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Peste Suina Africana, allentate restrizioni alle zone colpite

“Un’ottima notizia quella della Commissione europea: allentate in modo sostanziale le restrizioni agli allevamenti suinicoli lombardi delle province di Pavia e di Lodi e anche a quelli piemontesi di Novara colpiti dalla Peste Suina africana“.

È il commento dell’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste della Regione Lombardia Alessandro Beduschi, sullo stop alle limitazioni alle zone con focolai o casi di PSA (Peste Suina Africana).

Peste Suina Africana, allentate le restrizioni

“Abbiamo agito subito, con il Ministero dell’Agricoltura e quello della Salute e il Commissario di Governo per la PSA, Giovanni Filippini – ricorda l’assessore – con misure volte a contenere la diffusione del virus, con recinzioni, strutture di biosicurezza, anche con il sostegno del mondo venatorio e, va sottolineato, con la grande disponibilità al sacrificio degli allevatori di suini e dell’intera filiera della suinicoltura”.

Zona 3, restrizioni completamente rimosse

Nel dettaglio, la zona ‘3’, quella con restrizioni totali, è completamente rimossa. Sono 109 i Comuni classificati in zona ‘2’57 in zona ‘1’, mentre 72 Comuni precedentemente inclusi nelle zone di restrizione passano a territorio libero.

Lavoro sinergico e di squadra

“Dopo questa notizia – prosegue Beduschi – possiamo dire che i lavoratori del settore, e l’intera filiera tutta, possono tornare, e dico finalmente, a guardare ai mesi futuri con rinnovato ottimismo lasciandosi alle spalle mesi di duri sacrifici legati alle restrizioni. Siamo arrivati al traguardo di un allentamento alle restrizioni con un lavoro sinergico, di squadra, conosci che contenere e sconfiggere la PSA non è affatto semplice o facile, come dimostrano casi di altri Stati vicini a noi”.

Sguardo al futuro

“Questo non significa – conclude – che la battaglia sia finita. È però un grandissimo segnale che in molte zone colpite gli allevatori possano tornare a riaccasare i suini e quindi a tornare lentamente alla normalità. È una grande vittoria di un sistema che ha funzionato nonostante momenti di grandissima difficoltà”.

 

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Caserma Montello Milano, diventerà sede della Polizia di Stato

Con la cerimonia di consegna del cantiere, al via la realizzazione della nuova sede della Polizia di Stato alla Caserma Montello di Milano con il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana. Presenti i ministri Matteo Salvini (Infrastrutture e Trasporti), Matteo Piantedosi (Interno) e il sindaco di Milano Giuseppe Sala.

Caserma Montello di Milano, il progetto

La Caserma Montello sarà trasformata nella nuova ‘Cittadella della Sicurezza‘ che ospiterà la sede della Polizia Stato di Milano e accoglierà oltre 2.000 persone durante il giorno e ospiterà più di 1.100 agenti di Polizia durante la notte.

L’intervento della Caserma Montello rientra nell’ ‘Accordo territoriale di sicurezza integrata per lo sviluppo ‘, sottoscritto il 22 dicembre 2016 e successive revisioni del 28 febbraio 2022 e del 20 giugno 2024. L’intesa è tra i Ministeri  dell’Interno, della DifesaInfrastrutture, della Cultura, l’ Agenzia del demanio, Regione Lombardia, Comune di Milano e Università Cattolica del Sacro Cuore.

Il progetto complessivo prevede tra l’altro la trasformazione della Caserma Garibaldi quale ampliamento dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.  Prevista anche la rilocalizzazione delle funzioni operative svolte dalla Difesa nella ‘Caserma Santa Barbara‘ oltre alla nuova sede della Polizia di Milano nella ‘Caserma Montello‘.

Modello di collaborazione vincente

“Questo progetto – ha dichiarato il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana – è frutto di un modello di collaborazione istituzionale che trova da sempre terreno fertile in Lombardia e che  dimostra ancora una volta di essere vincente”.

L’intervento rappresenta un esempio concreto di sinergia tra sicurezza, formazione e sviluppo urbano.

“È – ha spiegato Fontana – di un’iniziativa doppiamente strategica. Da un lato consentirà infatti agli agenti della Polizia di Stato di operare in spazi moderni e funzionali. Dall’altro garantirà agli studenti dell’Università Cattolica aule, servizi e aree comuni indispensabili per una didattica sempre più evoluta”.

Regione Lombardia ha creduto fin da subito nel valore di questo progetto, che si inserisce perfettamente nella strategia regionale di sviluppo sostenibile.

Grande intervento di rigenerazione urbana

“Parliamo di un grande intervento di rigenerazione urbana – ha aggiunto – che si sposa alla perfezione con la nostra visione di sviluppo sostenibile: un progetto ambizioso, capace di rafforzare la vocazione internazionale e innovativa dell’Università Cattolica, riferimento non solo per Milano ma per tutto il Paese, e di migliorare le infrastrutture delle Amministrazioni impegnate nella tutela della sicurezza dei cittadini”.

L’intervento risponde anche a due esigenze sempre più urgenti nei grandi centri urbani: l’accesso alla casa per gli operatori in servizio e la percezione della sicurezza da parte della cittadinanza.

Gioco di squadra tra Istituzioni

“Questi spazi – ha sottolineato – permetteranno agli agenti di insediarsi a Milano durante il proprio servizio, sviluppando con serenità il proprio percorso professionale e rafforzando il legame con la città”.

Il presidente ha infine voluto rimarcare l’importanza del gioco di squadra tra le Istituzioni.

“La Lombardia – ha concluso – è una terra in cui puoi trasformare le tue idee e i tuoi sogni in realtà, perché qui c’è una collaborazione istituzionale che lo rende possibile. Quando gli Amministratori fanno squadra e guardano al bene della gente, nascono progetti davvero significativi”.

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Varese, otto alloggi Aler ai Vigili del Fuoco

Regione Lombardia mette a disposizione alloggi Aler da assegnare ai Vigili del Fuoco in provincia di Varese. Sono 8 appartamenti a canone concordato distribuiti tra il capoluogo, Gallarate e Somma Lombardo, che saranno destinati agli operatori del Comando provinciale e alle loro famiglie, così da facilitarne la permanenza nel territorio. Un modello di intervento, quello promosso a Varese attraverso una convenzione sperimentale, che sarà esteso a tutta la Lombardia in seguito a un accordo tra Regione e Ministero dell’Interno.

Varese alloggi Aler Vigili del Fuoco‘Modello Varese’

Nella sede del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco, l’assessore regionale alla Casa e Housing sociale Paolo Franco, e il sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno Emanuele Prisco, hanno firmato una lettera di intenti che pone le premesse per diffondere il ‘modello Varese’ non solo a livello regionale ma anche a livello nazionale. All’evento era presente anche il capo del Corpo nazionale Vigili del Fuoco, Eros Mannino.

Varese, 8 alloggi Aler ai Vigili del Fuoco

“Regione Lombardia – ha sottolineato l’assessore Franco – affronta con concretezza il tema del diritto alla casa di chi, come i Vigili del Fuoco, lavora ogni giorno per la nostra sicurezza. Come istituzioni abbiamo il dovere di pensare a soluzioni come questa, in grado di aiutare chi garantisce servizi essenziali per il funzionamento delle comunità ma fatica ad accedere al mercato degli affitti privati. Regione è convintamente accanto agli operatori dei Vigili del Fuoco che svolgono il loro lavoro con grande competenza, professionalità e spirito di sacrificio, sempre al servizio della collettività”.

La lettera d’intenti prelude a un protocollo d’intesa più specifico che definirà modalità di intervento valide a livello generale.

Mix abitativo

“Ringrazio il sottosegretario Prisco – ha proseguito l’assessore Franco – per la preziosa collaborazione che ci consentirà di implementare iniziative analoghe su tutti i territori lombardi, partendo proprio dalla buona pratica che stiamo attivando a Varese. Come Regione stiamo puntando molto sull’housing sociale, ovvero sulla necessità di mettere a disposizione case per i lavoratori. In questo modo si dà attuazione anche al concetto di ‘mix abitativo’, rendendo più eterogeneo il tessuto sociale dei quartieri popolari”.

Soluzione concreta

“Le sedi dei Vigili del Fuoco al Nord – ha dichiarato il sottosegretario Prisco – scontano una carenza di organici a causa del caro affitti. La strategia del Governo è interloquire con tutti i soggetti in grado di agevolare il co-housing a vari livelli, in modo da semplificare la vita al personale fuori sede. Ringrazio l’assessore Franco che ha raccolto l’istanza trovando una soluzione concreta nel giro di poche settimane. Con la lettera di intenti si parte con una ricognizione del fabbisogno in tutta la Lombardia, in relazione alla disponibilità di Aler in modo da dare risposte già entro l’anno. La sperimentazione di Varese può diventare una buona pratica a livello nazionale”.

Migliore qualità della vita Varese alloggi Aler Vigili del Fuoco

“L’iniziativa – ha detto il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, Mario Abate – garantisce migliori condizioni logistiche per il nostro personale operativo. È un contributo importante al miglioramento della qualità della vita. Il nostro obiettivo rimane quello di garantire un servizio sempre più efficiente ed efficace, al servizio della comunità e della sicurezza pubblica”.

Progetto strategico

“Ringrazio il sottosegretario Prisco, il capo del Corpo Nnazionale dei Vigili del Fuoco e l’assessore Paolo Franco – ha dichiarato il presidente Aler Varese Como Monza Brianza e Busto Arsizio, Stefano Cavallin – per la loro sensibilità e attenzione verso questo progetto e verso il ruolo strategico che il settore dell’edilizia sociale riveste per il benessere del territorio. A seguito della sottoscrizione di questa lettera d’intenti, la nostra Aler si attiverà immediatamente e, nelle prossime settimane, come richiesto dal prefetto, darà una prima risposta concreta alle esigenze del Comando Vigili del Fuoco della provincia di Varese”.

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Milano, ‘Uffici di prossimità’ punto di incontro tra giustizia e territorio

Con quello di Milano sono 42 gli ‘Uffici di prossimità’ inaugurati in Lombardia. La Regione ha infatti aderito al progetto avviato dal Ministero della Giustizia nell’ambito del ‘Programma operativo nazionale di governance e capacità istituzionale 2014-2020’ e volto ad attivare a livello nazionale, negli enti locali, una rete di sportelli in grado di creare dei punti di contatto tra la Giustizia e i cittadini.

Uffici di prossimità, quello di Milano è in via Oglio

All’inaugurazione dello ‘sportello’ di via Oglio 18 a Milano,  sede del Municipio 4, presente, per la Regione Lombardia, il vicepresidente  e assessore al Bilancio, Marco Alparone.

“Mi fa particolarmente piacere – ha commentato il vicepresidente – per chi come me viene dal territorio, parlare di prossimità, oggi è infatti sempre più importante. Parlare di prossimità nella Giustizia, in particolare, vuol dire parlare alle fasce più deboli. Qui trovano un punto di ascolto e di confronto per quello che è la giustizia ordinaria, vicino a casa loro, per rispondere ai loro bisogni”.

“Sono molto contento  – ha sottolineato – che Regione Lombardia abbia investito, non solo qui a Milano, ma in 42 sportelli in tutta la Lombardia costruendo così un legame sempre più stretto tra cittadini e Giustizia, partendo proprio dai più fragili”.

Milano Uffici di prossimitàI servizi per i cittadini

I 42 uffici di prossimità di Regione Lombardia, che rappresentano 297 Comuni, offrono un servizio gratuito di orientamento, informazione e anche di  inoltro pratiche per tutti i cittadini. Il loro obiettivo è infatti quello di assicurare una ‘giustizia di prossimità’, garantendo così la tutela dei diritti senza dover andare direttamente negli uffici giudiziari.

È possibile rivolgersi agli ‘sportelli’ , ad esempio per inoltrare al Tribunale le pratiche per l’amministrazione di sostegno o per il rilascio di un’autorizzazione o di documenti validi per l’espatrio. Gli ‘Uffici di prossimità’ garantiscono anche supporto nella compilazione della modulistica  degli uffici giudiziari e informazioni sugli istituti di protezione giuridica come ad esempio la tutela dei minori.

I 42 Uffici di prossimità in Lombardia

I 42 ‘Uffici di prossimità’ della Lombardia sono distribuiti in dieci province.

Milano: 11

Bergamo: 1

Brescia: 5

Como: 5

Cremona: 2

Lecco: 1

Monza Brianza: 3

Pavia:8

Sondrio: 1

Varese: 5 .

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Convenzione triennale per Carabinieri forestali nella tutela del territorio

Carabinieri forestali impegnati nella tutela del territorio. Lo prevede la convenzione triennale sottoscritta a Palazzo Lombardia tra Regione e Ministero dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e delle Foreste. Capofila della convenzione per Regione Lombardia è la Direzione generale Territorio e Sistemi verdi.

Tra gli ambiti interessati, per citarne alcuni, rientrano difesa del suolo e polizia idraulica, prevenzione e previsione degli incendi boschivi e del rischio valanghe. Sono inoltre compresi  produzione e commercializzazione di materiali forestali, presidio ambientale, censimento degli alberi monumentali e controlli sui tagli boschivi.

Carabinieri forestali per la tutela del territorio

L’assessore Gianluca Comazzi ha ringraziato il Comandante regionale Benito Castiglia per l’attività svolta nell’ambito delle materie di competenza dell’ente.

“Sottolineo  l’importanza della sintonia tra istituzioni – ha detto – e l’impegno comune a tutela del territorio, delle acque e dell’ambiente, nonché nel campo della sicurezza e dei controlli nel settore agroalimentare”.

“La Direzione generale Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste – ha commentato l’assessore Alessandro Beduschi – partecipa all’accordo con due linee di controllo ormai consolidate negli anni. Tra queste vi è la certificazione del materiale forestale. Quest’ultima infatti è volta a verificare e garantire l’origine genetica del materiale commercializzato e le verifiche sui tagli boschivi. Sono attività che trovano nella professionalità e competenza del Corpo Carabinieri Forestali garanzia di efficacia. Tutto ciò sia  a tutela delle filiere del legno sia nella salvaguardia del patrimonio boschivo lombardo. Questi per noi infatti sono obiettivi imprescindibili”.

“L’unione delle forze istituzionali – ha aggiunto Giorgio Maione, assessore regionale all’Ambiente e Clima – è centrale per la protezione del territorio. Il presidio dei Carabinieri forestali sarà quindi una garanzia per la tutela dei cittadini e per il controllo capillare delle attività ambientali”.

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Parco Monte Barro/Lc, da Regione 218.000 euro per Centro flora autoctona

Un contributo di 218.000 euro circa per garantire, per il biennio 2025/2026, le attività di supporto tecnico–scientifico svolte dall’Osservatorio regionale per la biodiversità del Centro flora autoctona del Parco Monte Barro. Lo prevede la delibera presentata dall’assessore al Territorio e Sistemi verdi Gianluca Comazzi e approvata dalla Giunta di Regione Lombardia.

Lo stanziamento consentirà di garantire una serie di iniziative quali la gestione e l’aggiornamento del database e del sito dell’Osservatorio, il censimento e il monitoraggio di svariate specie di piante, l’attività della Task-force specie aliene invasive flora (Ias) e l’aggiornamento periodico del database Natura2000 e relativa cartografia. I dati saranno poi trasmessi anche al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase).

Parco Monte Barro, priorità è tutela della biodiversità

“La tutela della biodiversità e dell’enorme ricchezza e varietà della flora lombarda – ha dichiarato Comazzi – è un obiettivo prioritario per Regione Lombardia. Con questo stanziamento garantiremo la prosecuzione di attività di ricerca,  monitoraggio e catalogazione delle di piante presenti sul nostro territorio, individuando anche quelle invasive. Tutto ciò servirà anche per avere un quadro accurato dello stato dell’arte. La salvaguardia della biodiversità è infatti un principio sancito anche nella nostra Costituzione, che ne ha riconosciuto l’importanza fondamentale. Come Regione Lombardia  – ha ribadito – continueremo a impegnarci in questa direzione”.

Preservazione del patrimonio naturalistico

“Tutela ambientale e preservazione del patrimonio naturalistico – ha aggiunto Mauro Piazza, sottosegretario con delega all’Autonomia e ai Rapporti con il Consiglio regionale – sono temi trasversali, che superano gli steccati ideologici e le appartenenze partitiche. Chi rappresenta le istituzioni ha il dovere di prendersi cura del proprio territorio, a partire dalla flora e dalla fauna esistenti al suo interno. Ringrazio quindi l’assessore Comazzi per questo importante finanziamento. È infatti destinato a una realtà che si trova all’interno della provincia di Lecco ma che opera con grande impegno nell’interesse di tutta la Lombardia”.

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Sanità, Bertolaso: sorpresi e stupiti dal parere del Mur

“Siamo sorpresi e stupiti dal parere in tema di sanità formulato da un ufficio del Mur. La circolare vorrebbe,  infatti mantenere in capo alle Università l’esame per il passaggio d’anno dei medici specializzandi assunti con il cosiddetto ‘Decreto Calabria’. Tutto ciò in palese contrasto con quanto disposto dalla recente legge 56/2024″.

È quanto ha affermato l’assessore al Welfare di Regione Lombardia Guido Bertolaso.  Il commentoè ad un recente parere di un ufficio del Ministero dell’Università e della Ricerca. Con questo documento vengono infatti date indicazioni rispetto all’esame per il passaggio d’anno dei medici specializzandi assunti con il cosiddetto ‘Decreto Calabria‘.

Sanità, parere Mur

“Condivido le perplessità – ha aggiunto Bertolaso – espresse dalle varie associazioni di specializzandi. Infatti in un momento storico in cui lavoriamo tutti assieme per migliorare il servizio sanitario pubblico questo parere potrebbe scoraggiare tanti giovani. Molti di loro, infatti,  stanno contribuendo a mantenere la continuità assistenziale dei servizi sanitari. Regione Lombardia adotterà quindi ogni iniziativa utile di tutela per garantire la piena e completa attuazione di quanto disposto dall’articolo 44-quater della legge 56/2024”.

 

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Alberi monumentali, Regione Lombardia ne riconosce altri 70 nuovi

Sono 70 i nuovi alberi monumentali riconosciuti da Regione Lombardia. Lo stabilisce una delibera approvata dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore al Territorio e Sistemi verdi, in collaborazione con i Carabinieri forestali e i Comuni.

“Con questa nuova delibera – ha illustrato l’assessore – intendiamo rafforzare la tutela del nostro patrimonio naturale. Questi alberi, grandi ‘patriarchi’ vegetali della Lombardia, non hanno soltanto un’importanza storica e culturale, ma sono vitali anche dal punto della biodiversità. Arricchiscono infatti boschi e creste montuose, campagne ma anche il verde urbano, le strade e le piazze di borghi e città.”

Alberi monumentali 70 nuoviL’aggiornamento sarà quindi ora trasmesso al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste per l’inserimento delle piante nell’elenco degli alberi monumentali d’Italia. Dal 2014, anno di operatività della legge istitutiva, la Regione Lombardia ha riconosciuto e proposto al Ministero i suoi alberi monumentali, tutti inseriti nell’elenco.

Gli alberi monumentali sono piante di grandi dimensioni cui è riconosciuto un elevato valore paesaggistico e culturale. Oltre a essere apprezzati per queste ragioni, svolgono anche un importante ruolo da un punto di vista ecologico.

In Lombardia altri 70 nuovi alberi monumentali Alberi monumentali 70 nuovi

“La Lombardia – ha concluso l’assessore – con 431 alberi e alberature, si colloca tra le prime regioni italiane in termini di individuazione e tutela degli alberi monumentali. Questo aggiornamento è quindi fondamentale per la salvaguardia di questi veri e propri monumenti, meritevoli della massima tutela per ciò che rappresentano. Un patrimonio da promuovere e far conoscere ai cittadini con iniziative dedicate anche sui social e la posa di cartelli informativi dedicati presso le alberature: tutti i cittadini conosceranno così la straordinaria bellezza dei nostri territori”.

Le 23 specie diverse

Le nuove alberature inserite nell’elenco regionale appartengono a 23 specie diverse. Quelle maggiormente rappresentate sono il larice (13), il faggio (10), il platano (8) e il castagno (7).

Nuovi 70 Alberi monumentali (431) Lombardia 2024

Questo il link per localizzazione, informazioni  e immagini degli esemplari.

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Quartiere Lorenteggio, nuovo passo avanti nell’AdP rigenerazione urbana

La giunta di Regione Lombardia  ha approvato la delibera che definisce le modalità di attuazione dell’articolo 4 dell’Accordo di Programma (Adp) ‘Lorenteggio’. L’atto è stato proposto dell’assessore con delega alla Casa e Housing sociale.  In particolare stabilisce il trasferimento della proprietà delle aree a favore del Comune di Milano.   Qui sarà realizzata la nuova piazza pubblica in corrispondenza della nuova fermata M4 sull’area oggetto di demolizione del fabbricato di via Segneri.

 AdP Quartiere Lorenteggio, prosegue la riqualificazione dell’area

“Un nuovo passo avanti – spiega l’assessore  – per l’accordo di programma tra Regione Lombardia, Aler e Comune di Milano per la riqualificazione del quartiere Lorenteggio. Andiamo così avanti con la ‘missione Lombardia’ che prevede un deciso cambio di passo nelle politiche abitative. Tutti traguardi che si possono raggiungere anche e soprattutto attraverso la sinergia tra Enti”.

L’intesa approvata dall’esecutivo regionale indica le compensazioni tra il Comune di Milano e Aler Milano definite in un precedente incontro tra le parti. È stata presa in considerazione anche la richiesta del Comune di Milano sulla possibilità da parte di Aler Milano di estendere il periodo di comodato d’uso gratuito per l”Hub di comunità‘.  Attualmente il Protocollo di Intesa del 2 marzo 2018  prevede una durata di 20 anni e la realizzazione  con demolizione e ricostruzione dell’edificio di via Giambellino 150.  Complessivamente costerà 2.556.561 euro.

Hub di comunità

Tra i contenuti che caratterizzano il provvedimento, l’incremento del contributo originariamente previsto dall’AdP Lorenteggio per la realizzazione dell”Hub di comunità’. Il Comune di Milano ha incrementato a 2.184.781 euro il contributo su quest’opera.  Inizialmente  infatti era di  1.500.000 euro.

Bosco della musica

Il provvedimento include inoltre la retrocessione del diritto di superficie concesso all’Aler di Milano. Tutto ciò  in forza delle convenzioni stipulate con il Comune nel 2009 e 2010 relative all’area ‘via Montepenice-via Pizzolpasso‘. L’obiettivo è infatti quello di realizzare il progetto ‘Bosco della musica‘ a Rogoredo.

Questo intervento è previsto dal Protocollo d’Intesa e l’accordo tra Ministero delle Infrastrutture, Ministero dell’Università e Ricerca, Regione Lombardia, Comune di Milano, Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano sottoscritti l’11 aprile 2022 e il 17 giugno 2022.

A Rogoredo sarà realizzata una nuova struttura polifunzionale dedicata alla musica, dotata di aule, laboratori, auditorium, alloggi, aree di ristoro e quanto necessita a rendere gli spazi utili per la fruibilità da parte degli studenti, nella prospettiva della riqualificazione funzionale e urbana dell’intera area messa a disposizione dall’amministrazione comunale di Milano.

Via Bolla – Via Consolini

La delibera della Giunta regionale include anche la trasformazione del diritto di superficie, concesso dal Comune di Milano ad Aler Milano per l’area ‘Via Bolla – Via Consolini‘, in diritto di piena proprietà, attraverso la definizione dei rapporti giuridici tra la Regione Lombardia, il Comune di Milano e Aler Milano, riconoscendo le spese sostenute da parte di Aler Milano, pari a euro 434.568.

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Università Brescia è emblema di una sfida vinta

“L’Università di Brescia è l’emblema di una sfida vinta, che è quella della territorialità”. Lo ha detto l’assessore regionale all’Università, Ricerca e Innovazione, Alessandro Fermi che ha incontrato, fra gli altri, il rettore Francesco Castelli, il prorettore con delega alla ricerca, Alessandro Padovani, nell’ambito della V tappa del tour fra gli Atenei lombardi.

L’Università di Brescia

“Oltre quarant’anni di vita, 16.000 studenti, 7 sedi – ha fatto notare Fermi – sono il segno concreto di un Ateneo che ha voluto premiare il territorio. Non ce ne è un’altra che ha voluto radicarsi così offrendo un servizio di qualità come quella di Brescia. E allora dobbiamo batterci affinché i ragazzi che nascono in questa zona possano continuare a studiare e crescere professionalmente senza doversi necessariamente recare nel capoluogo. Questa è la grande sfida che dobbiamo vincere”.

Per farlo servono ovviamente delle risorse perché sostenere economicamente 7 sedi “non è banale”.

E allora la Regione Lombardia vuole provare a fare qualcosa “mettendo delle risorse” a partire dall’uso dei Fondi europei che transitano attraverso le regioni, in particolare il Fesr.

“In questi mesi – ha continuato l’assessore – proprio per compensare lo sforzo che il nostro sistema universitario ha fatto per supplire alla mancanza di fondi pubblici destinati al diritto allo studio, abbiamo provato a capire come sostenere questo sistema di eccellenza. A breve presenteremo una misura innovativa e che può diventare strutturale. I fondi del Fesr devono essere messi a bando. Ogni Università dovrà quindi proporre progetti che possano avere ricadute positive sull’ambito economico in cui ricadono. Sarà una misura anche economicamente interessante che potrebbe cubare fra i 40 e i 60 milioni di euro”.

Borse di studio, Ministero investa di più

Negli ultimi anni, la Lombardia ha sempre aumentato i fondi destinati alle borse di studio. E’ arrivata infatti a mettere sul piatto, solo nell’ultimo anno, 20 milioni di euro. “Sono tanti soldi – ha sottolineato Fermi – ma non bastano perché è aumentato la platea degli aventi diritto anche in conseguenza a quanto stabilito dal Pnrr che, purtroppo, finirà”.

“L’unica soluzione – ha concluso Fermi – è che il Ministero scelga di investire di più cambiando anche i criteri di riparto del Fondo visto che, ad esempio, la Lombardia ha il 33% degli studenti che arrivano da fuori Regione. Noi, intanto, stiamo già pensando come poter usare il Fondo Sociale Europeo per il diritto allo studio. Tutto ciò per far fronte ad una situazione che non si è mai palesata in questo modo”.

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Oltre 174 milioni per aiutare caregiver e parenti di persone con disabilità

La Giunta della Regione Lombardia ha approvato una nuova programmazione con la delibera ‘Modifica del programma operativo regionale a favore di persone con gravissima disabilità e in condizioni di non autosufficienza a e grave disabilità’. L’atto è proposto dell’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità Elena Lucchini, di concerto con l’assessore al Welfare Guido Bertolaso.

Il Programma operativo era stato approvato lo scorso dicembre.

Disabilità, al via nuova programmazione

“Questa modifica – ha dichiarato l’assessore Lucchini – giunge dopo un percorso che in questi mesi ha messo al centro una costante interlocuzione con le associazioni che rappresentano il mondo della disabilità, gli Enti locali sempre più pilastri del welfare di territorio e le parti sindacali.

Dopo una trattativa, iniziata a dicembre, abbiamo condiviso con il Ministero del Lavoro e Politiche sociali un percorso che ci ha consentito di raggiungere un obiettivo per noi essenziale”.

“Da un lato – ha continuato – vogliamo salvaguardare il contributo economico a favore dei caregiver. Dall’altro intendiamo procedere con il necessario potenziamento dei servizi di sollievo e assistenza. Rispettiamo così quanto richiesto dalla riforma dell’attuazione dei Leps (Livelli essenziali prestazioni sociali) di erogazione”.

Lombardia apripista

“Un risultato importante – ha proseguito – che testimonia come la Lombardia abbia fatto da apripista nel giungere a una interpretazione più efficiente e meno vincolante. Per quanto riguarda la programmazione lombarda, ha consentito infatti di meglio bilanciare la quota da destinare ai servizi”.

“Oltre all’interlocuzione con il Ministero – ha aggiunto – occorre ribadire anche l’impegno economico di Regione Lombardia. Lo stanziamento di risorse è infatti passato dai 10 milioni iniziali del 2023 agli odierni 17,5 milioni stanziati per il 2024. Di questi, 3,5 milioni sono reperiti in Consiglio regionale, grazie a un Ordine del giorno al Bilancio, sottoscritto da tutta la maggioranza. A questi fondi bisogna infine sommare i 13 milioni del Fondo sanitario regionali”.

Le nuove rimodulazioni

“La nuova programmazione consente quindi – ha detto ancora – di intervenire sui contenuti della delibera approvata a dicembre.

Le rimodulazioni del contributo mensile ai caregiver, che inizialmente erano ricomprese tra i 200 e i 350 euro mensili (a seconda delle categorie) e avrebbero ridotto il contributo economico in forza di un aumento dei servizi, consisteranno ora in circa 65 euro mensili.

“Per tutti i disabili con bisogni complessi – ha concluso – non ci sarà alcuna modifica rispetto alla programmazione dello scorso anno. Tutto ciò sarà possibile grazie anche ad un contributo economico aggiuntivo, del valore massimo di 85 euro mensili a valore sul ‘Fondo caregiver’. Saranno rimborsati in un’unica soluzione per un valore massimo di 595 euro per il 2024”.

Dotazione finanziaria

La dotazione finanziaria per l’esercizio Fondo Nazionale per le non autosufficienze 2024 ammonta a complessivi 172.556.132 euro . Qui di seguito la suddivisione.

– 137.945.000 euro, risorse del Fna 2023, destinate alle Misure B1 e B2, al Pro.Vi (progetto vita indipendente) e al rafforzamento dei Punti unici di accesso.

– 17,5 milioni del bilancio regionale.

– 13 milioni del Fondo Sanitario Regionale.

– 4.111.132 euro del Fondo caregiver familiare 2023.

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Disabilità, fondo non autosufficienze condiviso con associazioni territorio

La nuova programmazione regionale del Fondo nazionale per le non autosufficienze (Fna) al centro dell’incontro con le associazioni del territorio che rappresentano le persone con disabilità. A coordinare i lavori , a Palazzo Lombardia, l’assessore regionale alla Famiglia, Solidarietà sociale e Disabilità Elena Lucchini.

Disabilità, il Fondo nazionale non autosufficienze

“La trattativa con il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali – ha spiegato – è stata proficua. Grazie a un costante dialogo, sia sul piano politico, sia su quello tecnico, siamo riusciti a raggiungere un obiettivo per noi essenziale. Da un lato, infatti, abbiamo salvaguardato il contributo economico a favore dei caregiver. Dall’altro abbiamo proseguito nel necessario potenziamento dei servizi sul territorio. Un risultato possibile – ha continuato – grazie anche alla disponibilità dimostrata dal ministro Marina Calderone, che ho incontrato personalmente negli scorsi giorni. Tutto ciò ha segnato un cambio di passo rispetto al passato. È doveroso ricordare infatti come, le imposizioni restrittive contenute nel Piano nazionale, siano state introdotte da Governi precedenti”.

Lombardia è apripista

La Lombardia ha fatto da apripista: si è giunti infatti ad una interpretazione più efficiente e meno vincolante che ha consentito di bilanciare meglio la quota da destinare ai servizi.

“Oltre all’interlocuzione con il Ministero – ha continuato – occorre sottolineare il notevole sforzo economico posto in essere da Regione Lombardia.  Lo stanziamento iniziale delle  risorse proprie è infatti passato dai 10 milioni d’inizio 2023 ai 14 milioni stanziati per il 2024. A questi  si sommano ulteriori 3,5 milioni reperiti grazie a un ordine del giorno approvato in sede di discussione del bilancio regionale”.

La nuova programmazione

“Nel concreto – ha spiegato – la nuova programmazione consentirà di rivedere profondamente i contenuti della delibera che abbiamo dovuto obbligatoriamente approvare a dicembre. Le rimodulazioni, che inizialmente erano ricomprese tra i 200 e i 350 euro mensili (a seconda delle categorie) e avrebbero ridotto il contributo economico diretto ai caregiver in forza di un aumento dei servizi, passeranno a circa 65 euro mensili, con l’esclusione dei disabili con bisogni complessi che invece non vedranno alcuna modifica rispetto alla programmazione dello scorso anno”.

Fondo caregiver

“Questo sarà possibile – ha chiarito – grazie a un contributo economico aggiuntivo, del valore massimo di 85 euro mensili a valore sul ‘Fondo Caregiver’, che saranno rimborsati in un’unica soluzione per un valore massimo di 595 euro per il 2024, previa presentazione di documentazione comprovante l’acquisto di prestazioni sociali.
Il passaggio odierno è stato importante ed ho voluto farlo direttamente con le associazioni, che rappresentano il mondo della disabilità”.

“Nei prossimi giorni – ha concluso – incontreremo anche gli Enti locali e le parti sindacali, per condividere con loro la nostra proposta. Contiamo infatti di portarla all’approvazione finale entro la metà di marzo”.

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