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Beni confiscati, firmato protocollo intesa per recupero a fini sociali

È stato sottoscritto al Tribunale di Milano il nuovo Protocollo d’Intesa per la gestione e lo sviluppo dei beni e delle aziende sequestrate e confiscate alla criminalità organizzata. Un accordo promosso dal Tribunale e condiviso da numerosi attori istituzionali. Tra questi: Regione Lombardia, per rafforzare le sinergie e potenziare gli strumenti a disposizione del territorio nella lotta alla criminalità. A firmare l’atto, il presidente del Tribunale Fabio Roia, l’assessore regionale alla Sicurezza e Protezione Civile, Romano La Russa,  il sottosegretario di Stato con delega ai Beni confiscati Wanda Ferro. Oltre al direttore dell’Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati prefetto Maria Grazia Laganà, il prefetto di Milano Claudio Sgaraglia,  Alessandra Dolci, procuratore aggiunto presso la Procura della Repubblica di Milano, coordinatore della sezione misure di prevenzione. Infine, per il Comune di Milano l’assessore al Welfare Lamberto Bertolè e numerosi altri enti e associazioni.

beni confiscati protocollo lombardiaScelta concreta

“Non si tratta solo di un atto formale – ha commenta l’assessore La Russa – ma di una scelta concreta a favore della legalità, della giustizia e dello sviluppo. I beni frutto dell’illegalità, una volta confiscati, devono diventare strumenti di crescita, solidarietà e inclusione. Regione Lombardia c’è e continuerà a fare la propria parte”.

Nel territorio lombardo sono attualmente presenti 3.104 beni confiscati, di cui 1.814 già destinati. Dal 2019 a oggi, Regione ha investito circa 10 milioni di euro per il recupero di 145 immobili in 81 Comuni. L’ ha fatto con risorse dedicate anche alla formazione, all’assistenza e alla consulenza per gli enti locali e del Terzo Settore. (piattaforma infoweb della Agenzia Nazionale beni sequestrati e confiscati).

La Giunta regionale della Lombardia ha recentemente approvato una proposta di modifica legislativa, attualmente in attesa dell’approvazione del Consiglio regionale, che prevede un rafforzamento del sostegno economico ai Comuni, in particolare a quelli di piccole dimensioni, attraverso l’aumento delle percentuali di finanziamento regionale.

Il nuovo Protocollo rafforza e amplia l’azione già tracciata dal ‘Piano Strategico di Legislatura’. Tra le nuove azioni previste il coinvolgimento di ARPA Lombardia per fornire supporto tecnico-scientifico nelle verifiche ambientali delle aziende sequestrate o confiscate; il potenziamento del collegamento tra amministratori giudiziari ed enti locali per favorire l’affidamento temporaneo dei beni, in collaborazione con ANCI Lombardia.

È inoltre in fase di realizzazione un nuovo sistema informativo interoperabile con la piattaforma dell’Agenzia Nazionale per i beni confiscati, che consentirà una mappatura aggiornata e trasparente dei beni presenti in Lombardia.

beni confiscati protocollo lombardiaFare rete per recuperare i beni confiscati con il Protocollo Lombardia

“Questa Intesa – conclude l’assessore La Russa – è l’ennesima dimostrazione che il contrasto alla criminalità organizzata si costruisce con la rete, la collaborazione e la presenza concreta delle istituzioni. Recuperare i beni confiscati significa restituire dignità ai territori, promuovere legalità e costruire fiducia. Anche la comunicazione è parte fondamentale di questo processo: domani, a Palazzo Lombardia, nel convegno dedicato alla memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ribadiremo il valore della legalità come fondamento della nostra azione amministrativa e civica”.

Il Protocollo ha validità fino al 30 giugno 2027, con possibilità di rinnovo automatico ogni due anni. Un’intesa che sancisce la legalità come leva per la crescita sociale ed economica e riafferma il ruolo di Regione Lombardia come modello nazionale di rigenerazione dei territori e rafforzamento del tessuto produttivo sano.

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Beni confiscati, da Regione 1,9 milioni per restituirli ai cittadini

Finanziate con 1.866.000 euro le 21 domande presentate da 17 Comuni per interventi di riuso e recupero di beni confiscati alla criminalità in Lombardia. È quanto prevede il decreto adottato dalla Direzione Sicurezza e Protezione civile che fa capo all’Assessorato alla Sicurezza di Regione Lombardia, guidato da Romano La Russa.

Il 18 luglio 2025 a Palazzo Lombardia convegno dedicato a Falcone e Borsellino

“Regione Lombardia – ha dichiarato l’assessore La Russa – è in prima linea nella lotta alla criminalità organizzata e nell’uso virtuoso dei beni confiscati. Con questi contributi sarà possibile trasformare questi beni sottratti alla criminalità e restituirli alla società, riaffermando la vittoria della legalità e dello Stato sulle mafie. In queste settimane sono impegnato in un vero e proprio tour dei beni confiscati nel territorio regionale che si concluderà il 18 luglio 2025, a Palazzo Lombardia, con un convegno dedicato a Falcone e Borsellino”.

Il recupero dei beni confiscati in Lombardia: i destinatari

L’assessore regionale alla Sicurezza in visita a Cantù e Fino Mornasco per il riutilizzo di beni confiscati alla criminalità“Gli immobili recuperati – ha proseguito – hanno diverse destinazioni d’uso, ma sono tutti accomunati da finalità sociali. Sono molteplici anche le categorie di persone che ne potranno beneficiare: dalle famiglie in emergenza abitativa a quelle con figli affetti da autismo, dagli studenti universitari agli anziani“.

“Per questo – ha concluso – proseguiremo con fermezza a sostenere gli enti che, sul nostro territorio, lavorano e mettono in campo iniziative e progetti concreti per recuperare e rilanciare gli immobili sottratti al malaffare”.

Recupero beni confiscati, l’elenco dei Comuni assegnatari del contributo per provincia

Questa la ripartizione su base provinciale dei comuni finanziati:

  • Milano: 5 (Vernate, Cusago, Rho – 2 interventi; Robecchetto con Induno – 2 interventi; Baranzate).
  • Brescia: 4 (Erbusco, Chiari, Bovegno, Pian Camuno).
  • Como: 2 (Lomazzo, Oltrona di San Mamette).
  • Cremona: 1 (Pian Camuno – 3 interventi).
  • Lecco: 2 (Lecco, Galbiate).
  • Lodi: 1 (Corno Giovine).
  • Monza e Brianza: 2 (Lesmo, Concorezzo).

A questo link ulteriori dettagli sulla destinazione d’uso degli immobili e sugli importi assegnati.

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Riutilizzo beni confiscati, La Russa a Cantù e Fino Mornasco (CO)

Prosegue la visita ai beni confiscati alla criminalità organizzata in Lombardia, un’iniziativa fortemente voluta dalla Regione per promuovere la cultura della legalità attraverso la valorizzazione dei beni utilizzati a fini sociali. L’assessore regionale alla Sicurezza e Protezione civile, Romano La Russa, ha fatto tappa in provincia di Como, a Cantù e Fino Mornasco, visitando due significative realtà di riutilizzo sociale e istituzionale. Presente anche Anna Dotti, vicepresidente della II Commissione permanente del Consiglio regionale ‘Affari istituzionali ed Enti locali’.

Il ciclo di appuntamenti si concluderà il 18 luglio, a Palazzo Lombardia, con il convegno ‘Ricordando Paolo Borsellino e Giovanni Falcone: l’importanza della confisca dei beni alla criminalità organizzata’.

A Cantù visita all’Azienda Speciale Consortile Galliano

L’assessore regionale alla Sicurezza in visita a Cantù e Fino Mornasco per il riutilizzo di beni confiscati alla criminalitàPrima tappa della giornata dell’assessore La Russa, insieme al sindaco Alice Galbiati, al vicesindaco Valeriano Maspero, all’assessore ai Servizi sociali Isabella Girgi e al presidente del Consiglio comunale Serafino Novati, alla sede dell’Azienda Speciale Consortile Galliano di Cantù, sorta in un immobile confiscato alla mafia e inaugurato a luglio 2023.

Il bene, grazie alla collaborazione tra Regione Lombardia e le istituzioni locali, è un centro di servizi rivolto al territorio e simbolo concreto di legalità e rigenerazione. Regione Lombardia ha cofinanziato il progetto con un contributo di 150.000 euro.

La cascina ‘Emanuela Loi’ di Fino Mornasco

L’assessore regionale alla Sicurezza in visita a Cantù e Fino Mornasco per il riutilizzo di beni confiscati alla criminalitàSeconda tappa del tour alla cascina ‘Emanuela Loi’ a Fino Mornasco. L’edificio, acquistato dalla criminalità organizzata nel 1990 con proventi illeciti, è stato confiscato e restituito alla collettività. Intitolata all’agente della Polizia di Stato uccisa nella strage di via D’Amelio, la cascina è un presidio di legalità e memoria. Riqualificata integralmente, ospita al piano terra la nuova sede distaccata del Parco delle Groane e della Brughiera Briantea, oltre a una sala polivalente aperta alla cittadinanza per iniziative culturali e sociali.

Con l’assessore La Russa erano presenti il sindaco di Fino Mornasco, Roberto Fornasiero, l’assessore ai lavori pubblici Simone Passiatore e il comandante del Corpo di Polizia e della Protezione civile del Parco, Claudio Camisasca. Per questo intervento, Regione Lombardia ha erogato un contributo di circa 136.000 euro.

I dati in provincia di Como

Nel periodo 2019–2024, i Comuni della provincia di Como hanno presentato 14 domande di finanziamento per il recupero di beni confiscati, tutte approvate e finanziate. Regione Lombardia ha destinato complessivamente 984.750,38 euro per sostenere questi progetti, confermando il proprio impegno concreto per il riutilizzo sociale e pubblico dei beni sottratti alla criminalità organizzata. Complessivamente in Lombardia tra 2019 e 2024 la Regione ha finanziato 124 progetti su beni confiscati per circa 8.000.000 di euro.

Assessore Romano la russa: vittoria dello stato sulla criminalità organizzata

“Questi beni – ha detto l’assessore Romano La Russa – rappresentano la vittoria dello Stato sulla criminalità organizzata. Trasformarli in luoghi di servizio per la collettività è il modo più efficace per rendere visibile e permanente il riscatto dei nostri territori. La legalità non è un principio astratto, ma una conquista quotidiana che si costruisce anche così: restituendo alla comunità ciò che le è stato tolto. Ed è quello che vogliamo evidenziare come Regione Lombardia”.

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Riutilizzo beni confiscati, La Russa a Busto Arsizio (VA) e Rho (MI)

Prosegue il tour dell’assessore regionale alla Sicurezza e Protezione civile, Romano La Russa, dedicato al tema del riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata. L’assessore La Russa ha visitato oggi l’’Officina del Sapere’ a Busto Arsizio (Varese) e il ‘Parco della Legalità’ a Rho (Milano).

Il tour nelle diverse province

Il ciclo di appuntamenti, fino al 18 luglio, tocca diverse province lombarde con l’obiettivo di valorizzare esempi concreti di legalità e impegno sul territorio.

Beni confiscati in Lombardia, l’assessore La Russa a Busto Arsizio e Rho

Targa dell'ulivo a Rho. Foto utilizzata per articolo su tour beni confiscati di La Russa che si è tenuto a Busto Arsizio e Rho

La Lombardia è tra le prime regioni in Italia per numero di beni immobili sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata: 1.275 in gestione e 1.740 già destinati (fonte ANBSC). Tra il 2019 e il 2024, Regione Lombardia ha finanziato 124 progetti presentati da Enti Locali e concessionari, per un totale di circa 8 milioni di euro: interventi che hanno permesso di trasformare beni confiscati in risorse utili per le comunità.

Segnale forte dello Stato

“Recuperare e restituire alla collettività i beni confiscati alla criminalità organizzata – ha affermato l’assessore alla Sicurezza La Russa – non è soltanto un atto di giustizia: è un segnale forte della presenza dello Stato e un impegno concreto di Regione Lombardia. La confisca incide sul vero punto di forza delle mafie, il loro patrimonio economico, e il riutilizzo sociale e pubblico di questi beni rappresenta una duplice vittoria: si sottrae ricchezza e si promuove legalità. Iniziative come quelle che abbiamo visto oggi a Busto Arsizio e Rho sono esempi virtuosi di come il territorio sappia reagire e affermare una cultura della legalità”.

Tappa a Busto Arsizio

Foto utilizzata per articolo su tour beni confiscati di La Russa che si è tenuto a Busto Arsizio e Rho

L’assessore La Russa ha visitato l’Officina del Sapere di Busto Arsizio (VA) trasformata in un importante polo di supporto sociale, grazie a un contributo regionale di oltre 63.000 euro. Presenti, tra gli altri, Paola Pollini, presidente della Commissione speciale antimafia, anticorruzione, trasparenza ed educazione alla legalità del Consiglio regionale della Lombardia e il primo cittadino Emanuele Antonelli.

L’ ‘Officina del Sapere’

L’immobile è ora destinato a diverse funzioni sociali: due unità abitative al primo piano sono adibite all’accoglienza temporanea per persone in stato di bisogno. L’unità a piano terra è stata assegnata all’Organizzazione di Volontariato San Vincenzo de’ Paoli, Consiglio Centrale di Busto Arsizio. Questo spazio è utilizzato per attività sociali e formative mirate a favorire l’inserimento lavorativo di persone in difficoltà. La struttura svolge, inoltre, un ruolo cruciale nell’accompagnamento delle famiglie ospitate al primo piano. L’ ‘Officina del Sapere’ offre, infatti, ascolto e supporto per rispondere ai loro bisogni, e valorizza al contempo, le loro capacità e risorse.

Tappa a Rho

Foto di gruppo al parco della legalità con l'Ulivo a Rho. Foto utilizzata per articolo su tour beni confiscati di La Russa che si è tenuto a Busto Arsizio e Rho

Seconda tappa della giornata al ‘Parco della Legalità’ di Rho. Presente anche il consigliere regionale Christian Garavaglia e l’assessore al Bilancio e Trasparenza del Comune di Rho, Nicola Violante. Grazie al contributo di circa 49.000 di Regione Lombardia, il progetto unisce memoria civica e impegno ambientale. L’iniziativa, nata dalla collaborazione tra il Comune di Rho e gli studenti del Liceo Ettore Majorana, si ispira direttamente allo stemma cittadino. Così, il parco si è trasformato in un luogo di ricordo e riflessione.

Il ‘Parco della Legalità’

Il parco riprende nella sua forma l’effigie di Rho: una ruota a cinque raggi, richiamo ai cinque grandi imperatori, e due rami, uno di quercia e uno di alloro, uniti dal nastro tricolore. Il sentiero ne ricalca la forma. Lungo questo percorso, in ognuna delle dieci sezioni che compongono il disegno, è stato messo a dimora un albero, ciascuno dedicato a una vittima della criminalità organizzata. Un aspetto significativo del progetto è il coinvolgimento attivo degli studenti del Liceo Ettore Majorana, che hanno co-progettato il parco, contribuendo in modo determinante alla realizzazione dell’attuale spazio verde. Questa collaborazione ha permesso di valorizzare l’area, rendendola un simbolo tangibile di legalità e cittadinanza attiva.

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Parte da Brescia il tour regionale dei beni confiscati alle mafie

È partito da Pian Camuno (BS) il tour dell’assessore regionale alla Sicurezza, Romano La Russa, dedicato al tema del riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Un ciclo di appuntamenti che toccherà diverse province lombarde con l’obiettivo di valorizzare esempi concreti di legalità e impegno sul territorio. All’incontro presente anche il vice presidente delle IX Commissione permanente del Consiglio regionale ‘Sostenibilità sociale, casa e famiglia’ Diego Invernici.

Centro di formazione cinofila: prima tappa del tour beni confiscati

La prima tappa si è svolta al centro di formazione cinofila, affidato all’Ucis (Unità Cinofile Italiane da Soccorso), realizzato all’interno di un ex maneggio confiscato alla criminalità e restituito alla collettività.

beni confiscati lombardia

Assessore La Russa: restituire alla collettività risorse preziose

“Il recupero e la trasformazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata – ha dichiarato l’assessore La Russa – rappresentano un tema fondamentale e un impegno concreto per Regione Lombardia. Per il triennio 2025-2027 abbiamo stanziato complessivamente circa 5 milioni di euro. Ogni bene che viene sottratto alle mafie e che rinasce con una funzione sociale è il simbolo della vittoria della legalità e dello Stato sul malaffare, un modo efficace per contrastare la criminalità organizzata e restituire alla collettività risorse preziose”.

Centro Polifunzionale di Emergenza della Protezione Civile

Nel pomeriggio l’assessore e il consigliere Invernici si sono spostati a Roncadelle per visitare il Centro Polifunzionale di Emergenza della Protezione Civile della Provincia di Brescia, una realtà moderna e strategica per il coordinamento delle attività di soccorso e prevenzione.

Un centro innovativo al servizio della Protezione Civile bresciana

L'assessore regionale Romano La Russa ha inaugurato a Brescia il tour dedicato al riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata. In foto la seconda tappa: il Centro Polifunzionale di Emergenza della Protezione Civile“Una struttura all’avanguardia – ha concluso l’assessore – realizzata anche grazie al finanziamento di Regione Lombardia di 1 milione e 250 mila euro. Un centro innovativo che sta permettendo ai 5 mila volontari della Protezione Civile di Brescia di svolgere con sempre maggiore efficienza le proprie attività. A tutti loro va il mio ringraziamento per l’impegno che dimostrano ogni giorno, con generosità e spirito di sacrificio, al servizio dei cittadini e del territorio”.

Consigliere Invernici: legalità e sicurezza volti dello stesso impegno

“Questa giornata unisce due facce della stessa medaglia – ha dichiarato il consigliere regionale Diego Invernici – da una parte l’azione contro le mafie, dall’altra il sostegno concreto ai volontari che ogni giorno presidiano il nostro territorio. Legalità e sicurezza non sono slogan, ma politiche da costruire con continuità in una Lombardia dove la criminalità arretra e il bene comune avanza, con regole chiare, strutture efficienti e una presenza forte dello Stato anche nelle periferie”.

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Autismo: inaugurato AUT evolution, uno spazio confiscato alla mafia

Presentato a Concorezzo (MB) AUT Evolution. Si tratta di un progetto sociale di rigenerazione urbana di un’area confiscata alla criminalità organizzata. Il bene affidato dal Comune di Concorezzo all’Associazione Cascina San Vincenzo diventerà un centro polifunzionale con spazi per servizi psico educativi e di cura per bambini, ragazzi e giovani adulti nello spettro autistico e per le loro famiglie.

AUT evolution e Giornata mondiale sull’autismo

aut evolution concorezzoL’evento, che si colloca nell’ambito della Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo, ha visto la presenza del Ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, dell’assessore regionale alla Disabilità, Elena Lucchini, del presidente della Provincia, Luca Santambrogio, del Dirigente dell’Agenzia Nazionale beni confiscati alla criminalità organizzata di Milano, Simona Enrica Ronchi, del sindaco di Concorezzo, Mauro Capitanio, e del presidente di Associazione Cascina San Vincenzo, Efrem Fumagalli.

Una casa per noi

aut evolution concorezzoOltre alla presentazione di AUT Evolution inaugurazione anche, in via Libertà 9 sempre a Concorezzo, dell’appartamento ‘Una casa per noi’ per la residenzialità di giovani adulti nello spettro autistico. L’appartamento, bene confiscato alla criminalità è stato assegnato dal Comune di Concorezzo a Cascina San Vincenzo. Il progetto vede la collaborazione di Offerta Sociale (Progetto PNRR), Agenzia Nazionale Beni Confiscati, Fondazione Peppino Vismara, BCC Milano (progetto VIS), e Fondazione Cariplo (housing sociale).

Rinnovato impegno

aut evolution concorezzo“In occasione della Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo, che si celebra ogni anno il 2 aprile, Regione Lombardia rinnova il proprio impegno nel supporto delle persone con Disturbo dello Spettro Autistico e delle loro famiglie”, ha dichiarato l’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità Elena Lucchini. Rinnoviamo quindi il nostro impegno, ha spiegato l’esponente della Giunta, “nei percorsi di presa in carico personalizzati all’inclusione scolastica, lavorativa e sociale, con particolare attenzione al sostegno delle famiglie e alla formazione degli operatori”.

un momento dell'inaugurazione di aut evolution a Concorezzo“Solo grazie a una solida alleanza sociale tra istituzioni, enti locali, Terzo settore e privati – proprio quello celebrato a Concorezzo – potremo migliorare la qualità della vita delle persone con autismo e promuovere una comunità più inclusiva e in particolare oggi, volta anche a riaffermare i principi di legalità”, ha infine concluso l’assessore Lucchini.

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Beni confiscati, 112 progetti di recupero finanziati da Regione Lombardia

In Lombardia risultano censiti oltre 3.100 immobili confiscati alla criminalità. La metà è già stata destinata agli enti territoriali e al demanio dello Stato. I restanti sono ancora in gestione dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC) o dei Tribunali. Nel periodo 2019-2023 Regione Lombardia ha finanziato 112 progetti di Enti locali e concessionari. Importo complessivo di circa 6,72 milioni di euro.
I dati sono stati diffusi dal presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, e dall’assessore regionale alla Sicurezza, Romano La Russa, a Palazzo Pirelli nel corso del convengo ‘La cooperazione come asset per la valorizzazione dei beni confiscati’.

Presidente Fontana: in Lombardia disponibile un sistema informativo per mappatura e condivisione di dati sui beni

“In questi anni – ha aggiunto il governatore – abbiamo avviato un sistema informativo per la mappatura e condivisione di dati sui beni, il monitoraggio del loro stato e utilizzo, la condivisione di buone pratiche regionali. Abbiamo anche sottoscritto un accordo con l’agenzia per i beni confiscati, il ministero degli Interni e Anci. La Lombardia può contare su energie positive da parte delle comunità locali che sostengono il riuso dei beni confiscati. Un vero e proprio riscatto di legalità da parte del territorio. Tra questi, ad esempio, il progetto del Politecnico che utilizza i cantieri per coinvolgere i soggetti fragili”.

Assessore La Russa: i beni confiscati alle mafie in Lombardia sono stati trasformati per diventare immobili al servizio dei cittadini

“Con i 6,72 milioni di euro messi a disposizione per gli enti locali – ha dichiarato l’assessore regionale alla Sicurezza Romano La Russa – i beni confiscati alle mafie sono stati trasformati per diventare immobili al servizio dei cittadini. Si tratta di alloggi per famiglie e persone in difficoltà, spazi dedicati alla formazione e alla ricerca di impiego, centri socioculturali e altro ancora. Per quest’anno, in particolare, proprio in questi giorni, il 30 marzo, si chiude il bando rivolto agli enti locali per il finanziamento di interventi per il recupero e il riutilizzo ai fini istituzionali e sociali dei beni confiscati alla criminalità. In questi anni Regione Lombardia ha operato e opera con una modalità di intervento sinergica definita ‘Sistema Lombardia’. Eccellenza riconosciuta a livello nazionale. Questa modalità di intervento è stata peraltro formalizzata nella nostra legge regionale di riferimento”.

 

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Lombardia ‘lancia’ strumento informativo per valorizzazione beni confiscati

Valorizzare i beni confiscati presenti in Lombardia, mettere a sistema ogni informazione utile ad accelerare i processi di destinazione, assegnazione e utilizzo, creando le migliori condizioni per far incontrare “domanda e offerta”.

I firmatari del protocollo

Sono gli obiettivi del protocollo d’intesa firmato in Prefettura a Milano dal presidente della Regione Attilio Fontana, dal direttore dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC), prefetto Bruno Corda e dal presidente dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) Lombardia, Mauro Guerra, alla presenza del ministro dell’interno, Matteo Piantedosi.

Software regionale di supporto agli Enti locali

Grazie al protocollo, che ha una valenza triennale, verrà fornito inoltre un importante supporto agli Enti locali  sia per la pubblicazione, sui rispettivi siti internet, dei dati relativi ai beni confiscati presenti sul territorio e al loro utilizzo, sia per migliorare il processo di riutilizzo e gestione dei cespiti e individuare le risorse necessarie a co-finanziare la realizzazione degli interventi.

I numeri

Dei 3.163 beni confiscati in Lombardia, 1.591 sono destinati agli enti territoriali e al demanio dello Stato, 1.572 sono in gestione e da destinare. La maggior parte si trova in provincia di Milano, che registra più della metà del totale regionale degli immobili confiscati, seguita dalle province di Brescia, Monza-Brianza, Varese, Como e Pavia.

Ministro Piantedosi: forte impegno antimafia

“Viviamo una stagione di forte impegno antimafia, sia sul fronte della cattura di pericolosi latitanti che su quello del contrasto agli interessi criminali. È per questo – ha sottolineato il ministro Piantedosi – che l’intesa sottoscritta oggi assume un grande significato, non solo simbolico. L’utilizzo, per finalità sociali o istituzionali, dei beni confiscati alle organizzazioni criminali, se da un lato consente di mitigare gli effetti negativi che le attività illegali hanno prodotto sul territorio, dall’altro concorre a creare le condizioni per lo sviluppo sociale ed economico di quelle aree, generando un circolo virtuoso di legalità e sicurezza che favorisce il senso di fiducia dei cittadini nelle Istituzioni”.

Presidente Fontana: in Lombardia primo esempio di un sistema di geolocalizzazione dei beni confiscati

“Regione Lombardia – ha continuato il presidente Fontana – vuole allargare ulteriormente la collaborazione tra gli attori coinvolti nel processo di valorizzazione dei beni e mette a disposizione, il ‘Viewer beni confiscati’, quale strumento informativo e di supporto. Quello lombardo è il primo esempio sul territorio nazionale di un sistema di geolocalizzazione dei beni confiscati che permette la visualizzazione e consultazione della posizione georeferenziata dei beni immobili sequestrati e confiscati sul territorio regionale”.

Regione Lombardia ha già erogato contributi per 6,8 milioni di euro per recupero e riutilizzo immobili

Nel periodo 2019 – 2023 Regione Lombardia ha erogato contributi per 6,8 milioni di euro: sono stati finanziati 112 progetti di recupero presentati da 60 Enti locali e 5 Associazioni concessionarie di beni.

Assessore La Russa: fondamentale attività di formazione

“Fondamentale – ha aggiunto l’assessore regionale alla Sicurezza e Protezione civile, Romano La Russa – è stata l’attività di formazione, fornita da Regione Lombardia, tramite Polis, in collaborazione con ANCI Lombardia, agli Enti locali e alle associazioni no profit, attraverso webinar, laboratori interattivi, pillole informative, laboratori esperienziali”.

È stata rafforzata la collaborazione tra enti istituzionali coinvolti grazie anche alla partecipazione al percorso di formazione dei laboratori dell’ANBSC e dei Nuclei di supporto delle Prefetture per i beni confiscati. Nel periodo 2021 – 2023 hanno partecipato 179 Comuni, 2 Aziende speciali consortili e 51 enti non profit.

Prefetto Corda (Anbsc): rafforzato impegno interistituzionale

“L’attenzione da tempo mostrata dalla Regione Lombardia nei riguardi della valorizzazione dei beni confiscati – ha continuato il direttore dell’ANBSC, prefetto Bruno Corda – assume un particolare rilievo a livello nazionale. Considerato che il suddetto Ente si colloca al quarto posto per numero di beni confiscati presenti sul territorio.
Il protocollo firmato oggi rafforza l’impegno interistituzionale volto a supportare gli enti locali nella loro attività progettuale. Il tutto non può prescindere da una migliore e più aggiornata conoscenza dei beni. Confermando la leale e consolidata collaborazione tra l’Agenzia, la Regione Lombardia e l’ANCI”.

Guerra (Anci Lombardia): crediamo nella collaborazione tra i soggetti istituzionali

“In questi anni Anci Lombardia – ha sottolineato il presidente Mauro Guerra – ha realizzato diverse iniziative per accompagnare e supportare i Comuni nella difesa e nella promozione della Legalità. Tra queste, contrasto all’evasione fiscale, prevenzione della corruzione, contrasto al riciclaggio finanziario, all’usura, all’intimidazione degli amministratori.  Non ultima, la valorizzazione dei beni confiscati alla criminalità. Dare a beni sottratti alla mafia un futuro di valorizzazione civile, sociale e culturale come patrimoni di comunità, costituisce, concretamente e simbolicamente, un elemento strategico nelle politiche di prevenzione, isolamento e contrasto verso la criminalità organizzata”.

Protocollo è importante passo avanti

“Crediamo fermamente nel valore essenziale della collaborazione tra i diversi livelli e soggetti istituzionali della Repubblica – ha aggiunto –  e con le forze vive della società civile, e anche rispetto ai beni confiscati abbiamo confermato lo stesso approccio. Stretta sinergia con le istituzioni, dal Governo a Regione Lombardia, Agenzia Nazionale Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità, Prefetture, Comuni, e con i soggetti coinvolti nel processo di valorizzazione, a partire dagli enti del terzo settore. Prova ne è il protocollo che abbiamo siglato oggi, un altro importante passo avanti”.

 

 

 

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Beni confiscati, protocollo d’intesa per l’Osservatorio istituzionale

Realizzare l’Osservatorio istituzionale sui beni confiscati alla mafia e approfondire le problematiche che riguardano lo Sportello Unico per i beni confiscati alla criminalità. In particolar modo, gli aspetti riguardanti la destinazione, l’assegnazione e il monitoraggio di tali beni.

È quanto prevede il protocollo d’intesa sottoscritto tra Regione Lombardia, Pontificia Università Antonianum, Anci Lombardia e Associazione Professionale Manager WhiteList.

Il documento, inoltre, promuove ulteriormente la collaborazione sui temi dei beni confiscati alla criminalità organizzata, sulla prevenzione dell’usura e del sovraindebitamento e sulla presenza dei fenomeni malavitosi nel territorio.

Assessore La Russa: Osservatorio nuovo tassello per gestione dei beni confiscati in Lombardia

“Regione Lombardia – ha commentato Romano La Russa, assessore regionale alla Sicurezza – combatte da sempre per contrastare i fenomeni alimentati dalla criminalità organizzata come l’usura. Questo importante accordo permetterà al nostro assessorato di aggiungere un nuovo tassello e di lavorare in sinergia con enti di primo piano, per rendere ancora più incisiva la promozione della cultura della legalità e il contrasto all’usura e al sovraindebitamento”.

“Per quanto riguarda i beni confiscati alla mafia – ha concluso La Russa – l’attento monitoraggio degli immobili presenti sul territorio garantirà un iter più funzionale nella loro assegnazione e gestione”.

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