Nella sede Aler di Varese sono state simbolicamente consegnate le chiavi di otto case destinati ai Vigili del Fuoco. L’iniziativa è promossa da Regione Lombardia, in collaborazione con Aler, per garantire una soluzione abitativa agli operatori del Corpo nazionale, così da facilitarne la permanenza sul territorio.
Otto case Aler a canone concordato a Varese ai Vigili del Fuoco
Gli alloggi, confortevoli e riqualificati, sono distribuiti tra Varese, Gallarate e Somma Lombardo e sono assegnati a canone concordato ai Vigili del Fuoco varesini. Sono una risposta al recente potenziamento dell’organico del Comando provinciale. Quello messo in campo a Varese è comunque un progetto pilota replicabile anche in altre province e per altre categorie di lavoratori impegnati nella pubblica sicurezza.
La ‘consegna’ delle chiavi: i partecipanti
Alla cerimonia di consegna hanno partecipato il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, e gli assessori regionali Paolo Franco (Casa e Housing sociale) e Francesca Caruso (Cultura).
All’evento sono intervenuti, tra gli altri, i vertici di Aler Varese-Como-Monza Brianza-Busto Arsizio col presidente Stefano Cavallin e il direttore generale Luca Rocchetti. Con loro il direttore regionale dei Vigili del Fuoco Fabrizio Piccinini; il comandante dei Vigili del Fuoco Provincia di Varese Mario Abate. Presente anche il prefetto di Varese, Salvatore Rosario Pasquariello.
Fontana: lavoro quotidiano dei Vigili del Fuoco è irrinunciabile
“Da Varese – ha evidenziato Fontana – mandiamo un segnale chiaro e concreto di vicinanza ai Vigili del Fuoco e alle loro esigenze. Li supportiamo, infatti, su un aspetto dirimente come quello della casa. Il loro lavoro quotidiano è encomiabile e irrinunciabile per la sicurezza della comunità. Poter disporre di un alloggio a costi accessibili è quindi una premessa fondamentale per continuare a prestare servizio in Lombardia. L’iniziativa, attuata con Aler, ci pone come capofila su questo tema anche a livello nazionale, offrendo un modello virtuoso di intervento che può essere applicato anche in altri territori”.
‘Modello Varese’: percorso avviato con lettera d’intenti
La consegna delle chiavi rappresenta la seconda tappa di un percorso avviato il 18 febbraio scorso In quell’occasione il sottosegretario di Stato, Emanuele Prisco, e l’assessore regionale Paolo Franco hanno firmato una lettera d’intenti tra Ministero dell’Interno e Regione Lombardia che pone le premesse per diffondere il ‘modello Varese’ non solo a livello regionale ma anche a livello nazionale.
Franco: risposte tangibili a un problema reale
“Con pragmatismo molto lombardo – ha sottolineato l’assessore Paolo Franco – abbiamo lavorato, in sinergia con i soggetti coinvolti, per dare risposte tangibili a un problema reale. A causa infatti degli affitti elevati, sempre più spesso il personale dei Vigili del Fuoco chiede il trasferimento in sedi dove la spesa abitativa risulta più sostenibile. Questo, in generale, genera ricadute negative per l’operatività del Corpo. Includere gli operatori Vigili del Fuoco nelle iniziative di housing sociale, ovvero nell’assegnazione di alloggi a canone concordato, significa quindi garantire una stabilità abitativa. Intendiamo farlo soprattutto per chi ogni giorno lavora per la collettività con grande dedizione, passione e competenza. Regione Lombardia è dalla loro parte e lo dimostra con i fatti”.
Caruso: modello di collaborazione virtuosa tra istituzioni
“Questo progetto – ha commentato l’assessore regionale Francesca Caruso – non è solo una risposta concreta alle esigenze abitative dei Vigili del Fuoco di Varese. Rappresenta infatti un modello di collaborazione virtuosa tra istituzioni”.
“La sicurezza e il benessere di chi opera quotidianamente per la comunità – ha concluso – è al centro delle nostre politiche. Garantirgli condizioni di vita adeguate è per noi un dovere”.
Aler Varese: progetto da estendere ad altre province
“Ringrazio Regione Lombardia e in particolare il presidente Fontana e l’assessore Franco – ha detto il presidente di Aler Varese-Como-Monza Brianza-Busto Arsizio, Stefano Cavallin – per il prezioso supporto che ha reso possibile l’iniziativa. Questa collaborazione con il Corpo dei Vigili del Fuoco non è solo un’assegnazione di alloggi, ma un progetto pilota che potrebbe essere esteso ad altre province. Il nostro obiettivo è garantire soluzioni abitative adeguate a chi, ogni giorno, lavora per la sicurezza della comunità”.
Vigili del Fuoco: segnale concreto di attenzione nei nostri confronti
Soddisfazione espressa anche dai rappresentanti dei Vigili del Fuoco.
“L’assegnazione di questi alloggi è un segnale concreto di attenzione nei confronti del nostro Corpo e dei suoi uomini, che quotidianamente operano al servizio della collettività affrontando emergenze e situazioni critiche. Disporre di abitazioni adeguate nei territori in cui prestiamo servizio migliora la qualità della vita dei nostri operatori e rafforza il legame con la comunità locale”, hanno dichiarato congiuntamente il direttore regionale dei Vigili del Fuoco, Fabrizio Piccinini, e il Comandante provinciale, Mario Abate.
A Varese, Como e Monza nuove case per le donne vittime di violenza. Nella sede Aler della Città giardino sono state simbolicamente consegnate le chiavi di sette appartamenti destinati a ospitare donne vittime di violenza sulla base del progetto sperimentale promosso dalla Regione Lombardia in collaborazione con Aler, Centri Antiviolenza e Case Rifugio.
A Varese, Como e Monza case per donne vittime di violenza
Gli alloggi – assegnati ad alcune realtà associative di riferimento sul territorio, tra cui: Eos Centro Ascolto Donna di Varese, Telefono Donna di Como, Associazione Rete Rosa di Saronno, Società Cooperativa Sociale L’una e le Altre di Varese e C.A.DO.M. di Monza Brianza – verranno messi a disposizione per un minimo di 5 anni. Il contributo regionale coprirà interamente, per tutto il periodo, il canone di affitto e le spese reversibili. Al termine del primo quinquennio, gli alloggi potranno rimanere a disposizione dei soggetti gestori dei CAV/CR con un canone di locazione concordato.
L’iniziativa rientra nel piano per autonomia abitativa delle donne vittime di violenza varato dalla Regione, che con uno stanziamento di tre milioni di euro, che per questa finalità consentirà la messa a disposizione di 64 appartamenti su tutto il territorio regionale. Nei mesi scorsi, sono stati già consegnati gli appartamenti delle Aler di Milano, Pavia-Lodi, Brescia-Cremona-Mantova.
Un investimento da oltre 3 milioni
Nel suo complesso questa innovativa misura, vede, a oggi, da parte di Regione Lombardia uno stanziamento complessivo di 3 milioni di euro, dei quali 300.000 euro destinati ai CAV e alle CR per i costi relativi all’accompagnamento delle donne nella sperimentazione (costi di personale ma anche arredi degli alloggi, costi di trasporto, spese di registrazione del contratto, utenze ecc).
All’evento, che si è svolto nella sede Aler di Varese, hanno partecipato il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana; l’assessore regionale alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini; l’assessore regionale alla Casa e Housing sociale, Paolo Franco; l’assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso; l’assessore all’Università, Ricerca e Innovazione, Alessandro Fermi; il presidente della IX Commissione regionale Sostenibilità Sociale Casa e Famiglia, Emanuele Monti; e i vertici di Aler Varese Como Monza Brianza e Busto Arsizio: il presidente Stefano Cavallin e il direttore generale Luca Rocchetti.
Presidente Fontana: orgogliosi di questo risultato
“Siamo orgogliosi di poter offrire un sostegno concreto a queste donne, certi che potrà rappresentare uno stimolo e un sostegno per riprendersi il prima possibile le loro vite lontano da paure e violenze”. Così il presidente della Regione, Attilio Fontana, a margine della cerimonia di consegna delle chiavi. “Casa e lavoro – ha osservato il governatore – sono le colonne sulle quali si costruisce la vita di una persona. E per chi ha subito un torto ingiusto, come lo sono le violenze di genere, è ancora più importante essere supportato. Oltre alla misura sulla casa – ha ricordato – abbiamo messo in campo azioni per l’inserimento lavorativo e la formazione. Solo quest’anno, sono oltre 16 i milioni, fra fondi statali e regionali, a disposizione dei 57 Centri antiviolenza e della 161 case rifugio e di accoglienza”.
Assessore Lucchini: una risposta concreta
“La prevenzione e il contrasto alla violenza di genere sono una priorità di Regione Lombardia. Per questo, accanto alle consolidate politiche antiviolenza, abbiamo voluto introdurre provvedimenti innovativi come la sperimentazione dedicata all’autonomia abitativa che ho promosso personalmente raccogliendo le istanze giunte delle operatrici dei nostri Centri Antiviolenza”, ha dichiarato Lucchini.
Una misura, ha proseguito, “per la quale abbiamo stanziato 3 milioni e che sta raccogliendo un’ampia partecipazione, con 260 candidature ricevute. Dopo una prima selezione, sono stati assegnati 64 alloggi e, attraverso un lavoro sinergico tra Aler e Centri Antiviolenza, si è dato avvio ai trasferimenti nelle nuove abitazioni in modo fluido e strutturato. L’iniziativa proseguirà ora con l’individuazione di ulteriori alloggi per far scorrere la graduatoria”.
Accompagnamento donne nella fuoriuscita da violenza
Secondo Lucchini si tratta di “una risposta concreta per accompagnare le donne nel percorso di fuoriuscita dalla violenza garantendo loro un’abitazione che contribuirà a creare le basi di una ritrovata autonomia che consenta loro il ritorno a una quotidianità e a un’indipendenza perduta. Oggi – ha concluso l’assessore Lucchini – con la consegna di altri 7 alloggi Aler alle donne vittime di violenza, tre in provincia di Varese, tre nel comasco e uno nella provincia di Monza e Brianza testimoniamo la necessaria alleanza tra istituzioni a sostegno delle donne e dell’intera comunità”.
Assessore Franco: un modello di intervento
“Per aiutare le donne vittime di violenza – ha dichiarato l’assessore Franco – è fondamentale garantire un’efficace risposta al tema centrale della casa: per ricominciare a vivere è necessario poter disporre di un’abitazione per sé e per i propri figli. In quest’ottica, come Regione Lombardia abbiamo deciso di destinare case a costo zero alle vittime dei soprusi. Una misura, questa, che rientra nelle direttive che abbiamo impartito alle diverse Aler territoriali nell’ambito della ‘Missione Lombardia’, il piano regionale di rilancio delle politiche abitative, dove prestiamo grande attenzione alla dimensione sociale”.
“Anche attraverso progetti come questo – ha proseguito Franco – stiamo ampliando e cambiando il concetto di servizio abitativo: le case dell’edilizia pubblica, oltre alle persone indigenti, devono poter essere assegnate anche ai cittadini che vivono momenti di estrema difficoltà e necessitano di un sostegno da parte delle istituzioni, che riusciamo ad assicurare anche grazie alla decisiva sinergia con le associazioni e gli enti del Terzo settore. Mutare il concetto di casa popolare significa lavorare concretamente per leggere i cambiamenti della società e strutturare un modello di intervento all’insegna del pragmatismo lombardo”.
Assessore Caruso: casa e lavoro per una nuova vita
“Con questa iniziativa – ha detto l’assessore Caruso – Regione Lombardia dimostra concreta vicinanza alle donne vittime di violenza. Regione Lombardia da anni investe, in particolare, su due aspetti fondamentali per la fuoriuscita della donna dal circuito della violenza: la casa e il lavoro.
Solo riacquisendo autonomia abitativa ed economica la donna può realmente uscire dal percorso di violenza subita. La nostra istituzione è in prima linea con un impegno costante per promuovere un cambiamento culturale”.
Assessore Fermi: simbolo di rinascita e speranza
“La consegna delle chiavi – ha aggiunto l’assessore Fermi – rappresenta molto più che l’assegnazione di un alloggio: è un simbolo di rinascita e speranza per donne che hanno vissuto momenti di grande difficoltà. Come Regione, crediamo fermamente che la casa sia un diritto fondamentale e un punto di partenza per ricostruire una vita serena e autonoma. Continueremo a lavorare per creare una rete di protezione e sostegno, affinché nessuna donna si senta sola”.
Cavallin (Aler): progetto e impegno fondamentale per il territorio
“Questo progetto – ha dichiarato il presidente dell’Aler territoriale, Cavallin – rappresenta per noi un impegno fondamentale per il territorio e per le comunità. Con la consegna delle chiavi, vogliamo sottolineare il valore della solidarietà e della collaborazione con le associazioni che ogni giorno si dedicano alla protezione e al sostegno delle donne vittime di violenza. Ringrazio Regione Lombardia per il prezioso supporto che ha reso possibile questa iniziativa”.
I commenti delle associazioni
Sette appartamenti per sette nuove vite. La collaborazione tra Aler, Regione Lombardia e i Centri Anti Violenza delle province di Varese, Como e Monza permette alle donne vittime di violenza di trovare l’autonomia abitativa.
All’incontro con la stampa, presso la sede Aler di Varese (che include anche i territori di Busto Arsizio, Como e Monza e Brianza), oltre al governatore della Lombardia, Attilio Fontana, e ad alcuni assessori della Giunta regionale sono intervenute anche le rappresentanti delle associazioni che assistono le donne vittime di violenza.
EOS Varese: aiutiamo queste donne a rinascere
“Nel 2024 abbiamo assistito 193 donne – ha affermato Marzia Giovannini di EOS Varese – Registrando un incremento del 30% rispetto ai dati del 2023. Sono sempre più giovani coloro che ci chiedono aiuto, anche se possiamo dare una lettura positiva a questi numeri: sempre più spesso viene riconosciuta e denunciata la violenza. È grazie l’iniziativa di Regione e Aler che abbiamo potuto dare una speranza a una donna che non lavorava portandola così a rinascere. Se non si trova l’autonomia, finisci per ricascarci.”
Rete Rosa Saronno: un esperimento che deve continuare
“La Regione Lombardia ha sempre sostenuto i Cav sia per il lavoro che per la casa – continua Oriella Stamerra di Rete Rosa ODV, Saronno – Questa è una cosa diversa, non nell’obiettivo ma nella modalità. Noi non ci tiriamo mai indietro, ma il carico di lavoro è sempre molto importante. L’esperimento di questi alloggi deve continuare”.
Telefono Donna Como: piccoli passi per aiutare più persone
“È difficilissimo per loro avere un contratto di locazione nel mercato privato – aggiunge Laura Tettamanti di Telefono Donna Como – in quanto si tratta spesso di donne che non hanno un reddito. Grazie a questi alloggi abbiamo sistemato due donne. Sono poche, certo, ma ci aspettiamo che goccia dopo goccia riusciamo a conquistarci il mare”.
L’una e le altre (Como): finalmente un luogo dove si sentono a casa
“Avere un posto tutto loro – afferma Federica Trombetta di L’una e le altre, di Como – vuol dire finalmente sentirsi a casa. Dobbiamo ricordare che queste donne sono costrette a lasciare il luogo dove convivevano con il proprio maltrattante e spesso passano per case rifugio, che sicuramente per loro è una salvezza, ma mai una vera e propria casa”.
CADOM Monza: una vera boccata d’ossigeno per le donne
“Per la donna che abbiamo aiutato – dice Manuela Gandini di CADOM, Monza – è stato un vero salto di qualità, perché lei aveva già un’abitazione, era alla fine del percorso della violenza, ma non poteva assistere alle spese. Il costo della vita, soprattutto a Monza, è, infatti, molto alto. L’assegnazione di questo alloggio, quindi, lei l’ha vissuto come una boccata d’ossigeno. E come un autentico ed effettivo un modo per ripartire”.
Attraverso la ‘Missione Lombardia’, il piano regionale delle politiche per la casa, sono stati attivati in provincia di Como investimenti per 21,5 milioni di euro tra interventi per la cura del patrimonio (13,4 milioni), welfare abitativo (6,3 milioni), housing sociale (1 milione), rigenerazione urbana (700.000 euro) e velocizzazione delle assegnazioni. Questi i dati emersi durante la tappa comasca del tour istituzionale voluto dall’assessore regionale alla Casa e Housing sociale, Paolo Franco, per fare il punto sullo stato di avanzamento delle opere e sulle prospettive future, anche attraverso il dialogo con gli stakeholder. All’evento, che si è svolto all’UTR di Como, hanno partecipato anche i vertici di Aler Varese-Como-Monza Brianza-Busto Arsizio: il presidente Stefano Cavallin, il direttore generale Luca Rocchetti e la responsabile di UOG (Unità organizzativa gestionale) di Como Carola Airoldi.
Assessore Franco: il piano di rilancio
“Attraverso la ‘Missione Lombardia’ – ha evidenziato l’assessore Franco – stiamo attuando in provincia di Como importanti investimenti per soddisfare le necessità abitative dei cittadini e migliorare la qualità della vita sui territori. Lo stanziamento delle risorse si accompagna al monitoraggio costante degli interventi, affinchè siano adeguati, efficienti e il più possibile tempestivi. Nel contempo, sosteniamo tutti i progetti del Sistema Lombardia per l’accesso ai finanziamenti statali ed europei. Un piano a tutto tondo per il rilancio delle politiche dell’abitare che vuole incidere, con concretezza, sul tema delle riqualificazioni e prestare anche grande attenzione all’aspetto sociale”.
Riqualificazioni
Aler ha ultimato la riqualificazione di 30 alloggi a Cucciago (via Michelbecco) con uno stanziamento di 1,1 milioni di euro. A questo si aggiungono interventi per 6 milioni di euro su 65 appartamenti a Cadorago (via Mons. Cattaneo), Arosio (via Manzoni 14 e via Giovanni XXIII 19) e Cucciago (via Carducci). Opere queste finanziate con il fondo complementare al PNRR. Mentre entro il 2025 è previsto un intervento di manutenzione straordinaria a Como (via Anzani 34) per 207.692 euro.
Intervento in via Di Vittorio via Cecilio a Como
Per quanto riguarda il complesso Aler di via Di Vittorio – via Cecilio a Como, è in corso il completamento di 36 alloggi SAP (Servizi abitativi pubblici) attraverso un investimento di oltre 6 milioni di euro (circa 4,5 milioni da Regione e 1,5 milioni da Aler). Il cantiere è al 55% di avanzamento dei lavori, la cui ultimazione è prevista per l’aprile 2025.
Efficientamento energetico
Aler ha concluso gli interventi di efficientamento energetico che hanno riguardato 10 fabbricati e 297 alloggi per un totale di 14,7 milioni di euro. A questo si aggiunge l’installazione di impianti fotovoltaici sulle coperture degli edifici Aler a Como (in via Giudici, via di Vittorio, via Tettamanti, in Via San Bernardino da Siena), a Lipomo (in via Canzighina) e a Mariano Comense (via Tre Venezie) per un totale di 245.000 euro. Con un ulteriore stanziamento di 280.000 euro sono stati realizzati nuovi impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo a Como (via de Alebbio, via don Majocchi, via Cuzzi via de Cristoforis) e a Lomazzo (viale Lombardia), e sono stati potenziati altri impianti a Como (in via Tettamanti, in Via San Bernardino da Siena), a Lipomo (in via Canzighina) e a Mariano Comense (via Tre Venezie).
Recupero alloggi sfitti
In provincia di Como sono stati recuperati 162 alloggi sfitti Aler e ammodernati 5 ascensori, mentre ulteriori lavori partiranno a breve in virtù delle gare pubblicate a luglio: il tutto grazie a uno stanziamento complessivo di 1,9 milioni di euro. Rispetto al 2023, gli alloggi sfitti Aler nel territorio comasco sono calati dell’11,9%.
“Sono segnali incoraggianti – ha sottolineato l’assessore Franco – rispetto a un cambio di passo sul tema degli alloggi sfitti: accelerare le operazioni di recupero significa avere a disposizione più abitazioni da riassegnare ai cittadini che rispettano le regole e attendono il proprio turno in graduatoria”.
Rilevante anche l’impegno per la rimozione dell’amianto, attraverso uno stanziamento complessivo di 2,1 milioni di euro, di cui 1,3 milioni per 3 interventi in corso a Como e Anzano del Parco (4 edifici e 45 alloggi) e 803.000 euro per 2 interventi in corso a Rovellasca e Lomazzo (2 edifici e 36 alloggi).
Pronto intervento per la manutenzione
Centrale, nella ‘Missione Lombardia’, il tema del ‘Pronto intervento’: Aler in provincia di Como ha effettuato nel 2024, in risposta alle segnalazioni ricevute, 420 opere di manutenzione per 1,35 milioni di spesa. “L’attenzione al ‘Pronto intervento’ – ha proseguito Franco – è fondamentale per creare un clima di fiducia rispetto al rapporto con gli inquilini: anche su questo tema ho dato alle Aler indicazioni precise affinchè l’impegno sia costante”.
Assegnazioni più veloci
Tema assegnazioni: Aler in provincia di Como ha assegnato 125 appartamenti tra il 2023 (76) e il 2024 (49, dato aggiornato a fine agosto), segnando dunque nell’anno in corso un incremento del 30% delle assegnazioni rispetto allo stesso periodo del 2023. “Velocizzare le procedure per assegnare le abitazioni – ha detto l’assessore Franco – è un punto nodale della ‘Missione Lombardia’ e questi primi dati dicono che siamo sulla strada giusta”.
Contributi per affitto e utenze
Per quanto riguarda il cosiddetto ‘welfare abitativo’, sono attive due iniziative finanziate da Regione Lombardia: il ‘contributo di solidarietà’ per le famiglie che non riescono a pagare canone e utenze (circa 1,2 milioni di euro per il 2024 nel Comasco) e la misura ‘perlaffitto’ che consente agli Ambiti e ai Comuni di utilizzare risorse regionali per i cittadini con ISEE inferiore a 26.000 euro che non riescono a pagare l’affitto sul libero mercato: in provincia di Como sono stati assegnati 220.000 euro nel 2024, con 30.000 euro ancora disponibili per l’Ambito di Olgiate Comasco.
Housing sociale
‘Missione Lombardia’ punta anche a incrementare l’housing sociale. I programmi di Aler Como prevedono 4 alloggi studenti degli istituti tecnici superiori, 7 alloggi per cohousing destinato agli appartenenti alle Forze dell’Ordine e 3 alloggi per le donne vittime di violenza. Mentre ammonta a 1 milione di euro lo stanziamento per il bando housing che riguarda 13 alloggi a Como relativi all’intervento della Cooperativa di Abitazione Comense, con graduatoria pubblicata il 4 ottobre. Inoltre, con un provvedimento di recente approvazione, è prevista l’assegnazione di ulteriori abitazioni a studenti degli istituti tecnici superiori (4 alloggi) e Forze dell’Ordine (7 alloggi).
“Come Regione Lombardia – ha concluso Franco – stiamo potenziando l’housing sociale per mutare e ampliare il concetto di servizio abitativo: occorre certamente dare una casa agli indigenti, ma è necessario impegnarsi anche per le diverse categorie di persone che faticano a trovare una soluzione sul mercato privato: penso agli studenti o a chi lavora nei servizi essenziali. Inoltre, la presenza di personale delle Forze dell’Ordine nelle case popolari rappresenta un valore aggiunto in termini di vivibilità e sicurezza”.
Collaborazione proficua
“Desideriamo esprimere la nostra sincera gratitudine a Regione Lombardia e all’assessore alla Casa e Housing sociale, Paolo Franco – hanno affermato il presidente Aler Stefano Cavallin e il direttore generale Luca Rocchetti – per il costante e prezioso supporto che offrono alla nostra azienda. Sotto la guida della nuova giunta, l’assessore Franco ha introdotto importanti novità, stimolando le Aler a recepire con maggiore attenzione le istanze specifiche dei territori. Come presidente e direttore generale riteniamo fondamentale il nostro impegno diretto nel rispondere alle esigenze locali, con un’attenzione particolare alle necessità abitative dei dipendenti delle realtà che garantiscono i servizi pubblici essenziali. La stretta collaborazione con l’assessore Franco e il suo staff ci permette di consolidare il nostro ruolo di riferimento per le comunità rafforzando l’efficacia delle nostre azioni sul territorio”.
Vertice a Palazzo Lombardia, mercoledì 18 ottobre, tra l’assessore regionale alla Casa e Housing sociale, Paolo Franco, e i 5 presidenti delle Aler (Aziende Lombarde per l’Edilizia Residenziale) designati dalla Giunta pochi giorni fa.
“Ho voluto subito un incontro operativo – ha sottolineato l’assessore Franco – per definire le priorità di azione e procedere concretamente verso obiettivi comuni. Ho ribadito l’indicazione di porre la massima attenzione ai temi della legalità, degli sgomberi, della riqualificazione e manutenzione edilizia e del mix abitativo, oltre alla necessità di offrire opportunità abitative a cittadini e famiglie non indigenti che però non riescono ad accedere al mercato degli affitti: parliamo di giovani coppie, famiglie numerose, giovani al primo impiego, papà separati, situazione questa che riguarda l’area di Milano ma non solo”.
Missione Lombardia
“Ai nuovi presidenti Aler – ha evidenziato Franco – ho ricordato che Regione Lombardia sta investendo ingenti risorse sul tema della casa e dell’housing sociale. Abbiamo messo in campo il piano ‘Missione Lombardia’ per coinvolgere più istituzioni possibili con l’obiettivo di migliorare qualità e capacità abitativa pubblica. Parliamo di 1,5 miliardi di euro, di cui oltre 786 milioni già cantierizzati. Dalla ristrutturazione degli immobili al tema dell’efficientamento energetico: lo sforzo è senza procedenti in tutta la Lombardia”.