Regione Lombardia prosegue nella strategia di sostegno alla competitività del territorio e lo fa con una misura che rappresenta un unicum in Italia. Si tratta del bando ‘Lombardia Venture Step’, voluto dall’assessore regionale allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, per supportare l’accesso al capitale di rischio da parte delle imprese innovative lombarde, in particolare start up e scale up che operano nel campo delle tecnologie digitali, deep tech, biotecnologie e tecnologie rinnovabili e pulite.
Risorse e tempistiche
La dotazione finanziaria è di 70 milioni di euro derivanti dalle risorse FESR 2021-2027. Il bando apre il 27 gennaio per chiudersi il 27 marzo 2025. In questa finestra temporale, i gestori di fondi di Venture Capital possono presentare proposte di investimento sulla base delle quali Regione Lombardia selezionerà quelli ammissibili e meritevoli di finanziamento da parte di ‘Lombardia Venture Step’ per il tramite di fondi paralleli.
Lombardia più forte sugli scenari globali
L’obiettivo è consentire al sistema lombardo di rafforzare la propria capacità di competere sugli scenari globali, accompagnando la crescita delle imprese impegnate in settori cruciali per la trasformazione economica come l’intelligenza artificiale, i semiconduttori, le tecnologie verdi e le biotecnologie anche mediche. In particolare 50 milioni di euro sono destinati a sostenere lo sviluppo del deep tech e del biotech, mentre per il clean tech sono previsti 20 milioni di euro.
Una misura, questa, coerente con le finalità indicate dall’Unione Europea con la Strategia STEP – Strategic Technologies for Europe Platform.
Le politiche industriali della Lombardia
La Lombardia, anche in questo ambito, si pone come avanguardia attuando politiche industriali innovative in grado di consolidare i primati economico-sociali del territorio, anche rispetto a comparti strategici per i processi di transizione digitale e verde.
Il fondo di fondi ‘Lombardia Venture Step’ investirà in quote di minoranza emesse per il tramite di fondi paralleli selezionati attraverso una procedura a evidenza pubblica e dedicati a investimenti a favore delle imprese lombarde.
I destinatari della misura
Per beneficiare delle risorse, le aziende destinatarie, oltre ad avere sede legale e almeno una sede operativa in Lombardia, dovranno garantire ricadute produttive sul territorio lombardo.
Per tutte le informazioni consultare il sito di Regione Lombardia interamente dedicato alle imprese (www.imprese.regione.lombardia.it).
Le imprese manifatturiere lombarde mostrano una buona tenuta complessiva nel secondo trimestre 2024 al cospetto di un difficile scenario economico globale. Lo dimostra la crescita dell’occupazione sia per l’industria sia per l’artigianato. Così come gli indicatori sul fatturato, in crescita del 0,2% per l’industria e stabile per l’artigianato. Aumenta anche la produzione per l’artigianato (+0,1%) mentre registra una leggera flessione (-0,7%) quella industriale.
È quanto emerso dalla conferenza stampa di presentazione dei dati congiunturali del secondo trimestre 2024 relativi al settore manifatturiero lombardo che si è svolta lunedì 16 settembre a Palazzo Lombardia, a cui hanno partecipato l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Guido Guidesi; il presidente di Unioncamere Lombardia, Gian Domenico Auricchio; il presidente di Confindustria Lombardia, Francesco Buzzella; il presidente di C.N.A. Lombardia, Giovanni Bozzini.
Dalle analisi si rileva che la domanda interna resta con un segno positivo (+0,4% rispetto al trimestre precedente) mentre quella estera cala leggermente (-0,3%). L’assenza di significativi segnali di rafforzamento dell’attività industriale a livello globale insieme alla mancata accelerazione nella riduzione dell’inflazione e dei tassi d’interesse, influenzano le aspettative dell’industria lombarda: la maggior parte degli imprenditori prevede stabilità dei livelli, tra i restanti prevalgono invece le attese pessimistiche. I costi dell’energia sono ancora segnalati tra i maggiori fattori di incertezza, mentre c’è attesa di una progressiva riduzione dei tassi di interesse e di un calo dei costi delle materie prime, fattori che potrebbero favorire una ripresa più vigorosa. La tendenza della produzione industriale resta negativa, registrando un -1,2% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno. La produzione artigiana invece rimane al livello di un anno fa, e la variazione tendenziale è nulla.
L’andamento dei settori
A fronte di settori in crescita sensibile come chimica (+3,8%), gomma-plastica (+2,7) e carta-stampa (+2,3%) che ora beneficiano della riduzione dei costi energetici, e minerali non metalliferi (+2,6%) ancora trainati dall’edilizia, in forte contrazione i comparti: pelli-calzature (-11,2%) e tessile (-11,1%). A questi ultimi si associano settori in contrazione più moderata ma comunque significativa: mezzi di trasporto (-3,7%), manifatturiere varie (-3,5%), siderurgia (-2,6%), meccanica (-2,0%), abbigliamento (-1,6%) e legno-mobilio (-1,0%). La crescita dei prezzi si è assestata, ma le piccole imprese e gli artigiani in particolare, lamentano ancora incrementi sensibili sia per le materie prime (+17,3% tendenziale) che per i prodotti finiti (+12,1%).
Assessore Guidesi: la forza della Lombardia
“I dati presentati oggi – ha evidenziato l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Guido Guidesi – sono dati previsti che confermano ancora una volta la solidità del sistema lombardo. Come Regione Lombardia continuiamo a guardare al futuro con ottimismo e in modo propositivo rispetto ai livelli sovraregionali per quel che concerne le tematiche fondamentali che necessitano soluzioni urgenti, penso ad esempio ai costi energetici e all’accesso al credito”.
Giandomenico Auricchio, Unioncamere Lombardia
“Secondo la nostra indagine congiunturale – ha specificato Gian Domenico Auricchio, presidente di Unioncamere Lombardia – il settore manifatturiero lombardo subisce l’andamento negativo del commercio mondiale e la debolezza della domanda interna, restano però ancora positivi i dati occupazionali segnale della lungimiranza delle imprese lombarde che stanno affrontando questo momento di stagnazione guardando e preparandosi al futuro. Questo approccio positivo è anche confermato dalla propensione ad adottare nuove tecnologie. In quest’ultima indagine abbiamo approfondito anche l’intenzione degli imprenditori di adottare tecnologie che impiegano l’Intelligenza Artificiale. E’ emerso che il 23% delle imprese industriali e il 7% di quelle artigiane già la utilizzano o ha in programma di implementarla a breve. Di queste, oltre il 50% la ritiene un fattore determinante per incrementare la redditività; resta tuttavia critica la disponibilità delle figure professionali adeguate per impiegare efficacemente queste nuove tecnologie. Il Sistema Camerale su questo fronte è già attivamente impegnato con Regione Lombardia nel supportare le imprese nella formazione e specializzazione dei lavoratori. Le iniziative messe in campo hanno già riscosso grande successo e saranno certamente rafforzate in futuro”.
Francesco Buzzella, Confindustria Lombardia
“Sulla produzione industriale lombarda – ha osservato Francesco Buzzella, presidente di Confindustria Lombardia – continua a pesare il contesto globale complesso e instabile, che in questa fase sta facendo emergere tutte le debolezze dell’industria europea. A preoccupare gli imprenditori lombardi è soprattutto la crisi strutturale tedesca: è evidente che, persa la leva garantita dall’approvvigionamento di gas a basso costo, i margini di competitività si sono ridotti drasticamente. Questo errore, unito alla scelta di abbracciare ideologicamente le politiche green regolamentando e vietando senza dare alternative tecnologiche e non prevedendo le conseguenze di tali scelte nei confronti di imprese, cittadini e lavoratori, sta portando alla scomparsa di interi mercati, come l’automotive, che hanno garantito il benessere europeo dal dopoguerra ad oggi. Che l’Unione Europea stia perdendo la sfida geopolitica ed economica lo testimoniano le vendite di semiconduttori, uno dei beni essenziali dell’industria moderna. Mentre in Cina, nel Sud-Est asiatico e negli Stati Uniti nel 2024 si registrano forti aumenti, in Europa assistiamo a un calo del 12%. Serve invertire la rotta sviluppando politiche a sostegno dell’industria con un rilevante fondo Europeo di investimenti che controbilanci i Piani di investimento Usa e Cina, – come indicato nel ‘Piano Draghi’ – politiche energetiche basate su un mix di fonti e riduzione dei tassi di interesse”.
Giovanni Bozzini, C.N.A. Lombardia
“E’ una stabilità– ha spiegato Giovanni Bozzini, presidente C.N.A Lombardia – nell’incertezza. I fondamentali parametri della crescita vivono un miglioramento relativo rispetto al periodo pandemico, ma siamo dentro l’orizzonte di una crescita indebolita da una serie di numerose incognite geopolitiche e geoeconomiche: il fronte russo-ucraino, le tensioni israelo-palestinesi, le instabilità nell’area del canale di Suez. La manifattura artigiana lombarda non dipende solo dall’export evidentemente, ma in modo diretto ed indiretto subisce questo difficile quadro internazionale. La prudenza della BCE sui tassi è proverbiale e si ripercuote direttamente sul rapporto tra PMI e sistema bancario: continua la flessione dei prestiti alle imprese, specialmente quelle più piccole. La fiducia è complessivamente messa alla prova dall’incertezza. I nostri imprenditori continuano a dare prova di grande resistenza e flessibilità. Ma sono a disagio per una serie di fattori che non riescono a controllare e a padroneggiare. L’Italia ha sempre due leve molto importanti nel PNRR e nei fondi strutturali. Dobbiamo accelerare sul primo terreno e continuare a migliorarci nella spesa dei fondi europei. È inoltre fondamentale sorreggere il settore delle PMI e dell’artigianato sul terreno della sostenibilità a tutti i livelli”.
Focus Intelligenza Artificiale
Unioncamere Lombardia durante la sua indagine ha ampliato il range di domande rivolte alle imprese e per la prima volta ha chiesto agli imprenditori lombardi cosa ne pensassero circa l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella loro attività. Il 23% di quelle industriali e il 7% delle imprese artigiane hanno dichiarano di farne già uso o di avere un concreto programma per adottarla. L’impiego prevalente è mirato ad automatizzare i processi di produzione e migliorare la capacità di previsione e analisi dei dati. Più della metà delle imprese utilizzatrici di IA pensa che possa essere un fattore determinante per incrementare la propria redditività (62,3% gli artigiani e 61,6% l’industria). Sul fronte opposto i principali motivi che ne impediscono l’utilizzo sono legati alle difficoltà nell’individuare costi e benefici derivati dall’adozione di queste tecnologie.
Il potenziale impatto dell’AI sull’occupazione è percepito in maniera diversa dai due settori: per il 55% delle imprese artigiane prevale l’opinione che l’impiego di questa tecnologia non comporterà una riduzione nel numero degli addetti, quota che scende al 31% per le imprese industriali. Per l’industria prevale l’opinione che ci sarà una riduzione contenuta nel numero degli addetti (58%), mentre questa opinione è condivisa dal 36% degli artigiani. Nel manifatturiero l’impatto maggiore dell’IA è atteso sulle professioni amministrative, addetti alla logistica e produzione. Per contro dovranno essere integrati in azienda esperti di software e hardware, specialisti in automazione dei processi produttivi, specialisti in trasformazione digitale e innovazione e data scientist e analyst.
Dall’indagine emerge chiaramente che l’IA non servirà a sostituire personale introvabile se non in minima parte secondo il 76% dell’industria e l’81% degli artigiani. Se ne deduce che alcune figure molto specializzate continueranno ad esistere e a essere fondamentali all’interno delle aziende. Queste le figure più difficili da reperire per il settore manifatturiero (Fonte dati Excelsior):
Operai specializzati e conduttori impianti e macchine (per esempio: saldatori, operai metallurgici, operai del tessile e dell’abbigliamento).