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Le Isole di Brissago tornano a stupire per l’estate con i loro giardini da sogno sul lago Maggiore

Nel cuore del lago Maggiore, esiste una coppia di piccole isole che sembrano appartenere a un altro mondo: luoghi fiabeschi fatti di palme, fioriture subtropicali, profumi mediterranei e sentieri sospesi sull’acqua. Sorgono a due passi dal Belpaese, nella Svizzera italiana, in particolare tra Ascona e Locarno e con la riapertura dei loro giardini botanici si trasformano nella meta più sorprendente dell’estate.

Le Isole di Brissago hanno riaperto alle visite per la stagione 2026 (fino al 18 novembre) e questo è il momento perfetto per organizzare una gita tra scorci sul lago, ville storiche e oltre 1.700 specie botaniche provenienti da tutto il mondo. La particolarità? Delle due isole se ne visita solo una, facilmente raggiungibile via acqua e trasformata in un piccolo paradiso verde galleggiante.

Cosa vedere alle Isole di Brissago

Il cuore dell’isola maggiore, San Pancrazio (chiamata anche Isola Grande), è un parco botanico di circa 2,5 ettari dove crescono specie che normalmente in Svizzera non sopravviverebbero. Qui invece prosperano all’aperto grazie al particolare microclima del lago Maggiore.

Per visitare questa meraviglia si passeggia attraverso ambientazioni ispirate alle cinque aree del mondo dal clima mediterraneo: dal bacino del Mediterraneo alla California, passando per Sudafrica, Australia occidentale e Cile centrale. Tra agavi, palme, eucalipti e fioriture esotiche, sembra quasi di viaggiare tra continenti diversi nel giro di poche centinaia di metri: un paesaggio che incanta.

Tra gli edifici simbolo dell’isola c’è Villa Emden, elegante residenza costruita negli Anni ’20 dal barone Max Emden. Oggi ospita un hotel-ristorante con terrazze panoramiche direttamente sull’elegante specchio d’acqua.

Il verde unico delle isole di Brissago, Svizzera
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Il giardino subtropicale dell’Isola Grande di Brissago, Svizzera

Nei weekend e nei giorni festivi il biglietto d’ingresso comprende anche una breve visita guidata botanica, perfetta per capire meglio la storia del parco e le caratteristiche delle specie più rare. Un dettaglio interessante soprattutto per chi esplora l’isola per la prima volta e vuole andare oltre la semplice passeggiata panoramica.

Uno degli aspetti più belli delle Isole di Brissago è il continuo dialogo tra vegetazione e paesaggio lacustre. I percorsi sono semplici, pianeggianti e adatti anche alle famiglie, e regalano scorci continui sulle montagne del Locarnese e sulla sponda del Gambarogno.

Biglietti e come visitarle

Per visitare le Isole di Brissago è necessario acquistare l’ingresso al parco botanico e il biglietto del battello. L’ingresso costa circa 10,40 euro per gli adulti (10 franchi svizzeri), mentre è gratuito per bambini e ragazzi fino a 16 anni. A questi costi va aggiunto quindi il battello: il biglietto andata e ritorno da Locarno parte da circa 20,60 euro a persona, mentre da Ascona il tragitto è più breve e generalmente più economico.

Sull’isola si possono utilizzare carte di credito, Twint e anche euro, anche se l’eventuale resto viene restituito in franchi svizzeri.

Come raggiungere le Isole di Brissago

Le Isole di Brissago si trovano nel bacino svizzero del lago Maggiore e sono raggiungibili esclusivamente via acqua. I battelli partono da Locarno, Ascona, Porto Ronco, Brissago e San Nazzaro. In particolare, da Ascona bastano circa 15-20 minuti di navigazione, mentre da Locarno il viaggio dura fra 40 minuti e un’ora, trasformandosi nell’occasione perfetta per fare una piacevole crociera panoramica sul lago.

Riaprono i Giardini di Castel Trauttmansdorff, sboccia la primavera sopra Merano

Tra le montagne dell’Alto Adige c’è un luogo dove la primavera arriva prima e dura anche più a lungo rispetto a tanti altri posti. Si tratta dei Giardini di Castel Trauttmansdorff, considerati tra i giardini botanici più belli d’Europa e premiati a livello internazionale per la loro unicità.

Affacciato su Merano, questo spettacolo naturale riapre al pubblico dal 1° aprile 2026, offrendo un’esperienza che va oltre la classica visita: è un viaggio tra fiori variopinti provenienti da tutto il mondo, installazioni artistiche, percorsi interattivi e testimonianze storiche. Tra fioriture spettacolari e novità, ecco cosa non perdere nella nuova stagione, che promette di essere una delle più coinvolgenti.

Riapre Villa Carlotta, la perla botanica sul Lago di Como è da vedere

Il lago di Como è affascinante tutto l’anno, ma con la fioritura primaverile le dimore storiche e i loro giardini diventano ancora più belli e, proprio per questo, sono pronti a spalancare le porte ai visitatori: riparte la stagione di Villa Carlotta che riapre con tantissimi eventi in programma, mostre e iniziative.

Dopo i mesi invernali, impiegati per restauri, potature e nuovi allestimenti, il museo e il giardino botanico tornano ad accogliere i visitatori con una novità inattesa:  si chiama Lotti, ed è una piccola creatura fatta di foglie, radici e fiori; lo “Spirito del Giardino“, secondo la leggenda costruita attorno a lei. Una mascotte, insomma, pensata soprattutto per i bambini, che la troveranno ad accompagnarli lungo i sentieri del parco con il suo taccuino da giardiniere. E quest’anno, il giardino di Villa Carlotta ha vinto la Foglia d’Oro del Lago di Como, il premio-scultura che ogni anno viene assegnato al vincitore del “Concorso Internazionale Spazi Creativi”.

Riapre il segreto meglio custodito di Napoli, un giardino botanico principesco

Il Museo e Real Bosco di Capodimonte è sicuramente uno dei segreti meglio custoditi di Napoli, un’oasi di tranquillità dove lasciarsi alle spalle il caos cittadino e immergersi nella quiete della natura. Qui, dopo un anno di lavori, riapre finalmente una delle sue aree più preziose: il Giardino dei Principi. Con i suoi 134 ettari di parco storico, viene considerato un vero e proprio ‘monumento vivente’ che, dopo diversi interventi di restauro, potrà essere visitato e goduto in tutta la sua bellezza.

Come ha dichiarato il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, durante l’inaugurazione: “Oggi è una giornata speciale per Napoli. Un giorno di festa perché viene restituito alla cittadinanza questo meraviglioso paesaggio, questi giardini principeschi, questo bosco così ricco di biodiversità fin dal suo concepimento”.

I lavori di restauro al Giardino dei Principi

Progettato nel 1840 da Friedrich Dehnhardt, capo giardiniere del Real Orto Botanico di Napoli, secondo il gusto anglo-cinese, il Giardino dei Principi rappresenta una vera e propria opera d’arte paesaggistica. Fin dalla sua ideazione, divenne subito un luogo di sperimentazione tanto da custodire il 70% delle specie esotiche presenti nel Real Bosco.

Nel corso del 2024 sono stati portati avanti diversi lavori di restauro volti al recupero di componenti architettonici e naturalistici, così da permettere ai visitatori di godere dei suoi due ettari di boschetti, belvederi e viali sinuosi, declinati verso la visione maestosa del Vesuvio. Saranno messi a dimora anche 100.47 alberi, 7616 arbusti, 43.243 erbacee.

L’obiettivo era anche quello di restituire ai cittadini un luogo dove godere gratuitamente della natura ripristinando anche i tracciati ottocenteschi, negli anni cancellati dalla vegetazione. Durante la loro visita, inoltre, potranno scoprire un allestimento museale dove osservare rari esemplari secolari, come il maestoso Canforo, un Taxodium mucronatum e un Eucalyptus camaldulensis. Nei boschetti circostanti si trovano anche magnolie, tassi, cipressi, pini, uno splendido Cedro del Libano e una Melaleuca.

Come visitare il Giardino dei Principi a Capodimonte

Il Museo e Real Bosco di Capodimonte è un giardino storico, ma anche un grande parco pubblico, considerato il polmone verde di Napoli. L’accesso al parco è gratuito e, grazie ai suoi ampi spazi, potete dedicargli anche un’intera giornata!

Oltre all’area restaurata dedicata al Giardino dei Principi, ci sono anche tanti altri percorsi perfetti per fare una passeggiata come quello che vi porterà alla scoperta della Manifattura di Porcellana, il percorso tra i viali del giardino tardo-barocco fino alla Fontana di Mezzo o il più panoramico, quello che vi condurrà sul Belvedere per ammirare il Golfo di Napoli, dal Vesuvio a Punta della Campanella, da Capri alla Collina del Vomero.

Potete raggiungere il Museo e Real Bosco sia a piedi che con gli autobus. A piedi ci sono diversi percorsi di 30 minuti, come l’itinerario “I Due Musei”, che unisce Capodimonte e il Mann, e l’itinerario “O’ Presepio”, che invece parte da Porta San Gennaro e percorre i Vergini e la Sanità.

Con l’autobus, invece, vi basterà prendere il 3M (fermate Porta Piccola e Porta Miano, via Miano), il 168 -178 e C67 (fermata Porta Piccola, via Miano), il C63 (fermata Porta Grande, via Capodimonte) e il 204 (fermata Viale Colli Aminei).

Lombardia tra fiori e piante: i 5 migliori giardini botanici da non perdere

Per riconnetterci con la natura non è sempre necessario andare lontano, a volte basta semplicemente salire in macchina, sul bus o in sella alla propria bicicletta e raggiungere il giardino botanico più vicino. In Lombardia ne esistono diversi che, soprattutto con l’arrivo della primavera, sbocciano trasformandosi in vivaci tappeti multicolore.

Se state cercando un rifugio lontano dalla folla, un angolo di tranquillità dove godervi le bellezze dei fiori e delle piante, ecco la nostra lista dei migliori giardini botanici della Lombardia, da Milano a Brescia, fino a Bergamo e oltre.

Orto botanico di Brera, Milano

Uno dei giardini più belli della Lombardia si trova proprio nel cuore di Milano, nello storico quartiere di Brera. In origine centro di meditazione e coltivazione dei Gesuiti, diventa nel Settecento un orto botanico dedicato alla formazione scientifica, dove poter studiare le specie medicinali coltivate al suo interno.

Oggi è un museo universitario in cui si tutela la biodiversità, suddiviso in tre settori: le collezioni di specie medicinali, alimentari, tintorie e di altri usi si trovano nei primi due settori, mentre il terzo ospita l’arboreto, le cui star sono i due esemplari di Ginkgo Biloba con due secoli e mezzo di vita.

L’orto botanico si trova in Via Brera ed è consigliato raggiungerlo con i mezzi pubblici: MM3 (Montenapoleone), MM2 (Lanza), MM1 (Cairoli) tram e bus 1, 2, 4, 12, 14, 61, 94. Dall’1 aprile al 31 ottobre è aperto dalle 10:00 alle 18:00, mentre dal 1 novembre al 31 marzo è aperto dalle 9:30 alle 16:30. L’ingresso è libero e gratuito.

Orto botanico Brera Milano
Fonte: iStock
Scorcio dell’orto botanico di Brera

Orto botanico Lorenzo Rota, Bergamo

È un piccolo eden cittadino l’orto botanico Lorenzo Rota a Bergamo, nato nel 1972. Seppur di dimensioni ridotte (2400 metri quadri), custodisce al suo interno un’incredibile varietà di specie vegetali, offrendo allo stesso tempo un meraviglioso panorama sulla città e sulle Prealpi Orobie.

Al suo interno ci sono due sezioni: Città Alta, dov’è possibile osservare soprattutto la flora autoctona e alcune piante derivanti da altre parti del mondo, tra cui succulente e carnivore, e Astino dov’è possibile fare un viaggio nel mondo delle piante alimentari e comprendere come possiamo vivere in modo sostenibile.

L’ingresso all’orto è gratuito, ma la sezione Città Alta è aperta solo dal 1 marzo al 30 novembre; gli orari di apertura variano ogni mese e consigliamo di consultarli sul sito ufficiale. La sezione Astino, invece, è aperta dal 1 aprile al 31 ottobre.

Giardino Botanico Alpino Rezia, Campello

Nato nel 1979 in seguito a un intervento di riqualificazione, il Giardino Botanico Alpino Rezia si trova Campello, a nord di Bormio, a un’altitudine di 1500 metri sul livello del mare. Gestito dal Parco dello Stelvio, è organizzato su una superficie di quasi 15.000 metri quadrati e ospita più di 2500 specie vegetali, suddivise in quattro macro aree di appartenenza: la flora del Parco Naturale dello Stelvio, gli esemplari alpini delle zone europee ed extraeuropee, le specie artiche e antartiche.

L’obiettivo principale del giardino è quello di conservare e preservare le specie vegetali dei territori alpini, spesso minacciate a causa delle azioni distruttive dell’uomo. L’accesso è gratuito, ma lo spazio è aperto solo a maggio, dalle 9:00 alle 17:00 tutti i giorni, a giugno, luglio e agosto dalle 9:00 alle 18:00 tutti i giorni, settembre e ottobre dalle 9:00 alle 17:00 dal lunedì al venerdì e fino alle 18:00 nei weekend.

Giardino Botanico Fondazione Heller, Gardone Riviera

A Gardone Riviera, in provincia di Brescia, c’è un giardino botanico speciale che unisce natura e arte. Stiamo parlando del progetto della Fondazione André Heller, creato nel 1903 dal dentista naturalista A. Hruska (dentista dell’ultimo Zar e di illustri personaggi come Sigmund Freud o i Papi Pio XII e Giovanni XXIII), successivamente acquistato nel 1989 dall’artista viennese Andrè Heller.

L’obiettivo di questo giardino è quello di coniugare la natura con l’arte: all’interno dei suoi 10.000 metri quadrati, infatti, le specie botaniche provenienti da ogni parte del mondo convivono con opere d’arte firmate da Keith Haring, Auguste Rodin, Joan Mirò e dello stesso Heller. Le 3.000 specie botaniche provenienti dalle Alpi all’Himalaya al Mato Grosso alla Nuova Zelanda, dal Giappone all’Australia, dal Canada all’Africa

Il biglietto d’ingresso costa 12 euro e il giardino è aperto da marzo a ottobre, tutti i giorni dalle 9:00 alle 19:00.

Orto botanico di Pavia

Infine, vi consigliamo l’orto botanico più antico della Lombardia. Quello di Pavia, infatti, venne fondato nel 1773 per volere di Maria Teresa d’Austria e nacque come istituzione all’avanguardia dedicata allo studio dei molteplici aspetti del mondo vegetale.

Qui potrete ammirare diverse serre, da quelle che custodiscono le piante tropicali alle serre scopoloniane, le quali racchiudono una collezione di cactacee, piante succulente e cicadaceae. All’interno dell’orto botanico è presente anche una collezione di piante officinali e tossiche come lo stramonio (Datura stramonium) o l’edera velenosa (Toxicodendron radicans).

Grande protagonista dell’orto è il famoso platano che Scopoli piantò in onore della morte di Linneo nel 1778, oltre che il Roseto che, con le sue 300 fra rose botaniche, antiche e moderne, colora in primavera la facciata meridionale.

Orto botanico Pavia
Fonte: IPA Agency
L’orto botanico di Pavia

L’oasi urbana di Osaka: la straordinaria magia del Nagai Botanical Garden

I viaggi ci portano alla scoperta del mondo, ci invitano a esplorare e a conoscere i luoghi cercando di carpire un po’ della loro anima. Ci sono alcuni posti, però, che più di altri sono affascinanti poiché tanto diversi per cultura, tradizioni e aspetto da quelli in cui viviamo noi.

Come il Giappone, che è una meta amatissima, che invita a essere vissuto e conosciuto in tutte le sue sfaccettature. Tra le location da raggiungere se si programma un viaggio ad Osaka, ad esempio c’è un giardino bellissimo, in cui passeggiare nel mezzo della natura e in una vera e propria esplosione di colori.

Si tratta del Nagai Botanical Garden, un grande spazio verde che è come una gemma preziosa incastonata nella parte meridionale del Parco Nagai, ovvero un’area in cui trovano casa alcune strutture sportive, un tratto di foresta locale e questo meraviglioso giardino, che è ricco di piante e che vale la pena raggiungere in ogni momento dell’anno. Tutto quello che devi sapere per visitarlo e conoscerlo.

Dove si trova il Nagai Botanical Garden

È una vera e propria oasi urbana, stiamo parlando del Nagai Botanical Garden che si trova in Giappone, nel quartiere Higashisumiyoshi a Osaka. Una città davvero grande, basti pensare che è la seconda in ordine di dimensioni del Paese, terza se si include Tokyo che però viene considerata una metropoli.

Un luogo importantissimo dal punto di vista economico e commerciale, ma anche per la buona cucina. Quindi perfetto per tutti coloro che ricercano un’esperienza gastronomica autentica.

In città vi sono alcune aree verdi, come il parco del Castello, oppure quello commemorativo dell’Expo e, ancora, nella zona sud della città, il Parco Nagai, perfetto per chi è alla ricerca di uno spazio in cui dedicarsi ad attività sportive senza dimenticare il relax. Ci sono campi e stadi, un anello dove correre o camminare intorno all’area e il Nagai Botanical Garden, con il suo suggestivo e placido laghetto.

Il giardino botanico si trova nella parte sud-orientale del parco e vi si possono ammirare alberi e fiori. E la buona notizia è che la visita si può pianificare in ogni stagione.

Cosa vedere nell’oasi urbana di Osaka: il Nagai Botanical Garden

Piante, fiori, la natura che esplode in tutta la sua meraviglia e che ci accompagna durante le quattro stagioni. Ma non solo: ci sono tantissime cose da vedere nel Nagai Botanical Garden nella bella e interessante città di Osaka, nella stessa area ad esempio merita una visita il Museo di Storia Naturale, luogo ideale per tutti coloro che vogliono approfondire e conoscere. Da marzo a ottobre è aperto dalle 9,30 alle 17, l’ingresso chiude alle 16,30, mentre da novembre a febbraio l’accesso è possibile dalle 9,30 alle 16,30, chiusura dell’entrata alle 16.

Poi vale la pena visitare il laghetto, con gli alberi che lo circondano e lo rendono una location di grande bellezza. Da non perdere, infine l’installazione del collettivo TeamLab: opere d’arte che si possono ammirare nel giardino, che lo impreziosiscono di luci e lo rendono ancora più magico.

Per visitare lo spazio verde sono suggeriti diversi percorsi in base alla stagione di riferimento, per poter assorbire pienamente lo straordinario potere della natura di creare scenari mozzafiato.

Cosa vedere al Nagai Botanical Garden a Osaka
Fonte: iStock
Cosa vedere al Nagai Botanical Garden a Osaka: le sue meraviglie

Quando andare nel giardino botanico

Come accennato, ogni stagione è quella perfetta per visitare il Nagai Botanical Garden, poiché questo luogo regala suggestioni e meraviglie in ogni momento dell’anno.

La struggente poesia dell’inverno, ad esempio, accoglie i visitatori sin dall’ingresso principale con i cipressi calvi e con le loro radici: intorno allo stagno nella Foresta Storica regalano uno scenario meraviglioso. Così come fanno gli altri alberi senza foglie. Non manca la fioritura di alcuni fiori, anche in questa stagione dell’anno.

Con la primavera (ma già da febbraio) il mondo torna a colorarsi delle tante varietà di fiori che si trovano nel parco, da visitare – ad esempio – il Giardino delle Camelie, il Giardino della Vita, oppure ammirare il verde che esplode nell’area del piccolo laghetto.

Da non perdere in estate i girasoli, ma non solo: anche gli alberi delle mele e tanto altro. In autunno, infine, il fascino dei colori ha la meglio e allora gli occhi non possono non rimanere estasiati da tanta meraviglia.

Sul sito ufficiale vengono segnalati gli itinerari consigliati per le diverse stagioni e mesi dell’anno, quindi vale la pena sperimentare un giro seguendo queti percorsi scanditi al ritmo della stagione in cui si visita questo affascinante Paese dell’Asia.

Osaka, quando andare al Nagai Botanical Garden
Fonte: iStock
Osaka, quando puoi visitare il Nagai Botanical Garden

Le info utili da sapere sul Nagai Botanical Garden

Se il Parco Nagai ha aperto i battenti nel 1944, il giardino botanico è arrivato 30 anni dopo in contemporanea al Museo civico di storia naturale: era il 1974 e da quel momento lo sviluppo di questo luogo ha caratterizzato gli anni a venire, fino a raggiungere nel 2024 i 50 anni dall’inaugurazione delle due realtà. Questo spazio verde si sviluppa lungo un’area di circa 24,2 ettari e ospita un numero impressionante di piante, circa 1200, oltre a numerosi giardini dedicati a specie ben precise.

È aperto da marzo a ottobre dalle 9,30 alle 17 (si può entrare, però, sino alle 16,30) e da novembre a febbraio dalle 9,30 fino alle 16,30 (ultimo ingresso alle 16). Le chiusure sono previste il lunedì, o il giorno successivo in caso di festività, e a Capodanno, dal 28 dicembre al 4 gennaio.

Tra le informazioni utili da conoscere per organizzare una visita vi è il fatto che si paga un biglietto di ingresso, ma per alcune fasce d’età l’accesso è gratuito. Il giardino botanico è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici, poi – in base alla fermata prescelta – si dovrà percorrere un tratto a piedi che varia dagli 800 metri al chilometro.

Raggiunto questo luogo, si potrà fare il pieno di bellezza e assaporare le tante sfumature e opere che la natura ci sa donare in ogni momento dell’anno.

Villa Carlotta, il giardino botanico di fronte a Bellagio da visitare in primavera

Quando inizia la fioritura dello splendido giardino botanico di Villa Carlotta, visitarlo è un’esperienza unica e indimenticabile. Il parco di Villa Carlotta è celebre per la stupefacente fioritura primaverile di più di 150 varietà di rododendri e di azalee. Antichi esemplari di camelie, cedri e sequoie secolari, grandi platani ed essenze esotiche attendono i visitatori in un alternarsi di ambientazioni create, nei secoli, dagli architetti di questi giardini.

Villa Carlotta, una delle più belle dimore storiche che si possono visitare in Italia, si trova a Tremezzo, in provincia di Como, e s’affaccia direttamente sul lago, con vista sul pittoresco borgo di Bellagio, da cui è raggiungibile in motonave. La vista dalla villa e dai giardini è meravigliosa e i colori della fioritura lasciano senza fiato. Non a caso, viene spesso scelta come location per matrimoni, anche per la terrazza panoramica che si affaccia sul lago. Villa Carlotta ha riaperto per la stagione 2025 il 21 marzo, giorno in cui si celebra la Giornata Mondiale delle Foreste. Ecco cosa non perdere tra giardini fioriti, eventi e mostre che animano questo luogo dal fascino irresistibile.

Scoprire Villa Carlotta: origini e storia

Villa Carlotta accoglie i visitatori con il suo magnifico parco botanico e le sue sale ricche di capolavori d’arte: è un luogo di rara bellezza, qui capolavori della natura e dell’ingegno umano convivono armoniosamente in 70.000 mq tra giardini e strutture museali.

In una conca naturale, tra lago e montagne, il marchese Giorgio Clerici fece edificare, alla fine del 1600, una splendida dimora, imponente ma sobria, circondata da un giardino all’italiana, di fronte a uno scenario mozzafiato sulle Grigne e su Bellagio.

Con Gian Battista Sommariva, il successivo proprietario, la villa toccò il massimo dello splendore, arricchendosi di opere d’arte e divenendo meta irrinunciabile per una visita sul Lago di Como. Sommariva, che acquisì la proprietà agli inizi dell’Ottocento, volle che parte del giardino fosse trasformato in uno straordinario parco romantico e che la villa venisse impreziosita con capolavori di Canova, Thorvaldsen e Hayez.

Villa Carlotta vista dal Lago di Como
Fonte: 123RF
Villa Carlotta vista dal Lago di Como

Il parco di Villa Carlotta (circa 8 ettari visitabili) è luogo di grande fascino, non solo per la posizione panoramica particolarmente felice, ma anche per l’armonica convivenza di stili, la ricchezza di essenze, le suggestioni letterarie che ne fanno una meta imperdibile per chi giunge sul Lago di Como.

Le novità dell’edizione 2025

La novità principale del 2025 è l’apertura, oltre agli 8 ettari che già componevano il parco, di altri percorsi accessibili su prenotazione, che sono stati realizzati grazie ai fondi del PNRR. Durante l’inverno, infatti, sono stati avviati importanti lavori di riqualificazione dell’area agricola e boschiva per scoprire luoghi inediti e bellissimi della vasta area che circonda Villa Carlotta. Inoltre, anche l’esperienza di visita è migliorata, con nuovi pannelli multisensoriali accessibili a tutti e una segnaletica dedicata al PNRR.

Torna anche quest’anno, infine, lo spazio multimediale ‘Vita in Villa’, che si trova nei sotterranei del museo dove un tempo c’erano i locali di servizio (cantina, cucine, lavanderia), che racconta in maniera immersiva e interattiva la vita quotidiana di chi abitava questi spazi, arricchito quest’anno con ulteriori contenuti. Diversi ambienti per i quali sono state progettate installazioni che guidano il visitatore in un percorso nel tempo attraverso reperti, oggetti e personaggi che animano le diverse stanze.

Il giardino botanico di Villa Carlotta, sul Lago di Como
Fonte: 123RF
La bellezza del giardino di Villa Carlotta a primavera

Le terrazze e il giardino all’italiana

Dell’età seicentesca resta l’ampio giardino all’italiana con alte siepi a taglio geometrico, parapetti a balaustrate, statue e giochi d’acqua; del periodo romantico è ancora percepibile la struttura del giardino all’inglese, ricco di alberi pregiati di proporzioni eccezionali e di scorci di grande suggestione; alla fine del XIX secolo risale invece la grande architettura vegetale delle imponenti masse di rododendri, azalee e di specie rare, che fanno del parco di villa Carlotta un vero e proprio giardino botanico.

Le cinque terrazze che fronteggiano la villa, sono animate da aiuole geometriche, piccole peschiere, nicchie e fontane. Raggiungibili attraverso la seicentesca scalinata a tenaglia, le terrazze offrono molte sorprese botaniche: le alti siepi di camelie, le piante di papiro, i grandi e rinomati tunnel di agrumi e le numerose rose che decorano le facciate, in molti casi antichi esemplari sopravvissuti nel corso degli anni. Questa fu la zona del giardino che il celebre scrittore francese Gustave Flaubert, durante il suo soggiorno sul Lago di Como nella primavera del 1845, apprezzò più di ogni altro con la sua “scalinata di pietra che scende fino nell’acqua per imbarcarsi, i grandi alberi, le rose che spuntano su una fontana”.

Il giardino all'italiana di Villa Carlotta, da visitare in primavera
Fonte: 123RF
Il giardino all’italiana di Villa Carlotta

Dalle terrazze si gode di una straordinaria vista del giardino all’italiana con la balaustra in pietra a 12 pilastri a bugnato che sorreggono altrettante statue di divinità mitologiche e figure allegoriche in marmo di Candoglia, risalenti ai primi anni del Settecento: Notte, Ercole, Dejanira, Zefiro, Flora, Apollo, America, Pomona, Vertumno, Galatea, Eco, Aurora in un crescendo di significati simbolici riconducono ai ritmi e ai piaceri della vita agreste. Al centro, la fontana settecentesca con vasca sagomata e la statua di Arione di Metimna, celebre cantore e suonatore di cetra, che venne miracolosamente salvato dai flutti grazie all’intervento di un delfino.

Le camelie

A giudicare dalle dimensioni raggiunte da numerosi esemplari, l’impiego della camelia a Villa Carlotta risale molto indietro nel tempo. Passeggiando tra i giardini se ne possono ammirare diverse varietà, alcune assai rare, dai colori più diversi. Il nucleo più imponente è senza dubbio quello che decora il cortile posteriore della villa, attorno alla grande nicchia a rocaille che un tempo ospitava la statua di Ercole e l’idra e oggi è rigogliosamente coperta dal capelvenere.

Le azalee

Ad aprile e maggio, il giardino di Villa Carlotta si trasforma in un autentico mare di azalee multicolori, disposte in alti cuscini arrotondati lungo i sentieri. L’effetto è straordinario, sia per la varietà cromatica sia per le dimensioni raggiunte dagli arbusti. Si tratta di un percorso fiorito di grande fascino e portata che in Italia conosce davvero pochi eguali. Qui è realmente possibile verificare in modo tangibile l’abilità di chi, dai paesaggisti della famiglia Sassonia-Meiningen ai giardinieri odierni, ha saputo ideare, realizzare e mantenere un percorso di tale portata, interpretando in chiave moderno gli obiettivi e le tecniche dell’antica arte topiaria. Per osservare ancora meglio la scena, un corto sentiero lungo le azalee conduce a un gazebo dal sapore romantico: da questo luogo si possono ammirare autentiche onde di meravigliose azalee.

Fiori dei giardini di Villa Carlotta
Fonte: iStock
Distese floreali dei giardini di Villa Carlotta

Il bosco dei rododendri

La sapiente cura di un’unica specie di rododendro (Rhododendron arboreum) ha permesso di creare un ambiente che in natura trova riscontro solo sulle montagne himalayane: decine di esemplari ultracentenari, dai rami e dai tronchi contorti creano qui un’atmosfera unica. Caratterizzata da un tronco spesso non ramificato in basso, dal diametro di 30-60 cm e di un’altezza fino a 15 metri, il Rhododendron arboreum è un vero e proprio albero dalle foglie lanceolate od oblunghe e dalle infiorescenze ad ombrella con 15-20 fiori di un bel rosso cremisi nella specie tipo oppure rosata o perfino bianca in alcune sottospecie.

Il giardino dei bambù

Oltre 3.000 metri quadrati ispirati ai principi e alle tecniche dell’arte dei giardini giapponesi qui ospitano ben 25 specie di bambù, alcune assai rare, in un contesto di grande armonia tra cascatelle, ruscelli e strutture di pietra. La scalinata di accesso al giardino è sovrastata dal portale Torii che segna l’ingresso alla parte del giardino più tipicamente orientale, una zona strutturata a stanza su due differenti livelli; quello più interno circondato da un boschetto di bambù giganti è un’oasi di tranquillità in cui si possono apprezzare appieno luci, forme, suoni e colori che nell’armonica unione tra acqua e bambù mutano nel corso delle ore della giornata.

La valle delle felci

L’abile mano del paesaggista ha saputo trasformare una comune forra naturale in un ambiente scenograficamente costruito al fine di destare stupore nel visitatore, mediante l’aggiunta di platani e tigli, ma soprattutto di piante esotiche come le grandi felci arborescenti e palmiformi originarie dell’Australia. Lo spettacolo, per chi si affaccia dal belvedere appositamente creato, è di sicuro effetto e di grande impatto.

Il giardino roccioso

Una parte del giardino ha una configurazione molto particolare, costituita da una corona superiore di arbusti di ottimo impianto ornamentale, sovrastanti un mosaico di erbacee a fioritura primaverile ed estiva, alternate a tipi di palme dalle più diverse provenienze. Nella zona più a Est, tra ampie nicchie scavate nel terreno scosceso e separate fra loro mediante rocce e sassi, è ospitato un considerevole gruppo di piante grasse, con specie provenienti da una quindicina di generi diversi, che vengono qui sistemate nella buona stagione e ritirate poi in serra con i primi freddi.

Eventi stagione 2025

Dalle mostre agli eventi che celebrano la bellezza di questo luogo, ecco una selezione degli appuntamenti imperdibili quest’anno.

Mostre

  • Dal 6 aprile al 31 agosto 2025: il Museo della villa ospita la mostra “Gli argenti del Duca. Oggetti preziosi dalle collezioni di
    Villa Carlotta”, una selezione di argenti e metalli dei duchi di Sachsen-Meiningen, con raffinati manufatti inglesi, tedeschi e francesi che raccontano lo sfarzo e l’arte della tavola tra Otto e Novecento;
  • Da giugno a ottobre 2025: arte ambientale a verde di Maria Dompé, un’esperienza immersiva tra pittura e scultura;
  • Dal 20 settembre all’8 dicembre 2025: mostra “Ritratto di famiglia. I Bisi, una dinastia di artisti nella Lombardia romantica tra Manzoni, Hayez e la principessa Belgiojoso”.

Eventi

  • 23 marzo 2025: Pic‐Nic di primavera, con una visita speciale;
  • 29 marzo 2025: Viaggio alla scoperta delle Camelie storiche, che continua anche a Villa Melzi e a Villa Monastero;
  • 6 aprile 2025: open day per famiglie, per presentare le attività delle settimane di Camp per bambini, che partiranno dalla settimana di Pasqua con l’Easter Camp;
  • 21 aprile 2025: Caccia al tesoro Botanico di Pasquetta;
  • 10 maggio 2025: Bio flower day, viaggio in compagnia di un giardiniere, tra botanica e cultura;
  • 17 maggio 2025: nell’International Museum Day, Villa Carlotta aderisce all’iniziativa Notte europea dei musei, patrocinata da Unesco, Consiglio d’Europa e ICOM.

Info utili: orari e prezzi

Villa Carlotta è aperta tutti i giorni, da lunedì a domenica, con orari che variano in base al periodo:

  • Dal 21 marzo al 19 ottobre 2025: 10.00 – 19.00 (ultimo biglietto ore 18.00, chiusura museo ore 18.30);
  • Dal 20 ottobre al 9 novembre 2025: 10.00-18.00 (ultimo biglietto ore 17.00, chiusura museo ore 17.30);
  • 15, 16, 22, 23, 29, 30 novembre, 6, 7, 8 dicembre 2025: 10.00-16.00 (ultimo biglietto ore 15.30).

Il biglietto di ingresso per adulto costa 15 euro. Sono previste riduzioni o esenzioni per determinate categorie: Over 65 (13 euro), studenti da 6 a 18 anni (6 euro), studenti da 19 a 25 anni (10 euro); per bambini da 0 a 5 anni e disabili l’ingresso è gratuito. Tutte le altre informazioni su costi e modalità di accesso sono disponibili sul sito ufficiale Villacarlotta.it (nella sezione “visita”).

Come arrivare a Villa Carlotta

  • In auto: da Como percorrendo la SS 340 per Menaggio; da Milano seguendo la A9 Milano-Laghi, uscita Lago di Como, poi la SS 340 per Menaggio. Una volta arrivati, potrete parcheggiare nei parcheggi liberi e a pagamento disponibili vicini a Villa Carlotta (se sono pieni è consigliato il parcheggio Autosilo Villa Mainona in via Peduzzi, a Tremezzina);
  • In treno: Milano Centrale – Tirano con fermata Varenna Esino, da dove è possibile proseguire con Navigazione Lago di Como (Tremezzo/Villa Carlotta); Milano Centrale – Sondrio con fermata Varenna Esino, da dove è possibile proseguire con Navigazione Lago di Como (Tremezzo/Villa Carlotta); Milano Porta Garibaldi – Chiasso, con fermata Como San Giovanni; Milano Cadorna – Como Nord Laghi.
  • In autobus: da Como si prende un mezzo di Asf Autolinee, Linea C10 Como – Menaggio – Colico (fino a Tremezzo – Villa Carlotta).
  • In battello: da Varenna o da Como è possibile proseguire con Navigazione Lago di Como (fino a Tremezzo/Villa Carlotta).
Museo di Villa Carlotta sul Lago di Como
Fonte: 123RF
Le sale del museo di Villa Carlotta

Kew Gardens a Londra: perché visitare questi giardini

A pochi chilometri da Londra si trovano gli spettacolari Kew Gardens, uno dei giardini botanici più rinomati e affascinanti del mondo. Una storia che abbraccia secoli e, soprattutto, un patrimonio di oltre 40.000 specie vegetali. È una meta imperdibile per viaggiatori, appassionati di botanica e amanti della natura. Come ogni anno, i bellissimi giardini Kew Gardens ospitano il Festival delle Orchidee, un evento che nel 2025 celebra la ricca varietà della flora peruviana, offrendo un percorso sensoriale e immersivo unico nel suo genere.

Storia ed origini dei Kew Gardens

Questi meravigliosi giardini affondano le loro origini nel lontano Diciottesimo secolo, quando Lord Capel di Tewkesbury creò un giardino esotico attorno alla Kew House, da cui prenderanno il nome. In seguito, grazie alla Principessa Augusta, nel 1759 il giardino è soggetto ad una grande espansione, con lo scopo di accogliere un’importante collezione di piante provenienti da tutto il mondo.

Grazie a numerosi esperti botanici, la Principessa trasformò i Giardini di Kew in un centro di ricerca scientifica famoso a livello internazionale, riconosciuto ufficialmente come Orto Botanico Reale nel 1840, diventando un punto di riferimento per la raccolta, lo studio e la conservazione di migliaia di specie vegetali. Da allora, al suo interno, si posso trovare rare e preziose specie di piante, ma anche memorie storiche e culturali. Sono presenti serre, musei, pagode e spazi dedicati all’Herbarium, che rendono l’intera struttura un laboratorio vivente, dove arte e natura creano un connubio unico.

Chi decide di visitare i Kew Gardens sa già che affronterà un’esperienza unica nel suo genere, che va ben oltre la semplice ammirazione della ricca fauna all’interno di questi giardini, dove cura e passione per la botanica si intrecciano con una bellezza paesaggistica unica. Si tratta di un contesto unico, con locali che si prestano perfettamente ad ospitare eventi culturali unici ed artistici, proprio come il Festival delle Orchidee 2025, che si tiene dal 1 Febbraio al 2 Marzo 2025.

Vista aerea dei Kew Gardens e delle sue strutture: giardini a pochi chilometri da Londra
Fonte: iStock
I giardini di Kew Gardens, Londra

Il Festival delle Orchidee 2025: tematica peruviana

Questo bellissimo festival si distingue dalle precedenti edizioni per la sua tematica dedicata al Perù, un Paese molto noto per la sua ricca biodiversità e per la ricchezza culturale delle sue antiche tradizioni. Viene ospitato all’interno del Princess of Wales Conservatory, che si trasforma in un bellissimo palcoscenico naturale, con oltre 3000 specie di orchidee autoctone del Perù, che vengono celebrate in installazioni artistiche e scenografie che richiamano i paesaggi peruviani. Un vero e proprio viaggio sensoriale nelle Ande: un evento durante il quale tutti i visitatori faranno un viaggio nelle atmosfere tipiche del Sud America.

Un calendario ricco di eventi e attività

Il Festival delle Orchidee vanta un programma ricco di eventi, in grado di coinvolgere e sorprendere i visitatori con una serie di iniziative dedicate a diverse fasce di pubblico.

È aperto tutti i giorni, dalle 10.00 alle 17.00 (ultimo ingresso alle 16.00), ed il biglietto di ingresso è incluso nel biglietto standard per l’ingresso ai Kew Gardens. Allo stesso tempo, per chi desidera vivere il festival in un’atmosfera più dinamica è possibile partecipare alle serate organizzate Orchids After Hours, tutti i venerdì e sabato sera, con musica dal vivo, performance di danza ispirate alla tradizione peruviana e degustazioni di cocktail creativi, pensati per richiamare i sapori e le essenze del territorio andino.

Invece, per chi preferisce un approccio più intimo, il Festival delle Orchidee prevede quelle che vengono identificate come Sessioni Tranquille. Si tratta di sessioni ideate per tutti, dalle 11.00 alle 12.00, e che sono state create per un numero ristretto di visitatori che vogliono godere della visita al giardino delle orchidee in un ambiente più rilassato, accompagnato da spiegazioni e approfondimenti da parte degli esperti botanici dei Kew Gardens.

Un’esperienza educativa e interattiva

Il festival al Kew Gardens offre una serie di workshop, conferenze e dimostrazioni, che approfondiscono il legame tra la conservazione della biodiversità e le tradizioni culturali. Gli esperti presenti, insieme a collaboratori internazionali, illustrano le tecniche di coltivazione e conservazione delle orchidee, spiegando come questo genere di fiori rappresentino un simbolo di resilienza e bellezza in un mondo in continua evoluzione.

Durante queste sessioni i visitatori hanno l’opportunità di imparare a riconoscere le diverse specie di orchidee, con un focus sulle caratteristiche delle orchidee peruviane. Si tratta di esperienze educative, in grado di arricchire la conoscenza di partecipanti ed appassionati, che mettono in evidenza quanto sia importante la tutela della biodiversità a livello globale.

Piante tropicali presenti nelle serre dei Kew Gardens, giardini botanici poco distanti da Londra
Fonte: iStock
Piante tropicali all’interno dei Kew Gardens, Londra

Informazioni sui biglietti e prenotazioni

I biglietti per il Kew Gardens possono essere acquistati online tramite il sito ufficiale. Data la popolarità dell’evento, è molto importante prenotare con anticipo durante il periodo del Festival delle Orchidee 2025, così da evitare lunghe attese. I prezzi dei biglietti sono strutturati in modo tale da includere l’accesso a tutte le aree del parco, con tariffe che consentono di accedere sia alle sessioni quotidiane, sia agli eventi serali come le Orchids After Hours.

Il prezzo del biglietto per adulti dall’1 Febbraio al 31 Ottobre è di 26,50€ online e di 30€ se si vuole acquistare il ticket in loco, con la possibilità di acquistare sempre nello stesso periodo il biglietto serale al prezzo di 13€, e dall’1 Novembre al 31 Gennaio, periodo di bassa stagione, 17€ online e 19€ all’ingresso dei Kew Gardens.

Per i bambini dai 4 ai 15 anni il biglietto costa, nel periodo di alta stagione, 7€ online e 9€ all’ingresso, mentre in bassa stagione, rispettivamente, 6€ e 7€. Prezzi poco più alti per tutti coloro che hanno un’età compresa tra i 16 ed i 29 anni: 12€ online e 14,50€ in loco durante l’alta stagione e 8,50€ e circa 11€ durante

Come raggiungere i Kew Gardens?

Da Londra è possibile utilizzare la linea di trasporti pubblica, che rende facilmente raggiungibile questi fantastici giardini. La stazione della metropolitana più vicina è Kew Gardensche è possibile raggiungere utilizzando la linea District, oppure la stazione Kew Bridge, che invece è raggiungibile in treno.

Data la sua posizione, è possibile visitare i Kew Gardens in giornata, così da visitare il parco e le sue numerose piante ed attrazioni.

Visitare Kew Gardens vuol dire entrare fare un salto nel tempo, osservando tutto il lavoro svolto da ricercatori e scienziati che, dal lontano Diciottesimo secolo, portano avanti un lavoro estremamente importante. Tutti gli appassionati di orchidee, inoltre, non possono perdere il fantastico Festival delle Orchidee, per immergersi in un mondo colorato e dai profumi intensi.

Viaggi etnobotanici, turismo sostenibile tra spedizioni naturalistiche e antropologiche

A molti viaggiatori non basta entrare in un giardino botanico, scoprire nuove specie di piante e leggere le spiegazioni per approfondire il rapporto che hanno stretto con l’uomo. Vogliono conoscere le piante nel loro habitat naturale ed esplorare in prima persona la complessa relazione che si instaura tra le culture indigene e il mondo vegetale.

È questo il desiderio che sta alla base del nuovo trend dedicato ai viaggi etnobotanici raccontato alla BIT 2025, un nuovo modo di fare turismo sostenibile che permette ai viaggiatori di scoprire l’antica saggezza botanica tramandata oralmente attraverso centinaia di generazioni.

Che cos’è il trend sui viaggi etnobotanici

Per conoscere questo nuovo trend, partiamo dal significato di ‘viaggi etnobotanici’: questo tipo di esperienza unisce il piacere del viaggio alla disciplina scientifica che studia le relazioni tra le popolazioni umane e le piante. Nel dettaglio, i viaggiatori avranno l’opportunità di scoprire come le diverse culture utilizzano le piante non solo per scopi alimentari, ma anche medicinali, artigianali o rituali.

Durante queste spedizioni naturalistiche e antropologiche, organizzate da esperti locali, guide ambientali e professori universitari, i partecipanti impareranno anche a conoscere gli impatti che le società umane moderne hanno sulle culture tradizionali e sugli habitat naturali, molto spesso causando enormi perdite di singole specie.

I luoghi migliori dove praticare il trend sui viaggi etnobotanici

Dove praticare, in Europa e nel mondo, questo nuovo trend presentato alla BIT 2025? Tra le mete più belle ci sono sicuramente le foreste pluviali, da quelle dell’Amazzonia al Perù, tra i luoghi più ricchi di biodiversità al mondo. Partecipando ai tour organizzati dagli esperti locali potrete inoltrarvi nella foresta e conoscere le piante che la abitano, alloggiare presso comunità indigene, partecipare a rituali tradizionali o ad attività di riforestazione.

Qui scoprirete la straordinaria varietà di piante amazzoniche e imparerete i loro usi tradizionali anche in campo medicinale: da sempre, infatti, le popolazioni locali hanno usato le piante per scopi curativi molto prima che si sviluppassero trattamenti scientifici formali.

Chi non può partire per destinazioni così lontane, può informarsi su tour e attività proposte anche in Europa e, soprattutto, in diverse parti d’Italia. Sapevate che, proprio nel nostro Paese e nello specifico a Castelluccio Superiore, in provincia di Potenza, è stato aperto qualche anno fa il primo Conservatorio di Etnobotanica italiano ed europeo?

Questo perché in Italia vantiamo una lunga tradizione dedicata al rapporto tra l’uomo e le piante. In Sardegna, per esempio, sono state fatte numerose ricerche che attestano l’utilizzo delle piante spontanee a scopi medicinali, soprattutto nell’entroterra in zone come la Marmilla e l’Ogliastra. Questa diventa un’opportunità anche per conoscere i piccoli borghi che talvolta restano fuori dai classici itinerari turistici. Anche in Valle d’Aosta vengono organizzati degli eventi dedicati all’etnobotanica, durante i quali i partecipanti potranno scoprire il mondo delle piante attraverso attività di riconoscimento, raccolta, trasformazione e utilizzo.

L’obiettivo di questi viaggi ed esperienze, vissuti all’estero come nel nostro territorio, è quello di trasmettere una nuova consapevolezza ai viaggiatori e di permettergli di conoscere il significato vero delle cure antiche tradizionali a stretto contatto con la natura.

L’artista David McCracken ha costruito la scala infinita per il paradiso

Ci mettiamo in viaggio per tantissimi motivi, lo facciamo per andare alla scoperta di città e capitali d’arte, di luoghi iconici che sono diventati simboli di Paesi interi, per scoprire culture, tradizioni e costumi lontani dai nostri. Lo facciamo anche per osservare le straordinarie creazioni di Madre Natura e quelle dell’uomo che, spesso, si fondono e si confondono dano vita a capolavori di immensa bellezza.

E un capolavoro, unico nel suo genere, è sicuramente la scala infinita che di David McCracken, artista neozelandese che ha voluto sfidare ogni legge tangibile per creare un’opera d’arte suggestiva ed emozionante che oggi caratterizza in maniera univoca il paesaggio dei giardini botanici di Christchurch, situati nell’omonima cittadina della Nuova Zelanda.

Cosa rende così speciale speciale quest’opera, che prende il nome di Diminish and Ascend, sono le foto stesse ad anticiparlo. La scala che squarcia l’atmosfera che va verso il cielo, e oltre, sembra infinita. In realtà si tratta di un gioco di prospettive e illusioni che l’artista ha sapientemente plasmato per creare una delle installazioni più suggestive del mondo intero.

Diminish and Ascend, la scala che porta al paradiso

Posizionandosi davanti ai gradini della scala, e seguendoli uno a uno con lo sguardo, si ha davvero la sensazione di poter raggiungere luoghi in cui nessuno è stato mai. E su questo, David McCracken, è stato un talentuoso scultore illusorio, perché è di questo che si tratta: un’illusione che, però, non priva l’opera della sua bellezza intrinseca.

Diminish and Ascend, ribattezzata dai più come la scala che porta al paradiso, è completamente realizzata in alluminio. È lunga 13 metri ed è composta da gradini di diverse dimensioni che creano l’illusione ottica dell’infinito: quelli in basso sono più larghi, mentre le dimensioni si riducono salendo. È proprio questa peculiarità a garantire l’effetto finale che ha lasciato il mondo intero senza fiato.

Sin dalla sua presentazione, avvenuta in occasione dell’evento Sculpture by the Sea organizzato a Bondi Beach, una delle spiagge australiane più famose al mondo, l’opera ha riscosso un successo mondiale e ancora oggi, a distanza di anni, fa parlare di sé al punto tale da essersi trasformata in una vera e propria attrazione turistica.

Molteplici sono i significati e le suggestioni dell’installazione: una scala che porta in paradiso, un percorso che conduce oltre i sogni, i limiti e l’immaginazione, una fuga surreale, una via d’accesso per l’uomo e il suo vagare. La stessa scelta della scala, inoltre, è perfettamente in linea con l’operato dell’artista che spesso sceglie oggetti di utilità ordinaria per trasformarli in qualcosa di straordinario come Diminish and Ascend, appunto.

Dove si trova la scala infinita

La scala è stata realizzata da David McCracken nel 2013 e presentata al grande pubblico in occasione dell’evento Sculpture by the Sea tenutosi a Bondi Beach, in Australia. Successivamente è stata esposta a Waiheke Island e dal 2016 dimora in maniera permanente all’interno dei Giardini Botanici di Christchurch, nell’omonima città. Per ammirarla in tutto il suo splendore potete recarvi Kiosk Lake: è lì, proprio in mezzo al lago, che la scala infinita campeggia maestosa.

Negli anni l’opera è stata più volte elogiata dai media internazionali: l’Huffington Post l’ha paragonata a un disegno reale di MC Escher mentre la rivista americana AD l’ha inserita nella lista delle 38 sculture più affascinanti del mondo.

Cosa vedere a Bogor: le migliori attività da non perdere

Stai sognando di visitare l’Indonesia? Molto probabilmente in cima alla tua wishlist ci sono Bali e Giacarta ma se vuoi scoprire l’anima più autentica di questa terra voglio suggerirti un vero gioiellino, Bogor. Si trova solo a 60 km dalla capitale ed è famosa per gli spazi verdi ma soprattutto per diventare una fuga dalla frenesia della città che ti assicuro ti travolgerà. Qui avrai modo di approfondire la cultura e la storia: ma cosa vedere? Ti guido step by step per organizzare una gita a Bogor.

Il giardino botanico di Bogor

Chi sogna una vacanza in Indonesia, dopo aver visto Bali ormai un must in cima ai trend di moltissimi viaggiatori e Giacarta potrebbe pensare di esplorare i dintorni. Tra i motivi principali che attirano i viaggiatori qui c’è il giardino botanico: uno dei più antichi e grandi giardini botanici del mondo, con oltre 200 anni di storia. La prima tappa imperdibile a Bogor è senza dubbio il giardino botanico, uno dei più antichi e grandi giardini botanici del mondo, con oltre 200 anni di storia e più di 80 ettari custodisce una collezione di più di 15.000 specie tra alberi e piante. Una curiosità? Potrai scoprire un numero maggiore di 400 tipologie di palme e rimarrai a bocca aperta in una serra con oltre 3.000 specie diverse di orchidee. Da qui potrai persino scorgere il palazzo presidenziale di Bogor dove ancora oggi si svolgono alcuni incontri ufficiali.

Cascate di Curug Nangka

Spostandosi leggermente dalla città di circa 20 km con delle escursioni organizzate potrai raggiungere le cascate di Curug Nangka. Perfette anche per chi non è un abile camminatore esperto di trekking, sono facili da visitare grazie alle strade collegate e percorribili sia in auto sia in moto. La vista è effetto wow.

Tempio Taoista di Hok Tek Bio

Nella zona collinare e panoramica della città sorge questo tempio taoista che oggi è un luogo di culto per tutta la comunità cinese; con statue, draghi e torri dà modo di scoprire una cultura molto lontana da quella europea ma ricchissima di fascino.

La cucina di Bogor

Un viaggio a Bogor non può dirsi completo senza assaggiare la sua cucina tradizionale. Uno dei piatti più famosi è il Soto Mie Bogor, una zuppa di noodles con carne, verdure e spezie, dal sapore unico e avvolgente. Te lo consiglio proprio come comfort food ma potrai poi lasciarti tentare da snack local come i lontong, torte di riso avvolte in un foglio di banano.

Bogor, la città della pioggia

Una delle cose più curiose di Bogor è il suo clima. La città è conosciuta come la “città della pioggia”; il soprannome non è casuale e le è stato attribuito registra uno dei tassi di precipitazione più alti dell’Indonesia. Non lasciarti scoraggiare dal meteo, gli acquazzoni sono frequenti ma brevi, seppur intensi. Il cielo poi si ripulisce rapidamente facendoti vivere un ambiente molto fresco e piacevole in cui passeggiare.

Come arrivare a Bogor

Non preoccuparti sulle difficoltà di collegamento, non solo in auto o in moto, anche con i mezzi pubblici puoi raggiungere Bogor da Giacarta: utilizza un treno partendo dalla stazione Gambir e in poco più di un’ora arriverai a destinazione.

Due giorni nella capitale della Croazia: cosa fare a Zagabria

Zagabria, capitale della Croazia, è una splendida città da quasi un milione di abitanti nel cuore del Paese, sulla grande pianura della Pannonia che svolge il ruolo di centro di passaggio tra l’Europa centrale il mare Adriatico. Sebbene la zona dove oggi sorge Zagabria fosse abitata fin dalla preistoria, la città vera propria iniziò a svilupparsi solo a metà Ottocento; infatti nelle epoche precedenti su quest’area si contendevano gli interessi di due cittadine minori, Kaptol e Gradec, oggi due quartieri della capitale.

Zagabria è una meta da non perdere per chi vuole ammirare in prima persona il suggestivo aspetto di una città che ha saputo mantenere la sua complessa storia e fare di questa commistione di stili, che vanno da quello austro-ungarico alle austere costruzioni del periodo socialista, il tratto distintivo della sua identità.

Zagabria
Fonte: iStock
Vista aerea del centro di Zagabria

Cosa vedere in 2 giorni Zagabria

Primo giorno

La prima tappa del soggiorno a Zagabria è una passeggiata nel cuore verde della città, il suggestivo Strossmayerov trg, da molti considerato il Central Park della capitale della Croazia, dove si può visitare la suggestiva Galleria Strossmayer degli antichi maestri, che raccoglie una collezione di dipinti di straordinario valore artistico provenienti da tutta Europa, da Tintoretto a El Greco, da Proudhon a Tiepolo. Una curiosità custodita nel cortile del palazzo è la cosiddetta Lastra di Baska, una grande lastra di pietra che conserva la più antica attestazione della scrittura slava-glagolitica.

Seguendo le indicazioni si raggiunge facilmente Trg Josipa Jelacica, la piazza centrale e vero cuore della vita degli abitanti di Zagabria, dove si può prendere un caffè in uno dei numerosi locali sul lato sud della piazza mentre si osserva il via vai delle persone che attraversano il centro di della città.

Piazza Ban Jelačić
Fonte: iStock
La Piazza Ban Jelačić a Zagabria

A poca distanza dalla piazza si trova Kapitol trg dove campeggia la grande cattedrale dell’Assunzione, in un elegante stile gotico, che domina tutta l’area circostante con i suoi vertiginosi campanili gemelli ai lati della facciata. La chiesa attuale è il frutto della ricostruzione avvenuta dopo il 1242, quando un’orda di guerrieri mongoli, capeggiati dai nipoti di Gengis Khan, Batu Khan e Kadan, arrivò fino in Croazia e durante un saccheggio distrusse l’antica chiesa dell’anno Mille.

Entrando nella zona della città alta, a poca distanza dalla cattedrale, si può visitare il suggestivo mercato di Dolac, dove è possibile rifornirsi di ogni tipo di prodotto artigianale locale o di gustosi dolci tipici, per poi spostarsi verso la Porta di Pietra, un luogo al centro di un grande sentimento religioso legato ad un’antica immagine della Madonna col bambino situato nell’antica porta di accesso alla città medievale.

Durante il pomeriggio si può visitare il curioso Museo croato di arte naïf, che conserva una particolare collezione di opere relative al movimento di arte naïf, molto vivace e apprezzato nella Croazia degli anni Settanta del Novecento, e il Museo delle relazioni spezzate, la sede espositiva permanente di una mostra che ha viaggiato per il mondo raccogliendo oggetti e testimonianze di storie d’amore finite, probabilmente il museo più fuori dagli schemi della capitale.

In serata vale la pena fare un giro per la suggestiva Tkalciceva, una delle principali arterie di Zagabria e in particolare la zona con la vita notturna più vivace, dove si possono trovare moltissimi locali e bar dove bere qualcosa in tranquillità.

Secondo giorno

Il secondo giorno si possono visitare alcune delle istituzioni museali più importanti della capitale della Croazia, situate soprattutto nella zona della città bassa, dopo essere saliti sulla Torre Lotrscak, una struttura difensiva del XIII dove ogni giorno alle 12 esatte un cannone spara un colpo a salve per segnare l’orario, e dalla sua sommità ammirare lo spettacolare panorama della città che si estende a 360°.

Tornando ai musei, due dei più importanti e più interessanti sono il Museo civico e il Museo Mimara; il Museo civico, che si trova nell’elegante convento di Santa Clara, è un’istituzione museale molto moderna e all’avanguardia che offre la possibilità grazie a percorsi interattivi e multimediali di scoprire la storia di Zagabria fin dai tempi della rivalità tra Gradec e Kaptol; il Museo Mimara è, invece, considerato il migliore di tutta la città e raccoglie la collezione donata da Ante Topic Mimara, un collezionista d’arte croato, che nella sua vita aveva raccolto una inestimabile serie di oggetti e opere d’arte dalla preistoria al XX secolo, tra cui dipinti di Raffaello, Caravaggio, Antoon van Dyck, Goya e Renoir.

Torre Lotrscak a Zagabria
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La Torre Lotrscak e la funicolare

Nel pomeriggio si può organizzare una bella passeggiata nel suggestivo giardino botanico di Zagabria, un grande parco realizzato all’inglese, con percorsi non lineari e aree dalle forme irregolari che delimitano le aree dedicate alla coltivazione delle piante. Si stima che quasi 10.000 piante di centinaia di specie differenti siano ospitate nel parco, al quale è stato affidato il compito di salvaguardare le specie più a rischio della flora della Croazia.

Per concludere il viaggio a Zagabria si può raggiungere l’elegante piazza Preradovicev trg, il luogo preferito dagli abitanti di Zagabria per prendere un aperitivo o trovarsi con gli amici prima di uscire, dove si respira l’atmosfera più autentica della capitale della Croazia.

Quando andare a Zagabria

Per decidere quando andare a Zagabria basti sapere che tra aprile e maggio le temperature sono già gradevoli e ricominciano le attività all’aperto, in giugno e luglio si concentrano i più interessanti festival e le iniziative culturali e musicali, in settembre e ottobre si respira un tranquillo clima autunnale mentre i giardini pubblici si tingono di color rame. In questa guida scopriremo le mete più interessanti e le attrazioni da perdere in un viaggio di due giorni nella capitale della Croazia.

Cosa mangiare a Zagabria

Durante una vacanza a Zagabria, si avrà l’opportunità di assaporare piatti tradizionali croati che mescolano influenze slave, austriache e mediterranee. Una delle specialità più amate è il famoso štrukli, un delizioso strudel ripieno di formaggio fresco e condito con crema acida. Da non perdere anche il kulen, un salume piccante fatto con carne di maiale stagionata, e il pasticada, un gustoso stufato di manzo marinato in aceto e vino rosso.

Per gli amanti del pesce, la città offre una vasta selezione di piatti a base di pesce fresco del Mar Adriatico, come calamari, branzini e gamberi. Inoltre, i mercati locali sono pieni di frutta e verdura fresche, perfette per chi desidera una pausa leggera e salutare durante la visita. Per concludere un pasto in modo dolce, si possono gustare i kremšnite, dei deliziosi dolci a base di crema pasticciera e pasta sfoglia.

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