turismo  sul territorio. Qui ci sono tantissime competenze distintive dalle culturali e artistiche, a quelle enogastronomiche e paesaggistiche. Tutto ciò senza dimenticare quelle  naturalistiche e sportive. Tutte ‘bellezze’ oggi non valorizzate in modo completo”.

“La Camera di Commercio – conclude – crede fortemente che questo settore possa incidere in modo sostanziale sulla ricchezza che il territorio è in grado di produrre”.

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Capodanno, Beduschi: per cenone e brindisi trionfa il ‘Made in Lombardia’

I riscontri che giungono da produttori e dai punti vendita indicano che sarà un cenone di Capodanno con il ‘made in Lombardia‘ assoluto protagonista. Grandi richieste, infatti, per tutte le prelibatezze della nostra regione con cotechini e vini pronti a salutare il nuovo anno sulla tavola dei lombardi.

Piatti tipici, prodotti enogastronomici e della tradizione contadina dalla pianura alla montagna, passando per i laghi. L’offerta è vasta ed eterogenea, tanto che in ogni territorio si possono fare gustose scoperte e imbattersi in eccellenze senza pari.

“La fierezza di essere lombardi si celebra anche a tavola”: lo ricorda l’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi.

In Lombardia tra cibo e vino uno scrigno di sapori per Capodanno

Tra cibi e vini, la Lombardia vanta 75 prodotti DOP (Denominazione di Origine Protetta) e IGP (Indicazione Geografica Protetta). Con un valore di quasi 2,5 miliardi di euro fanno della regione la terza in Italia per impatto economico e la prima assoluta per crescita (+14,6%) nel 2022.

In Lombardia si producono cinque dei primi dieci formaggi DOP italiani per valore: Grana Padano, Parmigiano Reggiano, Gorgonzola, Provolone Valpadana e Taleggio.

Nel comparto dei prodotti a base di carne, oltre alla Bresaola della Valtellina, la maggior parte dei grandi salumi nazionali è alimentata dalla filiera degli allevamenti lombardi.

capodanno LombardiaGrandissima è inoltre la qualità dei vini: in Lombardia 9 bottiglie su 10 sono a Denominazione di Origine. La regione vanta infatti 5 Docg, 21 Doc e 15 Igt. Il comparto nel 2022 è cresciuto in valore del 18,1%, trainato da Franciacorta, Lugana, Oltrepò, Valtellina e Garda.

Oltre a vini blasonati e già noti, ci sono vere e proprie chicche da scoprire. Ciò è possibile visitando le cantine di piccoli produttori che con passione animano le loro vigne e ci offrono il frutto di mesi di lavoro e di amore per la terra.

“Consumare i prodotti enogastronomici lombardi – prosegue Beduschi – è un piacere e un dovere. Abbiamo eccellenze che tutta Europa e il mondo ci invidiano: per questo devono trovare ospitalità sulle nostre tavole per iniziare l’anno nuovo con l’abbrivio giusto”.

Cosa non può mancare in tavola la sera del cenone? “Cotechino e lenticchie – risponde Beduschi – sono ottima abbinata e anche doverosa sulle tavole dei lombardi, da accompagnare a vini che possano esaltarne i sapori”.

“Tanti auguri quindi a tutti – conclude Beduschi -. La Lombardia anche nel 2024 sarà emblema delle cose buone e belle in tutta Italia e nel mondo.  L’invito per tutti è iniziare il nuovo anno stappando una bottiglia di bollicine, rigorosamente lombarde”.

 

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Agroalimentare, Beduschi: DOP Lombardia crescono più di tutte (+14,6%)

“I dati del rapporto Ismea-Qualivita sulla ‘DOP economy’ fotografano una Lombardia da primato. Con un valore che sfiora i 2,5 miliardi di euro nel 2022 e un aumento del 14,6% sul 2021, il nostro comparto dei prodotti a denominazione è quello che cresce di più in Italia”. L’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste di Regione Lombardia, Alessandro Beduschi, commenta così il risultato del rapporto Ismea-Qualivita 2023 sul settore dei prodotti DOP e IGP.

Il ‘peso’ di DOP e IGP

I 75 prodotti, DOP e IGP della Lombardia, tra cibi e vini, ‘pesano’ per il 16% sul valore dell’agroalimentare, grazie ai quasi 2 miliardi di euro del comparto cibo e ai quasi 500 milioni di euro del comparto vinicolo.

La Lombardia secondo il rapporto Ismea-Qualivita 2023

“In Lombardia – prosegue Alessandro Beduschi – si producono cinque dei primi dieci formaggi DOP italiani per valore: Grana Padano, Parmigiano Reggiano, Gorgonzola, Provolone Valpadana e Taleggio. Nel comparto dei prodotti a base di carne non solo la Bresaola della Valtellina è quarta assoluta. La maggior parte dei grandi salumi nazionali è alimentata dai nostri allevamenti. Grandissima anche la crescita dei nostri vini con +18,1% trainata da Franciacorta, Lugana, Oltrepò, Valtellina e Garda.  È il risultato di un lavoro straordinario delle filiere lombarde e dei Consorzi che lavorano per promuovere tutte le nostre eccellenze”.

L’andamento delle province lombarde

Significativo anche il risultato delle province lombarde: Brescia (878 milioni di euro) e Mantova (586 milioni di euro) sono nella ‘top ten’ italiana al quinto e decimo posto assoluti. Valori significativi vengono registrati anche dagli altri territori. Il rapporto vede Sondrio (291 milioni di euro), Cremona (282 milioni di euro), Pavia (157 milioni di euro), Lodi (100 milioni di euro), Bergamo (76 milioni di euro), Milano (69 milioni di euro). A seguire, Lecco (22 milioni di euro), Como (19 milioni di euro), Monza e Brianza (7 milioni di euro) e Varese (6 milioni di euro). Guardando al solo comparto cibo sono ben 4 le province lombarde tra le prime dieci italiane per valore. Nel dettaglio, Mantova (+18,2%), Brescia (+17,8%), Cremona (+12,7%) e Sondrio (+4,5%). Mentre per il settore vitivinicolo spicca la crescita di Brescia (+26,6%), ottava assoluta in Italia.

Cibi e vini lombardi biglietti da visita unici

“Cibi e vini lombardi – conclude l’assessore Beduschi – sono uno dei nostri migliori biglietti da visita, sempre più conosciuti e apprezzati. Il nostro impegno è quello di puntare a promuoverli sempre più in Italia e nel mondo, per aumentare ancora il valore del Made in Lombardia“.

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