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Al via vaccinazione antinfluenzale gratuita in Lombardia

Dal 13 ottobre 2025 in Lombardia la vaccinazione antinfluenzale gratuita è aperta a tutti i cittadini. Fa seguito alla fase dedicata alle categorie prioritarie, donne in gravidanza, bambini da 6 mesi a 17 anni, over 60 e persone con patologie croniche. Da questa data la campagna è estesa all’intera popolazione: al 13 ottobre 2025 sono 142.201 le vaccinazioni somministrate.

Vaccinazione antinfluenzale in Lombardia, come prenotare

L’iniziativa, parte del più ampio programma di prevenzione regionale, mira a ridurre la diffusione del virus influenzale e le complicanze nelle persone più fragili, alleggerendo la pressione sui pronto soccorso e sui reparti ospedalieri durante la stagione invernale. È possibile vaccinarsi rivolgendosi al proprio medico di medicina generale o pediatra di libera scelta oppure presso le farmacie aderenti (per i cittadini maggiorenni che abbiano già effettuato in passato la vaccinazione antinfluenzale) e nei centri vaccinali delle ASST del territorio. Le prenotazioni presso le farmacie e i centri vaccinali avvengono tramite il portale PrenotaSalute nella sezione ‘Vaccinazioni’.

Contestualmente alla campagna antinfluenzale, Regione Lombardia promuove anche l’immunizzazione contro il virus respiratorio sinciziale (RSV), particolarmente importante per i neonati. L’anticorpo monoclonale, disponibile nelle strutture regionali, è offerto gratuitamente:

  • per i neonati nati dal 01/10/2025 al 31/03/2026 è offerto presso il Punto nascita ospedaliero;
  • per i bambini nati dal 01/04/2025 al 30/9/2025 è offerto dai Pediatri di libera scelta oppure presso i Centri vaccinali.

All’open day di San Siro somministrate 1.916 dosi

In foto l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, interviene a sostegno della campagna campagna vaccinale antinfluenzale gratuita promossa in LombardiaCon l’apertura della vaccinazione antinfluenzale per tutti i cittadini e la ripresa della campagna contro il virus sinciziale – ha detto l’assessore Bertolasola Lombardia conferma la strategia preventiva su più fronti. L’11 ottobre, all’open day di San Siro, abbiamo somministrato 1.916 dosi complessive, con 1.104 persone vaccinate in sole 7 ore, un segnale concreto dell’interesse pubblico e del potenziale della modalità ‘hub diffuso'”.

“Vaccinarsi – ha concluso Bertolasoè un gesto di responsabilità individuale e collettiva: protegge te stesso, la tua famiglia e la comunità. Ringrazio i medici, i pediatri, gli infermieri, i farmacisti e tutto il personale sanitario, tecnico e amministrativo per l’azione capillare che rende possibile questa campagna di prevenzione”.

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Parte in Lombardia ‘Ottobre Rosa’ per prevenire tumori femminili

Regione Lombardia rinnova anche per il 2025 l’appuntamento con ‘Ottobre Rosa’, il mese dedicato alla prevenzione dei tumori femminili. Un’iniziativa che coinvolge ASST, ATS, strutture sanitarie e associazioni del territorio per promuovere visite gratuite, screening e momenti di sensibilizzazione in tutte le province lombarde.

Le iniziative di ‘Ottobre Rosa’ 2025 in Lombardia

Durante tutto il mese di ottobre sono in programma open day, incontri informativi, consulti medici e visite senologiche e ginecologiche gratuite, oltre a campagne di comunicazione per ricordare alle donne l’importanza della diagnosi precoce.

foto generica bertolaso che qui nel cs commenta iniziativa ottobre rosa 2025 in lombardia

Programmi di screening e percorsi informativi

I Centri Screening (ATS) e le Breast Unit regionali (ASST, erogatori privati accreditati, IRCCS) hanno programmato giornate dedicate alla prevenzione, con percorsi di informazione e accesso facilitato ai programmi di screening oncologici gratuiti messi a disposizione dal Servizio Sanitario Regionale.

Bertolaso: prevenzione è chiave della salute

“La prevenzione – sottolinea l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso – è la chiave della salute. Con ‘Ottobre Rosa 2025’ vogliamo ricordare a tutte le donne lombarde che una visita può salvare la vita. Regione Lombardia è al loro fianco con servizi gratuiti, strutture d’eccellenza e iniziative diffuse su tutto il territorio”.

Qui di seguito le iniziative presenti sul territorio lombardo divise per ATS.

MILANO
BERGAMO
BRESCIA
BRIANZA
INSUBRIA
PAVIA
VALPADANA
MONTAGNA

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Ostetrica a domicilio per le neomamme, al via progetto in Lombardia

Regione Lombardia sostiene le neomamme e i bambini con il progetto dell’ostetrica a domicilio. L’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, commenta il progetto pilota ‘Continuità assistenziale ostetrica: la prima visita domiciliare dopo il parto’, che prevede la presenza di un’ostetrica a casa delle donne nei primi giorni dopo la nascita, approvato con delibera recente dalla Giunta regionale.

Bertolaso: tassello della nostra battaglia per combattere inverno demografico

L’assessore regionale Guido Bertolaso in foto: sarà presente all’aeroporto di Milano Linate dall’alto dove atterreranno i bambini di Gaza

“Con questo progetto – sottolinea l’assessore Bertolaso – entriamo nelle case delle famiglie. La visita a domicilio dell’ostetrica è un gesto di attenzione e vicinanza che aiuta la mamma, il bambino e tutta la famiglia a vivere in modo più sereno i primi giorni insieme. È particolarmente importante nelle zone montane e periferiche, ma anche in città, soprattutto per intercettare eventuali situazioni di difficoltà personale e sociale. È un investimento di Regione Lombardia non solo sul benessere, sulla prevenzione e sul futuro della nostra comunità, ma anche e soprattutto si collega ad altre iniziative per sostenere la natalità e rappresenta un tassello della nostra battaglia contro l’inverno demografico”.

Garantita assistenza sanitaria e supporto emotivo e pratico

L’iniziativa nasce per accompagnare le famiglie in una fase delicata come il rientro a casa con il neonato, garantendo non solo assistenza sanitaria, ma anche supporto emotivo e pratico. L’ostetrica potrà sostenere la neomamma stessa nella gestione della sua salute, nell’accudimento del suo neonato ad esempio nella gestione dell’allattamento. Ma soprattutto intercettare tempestivamente eventuali difficoltà fisiche, psicologiche o sociali attivando gli specialisti competenti e favorire così una genitorialità serena.

La sperimentazione dell’ostetrica a domicilio in Lombardia

ostetrica domicilio lombardia

La sperimentazione rientra nel più ampio impegno di Regione Lombardia per contrastare il cosiddetto ‘inverno demografico’, il calo delle nascite che riguarda tutta l’Italia. E segue misure specifiche finalizzate a sostenere la genitorialità, il potenziamento dei consultori familiari, i bonus per la natalità e gli investimenti nel percorso nascita.

Vera continuità assistenziale

Il progetto permette anche di valutare il contesto quotidiano in cui vive la famiglia. Ed anche se ci sono fattori che possono influenzare la salute come la sicurezza, l’igiene, gli stili di vita ambientali e se è presente un supporto familiare. Contribuisce così a una vera continuità assistenziale ostetrica più efficace e coordinata integrando il percorso del parto in ospedale con la vita quotidiana della neo-famiglia.

Utile in particolare in zone montane e periferiche

Portare l’assistenza ostetrica a domicilio significa abbattere distanze e barriere, garantendo equità di accesso alle cure e un supporto tempestivo anche nelle zone montane e periferiche.
L’iniziativa inoltre ha una forte valenza sociale, non si limita al controllo clinico, ma offre un sostegno completo alle famiglie, soprattutto nei casi di maggiore fragilità.

Fase sperimentale del progetto ostetrica domicilio in Lombardia di 12 mesi

La fase pilota durerà 12 mesi e un finanziamento complessivo di 500.000 euro. Coinvolgerà i seguenti territori lombardi:
Provincia di Pavia con IRCCS San Matteo di Pavia e ASST Pavia;
Provincia di Como con ASST Lariana;
Provincia di Varese con ASST Sette Laghi e ASST Valle Olona;
Provincia di Sondrio con ASST Valtellina e Alto Lario;
Provincia di Brescia con ASST Valcamonica e ASST Spedali Civili di Brescia;
Provincia di Bergamo con ASST Papa Giovanni XXIII, ASST Bergamo Est e ASST Bergamo Ovest;
Provincia di Milano ASST Fatebenefratelli Sacco e IRCCS Policlinico di Milano.

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Contrasto disagio minorile: 1,2 milioni a Piani di azione in Lombardia

Uno stanziamento di ulteriori nuove risorse pari a 1,2 milioni di euro per interventi volti alla prevenzione al contrasto del disagio minorile in Lombardia.

Il finanziamento sarà destinato alle Ats lombarde al fine di rafforzare gli interventi dei ‘Piani di azione territoriali’ in corso, con particolare attenzione alla prevenzione sociale nelle aree e nei contesti urbani caratterizzati dalla presenza di baby-gang dedite all’illegalità e che coinvolgono soggetti minorenni sia come autori sia come vittime.

Lombardia, ulteriori 1,2 milioni per il contrasto al disagio giovanile

Con questa delibera approvata dalla Giunta di Regione Lombardia, su proposta dell’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità Elena Lucchini si raggiunge così uno stanziamento complessivo a favore dell’attuazione dei ‘Piani di azione territoriali’ pari a 4,8 milioni di euro.

“Il rifinanziamento della misura – ha commentato l’assessore  Lucchini – si inserisce nel percorso già tracciato dal governo regionale che considera la prevenzione e il contrasto del disagio giovanile una priorità“.

‘Ri-scatto’, nuovi strumenti per risposte più efficaci

L’intervento,  denominato ‘Ri-Scatto’, rafforza e valorizza le politiche regionali offrendo strumenti innovativi per rispondere in modo ancora più efficace a un fenomeno che non possiamo e non dobbiamo sottovalutare.

“Da tempo – ha proseguito Lucchini – abbiamo messo a terra una pluralità di progetti coordinati e realizzati attraverso ‘Piani di azione territoriali’ affidati alle Agenzie di tutela della salute (Ats), in una logica di co-progettazione e lavoro in rete. Questi piani, che coinvolgono tutti gli attori istituzionali e del territorio, con particolare attenzione al ruolo delle Prefetture, delle Asst, delle scuole e del Terzo settore sono volti a promuovere la legalità e prevenire i comportamenti a rischio con un’attenzione prioritaria alle situazioni di maggiore fragilità, per contrastare bullismo, cyberbullismo, baby gang e atti di vandalismo“.

Obiettivo: riscatto sociale e alternative concrete

“Solo unendo le forze e costruendo un sistema territoriale coeso – ha concluso – sarà possibile offrire un riscatto sociale e alternative concrete alla sottocultura dell’illegalità e della violenza, restituendo ai giovani la volontà di aspirazioni autentiche e senso di appartenenza alla comunità”.

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Invecchiamento attivo, a Milano il tour ‘GenerAzioni in Cammino’

Il tour della Regione sull’invecchiamento attivo ha fatto tappa a Milano. All’iniziativa – ‘GenerAzioni in Cammino-Radici per il futuro’ – ha partecipato l’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, che ha presentato i risultati e i percorsi finanziati dalla misura che promuove l’invecchiamento attivo e favorisce il patto tra generazioni.

L’incontro si è svolto allo spoke del Centro per la Famiglia in via Ulisse Dini, 7/a. Nel corso dell’evento sono stati illustrati i progetti e i protagonisti del Piano territoriale degli interventi che coinvolge gli Enti del Terzo Settore, ASST, Comuni e Ambiti con la regia dell’ATS grazie alla misura regionale di innovazione sociale in coprogettazione con i territori.

“Mi sono complimentata con tutti gli attori sociali – ha dichiarato l’assessore Lucchini – per gli esiti della nostra iniziativa sperimentale che, con un investimento di 4,3 milioni di euro, sta promuovendo per la prima volta il valore della longevità come opportunità e che sta innescando un processo culturale che ci consentirà di sostenere buone pratiche e creare infrastrutture sociali per le nostre comunità. Abbiamo voluto investire su socializzazione e inclusione sociale, sull’autonomia e sul benessere, sulla partecipazione e la cittadinanza attiva lasciando però ai territori la facoltà di immaginare e proporre soluzioni sulla scorta delle loro esigenze per un welfare generativo”.

I progetti territoriali sull’invecchiamento attivo a Milano

“A Milano – ha proseguito Lucchini – ho avuto modo di conoscere sei validi progetti territoriali come ‘OPEN HUB per le Famiglie’ – Consorzio SIR con la sperimentazione di un ‘Patto comunitario intergenerazionale’ che coinvolge scuole, centri anziani, condomìni, parrocchie e attiva micro-alleanze solidali di vicinato per il supporto tra famiglie e anziani, attività di mutuo aiuto”.

“Ho molto apprezzato anche ‘AGEMI UP’ che ha l’obiettivo di farsi carico della condizione di crescente fragilità e solitudine delle persone anziane e i relativi rischi di isolamento sociale attraverso azioni e strategie a sostegno del miglioramento della qualità della vita attraverso un partenariato potenziato dalla presenza delle quattro ASST che apportano la loro conoscenza specifica in tema di invecchiamento e decadimento fisico e psichico ad esso correlate. Molto apprezzabile è l’esperienza di ‘Argento Vivo Addosso’ che promuove iniziative di sport sociale come il pickleball e le tecniche di paracadute. E ancora le proposte di ‘Active over’ che propone uno scambio tra generazioni come ‘La colazione dei nonni’ e ‘Il tè delle 17’ così come molto efficaci sono i progetti di ‘Oltre l’età – Auser’ e ‘A.R.T.E Consorzio CSEL con gli sportelli digitali per supportare le persone anziane nella digitalizzazione”.

La sperimentazione di co-housing

L'evento Generazioni in cammino a Milano

“Infine – ha spiegato la responsabile alla Famiglia – si sta consolidando il progetto sperimentale di co-housing e mentoring ‘Attiva-Mente insieme‘, promosso dal mio assessorato con l’Università Statale di Milano che promuove il dialogo fra generazioni con una coabitazione solidale basata su un patto fiduciario tra anziano e giovane. Lo studente avrà un rimborso per le spese di locazione, grazie ai 400.000 euro stanziati per l’Università Statale di Milano, e dovrà fornire alcuni servizi di volontariato”. “Grazie a questi percorsi – ha concluso Lucchini – sta prendendo corpo un modello sempre più attento alle esigenze delle persone anziane, che al tempo stesso è in grado di fare innovazione e coinvolgere le nuove generazioni in quel ‘patto’ transgenerazionale che abbiamo voluto al centro delle nostre politiche per l’invecchiamento attivo. Rivolgo pertanto il mio apprezzamento, per l’attenzione testimoniata, a ATS Milano che ha ben ricordato: L’età è un viaggio non un limite”.

I numeri

I dati riguardanti la popolazione residente sul territorio di ATS Città Metropolitana di Milano (riferiti all’anno 2023), fotografano una realtà con 796.833 anziani di età maggiore di 65 anni, su una popolazione totale di 3.515.319, cioè il 22,67% della popolazione totale.
L’Indice di vecchiaia (rapporto percentuale fra numero di residenti over 65 e under 15) più alto è Cornovecchio, nel territorio del lodigiano, con 358,8 (quindi 358 anziani ogni 100 bambini), mentre il più giovane è Carpiano (MI) con 96. L’Indice di vecchiaia medio sull’intero territorio ATS è 180,4 di cui 213,3 per le donne e 149,5 per gli uomini.

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Invecchiamento attivo, nel Lodigiano il tour di GenerAzioni in cammino

Invecchiamento attivo, i progetti della Regione arrivano nel Lodigiano. Si è svolto al Teatro comunale di Caselle Landi, spoke del Centro per la Famiglia, la tappa lodigiana del ciclo di incontri regionali di ‘GenerAzioni in Cammino-Radici per il futuro’ nel quale l’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, ha presentato i risultati e i percorsi finanziati dalla misura che promuove l’invecchiamento attivo e favorisce il patto tra generazioni.

Invecchiamento attivo tappa lodigiana

Nel corso dell’evento sono stati illustrati i progetti e i protagonisti del Piano territoriale degli interventi che coinvolge gli Enti del Terzo Settore, Asst, Comuni e Ambiti con la regia dell’ATS grazie alla misura regionale di innovazione sociale in coprogettazione con i territori.

“Esprimo autentica soddisfazione – ha dichiarato l’assessore Lucchini – per gli esiti della nostra iniziativa sperimentale che, con un investimento di 4,3 milioni di euro, promuove per la prima volta il valore della longevità come opportunità e che sta innescando un processo culturale che ci consentirà di sostenere buone pratiche e creare infrastrutture sociali per le nostre comunità. Abbiamo voluto investire su socializzazione e inclusione sociale, sull’autonomia e sul benessere, sulla partecipazione e la cittadinanza attiva lasciando però ai territori la facoltà di immaginare e proporre soluzioni sulla scorta delle loro esigenze”.

Numerose proposte importanti

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A Caselle Landi, ha proseguito Lucchini, “ho avuto modo di conoscere il progetto ‘Protagonisti nel tempo’ che promuove laboratori di scambio intergenerazionale all’interno di contesti educativi e scolastici in collaborazione anche con micronidi e che sostiene la cittadinanza attiva favorendo la partecipazione di anziani nella gestione degli sportelli sociali dei sindacati. Molto valida è poi la proposta di avviare una micro-sperimentazione di ‘Custodia Sociale’ al fine di ridurre il rischio di isolamento sociale opera implementando forme di assistenza a domicilio per le persone anziane autosufficienti”.

Le persone anziane al centro

Ho molto apprezzato, ha sottolineato l’assessore regionale, “la scelta di mettere al centro del progetto il potere evocativo del racconto delle persone anziane con la realizzazione di una mappa di racconti legati al fiume Adda ed ai territori che attraversa per la valorizzazione e la riscoperta del territorio d’appartenenza, della storia e dei saperi della popolazione anziana, allo scopo di rivalutarne un ruolo centrale e prezioso per la comunità. Passo dopo passo – ha concluso Lucchini – sta prendendo corpo un modello sempre più attento alle esigenze delle persone anziane, che al tempo stesso è in grado di fare innovazione e coinvolgere le nuove generazioni in quel ‘patto’ transgenerazionale che abbiamo voluto al centro delle nostre politiche per l’invecchiamento attivo. Grazie a questi percorsi e grazie all’attenzione testimoniata da ATS Milano sarà possibile tramandare il valore della memoria collettiva e superare gli stereotipi connessi al progredire dell’età”.

La situazione anagrafica di Milano e Lodi

I dati riguardanti la popolazione residente sul territorio di ATS Città Metropolitana di Milano (riferiti all’anno 2023), fotografano una realtà con 796.833 anziani di età maggiore di 65 anni, su una popolazione totale di 3.515.319,00, cioè il 22,67% della popolazione totale. L’indice di vecchiaia (rapporto percentuale fra numero di residenti over 65 e under 15) più alto è Cornovecchio, nel territorio del lodigiano, con 358,8 (quindi 358 anziani ogni 100 bambini), mentre il più giovane è Carpiano (MI) con 96. L’Indice di vecchiaia medio sull’intero territorio ATS è 180,4 di cui 213,3 per le donne e 149,5 per gli uomini.

Analisi del bisogno

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Per poter avere una conoscenza dello stato del bisogno territoriale, è stata eseguita da ATS un’analisi della richiesta sociale. Basandosi sui punti indicati dalla legge del marzo 2024, elaborate delle schede di ricognizione del bisogno, compilate da Ambiti, ASST, dagli Enti del Terzo Settore facenti parte dei Forum del Terzo Settore e dai Centri per la Famiglia.

Dalle schede restituite dagli Ambiti, è emerso che alcune aree del territorio ATS vedono già una progettazione attiva e ben avviata circa il tema dell’Invecchiamento Attivo, con interventi complessi e articolati, mentre altre aree necessitano un potenziamento degli interventi.

Dalle domande aperte, emerge il bisogno negli Ambiti territoriali di implementare o potenziare alcuni interventi e alcune azioni, quali:

  • incentivare o introdurre le figure dei Custodi Sociali e/o Amministratori Sociali;
  • potenziare le attività legate alla formazione, alla condivisione di esperienze e alla prevenzione (corsi di prevenzione cadute, corsi di prevenzione per specifiche patologie ricorrenti nella popolazione over 65, corsi antitruffa);
  • potenziare l’attività volta a diminuire il Digital Divide;
  • progetti di housing sociale o individuazione di spazi per abitazioni a prezzi calmierati;
  • presenza di psicologo di comunità per attività di gruppo e/o domiciliari (attenzione su depressione nell’invecchiamento, isolamento sociale, lutto);
  • attivazione di servizi leggeri volti a creare un monitoraggio sociale nelle situazioni di fragilità (telefonate sociali, volontario a domicilio);
  • coinvolgimento di Medici di Medicina generale e altre strutture socio-sanitarie (RSA).

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Contrasto violenza genere, Regione aumenta risorse di 972.000 euro

Contrasto alla violenza di genere, dalla Regione Lombardia arrivano più risorse. Via libera a ulteriori 972.000 euro per poter procedere allo scorrimento della graduatoria e finanziare tutti i restanti 7 progetti sperimentali per la presa in carico integrata delle donne vittime di violenza presentati dalle Asst. Gli interventi innovativi sul territorio, considerati i 12 già attivati, saranno in tutto 19, grazie a un contributo complessivo dell’iniziativa pari a 2.472.000 euro.

Contro violenza di genere più risorse da Regione Lombardia

Con questo nuovo finanziamento approvato dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, sarà ora possibile procedere al sostegno anche delle progettualità presentate dalle seguenti Asst: Sacco, Ovest Milano, Nord Milano, Crema, Valle Olona, Lariana e Val Camonica.

“Abbiamo voluto sostenere la valorizzazione di tutte le progettualità territoriali – ha dichiarato l’assessore Lucchini – che promuovono servizi multidisciplinari e integrati con i soggetti che concorrono per specifiche competenze nelle reti territoriali interistituzionali antiviolenza. Coinvolgendo le nostre Asst e gli Irccs che sono capofila dei progetti e attraverso la consueta collaborazione con i Centri antiviolenza potenzieremo la nostra rete”.

Lucchini: intento è attivare servizi e ripristinare legalità

Elena Lucchini

Il nostro intento, ha proseguito l’assessore, “è quello di attivare servizi sanitari, servizi territoriali e servizi della tutela giudiziaria e del ripristino della legalità in modo da creare un ‘legame di rete e di reti’ che contrasti la dispersione delle donne vittime di violenza tra l’uscita-dimissione dalle strutture ospedaliere e dai servizi di Pronto soccorso delle Asst e i servizi ‘specialistici’ territoriali della rete antiviolenza e il segmento dei servizi della tutela giudiziaria”.

“Grazie a queste sperimentazioni innovative – ha concluso Lucchini – potremmo introdurre buone pratiche valide per l’intero territorio lombardo”.

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Inclusione, a Palazzo Lombardia incontro con Ambiti territoriali

Primo incontro di tutti gli Ambiti territoriali. Si è svolto presso l’Auditorium Testori di Palazzo Lombardia l’evento, ‘Insieme per una Lombardia inclusiva e sostenibile – Il ruolo degli Ambiti nella programmazione delle politiche sociali’.

Si è trattato del primo incontro ufficiale tra tutti i 91 Ambiti sociali e l’assessore regionale alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, che ha voluto convocare i rappresentanti territoriali coinvolgendo anche il Dipartimento Welfare di Anci per poi illustrare le buone prassi lombarde e raccogliere proposte utili a migliorare i modelli di governance e co-progettazione.

ambiti territoriali 2 lucchiniPrima tappa di un percorso d’ascolto

“La giornata – ha spiegato l’assessore Lucchini – rappresenta la prima tappa di un percorso di ascolto, dialogo e confronto per condividere il metodo di lavoro che ci consentirà la miglior messa a terra della programmazione sociale territoriale. L’approccio di Regione Lombardia è come sempre volto alla consueta e fattiva collaborazione tra istituzioni, per questo, incontrando anche i rappresentanti delle nostre ATS e ASST ho voluto sottolineare l’imprescindibile legame tra sistema sociale e sistema sociosanitario che ci porta a lavorare e agire insieme, in modo integrato e coordinato”.

La sfida della riforma nazionale

“Ho ricordato che la sfida più urgente – ha proseguito la responsabile alla Famiglia – è legata all’attuazione della riforma nazionale sulla disabilità, un’innovazione che la nostra Regione, grazie alla sua articolata e flessibile rete sociale e al pilastro del terzo Settore saprà cogliere pienamente potenziando l’alleanza tra istituzioni e attori sociali. È stata infine l’occasione – ha concluso Lucchini – per ringraziare i rappresentanti degli Ambiti territoriali che hanno accolto il mio invito al confronto ma soprattutto per il ruolo svolto al servizio delle comunità e di ogni cittadino al quale dobbiamo offrire l’adeguata presa in carico e una comunicazione sempre corretta e completa”.

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La Lombardia dice stop a bullismo e cyberbullismo

Stop! In occasione della Giornata mondiale contro il bullismo e cyberbullismo Regione Lombardia trasmette sui suoi canali social un video per dire ‘stop!’ a questo odioso fenomeno. I testimonial sono la campionessa paralimpica di danza sportiva, Giada Canino, e la medaglia d’argento di canottaggio alle ultime Olimpiadi di Parigi, Andrea Panizza.

Il video sta girando sulle pagine istituzionali di Regione Lombardia su Facebook, Instagram e TikTok e sugli account social di Lombardia Notizie.

“Vogliamo ricordare e sottolineare – afferma il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana – che questa piaga della nostra società, non va sottovalutata. Lo sport con i suoi valori, la famiglia, la scuola, le comunità locali devono allearsi per combatterla e debellarla”.

Attilio FontanaLegge specifica e azioni mirate

Regione Lombardia, prosegue il governatore, “fin dal 2017 si è dotata di una legge specifica in materia (‘Disciplina degli interventi regionali in materia di prevenzione e contrasto al fenomeno del bullismo e del cyberbullismo’) per contrastare questo fenomeno in tutte le sue manifestazioni. Un impegno che è proseguito con azioni mirate e risorse dedicate. Abbiamo stanziato oltre 3,6 milioni di euro in interventi per contrastare il disagio dei minori, attraverso l’individuazione di strumenti operativi flessibili e sinergici finalizzati a costruire dispositivi integrati sul territorio. In Lombardia – conclude Fontana – non c’è spazio per chi vuole fare del male, fisicamente o moralmente, ai nostri ragazzi”.

Fenomeno da contrastare in ogni modo

In totale sintonia con il presidente Fontana anche l’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini.

“Regione Lombardia – conferma – è quotidianamente impegnata nella prevenzione e nel contrasto al fenomeno del bullismo e del cyberbullismo. Vogliamo tutelare e valorizzare la crescita educativa, sociale e psicologica dei minori e anche delle loro famiglie. Per questo valorizziamo buone prassi e per questo abbiamo sottoscritto un protocollo con le Prefetture lombarde che ha messo a terra 8 Piani di Azione con capofila le Ats territorialmente competenti, le Asst, le scuole e i soggetti del Terzo settore che ci consente di operare in rete e intercettare, fragilità, disagio psico-sociale e comportamenti spesso disadattivi o devianti”.

Partenariato istituzionaleElena Lucchini

“Siamo ora al lavoro – fa sapere l’assessore – per la definizione di un partenariato istituzionale finalizzato allo sviluppo di iniziative di promozione dell’alfabetizzazione e della cultura digitale e alla realizzazione di specifici percorsi formativi per i cittadini in modo possano utilizzare al meglio le opportunità presenti in rete”.

“Grazie a Giada e Andrea – conclude Lucchini – per il loro contributo, per il loro esempio, per la bellezza e l’autenticità che sanno trasmettere. Insieme saremo più forti di ogni cyberbullo”.

 

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Sanità, assessore Bertolaso a Sondrio: Olimpiadi occasione unica per area

Un passo significativo nel percorso di consolidamento della rete sanitaria lombarda, con un’attenzione particolare alle esigenze specifiche delle aree montane e al rafforzamento della collaborazione tra le istituzioni locali e regionali anche in vista delle prossime Olimpiadi di Milano Cortina 2026.  Questo, in sintesi, l’obiettivo dell’incontro a Sondrio, tra l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, il direttore generale del Welfare di Regione Mario Melazzini con gli stakeholder del territorio. Presenti, in particolare, il direttore generale dell’ATS della Montagna, Monica Anna Fumagalli, e i direttori generali delle ASST locali: Ida Ramponi dell’Asst Valtellina Alto Lario e Corrado Scolari dell’Asst della Valcamonica. L’incontro ha rappresentato anche un’occasione di confronto e programmazione per il futuro dei servizi sanitari in una delle aree più complesse della Lombardia.

“Abbiamo voluto iniziare l’anno – ha dichiarato l’assessore Bertolaso – con un momento di dialogo diretto per presentare il nuovo assetto delle direzioni delle strutture sanitarie del territorio e tracciare le priorità per il futuro. L’ATS della Montagna rappresenta una metafora dell’Italia stessa: una realtà complessa, con peculiarità geografiche e organizzative che la rendono unica e originale. Per questo motivo, è fondamentale lavorare insieme per valorizzare quanto fatto fino ad oggi e affrontare le sfide che ci attendono”.

L’assessore Bertolaso ha sottolineato l’importanza di garantire la qualità dei servizi sanitari ai cittadini delle aree montane, spesso caratterizzate da difficoltà logistiche, e di cogliere l’opportunità offerta dalle Olimpiadi del prossimo anno. “Investire in un grande evento come le Olimpiadi – ha concluso – significa non solo sviluppare infrastrutture, ma anche migliorare l’organizzazione e le risorse che resteranno a beneficio del territorio”.

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Sanità, nomine Regione Lombardia per direzioni ATS, ASST e IRCCS

La Giunta regionale della Lombardia, su proposta dell’assessore al Welfare Guido Bertolaso, ha assunto una serie di provvedimenti relativi ad avvicendamenti alle direzioni generali delle ATS e ASST lombarde.

Nomine Lombardia in ATS e ASST

Nello specifico, alla direzione generale dell’ATS Valpadana Stefano Manfredi sostituisce Ida Ramponi. Inoltre, all’ATS Montagna Monica Fumagalli sostituisce Vincenzo Petronella. E, quindi, all’ASST Valtellina/Alto Lario Ida Ramponi sostituisce Monica Fumagalli.

E le novità nei CdA degli IRCCS

Contestualmente, per quanto riguarda, gli IRCCS – con un decreto del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana – indicati ai rispettivi CdA i nominativi dei nuovi componenti. Per la direzione generale dell’Istituto dei Tumori di Milano il nominativo di Maria Teresa Montella (al posto di Carlo Nicora). E, per quella del San Matteo di Pavia, Vincenzo Petronella (al posto di Stefano Manfredi).

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Sottoscritto il protocollo per il nuovo ospedale di Brescia

Sottoscritto a Brescia il protocollo d’intesa per la realizzazione del nuovo ospedale. Stanziati in totale 500 milioni di euro, 274 già deliberati da Regione Lombardia. A sottoscrivere l’atto, il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, il sindaco di Brescia Laura Castelletti, il Direttore generale dell’Asst Spedali Civili di Brescia, Luigi Cajazzo, il presidente della Provincia di Brescia Emanuele Moraschini, il rettore dell’Università di Brescia, Francesco Castelli e il Direttore generale dell’Ats Brescia, Claudio Sileo. Alla presentazione è intervenuto anche l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso che ha illustrato l’iter che porterà alla realizzazione del nuovo nosocomio. Presenti anche gli assessori regionali Giorgio Maione e Simona Tironi.

Nuovo ospedale di Brescia modello eccellenza nazionale

L’iniziativa punta a creare un polo sanitario che coniughi eccellenza clinica, sostenibilità e innovazione tecnologica, trasformando Brescia in un modello nazionale di assistenza sanitaria. Questo progetto rappresenta un passo significativo per migliorare l’offerta sanitaria nella provincia e in tutta la regione. L’‘Ospedale del Futuro’ rappresenterà un punto di riferimento d’avanguardia per la cura dei pazienti, integrato nel tessuto urbano e in sinergia con la rete territoriale esistente.

Presidente Fontana: simbolo di progresso per la città

“Con la firma del protocollo d’intesa per la realizzazione del nuovo ospedale – ha detto il presidente Fontana – compiamo un ulteriore passo avanti per rendere la sanità bresciana e, più in generale, lombarda sempre più modello di eccellenza e innovazione. Questo progetto rappresenta un simbolo di progresso per la città, per la provincia e per l’intera regione, un impegno concreto per garantire ai cittadini servizi sanitari all’avanguardia. Siamo pronti a trasformare questa visione in realtà. È un risultato che sottolinea la nostra determinazione nel rispondere alle esigenze del territorio, costruendo un ospedale che sarà un punto di riferimento nazionale”.

Assessore Bertolaso: già disponibili 274 milioni pronti per essere spesi

“Ci sono già 274 milioni che sono pronti per essere utilizzati e spesi – ha aggiunto Bertolaso – per la costruzione e abbiamo stanziato nei giorni scorsi 12 milioni per il progetto definitivo. Dopo la firma di questo documento non ci sono più alibi per nessuno bisogna semplicemente progettare e costruire. Un impegno forte e concreto, il nostro, per una struttura nuova moderna ed efficiente”.

Obiettivi del progetto in due fasi

La prima parte del progetto prevede la razionalizzazione dell’area nord (demolizione Padiglioni ‘Satellite’ e ‘Infettivi’ e costruzioni nuovi volumi per Main Hospital, Emergenza-Urgenza e Ospedale dei Bambini), la seconda prevede ulteriori interventi di riqualificazione degli spazi già esistenti per una spesa di 204 milioni di euro.

L’investimento complessivo per la realizzazione del nuovo ospedale ammonta a circa 500 milioni di euro, finanziati dalla Regione Lombardia e da fondi statali. La costruzione dovrebbe iniziare nei primi mesi del 2027 e il completamento in circa 5 anni per la prima fase.

nuovo ospedale brescia

I numeri dell’Asst Spedali Civili

L’Asst Spedali Civili di Brescia  ha una dotazione di oltre 1.500 posti letto accreditati distribuiti sui Presidi ospedalieri di Brescia, Gardone Val Trompia e Montichiari, nell’ultimo anno, ha registrato 60.000 ricoveri, 5 milioni di prestazioni ambulatoriali, 143.000 accessi al Pronto Soccorso, 37.500 interventi chirurgici (ricovero e ambulatoriali), con una media di 120 al giorno, capacità diagnostica di 2.000 visite ambulatoriali giornaliere.

Targa al personale sanitario

Al termine della sottoscrizione del Protocollo d’Intesa è stata consegnata una targa ad alcuni rappresentanti del personale sanitario come riconoscimento per il quotidiano lavoro al servizio  della cittadini.

Qui alcune slide proiettate.

 

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Minori in cura oncologica: rifinanziata misura a sostegno famiglie

Promuovere interventi di supporto e sostegno alle famiglie con minori in cura oncologica. È questo l’intento della misura approvata dalla Giunta regionale lombarda su proposta dell’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini.

L’intervento rifinanzia il bando che si aprirà nei primi mesi del prossimo anno. Garantirà continuità al percorso innovativo avviato per la prima volta quest’anno.

Il contributo previsto promuoverà le progettualità presentate da Enti del Terzo Settore, iscritti all’anagrafe delle Onlus o enti privati no profit che, in raccordo con le Asst, Irccs o strutture private accreditate presenti sul territorio di Regione Lombardia, svolgono attività di accoglienza, aiuto concreto e alloggiativo, assistenza sociale, supporto ai bisogni educativi, psicologici, ricreativo-ludici dei minori e delle famiglie.

“Abbiamo voluto rinnovare questa misura – ha affermato l’assessore Elena Lucchini – perché vogliamo essere al fianco dei genitori che devono affrontare un momento di profondo dolore e di sconvolgimento dei piani di vita familiare. La prosecuzioni dei progetti di supporto anche nel prossimo anno potenzierà la rete dell’associazionismo e gli enti del Terzo settore di tutto il territorio regionale. L’obiettivo è consolidare un intervento innovativo. Oltre a offrire un aiuto concreto a tutte quelle famiglie che assistono con dedizione i loro figli con una patologia oncologica, in cura nelle nostre strutture sanitarie”.

Le risorse messe a disposizione per questo Avviso ammontano a 300.000 euro. Il contributo regionale per ogni singolo progetto ammesso garantirà la copertura fino a un massimo dell’80% del costo complessivo del progetto. E comunque non superiore a 30.000 euro.

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Realtà aumentata al Fatebenefratelli: meno dolore per i bimbi in pediatria

Sono stati inaugurati i nuovi ambulatori pediatrici e la ‘Casa Senza Dolore’ all’Ospedale Fatebenefratelli, alla presenza del presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, del direttore generale ASST Fatebenefratelli Sacco, Maria Grazia Colombo, del direttore dipartimento Medicina dell’Infanzia Luca Bernardo, del Presidente del Comitato Esecutivo LiberaMente Carla De Albertis, del Consigliere di Amministrazione Fondazione di Comunità Milano Franco Aletti.

ambulatori pediatrici Fatebenefratelli

I nuovi locali

I nuovi spazi, ristrutturati grazie a finanziamenti privati e progettati a misura di bambino, sono dotati delle più moderne tecnologie non soltanto di tipo diagnostico. Sono pensati per ridurre la percezione del dolore nei piccoli pazienti, grazie all’utilizzo di appositi visori e della realtà aumentata. Ospitano ambulatori pediatrici specialistici, un ambulatorio di Telemedicina e Digital Health, oltre a una sala dedicata alle procedure più complesse.

Presidente Fontana: con realtà aumentata in pediatra aumenta qualità servizi

“È un giorno importante – ha detto il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana – per la sanità lombarda e per le famiglie del nostro territorio. Anche questo intervento, frutto della collaborazione tra pubblico e privato, contribuisce ad aumentare la qualità dei servizi resi ai piccoli pazienti. Bisogna andare in questa direzione. In pediatria, in particolare, diventa fondamentale la sinergia, l’interscambio, tra le varie strutture sanitarie, per raggiungere sempre più risultati eccellenti. Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo progetto”.

I protagonisti

“In particolare – ha aggiunto il presidente – la Direzione ASST Fatebenefratelli Sacco, i professionisti della Casa Pediatrica e le Associazioni ‘LiberaMente ODV’ e la ‘Fondazione di Comunità Milano’.  Con il loro impegno, hanno reso possibile la creazione di spazi accoglienti e dotati di tecnologie all’avanguardia. Grazie a queste nuove strutture, potremo migliorare significativamente l’esperienza dei nostri piccoli pazienti, riducendo la percezione del dolore e la necessità di sedazione tramite soluzioni innovative come la realtà aumentata”.

Direttore Colombo (Asst Fatebenefratelli Sacco): progetto ambizioso

“Presentiamo oggi un progetto ambizioso – ha dichiarato Maria Grazia Colombo – che abbiamo chiamato ‘Casa Senza Dolore’ perché i percorsi sono pensati per cercare di ridurre al minino sia la percezione del dolore, tramite il ricorso alla realtà aumentata, sia la permanenza dei bambini e delle famiglie in Ospedale grazie all’utilizzo della Telemedicina.
Un sincero grazie ai nostri professionisti per l’attenzione con cui quotidianamente si prendono cura dei nostri piccoli pazienti e delle loro famiglie in Casa Pediatrica. Rendendo confort, accoglienza e gioco, parti integranti del percorso in Ospedale. Un grazie anche alle Associazioni che hanno reso possibile questo progetto.”

Come funziona

Nelle procedure più fastidiose per i piccoli (prelievi, accessi venosi, artrocentesi, infiltrazioni ecc.) e in particolare per i pazienti cronici, sono utilizzati i visori e la realtà aumentata come diversivi. Obiettivo ridurre la percezione del dolore, garantendo una maggiore tranquillità e collaborazione dei pazienti, con un conseguente minor ricorso alla sedazione farmacologica.

Luca Barnardo (direttore dipartimento Medicina dell’Infanzia): con uso visori si supera ansia e paura

“L’uso dei visori – ha commentato Luca Bernardo – permette ai pazienti pediatrici di superare, grazie alla realtà virtuale, l’ansia e la paura e consente di affrontare piccoli interventi senza sedazione farmacologica. Questo approccio rispecchia quella che sarà la Medicina del futuro. Una medicina dove la gestione della patologia è personalizzata e i processi sono ottimizzati. Con un impatto positivo sia su base individuale sia a livello collettivo e dove la tecnologia facilita, grazie alla telemedicina, una riduzione delle liste d’attesa”.

La sedazione digitale

La sedazione digitale, infatti, può essere utilizzata come strumento di distrazione dei bambini in tutte le fasi delle procedure mediche. In particolare prima degli interventi per ridurre l’ansia, durante gli interventi per mantenere il paziente calmo e immobile, dopo gli interventi per gestire il dolore e i sintomi post-operatori.

Questi nuovi spazi sono stati ristrutturati, arredati e dotati delle più moderne tecnologie grazie all’Associazione LiberaMente ODV e a Fondazione di Comunità Milano.

Carla De Albertis (Liberamente): associazioni e privati cittadini ci hanno seguito con generosità

“Rappresento oggi – ha dichiarato Carla De Albertis – due grandi squadre: quella di LiberaMente ODV, che ha la Casa Pediatrica nel cuore, e che ha fortemente lavorato per questo progetto, e quella dei privati cittadini e aziende che ci hanno seguito con generosità. Siamo felici di far toccare con mano concretamente ciò che abbiamo realizzato con il loro contributo e con quello di Fondazione di Comunità Milano”.

“Fondazione di Comunità Milano – ha proseguito Franco Aletti – è felice e fiera di sostenere la Casa senza Dolore: è un progetto concreto che mira al controllo e all’attenuazione del dolore, valorizzando la relazione con bambine e bambini in cura e alle loro famiglie grazie a strumenti di ultima generazione e spazi adatti e accoglienti”.

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Regione Lombardia intensifica le misure a tutela dei lavoratori sanitari

Regione Lombardia rafforza il proprio impegno nella tutela dei lavoratori sanitari e socio-sanitari dalle aggressioni con una serie di misure operative volte a prevenire e contrastare gli episodi di violenza che si verificano all’interno delle strutture sanitarie. La Direzione Welfare ha infatti inviato una circolare alle Ats, Asst e Irccs con alcune disposizioni anche alla luce della recente normativa nazionale che rafforza la protezione degli operatori sanitari prevedendo la procedibilità d’ufficio in caso di violenze e l’inasprimento delle pene.

Bertolaso: vogliamo garantire la sicurezza di chi ogni giorno lavora al servizio della salute dei cittadini

“Episodi di violenza contro gli operatori sanitari e socio-sanitari – ha detto l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso – non possono e non devono essere tollerati. Regione Lombardia ha deciso di rafforzare il proprio impegno con una serie di misure concrete per garantire la sicurezza di chi ogni giorno lavora al servizio della salute dei cittadini. Le nuove disposizioni, in linea con la normativa vigente, puntano a prevenire e contrastare le aggressioni all’interno delle strutture sanitarie. La collaborazione con le Forze dell’ordine, il monitoraggio continuo degli episodi di violenza e il supporto psicologico e legale per i lavoratori aggrediti sono solo alcune delle azioni messe in campo.”

I dati in Lombardia su aggressioni a sanitari

“La sicurezza degli operatori – ha specificato l’assessore – deve essere garantita a priori ma anche nelle fasi successive in caso si verifichi un evento di aggressione. Per tutelare il nostro personale oltre a segnalare gli eventi violenti alla Procura, gli enti sanitari dovranno valutare di costituirsi parte civile nell’ambito dei processi penali. Ho infatti detto ai Direttori generali che questa deve diventare una prassi. Nel 2022 segnalate in Procura solo il 6 % delle aggressioni fisiche. Nel 2023 il dato è addirittura in calo al 4%. Anche in questo caso l’espressione fondamentale è ‘prendersi in carico’ non solo dei nostri pazienti ma anche del nostro personale. La tutela della salute e del benessere degli operatori rappresenta un presupposto fondamentale per garantire un sistema sanitario efficiente e sicuro. Il tutto a beneficio non solo dei lavoratori, ma anche dei cittadini lombardi che si affidano quotidianamente ai servizi sanitari”.

sanità lombarda pronto soccorso

Gli episodi e i pulsanti anti aggressioni

Nel 2023 sono stati segnalati in Lombardia 4.836 episodi di aggressione (dagli insulti alla violenza con arma). In regione sono diverse le strutture ospedaliere che hanno attivato il pulsante di allarme aggressione agli operatori sanitari e vari Pronto Soccorso si sono dotati di figure di accoglienza per pazienti e accompagnatori, in particolare la presenza del ‘Caring nurse’ si è dimostrata efficace per ridurre la conflittualità e le conseguenti aggressioni.

Misure principali della circolare

Le misure principali indicate da Regione Lombardia riguardano in particolare la collaborazione con le Forze dell’ordine, si invitano infatti le strutture sanitarie a stipulare protocolli operativi con le Forze di polizia per garantire un intervento tempestivo in caso di aggressioni. Le strutture sanitarie sono inoltre incoraggiate a istituire procedure aziendali per garantire supporto psicologico e legale ai dipendenti che subiscono aggressioni fisiche o verbali. Queste misure si estendono anche alla fase successiva all’aggressione, assicurando un adeguato accompagnamento durante il percorso.

La segnalazione all’Autorità giudiziaria

Previsto anche l’obbligo di segnalazione all’Autorita’ giudiziaria per episodi di violenza a danno del personale. L’obbligo si applica anche nel caso di danni a beni aziendali provocati durante aggressioni. Infine il monitoraggio e analisi dei dati. Regione Lombardia ha attivato un monitoraggio continuo degli episodi di violenza. I dati, raccolti dall’Agenzia di Controllo del Sistema Socio Sanitario lombardo, verranno utilizzati per identificare aree critiche e rafforzare ulteriormente le azioni di prevenzione.

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Mancata disdetta visite ed esami: pagano il ticket anche i pazienti esenti

I pazienti che non si presentano il giorno dell’appuntamento fissato dalle strutture sanitarie pubbliche o private convenzionate per effettuare una visita medica o un esame senza una giustificata disdetta, saranno tenuti al pagamento del ticket. Il pagamento verrà richiesto anche a coloro i quali hanno diritto all’esenzione così come prevede il Decreto Legge del 07/06/2024, n. 73, convertito in legge con modificazioni dall’art. 1, comma 1, L. 29 luglio 2024, n. 107, recante “misure urgenti per la riduzione dei tempi delle liste di attesa delle prestazioni sanitarie”. Introdotte nuove disposizioni finalizzate a migliorare l’efficienza del sistema sanitario nazionale e a ridurre i tempi di attesa per l’accesso alle prestazioni.

Assessore Bertolaso: grazie al nostro lavoro, dimezzata assenza ad appuntamenti

“In Lombardia – ha detto l’assessore regionale Welfare, Guido Bertolaso – grazie all’intenso lavoro di recall messo in campo dalle nostre strutture e dal call center regionale, siamo riusciti a ridurre il cosiddetto ‘no show‘ al 10% rispetto al quasi 20% che avevamo registrato lo scorso anno. Si tratta di un risultato importante raggiunto anche con attività di sensibilizzazione verso i cittadini.
Per arrivare a ridurre maggiormente il fenomeno possiamo ora utilizzare lo strumento dissuasivo della legge che prevede il pagamento del ticket della prestazione non annullata. Il provvedimento vale anche per chi usufruisce di una esenzione, la maggioranza dei pazienti. Il rispetto verso gli altri deve essere garantito. In caso io non possa andare a fare la visita o l’esame devo provvedere ad annullare l’appuntamento di modo che qualcun altro possa usufruirne, se invece non mi presento pago il ticket. Non si tratta di una ‘sanzione’ ma di una richiesta di assunzione di responsabilità”

La cancellazione deve avvenire almeno due giorni lavorativi prima della data fissata

Con una nota della Direzione Generale Welfare di Regione Lombardia, inviata ai vertici delle ATS, delle ASST e degli IRCCS, tutte le aziende sanitarie sono state invitate a estendere queste procedure anche ai cittadini esenti. Pazienti che, quindi, dovranno anch’essi corrispondere la quota di partecipazione in caso di mancata disdetta, salvi i casi di forza maggiore o impossibilità sopravvenuta.
La cancellazione deve avvenire almeno due giorni lavorativi prima della data fissata. Può essere fatta anche da remoto, in modo da ottimizzare le agende di prenotazione e migliorare la disponibilità delle risorse.

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Record di nascite all’ospedale di Vizzolo Predabissi (MI): 20 in 4 giorni

Un vero e proprio record di nascite ha caratterizzato l’ospedale di Vizzolo Predabissi (MI). Tra martedì 20 e sabato 24 agosto, sono venuti alla luce ben 20 bambini, stabilendo un nuovo primato per la struttura. In soli quattro giorni, infatti, il team di ostetricia ha accolto sette maschietti e tredici bambine, dimostrando ancora una volta la capacità e la dedizione del personale ospedaliero.

Il team

Le giornate sono state particolarmente intense per il team coordinato da Maria Grazia Colnago e diretto da Franco Viazzo, che ha assistito le future mamme nelle delicate fasi del travaglio e del parto. Le nascite sono avvenute nelle quattro sale parto dell’ospedale, denominate Gialla, Blu, Verde e Rosa. Aree che si sono rivelate fondamentali per gestire l’alto numero di nascite in un periodo di pochi giorni.

L’ospedale di Vizzolo Predabissi punto di riferimento dell’area sud milanese

Questo risultato è particolarmente significativo se si considera il contesto di calo demografico a livello nazionale. Tutto ciò rende ancora più straordinario il numero di parti registrati. L’ospedale si conferma quindi come un punto di riferimento essenziale per l’area sud milanese, grazie all’eccellenza e alla professionalità dello staff.

I dati dell’Asst Melegnano Martesana

Secondo i dati forniti dall’Asst Melegnano Martesana, dall’inizio dell’anno sono già nati 385 bambini presso l’ospedale situato al confine tra Vizzolo e Melegnano. Nel 2023, i neonati sono stati complessivamente 523, con un tasso di cesarei pari al 2,9%. Guardando agli anni precedenti, si nota una lieve flessione, con 597 nascite nel 2022 e 571 nel 2021. Gli anni della pandemia, il 2020 e il 2021, hanno messo a dura prova la struttura, che ha comunque mantenuto alti standard di qualità, accogliendo rispettivamente 581 e 571 neonati.

Il picco di nascite degli ultimi dieci anni si è registrato nel 2016, con 777 parti, seguito dal 2017 con 740 nascite. Questi numeri testimoniano l’importanza dell’ospedale nel territorio e il costante impegno del personale nel fornire cure di alta qualità.

L’episodio del piccolo Karim di San Giuliano

Tra gli episodi degni di nota del 2024, spicca il caso del piccolo Karim di San Giuliano, nato in ambulanza a metà aprile lungo la via Emilia a Melegnano. Il neonato è stato successivamente trasferito all’ospedale di Vizzolo Predabissi, dove il personale ha completato l’intervento in totale sicurezza, confermando ancora una volta la prontezza e la competenza del nosocomio in situazioni di emergenza.

L’ospedale continua quindi a rappresentare una certezza per le famiglie del sud di Milano, un luogo dove professionalità e umanità si incontrano per offrire un servizio d’eccellenza.

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Vaiolo scimmie, Bertolaso: in Lombardia nessun caso con variante di tipo I

“Ad oggi in Lombardia non si registrano casi di virus Mpox (noto anche come vaiolo delle scimmie) con la variante che si sta rapidamente diffondendo in Africa, quella di tipo I”. Lo precisa l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso.

I dati

Esistono due tipi geneticamente distinti di Mpox: il tipo I (o ‘clade I’), con i sottotipi Ia e Ib ed il tipo II (o ‘clade II’), con i sottotipi IIa e IIb. Attualmente in Lombardia non sono stati riscontrati casi dovuti al tipo I: nel 2023 erano stati registrati 29 casi di Mpox, mentre per il 2024 ad oggi sono stati confermati 21 casi, tutti del tipo II che presenta un basso rischio di complicanze gravi.

Vaiolo scimmie, il sistema di sorveglianza in Lombardia è attivo ed efficace

“Conosciamo ormai bene – aggiunge l’assessore – la variante di Mpox di tipo II. Ci sono stati casi in Lombardia a partire dal 2022 quando la malattia si è diffusa in Europa. Dall’inizio del 2024 abbiamo avuto una ventina di pazienti con Mpox di tipo II. Si tratta di pazienti con patologia non particolarmente severa e senza conseguenze particolari. Conosciamo l’evoluzione della patologia e possiamo tenerla sotto controllo. Per quanto riguarda la tipologia Ib, fino a quando non ci saranno certezze scientifiche su quelle che sono le eventuali differenze di trasmissione, diffusione e di esiti sui pazienti, teniamo molto alta l’attenzione, monitorando la situazione grazie al nostro sistema di sorveglianza che è attivo ed efficace, sicuramente il migliore in Italia”.

Coinvolti medici, Centri IST e laboratori di riferimento

Regione Lombardia, lo scorso 7 agosto, ha indirizzato una lettera alle ATS, ASST e agli IRCCS. Nella missiva ha evidenziato di aver potenziato il sistema di sorveglianza per garantire l’immediata rilevazione di eventuali casi. Le misure implementate includono il coinvolgimento attivo di medici, Centri IST e laboratori di riferimento, assicurando un monitoraggio capillare sul territorio.

Previsto ampliamento centri dedicati alle infezioni sessualmente trasmissibili

Sono inoltre in via di attivazione ulteriori misure di controllo che comprendono l’ampliamento delle aperture dei centri dedicati alle infezioni sessualmente trasmissibili (dove ci si può recare senza la prescrizione medica ed essere sottoposti a test gratuiti in caso di sospetta infezione), l’aumento del numero di laboratori che effettuano le analisi, una sensibilizzazione sulle popolazioni più a rischio, anche tramite  collaborazioni col ‘Terzo Settore’.

 

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Olimpiadi Milano-Cortina 2026, 50 milioni per potenziare ospedali e Areu

Uno stanziamento di 50 milioni di euro per il potenziamento del Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, per l’Asst Valtellina e Alto Lario, per Areu (Agenzia Regionale Emergenza Urgenza) e per la realizzazione di nuove strutture decentrate sul territorio sia della provincia di Sondrio nell’area metropolitana di Milano in vista delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026. Lo prevede una delibera approvata dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore al Welfare, Guido Bertolaso.

Olimpiadi Milano-Cortina, 50 milioni per ospedali e per Areu

“Per arrivare preparati ai giochi olimpici – ha commentato Bertolaso – occorre pianificare tutto per tempo e noi seguiamo uno specifico cronoprogramma. Il gruppo di lavoro, coordinato da Regione Lombardia con il coinvolgimento di direzione Generale Welfare, Ats Città Metropolitana di Milano, Ats Montagna, Asst Valtellina e Alto Lario e Areu, insieme al Medical Care Manager regionale (individuato nel direttore generale dell’ospedale Niguarda, Alberto Zoli), ha predisposto il progetto che sarà approvato entro la fine del 2024 per poi passare alla fase esecutiva. Si tratta di un investimento molto importante ed è l’esempio di come gli eventi di livello mondiale possono portare enormi ricadute positive sui territori. In questo caso, grazie alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, la Lombardia avrà una sanità ancora più rinforzata, con strutture nuove e rinnovate al servizio dei cittadini”.

Gli ‘ospedali olimpici’

Il Grande Ospedale Metropolitano Niguarda e il Presidio Eugenio Morelli di Sondalo, cosiddetti ‘Ospedali olimpici’, saranno deputati all’erogazione di servizi sanitari altamente specializzati e costituiranno il Centro di riferimento regionale e nazionale per le alte specialità e per l’emergenza – urgenza, anche con le importanti e indispensabili collaborazioni con Areu (per l’emergenza pre-ospedaliera e per la logistica).

Gli interventi per il Niguarda e il ‘Morelli’

Per il Niguarda, struttura pubblica di riferimento, per gli aspetti organizzativi, di supporto ed esecutivi, è prevista una complessiva attività di valorizzazione. Sono in programma interventi di miglioramento dell’accessibilità, di abbattimento delle barriere architettoniche, di ottimizzazione della viabilità interna. Previste anche opere di ristrutturazione del Pronto Soccorso DEA, interventi sulle terapie intensive, adeguamenti tecnici impiantistici finalizzati all’efficientamento energetico, interventi sulle degenze finalizzati e moduli abitativi per attivare la centrale olimpica sanitaria regionale provvisoria.  Il ‘Morelli’ di Sondalo verrà valorizzato attraverso l’implementazione, l’adeguamento delle apparecchiature del Polo Radiologico e delle Sale Operatorie, il potenziamento delle attrezzature del Polo Riabilitativo e del Centro di Preparazione Olimpica ‘Sport Invernali’ presso la Medicina dello Sport.

Nuove strutture per il periodo delle Olimpiadi

Il provvedimento individua le strutture che dovranno soddisfare l’aumentata domanda di salute durante il periodo delle Olimpiadi:

  • Policlinico Villaggio Olimpico di Milano Porta Romana, con allestimento degli spazi con arredi ed attrezzature;
  • Policlinico Olimpico di Bormio, con allestimento di arredi ed attrezzature presso la Casa di Comunità di Bormio, nell’area antistante, verrà realizzata una struttura temporanea di moduli abitativi. Prevista, inoltre, la realizzazione di una nuova foresteria;
  • Policlinico Olimpico Casa della Sanità Livigno, con realizzazione di nuove strutture, anche di carattere temporaneo, finalizzate ad ampliare l’attuale capacità della Casa della Sanità.

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