Presentata al Piccolo di Milano la seconda edizione di ‘Teatro Fuori Porta‘, la rassegna, in programma dal 2 ottobre al 9 dicembre 2025, che promuove e consolida la partecipazione ai linguaggi dello spettacolo dal vivo in tutta la Lombardia, realizzata con il contributo della Regione. Alla conferenza stampa di presentazione della stagione ha partecipato l’assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso. Presenti anche il direttore generale del Piccolo, Lanfranco Li Cauli, e il direttore artistico, Claudio Longhi.
Teatro strumento per incontrare i cittadini
“Con ‘Teatro Fuori Porta’ – ha spiegato Caruso – si rinnova l’impegno per portare l’arte oltre i luoghi tradizionalmente dedicati, per incontrare i cittadini: il teatro, con la sua forza di emozionare e far riflettere, può diventare strumento di coesione sociale e di dialogo tra generazioni”.
“Regione Lombardia – ha concluso Caruso – investe risorse e progettualità per abbattere le barriere, materiali e simboliche, che separano i cittadini dall’accesso alla cultura. Il teatro, grazie a questa rassegna, non rimane chiuso nelle sale ma diventa esperienza condivisa nei territori”.
‘Teatro Fuori Porta’, i 23 Comuni della Lombardia coinvolti
Sono 60 gli appuntamenti, organizzati dal Piccolo Teatro di Milano, distribuiti in 23 Comuni di 10 province della Lombardia.
Bergamo, Lovere (Bergamo);
Brescia, Desenzano del Garda, Salò (Brescia);
Brunate, Cantù e Como (Como);
Casatenovo e Oggiono (Lecco);
Lodi (Lodi);
Castiglione delle Stiviere, Mantova (Mantova);
Brugherio, Carate Brianza e Monza (Monza e Brianza);
Ponte in Valtellina, Sondrio (Sondrio);
Mortara, Vigevano (Pavia);
Besozzo, Saronno, Varese (Varese).
La rassegna costruisce una geografia diffusa che intreccia recital, workshop e lezioni-spettacolo, portando il teatro fuori dai luoghi tradizionale come biblioteche, scuole, spazi civici e associazioni.
Il programma di ‘Teatro Fuori Porta’
L’apertura è affidata a ‘Mumù’ di Ivan Turgenev, con Fausto Russo Alesi, che inaugurerà la stagione a Sondrio (2 ottobre 2025, Teatro Sociale) e a Saronno (VA). Seguirà ‘Io quella volta lì avevo 25 anni’ di Giorgio Gaber e Sandro Luporini, interpretato da Francesco Centorame, in programma a Castiglione delle Stiviere (MN), Lodi e Brunate (CO). A novembre arriveranno i ‘Sillabari’ di Goffredo Parise, letti da Federica Fracassi a Lovere (BG) e Brugherio (MI). A dicembre sarà la volta de ‘La storia di Elsa Morante’, affidata ad Arianna Scommegna, che porterà in scena il romanzo a Brescia e a Mortara (PV).
Accanto agli spettacoli serali si svilupperanno anche percorsi formativi. Ad esempio, ‘Ad alta voce’ è il laboratorio di lettura espressiva pensato per biblioteche, università della terza età e spazi civici. Con il progetto ‘A scuola di teatro’, che entrerà negli istituti superiori con quattro lezioni-spettacolo dedicate a Re Lear, Galileo, Antigone e La Maria Brasca.
‘Giovani in rete’ 2025/2026, che coinvolge gli oratori del territorio, è dedicato a chi ha un’età compresa tra i 15 e i 34 anni che vive, studia o lavora in Lombardia. Federica Picchi, sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia con delega a Sport e Giovani ha illustrato il progetto con monsignorMaurizio Gervasoni, vescovo di Vigevano (Pavia) e responsabile pastorale giovanile lombarda e don Stefano Guidi, direttore Fom (Fondazione diocesana oratori milanesi) e coordinatore OdL (Oratori diocesi Lombarde). Presenti anche i consiglieri regionali Giorgio Bontempi, Paola Bulbarelli e Chiara Valcepina, e il sindaco di Rozzano (Milano), Mattia Ferretti.
‘Giovani in rete’, progetto con gli oratori della Lombardia
“‘Giovani in Rete’ – ha detto il sottosegretario Picchi – non è solo un progetto, ma una visione concreta di ciò che vogliamo costruire. Una Lombardia cioè in cui i giovani possano crescere, formarsi e contribuire attivamente alle proprie comunità. Vogliamo che oratori e spazi aggregativi diventino veri presidi educativi, culturali e civili, capaci di intercettare bisogni, stimolare il talento e offrire alternative sane alle fragilità che colpiscono molti ragazzi. Con Regione Ecclesiastica Lombardia abbiamo scelto di lavorare insieme, unendo risorse e competenze, per dare risposte concrete e di qualità alle nuove generazioni. Il progetto prevede percorsi di formazione per animatori ed educatori, iniziative di prevenzione delle dipendenze e attività inclusive per coinvolgere giovani in situazione di fragilità, con un’attenzione particolare alle esigenze delle comunità locali”.
Il progetto
‘Giovani in rete’ si inserisce nel quadro del Piano triennale Giovani 2024/2026 approvato in Consiglio regionale a marzo 2025. Punta a offrire spazi e opportunità ai ragazzi per vivere esperienze positive, rafforzare le competenze personali e sociali e prevenire situazioni di disagio. Per sostenere ‘Giovani in rete’ sono stati stanziati complessivamente 900.000 euro, dei quali 600.000 di provenienza regionale per il 2025 e 2026.
I numeri
Regione Lombardia e Regione Ecclesiastica Lombardia promuovono lo sviluppo delle politiche giovanili in Lombardia sostenendo 135 specifici progetti in oratori situati in Lombardi. Gli oltre 2300 oratori lombardi presenti sono riconosciuti come luoghi di incontro e punti di riferimento per i giovani e per le famiglie. Sono anche considerati importanti interlocutori a livello territoriale delle istituzioni locali, delle agenzie educative e formative e in generale della società civile. I progetti sostenuti a livello territoriale inizieranno tra ottobre e novembre e potranno essere conclusi entro il 31 dicembre 2026. Sono oltre 200.000 i volontari attivi negli oratori lombardi (di questi 57.000sotto i 18 anni), su un totale nazionale di 2. 500.000 i ragazzi ospitati negli oratori lombardi.
Obiettivo: promuovere partecipazione attiva dei giovani
L’iniziativa punta a promuovere la partecipazione attiva dei giovani, la comprensione delle necessità del territorio ed il servizio a supporto delle esigenze delle realtà locali. Obiettivo è anche accompagnare e supportare il bisogno di autonomia e il desiderio di realizzazione dei giovani, attraverso esperienze formative, testimonianze valoriali, azioni di cura dell’altro capaci di costruire identità personali solide.
Sostegno a formazione e coinvolgimento dei giovani
Tra gli scopi anche quello di favorire il protagonismo giovanile attraverso l’acquisizione di abilità e competenze volte alla crescita personale e all’inserimento nel contesto sociale e lavorativo. Negli intenti anche il mettere in atto azioni e interventi di inclusione, finalizzati all’ingaggio positivo dei giovani più fragili o emarginati, ed iniziative dedicate a prevenire e contrastare situazioni di disagio o di dipendenza in tutte le sue forme (alcol, droga, gioco d’azzardo). Infine il progetto punta a far crescere e sostenere la formazione ed il coinvolgimento di giovani educatori ed animatori, anche al fine, in una logica ‘peer to peer’, di intercettare, conoscere, coinvolgere e includere i propri coetanei nelle loro comunità.
“Il fecondo percorso di ‘Giovani Insieme’, poi ‘Giovani IN cammino’ – ha sottolineato don Stefano Guidi – prosegue e diventa ‘Giovani in Rete’. Si tratta di un’iniziativa possibile grazie al contributo di Regione Lombardia che intende sostenere l’impegno educativo degli oratori lombardi. In questa edizione daremo particolare rilievo alla formazione e alla aggregazione giovanile come condizione favorevole allo sviluppo dei numerosi talenti di cui i giovani sono portatori, con particolare attenzione al contrasto alla dispersione esistenziale, nelle sua svariate forme”.
Oratori aperti a tutti
“Un grazie innanzitutto a Regione Lombardia – ha detto il vescovo di Vigevano, Maurizio Gervasoni – che da tanti anni collabora con gli oratori dando grande credito e permettendo agli oratori lombardi una significativa crescita in tutti gli ambiti. Il mondo degli oratori è in grande cambiamento. L’evoluzione sociale ha infatti fatto sì che la loro impostazione sia ritenuta molto preziosa anche in ambito civile, e non solo ecclesiastico”.
Opportunità unica per crescere
“‘Giovani in rete’ – ha sottolineato – è quindi un’opportunità unica, per permettere ai nostri ragazzi di crescere come persone e cittadini. Un altro elemento importante che ci provoca è la dimensione inclusiva, gli oratori sono aperti a tutti, a persone di ogni fede. Una vocazione che permane e deve essere continuamente riformulata per adeguarsi alla modernità. Scuola e formazione professionale si intersecano, poi, nell’esperienza degli oratori. Sono, infatti, luoghi importanti per rielaborare progettualità centrate sul bisogno della persona, che attiva relazioni quotidiane nel territorio in cui vive”.
Coinvolgimento attivo delle famiglie
“Il nucleo famigliare – ha ribadito – resta poi la dimensione strutturale più importante della società civile. Non possiamo educare ragazzi e adolescenti senza il coinvolgimento attivo delle famiglie, che spesso hanno bisogno loro stesse un riaggiustamento, una riqualificazione per le problematiche e le difficoltà che vivono”.
Tempi ridotti per la realizzazione di opere strategiche in Lombardia, come il potenziamento della linea ferroviaria Milano-Mortara e il nuovo ponte di Paderno d’Adda. Tutto ciò grazie alla nomina di un Commissario straordinario nell’ambito degli emendamenti al Decreto-legge Infrastrutture approvati alla Camera dei Deputati. Notizia accolta con favore dall’assessore alle Infrastrutture e Opere pubbliche di Regione LombardiaClaudia Maria Terzi.
Ponte Paderno d’Adda e linea ferroviaria Milano – Mortara
“Si accorceranno i tempi per realizzare il nuovo ponte stradale e ferroviario di Paderno d’Adda – dichiara Terzi – grazie alla nomina di un Commissario straordinario. Sono molto soddisfatta che il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini abbia accolto la richiesta di Regione Lombardia inserita tra le misure straordinarie del Decreto-legge Infrastrutture, approvate alla Camera dei Deputati, e anticipata in occasione dell’avvio del dibattito pubblico. Questa nomina è indispensabile per accelerare la progettazione di un’opera cruciale come quella del nuovo ponte tra Paderno d’Adda e Calusco d’Adda. In questo modo si velocizzano le procedure previste per gli appalti pubblici, semplificando iter e tempistiche”.
Commissario straordinario per lavori indispensabili
“La figura del commissario – prosegue – assicurerà infatti un tempestivo ed efficace avvio dei procedimenti per poter celermente eseguire i lavori. Interventi che, come sempre ribadito, sono indispensabili: non è pensabile aspettare ulteriore tempo. Questo emendamento conferma l’attenzione verso il territorio bergamasco da parte di Regione Lombardia. Da sempre segue infatti con attenzione la questione del ponte San Michele e ha costantemente coinvolto gli enti interessati, anche a livello governativo. Adesso abbiamo gli strumenti per procedere spediti nella realizzazione di un’opera di connessione unica, necessaria e strategica per garantire la mobilità tra le province di Bergamo e Lecco, per la quale sono già stati previsti finanziamenti importanti nel Contratto di programma di Rfi”.
Potenziamento linea ferroviaria Milano-Mortara
La nomina del commissario è finalizzata anche a garantire il potenziamento della direttrice ferroviaria Milano-Mortara, nella tratta Albairate-Mortara. “Accolgo positivamente – continua Terzi – anche il fatto che il commissario straordinario si dovrà occupare anche della linea ferroviaria Milano-Mortara. È infatti un’ infrastruttura strategica per il trasporto regionale e asse portante della connettività tra Milano e le aree limitrofe. L’intervento potenzierà la capacità e l’efficienza del servizio, migliorando la qualità del trasporto pubblico per pendolari e cittadini. La linea ferroviaria Milano-Mortara è infatti un’opera di importanza cruciale per migliorare la mobilità, ridurre l’inquinamento e promuovere lo sviluppo economico del territorio, garantendo una maggiore competitività alle imprese locali. La realizzazione del potenziamento ferroviario, già progettato, tra Albairate e Abbiategrasso, e la progettualità della tratta da Abbiategrasso a Mortara, passando per Vigevano, completerebbero infatti il quadro strategico per tutta l’area sudovest milanese e pavese, integrandosi con altre infrastrutture strategiche come la futura superstrada Vigevano-Malpensa”.
“Questo Museo – ha commentato – è una testimonianza vivente dell’eccellenza, della creatività e dell’innovazione che hanno reso il ‘Made in Italy’ un simbolo globale”.
“Qui non celebriamo solo la storia della calzatura – ha chiosato – ma rendiamo omaggio all’ingegno imprenditoriale che ha trasformato Vigevano nel fulcro mondiale della qualità artigianale.
La tradizione per cui la città è stata famosa nel mondo ha inizio nel 1866, quando venne fondato il primo calzaturificio industriale in Italia. Da allora, ha saputo affermarsi come un centro di produzione capace di coniugare innovazione tecnica e design sofisticato. Diventando così, un punto di riferimento per i grandi nomi della moda internazionale. Le celebri scarpe con tacco a spillo degli anni ’50, ad esempio, sono nate proprio qui, e rappresentano ancora oggi un’icona di eleganza che continua a ispirare designer in tutto il mondo”.
Da artigianato a industria
“Grazie alla visione degli imprenditori vigevanesi – ha proseguito – hanno saputo trasformare una tradizione artigianale in un’industria globale, elevando la calzatura a oggetto d’arte e simbolo di stile. La ricerca di materiali pregiati e l’adozione di tecniche innovative hanno consentito al distretto calzaturiero di Vigevano di diventare un punto di riferimento per il lusso e l’alta qualità nei mercati internazionali”.
“Il museo, ospitato nel Castello Sforzesco – ha continuato l’assessore – non è solo una vetrina di modelli storici e avanguardie stilistiche. Ma amche un monumento alla genialità di quei grandi imprenditori e artigiani che hanno fatto la storia della città. Attraverso le sale del museo, da Beatrice d’Este ai designer contemporanei, si racconta una storia di innovazione continua e passione per il dettaglio, che ha portato le eccellenze di Vigevano a conquistare il mondo”.
La storia del costume
“Questa collezione unica, che spazia dal Rinascimento fino ai giorni nostri – ha detto ancora Mazzali – testimonia l’evoluzione del costume e del design. E mostra come Vigevano abbia saputo interpretare e anticipare le tendenze. È un vero viaggio nel tempi, tra creazioni che hanno segnato la storia della moda e modelli che continuano a far sognare”.
Vigevano, con il suo Museo della Calzatura e le sue attrazioni storiche, come la magnifica Piazza Ducale e la Torre del Bramante, rappresenta oggi un simbolo del ‘Made in Italy’.
Rafforzare la sicurezza nelle aree delle stazioni ferroviarie di Mortara e Vigevano grazie a controlli straordinari della Polizia locale, in sinergia con le altre Forze dell’ordine. Lo prevede il progetto ‘Stazioni sicure’, sottoscritto nel pomeriggio a Pavia da Regione Lombardia, Prefettura di Pavia, Comune di Mortara, Comune di Vigevano, Rfi e Trenord.
Il provvedimento è contenuto in una delibera approvata dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore alla Sicurezza e Protezione civile, Romano La Russa, di concerto con gli assessori Franco Lucente (Trasporti e Mobilità sostenibile) e Claudia Maria Terzi (Infrastrutture e Opere pubbliche).
Le attività straordinarie della Polizia locale, coordinate dalla Prefettura di Pavia, andranno avanti fino al 15 dicembre 2024.
Stazioni sicure, assessore La Russa: più controlli a Mortara e Vigevano
“L’accordo – ha affermato l’assessore La Russa – permette di organizzare specifici servizi per il controllo del territorio. L’obiettivo è contrastare atti vandalici e altri comportamenti che ingenerano insicurezza diffusa nella popolazione, in particolare nelle aree limitrofe alle stazioni ferroviarie. Per la copertura dei costi dell’iniziativa Regione Lombardia ha stanziato 24.000 euro in totale per i Comuni di Mortara e Vigevano. Un contributo che garantirà maggiore sicurezza a cittadini e viaggiatori, come già dimostrato dai progetti già avviati in passato e rinnovati annualmente nelle province di Varese e Lecco, che hanno portato ottimi risultati”.
“Il nostro auspicio, naturalmente, è che sempre più Comuni e Province aderiscano al protocollo. In tal modo da garantire una maggiore controllo delle aree delle stazioni, troppo spesso teatro di aggressioni, atti vandalici e altri episodi violenti”.
Assessore Lucente: non esistono terre di nessuno
“Il messaggio – ha dichiarato l’assessore Lucente – è chiaro: non esistono ‘terre di nessuno’, l’illegalità va combattuta con serietà e fermezza. La sicurezza sui mezzi di trasporto e nelle aree vicine alle stazioni è una delle priorità di Regione Lombardia. Oltre a convogli moderni e puntuali, quindi, vogliamo garantire viaggi sicuri a tutela sia dei viaggiatori che del personale. Un impegno che coinvolge anche le stazioni ferroviarie, le fermate e le arre di sosta del trasporto pubblico locale. Luoghi dove troppo spesso episodi criminosi e vandalismi mettono in pericolo i cittadini. Questo accordo, già attuato in altre realtà lombarde, è un esempio virtuoso di come la collaborazione tra Regione, enti locali, Prefettura, Forze dell’ordine, Trenord e Rfi possa portare a risultati importanti anche in ambito sicurezza”.
Assessore Terzi: contrastare comportamenti che generano insicurezza
“La buona gestione della rete ferroviaria – ha sottolineato l’assessore Terzi – non richiede solo investimenti tecnologici per l’efficienza del sistema e della circolazione dei treni. Servono infatti anche interventi per la sicurezza dei viaggiatori e dei lavoratori che operano a bordo treno e nelle aree delle stazioni. Con il progetto ‘Stazioni sicure’ l’obiettivo è di fornire ulteriori servizi specifici per contrastare atti vandalici e altri comportamenti che possono generare insicurezza”.
“Solo l’alleanza tra istituzioni e comunità potrà fermare la violenza di genere“. Così l’assessore di Regione Lombardia alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e pari opportunità, Elena Lucchini, mercoledì 13 marzo a Strasburgo all’inaugurazione della mostra ‘Scarpe rosse’ al Parlamento europeo.
“In occasione delle celebrazioni per la Giornata Internazionale delle Donne ho voluto sostenere anche nelle sedi europee una rassegna che ho già avuto modo di apprezzare sul nostro territorio Pavese. La mia gratitudine va dunque a una straordinaria realtà quale il Centro Antiviolenza Kore, ogni giorno al servizio delle donne. Grazie anche all’europarlamentare Isabella Tovaglieri per aver promosso questa mostra. Una rassegna voluta per sensibilizzare quante più persone possibili contro la violenza sulle donne attraverso il fascino e l’eleganza delle nostre calzature Made in Italy”.
Mostra ‘Scarpe rosse’ al Parlamento europeo
“All’inaugurazione – prosegue Lucchini – abbiamo avuto l’onore di ospitare anche la presidente del Parlamento Europeo Roberta Metzola che ha potuto conoscere il grande impegno che mettono le operatrici e i tanti volontari della rete lombarda antiviolenza. Il nostro impegno ‘Non sei da Sola’ continua, ogni giorno, anche nelle più importanti sedi istituzionali”.
Rassegna a Vigevano, Parabiago e Busto Arsizio
La mostra è stata precedentemente ospitata a Vigevano (PV) da dove ha preso il via la prima edizione presso il ‘Museo Internazionale della Calzatura’. Poi ha poi toccato le città di Parabiago con il suo celebre distretto calzaturiero. Quindi è stata infine a Busto Arsizio prima di approdare al Parlamento europeo.
All’evento sono intervenute inoltre la presidente di Kore,Nicla Spezzati, e la direttrice Barbara Milan, che hanno illustrato i contenuti della mostra ‘Scarpe rosse – quando il design diventa simbolo’.
In mostra il Made in Italy d’eccellenza contro la violenza sulle donne. Questo per raccontare come simbolicamente le calzature femminili della più alta artigianalità italiana. Tutte accomunate dal colore rosso e associate a un nome di donna possano essere uno strumento di denuncia e consapevolezza.
La rassegna resterà aperta al pubblico fino a giovedì 14 marzo.
L’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, ha partecipato all’inaugurazione della Casa di Comunità di Vigevano. Presenti anche l’assessore regionale alla Famiglia, Elena Lucchini; il sottosegretario alla presidenza con delega ai Controlli, Patrimonio e Digitalizzazione, Ruggero Invernizzi; il direttore generale dell’ASST Pavia, Marco Paternoster; il sindaco di Vigevano, Andrea Ceffa e altre autorità, in rappresentanza di Enti locali e del ‘terzo settore’.
La Casa di Comunità Hub di Vigevano è la terza, in ordine cronologico, attivata nel 2023, nel ‘Distretto Lomellina’ dell’ASST Pavia e fa seguito all’inaugurazione delle Case di Comunità ‘spoke’ di Mede e di Mortara, con le quali verrà garantito il raccordo funzionale delle attività.
Assessore Bertolaso: apprezzato spirito di squadra e voglia di fare
L’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso, a margine dell’inaugurazione, ha dichiarato: “Non siamo arrivati ancora alla realizzazione completa della struttura. Ma i risultati si vedono e ringrazio tutti, soprattutto il personale, per il lavoro fatto. Ho apprezzato molto la grande disponibilità e lo spirito di squadra di tutti i professionisti che ho incontrato. Ho percepito entusiasmo, passione e voglia di fare soprattutto nell’assistere e tutelare tutti quelli che hanno bisogno. La Lomellina è una terra a me cara e, insieme all’assessore Elena Lucchini e al sottosegretario Ruggero Invernizzi, faremo in modo che l’assistenza sanitaria e quella sociale siano davvero tutelate, valorizzate e incentivate. Noi non dobbiamo mai lasciare nessuno solo. Questo è un impegno che porteremo avanti sempre con convinzione”.
Assessore Lucchini: potenzierà le attività di prevenzione, di promozione della salute
“La Casa di Comunità Hub di Vigevano – ha aggiunto Elena Lucchini – potenzierà le attività di prevenzione, di promozione della salute, di assistenza, di prossimità e di presa in carico per una più ampia, appropriata e tempestiva risposta ai bisogni dei cittadini. Il nostro intento è quello di giungere a una reale integrazione sociosanitaria territoriale, per mezzo dell’interazione multiprofessionale tra servizi interni ed esterni all’azienda. L’attivazione della CdC Hub di Vigevano è la terza, in ordine cronologico nel corso di quest’anno, nel Distretto Lomellina. Dopo inaugurazione delle CdC Spoke di Mede e di Mortara, la struttura di Vigevano garantirà il raccordo funzionale delle attività del territorio lomellino”.
Sottosegretario Invernizzi: importante rafforzare servizi sul territorio
Si tratta sicuramente di un ottimo punto di partenza per una realtà che diventerà ancora più importante nell’erogazione dei servizi sanitari territoriali una volta completata la struttura. Un’altra buona notizia dopo quella dell’inaugurazione del posto di Polizia all’interno dell’ospedale di Vigevano. Certamente garantirà più sicurezza ai cittadini e a tutto il personale”.
La Casa di Comunità di Vigevano punto di riferimento per il territorio
La CdC di Vigevano, realizzata nell’edificio di viale Montegrappa 5 e già utilizzato negli anni passati per attività sociosanitarie, sarà un punto di riferimento per la popolazione, facilmente riconoscibile e raggiungibile nel contesto urbano e sociale.
Sono presenti sia servizi obbligatori della CdC (tra i quali il Punto Unico di Accesso), che i servizi territoriali distrettuali. Questi ultimi erano stati collocati temporaneamente in altre strutture (Medicina Legale e uffici delle commissioni patenti e invalidità). Tutti i servizi previsti saranno garantiti entro il 30 marzo 2026.
L’obiettivo è quello erogare, attraverso la condivisione dell’attività di diversi professionisti (Medici di Medicina Generale, Pediatri di libera scelta, medici specialisti, infermieri di famiglia e comunità e altri come operatori del consultorio familiare, psicologo, assistente sociale, ostetrica, ginecologo) prestazioni di primo livello e servizi a supporto dell’utenza fragile. E anche di attuare interventi di promozione della salute, prevenzione e presa in carico dei bisogni della popolazione di riferimento. Con particolare attenzione anche agli aspetti di fragilità sociale.
La presenza del consultorio familiare rende inoltre la CdC di Vigevano un luogo privilegiato per lo sviluppo di sinergie tra servizi, sia nell’area della prevenzione, sia nell’area della presa in carico della fragilità e cronicità.
Il bando per l’acquisto di protesi per lo sport amatoriale destinate a persone con disabilità fisica è stato illustrato da Lara Magoni sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia. La presentazione a ‘Ricominciamo a volare’, associazione del territorio Vigevanese, la prima del suo territorio ad essere gestita da persone con disabilità motorie. Obiettivo di questa realtà è infatti proprio quello di incoraggiare la partecipazione attiva delle persone con disabilità all’interno della società.
Sport, bando per acquisto protesi
“Il bando aperto fino al 22 gennaio – ha spiegato Lara Magoni – è un’occasione per parlare di sport in modo inclusivo. E’ un bando innovativo a livello nazionale. La Lombardia, infatti, è la prima regione in Italia a mettere a disposizione questo strumento. Per questo spero che i lombardi accolgano questa opportunità. E’ un modo per poter godere di questo strumento e diventare così sportivi attivi e magari, chissà, anche campioni paralimpici”.
Fondi per 1 milione di euro
Il bando, finanziato dall’Assessorato al Welfare di Regione Lombardia, mette a disposizione 1 milione di euro ed è destinato ai cittadini di età compresa tra 10 ed i 65 anni.
Semaforo verde per il progetto ‘Centro in rete per la fragilità’. La Giunta di Regione Lombardia, su proposta dell’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità Elena Lucchini, ha approvato i programmi di intervento finanziati da Cassa delle Ammende nel periodo 2022-2024.
L’obiettivo è dare continuità ai servizi attuati con le progettualità in corso. Fra queste, le attività rivolte alla costituzione e implementazione dei centri diurni per l’inclusione attiva all’interno e all’esterno degli Istituti Penitenziari.
La richiesta di finanziamento a Cassa delle Ammende è stata presentata per la realizzazione del progetto ‘Un Centro in rete per la fragilità’. L’obiettivo è al fine di implementare il percorso realizzato con i precedenti progetti regionali ‘Incubatori di comunità 1’ e ‘Incubatori di comunità 2’.
Qualificare i centri diurni
“La prosecuzione degli interventi – ha affermato Lucchini – mira a qualificare i Centri Diurni attuali con iniziative educative, ma anche terapeutiche e riabilitative. Queste possono avere significative ricadute sul benessere della persona. Le attività del ‘Centro’ dovranno rilanciare un approccio educativo fondato sulla dimensione attiva e sulla socializzazione in rete degli Istituti penitenziari, con i servizi e i progetti del territorio”.
Recupero e formazione
“Vogliamo intercettare precocemente i soggetti in situazioni di fragilità. Intendiamo farlo – ha concluso l’assessore – individuando i loro bisogni a livello concreto. Questo accompagnando le persone al recupero della socializzazione e promuovendo la formazione e il lavoro”.
Risorse
Sono disponibili 2,51 milioni di euro, di cui 1,7 da Cassa Ammende, 600 mila da Regione Lombardia e 210 mila da FSE.
Azioni
In concreto, saranno consolidate le attività dei Centri diurni interni agli Istituti Penitenziari di Milano Opera, Pavia, Cremona, Brescia, Busto Arsizio, Bergamo, Monza, Como, Milano S. Vittore, Milano Bollate, Vigevano. Lo stesso all’ interno dell’IPM Beccaria di Milano. Ma anche l’attività degli spazi diurni esterni territoriali dedicati alle persone in esecuzione penale esterna attivi a Vigevano (UEPE), Milano (Cascina Cuccagna e UIEPE) e del centro diurno esterno rivolto a giovani adulti in carico all’USSM.
Previsti anche interventi di empowerment e di accompagnamento alla formazione e al lavoro (interventi di supporto educativo, accompagnamento alla formazione e al lavoro. Nonché interventi di supporto psicologico, attivazione di percorsi di volontariato attivo, supporto all’attivazione di figure di peer supporting, interventi di supporto del disability manager).
Saranno sviluppati inoltre interventi di accoglienza modulare temporanea. L’accoglienza abitativa prevista è strutturata in appartamenti protetti ad ‘alta assistenza’ con personale specializzato. Ciò garantisce un monte ore significativo per gestire le fragilità che caratterizzano questa tipologia di utenza e accompagnarli nel quotidiano.
Destinatari
Tra coloro che potranno beneficiare di questi fondi, gli adulti sottoposti a provvedimento dell’Autorità Giudiziaria presenti all’interno degli Istituti di pena che presentano situazione di particolare fragilità.
E, ancora, adulti sottoposti a provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria in misura penale esterna che presentano situazioni di particolare fragilità, adulti sottoposti a provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria in messa alla prova che presentano situazione di particolare fragilità.
Ne potranno usufruire anche giovani adulti che abbiano compiuto il 18° anno di età sottoposti a provvedimento dell’Autorità Giudiziaria presenti all’interno dell’IPM Beccaria e in misure di comunità. E, infine, giovani adulti che abbiano compiuto il 18° anno di età, in messa alla prova.
Giornata di confronto dedicata ai giovani con ‘Hub Generazione Lombardia‘ a Palazzo Lombardia. L’evento, organizzato da Lara Magoni, sottosegretario alla Presidenza della Regione con delega a Sport e giovani, ha dato spazio ai gruppi giovanili che hanno partecipato ai bandi regionali – ‘La Lombardia è dei giovani‘ e ‘Giovani Smart‘ – e raccontato le esperienze di condivisione dei progetti realizzati.
Dalla web radio realizzata in collaborazione con il comune di Cinisello (‘Non è un Paese per Neet‘ – ‘InformAzione: to be part, to take part!’), al progetto ‘Bergamo Città della Chimica‘ realizzato dalla Fondazione Its Nuove Tecnologie per la vita, presso l’istituto ‘Natta‘ di Bergamo.
Sono intervenuti Paola Frassinetti, sottosegretario di Stato con delega alle Politiche sociali; Mauro Guerra, presidente Anci Lombardia; Maurizio Gervasoni, vescovo di Vigevano (Pavia) e delegato per la Pastorale giovanile in Lombardia.
Tra gli altri progetti presentati ‘Giovani in cammino‘, della parrocchia di Pioltello (MI). ‘Il Lago dei Segni‘ con l’Ente Nazionale Sordi. ‘Go.Pro.Giovani orientati al protagonismo‘ (In-presa cooperativa sociale). ‘Via Zamagna‘ a Milano (Eris cooperativa sociale). ‘Progetti 2021 e 2023 La Lombardia è dei giovani‘ (servizio Informagiovani, Comune di Lecco).
Hub Generazione Lombardia, Magoni: occupiamoci di chi sta cercando la sua strada
“Ho augurato a tutti i ragazzi intervenuti oggi – ha detto Lara Magoni – di mettersi in campo, con grinta, passione e dedizione. Importanti, infatti, sono i progetti presentati, testimonianza di chi ha scelto di non restare solo e di crescere insieme ad altri in una esperienza comune. Sono a disposizione dei giovani e dello sport. Se potessi recuperare uno alla volta i ragazzi in difficoltà sarebbe la vittoria più grande: con Regione Lombardia vogliamo mettere in campo più energie e risorse possibili. Per occuparci dei tanti ragazzi lombardi che stanno cercando la loro strada”.
Nel confronto tra istituzioni, politica e altri soggetti interessati ai temi legati alle nuove generazioni e ai progetti introdotti da Regione Lombardia, insieme ad altri partner, “il ruolo della scuola nell’orientare i ragazzi è fondamentale – ha detto Frassinetti – un caposaldo del percorso di ragazzi e ragazze. Sentiamo una forte responsabilità. L’esigenza di affrontare problemi non solo di didattica ma di manifestazioni del disagio, del ritiro sociale, che hanno reso mai come oggi importante la scuola, dopo l’esperienza della pandemia. Nella scuola i ragazzi devono poter scegliere al meglio: fondamentale è l’orientamento, attraverso un docente, che possa seguire lo studente in un percorso più coerente possibile”.
Gli enti locali e le politiche giovanili
Del ruolo degli enti locali per lo sviluppo delle politiche giovanili ha parlato Mauro Guerra, presidente lombardo Anci, l’Associazione dei Comuni italiani.
“Da anni con Regione Lombardia lavoriamo per produrre decine di progetti – ha detto Guerra – gestiti dal protagonismo di giovani e ragazze. Una progettualità che vogliamo, perciò, rendere stabile, perché possa rispondere alle necessità di rendere le nostre comunità più accoglienti per i giovani. Per studiare, lavorare e socializzare. Un patrimonio che dobbiamo custodire e accrescere”.
“Occorre andare incontro alle situazioni di disagio per chi è più giovane – ha detto monsignor Maurizio Gervasoni – e intercettare i bisogni. Per costruire comportamenti finalizzati alla realizzazione del bene comune. Con gli oratori continua, dunque, il nostro impegno accogliendo i giovani nel loro tempo libero; oggi dobbiamo unire gli sforzi con le scuole e altre realtà associative, sportive e lavorative. Per condividere esperienze pratiche, come lo studio, e di riappropriazione interiore. Dobbiamo, quindi, far riscoprire il senso dell’impegno quotidiano, del sentirsi valorizzati, ognuno nel proprio percorso quotidiano di vita”.