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Fondo minori in comunità: alla Lombardia 36,2 milioni di euro

La Conferenza Stato-Città ha approvato il riparto del contributo statale per le spese che i Comuni sostengono in esecuzione di provvedimenti di affidamento dei minori emessi dall’Autorità giudiziaria, dando attuazione al Fondo triennale (2025-2027) istituito con la legge di Bilancio 2025.

Il fondo stanzia 100 milioni di euro annui per ciascuna annualità 2025, 2026 e 2027, con l’obiettivo di sostenere gli oneri dei Comuni per le spese di inserimento dei minori allontanati dal nucleo familiare a seguito di provvedimento dell’Autorità giudiziaria in strutture residenziali quali comunità educative, comunità familiari e alloggi per l’autonomia.

Alla Regione Lombardia spetterà il riparto più consistente, pari a 36,2 milioni di euro che consentiranno di garantire un contributo a oltre 700 comuni lombardi.

Fondo minori in comunità, un aiuto concreto ai Comuni

Esprime soddisfazione Elena Lucchini, assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, che ha fortemente sostenuto la proposta ponendola all’ordine del giorno della Conferenza delle Regioni, affinché si garantisse una risposta reale alle esigenze dei territori, in particolare per i Comuni più piccoli, che spesso si trovano a far fronte a spese rilevanti per l’accoglienza, l’assistenza, il sostegno sociale e psicologico dei minori affidati.

L’assessore regionale alla Famiglia, Elena Lucchini

Una vittoria per la Lombardia

“Si tratta di una grande vittoria della Lombardia”, così ha sottolineato la responsabile alla Famiglia. “Sin dal mio insediamento, raccogliendo le istanze degli amministratori locali, ho posto infatti come prioritaria la questione all’attenzione di tutti i livelli istituzionali. La Conferenza delle Regioni, raccogliendo l’istanza lombarda, ha votato a favore dell’istituzione di un Fondo dedicato. Impegno concretizzatosi quindi con la cifra di 100 milioni di euro per il 2025 messa a disposizione dal ministero dell’Interno e destinata a sostenere proprio le spese dei Comuni, in particolare i più piccoli, per i minori in comunità”.

Dalla Regione un intervento straordinario

“Grazie a questo importante e consistente riparto, che si aggiunge all’intervento straordinario a valere sul Fondo sociale regionale di 2,6 milioni, che abbiamo varato lo scorso settembre a sostegno di 331 piccoli comuni – ha continuato Lucchini – oggi possiamo offrire una risposta concreta agli amministratori lombardi. Un risultato storico – ha concluso l’assessore Lucchini – frutto di un proficuo lavoro di squadra tra istituzioni – ha concluso l’assessore Lucchini – reso possibile grazie anche alla sensibilità del Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti che ha concretizzato la proposta della Lombardia”.

Riparto suddiviso per provincia

Bergamo: 2.720.117,08 euro
Brescia: 2.367.117,95 euro
Como: 1.680.500,58 euro
Cremona: 678.059,93 euro
Lecco: 1.788.579,18 euro
Lodi: 1.206.981,57 euro
Mantova: 940.980,27 euro
Milano: 10.721.972,34 euro
Monza e Brianza: 3.573.267,92 euro
Pavia: 3.841.917,89 euro
Sondrio: 567.137,32 euro
Varese: 6.120.985,06 euro
TOTALE LOMBARDIA: 36.207.617,09 euro

A questo link il riparto dei fondi diviso per singolo Comune.

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Invecchiamento attivo, ‘Generazioni in cammino’ a Como e Lecco

Ultime due tappe, a Como e Lecco, del tour GenerAzioni in cammino – Radici per il futuro. Prima a Como, presso il Chiostro di Sant’Abbondio – sede dell’Università dell’Insubria –  e poi a Lecco all’Officina Badoni,  gli incontri nel corso del quale l’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità Elena Lucchini ha presentato i risultati e i percorsi finanziati dalla misura che promuove l’invecchiamento attivo e favorisce il patto tra generazioni. Presente anche l’assessore regionale all’Università, Ricerca e Innovazione Alessandro Fermi.

La tappa di Como

Nel corso dell’evento sono stati illustrati i progetti e i protagonisti del Piano territoriale degli interventi – denominato ‘Pro Senectute’ – che coinvolge gli Enti del Terzo Settore, Asst, Comuni e Ambiti con la regia dell’ATS grazie alla misura regionale di innovazione sociale in coprogettazione con i territori che ha ricevuto un contributo pubblico totale pari a 563.502 euro per un costo totale di 746.421 euro.

Gli assessori di Regione Lombardia Elena Lucchini e Alessandro Fermi

“Sono molto soddisfatta – ha dichiarato l’assessore Lucchini – degli esiti della nostra iniziativa sperimentale che, con un investimento di 4,3 milioni di euro, promuove per la prima volta il valore della longevità come opportunità e che sta innescando un processo culturale che ci consentirà di sostenere buone pratiche e creare infrastrutture sociali per le nostre comunità. Abbiamo voluto investire su socializzazione e inclusione sociale, sull’autonomia e sul benessere, sulla partecipazione e la cittadinanza attiva lasciando però ai territori la facoltà di immaginare e proporre soluzioni sulla scorta delle loro esigenze.

A Como, ha proseguito Lucchini, “ho molto apprezzato il lavoro di ‘Auser insieme Lomazzo Aps/Ets’ che ha illustrato la buona pratica di ‘Vivere con intensità, ad ogni età’ e di Auser Como con il progetto ‘La Pantera Grigia’”.

I progetti per gli anziani

I progetti consentono di accompagnare persone anziane o fragili presso strutture sanitarie, ospedaliere, ed ambulatoriali, residenze anziani, farmacie e per ogni necessità di mobilità, offrire un servizio di compagnia telefonica e di periodiche visite domiciliari, organizzare attività aggregative e di socializzazione con corsi di lingue, informatica, ginnastica, balli e giochi di gruppo, passeggiate, e molto altro. Il progetto punta a promuovere ed organizzare insieme alle realtà associative del territorio iniziative rivolte alla popolazione anziana puntando ad intercettare in un quadro di attività intergenerazionali coinvolgendo anche la popolazione più giovane.

Patto fra generazioni

Molto valido, ha aggiunto Lucchini, “anche il progetto dedicato alla riscoperta del gioco delle bocce che promuove proprio la salute, l’inclusione e il benessere intergenerazionale perché capace di coinvolgere persone anziane, famiglie e i ragazzi valorizzando una nostra tradizione e al contempo contrastare il disagio giovanile.   Passo dopo passo sta prendendo corpo un modello sempre più attento alle esigenze delle persone anziane, che al tempo stesso è in grado di fare innovazione e coinvolgere le nuove generazioni in quel ‘patto’ transgenerazionale che abbiamo voluto al centro delle nostre politiche per l’invecchiamento attivo. Grazie a questi percorsi e grazie all’attenzione testimoniata da ATS Insubria sarà possibile tramandare il valore della memoria collettiva e superare gli stereotipi connessi al progredire dell’età”.

La situazione demografica ATS Insubria

Il territorio di ATS Insubria che coincide con la Provincia di Varese e con parte della Provincia di Como è caratterizzato da una popolazione complessiva al 31.12.2024 pari a 1.463.621 abitanti distribuiti in 268 Comuni, suddivisi in tre ASST (Sette Laghi, Valle Olona e Lariana). I dati ISTAT aggiornati al 31 dicembre 2023 rilevano che nel territorio gli anziani over 65 sono quasi il 25% della popolazione, ridistribuiti per sesso e per fasce di età. Nell’anno 2023 le persone over 65 erano 352.303 (153.805 i maschi e 198.498 le femmine). Nel 2024 le persone over 65 erano in totale 362.317 (159.028 i maschi e 203.289 le femmine).

La tappa di Lecco

A Lecco, ha raccontato Lucchini, “ho avuto modo di conoscere il valore del ‘Piano ATTIVATI!’ e   la straordinaria realtà sociale che tra la città capoluogo, Bellano e Merate intende proporre un’azione in grado di valorizzare le RSA presenti, quali luoghi di incontro e offerta di opportunità, anche per altri anziani del territorio non inseriti in accoglienza, promuovendo iniziative aggregative e di animazione come concerti aperti alla cittadinanza, momenti conviviali, attività di stimolazione cognitiva. Il tutto in un’ottica di scambio tra generazioni che possa tramandare un prezioso patrimonio materiale e immateriale di cultura e tradizioni per rafforzare legami e fiducia tra generazioni”.

Il custode sociale

Elena Lucchini, assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità della Regione Lombardia

Molto significativa poi la promozione della figura del ‘custode sociale’ in alcuni quartieri/paesi del territorio individuati in raccordo con i comuni, con compiti di monitoraggio e supporto nella creazione di reti di vicinato e di prossimità funzionali al mantenimento delle autonomie dei cittadini anziani che vivono al domicilio in presenza di scarse reti familiari e sociali.

Infine, ha concluso la responsabile alla Famiglia, “questo Piano d’Azione Territoriale per l’Invecchiamento Attivo garantirà una sempre più efficace integrazione con i Centri per la Famiglia. Ringrazio ATS Brianza per l’attenzione e la cura testimoniata in questo percorso e che abbiamo voluto sostenere nella provincia di Lecco con un finanziamento regionale pari a 185.058,00 euro a cui abbiamo aggiunto anche 13.879,00 euro da destinare alle attività di orto terapia”.

La situazione demografica ATS Brianza

Il fenomeno dell’invecchiamento della popolazione costituisce una caratteristica del nostro paese ancor più di molti altri paesi sviluppati. Tale realtà, se da un lato trova ragione nel calo della natalità e nell’aumento dell’aspettativa di vita, dall’altro è eredità del passato, di epoche ad alta natalità (es. Baby Boom), i cui componenti oggi occupano i vertici della piramide demografica. I dati ISTAT a riguardo mostrano con particolare evidenza un incremento della popolazione anziana in questi ultimi anni. Nel ventennio più recente l’età media della popolazione italiana ha registrato un incremento di 4 anni, passando da 42 anni nel 2002 a 46,6 anni all’01/01/2024. Allo stesso modo, l’indice di vecchiaia riporta un incremento da 131 nel 2002 a 193 nel 2023 (che significa la presenza di 193 persone ultrasessantacinquenni ogni 100 bambini di età compresa tra gli 0 e i 14 anni).

139 comuni in due province

Il territorio dell’ATS Brianza comprende 139 comuni dei territori delle province di Monza e Brianza (55 comuni) e di Lecco (84 comuni), coincidenti con le ex ASL di Monza e Lecco. All’ ATS Brianza afferiscono l’IRCCS San Gerardo, l’ASST Lecco e l’ASST Brianza, e a livello sociale i seguenti ambiti: nella provincia di Lecco, Lecco, Bellano e Merate, mentre nella provincia di Monza e Brianza, Carate Brianza, Seregno, Desio, Monza e Vimercate.

La popolazione residente in ATS Brianza a gennaio 2024 è pari a 1.211.258 persone (595.639 maschi, 615.619 femmine). La fascia d’età 65-74 è pari a 138.541 persone (65.791 maschi, 72.750 femmine) e rappresenta l’11,4% della popolazione totale, mentre gli over 75 risultano essere 151.960 persone (62.854 maschi, 89.106 femmine), ovvero il 12,5% della popolazione totale, per un totale di over65 pari al 23,9% della popolazione complessiva.

L’invecchiamento della popolazione

La tappa di Lecco del tour della Regione sull'invecchiamento attivo

Con riferimento all’invecchiamento, la popolazione dell’Agenzia segue la linea di tendenza nazionale, pur con alcune peculiarità: mentre la provincia di Monza e Brianza riporta un indice di vecchiaia (184,5) inferiore sia al livello regionale (188,2) che nazionale (199,8), la provincia di Lecco mostra invece un valore significativamente superiore, pari a 207,8. Se si osserva il dettaglio territoriale di ATS Brianza relativo a tale indice si denota un persistente incremento negli ultimi 20 anni, più marcato nel distretto più periferico, quello di Bellano, che raggiunge valori pari a 232,6. Nelle zone più urbanizzate i valori sono progressivamente meno estremi, cominciando dal Distretto di Lecco e proseguendo verso gli altri ambiti distrettuali (Carate, Desio, Seregno, Monza, Vimercate e Merate), che, pur mostrando valori di rilievo, evidenziano una situazione territoriale in cui molti Comuni, presentano un Indice di vecchiaia inferiore al dato di ATS.

 

 

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Inclusione scolastica, stipendi più alti per assistenti comunicazione

Regione Lombardia, al termine del tavolo tecnico svoltosi con Aci Welfare Lombardia, Federsolidarietà Confcooperative Lombardia, LegaCoop Lombardia e AGCI Lombardia, ha condiviso l’avvio di un adeguamento progressivo del contributo orario riconosciuto agli assistenti all’autonomia e alla comunicazione per gli studenti del secondo ciclo di Istruzione e dei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP).

Cosa prevede l’intervento su inclusione scolastica e stipendi per addetti all’autonomia

L’intervento – che risponde alla recente approvazione del nuovo Contratto Collettivo Nazionale delle Cooperative – prevede, a partire dall’anno scolastico e formativo 2025/2026, un incremento pari a 1,50 euro/ora, con un ulteriore adeguamento a 3 euro/ora a regime dal 2026/2027. Il contributo regionale ai Comuni aumenterà proporzionalmente, garantendo così la copertura dei costi del servizio di inclusione scolastica.

Tironi: siamo intervenuti in modo concreto e strutturato

inclusione scolastica stipendi

“Siamo intervenuti – ha sottolineato l’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro, Simona Tironi – con un investimento concreto, strutturato e condiviso con i principali rappresentanti del Terzo Settore. L’obiettivo è duplice: assicurare agli studenti con disabilità un accompagnamento professionale adeguato e riconoscere il giusto valore economico e formativo a chi svolge questo delicatissimo ruolo educativo”.

L’impegno di Regione Lombardia

Il nuovo impegno economico di Regione Lombardia ammonta a oltre 5 milioni di euro già dal 2025, con un incremento fino a oltre 10 milioni di euro annui dal 2026, a copertura di più di 3 milioni di ore di servizio erogate complessivamente sul territorio.

Le Linee Guida per i servizi di inclusione scolastica

L’adeguamento si inserisce in un percorso più ampio avviato nel 2023 con l’approvazione delle Linee Guida regionali per i servizi di inclusione scolastica, che fissano criteri uniformi in materia di costi, qualità e sostenibilità. In continuità con questo impianto, è stata recentemente approvata la DGR 4498 del 3 giugno 2025, che definisce lo standard professionale e formativo per l’assistente all’autonomia e alla comunicazione, indicando le competenze e le conoscenze necessarie e il percorso formativo da seguire per accedere alla professione.

Un riconoscimento adeguato per questi professionisti

“Questo provvedimento – ha aggiunto Tironi – dà finalmente piena attuazione al riconoscimento del profilo professionale degli assistenti, delineando con chiarezza un percorso formativo nell’ambito dell’Offerta Formativa Regionale. Un’azione necessaria per rispondere alla grave carenza di personale qualificato e garantire, con continuità e qualità, il diritto allo studio dei nostri adolescenti con disabilità”.

Un’inclusione scolastica realmente efficace

Il tavolo ha infine espresso piena condivisione nel confermare l’adeguamento del costo medio orario e del contributo regionale, oltre all’impegno a collaborare all’attuazione del percorso formativo regionale previsto dalla DGR 4498/2025. Regione Lombardia conferma così il proprio impegno per un’inclusione scolastica realmente efficace, in sinergia con gli enti locali e le realtà del Terzo Settore, puntando su qualità, professionalità e responsabilità istituzionale.

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Festival Regioni, Lombardia chiede federalismo fiscale e autonomia

Anche la Lombardia a Venezia per il ‘Festival delle Regioni‘  dove, tra i temi, si è discusso anche di federalismo e autonomia.

“Le Regioni devono acquisire sempre maggiore rilevanza, anche a livello europeo. Perché ciò avvenga è necessario ‘far squadra’ e occasioni come queste, impreziosite dalla presenza del Presidente Mattarella, sono utili e necessarie, oltre che per un confronto diretto su tematiche di vario genere, soprattutto per alimentare ulteriormente i nostri rapporti rendendoci ancor più forti”.

Così il governatore della Regione Lombardia, Attilio Fontana, a Venezia per il ‘Festival delle Regioni’ al quale ha presenziato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Festival delle Regioni, la Lombardia: ruolo Regioni deve essere centrale

“Abbiamo dimostrato in tanti modi, con battaglie comuni e anche in sede Europea – ha proseguito Fontana – che il ruolo delle Regioni può e deve essere centrale su decisioni che, alla fine, ci riguardano da vicino e che diventano sostanziali nelle nostre politiche”.

“Il ‘Festival delle Regioni’  – ha evidenziato –  è particolarmente importante per fare il punto della situazione su temi fondamentali quali il federalismo fiscale e l’autonomia”.

Individuare punti di vista comuni

“Confrontandoci – ha aggiunto  – dobbiamo cercare di individuare quelle che riteniamo soluzioni positive. Allo stesso tempo dobbiamo ragionare su eventuali criticità per cercare di far sintesi individuando punti di vista comuni”.

Dalla Lombardia un appello al Festival delle Regioni: non rinviare riforma su autonomia e federalismo

Festival delle Regioni, con presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Al Festival delle Regioni di Venezia il presidente  Fontana ha poi ribadito l’importanza di federalismo e autonomia.

“In merito al federalismo fiscale –  ha sottolineato – non c’è ragione per rinviare una riforma orientata verso la direzione che abbiamo auspicato”.

Più autonomia per gestire in maniera diretta le risorse

“La Lombardia ha concluso Fontana – vuole una maggiore delega, una maggiore autonomia territoriale, una possibilità di gestire in maniera più diretta le risorse, sapendo quali sono quelle che possono essere programmate e quelle che non lo sono” .

 

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Regione Lombardia valorizza l’eccellenza del settore terziario

La necessità di valorizzare il ruolo dei territori in UE e l’eccellenza del settore terziario lombardo come modello da replicare su base nazionale. Questi alcuni dei temi chiave evidenziati dal presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, alle celebrazioni del cinquantesimo anniversario di Confcommercio Lombardia.

Fontana: Regione Lombardia valorizza eccellenza del terziario

regione lombardia terziario “La Regione – ha detto il governatore – supporta in modo importante questo comparto e i suoi operatori che sono costantemente impegnati a svolgere in modo eccellente il loro lavoro. Il nostro obiettivo è agevolarli il più possibile. In particolare la collaborazione virtuosa tra pubblico e privato realizzata in Lombardia con risultati estremamente positivi rappresenta un modello che dovrebbe essere replicato in altre zone del nostro Paese”.

Il presidente ha poi ribadito l’importanza di un cambio di rotta nella visione europea che “centralizza eccessivamente le decisioni non valorizzando adeguatamente le esigenze dei territori”. “Per questo – ha sottolineato – è fondamentale l’autonomia: vogliamo essere più efficienti e andare nella direzione che questo territorio merita”.

I dati della ricerca sui ‘Quattro motori d’Europa’

Dalla ricerca ‘I Quattro motori d’Europa – il contributo del terziario alla creazione di ricchezza in Lombardia e in Europa’, realizzata da Confcommercio Lombardia è emerso in particolare il ruolo chiave della Lombardia, prima regione per numero di imprese, con un’incidenza di un’attività economica ogni 12 abitanti, seconda per Pil e valore aggiunto e con un tasso di occupazione di quasi otto punti percentuali superiore rispetto alla media italiana.

Alparone: innovazione elemento chiave

“Il contributo del terziario allo sviluppo della Lombardia – ha evidenziato il vicepresidente Alparone – non deve essere valutato solo in base ai numeri positivi che registra, ma anche ai vantaggi in termini di coesione territoriale. Questo comparto si sta evolvendo e oggi investe sempre di più sulla formazione e sulla sostenibilità, puntando ad atterrare sempre più investimenti sul nostro territorio. Questa sfida è fondamentale e vede nell’innovazione un elemento chiave”.

Cattaneo: settore è importante attore economico

“I Quattro motori d’Europa – ha evidenziato il sottosegretario Cattaneo – sono spesso associati al settore manifatturiero. Questa ricerca evidenzia come tutto il settore sia importante come attore economico. Questo settore deve essere una priorità e dobbiamo continuare a fare investimenti. Le politiche di coesione restano fondamentali: mantenere i fondi a livello territoriale permetterà alle Regioni di sostenere e far crescere anche il settore terziario, molto importante per la nostra economia”.

Tironi: collaboriamo su temi della formazione

“I 50 anni di Confcommercio – ha sottolineato l’assessore Tironi – sono un compleanno importante di un’associazione insieme alla quale portiamo avanti degli obiettivi importanti in settori chiave. Uno di questi è quello della formazione, grazie alla quale i giovani possono acquisire competenze mirate ed entrare in modo vincente nel mondo del lavoro. Anche grazie a Confcommercio la Lombardia è una regione trainante in quest’ambito”.

Maione: settore impegnato sulla sostenibilità

Il contributo del settore terziario al percorso di transizione ecologica della Lombardia è stato invece evidenziato dall’assessore Maione.  “È un comparto strategico per la Lombardia – ha detto –  Confcommercio ha sottoscritto un protocollo per lo sviluppo sostenibile e collabora attivamente per il raggiungimento di importanti obiettivi di sostenibilità economica, sociale e ambientale”.

All’evento hanno preso parte anche l’assessore allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio Lombardia, e Piero Bassetti, primo governatore di Regione Lombardia.

 

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Autonomia, Fontana: fallito tentativo di contrapporre il Nord al Sud

“Sono molto soddisfatto di questa decisione perché il tentativo portato avanti dai Comitati referendari e dai partiti di Sinistra di contrapporre il Nord al Sud è stato smontato dalla Corte costituzionale. La Suprema Corte, con una sentenza storica, ha certificato in maniera chiara e netta che l’impostazione della Legge Calderoli – al Ministro, rivolgo nuovamente il mio apprezzamento per l’impegno profuso – è coerente e corretta rispetto alle previsioni costituzionali e non vi è bisogno di alcun referendum sul tema”. Così il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, commenta la decisione della Corte costituzionale sulla richiesta di referendum sulla Legge Calderoli.

Autonomia, dopo no a referendum da Corte Costituzionale riprendere il negoziato

“La Lombardia – aggiunge il sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia con delega all’Autonomia, Mauro Piazza – ha aspettato in maniera fiduciosa questo esito ed ora si attiverà per riprendere il negoziato con il Governo in maniera celere. Tutto ciò per adempiere alla volontà dei lombardi che, con un vero referendum, hanno chiesto l’Autonomia della Lombardia”.

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Autonomia, Fontana: Cassazione conferma legittimità legge Calderoli

“L’ordinanza della Cassazione che conferma la legittimità del referendum sulla legge Calderoli dimostra incontrovertibilmente un fatto: contrariamente a quanto si sono affrettati a riportare i commentatori partigiani, ovvero i tradizionali nemici della modernizzazione del Paese, la legge Calderoli evidentemente non è stata affatto ‘demolita‘ né ‘stravolta‘ dalla Corte costituzionale nella sua recente sentenza. Perché se così fosse stato questa ordinanza non avrebbe confermato il referendum“. Così il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, dopo aver appreso la notizia dell’ok da parte della Cassazione al referendum sull’autonomia e “in attesa di conoscerne le motivazioni“.

Autonomia, Cassazione conferma i principi della legge

“Perché se così fosse stato – prosegue il presidente Fontana – questa ordinanza non avrebbe confermato il referendum. Secondo una consolidata giurisprudenza costituzionale, infatti, il quesito referendario può essere confermato dalla Cassazione solo se i princìpi ispiratori della disciplina sono rimasti integri. Il che, evidentemente, contrasta con la tesi della ‘demolizione'”.

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Autonomia, Piazza: Consulta sposa metodo lombardo su ricerca di efficienza

“La sentenza della Corte Costituzionale sull’Autonomia differenziata ha rigettato il ricorso di incostituzionalità presentato da altre Regioni: questo significa che in Italia è possibile attuare un regionalismo finalizzato a rendere più efficiente il Paese. L’impegno di Regione Lombardia dunque prosegue con la massima convinzione”. Lo ha detto il sottosegretario con delega all’Autonomia, Mauro Piazza, a margine dei lavori del ‘Comitato dei saggi’ costituito per supportare l’amministrazione regionale nel negoziato con il Governo.

Efficienza della spesa pubblica

Il gruppo di lavoro si è riunito a Palazzo Lombardia per fare il punto della situazione in seguito alla pubblicazione della sentenza della Corte Costituzionale. “Uno degli elementi più importanti introdotti dalla Consulta – ha proseguito Piazza – riguarda il tema dell’efficienza, pienamente riconosciuto dalla sentenza: questo è il principio che ispira la nostra richiesta di Autonomia differenziata perché riteniamo che la Regione Lombardia sia in grado di efficientare la spesa pubblica e di erogare servizi adeguati ai cittadini meglio di quanto non faccia lo Stato centrale. In sostanza, la Consulta riconosce la legittimità di questo iter sposando il metodo lombardo della ricerca dell’efficienza per migliorare i servizi ai cittadini”.

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Autonomia, Fontana e Piazza: per Consulta si farà, legge è costituzionale

“L’Autonomia si farà. I gufi mistificatori e dispensatori di fake news smentiti anche dalla Corte Costituzionale. Un pronunciamento che mette la parola ‘fine’ a chi, artatamente, ha fino a oggi definito incostituzionale la ‘Legge Calderoli‘ sull’Autonomia differenziata”. Così il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e il sottosegretario con delega all’Autonomia, Mauro Piazza, commentano quanto comunicato dalla Corte Costituzionale che ha ritenuto “non fondata” la questione di costituzionalità dell’intera legge sull’Autonomia differenziata delle Regioni.

Il negoziato non si ferma

“Già da venerdì 15 novembre – aggiunge Fontana – valuteremo nel dettaglio i rilievi formulati dalla Consulta. Ciò che più conta, però, è che il negoziato non si ferma. E, quindi, il percorso intrapreso va avanti per raggiungere il risultato auspicato dai lombardi”.

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Assemblea Assolombarda, Fontana: sostenibilità e Autonomia parole d’ordine 

Sostenibilità e Autonomia sono le due ‘parole d’ordine’ utilizzate lunedì 21 ottobre dal presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, nel suo intervento all’Assemblea di Assolombarda all’Università Bocconi di Milano. Il governatore lombardo, rivolgendosi agli imprenditori, ha evidenziato come “la sostenibilità debba essere vista come un’opportunità e non come una condanna”.

Non sostenibilità ideologica

Il presidente Fontana ha quindi specificato che “la sostenibilità non è quella ideologica che una parte dell’Europa ci vuole imporre”. Bensì è quella che è “il frutto di scelte condivise, il risultato di un confronto anche con il mondo imprenditoriale”.

All’Assemblea di Assolombarda Sostenibilità e Autonomia

Assemblea Assolombarda 2024Guardando all’Autonomia differenziata il governatore ha spiegato: “Vogliamo consentire ai nostri imprenditori di competere nel resto del mondo, correndo con le mani libere e non con le mani legate, dietro alla schiena, come oggi avviene”, per questo “dobbiamo cercare di ottenere quella Autonomia che, a differenza di com’è dipinta in questi mesi, descritta come una cosa tremenda, è invece qualcosa di estremamente positivo per il nostro territorio e per il resto dell’intero Paese”.

Pronto al confronto

“In tal senso – ha concluso il presidente Attilio Fontana – sono pronto a confrontarmi con chiunque voglia parlare di questa questione nel merito. E non soltanto, come spesso accade, attraverso slogan”.

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Autonomia, Fontana: avvio negoziato è positivo, Lombardia è pronta

“Il negoziato inizia benissimo, sono molto soddisfatto. Finalmente stiamo realizzando concretamente una riforma fondamentale per il futuro della Lombardia”. Così il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha commentato l’avvio dei negoziati tra il Governo e le Regioni Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria per l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni di autonomia previste dalla legge 86/2024.

Alla riunione, su delega del presidente regionale, ha partecipato il sottosegretario regionale all’Autonomia e ai Rapporti con il Consiglio regionale, Mauro Piazza. “Nell’incontro di giovedì 3 ottobre 2024 – ha fatto sapere – abbiamo stabilito un metodo e deciso che le quattro Regioni che hanno chiesto l’avvio dei negoziati con il Governo per l’attuazione dell’Autonomia continueranno a lavorare congiuntamente per ottenere il prima possibile questo obiettivo”.

Una giornata storica

Questa, ha sottolineato l’esponente della Giunta lombarda “è una giornata storica, fortemente simbolica. Finalmente prende il via un processo che la nostra Regione attende da decenni”. Abbiamo concordato sulla proposta del ministro, proseguito Piazza, “di affrontare congiuntamente con Piemonte, Liguria e Veneto le materie sulle quali abbiamo avanzato richieste. In larga parte sono coincidenti ed è quindi utile che vangano trattate in parallelo”.

Più efficienza e migliori servizi

Nel corso dell’incontro, ha proseguito il sottosegretario, “è stato dato particolare rilievo alle funzioni sottostanti certe materie. Questo anche per comprendere meglio ciò di cui stiamo parlando. Cioè, non stiamo cercando di creare dei ‘nuovi ministeri’ paralleli a quelli già esistenti. Vogliamo ottenere il decentramento di funzioni amministrative che hanno risvolti rilevanti sulla vita quotidiana dei cittadini e dei territori. L’obiettivo è garantire maggiore efficienza e migliori servizi”.

La Lombardia è pronta

Piazza infine ha ringraziato il ministro Calderoli “per il lavoro svolto e per l’attenzione che continua a dimostrare nel confronto con le Regioni” e ha assicurato che “Regione Lombardia è pronta a declinare tutte le funzioni di carattere amministrativo delle materie oggetto di trattativa così da poter dimostrare in maniera concreta i risvolti positivi di questo percorso”.

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Autonomia, Regione approva delibera contro ricorsi di Puglia e Sardegna

Autonomia, la Lombardia si oppone ai ricorsi di Puglia e Sardegna. Regione Lombardia ha deciso di presentare opposizione ai ricorsi promossi da Regione Puglia e Sardegna avanti la Corte Costituzionale contro il presidente del Consiglio dei Ministri per la declaratoria di illegittimità costituzionale e l’annullamento della ‘legge 26 giugno 2024, n. 86’, e della ‘legge del 9 e del 26 agosto 2024’ in materia di Autonomia differenziata.

Lo prevede una delibera proposta dal presidente Attilio Fontana e approvata nella seduta di Giunta di lunedì 9 settembre.

“Un atto a tutela della Lombardia e dei lombardi contro chi – spiegano Attilio Fontana e il sottosegretario regionale all’Autonomia, Mauro Piazza – vuole impedirci di porre in essere quanto previsto dalla Costituzione”. Con la nostra delibera contro questi ricorsi, proseguono, “non vogliamo sostituirci al Governo, che certamente saprà far valere le proprie ragioni, ma non possiamo accettare che altre Regioni cerchino di danneggiarci in un percorso legittimo, quello sull’autonomia, che consentirà alla Lombardia di correre ancora più veloce assumendosi le proprie responsabilità”.

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Autonomia, Piazza: sindaco Sala ventriloquo dei neo-centralisti

“Altro che pragmatismo, il sindaco Beppe Sala contro l’autonomia fa solo il ventriloquo del fronte neo-centralista. Di più, schierandosi contro l’autonomia tradisce le legittime istanze di quel nord, che sostiene di rappresentare, da anni impegnato a chiedere adeguati strumenti di competitività per rimanere al passo con il resto di Europa”.  Così il sottosegretario regionale all’Autonomia, Mauro Piazza, commenta quanto scritto dal sindaco di Milano che,  in una lettera inviata a un quotidiano della città, ha spiegato perché voterà ‘no’ all’autonomia differenziata qualora dovesse essere celebrato un referendum abrogativo della legge Calderoli. “La sua è solo un’iniziativa politica, mascherata dietro la prestigiosa carica pubblica che ricopre. Nel 2017, ai tempi del referendum consultivo sull’autonomia in Lombardia, si schierò per il ‘sì’. Oggi l’idea di dare più poteri alle Regioni non gli piace più. Sembra un po’ confuso…”.

“Lo dico – prosegue Piazza – con il massimo rispetto che si deve al primo cittadino del capoluogo: il suo ‘j’accuse’ pretende di essere ‘pragmatico’, ma poggia su affermazioni labili e inconsistenti. Le stesse che ci sentiamo ripetere da mesi dal variegato fronte di chi, per un mero interesse ideologico-politico-elettorale, vuole fermare ogni cambiamento. Un po’ pochino, ci aspettavamo qualcosa di meglio, almeno un po’ più di visione, dal sindaco di una grande città come Milano”.

Le Città metropolitane non funzionano

Il sindaco, prosegue il sottosegretario Piazza, “esalta il ruolo potenziale delle Città metropolitane. “Bene, ma non ci ricordiamo di iniziative della sua area politica in questo ambito. L’ultima, ed è stata un disastro, è stata la cancellazione delle Province. La Città metropolitana di Milano – di cui Sala è sindaco – non è esattamente un esempio di efficienza ed efficacia. Prima di attaccare la legge Calderoli, ci aspetteremmo di vederlo sulle barricate un giorno sì e l’altro pure, per chiedere la riforma della legge Delrio. Invece niente, si limita a lamentarsi del fatto che nessuno parla del riordino del Testo unico delle autonomie locali.  Perché Sala non prende in mano questa bandiera?”.

LEP e non LEP

Piazza evidenza quindi anche l’inconsistenza della polemica sui LEP. “Nella sua lunga missiva – sostiene il sottosegretario – come molti altri esponenti del centrosinistra, anche il borgomastro milanese ha agitato il fantasma dei LEP. È qualcosa che non esiste. Lo ha spiegato bene, proprio giovedì 29 agosto, il presidente Attilio Fontana dalle pagine dello stesso giornale. Ci sono materie che non li prevedono, quindi è consequenziale che in forza di una legge che lo consente, le Regioni che lo vogliono possano avviare le procedure per attivare i nuovi spazi di autonomia. Non ci sono ‘fughe in avanti’. Per le materie che li prevedono, sono stati previsti tempi e modi affinché vengano individuati. Tutto questo processo legislativo si è svolto con modi e tempi rispettosi della complessità della materia, nonché con la necessaria salvaguardia della struttura unitaria dello Stato”.

Il Paese lo spaccano altri

Nessun rischio di ‘spaccare il Paese’, dunque. Anzi, secondo Piazza, questo obiettivo rischiano di centrarlo proprio i promotori del referendum contro l’autonomia. “Ha ragione il ministro Calderoli – sostiene – se venisse celebrata, questa consultazione rischia di diventare il referendum del Sud contro il Nord”. Dispiace davvero, aggiunge, “che un autorevole esponente del governo del mondo delle autonomie come Beppe Sala si sia schierato con quelli che soffiano sul fuoco dello scontro fra territori. Siamo però convinti – conclude il sottosegretario Piazza – che i cittadini non si lascino abbindolare. I lombardi hanno già detto sì all’autonomia una volta in cabina elettorale. Se dovessero essere chiamati a farlo di nuovo, lo confermeranno”.

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Autonomia, Fontana alla bicamerale: grande opportunità per l’Italia

Si è riunita a Milano la Commissione bicamerale per le Questioni Regionali, presieduta dal Senatore Francesco Silvestro, con l’obiettivo di proseguire le indagini conoscitive sui Lep (Livelli essenziali delle prestazioni) in seguito all’approvazione della legge sull’Autonomia differenziata.

Alla riunione, convocata in Prefettura a Milano, è intervenuto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana.

Presidente Fontana: su Autonomia la Lombardia pronta da tempo

“La Lombardia – ha evidenziato il governatore – è pronta da tempo sul tema dell’Autonomia, fin dalle interlocuzioni avute negli anni con i precedenti governi. L’ho ribadito incontrando il presidente della commissione, ricostruendo anni di confronti con gli esecutivi che si sono succeduti, compresa una serie di lettere scambiate con il ministro Boccia con il quale stavamo entrando nel merito delle competenze”.

Una trattiva, quindi, avviata con i governi presieduti da quelle forze politiche che oggi si schierano contro l’Autonomia, sulla quale i cittadini lombardi si sono espressi votando il referendum dell’ottobre 2017.

fontana bicameraleDi fronte alla bicamerale anche il tema dei LEP

“Abbiamo affrontato molti dei problemi che ancora si dibattono – ha dichiarato il presidente della Regione Lombardia – e abbiamo cercato di sgombrare il campo da tutte quelle finte preoccupazioni che vengono alimentate  da chi intende utilizzare l’autonomia esclusivamente per finalità di carattere politico, per ottenere qualche consenso. Purtroppo  rischiano di far perdere al nostro Paese una grande opportunità di ammodernamento,  di snellimento della burocrazia e soprattutto un’opportunità di diventare ancora più competitivi con le Regioni con le quali noi dobbiamo costantemente confrontarci, come le regioni europee e le regioni del mondo”.

“Abbiamo chiarito la questione dei Lep e dei Lea che sono all’interno della sanità, abbiamo dato la massima disponibilità ad essere collaborativi e direi che l’incontro è stato molto utile”.

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Autonomia, Fontana: piena condivisione da parte di categorie e stakeholder

“Abbiamo ricevuto un grande sostegno. Quindi direi una bellissima impressione e ottime sensazioni. La Lombardia, ancora una volta, ha dimostrato attraverso i rappresentanti delle principali associazioni di categoria di volere l’autonomia, di essere messa nelle condizioni di viaggiare più velocemente, di essere ancor più efficiente per dare risposte ai propri cittadini senza dover essere stritolata dalla burocrazia romana”.

È partito da questa considerazione il presidente della Regione, Attilio Fontana, per inquadrare l’esito del tavolo degli ‘Stati generali del Patto per lo Sviluppo’ convocati oggi a Palazzo Lombardia per fare il punto con le categorie, le parti sociali e gli stakeholder dei vari settori sull’avanzamento del percorso dell’autonomia differenziata. “La Lombardia, come confermano anche i dati economico-finanziari di questi giorni, oltre a essere la locomotiva d’Italia – ha aggiunto il governatore – è sempre più un riferimento di caratura internazionale. Sono certo che l’autonomia ci permetterà di essere nelle condizioni di poter contare sugli stessi strumenti già in possesso di altre realtà europee, rendendo ancora più competitiva la nostra regione”.

All’incontro era presente anche il sottosegretario con delega all’Autonomia, Mauro Piazza che, a sua volta, ha evidenziato la “grande condivisione con gli stakeholder lombardi e con tutti i protagonisti del nostro sistema socio economico sul tema dell’autonomia”. “Un modello – aggiunge Piazza – che rappresenta una grande opportunità di efficientamento della Pubblica Amministrazione e una grande occasione per rendere ancora più dinamica la nostra Lombardia. Un percorso che evidentemente deve essere effettuato con la massima condivisione, con tutti i protagonisti del nostro tessuto socio-economico, con gli imprenditori, con le associazione di categoria e soprattutto con i nostri enti locali. Al tavolo, infatti – conclude il sottosegretario – erano presenti anche le rappresentanze di ANCI e UPL”.

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Autonomia, Fontana: è un modello già in uso in vari Stati moderni

“L’approvazione dell’Autonomia chiude un percorso durato 30 anni che si basa sul principio della sussidiarietà già realizzato in tutti gli Stati moderni, che consente a chi conosce i problemi dei territori di trovare le soluzioni giuste in tempi adeguati, senza dover attendere interventi calati dalla Stato centrale”. Lo ha detto il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, nel corso del suo intervento all’evento di Direzione Nord, a Palazzo Lombardia.

Autonomia è modello per Stati moderni

“Le grandi differenze in Italia tra nord e sud non sono nate a causa dell’Autonomia, che ancora non è entrata in vigore, ma – ha sottolineato Fontana – da un centralismo iper burocratizzato. Quello che porta a non fare mai le scelte giuste”.

Un mondo veloce

“Il mondo si muove velocemente – ha continuato il governatore – in Italia, invece, esistono ancora procedure bizantine che presto non ci saranno più concesse, con il rischio di rimanere esclusi da una competizione che il nostro Paese potrebbe invece vivere da protagonista, perché ne ha tutte le carte in regola”.

La curiosità

“La cosa curiosa – ha concluso il presidente – è che gli autonomisti nel mondo sono rappresentati dalle sinistre. Lascia perplessi che da noi invece siano tutte contrarie. Questo rende palese che all’origine vi sia una speculazione politica orientata a ricevere consenso elettorale”.

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Riforma autonomia, presidente Fontana: chi si oppone contesta Costituzione

“Le contestazioni sulla riforma relativa all’autonomia differenziata denotano una mancanza di serietà. Se qualcuno infatti, contesta il testo della norma allora deve prendersela anche con la Costituzione, che prevede questa forma di autonomia a velocità differenziate”. Lo ha detto il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana a margine di un evento tenutosi oggi nella piazza della sede della Giunta regionale, commentando le proteste delle opposizioni in Parlamento sull’autonomia.

Riforma autonomia, Fontana: serve a creare procedure applicative

“La legge Calderoli – ha aggiunto –  bisogna dirlo una volta per tutte, serve semplicemente a creare la procedura, le modalità attraverso le quali applicare la Costituzione.  Di conseguenza chi se la prende con l’autonomia deve avere il coraggio di dire ‘contesto la Costituzione’, perché l’autonomia è parte integrante della Costituzione”.

Governatore lombardo: non partire da fatti falsi

“Io credo che si possa sostenere qualunque idea, ma credo che la si debba sostenere non raccontando bugie, non partendo da fatti falsi – ha concluso – perché, lo ripeto per l’ennesima volta, chi contesta l’autonomia contesta la Costituzione”.

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Autonomia, presidente Fontana: responsabilizzazione aumenta efficienza

“Stanno cercando in tutti i modi di imporre un blocco a qualcosa che non è più rinviabile”. Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha parlato di autonomia a margine di un evento a Palazzo Lombardia, evidenziato che “tra poco andrà in aula, il 29 aprile, e questo sarà già un grande passaggio”.

“Non ci sono dubbi – ha aggiunto – e se ne stanno rendendo conto tutti che il mondo va in un’altra direzione, che la stessa Europa inizia a dare più spazio alle Regioni che non agli Stati centrali”.

Necessario far politiche differenti sui territori

“È necessario – ha sottolineato Fontana – fare delle politiche che siano differenti sui diversi territori, che essere responsabilizzati comporta un aumento di efficienza del funzionamento della macchina pubblica, che essere ogni giorno sotto gli occhi vigili dei propri cittadini senza poter scaricare su altri la responsabilità non può che far migliorare”.

Competere con Regioni che hanno una grande autonomia a livello europeo

Il governatore della Lombardia ha poi spiegato: “dobbiamo competere con Regioni che hanno una grande autonomia a livello europeo e che vivono di questa autonomia. Bisogna capire se si vuole rimanere attaccati a un passato iper burocratico, lento, legato all’assistenzialismo o se si vuole guardare al futuro”.

E’ evidente che ci sono interessi a fare in modo che nulla cambi

“È questa la scelta che dobbiamo fare” ha sottolineato. “Tutte le altre sono chiacchiere – ha concluso – slogan che non rappresentano la realtà. Perché, evidentemente, ci sono interessi a fare in modo che nulla cambi”.

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Autonomia e sanità, Piazza: riforma è opportunità anche per il Sud

“Il ministro Tajani può stare tranquillo, l’Autonomia differenziata non penalizzerà la sanità del Sud. Anzi, sarà l’occasione per colmare il vistoso gap scavato nel corso degli ultimi decenni a danno dei cittadini delle altre zone del Paese”. Lo afferma il sottosegretario della Regione Lombardia con delega all’Autonomia e ai rapporti con il Consiglio regionale, Mauro Piazza, replicando al ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che, venerdì 5 aprile 2024, è intervenuto al riguardo partecipando al convegno ‘La salute come fondamentale diritto‘ sul tema della sanità e dell’Autonomia.

Autonomia e sanità, Piazza tranquillizza Tajani

“I dati della migrazione sanitaria dal Sud verso gli ospedali del Nord – osserva l’esponente della Giunta Fontana – parlano chiaro e palesano un’evidente problema. Perché a nessuno fa piacere fare migliaia di chilometri per risolvere un problema di salute”.

L’uso delle risorse

In certe aree del Paese, ribadisce Piazza, “il problema è oggi, non domani. Con molti miliardi di risorse destinati alle strutture sanitarie e non spesi da alcune Regioni”.

Ddl Autonomia e LEP

Il ddl sull’Autonomia sottolinea il sottosegretario lombardo, “con la determinazione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP), previsti da vent’anni ma mai attuati, aumentano in maniera significativa le garanzie per tutti gli italiani. Di più – evidenzia Piazza – i LEP dovranno essere garantiti a tutti i cittadini, quindi a tutte le Regioni, anche per quelle che non chiederanno di gestire più deleghe e competenze”.

Percorso prosegue

È evidente, aggiunge il sottosegretario, “che il percorso dell’Autonomia stia proseguendo con grande attenzione verso la tutela dei diritti di tutti. E con massima attenzione a non creare squilibri, ma anzi a ridurre ed eliminare quelli esistenti. Rappresentando una grande opportunità di responsabilizzare le classi dirigenti dei territori che, senza più alibi, dovranno rendere conto di ciò che fanno e di come lo fanno. A partire proprio dalla sanità”.

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