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Addio al Treno Reale: dopo 180 anni, la carrozza britannica sarà dismessa entro il 2027

Viaggiare con stile? Chi ha potuto farlo sul Treno Reale britannico sa perfettamente cosa voglia dire. Utilizzato dai membri della Famiglia Reale, dalla regina Elisabetta a Kate Middleton, soprattutto per spostamenti interni al Regno Unito, ha ben 180 anni e la sua storia, lunga e affascinante, è quasi giunta alla fine.

Ancor prima di salire al trono (chi ha visto la serie Netflix The Crown lo sa bene), l’attuale Re Carlo ha sempre dichiarato la sua volontà di modernizzare la monarchia. Ora che ha finalmente il potere di farlo, sta attuando diverse decisioni che non solo guardano al futuro, ma anche al risparmio. Tra i motivi principali per cui il Treno Reale verrà dismesso entro il 2027, ci sono anche gli alti costi di manutenzione che, inutile dirlo, pesano abbondantemente sui soldi pubblici.

La storia del Treno Reale britannico

Come ha dichiarato James Chalmers, Tesoriere della Casa Reale, il treno ha fatto parte della vita nazionale per molti decenni, amato e curato da tutti coloro che vi hanno lavorato.

La prima passeggera a salire sul Treno Reale, infatti, fu la regina Vittoria il 13 giugno 1842: il tragitto durò 30 minuti, da Slough, nel Berkshire, fino alla stazione di Paddington, a Londra. Secondo quanto riportato, la sovrana scrisse nel suo diario che il viaggio era stato “delizioso e veloce”. Nel 1869 commissionò due sfarzose carrozze, tra cui un salone arredato con seta blu e dettagli in oro a 23 carati che può essere ammirato presso il National Railway Museum di York.

Nel corso degli anni cambiarono molte cose: le sfarzose carrozze reali dell’Ottocento, rivestite di velluto e decorate in oro, vennero sostituite da un arredo sobrio e pratico all’interno. Oltre a venire utilizzato per gli spostamenti brevi, il Treno Reale divenne il mezzo preferito anche per lunghi viaggi attraverso il Regno Unito, soprattutto dalla regina Elisabetta quando il Principe Edoardo e il Principe Andrea erano bambini. Questo poiché il viaggio in treno permetteva di viaggiare durante la notte, evitando così voli all’alba.

La regina Elisabetta II sul Treno Reale
Getty Images
La regina Elisabetta II sul Treno Reale con il principe Andrea al finestrino

Perché il Treno Reale verrà dismesso entro il 2027

Pur non essendo la prima volta che si parli di dismettere il Treno Reale, questa sembrerebbe quella decisiva. In passato, è spesso stato al centro delle polemiche, soprattutto perché in molti si chiedevano se rappresentasse davvero un uso giustificato dei soldi dei contribuenti.

Il pensionamento del Treno Reale era già stato preso in considerazione nel 1997, ma fu poi largamente utilizzato durante le celebrazioni del Giubileo d’Oro e di Diamante della Regina Elisabetta II, nel 2002 e nel 2012, per un tour del Regno Unito. L’ultima apparizione di rilievo risale al dicembre 2020, quando il Duca e la Duchessa di Cambridge, William e Kate, oggi Principi del Galles, intrapresero un viaggio in treno di oltre 2.000 chilometri per ringraziare di persona gli operatori chiave impegnati durante la pandemia da Covid-19.

Entro marzo 2027 sarà dismesso nell’ambito del piano di re Carlo per modernizzare la monarchia e ridurne i costi. Come riportato nell’ultimo bilancio ufficiale della Casa Reale, il Treno Reale verrà ritirato per “garantire il miglior utilizzo del denaro pubblico”.

Nei luoghi di The Queen: con Helen Mirren sulle tracce della Regina

Quando si parla della regina Elisabetta II, questo film è senza dubbio memorabile tanto quanto i luoghi che attraversa. Il Regno Unito e i suoi intrecci di corte rimangono sempre fonte di curiosità per molti. Lo stesso vale poi per le location che incorniciano ogni momento. The Queen – La Regina del 2006, diretto da Stephen Frears, racconta una figura iconica anche grazie ai luoghi che decide di inquadrare, gli equilibri e i disagi di una delle famiglie più note al mondo, quella reale.

Di cosa parla The Queen – La Regina

Il film parte con una tragedia che sconvolge il mondo: la Principessa Diana perde la vita in un drammatico incidente. Mentre il dolore collettivo scuote il Regno Unito, la regina Elisabetta II si rifugia con la famiglia reale nel castello di Balmoral, apparendo distante e impassibile di fronte al cordoglio nazionale. Nel frattempo, Tony Blair, da poco insediato come Primo Ministro, comprende quanto sia urgente offrire conforto e vicinanza alla popolazione. In un clima carico di tensione emotiva, Blair si trova davanti a una sfida delicata: colmare la distanza tra una monarchia tradizionalmente riservata e un popolo in cerca di empatia e condivisione.

Dove è stato girato?

Le due ambientazioni principali del film sono la residenza londinese della monarca, Buckingham Palace e il Castello di Balmoral, l’amato rifugio scozzese della famiglia reale nell’Aberdeenshire.

Buckingham Palace

Buckingham Palace, in origine, era una grande residenza costruita per il Duca di Buckingham nel 1703, nota come Buckingham House. Nel 1761 fu acquistata da Re Giorgio III e successivamente ampliata nel corso del XIX secolo. Divenne la residenza londinese del monarca britannico solo con l’ascesa al trono della Regina Vittoria nel 1837. Nel film, giustamente, gli interni sono stati girati altrove. Diversi castelli e dimore signorili sono stati sapientemente uniti e utilizzati per le riprese. Quando ad esempio Sua Maestà si sveglia con la notizia che il Partito Laburista, sotto la guida di Tony Blair, ha vinto le elezioni generali del maggio 1997, la sua camera da letto “di palazzo” è la Lady Melbourne Suite a Brocket Hall, appena a ovest di Welwyn Garden City, nell’Hertfordshire.

L’ufficio e la sala da pranzo, invece, dove il Segretario Privato Robin Janvrin (Roger Allam) fornisce a lei, e a noi spettatori, una breve presentazione del futuro Primo Ministro, sono il Salotto e la Sala da Ballo della stessa casa. Un tempo dimora del caduto in disgrazia Lord Brocket, incarcerato per frode assicurativa, Brocket Hall è oggi un centro conferenze, ristoranti e campi da golf. È possibile ammirarla dal sentiero pubblico che corre a est di Marford Road, quasi di fronte al pub Crooked Chimney.

Castello di Balmoral
Fonte: iStock
Castello di Balmoral

Balmoral

Balmoral è stata un rifugio prediletto dai membri della famiglia reale fin dal 1852, quando la tenuta e il suo castello originale furono acquistati dal Principe Alberto, consorte della Regina Vittoria. La dimora esistente fu ritenuta troppo piccola, quindi l’attuale Castello di Balmoral fu costruito nel 1856 in quello che oggi è chiamato stile baronale scozzese. I giardini di Balmoral furono aperti al pubblico nel 1931 e sono ora aperti tutti i giorni da aprile a fine luglio, dopodiché Sua Maestà vi giunge per il suo soggiorno annuale. La Sala da Ballo è attualmente l’unica sala del castello visitabile dal pubblico.

Per il film, l’interno di Balmoral, con la sua elaborata scala in legno intagliata, è quello del Castello di Cluny, a Sauchen nell’Aberdeenshire, in Scozia. Costruito intorno al 1604, il Castello di Cluny è appartenuto nel corso dei secoli a tre rami distinti delle famiglie Gordon e, a metà del XVIII secolo, diede rifugio ai ribelli giacobiti (che volevano sostituire Re Giorgio II con Carlo Stuart). Tra il 1820 e il 1870 il castello relativamente piccolo, fu trasformato nell’attuale dimora merlata. È ancora di proprietà privata e non è aperto al pubblico, sebbene ospiti eventi aziendali e sia possibile celebrare il proprio matrimonio nella sua cappella. Il castello stesso e la spettacolare vista sul mare sono stati accuratamente tenuti fuori dalle riprese. Se avete visto il castello, ci sono buone probabilità che lo possiate riconoscere come l’imponente dimora di Lord Summerisle (Christopher Lee) nel classico horror del 1973 L’uomo di vimini.

Curiosità sulle location

Southend

Quando la bara di Diana, avvolta nella bandiera, arriva nel Regno Unito, l’aeroporto di Londra Southend (circa 65 chilometri a est di Londra) ha sostituito quello militare di RAF Northolt. L’aeroporto di Southend era già apparso sullo schermo nel film di James Bond del 1963, Goldfinger.

Halton House

L’atrio e la grande scalinata dove ai Blair viene impartita una rapida spiegazione del protocollo reale “in presenza”, sono quelli di Halton House (RAF Halton), Halton, Buckinghamshire – sebbene il budget non fosse sufficiente per stendere un vero tappeto rosso in tinta con il palazzo. Anche quando Blair affronta il suo primo incontro forzato con Sua Maestà, mentre Cherie Blair (Helen McCrory) fa un inchino piuttosto svogliato, ci troviamo in questa location. Halton è una casa di campagna sulle Chiltern Hills, sopra il villaggio di Halton, vicino ad Aylesbury, costruita nel 1883 per Alfred de Rothschild, membro della potente famiglia di banchieri.

Attualmente è la mensa principale degli ufficiali della RAF Halton e non è aperta al pubblico. Halton è apparso anche nel musical Evita del 1996, in un casinò ne Il mondo non basta del 1999, in Crudelia della Disney, nel film del 1999 tratto da Un marito ideale di Oscar Wilde, in Quello che una ragazza vuole (2003), in Matrimoni e pregiudizi (2004), in Giovani aquile (2006) e in Il discorso del re (2010).

Halton
Fonte: iStock
Halton

Old Royal Naval College

Un filmato originale del cinegiornale mostra la vista aerea di Tony Blair all’arrivo a Buckingham Palace, nel film invece l’arrivo con Michael Sheen nel ruolo del futuro Primo Ministro è stato filmato nel cortile interno del Queen Anne Block dell’Old Royal Naval College, Londra. Il campus del college è stato utilizzato per innumerevoli film, diventando di nuovo Buckingham Palace ad esempio in Giochi di potere di Phillip Noyce del 1992, con Harrison Ford.

Brocket Hall

Brocket Hall, di cui parlavamo prima, è stata notoriamente l’ambientazione del classico horror del 1957 La notte del demonio, oltre ad apparire nel remake del 1991 di Un bacio prima di morire di Ira Levin, con Matt Dillon e Sean Young. I terreni della tenuta sono stati utilizzati per Highlander e per il film fantasy d’avventura del 1988 di Ron Howard, Willow.

Cosa mangiare di tipico a Liverpool

Liverpool ha una personalità unica e ricca di fascino, tutta da scoprire. Non è “solo” patria dei Fab Four, del calcio di alto livello e della buona musica, ma è anche la città in cui convivono le tradizioni gastronomiche più eclettiche del Regno Unito. Ecco una selezione delle più curiose e imperdibili.

Tradizioni culinarie Inghilterra e Liverpool

Quella del Regno Unito, e in particolare di Liverpool, è una tradizione culinaria che riflette una lunga storia di influenze sociali, regionali e coloniali. Così, si trovano all’interno dei piatti della città sapori e profumi che richiamano l’India, i Caraibi e la Cina, sottoforma di ricette semplici, ma sostanziose, spesso basate su carne, patate e verdure di stagione. Proprio così, è molto comune a Liverpool trovare ricette legate alla cucina cinese: non a caso proprio qui ha sede la Chinatown più antica d’Europa.

Ad accompagnare molti piatti non mancano anche le pastelle e le salse tipiche, soprattutto la squisita salsa gravy, realizzata con i succhi di cottura della carne – manzo, pollo, agnello -, farina o amido di mais, brodo, spezie e in certe varianti anche vino rosso o birra. Anche a Liverpool, inoltre, si respira tutta la tradizione inglese dell’abbondante english breakfast, con uova, bacon, salsicce, pomodori e pane tostato, e del tè pomeridiano, il cosiddetto tea time delle 16:00, accompagnato da pasticcini, tramezzini e scones (piccoli panini molto simili alle brioche).

English breakfast, tra le tradizioni di Liverpool
Fonte: iStock
English breakfast

Non ci troveremmo in una delle più vibranti città inglesi se non ci fosse anche la tradizione dei pub, un elemento fondamentale della vita sociale e culturale di Liverpool. Certi pub sono infatti dei monumenti storici da non perdere in un viaggio qui, come lo Ye Hole in Ye Wall, risalente al 1726, il più antico della città. Oltre a birre locali e artigianali, nei pub si possono gustare i piatti della tradizione, da quelli salati ai dolci, e se si è fortunati ci si può imbattere nelle “pie & ale nights”, cene a base di una squisita torta salata e birra.

Ultimi, ma non per importanza tra le tradizioni di Liverpool, sono i comfort food, che qui non mancano di certo. Uno dei protagonisti della categoria è il Chippy Tea. Si tratta di un pasto serale a base di cibo da friggitoria, dal nome “Tea” (usato nel nord dell’Inghilterra per indicare la cena, invece di “dinner”) e “Chippy” (lo slang usato per indicare i negozi che vendono fish and chips). Avvolti nella carta troviamo appunto le classiche fish and chips, la salsa al curry o gravy, i piselli spezzati (chiamati “mushy peas”), le salsicce fritte in pastella o le tortine salate. Da mangiare rigorosamente in compagnia davanti alla Tv.

I piatti tipici di Liverpool

Non solo fish & chips (che qui però segue una ricetta decisamente speciale che rende questo piatto unico): a Liverpool di prelibatezze della tradizione ce ne sono davvero tante (e dai nomi spesso curiosi). Ecco una selezione dei piatti da assaggiare assolutamente in un viaggio in questa multiculturale città.

Scouse

Partiamo da quello che è il re indiscusso della cucina di Liverpool: lo Scouse. Un nome particolare che è addirittura utilizzato per soprannominare gli abitanti della zona. Si tratta di un ricco stufato di carne, solitamente a base di montone o manzo e verdure, spesso accompagnato da barbabietole o cavoli sottaceto e una fetta di pane. In realtà, sembra che la ricetta deriverebbe dai marinai norvegesi che in passato lavoravano nel porto.

Yorkshire pudding

Da una pastella che sembra quella dei pancake, a base di uova, farina e latte, prende forma un’altra istituzione della cucina britannica: lo Yorkshire pudding. No, non si tratta di un dolce, bensì di un contorno simile a un soufflé dalla forma particolare, con un buco centrale che viene sfruttato per versarvi intingoli saporiti come il brown gravy (simile al fondo bruno della cucina italiana): il segreto è tutto nella cottura, che prevede che la teglia e l’olio alla base siano molto caldi prima di aggiungere la pastella. Da provare abbinato a della saporita carne di manzo.

Yorkshire Pudding, una delle ricette base della cucina di Liverpool
Fonte: iStock
Yorkshire Pudding, una delle ricette della tradizione di Liverpool

Toad in the hole

Il suo nome è bizzarro (e non se ne conosce l’origine), ma il suo sapore è una garanzia di bontà: il Toad in the hole (che letteralmente significa “rospo nel buco”), in realtà non ha nulla a che vedere con le rane! Si tratta di uno Yorkshire pudding formato maxi, ripieno di salsicce britanniche e ricoperto di sugo. Era un piatto economico consumato dai lavoratori del XVIII secolo, che sembra cuocessero gli scarti della carne avanzata nella pastella per migliorarne il sapore.

Toad in the hole, una ricetta tradizionale di Liverpool
Fonte: iStock
Toad in the hole, ricetta tradizionale di Liverpool

Bubble and Squeak

Ecco un’altra ricetta della tradizione culinaria di Liverpool dal nome decisamente simpatico: il Bubble and Squeak (chiamato così per i suoni che emette in cottura) unisce il gusto ad una cucina anti-spreco. A base di arrosto (spesso quello avanzato il giorno prima), patate schiacciate e cavoletti di Bruxelles (ma anche altre verdure a piacere), viene fritto sottoforma di squisite polpette o di frittata.

Salt & Pepper Chips

Come anticipato, la cucina cinese si fa spazio nella tradizione culinaria di Liverpool. Uno degli esempi sono le patatine al sale e pepe. Un mix di ingredienti le rendono speciali, come i peperoni, la cipolla rossa, l’aglio tritato, il peperoncino e un mix di spezie che prevedono anche sale e pepe. Si racconta che siano state inventate dal proprietario di un fish & chips cinese di Liverpool negli anni ’60.

Pea Wack

Fredde giornate invernali, non vi temiamo. A scaldare il corpo ci pensa la Pea Wack, la tradizionale zuppa di Liverpool a base di lenticchie, piselli e prosciutto o pancetta.

Savoury Cakes

Nei brunch domenicali, nei picnic in famiglia o nei buffet per un aperitivo sono un must: le Savoury cakes (simili alle nostre torte salate) sono preparate sottoforma di plumcake, torte rustiche o muffin, ma salati.

Wet Nelly

Passando al mondo dei dolci, uno dei pilastri di Liverpool è la Wet Nelly, la cui nascita segue la filosofia di altri piatti tipici, ovvero quello del riciclo di ingredienti per dare vita a ricette anti spreco e che puntano al risparmio. Si basa infatti su torte e pane raffermi, ammorbiditi con acqua e uniti a frutta secca, spezie, zucchero e uova. Il tocco in più è l’abbondante crema pasticcera che vi viene versata sopra come accompagnamento.

Liverpool Tart

Risale probabilmente al 1897 ed è una vera delizia per il palato: la Liverpool Tart è unica, con friabile pasta frolla e quel suo ripieno a base di limoni interi bolliti e zucchero scuro, che conferiscono un gusto decisamente intenso e leggermente amarognolo.

Everton mints

Anche il mondo delle caramelle ha una tradizione cittadina: chiamate anche “humbugs”, le Everton mints sono piccole delizie al gusto di menta piperita, riconoscibili per il loro colore marrone scuro con striscioline bianche. Questi dolcetti si possono acquistare facilmente in molti minimarket o negozi di dolciumi.

Everton Mints, caramelle tipiche di Liverpool
Fonte: iStock
Everton Mints, le caramelle tradizionali di Liverpool

Cupcakes di Liverpool

Non sono una ricetta originaria di Liverpool, ma qui i Cupcakes sono vere opere d’arte, preparate con una minuziosità incredibile e con stili e decorazioni uniche che si collegano alla cultura della città. Spesso vengono infatti decorati a tema Beatles, con faccine, dischi in zucchero e simboli anni ’60, oppure con il Liver bird, simbolo ufficiale della città di Liverpool, o ancora a tema calcio. Un tripudio di colori e fantasia tutti da gustare.

Nel 2031 nel Regno Unito aprirà il parco giochi più grande d’Europa

Nel 2031 il Regno Unito diventerà la sede del parco giochi più grande d’Europa firmato Universal. Si tratta di un progetto molto ambizioso destinato a rivoluzionare l’intrattenimento europeo. Dopo il grande successo ottenuto negli Stati Uniti e in Asia, Universal Parks & Resorts approderà anche in Europa con una struttura colossale che promette: esperienze immersive e interattive, tecnologia all’avanguardia e attrazioni ispirate alle sue saghe più famose.

Un nuovo parco per il divertimento in Europa

Il nuovo parco sorgerà nei pressi di Bedford, sul sito dell’ex fornace di Kempston Hardwick, in una zona strategica sia per i collegamenti interni che internazionali. Il progetto occuperà un’area di 476 acri – con possibilità di crescita – rendendolo non solo il parco più grande del Regno Unito, ma anche il più gigantesco d’Europa. L’obiettivo di Universal è chiaro: creare una nuova capitale europea del divertimento, in grado di attrarre milioni di visitatori ogni anno grazie a un’offerta ricca e variegata, pensata per grandi e piccini.

Cosa prevede il progetto: attrazioni e aree tematiche

Il parco Universal rappresenta una nuova era per il divertimento in Europa. Questo sarà suddiviso in diverse aree tematiche, ognuna ispirata ai franchise più amati del catalogo Universal. Tra questi spiccano Jurassic World, Fast & Furious, Minions, Shrek e, in collaborazione con Warner Bros., un’espansione del già iconico Wizarding World of Harry Potter.

Il nuovo parco giochi, la cui costruzione dovrebbe iniziare nel 2026, sarà una vera e propria destinazione che intreccerà cinema, tecnologia, emozioni e sostenibilità in un unico, gigantesco spazio dedicato al gioco e al divertimento.

Nel parco a tema si prevede l’inclusione di:

  • un hotel da 500 stanze,
  • un centro commerciale con ristoranti, negozi e zone per eventi culturali e aziendali.

Il parco sarà progettato per offrire esperienze altamente interattive. Qui il visitatore non sarà solo uno spettatore, ma sarà il vero protagonista all’interno delle storie più amate del cinema.

Queste proposte restano, comunque, ancora soggette a una decisione urbanistica da parte del Ministero per l’edilizia abitativa, le comunità e gli enti locali.

Investimenti e impatto sul territorio

Universal ha annunciato un investimento iniziale di oltre 5 miliardi di dollari, rendendolo uno dei progetti più ambiziosi mai realizzati nel settore europeo dell’intrattenimento. L’iniziativa creerà 28mila posti di lavoro prima della sua inaugurazione nel 2031 e sarà in grado di generare 50 miliardi di sterline per l’economia del Regno Unito entro il 2055. Universal ha anche affermato che collaborerà con i college e le università locali per formare ragazzi nel settore alberghiero, con apprendistati e tirocini.

Il piano prevede anche la costruzione di nuove infrastrutture di trasporto, tra cui:

  • collegamenti ferroviari diretti – ristrutturare la stazione ferroviaria di Wixams e costruire una nuova stazione sulla linea East West Rail nei pressi del resort;
  • aggiunta di nuove rampe di accesso dedicate alla A42;
  • aree parcheggio intelligenti;
  • percorsi pedonali verdi.

L’intero progetto sarà sviluppato con una forte attenzione alla sostenibilità ambientale, verranno usate energie rinnovabili e tecnologie a basso impatto.

Le parole dei protagonisti di quest’opera

Mark Woodbury, CEO di Universal Destinations & Experiences, ha commentato: “Stiamo costruendo qualcosa che non si è mai visto prima in Europa. Questo parco sarà un punto di riferimento globale per l’intrattenimento, la tecnologia e la sostenibilità.

Anche il governo britannico ha accolto il progetto con entusiasmo, sottolineandone il valore molto importante per il turismo, l’occupazione e l’innovazione. Le autorità locali stanno collaborando con Universal per garantire una piena integrazione con il territorio circostante.

Questo sarà un appuntamento imperdibile per il futuro dei viaggi e delle vacanze in famiglia. Sono già infatti previsti 8,5 milioni di visitatori nei primi 12 mesi.

Cotswolds, la campagna inglese che sembra un set cinematografico

Appena fuori Londra, si apre un meraviglioso paesaggio fatto di colline, di ampie distese verdi – che a primavera si coprono di fiori -, di villaggi in pietra calcarea e di antiche cattedrali. Siamo nella zona delle Cotswolds, dove sembra di entrare in una cartolina vivente. Un territorio talmente perfetto e rimasto inalterato nel tempo tanto da essere spesso usato come location per film e period drama. Qui hanno girato la saga di Harry Potter, “Downton Abbey”, “Bridgerton“, “Orgoglio & Pregiudizio”, ma la lista di produzioni cinematografiche è lunghissima. Per i fan del cineturismo è il luogo ideale, ma è soprattutto una zona dell’Inghilterra ricca di storia, cultura e tradizioni.

Una zona talmente bella – e non troppo distante dalla Capitale – tanto da essere stata scelta da molte celebrity per viverci. Partiamo per un viaggio on the road alla scoperta di quella che è considerata la zona più pittoresca del Paese, tra villaggi, castelli, abbazie e palazzi storici.

Lacock, il villaggio di Harry Potter

Tanti i luoghi pittoreschi che s’incontrano nelle Cotswolds, ma sicuramente da non perdere è il villaggio di Lacock, che chi ha visto “Harry Potter e la pietra filosofale” lo ricorderà come Budleigh Babberton, un luogo tutelato dal National Trust. Qui si trova l’Abbazia di Lacock, un edificio che risale al XIII secolo, poi convertito in country house e che, nel film, è la Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts. I suoi inconfondibili chiostri sono stati set di ben due episodi della saga, “la pietra filosofale” e “la camera dei segreti”, ma anche del più recente film “Animali fantastici – I crimini di Grindelwald”. L’abbazia ospita un museo della fotografia perché, proprio qui, William Fox Talbot, alla fine dell’800, inventò il primo negativo fotografico. Tutto il villaggio è un susseguirsi di scorci che hanno fatto da set per Harry Potter: c’è il vero cottage dei genitori del maghetto, la casa del professor Lumacorno, il pub The Sign of the Angel, che nel film di Harry Potter è Babberton Arms, e tanti altri luoghi visti in altri film.

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Fonte: @SiViaggia - Ilaria Santi
La casa dei genitori di Harry Potter a Lacock

Tetbury, a casa di Carlo e Camilla

Seconda cittadina delle Cotswolds per grandezza, Tetbury è famosa per essere la seconda casa di re Carlo III d’Inghilterra e della regina Camilla ed è stata di recente set della serie “Rivals”. Nel Medioevo era un’importante città-mercato per il commercio della lana e dei filati. Oggi è una meta chic, con deliziosi negozi, ottimi ristoranti e sale da tè ed è molto legata alla Famiglia reale britannica. Alle porte della cittadina si trovano, infatti, Highgrove Gardens, la residenza privata della coppia reale. Fin dagli Anni ’80, quando Carlo era ancora Principe, si era dedicato alla creazione dei magnifici giardini intorno alla villa, considerati oggi tra i più belli del Regno Unito. Si possono visitare alcuni giorni della settimana tra aprile e ottobre.

Sempre alle porte di Tetbury si trova un’altra dimora privata che è possibile visitare e che è stata usata spesso come location per cinema e Tv. Qui hanno girato la serie “Poldark” con Aidan Turner, “Tess of the d’Urbervilles”, una produzione della BBC tratta dal romanzo di Thomas Hardy (tra le ultime, un adattamento contemporaneo statunitense di “Northanger Abbey”, tratto dal celebre romanzo di Jane Austen, di cui quest’anno si celebra il 250° anniversario). Si tratta di Chavenage House, già lì prima ancora che arrivasse Guglielmo il Conquistatore e con lui l’invasione dei Normanni. Entrare in questo edificio, completamente arredato e vissuto in ogni minimo dettaglio, è come fare un balzo indietro nel tempo.

Broadway e la torre delle fiabe

Molto bello, e molto più grande di Snowshill, è poi il villaggio di Broadway, che si sviluppa lungo un’unica strada, High Street, costeggiata da deliziosi pub, ristoranti e da tantissimi negozi. C’è anche il Broadway Museum, che racconta l’affascinante storia di questo luogo, con testimonianze di insediamenti umani risalenti a 8.000 anni fa, che ha ispirato anche il creatore di Winnie the Pooh, A.A. Milne, e J.M. Barrie, autore di Peter Pan, e la Cotswolds Distillery, dove poter fare degustazioni di whisky e gin.

Lungo la strada per arrivarci – che nella bella stagione è costeggiata da infinite distese di campi di lavanda – è impossibile non fare tappa alla Broadway Tower, un castelletto costruito alla fine del ‘700 su Fish Hill, uno dei punti più alti delle Cotswolds (solo 312 metri sul livello del mare), e che ricorda il castello di Biancaneve. Dalla cima della torre si può ammirare un bellissimo panorama della campagna. E, per chi ama camminare, questo percorso si trova sul sentiero nazionale Cotswold Way, un bellissimo itinerario di 164 km che collega Chipping Campden, nel Gloucestershire, a Bath.

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Fonte: 123RF
L’iconica Broadway Tower

Chipping Campden, gioiello delle Cotswolds

Chipping Campden è un’altra cittadina incantevole delle Cotswolds, la cui storia è profondamente legata al commercio della lana che, nel Medioevo, rese questo borgo uno dei più ricchi e fiorenti d’Inghilterra. Il termine “Chipping” deriva da un vecchio termine inglese che significa “mercato“, indicando l’importanza del borgo come centro commerciale. Il Court Barn Museum racconta proprio la storia di questo villaggio di artigiani. Nel corso dei secoli, Chipping Campden ha conservato la sua straordinaria architettura, testimoniando la prosperità e l’importanza storica di questa regione.

Snowshill, una cartolina vivente

Uscito da un libro di fiabe è anche il villaggio di Snowshill, con le sue case in pietra (una di queste è servita per girare la celebre scena del pranzo di Natale nel “Diario di Bridget Jones”, ma attenzione perché è vietato superare il cancello!), la grande chiesa, i muretti a secco e l’antico cimitero. Rimasto intatto, è tra i villaggi più pittoreschi delle Cotswolds. Sono benvenuti, invece, tutti coloro che desiderano visitare, grazie ai volontari del National Trust, Snowshill Manor, una casa padronale ricca di tesori straordinari e di incredibili collezioni che vanno dai giocattoli agli strumenti musicali, con splendidi giardini curatissimi.

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Fonte: @SiViaggia - Ilaria Santi
Snowshill, il villaggio di Bridget Jones, nelle Cotswolds

Cheltenham, la città termale delle Cotswolds

Frequentatissima tra il ‘700 e il periodo Regency, Cheltenham è una delle più importanti città termali d’Inghilterra insieme a Bath e si trova nel cuore delle Cotswolds. Le acque benefiche, scoperte solo nel XVII secolo, fecero sì che venissero aperti tantissimi alberghi e organizzati eventi per intrattenere gli ospiti dell’alta società che frequentavano la cittadina, tra cui Lewis Carroll, autore di Alice nel paese delle meraviglie, Sir Arthur Conan Doyle, uno dei più celebri autori di gialli, che er solito soggiornare a The Queens Hotel, ancora oggi uno degli alberghi storici più belli in  città, e anche la Famiglia reale. Anzi, pare sia stato proprio re Giorgio III a donare lustro a Cheltenham.

Parchi, sale da ballo e persino un ippodromo dovevano così contribuire a trasformarla nella meta turistica più desiderata d’Inghilterra. Famose sono ancora oggi le corse dei cavalli che si svolgono a primavera per il Cheltenham Festival. Nei giorni delle gare, alla stazione ferroviaria di Cheltenham Spa arriva anche il treno storico a vapore della Gloucestershire Warwickshire Railway, che parte da Broadway e che attraversa i meravigliosi paesaggi delle Cotswolds. Un tragitto breve,  circa 50 km, ma molto emozionante.

Woodstock e il sontuoso Blenheim Palace

Tappa obbligata di ogni itinerario nelle Cotswolds è Blenheim Palace, la Versailles d’Inghilterra, un meraviglioso palazzo patrimonio dell’umanità Unesco dove nacque Winston Churchill e dove sono stati girati molti film e serie Tv. Si trova al confine Est delle Costwolds, nella cittadina medievale di Woodstock, che un tempo faceva parte del territorio di caccia reale. I bellissimi ambienti e i lusurggianti giardini di Blenheim Palace, le fontane, i laghetti, i monumenti e le collezioni d’arte hanno fatto da sfondo a numerose produzioni cinematrografiche. Tra le ultime, “Queen Charlotte”, prequel di “Bridgerton”, “Harry Potter e l’ordine della fenice”, “Napoleon” di Ridley Scott, “James Bond 007 Spectre”, “Indiana Jones e l’ultima crociata”, “Mission: Impossible – Rogue Nation” e molte altre.

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Fonte: Ufficio stampa
Blenheim Palace e il suo meraviglioso parco

Slaughter, icona delle Cotswolds

E, infine, da non perdere è Slaughter, un pittoresco villaggio fatto di poche case – quasi tutte case-vacanza dei ricchi londinesi – che si sviluppa lungo un corso d’acqua con tanto di mulino, che ricorda ancora oggi il passato di questo territorio la cui economia si basava non sul turismo come avviene oggi, bensì sulla produzione della lana. Questo delizioso angolino d’Inghilterra è incredibilmente iconico. In quella che un termpo era la casa padronale, The Slaughters Manor House, poi divenuta un convento, oggi si può soggiornare per provare un’esperienza autentica e fuori dal tempo.

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Fonte: @SiViaggia - Ilaria Santi
Il villaggio di Slaughters nelle Cotswolds

Come visitare le Cotswolds

Le distanze tra una località e l’altra sono ridotte e, ogni giorno, è un continuo immergersi tra villaggi color miele, bed&breakfast d’altri tempi, castelli, chiese medievali e antiche locande. Per visitare questa zona attraversando i più bei villaggi si può noleggiare un’auto, seguendo la Cotswolds Road oppure salire a bordo di un treno storico a vapore, ma i più sportivi, nella bella stagione, possono percorrere queste splendide colline in bicicletta o, in modo molto British, a cavallo.

Cotswolds-villaggio
Fonte: @SiViaggia - Ilaria Santi
Il villaggio di Woodstock

Sulle tracce di Jane Austen, viaggio in Inghilterra per i 250 anni dalla sua nascita

È una verità universalmente riconosciuta che se un lettore si trova di fronte a queste poche parole riconosce subito in esse la penna di Jane Austen.

Sì, perché questo è il celebre incipit di Orgoglio e pregiudizio, uno dei capolavori della scrittrice inglese. E cosa c’è di meglio da fare nell’anno in cui si celebrano i 250 anni dalla sua nascita, se non partire alla volta della Gran Bretagna per esplorare i luoghi che lei ha vissuto e che spesso sono stati d’ispirazione per diventare le perfette scenografie dei suoi libri?

Perché in occasione del suo 250esimo “compleanno” sono previsti eventi in tantissime location speciali, il viaggio per tutti coloro che si sono innamorati delle sue opere è a portata di mano e può diventare la vacanza letteraria più divertente e affascinante di tutte.

Perché in fondo viaggiare non significa solamente esplorare il mondo, ma anche andare alla ricerca di ciò che ci emoziona di più: e le parole eterne di Jane Austen sono proprio speciali e preziose.

Libri alla mano, valigie e tanta voglia di conoscere e di immergersi nella bellezza dell’Inghilterra è ciò che serve: Jane Austen ci sta aspettando.

Jane Austen, tutte le location degli eventi per i 250 anni dalla sua nascita

Il 16 dicembre del 1775 a Steventon, villaggio dell’Hampshire nel Regno Unito, è nata Jane Austen. Siamo nell’Inghilterra del sud ed è qui che ha vissuto fino al 1800, ovvero fino a quando con la sua famiglia si è trasferita a Bath nel Somrset. Poi, con la morte del papà nel 1806, la mamma, Jane e la sorella sono andate a vivere a Southampton e, dopo, nel 1809 a Chawton, entrambi nell’Hampshire. La scrittrice è morta nel 1817 a Winchester dove è stata portata dalla sorella Cassandra per tentare delle cure, dopo che si è ammalata l’anno precedente.

Questi, in breve, sono gli spostamenti che hanno caratterizzato la vita della scrittrice che è stata capace di lasciarci in eredità capolavori come, oltre al già citato Orgoglio e pregiudizio, Persuasione, Emma e Mansfield Park.

E il 2025 è l’anno giusto per raggiungere queste zone dell’Inghilterra e celebrare la donna che ha saputo scrivere alcune delle storie più belle della letteratura mondiale. Il programma è fitto di iniziative, per tutti i gusti e che possono essere la buona ragione per partire e andare in esplorazione di quella zona di questo Paese europeo che ha dato i natali e ispirato Jane Austen.

Le iniziative per celebrare i 250 anni dalla nascita di Jane Austen

Come detto, le iniziative sono davvero tante e possono essere in parte riassunte partendo dalle location in cui si svolgono, ovvero quei luoghi che hanno fatto da sfondo alla vita della celebre autrice. Le case dove ha abitato, i posti che ha esplorato, le sue abitudini, per entrare non solo in connessione con la sua grande creatività, ma anche per conoscere località in cui si respira lo spirito inglese.

Chawton, il viaggio alla scoperta di Jane Austen ha inizio

Non si può partire alla scoperta delle tante iniziative messe in programma per festeggiare i 250 anni dalla data di nascita di Jane Austen senza citare la sua casa, quella dove lei ha trascorso gli ultimi anni della sua vita. Ci troviamo a Chawton, nella sua abitazione, dove ci sono tantissimi appuntamenti imperdibili.

A scandire alcune delle iniziative i romanzi della scrittrice, quindi, si parte dal 28 al 28 gennaio con il primo festival dedicato a Orgoglio e pregiudizio. A maggio, poi, si prosegue dall’1 all’11 con Ragione e sentimento, dal 12 al 20 luglio invece con Emma. A settembre, dal 12 al 21, è la volta di Persuasione. A dicembre, oltre a speciali festeggiamenti natalizi, dal 13 al 21 ci sarà anche il compleanno dell’autrice.

Chawton, la casa dove ha vissuto Jane Austen
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Chawton, l’esterno della casa dove ha vissuto Jane Austen

Questi sono solo alcuni degli eventi in programma e non mancano le mostre come quella permanente Jane Austen and the Art of Writing, oppure quella che durerà fino al 4 gennaio 2026 dal titolo Austenmania! che celebra i 4 adattamenti datati 1995 dei suoi romanzi: Orgoglio e pregiudizio di Andrew Davies per la BBC con Colin Firth e Jennifer Ehle, Ragione e sentimento per il grande schermo di Emma Thompson e Ang Lee, Persuasione della BBC Screen Two con Amanda Root e Ciarán Hinds e Ragazze a Beverly Hills!, una rivisitazione di Emma.

Da non perdere, poi, una passeggiata che ripercorre alcune delle tappe che la scrittrice era solita toccare nelle sue uscite con la sorella: si tratta di Jane Austen Trail Walk: Alton to Chawton. Si parte da Alton High Street, la location dove la scrittrice e la sorella Cassandra facevano compere, e poi si prosegue per diverse tappe, tra cui la fucina dove prendeva la carrozza per Londra e la casa di famiglia a Chawton.

Steventon, dove è nata e cresciuta Jane Austen

È tutto cominciato qui, a Steventon, villaggio dove è nata e cresciuta Jane Austen. E non potevano, quindi, mancare gli eventi in questo luogo per celebrare una delle donne scrittrici più amate di tutti i tempi.

Il programma è molto interessante e parte con domenica 8 giugno quando si terrà un concerto dal titolo Jane Austen’s Words and Music Chamber, appuntamento nella Chiesa di San Nicola. A seguire – nel mese di luglio (dal 4 al 6 e dall’11 al 13) – mostra storica, mentre il 6 luglio c’è il Jane Austen’s Country Fair sul sito della casa natale. Tra gli altri eventi va ricordato quello del 16 dicembre, che coincide con il giorno della nascita della scrittrice, con un servizio di ringraziamento per il suo 250esimo compleanno. La canonica in cui viveva con la famiglia è stata demolita nel 1824, ma si può vedere dove sorgeva, mentre la chiesa è rimasta abbastanza simile all’epoca.

Steventon la chiesa di Jane Austen
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Steventon, la chiesa

Bath, la città del suo primo trasferimento

Bath non ha bisogno di presentazioni: questa cittadina è molto apprezzata e meta di numerosi turisti. E qui si possono vivere moltissime esperienze dedicate alla scrittrice.

Il Jane Austen Centre è la location ideale per tutti coloro che vogliono assaporare il periodo della Reggenza, non solo per quanto riguarda moda e cibo, ma per tutto ciò che ha dato vita e che possiamo trovare nei romanzi di Jane Austen. Ci si può vestire a tema, per entrare ancora di più nell’atmosfera, provare a scrivere con la penna d’oca e non manca una statua di cera che dovrebbe mostrare l’aspetto che poteva avere la scrittrice.

Ma a Bath non si può fare solo questo, infatti sono previsti tour guidati in città, o anche nelle location vicine, sulle tracce dell’autrice. I balli sono uno dei momenti più apprezzati e ne sono previsti due: quello a tema nautico Persuasion il 31 maggio e quello a tema marino Sanditon il 28 giugno. Il Yuletide Birthday Ball, invece, si tiene il 13 dicembre.

Bath, Jane Austen ci ha vissuto per alcuni anni
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Jane Austen ha vissuto alcuni anni a Bath

E poi, appuntamento imperdibile, è il Jane Austen Festival in programma dal 12 al 21 settembre e prevede balli, spettacoli e la Grand Regency Costumed Promenade, una grande passeggiata che apre ufficialmente la serie di iniziative: partecipa chi ha acquistato il braccialetto ed è vestito con abiti Regency. Appuntamento a sabato 13 settembre 2025.

Ad aprile per chi ama il teatro l’evento da segnare in agenda si tiene al Theatre Royal dove andrà in scana Pride & Prejudice* (*quasi), mentre da luglio a novembre al No.1 Royal Crescent si potrà visitare la mostra The Most Tiresome Place in the World: Jane Austen e Bath, con lettere e l’unico manoscritto che ha scritto mentre ha vissuto in città. Queste sono solo alcune delle iniziative, ma il programma è davvero fitto.

Winchester, gli ultimi momenti della vita dell’autrice

Non si può perdere la possibilità di scoprire dove Jane Austen ha vissuto gli ultimi momenti della sua vita: la tappa da raggiungere è la casa al numero 8 in College Street a Winchester, qui si potranno ammirare esposti alcuni oggetti e manoscritti: è la prima volta che questa casa apre al pubblico.

Da maggio alla fine del 2025 alcuni oggetti saranno esposti anche al Museo Treasury. Tra gli altri eventi a Winchester vi è in programma il teatro all’aperto con Orgoglio e pregiudizio a luglio e, da giugno a luglio, corsi di ricamo.

Nella cattedrale cittadina riposano i resti della scrittrice e anche questa location per i 250 dalla data della sua nascita si prepara ad accogliere i visitatori con una serie di iniziative. Come sempre si può visitare la tomba, Jane Austen è seppellita nella navata nord dell’edificio religioso, poi sono previsti tè pomeridiani, l’esposizione di una poesia scritta proprio da lei, psi può rendere parte a un percorso interattivo per famiglie, un ballo (sold out) e molto altro.

Le altre location imperdibili per seguire le tracce di Jane Austen

Non solo queste tappe, ma anche altre sono perfette per seguire la scia lasciata da Jane Austen durante la sua vita.

Nel 2025 si può ad esempio visitare, a partire da aprile, la sua ex aula scolastica nella Abbey Quarter di Reading, il museo inoltre organizza eventi, tour e visite all’Abbey Gateway e al Reading Abbey Quarter, ma anche alla location in cui è stato girato Orgoglio e pregiudizio.

Non si conosce molto del periodo che la scrittrice ha trascorso a Southampton, eppure in questo luogo ha trascorso dei momenti importanti e, grazie al fitto programma di iniziative predisposto proprio in occasione dei 250 anni dalla sua nascita, si può approfondire questa fase della sua esistenza.

Qui, infatti, ha frequentato per un breve periodo il collegio e ha festeggiato il suo 18esimo compleanno prendendo parte a un ballo nelle stanze del piano superiore del The Dolphin. Tra gli appuntamenti quello con la mostra al SeaCity Museum da marzo a ottobre che raccoglie dipinti rari, lettere, libri e oggetti della scrittrice e si concentra sulle sue amiche, il 10 giungo va in scena lo spettacolo Orgoglio e pregiudizio* (*più o meno) al Mayflower Theatre, mentre sabato 13 dicembre la Townhill Park House di Southampton farà da scenario a un ballo Regency. Non mancano passeggiate a tema.

Tanti, tantissimi eventi, che possono essere la scusa per partire alla volta della Gran Bretagna e alla scoperta di alcuni dei luoghi in cui ha vissuto e scritto Jane Austen.

Visto ed ETA: differenze, Paesi di applicazione e nuove regole

Il Regno Unito, da sempre meta ambita dai turisti europei, sta per introdurre una nuova regolamentazione che renderà più complesso l’accesso al suo territorio. A partire dal 2 aprile 2025, tutti i viaggiatori, compresi coloro che intendono fare solo scalo in un aeroporto britannico, dovranno richiedere un’autorizzazione elettronica preventiva, l’Electronic Travel Authorisation (ETA). Questo sistema ricalca quello già in vigore negli Stati Uniti con l’ESTA.

L’ufficialità della misura è stata confermata dal governo britannico lo scorso 10 settembre, specificando che la richiesta dell’ETA sarà possibile dal 5 marzo 2025. Con questa autorizzazione elettronica si potrà viaggiare per turismo in tutto il Regno Unito per un periodo massimo complessivo di sei mesi, anche frazionati in più viaggi.

Inoltre, anche i cittadini britannici dovranno adeguarsi a un sistema simile per l’ingresso nei Paesi dell’Unione Europea, con controlli biometrici previsti ai confini.

Cos’è l’ETA e verso quali Paesi serve

L’Electronic Travel Authorisation (ETA) non è un visto, bensì un’autorizzazione elettronica che consente ai cittadini stranieri non residenti di entrare in un Paese senza necessità di visto, purché il soggiorno non superi i sei mesi.

L’ETA è obbligatoria per tutti gli stranieri non residenti che non necessitano di visto per soggiorni brevi o che non possiedono alcuno status di immigrazione nel Paese di destinazione. Anche i bambini sono soggetti a questo requisito.

Per i cittadini italiani, l’ETA è richiesta per viaggiare nei seguenti Paesi:

  • Samoa Americane
  • Australia
  • Canada
  • Guam (territorio statunitense situato in Micronesia)
  • Israele
  • Kenya
  • Nuova Zelanda
  • Commonwealth delle Isole Marianne Settentrionali
  • Porto Rico
  • Seychelles
  • Sri Lanka
  • Stati Uniti
  • Isole Vergini Americane
  • Regno Unito
  • Irlanda del Nord

Cos’è il visto e verso quali Paesi serve

Il visto d’ingresso è un documento ufficiale rilasciato da uno Stato che autorizza un individuo straniero a entrare nel proprio territorio per un periodo specifico e per motivi definiti (turismo, lavoro, studio, ecc.). Il visto può essere stampato sul passaporto o rilasciato come documento separato da presentare all’arrivo. Alcuni Paesi non richiedono il visto grazie ad accordi di libera circolazione.

I cittadini italiani necessitano di un visto per viaggiare nei seguenti Paesi:

  • Afghanistan
  • Algeria
  • Arabia Saudita
  • Azerbaijan
  • Benin
  • Bhutan
  • Burkina Faso
  • Bahrain
  • Bangladesh
  • Burundi
  • Camerun
  • Cambogia
  • Chad
  • Repubblica Centrafricana
  • Costa d’Avorio
  • Repubblica del Congo
  • Repubblica Democratica del Congo
  • Cuba
  • Egitto
  • Eritrea
  • Etiopia
  • Guinea Equatoriale
  • Kuwait
  • Gabon
  • Gibuti
  • Giordania
  • Ghana
  • Guinea
  • Guinea-Bissau
  • India
  • Indonesia
  • Iran
  • Isole Comore
  • Liberia
  • Libia
  • Laos
  • Libano
  • Mali
  • Maldive
  • Myanmar
  • Mauritania
  • Repubblica di Nauru
  • Nepal
  • Niger
  • Nigeria
  • Corea del Nord
  • Qatar
  • Pakistan
  • Papua Nuova Guinea
  • Russia
  • Rwanda
  • Sud Sudan
  • Somalia
  • St. Helena
  • Sudan
  • Siria
  • Sierra Leone
  • Tanzania
  • Togo
  • Turkmenistan
  • Uganda
  • Zimbabwe
  • Yemen

Differenza tra ETA e visto

L’ETA e il visto sono due procedure di autorizzazione all’ingresso in un Paese, ma presentano differenze sostanziali:

L’ETA:

  • È un’autorizzazione elettronica necessaria per i cittadini di determinati Paesi che vogliono viaggiare senza visto per brevi periodi;
  • È collegata elettronicamente al passaporto;
  • Non richiede documenti cartacei o visite a un’ambasciata;
  • Viene rilasciata rapidamente attraverso una procedura online.

Il Visto:

  • È un documento ufficiale rilasciato da un governo per consentire l’ingresso per un periodo specifico e per motivi definiti (turismo, lavoro, studio, ecc.);
  • Può richiedere una procedura cartacea, colloqui in ambasciata e tempi di attesa più lunghi;
  • È obbligatorio per entrare in alcuni Paesi che non offrono esenzioni per soggiorni brevi.

Dove possono viaggiare gli italiani senza visto e senza ETA

I cittadini italiani possono accedere senza necessità di visto o ETA nei seguenti Paesi:

  • Albania
  • Andorra
  • Angola
  • Anguilla (territorio britannico nei Caraibi)
  • Antigua e Barbuda
  • Argentina
  • Armenia
  • Aruba
  • Austria
  • Bahamas
  • Barbados
  • Bielorussia
  • Belize
  • Belgio
  • Bolivia
  • Sint Eustatius e Saba
  • Bosnia ed Erzegovina
  • Botswana
  • Brasile
  • Isole Vergini Britanniche
  • Brunei
  • Bulgaria
  • Capo Verde
  • Isole Cayman
  • Cile
  • Cina
  • Colombia
  • Isole Cook
  • Costa Rica
  • Croazia
  • Cipro
  • Curaçao
  • Repubblica Ceca
  • Danimarca
  • Dominica
  • Repubblica Dominicana
  • Ecuador
  • El Salvador
  • eSwatini
  • Estonia
  • Isole Falkland
  • Isole Faroe
  • Fiji
  • Finlandia
  • Francia
  • Guyana Francese
  • Polinesia Francese
  • Antille Francesi
  • Georgia
  • Germania
  • Gibilterra
  • Grecia
  • Groenlandia
  • Grenada
  • Guatemala
  • Guyana
  • Haiti
  • Honduras
  • Hong Kong
  • Ungheria
  • Islanda
  • Iraq
  • Irlanda
  • Giamaica
  • Giappone
  • Kazakistan
  • Kiribati
  • Kosovo
  • Kirghizistan
  • Lettonia
  • Regno del Lesotho
  • Liechtenstein
  • Lituania
  • Lussemburgo
  • Macao
  • Madagascar
  • Malawi
  • Malesia
  • Isole Marshall
  • Malta
  • Mauritius
  • Mayotte
  • Messico
  • Micronesia
  • Moldavia
  • Monaco
  • Mongolia
  • Montenegro
  • Montserrat
  • Marocco
  • Mozambico
  • Namibia
  • Paesi Bassi
  • Nuova Caledonia
  • Nicaragua
  • Niue
  • Macedonia del Nord
  • Norvegia
  • Oman

2025 in Gran Bretagna: è l’anno della cultura e della natura

Il 2025 si preannuncia come un anno straordinario per la Gran Bretagna, che sarà un vero crocevia di celebrazioni culturali, aperture di nuovi spazi e occasioni per immergersi nella natura. Con eventi che spaziano dall’arte alla letteratura, dallo sport alla storia, quest’anno promette di catturare l’attenzione dei visitatori di ogni provenienza. Ecco una panoramica dei momenti più attesi e delle esperienze da non perdere.

Arte e cultura con Bradford al centro della scena

Al centro del palcoscenico culturale britannico c’è Bradford, proclamata Città della Cultura del Regno Unito 2025. Questa città vibrante ospiterà un programma di oltre 1.000 eventi che abbraccia il suo patrimonio multiculturale e industriale. Tra installazioni d’arte pubblica e progetti comunitari, il fiore all’occhiello sarà la riapertura del National Science and Media Museum, trasformato in un centro di eccellenza per il cinema, la fotografia e la radiodiffusione.

Nel sud dell’Inghilterra, gli amanti della letteratura celebreranno i 250 anni dalla nascita di Jane Austen con eventi dedicati nei luoghi più cari alla scrittrice, come Bath e l’Hampshire. A Londra, il V&A East al Queen Elizabeth Olympic Park, inaugura con la mostra “The Music Is Black: A British Story”; mentre dal 12 aprile al 16 novembre 2025, il V&A South Kensington ospiterà la mostra ‘Cartier’, dedicata alla leggendaria Maison Cartier. L’esposizione presenterà oltre 350 pezzi di gioielleria, tracciando la storia, l’artigianalità e l’evoluzione di Cartier in uno dei marchi di gioielleria più prestigiosi al mondo.

Inaugurerà invece il 5 luglio al Design Museum di Londra la mostra ‘Barbie®: The Exhibition’ che esplora l’evoluzione della bambola più famosa del mondo, evidenziando il suo impatto culturale, dalle origini nel 1959 alla sua influenza sulla moda, il design e la rappresentazione di genere in oltre sei decenni.

Tra storia e patrimonio rivive il fascino del passato

Il 2025 segna i 200 anni dalla nascita della ferrovia moderna, celebrati con il programma nazionale Railway 200. Tra gli eventi chiave, l’apertura della New Hall del Locomotion Museum di County Durham e la rinnovata Station Hall del National Railway Museum di York. Il passato ferroviario si unisce alle celebrazioni astronomiche con i 350 anni del Greenwich Royal Observatory, che inaugura il progetto “First Light”.

In Scozia, l’Inverness Castle Experience offre un’esperienza immersiva che intreccia la storia e il patrimonio culturale locale, mentre in Inghilterra riaprono il Jewry Wall Museum di Leicester, con il suo focus sul passato romano, e l’Hull Maritime Museum, arricchito da nuove mostre dedicate al mare.

Celebrazioni reali e tradizioni senza tempo

Anche l’anno regale si annuncia fitto di appuntamenti che segneranno il 20° anniversario di matrimonio del Re Carlo III e della Regina Camilla. Un’occasione perfetta per visitare la loro tenuta di Highgrove nei Cotswolds, celebre per i suoi giardini. Ma anche per assistere a eventi tradizionali di grande richiamo, come il Trooping the Colour, il Royal Edinburgh Military Tattoo e gli iconici Highland Games, un’esplosione di sport e folklore scozzese.

Una celebrazione della tradizione scozzese, della sportività e dello spirito comunitario, che si svolge in città e villaggi di tutta la Scozia dalla primavera all’inizio dell’autunno, con danze popolari, parate dei clan e competizioni iconiche come il lancio del caber, del martello e il tiro alla fune.

Chi ama il glamour potrà assistere al Royal Ascot e alle mostre regali, come “Royal Portraits: A Century of Photography” al Palace of Holyroodhouse, a Edimburgo, che presenta la monarchia britannica attraverso un secolo di ritratti fotografici che catturano momenti formali e della vita familiare.

Tiro alla fune
Fonte: iStock
Tiro alla fune agli Highland Games in Scozia

Giardini incantevoli e avventure all’aria aperta

La natura sarà protagonista nel 2025, con eventi che spaziano dai giardini botanici, considerati un vero tesoro nazionale, alle avventure sotto i cieli stellati. Il celebre Chelsea Flower Show a Londra, in programma dal 20 al 24 maggio, aprirà le porte di giardini innovativi e mostre floreali di fama mondiale. Per chi cerca gemme meno conosciute, l’Harrogate Spring Flower Show e i giardini regionali, come l’Eden Project in Cornovaglia, promettono esperienze altrettanto memorabili.

Dalle oasi verdi urbane ai cinque giardini principali della Royal Horticultural Society (RHS), c’è sempre un angolo di natura da scoprire. Tra le novità, il RHS Flower Show di Wentworth Woodhouse, in programma dal 16 al 20 luglio 2025, farà il suo debutto nel calendario della Royal Horticultural Society, presentando progetti di giardini all’avanguardia, spettacolari esposizioni floreali, conferenze tenute dai migliori esperti del settore e musica dal vivo, tutto sullo sfondo di una delle dimore storiche più maestose della Gran Bretagna.

Gli amanti dell’astronomia potranno partecipare al North York Moors and Yorkshire Dales Dark Skies Festival, che festeggia il suo decimo anniversario con attività di astrofotografia e osservazione delle stelle. Eventi simili, che offrono ulteriori opportunità di osservare i cieli notturni della Gran Bretagna, si svolgeranno anche durante la Welsh Dark Skies Week e il Cumbrian Dark Skies Festival.
E per chi preferisce le escursioni, in occasione del suo 60° anniversario, la Pennine Way invita a cimentarsi su un percorso di lunga distanza attraverso i suggestivi paesaggi dell’Inghilterra settentrionale.

Pennine Way
Fonte: iStock
Hill Walking lungo il Pennine Way, UK

I grandi eventi sportivi

Ad agosto, la Gran Bretagna ospiterà la Coppa del Mondo di rugby femminile, con partite in numerose città, tra cui Brighton, Bristol, Londra, Manchester, Northampton, Sunderland e York. Che si tratti di assistere a una partita in riva al mare a Brighton & Hove o di immergersi nella cultura di Bristol, in ogni località c’è poi molto da scoprire, al di là dello sport. Parallelamente, la stagione della Premier League offrirà emozioni calcistiche negli stadi più iconici del Paese, tra cui l’Old Trafford, Anfield e Stamford Bridge, con possibilità di partecipare a tour dei diversi complessi sportivi nei giorni senza partite.

Il calendario sportivo comprende anche il Royal Ascot, la Henley Royal Regatta e il Gran Premio di Formula 1, oltre agli emozionanti Highland Games e alla storica Boat Race.

Un’estate di festival e celebrazioni

Il 2025 si conferma un anno particolarmente favorevole per i festival musicali, tra cui il Reading and Leeds Festival, il Festival dell’Isola di Wight e il TRNSMT di Glasgow. Gli appassionati di musica potranno anche celebrare il ritorno degli Oasis sul palcoscenico, mentre eventi come il Green Man Festival offriranno esperienze eco-consapevoli. Sul fronte LGBTQIA+, il Portsmouth UK Pride e i celebri Brighton & Hove Pride e Manchester Pride illumineranno l’estate con colori e inclusività.

Qual è l’ultimo Paese a festeggiare il Capodanno?

Stiamo per salutare il 2024 con festeggiamenti di ogni tipo, ma soprattutto a orari diversi! Il Capodanno nelle diverse parti del mondo segue i fusi orari specifici della Terra, creando una sequenza unica di celebrazioni. Sapete che attualmente ci sono 24 fusi orari, alcuni dei quali differiscono dal Tempo Coordinato Universale (UTC) di 30 o 45 minuti invece che di un’ora? Di conseguenza alcuni Paesi festeggiano il Capodanno prima di tutti gli altri, mentre alcuni festeggiano per ultimi. E non è finita qui!

Il 1 gennaio come data per celebrare il Capodanno è puramente convenzionale in quanto stabilita dal calendario gregoriano. Nella Gwaun Valley in Galles, per esempio, il nuovo anno si celebra tradizionalmente il 12 gennaio, seguendo il calendario giuliano usato fino al 1752. I cinesi, invece, festeggeranno il loro Capodanno a febbraio.

Prendendo in considerazione il calendario gregoriano, che è quello che osserviamo in Italia, qual è l’ultimo Paese a festeggiare il Capodanno? E il primo? Ve li raccontiamo di seguito!

L’ultimo Paese a festeggiare il Capodanno

Tecnicamente, gli ultimi a festeggiare il Capodanno sono i territori statunitensi di Baker Island e Howland Island, anche se parlare di ‘festeggiamenti’ potrebbe essere un tantino errato perché entrambe le zone, infatti, sono disabitate!

Howland e Baker sono due minuscoli atolli nel Pacifico, distanti quaranta miglia l’uno dall’altro, situati appena a nord dell’Equatore. Negli anni ’30, gli Stati Uniti inviarono segretamente oltre 100 uomini delle Hawaii per colonizzare questi vulcani estinti e costruire piste di atterraggio, al fine di rivendicarli per l’aviazione. Infatti, quando Amelia Earhart scomparve nel 1937, era diretta verso l’isola di Howland. Oggi, entrambe le isole sono rifugi nazionali per uccelli marini, uccelli costieri, delfini e pesci tipici della barriera corallina.

I due atolli sono diventati gli ultimi territori a festeggiare il Capodanno quando nel 2011 le Samoa decisero di modificare il proprio fuso orario per allinearsi all’Australia e alla Nuova Zelanda. Da quel momento, infatti, sono passate dall’essere le ultime a festeggiare il Capodanno alle prime.

L’ultimo Paese abitato a festeggiare, invece, sono le Hawaii, dove l’arrivo dell’anno nuovo viene celebrato con fuochi d’artificio e fantastiche feste in spiaggia, molte delle quali organizzate dai vari hotel e dai resort presenti.

Il primo Paese a festeggiare il Capodanno

Se prendiamo come riferimento il nostro fuso orario, il primo Paese a festeggiare il Capodanno è Kiribati. Questo arcipelago situato in Oceania e appartenente alla Repubblica delle Kiribati, è il primo posto abitato al mondo in cui si passa all’anno nuovo. Il secondo Paese a festeggiare con fuochi d’artificio e feste nei resort, come vi abbiamo anticipato, sono le Isole Samoa, il posto ideale per celebrare non una, ma ben due volte. Molte persone che si trovano su queste isole, infatti, prendono un breve volo di mezz’ora per le Samoa Americane per festeggiare il Capodanno daccapo.

Infine, tra i Paesi che festeggiano per primi c’è anche Tonga: qui si celebra il nuovo anno soprattutto sul lungomare di Nuku’alofa durante il Block Party, un evento dove una lunghissima fila di banchetti gastronomici propone da bere e da mangiare per far festa fino all’arrivo della mezzanotte, la quale verrà annunciata dai rintocchi di tutte le chiese della città.

La Gran Bretagna sta costruendo una delle ferrovie più costose del mondo

High Speed 2 (HS2), il progetto britannico di ferrovia ad alta velocità, doveva essere una rivoluzione infrastrutturale. Lanciato nel 2012 con la promessa di collegare Londra alle principali città del nord dell’Inghilterra, l’HS2 ha accumulato costi astronomici e controversie senza precedenti.

Con una spesa attuale stimata tra 58,4 e 70 miliardi di dollari solo per la prima fase, il progetto è diventato sinonimo di spreco e cattiva gestione. Si parla di circa 416 milioni di dollari per miglio, un record mondiale che supera anche i costi della California High Speed Rail negli Stati Uniti.

Costi fuori controllo e promesse disattese

Il confronto con altri progetti ferroviari europei è impietoso. La linea francese TGV Tours-Bordeaux, ad esempio, costava tra i 32 e i 40 milioni di dollari per miglio. Persino la Cina e il Giappone, nonostante la densità delle loro megalopoli, costruiscono reti ferroviarie a costi significativamente inferiori. Ma in Gran Bretagna, i costi per l’HS2 sono saliti in maniera vertiginosa, tra interferenze politiche, pianificazione burocratica e un settore edile che cerca di proteggersi con contratti onerosi.

La mancanza di una strategia di lungo termine, unita a cambiamenti frequenti nella leadership del progetto e alla turbolenza politica degli ultimi anni, ha reso HS2 un’impresa davvero travagliata. Sei primi ministri e otto ministri delle finanze hanno supervisionato, spesso in modo inadeguato, un progetto che prometteva di “livellare” le disuguaglianze regionali ma che ha finito per accentuare il divario tra Londra e il resto del paese.

Impatti ambientali e resistenze locali

L’HS2 non ha solo sollevato polemiche per i costi. Le comunità locali hanno espresso forte opposizione per i danni ambientali causati dalla costruzione. La linea attraversa aree di straordinaria bellezza naturale e antichi boschi, provocando così la rabbia degli ambientalisti. In risposta, sono stati piantati milioni di nuovi alberi e avviati progetti di rinaturalizzazione, ma queste iniziative non sono bastate a placare le critiche.

I risultati: tra ingegneria innovativa e prospettive da definire

Nonostante le controversie, l’HS2 rappresenta un’impresa ingegneristica senza eguali. Il viadotto della Colne Valley, ad esempio, si estende per oltre tre chilometri tra laghi e corsi d’acqua, mentre le nuove stazioni di Birmingham e Old Oak Common sono state progettate come moderne “cattedrali” del trasporto. Tuttavia, tali successi rischiano di essere oscurati da un futuro ancora da definire.

La rete in origine prevista a forma di Y, che avrebbe collegato Londra a Manchester e Leeds, è stata ridotta in maniera drastica. Tratte fondamentali come la sezione Birmingham-Crewe sono state accantonate, e persino il completamento della stazione di Londra Euston è in bilico. I treni, una volta pronti, viaggeranno solo su alcune tratte alla velocità prevista di 250 mph, mentre su altre dovranno condividere binari congestionati con servizi esistenti.

Un futuro incerto per l’HS2

Con l’aumento dei costi e una rete ferroviaria incompleta, l’HS2 rischia di fallire nel raggiungere gli obiettivi di capacità e sostenibilità. Gli esperti avvertono che il progetto potrebbe, paradossalmente, ridurre l’efficienza del sistema ferroviario, spingendo più passeggeri a scegliere auto e aereo, con un impatto negativo sul clima.

Nonostante i segnali positivi da parte del nuovo governo laburista, che ha promesso investimenti nelle infrastrutture, se l’HS2 sarà ultimata ancora non è certo. Le promesse di “livellare” il Paese e stimolare l’economia rischiano di rimanere un sogno irrealizzato, mentre il Regno Unito si interroga su come un progetto così ambizioso sia diventato il simbolo di sprechi e mancanza di visione.

Il paese con il nome più lungo del mondo

Un villaggio di poco più di 3 mila abitanti situato nella contea di Anglesey, nel Galles, è diventato famoso per la sua denominazione. Citato perfino in una storia di Topolino nel 1970 e in un racconto di Dylan Dog, il piccolo centro ha il nome di paese più lungo del mondo, anche se ci sono classifiche che lo mettono al secondo posto nel Regno Unito e in quarta posizione nel mondo.
Si tratta di Llanfairpwllgwyngyllgogerychwyrndrobwllllantysiliogogogoch.
Un nome difficile da pronunciare, infatti per comodità si sono coniate due abbreviazioni: l’internazionale Llanfair PG e il gallese Llanfairpwll.

Un curioso cartello ferroviario

La curiosità del villaggio è il cartello posto presso la stazione ferroviaria, prima meta dei turisti che non resistono alla tentazione di un selfie con le 58 lettere che compongono il toponimo.
Chiesa di Santa Maria nella valletta del nocciolo bianco, vicino alle rapide e alla chiesa di San Tysilio nei pressi della caverna rossa“. Non è il suggerimento per raggiungere il paese dal nome più lungo, bensì la traduzione italiana del nome originale.

Nel 1860 il consiglio comunale decise questa denominazione per poter avere il nome più lungo di una stazione ferroviaria della Gran Bretagna. Un’idea che ha funzionato ed ha dato i suoi frutti.
Oltre a essere menzionato nei fumetti, ha ottenuto un boom di turisti, tanto che i comuni limitrofi hanno cercato di copiare l’idea.

Angolo di paradiso dell’isola di Anglesey

Hanno trasformato nomi e cartelli ferroviari in rivisitazioni dei loro nomi, ma l’originale è solamente uno.
Il paese con il nome più lungo è incastonato in un angolo di paradiso sull’isola di Anglesey, ( conosciuta come “Môn Mam Cymru”, ovvero “la madre del Galles” in lingua gallese), territorio di conquista dell’Impero romano. Le origini risalgono al Neolitico, ma la nascita ufficiale del villaggio con i confini odierni è della metà del XVI secolo.
Sia nell’agglomerato urbano, sia nei dintorni sono ancora visibili i resti delle antiche conquiste.

A contraddistinguere il territorio circostante sono i due ponti che collegano l’isola al Galles e i fari, famosi in tutto il Regno Unito. Il mare è molto importante per la comunità locale, perché la prima fonte di reddito è la pesca, seguita dall’agricoltura. Le prime fattorie sono state avviate nell’epoca medievale.

L’isola offre una costa mozzafiato, quasi interamente riconosciuta come “Area di Eccezionale Bellezza Naturalistica”, e un entroterra ricco di misteriosi megaliti preistorici. Tra villaggi pittoreschi e vivaci cittadine, troverete l’ambiente perfetto per rilassarvi e immergervi nella cultura locale.

Da non perdere Beaumaris, una delle gemme più affascinanti della zona, tra boutique, gallerie d’arte e ristoranti. Tappa obbligata è il maestoso Castello di Beaumaris, capolavoro dell’ingegneria militare medievale costruito da re Edoardo I d’Inghilterra durante le sue campagne contro i gallesi, dalla vista spettacolare.

Proseguite poi verso Moelfre, incantevole porto che sprigiona il fascino dell’antica vita costiera. Lasciatevi guidare dal rumore dell’acqua che si snoda tra le costruzioni in pietra e visitate i suggestivi siti di Din Lligwy e della Camera Funeraria di Lligwy.

Per un’esperienza completa, affrontate il Coastal Path, un percorso di 200 chilometri che abbraccia l’intera isola. Tra scogliere a picco, promontori e paesaggi incontaminati, il sentiero collega venti città e villaggi e si percorre in circa 12 giorni.

Llanfairpwllgwyngyllgogerychwyrndrobwllllantysiliogogogoch: un primato che affascina

Il nome di paese più lungo della Gran Bretagna oltre a ottenere il primato, incuriosisce migliaia di visitatori, facendolo balzare tra i piccoli siti più visitati nella Gran Bretagna. Saranno le bellezze del Galles che lo circondano, oppure il nome lungo e incomprensibile, ma Llanfairpwllgwyngyllgogerychwyrndrobwllllantysiliogogogoch, capolinea o partenza della ferrovia che lo collega a Londra, conta passeggeri ferroviari che scendono per scattare la fotografia del nome sul cartello e ripartono.

Ma non solo: gli abitanti lo chiamano affettuosamente Llanfair PG o Llanfairpwll, per distinguerlo dagli altri villaggi gallesi noti semplicemente come Llanfair. Tuttavia, riuscire a pronunciarne il nome completo senza esitazioni è motivo di orgoglio, soprattutto per chi parla il gallese, un’affascinante lingua celtica ancora viva grazie a circa mezzo milione di persone.

Come previsto già a metà Ottocento, il cuore pulsante dell’economia locale ruota attorno al nome straordinario: ovunque, dai souvenir ai gadget, seppur impronunciabile, campeggia con fierezza.

E all’ufficio del turismo è possibile ottenere un timbro sul passaporto con il nome intero e trasformare una visita in un ricordo unico.

The Britannic Explorer, il nuovo treno di lusso che attraversa terre da sogno

Belmond continua a ridefinire gli standard del viaggio di lusso con il lancio di The Britannic Explorer, A Belmond Train, il primo treno di lusso che opererà attraverso l’Inghilterra e il Galles. Con il debutto previsto per luglio 2025, questa innovativa esperienza su rotaia si propone di coniugare la tradizione ferroviaria britannica con elementi contemporanei di stile, gastronomia e cultura.

Un viaggio unico tra eleganza e scoperta

The Britannic Explorer promette un’esperienza di viaggio senza precedenti, seguendo tre affascinanti percorsi che attraversano paesaggi naturali di rara bellezza nel Regno Unito: la Cornovaglia, il Distretto dei Laghi e il Galles. I viaggiatori partiranno da Londra per un itinerario di tre notti, durante il quale avranno l’opportunità di esplorare due regioni per ogni viaggio. Gli itinerari saranno programmati da venerdì a lunedì per la rotta Cornovaglia-Distretto dei Laghi, e da lunedì a giovedì per la tratta gallese.

A bordo del Britannic Explorer, gli ospiti potranno partecipare a escursioni guidate per scoprire la storia e la cultura delle destinazioni. Le serate offriranno momenti di relax e socializzazione nel bar panoramico, cuore pulsante della vita a bordo, ispirato alla botanica.

Il costo sarà a partire da 11.000 sterline (circa 13.000 euro) per una cabina doppia e includerà itinerari di tre notti, escursioni, pasti, vino e altre bevande alcoliche. Per ulteriori dettagli e prenotazioni, è possibile consultare il sito ufficiale di Belmond.

Design e comfort di alto livello

Il design del Britannic Explorer porta la firma del prestigioso studio londinese Albion Nord, celebre per il suo stile raffinato. Gli interni del treno evocano l’essenza dei paesaggi inglesi, con una palette cromatica che richiama la bellezza naturale che si staglia fuori dai finestrini. Le 18 cabine, tra cui tre Grand Suite e 15 suite, sono realizzate con materiali di alta qualità e con un’attenzione particolare ai dettagli, per garantire ai viaggiatori un’esperienza di viaggio che unisce lusso ed eleganza.

Britannic Explorer, suite
Fonte: Belmond
Le splendide suite del Britannic Explorer

Gli ospiti avranno l’opportunità di rilassarsi nella privacy delle loro cabine, oppure di usufruire della suite benessere a bordo, dotata di trattamenti rivitalizzanti. Ogni momento a bordo è studiato per far vivere il viaggio come un’esperienza immersiva e memorabile.

L’offerta gastronomica firmata Simon Rogan

L’esperienza culinaria a bordo del Britannic Explorer è affidata a Simon Rogan, chef rinomato per la sua filosofia “Farm to fork”, basata sull’uso di ingredienti stagionali e sostenibili. Il suo approccio valorizza prodotti locali di altissima qualità, provenienti spesso da coltivazioni di proprietà o da fornitori selezionati. I menu offerti durante i viaggi sono personalizzati per ciascun percorso e celebrano le specialità gastronomiche britanniche attraverso il tè pomeridiano, pranzi e cene.

Britannic Explorer, vagone ristorante
Fonte: Belmond
Il vagone ristorante di lusso del Britannic Explorer

Rogan ha commentato: “Per me, il vero lusso nasce da ingredienti modesti, coltivati con cura, nel rispetto dell’ambiente. L’approccio che propongo permette ai viaggiatori di assaporare piatti che riflettono il legame profondo tra ingredienti e territorio”. Il bar del treno, ispirato alle farmacie dell’epoca vittoriana, offrirà cocktail originali e una selezione di gin e birre artigianali, omaggiando le eccellenze delle distillerie e birrerie locali.

Esperienze e paesaggi incomparabili

Ogni itinerario del Britannic Explorer è concepito per offrire un accesso esclusivo a tesori nascosti e iconiche destinazioni inglesi e gallesi. Tra le esperienze proposte, vi sono visite private a gallerie d’arte di fama internazionale, come la Hauser & Wirth Somerset, con cene a seguire, e tour dei Tremenheere Sculpture Gardens in Cornovaglia. I passeggeri potranno anche immergersi nella natura con nuotate nei laghi del Distretto dei Laghi e esplorazioni guidate delle montagne e delle coste gallesi.

Gary Franklin, Vicepresidente Treni e Crociere di Belmond, ha sottolineato: “Il Britannic Explorer rappresenta un’evoluzione significativa nel nostro portafoglio di esperienze di viaggio di lusso. Offriamo ai nostri ospiti la possibilità di ammirare le coste frastagliate della Cornovaglia, la natura incontaminata del Parco Nazionale di Snowdonia e i paesaggi del Distretto dei Laghi da una prospettiva unica.”

Il Cammino Celtico, tra Irlanda e Galles a caccia di luoghi sacri

Negli ultimi anni, un numero crescente di viaggiatori sta riscoprendo l’antica arte del camminare, rivolgendosi a un turismo lento che valorizza il percorso tanto quanto la destinazione.

I cammini, spesso legati a rotte storiche e spirituali, offrono l’opportunità di esplorare luoghi sacri e immersi nella natura, lontano dai ritmi frenetici della vita moderna. Il pellegrinaggio a piedi, un tempo pratica di fede e introspezione, sta tornando in auge, attirando non solo i credenti, ma anche chi cerca un’esperienza autentica e rigenerante.

Tra l’Irlanda e il Galles, terre misteriose per eccellenza e contraddistinte da un passato millenario, è nato il Cammino Celtico, che unisce il pozzo sacro di Maedoc a Ferns, nel sud-est dell’Irlanda, con quello di St Non, vicino alla città cattedrale del Pembrokeshire di St Davids, per un totale di circa 260 chilometri, più il viaggio in traghetto di tre ore e mezza tra Rosslare e Fishguard.

Si tratta, probabilmente, della via percorsa dallo sciamano irlandese Saint Aidan (alias Maedoc), quando partì per studiare seguendo il mago gallese Saint David.

Come per ogni cammino che si rispetti, è disponibile un libretto da timbrare presso i punti di sosta e il suggerimento è quello di riempire una bottiglia al pozzo di Maedoc e portarla con sé.

Una magica esperienza da “pellegrino solitario” in Irlanda

La partenza è da Our Lady Island, antico luogo di pellegrinaggio nell’angolo sud-orientale dell’Irlanda, nella diocesi di Ferns, per dirigersi, lungo la costa, a Carnsore Point, la punta sud-orientale dell’Irlanda dove si incontrano l’Oceano Atlantico e il Mare d’Irlanda. In questo tratto, è possibile sperimentare la magica esperienza del “pellegrino solitario”, senza incontrare altre persone sulle ampie spiagge di ciottoli.

Gran parte del percorso in Irlanda si svolge su asfalto rurale e offre l’occasione di vivere esperienze autentiche e arricchenti: ad esempio, a Oulart Hill, in una sala del villaggio con il tetto di paglia, House of Stories, vanno in scena regolarmente spettacoli di poesia e canzoni.

Inoltre, in questa zona, risuona ancora l’eco della ribellione del XVIII secolo contro il dominio britannico che aveva portato alla breve repubblica di Wexford e della leggenda secondo cui Sant’Aidan portò con sé delle api quando tornò da St Davids: il miele era vitale a quei tempi.

Le leggi medievali in Irlanda regolamentavano nel dettaglio l’apicoltura fino al risarcimento dovuto se si veniva punti dall’ape di un vicino. Per celebrare i legami del Cammino con le api, verranno presto installate tre gigantesche arnie di legno che amplificheranno il suono delle colonie al loro interno.

L’arrivo in Galles

Whitesands Bay, Galles
Fonte: iStock
La spiaggia di Whitesands Bay in Galles

La seconda parte del pellegrinaggio inizia dal Pembrokeshire e il sentiero gallese segue per lo più la strada costiera, con alcune deviazioni per visitare i luoghi sacri, come salire sulla scogliera di Fishguard e attraversare vari siti neolitici e un’antica croce prima di raggiungere il pozzo sacro di Llanwnda.

Proseguendo, il paesaggio è plasmato da scogliere intervallate da profonde insenature isolate: si cammina attorno a Strumble Head, suggestivo promontorio sul Mare d’Irlanda, per poi arrivare a Trefin, affascinante e storico villaggio con una piccola spiaggia di ciottoli e un antico mulino.

La tappa successiva è la spiaggia di Whitesands Bay, ampia distesa di sabbia bianca verso il remoto promontorio roccioso di St Davids Head, ideale per il surf. Qui spiccano una cappella in rovina del VI secolo e, alle spalle, la collina dove si narra che San Patrizio abbia sentito la “chiamata” a tornare in Irlanda.

Il termine del sentiero è il pozzo di San Non sulla scogliera fuori St Davids (Non era la madre di San David che fu violentata e poi abbandonata a partorire da sola, così narra la leggenda, sulla scogliera durante una tempesta).

ETA obbligatorio, la novità per entrare in UK da aprile

Sono molti i luoghi del Regno Unito amati dai turisti europei, ma da questa primavera sarà un po’ più complicato raggiungerli. A partire dal 2 aprile 2025, i cittadini che desiderano viaggiare su territorio inglese dovranno necessariamente richiedere un’autorizzazione elettronica preventiva (ETA), anche solo per uno scalo aeroportuale. Il procedimento è simile a quello che attualmente interessa i viaggi, anche solo per scalo, verso gli Stati Uniti, i quali necessitano dell’Esta.

Ad annunciarlo è stato il governo britannico che, lo scorso 10 settembre, ha fornito date e dettagli di questa nuova procedura. Con l’ETA potrete viaggiare per motivi turistici in tutto il Regno Unito per un periodo massimo di sei mesi in totale, anche se questo avviene a più riprese. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta, come richiederlo e le altre informazioni da conoscere.

Come funzionerà l’ETA

L’autorizzazione ETA (Electronic Travel Authorisation), necessaria per entrare nel Regno Unito a partire da aprile, costerà 10 sterline (circa 12 euro) e sarà obbligatoria per tutti gli europei, italiani compresi. Il governo britannico ha deciso di introdurre questo nuovo sistema di immigrazione allo scopo di rafforzare la sicurezza sfruttando le nuove tecnologie.

A essere esentati saranno esclusivamente gli irlandesi, gli europei già residenti nel Regno Unito, chi possiede un permesso di lavoro, studio o soggiorno o chi viaggia con un passaporto da cittadino appartenente a un territorio britannico d’oltremare.

Per richiederla vi basterà seguire la procedura online presente nel sito ufficiale o tramite app a partire dal 5 marzo 2025. Durante la compilazione del modulo dovrete fornire diverse informazioni come i dati del passaporto, allegare una foto e rispondere a domande inerenti il tema della sicurezza. Una volta inoltrata la richiesta, riceverete una risposta entro tre giorni. Se l’autorizzazione viene rifiutata non avrete possibilità di richiederla, ma dovrete munirvi di visto. Se invece, al contrario, la risposta sarà positiva, l’autorizzazione sarà valida per due anni e permetterà ingressi multipli fino a 6 mesi, ma solo ed esclusivamente a scopi turistici.

Da quest’anno, inoltre, anche i britannici che viaggeranno nell’Unione Europea dovranno richiedere un permesso simile e sottoporsi a controlli biometrici alle frontiere.

Pronostici sul turismo

L’introduzione dell’ETA sta provocando diversi pareri negativi. Il quotidiano britannico Indipendent, per esempio, ha sottolineato come i turisti arabi provenienti da Emirati Arabi, Bahrain, Kuwait, Oman, Qatar e Arabia Saudita, che già necessitano dell’autorizzazione per accedere al Regno Unito, stiano evitando Londra come scalo per non incorrere in eventuali complicazioni durante il loro viaggio.

Anche molti operatori del settore turistico hanno espresso le loro perplessità, in primis l’Irlanda del Nord. Attualmente, secondo l’Alleanza Turistica dell’Irlanda del Nord, il 60% dei turisti non britannici che visitano l’Irlanda del Nord si recano anche nella Repubblica e prevedono che l’autorizzazione influisca negativamente sull’afflusso dei turisti sull’isola.

Il rischio è che molti tour operator globali escluderanno Belfast e l’Irlanda del Nord dai loro itinerari, considerandole un’opzione non più fattibile. L’Unione Europea si muoverà nella stessa direzione perché diventa sempre più concreta l’introduzione di un sistema simile chiamato Etias (sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi), un visto elettronico che costerà 7 euro e sarà valido per tre anni. Anche in questo caso, come per il Regno Unito e gli Stati Uniti, l’obiettivo primario sarà quello di facilitare i viaggi in Europa e di migliorare la loro sicurezza.

Quali sono le location nella seconda stagione di Il Signore degli Anelli

I maestosi paesaggi della Nuova Zelanda sono ormai diventati, nell’immaginario collettivo, sinonimo degli adattamenti cinematografici della Terra di Mezzo di JRR Tolkein e delle avventure di hobbit, elfi e nani.

Ma per la seconda stagione della serie prequel di Prime Video The Rings of Power (Gli Anelli del Potere), la Terra di Mezzo si è trasferita in Gran Bretagna, terra natale del celebre scrittore.

Partiamo, allora, per un tour alla scoperta delle location chiave.

Windsor Great Park

Mentre lo scorso anno i membri della famiglia reale inglese e i leader mondiali si preparavano a riunirsi al Castello di Windsor per gli eventi dell’Incoronazione di Re Carlo III, un mondo fantastico popolato da orchi, elfi ed epiche battaglie ha preso vita a pochi passi di distanza.

Il Windsor Great Park, antico bosco di querce millenarie già scenario in “Harry Potter e i Doni della Morte” e in “World War Z”, è stato impiegato per ricreare i vari regni in Gli Anelli del Potere. Cercatelo nei momenti di apertura della seconda stagione, quando Elrond e Galadriel tornano per affrontare il Sommo Re e discutono su cosa fare con i tre anelli che possiedono.

Nel parco è stata girata anche l’epica battaglia che chiude la stagione, con una troupe di 1000 persone e 400 comparse coinvolte.

Virginia Water

Collocato all’estremità del Windsor Great Park, il parco che abbraccia il lago Virginia Water era in origine concepito come una sorta di “luna park” per i reali.

Le scene di “Gli Anelli del Potere” sono state girate alla Cascade, una fragorosa cascata artificiale che raggiunge altezze vertiginose.

High Rocks and Harrison Rocks, Kent

Nel primo episodio, le magnifiche e magiche High Rocks di arenaria si intravedono durante l’inseguimento di Elrond e Galadriel attraverso i boschi, e si rivelano una vincente “transizione” dal Windsor Great Park al mondo degli Elfi.

L’accesso per esplorare le imponenti rocce, note tra i turisti alla ricerca di avventura, prevede un modesto contributo di £6.

Anche la vicina Harrison Rocks è stata protagonista delle riprese per inscenare il regno elfico di Lindon.

Frensham Common, Surrey

Il Frensham Common del Surrey è stato utilizzato per rappresentare i “battiti intermedi tra i regni” quando i personaggi compiono viaggi attraverso la Terra di Mezzo.

Di proprietà del National Trust, si tratta di un’area incredibile che si estende su circa 4 chilometri di brughiera aperta, pini e boschi misti, un mosaico colorato di ruggine e verde, viola e malva.

Si trova all’interno dell’Area di straordinaria bellezza naturale delle colline del Surrey (AONB) ed è designata Sito di interesse scientifico speciale (SSSI) da Natural England, zona di protezione speciale (ZPS) e zona speciale di conservazione (ZSC).

Frensham Common è stata location anche per le riprese della serie Netflix “The Witcher”, e i laghi hanno riprodotto il  fiume Nilo nel classico cult “La Mummia”.

La scena che è stata girata a Tenerife

La produzione si è poi spostata a Tenerife per alcune scene della seconda stagione.

In particolare, il Parco Nazionale del Teide, all’ombra del Monte Teide, con affioramenti rocciosi, colline ricoperte di sabbia e pianure vulcaniche, è protagonista negli episodi iniziali che vedono lo Straniero attraversare il pericoloso paesaggio di Rhûn con i suoi compagni Piedilerti. Rhûn è una zona della mappa della Terra di Mezzo per la quale Tolkien non ha fornito molti dettagli nei suoi scritti, lasciando al team di Rings of Power più flessibilità nell’ideazione dei panorami.

Durante il difficile viaggio, il trio incontra il misterioso anziano e amato personaggio di Tolkien, Tom Bombadil. L’interno della sua dimora è stato ricostruito con cura in un teatro di posa presso i Bray Studios nel Regno Unito, ma le riprese esterne sono state girate sul posto a Tenerife.

10 cose da fare a Londra di notte

Londra, la capitale del Regno Unito, è da sempre e non solo nel nostro immaginario una delle città più dinamiche e vive al mondo. E non si spegne con il tramonto, anzi: proprio quando cala la sera, la città svela il suo fascino più inebriante. Una piccola premessa: in Inghilterra la sera inizia presto; nei pub si va dalle 18, e alle ore 19 si fa cena.

Se siete pronti a tuffarvi nella sua energia notturna, ecco 10 esperienze imperdibili che renderanno il vostro soggiorno indimenticabile.

1. Serata in un pub londinese

Per un’autentica esperienza della cultura londinese, non perdetevi una serata in uno dei suoi tanti pub storici. Questi locali, spesso risalenti a centinaia di anni fa, offrono un’atmosfera unica e accogliente, dove potrete immergervi nelle tradizioni britanniche gustando una pinta di birra e un piatto tipico. Tra i quartieri, conigliamo: Soho, rinomato per la sua vita notturna e l’alta concentrazione di pub storici; City of London, che vanta una ricca storia e numerosi pub antichi; Fitzrovia, quartiere bohémien che ospita una varietà di pub eclettici, ognuno con la sua atmosfera unica. Cosa ordinare? Oltre a una pinta di birra, provate un piatto tipico della cucina britannica, come il pie and mash (torta di carne e purè di patate), il fish and chips (pesce e patatine fritte) o il bangers and mash (salsicce e purè di patate). Per un’esperienza più raffinata, alcuni pub offrono anche piatti gourmet a base di ingredienti locali.

Consigli

I pub londinesi possono essere affollati, soprattutto nei fine settimana. Se desiderate un posto a sedere, vi consigliamo di arrivare presto o di prenotare un tavolo in anticipo. Il dress code nei pub è generalmente informale, quindi evitate di indossare abiti eleganti o tacchi alti. I pub inglesi sono famosi per la loro conversazione. Non abbiate paura di attaccare bottone con i locali e di conoscere la loro cultura.

2. Un tuffo nel passato con i Jack the Ripper Tours

Per gli amanti del brivido e della storia, un tour serale sulle tracce di Jack lo Squartatore è un must. Attraverserete i vicoli bui di Whitechapel, ripercorrendo le vicende del più famoso serial killer di tutti i tempi, con guide esperte che vi immergeranno nell’atmosfera inquietante dell’epoca vittoriana.

Consiglio

Prenotate il tour in anticipo, soprattutto nei fine settimana, e indossate scarpe comode perché si cammina parecchio!

3. Musical al West End

Londra è la capitale mondiale del teatro e non potete perdervi un musical del West End. Dai classici intramontabili come “Il Re Leone” e “Les Misérables” alle nuove produzioni innovative, c’è davvero uno spettacolo per tutti i gusti.

Consiglio

I biglietti per i musical più popolari vanno a ruba, quindi prenotateli in anticipo, online, anche per risparmiare un pochino.

4. Atmosfera magica sul London Eye

Ammirate Londra da una prospettiva unica salendo sul London Eye, la maestosa ruota panoramica che domina il panorama cittadino. La vista notturna della città illuminata è semplicemente mozzafiato. La ruota è aperta tutti i giorni della settimana fino alle ore 20.30.

Consiglio

Per un’esperienza ancora più speciale, optate per una capsule privata con champagne.

5. Una serata jazz

Londra vanta una fiorente scena jazzistica, con locali intimi che offrono musica dal vivo tutte le sere. Immergetevi nell’atmosfera suggestiva di un jazz club e lasciatevi trasportare dalle melodie coinvolgenti.

Consiglio

Cercate online i locali che si adattano ai vostri gusti musicali e prenotate un tavolo in anticipo, soprattutto se siete in gruppo.

6. Cocktail d’autore in un rooftop bar

Per un’esperienza glamour e sofisticata, molto di tendenza, concedetevi un cocktail in uno dei rooftop bar di Londra. Sorseggiando il vostro drink mentre ammirate la vista spettacolare della città illuminata, vi sentirete come dei veri protagonisti della vita notturna londinese.

Consiglio

In questi locali è spesso richiesto un dress code elegante, quindi preparatevi di conseguenza.

7. Crociera sul Tamigi con cena

Salite a bordo di un battello per una crociera sul Tamigi illuminato e godetevi una cena deliziosa mentre navigate lungo il fiume. Ammirerete i monumenti più iconici della città da una prospettiva suggestiva, in un’atmosfera romantica e conviviale.

Consiglio

Prenotate la vostra crociera con cena in anticipo, soprattutto se viaggiate in alta stagione.

8. Shopping serale a Oxford Street

Oxford Street, la famosa arteria dello shopping londinese, non dorme mai. Anche di sera, potrete fare acquisti nei numerosi negozi che rimangono aperti fino a tardi, approfittando spesso di sconti e promozioni speciali. D’altronde Oxford Street è un paradiso per gli amanti della moda, con negozi di tutti i prezzi e stili. Dagli ultimi trend ai capi vintage, potrete trovare l’abbigliamento perfetto per ogni occasione. Non perdetevi i grandi magazzini, dove potrete sbizzarrirvi tra collezioni di stilisti internazionali e brand emergenti. I beauty addicted troveranno la loro felicità tra le profumerie di Oxford Street; mentre se siete in cerca di un regalo per i vostri amici e parenti, Oxford Street offre una vasta gamma di souvenir a tema londinese, dalle magliette alle tazze con i simboli della città. Potrete trovare anche oggetti d’antiquariato e artigianato locale nei negozietti caratteristici. Oxford Street vanta librerie e negozi di musica di ogni genere, oltre a elettronica e tech. Potrete trovare le ultime novità letterarie, classici intramontabili, vinili vintage e CD dei vostri artisti preferiti.

Consiglio

Se preferite un’atmosfera più tranquilla e uno shopping meno caotico, visitate Oxford Street durante la settimana, evitando i fine settimana affollati.

9. Spettacolo di cabaret al Leicester Square Theatre

Il Leicester Square Theatre è un vero e proprio tempio del cabaret londinese, dove ogni sera va in scena uno spettacolo unico e coinvolgente che vi lascerà senza fiato. Tra cabarettisti esilaranti, numeri di burlesque sensuali e performance artistiche di ogni genere, preparatevi a vivere un’esperienza indimenticabile all’insegna del divertimento sfrenato.

Consiglio

Prenotate i biglietti in anticipo, soprattutto nel fine settimana, perché gli spettacoli sono spesso sold out.

10. Serata al museo

Se siete alla ricerca di un’esperienza serale alternativa e stimolante, Londra offre una vasta gamma di musei che aprono le loro porte in tarda serata, con visite, laboratori e attività. Qualche esempio? Il British Museum apre le sue porte ogni venerdì fino alle 20.30, offrendo un’occasione imperdibile per ammirare da vicino la sua vasta collezione di reperti archeologici e opere d’arte provenienti da tutto il mondo. Gli amanti dell’arte non possono perdere l’occasione di visitare la National Gallery ogni mercoledì fino alle 21, per ammirare capolavori di Van Gogh, Monet, Da Vinci e molti altri maestri della pittura in un’atmosfera tranquilla e suggestiva, lontano dalla folla del giorno. Il Museo della Scienza propone serate a tema ogni giovedì fino alle 22, con mostre interattive, dimostrazioni scientifiche e laboratori per adulti e bambini. Il Victoria and Albert Museum apre le sue porte ogni venerdì fino alle 22, offrendo un’ampia scelta di mostre dedicate a moda, design, arte e cultura. Il Natural History Museum: Il Museo di Storia Naturale propone serate a tema ogni sabato fino alle 22.30, con mostre interattive, conferenze e laboratori per adulti e bambini.

Consigli

Prenotate i biglietti in anticipo, soprattutto per i musei più popolari, per evitare lunghe code all’ingresso. Consultate i siti web dei musei per programmare la vostra visita e scegliere gli eventi o le mostre che vi interessano di più.

Info pratiche

Documenti necessari

Attenzione, perché per entrare nel Regno Unito, i cittadini italiani hanno bisogno di un passaporto valido. Non è necessario il visto per soggiorni di meno di 180 giorni.

Come arrivare a Londra

Il mezzo più comodo per raggiungere Londra dall’Italia è senz’altro l’aereo. Londra è servita da numerosi aeroporti internazionali, tra cui Heathrow, Gatwick e Stansted. Potete trovare voli diretti da molte città italiane a prezzi vantaggiosi, soprattutto se prenotate in anticipo. In alternativa, potete raggiungere Londra in treno con Eurostar dal continente europeo. Il viaggio dura circa 2 ore e 30 minuti da Parigi e circa 5 ore da Bruxelles.

Come muoversi in città

Londra è una città molto grande ma ben servita e vanta una rete di trasporti pubblici efficiente ed estesa, che comprende metropolitana, autobus e taxi neri. Con la Oyster Card o la Travelcard potrete viaggiare liberamente su tutti i mezzi pubblici. In ogni caso il centro di Londra è abbastanza compatto e molte attrazioni sono raggiungibili a piedi. Camminare è un ottimo modo per immergersi nell’atmosfera della città e scoprire angoli nascosti. Se amate pedalare, Londra offre un sistema di bike sharing chiamato Santander Cycles, con biciclette a noleggio disponibili in tutta la città.

Altre info utili

Se avete intenzione di visitare molte attrazioni, la London Pass potrebbe essere un’opzione conveniente. Offre l’ingresso gratuito a oltre 60 attrazioni e sconti su altre attività. Ma soprattutto: come vestirsi? Il tempo a Londra può essere variabile, quindi preparatevi a tutto, con un ombrello a portata di mano e un maglione per le serate fresche.

Ora si può visitare il Castello di Balmoral, ultima dimora della regina Elisabetta

Era l’8 settembre del 2022 e tutto il mondo veniva a conoscenza che la regina Elisabetta, la più longeva (e forse amata) del Regno Unito, aveva cessato di vivere. L’ultima sua dimora, quindi il luogo della sua scomparsa, era stato il Castello di Balmoral, residenza privata della famiglia reale britannica, che ora si può finalmente visitare con un tour speciale.

Tutte le meraviglie del Castello di Balmoral

Il bellissimo Castello di Balmoral sorge nella zona dell’Aberdeenshire, in Scozia, e si sviluppa su una superficie totale di 20.000 ettari. Circa mille ettari di questi sono occupati dalla Ballochbuie Forest, una delle più importanti aree verdi della zona, che conserva gli ultimi esemplari di pino della Caledonia, nativo proprio di questo Paese.

Al giorno d’oggi questa magnifica residenza è anche un complesso fondamentale per la salvaguardia della fauna locale, in quanto qui girovagano diversi bellissimi cervi rossi. Composto da circa 150 stanze, offre interni lussuosi e spesso impreziositi con dipinti d’epoca.

Non si può e non si è mai potuto visitare il Castello nella sua interezza, in quanto i viaggiatori avevano accesso esclusivamente ai giardini e alla sala da ballo. Tuttavia, re Carlo ha deciso di lanciare una nuova iniziativa che permette ai turisti di circolare in alcune delle stanze utilizzate dai Windsor, scoprendo interessanti dettagli della loro vita quotidiana. È stato infatti ideato un nuovo tour, chiamato “Balmoral Experience“, disponibile solo per un tempo limitato (e per un numero circoscritto di persone).

The “Balmoral Experience”

I tour estivi di questo incredibile castello sono già disponibili per il pubblico e includono la visita delle stanze utilizzate dal re e dalla regina, le sale da pranzo, l’atrio del paggio e il corridoio rosso. Ma non è tutto, perché i visitatori possono anche partecipare alla cerimonia tradizionale del Té pomeridiano.

The “Balmoral Experience”, quindi, permette di fare un vero e proprio tuffo nella storia e nel patrimonio di questa tenuta particolarmente amata dalla regina (tanto che l’ha scelta come luogo in cui trascorrere i suoi ultimi giorni di vita) insieme all’aiuto di guide esperte.

E questa è la prima volta, da quando il castello fu completato nel 1855, che è concesso al pubblico di intraprendere un tour privato con guide esperte, per conoscere le origini del Castello e anche come (e quanto) è stato amato dalle generazioni della famiglia reale.

Le date per la visita e dove acquistare i biglietti

Sul sito di questa magnifica residenza situata tra i paesaggi aspri e selvaggi delle Highland Scozzesi, si può leggere che le visite estive (quindi quelle che prevedono il “Balmoral Experience”) sono già aperte al pubblico e che lo saranno fino all’11 agosto.

Ma c’è già un però: i biglietti sono stati messi in vendita ad aprile e sono andati esauriti in meno di un giorno. Per la precisione, 3.400 ticket sono stati venduti in poche ore, con persone in arrivo non solo dal Regno Unito, ma anche dall’Australia, Stati Uniti e Nuova Zelanda.

Tra le altre cose, i prezzi non sono nemmeno così accessibili perché sono di 100 sterline (quindi circa 117 euro) per la visita guidata e di 150 sterline (più o meno 175 euro) per fermarsi anche a prendere il Té gustando pasticcini e tramezzini locali.

L’unica possibilità di visita attualmente non in sold out è la “Balmoral General Admission 2024“, che consente di scoprire solo i giardini e la sala da ballo per un costo di 17,50 sterline, quindi circa 20 euro.

Vista l’incredibile richiesta, la speranza di molti è che vengano riaperte le vendite per l’esclusivo “Balmoral Experience”. Non resta che attendere per scoprire se verrà concessa ad altri fortunati questa incredibile opportunità.

La famiglia reale al Balmoral Castle
Fonte: Getty Images
Vecchia foto della famiglia reale al Castello di Balmoral

House of the Dragon 2: le spettacolari location della serie Tv

Debutta finalmente l’attesissima seconda stagione di “House of the Dragon”, la serie Tv americana basata su uno dei celebri romanzi di George R.R. Martin, come prequel dell’altrettanto famosa “Game of Thrones” – che ha tenuto incollati milioni di telespettatori per decine di episodi entusiasmanti. Anche stavolta, il serial ha come sfondo per le sue riprese alcuni dei luoghi più suggestivi di Regno Unito, Spagna e Portogallo. Scopriamo insieme quali sono le location più spettacolari.

“House of the Dragon 2”, tutti i dettagli

Attesa ormai da due anni, “House of the Dragon 2” torna sui nostri schermi lunedì 17 giugno 2024, in prima visione su Sky Atlantic – anche se i più curiosi avranno sicuramente sbirciato in anteprima la puntata in inglese trasmessa la sera prima su HBO, l’emittente americana che ha prodotto la serie Tv di grande successo. La seconda stagione si basa, come abbiamo già visto negli episodi passati, sul romanzo “Fuoco e sangue” di George R.R. Martin, autore della saga delle “Cronache del ghiaccio e del fuoco” che ha dato origine alla serie Tv “Game of Thrones” (“Il Trono di Spade” nell’adattamento italiano).

“House of the Dragon 2” è il prequel, la cui trama è ambientata 190 anni prima degli eventi poi narrati nel “Il Trono di Spade”: gli spettatori hanno così potuto soddisfare gran parte delle loro curiosità, scoprendo ad esempio come ha avuto inizio il declino della Casa Targaryen e molti altri dettagli che spiegano ciò che poi è avvenuto nella serie Tv già andata in onda. Anche questa seconda stagione vanta un cast d’eccezione, ma ciò che più attira l’attenzione del pubblico (oltre alle avvincenti vicissitudini dei protagonisti) è l’ambientazione spettacolare in cui si svolge l’azione.

Le location di “House of the Dragon 2”

Non solo Winterfell, la celebre fortezza della famiglia Stark: sono molti i posti iconici della serie Tv. Diverse sono le location scelte per le riprese di “House of the Dragon 2”, che in gran parte ricalcano quelle della prima stagione – con una new entry importante e un “abbandono” inatteso, quello della preziosa città fortificata di Ait-Ben-Haddou in Marocco. Molte delle scene sono state girate ancora una volta in Cornovaglia, e in particolar modo presso l’isola di St. Michael’s Mount (dove si trova il castello che fa da sfondo alle vicende della Casata Velaryon) e le splendide spiagge di Holywell Beach e Kynance Cove.

La principale location di questa seconda stagione è però la new entry, il Galles: la regia ha scelto il parco nazionale di Snowdonia, ricco di panorami suggestivi. In particolare, spiccano alcuni luoghi di grande bellezza, soprattutto nelle contee di Gwynedd (come Trefor Quarry e la Ogwen Valley) e di Anglesey (come Beaumaris e Llanddwyn Beach). Rimanendo in Gran Bretagna, alcune riprese sono state girate nel Peak District, lungo la catena montuosa dei Pennini, nella regione del Derbyshire. Dobbiamo poi volare un po’ più lontano per scoprire gli altri posti che hanno fatto da sfondo a “House of the Dragon 2”.

Il set si è spostato, ancora una volta, in Spagna: in particolare è la città di Caceres ad aver accolto le riprese, quelle riguardanti Approdo del Re. Mentre le città di Trujillo e Lloret de Mar, viste già nella prima stagione, tornano a sorprenderci di nuovo. Molto affascinante è anche la cornice dei giardini botanici di Santa Clotilde, dove sono stati ambientati i giardini reali della Fortezza Rossa. Infine, in Portogallo spicca il castello medievale di Monsanto, che offre un panorama a dir poco mozzafiato. Per quanto riguarda invece le riprese in interno, la location è quella dei Warner Bros Leavesden Studios.

In Gran Bretagna c’è un trekking che segue il muro dell’Antica Roma

Avete sempre pensato che la costruzione più spettacolare della Gran Bretagna fosse il The Shard di Londra? Vi state sbagliando. Ne esiste una decisamente più grandiosa, e la sua origine è antichissima.

Stiamo parlando del Vallo di Adriano, una fortificazione d’epoca romana che corre lungo tre contee inglesi: Tyne and Wear, Northumberland e Cumbria. Inizia alla foce del fiume Tyne (sul Mare del Nord) e termina laddove si trova il Solway Firth, un estuario del fiume Solway, sul Mare d’Irlanda. Voluto dall’omonimo imperatore romano, il muro di Adriano è il protagonista del favoloso percorso di trekking che lo costeggia.

Dedicato agli appassionati delle camminate e a chi ama respirare tutta la bellezza del patrimonio naturalistico, storico e artistico che rende meraviglioso il nostro pianeta. Vediamo cos’è il Vallo di Adriano e tutte le tappe dello splendido cammino che costeggia il muro dell’Antica Roma.

Cos’è il Vallo di Adriano: origini e storia

Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, il Vallo di Adriano è la fortezza che venne fatta costruire dall’imperatore Adriano per segnare il confine con la parte settentrionale dell’Impero Romano, mettendo così al sicuro i villaggi della Britannia dai Pitti, il popolo che abitava quella che – oggi – è la Scozia.

I lavori iniziarono nel 122 d.C., e terminarono alcuni anni dopo. La volontà di Adriano era quella di costruire un muro imponente che rappresentasse la grandezza della potenza romana, in Britannia come a Roma. Ancora oggi, dopo secoli di storia, il muro di Adriano è uno straordinario capolavoro di edilizia militare, di urbanizzazione e organizzazione civile.

Costruito con una larghezza di 3 metri e un’altezza di circa 5 metri, lungo il Vallo di Adriano erano stati posizionati quattordici forti ausiliari e ottanta fortini (ossia i castelli miliari), uno per ogni miglio romano. Si racconta che per terminare l’opera ci vollero 6 anni e la manodopera di ben 15.000 uomini.

Con il declino dell’Impero Romano, il muro venne man mano abbandonato, cadendo in disuso. Una buona parte delle pietre che lo componevano vennero prelevate e riutilizzate per la realizzazione degli edifici vicini. Un fenomeno che continuò fino al XX secolo, quando la fortezza venne riconosciuta Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, nel 1987.

Trekking lungo il Vallo di Adriano, il muro dell’antica Roma

Oggi, il muro di Andriano disegna un percorso di trekking che è tra i più belli e suggestivi d’Inghilterra, l’Adrian’s Wall Path. Per 135 chilometri, a sud rispetto al confine con la Scozia, l’itinerario attraversa un paesaggio rurale che rende l’esperienza autentica e indimenticabile.

Il cammino che attraversa la storia dell’Antica Roma è percorribile in 6 tappe (che possono variare a seconda del punto di partenza o della quantità di strada percorsa ogni giorno) costeggiando per buona parte del tragitto il fiume Tyne e attraversando inizialmente il centro di Newcastle. Il sentiero si immerge in un paradiso terrestre: la campagna fatta di giardini, campi coltivati, villette in perfetto stile inglese, fattorie, pascoli pieni di pecore e la brughiera più selvatica, soffiata dai venti che provengono da nord.

Vallo di Adriano, Gran Bretagna
Fonte: iStock
Resti del Vallo di Adriano, il muro dell’Antica Roma

Le 6 tappe del sentiero lungo il muro di Andriano

Zaino in spalla e si comincia. Il percorso parte da Wallsend (l’antica Segedumum), borgo alla periferia di Newcastle upon Tyne e si conclude al villaggio di Bowness-on-Solway. Un itinerario che attraversa l’isola da est a ovest, percorrendo un pezzo di storia e andando alla scoperta dell’Inghilterra più selvaggia.

Da Wallsend a Heddon-on-the-Wall

Da Wallsend, facilmente raggiungibile in metro partendo dalla vicina città di Newcastle, si parte dal muro che anticamente scendeva dal forte fino al fiume Tyne e si segue il corso d’acqua verso l’entroterra. Lungo il cammino si costeggia un’antica ferrovia in disuso attraverso Newcastle, addentrandosi nel paesaggio urbano per terminare poi nella meravigliosa campagna ricca di prati verdi costellati di fiori selvatici e di terreni agricoli coltivati, sopra a Tynedale. Dopo circa 21 chilometri di camminata si raggiunge il caratteristico villaggio di Heddon-on-the-Wall, dove è possibile fermarsi per una notte per recuperare le energie.

Da Heddon-on-the-Wall a Cholleford

L’itinerario prosegue costeggiando sempre il muro di Adriano e addentrandosi nel cuore della campagna inglese, con terreni agricoli, animali al pascolo e creature selvagge come lepri, conigli, uccelli, con la possibilità di ammirare numerosi reperti archeologici romani. Ci si può fermare alla seconda tappa, Cholleford, dove potrete riposare.

Da Cholleford a Once Brewed

Il trekking lungo il Vallo di Andriano riparte costeggiando i tratti meglio conservati del muro dell’antica Roma e uno dei suoi forti nel punto più a nord della fortezza, con suggestivi panorami sul paesaggio circostante che lasciano a bocca aperta. La terza tappa, dopo un camminata di  circa 20 chilometri, può essere fissata nel paese di Once Brewed.

Da Once Brewed a Banks

Si riparte per il cammino lungo il celebre muro romano attraversando il distretto di Northumberland per raggiungere la contea di Cumbria. Lungo il tragitto lo scenario si evolve, dalle brughiere e i dirupi battuti dal vento, alle dolci colline verdeggianti dell’estremo nord-ovest dell’Inghilterra. Ci troviamo nel punto più alto del percorso di trekking lungo il muro di Andriano e qui si possono ammirare gli antichi resti di un ponte romano, torrette e castelli miliari, per un tuffo nella storia antica. Superando Gilsland, infatti, si raggiunge il forte romano di Birdoswald. Dopo circa 24 chilometri di camminata si raggiunge il villaggio di Banks, la quarta tappa.

Da Banks a Carlisle

Da Banks si torna lungo i sentieri che costeggiano il Vallo di Adriano immersi nella brughiera inglese e nel paesaggio agricolo attraversato dal fiume Eden. Dopo circa 24 chilometri di percorso a piedi, lo scenario naturale lascia spazio a quello urbano di Carlisle, una città ricca di storia e monumenti medievali di pregio. Qui si trova il Castello di Carlisle, risalente al 1093, e la splendida Cattedrale, che meritano sicuramente una visita.

Castello di Carlisle, Gran Bretagna
Fonte: iStock
Castello di Carlisle, lungo il cammino che costeggia il Vallo di Adriano

Da Carlisle a Bowness-on-Solway

Zaino in spalla per la sesta e ultima tappa dell’emozionante cammino lungo il muro di Adriano. Seguendo il fiume Eden si esce da Carlisle e, tornando per 24 chilometri in un paesaggio naturale di straordinaria bellezza, si attraversano Burgh by Sands, Port Carlisle e infine Bowness-on-Solway, affacciata sul Mare d’Irlanda.

Caratteristiche del trekking lungo il muro di Adriano

Il percorso dell’Adrian’s Wall Path non è troppo impegnativo ed è adatto a molti appassionati di trekking e camminate, con tragitti di circa 20/25 chilometri e dislivelli di massimo 200 metri. L’esperienza è davvero magica e si torna a casa con la consapevolezza d’aver camminato lungo la storia. Ed è anche decisamente agevole: il percorso è ben tenuto, ottimamente segnalato (col simbolo della ghianda) e ricco di interessanti musei. 

Tipicamente il percorso segue l’ordine delle tappe indicate, da est a ovest, ma nulla toglie che sia possibile seguire il senso opposto, partendo quindi da Bowness-on-Solway e terminando a Wallsend.

È bene tenere a mente che questa zona è soggetta alle piogge, soprattutto nei mesi autunnali e invernali. Si consiglia quindi un abbigliamento comodo e di attrezzarsi al meglio per superare senza ostacoli eventuali intemperie.

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