Presentata oggi a Palazzo Lombardia la seconda edizione della ‘Corsa col Cadùr’, evento che unisce sport, cultura e tradizioni, in programma sabato 28 giugno a Vertova (BG): i corridori dovranno completare un percorso di circa 700 metri portando sulle spalle il cadùr, un bilanciere con due secchi d’acqua alle estremità, per un peso complessivo di 20 litri, cercando di non versare neppure una goccia. Previsti oltre 200 partecipanti e circa 2.000 spettatori.
Sport e tradizione, torna la ‘Corsa col Cadùr’ di Vertova
Alla conferenza stampa di presentazione sono intervenuti gli assessori regionali Barbara Mazzali (Turismo, Moda, Marketing territoriale e Grandi Eventi) e Paolo Franco (Casa e Housing Sociale) e gli organizzatori Gianpietro Mutti e Mario Poletti.
Un momento di celebrazione collettiva
“La Corsa col Cadùr è l’esempio perfetto di come turismo e tradizione possano intrecciarsi – ha commentato l’assessore Mazzali – portando reciproci benefici. Nel solco del turismo esperienziale, questa corsa goliardica bergamasca mette al centro una vecchia tradizione, l’uso del cadùr, creando un’occasione di sport, spettacolo e soprattutto una festa di paese partecipata. Oggi le tradizioni offrono una straordinaria leva attrattiva per tenere vivi i piccoli centri come Vertova, regalando ai visitatori l’esperienza di sentirsi parte della comunità locale in un momento di celebrazione collettiva. Il turista moderno è attratto da ciò che è autentico, e spesso lo trova nei piccoli borghi lombardi, con le loro piazzette e vie caratteristiche, dove si respira l’aria di altri tempi e la bellezza di sapori e di saperi”.
La riscoperta di usanze antiche
“La Corsa col Cadùr è un evento che racchiude molti significati – ha sottolineato l’assessore Franco – coniugando lo sport con la cultura e con una rivisitazione delle tradizioni in chiave moderna. L’iniziativa rappresenta un valore aggiunto per le nostre montagne in termini di attrattività turistica. Valorizzare manifestazioni come questa significa sostenere il territorio e creare le condizioni per favorire un indotto economico a beneficio di chi vive e lavora in valle. La Corsa del Cadùr si inserisce in un contesto di riscoperta di usanze antiche, in grado di comunicare messaggi positivi alle nuove generazioni: i giovani partecipanti potranno capire quali sacrifici si affrontavano in un passato non così lontano per usufruire di un bene indispensabile come l’acqua, che oggi diamo per scontato. Ringrazio gli organizzatori per il grande lavoro che stanno svolgendo. Regione Lombardia è dalla loro parte”.
Promuovere il teatro dialettale attraverso una selezione di spettacoli realizzati da compagnie provenienti da diverse regioni d’Italia. È l’obiettivo del Festival Nazionale del Teatro Dialettale, in programma dal 1° marzo al 17 maggio 2025 al Teatro ‘Pietro Micheletti’ di Travagliato (Brescia). L’iniziativa, nata nel 2000 da un’idea del direttore artistico Maria Teresa Scalvini nell’ambito del progetto culturale ‘Leonessa D’Oro’, è stata presentata nel corso di una conferenza stampa a cui hanno partecipato gli assessori della Regione Lombardia Simona Tironi (Istruzione, Formazione, Lavoro) e Barbara Mazzali (Turismo, Marketing territoriale e Moda). Presente all’evento, oltre a Scalvini, anche il presidente del Gruppo G.A.T.a.L. (Gruppo Attività Teatrali amatoriali Lombardia), Michele Faracci.
Tironi: teatro dialettale è forma d’arte e strumento educativo
“Il teatro dialettale – ha sottolineato l’assessore Tironi – non è solo una forma d’arte, ma è soprattutto uno strumento educativo. Attraverso il dialetto si trasmettono infatti valori, si conoscono le differenze territoriali, si raccontano storie e abitudini e si crea un legame profondo tra le generazioni”.
“Il teatro dialettale – ha aggiunto l’assessore – non è solo memoria del passato, è una risorsa viva, capace di parlare anche al presente e al futuro. È uno strumento straordinario per riscoprire le radici, ma anche per innovare, per sperimentare nuovi linguaggi espressivi e per costruire
ponti tra generazioni”.
Teatro come scuola di vita per i giovani
“È proprio ai giovani – ha concluso Tironi – che vorrei parlare. Vorrei infatti invitarli a partecipare al teatro non solo come spettatori, ma anche come protagonisti attivi. Avvicinarsi al teatro, fare esperienza, lasciarsi ispirare dalla passione di chi calca le scene è una scuola di vita che insegna al lavoro di squadra, alla creatività e all’impegno. Rinnovare e preservare il teatro dialettale per spiegare la bellezza della diversità è il vero valore aggiunto”.
Mazzali: un tributo alle nostre radici
“Celebriamo – ha sottolineato Mazzali – un traguardo straordinario: il 25° anniversario della Leonessa D’Oro e la presentazione del Festival Nazionale del Teatro Dialettale. Un evento che porterà in scena l’anima più autentica della nostra cultura al Teatro ‘Pietro Micheletti’ di Travagliato. Questo non è solo un appuntamento teatrale, è un tributo vivo alle nostre radici, un ponte tra passato e futuro, che ci permette di custodire e tramandare la ricchezza delle nostre tradizioni”.
“Grazie alla passione e all’instancabile impegno dei volontari – ha aggiunto – il Festival diventa ogni anno un punto di riferimento per chi ama il teatro dialettale. La manifestazione rappresenta inoltre un patrimonio prezioso che racconta la nostra storia attraverso la forza delle parole, dei gesti e delle emozioni. È un’occasione per riscoprire le lingue e i dialetti, per creare legami tra artisti e comunità, ma anche per dare nuova linfa al territorio, attirando visitatori da tutta Italia e generando un impatto positivo sull’economia locale, dalle strutture ricettive ai ristoranti, fino alle piccole attività commerciali”.
Sinergie tra teatro e turismo
“Sostenere eventi come questo – ha concluso l’assessore al Turismo, Marketing territoriale e Moda – significa credere in un turismo autentico, fatto di esperienze che toccano il cuore, che ci fanno sentire parte di qualcosa di più grande: una storia, un’identità, un’eredità che dobbiamo continuare a raccontare. Il Festival Nazionale del Teatro Dialettale è la prova che le nostre tradizioni non sono solo memoria, ma una forza viva che continua a emozionare, coinvolgere e ispirare”.
Scalvini (direttrice artistica): iniziativa è momento di condivisione per artisti
“Il punto di forza di questa iniziativa – ha sottolineato la direttrice artistica Scalvini – è la possibilità di creare un momento di confronto tra le diverse compagnie teatrali in un contesto di condivisione dove, ognuno può imparare dagli altri. In questo modo si acquisiscono delle conoscenze che è impossibile trasmettere sui libri”.
Da iniziativa locale a festival nazionale
Nato in origine come uno spazio di confronto per le compagnie teatrali dialettali del bresciano, il festival, che ha ottenuto fin dalla prima edizione il patrocinio di Regione Lombardia e della Provincia di Brescia, è poi cresciuto, trasformandosi, grazie al grande successo registrato, nel ‘Festival Nazionale della Commedia Dialettale’. La manifestazione ha avuto poi un’ulteriore evoluzione con l’apertura a diversi generi teatrali, che l’ha resa un appuntamento di respiro nazionale, dedicato al teatro dialettale nel suo complesso. Dal 2017 è iniziata così la collaborazione con le Federazioni Nazionali del Teatro, mentre dal 2020, sono stati introdotti anche gli atti unici.
Il programma dell’edizione 2025
Ricco il cartellone di spettacoli previsti per l’edizione 2025, rappresentazioni in grado di valorizzare i diversi territori, restituendo tutta la ricchezza delle tradizioni culturali e linguistiche presenti in Lombardia e in altre regioni italiane. Tra le rappresentazioni, troviamo, ad esempio ‘Chè comande mé’, una commedia in dialetto bresciano portata in scena dalla compagnia ‘Teatro 7 Luigi Braga’ di Calvisano (Brescia) sabato 26 aprile, ma anche il testo in dialetto milanese ‘Chi l’è che ghe l’ha’, che verrà recitato dalla ‘Compagnia dei giovani’ di Milano, sabato 5 aprile. Il 10 maggio sarà invece la volta della compagnia veneta ‘Chioggia Teatro Novo’ impegnata nell’allestimento della commedia ‘I rusteghi’ di Carlo Goldoni.
A questo link il programma completo degli spettacoli.
Turismo Montagne Lombardia destagionalizzare flussi
“Destagionalizzare e distribuire i flussi sulle montagne lombarde. Questa l’azione su cui lavora l’assessorato al Turismo per contribuire a portare ricchezza alle comunità locali e, al contempo, tutelare i nostri monti. Anche in vista delle Olimpiadi e Paraolimpiadi di Milano Cortina 2026” ha dichiarato l’assessore.
Monti, patrimonio locale e volano turistico
“L’attrattività della Lombardia si intreccia fortemente alle sue montagne, considerando che le zone montuose rappresentano il 41% del nostro territorio – ha ricordato l’assessore -. I nostri monti sono un prezioso patrimonio naturale regionale ma spesso offrono un palcoscenico a Grandi Eventi sportivi”.
In questo quadro, ha aggiunto: “sta proseguendo nel 2024 l’attività di promozione della montagna lombarda sui mercati italiano ed estero, con un occhio all’evento Olimpico”. Nell’ottica di una distribuzione armonica del flussi, per evitare fenomeni di over tourism, “stiamo puntando sull’offerta di ‘esperienze turistiche’, che coinvolga località meno blasonate ma non certo meno belle”.