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Stati Generali della Logistica: rinnovata l’alleanza del Nord Ovest

Lombardia, Piemonte e Liguria rinsaldano l’alleanza del Nord Ovest sul tema della logistica. A Torino è stato siglato il rinnovo del Protocollo di Intesa tra le tre Regioni, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Rete Ferroviaria Italiana (RFI) e Ferrovienord che istituisce un tavolo permanente di monitoraggio delle infrastrutture ferroviarie strategiche del Nord Ovest. Il documento conferma la volontà comune di rafforzare il sistema logistico dell’area più produttiva del Paese, promuovendo competitività, sostenibilità e integrazione territoriale.

A Torino gli Stati Generali della Logistica del Nord Ovest 2025

Il presidente Attilio Fontana ha siglato il rinnovo del Protocollo di Intesa tra le Regioni Lombardia, Piemonte e Liguria, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Rete Ferroviaria Italiana (RFI) e Ferrovienord che istituisce un tavolo permanente di monitoraggio delle infrastrutture ferroviarie strategiche del Nord OvestLa firma è avvenuta a conclusione della due giorni degli Stati Generali della Logistica del Nord Ovest 2025, ospitati quest’anno dal Centro Congressi della Regione Piemonte. L’evento coincide con il decimo anniversario della Cabina di Regia della Logistica del Nord-Ovest, nata nel 2015 come piattaforma permanente di coordinamento politico e tecnico tra le tre Regioni e oggi riconosciuta a livello nazionale come ‘best practice’ di cooperazione istituzionale.

I governatori delle tre Regioni, Attilio Fontana (Lombardia), Alberto Cirio (Piemonte), Marco Bucci (Liguria), insieme al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, hanno concluso i lavori ribadendo il valore dell’intesa.

Fontana: se il Nord Ovest cresce, cresce l’Italia

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, interviene a Torino agli 'Stati generali della Logistica del Nord Ovest', in collaborazione con Regione Piemonte e Regione Liguria“Se il Nord Ovest cresce – ha sottolineato il governatore lombardo Fontana – cresce l’Italia. La logistica non è un settore tecnico, ma un’infrastruttura della crescita, dell’occupazione e della competitività del sistema Paese. È la spina dorsale del nostro ‘saper fare’ e il presupposto per un’Italia che esporta, produce, innova. Lavorare insieme, Regioni, Mit, Rfi, imprese e territori, significa mettere il Paese sui binari giusti: quelli dello sviluppo, dell’efficienza e della coesione. È per questo che abbiamo deciso di lavorare assieme, ormai dieci anni fa, e oggi con convinzione rinnoviamo una sinergia che si è dimostrata vincente. È la ricetta del buon governo che applichiamo e che vogliamo continuare ad applicare”.

Cirio: le infrastrutture sono motore di sviluppo

Il presidente Attilio Fontana ha siglato il rinnovo del Protocollo di Intesa tra le Regioni Lombardia, Piemonte e Liguria, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Rete Ferroviaria Italiana (RFI) e Ferrovienord che istituisce un tavolo permanente di monitoraggio delle infrastrutture ferroviarie strategiche del Nord Ovest“In quest’occasione – ha dichiarato il presidente della Regione Piemonte, Cirio – rinsaldiamo un’alleanza che in questi anni ci ha consentito di consolidare la forza dei nostri territori. Il Triangolo del Nordovest, Piemonte, Lombardia e Liguria, torna infatti ad essere locomotiva del nostro Paese grazie alla sua posizione nel cuore dell’Europa e grazie alle infrastrutture che abbiamo realizzato e a quelle che si stanno completando, come la Tav e il Terzo Valico, che rappresentano davvero il motore del nostro sviluppo. I numeri già ci dicono quanto questo sia strategico: oggi il Pil del Nord-ovest cresce dello 0,9%, più della media nazionale e più di quello del Nord-est che è per anni è stato più forte del resto del Paese, ed è così anche per l’occupazione che qui è salita dell’1,6% rispetto allo 0,9 del Nord-est”.

“Siamo a pieno titolo tra le più forti regioni d’Europa – ha ricordato Cirio – con connessioni di merci e persone che, grazie alle nuove opere, saranno più veloci, ad esempio con il completamento del Terzo Valico quando Torino-Genova e Milano saranno collegate in un’ora o poco più riportando il triangolo industriale a essere sempre più centrale in Europa”.

Bucci: fare squadra per rafforzare il primato del Nord Ovest

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha partecipato a Torino agli 'Stati generali della Logistica del Nord Ovest' con i presidenti delle Regioni Piemonte (Alberto Cirio) e Liguria (Marco Bucci)“Il Nord-Ovest – ha commentato il presidente della Regione Liguria, Bucci – è il cuore logistico d’Europa e la Liguria, con i suoi approdi, è la porta del Mediterraneo. Un affaccio sul mondo che deve poter contare su infrastrutture, intermodalità, sostenibilità, dati. La logistica del futuro non può prescindere dalla digitalizzazione e la Liguria è già leader grazie alle aziende di eccellenza che operano sul territorio. L’edizione 2025 degli Stati Generali segna un ulteriore passo avanti perché Liguria, Lombardia e Piemonte consolidano una strategia retroportuale interregionale, costruendo un sistema multicentrico che funziona come un’unica grande città metropolitana”.

“A Genova abbiamo recentemente ospitato la Cabina Economica del Nord-Ovest – ha proseguito Bucci – dove le tre Regioni hanno condiviso un documento programmatico comune, base per bandi e misure coordinate a sostegno delle imprese. Per me è un piacere essere qui da presidente, dopo aver vissuto questo appuntamento anche da sindaco di Genova. Vedo con soddisfazione che molti dei temi discussi allora sono diventati realtà. La direzione è chiara: fare squadra, innovare, rafforzare il nostro primato. E proprio in questo spirito di collaborazione, sarà la Liguria, con la forza della sua Blue Economy, a ospitare la prossima edizione degli Stati Generali della Logistica”.

Terzi: il settore logistico crea valore economico e occupazionale

L'assessore regionale alle Infrastrutture e Opere pubbliche, Claudia Maria Terzi, interviene a Torino agli 'Stati generali della Logistica del Nord Ovest', in collaborazione con Regione Piemonte e Regione Liguria.I lavori si sono aperti in mattinata con l’intervento degli assessori regionali alla partita, per la Lombardia l’assessore alle Infrastrutture e Opere pubbliche, Claudia Maria Terzi: “Il territorio lombardo primeggia anche nell’ambito della logistica, settore che crea valore economico e occupazionale. Gli Stati Generali sono l’occasione per un confronto proficuo e per recepire le sollecitazioni degli stakeholder, da tradurre poi in politiche che agevolino la realizzazione delle infrastrutture necessarie al comparto. Come Regione Lombardia lo scorso anno abbiamo approvato una legge che ha l’obiettivo di regolamentare gli insediamenti coordinandoli con le esigenze dei territori. Inoltre, attraverso il ferrobonus regionale, incentiviamo l’intermodalità affinchè il settore sia sempre più sostenibile, oltre a lavorare con Ministero e Rfi per il miglioramento della rete ferroviaria“.

“Per quanto riguarda le connessioni con Genova – ha aggiunto Terzi – prosegue l’impegno per il quadruplicamento della linea ferroviaria tra Milano e Pavia, oltre all’attenzione ad opere rilevanti come il Terzo Valico dei Giovi, gli interventi sui valichi alpini e il completamento dei corridoi europei Mediterraneo e Reno-Alpi”.

I temi affrontati agli Stati Generali della Logistica

Nel corso delle due giornate di lavoro sono stati affrontati temi centrali per il futuro del settore e per lo sviluppo competitivo dell’Italia nord-occidentale. Dai collegamenti ferroviari con i porti liguri alla digitalizzazione dei nodi logistici, dal rafforzamento dell’intermodalità alle opportunità offerte dalle Zone Logistiche Semplificate (ZLS), fino alle prospettive del corridoio europeo Mare del Nord – Reno – Mediterraneo. La discussione ha coinvolto esperti nazionali, rappresentanti del mondo accademico, operatori del settore e associazioni imprenditoriali. Particolare attenzione è stata dedicata alle opportunità derivanti dal completamento delle opere previste dal PNRR e alla necessità di affrontare con strumenti condivisi le criticità congiunturali dei mercati internazionali e delle catene di approvvigionamento.

Al convegno sono intervenuti, tra gli altri, anche l’assessore alla Logistica e Infrastrutture strategiche della Regione Piemonte, Enrico Bussalino, e il consigliere delegato a Sviluppo economico, Porti e Logistica della Regione Liguria, Alessio Piana.

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Proposta della Lombardia: una Expo itinerante delle Dop e Igp europee

Una grande ‘ expo ‘ itinerante dedicato ai prodotti europei a Denominazione di Origine e Indicazione Geografica , capace di portare in Europa e nel mondo l’esperienza, la tradizione e la qualità dei territori che li producono. È la proposta lanciata dal presidente di AREPO (Associazione delle Regioni Europee dei Prodotti d’Origine) e assessore lombardo all’Agricoltura Sovranità alimentare e Foreste Alessandro Beduschi , nel corso dell’Assemblea generale svoltasi a Barcellona e ospitata dalla Regione Catalunya.

Una Expo itinerante per promuovere i prodotti d’eccellenza

L’idea ha l’obiettivo di promuovere i prodotti certificati nei principali mercati del continente e del mondo , raccontando ai cittadini cosa distingue davvero i prodotti d’origine e qual è il significato dei marchi e dei loghi di qualità europei.

L'assessore all'Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste della Regione Lombardia, Alessandro Beduschi, interviene a Barcellona all'Assemblea generale di Arepo (Associazione delle Regioni europee dei prodotti d'origine) di cui è il presidente

“Le Indicazioni Geografiche rappresentano l’identità e la storia dei nostri territori – ha affermato Beduschi – ma troppo spesso il loro valore non è pienamente conosciuto. Con questa iniziativa vogliamo il racconto dei nostri prodotti fuori dai confini regionali e nazionali , in un viaggio attraverso l’Europa e il mondo, per far scoprire la cultura, il lavoro e la qualità che stanno dietro a ogni DOP e IGP . La prima tappa si terrà nel 2026 in Italia, e saranno i nostri consorzi di produttori i protagonisti nel dialogo diretto con i cittadini ei consumatori ”.

L’ingresso della Calabria all’AREPO

A margine dei lavori, Beduschi ha inoltre annunciato la richiesta di ingresso nell’associazione della Regione Calabria, che si unisce alle regioni italiane già aderenti – Lombardia, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Piemonte, Puglia, Toscana, Valle d’Aosta, Veneto e Sardegna – portando a dieci la rappresentanza nazionale in AREPO.

Con oltre 35 regioni membri provenienti da Italia, Francia, Spagna, Germania, Grecia, Polonia e Portogallo, AREPO rappresenta oggi la principale rete politica e istituzionale a difesa e promozione dei prodotti a indicazione geografica d’Europa.

Lombardia ed Europa, essere comunità del cibo

“Il futuro del sistema agroalimentare europeo – ha concluso l’assessore Beduschi – passa dalla capacità di unire le forze e raccontare il valore autentico delle nostre produzioni. Solo così potremo rendere le DOP e le IGP non soltanto un simbolo di eccellenza, ma un linguaggio comune tra territori diversi che condividono lo stesso orgoglio: quello di essere comunità del cibo e della qualità “.

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Industria energetica, il Nord-Ovest fa squadra a Genova

Il Nord-Ovest rilancia la collaborazione sull’industria e guarda alla transizione energetica come piattaforma condivisa di sviluppo. Si è svolta venerdì 10 ottobre a Genova, nella sede di Fondazione Ansaldo, la nuova sessione della Cabina Economica del Nord-Ovest, promossa dalle Regioni Lombardia, Liguria e Piemonte, dedicata al ruolo strategico della filiera nel sistema produttivo. Alla conferenza ha preso parte l’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi, insieme al presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, all’assessore piemontese alle Attività produttive, Andrea Tronzano, e all’amministratore delegato di Ansaldo Energia, Fabrizio Fabbri.

Nel corso dei lavori, le tre Regioni hanno condiviso un documento programmatico comune che pone le basi per bandi e misure sincroniche, volte a sostenere l’innovazione, il trasferimento tecnologico e la competitività delle imprese del Nord-Ovest.

Guidesi: collaborazioni tra centri di ricerca, università e imprese

L’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi, ha preso parte a Genova alla nuova sessione della Cabina Economica del Nord-Ovest. Ai lavori hanno partecipato anche il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, l’assessore piemontese alle Attività produttive, Andrea Tronzano, e l’amministratore delegato di Ansaldo Energia, Fabrizio Fabbri.“La firma del protocollo d’intesa delle tre Regioni – spiega l’assessore Guidesi – rappresenta la concretizzazione di un lavoro partito tre anni fa all’interno della Cabina Economica del Nord-Ovest. Un documento che lancia misure, iniziative e bandi che le tre regioni attueranno congiuntamente a breve per continuare a supportare le imprese, nel sano rapporto pubblico-privato. L’alleanza ha già portato a risultati importanti riuscendo infatti a creare collaborazione tra centri di ricerca, università e imprese tra Lombardia, Piemonte e Liguria”.

Una strategia energetica per l’Italia

“In Italia – sostiene il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci – serve una strategia energetica che tenga conto sia della filiera idrica sia del nucleare. Essere qui, oggi, insieme a Regione Piemonte e Regione Lombardia è un segnale di forza del Nord-Ovest in ambito di sviluppo energetico, sostenibilità e cooperazione con un affaccio direttamente sul mare”.

“La Cabina Economica del Nord-Ovest – dichiara il consigliere delegato allo Sviluppo economico della Regione Liguria, Alessio Piana – è uno strumento strategico per far crescere insieme le nostre economie. Oggi a Genova abbiamo approfondito la filiera dell’industria energetica: una rete di imprese che generano occupazione, innovazione e sviluppo su tutto il territorio”.

Coesione territoriale e capacità di fare squadra

“Lo sviluppo industriale – sottolinea l’assessore alle Attività Produttive di Regione Piemonte, Andrea Tronzano – passa dalla coesione territoriale e dalla capacità delle istituzioni di fare squadra. Piemonte, Liguria e Lombardia condividono l’obbiettivo di investire in innovazione, energia pulita e filiere strategiche come quella della power generation”.

La filiera della power generation italiana

A margine dell’incontro, Ansaldo Energia ha presentato lo studio ‘La filiera della power generation italiana’ che fotografa un network di quasi 200 imprese, oltre 3,5 miliardi di fatturato e una vocazione all’export superiore al 70%. “Si tratta di un patrimonio industriale di eccellenza e innovazione – afferma l’amministratore delegato Fabrizio Fabbri –. Fare sistema tra imprese, istituzioni e mondo della ricerca è la chiave per consolidare la competitività e l’indipendenza tecnologica del nostro Paese”.

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Assessore Sertori nuovo presidente della Regio Insubrica

Massimo Sertori, assessore della Regione Lombardia a Enti locali e ai Rapporti con la Confederazione elvetica è il nuovo presidente della Comunità di lavoro transfrontaliera della Regio Insubrica. Il passaggio di consegne dal Cantone Ticino alla Lombardia durante l’Assemblea generale che si è svolta a Ville Ponti a Varese.

A Lombardia presidenza Regio Insubrica nel trentesimo anniversario

L’Assemblea è servita anche per celebrare il trentesimo anniversario dalla Dichiarazione di Intesa con cui è stata costituita la Regio Insubrica, firmata proprio a Varese il 19 gennaio del 1995.
La Comunità di lavoro è nata con l’obiettivo di promuovere la cooperazione nell’area italo-svizzera dei laghi prealpini e riunisce il Cantone Ticino, le Regioni Lombardia e Piemonte, le Province del Verbano Cusio Ossola, di Novara, di Como, di Lecco e di Varese.

I presenti

Oltre ai rappresentanti delle Regioni e delle Province italiane coinvolte e dei Cantoni per la Confederazione elvetica, presenti il sindaco di Varese Davide Galimberti, il presidente della Provincia di Varese Marco Magrini e gli Ambasciatori di Svizzera in Italia, Roberto Balzaretti, e d’Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado.

Sertori: onore ricevere il testimone da Norman Gobbi

L'intervento di Massimo Sertori a Varese dopo aver assunto la presidenza della Regio Insubrica in rappresentanza della Regione Lombardia“È per me un onore – afferma il neo presidente della Regio Insubrica, Massimo Sertori – prendere il testimone da Norman Gobbi e quindi condurre la presidenza della Regio Insubrica per l’anno 2025-2026”. “Questa Comunità di lavoro – continua – è ormai una piattaforma collaudata fondamentale nel dialogo e nella cooperazione transfrontaliera italo-svizzera. È una realtà che trae la propria forza nel recepire le istanze dal basso provenienti dai singoli territori e quindi trasformando le stesse in proposte risolutive da sottoporre al Cantone, alla Regione finanche ai livelli superiori, come la Confederazione e lo Stato. Si sostanzia quindi in una catena di trasmissione fondamentale tra le comunità e le istituzioni dei singoli Stati”. “Nel mio anno di presidenza – conclude Sertori – l’impegno è quello di rafforzare sempre più la cooperazione territoriale in svariati ambiti e realizzare progetti strategici e di qualità a beneficio delle nostre comunità”.

Gobbi (Cantone Ticino): piattaforma di dialogo italo-svizzero

Francesco Quattrini, Norman Gobbi, Massimo Sertori e Alberto Preioni all'Assemblea generale della Regio Insubrica“Dalla sua creazione nel 1995 – dichiara il presidente uscente Norman Gobbi, Consigliere di Stato del Cantone Ticino – la Regio Insubrica ha saputo ergersi a piattaforma riconosciuta di dialogo e cooperazione del territorio transfrontaliero italo-svizzero, attivandosi quale facilitatrice tra le amministrazioni pubbliche e gli enti di riferimento, promuovendo il dialogo, la cooperazione e la mutua conoscenza. Ciò allo scopo di permettere all’area insubrica di cogliere le opportunità che si presentano in termini di sviluppo sostenibile ai due lati della frontiera per sfruttare tutto il potenziale del territorio, trasformando il confine in un’alleanza dinamica”.

Fontana: una realtà capace di ascoltare e dar voce ai territori

L'intervento di Attilio Fontana“È per me un grande piacere – dichiara il governatore lombardo Attilio Fontana – prendere parte all’Assemblea della Regio Insubrica che proprio nel 2025 celebra il trentennale dalla sua fondazione”. “Si tratta di una realtà – continua Fontana – che, per la sua capacità di ascolto delle istanze territoriali e per la sua propositività, rappresenta un modello di condivisione, dialogo e mediazione cui altri territori transfrontalieri si stanno ispirando: grazie alla sua dinamicità, le sfide che caratterizzano queste aree di confine, dalle quali transita il 90% dello scambio commerciale tra Italia e Svizzera, acquisiscono nuova centralità”.

Preioni (Regione Piemonte): vogliamo crescere insieme

“La Regio Insubrica – commenta Alberto Preioni, sottosegretario alla Presidenza di Regione Piemonte – è unita da storia e cultura comuni”. “Vogliamo e dobbiamo crescere insieme – continua – attraverso progetti condivisi che valorizzino le nostre comunità e aprano nuove opportunità di sviluppo. Infrastrutture moderne, turismo sostenibile e collegamenti sempre più efficienti sono le chiavi per rendere competitivo il nostro territorio”. “Siamo impegnati – conclude Preioni – a mantenere un dialogo costante con tutti i partner istituzionali, da entrambe le frontiere. Tutto ciò per costruire una Regio forte, unita e prospera”.

Regio Insubrica e Interreg

Presentati quindi, nell’Assemblea che ha portato alla presidenza della Lombardia della Regio Insubrica, il rapporto sulle attività realizzate nel 2024 e quello per l’anno in corso. Aggiornamenti anche sul Programma di cooperazione transfrontaliera Interreg VI-A Italia-Svizzera 2021-2027, in particolare riguardo ai progetti presentati per l’area della Regio Insubrica.

Progetto di ricerca ‘Città dei Laghi’

L'Assemblea generale della Regio Insubrica a Varese con il passaggio della presidenza alla Regione LombardiaIn Assemblea anche la presentazione del progetto di ricerca ‘Città dei Laghi, un atlante per il territorio insubrico’, a cura dell’architetto ricercatore Francesco Rizzi. Si tratta di un progetto sviluppato sulla visione della Città dei Laghi come modello territoriale di riferimento cooperativo transfrontaliero tra il Ticino e le province italiane della Comunità di lavoro.

I membri della Regio hanno infine approvato i conti preventivi per gli anni 2025 e 2026, nonché il consuntivo del 2024.

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Ciclismo, presentata in Regione l’edizione 2025 della Milano-Rapallo

Torna sabato 20 settembre la Milano-Rapallo, storica corsa ciclistica giunta alla 60esima edizione. La manifestazione, organizzata dall’Asd Team Velo Val Fontanabuona, è stata presentata a Palazzo Lombardia durante una conferenza stampa a cui ha partecipato il sottosegretario regionale con delega allo Sport e Giovani, Federica Picchi. Erano presenti anche l’organizzatore della competizione, Roberto Portunato, il sindaco di Albairate, Flavio Crivellin, il consigliere di Regione Lombardia, Marco Bestetti, il consigliere di Fci Lombardia, Claudio Roncalli. A moderare l’incontro il giornalista Massimo Langomarsino.

Il programma della Milano Rapallo 2025

In foto il sottosegretario regionale con delega allo Sport e Giovani, Federica Picchi, l'organizzatore della competizione, Roberto Portunato, il sindaco di Albairate, Flavio Crivellin, il consigliere di Regione Lombardia, Marco Bestetti e il consigliere di Fci Lombardia, Claudio Roncalli, sollevano il trofeo che riceverà il vincitore dell'edizione 2025 della gara ciclistica Milano Rapallo presentata a Palazzo LombardiaLa gara, riservata alla categoria Elite/Under 23, è inserita nel calendario internazionale Uci di categoria 1.2. Il percorso è lungo 181 chilometri e si snoda su tre regioni – Lombardia, Piemonte e Liguria – in un viaggio tra pianura, colline e mare, fino al traguardo sul lungomare Vittorio Veneto di Rapallo.

Il piano organizzativo prevede il ritrovo ufficiale ad Albairate (MI) dalle ore 7, con partenza fissata alle ore 12 da Soria Vecchia, Ozzero (MI). L’arrivo è stimato intorno alle 16,20 a Rapallo, dopo aver affrontato tre Gran Premi della Montagna decisivi: Passo della Scoffera, Colle Calcinara e Colle Caprile, con la salita finale al Passo della Ruta prima della discesa conclusiva verso il mare.

Picchi: occasione per rilanciare una tradizione ciclistica che appassiona migliaia di persone

“La Milano-Rapallo – ha dichiarato il sottosegretario Picchi – è una gara che unisce territori e comunità, dal cuore pulsante della Lombardia fino al meraviglioso mare della Liguria. Questa competizione, arrivata alla 60esima edizione, rappresenta una ricorrenza storica e l’occasione per rilanciare una tradizione ciclistica che continua ad appassionare migliaia di persone. Regione Lombardia sostiene con convinzione eventi di questo calibro, capaci di promuovere lo sport, la cultura del ciclismo e il legame con i territori attraversati”.

La Milano–Rapallo 2025 conferma così la propria rilevanza nel panorama sportivo nazionale e internazionale, consolidandosi come un appuntamento di prestigio e di grande impatto culturale e sportivo.

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Cammino di Oropa: tappe, difficoltà e consigli utili

Incredibile a dirsi ma questo percorso nel cuore del Piemonte più selvaggio è spesso utilizzato come “allenamento” per altri cammini ben più noti e impegnativi: il Cammino di Oropa vanta splendidi paesaggi e storici santuari da raggiungere. Un viaggio lento a contatto con la natura incontaminata e le tradizioni dell’Alto Piemonte.

Montagne maestose ricoperte da fitti boschi e punteggiate da borghi incastonati tra le alte cime e da santuari antichi, con panorami suggestivi sulle valli e sulla Pianura Padana.

È questo il paesaggio in cui è immerso il Cammino di Oropa, un percorso di trekking avventuroso e un pellegrinaggio significativo per i fedeli, che attraversa diversi luoghi di culto fino alla meta finale: il Santuario di Oropa, in provincia di Biella. Il tragitto principale è maggiormente battuto per fama e tradizione, ma ne esistono diramazioni che conducono a Oropa: sono 4 e sono tutti percorsi a tappe diversi ma affascinanti.

Vediamo quali sono le principali tappe dei sentieri che portano al Santuario di Oropa, alla scoperta dei santuari del biellese e delle bellezze paesaggistiche di quei luoghi nei quali il tempo si è fermato: qui si può ancora assaporare il piacere di un viaggio lento a contatto con la natura, la storia e le tradizioni popolari tramandate fino ai giorni nostri. Un’ottima alternativa a una palestra di allenamento alla Cammino di Santiago o a quello della Via Francigena.

Il Santuario di Oropa, la meta del Cammino di Oropa

La meta del Cammino di Oropa è il maestoso Santuario di Oropa, un autentico gioiello architettonico e spirituale che sorge a pochi chilometri da Biella. Immerso nell’ambiente montano, è il più importante santuario mariano delle Alpi e meta di pellegrinaggio fin dall’antichità.

Questo maestoso luogo di culto, dedicato alla Madonna Nera, non è una semplice tappa finale nel cammino, ma è anche un luogo riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO e parte integrante del sistema dei Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia.

Il cuore del Santuario di Oropa è la Basilica Antica, inaugurata nel lontano 1620, e la sua struttura è imponente e di grande pregio architettonico. Ma non sono questi elementi a renderlo così straordinario. Sì, perché oltre alla sua bellezza e all’importanza storica, il santuario è avvolto da una serie di leggende che lo rendono ancora più affascinante agli occhi dei visitatori. Si racconta che la statua della Madonna Nera, risalente alla prima metà del Trecento, non mostri alcun segno di logoramento o tarlatura nonostante il passare dei secoli.

Il Santuario di Oropa, la meta finale del Cammino di Oropa alla scoperta dei santuari biellesi
Il Santuario di Oropa, la meta finale del Cammino di Oropa

Cammino di Oropa: 4 itinerari per un viaggio spirituale tra santuari e natura

Si parla del Cammino di Oropa al singolare, ma in realtà i sentieri sono 4 gli itinerari che attraversano questo meraviglioso paesaggio e si congiungono nella meta finale, ovvero il Santuario di Oropa.

Il percorso più popolare e battuto dagli amanti del trekking è il classico Cammino di Oropa della Serra, percorso facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici, ben tracciato e con un dislivello medio-basso.

Rientrano negli altri 3 itinerari del Cammino di Oropa percorsi meno battuti e spesso più impegnativi, ma altrettanto piacevoli e suggestivi. Sono il Cammino di Oropa orientale, il Cammino di Oropa Canavesano e quello valdostano. Vediamoli tutti.

Cammino di Oropa della Serra: partenza da Santhià

Percorribile in 4 tappe (oppure 3 per i più preparati), il cammino di Oropa della Serra è l’itinerario più frequentato. Lungo 63 chilometri, presenta tappe di difficoltà e dislivello crescenti e per questo è perfetto sia per coloro che non sono particolarmente allenati, sia per i trekker più esperti.

Tappa 1: da Santhià a Roppolo

(12,6 km, 240 D+, 3-4,5 ore)

Si parte da Santhià seguendo la celebre e antica Via Francigena e avvicinandosi alle colline moreniche di Ivrea. Si attraversa poi il paese di Cavaglià fino a giungere a Roppolo, dopo circa 16 chilometri, con il suo imponente castello dal quale si apre una vista mozzafiato sul lago di Viverone.

Tappa 2: da Roppolo a Sala Biellese

(17 km, 400 D+, 5 ore)

La seconda tappa è Sala Biellese. Ci si arriva dopo una camminata attraversando i boschi sulle colline moreniche della Serra d’Ivrea, un vero altopiano tra i più estesi d’Europa. Durante il tragitto si possono ammirare l’antico borgo di Ricetto di Viverone, il paesino di Zimone con il Monastero di Bose, il borgo di Magnano, Torrazzo e infine Sala Biellese. Qui i viandanti possono pernottare e rifocillarsi.

Tappa 3: da Sala Biellese a Graglia

(16,1 km, 550 D+, 5-6 ore)

Ospitato dal sacro Monte di Graglia a valle della cima del Mombarone (sul confine tra Piemonte e Valle d’Aosta), in provincia di Biella, il Santuario di Graglia è un altro importante luogo di culto. Come il Santuario di Oropa, è dedicato alla Madonna Nera ed è collegato al culto della Nostra Signora di Loreto, nelle Marche. Per arrivare fin qui, si attraversa il sentiero che si addentra nella foresta e passa per il laghetto di Cossavella.

Dopo un tragitto con vari saliscendi, si apre davanti agli occhi il sacro Monte di Graglia. Ma il Santuario non è l’unica cosa da vedere in quest’area: comprende 18 cappelle/stazioni (delle quali 5 ancora intatte), che facevano parte di un antico e ambizioso progetto del Seicento mai portato a termine: si prevedevano di costruire 100 cappelle che rappresentassero simbolicamente tutto il ciclo di vita di Gesù, dalla nascita alla resurrezione. Alcune delle più belle si affacciano sul promontorio del santuario, come la cappella sul colle San Carlo, dove sorge l’omonima chiesa (oggi chiusa) e il gruppo scultoreo Deposizione della croce (forse distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale), e quattro dedicati all’infanzia del Cristo.

Tappa 4: da Graglia al Santuario di Oropa

(15,1 km, 800 D+, 5-6 ore)

La quarta e ultima tappa del Cammino di Oropa della Serra è il Santuario di Oropa. Il tragitto finale è più impegnativo, con saliscendi importanti e sentieri sterrati attraverso il borgo di Sordevolo e di Favaro, tra fitti boschi e splendidi paesaggi. Dopo circa 15 chilometri si giunge alla meta finale, il maestoso Santuario.

Coloro che si sentono più preparati, possono suddividere in 3 tappe il percorso: la prima a Magnano, la seconda al Santuario di Graglia e la terza alla meta finale di Oropa. Per i principianti, invece, è possibile proseguire il viaggio a piedi o in bici scegliendo le 4 tappe come da programma standard.

Cammino di Oropa Orientale: partenza da Valle Mosso

Con un totale di circa 35 chilometri, è il più impegnativo degli itinerari che conducono al Santuario di Oropa, maggiormente adatto a chi è ben allenato e esperto di trekking.

È percorribile in tre tappe (ma coloro che hanno maggiori difficoltà possono farlo in 4).

Tappa 1: da Valle Mosso alla Bocchetta di Sessera

(13 km, 1000 D+, 4-5 ore)

Si parte dal grazioso borgo di Valle Mosso, in provincia di Biella, affrontando un sentiero ripido tra i boschi dell’Oasi Zegna, facendo tappa al Santuario della Madonna della Brughiera, e proseguendo fino alla prima tappa: la Bocchetta di Sessera. Il dislivello per giungere qui è importante, quindi attenzione a prenderla con molta calma.

Tappa 2: dalla Bocchetta di Sessera alla Valle Cervo

(12 km, 459 D+, 4 ore)

Si prosegue in discesa lungo la Valle Cervo, caratterizzata da pascoli, boschi e piccoli villaggi, fino a giungere alla seconda tappa del percorso: il Santuario di San Giovanni d’Andorno.

Tappa 3: dalla Valle Cervo al Santuario di Oropa

(8 km, 483 D+, 3 ore)

Da qui, attraverso un cammino a tratti molto semplice e a tratti impervio, si arriva ad Oropa, la tappa finale del Cammino Orientale.

Cammino di Oropa Canavesano: partenza da Valperga

Con i suoi 85 chilometri di percorso, il Cammino di Oropa Canavesano è il più lungo e collega il territorio della provincia di Torino con quello biellese.

Sono 5 le tappe che lo compongono e il punto di partenza è Valperga.

Tappa 1: da Valperga a Cuorgnè

(13 km, 400 D+, 4-5 ore)

Da qui si costeggia il Castello del borgo e poi ci si addentra nel bosco fino al Santuario di Belmonte e al Sacro Monte, sito oggi parte di un panorama mozzafiato. Si scende poi verso il borgo di Pemonte e si prende successivamente un sentiero nel bosco che porta alla prima tappa: Cuorgnè.

Tappa 2: da Cuorgnè a Vidracco

(13 km, 600 D+, 7 ore)

Si riparte alla volta della seconda tappa del Cammino Canavesano, ossia Vidracco. Per giungere qui si attraversano la Valle Sacra, i boschi e i torrenti Orco e Piova, con un ponte molto suggestivo. Si passa anche per la frazione di Sant’Anna Boschi e Campo Canavese, per arrivare, dopo un tratto nel bosco, alla cima del Bric di Muragliolo e infine a Vidracco. Qui si possono ammirare le architetture religiose realizzate dai membri della comunità di Damanhur, fondata nel 1979.

Tappa 3: da Vidracco a Ivrea

(19 km, 350 D+, 6 ore)

La terza tappa prevede l’arrivo a Ivrea, attraversando la Valchiusella con il suo torrente e la Valle della Dora. I panorami nei quali si è immersi lungo il tragitto sono spettacolari, tra valloni e fiumi, che si possono godere senza eccessiva fatica, dato il dislivello contenuto. Si raggiunge così il Fiume Dora Baltea, che si attraversa per raggiungere il centro storico di Ivrea.

Tappa 4: da Ivrea a Graglia

(23 km, 800 D+, 6-7 ore)

La tappa più faticosa e lunga di questo cammino. Si riparte dal municipio di Ivrea imboccando la Via Francigena fino al Lago Campagna. Da qui si inizia a salire verso la Chiesa di Santo Stefano di Sessano e poi oltre, nei boschi che portano fino alla Serra Morenica. Qui il sentiero si fa più impegnativo e porta all’imponente masso erratico Roc Basariund.

La Serra Morenica di Ivrea è la protagonista di una tappa lunga e impegnativa, in cui entriamo nel territorio biellese e ci immettiamo sul ramo principale del Cammino di Oropa. Si attraversa il paese di Donato, dove rifornirsi di acqua e alimenti, e poi si affronta l’ultimo saliscendi che porta alla quarta tappa del Cammino Canavesano: il Santuario di Graglia.

Tappa 5: da Graglia al Santuario di Oropa

(23 km, 800 D+, 7 ore)

Il tragitto per arrivare alla quinta tappa, quella finale al Santuario di Oropa, è uguale a quello del Cammino della Serra. Attenzione: nei mesi più freddi questa parte del Cammino Canavesano risulta percorribile solo su richiesta a causa della neve e del ghiaccio. Prima di partire è bene farsi dare buone informazioni presso le strutture di accoglienza.

Cammino di Oropa Valdostano: partenza da Fontainemore

Il Cammino Valdostano parte da Fontainemore, in provincia di Aosta, e si collega a Oropa seguendo un sentiero battuto anche da una storica processione con fiaccolata che viene organizzata ogni 5 anni. Le giornate di cammino, in questo caso, sono soltanto due (in totale conta circa 17 chilometri), ma il percorso è molto impegnativo, con dislivelli notevoli. Il tragitto, infatti, prevede di superare il Colle della Barma a circa 2200 metri di quota, per poi scendere verso il Santuario di Oropa. Questo cammino è maggiormente consigliato ad appassionati di trekking esperti e ben attrezzati.

Lo splendido Santuario di Graglia, una delle tappe del Cammino di Oropa

Santuario di Graglia, in provincia di Biella

Come prepararsi al cammino

L’allenamento dipende da quale dei 4 itinerari si vuole percorrere: le difficoltà tecniche non sono proibitive, sebbene alcuni tratti del cammino implichino un dislivello notevole.

Inoltre, sebbene il Piemonte presenti paesaggi montani splendidi – e ahimè troppo poco noti e battuti – le quote non sono mai elevate, quindi anche la fatica legata all’altitudine non si fa sentire. Basti pensare che il Santuario di Oropa sorge a soli 1.150 metri.

Dove dormire e cosa mangiare lungo il percorso

I centri abitati più grandi che si attraversano nei vari segmenti del Cammino, come Santhià o Ivrea, offrono diverse soluzioni di alloggio, ma è bene tener presente che siamo in una zona del Piemonte non “abituata” al turismo. Qui le strutture sono poche e minimali, nonostante la spartana accoglienza piemontese possa essere molto gradevole.

La zona di Oropa è davvero poco fornita di rifugi e luoghi in cui pernottare o rifocillarsi; merita una menzione il Rifugio Rosazza, a 1.800 m nel cuore della conca di Oropa, la Capanna Renata e il Rifugio Coda. Il famoso Rifugio Savoia, invece, è chiuso ormai da qualche anno.

Le delizie gastronomiche della zona comprendono la classica polenta con “rustida”, un arrosto di bocconcini di carne molto semplice ma nutriente, e alcuni dolci, come i famosi torcetti di Biella.

Potenziati i collegamenti ferroviari tra Milano, Genova e Piemonte

Un treno regionale veloce ogni ora tra Milano e Genova, prolungamento dei treni ad Asti sulla tratta Milano-Alessandria e incremento della frequenza nella tratta tra Milano e Tortona, raggiungendo alternativamente Novi Ligure e Alessandria. Queste alcune delle principali novità contenute nel protocollo d’intesa firmato questa mattina a Genova tra le Regioni Lombardia, Liguria e Piemonte, dai rispettivi assessori ai Trasporti Franco Lucente, Marco Gabusi e Marco Scajola.

L’accordo prevede, infatti, la programmazione coordinata dei servizi ferroviari tra le tre Regioni, al fine del potenziamento dei collegamenti interregionali, e sarà in vigore a partire dal prossimo cambio orario di dicembre 2025.

“È un protocollo di grande importanza – ha detto Lucente – frutto del lavoro sinergico tra Lombardia, Liguria e Piemonte e che mira ad un deciso potenziamento dell’offerta ferroviario tra Milano e Genova, coinvolgendo il Basso Piemonte con le nuove tratte su Asti e Novi Ligure. Un impegno notevole, che risponde in pieno alle esigenze di tratte ferroviarie particolarmente frequentate da pendolari, lavoratori, studenti e turisti”.

“La città di Pavia – ha aggiunto – e tutto il territorio pavese acquisiscono un ruolo di centralità rispetto a importanti relazioni tra le tre regioni, oltre che un importante potenziamento di offerta verso il capoluogo lombardo”.

Protocolli treni Milano, Genova e Piemonte: i dettagli

Nello specifico, raddoppia l’offerta della relazione RV Milano-Genova con un treno all’ora, acquisendo anche la fermata a Milano Forlanini. La relazione RE13 Milano-Pavia-Alessandria prevede l’introduzione di nuove corse Milano-Pavia-Novi Ligure, alternate a quelle esistenti Milano-Pavia-Alessandria, in modo da raddoppiare la frequenza nella tratta comune Tortona-Pavia-Milano. Le nuove corse Milano-Novi Ligure acquisiscono la fermata a Milano Forlanini e Lungavilla. Inoltre, la relazione RE13 viene prolungata da Alessandria ad Asti per migliorare le connessioni tra la Lombardia e il Piemonte e le corse già esistenti tra Asti e Milano si integrano nella nuova struttura della RE13. Per rispettare i limiti di capacità di Milano Centrale, sia le corse RE13, sia le corse RV Genova avranno alternativamente capolinea a Milano Centrale e Milano Greco Pirelli.

Infine, la linea Milano-Pavia-Stradella cambia capolinea a Milano da Greco Pirelli a Porta Garibaldi e aumentano le corse che raggiungono Piacenza da Stradella e le corse nelle giornate festive. In generale, la somma dei servizi delle tre Regioni porterà ad un cadenzamento di treni veloci ogni 30’ sulla tratta comune Milano-Pavia-Tortona.

“Grazie alla sinergia tra tutti gli attori coinvolti – ha spiegato Lucente – siamo in grado di offrire una vasta scelta di soluzioni ferroviarie per ogni esigenza. Riusciamo così, nonostante la congestione della stazione di Milano centrale, a valorizzare altri ambiti strategici del capoluogo meneghino come l’area universitaria della Bicocca e il collegamento con l’aeroporto di Linate”.

“È l’ennesima dimostrazione – ha concluso – dell’enorme sforzo che sta compiendo Regione Lombardia nel garantire ai cittadini servizi sempre più moderni ed efficienti, in grado di competere ai più alti livelli qualitativi e quantitativi a livello internazionale”.

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Il paese degli spaventapasseri in Italia ha subito un altro incantesimo: si è tinto di viola

C’è uno spettacolo che ogni estate muove le masse, che spinge i viaggiatori a raggiungere un luogo specifico nel mondo, proprio lì dove l’oro viola fiorisce e prospera dando vita a uno spettacolo mozzafiato. Stiamo parlando dei campi di lavanda in Provenza, quelli sterminati o intimi, quelli ordinati e selvaggi, quelli che si sono trasformati in un appuntamento imperdibile a cui non mancare in questo periodo. Ma non sono gli unici, quelli d’oltralpe, perché anche l’Italia ha i suoi campi fioriti che meritano solo di essere scoperti.

Da nord a sud dello Stivale, infatti, sono tanti e diversi gli angoli di Provenza che si possono esplorare tra giugno e luglio. Tra i più famosi ci sono, senz’altro, quelli che puntellano la zona tra l’Alessandrino e il Monferrato, ma non sono gli unici come dimostra quel gigantesco campo in Veneto che è il labirinto di lavanda più grande d’Italia.

E poi c’è Vendersi, anche conosciuto come paese degli spaventapasseri, che proprio quest’anno è stato scelto da Madre Natura come palcoscenico del suo spettacolo più bello. È proprio qui, infatti, che tra curiosi abitanti inanimati che accolgono i viaggiatori da diversi anni si snodando campi profumati dalle mille sfumature di viola. Ecco come raggiungerli.

Vendersi, i campi di lavanda tingono il paese degli spaventapasseri

Nel cuore della Val Borbera, e immerso nella natura rigogliosa e selvaggia, esiste un paese popolato da strani e curiosi abitanti. Ed è bellissimo.

Si tratta di Vendersi, un piccolo villaggio italiano dove la magia prende forma ogni giorno grazie all’intuizione e all’estro creativo dell’essere umano. Un luogo segnalato tra gli itinerari esperienziali dedicati alla vallata piemontese, ma ancora fuori dai radar turistici, che vale davvero la pena di scoprire, proprio come un gioiello. Cos’ha di speciale è presto detto: è abitato da spaventapasseri che vivono tra le strade del villaggio e tra i suoi campi.

Alice Tosonotti
La lavanda in fiore in Val Borbera

Visitare questo piccolo paese è un’esperienza che consigliamo di fare a tutti in ogni periodo dell’anno. Tuttavia, se è il fascino delle fioriture estive che subite, vi suggeriamo di farlo adesso perché la fioritura della lavanda sta dando spettacolo.

In cima al paesino, infatti, è presente un suggestivo campo di lavanda, che per forme, colori e profumi ricorda proprio la Provenza. Il campo, di proprietà privata, può essere visitato ed esplorato, ma anche contemplato in silenzio grazie alla presenza di una sedia a dondolo, dello stesso colore della lavanda, che invita a fermarsi e ad ammirare il panorama che si snoda tutto intorno.

Il periodo migliore per visitarlo? Da fine giugno a metà luglio.

lavanda in piemonte, val borbera
Alice Tosonotti
A Vendersi e in Val Borbera la lavanda in fiore dà spettacolo tra i campi

Non solo Vendersi, itinerario della lavanda in Val Borbera

Vendersi è solo una delle suggestive tappe di un itinerario della lavanda più ampio che ci consente di riscoprire la Val Borbera in maniera inedita e sublime. A Viguzzolo, infatti, è possibile ammirare la lavanda in fiore che cresce tra i campi della tenuta di Giancarlo Nossa mentre a Tortona c’è l’omonima cantina che organizza degustazioni al tramonto con vista sull’oro viola.

Spostandoci a Cantalupo Ligure, ad appena dieci minuti in auto da vendersi, troviamo invece l’azienda agricola Saint Hubert, una pet friendly farm circondata da campi di erbe aromatiche e lavanda.

Popillia Japonica. Contro insetto serve collaborazione di tutti

Da fine maggio sono comparse le prime segnalazioni di Popillia japonica, il cosiddetto scarabeo giapponese, un insetto infestante che ogni estate torna a farsi vedere nei giardini, nei prati e nei parchi della Lombardia. In questi giorni, il numero di esemplari adulti ha raggiunto il picco massimo stagionale: la popolazione inizierà a calare solo da metà agosto, per poi scomparire fino alla primavera successiva.

“Si tratta di una specie aliena invasiva – spiega l’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi – segnalata per la prima volta in Europa nel 2014, proprio tra Piemonte e Lombardia, nel Parco del Ticino. Oggi è diffusa in quasi tutte le province lombarde, con l’eccezione di Mantova. Il nostro Servizio Fitosanitario monitora costantemente la situazione e introduce azioni mirate di contenimento”.

Popillia Japonica, contro l’insetto le misure in Lombardia

Attualmente la presenza del coleottero è segnalata con intensità diversa sul territorio regionale.  La maggiore abbondanza si registra, tuttavia, soprattutto nelle zone di recente insediamento e dove la vegetazione e l’umidità favoriscono la proliferazione. Per limitarne la diffusione, Regione Lombardia ha predisposto una rete di controllo con 20 siti di rilevamento e attuato un piano di contenimento che prevede l’uso di 1.200 dispositivi ‘attract and kill. Si trata di treppiedi con esche attrattive e rete trattata con insetticida, ognuno contrassegnato da un codice e accompagnato da cartelli informativi. Questi dispositivi non vanno manomessi o spostati.

Anche la collaborazione dei cittadini è fondamentale per evitare la diffusione accidentale del coleottero.  Per chi si trova a dover fronteggiare l’insetto in orti, giardini o terrazzi, è consigliata, in caso di limitata infestazione, la raccolta manuale dei coleotteri. Vanno poi eliminati immergendoli in acqua e sapone, oppure con l’uso di reti antinsetto da scuotere al mattino, quando gli adulti sono meno attivi e possono essere eliminati. È, invece, sconsigliato l’utilizzo di trappole commerciali nei giardini privati, che spesso attirano più insetti di quanti ne riescano a catturare, peggiorando la situazione. I trattamenti insetticidi sono giustificati solo in caso di forti infestazioni. Devono essere usati con cautela, seguendo le indicazioni fornite online.

“La Popillia – conclude Beduschi – rappresenta una potenziale minaccia per l’agricoltura, ma finora, grazie al monitoraggio capillare e agli interventi di contenimento, i danni, anche economici, sono rimasti limitati. L’evoluzione è seguita giornalmente, ma per limitarne la diffusione e quindi minimizzarne gli effetti negativi, è necessaria attenzione e collaborazione di tutti”. Tutte le informazioni aggiornate sono disponibili sul sito: www.fitosanitario.regione.lombardia.it

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Eventi per famiglie a luglio: festival, natura e magia in tutta Italia

Luglio è il mese perfetto per vivere la cultura all’aria aperta con tutta la famiglia. Dal Piemonte alla Puglia, borghi, boschi e piazze diventano palcoscenici per spettacoli, laboratori, parate e avventure tra scienza e fantasia. Ecco dove andare per vivere esperienze indimenticabili.

Campionato Mondiale della Magia FISM 2025 (Piemonte, 14–19 luglio)

Dal 14 al 19 luglio Torino accoglie per la prima volta in Italia il prestigioso Campionato Mondiale della Magia FISM: la città e il Piemonte si trasformano in un palcoscenico internazionale per oltre 5.000 maghi e appassionati provenienti da 51 Paesi. Oltre alle spettacolari gare di illusionismo al Lingotto Centro Congressi (14–19 luglio) per soli addetti ai lavori, il pubblico può assistere al Gran Gala dei Campioni (15 luglio, Teatro esterno Lingotto), ai 10 Maestri dell’Impossibile (16 luglio, Teatro Lingotto) e al Magic Comedy Show (18 luglio, Auditorium Lingotto).

Le performance di magia di strada con la Street of Magic (12–13 luglio, piazze di Torino, Asti, Biella, Borgomanero, Mondovì) portano l’arte dell’illusione nelle piazze, mentre una serata speciale di magia anima la Reggia di Venaria (16 luglio).

eventi bambini luglio
Ufficio stampa
Torino accoglie per la prima volta in Italia il prestigioso Campionato Mondiale della Magia FISM

Vertigo Summer Festival Cocconato (Piemonte, 3–6 luglio)

Dal 3 al 6 luglio il borgo di Cocconato d’Asti ospita la prima edizione del Vertigo Summer Festival: oltre quindici compagnie internazionali animano strade, piazze e cortili con circo contemporaneo, teatro fisico, musica dal vivo, magia e teatro di figura. Tra i momenti clou: l’apertura con Andrea Loreni, funambolo dei record, e la parata gipsy di Bandaradan. Imperdibili Tiramisù di ArteMakìa, The Charming Jay con magia e jazz, il poetico Aaah! di Davide Partinico e i burattini di Bandirali. Piazza Statuto accoglie lo spettacolo itinerante Come angeli dal cielo. Bollestrabelle, Klinke, Faiscas, laboratori di circo e il Vertigo Galà 25 completano quattro giorni di meraviglia a ingresso gratuito con prenotazione su app.

eventi bambini luglio
Ufficio stampa
Quattro giorni di spettacolo a Cocconato

Radis – Passeggiata tra le masche a Rittana (Piemonte – 6 luglio)

A Rittana, domenica 6 luglio, si svolge l’appuntamento di Radis dedicato alle famiglie: una suggestiva passeggiata tra le sculture “masche” di Giulia Cenci immerse nel bosco di Chiot Rosa. L’esperienza inizia alle 12 con un incontro introduttivo dedicato all’opera e al paesaggio. Proseguono alle 12:30 e 13:30 passeggiate guidate insieme alla curatrice, durante le quali sarà possibile scoprire le testimonianze e i materiali sullo sfondo dell’opera. Dalle 13:30 in poi, le famiglie possono partecipare a un picnic condiviso con un kit di benvenuto (pane fresco e assaggi locali), o in alternativa è possibile acquistare pasti da asporto presso il Bistrò del Rio in paese. Nel pomeriggio, sono organizzate attività creative e momenti di gioco per invitare i bambini a esplorare la natura circostante; seguiti alle 16:30 da una merenda offerta all’interno del Centro della Comunità. La giornata si conclude alle 17 con lo spettacolo “Famiglia Mirabella” di Mirabilia: un momento teatrale pensato per intrattenere adulti e bambini. L’evento è gratuito – il picnic è su prenotazione via email – e offre un’esperienza immersiva tra arte contemporanea, verde e comunità locale.

Gran Bal Trad – Vialfrè (Piemonte, 7–12 luglio)

Dal 7 al 12 luglio Vialfrè ospita Gran Bal Trad, festival internazionale che trasforma l’area naturalistica di Pianezze in un grande villaggio culturale. Ogni giorno, dalle 10:30 fino a notte fonda, il programma alterna workshop su strumenti come cornamusa, diatonica, violino e arpa, e lezioni di danze popolari europee, con livello anche per principianti. Alla sera si tengono balli aperti fino all’alba su cinque palchi all’aperto, animati da gruppi folk internazionali. Il festival allestisce anche un’area dedicata ai più piccoli, con laboratori ludico-musicali e spazi di gioco. I bambini fino a 15 anni partecipano gratuitamente, sempre accompagnati; iscrizione richiesta per laboratori e balli. È presente un’ampia zona campeggio e punti di ristoro con cibo e bevande locali.

eventi bambini luglio
Gran Bal Trad
Gran Bal Trad, festival di danze e musiche internazionali

Festival Corti.lì – Torino (Piemonte, 1–6 luglio)

Nel cuore di Torino, il cortile alberato di Santa Pelagia ospita dal 1° al 6 luglio con Corti.lì, festival multidisciplinare a ingresso gratuito pensato per tutta la famiglia. Ogni giorno, dalle 16:30 fino a mezzanotte (dalle 18:00 nella giornata inaugurale), bambini e adulti possono vivere un ricco palinsesto di spettacoli, laboratori, letture, concerti e momenti di benessere olistico. I più piccoli trovano narrazioni animate, giochi e attività creative immerse nel verde urbano, mentre per i grandi non mancano talk, performance serali e sessioni di yoga accompagnate da musica dal vivo. Il festival promuove inclusività, sostenibilità e partecipazione attiva, con servizi pensati per ogni fascia d’età e possibilità di ristoro a cura di foodtruck locali. L’accessibilità è garantita, con prenotazione obbligatoria online e possibilità di supporto dedicato per esigenze specifiche.

Trentino Music Festival (Trentino, 26 giugno–1 agosto)

Decima edizione del più grande festival di formazione e performance d’Europa: 166 giovani artisti e 39 docenti della Music Academy International di New York danno vita a oltre 30 spettacoli tra concerti sinfonici, musical, opera e recital. Mezzano e i borghi del Primiero si trasformano in un palcoscenico a cielo aperto con prove aperte, incontri con musicisti e backstage tour per famiglie. Il 9 luglio va in scena Once Upon a Mattress, musical fiabesco diretto da Cj Greer con coreografie di Lauren Haughton Gillis.

eventi bambini luglio
Ufficio stampa
Trentino Music Festival

Ala Città di Velluto (Trentino, 4–6 luglio)

Nel borgo barocco di Ala si torna al Settecento: dame e cavalieri sfilano per le vie lastricate, cortili segreti ospitano concerti di musica antica, giochi di strada, spettacoli di giocoleria, laboratori di antichi mestieri e un’escape room storica. Più di 50 eventi animano botteghe, piazze e giardini. Ingresso libero o a offerta, alcune attività su prenotazione.

Celtica (Valle d’Aosta, 3–6 luglio)

Tra il Bosco di Peuterey e la Val Veny si svolge il festival di musica e cultura celtica più alto d’Europa. Arpe, cornamuse, danze tradizionali, mercatini artigianali, laboratori di fiabe e passeggiate guidate tra fate e cavalieri. Un’atmosfera magica per tutta la famiglia. Accesso con biglietto giornaliero o pass completo.

celtica festival
Ufficio stampa
Appuntamento a Celtica

Domenica Leonardiana a Vinci (Toscana, 13 luglio)

Ogni seconda domenica del mese Vinci celebra il genio di Leonardo con attività per bambini. Il 13 luglio, “I Mandala di Leonardo” è il  laboratorio creativo per scoprire la natura e la geometria. Si possono aggiungere visite guidate al Museo e alla Casa Natale. Biglietto ridotto per famiglie e prenotazione consigliata.

Borghi di Velluto (Marche, luglio–settembre)

Borghi di Velluto torna da luglio a settembre per valorizzare nove borghi della Val Mivola: Arcevia, Barbara, Castelleone di Suasa, Corinaldo, Ostra, Ostra Vetere, Senigallia, Serra de’ Conti e Trecastelli. Ogni tappa propone escursioni guidate in bus da Senigallia con visite a castelli medievali, mosaici romani, chiese rinascimentali, degustazioni di prodotti tipici, spettacoli di piazza e musica dal vivo. La Notte Bianca dei Bambini, a Barbara il 5 luglio, apre il programma con laboratori, gonfiabili, cena tipica e concerti. Influencer e content creator seguiranno il tour condividendo foto, video e itinerari per vivere le Marche autentiche lontano dal turismo di massa.

Safari Night – Bioparco di Roma (Lazio – 4, 11, 18, 25 luglio)

Tutti i venerdì di luglio il Bioparco di Roma apre le porte in orario serale con i Safari Night, visite guidate notturne. Le famiglie possono vivere un’esperienza immersiva tra luci soffuse, suoni notturni e incontri ravvicinati con giraffe, rinoceronti, lemuri, pinguini e altri animali, scoprendone i comportamenti più curiosi. Prima della partenza del tour, i bambini possono partecipare ad “A tu per tu con rettili e invertebrati”, un’attività didattica per conoscere creature sorprendenti insieme ai guardiani del rettilario. I turni di visita, della durata di 90 minuti, partono dalle 21:00 in poi, con gruppi ristretti per garantire un’esperienza coinvolgente. I biglietti (15€ a persona, gratis per i bambini sotto 1 metro) sono acquistabili solo online.

aMICi kids – Roma (Lazio – 3, 9, 10, 12 luglio)

Nel mese di luglio, i Musei in Comune di Roma propongono aMICi kids, una rassegna gratuita di visite, letture e laboratori per bambini e famiglie, promossa dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e riservata ai possessori della MIC Card. Il 3 luglio, al Museo Barracco, va in scena “Breve viaggio nell’Egitto dei Faraoni”, un laboratorio tra i reperti egizi per scoprire storie e misteri dell’antico Egitto. Il 9 luglio, al Museo dell’Ara Pacis, “Indagini al museo” trasforma i più piccoli in esploratori della storia, tra letture e giochi interattivi. Il 10 luglio è una giornata ricchissima: al Museo Napoleonico si svolge “Fantasia al potere! In vacanza coi Bonaparte”, un laboratorio creativo con materiali naturali; alla Galleria d’Arte Moderna prende vita “Illustrare la Narrazione”, percorso e laboratorio ispirati all’opera di Nino Bertoletti; al Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina parte “Sulle orme dei nostri eroi!”, una caccia al tesoro per scoprire simboli e racconti del Risorgimento. Il 12 luglio, infine, al Museo della Villa romana dell’Auditorium, l’appuntamento “Schiavi, liberi e liberti” guida i bambini alla scoperta di sette secoli di storia romana, con un laboratorio che racconta le diverse condizioni sociali dell’epoca.

Città della Scienza – Napoli (Campania, 18 e 19 luglio)

A Città della Scienza tornano due serate estive pensate per famiglie curiose di scoprire la scienza sotto le stelle. Il 18 luglio si svolge la “Notte al Museo”: un camping scientifico per bambini dai 7 agli 11 anni, con sacco a pelo sotto la cupola del Planetario, laboratori Crime Lab per risolvere misteri con esperimenti e analisi, cena e colazione di gruppo e uno spettacolare Live Show sulle costellazioni. Il 19 luglio “Appuntamento in Via Lattea” propone un aperitivo gourmet, dj set nel museo Corporea, proiezioni sul tema degli esopianeti e la fantascienza di Asimov e Tolkien, più osservazioni del cielo guidate dall’Unione Astrofili Napoletani. Posti limitati, prenotazione obbligatoria per entrambe le serate.

Festa degli Gnomi – Roccaraso (Abruzzo, 25–27 luglio)

Boschi incantati, fate, elfi, unicorni e gnomi: la Festa Internazionale degli Gnomi trasforma Roccaraso in un mondo fiabesco con spettacoli itineranti, passeggiate notturne con lanterne, laboratori creativi e danze magiche sotto le stelle. Ingresso gratuito, abbigliamento comodo consigliato.

Festival di teatro urbano in Italia a luglio

In tutta Italia, borghi, piazze e paesaggi unici si trasformano in teatri a cielo aperto, palcoscenici di spettacoli – oltre 200 da Nord a Sud – che spaziano dal teatro di strada al circo contemporaneo, dal teatro di figura alla danza e alla musica urbana.  L’ANAP – Associazione Nazionale Arti Performative ne raccoglie al suo interno oltre 40, tutti mappati sul sito. Ecco gli appuntamenti di luglio:

  • Gallura Buskers Festival (Sardegna – 9–12 luglio)

Tre giorni di buskers internazionali, giocolieri, clown, musicisti e parate luminose nelle piazze di Pula. Laboratori per bambini e mercatini artigianali completano l’atmosfera di festa. Ingresso gratuito.

  • Mercantia (Toscana – 16–20 luglio)

Certaldo diventa un teatro a cielo aperto: oltre 100 spettacoli di danza, musica, teatro di strada, giocoleria, fuoco e poesia trasformano ogni vicolo. Biglietto serale con sconti famiglia.

  • Il Paese dei Balocchi (Toscana – Cecina – 18–20 luglio)

Alla Villa Guerrazzi di Cecina spettacoli di circo contemporaneo, burattini, parate e laboratori di giocoleria per bambini. Festival a ingresso libero, atmosfera fiabesca assicurata.

  • Fasti Verolani (Lazio – 30 luglio–3 agosto)

Il centro storico di Veroli ospita spettacoli serali di giocoleria, mimo, musica folk, poesia e teatro di strada con artisti da tutta Europa. Cinque serate gratuite di magia e arte all’aperto.

eventi luglio bambini
Ufficio stampa ANAP
Mercantia, oltre 100 spettacoli a Certaldo

Piemonte, la montagna che cammina: esperienze outdoor tra borghi e natura sul sentiero CAI

La montagna può essere tante cose. Un rifugio, certo, ma anche una palestra naturale per chi ama mettersi alla prova. La tavolozza dei colori è infinita, mentre i profumi e i sapori attirano i sensi di chi va ancora in cerca di meraviglia senza avere troppa fretta. Il progetto Una montagna di esperienze, nato grazie alla collaborazione tra otto consorzi turistici del Piemonte – Conitours, Bardonecchia, Fortur, Valli di Lanzo, Valli del Canavese, Alpi Biellesi, Valsesia Monterosa e Valle Maira – si propone come una visione inclusiva, sostenibile, e che trova ispirazione in un territorio ricco di risorse.

Il principio guida è sempre il Sentiero Italia CAI con 69 tappe e 11 varianti che attraversano l’arco alpino piemontese e diventano metafora di un turismo che valorizza la montagna senza consumarla attraverso 2 Parchi Nazionali – Gran Paradiso e Val Grande – 77 aree protette e 3 Riserve della Biosfera MaB UNESCO nonché 20 chilometri di percorsi ciclo-escursionistici.

Lago Superiore di Roburent
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Lago Superiore di Roburent

Pascoli, erbe e foresta tra natura e tradizione

Immaginate di svegliarvi all’alba, nel silenzio degli alpeggi, proprio quando il respiro della montagna si confonde con quello del gregge. Fare il pastore per un giorno nelle Valli di Lanzo o in quelle Cuneesi è un’esperienza che ci riporta dritti verso il primo passo del ciclo della vita. Il tempo cambia ritmo e risponde alle esigenze degli animali, della mungitura e delle tradizioni custodite da quello che significa essere margaro.

Ma la montagna è anche curativa. Nelle Valli di Lanzo, si passeggia tra le erbe spontanee, e si impara a riconoscerle e trasformarle in rimedi o saponi. Un piccolo laboratorio a cielo aperto che ci aiuta ad assumere una nuova consapevolezza nella cura di noi stessi. La natura si fa quindi maestra, in un corso di botanica dal valore terapeutico. E poi i bagni di foresta, nelle Alpi Biellesi e in Valle Maira. Si cammina a piedi nudi sul muschio, rapiti dal profumo tagliente della resina che ci accompagna verso la calma degli alberi secolari che abbraccia corpo e mente.

Valli di Lanzo, Alta Via
Consorzio Valli di Lanzo
Valli di Lanzo, Alta Via

L’itinerario che parte dal Lago Nero conduce invece ai Laghi del Turlo, mentre dall’alto del Balcone della Val Grande, il cammino si apre verso l’Anello del Pian della Mussa, dove il paesaggio si fa più vasto; uno storico percorso collega invece il Rifugio Gastaldi e il Rifugio Cibrario. A Lemie, l’Anello della Religiosità racconta una storia di fede incisa nella pietra con piloni votivi, cappelle affrescate e alpeggi dimenticati in cui le cascate completano un quadro perfetto.

L’Ecomuseo della Brunetta testimonia invece la tenacia dell’uomo di fronte alla montagna, e poco più in là, la natura lascia spazio alla Reggia di Venaria e ai Giardini Reali che, insieme al Parco della Mandria, conservano l’eleganza degli antichi fasti sabaudi.

Dalla bici alle arrampicate, adrenalina in alta quota

Il Piemonte è un’arena di emozioni forti. Pareti d’arrampicata selvagge come quelle della Valle Maira, percorsi da mountain bike ed e-bike come la Gardetta Bike o la Via del Sale, da Limone Piemonte a Ventimiglia che arriva fino a 2239 metri, itinerari spettacolari tra creste, rifugi e borghi sospesi nel tempo. Le Alpi Biellesi sono invece una destinazione perfetta per gli amanti dell’outdoor, con vette che arrivano fino a 2600 metri.

Colle della Gardetta
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Colle della Gardetta

Dal Canavese al Marguareis, passando per la Valle Gesso e la Valsesia, le vie ferrate e i trekking sono aperte a esperienze di ogni livello, sempre accompagnate da panorami che tolgono il fiato in cui si alternano laghi glaciali, praterie, distese selvagge e conche silenziose, tutte inserite nel percorso tracciato dalle mulattiere utilizzate un tempo per le battute di caccia di Re Vittorio Emanuele II. E l’acqua? Nei fiumi impetuosi della Val Sesia e della Valle Stura si fa rafting, mentre nei laghi del Canavese si pagaia in canoa o ci si immerge tra rive erbose e pace assoluta.

Rafting in Valsesia
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Rafting in Valsesia

Fotografia naturalistica e wild watching

Cosa c’è di più emozionante che incrociare lo sguardo di uno stambecco? O sentire il fischio di una marmotta mentre il sole batte diretto sulle creste alpine? Il wild watching nel Parco del Gran Paradiso, il primo parco italiano fondato nel 1922, e nelle Valli del Canavese è un’attività che cambia il modo di vivere la montagna. Da qui si osservano aquile reali, gipeti, camosci e marmotte direttamente nel loro habitat, guidati da esperti naturalisti.

Conca dei rododendri
Oasi Zegna
Conca dei rododendri

Nelle Alpi Biellesi, la natura si veste di rosa con la fioritura dei rododendri nel parco naturale dell’Oasi Zegna, dando vita a uno spettacolo mozzafiato che sembra dipinto e che si può ammirare da metà maggio fino alla fine di giugno. E per gli appassionati di geologia e forme bizzarre, i “Ciciu” della Valle Maira — formazioni simili ai camini delle fate della Cappadocia — sono una tappa obbligata.

Riposo, benessere e turismo rigenerante

Dopo l’avventura, arriva il tempo di rigenerarsi. Il progetto Una montagna di esperienze propone numerosi pacchetti che spaziano dalle escursioni alle esperienze wellness. I voucher vacanza della Valle Maira e delle Valli di Lanzo, per esempio, regalano notti aggiuntive (una notte ogni tre e due notti ogni sette prenotate) in rifugi e strutture selezionate.

Ma il vero lusso è il silenzio, che qui si ricerca ancora con i ritiri di yoga in alta quota, i trattamenti forestali, le spa immerse nei boschi, e gli agriturismi dove si può staccare dalla frenesia quotidiana. Il Cammino di Oropa si sviluppa invece in diversi percorsi, costruiti su lunghezze diverse e su più gradi di impegno. Posto a 1200 metri di altitudine, il Santuario di Oropa rappresenta il maggiore complesso mariano d’Europa. Da qui si arriva anche alle cappelle del Sacro Monte di Oropa che fa parte del tracciato dei Sacri Monti, dichiarato patrimonio dell’UNESCO nel 2003.

Complesso del Santuario di Oropa
Visit Piemonte ph Giorgio Gulmini
Complesso del Santuario di Oropa

A pochi chilometri da Torino, la montagna cambia volto. Le Valli Olimpiche, casa dei Giochi Invernali del 2006 e che oggi accolgono il più vasto comprensorio sciistico del Piemonte, si trasformano d’estate in un teatro di esperienze da fare all’aria aperta. Da Sauze d’Oulx a Oulx, da Claviere a Cesana, passando per Salbertrand, Exilles e Chiomonte, si apre un territorio che si può raggiungere in treno, perfetto per chi vuole ricaricarsi.

Lago di Rochemolles
Archivio Consorzio Turistico Bardonecchia
Lago di Rochemolles

Gran parte delle strade salgono verso l’azzurro, tra sterrati leggendari come l’Assietta e Pramand o il Colle del Sommeiller, laghi alpini nascosti tra le rocce, torrenti freschi per gli amanti della pesca e piste ciclabili che tagliano i boschi. Lungo la Via Francigena, l’anima trova rifugio nella Sacra di San Michele e nell’Abbazia di Novalesa. Il Forte di Exilles, invece, continua a vigilare il confine, in un’atmosfera che sembra uscita da un romanzo fantasy.

Forte di Exilles con vista sulla Val di Susa
Visit Piemonte, Ph Ludovico de Maistre
Forte di Exilles con vista sulla Val di Susa

In Piemonte tra cultura, storia e patrimonio

Questo territorio è natura, tradizione e patrimonio dell’umanità. In Piemonte, ogni sentiero può condurre a un castello, a una residenza sabauda oppure ancora a un borgo medievale. Il Sacro Monte di Varallo in Valsesia, con il suo ciclo di cappelle, è l’ennesimo tesoro d’arte e spiritualità.

L’esperienza culturale si fa però completa con la visita alla chiesa di Santa Maria delle Grazie, scrigno di luce e colore, con la straordinaria Parete Gaudenziana, affrescata da Gaudenzio Ferrari intorno al 1513: un’opera che racconta la Vita e la Passione di Gesù con prospettive di sorprendente modernità. Poco distante, il Complesso Monumentale, edificato a fine Quattrocento, custodisce l’identità che caratterizza tutta la Valsesia.

Varallo poi, insieme alla comunità di Otro, si prepara a vivere un 2025 speciale, che affonda le sue radici nel lontano 1025, quando un antico diploma imperiale ne attestava l’esistenza. Un anniversario che è che un’occasione per tornare a camminare nei luoghi dove tutto è cominciato. Dai villaggi Walser alle antiche contrade, dai sentieri verso Alagna alle vie del centro storico, si riscopre un passato che ha lasciato tracce nei nomi e nel territorio che oggi conosciamo.

Escursioni tematiche, passeggiate culturali, mostre ed eventi diffusi propongono una nuova lettura del paesaggio, con la pergamena dell’Imperatore Corrado II esposta in Palazzo dei Musei come simbolo tangibile di un’identità che dura da un millennio.

Valle Vogna
Visit Piemonte, ph I.Com Multimedia
Trekking in Valle Vogna

Ma è nel Canavese che il viaggio si fa ancora più denso, grazie ai laghi dove il vento spinge vele leggere, tavole da surf e canoe. Tra dimore storiche e corsi d’acqua, si raggiungono i quattro siti patrimonio dell’UNESCO: le palafitte preistoriche di Anzasco e Viverone, Ivrea, Città Industriale del XX secolo, il Sacro Monte di Belmonte e il Castello di Agliè, Residenza Reale Sabauda.

Ivrea, che sorge sulle rive della Dora Baltea, è la capitale del Canavese. Il Castello delle Rosse Torri custodisce storie secolari,  locali e botteghe del centro storico invitano a gustare sapori che parlano di tradizione, mentre il grande sogno di Adriano Olivetti si fa architettura concreta, sociale e moderna in un complesso di 32 edifici costruiti a partire dagli anni ’30 del Novecento e adesso patrimonio UNESCO.

Canavese vista lago
Visit Piemonte - Getty Images
Canavese vista lago

Gastronomia locale ed esperienze sensoriali

Il gusto fa parte dell’avventura. In Piemonte, ogni valle ha i suoi sapori e profumi, che si scoprono passo dopo passo. Nei rifugi delle Alpi Biellesi, il Ratafià di ciliegie, le birre artigianali, i formaggi e i salumi diventano parte dell’esperienza escursionistica per sei fine settimana tra giugno e settembre.

Le passeggiate del gusto nella provincia di Cuneo guidate da esperti di Confartigianato sono veri e propri tour sensoriali. E per chi ama l’enologia, in Valsesia, gli itinerari tra i vigneti di Gattinara sono una perfetta unione tra natura e cultura enogastronomica.

Eventi, festival e sport di resistenza

L’estate 2025 sarà ricca di eventi costruiti tra comunità, cultura e sport. Il Ciciufestival nella Riserva Naturale di Villar San Costanzo è un momento magico tra musica, laboratori e campeggio tra le straordinarie formazioni rocciose e che dura per diversi giorni, dal 19 al 22 giugno.

Gli appassionati di corsa in montagna hanno trovato pane per i loro denti nella Skymarathon e VK in Valsesia, in due giorni di trail ad alta quota. E chi ama la bicicletta, invece, potrà mettersi alla prova nella Route del Marguareis, un evento di cicloescursionismo transfrontaliero che si rinnova ogni anno in 70 km e 2000 metri di dislivello positivo che da Tende – in Francia – arriva fino a Chiusa di Pesio.

E ancora, da non perdere l’escursione del Millennio a Otro, alle origini di Alagna il 20 settembre 2025, e l’escursione tra i villaggi dell’antica Alpe Alania – Alagna Valsesia fino a ottobre. Dall’11 al 20 luglio vi aspetta invece Alpaà di Varallo, la manifestazione estiva che ogni anno conta su oltre 150000 presenze in 10 giorni di eventi, concerti gratuiti, artigianato, cultura e gastronomia.

Piemonte per tutti: famiglie, coppie o single

Il bello della montagna piemontese? È davvero per tutti. Le famiglie troveranno itinerari facili e servizi pensati per i più piccoli, come i percorsi nei boschi di Bardonecchia, Sauze d’Oulx o Valsesia.

Le coppie possono scegliere fine settimana romantici tra wellness e cultura, con cammini spirituali e trattamenti rigeneranti. Chi viaggia da solo, invece, troverà nei sentieri storici e nelle passeggiate meditative la compagnia perfetta: quella di sé stessi e della natura.

Cammino dei Ribelli: sulle tracce di partigiani e banditi

Ci sono luoghi che resistono ai riflettori, terre di confine che restano fuori dalle rotte del turismo di massa. La Val Borbera è una di queste: una valle incastonata tra Piemonte, Liguria ed Emilia-Romagna, all’apparenza ruvida e silenziosa. Ma chi ha il coraggio di rallentare e mettersi in cammino scopre un mondo ricco di bellezza autentica, memorie vive e vite ostinate.

Il Cammino dei Ribelli nasce proprio qui, come gesto di cura verso un territorio che lotta contro lo spopolamento. È un viaggio a piedi che parla di resistenza – quella storica, dei partigiani, e quella quotidiana, di chi continua a vivere e coltivare questi luoghi con passione. Un cammino per chi cerca la meraviglia fuori dai circuiti abituali.

La storia del Cammino dei Ribelli

Il Cammino dei Ribelli è un itinerario escursionistico lungo circa 130 km, diviso in sette tappe, che attraversa la Val Borbera, una valle poco abitata dell’Appennino settentrionale, nel Basso Piemonte, al confine con Liguria ed Emilia-Romagna.

Il nome richiama le tante forme di ribellione che hanno segnato la storia di questa terra: dalle popolazioni liguri che si opposero ai Romani, ai banditi rurali che rifiutarono il potere dei feudatari, fino ai partigiani che combatterono il nazifascismo. È una valle che ha sempre detto “no” a chi voleva piegarla, e che oggi rivive grazie a chi sceglie di camminarla, abitarla o tornarci a vivere.

Il cammino è nato per valorizzare questo patrimonio storico e umano: camminare qui significa ascoltare una voce antica, ma ancora capace di parlare al presente. È un invito a riscoprire, attraverso il passo lento, il senso profondo di appartenenza a una terra che ha fatto della resistenza uno stile di vita.

Le tappe del Cammino dei Ribelli

Il Cammino dei Ribelli si compone di 7 tappe per un totale di circa 130 km e oltre 4.000 metri di dislivello positivo. Si snoda lungo sentieri CAI, antiche mulattiere e tratti di strade secondarie poco trafficate. Le tappe sono pensate per essere affrontate in 7 giorni, ma il ritmo può essere adattato in base alle proprie esigenze e al proprio passo.

Il cammino è pensato come un grande anello: parte e termina alla stazione ferroviaria di Arquata Scrivia, rendendolo facilmente accessibile anche senza automobile. Di tappa in tappa, si attraversano villaggi di pietra, boschi selvaggi, terre coltivate, paesi abbandonati e luoghi carichi di memoria partigiana.

Tappa 1: da Arquata Scrivia a Persi

(13 km, 400 D+, 4h)

Il cammino inizia dalla stazione ferroviaria di Arquata Scrivia, facilmente raggiungibile in treno. Dopo aver attraversato il centro storico, si sale verso il piccolo borgo di Castel Ratti, dove si incontra una quercia secolare che domina il paesaggio.

Si prosegue passando per Liveto e Cerreto Ratti, piccoli nuclei rurali, fino a raggiungere Persi, frazione affacciata sul torrente Borbera. In estate è possibile immergere i piedi nelle sue acque limpide: un ristoro perfetto dopo questa prima giornata, breve ma già ricca di bellezza e silenzi.

Tappa 2: da Persi ad Albera Ligure (versione estiva)

(15,5 km, 360 D+, 5h)

Percorribile da giugno a settembre, questa tappa è tra le più spettacolari del cammino: si svolge in gran parte nel greto del torrente Borbera, tra pozze, massi levigati e canyon naturali.

Dopo la partenza da Persi, si entra subito nelle celebri Strette del Borbera, un tratto di rara bellezza dove l’acqua ha scavato gole profonde nella roccia. Si prosegue verso Pertuso, teatro di una battaglia partigiana cruciale nell’agosto del 1944, e si raggiungono i paesi di Cantalupo e Rocchetta Ligure, con il suo Museo della Resistenza. La tappa termina nei pressi di Albera Ligure, dove è possibile pernottare o fare tappa ristoro.

Tappa 2: da Persi ad Albera Ligure (versione invernale)

(18,5 km, 850 D+, 6h)

Da ottobre a maggio, il greto del Borbera diventa impraticabile, e questa variante alternativa risale i versanti della valle offrendo grandi panorami.

Si parte da Persi in direzione del borgo medievale di Roncoli, quindi si raggiunge Rivarossa, oggi abbandonato, ma ricco di suggestioni e testimonianze della vita contadina di un tempo. Si prosegue lungo un crinale che affaccia dall’alto sulle Strette, per poi scendere nei pressi di Pertuso, dove il percorso si ricongiunge all’itinerario estivo, evitando però il guado del fiume presso Rocchetta. La tappa termina, come nella versione estiva, ad Albera Ligure.

Tappa 3: da Albera Ligure a Cosola

(15 km, 800 D+, 5h)

Questa tappa inizia da Albera Ligure e risale gradualmente i versanti boscosi della valle, attraversando un paesaggio sempre più montano. Si toccano i piccoli borghi di Vigo e Centrassi, per poi scendere brevemente verso Casella e proseguire fino a Cabella Ligure, uno dei paesi più grandi del cammino.

Da qui si sale verso la frazione di Teo, conosciuta per essere il luogo d’origine della nonna di Papa Francesco, e si attraversa il borgo di Piuzzo, che offre una vista splendida sulle montagne circostanti. La giornata termina a Cosola, importante snodo dell’alta Val Borbera e ottimo punto di ristoro e pernottamento.

Tappa 4: da Cosola a Fontanachiusa

(22 km, 1.000 D+, 7h)

Questa è la tappa più lunga e impegnativa dell’intero itinerario, ma anche una delle più varie e suggestive. Si parte da Cosola, si attraversa la frazione di Montaldo di Cosola e si scende verso i paesi di Daglio e Cartasegna, dove è possibile visitare una piccola cantina-museo e un ponte romano ben conservato.

Da qui si continua verso Connio e si entra nel territorio di Carrega Ligure, il comune più alto e meno popolato della provincia di Alessandria. L’arrivo è previsto a Fontanachiusa, o, in alternativa, nella vicina Magioncalda, a seconda della disponibilità di accoglienza. È una tappa ideale per chi ama attraversare borghi remoti, respirare storie antiche e immergersi nella dimensione più autentica della montagna.

Tappa 5: da Fontanachiusa a Dova Superiore

(20 km, 900 D+, 6h)

Si lascia Fontanachiusa (o Magioncalda) iniziando una tappa immersa nel silenzio dei boschi e nei segni del tempo. Si attraversa il minuscolo borgo di Magioncalda e si raggiunge il suggestivo paese abbandonato di Chiapparo, uno dei luoghi più emblematici dello spopolamento della valle.

Si continua poi verso Vegni, frazione viva e simbolo di ritorno alla terra, per poi scendere verso il Mulino di Agneto, uno dei mulini storici della valle. Da qui si risale al paese di Agneto e, attraverso un tratto panoramico, si raggiunge il valico di San Fermo, da cui si gode una vista ampia sulle valli circostanti. L’ultima parte è una discesa dolce verso Dova Superiore, piccolo borgo incastonato tra prati e boschi.

Tappa 6: da Dova Superiore a Roccaforte Ligure

(18 km, 700 D+, 6h)

Da Dova Superiore si parte in direzione di Casalbusone, attraversando boschi fitti e zone di pascolo. Il cammino prosegue poi verso Gordena e Canarie, piccoli nuclei rurali dal fascino immutato. Da qui si sale verso il Monte Bossola, che offre una delle visuali più ampie sul crinale appenninico.

Dopo la salita, si scende attraversando le frazioni di Prato, Cavanna e Castellaro, per poi raggiungere il territorio di Mongiardino Ligure, dove si guada un piccolo torrente. L’ultima parte dell’itinerario prevede una breve salita verso Montemanno, da cui si scende infine a Roccaforte Ligure, il paese di arrivo.

Chi preferisce spezzare o variare la tappa può optare per deviazioni notturne verso la zona di Sisola o il Mulino di Serventin, dove sono presenti strutture di accoglienza immerse nella natura.

Cosa sapere prima di partire

Il Cammino dei Ribelli attraversa un territorio remoto e poco abitato, in cui la presenza umana è rarefatta e i servizi essenziali non sono sempre a portata di mano. Per questo motivo è importante partire ben preparati, con alcune attenzioni particolari.

  • Quando partire: il periodo migliore per percorrere il cammino è tra maggio e luglio, quando il clima è stabile, le giornate lunghe e i sentieri ben percorribili. Da giugno a settembre, è attiva la versione estiva della Tappa 2, che si svolge nel greto del Borbera: un tratto spettacolare ma accessibile solo in condizioni di secca. Fuori da questi mesi è obbligatorio seguire la variante invernale, più lunga e con maggiore dislivello.
  • Durata e ritmo: le tappe sono pensate per essere percorse in 7 giorni consecutivi, ma in alcune giornate (come la Tappa 4 da Cosola a Fontanachiusa) può essere utile suddividere il percorso, soprattutto se si cammina con zaini pesanti o in condizioni di caldo.
  • Tracciato e orientamento: il cammino si sviluppa su una rete mista di sentieri CAI, mulattiere e strade asfaltate secondarie. In alcuni tratti l’orientamento può essere impegnativo: la segnaletica dedicata (cartelli bianchi con logo nero) è presente ma non ancora uniforme su tutto il percorso. È fondamentale avere con sé le tracce GPS delle tappe, scaricate prima della partenza e funzionanti offline, perché in molti punti non c’è segnale telefonico.
  • Punti acqua: ogni borgo attraversato ha almeno una fontana pubblica, ma alcuni tratti (soprattutto tra Chiapparo e San Fermo o tra Bossola e Montemanno) sono lunghi e isolati. In estate è indispensabile partire con almeno 1,5–2 litri d’acqua a persona, da integrare lungo il tragitto.
  • Fondi e fondo percorso: il fondo varia da roccia, terra battuta, prati e ghiaia fino a brevi tratti asfaltati. Alcuni passaggi nel greto del fiume (Tappa 2 estiva) possono prevedere camminata su sassi instabili e tratti bagnati. Serve buona stabilità e attenzione al meteo.

Come arrivare al Cammino

Il Cammino dei Ribelli parte e termina ad Arquata Scrivia, in provincia di Alessandria, ed è facilmente raggiungibile sia in treno che in auto.

  • In treno: la stazione di Arquata Scrivia si trova lungo le linee Genova–Torino e Genova–Milano, con collegamenti diretti da città come Genova, Alessandria, Milano, Torino e altre località del Nord Italia. All’arrivo si può iniziare a camminare subito, seguendo le indicazioni per la prima tappa.
  • In auto: si può arrivare percorrendo l’autostrada A7 Milano–Genova, uscita Vignole–Arquata Scrivia. In paese e nei pressi della stazione sono disponibili parcheggi gratuiti dove lasciare l’auto per tutta la durata del cammino.
  • Dall’aeroporto: gli aeroporti più vicini sono Genova Cristoforo Colombo (circa 50 km), Milano Linate (circa 100 km) e Milano Malpensa (circa 130 km). Da ognuno si può raggiungere Arquata in treno, con cambio a Genova, Milano o Alessandria, a seconda della tratta.

Le regole da seguire

Non esiste un regolamento formale per percorrere il Cammino dei Ribelli, né sono necessari permessi specifici per camminare lungo il tracciato. Tuttavia, ci sono alcune indicazioni e strumenti utili per vivere il cammino in modo consapevole e rispettoso:

  • Non è richiesto alcun permesso ufficiale per percorrere il Cammino dei Ribelli. Il percorso è libero e accessibile a tutti.
  • È disponibile una Credenziale del Ribelle, un documento simbolico che identifica il camminatore. Non è obbligatoria, ma consente di accedere a tariffe scontate presso le strutture convenzionate, raccogliere i timbri delle tappe e contribuire al sostegno del cammino. Può essere ritirata ad Arquata Scrivia o ordinata online.
  • Le aree tenda presenti lungo il percorso non sono libere né selvagge: sono spesso collegate a bar, agriturismi o realtà locali. È necessario prenotare o avvisare con anticipo per essere accolti correttamente.
  • In alcune tappe si attraversano zone con attività agricole o pastorizie, dove sono presenti cani da guardiania (liberi e protettivi). Si raccomanda prudenza, calma e rispetto: non agitare bastoni o urlare, evitare di avvicinarsi agli animali e seguire eventuali indicazioni locali.
  • È importante camminare con rispetto: non accendere fuochi, non campeggiare fuori dalle aree consentite, non abbandonare rifiuti e privilegiare, quando possibile, le strutture locali per mangiare e dormire.

Lavanda in fiore, i migliori luoghi d’Italia per ammirare spettacoli viola da sogno

Quel momento dell’anno in cui la lavanda inizia a colorare le colline d’Italia con le sue sfumature di viola, vuol dire che si sta aprendo una stagione magica per chi ama viaggiare immerso nella natura e nei profumi autentici. Non si tratta solo di una festa per gli occhi, ma di un’esperienza sensoriale che unisce paesaggi mozzafiato, piccoli borghi e tradizioni rurali che raccontano storie antiche. Dalle distese toscane alle valli piemontesi, ecco a voi i migliori luoghi del nostro Paese per ammirare le fioriture di lavanda.

Sale San Giovanni, Piemonte

In Piemonte, tra le sue tante meraviglie, si nasconde un vero e proprio angolo di Provenza a Sale San Giovanni, in provincia di Cuneo. Da queste parti, tra fine giugno e inizio luglio, i campi di lavanda esplodono in un tripudio di viola. Passeggiando tra i filari di lavanda della zona, ci si imbatte anche in erbe officinali come camomilla, issopo e achillea, che arricchiscono il panorama con colori e profumi intensi.

A disposizione dei visitatori ci sono dei percorsi pedonali, che vanno da 25 minuti a 4 ore, che catapultano in un mondo fatto di bellezza e tranquillità. Per accedervi, durante i weekend dal 21 giugno al 6 luglio, è richiesto un contributo simbolico di 2 euro a persona, che include l’accesso ai sentieri e alle visite guidate alle chiese locali. A disposizione ci sono anche eventi speciali, come la “Fiera delle Erbe” che quest’anno andrà in scena il 28 e 29 giugno.

Piemonte, Sale San Giovanni
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La lavanda a Sale San Giovanni

Tuscania, Lazio

Nella suggestiva e antica cornice di Tuscania, in provincia di Viterbo, i campi di lavanda sono appezzamenti che i locali coltivano più per passione e per la qualità del prodotto che per turismo di massa, ma sono assolutamente suggestivi. Si trovano un po’ fuori dal centro storico del borgo, vicino alle campagne, e si presentano come luoghi raccolti e autentici.

Il momento giusto per vedere la lavanda in fiore in questa zona è tra fine giugno e inizio luglio. Per celebrare questa meraviglia della natura dalle mille sfumature di viola, viene organizzata anche l’amatissima Festa della Lavanda, un evento annuale che quest’anno si terrà il 5 e 6 luglio.

In questa occasione, le vie del centro storico si animano con bancarelle che offrono prodotti a base di questa pianta, come oli essenziali, saponi, sali e prodotti alimentari, ed è possibile partecipare anche a tour nei campi per scoprire la coltivazione e la distillazione dell’olio essenziale. L’evento include persino mostre, musica dal vivo e spettacoli. L’ingresso è gratuito, ma alcune attività, come le visite guidate ai campi di lavanda, potrebbero richiedere una prenotazione anticipata e un piccolo contributo economico.

Campotenese, Calabria

Immerso nel Parco Nazionale del Pollino, il Parco della Lavanda di Campotenese, in provincia di Cosenza, è nato nel 2007 grazie all’idea della famiglia Rocco che ha riscoperto la lavanda autoctona chiamata “Loricanda”, una varietà selvatica che rischiava di scomparire. In zona la fioritura va da circa il 20 giugno al 20 agosto, con picchi tra fine giugno e luglio. Visitarlo è molto facile: basta un contributo di 2 euro a persona (gratis sotto i 14 anni), per poter approfittare di visite guidate di circa 40 minuti.

Un angolo autentico, ruvido e profumato nel cuore del Sud Italia, fuori dai soliti circuiti turistici ma che senza ombra di dubbio è in grado di emozionare: si trova a oltre 1000 metri di altitudine, nel silenzio rarefatto del Parco Nazionale. Durante i weekend, tra le altre cose, sono presenti laboratori per famiglie ed è possibile prendere parte a escursioni con guida naturalistica (il “LavandaTrekking”) e piccoli eventi serali tra musica, teatro e tramonti che incendiano le montagne.

Parco della Lavanda di Campotenese, Calabria
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Tutta la bellezza del Parco della Lavanda di Campotenese

Godiasco Salice Terme, Lombardia

Un tuffo nella lavanda si può fare anche a due passi da Milano, più precisamente presso il campo di Godiasco Salice Terme (Oltrepò Pavese), dove dal 20 al 22 giugno 2025 torna “Lavandissima”, la festa in mezzo ai filari di lavanda. L’ingresso è libero, senza prenotazione, dalle 17 a mezzanotte, con musica live, DJ set, punti ristoro e vini locali.

Il 28 giugno, tra le altre cose, si svolge “Mani nella lavanda”. Un appuntamento che inizia alle 9 con raccolta manuale e a cui segue una dimostrazione di distillazione, per poi finire con un pranzo curato per i partecipanti (antipasto, risotto, crostata, vino e caffè), tutto incluso nel prezzo. Ovviamente, il campo è visitabile anche durante la settimana.

È luogo piccolo, autentico, con circa 5.000 piante coltivate dalla proprietaria ed è gestito con cura: è un angolo di Lombardia che profuma di Sud francese.

Assisi, Umbria

È possibile immergersi nel profumo della lavanda anche con alle spalle il suggestivo sfondo della città che ha dato i natali a San Francesco: Assisi. In questo incantevole angolo di Umbria, infatti, prende vita il Lavandeto di Assisi, dove si tiene persino una festa nei fine settimana che vanno dal 14 giugno al 6 luglio, con ingresso gratuito.

Nei giorni infrasettimanali, invece, è possibile visitare i campi pagando un biglietto di 5 euro, con orari dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 16:00 alle 19:00. Non si tratta solo di una passeggiata tra filari colorati, ma di un’esperienza completa: ci sono visite guidate per scoprire i segreti botanici della pianta, laboratori per imparare a creare unguenti o intrecciare cesti, e la possibilità di assistere alla distillazione tradizionale della lavanda.

Nei weekend serali, poi, l’atmosfera si anima con musica dal vivo e cene a picnic che regalano un modo speciale di vivere il luogo. È il posto perfetto per chi desidera rallentare, immergersi nei profumi intensi della natura e godersi una giornata di tranquillità.

Santa Luce, Toscana

Nel cuore dei Colli Pisani, in Toscana, c’è Santa Luce che si trasforma ogni anno in un piccolo angolo di Provenza, grazie ai suoi campi di lavanda che fioriscono dal 7 giugno al 13 luglio 2025. L’evento, chiamato “I Giorni della Lavanda”, non è solo una festa visiva, ma un’immersione completa nella natura e nelle tradizioni regionali più autentiche.

Le aziende agricole e gli agriturismi della zona aprono i loro cancelli per far passeggiare i numerosi visitatori tra i filari profumati, partecipare a degustazioni di prodotti biologici e godere di picnic incantati tra il viola intenso dei fiori. Le visite ai campi sono per lo più gratuite e disponibili tutti i giorni, ma l’esperienza si arricchisce con escursioni guidate a piedi, tour in e-bike e trekking a cavallo, ideali per chi vuole vivere la campagna in modo attivo.

Durante il weekend, la festa si anima con appuntamenti culturali, concorsi di pittura e conferenze sull’aromaterapia, che rendono il tutto più coinvolgente e stimolante. I Colli Pisano sono il posto più indicato per respirare un’atmosfera rilassata, fatta di sapori genuini, ospitalità rurale e paesaggi che sembrano dipinti.

Nel cuore del Cilento

My Fair Italy propone una giornata esperienziale nel Cilento interno, pensata per chi vuole scoprire il territorio in modo autentico, lontano dai circuiti turistici di massa. La Lavanda Experience con AperiBorgo combina passeggiate guidate, scoperta dei borghi storici, degustazioni di prodotti locali e attività all’aperto tra i campi di lavanda.

Il percorso inizia in uno dei paesi dell’entroterra cilentano. Accompagnati da guide locali (i “Local Buddies”), si visitano vicoli, piazze e scorci poco noti, con racconti legati alla storia e alla vita quotidiana del posto. Si fai poi tappa in una struttura rurale selezionata, dove viene servito un pranzo a base di prodotti del territorio.

Nel tardo pomeriggio ci si sposta in un campo di lavanda in fiore, dove si svolge una breve camminata meditativa, con esercizi di respirazione consapevole e degustazione di infusi alle erbe locali. L’iniziativa si svolge nei mesi di fioritura della lavanda (fine giugno – luglio ed è necessaria la prenotazione.

Cilento, Lavanda
My Fair Italy@Paola Inglese
Tra i filari di lavanda del Cilento

Barolo, il borgo candidato al Best Tourism Villages by UN Tourism

Barolo, piccolo borgo medievale incastonato nel cuore delle Langhe piemontesi in provincia di Cuneo, è celebre in tutto il mondo per il suo vino iconico, prodotto dal vitigno nebbiolo, e il paesaggio mozzafiato. Recentemente candidato al prestigioso riconoscimento Best Tourism Villages promosso dall’UN Tourism, Barolo si conferma una meta imperdibile per chi in un viaggio va alla ricerca di cultura, storia e autenticità.

Questo borgo, Bandiera Arancione del Touring Club Italiano e inserito tra i Borghi più belli d’Italia, offre un mix unico di tradizione rurale e innovazione enologica, dove ogni angolo narra una storia legata al territorio. Visitare Barolo significa immergersi in un ambiente che ha saputo conservare la propria identità, valorizzando la bellezza del paesaggio e la qualità dei suoi prodotti.

Cosa vedere a Barolo

Il borgo di Barolo è una piccola gemma ricca di storia e cultura, dove architetture antiche e musei raccontano le radici profonde di questa terra. Passeggiando per le sue vie si possono scoprire testimonianze di un passato legato alla tradizione vinicola e al contesto rurale delle Langhe. Ma Barolo non è solo vino e prodotti tipici ma è anche arte, cultura e paesaggio che si fondono dolcemente. I turisti che arrivano in questo borgo potranno fare un’esperienza di viaggio completa e indimenticabile.

Le attrazioni principali del borgo rappresentano un viaggio nel tempo e nei sapori, in grado di soddisfare curiosi e appassionati di ogni età. Ecco cosa vedere durante un viaggio nel borgo di Barolo.

Il castello comunale Falletti è la sede dell’Enoteca Regionale del Barolo e del Museo del Vino – Wi.Mu. Questo luogo racconta la storia e la tradizione enologica del territorio attraverso esposizioni interattive e degustazioni.

Al suo interno si possono scoprire antichi strumenti di vinificazione e approfondire la storia della famiglia Falletti, protagonista indiscussa del borgo. Da ammirare poi il Museo delle Etichette (Wi.La.) che rappresenta una delle più grandi raccolte di etichette da vino d’uva (282.000 esemplari).

Piazza Falletti è il cuore vibrante di questo borgo, con caffè e negozi tipici. Una tappa perfetta per immergersi nell’atmosfera locale e luogo ideale per una pausa rilassante, osservando la vita quotidiana degli abitanti e i colori delle stagioni. Davanti al borgo, sul bricco delle Viole, si intravedono anche le rovine del castello della Volta, edificio medievale appartenuto ai Falletti.

La Chiesa di San Donato è una chiesa storica di assetto romanico che domina il centro del paese con la sua elegante struttura. Al suo interno si trovano affreschi e opere d’arte che testimoniano la lunga tradizione religiosa e culturale della comunità. Sotto il presbiterio è custodito il sepolcreto degli antichi feudatari.

I dolci pendii intorno al borgo sono ricoperti da sinuosi vigneti che fanno parte del patrimonio Unesco e offrono panorami suggestivi. Qui è possibile scattare fotografie indimenticabili o semplicemente godersi la pace di un territorio preservato e ricco di biodiversità. Per quelli che amano passeggiare nel verde respirando aria pura e staccando la spina dalla folla e dalla frenesia, è consigliato percorrere i Sentieri di Langa e del Barolo.

Cosa vedere a Barolo
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Bellissimo paesaggio nella regione delle Langhe del Piemonte

Cosa fare a Barolo

Barolo non è solo un luogo da ammirare. Un viaggio da queste parti, infatti, regalerà al viaggiatore anche tante esperienze da vivere e da portare a casa custodendole con cura. Grazie ad attività che coinvolgono i sensi e la scoperta del territorio, ogni visita può trasformarsi in un’avventura tra sapori, colori e tradizioni enogastronomiche uniche. Le possibilità di svago sono molteplici e si adattano a diversi tipi di viaggiatori, dagli amanti del buon vino ai camminatori appassionati di natura e cultura.

Partecipare agli eventi locali – come Collisioni: festival estivo di arte, musica e cultura – o cimentarsi in percorsi di degustazione permette di entrare in contatto con la vera anima di Barolo, fatta di passione, unicità e autenticità.

Sicuramente visitando Barolo, non si può fare a meno di partecipare a tour guidati nelle cantine assaggiando il celebre Barolo DOCG, simbolo dell’enologia italiana. Le cantine spesso offrono anche approfondimenti sul processo produttivo, consentendo di apprezzare ancora di più ogni sorso.

Degustazione di vino Barolo
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Calici di Barolo DOCG con il castello di Barolo

Ci sono poi tanti itinerari a piedi o in bici tra i vigneti per scoprire i paesaggi unici delle Langhe. Questi percorsi permettono di respirare aria pura e di ammirare la natura circostante in ogni stagione, dalla primavera all’autunno. Macchina fotografica sempre alla mano perché qui gli scatti vengono uno più bello dell’altro.

In base al periodo di viaggio potrà anche capitare di visitare Barolo durante gli eventi e le manifestazioni dedicate al vino – come la Festa del vino Barolo a settembre. Partecipare a questi eventi è anche un’occasione per assaporare i piatti tipici e scoprire le usanze tradizionali tramandate da generazioni in generazioni.

A Barolo si possono poi  esplorare musei – quello del vino e quello dei cavatappi – gallerie d’arte e partecipare a laboratori artigianali per conoscere meglio la tradizione locale. Queste attività offrono anche l’opportunità di acquistare prodotti fatti a mano direttamente dagli artigiani del territorio e di riportare così a casa un souvenir unico e autentico.

Collegamenti ferroviari, tavolo tra Regioni del Nord-Ovest

Programmazione ferroviaria condivisa che miri a potenziare i collegamenti e unisca al meglio le tre regioni (Lombardia, Piemonte e Liguria), cuore del Nord-Ovest del Paese, e i propri capoluoghi. Questo l’obiettivo del tavolo di lavoro a Tortona (AL) tra l’assessore regionale ai Trasporti e Mobilità sostenibile, Franco Lucente (in videocollegamento), insieme ai colleghi di Piemonte, Marco Gabusi, e di Liguria, Marco Scajola, l’Agenzia della Mobilità Piemontese e i rappresentanti di Trenitalia, Rfi e Trenord.

Lucente: lavoro congiunto per offrire un servizio sempre più efficiente

Riunione degli assessori ai Trasporti delle Regioni del Nord-Ovest (Lombardia, Piemonte, Liguria) per potenziare i collegamenti ferroviari“Un risultato importante, raggiunto grazie alla sinergia tra Lombardia, Liguria e Piemonte e l’impegno degli operatori coinvolti, Rfi, Trenitalia e Trenord – dice Franco Lucente, assessore ai Trasporti e Mobilità sostenibile di Regione Lombardia –. L’obiettivo di Regione Lombardia è rafforzare i collegamenti di Milano con Genova ed il basso Piemonte. Un lavoro congiunto per offrire un servizio sempre più efficiente e moderno in linea con le esigenze e le necessità degli utenti, nell’ottica di un potenziamento ulteriore del trasporto ferroviario, sempre più centrale e strategico non solo per il Nord Italia ma per tutto il Paese”.

Gabusi (Piemonte): rafforzare l’identità regionale attraverso i collegamenti

“Per la Regione Piemonte si tratta di un passaggio fondamentale, anche perché collegare in modo più semplice e diretto i nostri territori – dal cuore del Monferrato fino a Torino – al capoluogo Lombardo, significa rafforzare l’identità regionale e garantire pari opportunità di accesso ai servizi”. Lo sottolinea l’assessore ai Trasporti Marco Gabusi, che aggiunge: “Abbiamo lavorato con tutte le Regioni coinvolte per trovare una soluzione immediatamente attuabile. L’obiettivo è mettere i cittadini al centro, offrendo strumenti concreti per vivere meglio il proprio territorio e sentirsi parte di un sistema sempre più connesso ed efficiente”.

Scajola (Liguria): tavolo di confronto fortemente voluto

“Insieme ai colleghi di Piemonte e Lombardia abbiamo fortemente voluto questo tavolo di confronto, strategico per tutti i territori coinvolti – spiega l’assessore della Regione Liguria, Marco Scajola –. Come Liguria vogliamo sia implementare i nostri collegamenti ferroviari con Milano, sia permettere ai tanti lombardi e piemontesi che frequentano la nostra regione di arrivare con maggiore facilità e comodità. Lavoriamo dunque sulla possibilità concreta di avere maggiori servizi già a partire dall’inverno 2025-2026″.

La posizione strategica di Tortona per i collegamenti tra Regioni del Nord-Ovest

“È un piacere mettersi a disposizione delle tre Regioni per un patto così importante per la mobilità del Nord-Ovest. La posizione strategica di Tortona si conferma, ancora una volta, ideale per affrontare temi di questa rilevanza. La nostra città si dimostra sempre più un punto di interconnessione fondamentale tra le tre realtà regionali”, conclude il sindaco di Tortona, Federico Chiodi. Le tre Regioni, al termine dei lavori, hanno deciso di sottoscrivere entro il mese di luglio un protocollo d’intesa che sugelli quanto concordato e dia la possibilità alle strutture tecniche di pianificare il quadro orario ferroviario futuro.

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Ciclovia Bar to Bar, un percorso tra i borghi più belli delle Langhe

Premiata agli Oscar del Turismo 2025, la Ciclovia Bar to Bar propone un percorso ad anello nella zona delle Langhe collegando Barbaresco a Barolo in un paesaggio suggestivo ed estremamente caratteristico. Il percorso tra dolci colline, lungo 124 chilometri, abbraccia la cultura del turismo lento proponendo percorsi campestri e scorci vitivinicoli di tutto rispetto.

La ciclovia Bar to Bar in Piemonte

C’è un filo invisibile che vuole unire due perle preziose del Piemonte, il borgo di Barbaresco e quello di Barolo. Non è solo il vino ad accomunare queste meraviglie delle Langhe ma un intero percorso fatto di panorami e borghi carichi di storia che sono pronti a incantare gli amanti del cicloturismo e dei viaggi a ritmo lento. Si chiama Bar to Bar ed è un itinerario ad anello di 124 chilometri che dà modo di divertirsi tra sette tappe.

Il tracciato è completamente segnalato, pensato per essere percorso in entrambe le direzioni, con varianti che permettono di personalizzare ogni avventura. Ogni curva, ogni salita, ogni discesa racconta qualcosa. E il bello è che non c’è un modo giusto per affrontarla: c’è solo il proprio passo.

Le tappe della ciclovia Bar to Bar nelle Langhe

Il tracciato include 7 tappe disposte lungo un anello di 124 chilometri. Si parte da Barbaresco, raggiungendo Alba costeggiando il Tanaro per poi salire verso le colline del Barolo toccando i borghi di Roddi, Verduno e La Morra, conosciuta come il balcone delle Langhe. Ultima tappa? Barolo, apprezzato da viaggiatori da tutto il mondo per l’incantevole produzione vinicola.

C’è anche un percorso più lungo e impegnativo che parte, comunque, da Barbaresco ma tocca altri punti come Neive e Treiso, raggiungendo l’Alta Langa fino al Passo della Bossola per poi far scoprire borghi quali Bossolasco, Roddino, Serralunga e Monforte, con arrivo finale sempre a Barolo.

Ogni tappa è un piccolo viaggio: Alba con le sue torri e patria del tartufo, Neive con il suo fascino antico e il tutto guidato da una segnaletica chiara attraverso cartelli bianchi e rossi persino nei tratti più isolati.

Tappa 1: Alba-Treiso – Neive

Si parte da Alba, città del Tartufo Bianco e delle torri medioevali, per addentrarsi nella Langa del Barbaresco. La salita è dolce, ma la bellezza è dirompente: vigneti ordinati come merletti, boschi odorosi, rocche scavate dal Tanaro e antiche storie partigiane, come quella della “Repubblica di Alba” raccontata da Fenoglio.

Dopo aver scalato Altavilla e attraversato le terre del Barbaresco (Rombone, Roncaglie, Pajoré) si scende in un’oasi silenziosa tra fiume e boschi dove il tartufo cresce indisturbato. Si arriva infine a Neive, gioiello tra i “Borghi più belli d’Italia”, terra di nobili dimore e di un poeta della grappa, Romano Levi.

Tappa 2: Treiso – San Bovo

Dalla poesia del vino si scivola in quella della natura selvaggia. La seconda tappa è una transizione: si salutano i filari del Barbaresco per incontrare noccioleti, forre e rocce verticali. La Rocca dei Sette Fratelli incanta e inquieta con la sua leggenda e le sue stratificazioni che raccontano millenni.

Il paesaggio si fa più aspro, più autentico. Si passa tra alture isolate e sentieri in quota dove lo sguardo si perde e il cuore si riempie. Incontriamo cascine fortificate, antichi sacrari e un silenzio che parla forte.

Tappa 3: San Bovo – Niella Belbo

Si passa alla terza tappa esplorando l’Alta Langa dove regna la nocciola, signora silenziosa di queste terre. La tappa attraversa antichi sentieri di sale, monasteri dimenticati e paesaggi che sembrano usciti da un libro.

Castino sorprende con la sua parrocchiale capovolta e i resti di una gloria medievale. Si sale, si scende, si respira. Tra pietre che hanno visto passare eserciti e pellegrini, si arriva a Niella Belbo, balcone naturale sulle valli che parlano ancora la lingua dei contadini e dei partigiani.

Tappa 4: Niella Belbo – Roddino

Creste panoramiche, passaggi nella Riserva delle Sorgenti del Belbo, e l’anima di Fenoglio ovunque: nei muri, nelle vie, nei bivi con nomi evocativi come Mimberghe o Cadilù.

Dopo una discesa che toglie il fiato si risale a Roddino, dove l’Alta Langa sfuma lentamente nella Langa del Barolo. Siamo sul crinale: da una parte il bosco, dall’altra il vino. Una soglia perfetta tra natura e cultura.

Tappa 5: Roddino – Serralunga d’Alba – Monforte d’Alba

Si entra nella mitologia del vino. I nomi ora sono leggende: Serralunga, Castiglione Falletto, Monforte d’Alba. Si pedala tra vigneti che valgono oro, come Lazzarito, Meriame, Parafada, e si scopre che ogni cru ha un’anima.

Il castello di Serralunga domina il paesaggio come un guardiano medievale. A Monforte, si arriva salendo tra vigne e storia, fino alla Saracca e all’Auditorium Horzowsky, sede di uno dei festival jazz più belli d’Italia. Qui, persino l’eresia ha lasciato il segno, nei roghi dei catari e nei nomi delle vie.

Tappa 6: Monforte d’Alba – Verduno

Una vera cartolina delle Langhe: vigneti a perdita d’occhio, borghi sospesi nel tempo, storie di re e marchese. Barolo ci accoglie con il suo castello e il WiMu, il Museo del Vino, mentre La Morra ci regala un belvedere che toglie il fiato: un mare verde fatto di Nebbiolo.

Ogni borgo è un invito alla sosta: degustare, fotografare, respirare. A Verduno si entra nella storia reale del Barolo, dove re e generali vinificavano nei sotterranei e il futuro del vino italiano prendeva forma.

Tappa 7: Verduno – Alba

Per l’ultima tappa da Verduno si scende verso il Tanaro, con le torri del Roero che brillano all’orizzonte. Si passa per Roddi e si consiglia una deviazione a Pollenzo, dove l’Università di Scienze Gastronomiche tiene viva la memoria di Pollentia, città romana e crocevia di popoli.

Infine, si rientra ad Alba, nel cuore pulsante delle Langhe. Un ultimo giro in centro, un brindisi al viaggio, e la certezza che ogni tappa ha lasciato un segno.

Non possiamo definirla semplicemente un percorso ciclopedonale perché sarebbe riduttivo. La Bar to Bar è un inno alla lentezza, un invito ad esplorare un luogo con i propri ritmi, gustando ogni angolo e ogni scorcio perché la strada fatta è parte stessa dell’esperienza e non solo la meta finale. Un percorso ad anello che può essere spezzato in più giorni per andare incontro alle esigenze di ogni viaggiatore.

Il percorso ha ottenuto un riconoscimento importante agli Oscar del Cicloturismo ottenendo una menzione speciale della stampa per questo itinerario che racconta le colline Patrimonio dell’Umanità Unesco in un itinerario circolare dal carattere unico. La Bar to Bar con un percorso di 124 chilometri in sette tappe rappresenta a pieno titolo il simbolo di turismo lento.

Blocco Euro 5, Piemonte, Lombardia e Veneto appoggiano emendamento

“Oggi (11 giugno 2025, ndr), in una intervista al Corriere della Sera, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha ribadito l’intenzione di inserire nella legge di conversione del decreto infrastrutture un emendamento per evitare il blocco dei veicoli diesel Euro 5 attualmente previsto il 1 ottobre in Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto aprendo anche alla possibilità di individuare misure alternative che garantiscano analoghi effetti sulla qualità dell’aria senza bloccare le auto, penalizzando famiglie e imprese. È apprezzabile che dal Governo giunga una proposta che, procedendo nella direzione che come presidenti di Regione condividiamo e sosteniamo da tempo, intende farsi carico di una situazione che impatterebbe sulla vita di milioni di cittadini”. Così, i presidenti delle Regioni Piemonte, Alberto Cirio; Lombardia, Attilio Fontana; e Veneto, Luca Zaia; in una Nota congiunta, in merito alla necessità di prorogare il blocco alla circolazione delle auto che rientrano nelle categorie oggetto del provvedimento restrittivo imposto dalla Commissione europea.

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Interreg Italia-Svizzera, Sertori: in seconda finestra 74 proposte

Nella giornata di martedì 10 giugno 2025 si è chiusa la seconda finestra utile alla presentazione di nuove proposte progettuali a valere sul Programma di cooperazione transfrontaliera Interreg Italia-Svizzera e che interessano le province lungo il confine tra i due Paesi lungo quasi 750 chilometri. A darne notizia è l’assessore regionale a Enti locali, Montagna e Rapporti con la Confederazione Elvetica, Massimo Sertori.

I progetti

I progetti che concorrono al finanziamento a valere sulle risorse residue dell’Unione Europea, dello Stato italiano, della Confederazione e dei Cantoni svizzeri messe a disposizione del Programma sono stati presentati da enti e organizzazioni con sede legale o operativa nell’area di cooperazione o, con alcuni limiti, con sede esterna, in Italia o Svizzera.

Interreg Italia-Svizzera, in seconda finestra 74 proposte presentate

“Tra i 74 progetti presentati – spiega Massimo Sertori – ben 64 sono giunti dalle province del territorio lombardo. La provincia di Varese è interessata da 28 proposte, seguita da Como con 18, Lecco con 16 e Sondrio con 12”.

Sertori: attenzione a tutti gli ambiti del Programma

L'assessore Massimo Sertori commenta i risultati della seconda finestra del Programma Interreg Italia-Svizzera con 74 proposte pervenute“Allargando lo sguardo a tutte le proposte presentate, per i diversi territori del Programma, che per parte italiana comprende, oltre alla Lombardia, anche le Regioni Piemonte e Valle d’Aosta e la Provincia Autonoma di Bolzano e, per parte svizzera, comprende i Cantoni Ticino, Grigioni e Vallese, con grande piacere – sottolinea Sertori – si nota l’attenzione per tutti gli ambiti e obiettivi del Programma. Ciò a conferma che le linee di finanziamento scelte dalle amministrazioni del Programma possono offrire concrete risposte ai problemi del territorio nei diversi settori individuati. Vi è così l’ambiente, di cui sono giunte 12 proposte, relative ai temi della biodiversità (8) e del cambiamento climatico (4). Quindi la mobilità sostenibile (3), l’inclusione sociale (10), l’ambito culturale e turistico (21) e il rafforzamento della governance transfrontaliera (4). Notevole interesse si registra anche per la ricerca e innovazione delle imprese, per cui sono stati candidati 24 progetti”.

La leva della cooperazione transfrontaliera

“La cooperazione transfrontaliera – continua – è uno strumento importante per lo sviluppo regionale, facilita la collaborazione tra regioni limitrofe, rimuove gli ostacoli e promuove lo sviluppo economico, sociale e territoriale. Nella prima finestra erano pervenute 99 proposte, delle quali 60 finanziate. Le 74 proposte pervenute sulla seconda finestra, aperta a un solo anno di distanza, confermano l’interesse dei territori italiani e svizzeri a dialogare, superando le difficoltà legate al confine e lavorando insieme sulle opportunità comuni”.

“Percepire un così vivo interesse a collaborare e cooperare proficuamente – conclude l’assessore Sertori – è senza dubbio un motivo di grande soddisfazione”.

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Dieci luoghi dove ammirare i campi di lavanda in fiore in Piemonte

C’è una zona del Piemonte che, quando arriva l’estate, si tinge di viola. Ed è proprio questo il momento più magico per visitarla. Siamo nella zona a cavallo tra Monferrato e Alessandrino, dove le colline e le vaste distese aperte, coltivate a lavanda, fioriscono. I campi di questo ampio territorio si colorano delle mille tonalità del viola della lavanda e inondano l’aria di quell’inconfondibile profumo che ricorda la Provenza.

Fino alla fine di luglio, quando la lavanda viene tagliata, queste distese fiorite diventano meta di pellegrinaggio di visitatori ogni anno sempre più numerosi, attirati da uno spettacolo che regala un colpo d’occhio unico e molto scenografico. Da qualche anno, da queste part la lavanda ha assunto un ruolo sempre più importante nell’economia agricola, con aziende che ne lavorano i fiori per creare oli, profumi e prodotti di bellezza.

I campi di lavanda possono essere l’occasione per una gita all’aria aperta, alla scoperta dei paesi di questa zona, custodi di piccole bellezze architettoniche e capaci di riportare indietro nel tempo chi li visita
Ecco i dieci luoghi più belli da visitare per un’immersione nei campi di lavanda dell’Alessandrino e del Monferrato.

Alessandria e la lavanda

Alessandria, cuore pulsante di questa zona del Piemonte, è il luogo ideale per fare un’esperienza didattica con la lavanda. Città meravigliosa da girare in bicicletta (alle bici la città ha dedicato anche un museo, l’AcdB, Alessandria città della bicicletta) propone un mix di architetture antiche – una su tutte la Cittadella, uno dei più grandiosi monumenti europei nell’ambito della fortificazione permanente, nonché uno dei meglio conservati in Europa – e moderne  – lo spettacolare Ponte Meier, per esempio, opera dell’archistar Richard Meier, dalla cui corsia ciclopedonale si può godere di un bellissimo tramonto sul fiume – e può facilmente essere il luogo nevralgico da cui partire per andare alla scoperta della lavanda.
Anche negli immediati dintorni della città si trovano splendidi campi di lavanda le cui aziende offrono spunti ed esperienze da fare anche in giornata.

Alessandria
Fonte: iStock
Alessandria e il suo suggestivo patrimonio architettonico

Il borgo di Castelletto d’Erro

Siamo nella parte Sud Occidentale della provincia, nell’Alto Monferrato acquese, sulla dorsale che divide la Val Bormida dalla Valle dell’Erro, già vicinissimi al confine con la Liguria, di cui si avvertono le contaminazioni, nell’architettura dei borghi, nei sapori e anche nell’accento parlato. Il piccolo borgo di Castelletto d’Erro (AL), poco più di 150 abitanti arroccato su una collina, è un punto di partenza ideale per ammirare le fioriture estive della lavanda. Qui si trovano alcuni punti panoramici perfetti per una foto spettacolare. Per esempio, la chiesetta di Sant’Anna, amatissima dai fedeli locali perché qui, nel giorno della festa patronale (la terza domenica di luglio) la statua di Sant’Anna viene trasportata in processione. Oppure, la torre quadrata del XIII secolo che domina il paese, circondata da alcune rovine delle mura dell’antico castello e da torrette circolari in pietra create per scopi militari. Questa torre costituisce ancora oggi un ottimo punto di osservazione non solo per i campi di lavanda, ma anche per ammirare l’Appennino Ligure e le Langhe, con il vicino Comune astigiano di Roccaverano, la pianura alessandrina e, in lontananza, il Monviso e alcune vette lombarde.

Il paese di Spigno Monferrato

Un altro punto perfetto per ammirare le fioriture di lavanda è Spigno Monferrato, nella zona più a Sud della provincia di Alessandria, al confine con la Liguria. Il suo centro storico è ricco di palazzi nobiliari, portali in arenaria scolpita, vie e stradine che mostrano la ricchezza di questo piccolo borgo. Tutto il territorio è cosparso di antiche chiesette e piccole pievi campestri, come la cappella medievale della Madonna della Neve a Turpino o la chiesina Madonna del Casato, posta lungo la strada verso Merana, al cui interno sono custoditi importanti affreschi tardogotici del Maestro di Roccaverano (1480 circa), uno dei più completi esempi di pittura gotico-provenzale dell’alessandrino. Spigno è il luogo perfetto per approfondire la conoscenza della lavanda: qui si trova la cooperativa Agronatura, dove si trasformano erbe officinali e si coordina la trasformazione di tutta la lavanda della provincia conferita dai soci produttori.

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Fonte: @Gianluca Grassano
Un campo di lavanda del Monferrato, come in Provenza

Questa azienda, infatti, nasce nel 1986 per mettere a sistema la produzione di colture alternative per gli abitanti creando reddito in modo sostenibile e rispettoso dell’ambiente e coltiva piante officinali seguendo i metodi dell’agricoltura biologica e biodinamica. Grazie ai macchinari della cooperativa si può provvedere alla raccolta della lavanda, ai vari servizi e alla sua distillazione per creare olii essenziali (in gran parte esportati persino in Francia) e acque profumate per cosmesi e aromaterapia. La cooperativa organizza visite su prenotazione e ha uno spaccio per l’acquisto degli olii essenziali e delle acque profumate.

Il borgo di Cuccaro Monferrato

Poco più di 300 abitanti, Cuccaro Monferrato, sempre in provincia di Alessandria, è legato a doppia mandata al vicino Lu: a collegarli, una bellissima strada panoramica dalla quale ammirare tutta la bellezza del paesaggio collinare e dei borghi vicini. E, naturalmente, dei campi di lavanda. Il punto più bello per una foto a tema è la Big Bench (o Panchina Gigante) n. 99, da dove ammirare i dintorni da una posizione soprelevata (magari all’ora del tramonto), che non a caso è proprio color lavanda.

Il borgo di Lu

Anche Lu ospita una Panchina Gigante panoramica, dagli sgargianti colori, dove al lilla si unisce il giallo. Questo piccolo borgo, con i suoi vicoletti, le antiche chiese e gli edifici storici che portano fino alla parte alta del paese (dove si trova il Gerbido della Torre Civica, circondato da un bel parco), è una vera bellezza da visitare.

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Fonte: Getty Images
Una Panchina Gigante nel Monferrato

Il Comune di Quargnento

Quargnento è una tappa assolutamente imperdibile per chi vuole immergersi nel mondo della lavanda: qui si trova il campo a perdita d’occhio dell’azienda “La lavanda di Lu” di Sergio Amadori. Lo si raggiunge imboccando la strada che parte a sinistra rispetto all’imbocco della strada interna Lu-Cuccaro, verso Quargnento, tenendo sempre la sinistra e attraversando campi di grano e noccioleti, fino all’inconfondibile distesa di viola presidiata anche da un gazebo di vendita di prodotti derivati dalla lavanda, come oli essenziali e sacchetti aromatici per biancheria. La lavanda qui viene trasformata in olio essenziale (per ottenere una boccetta da dieci millilitri di olio essenziale occorrono circa due chili di lavanda, pari a cinque metri quadrati di coltura) con estrazione in corrente di vapore e in parte fatta essiccare, raccolta in mazzetti per poi essere sgranata manualmente e racchiusa in sacchetti confezionati artigianalmente con tessuti per meglio esaltarne la profumazione. Da vedere, in città, la Basilica minore di San Dalmazio, unica basilica della diocesi di Alessandria che custodisce bellissimi affreschi opera del pittore Vincenzo Boniforti.

Il borgo di Giarole

A metà strada tra Valenza e Casale Monferrato c’è il borgo di Giarole, che ospita uno dei più bei castelli della provincia, il Castello Sannazzaro costruito nel 1200 dai conti Sannazzaro Natta e oggi bed and breakfast e dimora storica visitabile, grazie all’accoglienza di Giose e Letizia Sannazzaro. A poche centinaia di metri, l’azienda agricola Pavese Andrea ha inserito tra le sue coltivazioni, proprio in zona confinante con il comune di Pomaro, alcuni campi di lavanda biologica, che si snodano tra il torrente Grana, le colline e la valle. Una passeggiata piacevolissima nel blu profumato, partendo dalla strada che costeggia il vecchio camposanto del paese e che dà anche modo di incappare nella deliziosa pieve di San Pietro, proprio accanto al campo di due ettari circa.

Il borgo di Viguzzolo

Ci si sposta nella parte più orientale della provincia di Alessandria, sui dolci colli tortonesi, famosi per il vino Timorasso, la coltivazione della frutta, le strade dei campionissimi, e per i bellissimi borghi fuori dal tempo. Uno di questi è Viguzzolo, borgo che profuma di lavanda grazie ai campi della tenuta di Giancarlo Nossa, giardiniere appassionato, che qui, dal 2007, coltiva fragole e gli scenografici fiori viola. Una volta raccolta, la lavanda viene portata alla cooperativa Agronatura di Spigno per il processo di trasformazione. Da non perdere a Virguzzolo è certamente la pieve di Santa Maria, edificata intorno all’anno Mille sui resti di una antica chiesa e custode, al suo interno, di un commovente crocifisso ligneo realizzato in legno di fico, a grandezza umana e montato su di una croce alta tre metri.

La pieve di Santa Maria a Viguzzolo
Fonte: Getty Images
La pieve di Santa Maria a Viguzzolo

Il borgo di Merana

La piccolissima Merana, con la sua chiesa parrocchiale circondata dal verde dei prati, è uno di quei luoghi che permette di tornare indietro nel tempo, concedendosi qualche ora in modalità slow. Lo dimostra anche la filosofia dell’Agriturismo Verdita, che intorno alla lavanda ha costruito un’intera proposta turistica. Le finestre delle sue quattro camere che hanno i nomi di piante e fiori, tra cui ovviamente la lavanda, si aprono sulla splendida campagna circostante, fatta di prati fioriti, colline, boschi, vigneti e noccioleti. Ma soprattutto, l’agriturismo offre la meravigliosa esperienza di dormire o semplicemente di rilassarsi in una delle “starsbox”, romantiche capanne di legno in mezzo ai campi di lavanda, che permettono di godere a pieno dell’immersione nella natura, senza filtri o mediazioni.

In Val Borbera – Albera Ligure (Frazione Vendersi)

La Val Borbera, incastonata tra quattro regioni, è un luogo incantevole e incontaminato dalla straordinaria bellezza naturalistica. Partendo da Pertuso con le scenografiche strette, una gola fluviale di straordinario valore naturalistico del torrente Borbera, un canyon tra le pareti scoscese e le acque smeraldo con colazione nell’area attrezzata di Boscopiano. Si arriva verso Vendersi, una frazione di Albera Ligure, il paese degli spaventapasseri. In questo villaggio, grazie all’opera ingegnosa di alcune abitanti, sono comparsi questi manichini realizzati con materiali e accessori di riciclo che hanno reso l’atmosfera gioiosa e magica. Ci sono più di 70 spaventapasseri dislocati nel borgo e ognuno di loro ha un nome e una storia ispirata proprio dalle persone che una volta lo abitavano. In cima al paese un profumatissimo campo di lavanda reso ancora più affascinante dal contesto naturalistico in cui è inserito accoglie i visitatori.

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