Lo chiamano localmente Centovallina, il treno che in autunno segue le valli alpine ammantate di colori dall’oro al rosso e che collega il Canton Ticino, in Svizzera, al Piemonte, in Italia.
La Ferrovia Vigezzina-Centovalli è di nuovo protagonista tra le pagine della stampa internazionale: anche il New York Times ha inserito il celebre treno che viaggia tra Locarno e Domodossola tra le 5 migliori esperienze autunnali da vivere a ritmo lento su rotaia in Europa, grazie al Treno del Foliage.
L’elogio alla Ferrovia Vigezzina-Centovalli
Dopo i riconoscimenti di Lonely Planet, The Telegraph, The Guardian e CNN, anche The New York Times elogia lo spettacolare viaggio del Treno del Foliage della Ferrovia Vigezzina-Centovalli. Attiva dal 1923, la linea italo-svizzera è diventata protagonista di un articolo del celebre quotidiano americano, che l’ha inserita nelle “cinque migliori esperienze autunnali di viaggio su binari d’Europa”.
“Ci ritroviamo oggi, con immutata emozione, in una nuova ‘selezione’ di linee ferroviarie, scelte tra molte per l’unicità della nostra proposta: in questo caso – ha dichiarato il Direttore Generale di SSIF, Matteo Corti – il giornalista Palko Karasz è stato colpito dalla magnificenza dei paesaggi autunnali che i nostri convogli attraverseranno tra pochi giorni (di seguito le date 2025, ndr), grazie alla proposta di sempre maggiore successo del Treno del Foliage”.
Un viaggio autunnale che lascia alle spalle le rive costeggiate da palme e i giardini fioriti di Locarno, per poi attraversare i boschi e le gallerie delle Centovalli, e “riemergere attraversando i fiumi alpini”. Così ha descritto il NYT il viaggio a ritmo lento del Treno del Foliage tra la Svizzera e il Piemonte.
Lungo il percorso, che attraversa anche la Valle Vigezzo, chiamata “valle dei pittori”, e raggiunge il punto più alto a Santa Maria Maggiore, ci si può fermare per una tappa intermedia facoltativa. Chi vuole ha l’opportunità di avventurarsi più in alto in montagna: a Verdasio, in Svizzera, si può prendere la funivia per raggiungere il villaggio di Rasa, chiuso al traffico e con le sue tradizionali case in pietra circondate da distese di prati. Il punto di partenza perfetto suggerito dal quotidiano americano per fare escursioni con vista sul paesaggio alpino.
La corsa termina a Domodossola, nel centro storico e vicino alla caratteristica Piazza Mercato, apprezzata per le trattorie e i caffè storici sotto gli archi gotici.
Giunto alla sua decima edizione, il Treno del Foliage della Ferrovia Vigezzina-Centovalli è tra i più apprezzati in Italia e all’estero, con migliaia di prenotazioni all’attivo e numerosi treni già al completo.
La stagione 2025 inizia l’11 ottobre 2025, mentre l’ultima partenza è attesa per il 16 novembre, con viaggi previsti tutti i giorni. Quelli infrasettimanali sono la scelta migliore, poiché nel weekend sono spesso sold out. Per chi viaggia dalla Lombardia, è consigliabile partire dal capolinea svizzero di Locarno, da raggiungere comodamente con il treno diretto TILO RE80 che collega quotidianamente Milano Centrale a Locarno.
L’autunno è il periodo ideale per viaggi lenti e rilassanti a bordo dei vagoni che seguono le tratte ferroviarie più panoramiche d’Europa. Quella garantita dalla Centovallina è un’esperienza unica attraverso valli, boschi e borghi da fiaba.
Un successo per la linea ferroviaria che per 365 giorni all’anno collega la piemontese Domodossola con Locarno: un viaggio lento che consente di ammirare paesaggi di straordinaria bellezza, comodamente seduti sugli accoglienti convogli, alcuni dei quali di ultima generazione.
Il New York Times ha inserito la Centovallina tra le migliori esperienze in treno per l’autunno anche per la sua convenienza (con biglietti che partono da 24 euro per il viaggio di andata e ritorno da Domodossola a Locarno) e per la facilità di accesso, con collegamenti comodi dai principali snodi ferroviari.
Massimo Sertori, assessore della Regione Lombardia a Enti locali e ai Rapporti con la Confederazione elvetica è il nuovo presidente della Comunità di lavoro transfrontaliera della Regio Insubrica. Il passaggio di consegne dal Cantone Ticino alla Lombardia durante l’Assemblea generale che si è svolta a Ville Ponti a Varese.
A Lombardia presidenza Regio Insubrica nel trentesimo anniversario
L’Assemblea è servita anche per celebrare il trentesimo anniversario dalla Dichiarazione di Intesa con cui è stata costituita la Regio Insubrica, firmata proprio a Varese il 19 gennaio del 1995.
La Comunità di lavoro è nata con l’obiettivo di promuovere la cooperazione nell’area italo-svizzera dei laghi prealpini e riunisce il Cantone Ticino, le Regioni Lombardia e Piemonte, le Province del Verbano Cusio Ossola, di Novara, di Como, di Lecco e di Varese.
I presenti
Oltre ai rappresentanti delle Regioni e delle Province italiane coinvolte e dei Cantoni per la Confederazione elvetica, presenti il sindaco di Varese Davide Galimberti, il presidente della Provincia di Varese Marco Magrini e gli Ambasciatori di Svizzera in Italia, Roberto Balzaretti, e d’Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado.
Sertori: onore ricevere il testimone da Norman Gobbi
“È per me un onore – afferma il neo presidente della Regio Insubrica, Massimo Sertori – prendere il testimone da Norman Gobbi e quindi condurre la presidenza della Regio Insubrica per l’anno 2025-2026”. “Questa Comunità di lavoro – continua – è ormai una piattaforma collaudata fondamentale nel dialogo e nella cooperazione transfrontaliera italo-svizzera. È una realtà che trae la propria forza nel recepire le istanze dal basso provenienti dai singoli territori e quindi trasformando le stesse in proposte risolutive da sottoporre al Cantone, alla Regione finanche ai livelli superiori, come la Confederazione e lo Stato. Si sostanzia quindi in una catena di trasmissione fondamentale tra le comunità e le istituzioni dei singoli Stati”. “Nel mio anno di presidenza – conclude Sertori – l’impegno è quello di rafforzare sempre più la cooperazione territoriale in svariati ambiti e realizzare progetti strategici e di qualità a beneficio delle nostre comunità”.
Gobbi (Cantone Ticino): piattaforma di dialogo italo-svizzero
“Dalla sua creazione nel 1995 – dichiara il presidente uscente Norman Gobbi, Consigliere di Stato del Cantone Ticino – la Regio Insubrica ha saputo ergersi a piattaforma riconosciuta di dialogo e cooperazione del territorio transfrontaliero italo-svizzero, attivandosi quale facilitatrice tra le amministrazioni pubbliche e gli enti di riferimento, promuovendo il dialogo, la cooperazione e la mutua conoscenza. Ciò allo scopo di permettere all’area insubrica di cogliere le opportunità che si presentano in termini di sviluppo sostenibile ai due lati della frontiera per sfruttare tutto il potenziale del territorio, trasformando il confine in un’alleanza dinamica”.
Fontana: una realtà capace di ascoltare e dar voce ai territori
“È per me un grande piacere – dichiara il governatore lombardo Attilio Fontana – prendere parte all’Assemblea della Regio Insubrica che proprio nel 2025 celebra il trentennale dalla sua fondazione”. “Si tratta di una realtà – continua Fontana – che, per la sua capacità di ascolto delle istanze territoriali e per la sua propositività, rappresenta un modello di condivisione, dialogo e mediazione cui altri territori transfrontalieri si stanno ispirando: grazie alla sua dinamicità, le sfide che caratterizzano queste aree di confine, dalle quali transita il 90% dello scambio commerciale tra Italia e Svizzera, acquisiscono nuova centralità”.
Preioni (Regione Piemonte): vogliamo crescere insieme
“La Regio Insubrica – commenta Alberto Preioni, sottosegretario alla Presidenza di Regione Piemonte – è unita da storia e cultura comuni”. “Vogliamo e dobbiamo crescere insieme – continua – attraverso progetti condivisi che valorizzino le nostre comunità e aprano nuove opportunità di sviluppo. Infrastrutture moderne, turismo sostenibile e collegamenti sempre più efficienti sono le chiavi per rendere competitivo il nostro territorio”. “Siamo impegnati – conclude Preioni – a mantenere un dialogo costante con tutti i partner istituzionali, da entrambe le frontiere. Tutto ciò per costruire una Regio forte, unita e prospera”.
Regio Insubrica e Interreg
Presentati quindi, nell’Assemblea che ha portato alla presidenza della Lombardia della Regio Insubrica, il rapporto sulle attività realizzate nel 2024 e quello per l’anno in corso. Aggiornamenti anche sul Programma di cooperazione transfrontaliera Interreg VI-A Italia-Svizzera 2021-2027, in particolare riguardo ai progetti presentati per l’area della Regio Insubrica.
Progetto di ricerca ‘Città dei Laghi’
In Assemblea anche la presentazione del progetto di ricerca ‘Città dei Laghi, un atlante per il territorio insubrico’, a cura dell’architetto ricercatore Francesco Rizzi. Si tratta di un progetto sviluppato sulla visione della Città dei Laghi come modello territoriale di riferimento cooperativo transfrontaliero tra il Ticino e le province italiane della Comunità di lavoro.
I membri della Regio hanno infine approvato i conti preventivi per gli anni 2025 e 2026, nonché il consuntivo del 2024.
Promuovere l’hinterland milanese come meta ideale per coniugare natura, cultura ed enogastronomia in una vacanza all’insegna del relax a pochi passi da Milano è l’obiettivo dell’iniziativa ‘Tra Navigli e Ticino – Percorsi di autenticità’. Si tratta in particolare di un progetto di valorizzazione turistica che unisce 12 Comuni situati in questo territorio in una rete capace di trasmettere l’identità unica della pianura lombarda.
Nell’ambito di questa cornice si inserisce il ‘Festival d’Autunno’. L’iniziativa culturale in programma nei fine settimana del 4-5 e 11-12 ottobre 2025 e presentata a Palazzo Lombardia, durante un convegno. All’evento hanno partecipato, tra gli altri, l’assessore al Turismo, Marketing territoriale e moda, di Regione LombardiaBarbara Mazzali e il vicesindaco e assessore alla Cultura del Comune di Abbiategrasso, Beatrice Poggi. In occasione di questo evento sono stati illustrati una serie di dati elaborati dall’Osservatorio regionale del turismo relativi a queste zone. I pernottamenti sono cresciuti di oltre il 15% nel corso del 2025 e le presenze siano per la maggior parte italiane.
I Comuni coinvolti nel progetto ‘Tra Navigli e Ticino’
Il Comune capofila del macro-progetto per la valorizzazione di questi territori è Abbiategrasso, mentre le amministrazioni coinvolte sono quelle di Albairate, Bernate Ticino, Cassinetta di Lugagnano, Castano Primo, Corbetta, Cusago, Gaggiano, Ozzero, Trezzano sul Naviglio, Vermezzo con Zelo e Zibido San Giacomo.
Mazzali: progetto valorizza una Lombardia inaspettata
“Una Lombardia inaspettata, lontana dalla frenesia metropolitana ma capace di sorprendere con la sua autenticità è questo lo spirito del progetto sovracomunale ‘Festival d’Autunno Tra Navigli e Ticino – ha detto Mazzali – l’iniziativa vede dodici Comuni del milanese mettere a sistema le proprie attrazioni locali e mobilitarsi per far conoscere e riscoprire la bellezza e i percorsi autentici di questo territorio a residenti e visitatori.
Con il sostegno del nostro bando regionale ‘Lombardia Style’, per quattro giornate, una porzione dell’hinterland milanese si trasformerà in un vivace palcoscenico di attività ed esperienze all’insegna di natura, cultura, spettacolo e sapori del territorio. Itinerari alla scoperta di cascine e parchi naturali, uniranno, in un perfetto connubio, paesaggio, sport ed enogastronomia, a partire dal riso, autentico simbolo del territorio”.
Laboratori creativi e attività nella natura
“A rendere l’esperienza ancora più coinvolgente – ha aggiunto l’assessore – saranno le attività immersive legate alle tradizioni locali: laboratori creativi e momenti unici come la pigiatura dell’uva, o l’osservazione del cielo stellato, offriranno l’occasione di riscoprire gesti antichi e riconnettersi con la natura. Tutto questo a riprova che esiste un ‘fuori Milano’ straordinario fatto di piccole comunità che esprimono un turismo non glamour, ma genuino. Continuerò a sostenere iniziative come questa: ogni angolo della Lombardia merita di essere scoperto e vissuto“.
Comuni del naviglio Ticino, nel 2025 + 15% di pernottamenti
Un fascino quello suscitato da questi territori che è confermato anche dai numeri sempre più positivi registrati in termini di presenze nelle strutture alberghiere. “Nel 2025 – ha precisato Mazzali – il turismo nei territori dei Navigli- Ticino ha registrato un trend di crescita (15,47% di pernottamenti rispetto al 2024). C’è stata inoltre con una prevalenza di italiani (70%) rispetto agli stranieri (30%). Entrando più in dettaglio, emerge inoltre come le strutture alberghiere siano state preferite a quelle extralberghiere, attestandosi all’82%. A confermare la crescita delle presenze italiane anche i dati su base mensile. I turisti autoctoni non scendano infatti mai al di sotto del 60%”.
I tre comuni della rete Navigli Ticino con più pernottamenti
“Analizzando invece i numeri relativi alle diverse località, emerge come oltre il 68% dei pernottamenti si sia concentrato in tre Comuni. Si tratta di Trezzano sul Naviglio (30%), Binasco (28,4%) e Cusago (9,6%). Infine anche se si prende in considerazione il sentiment, ovvero il tono emotivo dei commenti sul web, relativo a queste mete turistiche il dato è estremamente positivo: 84,9/100, frutto dell’elaborazione di 23,8 mila tracce digitali degli utenti”.
Poggi: fare squadra per promuovere territorio
“Con ‘Tra Navigli e Ticino’ – ha sottolineato l’assessore Poggi del Comune di Abbiategrasso – i nostri Comuni hanno scelto di fare squadra per proporre un’offerta turistica nuova, capace di valorizzare paesaggi e comunità. Il Festival d’Autunno è un’occasione per far scoprire la bellezza della nostra terra attraverso un’immersione fatta di incontri, emozioni e sapori. Grazie al sostegno del bando Lombardia Style, il progetto potrà crescere ancora, attirando sempre più visitatori”.
Un invito a rallentare
“Questo progetto è un invito a rallentare. L’obiettivo è attraversare il territorio a passo lento, in bici, a piedi o sull’acqua – hanno affermato Lorenzo Sazzini ed Elisabetta Nava, ideatori del progetto. Vogliamo valorizzare un’area che merita di essere riconosciuta come una delle mete più originali del turismo esperienziale lombardo”.
Il brand ‘Tra Navigli e Ticino’
Nato nel 2024 dal Tavolo del Turismo, il brand Tra Navigli e Ticino ha continuato a crescere. Grazie al sostegno di Regione Lombardia, prima con il bando ‘OgniGiornoInLombardia’ e ora con ‘Lombardia Style‘, il progetto ha già animato il 2025 con i Festival di Primavera e d’Estate. L’iniziativa ha attirato visitatori alla scoperta di un ‘fuori Milano’ sorprendente.
Ora, i colori caldi dell’autunno rendono ancora più magica l’esplorazione di borghi, ville e cascine. Ora con il prossimo Festival d’Autunno il territorio si animerà per quattro giornate. Il palinsesto ricco e variegato. Si va dai bike tour per famiglie a itinerari guidati tra cascine e parchi naturali, fino ad arrivare a eventi di teatro, musica e arte circense per grandi e piccini.
Il presidente della Regione LombardiaAttilio Fontana ha visitato a Ponte Vecchio di Magenta (Milano), il Parco del Ticino, area protetta di rilevanza strategica per l’equilibrio ambientale e territoriale della regione. La visita, a cui ha partecipato anche l’assessore regionale al Territorio e Sistemi verdi Gianluca Comazzi, è stata l’occasione per approfondire le principali sfide che il Parco si trova ad affrontare, con particolare riferimento alla sostenibilità, alla sicurezza ambientale e alla valorizzazione di un territorio che ospita circa mezzo milione di residenti. Presenti, tra gli altri, anche gli onorevoli Fabrizio Cecchetti e Umberto Novo Maerna e la consigliera regionale Silvia Scurati.
Fontana: affrontiamo insieme sfide per l’ambiente
“Il Parco del Ticino – ha sottolineato il presidente Attilio Fontana – è una delle eccellenze del nostro territorio, un patrimonio ambientale, culturale e identitario che Regione Lombardia intende continuare a valorizzare con impegno e attenzione. La collaborazione tra istituzioni è la strada per affrontare insieme le nuove sfide legate all’ambiente”.
“Questa area protetta – ha aggiunto – è un orgoglio per ogni cittadino lombardo: qui ogni giorno si coniugano il rispetto per l’ambiente con le esigenze di vita e di lavoro di tanti residenti, offrendo opportunità di svago e sviluppo turistico”.
Incubatoio ittico, simbolo del primo parco regionale
La visita istituzionale di Regione Lombardia è stata accolta, nella sede di Villa Castiglioni, dal presidente del Parco Ismaele Rognoni, dal direttore del Parco Claudio De Paola, dal personale dell’ente e dal corpo volontari della sede del Parco a Ponte Vecchio di Magenta. Durante la visita è stato possibile ammirare l’incubatoio ittico al Centro Parco ‘La Fagiana’, uno dei luoghi simbolo del primo parco regionale istituito in Italia, la mostra ‘Chiare Tracce’ sul cinquantesimo anniversario del Parco, e i prodotti a marchio Parco Ticino a produzione controllata, eccellenza del territorio agricolo.
Comazzi: polmone verde prezioso
“Una realtà importante che è sempre più punto di riferimento non solo per il territorio che lo circonda – ha commentato l’assessore Gianluca Comazzi – ma anche per i moltissimi visitatori della Lombardia che trovano qui proposte in grado di soddisfare numerosi tipi di richiesta. Un polmone verde che conferma quanto ampia e articolata sia l’attenzione di Regione Lombardia verso il ‘mondo green’ e più in generale nei confronti dello sviluppo sostenibile”.
Rognoni: Parco del Ticino scrigno lombardo
“Questa visita – ha dichiarato il presidente del Parco del Ticino, Ismaele Rognoni – rappresenta per noi un momento importante, carico di significato. Un rinnovato dialogo istituzionale con Regione Lombardia è una condizione imprescindibile per affrontare con efficacia le sfide future del Parco del Ticino, scrigno lombardo. Ringrazio sinceramente il presidente Fontana per l’attenzione dimostrata, per la disponibilità all’ascolto, al confronto e per averci fatto visita assieme all’assessore Comazzi, con cui c’è un costante dialogo. Solo attraverso una collaborazione continua potremo garantire una tutela attiva e lungimirante di questo straordinario territorio”.
L’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, ha fatto il punto sulla situazione relativa alla Peste Suina Africana (PSA) in Lombardia nel corso di un’audizione che si è tenuta mercoledì 9 luglio 2025 in Consiglio regionale in Commissione Agricoltura ribadendo la massima attenzione al tema.
PSA in Lombardia assente da ottobre 2024, ma attenzione resta massima
L’assessore ha ricordato come la PSA sia assente dagli allevamenti suinicoli lombardi dall’ottobre del 2024. “Nel 2024 – ha spiegato Beduschi – la Regione ha affrontato l’emergenza con tempestività e in linea con le normative nazionali ed europee. Un risultato importante, frutto della responsabilità degli allevatori, dell’applicazione rigorosa delle misure di biosicurezza e della campagna di contenimento del cinghiale selvatico”.
Un successo che non consente però alcun rilassamento. “Siamo nel pieno della stagione agricola – ha aggiunto – e il rischio di diffusione resta elevato per via dell’intensificarsi dei movimenti nei campi, dove il virus può essere veicolato dalle carcasse infette di cinghiale”.
Nel 2025 effettuati dalla Regione oltre 430 controlli e 8.000 analisi
Nel 2025 la Regione ha già effettuato oltre 430 controlli in allevamento e circa 8.000 analisi di laboratorio. Sul fronte del contenimento del cinghiale, vettore del virus, sono stati eseguiti oltre 6.300 abbattimenti, è stata rafforzata l’attività di ricerca tempestiva delle carcasse con cani molecolari, e sono stati chiusi più di 160 varchi autostradali per limitare la mobilità. Secondo uno studio aggiornato sulla densità, queste azioni hanno prodotto una riduzione significativa della popolazione di cinghiali, in particolare nelle aree più sensibili come l’Oltrepò Pavese, la provincia di Lodi e il Parco del Ticino.
Verso nuova ordinanza applicativa
Beduschi ha quindi evidenziato i risultati del nuovo Piano strategico nazionale di eradicazione e controllo della PSA nel cluster del Nord-Ovest voluto dal Commissario Giovanni Filippini, che ha segnato il passaggio da una gestione emergenziale a una strategia strutturata, multilivello e continuativa. “A breve – ha annunciato – sarà pubblicata una nuova ordinanza applicativa che renderà obbligatorie per tutte le Regioni le misure del Piano”.
Il capitolo indennizzi
Un passaggio specifico è stato dedicato anche al capitolo indennizzi: 25,3 milioni di euro sono stati erogati da Regione Lombardia nel 2024 per compensare i danni diretti agli allevamenti colpiti (di cui 18,4 milioni nella provincia di Pavia e 6,9 nelle province di Milano e Lodi). “Parliamo di procedure ora chiuse – ha spiegato Beduschi – in quanto non si sono più verificati focolai negli allevamenti domestici”.
Le restrizioni sanitarie europee
Ben più rilevante è l’impatto economico delle restrizioni sanitarie imposte dall’Europa nelle zone soggette a vincoli. Per queste, con fondi statali, la Regione destinerà, in totale, 27,7 milioni di euro a ristoro dei cosiddetti danni indiretti, dei quali 8,5 già liquidati, con il restante che lo sarà progressivamente entro la fine dell’estate. A questo importo si aggiungeranno ora ulteriori 10 milioni di euro previsti da un nuovo decreto del MASAF, pubblicato martedì 8 luglio 2025.
Beduschi: PSA minaccia concreta
“La PSA – ha concluso Beduschi – è una minaccia concreta per un comparto strategico come quello suinicolo. Abbiamo saputo rispondere con fermezza e concretezza, ma il virus è ancora in circolazione. Serve che tutti continuino a fare la propria parte, istituzioni e operatori, per tutelare un patrimonio economico, sociale e produttivo fondamentale per la Lombardia”.
Regione Lombardia sostiene la sicurezza urbana e stradale anche nel Magentino e nell’Abbiatense, con controlli anche di Polizia annonaria. La delibera, approvata dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore alla Sicurezza e Protezione civile, Romano La Russa, mira a rendere più efficace l’attività di prevenzione e assicurare interventi tempestivi dei comandi di Polizia locale sui territori dei Comuni aderenti e sull’asse della Strada Statale numero 11. Le attività degli agenti si concentreranno, inoltre, sulle attività di polizia annonaria, con controlli sulle attività commerciali, pubblici esercizi e strutture ricettive.
Più sicurezza grazie al controlli di polizia, i territori coinvolti nel magentino
Sono 23 i Comuni aderenti, tutti in provincia di Milano. Questo l’elenco: Magenta (capofila), Abbiategrasso, Albairate, Arluno, Bareggio, Boffalora Ticino, Bernate Ticino, Cassinetta di Lugagnano, Corbetta, Cornaredo, Cusago, Cisliano, Marcallo con Casone, Mesero, Ossona, Ozzero, Pregnana Milanese, Robecco sul Naviglio, Sedriano, Settimo Milanese, Santo Stefano Ticino, Vanzago, Vittuone.
L’accordo di collaborazione prevede una dotazione finanziaria di 50.000 euro per il periodo luglio-dicembre 2025. vuole L’obiettivo è quello di aumentare la sicurezza attraverso sinergie operative tra i comandi di Polizia locale dei rispettivi Enti.
La Russa: particolare attenzione a eventi estivi
“Con questo accordo – ha dichiarato Romano La Russa – rafforziamo il nostro impegno per garantire una presenza sempre più efficace e concreta delle forze di Polizia locale nei territori del Magentino e dell’Abbiatense. Si tratta di fondi per il lavoro straordinario degli operatori che ringraziamo per la loro professionalità e per la disponibilità”.
“Vogliamo rendere le nostre strade più sicure attraverso azioni mirate di prevenzione e repressione delle condotte più pericolose alla guida. Vogliamo anche contrastare episodi di microcriminalità che alimentano la percezione di insicurezza tra i cittadini. Particolare attenzione sarà riservata anche alla sicurezza durante eventi e manifestazioni estive per garantire uno svolgimento sereno delle iniziative pubbliche”.
Da fine maggio sono comparse le prime segnalazioni di Popillia japonica, il cosiddetto scarabeo giapponese, un insetto infestante che ogni estate torna a farsi vedere nei giardini, nei prati e nei parchi della Lombardia. In questi giorni, il numero di esemplari adulti ha raggiunto il picco massimo stagionale: la popolazione inizierà a calare solo da metà agosto, per poi scomparire fino alla primavera successiva.
“Si tratta di una specie aliena invasiva – spiega l’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi – segnalata per la prima volta in Europa nel 2014, proprio tra Piemonte e Lombardia, nel Parco del Ticino. Oggi è diffusa in quasi tutte le province lombarde, con l’eccezione di Mantova. Il nostro Servizio Fitosanitario monitora costantemente la situazione e introduce azioni mirate di contenimento”.
Popillia Japonica, contro l’insetto le misure in Lombardia
Attualmente la presenza del coleottero è segnalata con intensità diversa sul territorio regionale. La maggiore abbondanza si registra, tuttavia, soprattutto nelle zone di recente insediamento e dove la vegetazione e l’umidità favoriscono la proliferazione. Per limitarne la diffusione, Regione Lombardia ha predisposto una rete di controllo con 20 siti di rilevamento e attuato un piano di contenimento che prevede l’uso di 1.200 dispositivi ‘attract and kill. Si trata di treppiedi con esche attrattive e rete trattata con insetticida, ognuno contrassegnato da un codice e accompagnato da cartelli informativi. Questi dispositivi non vanno manomessi o spostati.
Anche la collaborazione dei cittadini è fondamentale per evitare la diffusione accidentale del coleottero. Per chi si trova a dover fronteggiare l’insetto in orti, giardini o terrazzi, è consigliata, in caso di limitata infestazione, la raccolta manuale dei coleotteri. Vanno poi eliminati immergendoli in acqua e sapone, oppure con l’uso di reti antinsetto da scuotere al mattino, quando gli adulti sono meno attivi e possono essere eliminati. È, invece, sconsigliato l’utilizzo di trappole commerciali nei giardini privati, che spesso attirano più insetti di quanti ne riescano a catturare, peggiorando la situazione. I trattamenti insetticidi sono giustificati solo in caso di forti infestazioni. Devono essere usati con cautela, seguendo le indicazioni fornite online.
“La Popillia – conclude Beduschi – rappresenta una potenziale minaccia per l’agricoltura, ma finora, grazie al monitoraggio capillare e agli interventi di contenimento, i danni, anche economici, sono rimasti limitati. L’evoluzione è seguita giornalmente, ma per limitarne la diffusione e quindi minimizzarne gli effetti negativi, è necessaria attenzione e collaborazione di tutti”. Tutte le informazioni aggiornate sono disponibili sul sito: www.fitosanitario.regione.lombardia.it
Si rafforza il ‘gemellaggio’ tra Regione Lombardia, Sardegna e Sicilia in materia di prevenzione e lotta attiva antincendio boschivo (AIB) con l’invio di 236 volontari lombardi verso le aree del sud Italia. L’iniziativa, promossa dall’assessorato alla Sicurezza e Protezione civile di Regione Lombardia, ha registrato un aumento del 50% delle adesioni dei volontari rispetto al 2024.
Antincendio boschivo, la suddivisione dei volontari dalla Lombardia
Il calendario prevede la partecipazione di 36 volontari in Sicilia, ospitati nel Comune di Calatafimi Segesta (TP) e 200 volontari in Sardegna (in costante aumento), distribuiti su 12 campi base (Assemini/CA, Bauladu/OR, Bonorva/SS, Golfo Aranci/SS, Isili/SU, Santa Teresa di Gallura/SS, Sant’Andrea Frius/SU, Santu Lussurgiu/OR, Senorbì/SU, Sinnai/CA, Tempio Pausania/SS, Villaputzu/SU).
La Russa: straordinaria disponibilità dei nostri volontari
“Anche quest’anno – ha dichiarato l’assessore La Russa – la Lombardia conferma il proprio impegno a favore dei territori più esposti al rischio incendi. L’aumento del 50% delle adesioni rispetto a un anno fa dimostra il grande senso civico e la straordinaria disponibilità dei nostri volontari, che rappresentano una risorsa preziosa per tutto il Paese“.
“Con questi gemellaggi, – ha proseguito La Russa – oltre a fornire un supporto operativo fondamentale nelle emergenze, favoriamo uno scambio virtuoso di esperienze e buone pratiche che rafforza il sistema nazionale di Protezione civile”,
La collaborazione di Regione Lombardia
Obiettivo dell’iniziativa è aiutare i territori delle Regioni più colpite da fenomeni di incendi boschivi e attivare uno scambio di buone pratiche e di modalità operative utili a dare omogeneità alla lotta attiva a livello nazionale.
Nella giornata di martedì 10 giugno 2025 si è chiusa la seconda finestra utile alla presentazione di nuove proposte progettuali a valere sul Programma di cooperazione transfrontaliera Interreg Italia-Svizzera e che interessano le province lungo il confine tra i due Paesi lungo quasi 750 chilometri. A darne notizia è l’assessore regionale a Enti locali, Montagna e Rapporti con la Confederazione Elvetica, Massimo Sertori.
I progetti
I progetti che concorrono al finanziamento a valere sulle risorse residue dell’Unione Europea, dello Stato italiano, della Confederazione e dei Cantoni svizzeri messe a disposizione del Programma sono stati presentati da enti e organizzazioni con sede legale o operativa nell’area di cooperazione o, con alcuni limiti, con sede esterna, in Italia o Svizzera.
Interreg Italia-Svizzera, in seconda finestra 74 proposte presentate
“Tra i 74 progetti presentati – spiega Massimo Sertori – ben 64 sono giunti dalle province del territorio lombardo. La provincia di Varese è interessata da 28 proposte, seguita da Como con 18, Lecco con 16 e Sondrio con 12”.
Sertori: attenzione a tutti gli ambiti del Programma
“Allargando lo sguardo a tutte le proposte presentate, per i diversi territori del Programma, che per parte italiana comprende, oltre alla Lombardia, anche le Regioni Piemonte e Valle d’Aosta e la Provincia Autonoma di Bolzano e, per parte svizzera, comprende i Cantoni Ticino, Grigioni e Vallese, con grande piacere – sottolinea Sertori – si nota l’attenzione per tutti gli ambiti e obiettivi del Programma. Ciò a conferma che le linee di finanziamento scelte dalle amministrazioni del Programma possono offrire concrete risposte ai problemi del territorio nei diversi settori individuati. Vi è così l’ambiente, di cui sono giunte 12 proposte, relative ai temi della biodiversità (8) e del cambiamento climatico (4). Quindi la mobilità sostenibile (3), l’inclusione sociale (10), l’ambito culturale e turistico (21) e il rafforzamento della governance transfrontaliera (4). Notevole interesse si registra anche per la ricerca e innovazione delle imprese, per cui sono stati candidati 24 progetti”.
La leva della cooperazione transfrontaliera
“La cooperazione transfrontaliera – continua – è uno strumento importante per lo sviluppo regionale, facilita la collaborazione tra regioni limitrofe, rimuove gli ostacoli e promuove lo sviluppo economico, sociale e territoriale. Nella prima finestra erano pervenute 99 proposte, delle quali 60 finanziate. Le 74 proposte pervenute sulla seconda finestra, aperta a un solo anno di distanza, confermano l’interesse dei territori italiani e svizzeri a dialogare, superando le difficoltà legate al confine e lavorando insieme sulle opportunità comuni”.
“Percepire un così vivo interesse a collaborare e cooperare proficuamente – conclude l’assessore Sertori – è senza dubbio un motivo di grande soddisfazione”.
È partito da Magenta il tour dell’assessore al Turismo, Marketing Territoriale e Moda di Regione Lombardia, Barbara Mazzali, alla scoperta del Parco lombardo della Valle del Ticino. Una delle aree fluviali protette più importanti d’Europa, oggi inserita nella Rete Mondiale delle Riserve della Biosfera Unesco.
Luogo dell’anima
“Il Parco del Ticino è un luogo dell’anima – ha dichiarato Mazzali – un nome familiare per ogni milanese. Un rifugio verde dove si respira bellezza, silenzio e lentezza. Ma oggi è anche un’eccellenza internazionale, con un potenziale enorme per il turismo sostenibile e per attrarre visitatori stranieri in cerca di esperienze autentiche e immersive.”
Il Parco si estende su 47 comuni nelle province di Milano, Pavia e Varese, offrendo oltre 700 km di percorsi ciclopedonali immersi nella natura, che attraversano boschi, corsi d’acqua, antichi borghi, ville storiche e siti culturali.
“A pochi chilometri da Milano esiste una Lombardia diversa – ha aggiunto l’assessore – fatta di ecosistemi intatti, di tradizioni vive, di paesaggi che sembrano dilatare il tempo e lo spazio. È questa la Lombardia che vogliamo raccontare al mondo: sorprendente, green, elegante”.
Durante la visita, Mazzali ha percorso il Sentiero della Lanca di Bernate fino alla frazione di Castelletto di Cuggiono. Uno degli angoli più suggestivi del Parco, tra il Naviglio Grande e il Ticino. Ha poi fatto tappa alla Riserva naturale della Fagiana, immersa in un bosco secolare, e alla cascina Guado, oggi centro di produzione artistica e culturale riconosciuto come bene di interesse regionale.
Fascino unico
“Sono rimasta affascinata dalla cascina Guado – ha raccontato – dove la creatività contemporanea incontra la tradizione rurale. Ma anche dalle ville ottocentesche, dall’abbazia di Bernate e dai tanti percorsi che attraversano il Parco, punteggiati da eccellenze gastronomiche locali”.
Il Parco del Ticino è anche una vetrina del saper fare agricolo lombardo. Grazie al Marchio Parco Ticino, vengono valorizzati prodotti come riso, miele, carni e ortaggi di alta qualità. Provenienti da oltre mille aziende agricole che operano nel territorio.
Modello di equilibrio
“È un modello di equilibrio tra natura e sviluppo – ha proseguito Mazzali – che vogliamo valorizzare ancora di più. Il nostro obiettivo è offrire ai turisti internazionali in visita a Milano la possibilità di scoprire un ‘fuori Milano’ emozionante. Come la ciclabile del Naviglio Grande che arriva fino al Lago Maggiore. Il Parco del Ticino è pronto ad accogliere il mondo”.
“Desidero ringraziare di cuore – ha evidenziato Mazzali – il presidente del Parco del Ticino Ismaele Rognoni, il direttore Claudio De Paola e tutte le guardie del Parco. Per l’accoglienza, la competenza e l’impegno con cui ogni giorno lavorano per valorizzare questa meraviglia lombarda”.
“Grazie al loro lavoro – ha continuato – oggi possiamo offrire al mondo un Parco vivo, accessibile e pienamente all’altezza delle sfide del turismo moderno e sostenibile”.
“La Lombardia – ha concluso l’assessore Barbara Mazzali – sa essere visionaria, concreta e profondamente grata a chi ne custodisce la bellezza”.
La Giunta regionale lombarda ha approvato, su proposta congiunta degli assessori Gianluca Comazzi (Territorio e Sistemi verdi) e Massimo Sertori (Enti locali, Montagna, Utilizzo risorsa idrica e Rapporti con la Confederazione elvetica) il cofinanziamento di un intervento finalizzato al risanamento dell’erosione di fondo del fiume Breggia e al consolidamento di opere idrauliche ammalorate. Tra queste ci sono anche una briglia e un muro d’ala, in località Pizzamiglio, al confine tra il Comune di Como e la municipalità svizzera di Vacallo.
Fiume Breggia, risanamento erosione: i lavori
L’area interessata si trova lungo un tratto del fiume particolarmente delicato dal punto di vista morfologico, dove l’accesso tecnico più efficace risulta essere quello dal versante elvetico. Per questo motivo l’intervento sarà interamente realizzato dal Consorzio manutenzione arginature del Basso Mendrisiotto, che si è reso disponibile a operare anche sul lato italiano.
Salvaguardia del territorio
“Regione Lombardia – ha detto Gianluca Comazzi – con questa operazione ribadisce l’impegno concreto nella salvaguardia del territorio, anche nei contesti di confine. Il fiume Breggia è un elemento cruciale per l’equilibrio idraulico dell’area: agire in modo integrato con le autorità svizzere è stata una scelta dettata dalla logica e dall’efficienza. Grazie al coordinamento dell’Ufficio territoriale regionale di Como, sarà inoltre garantita una gestione accurata sia delle fasi esecutive che della rendicontazione economica”.
Cooperazione Lombardia – Canton Ticino
“Questo importante sostegno alla manutenzione straordinaria del fiume Breggia – ha aggiunto Massimo Sertori – interessa i Comuni di Como, Maslianico e Cernobbio e la municipalità svizzera di Vacallo. Si tratta, infatti, di una cooperazione tra Lombardia e Cantone Ticino per la difesa del suolo, attuata dal Consorzio che ha anche progettato l’intervento. Il progetto rappresenta un efficace intervento di messa in sicurezza e un esempio virtuoso di gestione integrata della risorsa idrica su scala transfrontaliera. Un modello concreto di collaborazione tra territori che si inserisce in un quadro più ampio, fatto anche di progetti Interreg Italia-Svizzera e del lavoro della Comunità Regio Insubrica”.
Il costo complessivo dei lavori
Il costo complessivo dell’opera ammonta a 840.000 franchi svizzeri, totalmente anticipati dalla Confederazione Elvetica. Regione Lombardia parteciperà con 148. 763 franchi svizzeri (pari a 160.000 euro), che saranno erogati nel corso del 2025 tramite l’Ufficio territoriale regionale Insubria, responsabile della gestione amministrativa dell’intero processo.
Regione Lombardia, Prefettura di Varese, SEA e i Comuni di Ferno, Somma Lombardo, Vizzola Ticino, Busto Arsizio, Gallarate e Varese hanno rinnovato il Protocollo d’intesa per il 2025, con validità fino al 31 gennaio 2026, per la regolamentazione del traffico e il rafforzamento della sicurezza urbana e stradale nell’area dell’aeroporto di Malpensa (VA).
Rinnovato il Protocollo: le misure
L’accordo, sottoscritto in prefettura a Varese, prevede l’attivazione di servizi straordinari di Polizia locale a presidio dei Terminal 1 e 2 per la prevenzione e repressione del fenomeno dei tassisti abusivi, oltre al controllo del traffico veicolare nelle zone di accesso alle aerostazioni.
I servizi saranno garantiti dalle Polizie locali dei Comuni su cui insistono i due terminal (Ferno, Somma Lombardo, Vizzola Ticino), con il supporto operativo, in orario straordinario, delle forze locali di Busto Arsizio, Gallarate e Varese. Gli oneri per tali attività saranno interamente sostenuti da SEA, gestore dell’infrastruttura aeroportuale.
Sicurezza a Malpensa, Regione Lombardia scende in campo
Il protocollo si inserisce in un quadro di azioni coordinate, già avviate negli anni scorsi, che hanno ottenuto risultati positivi sia sul fronte del contrasto all’abusivismo, sia nella gestione del crescente traffico legato all’incremento dei voli e dei passeggeri su Malpensa.
La Russa: il contrasto ai taxi abusivi è una priorità
“Con questa firma – dichiara l’assessore regionale alla Sicurezza e Protezione civile Romano La Russa – Regione Lombardia conferma il proprio impegno a tutela della legalità e della sicurezza dei cittadini e dei lavoratori del settore. Inoltre, il contrasto ai taxi abusivi è una priorità segnalata anche dalle associazioni di categoria, che abbiamo raccolto e rilanciato attraverso un’azione concreta e condivisa con Prefettura, Comuni e SEA”.
“Ringrazio – conclude La Russa – quindi tutti i soggetti che hanno contribuito alla realizzazione del protocollo: SEA, ENAC e i sindaci dei Comuni coinvolti. Un ringraziamento particolare va, naturalmente, alle Polizie locali e a tutte le forze dell’ordine per lo spirito di collaborazione dimostrato”.
Risulta conclusa la progettazione per la bonifica di tutti i 18 siti orfani della Lombardia interessati da un investimento complessivo di 65 milioni di euro (51 milioni previsti dal Pnrr e 14 milioni di fondi della Regione Lombardia). È quanto emerso dall’aggiornamento comunicato dall’assessore all’Ambiente e Clima della Regione Lombardia, Giorgio Maione.
Come ‘siti orfani’ della Lombardia si intendono aree inquinate in cui non è individuabile un responsabile della contaminazione o lo stesso non agisce. Lo è anche dove un percorso per la bonifica è stato avviato ma mai concluso, anche eventualmente da soggetti incolpevoli (ad esempio il proprietario).
Piano di bonifiche straordinario
“Il Pnrr – ha detto Maione – prevede la riqualificazione di almeno il 70% della superficie del suolo dei siti orfani entro il primo trimestre del 2026. I tempi sono stretti, ma l’intervento della Regione è stato puntuale e mirato a rispettare il crono programma. È un piano di bonifiche straordinario che sta dando risposte che i territori attendono da decenni”.
“Sono bonifiche molto complesse – ha aggiunto l’assessore regionale all’Ambiente – sia sotto il profilo tecnico che amministrativo. Ogni situazione presenta delle criticità, ma il lavoro con il Governo e con i Comuni è efficace e vogliamo arrivare a un obiettivo che è strategico per il futuro della Lombardia: risanare aree che in molti casi erano considerate perse”.
Per 14 siti Regione sta intervenendo direttamente, per tramite di Aria Spa, mentre per due interventi procedono direttamente i Comuni interessati, Milano e Cesano Maderno; nei due siti ulteriori è stata riattivata l’azione del privato.
Rispetto ai siti in capo alla Regione Lombardia, Aria Spa ha recentemente pubblicato una gara per 4 siti (scadenza offerte 10 marzo) e procederà a breve per ulteriori 6 siti. Gli altri interventi risultano conclusi o di prossimo completamento.
I siti orfani della Lombardia suddivisi per provincia
Questi i 18 siti orfani della Lombardia suddivisi per provincia.
Milano
Milano – Milanfer, il soggetto attuatore esterno è il Comune di Milano e l’intervento dovrebbe concludersi entro il 2025.
Abbiategrasso – Area ex Inceneritore. Area dismessa di proprietà comunale adibita ad impianto di incenerimento rifiuti urbani. L’inquinamento del sito riguarda il suolo, in particolare per la presenza di metalli. L’intervento di bonifica riguarda la rimozione dei rifiuti presenti e la messa la messa in sicurezza permanente dell’area, attraverso il capping di impermeabilizzazione delle superfici.
Boffalora Sopra Ticino – Sversamento SS11 – sinistro del 23/11/2006. Battistrada della ex SS 11 contaminato da idrocarburi a seguito di uno sversamento accidentale. Il procedimento di bonifica era fermo al collaudo che aveva evidenziato ancora superamenti; pertanto, si è proceduto al rifacimento del collaudo in contradditorio con Arpa che ha evidenziato l’assenza dei superamenti rilevati in passato. L’intervento di bonifica risulta concluso e certificato. Affidato ad Aria Spa l’incarico per procedere con la rinaturazione dell’area come da prescrizione del Parco del Ticino.
Morimondo – Area ex Siecam. L’area industriale è attiva ed è composta da due corpi fabbrica principali uniti tra loro: capannone produttivo e edificio ad uso uffici. Attualmente sul sito opera la società Eurosat Srl (affittuario non responsabile) che si occupa della satinatura di tubi in acciaio inox. Il procedimento di bonifica era stato avviato nel 2003 a seguito di ordinanza sindacale che ordinava alla società Siecam la rimozione dei rifiuti abbancati e lo svolgimento delle indagini ambientali, a seguito delle quali sono risultati contaminati i suoli per il parametro idrocarburi pesanti.
Dalle indagini passate presenti agli atti e da quelle svolte nell’autunno 2023 sono stati individuati 4 hotspot di contaminazione per cui il progetto di bonifica prevede la rimozione tramite scavo e smaltimento di 3 hotspot ad eccezione di uno per cui è stata elaborata l’analisi di rischio che ha evidenziato l’assenza di rischio per la salute umana. È stato affidato l’incarico ad Aria al fine dell’esecuzione degli interventi sul sito. La gara è ipotizzata entro marzo.
Sesto San Giovanni
Sesto San Giovanni – Area Sacri. Zona industriale/artigianale dismessa. L’ultima attività svolta sull’area era quella di Falegnameria svolta a partire dagli anni ’50, in precedenza era un’area industriale che lavorava i metalli e prima ancora un’azienda che produceva bacchette per ombrelli. L’area è interessata da contaminazione dei suoli per i parametri idrocarburi nella zona ove erano ubicati i serbatoi per il riscaldamento e per la presenza di scorie. È stato affidato l’incarico ad Aria al fine dell’esecuzione degli interventi sul sito. Si ipotizza la gara entro marzo.
Sesto San Giovanni – Viale Italia 936. Area industriale dismessa dove veniva svolta lavorazione di carpenteria metallica. L’area dall’avvio del procedimento di bonifica, avvenuto nel 2010 a seguito di indagini ambientali funzionali al cambio di destinazione d’uso, è stata oggetto di conferimento di rifiuti derivanti da lavori di edilizia. La contaminazione riguarda i suoli per i parametri metalli ed idrocarburi. Nel 2023 sono state svolte delle indagini integrative al fine dell’aggiornamento del progetto di bonifica e la caratterizzazione dei rifiuti presenti sull’area. È stato affidato l’incarico ad Aria al fine dell’esecuzione degli interventi sul sito. La gara è prevista entro marzo.
Turbigo e Vimodrone
Turbigo – Area Agricola Molinara. Intervento in capo ai privati.
Vimodrone, – Area Nova–Elfe, ex discarica Eca. È una discarica ante-norma con presenza di rifiuti solidi di viario genere e attualmente con insediamenti abusivi. Risultano contaminati i terreni da metalli pesanti e composti organici e risultano superamenti in falda per i solventi clorurati non sono imputabili alla discarica in quanto rilevati anche nei piezometri di monte idrogeologico e imputabili ad inquinamento diffuso. La progettazione prevede la messa in sicurezza permanente tramite chiusura superficiale e ripristino ambientale del sito e il monitoraggio post operam dei biogas. Aria ha pubblicato il bando di gara il 5 febbraio 2025. Nel frattempo vi è statolo sgombero degli abusivi.
Como
Como – Area ‘Condominio Annunciata’. Palazzina ad uso residenziale per cui sono risultati contaminati i suoli e la falda da idrocarburi a seguito della fuoriuscita da serbatoi interrati per uso domestico nell’area delle cantine. L’intervento di bonifica prevede la messa in sicurezza tramite resine epossidiche dell’area cantine e il monitoraggio della falda post-intervento per verificare l’attenuazione naturale. È in fase finale la realizzazione della messa in sicurezza permanente, che si concluderà a breve.
Lecco
Vercurago – Area ex Safilo. L’attività industriale riguardava la produzione di acceleranti per la vulcanizzazione della gomma e di manufatti in cemento amianto. L’inquinamento del sito riguarda i suoli, in particolare per la presenza di idrocarburi, metalli, PCB e amianto. L’intervento di bonifica, previa analisi di rischio, prevede la rimozione di hot-spot e la messa in sicurezza permanente dell’area attraverso la messa in opera di un capping di segregazione per l’area con presenza di rifiuti e la messa in sicurezza permanente della restante area attraverso l’impermeabilizzazione delle superfici. È inoltre previsto il monitoraggio delle acque di falda al fine di valutare lo stato qualitativo della stessa. Aria ha pubblicato il bando di gara il 5 febbraio 2025.
Monza Brianza
Bovisio Masciago – Area ex Relub. Area industriale dismessa dove a partire dagli anni ’50 fino al 1993 è svolta attività meccanica e di trattamento termico di carpenteria. Dalle indagini condotte in passato risultavano contaminati i suoli da idrocarburi, ammine aromatiche e rame. Le indagini aggiornate al 2023 hanno mostrato superamenti solo a carico dei metalli. Il procedimento di bonifica si è concluso con l’analisi di rischio che ha escluso il rischio per la salute umana. Il sito, pertanto, risulta non contaminato.
Cesano Maderno, aree ex Snia. Discarica abusiva cessata prima del 1980. Sono presenti rifiuti solidi di vario genere classificabili come pericolosi e non pericolosi e fusti di stoccaggio e deposito combustibili. Il suolo è contaminato da composti aromatici policiclici, idrocarburi, metalli, composti organici aromatici e Pcb. La progettazione prevede la messa in sicurezza permanente dell’area. E’ attualmente in corso la redazione del progetto esecutivo da mandare in gara.
Villasanta – Ex Lombarda Petroli. Area industriale dismessa dov’era svolta attività di deposito e stoccaggio di prodotti petroliferi. La contaminazione riguarda i suoli e la falda per la presenza di idrocarburi e metalli. È stato affidato l’incarico ad Aria Spa per l’esecuzione degli interventi sul sito. La stessa società sta procedendo anche alla riattivazione della barriera idraulica.
Monza
Monza – Area Fratelli Re di Schiantarelli. Ex area industriale ora dismessa. Lo stabilimento era adibito alle lavorazioni di cromatura, ramatura, cadmiatura, argentatura e verniciatura di parti metalliche con un piano seminterrato occupato dagli impianti di depurazione. L’inquinamento del sito riguarda solo la matrice suolo, per la presenza di metalli, in particolare cromo VI, e idrocarburi. L’intervento prevede la rimozione dei rifiuti presenti in loco, la demolizione delle strutture, l’asportazione del primo metro di terreno contaminato e la messa in sicurezza permanente per le restanti quote attraverso l’impermeabilizzazione delle superfici. Aria ha pubblicato il bando il 5 febbraio 2025.
Monza -Area Diefenbach. Intervento in capo ai privati.
Sondrio
Sondrio – Area exCotonificio Fossati. Zona industriale dismessa. Dalla fine ‘800 fino al 2011 si è svolta attività di filatura e lavorazione tessile. Risultano contaminati i suoli da metalli e idrocarburi e presenza di rifiuti. L’incarico affidato ad Aria per l’esecuzione degli interventi sul sito. La gara dovrebbe svolgersi entro marzo.
Varese
Malnate – Ex Siome (2 lotti). Area industriale ora dismessa, adibita in passato alla fabbricazione, lavorazione e fusione di prodotti in metallo. Nel suolo sono presenti metalli, idrocarburi pesanti e ipa. L’intervento di bonifica riguarda la rimozione dei serbatoi interrati e lo scavo e smaltimento dei terreni contaminati. La bonifica del primo lotto risulta chiusa in seguito alla disamina del collaudo e della valutazione di Arpa. Per il lotto ex Siome – Folla di Malnate, Aria ha pubblicato il bando di gara il 5 febbraio 2025.
L’assessore regionale ai Trasporti e Mobilità sostenibile, Franco Lucente, ha partecipato a Bellinzona, in Svizzera, alle celebrazioni per i 20 anni di ‘TILO’, la società partecipata FFS (Ferrovie Ferroviarie Svizzere) e Trenord che effettua il servizio nel trasporto pubblico regionale su rotaia in Ticino e in Lombardia. All’evento sono intervenuti anche Denis Rossi, direttore generale TILO, Marco Piuri, presidente del CdA di TILO, e Claudio Zali, direttore del Dipartimento del territorio della Repubblica e Cantone Ticino.
“Quella tra TILO e Regione Lombardia – ha affermato Lucente – è una collaborazione virtuosa che sta dando risultati importanti. Un trend in continua crescita, visto che ogni giorno sono più di 12.000 le persone che varcano i confini di Chiasso e Stabio/Gaggiolo”.
Nel corso degli anni, ‘TILO’ ha ampliato notevolmente l’offerta ferroviaria: si stima che a fine anno, oltre 24 milioni di passeggeri avranno utilizzato TILO nel 2024, un trend in evidente crescita rispetto ai 22,8 milioni di passeggeri del 2023. In totale, le corse giornaliere sono 480 e le destinazioni servite 63, di cui 28 in territorio italiano.
Assessore Lucente: Tilo accorcia distanze tra Lombardia e Svizzera
“Vogliamo potenziare ulteriormente – ha proseguito – i servizi ferroviari transfrontalieri, infatti proprio di recente abbiamo stanziato 403 milioni di euro per l’acquisto di 16 nuovi treni destinati ai servizi ‘Regio Express’ e al trasporto transfrontaliero con la Svizzera: nello specifico, 9 per i servizi italiani e 7 per quelli transfrontalieri. Regione Lombardia ha conferito a FerrovieNord l’acquisto di nuovi convogli dedicati, principalmente, al servizio con la Svizzera ‘RE80′ Milano-Como-Locarno. Il nostro obiettivo è immettere il primo treno nel 2028 e completare l’immissione in servizio dei rotabili entro il 2031″.
“È un segnale tangibile – ha concluso l’assessore Lucente – della nostra volontà di implementare un servizio particolarmente gradito ai viaggiatori, che accorcia ulteriormente le distanze tra Lombardia e Svizzera”.
Una Lombardia inedita, lontana dal ritmo frenetico della metropoli, ma altrettanto capace di sorprendere e incantare: questo il cuore del progetto intercomunale di promozione turistica ‘Tra Navigli e Ticino – Percorsi di Autenticità’, presentato mercoledì 4 dicembre a Palazzo Lombardia, alla presenza dell’assessore regionale al Turismo, Marketing Territoriale e Moda, Barbara Mazzali, e dai rappresentanti istituzionali di Comuni dell’hinterland milanese.
Con l’occasione è stato anche lanciato il nuovo brand del progetto insieme alla programmazione di eventi ‘Percorsi d’Inverno’, un suggestivo calendario di appuntamenti sostenuto dal bando regionale ‘OgniGiornoInLombardia’.
Gli enti aderenti al progetto
Qui di seguito gli enti aderenti al progetto: Abbiategrasso, Albairate, Bareggio, Bernate Ticino, Besate, Binasco, Cassinetta di Lugagnano, Castano Primo, Cisliano, Corbetta, Cuggiono, Cusago, Gaggiano, Inveruno, Morimondo, Nosate, Ozzero, Robecchetto con Induno, Trezzano sul Naviglio, Vermezzo con Zelo, Zibido San Giacomo, Parco Lombardo della Valle del Ticino, Consorzio dei Navigli.
Al tavolo, tra gli altri, Ismaele Rognoni, presidente del Parco Lombardo della Valle del Ticino, e Carlo Ferrè, presidente del Consorzio dei Navigli spa.
Un viaggio tra autenticità e bellezza
“Esiste un ‘Fuori Milano’ straordinario – ha dichiarato Barbara Mazzali – fatto di borghi incantevoli, scorci naturali unici e tradizioni che si intrecciano armoniosamente con la modernità. Questo progetto rappresenta un eccellente esempio di come unire le forze possa valorizzare al meglio il nostro territorio, offrendolo al turismo di qualità che oggi cerca esperienze autentiche e memorabili. Continuerò a sostenere iniziative come questa, perché ogni angolo della Lombardia merita di essere raccontato e vissuto”,
I numeri
I numeri confermano il fascino crescente di queste destinazioni. Secondo l’Osservatorio regionale per il Turismo, i 21 Comuni dell’Area Metropolitana di Milano che si affacciano sui Navigli e sul Ticino hanno registrato, tra gennaio e agosto 2024, una crescita del 2,17% nei pernottamenti rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un segnale chiaro del valore di questo territorio che, con il progetto ‘Percorsi d’Inverno’, si presenta come una meta irrinunciabile per chi cerca paesaggi da cartolina e un’accoglienza calorosa e autentica.
‘Tra Navigli e Ticino – Percorsi di Autenticità’: borghi e natura
Tra le tappe più suggestive spiccano Cassinetta di Lugagnano e Morimondo, inserite tra i ‘Borghi più belli d’Italia’. “Questi due gioielli della Città Metropolitana di Milano – ha sottolineato l’assessore – rappresentano l’anima più affascinante e genuina della Lombardia. Scoprire i loro scorci storici e le meraviglie naturalistiche è come entrare in una dimensione sospesa nel tempo”.
Fare rete
Ma la vera novità è la capacità di fare rete: i Comuni coinvolti hanno saputo creare un racconto unico e coinvolgente, dove ogni appuntamento si inserisce in un mosaico di esperienze che si completano a vicenda. Dall’arte alla natura, dall’enogastronomia alla storia, tutto contribuisce a un itinerario che parla di autenticità, tradizione e bellezza.
‘Percorsi d’Inverno’: l’essenza di un territorio
L’area tra Navigli e Ticino si distingue per la sua identità unica: piste ciclabili e sentieri immersi nel verde, dimore storiche, antiche abbazie e un ricco tessuto di eccellenze agricole e artigianali. I Comuni partecipanti, tra cui Abbiategrasso, Morimondo, Corbetta, Inveruno, Binasco e Albairate, hanno creato un calendario di eventi in grado di esaltare queste peculiarità, rendendo ogni visita un’esperienza unica e autentica.
Bellano ospiterà l’assemblea nazionale dei ‘Borghi più belli d’Italia’
Barbara Mazzali ha concluso ricordando l’importanza del prossimo appuntamento: nel 2025, Bellano ospiterà l’assemblea nazionale dei ‘Borghi più belli d’Italia’, un’occasione straordinaria per dare visibilità a quella Lombardia che sta imparando a raccontarsi al mondo con un’energia e una visione nuova.
Beatrice Poggi, vicesindaco di Abbiategrasso, capofila del progetto: uniti per valorizzare il nostro territorio
“Immaginate un territorio che sa raccontare la sua anima attraverso i suoi paesaggi – ha dichiarato l’assessore Beatrice Poggi, vicesindaco del Comune di Abbiategrasso – la sua storia e le sue vie d’acqua. Un luogo in cui ogni angolo svela un frammento di autenticità, da scoprire e vivere appieno. Questo è lo spirito con cui i 21 Comuni aderenti al Tavolo del Turismo hanno deciso di unire le forze, intraprendendo un percorso concreto per valorizzare l’area unica che si estende tra Navigli e Ticino. Nasce così il brand ‘Tra Navigli e Ticino – Percorsi di Autenticità’, simbolo di un’identità condivisa e di una visione comune per il futuro. Questo marchio non è solo un logo: è la testimonianza di un impegno collettivo, il primo passo verso una promozione turistica che si fonda sui valori della sostenibilità, della cultura e del rispetto per il nostro straordinario patrimonio”.
Ismaele Rognoni, presidente del Parco lombardo della Valle del Ticino
“Il progetto ‘Tra Navigli e Ticino – Percorsi di Autenticità’ – ha dichiarato Ismaele Rognoni, presidente del Parco Lombardo della Valle del Ticino – mira a valorizzare il patrimonio naturale, storico e culturale dei Comuni e dei soggetti aderenti, a promuovere il turismo sostenibile, incentivare la mobilità dolce e valorizzare l’ecosistema fluviale. E soprattutto, a rafforzare il legame tra le comunità locali e il loro territorio. Il Parco porta in dote due elementi essenziali: la sua grande bellezza e la capacità di essere realtà istituzionale proattiva e di raccordo”.
Carlo Ferrè, presidente Consorzio dei Navigli
“Oltre 15 anni fa abbiamo iniziato l’attività di valorizzazione del territorio dei comuni del consorzio, contestualmente all’avvio della navigazione del Naviglio Grande. Questo è stato un veicolo importantissimo per attrare i visitatori e per far conoscere il nostro territorio e le eccellenze esistenti. Immaginammo già allora che quello sforzo avrebbe dovuto continuare fino a quando tutto il territorio avesse attivato collettivamente ed in modo coeso e unitario la medesima iniziativa. Ciò sta accadendo e deve essere il primo tassello di un percorso ambizioso. Viviamo un territorio che ha tutte le potenzialità per divenire il primo Sistema Turistico della Città Metropolitana di Milano, abbiamo il dovere di cogliere in pieno tale opportunità”.
Domenico Finiguerra, sindaco di Cassinetta di Lugagnano, uno dei borghi più belli d’Italia
“I Borghi più Belli d’Italia – ha sottolineato Domenico Finiguerra, sindaco di Cassinetta di Lugagnano – sono piccoli gioielli che rendono preziosa la trama fitta di bellezza e paesaggio che attraversa tutto il nostro Paese ed anche la Lombardia. Sono luoghi di pace dove il caos delle metropoli e della vita frenetica lasciano il posto a tranquillità e ritmi più umani. Cassinetta di Lugagnano, insieme a Morimondo, aderendo a questo nuovo progetto turistico vogliono portare le eccellenze di tutta la rete dei ‘Borghi Più Belli’, soprattutto lombardi, che nel 2025 si riuniranno a Bellano in occasione dell’assemblea nazionale. Viviamo un periodo storico – ha aggiunto – in cui tutto è globalizzato, tutto può essere delocalizzato e riprodotto. Ma la tipicità dei luoghi, i prodotti della terra, la storia, il patrimonio architettonico e paesaggistico fanno eccezione, perché non possono essere portati altrove, ma possono costituire un’ossatura magnetica in grado di attrarre chiunque sia alla ricerca di esperienze che rigenerano e portano buona qualità della vita, per poche ore, per pochi giorni e perché no, per tutta un’esistenza”.
A questo link, alcune slides elaborate dall’Osservatorio turistico regionale, inerenti al progetto.
Subito disponibili i 44 milioni di finanziamenti, per 44 proposte di cui 30 coinvolgono la Lombardia, nell’ambito della prima finestra dell’Avviso dei progetti ordinari del Programma Interreg VI Italia-Svizzera. Lo annuncia l’assessore della Regione Lombardia a Enti locali, Montagna e ai Rapporti con la Confederazione elvetica, Massimo Sertori.
“Nell’ambito della prima finestra rimasta aperta da gennaio ad aprile scorsi – dice l’assessore Sertori commentando le graduatorie approvate dal Comitato Direttivo del Programma Interreg – sono state candidate 99 proposte, delle quali 69 entrate in graduatoria. Ben 44 i progetti immediatamente finanziabili. E ulteriori 16 potranno essere finanziati a seguito di scorrimento della graduatoria”.
Le province della Lombardia dell’area di cooperazione sono presenti in diversi progetti finanziati. Nel dettaglio: Sondrio (7 progetti), Varese (14), Como (8) e Lecco (5). A questi si aggiunge Pavia, presente in due progetti di valenza multiregionale nel settore della ricerca applicata.
Per le 9 idee, al momento non finanziate, resta la possibilità di concorrere con i progetti presentati sulla successiva finestra di finanziamento.
A breve, il 9 dicembre, sulle graduatorie si esprimerà anche il Comitato di Sorveglianza discutendo anche in quali tempi e modalità riaprire l’Avviso nel 2025. Ciò anche a fronte dello scorrimento delle graduatorie proposto.
“Va rimarcato – afferma l’assessore Sertori – come siano ben 49 su 69 i progetti che interessano la Lombardia. Di questi 33 in partenariato con beneficiari del Cantone Ticino, altri 13 con il Cantone dei Grigioni e altri 3 con Ticino e Grigioni (2 progetti) e Ticino, Grigioni e Vallese”. “Si tratta di idee – sottolinea l’assessore – che interessano tutti gli obiettivi specifici selezionati dal Programma. Questo è un segnale di un’ottima risposta da parte dei territori lombardi alle opportunità di cooperazione con la vicina Svizzera offerte dall’Avviso”.
Accedono al finanziamento proposte che riguardano lo ‘Sviluppo e il rafforzamento delle capacità di innovazione e introduzione di tecnologie avanzate’. Si aggiungono quelle per l’‘Adattamento ai cambiamenti climatici, prevenzione dei rischi di catastrofe e maggiore resilienza’. A queste ultime si affiancano le proposte su ‘Riduzione dell’inquinamento, protezione della natura e della biodiversità’.
Sostegno anche alle azioni per l’‘Integrazione delle reti di trasporto e rafforzamento della mobilità intermodale e sostenibile’ e a quelle per ‘Parità di accesso all’assistenza sanitaria e passaggio dall’assistenza istituzionale a quella su base familiare e sul territorio’.
“Come si può vedere – conclude l’assessore Sertori – le idee avanzate nell’ambito dell’Avviso del Programma Interreg, ancora una volta, dimostrano che il confine amministrativo tra i territori italiani, lombardi e della Confederazione elvetica è tale solo sulla carta. E che le popolazioni che vivono al di qua e al di là delle montagne condividono proposte che concretizzano lavorando insieme. Toccando gli ambiti dell’innovazione, della tecnologia, dei cambiamenti climatici, della protezione civile, dell’inquinamento, dei trasporti e dell’assistenza sanitaria. Con un cammino comune verso un futuro più sostenibile e servizi più moderni ed efficienti”.
Il link alla scheda dei progetti che beneficiano dei fondi.
Città elegante, accogliente, adagiata in uno scenario naturale davvero meraviglioso: Lugano conquista al primo sguardo e sin dalla prima volta che la si raggiunge. È una città che offre un mix vincente di due culture: quella italiana, dista infatti dal confine solamente pochi chilometri, e quella svizzera essendo parte del Canton Ticino. Si affaccia sull’omonimo lago, regalando scorci di impareggiabile bellezza, mentre è incorniciata dalle cime delle montagne: il San Salvatore e il Monte Bre.
Un luogo bellissimo in ogni momento dell’anno, che per le feste si accende di ulteriore magia, grazie a un programma ricco, diversificato e per tutti i gusti, ma anche a un’atmosfera perfetta per questo periodo così speciale. Lugano a Capodanno è la meta da raggiungere per tutti coloro che cercano un luogo elegante e accogliente, ricco di bellezza e di fascino, ma anche di cose da fare per divertirsi e trascorrere momenti spensierati, immersi in uno scenario alpino di rara bellezza.
Cosa fare a Capodanno 2025 a Lugano: gli eventi, le informazioni più utili, come muoversi in città, i locali da conoscere e le temperature, per partire preparati e godersi una vacanza da sogno.
Cosa fare a Capodanno a Lugano, tutti gli eventi
Il mese di dicembre a Lugano è davvero speciale: l’atmosfera della città diviene ancora più magica, basti pensare al fatto che questo luogo si snoda come un gioiello prezioso nel cuore di uno scenario che sembra proprio la perfetta scenografia per il Natale, incastonato tra alte montagne, mentre si affaccia su uno splendido lago.
Il programma degli eventi tra Natale e Capodanno è davvero ricco e si conclude il 7 gennaio del 2025, dando modo a tutti di vivere le tante proposte e rendere ancora più fantastico questo mese così speciale. Da non perdere, ad esempio, il mercatino di Natale che si sviluppa per tutto il centro e che rimane accessibile anche dopo il 25 dicembre. Nel dettaglio dal 27 dicembre al 7 gennaio si potrà ammirare in piazza Manzoni e il 31 dicembre dovrebbe rimanere aperto fino alle 19: potrebbe essere divertente fare un giro alla scoperta di tanti prodotti prima di apprestarsi a concludere l’anno.
Cuore pulsante delle feste, Capodanno compreso, sarà la suggestiva piazza della Riforma: si tratta del centro città, un luogo vivo e vivace, ricco di locali e di bellissimi palazzi. Lì si trovano gli Chalet gastronomici, i luoghi perfetti per assaggiare qualche specialità stagionale e sono aperti anche il 31 dicembre: sul sito ufficiale dedicato agli eventi viene segnalato che osserveranno l’orario 15 – l’una di notte, mentre il primo gennaio apriranno i battenti alle 11 per chiudere a mezzanotte.
Nella stessa location ogni sera dj set o musica, non è ancora specificato che tipologia di evento ci sarà in programma la notte di Capodanno, ma senza dubbio piazza della Riforma (come del resto accade ogni anno) sarà centrale. Quest’anno è previsto anche un brindisi per salutare l’arrivo del 2025 con RSI Rete Tre.
Un’altra esperienza che si potrà vivere il 31 dicembre, ma anche gli altri giorni primo gennaio compreso, è quella di mettersi alla prova con il pattinaggio sul ghiaccio: la pista è stata realizzata all’interno di uno degli splendidi parchi cittadini (Parco Ciani) e fa immergere in un’atmosfera fatata, complici le luci, l’ambientazione e la musica. La pista si può utilizzare gratuitamente, ha un costo – invece – l’utilizzo dei pattini o del supporto che si possono noleggiare. C’è anche un punto ristoro in cui deliziare il palato con cioccolata calda o vin brulè. L’orario di apertura che viene osservato l’ultimo giorno dell’anno e il primo gennaio è dalle 11 alle 21.
Per un pomeriggio dedicato ai bambini e alle famiglie, invece, il 31 dicembre e il primo gennaio, è aperto anche il Villaggio di Natale presso l’asilo Ciani, che sarà accessibile a partire dal 27 dicembre e fino al 7 gennaio. Orario per l’ultimo e il primo giorno dell’anno: 14 – 18. Con queste premesse Lugano è una di quelle mete perfette per trascorrere il Capodanno 2025.
Fonte: iStockLugano, gli eventi da non perdere a Capodanno
Musica, il concerto per chiudere l’anno a Lugano
Un appuntamento ormai entrato di diritto tra i più amati è quello con la musica ed è in programma il 31 dicembre a partire dalle 18 presso Lac – Sala teatro: il Concerto di San Silvestro con l’Orchestra della Svizzera italiana, in questa occasione insieme al mezzosoprano Marina Viotti, si conclude con un brindisi a cui è invitato anche il pubblico per chiudere l’anno in bellezza.
Il programma musicale è ricco e vedrà esibirsi questa artista, che è stata anche tra i protagonisti della Cerimonia d’apertura delle Olimpiadi di Parigi.
Il primo gennaio, appuntamento con la tradizione
È ormai tradizione consolidata iniziare l’anno nuovo con un corteo che da piazza della Riforma arriva al Palazzo dei Congressi, qui si tiene ogni anno un incontro con le autorità e le associazioni. La data è quella del primo gennaio 2025 e l’orario di inizio è previsto alle 11 del mattino. Il programma prevede auguri, musica e intermezzi artistici, oltre a un discorso del primo cittadino e alla presenza di un ospite speciale. Si chiude la cerimonia con un rinfresco che viene offerto ai presenti.
Vita notturna e discoteche a Lugano
In una città che offre tantissimo come la meravigliosa Lugano in Svizzera, non possono mancare i locali per chi ama la vita notturna, posti in cui trascorrere serate all’insegna del divertimento in un’atmosfera curata.
Ad esempio, si può scegliere Seven The Club, che si trova nel cuore della città nel medesimo stabile del Casinò. È aperto il venerdì e il sabato, dalla mezzanotte alle cinque del mattino. The Lounge, del medesimo gruppo, invece è aperto ogni giorno da mezzogiorno fino alla notte: offre vista lago, dj set e un menù per stuzzicare il palato.
Un altro locale da provare è il Jungle Club Lugano che si trova in via Cantonale. A quanto pare, il venerdì e il sabato sera apre i battenti a mezzanotte con serate all’insegna del divertimento. Oppure si può scegliere l’Underground Club che si trova in via Soave ed è aperto il venerdì e il sabato da mezzanotte, nel mese di dicembre 2024 anche il giovedì dalle 23.
Serate musicali con concerti o dj set al Bar Oops in via Buffi: offre una programmazione molto ampia di eventi diversificati e per tutti i gusti.
Questi sono solo alcuni dei club e dei locali che si possono trovare a Lugano, ma ce ne sono tanti altri tutti pronti a regalare serate divertenti e al ritmo di ottima musica.
Fonte: iStockLugano, la vita notturna: alcuni indirizzi
Come muoversi a Lugano a Capodanno
Lugano è ben servita dai mezzi pubblici, infatti – come riporta il sito del comune – vi sono quattro società che hanno diverse linee che portano anche verso le zone più periferiche.
La TPL – Trasporti Pubblici Luganesi ha ben 16 linee che coprono centro e vie periferiche, mente AutiPostale collega centro e periferie con 14 percorsi, fa da legame tra i quartiere della zona nord con il cuore di Lugano, invece, la ARL – Autolinee Regionali Luganesi, mentre SNL – Società Navigazione del Lago di Lugano ha due linee che collegano la città rispettivamente a Campione d’Italia e Gandria. Non ci sono ancora dettagli in merito al funzionamento dei mezzi nella notte di Capodanno ma, negli anni passati, sono state pensate agevolazioni per favorire l’utilizzo dei mezzi pubblici.
Il centro città è ricco di spazi dedicati esclusivamente ai pedoni o aree a traffico limitato, quindi, vale la pena pensare di fare una camminata e di godersi il cuore di Lugano senzo lo stress dell’automobile. Diversamente si può optare per la bicicletta grazie ai percorsi ciclabili e al servizio di bikesharing con 116 postazioni.
Per chi lo desidera, poi, ci sono i taxi che operano in città: alcuni di questi con l’autorizzazione a fermarsi in attesa dei clienti nelle aree preposte. Il numero di prenotazione è +41 91 922 88 33.
È bene sapere che i turisti possono fare richiesta e utilizzare Ticino Ticket che permette – tra le tante cose – di viaggiare gratuitamente con il trasporto pubblico o di ottenere degli sconti speciali su quello turistico, si ottiene pernottando in uno degli oltre 500 alloggi partner dell’iniziativa.
Il clima di Lugano a Capodanno
Maglioni pesanti, giacche e cappelli: il clima di Lugano a Capodanno può essere davvero freddo, in perfetto stile Natale: infatti questa destinazione è un sogno ad occhi aperti per tutti coloro che amano le atmosfere incantante e gli inverni vissuti in un’ambientazione che somiglia in tutto e per tutto alle fiabe più belle.
Le temperature, però, non sono eccessivamente basse rendendo comunque gradevole la permanenza in questa meravigliosa città della Svizzera. In genere, infatti a minima di dicembre si attesta a due gradi, che scendono a uno nel mese di gennaio. La media è intorno ai quattro gradi, mentre la massima sui sette.
Si tratta anche di un periodo in cui le precipitazioni non sono numerose, per cui quello di Capodanno è senza dubbio un periodo magico per raggiungere Lugano. Un luogo che offre tantissimo, a partire dalla bellezza della natura, che vale la pena esplorare se ci si ferma qualche giorno in questa località, magari conoscendo il lago e i borghi che lo punteggiano, oppure le montagne che circondano la città.
E ancora il suo centro storico, dove vi sono anche dei portici, e i suoi parchi. Una città da vivere, anche a Capodanno 2025 per scoprire il fascino di un posto in cui la cultura italiana e quella svizzera si intrecciano.
Fonte: iStockLugano, le temperature di dicembre: quali sono
Da Lombardia trasferimento a Province e Comunità montane dei ristorni dei frontalieri
“Trasferiamo a Province e Comunità montane lombarde – spiegano il presidente Fontana e l’assessore Sertori – 12.921.697,47 euro, le somme spettanti alla Regione Lombardia dal ristorno delle imposte a carico dei lavoratori frontalieri relativamente al 2022 versate nei Cantoni Ticino, Grigioni e Vallese”.
La Legge 83 del 2023
Il meccanismo dei ristorni, in base all’accordo Italia-Svizzera sui frontalieri, è regolato dalla legge 83 del 2023, che evita le doppie imposizioni fiscali, e prevede il riconoscimento di una quota ‘compensativa’ alle Comunità Montane e alle Province all’interno dei cui territori sono situati i Comuni di frontiera con una percentuale di lavoratori frontalieri minore del 3% sul totale dei cittadini residenti.
Fontana: operosità lombarda si traduce in ‘tesoretto’
“Si tratta di soldi pagati, sotto forma di tassazione nei Cantoni della Confederazione elvetica – ricorda il presidente lombardo –, dalle nostre lavoratrici e lavoratori che in Svizzera lavorano contribuendo a produrre una ‘ricchezza’ che torna, come ‘tesoretto’, in Lombardia per opere pubbliche”.
Corposa rappresentanza
“I frontalieri – conclude Fontana – rappresentano infatti una corposa rappresentanza. Donne e uomini che, ogni giorno, lavorano nell’economia svizzera, nel commercio, nel terziario e nelle industrie dei Cantoni svizzeri. Attraverso i ristorni vengono quindi ‘compensate’ le zone territoriali lombarde di loro appartenenza”.
Sertori: trasferimento fondi in unica erogazione
“Anche nel 2024 – dice l’assessore Sertori – Regione Lombardia ha scelto di erogare in un’unica soluzione alle Province e alle Comunità montane beneficiarie, le somme attribuite derivanti dal ristorno fiscale delle imposte a carico dei lavoratori frontalieri. Alle realtà assegnatarie dei contributi il compito di presentare alla Direzione Generale competente, entro 6 mesi dalla data di pubblicazione della delibera sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia, il provvedimento con il quale approvano il dettaglio della programmazione con la tempistica riguardo all’esecuzione dei lavori relativamente a ogni singolo progetto che si intende realizzare usufruendo dei fondi derivanti dai ristorni”.
Meccanismo ristorni fino al 2033
“Voglio ricordare – prosegue l’assessore – che il meccanismo dei ristorni sarà in vigore fino al 2033, come stabilito nell’Accordo Italia-Svizzera che ha individuato un periodo transitorio decennale, a partire dal 2023, cessato il quale sarà il Governo italiano a ‘compensare’ i territori dei frontalieri”. “I fondi – conclude Sertori – serviranno a Province e Comunità montane per realizzare progetti e interventi sul territorio”.
I riparti
Comunità montane
Di seguito ecco quindi il riparto dei fondi derivanti dai ristorni per Comunità montane:
Como
Valli del Lario e del Ceresio: 171.119,25 euro;
Lario Intelvese: 67.277,65 euro;
Triangolo Lariano: 1.074.979,92 euro.
Lecco
Lario Orientale-Valle San Martino: 122.854,85 euro;
Valsassina, Valvarrone, Val d’Esino e Riviera: 172.581,82 euro.
Sondrio
Valchiavenna: 100.916,48 euro;
Valtellina di Sondrio: 340.775,95 euro;
Valtellina di Tirano: 193.057,62 euro;
Alta Valtellina: 312.987,35 euro;
Valtellina di Morbegno: 124.317,42 euro.
Brescia
Valle Camonica: 46.801,85 euro.
Varese
Valli del Verbano: 450.467,78 euro.
Province
E questo. infine, il riparto dei ristorni per le singole Province:
“A Magenta insieme ai sindaci del territorio abbiamo dato vita a un bellissimo momento di confronto. Tutti insieme per ricordare la storia del Parco del Ticino, in occasione del suo cinquantesimo anniversario. Un’area verde protetta che riveste un ruolo importante. Per tutto il territorio interessato”. Così Gianluca Comazzi, assessore al Territorio e Sistemi verdi della Regione Lombardia, a Magenta, al convegno in occasione del convegno per ricordare i primi 50 anni del Parco del Ticino. Il convegno, inserito nelle celebrazioni del Parco, si è tenuto a Magenta (Milano) nella mattinata di giovedì 26 settembre 2024.
50 anni di Parco Ticino, il sostegno della Regione
“Come assessore al Territorio e Sistemi verdi – ha sottolineato – ho voluto ribadire il sostegno della Regione Lombardia a questo importante polmone verde che abbraccia tre province”. “Il Parco del Ticino – ha concluso Comazzi – è un patrimonio prezioso. Una scrigno che racchiude in sé la storia, l’identità, la cultura, l’agricoltura e le radici di 47 Comuni”.