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Parco del Ticino, Fontana: area protetta orgoglio della Lombardia

Il  presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha visitato a Ponte Vecchio di Magenta (Milano), il Parco del Ticino, area protetta di rilevanza strategica per l’equilibrio ambientale e territoriale della regione. La visita, a cui ha partecipato anche l’assessore regionale al Territorio e Sistemi verdi Gianluca Comazzi, è stata l’occasione per approfondire le principali sfide che il Parco si trova ad affrontare, con particolare riferimento alla sostenibilità, alla sicurezza ambientale e alla valorizzazione di un territorio che ospita circa mezzo milione di residenti. Presenti, tra gli altri, anche gli onorevoli Fabrizio Cecchetti e Umberto Novo Maerna e la consigliera regionale Silvia Scurati.

Fontana: affrontiamo insieme sfide per l’ambiente

Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana in un momento del suo intervento al Parco del Ticino“Il Parco del Ticino – ha sottolineato il presidente Attilio Fontana – è una delle eccellenze del nostro territorio, un patrimonio ambientale, culturale e identitario che Regione Lombardia intende continuare a valorizzare con impegno e attenzione. La collaborazione tra istituzioni è la strada per affrontare insieme le nuove sfide legate all’ambiente”.

“Questa area protetta  – ha aggiunto – è un orgoglio per ogni cittadino lombardo: qui ogni giorno si coniugano il rispetto per l’ambiente con le esigenze di vita e di lavoro di tanti residenti, offrendo opportunità di svago e sviluppo turistico”.

Incubatoio ittico, simbolo del primo parco regionale

La visita istituzionale di Regione Lombardia è stata accolta, nella sede di Villa Castiglioni, dal presidente del Parco Ismaele Rognoni, dal direttore del Parco Claudio De Paola, dal personale dell’ente e dal corpo volontari della sede del Parco a Ponte Vecchio di Magenta. Durante la visita è stato possibile ammirare l’incubatoio ittico al Centro Parco ‘La Fagiana’, uno dei luoghi simbolo del primo parco regionale istituito in Italia, la mostra ‘Chiare Tracce’ sul cinquantesimo anniversario del Parco, e i prodotti a marchio Parco Ticino a produzione controllata, eccellenza del territorio agricolo.

Comazzi: polmone verde prezioso

L'assessore della Regione Lombardia Gianluca Comazzi in un momento del suo intervento al Parco del Ticino“Una realtà importante che è sempre più punto di riferimento non solo per il territorio che lo circonda – ha commentato l’assessore Gianluca Comazzi – ma anche per i moltissimi visitatori della Lombardia che trovano qui proposte in grado di soddisfare numerosi tipi di richiesta. Un polmone verde che conferma quanto ampia e articolata sia l’attenzione di Regione Lombardia verso il ‘mondo green’ e più in generale nei confronti dello sviluppo sostenibile”.

Rognoni: Parco del Ticino scrigno lombardo

“Questa visita – ha dichiarato il presidente del Parco del Ticino, Ismaele Rognoni – rappresenta per noi un momento importante, carico di significato. Un rinnovato dialogo istituzionale con Regione Lombardia è una condizione imprescindibile per affrontare con efficacia le sfide future del Parco del Ticino, scrigno lombardo. Ringrazio sinceramente il presidente Fontana per l’attenzione dimostrata, per la disponibilità all’ascolto, al confronto e per averci fatto visita assieme all’assessore Comazzi, con cui c’è un costante dialogo. Solo attraverso una collaborazione continua potremo garantire una tutela attiva e lungimirante di questo straordinario territorio”.

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PSA, Beduschi: migliaia di controlli e massima attenzione

L’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, ha fatto il punto sulla situazione relativa alla Peste Suina Africana (PSA) in Lombardia nel corso di un’audizione che si è tenuta mercoledì 9 luglio 2025 in Consiglio regionale in Commissione Agricoltura ribadendo la massima attenzione al tema.

PSA in Lombardia assente da ottobre 2024, ma attenzione resta massima

Alessandro BeduschiL’assessore ha ricordato come la PSA sia assente dagli allevamenti suinicoli lombardi dall’ottobre del 2024. “Nel 2024 – ha spiegato Beduschi – la Regione ha affrontato l’emergenza con tempestività e in linea con le normative nazionali ed europee. Un risultato importante, frutto della responsabilità degli allevatori, dell’applicazione rigorosa delle misure di biosicurezza e della campagna di contenimento del cinghiale selvatico”.

Un successo che non consente però alcun rilassamento. “Siamo nel pieno della stagione agricola – ha aggiunto – e il rischio di diffusione resta elevato per via dell’intensificarsi dei movimenti nei campi, dove il virus può essere veicolato dalle carcasse infette di cinghiale”.

Nel 2025 effettuati dalla Regione oltre 430 controlli e 8.000 analisi

Nel 2025 la Regione ha già effettuato oltre 430 controlli in allevamento e circa 8.000 analisi di laboratorio. Sul fronte del contenimento del cinghiale, vettore del virus, sono stati eseguiti oltre 6.300 abbattimenti, è stata rafforzata l’attività di ricerca tempestiva delle carcasse con cani molecolari, e sono stati chiusi più di 160 varchi autostradali per limitare la mobilità. Secondo uno studio aggiornato sulla densità, queste azioni hanno prodotto una riduzione significativa della popolazione di cinghiali, in particolare nelle aree più sensibili come l’Oltrepò Pavese, la provincia di Lodi e il Parco del Ticino.

Verso nuova ordinanza applicativa

Beduschi ha quindi evidenziato i risultati del nuovo Piano strategico nazionale di eradicazione e controllo della PSA nel cluster del Nord-Ovest voluto dal Commissario Giovanni Filippini, che ha segnato il passaggio da una gestione emergenziale a una strategia strutturata, multilivello e continuativa. “A breve – ha annunciato – sarà pubblicata una nuova ordinanza applicativa che renderà obbligatorie per tutte le Regioni le misure del Piano”.

Il capitolo indennizzi

Un passaggio specifico è stato dedicato anche al capitolo indennizzi: 25,3 milioni di euro sono stati erogati da Regione Lombardia nel 2024 per compensare i danni diretti agli allevamenti colpiti (di cui 18,4 milioni nella provincia di Pavia e 6,9 nelle province di Milano e Lodi). “Parliamo di procedure ora chiuse – ha spiegato Beduschi – in quanto non si sono più verificati focolai negli allevamenti domestici”.

Le restrizioni sanitarie europee

Ben più rilevante è l’impatto economico delle restrizioni sanitarie imposte dall’Europa nelle zone soggette a vincoli. Per queste, con fondi statali, la Regione destinerà, in totale, 27,7 milioni di euro a ristoro dei cosiddetti danni indiretti, dei quali 8,5 già liquidati, con il restante che lo sarà progressivamente entro la fine dell’estate. A questo importo si aggiungeranno ora ulteriori 10 milioni di euro previsti da un nuovo decreto del MASAF, pubblicato martedì 8 luglio 2025.

Beduschi: PSA minaccia concreta

“La PSA – ha concluso Beduschi – è una minaccia concreta per un comparto strategico come quello suinicolo. Abbiamo saputo rispondere con fermezza e concretezza, ma il virus è ancora in circolazione. Serve che tutti continuino a fare la propria parte, istituzioni e operatori, per tutelare un patrimonio economico, sociale e produttivo fondamentale per la Lombardia”.

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Popillia Japonica. Contro insetto serve collaborazione di tutti

Da fine maggio sono comparse le prime segnalazioni di Popillia japonica, il cosiddetto scarabeo giapponese, un insetto infestante che ogni estate torna a farsi vedere nei giardini, nei prati e nei parchi della Lombardia. In questi giorni, il numero di esemplari adulti ha raggiunto il picco massimo stagionale: la popolazione inizierà a calare solo da metà agosto, per poi scomparire fino alla primavera successiva.

“Si tratta di una specie aliena invasiva – spiega l’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi – segnalata per la prima volta in Europa nel 2014, proprio tra Piemonte e Lombardia, nel Parco del Ticino. Oggi è diffusa in quasi tutte le province lombarde, con l’eccezione di Mantova. Il nostro Servizio Fitosanitario monitora costantemente la situazione e introduce azioni mirate di contenimento”.

Popillia Japonica, contro l’insetto le misure in Lombardia

Attualmente la presenza del coleottero è segnalata con intensità diversa sul territorio regionale.  La maggiore abbondanza si registra, tuttavia, soprattutto nelle zone di recente insediamento e dove la vegetazione e l’umidità favoriscono la proliferazione. Per limitarne la diffusione, Regione Lombardia ha predisposto una rete di controllo con 20 siti di rilevamento e attuato un piano di contenimento che prevede l’uso di 1.200 dispositivi ‘attract and kill. Si trata di treppiedi con esche attrattive e rete trattata con insetticida, ognuno contrassegnato da un codice e accompagnato da cartelli informativi. Questi dispositivi non vanno manomessi o spostati.

Anche la collaborazione dei cittadini è fondamentale per evitare la diffusione accidentale del coleottero.  Per chi si trova a dover fronteggiare l’insetto in orti, giardini o terrazzi, è consigliata, in caso di limitata infestazione, la raccolta manuale dei coleotteri. Vanno poi eliminati immergendoli in acqua e sapone, oppure con l’uso di reti antinsetto da scuotere al mattino, quando gli adulti sono meno attivi e possono essere eliminati. È, invece, sconsigliato l’utilizzo di trappole commerciali nei giardini privati, che spesso attirano più insetti di quanti ne riescano a catturare, peggiorando la situazione. I trattamenti insetticidi sono giustificati solo in caso di forti infestazioni. Devono essere usati con cautela, seguendo le indicazioni fornite online.

“La Popillia – conclude Beduschi – rappresenta una potenziale minaccia per l’agricoltura, ma finora, grazie al monitoraggio capillare e agli interventi di contenimento, i danni, anche economici, sono rimasti limitati. L’evoluzione è seguita giornalmente, ma per limitarne la diffusione e quindi minimizzarne gli effetti negativi, è necessaria attenzione e collaborazione di tutti”. Tutte le informazioni aggiornate sono disponibili sul sito: www.fitosanitario.regione.lombardia.it

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Turismo. Parco del Ticino, gioiello verde vicino a Milano

È partito da Magenta il tour dell’assessore al Turismo, Marketing Territoriale e Moda di Regione Lombardia, Barbara Mazzali, alla scoperta del Parco lombardo della Valle del Ticino. Una delle aree fluviali protette più importanti d’Europa, oggi inserita nella Rete Mondiale delle Riserve della Biosfera Unesco.

Turismo Parco del TicinoLuogo dell’anima

“Il Parco del Ticino è un luogo dell’anima – ha dichiarato Mazzali – un nome familiare per ogni milanese. Un rifugio verde dove si respira bellezza, silenzio e lentezza. Ma oggi è anche un’eccellenza internazionale, con un potenziale enorme per il turismo sostenibile e per attrarre visitatori stranieri in cerca di esperienze autentiche e immersive.”

Il Parco si estende su 47 comuni nelle province di Milano, Pavia e Varese, offrendo oltre 700 km di percorsi ciclopedonali immersi nella natura, che attraversano boschi, corsi d’acqua, antichi borghi, ville storiche e siti culturali.

“A pochi chilometri da Milano esiste una Lombardia diversa – ha aggiunto l’assessore – fatta di ecosistemi intatti, di tradizioni vive, di paesaggi che sembrano dilatare il tempo e lo spazio. È questa la Lombardia che vogliamo raccontare al mondo: sorprendente, green, elegante”.

Durante la visita, Mazzali ha percorso il Sentiero della Lanca di Bernate fino alla frazione di Castelletto di Cuggiono. Uno degli angoli più suggestivi del Parco, tra il Naviglio Grande e il Ticino. Ha poi fatto tappa alla Riserva naturale della Fagiana, immersa in un bosco secolare, e alla cascina Guado, oggi centro di produzione artistica e culturale riconosciuto come bene di interesse regionale.

Turismo Parco del TicinoFascino unico

“Sono rimasta affascinata dalla cascina Guado – ha raccontato – dove la creatività contemporanea incontra la tradizione rurale. Ma anche dalle ville ottocentesche, dall’abbazia di Bernate e dai tanti percorsi che attraversano il Parco, punteggiati da eccellenze gastronomiche locali”.

Il Parco del Ticino è anche una vetrina del saper fare agricolo lombardo. Grazie al Marchio Parco Ticino, vengono valorizzati prodotti come riso, miele, carni e ortaggi di alta qualità. Provenienti da oltre mille aziende agricole che operano nel territorio.

Modello di equilibrio

“È un modello di equilibrio tra natura e sviluppo – ha proseguito Mazzali – che vogliamo valorizzare ancora di più. Il nostro obiettivo è offrire ai turisti internazionali in visita a Milano la possibilità di scoprire un ‘fuori Milano’ emozionante. Come la ciclabile del Naviglio Grande che arriva fino al Lago Maggiore. Il Parco del Ticino è pronto ad accogliere il mondo”.

Turismo Parco del Ticino“Desidero ringraziare di cuore – ha evidenziato Mazzali – il presidente del Parco del Ticino Ismaele Rognoni, il direttore Claudio De Paola e tutte le guardie del Parco. Per l’accoglienza, la competenza e l’impegno con cui ogni giorno lavorano per valorizzare questa meraviglia lombarda”.

“Grazie al loro lavoro  – ha continuato – oggi possiamo offrire al mondo un Parco vivo, accessibile e pienamente all’altezza delle sfide del turismo moderno e sostenibile”.

“La Lombardia – ha concluso l’assessore Barbara Mazzali – sa essere visionaria, concreta e profondamente grata a chi ne custodisce la bellezza”.

 

 

 

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Siti orfani, Lombardia investe 65 milioni, maxi piano di risanamento

Risulta conclusa la progettazione per la bonifica di tutti i 18 siti orfani della Lombardia interessati da un investimento complessivo di 65 milioni di euro (51 milioni previsti dal Pnrr e 14 milioni di fondi della Regione Lombardia). È quanto emerso dall’aggiornamento comunicato dall’assessore all’Ambiente e Clima della Regione Lombardia, Giorgio Maione.
Come ‘siti orfani’ della Lombardia  si intendono aree inquinate in cui non è individuabile un responsabile della contaminazione o lo stesso non agisce. Lo è anche  dove un percorso per la bonifica è stato avviato ma mai concluso, anche eventualmente da soggetti incolpevoli (ad esempio il proprietario).

Piano di bonifiche straordinario

“Il Pnrr – ha detto Maione – prevede la riqualificazione di almeno il 70% della superficie del suolo dei siti orfani entro il primo trimestre del 2026. I tempi sono stretti, ma l’intervento della Regione è stato puntuale e mirato a rispettare il crono programma. È un piano di bonifiche straordinario che sta dando risposte che i territori attendono da decenni”.

“Sono bonifiche molto complesse – ha aggiunto l’assessore regionale all’Ambiente – sia sotto il profilo tecnico che amministrativo. Ogni situazione presenta delle criticità, ma il lavoro con il Governo e con i Comuni è efficace e vogliamo arrivare a un obiettivo che è strategico per il futuro della Lombardia: risanare aree che in molti casi erano considerate perse”.

Per 14 siti Regione sta intervenendo direttamente, per tramite di Aria Spa, mentre per due interventi procedono direttamente i Comuni interessati, Milano e Cesano Maderno; nei due siti ulteriori è stata riattivata l’azione del privato.

Rispetto ai siti in capo alla Regione Lombardia, Aria Spa ha recentemente pubblicato una gara per 4 siti (scadenza offerte 10 marzo) e procederà a breve per ulteriori 6 siti. Gli altri interventi risultano conclusi o di prossimo completamento.

 I siti orfani della Lombardia suddivisi per provincia

Questi i 18 siti orfani della Lombardia suddivisi per provincia.

Milano

Milano – Milanfer, il soggetto attuatore esterno è il Comune di Milano e l’intervento dovrebbe concludersi entro il 2025.

Abbiategrasso –  Area ex Inceneritore. Area dismessa di proprietà comunale adibita ad impianto di incenerimento rifiuti urbani. L’inquinamento del sito riguarda il suolo, in particolare per la presenza di metalli. L’intervento di bonifica riguarda la rimozione dei rifiuti presenti e la messa la messa in sicurezza permanente dell’area, attraverso il capping di impermeabilizzazione delle superfici.

Boffalora Sopra Ticino –  Sversamento SS11 – sinistro del 23/11/2006. Battistrada della ex SS 11 contaminato da idrocarburi a seguito di uno sversamento accidentale. Il procedimento di bonifica era fermo al collaudo che aveva evidenziato ancora superamenti; pertanto, si è proceduto al rifacimento del collaudo in contradditorio con Arpa che ha evidenziato l’assenza dei superamenti rilevati in passato. L’intervento di bonifica risulta concluso e certificato. Affidato ad Aria Spa l’incarico per procedere con la rinaturazione dell’area come da prescrizione del Parco del Ticino.

Morimondo – Area ex Siecam. L’area industriale è attiva ed è composta da due corpi fabbrica principali uniti tra loro: capannone produttivo e edificio ad uso uffici. Attualmente sul sito opera la società Eurosat Srl (affittuario non responsabile) che si occupa della satinatura di tubi in acciaio inox. Il procedimento di bonifica era stato avviato nel 2003 a seguito di ordinanza sindacale che ordinava alla società Siecam la rimozione dei rifiuti abbancati e lo svolgimento delle indagini ambientali, a seguito delle quali sono risultati contaminati i suoli per il parametro idrocarburi pesanti.

Dalle indagini passate presenti agli atti e da quelle svolte nell’autunno 2023 sono stati individuati 4 hotspot di contaminazione per cui il progetto di bonifica prevede la rimozione tramite scavo e smaltimento di 3 hotspot ad eccezione di uno per cui è stata elaborata l’analisi di rischio che ha evidenziato l’assenza di rischio per la salute umana. È stato affidato l’incarico ad Aria al fine dell’esecuzione degli interventi sul sito. La gara è ipotizzata entro marzo.

Sesto San Giovanni

Sesto San Giovanni – Area Sacri. Zona industriale/artigianale dismessa. L’ultima attività svolta sull’area era quella di Falegnameria svolta a partire dagli anni ’50, in precedenza era un’area industriale che lavorava i metalli e prima ancora un’azienda che produceva bacchette per ombrelli. L’area è interessata da contaminazione dei suoli per i parametri idrocarburi nella zona ove erano ubicati i serbatoi per il riscaldamento e per la presenza di scorie. È stato affidato l’incarico ad Aria  al fine dell’esecuzione degli interventi sul sito. Si ipotizza la gara entro marzo.

Sesto San Giovanni  – Viale Italia 936. Area industriale dismessa dove veniva svolta lavorazione di carpenteria metallica. L’area dall’avvio del procedimento di bonifica, avvenuto nel 2010 a seguito di indagini ambientali funzionali al cambio di destinazione d’uso, è stata oggetto di conferimento di rifiuti derivanti da lavori di edilizia. La contaminazione riguarda i suoli per i parametri metalli ed idrocarburi. Nel 2023 sono state svolte delle indagini integrative al fine dell’aggiornamento del progetto di bonifica e la caratterizzazione dei rifiuti presenti sull’area. È stato affidato l’incarico ad Aria al fine dell’esecuzione degli interventi sul sito.  La gara è prevista entro marzo.

Turbigo e Vimodrone

Turbigo –  Area Agricola Molinara. Intervento in capo ai privati.

Vimodrone, – Area Nova–Elfe, ex discarica Eca.  È una discarica ante-norma con presenza di rifiuti solidi di viario genere e attualmente con insediamenti abusivi. Risultano contaminati i terreni da metalli pesanti e composti organici e risultano superamenti in falda per i solventi clorurati non sono imputabili alla discarica in quanto rilevati anche nei piezometri di monte idrogeologico e imputabili ad inquinamento diffuso. La progettazione prevede la messa in sicurezza permanente tramite chiusura superficiale e ripristino ambientale del sito e il monitoraggio post operam dei biogas. Aria ha pubblicato il bando di gara il 5 febbraio 2025. Nel frattempo vi è statolo  sgombero degli abusivi.

Como

Como –  Area ‘Condominio Annunciata’. Palazzina ad uso residenziale per cui sono risultati contaminati i suoli e la falda da idrocarburi a seguito della fuoriuscita da serbatoi interrati per uso domestico nell’area delle cantine. L’intervento di bonifica prevede la messa in sicurezza tramite resine epossidiche dell’area cantine e il monitoraggio della falda post-intervento per verificare l’attenuazione naturale. È in fase finale la realizzazione della messa in sicurezza permanente, che si concluderà a breve.

Lecco

Vercurago – Area ex Safilo. L’attività industriale riguardava la produzione di acceleranti per la vulcanizzazione della gomma e di manufatti in cemento amianto. L’inquinamento del sito riguarda i suoli, in particolare per la presenza di idrocarburi, metalli, PCB e amianto.  L’intervento di bonifica, previa analisi di rischio, prevede la rimozione di hot-spot e la messa in sicurezza permanente dell’area attraverso la messa in opera di un capping di segregazione per l’area con presenza di rifiuti e la messa in sicurezza permanente della restante area attraverso l’impermeabilizzazione delle superfici. È inoltre previsto il monitoraggio delle acque di falda al fine di valutare lo stato qualitativo della stessa. Aria ha pubblicato il bando di gara il 5 febbraio 2025.

Monza Brianza

Bovisio Masciago – Area ex Relub. Area industriale dismessa dove a partire dagli anni ’50 fino al 1993 è svolta attività meccanica e di trattamento termico di carpenteria. Dalle indagini condotte in passato risultavano contaminati i suoli da idrocarburi, ammine aromatiche e rame.  Le indagini aggiornate al 2023 hanno mostrato superamenti solo a carico dei metalli. Il procedimento di bonifica si è concluso con l’analisi di rischio che ha escluso il rischio per la salute umana. Il sito, pertanto, risulta non contaminato.

Cesano Maderno, aree ex Snia. Discarica abusiva cessata prima del 1980. Sono presenti rifiuti solidi di vario genere classificabili come pericolosi e non pericolosi e fusti di stoccaggio e deposito combustibili. Il suolo è contaminato da composti aromatici policiclici, idrocarburi, metalli, composti organici aromatici e Pcb. La progettazione prevede la messa in sicurezza permanente dell’area. E’ attualmente in corso la redazione del progetto esecutivo da mandare in gara.

Villasanta – Ex Lombarda Petroli. Area industriale dismessa dov’era svolta attività di deposito e stoccaggio di prodotti petroliferi. La contaminazione riguarda i suoli e la falda per la presenza di idrocarburi e metalli.  È stato affidato l’incarico ad Aria Spa per l’esecuzione degli interventi sul sito. La stessa società sta procedendo anche alla riattivazione della barriera idraulica.

Monza

Monza – Area Fratelli Re di Schiantarelli. Ex area industriale ora dismessa. Lo stabilimento era adibito alle lavorazioni di cromatura, ramatura, cadmiatura, argentatura e verniciatura di parti metalliche con un piano seminterrato occupato dagli impianti di depurazione. L’inquinamento del sito riguarda solo la matrice suolo, per la presenza di metalli, in particolare cromo VI, e idrocarburi.  L’intervento prevede la rimozione dei rifiuti presenti in loco, la demolizione delle strutture, l’asportazione del primo metro di terreno contaminato e la messa in sicurezza permanente per le restanti quote attraverso l’impermeabilizzazione delle superfici. Aria ha pubblicato il bando il 5 febbraio 2025.

Monza -Area Diefenbach. Intervento in capo ai privati.

Sondrio

Sondrio –  Area exCotonificio Fossati. Zona industriale dismessa. Dalla fine ‘800 fino al 2011  si è  svolta attività di filatura e lavorazione tessile. Risultano contaminati i suoli da metalli e idrocarburi e presenza di rifiuti. L’incarico affidato ad Aria per l’esecuzione degli interventi sul sito. La gara dovrebbe svolgersi entro marzo.

Varese

Malnate –  Ex Siome (2 lotti). Area industriale ora dismessa, adibita in passato alla fabbricazione, lavorazione e fusione di prodotti in metallo. Nel suolo sono presenti metalli, idrocarburi pesanti e ipa. L’intervento di bonifica riguarda la rimozione dei serbatoi interrati e lo scavo e smaltimento dei terreni contaminati. La bonifica del primo lotto risulta chiusa in seguito alla disamina del collaudo e della valutazione di Arpa. Per il lotto ex Siome – Folla di Malnate, Aria ha pubblicato il bando di gara il 5 febbraio 2025.

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Turismo, al via progetto ‘Tra Navigli e Ticino – Percorsi di Autenticità’

Una Lombardia inedita, lontana dal ritmo frenetico della metropoli, ma altrettanto capace di sorprendere e incantare: questo il cuore del progetto intercomunale di promozione turistica ‘Tra Navigli e Ticino – Percorsi di Autenticità’, presentato mercoledì 4 dicembre a Palazzo Lombardia, alla presenza dell’assessore regionale al Turismo, Marketing Territoriale e Moda, Barbara Mazzali, e dai rappresentanti istituzionali di Comuni dell’hinterland milanese.

Con l’occasione è stato anche lanciato il nuovo brand del progetto insieme alla programmazione di eventi ‘Percorsi d’Inverno’, un suggestivo calendario di appuntamenti sostenuto dal bando regionale ‘OgniGiornoInLombardia’.

Gli enti aderenti al progetto

Qui di seguito gli enti aderenti al progetto: Abbiategrasso, Albairate, Bareggio, Bernate Ticino, Besate, Binasco, Cassinetta di Lugagnano, Castano Primo, Cisliano, Corbetta, Cuggiono, Cusago, Gaggiano, Inveruno, Morimondo, Nosate, Ozzero, Robecchetto con Induno, Trezzano sul Naviglio, Vermezzo con Zelo, Zibido San Giacomo,  Parco Lombardo della Valle del Ticino, Consorzio dei Navigli.

Al tavolo, tra gli altri, Ismaele Rognoni, presidente del Parco Lombardo della Valle del Ticino, e Carlo Ferrè, presidente del Consorzio dei Navigli spa.

Un viaggio tra autenticità e bellezza

“Esiste un ‘Fuori Milano’ straordinario – ha dichiarato Barbara Mazzali – fatto di borghi incantevoli, scorci naturali unici e tradizioni che si intrecciano armoniosamente con la modernità. Questo progetto rappresenta un eccellente esempio di come unire le forze possa valorizzare al meglio il nostro territorio, offrendolo al turismo di qualità che oggi cerca esperienze autentiche e memorabili. Continuerò a sostenere iniziative come questa, perché ogni angolo della Lombardia merita di essere raccontato e vissuto”,

I numeri

I numeri confermano il fascino crescente di queste destinazioni. Secondo l’Osservatorio regionale per il Turismo, i 21 Comuni dell’Area Metropolitana di Milano che si affacciano sui Navigli e sul Ticino hanno registrato, tra gennaio e agosto 2024, una crescita del 2,17% nei pernottamenti rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un segnale chiaro del valore di questo territorio che, con il progetto ‘Percorsi d’Inverno’, si presenta come una meta irrinunciabile per chi cerca paesaggi da cartolina e un’accoglienza calorosa e autentica.

‘Tra Navigli e Ticino – Percorsi di Autenticità’: borghi e natura

Tra le tappe più suggestive spiccano Cassinetta di Lugagnano e Morimondo, inserite tra i ‘Borghi più belli d’Italia’. “Questi due gioielli della Città Metropolitana di Milano – ha sottolineato l’assessore – rappresentano l’anima più affascinante e genuina della Lombardia. Scoprire i loro scorci storici e le meraviglie naturalistiche è come entrare in una dimensione sospesa nel tempo”.

Fare rete

Ma la vera novità è la capacità di fare rete: i Comuni coinvolti hanno saputo creare un racconto unico e coinvolgente, dove ogni appuntamento si inserisce in un mosaico di esperienze che si completano a vicenda. Dall’arte alla natura, dall’enogastronomia alla storia, tutto contribuisce a un itinerario che parla di autenticità, tradizione e bellezza.

‘Percorsi d’Inverno’: l’essenza di un territorio

L’area tra Navigli e Ticino si distingue per la sua identità unica: piste ciclabili e sentieri immersi nel verde, dimore storiche, antiche abbazie e un ricco tessuto di eccellenze agricole e artigianali. I Comuni partecipanti, tra cui Abbiategrasso, Morimondo, Corbetta, Inveruno, Binasco e Albairate, hanno creato un calendario di eventi in grado di esaltare queste peculiarità, rendendo ogni visita un’esperienza unica e autentica.

Bellano ospiterà l’assemblea nazionale dei ‘Borghi più belli d’Italia’

Barbara Mazzali ha concluso ricordando l’importanza del prossimo appuntamento: nel 2025, Bellano ospiterà l’assemblea nazionale dei ‘Borghi più belli d’Italia’, un’occasione straordinaria per dare visibilità a quella Lombardia che sta imparando a raccontarsi al mondo con un’energia e una visione nuova.

Beatrice Poggi, vicesindaco di Abbiategrasso, capofila del progetto: uniti per valorizzare il nostro territorio

“Immaginate un territorio che sa raccontare la sua anima attraverso i suoi paesaggi – ha dichiarato l’assessore Beatrice Poggi, vicesindaco del Comune di Abbiategrasso – la sua storia e le sue vie d’acqua. Un luogo in cui ogni angolo svela un frammento di autenticità, da scoprire e vivere appieno. Questo è lo spirito con cui i 21 Comuni aderenti al Tavolo del Turismo hanno deciso di unire le forze, intraprendendo un percorso concreto per valorizzare l’area unica che si estende tra Navigli e Ticino. Nasce così il brand ‘Tra Navigli e Ticino – Percorsi di Autenticità’, simbolo di un’identità condivisa e di una visione comune per il futuro. Questo marchio non è solo un logo: è la testimonianza di un impegno collettivo, il primo passo verso una promozione turistica che si fonda sui valori della sostenibilità, della cultura e del rispetto per il nostro straordinario patrimonio”.

Ismaele Rognoni, presidente del Parco lombardo della Valle del Ticino

“Il progetto ‘Tra Navigli e Ticino – Percorsi di Autenticità’ – ha dichiarato Ismaele Rognoni, presidente del Parco Lombardo della Valle del Ticino – mira a valorizzare il patrimonio naturale, storico e culturale dei Comuni e dei soggetti aderenti, a promuovere il turismo sostenibile, incentivare la mobilità dolce e valorizzare l’ecosistema fluviale. E soprattutto, a rafforzare il legame tra le comunità locali e il loro territorio. Il Parco porta in dote due elementi essenziali: la sua grande bellezza e la capacità di essere realtà istituzionale proattiva e di raccordo”.

Carlo Ferrè, presidente Consorzio dei Navigli

“Oltre 15 anni fa abbiamo iniziato l’attività di valorizzazione del territorio dei comuni del consorzio, contestualmente all’avvio della navigazione del Naviglio Grande. Questo è stato un veicolo importantissimo per attrare i visitatori e per far conoscere il nostro territorio e le eccellenze esistenti. Immaginammo già allora che quello sforzo avrebbe dovuto continuare fino a quando tutto il territorio avesse attivato collettivamente ed in modo coeso e unitario la medesima iniziativa. Ciò sta accadendo e deve essere il primo tassello di un percorso ambizioso. Viviamo un territorio che ha tutte le potenzialità per divenire il primo Sistema Turistico della Città Metropolitana di Milano, abbiamo il dovere di cogliere in pieno tale opportunità”.

Domenico Finiguerra, sindaco di Cassinetta di Lugagnano, uno dei borghi più belli d’Italia

“I Borghi più Belli d’Italia – ha sottolineato Domenico Finiguerra, sindaco di Cassinetta di Lugagnano – sono piccoli gioielli che rendono preziosa la trama fitta di bellezza e paesaggio che attraversa tutto il nostro Paese ed anche la Lombardia. Sono luoghi di pace dove il caos delle metropoli e della vita frenetica lasciano il posto a tranquillità e ritmi più umani. Cassinetta di Lugagnano, insieme a Morimondo, aderendo a questo nuovo progetto turistico vogliono portare le eccellenze di tutta la rete dei ‘Borghi Più Belli’, soprattutto lombardi, che nel 2025 si riuniranno a Bellano in occasione dell’assemblea nazionale. Viviamo un periodo storico – ha aggiunto – in cui tutto è globalizzato, tutto può essere delocalizzato e riprodotto. Ma la tipicità dei luoghi, i prodotti della terra, la storia, il patrimonio architettonico e paesaggistico fanno eccezione, perché non possono essere portati altrove, ma possono costituire un’ossatura magnetica in grado di attrarre chiunque sia alla ricerca di esperienze che rigenerano e portano buona qualità della vita, per poche ore, per pochi giorni e perché no, per tutta un’esistenza”.

A questo link, alcune slides elaborate dall’Osservatorio turistico regionale, inerenti al progetto.

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50 anni Parco Ticino, Comazzi: a Magenta racconto di storia importante

“A Magenta insieme ai sindaci del territorio abbiamo dato vita a un bellissimo momento di confronto. Tutti insieme per ricordare la storia del Parco del Ticino, in occasione del suo cinquantesimo anniversario. Un’area verde protetta che riveste un ruolo importante. Per tutto il territorio interessato”. Così Gianluca Comazzi, assessore al Territorio e Sistemi verdi della Regione Lombardia, a Magenta, al convegno in occasione del convegno per ricordare i primi 50 anni del Parco del Ticino.  Il convegno, inserito nelle celebrazioni del Parco, si è tenuto a Magenta (Milano) nella mattinata di giovedì 26 settembre 2024.

50 anni di Parco Ticino, il sostegno della Regione

“Come assessore al Territorio e Sistemi verdi – ha sottolineato – ho voluto ribadire il sostegno della Regione Lombardia a questo importante polmone verde che abbraccia tre province”. “Il Parco del Ticino – ha concluso Comazzi – è un patrimonio prezioso. Una scrigno che racchiude in sé la storia, l’identità, la cultura, l’agricoltura e le radici di 47 Comuni”.

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Peste suina, Beduschi: Regione e Governo non si fermano, ci vorranno anni

L’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste. Alessandro Beduschi, interviene in merito alle dichiarazioni di alcuni consiglieri regionali dell’opposizione, riguardanti la gestione della Peste Suina Africana (PSA) da parte di Regione Lombardia e Governo.

“Innanzitutto – dichiara Beduschi – l’avvicendamento che avverrà nei prossimi giorni nel ruolo di Commissario straordinario dopo il lavoro del professor Caputo, che ringrazio, non modifica l’impegno costante e determinato del Governo e della Regione Lombardia nella lotta contro la PSA. La gestione di una crisi sanitaria di questa portata è complessa e richiede sforzi coordinati e continuativi. Sarebbe impossibile sconfiggere questa malattia in pochi mesi. Tuttavia, quello che è certo che in Italia e in Lombardia si sta facendo il massimo, altrove non so”.

In merito al caso di positività segnalato dai consiglieri regionali di opposizione, Regione precisa che sono in corso tutti gli accertamenti del caso da parte del Servizio veterinario regionale all’interno di un allevamento a conduzione famigliare in provincia di Milano. Controlli essenziali per introdurre tutte le misure e i protocolli eventualmente necessari.

Contro la Peste suina da Regione e Governo impegno costante

“La battaglia contro la PSA – sottolinea l’assessore – durerà anni e richiede un impegno costante da parte di tutte le istituzioni coinvolte.  Anche aumentando il più possibile il controllo dei cinghiali che la trasmettono. Tuttavia, gli allevatori hanno bisogno di azioni coordinate e di interventi mirati. Soprattutto nei casi di aziende più piccole e meno strutturate, non può mai venire meno l’attenzione alla biosicurezza. Soprattutto in territori dove il virus circola molto, favorito dal caldo, come quello del Parco del Ticino e del Milanese. Grande attenzione è richiesta all’uomo con i suoi comportamenti. Anche una piccola distrazione può portare il virus nell’allevamento, vanificando i sacrifici di tutti”.

“Quello che certamente non serve – conclude Beduschi – sono le strumentalizzazioni di chi pare non aspettare altro che un caso positivo per alimentare polemiche di cui nessuno sente il bisogno. Lanciando accuse ancora prima che possano essere ricostruiti i fatti e accertate eventuali responsabilità”.

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Peste Suina Africana. Fontana firma nuova Ordinanza su prevenzione malattia

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha firmato una nuova Ordinanza contenente disposizioni per la prevenzione e il controllo della PSA-Peste Suina Africana.

Nuova Ordinanza per prevenire la Peste Suina Africana

Attilio Fontana“L’emanazione di una nuova Ordinanza – commenta il presidente Fontana – si è resa necessaria a seguito dell’evoluzione epidemiologica della PSA dopo la conferma di alcuni casi di malattia nei cinghiali nel Parco del Ticino, sia in territori della provincia di Pavia che Milano. Da sottolineare però che attualmente non si sono registrati, da quasi un mese e mezzo, altri focolai negli allevamenti suinicoli“.

Le attuali delimitazioni territoriali

La nuova Ordinanza, quindi, include questi nuovi territori, nelle zone soggette a restrizione per PSA. Aree nelle quali è necessario adottare da parte di tutti i cittadini semplici ma efficaci misure di biosicurezza anche per le attività all’aperto. Le misure previste sono adottate in esecuzione ed integrazione di quanto contenuto nell’Ordinanza 5/2023 del Commissario Straordinario alla Peste Suina Africana, Vincenzo Caputo. Tali norme potranno essere aggiornate in funzione dell’evolversi della situazione epidemiologica.

Assessore Beduschi: aggiornamento delle misure straordinarie

Alessandro Beduschi“Il provvedimento – commenta l’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi – aggiorna le misure straordinarie per ridurre al minimo il rischio che la malattia entri nei territori ad alta vocazione suinicola della pianura padana lombarda, che conta una presenza di circa 5 milioni di suini, agendo in particolar modo sugli aspetti di biosicurezza da adottare e sull’aumento delle possibilità di prelievo del cinghiale, principale vettore del virus, per ridurre il più possibile la presenza della specie a tutela delle attività zootecniche suinicole”.

Tutti i Comuni interessati

L’elenco completo dei Comuni ricompresi nelle zone di restrizione, così come definiti dai Regolamenti comunitari, è riportato sul portale istituzionale di Regione Lombardia alla pagina: urly.it/3yc04.

Il prelievo del cinghiale

Per quanto attiene al prelievo del cinghiale, il provvedimento punta a estendere le possibilità di abbattimento, sia in forma di controllo faunistico che di attività venatoria, al fine sia di conseguire i target previsti dagli atti del Commissario straordinario alla PSA, sia per ridurre il più possibile la presenza della specie, diminuire e arginare la diffusione del virus a tutela delle attività zootecniche suinicole.

Qui è consultabile il testo completo dell’Ordinanza.

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