È partita la campagna digital della Regione Lombardia#nonseidasola che ha come protagonista una testimonial d’eccezione, Matilde Gioli. I video realizzati con la nota attrice che ha prestato gratuitamente il suo volto e la sua testimonianza saranno diffusi sui canali social della Regione Lombardiae sono disponibili a questi link:
Matilde Gioli volto della campagna digital della Lombardia
“È per noi motivo d’orgoglio – sottolinea il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana – affidare al volto di un’attrice molto popolare come Matilde Gioli, che ho avuto il privilegio di conoscere nel febbraio 2022, insieme agli altri protagonisti della serie tv ‘DOC-Nelle tue mani‘. A lei il mio personale ringraziamento per questa importante campagna social”.
L’iniziativa digital
“Per diffondere una cultura della parità – ha affermato l’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini – nel 2024 ho voluto affiancare al nostro impegno istituzionale anche un’iniziativa digital. Vogliamo promuovere, specialmente tra i più giovani, il riconoscimento e la consapevolezza della violenza e della rete dei servizi e delle misure attive in Regione a sostegno delle donne vittime di violenza. Qualunque tipo di violenza si tratti. La nostra campagna è stata arricchita dal contributo di Matilde Gioli. Una testimonial d’eccezione, che ha collaborato a titolo completamente gratuito. Grazie anche al suo aiuto, puntiamo a coinvolgere un pubblico sempre più vasto. E a testimoniare quindi il valore della parità”.
La Giunta regionale della Lombardia ha rinnovato lo schema di convenzione tra Regione Lombardia e l’Ufficio scolastico regionale per la prosecuzione e il rifinanziamento della linea di intervento ‘A scuola contro la violenza sulle donne‘. Nei prossimi giorni, il protocollo verrà sottoscritto da Regione e Ufficio Scolastico e sarà operativo a partire dal prossimo anno.
Il progetto, ha spiegato l’assessore regionale alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, “intende promuovere, già sui banchi di scuola, le pari opportunità e fornire strumenti utili alla conoscenza e alla consapevolezza dei ragazzi per prevenire il fenomeno della violenza contro le donne”.
Con l’approvazione di questa delibera, ha sottolineato l’assessore Lucchini, “Regione Lombardia conferma il suo impegno. Quello assunto come obiettivo strategico della legislatura 2023-2028 di prevenire e contrastare la violenza di genere. Un impegno che si deve declinare quotidianamente. Attraverso la nostra rete interistituzionale, le nostre misure dedicate e i protocolli volti a migliorare e potenziare la presa in carica. E per il quale resta strategico il ruolo del sistema di istruzione e formazione che infatti accresce la cultura fondata sul rispetto e sulla affermazione delle pari opportunità in funzione preventiva della violenza contro le donne, in tutte le sue forme”.
Le risorse messe a disposizione per il prossimo triennio 2025/2027, in aumento rispetto agli scorsi stanziamenti biennali sono pari a 490.000 euro. Rappresentano, ha concluso l’assessore Lucchini, “un investimento necessario a valorizzare le reti che si sono costituite in ogni provincia. E sono sempre più capaci di sensibilizzare e formare studenti, docenti e genitori sul fenomeno. Un percorso che le scuole lombarde, in questi anni, hanno accolto con grande attenzione e partecipazione. Inoltre, le scuole saranno al nostro fianco anche nelle prossime iniziative regionali in occasione della Giornata del 25 novembre”.
Sensibilizzare i più giovani sul tema della violenza maschile contro le donne e sull’importanza del riconoscimento tempestivo dei segnali di rischio, anche da parte di tutti coloro che hanno un compito educativo nei loro confronti. Questo l’obiettivo della delibera approvata dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale e Pari opportunità Elena Lucchini, di concerto con gli assessori Simona Tironi (Istruzione, Formazione e Lavoro) e Romano La Russa (Sicurezza e Protezione civile), che proroga di altri 6 mesi la convenzione tra Regione e Ufficio Scolastico Regionale per la linea di intervento ‘A scuola contro la violenza sulle donne’.
Rinnovato protocollo di Regione Lombardia e USR contro violenza di genere: progetti per insegnanti e alunni
La misura, che affronta un tema prioritario per Regione Lombardia, è volta a sostenere progetti per la promozione delle pari opportunità e per la prevenzione e il contrasto alla violenza maschile contro le donne, rivolti ad alunni, insegnanti delle scuole secondarie di primo e di secondo grado e alle loro famiglie.
Assessore Lucchini: vogliamo favorire rapporti incentrati sul rispetto
“Il piano regionale antiviolenza – afferma l’assessore Lucchini – già dal 2017 ha previsto come priorità il rafforzamento del ruolo strategico del sistema di istruzione e formazione, scolastico ed extrascolastico nella promozione di una cultura fondata sulle pari opportunità. Dal 2019, grazie a una convenzione con l’Ufficio Scolastico Regionale, abbiamo dato vita a questo progetto. L’obiettivo è coinvolgere docenti, famiglie, e soprattutto la popolazione studentesca, attraverso la realizzazione di interventi didattici e progetti volti a contrastare gli stereotipi di genere. Vogliamo favorire l’instaurarsi di rapporti improntati al rispetto. Puntiamo inoltre a diffondere informazioni su come riconoscere le prime avvisaglie di comportanti violenti in un rapporto e far conoscere i servizi a cui rivolgersi sul territorio, ovvero la nostra rete antiviolenza. Per la Lombardia ‘Non sei da sola‘ significa operare concretamente per la prevenzione e il contrasto della violenza e la collaborazione con la comunità educante resta imprescindibile”.
Assessore La Russa: promuovere cultura del rispetto delle donne
“Soltanto coinvolgendo i giovanissimi – sottolinea Romano La Russa, assessore regionale alla Sicurezza – è possibile creare una cultura fondata sul rispetto delle donne. Il tutto con l’obiettivo di contrastare la violenza di genere”.
“Naturalmente – aggiunge LaRussa – c’è un tema che riguarda l’aspetto repressivo e la punizione di comportamenti sbagliati. Tuttavia non si può prescindere dall’ambito educativo e culturale, che deve vedere alleati famiglie, scuole e istituzioni”.
Assessore Tironi: contro violenza di genere necessaria azione coordinata
“Prevenire la violenza di genere – afferma l’assessore regionale all’Istruzione, Formazione, Lavoro Simona Tironi – è un impegno che richiede un’azione coordinata e mirata. In un contesto educativo così vitale come quello delle scuole, è fondamentale promuovere una cultura fondata sul rispetto e sull’uguaglianza. La scuola, come luogo di formazione e crescita, deve favorire la gestione delle emozioni, contrastando stereotipi dannosi e diffondendo una cultura di non violenza. La collaborazione con la comunità educante è essenziale per raggiungere questo obiettivo e per garantire un ambiente sicuro e inclusivo per tutti. L’educazione è una delle armi più potenti che abbiamo per combattere la violenza di genere e promuovere una società più equa e rispettosa”.
Come funziona il protocollo
Operativamente viene individuata una scuola capofila in ogni provincia in modo da assicurare una governance unitaria degli interventi. La governance amministrativo-contabile è in capo a una scuola individuata dall’USR.
I progetti finanziati hanno previsto le seguenti azioni:
Programmi di sensibilizzazione e informazione rivolte ai minori e alle famiglie, con anche il coinvolgimento di associazioni e istituzioni attive sul territorio;
Realizzazione di laboratori per gli alunni in cui approfondire i significati della violenza per i ragazzi e imparare a riconoscere segnali, apparentemente innocui che, se ripetuti e abbinati tra loro, portano ad un abuso e violenza nelle relazioni anche tra i pari;
Progettazione e realizzazione di Unità di Apprendimento (UdA) dedicate al tema della violenza contro le donne e delle pari opportunità nel primo e secondo ciclo; *Creazione di un database delle esperienze formative più efficaci delle scuole del territorio;
Organizzazione di incontri rivolti agli studenti con l’obiettivo di far conoscere i principali soggetti che sul territorio hanno un ruolo attivo nel contrasto alla violenza sulle donne;
Individuazione di un protocollo di intercettazione e gestione dei casi.
Case popolari alle donne vittime di violenza nelle province di Pavia e Lodi. Parte da qui la sperimentazione sociale e solidale. Che ha permesso di individuare alloggi messi a disposizione dalle Aler per le donne vittime di violenza in collaborazione con i CAV – Centri Antiviolenza e le Case Rifugio.
A Pavia case per donne vittime di violenza
“Grazie allo stanziamento di 1,5 milioni – commenta l’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini – di cui 100.000 dedicati all’accompagnamento sociale delle donne e 1.400.000 euro destinati alle Aler. Da Pavia possiamo annunciare l’avvio di un progetto che testimonia la massima attenzione di Regione Lombardia alla necessità di garantire l’autonomia abitativa alle donne che si rivolgono ai nostri Centri Antiviolenza”.
Assegnazione di 6 alloggi
E grazie alla collaborazione con ALER Pavia-Lodi, prosegue l’esponente della Giunta lombarda, “si potrà procedere al percorso di assegnazione di 6 alloggi a canone concordato. Appartamenti dislocati tra Voghera, Vigevano, Silvano Pietra e Mortara e di 5 alloggi ubicati a Ospedaletto Lodigiano“.
Anticipazione dei canoni
I fondi saranno infatti destinati alle Aler come anticipazione del canone di affitto. Oppure come canone a scomputo nel caso in cui gli alloggi necessitino di interventi di ristrutturazione.
“Con questo passaggio – conclude Lucchini – potenziamo ulteriormente la nostra rete sociale. E attuiamo azioni di contrasto alla violenza e a sostegno di tutte le donne e dei loro figli minori. Si tratta di un’alleanza che vogliamo rinnovare ogni giorno”.
Una panchina rossa per non dimenticare Giulia e tutte le donne vittime della violenza. È stata posizionata in piazza Gae Aulenti, a Milano, su iniziativa del presidente Attilio Fontana all’ingresso degli Ibm Studios. Il gesto fortemente simbolico in occasione della seconda giornata del ‘Lombardia World Summit’, l’evento organizzato dalla Regione per dibattere e rendere ancora più forte il ruolo della Lombardia su scala internazionale.
“Un segnale doveroso e importante – ha Fontana – in vista Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne di domani”.
Il presidente Attilio Fontana e l’assessore Elena Lucchini hanno aperto i lavori dell’incontro ‘Non sei da sola!’, a Palazzo Pirelli, deponendo un giglio bianco, simbolo di purezza e di candore, sulla panchina rossa che, dal 2018, è diventata testimonianza diretta dell’impegno di Regione Lombardia per contrastare il fenomeno della violenza sulle donne.
“Un gesto sentito e dovuto – hanno spiegato Fontana e Lucchini – per onorare la memoria e il sacrificio di Giulia Cecchettin e delle troppe donne colpite da questa gravissima piaga sociale”.
Un impegno, quello della Regione, che trova riscontri attraverso numerose azioni concrete. Quasi 10 milioni, fra fondi statali e regionali, messi a disposizione dei 54 Centri antiviolenza e della 141 case rifugio e di accoglienza. Un nuovo protocollo con l’Ordine degli avvocati di Milano e con l’Unione Lombarda degli ordini forensi (sottoscritto oggi) che vede come azione innovativa, l’estensione del gratuito patrocinio a ipotesi non previste attualmente da quello a spese dello Stato. L’avvio della sperimentazione per volta ad assegnare alloggi Aler alle vittime di violenza. Il bando rivolto al sistema universitario per formare le nuove generazioni. E ancora il rafforzamento della sinergia con le reti e le associazioni del terzo settore per migliorare i servizi sul territorio.
Sono solo alcuni degli interventi messi in campo dalla Regione nell’ultimo anno che testimoniano l’impegno di Palazzo Lombardia contro il fenomeno della violenza sulle donne. Occasione per fare il punto della situazione, è stato il grande evento ‘#Non sei da sola!’ in vista della giornata internazionale contro la violenza di genere, che, ha sottolineato il Presidente lombardo Attilio Fontana “è una sconfitta della collettività e come tale va affrontata. Serve sinergia d’intenti fra tutti gli attori che possono incidere su prevenzione e contrasto”.
Presa in carico integrata
Una collaborazione che, nel contesto lombardo, hanno sottolineato il governatore e all’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, “è già radicata grazie all’instancabile impegno delle Forze dell’ordine, del Terzo settore e degli Ordini professionali. Guardando alle azioni concrete Regione Lombardia con le ‘politiche di parità 2020-2023’ favorisce la presa in carico integrata e l’attivazione tempestiva dei servizi. Con la legge sanitaria, abbiamo delineato un sistema territoriale caratterizzato da centralità della domanda, prossimità, accessibilità, trasversalità e multi-professionalità della presa in carico”. “In ogni caso – hanno evidenziato – restiamo più che mai convinti che siano necessari interventi multidisciplinari e integrati, attraverso la collaborazione di tutti gli attori che concorrono per specifiche competenze a contrastare questa tremenda piaga sociale”.
L’accordo con gli avvocati
“La collaborazione con Regione Lombardia si rinnova di anno in anno dal 2014. Portando avanti un impegno e una responsabilità che ci vede insieme in prima fila a sostegno e a tutela delle donne vittime di violenza. Un’azione che ha sempre visto anche la partecipazione del Tribunale di Milano oltre che dell’Unione Lombarda degli Ordini forensi. Solo con interventi mirati e integrati si può aiutare la donna ad uscire dalla spirale della violenza”, ha detto il presidente dell’Ordine degli avvocati di Milano, Antonino La Lumia.
Copertura spese legali
“Continueremo a promuovere lo sviluppo della Banca dati specialistica e gli interventi di aggiornamento e formazione mirata rivolti agli avvocati lombardi. La grande novità del Protocollo, che riguarda la copertura da parte di Regione Lombardia delle spese di assistenza legale in sede penale e civile per le donne vittime di violenza nei casi in cui non operi il patrocinio a spese dello Stato. Rappresenta un segnale molto forte per testimoniare la volontà di essere concretamente al fianco alle donne”, ha aggiunto il presidente dell’Unione Lombarda degli Ordini Forensi, Giovanni Rocchi.
I dati Istat
Nel corso del convegno, cui ha preso parte anche il presidente del Consiglio regionale, Federico Romani, sono stati resi noti anche alcuni dati statistici sul fenomeno della violenza di genere. La rilevazione effettuata riguarda il periodo 1° gennaio 2022 – 31 dicembre 2022 e ha interessato i 54 Centri Antiviolenza presenti nelle 27 reti territoriali regionali. I dati raccolti fino ad oggi registrano un numero di donne in carico ai Centri Antiviolenza pari a 5.588.
Osservando le caratteristiche delle donne emergono i seguenti tratti del profilo:
– sono le donne occupate in forma stabile ovvero in forma precaria a rivolgersi più frequentemente ai servizi (56,13%);
– le vittime di violenza possiedono un titolo di studio medio o medio alto: titolo di studio di scuola secondaria superiore (43,94%), laurea (18,61%);
– in relazione allo stato civile, la condizione di nubile è quella che caratterizzata la maggioranza delle donne (42,26%) seguita da quella di moglie (39,52%).
– la fascia d’età maggiormente interessata è quella compresa tra i 35 e i 44 anni di età (29,74%) e tra i 25 e i 34 (22,54%);
– il 63,61% delle donne è cittadina italiana, mentre il 32,01% proviene da Paesi non UE, il 4,28% ha la cittadinanza di un paese Ue;
– il 64,29% delle donne prese in carico ha figli minori.
Secondo i dati raccolti attraverso i flussi ISTAT le forme di violenza subite sono multiple. Hanno riguardato soprattutto la violenza psicologica, corrispondente al 32,34% delle tipologie di violenza riferite in fase di contatto dalle donne prese in carico nel periodo di riferimento. Seguono, in termini di incidenza, la violenza fisica (26,64%), la minaccia (14,20%) la violenza di tipo economico (12,74%) e lo stalking (7,37%)
I maltrattamenti nascono per lo più in contesti familiari. Sono infatti i mariti (32,54%) ad essere indicati dalle donne prese in carico come gli autori delle violenze. Seguono i conviventi (14,65%) e, successivamente gli ex-conviventi (9,83%).
Con riferimento ai servizi erogati, al primo posto come richiesta vi è quello di ascolto (27,89%). Seguito dall’accoglienza (24,95 %) e dalla consulenza legale e dal supporto al percorso giudiziario (12,73%).
Da ultimo si dettaglia il profilo dell’autore della violenza. Nel 32,54% dei casi è il coniuge e, nel 14,65% dei casi, l’autore è il convivente.