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‘Premio Lombardia è Ricerca’ per studenti, annunciati i vincitori 

Annunciati i vincitori del ‘Premio Lombardia è Ricerca’ 2025 rivolto agli studenti. I progetti che si sono aggiudicati l’importante riconoscimento di Regione Lombardia sono tre: un dispositivo studiato e costruito per permettere a un compagno con disabilità motorie e verbali di comunicare con la classe, presentato dall’Isis (Istituto statale di istruzione superiore) Facchinetti di Castellanza (Varese); un progetto messo a punto per semplificare e incentivare la prevenzione secondaria, proposto dall’Ites (Istituto tecnico economico statale) Caio Plinio Secondo di Como. E un gioco pensato come stimolo e supporto per la memoria di chi ha una malattia neurodegenerativa come l’Alzheimer realizzato dai ragazzi del liceo Ettore Majorana di Rho (Milano).

La classifica del premio Lombardia è ricerca – studenti sarà svelata l’8 novembre

Per conoscere la posizione in classifica delle tre scuole bisognerà attendere l’8 novembre, data dell’evento di premiazione che si svolgerà nella Giornata della Ricerca al Teatro alla Scala di Milano.

Le risorse destinate ai diversi istituti

I primi tre gruppi di studenti classificati riceveranno da Regione Lombardia rispettivamente 13.000, 9.000 e 7.000 euro. Ulteriori 6.000 euro andranno ad ognuno degli istituti di provenienza dei vincitori, risorse da destinare al miglioramento di materiali e/o a strumenti che favoriscano le attività didattiche degli studenti. Al premio in denaro si aggiunge inoltre la possibilità, per gli studenti vincitori, di visitare il sito del JRC (Joint Research Centre) della Commissione Europea, situato a Ispra (Varese), uno dei principali campus di ricerca in Europa dotato di laboratori e infrastrutture di ricerca all’avanguardia.

Fontana:  Premio Lombardia è ricerca studenti valorizza creatività dei ragazzi

fontana commenta la premiazione del premio lombardia è ricerca srudenti per cui sono stati annunciati i vincitori

“Voglio complimentarmi con gli studenti, le loro famiglie, gli insegnanti e i dirigenti scolastici degli istituti che quest’anno – ha sottolineato il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana – sono stati selezionati nella short list dei tre migliori progetti del premio ‘Lombardia è ricerca’ rivolto alle scuole. Questi ragazzi, grazie al loro impegno e alla loro capacità di lavorare in squadra, hanno saputo interpretare al meglio i valori del ‘saper fare’ lombardo. Il tutto  coniugando creatività, concretezza e impegno. Regione è in prima linea per sostenere e valorizzare i giovani talenti che rappresentano il futuro del nostro territorio, perché come dice il nostro claim ‘Lombardia, qui puoi”.

Fermi: innovazione parte anche dalle aule scolastiche

fermi commenta la l'annuncio dei vincitori del premio lombardia è ricerca srudenti

“Ancora una volta – ha evidenziato l’assessore regionale all’Università, Ricerca, Innovazione Alessandro Fermi – rimango piacevolmente stupito dai nostri ragazzi. È motivo di orgoglio per Regione Lombardia sapere che ci sono giovanissimi che si impegnano per rendere migliore il futuro di tutti. Ho letto con attenzione le presentazioni di tutti i progetti che ci sono stati sottoposti. Devo dire che non avrei mai voluto essere nei panni della giuria, perché ognuno ha saputo interpretare lo spirito di questo premio in modo esemplare. Le idee che sono state esposte dimostrano che l’innovazione non nasce solo nei laboratori o nelle aziende, ma può e deve partire anche dalle aule scolastiche, dove si formano i protagonisti del futuro della Lombardia.

Innovazione come percorso condiviso

“La Regione – ha proseguito – crede fortemente nel valore dell’educazione e nella capacità dei giovani di immaginare soluzioni nuove per migliorare il nostro territorio. Iniziative come questa ci ricordano che l’innovazione è un percorso condiviso, che unisce scuola, istituzioni e comunità: la Lombardia del domani nasce anche dalle idee dei più giovani”.

I tre progetti vincitori del Premio Lombardia è ricerca per gli studenti

‘Speak-I’ dell’istituto Facchinetti di Castellanza (Varese)

L’Isis Facchinetti di Castellanza (Varese) presenta ‘Speak-I: quando la tecnologia dà voce all’inclusione’, frutto del lavoro di un gruppo di sette studenti. “Si tratta di un progetto – hanno spiegato dalla scuola – nato per permettere a Simone, nostro studente con disabilità motorie e verbali, di comunicare in autonomia. Inserito in una nuova classe, abbiamo voluto sfruttare le ore di educazione civica per creare attorno a lui un vero spirito di gruppo, trasformando la tecnologia in strumento di inclusione”.

Come funziona

Il funzionamento di Speak-I è semplice e innovativo. Grazie a una fotocamera e all’intelligenza artificiale, il sistema riconosce i movimenti di bocca e mani, li traduce in lettere e parole, che vengono poi lette da un software di text-to-speech. A controllare il tutto un pedale, appositamente adattato alle capacità motorie di Simone. “L’originalità del progetto Speak-I fondamentali – hanno concluso – risiede in due elementi. Il primo è la personalizzazione totale. Non esiste infatti un altro sistema identico, perché l’alfabeto dei movimenti è specifico per le capacità di Simone. Il secondo è, invece, il percorso umano e relazionale che ha guidato tutto il progetto. Siamo partiti dalla persona, dai suoi bisogni, limiti e potenzialità, e abbiamo usato la tecnologia, in particolare l’intelligenza artificiale, non come fine, ma come mezzo per costruire relazioni”.

‘FreeScreening’ dell’istituto Caio Plinio secondo di Como

È invece dell’Ites Caio Plinio Secondo di Como il progetto ‘FreeScreening’. Quest’innovazione è pensata per semplificare e incentivare la prevenzione secondaria, cioè quella fase in cui gli screening possono fare davvero la differenza nel rilevare precocemente eventuali problemi di salute. “L’idea – hanno spiegato i due studenti che hanno collaborato al progetto – nasce da un’esigenza concreta. Oggi chi vuole accedere a uno screening sanitario spesso si trova a dover cercare informazioni su siti diversi, con procedure complicate o poco chiare. FreeScreening vuole risolvere questo problema offrendo un unico punto di riferimento, semplice e accessibile a tutti. Attraverso il sito, le persone possono visionare tutti gli screening attivi nella propria zona, in particolare quelli disponibili in Regione Lombardia, e prenotarli direttamente in pochi click.

Una prevenzione su misura

Ma non finisce qui. Grazie all’impiego dell’intelligenza artificiale e di una serie di parametri matematici, la piattaforma è in grado di suggerire gli screening più indicati per ciascun utente. Questi suggerimenti sono personalizzati in base a fattori come età e sesso, e altri elementi rilevanti. Per rendere tutto ancora più coinvolgente, si è scelto di introdurre un sistema a punti. Ogni volta che una persona completa uno screening, guadagna dei punti che può poi utilizzare per ricevere premi o incentivi”.

‘RicordaMi’ del liceo Majorana di Rho (Milano)

Dal liceo Ettore Majorana di Rho arriva, infine, il terzo progetto, dal titolo ‘RicordaMi’. È un gioco pensato come stimolo e supporto, un piccolo gesto per restare ancorati alla memoria e alla relazione con gli altri. “L’obiettivo – hanno spiegato i due ragazzi che hanno messo a punto questo strumento innovativo – è offrire un’attività interattiva che non sia solo un esercizio, ma anche un momento di condivisione capace di accendere legami affettivi e mantenere vivo ciò che l’Alzheimer tenta di spegnere. Di fronte a una malattia che non ha ancora una cura definitiva, ogni gesto che favorisca la stimolazione cognitiva e la relazione diventa prezioso.

Un’attività interattiva

Proprio da questa consapevolezza ‘RicordaMi’ prende forma. Si tratta infatti di un’attività interattiva costituita da un gioco fisico. A supportare il sistema una piattaforma web, che intende rallentare il decorso dell’Alzheimer e monitorare la sua evoluzione. La strategia è fondata su un approccio personalizzato e relazionale, che unisce stimolazione cognitiva e coinvolgimento affettivo”.

L’evento alla Scala di Milano

La premiazione delle tre scuole scelte si svolgerà sabato 8 novembre al Teatro alla Scala di Milano. Durante l’evento verrà comunicato ai ragazzi il posizionamento in classifica. Successivamente le scuole verranno insignite del riconoscimento da Gerry Scotti, da sempre vicino ai giovani e al mondo della Ricerca.

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Ricerca scientifica, Lombardia celebra i 10 anni del centro biosistemi

L’efficacia di ricerca scientifica interdisciplinare, capace di mettere in correlazione in modo proficuo salute e dati ambientali e rendere sempre più competitiva la Lombardia. E’ stato questo il tema principale dell’intervento dell’assessore regionale all’Università, Ricerca, Innovazione, Alessandro Fermi, che ha partecipato a Palazzo Lombardia all’evento di celebrazione dei 10 anni di attività del Centro per la Complessità e i Biosistemi dell’Università degli Studi di Milano, una struttura di ricerca che integra competenze nei settori della fisica, della biologia e dell’informatica per studiare il funzionamento dei processi cellulari, l’organizzazione degli organismi biologici, le dinamiche sociali e il comportamento dei materiali.

A Palazzo Lombardia evento su 10 anni centro di ricerca della Statale sulla complessità

L’assessore all’Università, Ricerca e Innovazione di Regione Lombardia, Alessandro Fermi, interviene su importanza di ricerca scientifica alla conferenza stampa di presentazione del Centro per la Complessità e i Biosistemi (CC&B) dell’Università degli Studi di Milano

All’evento hanno partecipato i fondatori del centro, i professori dell’Università degli Studi di Milano: Stefano Zapperi, (fisica teorica della materia condensata), Sebastiano Vigna (informatica) e Caterina La Porta (patologia generale).

Fermi: Regione Lombardia promuove ricerca scientifica e sostiene questo centro virtuoso

“A Palazzo Lombardia – ha sottolineato Fermi – celebriamo non solo i dieci anni di attività del Centro per la Complessità e i Biosistemi dell’Università Statale di Milano ma anche un decennio che ha visto nascere, crescere e consolidarsi una comunità accademica, scientifica, tecnologica che ha saputo intrecciare discipline, competenze, passioni per dare risposte nuove a problemi complessi. Il centro è nato con l’intento di andare oltre i confini tradizionali tra biologia, fisica, informatica e scienze dei materiali”.

Fondamentale approccio interdisciplinare

“L’approccio interdisciplinare – ha aggiunto l’assessore all’università, ricerca, innovazione di Regione Lombardia  – è dunque diventato il suo segno distintivo. Negli anni ha poi ottenuto riconoscimenti importanti, ma è altrettanto importante la crescita del nostro impatto su temi legati alla sostenibilità. Nello specifico il riferimento è a materiali ecologici, economia circolare, relazione tra salute, ambiente e innovazione. Ad esempio, il centro si è fatto promotore di ricerca che attraversa edilizia sostenibile, biotecnologie, agricoltura intelligente e salute ambientale. Dieci anni fa abbiamo capito che la complessità non è ostacolo, ma opportunità. Auguro al Centro per la Complessità e i Biosistemi altri decenni di ricerca eccellente, impatto sociale, innovazione sostenibile, ispirazione per le nuove generazioni”.

L’assessore all’Università, Ricerca e Innovazione di Regione Lombardia, Alessandro Fermi, interviene alla conferenza stampa di presentazione del Centro per la Complessità e i Biosistemi (CC&B) dell’Università degli Studi di Milano. Tra i temi affrontati l'importanza della ricerca scientifica e di un approccio sinergico

Dati ambientali e salute

Nello specifico, il laboratorio ha messo in atto nuove strategie per l’analisi dei dati ambientali in connessione con la salute. Al centro del lavoro dei ricercatori nuovi algoritmi per la progettazione di materiali sostenibili, riciclabili e biodegradabili. E ancora  algoritmi innovativi per la medicina di precisione per una salute inclusiva e nuove strategie per analizzare dati socioeconomici in un’ottica di salute pubblica.

Zapperi (Unimi): Superare approccio settoriale

“La forza del centro è quella di affrontare problemi complessi mettendo insieme competenze molto diverse – ha spiegato il professor Stefano Zapperi – in questo modo è possibile sviluppare strategie innovative che spesso sarebbe difficile immaginare restando chiusi nella propria bolla disciplinare”.

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Ricerca, Fermi visita Centro svizzero calcolo scientifico di Lugano

L’assessore regionale a Università, Ricerca e Innovazione, Alessandro Fermi, è stato in visita istituzionale al Centro Svizzero di Calcolo Scientifico di Lugano. Una realtà che sviluppa e gestisce sistemi di calcolo ad alte prestazioni, rappresentando un servizio essenziale per i ricercatori svizzeri. Questi sistemi di calcolo vengono utilizzati dagli scienziati per una vasta gamma di scopi, dalle simulazioni ad alta risoluzione all’analisi di dati complessi.

Nuove tecnologie di supercalcolo

“Il Cscs gestisce diversi supercomputer all’avanguardia – spiega l’assessore – collaborando con centri di calcolo e produttori di hardware mondiali allo scopo di sviluppare nuove tecnologie di supercalcolo. Durante il nostro tour abbiamo potuto vedere anche Alps, il supercomputer principale, installato nel 2024, che permetterà alla Svizzera di raggiungere nuovi risultati nel campo del supercalcolo e anche dell’Intelligenza Artificiale”.

Assessore Fermi visita Centro Calcolo Svizzero

Fondato nel 1991, il CSCS, il Centro Svizzero di Calcolo Scientifico, sviluppa e fornisce le principali capacità per elaborare forme di calcolo ad alte prestazioni necessarie per risolvere importanti problemi scientifici e sociali. Il Centro consente di sviluppare aree di ricerca di livello mondiale, grazie a un laboratorio scientifico accessibile a ricercatori nazionali e internazionali, e le sue risorse sono aperte al mondo accademico e a disposizione anche di utenti provenienti dall’industria e dal mondo imprenditoriale.

A servizio delle istituzioni scientifiche

Il Centro è gestito dal Politecnico Federale di Zurigo (ETH) e attualmente lo staff è composto da 140 collaboratori di 25 diversi Paesi.

“Il fatto davvero interessante – prosegue l’assessore – è che le risorse di calcolo del Centro sono messe a disposizione dei ricercatori svizzeri e internazionali gratuitamente attraverso lo User Lab, che distribuisce ogni anno milioni di ore di calcolo alla comunità scientifica. Il CSCS offre poi servizi dedicati a diverse istituzioni scientifiche svizzere, quali MeteoSvizzera o il Cluster per l’analisi dei dati del Cern di Ginevra,  ma anche a utenti del settore privato”.

Forte attenzione per l’ambiente

Il tutto con una forte attenzione anche all’ambiente circostante: “Per il raffreddamento dei supercomputer e di tutti gli edifici che li ospitano – spiega Fermi – si usa l’acqua del Lago di Lugano, prelevata alla foce del fiume Cassarate per ridurre sensibilmente il consumo energetico e di conseguenza anche l’impatto ambientale”.

La giornata dell’assessore regionale si è chiusa con una visita all’Innovation Hub di Lugano, un ‘polo’ per bitcoin, blockchain, Intelligenza Artificiale e innovazione peer-to-peer.

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Scienze della vita, settore rappresenta oltre 12% del Pil della Lombardia

Favorire una proficua collaborazione tra pubblico e privato in un’ottica sinergica che sappia sfruttare al meglio le risorse del PNRR e tutte le potenzialità legate a una gestione adeguata dell’intelligenza artificiale e dei big data. È questa la visione di Regione Lombardia per promuovere il settore delle scienze della vita illustrata dall’assessore all’Università, Ricerca e Innovazione, Alessandro Fermi, che ha aperto i lavori della seconda giornata di ‘Meet in Italy for Life Sciences’, evento organizzato dal cluster ALISEI a Palazzo Lombardia e incentrato per l’edizione 2025 sulle opportunità legate al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Al convegno ha preso parte, tra gli altri, anche Alessandra Gallone, consigliere delegato del ministro dell’Università e della Ricerca.

Fermi: scienze della vita coprono oltre il 12% del Pil lombardo

scienze vita pil lombardia

“Il tema della ricerca nel settore delle Scienze della vita – ha spiegato Fermi – è una questione di primaria importanza per Regione Lombardia”.

“Il nostro territorio – ha chiarito – può vantare un’eccellenza su scala nazionale in questo settore legata all’attività delle nostre Università e dei nostri Centri di ricerca pubblici e privati. Il comparto incide inoltre per oltre il 12% sul totale del Pil lombardo come valore aggiunto, con ricadute economiche importanti. In quest’ottica, la sfida è quella di dispiegare appieno tutto il potenziale di questo settore, insito nel DNA stesso della Lombardia, attraverso politiche che mettano a disposizione risorse adeguate e permettano la realizzazione di sinergie virtuose tra soggetti e privati”.

“Mi sono impegnato fin da inizio mandato – ha aggiunto l’assessore – per i finanziamenti destinati alla ricerca e all’innovazione. La manifestazione di interesse che abbiamo promosso per finanziare infrastrutture di ricerca è solo l’ultima iniziativa in ordine di tempo di una visione più ampia che punta ad aumentare il sostegno economico a un comparto strategico, che gioca un ruolo di primo piano per aumentare la competitività e l’attrattività del territorio, anche in ottica internazionale”.

Il ruolo del PNRR

“In questo contesto il PNRR – ha precisato – è una grande opportunità e fino ad oggi ha portato un grande salto in avanti in investimenti tecnologici. L’obiettivo è sfruttare al meglio queste risorse nell’ambito di progetti che abbiano ricadute concrete per il territorio, in un contesto dove venga favorita la proficua collaborazione tra pubblico e privato.  Abbiamo necessità di unire le forze a più livelli e di promuovere il dialogo virtuoso tra mondo della ricerca e mondo delle imprese. Solo così i risultati scientifici potranno trasformarsi in vantaggi concreti per i cittadini”.

Valorizzare i big data

Altro tema chiave evidenziato dall’assessore è stata l’importanza di un’adeguata valorizzazione dell’enorme mole di dati che le attività di ricerca portate avanti in Lombardia mettono a disposizione. “Abbiamo un capitale straordinario di dati clinici raccolti nel corso degli anni che – ha detto – usiamo solo in minima parte: eppure queste preziose informazioni sono fonte di sviluppo scientifico ed economico. Per questo dobbiamo favorire la loro accessibilità ai ricercatori nella forma più armonizzata possibile”.

“Sui big data – ha concluso – si giocherà un’importante partita, legata anche ai nuovi sviluppi dell’intelligenza artificiale, in cui la Lombardia potrà dimostrare ancora una volta il suo ruolo di apripista a livello nazionale.”

Dialogo tra ricerca e imprese

A ribadire l’importanza di una visione globale alle Life Sciences è stata anche Gallone, che ha sottolineato in particolare la necessità di una “collaborazione virtuosa tra Stato e Regioni per promuovere il più possibile il settore delle scienze umane, favorendo il dialogo proficuo tra mondo della ricerca e mondo economico”, in modo da tradurre i progetti in risultati concreti. “È fondamentale – ha concluso – che le imprese siano pronte ad accogliere tutte le innovazioni”.

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Anno accademico Bicocca, Fontana: qui modello eccellenza università moderna

“Bicocca è un modello di eccellenza di università moderna, connessa alle Istituzioni e al tessuto economico e produttivo nel quale è inserita. Una realtà dalla quale prendere esempio”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, intervenendo all’inaugurazione dell’anno accademico 2024-2025 che si è aperto, martedì 12 novembre, con il taglio del nastro di Piazza della Scienza, spazio rigenerato nel cuore del campus della Bicocca.

Anno accademico 2024-2025 Bicocca, occasione per continuare collaborazione

“Il progetto di rigenerazione di Piazza della Scienza, finanziato dalla Regione Lombardia insieme al Ministero dell’Università e della Ricerca – ha aggiunto il governatore – mira a rinnovare l’area con interventi di sostenibilità ambientale e mitigazione dei cambiamenti climatici”. “La Regione si è impegnata negli ultimi anni per realizzare infrastrutture innovative. E questa piazza diventa un ‘living lab’ dell’Ateneo grazie a tecnologie avanzate per la pianificazione urbana sostenibile. Finanziamo le Università con investimenti mirati per incentivare la ricerca e promuovere collaborazioni con il mondo delle imprese” ha concluso Fontana.

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Lombardia è Ricerca 2024, 1 milione per la ‘scoperta’ più innovativa

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore all’Università, Ricerca e Innovazione, Alessandro Fermi, ha approvato il regolamento dell’edizione 2024 del Premio Internazionale ‘Lombardia è Ricerca’, dedicata alle Scienze della Vita. Sarà possibile inviare le candidature dal 25 marzo.

‘Lombardia è ricerca’, un premio per valorizzare il talento

“Lombardia è ricerca. Un dato di fatto – ha spiegato Fermi – reso ancora più tangibile nella nostra Regione dall’attribuzione annuale del premio internazionale ‘Lombardia è Ricerca’. Il riconoscimento è stato istituito per valorizzare pubblicamente l’impegno e il talento di persone che, tramite le proprie ricerche, scoperte e invenzioni, siano in grado di apportare un significativo contributo nell’avanzamento della conoscenza scientifica e tecnologica”.

“Il premio da 1 milione di euro che Regione Lombardia assegna l’8 novembre di ogni anno in occasione della Giornata della Ricerca in memoria di Umberto Veronesi – ha continuato l’assessore – è dedicato alle Scienze della Vita e sarà assegnato per una scoperta di alto valore scientifico e tecnologico, associata a risultati e avanzamenti significativi in medicina, ingegneria e scienza, in grado di migliorare la qualità della vita e il benessere per tutti. Le Scienze della Vita sono un campo interdisciplinare e al premio possono concorrere una vasta gamma di argomenti e scoperte. A decidere l’attribuzione sarà, quindi, una giuria indipendente di 15 scienziati altamente qualificati in diversi campi”.

Le aree di interesse del riconoscimento

Il premio sarà dedicato a quelle conquiste scientifiche che riescono a ridefinire i confini della conoscenza e della tecnologia all’interno delle seguenti aree di interesse: nuove frontiere della medicina, come quella personalizzata e lo sviluppo di modelli innovativi di cura, terapia e prevenzione; ricerche in ambito scientifico che permettono di superare i confini tradizionali, portando a eccezionali avanzamenti in biologia, chimica, fisica; avanzamenti tecnologici in diverse discipline di ingegneria e scienza, come ad esempio, l’intelligenza artificiale, la robotica, i nuovi materiali e la nanotecnologia; sostenibilità ambientale e sociale, con riferimento alle ricerche su energie rinnovabili, cambiamenti climatici, inquinamento e salute globale.

Come sarà distribuito il premio

“Si tratta di uno dei momenti più importanti e significativi dell’attività del mio assessorato – ha continuato Fermi – per il quale Regione Lombardia mette sul piatto 1 milione di euro, di cui una quota del 30% è assegnata allo scienziato (o agli scienziati) cui viene attribuita la scoperta vincitrice e una quota del 70% è destinata al sostegno di progetti di ricerca collegati alla scoperta vincitrice – realizzati da organismi di ricerca e di diffusione della conoscenza, pubblici o privati, della Lombardia – o anche al sostegno di giovani ricercatori attraverso borse di studio di dottorato di ricerca o assegni di ricerca attinenti alla scoperta vincitrice, da attivare in collaborazione con le Università lombarde”.

Destinatari e modalità di candidatura

Il premio darà la priorità a scoperte, ricerche o invenzioni con alto impatto traslazionale. Progetti che abbiano il potenziale di essere tradotte in nuovi prodotti, servizi o politiche a beneficio delle persone. Potranno ricevere il premio scienziati in attività  di qualsiasi nazionalità. Sarà possibile candidare o  singole persone o gruppi di più persone, fino ad un massimo di tre, per la medesima scoperta. Al premio non sono ammesse autocandidature. Tuttavia ogni scienziato può candidare la scoperta che ritiene meritevole di essere premiata e indicare l’autore o gli autori (massimo 3) a cui essa afferisce.

Le candidature potranno essere presentate dal 25 marzo al 15 luglio 2024 sulla piattaforma regionale Open Innovation.

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