Il paesaggio sul lago di Garda è pronto a cambiare a partire da uno dei suoi simboli più iconici: la Casa della Trota, l’edificio aggrappato alla roccia e un tempo hotel e ristorante di lusso, oggi entra nelle mani della provincia di Trento che ha un progetto ambizioso… trasformarlo per dare un nuovo passaggio alla ciclovia. Il luogo un tempo frequentato da campioni sportivi e celebri attori (come Monica Vitti) sta per rinascere.
L’Italia resta una delle mete del cuore per gli stranieri e oltre alle grandi città d’arte sa far battere il cuore con location originali puntando l’attenzione su lati che, forse, noi diamo un po’ per scontato. Il Lago di Garda è il protagonista dell’elogio del Forbes che racconta questa meta come quella perfetta per godersi una vacanza wellness in estate.
La rivista americana ha dedicato un pezzo descrivendo questo angolo di paradiso come un concentrato di acqua termale, superfood locali e strutture pensati per staccare davvero la spina. E lo fa con un entusiasmo che, detto da una testata così autorevole, suona quasi come una certificazione internazionale.
Il Forbes elogia il Lago di Garda
Il Lago di Garda con le sue terme e borghi è il protagonista di uno speciale della rivista americana che lo propone come meta perfetta per chi vuole una vacanza a tema wellness mixando benessere, tempo all’aria aperta e contatto con la natura.
Grazie alle acque termali dalle proprietà riconosciute da diversi secoli, un microclima mite unico e una rete di percorsi ciclopedonali sa lasciare il segno. A fare la differenza ci pensa poi la tradizione agricola che si riflette sulla produzione commerciale delle eccellenze; dopotutto l’economia è strettamente legata alla coltivazione dei limoni e alla produzione di ottimo olio d’oliva che diventano protagonisti della cucina e di trattamenti proposti nei centri benessere.
iStockIl Lago di Garda tra vacanza wellness e bike tourism
I luoghi citati
Tantissimi i luoghi citati nell’elogio al Lago di Garda del Forbes ma il primo a spiccare è il borgo di Sirmione: con la cittadina murata che caratterizza il lago e famosa per le Grotte di Catullo e per il castello medievale a due passi dalle sorgenti termale incanta tutti. L’acqua che sgorga è ricca di cloruro di sodio, bromo e iodio così da dare ottimi benefici a chi soffre di problemi all’apparato respiratorio o disturbi reumatici e cerca un supporto per la riabilitazione motoria.
Spostandosi sulla sponda orientale, a Colà di Lazise, Forbes cita il Parco Termale del Garda: tredici ettari di prati e cedri secolari, con due laghi termali all’aperto dove la temperatura dell’acqua oscilla tra i 33 e i 39 gradi.
Non allontanandosi troppo dal lago si raggiunge invece il parco termale più grande d’Italia secondo la rivista: l’Aquardens alterna lagune coperte e scoperte, grotte, bar, acqua e saune incluse quelle dove si pratica il celebre rituale dell’Aufguss.
La voglia di trascorrere tempo all’aperto è quella che spinge sempre più turisti a scegliere il Lago di Garda, potendosi godere sentieri e piste ciclabili che corrono lungo la costa. Il Bike Tourism qui è in crescita e i servizi di noleggio, anche di modelli elettrici o a pedalata assistita, sono un must.
La possibilità di camminare o pedalare qui dà modo di respirare un’aria fresca e particolare godendosi il microclima arricchito dal profumo dei limoni e degli agrumi, osservando il paesaggio rigoglioso grazie anche alle coltivazioni di ulivi. Oltre alle spiagge del Lago di Garda e ai bellissimi borghi della zona, il Lago di Garda si conferma una meta top per chi vuole fare una vacanza wellness a contatto con la natura.
Il set-jetting, o cineturismo, è una delle tendenze di viaggio più forti degli ultimi anni. Dopo aver conquistato tutti con fenomeni come The White Lotus, Emily in Paris e Bridgerton, oggi sono sempre di più i viaggiatori che scelgono la prossima destinazione ispirandosi ai luoghi visti sul grande e piccolo schermo. Attenzione però: non si tratta solo di visitare una location, ma di vivere in prima persona le atmosfere di un film o di una serie Tv che ci ha appassionato, passeggiando negli stessi borghi e ammirando quei panorami suggestivi che hanno catturato il nostro immaginario.
L’Italia, all’interno di questo trend, è una delle regine: dalle Dolomiti alla Toscana, passando per il Lago di Garda e città eleganti baciate dal sole, fino a piccoli borghi affacciati su un lago poco conosciuto, sono tanti gli scenari che quest’anno spopoleranno tra gli amanti del jet-setting grazie alle nuove produzioni cinematografiche ambientate nel Belpaese e di cui abbiamo parlato nei nostri articoli.
Le Dolomiti di “Una nuova vita” e di “Rosso Volante”
Tra le destinazioni che si candidano a diventare protagoniste del set-jetting di montagna nel 2026 ci sono le Dolomiti di Una nuova vita, la fiction con Anna Valle e Daniele Pecci. Girata tra Primiero San Martino di Castrozza e Predazzo, la serie valorizza alcuni degli scenari più spettacolari del Trentino, trasformandoli in un invito al viaggio.
Ufficio Stampa/iStockAnna Valle e il laghetto Welsperg, location di “Una nuova vita”
Protagonista assoluta è San Martino di Castrozza, ai piedi delle Pale di San Martino, Patrimonio UNESCO, una località amata tutto l’anno tra escursioni estive, piste da sci e panorami mozzafiato.
iStockSan Martino di Castrozza, location principale di “Una nuova vita”
Sullo schermo compaiono anche il suggestivo Laghetto Welsperg, immerso nella Val Canali, e Fiera di Primiero, borgo dal fascino alpino con eleganti edifici storici.
Completano questo suggestivo itinerario Tonadico e Sagron Mis, due piccoli borghi immersi nella natura che, grazie alla fiction, potrebbero diventare le nuove mete da segnare in agenda.
Le Dolomiti sono le regine del cineturismo italiano, complice anche l’eco delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026. Oltre alla fiction con Anna Valle, sono state protagoniste anche delle ambientazioni di Rosso Volante, il film con Giorgio Pasotti dedicato al campione di bob Eugenio Monti, è stato girato tra alcuni degli scenari più iconici delle Dolomiti Bellunesi.
Ufficio Stampa RAI/iStockLe location di “Rosso Volante”: in foto Cortina d’Ampezzo
Cuore delle riprese è stata Cortina d’Ampezzo, con le sue montagne Patrimonio UNESCO e luoghi simbolo come lo storico Hotel de la Poste, che nel film riporta in vita l’atmosfera degli Anni Sessanta. Accanto alla “Regina delle Dolomiti” compare anche San Vito di Cadore, immerso in una verde conca ai piedi delle cime bellunesi.
Il Lago di Bracciano di “A testa alta – Il coraggio di una donna”
Tra le location che hanno già conquistato i lettori (e viaggiatori) diventando protagonista del set-jetting italiano, c’è il Lago di Bracciano, scenario principale di A testa alta – Il coraggio di una donna, la serie Tv Rai con Sabrina Ferilli.
Ufficio Stampa Mediaset/iStockLe splendide location di “A testa alta” con Sabrina Ferilli
Le riprese si sono svolte in particolare ad Anguillara Sabazia, uno dei borghi più affascinanti del Lazio, affacciato sulle acque del bacino lacustre. Vicoli medievali, piazzette panoramiche e un suggestivo lungolago fanno da cornice a una destinazione che unisce tranquillità, storia e paesaggi romantici, perfetta per un weekend fuori porta.
La Bari di “Guerrieri – La regola dell’equilibrio”
Tra le destinazioni che potrebbero beneficiare dell’effetto set nel 2026 c’è Bari, protagonista di Guerrieri – La regola dell’equilibrio, la serie Tv con Alessandro Gassmann ispirata ai romanzi di Gianrico Carofiglio.
Ufficio Stampa RAI/iStockBari è la location principale di “Guerrieri”
La fiction racconta una città elegante e autentica, tra il centro storico, il lungomare e i suoi luoghi simbolo, diventando un vero e proprio itinerario da seguire: le riprese attraversano il Tribunale di Bari, Palazzo Ietri, il quartiere Murat, Bari Vecchia con la celebre Via delle Orecchiette e il lungomare, mostrando una città ricca di fascino.
La serie si spinge anche oltre il capoluogo, accendendo i riflettori su alcuni dei borghi più belli della regione, come Giovinazzo, Trani e Monopoli, oltre ai centri dell’entroterra di Modugno e Grumo Appula.
La campagna laziale di “Benvenuti in campagna”
Tra i luoghi che potrebbero alimentare il desiderio di una fuga slow nel 2026 c’è la campagna laziale raccontata da Benvenuti in campagna, commedia con Maurizio Lastrico. Il film è stato girato tra antichi casali, laghi e borghi a pochi chilometri da Roma, trasformando la campagna in una vera protagonista della storia.
Vision Distribution/iStockLe location di “Benvenuti in campagna” – In foto il Lago di Martignano (Lazio)
Il cuore delle riprese è Campagnano di Roma, circondato da boschi e sentieri e affacciato sul suggestivo Lago di Martignano, una delle oasi naturali più tranquille del Lazio. Nei dintorni spicca anche il Parco Regionale di Veio, con le sue cascate, i torrenti e i resti dell’antica città etrusca, meta ideale per chi cerca natura e relax.
Il viaggio prosegue a Monterosi, borgo attraversato dalla Via Francigena e che completa un itinerario perfetto per chi sogna di rallentare i ritmi e scoprire il volto più autentico della campagna romana.
iStockUn tranquillo tramonto sul Lago di Martignano
La Toscana romantica di “Non è un paese per single”
La Toscana continua a essere una delle mete più amate dal jet setting cinematografico, anche nel 2026. Sono tante le produzioni che hanno utilizzato i più bei luoghi della regione come location e uno degli ultimi ne celebra il volto più romantico: “Non è un paese per single“, tratto dal bestseller di Felicia Kingsley, esalta le colline della provincia di Siena e trasforma borghi medievali e vigneti in una cartolina che invita a partire.
iStock/Amazon MGM StudiosLocation di “Non è un paese per single” – In foto: Sant’Angelo in Colle
Le riprese si sono concentrate tra Montalcino e la sua frazione Sant’Angelo in Colle, che sullo schermo diventa l’immaginario “Belvedere in Chianti”. Vicoli in pietra, piazzette, scorci sulla Val d’Orcia e panorami punteggiati di vigneti fanno da sfondo a una toccante storia d’amore.
iStockLa fortezza di Montalcino domina il paesaggio e offre una vista unica sulla Val d’Orcia
Il Lago di Garda, set a cielo aperto che non passa mai di moda
Ci sono luoghi che continuano a ispirare registi e viaggiatori anno dopo anno e il Lago di Garda è proprio uno di questi. Tra borghi affacciati sull’acqua, strade panoramiche a strapiombo e castelli medievali, il lago più grande d’Italia resta una delle mete simbolo del cineturismo e del set-jetting italiano: da Tremosine sul Garda, con la spettacolare Strada della Forra resa celebre da 007 – Quantum of Solace, a Sirmione, protagonista di film romantici come Letters to Juliet e Love in the Villa, passando per Gardone Riviera con il Vittoriale degli Italiani, Riva del Garda e Malcesine, ogni angolo è una scenografia cinematografica a cielo aperto.
iStockLa spettacolare Strada della Forra di Tremosine
L’Italia continua a conquistare la stampa estera con le sue bellezze indiscusse, ma questa volta lo fa grazie ai suoi itinerari a piedi immersi in paesaggi spettacolari che sembrano uscire realmente da una cartolina.
Il Guardian ha selezionato alcune delle passeggiate panoramiche più spettacolari d’Europa e, tra queste, spiccano due percorsi italiani che regalano viste indimenticabili: il Sentiero del Ponale, che regala viste spettacolari sulle acque del Lago di Garda, e il celebre Sentiero degli Dei, sospeso tra cielo e mare sopra la Costiera Amalfitana. Due escursioni diverse tra loro, ma unite da un filo rosso: regalano entrambe panorami mozzafiato, che rendono il cammino un’esperienza indimenticabile.
Sentiero del Ponale: panorami mozzafiato sul Lago di Garda
Tra le escursioni premiate dal Guardian c’è il Sentiero del Ponale, considerato uno dei percorsi più iconici del Lago di Garda. Lungo circa 10 chilometri tra andata e ritorno, parte dalla città di Riva del Garda (sulla sponda settentrionale del Benaco, in Trentino-Alto Adige) e segue l’antica strada scavata nella roccia che conduce verso la Valle di Ledro e il suo splendido lago, un gioiello blu incastonato tra le montagne verdeggianti, che regala panorami spettacolari a ogni scorcio.
iStockVista spettacolare del Sentiero del Ponale, sul Lago di Garda
Ben visibile anche dalla spiaggia di Riva del Garda e da Torbole, il tracciato è diventato uno dei simboli del territorio grazie al suo percorso che si sviluppa a strapiombo sul lago, attraversando suggestive gallerie ricavate nella montagna, e costeggiando vigneti, prati, casali e anche una cascata. Un sentiero speciale, da percorrere almeno una volta nella vita e che custodisce importanti testimonianze storiche: tra la seconda e la terza galleria, infatti, si trovano i resti della Tagliata del Ponale, un’imponente fortificazione militare realizzata dagli austriaci a partire dal 1860, con cunicoli scavati nella roccia e trincee.
Sentiero degli Dei: l’altro volto della Costiera Amalfitana
Nella selezione del Guardian non poteva mancare il celebre Sentiero degli Dei, considerato uno dei trekking più spettacolari d’Italia. Il percorso si snoda lungo un’antica mulattiera che collega Bomerano, frazione di Agerola, a Nocelle, sopra Positano, attraversando la dorsale dei Monti Lattari. Lungo circa 6,5 chilometri (che diventano circa 9 se si prosegue fino al centro di Positano), regala panorami mozzafiato sulla Costiera Amalfitana, sul Golfo di Salerno, sull’isola di Capri e sull’arcipelago de Li Galli.
Il nome del sentiero affonda le radici nella leggenda: si racconta che gli dei dell’Olimpo percorsero questo tracciato per soccorrere Ulisse, minacciato dalle sirene. Oggi il cammino conserva tutto il suo fascino, alternando antichi gradoni in pietra, terrazzamenti coltivati, boschi di lecci, macchia mediterranea e casali rurali che raccontano la storia della Costiera prima dell’arrivo delle strade moderne.
Lungo il percorso si incontrano scorci iconici come la Grotta del Biscotto: una cavità naturale che si apre lungo uno dei tratti più spettacolari del sentiero, circondata da pareti verticali che precipitano verso il mare. Numerosi i belvedere naturali lungo il cammino, che regalano panorami mozzafiato tra le falesie a picco sul mare e i profili delle montagne cilentane nelle giornate più limpide.
Sfrecciare giù da scivoli mozzafiato alla velocità della luce, costruire barche di mattoncini colorati tra mille spruzzi o semplicemente rilassarsi al sole su una spiaggia di sabbia bianchissima: suona come il modo perfetto per inaugurare l’estate, vero? Quest’anno non c’è bisogno di aspettare il solstizio: con le temperature che stanno già registrando picchi tipicamente estivi in tutta la penisola, la voglia di freschezza e divertimento è scattata in anticipo.
Che siate alla ricerca di una discesa adrenalinica da altezze vertiginose o di lagune tranquille perfette per i più piccoli, i parchi acquatici italiani sono pronti a inaugurare una stagione da record con aperture anticipate e novità incredibili. Dalle sponde del Lago di Garda fino alle porte della Capitale, l’offerta di quest’anno unisce ambientazioni uniche al mondo e atmosfere tropicali.
L’Adige è il secondo fiume più lungo d’Italia, con oltre 400 chilometri di corso. Nasce, per l’appunto, in Alto Adige, nei pressi del Passo di Resia. Poi, scende verso il mare Adriatico attraversando la Val Venosta, Merano e Bolzano, il Trentino, Verona, fino alla foce nei pressi di Rosolina Mare, in provincia di Rovigo.
Da alcuni anni la prima parte del suo corso è affiancata da una scenografica e curata pista ciclabile lunga quasi 300 chilometri: la Ciclovia dell’Adige, che dal Passo di Resia al Lago di Garda accompagna i visitatori a scoprire un territorio sensazionale. La pista rientra nel grande progetto europeo EuroVelo 7, noto anche come Ciclopista del Sole, e propone un percorso in gran parte asfaltato, ben segnalato e quasi interamente in discesa, che lo rende adatto anche a ciclisti non allenati o a famiglie con bambini grandi. Maggio è il momento ideale per affrontare l’itinerario: le temperature sono miti, le folle estive ancora lontane e il paesaggio è letteralmente in fiore.
La Ciclovia dell’Adige: itinerario e caratteristiche
Il percorso completo della Ciclovia dell’Adige da Resia al Lago di Garda misura 280 chilometri ed è percorribile in cinque o sei giorni a ritmo tranquillo, con tappe tra i 45 e i 60 chilometri al giorno.
In ogni caso, si tratta di un itinerario flessibile e adattabile alle proprie esigenze: chi ama soprattutto la parte sportiva dell’esperienza può puntare a completarla in tre tappe, mentre chi ama i ritmi lenti potrà prendersi ogni sosta possibile.
Inoltre, la presenza capillare della rete ferroviaria lungo tutto il tracciato permette di iniziare o concludere il viaggio in qualsiasi punto. I treni regionali consentono il trasporto delle biciclette, anche se nei mesi di maggiore affluenza è consigliabile verificare la disponibilità in anticipo.
iStockLa ciclovia costeggia il fiume e i frutteti altoatesini
Ulteriore punto a favore della flessibilità è la possibilità di trovare lungo tutto il percorso numerosi punti di noleggio bici, comprese le e-bikes, spesso situati vicino alle stazioni ferroviarie.
Infine, caratteristica cruciale della Ciclovia dell’Adige è la presenza dei cosiddetti bicigrill, gli autogrill dei ciclisti. Strutture di ristoro per rifocillarsi, rinfrescarsi e recuperare le energie prima di rimettersi in sella e affrontare il tratto successivo.
Primo parte: Alto Adige
Il punto di partenza della Ciclovia dell’Adige è fissato al Passo di Resia, oltre 1500 metri di quota, al confine italiano con l’Austria e la Svizzera, dove il fiume nasce. Praticamente appena saliti in sella si costeggia una delle attrazioni più note e scenografiche dell’avventura ciclistica: il Lago di Resia, con il campanile del sommerso paese di Curon che emerge solitario dalle acque chiare.
iStockIl campanile di Curon emerge dal Lago di Resia
La storia che si cela sotto quella superficie è tutt’altro che romantica. Tra il 1947 e il 1950, la costruzione di una grande diga idroelettrica da parte della Montecatini unificò i due laghi naturali preesistenti e sommerse completamente il borgo di Curon Vecchia: 163 case, 523 ettari di terreno coltivato, l’intera vita di una comunità. Gli abitanti furono evacuati e i paesi di Curon e Resia ricostruiti più in alto. Dell’antico villaggio rimase visibile soltanto la torre campanaria della chiesa romanica di Santa Caterina d’Alessandria, risalente al 1357. È lì ancora oggi, a 1498 metri di quota, che svetta dall’acqua.
Questa prima parte del percorso, nota anche come percorso a sé stante con il nome di Ciclovia della Val Venosta, è in sostanziale discesa. Per arrivare fino a Merano si coprono circa 80 chilometri con un dislivello negativo di quasi mille metri.
La Val Venosta, stretta tra le montagne e che si giova di un clima particolarmente secco, è storicamente una terra di frutteti. In primavera, i meleti in fiore che costeggiano il percorso offrono uno spettacolo bianco e rosa, che ben si accosta alle cime ancora innevate delle Alpi sullo sfondo.
Tra le tappe da non perdere in questo tratto c’è Glorenza (Glurns in tedesco), una delle città murate meglio conservate dell’Alto Adige, con le sue torri medievali e i vicoli caratteristici.
Il centro di Glorenza
La parte altoatesina della Ciclovia dell’Adige prosegue poi toccando Merano e Bolzano. La prima delle due città, adagiata nel suo bacino coronato dalle montagne, ha un microclima talmente mite da permettere la fioritura di palme e cipressi. Merano è stata per secoli la meta prediletta dell’aristocrazia asburgica in cerca di cura e riposo. Le terme di Merano portano avanti tale tradizione: per il ciclista che ha le gambe stanche, un pomeriggio tra le acque termali è il modo perfetto per ricaricarsi prima di ripartire verso Bolzano.
Il tratto tra Merano e Bolzano è lungo una trentina di chilometri, quasi pianeggiante, immerso in una distesa continua di meleti e vigneti. Bolzano, con i suoi castelli e i campanili delle sue chiese, è la città bilingue per eccellenza, dove l’anima italiana e quella tirolese convivono.
Seconda parte: Trentino
Superato il confine con il Trentino, il paesaggio cambia ancora. Scenari aperti riempiono lo sguardo, mentre i tanti castelli punteggiano le alture circostanti, dominando il territorio, come fanno, a titolo di esempio, il Castello del Buonconsiglio a Trento o Castel Sabbionara ad Avio. Di fianco alla pista ciclabile il placido corso del fiume si adagia in un letto più ampio, rallentando la sua corsa.
Il tratto trentino del percorso è lungo un centinaio di chilometri, passando più volte da una sponda all’altra dell’Adige.
La città di Trento merita di prendersi una pausa. Il centro storico, con il Duomo e la Fontana del Nettuno, è uno dei meglio conservati del nordest italiano. Il MUSE, il museo delle scienze progettato da Renzo Piano e inaugurato nel 2013, è una tappa imperdibile e particolarmente raccomandato per chi viaggia con bambini.
Da Trento, il percorso scende verso Rovereto, la città che ospita il MART, il Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, uno dei più visitati d’Italia.
Arrivo: il Lago di Garda e le altre destinazioni
Da Rovereto si possono compiere diverse scelte. Per chi ha l’obiettivo di arrivare sulle sponde del Lago di Garda, si piega verso ovest, imboccando la via ciclabile Adige-Garda che connette la città del MART a Riva del Garda, all’estremo settentrionale del lago.
Gli ultimi chilometri prima di Riva del Garda sono tra i più scenografici. La ciclabile scende dalla diga di Mori e si inerpica lungo il percorso di una ex ferrovia, attraverso la Vallagarina, con le prime vedute sul lago che compaiono improvvisamente tra le fronde degli alberi. Quando finalmente il Lago di Garda si apre davanti agli occhi, è difficile non fermarsi per scattare una foto ricordo.
Tanti cicloturisti, invece, preferiscono dirigersi verso sud e oltrepassare Ala e Avio, entrare in Veneto e proseguire fino a raggiungere Verona, individuata come meta ultima. Vi si arriva dalla frazione di Chievo, attraversando un’ultima volta l’Adige sull’affascinante ponte-diga che lì si trova.
iStockIl ponte diga del Chievo, alle porte di Verona
Un’ultima possibilità, per chi vuole aggiungere ancora un bel numero di chilometri in sella all’itinerario, è quello di proseguire fino alla foce dell’Adige, a Rosolina, in provincia di Rovigo. Si passa così da Cologna Veneta a Legnago, quindi si attraversano Badia Polesine, Rovigo, Cavarzere. Si tratta di una lunga, piacevole conclusione pianeggiante, passando in mezzo a campi coltivati e campagna agricola, uno scenario completamente diverso dai picchi alpini da cui si era partiti, ma altrettanto affascinante.
Nel 2025, il Lago di Garda ha sfiorato i 28 milioni di presenze turistiche: numeri che non sorprendono considerando che, oltre a essere il lago più grande d’Italia, vanta paesaggi mozzafiato. Dalle maestose Dolomiti a nord ai vigneti e borghi pittoreschi del versante sud, questi panorami possono essere ammirati in diversi modi, anche in sella a una bici.
Il progetto della Ciclovia del Garda continua infatti a crescere ed è stato annunciato il completamento di una nuova tratta a Torri del Benaco, lunga 2,3 chilometri.
La nuova tratta ciclabile a Torri del Benaco
Il completamento del nuovo segmento a sud del borgo di Torri del Benaco segna un passo avanti fondamentale per la mobilità dolce del Lago di Garda. Si tratta di un percorso di 2,3 chilometri che corre parallelo alla Gardesana Orientale, permettendo finalmente di separare il flusso delle biciclette dal traffico veicolare, spesso congestionato oltre i limiti della sostenibilità durante l’alta stagione.
L’opera, pur accolta con entusiasmo per la sua utilità funzionale, non ha mancato di sollevare qualche dibattito locale legato all’impatto paesaggistico. Alcune critiche si sono concentrate sulla struttura a sbalzo e sulle ringhiere di protezione, ritenute da alcuni troppo impattanti sulla visuale del lago. Eppure, per chi pedala, il valore aggiunto è indiscutibile: la possibilità di godersi il panorama lontano dai pericoli della statale trasforma radicalmente l’esperienza del viaggio.
Questo nuovo tratto si inserisce nella visione più ampia della pista ciclabile del Garda, o Garda by Lake, un progetto ambizioso che mira a creare una delle ciclovie più spettacolari d’Europa.
Il segmento di Torri del Benaco è solo l’ultima tappa di un percorso che sta crescendo stagione dopo stagione. Ecco i tratti completati da non perdere, ognuno con la propria anima e il proprio panorama:
Limone sul Garda-Località Pescarol: è il primo tratto completato nel 2018 diventato il simbolo della nascita della Ciclovia. Sulla sponda bresciana, questi 2,5 chilometri offrono una passerella a sbalzo sospesa che regala la sensazione di pedalare a picco sull’acqua. È aperta anche ai pedoni e illuminata scenograficamente di notte.
Torbole-Riva del Garda: nel punto più a nord del lago, la ciclabile offre 5 chilometri di tracciato pianeggiante che collegano le due perle trentine, snodandosi tra parchi curatissimi, spiagge e servizi turistici di ogni tipo.
Garda-Punta San Vigilio: questa tappa parte dal centro di Garda e si addentra in uno degli angoli più poetici del Benaco. Il percorso è vario e avventuroso: inizia sul lungolago, alterna tratti pavimentati allo sterrato e affronta una breve salita su sentiero più naturale prima di ridiscendere verso Punta San Vigilio.
Bardolino-Garda: questo percorso ciclo-pedonale unisce due delle località più famose del lago con un tracciato fluido e quasi interamente pavimentato.
Peschiera-Lazise: partendo dall’estremità meridionale del lago, a Peschiera, questa via ciclo-pedonale risale la costa verso nord su un fondo prevalentemente in terriccio. Il percorso si immerge nel cuore del turismo gardesano, lambendo le spiagge e i vivaci campeggi della zona.
L’estate 2026 si prepara a stupire nel mondo dei parchi di divertimento e Gardaland ha già tutto pronto per conquistare chi lo raggiunge per la prima volta e i fedelissimi: oltre alle nuove attrazioni e agli eventi in cartellone ci sono delle tendenze globali che atterrano proprio sul lago di Garda. A poche settimane dall’apertura i 3 hotel del Resort sono già in piena attività e il flusso di visitatori conferma che la stagione è partita con il piede giusto… ma la vera notizia sono gli eventi imperdibili che stanno per partire.
Il lago più grande d’Italia non è solo una meta da sogno per le vacanze o per una gita fuori porta, ma è anche un set cinematografico a cielo aperto che sorprende ad ogni passo: il Lago di Garda, diviso tra Lombardia, Veneto e Trentino, è diventato infatti protagonista di storie memorabili sul grande schermo fin dagli Anni ’60.
Da una delle strade più belle (e mozzafiato) del mondo fino ai castelli, dai borghi che si riflettono sullo specchio d’acqua fino alle antiche rovine romane, ecco i luoghi che sono stati scelti come location di film celebri italiani e internazionali.
Una nuova serie Tv riporta il Lago di Garda al centro dell’attenzione. Proprio sulle sponde del Benaco, l’altro nome del lago, verranno ambientate le scene di Delitto sul Lago di Garda (titolo provvisorio), basata sul romanzo di Tom HindleMurder on Lake Garda, bestseller per il Sunday Times.
La nuova serie originale Hulu, prodotta da The Apartment (gruppo Fremantle), arriverà su Disney+ in 6 episodi. Non si conoscono ancora le tempistiche di produzione e di uscita, ma possiamo basarci sulle atmosfere descritte dal libro di Tom Hindle per capire che le location saranno autentiche meraviglie: dai castelli medievali, antichi guardiani delle rive del Garda, all’isola che più ha ispirato l’autore, partiamo per un viaggio nei luoghi che appartengono all’immaginario del giallo che presto diventerà serie Tv.
Non è sempre necessario attraversare i confini nazionali o pianificare voli intercontinentali per staccare la spina e rigenerare lo spirito. A volte, il segreto di una perfetta gita fuori porta si nasconde proprio dietro casa, in quei luoghi capaci di sospendere il tempo con la forza della loro storia. È il caso di Castellaro Lagusello, il borgo mantovano tra i candidati a Borgo dei Borghi 2026.
Situato a pochi chilometri dalle rive del lago di Garda, questo gioiello lombardo rappresenta l’essenza del turismo lento. Inserito nel circuito dei Borghi più belli d’Italia e insignito della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, Castellaro Lagusello accoglie il visitatore con la sua cinta muraria perfettamente conservata e un laghetto a forma di cuore.
Cosa vedere a Castellaro Lagusello
Quanto può essere sorprendente il mondo anche a solo un’ora da casa? È quello che molti visitatori si chiedono una volta arrivati a Castellaro Lagusello.
L’itinerario a piedi può cominciare dalla Torre dell’Orologio, dov’è possibile salire per godere di una vista sul territorio circostante e sul famoso laghetto, di cui vi parleremo a breve. Proseguite costeggiando le antiche mura del castello, che ancora oggi definiscono il profilo fortificato del borgo, e che conducono lo sguardo verso la chiesa barocca di San Nicola di Bari, dove l’arte sacra si sposa con la quiete tipica dei centri collinari.
Proseguendo tra i vicoli, ci si imbatte nella vecchia dimora dell’ortolano, un richiamo alla vita contadina di un tempo e tra le case più antiche del borgo, prima di raggiungere l’eleganza aristocratica di Villa Arrighi-Tacoli. Qui, la storia si fa nobile e si apre su giardini segreti e terrazze panoramiche che offrono scorci inediti sul laghetto sottostante.
Oltre la visita storica, Castellaro Lagusello invita a immergersi completamente nel suo scenario unico, partendo proprio dal suo specchio d’acqua. Questo piccolo lago a forma di cuore, adagiato nella conca morenica ai piedi del borgo, è il fulcro di una preziosa riserva naturale dov’è possibile passeggiate lungo le sue sponde.
Quest’area, inoltre, custodisce segreti ancora più antichi, essendo parte del sito seriale UNESCO “Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino”, che testimonia insediamenti umani risalenti all’Età del Bronzo.
Non lasciate il borgo senza provare la cucina mantovana: ordinate senza esitazione i capunsei, gnocchetti di pangrattato e formaggio dalla forma allungata, magari accompagnati da un bicchiere di vino rosso Colli Morenici DOC, e terminate il pasto con una torta sbrisolona.
Come arrivare
Situato nel cuore delle colline moreniche, a metà strada tra le province di Mantova e Verona, il borgo è facilmente accessibile in auto tramite l’autostrada A4 (Torino-Venezia), uscendo al casello di Sirmione o Peschiera del Garda. Da lì, bastano circa quindici minuti di guida tra paesaggi collinari e vigneti per scorgere il profilo della torre merlata. Per chi preferisce i mezzi pubblici, la stazione ferroviaria di riferimento è proprio quella di Peschiera, collegata poi da servizi di linea locali.
Con l’arrivo della primavera, torna la Guida Grandi Giardini Italiani, impresa culturale nata nel 1997 che da ventotto anni accompagna gli appassionati di botanica, arte e paesaggio nella scoperta dei più bei giardini d’Italia. L’edizione 2026 non solo aggiorna le informazioni su circa 150 giardini distribuiti in dodici regioni, ma accoglie anche cinque nuove location verdi, ampliando un network che valorizza luoghi spesso nascosti in piccoli centri e contesti rurali.
Dalla Franciacorta alla Sicilia, passando per Toscana, Marche e Lago di Garda, ogni nuovo giardino sposa perfettamente la filosofia del network e racconta storie di architettura, natura e arte, trasformando la visita in un’esperienza culturale unica e immersiva.
Cinque nuovi giardini entrano nel network
L’edizione 2026 della Guida Giardini Italiani segna un momento importante: cinquenuovi giardini italiani entrano ufficialmente nel prestigioso network e la guida viene ampliata con una sezione completamente dedicata all’ospitalità. Ecco quali sono:
Ca’ del Bosco: a Erbusco, nel cuore della Franciacorta, si trova questa rinomata proprietà vitivinicola dove le vigne dialogano con tante opere d’arte ambientale e architetture contemporanee, offrendo un percorso esperienziale unico tra arte e natura. Alcune delle opere presenti includono il Cancello Solare di Arnaldo Pomodoro, le sculture di Igor Mitoraj, il Ludoscopio di Paolo Scirpa e i Blue Guardians di Cracking Art;
La Limonaia del Castèl: a Limone sul Garda, sul Lago di Garda, la tenuta testimonia la tradizione delle limonaie gardesane, con terrazzamenti e complessi storici che uniscono coltivazione e architettura;
Castiglion del Bosco: a Montalcino, in Toscana, questa vasta tenuta è immersa nel paradisiaco scenario della Val d’Orcia, dove giardini, vigneti e patrimonio rurale si fondono armoniosamente con il paesaggio naturale;
Villa La Quiete: a Treia, nelle Marche, questa dimora storica è immersa in un paesaggio collinare e offre un parco storico con alberature mature e spazi verdi tipici delle residenze di campagna;
Parco Trevelyan: a Taormina, in Sicilia, il giardino pubblico ottocentesco – noto anche come Villa Comunale – stupisce per la sua posizione panoramica sul mare, le essenze esotiche e le architetture ornamentali che arricchiscono i percorsi di visita.
Questi nuovi ingressi rafforzano la filosofia del network: rendere accessibile un patrimonio culturale spesso poco conosciuto, valorizzando la connessione tra natura, arte e territorio.
Massimo ListriA Ca del Bosco l’opera “Eroi di Luce” di Igor Mitoraj
Arte, ospitalità e innovazione digitale
Oltre all’ampliamento del network, l’edizione 2026 introduce una sezione dedicata all’ospitalità, permettendo ai visitatori di programmare soggiorni all’interno delle proprietà, un’esperienza immersiva che unisce relax e cultura.
La copertina della Guida 2026 celebra l’opera 0121-1110=115075 (2015) dell’artista Jaehyo Lee, installata presso Arte Sella sull’altopiano della Valsugana in Trentino, sottolineando il legame tra giardino, arte contemporanea e paesaggio.
Anche il sito ufficiale, completamente rinnovato, facilita l’organizzazione delle visite: da grandigiardini.it è possibile acquistare biglietti d’ingresso, consultare eventi e seguire le principali fioriture stagionali. La Guida Grandi Giardini Italiani 2026 è disponibile sul sito ufficiale, negli shop dei giardini che aderiscono all’iniziativa o tramite prenotazione telefonica.
Grazie a queste novità, Grandi Giardini Italiani consolida il proprio ruolo di punto di riferimento per chi desidera scoprire il patrimonio verde italiano in maniera autentica e curata, combinando la bellezza naturale dei giardini con esperienze culturali di alto livello.
Con questa edizione, il network si conferma non solo custode della tradizione botanica e paesaggistica, ma anche innovatore nell’ospitalità e nella promozione digitale, rendendo la visita a ogni giardino un viaggio tra storia, arte e natura che emoziona e ispira.
Comune di Limone sul GardaLimonaia del Castel a Limone sul Garda
Con l’arrivo della seconda metà di marzo, il Parco Giardino Sigurtà, a pochi chilometri dal Lago di Garda, riapre le porte a Tulipanomania, l’evento botanico più atteso della stagione.
Grazie agli oltre un milione di bulbi che colorano i 600.000 metri quadrati del parco, l’evento ha saputo conquistare un prestigio globale, testimoniato da premi di altissimo livello. Nel 2022 è stato infatti eletto “Miglior Festival di Tulipani al Mondo” dalla World Tulip Society e, più recentemente, ha ricevuto il World Tulip Innovation Award 2024 durante il summit mondiale in Olanda.
È uno dei laghi più belli e famosi d’Europa e già di per sé regala meravigliosi scorci da qualsiasi punto di vista lo si osservi, ma in occasione del weekend di San Valentino il Lago di Garda si trasforma eccezionalmente in uno specchio d’acqua che riflette l’amore in ogni sua forma: dalla sponda bresciana a quella veronese, fino a quella trentina all’estremo nord, è la destinazione perfetta per il weekend più romantico dell’anno grazie all’evento diffuso Lago di Garda in Love che anima borghi, piazze, passeggiate lungo le sponde, fortezze e tanti altri luoghi splendidi.
Ecco i luoghi imperdibili a tema romantico e le esperienze memorabili da vivere in coppia, che abbiamo selezionato per voi tra i più interessanti.
Punti panoramici ed eventi speciali per innamorati
È un lungolago d’amore quello che prende vita il 13, 14 e 15 febbraio 2026: tre giorni dedicati allo stare insieme, alla gioia di essere vicini a chi amiamo tra paesaggi lacustri di una bellezza unica. L’occasione perfetta per scoprire il territorio gardesano e il suo entroterra.
Partiamo dai luoghi del cuore che si trasformano nella cornice perfetta per gli innamorati. In questo speciale weekend, ecco diverse esperienze da non perdere tra eventi speciali, punti panoramici e installazioni uniche:
Selfie in Love: scatti romantici con il grande cuore installato in diversi punti panoramici. Dove trovarli? A Sirmione, Valeggio sul Mincio, Castelnuovo del Garda, Lazise, Garda, Torri del Benaco, Soave e Montagnana;
Terrazza d’amore al Castello Scaligero di Torri del Benaco: salite sulla terrazza del castello e ammirate il grande cuore allestito sulla piazzetta sottostante, per scatti romantici in coppia… dicono che un bacio dato all’interno del cuore porti fortuna!
Garda e la Vela del cuore: a Garda c’è un angolo d’amore speciale nella tensostruttura vista lago sulla piazza del Municipio, dove gli innamorati sono accompagnati da musica dal vivo e tanta animazione per tutti i gusti. Qui le coppie potranno richiedere una pergamena personalizzata con i loro nomi scritti a mano in caratteri gotici. Ma non è tutto: tra le altre iniziative, il 14 febbraio c’è l’appuntamento con il cooking show a cura dello Chef Andrea Cesaro, alle ore 12:00, che svelerà i segreti culinari del Radicchio di Verona I.G.P, oltre al cake painting per coppie dalle 15:00 alle 16:00;
Lazise: il 15 febbraio, alle 17:45 prende vita “Un bacio lungo un minuto” sulle note di un’emozionante colonna sonora, seguito da una spettacolare cascata di coriandoli colorati a forma di cuore. Trovate il cuore giallo: in omaggio un romantico pensiero;
Tour in carrozza a Soave: da Piazza Antenna, il 14 febbraio (dalle 10:00 alle 12:00, ogni mezz’ora), potrete partire per un viaggio romantico a bordo di una carrozza lungo le vie dell’antico borgo scaligero. L’esperienza ha un costo di 25 euro a coppia;
Mercatini in Love: nel cuore di alcuni paesi saranno presenti con le loro bancarelle alcuni produttori di artigianato e prodotti tipici. Dove? A Garda tutto il weekend, a Lazise il 14 e 15 febbraio, a Valeggio sul Mincio, Castelnuovo del Garda e Montagnana il 15 febbraio!
Lazise illuminato in occasione di Lago di Garda in Love
Trekking e baci ad alta quota
Se camminare fa bene al cuore, allora perché non avventurarsi in trekking, escursioni e ciaspolate alla scoperta dei tesori del Lago di Garda… a caccia degli scorci più romantici? Ecco alcune iniziative che vi convinceranno a preparare lo zaino e partire.
Bacio ad alta quota a Malcesine: darsi un bacio passando dalle rive del lago fino a 1.800 metri a bordo della funivia di Malcesine – Monte Baldo non ha prezzo. Qui si ammira il Benaco da una prospettiva unica;
Passeggiata dell’Amore: si parte da Lazise per raggiungere Bardolino (5 Km) oppure si percorre tutto il lungolago fino a Garda (9 km). Ma non è tutto: esiste anche il Sentiero dell’Amore di Ferrara di Monte Baldo, un percorso ad anello di circa 40 minuti che collega il paese con la contrada Castelletti, attraversando il bosco di carpini, noccioli e pini. Adatto a tutti, con dolci saliscendi e tratti pianeggianti;
San Valentino sul Baldo, sotto le stelle dell’amore: a Novezza, con partenza dal noleggio “Le Cime” alle 16:30 del 14 febbraio, si può partecipare a una suggestiva ciaspolata notturna, accompagnata da guide naturalistiche e dagli astrofili. Osservare il cielo stellato mentre si ascoltano storie di miti e costellazioni legate al tema dell’amore è un’esperienza da provare: al rientro, è possibile partecipare a una cena a tema San Valentino, con particolare attenzione ai prodotti del territorio e alla valorizzazione del tartufo del Baldo, eccellenza gastronomica locale;
Il sentiero di Silvia – un amore oltre il tempo: al Parco Baccio Zanella di Soave, dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 17:00 del 14 febbraio, si segue il sentiero insieme a un narratore che svelerà i dettagli della travagliata e poetica storia d’amore di Silvia. Ogni coppia riceverà un kit esclusivo: una bottiglia di vino Soave vestita con un’etichetta speciale e due calici di cristallo per brindare all’amore.
Musica in love e spettacoli
I panorami e gli eventi del Lago di Garda in Love 2026 sono accompagnati da immancabili spettacoli musicali e teatrali in diverse località. Da Sirmione a Lazise, passando per Soave e Garda, ecco alcuni appuntamenti da non perdere quest’anno:
Sirmione: il 14 febbraio, alle ore 17:30 in Piazzale Porto, prende vita il concerto della Gran Dama. Musica e voce si diffondono nell’aria con l’incantevole sfondo del Castello per uno spettacolo unico che porta in piazza le migliori canzoni d’amore di tutti i tempi;
Lazise: domenica 15 febbraio, in Piazza Vittorio Emanuele, alle 16:00 inizia il concerto dal vivo con i JOE DIBRUTTO. Un vero e proprio show con canzoni nazionali e internazionali degli Anni ’70, vistosi abiti di scena e divertenti coreografie. Sempre a Lazise, il 14 febbraio (alle 16:00, 17:00 e 18:00), il porto ospita l’immortale tragedia romantica di Shakespeare “Romeo e Giulietta”. Nel centro storico, inoltre, a deliziare i visitatori è anche il teatro di strada, con intrattenimento comico teatrale itinerante a cura della Compagnia degli Ordallegri (dalle 15:00 alle 18:00);
Soave: nel loggiato di Palazzo di Giustizia, in Piazza Antenna (ore 17:00), il concerto Gospel for Love farà vibrare il cuore del borgo con un’energia travolgente. A seguire, il brindisi Eccellenze nel Loggiato: un momento conviviale con il pregiato vino bianco Soave e i cicchetti preparati con le eccellenze gastronomiche locali. L’accesso è gratuito;
Garda: musica e divertimento invadono piazza del Municipio, dalle 17:00 alle 18:30, con il Malò Acoustic Trio. Uno spettacolo musicale con una selezione di canzoni italiane e internazionali.
Lago di Garda in LoveLago di Garda in Love tra spettacoli e musica dal vivo
Eventi per bambini
Non mancano gli eventi dedicati ai più piccoli (non dimentichiamoci che nello stesso weekend cadono i festeggiamenti di San Valentino e di Carnevale 2026).
A Valeggio sul Mincio, per esempio, segnaliamo il “CARNEVALÈS“: in Piazza Carlo Alberto, dalle 15:30, prende vita la festa in maschera per i bambini, con laboratori creativi, giochi, intrattenimento e il concorso delle mascherine. A rendere tutto ancor più speciale una merenda offerta a base di dolci, tè e cioccolata calda, a cura dell’Associazione Pro Loco Valeggio.
Anche a Garda prende vita il Carnevale dei bambini, domenica 15 febbraio alle 14:30, con sfilata delle maschere seguita da saltimbanco e trampolieri. Nella stessa giornata, alle ore 15:30 i bambini possono assistere anche al divertente spettacolo teatrale “Il Gruffalò”.
A Torri del Benaco, al Molo De Paoli, domenica 15 febbraio (dalle 10:30), prende vita il Carnevale in Love – Reali vs Pirati: tra live show e una sfilata in maschera, l’evento trasforma il paese in un Regno conteso.
Ricordiamo che questa è solo una selezione dei tanti appuntamenti offerti dal ricco programma di Lago di Garda in Love 2026, che potrete consultare sul sito ufficiale Lagodigardainlove.it.
Lago di Garda in LoveDediche d’amore al Lago di Garda in Love
Alle Grotte di Catullo, uno dei siti archeologici più celebri affacciati sul lago di Garda, la terra ha restituito un frammento di storia rimasto nascosto per quasi due millenni. Ciò che sembrava ormai definito nelle planimetrie ottocentesche della grande villa romana si è rivelato incompleto: sotto gli strati che il tempo aveva depositato, è riemerso un portico intatto, protetto da un crollo antico che ne ha salvaguardato forme, colori e materiali.
La sezione dimenticata riapre il dialogo tra archeologia e racconto del vivere romano, svelando un tassello essenziale della progettazione della villa, della sua estetica e della sua funzione sociale.
La nuova scoperta alle Grotte di Catullo
Durante una campagna di scavi sul lago di Garda avviata negli ultimi anni, finanziata dal ministero della Cultura, è riemersa una sezione del complesso che per secoli era rimasta celata: un portico a U, crollato in epoca antica e mai più toccato né riutilizzato.
La particolarità del ritrovamento alle Grotte di Catullo è collegata alla conservazione impeccabile grazie al collasso di 1.700 anni fa; proprio questo accadimento ne ha sigillato materiali e pavimentazioni.
iStockAlle Grotte di Catullo a Sirmione riemerge un antico porticato romano
Il portico era costruito con colonne in laterizio ricoperte da uno spesso strato di stucco bianco. Il progetto voleva imitare la pietra e conferirle un aspetto monumentale, allineandosi con la ricchezza della villa. Il pavimento in cocciopesto, ancora leggibile in ampie porzioni, testimonia una cura decorativa meticolosa, mentre la forma del porticato rivela l’esistenza di un giardino privato interno.
Lo spazio verde, secondo gli archeologi sul campo, era probabilmente impreziosito da fontane e giochi d’acqua: un vero hortus conclusus affacciato sul lago, concepito per il riposo dell’élite romana.
A differenza di quasi tutto il resto della villa (che nei secoli successivi venne depredato per ricavarne materiali destinati alla costruzione delle case di Sirmione) quest’area non fu toccata. Il motivo potrebbe essere sorprendentemente semplice: dopo il crollo, la zona risultò completamente coperta da strati di terra e da vegetazione, diventando invisibile e quindi non sfruttabile come cava.
Il paradossale “oblio” ha permesso oggi agli studiosi di trovarsi di fronte a un unicum nel contesto del sito, una sorta di capsula del tempo, non intaccata da mani moderne né medievali.
L’importanza del ritrovamento
Il ritrovamento del portico nella villa in provincia di Brescia non rappresenta solo un nuovo tassello archeologico, ma un frammento di storia capace di ridefinire la comprensione dell’intero complesso delle Grotte di Catullo. La mappa architettonica dell’edificio, tracciata nell’Ottocento, deve ora essere riconsiderata alla luce della presenza di questo braccio monumentale, che amplia e ridisegna la geometria originaria della villa.
Viene riletta la concezione degli spazi interni: il giardino è ora, secondo gli archeologi, un ambiente di rappresentanza legato allo svago, al benessere e ai momenti sociali. Il sistema idraulico, individuato sotto il portico, svela invece la possibilità di giochi d’acqua scenografici già noti in età imperiale.
Ancora più significative sono le testimonianze materiali ritrovate nel riempimento del crollo: un vaso in ceramica fine e una lamina di piombo avvolta, accanto a una punta metallica interpretata come parte di un pugnale. Oggetti simili sono rari nel contesto della villa, proprio perché in passato quasi tutto fu asportato o riutilizzato.
Preso d’assalto dai turisti durante l’estate, il lago di Garda rivela un’anima vivace anche d’inverno: il Natale qui conquista grandi e piccini con borghi affacciati sull’acqua, presepi meccanici, luminarie uniche, casette di Babbo Natale e non solo. Tra dicembre e gennaio, il lago diventa un mosaico vivo di luci, sapori e tradizioni. Passeggiando lungo le rive o tra i centri storici, potrete ammirare presepi unici e mercatini che profumano di spezie, cioccolata calda e legno.
Ecco cosa fare sul Lago di Garda durante il periodo natalizio.
Ci sono luoghi che sembrano appartenere più al sogno che alla realtà, e il Castello di Arco, in Trentino-Alto Adige, è esattamente uno di questi.
Abbarbicato su uno sperone di roccia che domina il borgo omonimo, l’Alto Garda e il suo splendido lago, appare come un nido di pietra sospeso tra cielo e terra, un simbolo di eleganza antica che incanta per la sua posizione spettacolare, i tesori che custodisce e le leggende di fantasmi che aleggiano tra le sue mura.
Visitare lo spettacolare Castello di Arco
Dall’alto dello sperone roccioso su cui è stato costruito nell’XI secolo, il Castello di Arco domina l’intera piana dell’Alto Garda e il borgo di Arco, allungando lo sguardo fino al Lago di Garda.
Salire fino a questo gioiello medievale, a 260 metri sul livello del mare, significa immergersi lentamente nell’anima del luogo, camminando tra ulivi secolari e mura antiche per godere infine di uno più spettacolari panorami di questo territorio: ai piedi si stendono verdeggianti vigneti, il borgo di Arco e la città di Riva del Garda, poco più in là, mentre tutt’attorno si innalzano imponenti montagne che si tuffano nel blu profondo del lago.
Ed è qui che la storia prende forma. Le prime testimonianze del castello vedono come proprietari i Conti di Arco, una delle famiglie più influenti del Trentino medievale. Tra assedi, incendi e ricostruzioni, il maniero ha attraversato i secoli mantenendo intatto il suo fascino misterioso. Passato in mano a diverse famiglie nel corso dei secoli, l’ultima proprietaria fu la contessa Giovanna d’Arco, marchesa di Bagno, fino al 1982. Nello stesso anno il castello è passato al Comune di Arco, che grazie a un’attenta ristrutturazione lo ha reso fruibile al pubblico.
Oggi, varcare la sua porta significa entrare in un tempo sospeso, dove immaginarsi ancora le voci dei cavalieri e delle dame di corte che lo vivevano.
Nella Torre Grande, gli affreschi del Trecento raccontano una storia di amore, eleganza e cavalleria: dame dai volti delicati, tornei e cavalieri, scene di vita di corte che sembrano danzare alla luce del giorno. Sono tra i cicli pittorici più raffinati del Trentino e bastano da soli a giustificare la visita.
La Torre Renghera è invece quella più alta e antica, dove la guarnigione poteva controllare il territorio.
iStockIl borgo di Arco con vista sul suo castello
Leggende e misteri del Castello di Arco
Secondo alcune ricostruzioni storiche che si mescolano con le leggende, il castello originariamente contava oltre cento stanze e 365 finestre, una per ogni giorno dell’anno. Un simbolismo che unisce numerologia, mito e architettura, e che ha contribuito ad alimentare il suo fascino leggendario, che colpì anche il pittore tedesco Albrecht Dürer: nel 1495 lo ritrasse in un acquerello (“Fenedier Klausen”) oggi custodito al Louvre.
Tra le antiche mura del Castello di Arco non si respira solo la storia, ma anche mistero e leggenda. Si dice che questo luogo sia uno dei più infestati del Lago di Garda: il fantasma del crudele Antonio d’Arco, ucciso nel 1389, vagherebbe ancora tra le sale, mentre il brigante Ottavio Avogadro veglierebbe sui tesori nascosti nella rocca. Ma la storia più inquietante racconta che fu il Diavolo stesso a costruire il castello in una sola notte.
Dove si trova e come raggiungerlo
Il Castello di Arco si trova nell’omonimo comune che costeggia il fiume Sacra, in provincia di Trento, a 15 minuti di auto a Nord di Riva del Garda. Percorrendo l’Autostrada del Brennero A22 si esce a Rovereto Sud e si prosegue verso Riva del Garda – Arco.
Ci sono diversi parcheggi in cui poter lasciare l’auto per poi proseguire a piedi dal cuore di Arco verso il sentiero panoramico che porta al castello: il più vicino (e gratuito, ma piccolo) è quello che si trova lungo via Al Calvario. In alternativa ci sono i parcheggi di via Paolina Caproni Maini, l’ex Carmellini (nella stessa via) e il Foro Boario in via della Cinta.
Si può raggiungere anche in bicicletta percorrendo la pista ciclabile Valle dei Laghi che parte dalla località Linfano e si collega con la ciclabile Riva-Torbole-Mori.
Regione Lombardia e Lega Navale Italiana insieme con un accordo per valorizzare sport, giovani e ambiente. Il sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia Federica Picchi, e l’ammiraglio Donato Marzano hanno firmato un protocollo d’intesa per la promozione delle attività nautiche e dei valori educativi dello sport d’acqua.
Accordo Regione Lombardia e Lega Navale italiana per promozione sport
L’intesa prevede una serie di iniziative congiunte rivolte a scuole, famiglie, associazioni sportive e realtà territoriali, finalizzate alla diffusione della cultura del mare e delle acque interne come luoghi di sport, socialità e formazione. In particolare, saranno realizzati corsi di avviamento alla vela, canoa e motonautica per bambini e ragazzi; programmi di educazione ambientale e sicurezza in acqua; attività di inclusione sociale e velaterapia, rivolte a persone con disabilità o fragilità; eventi divulgativi e campagne di sensibilizzazione sulla tutela degli ecosistemi lacustri e fluviali.
L’accordo si inserisce pienamente nella strategia regionale di promozione dello sport diffuso e accessibile, con una particolare attenzione ai giovani e al rispetto dell’ambiente. Regione Lombardia riconosce e sostiene l’importanza delle realtà sportive che, come la Lega Navale, lavorano quotidianamente per rendere lo sport un diritto e un’opportunità per tutti.
Valorizzazione degli sport acquatici
“Questo accordo triennale – ha spiegato Picchi – consolida la collaborazione tra le due istituzioni per promuovere la pratica degli sport acquatici, l’educazione ambientale e il protagonismo giovanile. I nostri laghi e fiumi rappresentano un patrimonio straordinario, non solo naturale ma anche culturale e sportivo che l’attività di Lega Navale permette di valorizzare in pienezza. Gli oltre 2.500 ragazzi che ogni anno seguono corsi nelle sezioni lombarde della Lega Navale testimoniano il grande potenziale educativo di queste attività. La Lega Navale Italiana, fondata nel 1897, è oggi un punto di riferimento nazionale per la promozione della cultura marittima e per la diffusione dello sport nautico a tutti i livelli. Con oltre 60.000 soci in Italia e 250 sezioni e delegazioni operative, contribuisce a diffondere valori di rispetto, disciplina, solidarietà e impegno civile“.
Educazione ambientale
“Questa è – ha fatto sapere l’assessore regionale all’Ambiente e Clima Giorgio Maione – un’importante collaborazione per la tutela del nostro inestimabile patrimonio idrico, i laghi e i fiumi della Lombardia. Sono sicuro che l’esperienza della Lega Navale Italiana sarà un elemento decisivo per portare ad un livello ancora più elevato l’educazione ambientale che sarà fornita alle future generazioni, attraverso esperienze concrete e dirette per i nostri giovani”.
Progetto ‘Dolci acque’
“La collaborazione tra la Lega Navale Italiana e le regioni italiane – ha precisato l’ammiraglio Marzano – è particolarmente strategica per il perseguimento delle nostre finalità istituzionali Che non riguardano solo il mare o le coste. Abbiamo 35 sezioni che operano ogni giorno nelle acque interne. Proprio le sezioni lombarde saranno capofila nell’iniziativa nazionale ‘Dolci acque‘ che si terrà nella primavera 2026: il progetto nasce per valorizzare quel patrimonio di attività che svolgiamo su laghi e fiumi, coinvolgendo le scuole nella promozione e nella salvaguardia delle acque interne e federando le capacità e lo scambio di esperienze tra i soci delle Sezioni costiere della Lega Navale e quelle delle aree interne”.
Lega Navale italiana, presenza consolidata in Lombardia
In Lombardia la Lega Navale Italiana è una presenza consolidata, con 11 sezioni attive (Milano, Bergamo, Brescia – Desenzano, Mandello del Lario, Mantova, Varese, Pavia, Crema, Cremona, Lodi, Bovisio Masciago) e una comunità viva e in crescita. Sono oltre 2.500 gli under 18 che ogni anno partecipano alle attività formative delle sezioni lombarde, tra corsi di vela, canoa, navigazione e attività educative legate all’acqua. Gli atleti under 18 agonisti sono circa 80 tra vela e canoa, mentre gli adulti coinvolti in attività sportive e formative superano le migliaia di iscritti.
A Lecco assise su promozione sport d’acqua, sviluppo e sostenibilità
La firma del protocollo anticipa anche la 120ª assemblea nazionale della Lega Navale Italiana, in programma dal 30 ottobre al 1° novembre a Lecco, ospitata dalle sezioni di Mandello del Lario e Milano. L’assise porterà in Lombardia rappresentanti da tutta Italia per discutere strategie di sviluppo, sostenibilità e promozione dello sport d’acqua.
Collaborazione unisce sport, educazione e tutela ambientale
“Con questo accordo – ha aggiunto Picchi – Regione Lombardia e Lega Navale Italiana rafforzano una collaborazione che unisce sport,educazione e tutela ambientale. Attraverso la vela, la canoa e tutte le discipline acquatiche vogliamo offrire ai giovani esperienze formative e di crescita, che insegnino valori come il rispetto delle regole, la collaborazione e la consapevolezza ambientale. Insieme stiamo costruendo un modello che valorizza i territori, promuove il turismo sportivo sostenibile e trasmette una visione positiva e condivisa dello sport come strumento di comunità. Ringrazio la Lega Navale per l’impegno, la passione e la capacità di coniugare tradizione e innovazione”.
Il Lago di Garda è il primo in Italia a essere candidato a diventare un “soggetto giuridico“: è un grido d’aiuto lanciato da coloro che vorrebbero preservarlo dalle costruzioni massive e dallo sfruttamento legato anche all’overtourism, che rischiano di minacciare l’ecosistema dello specchio d’acqua più grande del Belpaese.
Proprio come le persone in carne ed ossa, anche il lago che si estende a cavallo tra Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige richiede di poter tutelare i propri diritti: potrebbe diventare il primo lago italiano al quale verrebbe riconosciuto in senso giuridico il diritto di esistere. Proprio come già avvenuto in altre aree del mondo, dove alcuni fiumi, lagune e foreste hanno raggiunto il titolo di personalità giuridica.