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Arrivati i primi infermieri dall’Uzbekistan, lavoreranno in Lombardia

“Benvenuti e buon lavoro”: così il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, al primo gruppo di dieci infermieri arrivato dall’Uzbekistan, grazie al programma di formazione e cooperazione con i Paesi esteri.  Gli operatori sanitari asiatici sono stati ricevuti nell’ufficio del governatore a Palazzo Lombardia.

Dieci infermieri dall’Uzbekistan in Lombardia

“L’arrivo di questi professionisti – ha spiegato Fontana – è frutto degli accordi siglati durante la missione istituzionale della Regione a Tashkent. Un progetto che prevede percorsi di formazione clinica e teorica nell’Asst Fatebenefratelli-Sacco di Milano, con l’obiettivo di rafforzare gli scambi formativi e professionali tra i due Paesi”.

Programma di formazione e lavoro

Durante il periodo di formazione, che li vedrà impegnati in diversi reparti ospedalieri, tra cui pronto soccorso, terapia intensiva, cardiologia, nefrologia, oncologia ed area pediatrica, con la supervisione di tutor, parteciperanno anche a corsi di lingua italiana.

Valorizzazione delle esperienze

“Un’azione concreta – ha concluso il governatore – per rispondere alla carenza di personale sanitario nella nostra Regione e al tempo stesso valorizzare le esperienze di crescita dei Paesi partner. Tutto ciò, mentre continuiamo comunque anche a lavorare affinché si possano incrementare gli stipendi per queste professionalità nell’obiettivo di riuscire a rendere attrattivo per chiunque lavorare all’interno del nostro sistema sanitario”.

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Infermieri dall’Uzbekistan in Lombardia per un progetto di formazione

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore al Welfare Guido Bertolaso, ha approvato il progetto che segna l’avvio della collaborazione tra Regione Lombardia e la Repubblica dell’Uzbekistan per la formazione e l’inserimento di personale infermieristico.

Programma di cooperazione sanitaria Lombardia-Uzbekistan

A ottobre 2025 arriveranno in Lombardia i primi 10 infermieri uzbeki, accolti dal project coordinator dell’Agenzia della Migrazione del Governo uzbeko. Si tratta della fase iniziale di un programma di cooperazione sanitaria che prevede percorsi di formazione clinica e teorica nell’ASST Fatebenefratelli-Sacco di Milano, con l’obiettivo di rafforzare gli scambi formativi e professionali tra i due Paesi, avviati nel giugno 2025 con una visita in Uzbekistan del presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana e di dirigenti regionali della Direzione Welfare.

I reparti ospedalieri in cui saranno coinvolti

Durante il periodo di soggiorno, della durata di circa tre mesi, gli operatori saranno impegnati in un percorso formativo che comprende attività in diversi reparti ospedalieri, tra cui pronto soccorso, terapia intensiva, cardiologia, nefrologia, oncologia ed area pediatrica, con la supervisione di tutor infermieristici e mediatori linguistici.

In foto il presidente Fontana al tavolo della missione di Regione Lombardia in Uzbekistan nel giugno 2025: ora si stringe un accordo di cooperazione sanitaria per infermieriL’iniziativa rappresenta il primo passo di un accordo più ampio, che prevede entro la fine del 2025 l’apertura di una unità di missione di coordinamento a Tashkent, per seguire lo sviluppo dei successivi programmi di cooperazione tra le università mediche lombarde e uzbeke.

Dal prossimo mese di novembre 2025 partiranno inoltre i corsi di lingua italiana per 150 infermieri a Tashkent e 60 a Samarcanda, in preparazione alla successiva fase di reclutamento prevista per il 2026. L’obiettivo è far arrivare nei primi mesi del 2026, i 210 infermieri.

Infermieri dall’Uzbekistan, l’obiettivo è creare scambi stabili

“Questo progetto – sottolinea l’assessore Guido Bertolaso – è un modello di cooperazione internazionale che unisce formazione, competenze e solidarietà. L’obiettivo è creare scambi stabili con l’Uzbekistan per formare professionisti capaci di rispondere ai bisogni della nostra sanità e al tempo stesso valorizzare le esperienze di crescita nei Paesi partner.

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A Bormio i Giochi invernali trapiantati, Fontana: tornare alla vita piena

Dal 3 all’8 marzo 2024 Bormio torna a ospitare i World Transplant Winter Games, i Giochi Mondiali Invernali dei Trapiantati di organi e tessuti, a 20 anni esatti dall’ultima edizione italiana.

La dodicesima edizione dei Giochi è stata ufficialmente presentata a palazzo Lombardia alla presenza del presidente, Attilio Fontana, e del sottosegretario alla Presidenza con delega a Sport e giovani, Lara Magoni. Sono intervenuti Giuseppe Vanacore, presidente di ANED (Associazione Nazionale Emodializzati e Trapianti), e Franco Zecchini, presidente comitato regionale Fisi Alpi Centrali. Collegata in video ha portato il suo saluto il ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli.

“Un evento importante, un grande evento a cui noi crediamo – ha sottolineato il presidente Fontana – perché gli atleti avranno la grande gioia di mettersi alla prova e dimostrare di aver riconquistato salute e vita dopo momenti difficili. Lo sport aiuta anche a superare queste fasi difficili e offre a tutti la possibilità di tornare nella pienezza delle proprie attività. Un messaggio bellissimo. Speriamo che abbia tutto il successo che merita e che possa essere letto come ulteriore occasione di prova organizzativa in vista dell’evento olimpico del 2026″.

“Questi Giochi – ha detto il ministro Locatelli – indicano un’attenzione particolare alla dignità della persona. Sport e inclusione, valorizzazione dei talenti di ogni persona sono bene espressi dalla dimensione sportiva, che può dare anche grandi soddisfazioni”.

Magoni: in Lombardia più donatori che altrove in Italia

giochi invernali trapiantati“Lo sport è uno strumento universale di inclusione, che poggia su una società dove la generosità è concreta – ha sottolineato Lara Magoni -. La Lombardia segna, infatti, un 20% in più di donatori rispetto al dato nazionale. Siamo lieti di accogliere un evento che ci rende orgogliosi. Perché rappresenta sia chi ha donato che chi ha accolto organi o tessuti superando tante difficoltà. Continuiamo, quindi, a promuovere questa azione di solidarietà, un plauso a chi ha organizzato. Ci sarà anche un piccolo trapiantato di 9 anni, e già questo sguardo sul futuro è un successo per tutti”.

Il programma di gare prevede 12 discipline invernali tra sci alpino e nordico: lo slalom (gigante, parallelo e con snowboard), il super G, il biathlon, lo sci di fondo (5 km, 1 ora e 3 km a squadre), le ciaspole (2 km e orienteering a squadre) e il curling a squadre. Divisi per fasce di età e in base al genere, ogni concorrente può partecipare a un totale di cinque gare individuali, oltre alle competizioni a squadre.

La World Transplant Games Federation (WTGF) promuove i World Transplant Winter Games dal 1994, ad anni alterni con i Summer Games.

giochi invernali trapiantatiANED, che in Italia è l’unico rappresentante della WTGF, ha ricevuto il mandato di organizzare l’edizione invernale 2024. Questa dodicesima edizione verrà realizzata grazie al supporto di Regione Lombardia, CNT – Centro Nazionale Trapianti, Sport e Salute, SIN – Società Italiana di Nefrologia. Insieme a questi enti, Provincia di Sondrio, Consorzio BIM dell’Adda, Comune di Bormio, AREU e del CIP – Comitato Italiano Paralimpico, che da anni sostiene le iniziative sportive di ANED.

La Nazionale ai Giochi invernali dei trapiantati

La Nazionale Italiana dei Trapiantati sarà costituita da oltre 20 atleti, trapiantati e donatori viventi. Tra questi i pluricampioni del mondo Marco Panizza (oro nello sci di fondo), Erminio Rigos (oro nello slalom) e Eugen Vikoler (oro nelle ciaspole e nel biathlon). Durante l’ultima edizione dei Giochi Mondiali Invernali che si è tenuta a Banff, in Canada nel 2020, gli azzurri hanno portato a casa 6 ori, 5 argenti e due bronzi. Classificandosi all’ottavo posto nel medagliere mondiale e conquistando il podio in più discipline.

All’interno dei Giochi Invernali Mondiali dei Trapiantati si terrà la Nicholas Cup, la prestigiosa competizione fondata in memoria di Nicholas Green. Ricordiamo tutti il bambino di 7 anni che nel 1994 durante una vacanza in Italia, in Calabria, è stato vittima nel corso di un tentativo di rapina. La famiglia decise di donare i suoi organi. Partecipando all’iniziativa, i bambini trapiantati provenienti da tutto il mondo sono invitati a una settimana di divertimento sulla neve, sperimentando le varie discipline sportive.

Com’è consuetudine per tutti i grandi appuntamenti sportivi, è stata scelta una mascotte. Con un voto pubblico tramite la pagina Facebook e il profilo Instagram di ANED. Si chiama Donato, un aquilotto, simbolo della forza delle persone che affrontano e superano le sfide della malattia cronica e della libertà dopo il trapianto.

Saranno venti i paesi coinvolti, con atleti provenienti da Canada, Usa, Iraq, Etiopia e Pakistan.

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