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Inaugurato l’Ospedale di Comunità di Calcinate (Bergamo)

enti posti letto accreditati (15 già operativi), con un’équipe composta da 8 infermieri, 6 OSS e 2 medici. Questi i numeri dell’Ospedale di Comunità di Calcinate (Bergamo) aperto lo scorso 1° luglio 2025, inaugurato dall’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso. Ad ottobre 2025 sono già stati accolti 48 pazienti, prevalentemente over 80, per patologie come fratture, polmoniti, scompensi cardiaci e complicanze metaboliche. La realizzazione è avvenuta all’interno del Presidio territoriale ‘Francesco Maria Passi’ e integrato con la Casa della Comunità, situata al piano terreno.

Ospedale di Comunità di Calcinate: investimento da 2,1 milioni di euro

La struttura, finanziata con risorse Pnrr per un investimento pari a 2,1 milioni di euro, rappresenta un presidio sanitario di prossimità pensato per garantire cure personalizzate e assistenza intermedia tra il domicilio e l’ospedale, in stretta connessione con servizi specialistici, residenze sanitarie e hospice.

In provincia di Bergamo un tassello importante per il sistema sanitario lombardo

L’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso ha inaugurato l’ospedale di comunità di Calcinate, in provincia di Bergamo“La realizzazione dell’ospedale di Comunità di Calcinate – ha detto Bertolaso – rappresenta un tassello importante nel completamento del sistema sanitario lombardo. Si inserisce in una rete organizzata che parte dai medici di base e dalle Case di Comunità, prosegue con gli Ospedali di Comunità e arriva fino alle strutture ospedaliere di riferimento“.

“L’Ospedale di Comunità – ha concluso Bertolaso – svolge una funzione di filtro tra la medicina territoriale e quella di alta intensità, offrendo assistenza e cure a pazienti che non necessitano di ricoveri prolungati o terapie complesse. È un modello integrato che unisce sanità e sociale, rafforzando la presa in carico del cittadino in ogni fase del percorso di cura”.

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Gaza, altri 3 bambini feriti accolti in Lombardia: 23 da inizio 2025

Nella tarda serata del 29 settembre 2025, un C-130 dell’Aeronautica Militare è atterrato all’aeroporto militare di Villafranca di Verona, proveniente da Eilat Ramon (Israele).

Trasferiti agli ospedali di Bergamo, Brescia e Milano

"Quattro

A bordo vi erano quattro bambini palestinesi accompagnati dai familiari. Dopo una prima valutazione medica effettuata sottobordo, i piccoli pazienti sono stati trasferiti con ambulanze verso le strutture ospedaliere italiane individuate per garantire cure immediate. Di questi, 3 in Lombardia, dai 7 agli 11 anni, e 1 a Trieste. In particolare, all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo è stata ricoverata una bimba di 11 anni, agli Spedali Civili di Brescia un bimbo di 10 anni e al Niguarda di Milano un bimbo di 7 anni, tutti con lesioni neurologiche da esplosione.

Sono 23 i bambini di Gaza in Lombardia

Sono in tutto 23 i piccoli pazienti presi in carico dalla Lombardia dall’inizio dell’anno.

Bertolaso: da parte nostra grande disponibilità ad accogliere

“Ancora una volta – evidenzia l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso – la Lombardia conferma la grande disponibilità ad accogliere e curare bambini che arrivano da scenari di guerra con gravi ferite e traumi. Il lavoro in rete con il Governo, la Protezione civile e i nostri sanitari sempre in prima linea, consente di offrire loro cure salvavita e una speranza di futuro. Allo stesso tempo, con la raccolta fondi vogliamo dire alle famiglie che qui non saranno mai sole”.

Il coordinamento

"Quattro

L’operazione è stata resa possibile grazie al coordinamento tra vari Enti e Ministeri. Tra cui Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero della Difesa, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Ed ancora, Ministero dell’Interno, Dipartimento della Protezione Civile nazionale, Regione Lombardia, AREU e la rete ospedaliera regionale. 
Il trasferimento è avvenuto tramite il servizio Medevac (Medical Evacuation), con la collaborazione della Centrale Remota Operazioni Soccorso Sanitario (CROSS) di Pistoia, per assicurare ai piccoli pazienti il miglior trattamento medico possibile.

Italia primo Paese occidentale

L’Italia si conferma il primo Paese occidentale ad aver organizzato il trasferimento e la presa in carico ospedaliera di pazienti dalla Striscia, offrendo assistenza sanitaria e supporto umano a chi fugge da scenari drammatici.

La raccolta fondi per i bambini di Gaza in Lombardia

Prosegue intanto la raccolta fondi promossa da Regione Lombardia in collaborazione con Fondazione Progetto Arca, per garantire ai bambini e ai loro familiari  il sostegno necessario durante la permanenza in Italia. Le donazioni permetteranno di coprire i bisogni quotidiani di chi si trova in un Paese nuovo e spesso senza nulla: abbigliamento, materiale scolastico, giochi e tutto ciò che serve per ricominciare.

È possibile contribuire tramite la pagina web:
https://sostieni.progettoarca.org/campagna/mai-soli/

Un centro di raccolta per abiti e materiale utile è attivo a Milano, in via Sammartini 124 (lunedì-venerdì, 9.30-16.30).

 

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Rinnovato il Pronto Soccorso dell’ospedale Pini di Milano

L’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso ha inaugurato il nuovo Pronto Soccorso dell’ospedale Gaetano Pini di Milano. La struttura, completamente rinnovata, è entrata in funzione rispettando i tempi previsti per i lavori di ristrutturazione. Alla cerimonia hanno preso parte Paola Lattuada, Direttore Generale dell’ASST Gaetano Pini-CTO e Gaia Romani assessore al Decentramento e Servizi Civici del Comune di Milano.

Ospedale Pini di Milano, gli obiettivi degli interventi

La riqualificazione ha puntato a elevare la qualità dell’accoglienza, ottimizzare l’organizzazione e aumentare il comfort sia per i pazienti che per il personale medico. Tra le novità principali, l’ampliamento e la riorganizzazione delle aree di triage e delle sale visita, oltre alla creazione di una moderna ‘camera calda’, un ambiente protetto e riscaldato per l’arrivo e la presa in carico dei pazienti, con accessi separati per pedoni e mezzi di soccorso.

Questo intervento fa parte del vasto programma di riordino della rete ospedaliera, finanziato dal PNRR, con un investimento di 2,2 milioni di euro, approvato da Regione Lombardia.

Sanità lombarda sempre più vicina ai cittadini

L’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso ha dichiarato che “l’inaugurazione avvenuta in tempi record, rappresenta un tassello fondamentale nel nostro impegno per una sanità lombarda sempre più efficiente e vicina ai cittadini. Stiamo modernizzando le strutture ospedaliere per garantire cure rapide e di qualità. Fa parte di un progetto più ampio che riguarda la riqualificazione di altri Pronto Soccorso”.

“Ad oggi – ha proseguito Bertolaso – dopo l’apertura all’ospedale Sacco di Milano del PS infettivologico, sono in corso i lavori di riqualificazione dei PS degli ospedali milanesi San Carlo, Policlinico, Niguarda, Macedonio Melloni, e a breve del Fatebenefratelli“.

I lavori per umanizzare gli spazi del pronto soccorso dell’ospedale Pini

“Grazie alla puntuale ristrutturazione – ha concluso Paola Lattuada, Direttore Generale dell’ASST Gaetano Pini CTO – il Pronto Soccorso del Presidio Pini si presenta oggi più funzionale e accessibile. Abbiamo lavorato nell’ottica di umanizzare gli spazi. Ringraziamo i cittadini per la pazienza dimostrata in questo periodo. Grazie anche a tutto il personale per l’impegno profuso nel garantire la continuità del servizio durante la fase di trasferimento delle attività al Pronto Soccorso del CTO”.

La storia dell’Azienda Socio Sanitaria Territoriale Gaetano Pini-CTO

In foto l’ingresso del pronto soccorso dell’ospedale Pini di MilanoL’Azienda Socio Sanitaria Territoriale Gaetano Pini-CTO, punto di riferimento per l’ortopedia, la riabilitazione specialistica, la reumatologia e la neurologia (Parkinson e Parkinsonismi), a livello nazionale, comprende a Milano tre presidi ospedalieri: il Gaetano Pini, il CTO e il Polo Riabilitativo Fanny Finzi Ottolenghi.

L’ASST Gaetano Pini-CTO – evoluzione della Scuola Ortopedica milanese nata nel 1874 – è specializzata in patologie e traumi dell’apparato muscolo-scheletrico, reumatologia e fisiatria. L’Azienda accoglie ogni anno più di 800.000 utenti e i suoi specialisti lavorano con le più sofisticate tecniche di imaging, attraverso sale operatorie sia convenzionali sia dotate delle ultime tecnologie. L’ASST Gaetano Pini-CTO è centro erogatore per la presa in carico dei pazienti cronici nell’ambito delle patologie reumatologiche e della Malattia di Parkinson.

 

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Bambini Gaza, Bertolaso: prima notte trascorsa serena, ora le cure

“I bambini  di Gaza e i loro familiari hanno trascorso la prima notte serena negli ospedali lombardi che li ospitano. Adesso inizia formalmente il loro percorso di cura e di sostegno. Desidero ancora una volta ringraziare tutti coloro che, a partire da Areu, hanno contribuito a rendere possibile questa importante operazione sanitaria e di solidarietà“.

Così Guido Bertolaso, assessore al Welfare di Regione Lombardia dopo aver contattato le strutture che ospitano i pazienti giunti da Gaza.
I tre minori, accompagnati dai loro familiari, riceveranno le cure specialistiche necessarie e si aggiungono agli 11 bambini giunti in Lombardia tra febbraio e maggio.

Bambini di Gaza, prima notte serena negli ospedali lombardi

Tra loro c’è anche l’undicenne Adam, con lesioni agli arti, ricoverato all’ospedale Niguarda di Milano. Altre due minori saranno curati in Lombardia: si tratta di una quindicenne, presa in carico dal Policlinico di Milano per gravi lesioni al torace e fratture multiple e di una dodicenne, che ha riportato varie fratture complesse, destinata all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

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Dalla Lombardia letti ospedalieri all’Ucraina per scopi umanitari

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, ha approvato la cessione a titolo gratuito di 200 letti ospedalieri non utilizzati, attualmente stoccati presso la struttura di via Napoleona a Como (Asst Lariana), in favore dell’amministrazione militare regionale di Zaporizhzhia, in Ucraina. L’iniziativa si inserisce nell’ambito del Protocollo d’intesa sottoscritto il 27 novembre 2024 tra Regione Lombardia e l’Amministrazione militare regionale di Zaporizhzhia, che prevede attività di cooperazione internazionale per il sostegno alla popolazione colpita dal conflitto, inclusi progetti congiunti di ricostruzione e collaborazione tecnico-scientifica.

letti ospedale ucraina

Donazione letti in Ucraina, il ruolo di Aria

I letti in questione erano stati acquisiti nel 2020 da Aria Spa su mandato della Giunta regionale per fronteggiare l’emergenza pandemica, ma sono stati dichiarati inidonei all’utilizzo. Il Tribunale di Milano, il 15 novembre 2023, ha accolto il ricorso di Aria, dichiarando la risoluzione del contratto per inadempimento da parte del fornitore.

La delibera regionale

Grazie al rientro nella piena disponibilità di questi materiali da parte della Regione e nel rispetto della legge regionale 33 del 2009, che consente la cessione a fini umanitari di beni mobili dismessi, la Giunta ha deliberato l’accoglimento della richiesta ucraina dello scorso 15 gennaio tramite la cessione di questi primi 200 letti che. Seppur non conformi alla Direttiva Cee 93/42, potranno essere comunque utilizzati a favore della popolazione colpita dalla guerra, come confermato dalle autorità ucraine adeguatamente informate delle caratteristiche tecniche dei beni.

Bertolaso: l’iniziativa è un gesto concreto di solidarietà

“Lo avevamo detto e l’abbiamo fatto. Si tratta di un gesto concreto di solidarietà – ha dichiarato l’assessore Bertolaso – che conferma la volontà della Lombardia di offrire il proprio contributo alle popolazioni colpite dalla guerra, trasformando una criticità del passato in un’opportunità di aiuto reale. La collaborazione internazionale in ambito sanitario e umanitario ha sempre rappresentato un valore fondamentale per la nostra Regione, che intende continuare a operare al fianco di chi ha bisogno, anche oltre i confini nazionali”.

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Tumore orbitario rimosso in diretta mondiale dall’ospedale Sant’Anna

L’ospedale Sant’Anna di San Fermo della Battaglia (CO) ha partecipato all’evento internazionale Spring GR-ESS Live 2025, organizzato dal Global Rhinology Network (GRN), trasmettendo in diretta un delicato intervento chirurgico su una paziente con un tumore orbitario. L’evento, durato tre giorni, ha coinvolto specialisti da tutto il mondo, con interventi eseguiti in diretta da diversi ospedali.

Il Sant’Anna unico ospedale italiano invitato

Oltre 5.000 professionisti hanno seguito online l’operazione eseguita dal professor Paolo Battaglia, primario di Otorinolaringoiatria all’ospedale Sant’Anna, e dal professor Mario Turri Zanoni, dell’ospedale di Cantù. Il Sant’Anna è stato l’unico ospedale italiano invitato a partecipare con un intervento dal vivo, confermando il suo ruolo nell’innovazione chirurgica.

La paziente soffriva di sdoppiamento della vista

La paziente, una giovane proveniente da un’altra regione, soffriva di sdoppiamento della vista e proptosi (sporgenza del bulbo oculare) a causa del tumore. L’operazione è stata eseguita con tecniche endoscopiche avanzate, rimuovendo il tumore attraverso il naso, senza incisioni sul viso.

II GRN organizzazione internazionale con 70.000 medici formati

Il Global Rhinology Network è un’organizzazione internazionale senza scopo di lucro. Si occupa di formazione in chirurgia rinologica e della base cranica, con oltre 70.000 medici formati.

Il tumore è stato completamente asportato

“Il Sant’Anna – osserva il professor Battaglia – è stato l’unico centro in Italia invitato a contribuire a questo prestigioso evento con una dimostrazione chirurgica dal vivo. Si tratta di un riconoscimento che testimonia il ruolo del nostro ospedale come punto di riferimento nell’innovazione chirurgica. L’intervento è stato eseguito su una giovane paziente proveniente da un’altra regione italiana. La donna è stata operata per un voluminoso tumore orbitario che le causava sdoppiamento della vista e proptosi (la proiezione del bulbo oculare fuori dall’orbita, ndr). Il tumore benigno dell’orbita è stato completamente asportato attraverso le cavità nasali grazie a tecnologie endoscopiche avanzate e strumenti miniaturizzati. Tra l’altro, senza necessità di effettuare incisioni sul viso della paziente”.

Impegno e innovazione

“La partecipazione a questo evento dimostra il nostro impegno nell’innovazione e nella condivisione delle migliori pratiche mediche a livello internazionale” ha dichiarato Brunella Mazzei, direttore sanitario di Asst Lariana.

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Gli ospedali lombardi al vertice della classifica mondiale di Newsweek

“Il Niguarda di Milano è il migliore ospedale italiano nella classifica stilata da Newsweek e Statista dei 250 ospedali top del mondo. Un vero orgoglio per la sanità lombarda e italiana, soprattutto se si considera che si tratta di una struttura pubblica. Complimenti a tutti i nostri medici, infermieri e operatori tecnici sanitari e sociosanitari”. Così il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, e l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso commentano i risultati della classifica 2025 dei migliori ospedali nel mondo, appena presentata dalla rivista Newsweek e Statista.

Ai vertici anche San Raffaele, Humanitas, Papa Giovanni (BG) e San Matteo (PV)

“È una grande soddisfazione – proseguono Fontana e Bertolaso – vedere che tra i primi 9 posti della classifica per l’Italia ben 5 ospedali sono lombardi, di cui ben 3 pubblici e due privati accreditati: Niguarda e San Raffaele di Milano; Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (MI); Papa Giovanni XXIII di Bergamo e Policlinico San Matteo di Pavia. Questi sono i dati che contano e che dovrebbe leggere attentamente chi tenta di attaccare l’eccellenza del nostro sistema sanitario regionale”.

I paesi selezionati nella classifica di Newsweek 2025

La classifica di quest’anno elenca i migliori ospedali in 30 Paesi: Australia, Austria, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, India, Israele, Italia, Giappone, Malesia, Messico, Paesi Bassi, Norvegia, Arabia Saudita, Singapore, Corea del Sud, Spagna, Svezia, Svizzera, Taiwan, Thailandia, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito e Stati Uniti. Un comitato di esperti ha selezionato questi Paesi in base a molteplici fattori di comparabilità, come tenore di vita, aspettativa di vita, dimensioni della popolazione, numero di ospedali e disponibilità dei dati. Il report presenta alla base un ampio processo di valutazione, che include un sondaggio online di migliaia di esperti medici (medici, direttori ospedalieri e professionisti sanitari), dati sull’esperienza dei pazienti, parametri di qualità ospedaliera e questionari standardizzati e convalidati compilati dai pazienti per misurare la loro percezione del loro benessere funzionale e della qualità della vita.

A questo link la classifica

Qui l’elenco degli ospedali lombardi menzionati nella classifica 2025 di Newsweek

Grande Ospedale Metropolitano Niguarda Milano
Ospedale San Raffaele – Gruppo San Donato Milano
Istituto Clinico Humanitas Rozzano
Ospedale Papa Giovanni XXIII Bergamo
Ospedale Policlinico San Matteo Pavia
Ospedale San Raffaele Turro – Gruppo San Donato Milano
Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi Varese
Presidio Ospedaliero Spedali Civili di Brescia Brescia
IRCCS San Gerardo Monza
Ospedale Luigi Sacco Milano
Ospedale Maggiore Policlinico Milano
Presidio Ospedaliero Alessandro Manzoni Lecco
IRCCS Policlinico San Donato San Donato Milanese/MI
Ospedale Treviglio – Caravaggio Treviglio/BG
Ospedale Galeazzi – Sant’Ambrogio – Gruppo San Donato Milano
Fondazione Poliambulanza Istituto Ospedaliero Brescia
Ospedale di Cremona Cremona
Ospedale Maggiore di Lodi Lodi
Ospedale di Circolo – Busto Arsizio Busto Arsizio/VA
Ospedale di Desenzano del Garda Desenzano del Garda/BS
Ospedale San Paolo Milano
Ospedale Maggiore di Crema Crema/CR
Ospedale Bolognini Bergamo
Ospedale Città di Sesto San Giovanni Sesto San Giovanni/MI
Ospedale di Mantova – Carlo Poma Mantova
Ospedale Sant’Anna Como
Ospedale di Sondrio Sondrio
Ospedale di Esine Breno/BS
Centro Cardiologico Monzino – Cardiology Milano
IEO – Istituto Europeo di Oncologia – Oncology Milano
Istituto Nazionale dei Tumori – Oncology Milano

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Sinergia Lombardia-Governo, fondi per taglio liste d’attesa in sanità

“Grazie alla concreta collaborazione tra Governo e Regione Lombardia, anche nel 2025 le Regioni potranno stanziare ulteriori fondi per i piani finalizzati al recupero delle liste d’attesa. Di questo siamo grati al ministro Schillaci, al sottosegretario Mantovano e alla Ragioneria Generale dello Stato“. Lo dichiara l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, dopo l’approvazione lunedì 9 dicembre 2024, in Consiglio dei Ministri, di uno specifico articolo contenuto nel ‘Milleproroghe’.

Alzato il tetto di spesa per liste di attesa anche in Lombardia

“La sinergia tra l’esperienza sul campo della Lombardia e la competenza e disponibilità del Governo – evidenzia l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso – ha portato a questo importante risultato. I fondi per il recupero delle liste d’attesa non solo sono stati rinnovati ma è stato anche alzato il tetto di spesa dedicato a questo scopo. In pratica portato dallo 0,4% allo 0,7% del fondo sanitario. Si tratta di un passo importante che di fatto consente a tutte le Regioni di raddoppiare la disponibilità finanziaria per affrontare meglio la problematica”.

polo formativo lombardia sna fontana bertolaso (3)

Obiettivo ridurre i tempi

“Infatti, con questa norma, potremo ulteriormente incrementare le attività legate al miglioramento delle liste d’attesa – conclude l’assessore – dando il giusto contributo economico a chi sta collaborando con impegno vero, sia fra gli enti pubblici che fra le strutture private convenzionate, a raggiungere gli obiettivi di ridurre sempre più i tempi delle attese in sanità”.

 

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Sottoscritto il protocollo per il nuovo ospedale di Brescia

Sottoscritto a Brescia il protocollo d’intesa per la realizzazione del nuovo ospedale. Stanziati in totale 500 milioni di euro, 274 già deliberati da Regione Lombardia. A sottoscrivere l’atto, il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, il sindaco di Brescia Laura Castelletti, il Direttore generale dell’Asst Spedali Civili di Brescia, Luigi Cajazzo, il presidente della Provincia di Brescia Emanuele Moraschini, il rettore dell’Università di Brescia, Francesco Castelli e il Direttore generale dell’Ats Brescia, Claudio Sileo. Alla presentazione è intervenuto anche l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso che ha illustrato l’iter che porterà alla realizzazione del nuovo nosocomio. Presenti anche gli assessori regionali Giorgio Maione e Simona Tironi.

Nuovo ospedale di Brescia modello eccellenza nazionale

L’iniziativa punta a creare un polo sanitario che coniughi eccellenza clinica, sostenibilità e innovazione tecnologica, trasformando Brescia in un modello nazionale di assistenza sanitaria. Questo progetto rappresenta un passo significativo per migliorare l’offerta sanitaria nella provincia e in tutta la regione. L’‘Ospedale del Futuro’ rappresenterà un punto di riferimento d’avanguardia per la cura dei pazienti, integrato nel tessuto urbano e in sinergia con la rete territoriale esistente.

Presidente Fontana: simbolo di progresso per la città

“Con la firma del protocollo d’intesa per la realizzazione del nuovo ospedale – ha detto il presidente Fontana – compiamo un ulteriore passo avanti per rendere la sanità bresciana e, più in generale, lombarda sempre più modello di eccellenza e innovazione. Questo progetto rappresenta un simbolo di progresso per la città, per la provincia e per l’intera regione, un impegno concreto per garantire ai cittadini servizi sanitari all’avanguardia. Siamo pronti a trasformare questa visione in realtà. È un risultato che sottolinea la nostra determinazione nel rispondere alle esigenze del territorio, costruendo un ospedale che sarà un punto di riferimento nazionale”.

Assessore Bertolaso: già disponibili 274 milioni pronti per essere spesi

“Ci sono già 274 milioni che sono pronti per essere utilizzati e spesi – ha aggiunto Bertolaso – per la costruzione e abbiamo stanziato nei giorni scorsi 12 milioni per il progetto definitivo. Dopo la firma di questo documento non ci sono più alibi per nessuno bisogna semplicemente progettare e costruire. Un impegno forte e concreto, il nostro, per una struttura nuova moderna ed efficiente”.

Obiettivi del progetto in due fasi

La prima parte del progetto prevede la razionalizzazione dell’area nord (demolizione Padiglioni ‘Satellite’ e ‘Infettivi’ e costruzioni nuovi volumi per Main Hospital, Emergenza-Urgenza e Ospedale dei Bambini), la seconda prevede ulteriori interventi di riqualificazione degli spazi già esistenti per una spesa di 204 milioni di euro.

L’investimento complessivo per la realizzazione del nuovo ospedale ammonta a circa 500 milioni di euro, finanziati dalla Regione Lombardia e da fondi statali. La costruzione dovrebbe iniziare nei primi mesi del 2027 e il completamento in circa 5 anni per la prima fase.

nuovo ospedale brescia

I numeri dell’Asst Spedali Civili

L’Asst Spedali Civili di Brescia  ha una dotazione di oltre 1.500 posti letto accreditati distribuiti sui Presidi ospedalieri di Brescia, Gardone Val Trompia e Montichiari, nell’ultimo anno, ha registrato 60.000 ricoveri, 5 milioni di prestazioni ambulatoriali, 143.000 accessi al Pronto Soccorso, 37.500 interventi chirurgici (ricovero e ambulatoriali), con una media di 120 al giorno, capacità diagnostica di 2.000 visite ambulatoriali giornaliere.

Targa al personale sanitario

Al termine della sottoscrizione del Protocollo d’Intesa è stata consegnata una targa ad alcuni rappresentanti del personale sanitario come riconoscimento per il quotidiano lavoro al servizio  della cittadini.

Qui alcune slide proiettate.

 

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Lombardia approva programma di investimenti in sanità 2024 per 219 milioni

La Giunta regionale della Lombardia ha approvato il programma straordinario di investimenti in sanità per il 2024, destinando oltre 219 milioni di euro per il potenziamento delle infrastrutture, la sicurezza e l’efficientamento energetico del sistema sanitario regionale. La delibera, proposta dell’assessore al Welfare Guido Bertolaso, prevede interventi strategici per migliorare la qualità dell’assistenza e la sicurezza delle strutture sanitarie.

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La sintesi degli investimenti regionali

Gli investimenti includono progetti di riqualificazione di vari ospedali. Tra questi, l’ampliamento del Pronto Soccorso del San Gerardo di Monza (30,5 milioni di euro) e la ristrutturazione dell’Ospedale di Voghera (52 milioni di euro). Particolare attenzione è rivolta anche alla salute mentale e alla neuropsichiatria infantile, con la realizzazione di una nuova struttura a Dalmine per 6,5 milioni di euro. E ancora, oltre 31 milioni per l’Ospedale Sacco di Milano, 13,7 milioni per l’avvio della prima fase della riqualificazione degli Spedali Civili di Brescia, altri fondi per l’acquisto della PET al Papa Giovanni di Bergamo e l’angiografia digitale all’ospedale di Mantova.

Innovazione e sicurezza in primo piano

Tra le altre misure finanziate, il potenziamento del parco tecnologico biomedicale con l’acquisto di apparecchiature diagnostiche avanzate, come sistemi di angiografia digitale e acceleratori lineari; interventi di adeguamento normativo e sicurezza antincendio per le strutture sanitarie regionali e progetti di efficientamento energetico per una gestione più sostenibile e moderna delle risorse.

Assessore Bertolaso: un investimento sulla salute è un investimento sul futuro

“Con questa delibera – ha detto l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso – Regione Lombardia dimostra ancora una volta il suo impegno verso una sanità di eccellenza, in grado di rispondere alle esigenze dei cittadini e di essere all’altezza delle sfide future. I nostri ospedali e i nostri servizi territoriali saranno sempre più sicuri e moderni. Un investimento sulla salute è un investimento sul futuro di tutti noi”.

Qui di seguito i finanziamenti divisi per Asst e province 

A questo link gli investimenti per messa a norma e sicurezza

A questo link gli investimenti per interventi vari con diverse finalità (finanziamento interventi strategici, grandi apparecchiature sanitarie, area psichiatrica, territoriale, etc).

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Realtà aumentata al Fatebenefratelli: meno dolore per i bimbi in pediatria

Sono stati inaugurati i nuovi ambulatori pediatrici e la ‘Casa Senza Dolore’ all’Ospedale Fatebenefratelli, alla presenza del presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, del direttore generale ASST Fatebenefratelli Sacco, Maria Grazia Colombo, del direttore dipartimento Medicina dell’Infanzia Luca Bernardo, del Presidente del Comitato Esecutivo LiberaMente Carla De Albertis, del Consigliere di Amministrazione Fondazione di Comunità Milano Franco Aletti.

ambulatori pediatrici Fatebenefratelli

I nuovi locali

I nuovi spazi, ristrutturati grazie a finanziamenti privati e progettati a misura di bambino, sono dotati delle più moderne tecnologie non soltanto di tipo diagnostico. Sono pensati per ridurre la percezione del dolore nei piccoli pazienti, grazie all’utilizzo di appositi visori e della realtà aumentata. Ospitano ambulatori pediatrici specialistici, un ambulatorio di Telemedicina e Digital Health, oltre a una sala dedicata alle procedure più complesse.

Presidente Fontana: con realtà aumentata in pediatra aumenta qualità servizi

“È un giorno importante – ha detto il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana – per la sanità lombarda e per le famiglie del nostro territorio. Anche questo intervento, frutto della collaborazione tra pubblico e privato, contribuisce ad aumentare la qualità dei servizi resi ai piccoli pazienti. Bisogna andare in questa direzione. In pediatria, in particolare, diventa fondamentale la sinergia, l’interscambio, tra le varie strutture sanitarie, per raggiungere sempre più risultati eccellenti. Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo progetto”.

I protagonisti

“In particolare – ha aggiunto il presidente – la Direzione ASST Fatebenefratelli Sacco, i professionisti della Casa Pediatrica e le Associazioni ‘LiberaMente ODV’ e la ‘Fondazione di Comunità Milano’.  Con il loro impegno, hanno reso possibile la creazione di spazi accoglienti e dotati di tecnologie all’avanguardia. Grazie a queste nuove strutture, potremo migliorare significativamente l’esperienza dei nostri piccoli pazienti, riducendo la percezione del dolore e la necessità di sedazione tramite soluzioni innovative come la realtà aumentata”.

Direttore Colombo (Asst Fatebenefratelli Sacco): progetto ambizioso

“Presentiamo oggi un progetto ambizioso – ha dichiarato Maria Grazia Colombo – che abbiamo chiamato ‘Casa Senza Dolore’ perché i percorsi sono pensati per cercare di ridurre al minino sia la percezione del dolore, tramite il ricorso alla realtà aumentata, sia la permanenza dei bambini e delle famiglie in Ospedale grazie all’utilizzo della Telemedicina.
Un sincero grazie ai nostri professionisti per l’attenzione con cui quotidianamente si prendono cura dei nostri piccoli pazienti e delle loro famiglie in Casa Pediatrica. Rendendo confort, accoglienza e gioco, parti integranti del percorso in Ospedale. Un grazie anche alle Associazioni che hanno reso possibile questo progetto.”

Come funziona

Nelle procedure più fastidiose per i piccoli (prelievi, accessi venosi, artrocentesi, infiltrazioni ecc.) e in particolare per i pazienti cronici, sono utilizzati i visori e la realtà aumentata come diversivi. Obiettivo ridurre la percezione del dolore, garantendo una maggiore tranquillità e collaborazione dei pazienti, con un conseguente minor ricorso alla sedazione farmacologica.

Luca Barnardo (direttore dipartimento Medicina dell’Infanzia): con uso visori si supera ansia e paura

“L’uso dei visori – ha commentato Luca Bernardo – permette ai pazienti pediatrici di superare, grazie alla realtà virtuale, l’ansia e la paura e consente di affrontare piccoli interventi senza sedazione farmacologica. Questo approccio rispecchia quella che sarà la Medicina del futuro. Una medicina dove la gestione della patologia è personalizzata e i processi sono ottimizzati. Con un impatto positivo sia su base individuale sia a livello collettivo e dove la tecnologia facilita, grazie alla telemedicina, una riduzione delle liste d’attesa”.

La sedazione digitale

La sedazione digitale, infatti, può essere utilizzata come strumento di distrazione dei bambini in tutte le fasi delle procedure mediche. In particolare prima degli interventi per ridurre l’ansia, durante gli interventi per mantenere il paziente calmo e immobile, dopo gli interventi per gestire il dolore e i sintomi post-operatori.

Questi nuovi spazi sono stati ristrutturati, arredati e dotati delle più moderne tecnologie grazie all’Associazione LiberaMente ODV e a Fondazione di Comunità Milano.

Carla De Albertis (Liberamente): associazioni e privati cittadini ci hanno seguito con generosità

“Rappresento oggi – ha dichiarato Carla De Albertis – due grandi squadre: quella di LiberaMente ODV, che ha la Casa Pediatrica nel cuore, e che ha fortemente lavorato per questo progetto, e quella dei privati cittadini e aziende che ci hanno seguito con generosità. Siamo felici di far toccare con mano concretamente ciò che abbiamo realizzato con il loro contributo e con quello di Fondazione di Comunità Milano”.

“Fondazione di Comunità Milano – ha proseguito Franco Aletti – è felice e fiera di sostenere la Casa senza Dolore: è un progetto concreto che mira al controllo e all’attenuazione del dolore, valorizzando la relazione con bambine e bambini in cura e alle loro famiglie grazie a strumenti di ultima generazione e spazi adatti e accoglienti”.

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Tre nuovi reparti all’ospedale di Vizzolo Predabissi (MI)

Sono stati inaugurati tre reparti completamente ristrutturati e rinnovati all’ospedale di Vizzolo Predabissi (MI). Si tratta del MAC (Macroattività Ambulatoriale Complessa) una nuova modalità di erogazione delle prestazioni riabilitative, del reparto di Ortopedia e del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC). La cerimonia si è svolta alla presenza degli assessori regionali Guido Bertolaso (Welfare), Franco Lucente (Trasporti e Mobilità sostenibile) dei vertici dell’ASST Melegnano Martesana e del direttore generale dell’ospedale Roberta Labanca e del sindaco Luisa Salvatori.

L’appuntamento rappresenta una tappa fondamentale nel percorso di ammodernamento avviato dall’ASST Melegnano Martesana, reso possibile grazie al sostegno della Regione Lombardia. Il progetto di ristrutturazione, in parte già concluso, ha visto interventi significativi sul blocco B dell’ospedale. Obiettivo di rendere gli spazi sempre più accoglienti, funzionali e attenti alle esigenze dei pazienti.  L’Ospedale di Vizzolo Predabissi si conferma un polo sanitario di eccellenza per l’intera area della Martesana, con una visione orientata al futuro e all’innovazione dei servizi socio-sanitari.

Assessore Bertolaso: garantire ai pazienti assistenza con massima professionalità

“Questi interventi – ha detto l’assessore Bertolaso – rappresentano un impegno concreto della Regione Lombardia per garantire un’assistenza sanitaria di alto livello. Abbiamo stanziato 27 milioni di euro per l’ammodernamento delle strutture dell’ASST Melegnano e Martesana. Investire è fondamentale per offrire ai cittadini servizi sempre più efficienti, moderni e umanamente accoglienti. Il nostro obiettivo è quello di garantire a tutti i pazienti non solo cure di qualità, ma anche spazi confortevoli in cui sentirsi accolti e assistiti con la massima professionalità”.

Assessore Lucente:  sinergia vincente per una sanità al servizio della collettività

“Una giornata importante per il territorio di Melegnano – ha sottolineato l’assessore Lucente – che dimostra ancora una volta l’impegno di Regione Lombardia per una sanità sempre più moderna ed efficiente. I nuovi reparti dell’ospedale sono il frutto di un ottimo lavoro svolto dagli enti preposti grazie all’impegno del direttore Roberta Labanca. Una sinergia vincente per una sanità al servizio della collettività. Il presidio di Vizzolo cresce ulteriormente, dimostrando di essere un polo di eccellenza e vero e proprio punto di riferimento per la collettività. Un servizio pubblico in grado di rispondere in maniera concreta e puntuale alle richieste dei cittadini”.

Direttore Roberta Labanca: i reparti si presentano con un nuovo volto

“I cantieri avviati nelle strutture ospedaliere – ha concluso di direttore Labanca – hanno consentito interventi di  riqualificazione dei reparti interessati. Oggi si presentano con un nuovo volto, più accogliente e a misura di paziente. Testimonianza della volontà di offrire sempre più servizi di qualità con attenzione alla presa in carico dei singoli affidati alle nostre cure”.

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Assessore Bertolaso visita Pronto Soccorso ospedale ‘Circolo’ di Varese

L’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, ha fatto visita al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Circolo di Varese nel giorno dell’insediamento della nuova direttrice del reparto Francesca Cortellaro.

Assessore Bertolaso: mi impegnerò affinché chi lavora in Pronto Soccorso possa operare nelle migliori condizioni

“La mia presenza non è casuale – ha detto l’assessore – ma vuole sottolineare l’importanza che attribuiamo al Pronto Soccorso di Varese, uno dei più rilevanti della Regione. Si tratta di una struttura che ha sempre dovuto affrontare difficoltà particolari, non solo per il grande afflusso di pazienti. Ma anche perché si trova in una provincia complessa. E funge spesso da avamposto rispetto alla Svizzera. Fino a che ricoprirò l’incarico di assessore al Welfare, mi impegnerò affinché chi lavora in Pronto Soccorso possa operare nelle migliori condizioni. Certamente, ci sono problemi e situazioni complesse da affrontare. Per questo, con un percorso avviato da Regione Lombardia, a cui ha contribuito anche la dottoressa Cortellaro, abbiamo intrapreso un riordino del sistema di emergenza-urgenza in tutta la Regione, e Varese rappresenterà un modello di riferimento”.

Direttrice P.S. Cortellaro: sarà fondamentale affrontare la riorganizzazione degli spazi e dei percorsi

“Questo Pronto Soccorso – ha detto Francesca Cortellaro – rappresenta una grande sfida. Dobbiamo concentrarci sull’innovazione. Il problema del ‘boarding’ (pazienti su barelle in P.S. in attesa che si liberi un posto letto in reparto) deve essere visto come un’opportunità per migliorare l’appropriatezza dei ricoveri. Inoltre, sarà fondamentale affrontare la riorganizzazione degli spazi e dei percorsi”.

In costruzione nuovi alloggi per sanitari

Dopo l’incontro con il personale e la visita alla struttura, l’assessore Bertolaso si è recato nell’area che l’ASST Sette Laghi, in collaborazione con la Fondazione Il Circolo della Bontà, sta progettando per la realizzazione di alloggi a canone agevolato per il personale sanitario.

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Tre le ipotesi in campo per il futuro dell’ospedale di Desenzano

L’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, ha incontrato il 17 settembre 2024 a Desenzano del Garda (Brescia), sindaci, personale sanitario e cittadini per discutere del futuro dell’ospedale. Bertolaso ha dapprima effettuato un sopralluogo con il geologo Nicola Casagli dell’Università di Firenze, nell’area ipotizzata come sede dell’eventuale nuovo nosocomio. Durante l’assemblea pubblica, Bertolaso ha detto: “sono qui per discutere con voi e fare un’analisi con dati e cifre e con la massima trasparenza su criticità e vantaggi sia della riqualificazione dell’attuale struttura che la costruzione di un nuovo ospedale”.

Durante l’evento, tenutosi al teatro Alberti, Bertolaso ha presentato tre opzioni principali per la struttura, da aggiornare e adeguare alle norme antisismiche. Prima ipotesi la ristrutturazione da effettuare con la struttura completamente svuotata e quindi con i servizi sospesi o delocalizzati che richiederebbe circa 4 anni di lavoro e un investimento di 140 milioni di euro. Seconda possibilità la ristrutturazione graduale, gestita tramite la costruzione di una struttura ‘polmone’ in cui trasferire di volta in volta i servizi oggetto dei lavori, questa opzione prevede una tempistica di 10 anni con un costo stimato di circa 160 milioni di euro. Infine la costruzione di un nuovo ospedale, soluzione percorribile con 4 anni di lavoro e un investimento di 143 milioni di euro.

L’assessore Bertolaso ha sottolineato che la decisione definitiva sarà presa entro la fine dell’anno, una volta completate tutte le analisi e verifiche necessarie. Durante l’incontro sono state affrontate anche le preoccupazioni dei cittadini riguardo alla localizzazione del nuovo ospedale a causa della presenza di una falda acquifera nella zona proposta. Il geologo Casagli ha evidenziato che il luogo attualmente individuato per una eventuale nuova edificazione non sarebbe a rischio alluvioni, terremoti e frane. L’assessore regionale al Welfare ha concluso ribadendo massima disponibilità anche in futuro a confronti e approfondimenti con sindaci, sanitari e cittadini, sulla questione.

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Retinopatia diabetica, da settembre in Lombardia parte campagna prevenzione

In Lombardia parte la campagna di prevenzione della retinopatia diabetica. Lo ha deciso la Giunta regionale che ha approvato una delibera, su proposta dell’assessore al Welfare, Guido Bertolaso. Lo screening sarà effettuato in collaborazione con l’ASST Fatebenefratelli Sacco a partire dal 2 settembre e si concluderà, dopo 6 mesi, il 28 febbraio 2025.

La prima fase della campagna di prevenzione della retinopatia diabetica in Lombardia

La prima fase del progetto vedrà il coinvolgimento di tutti i soggetti diabetici che effettuano una visita diabetologica presso le strutture ospedaliere e territoriali di ASST Fatebenefratelli Sacco nel periodo della campagna, non affetti da retinopatia e che non abbiano effettuato una visita oculistica/fundus oculi nell’ultimo anno. L’obiettivo è fissato a 3.000 screening in un semestre.
Il diabetologo nel corso della visita proporrà al paziente diabetico target l’effettuazione dello screening ed utilizzerà un apposito strumento per acquisire le immagini dell’occhio (tempo di svolgimento circa 3 minuti). Le immagini verranno valutate in remoto da un oculista contestualmente alla visita e l’esito comunicato direttamente al diabetologo che ha in visita il paziente, con pubblicazione sul Fasciolo Sanitario Elettronico.

La seconda fase con il coinvolgimento dell’ortottista dell’Asst Fatebenefratelli Sacco

Le persone affette da diabete presentano un elevato rischio di complicanze vascolari, tra cui la retinopatia diabetica che rappresenta la maggiore causa di cecità tra gli adulti (la presenza di Retinopatia Diabetica si riscontra in un terzo dei pazienti diabetici e circa il 2% dei pazienti con diabete sviluppa una forma grave di tale complicanza). La diagnosi precoce è riconosciuta da tempo come chiave per mitigare la perdita della vista causata dal diabete e migliorare la salute della popolazione e può essere effettuata tramite valutazione del “Fundus Oculi”.

In caso di certa o sospetta alterazione strutturale della retina, l’oculista proporrà visita oculistica di approfondimento (all’interno di agende dedicate e nel rispetto delle tempistiche dettate dai codici di priorità), redigendo anche l’impegnativa e fissando la data dell’appuntamento. In una seconda fase verranno coinvolti i medici di medicina generale che saranno supportati da un ortottista di ASST Fatebenefratelli Sacco che si renderà disponibile alla valutazione dei pazienti diabetici da loro identificati presso lo studio del medico con un retinografo portatile.

Assessore Bertolaso: questo progetto ci permetterà di offrire un servizio ancora migliore

“Questo programma sperimentale per la retinopatia diabetica – ha sottolineato l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso – è solo una delle applicazioni dell’enorme potenzialità offerta dalla telemedicina. È un ambito in cui dobbiamo ancora imparare molto ma che sicuramente rappresenta la vera sfida nell’ambito dell’innovazione sanitaria. In Lombardia abbiamo già un’ottima gestione del percorso dei pazienti diabetici, questo progetto ci permetterà di offrire un servizio ancora migliore attraverso un metodo semplicissimo: in visita il personale sanitario scatterà delle foto dell’occhio del paziente che saranno valutate a distanza dall’oculista. È un metodo molto semplice quanto efficace, magari un giorno si arriverà, grazie all’evolversi della tecnologia, anche a poterlo auto-eseguire a casa”.

Ridurre le complicanze della patologia

Lo screening avrà lo scopo di ridurre incidenza, prevalenza e complicanze della patologia, anticipando la diagnosi, migliorare il percorso di presa in carico del paziente diabetico facilitando l’accesso alla prestazione oculistica, con particolare attenzione alle fasce più disagiate della popolazione, riducendo i tempi d’attesa per la visita.
L’attività di prevenzione consentirà inoltre di migliorare la qualità di vita del paziente diabetico riducendo i casi di cecità legale (residuo visivo non superiore a 1/20 nell’occhio migliore) e di ridurre i costi sul sistema sanitario derivanti dalle complicanze e in generale i costi sociali della malattia.

Cos’è la retinopatia diabetica

La diffusione del diabete è in continua crescita in tutto il mondo ed è identificato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) quale priorità globale per tutti i sistemi sanitari.
In Italia la prevalenza del diabete, in base ai dati ISTAT nel 2021, è pari al 6,3 % della popolazione, che corrisponde a circa 4 milioni di persone con un trend in lento aumento negli ultimi anni.

La Retinopatia Diabetica rappresenta un’importante complicanza microangiopatica del diabete mellito e costituisce la principale causa di cecità negli individui tra i 20 e i 65 anni di età nei paesi industrializzati. Questa patologia è provocata dai danni ai vasi sanguigni nella retina, in quanto il diabete influisce negativamente sul circolo vascolare attraverso alterazioni nei sistemi di trasporto di ossigeno e nutrienti.

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Una rete integrata per migliorare l’assistenza dei malati cronici e fragili

Migliorare la gestione e la cura dei pazienti cronici e fragili. È quanto prevede una delibera approvata dalla Giunta di Regione Lombardia, su proposta dall’assessore al Welfare Guido Bertolaso. Obiettivo intercettare precocemente i bisogni dei pazienti e fornire risposte efficaci attraverso una rete coordinata di diagnosi e assistenza. Per questo provvedimento sono stati stanziati 42 milioni di euro.
Si tratta di un primo passo verso un sistema di presa in carico dei pazienti cronici. Competerà al Medico di Medicina Generale (MMG) e al Pediatra di Libera Scelta (PLS) l’individuazione e il coinvolgimento dei pazienti cronici e fragili, sulla base del rapporto di fiducia tra medico e pazienti assistiti, e la conseguente redazione del PAI (Piano Assistenziale Individuale).

Assessore Bertolaso: obiettivo migliorare qualità di vita dei malati cronici e fragili

L’assessore al Welfare Guido Bertolaso ha sottolineato: “Andiamo nella direzione di riorganizzare la presa in carico dei pazienti cronici per fornire una rete di assistenza integrata e di alta qualità. Scopo, migliorare la loro qualità di vita e ridurre il carico sulle strutture sanitarie. Come abbiamo più volte specificato, non è solo lavorando sul piano dell’offerta sanitaria che si riducono le liste d’attesa. In ogni casol’impegno su quel fronte rimane massimo”.

Vincolare le agende degli erogatori pubblici e privati per garantire la prestazione nei tempi indicati

Obiettivo del provvedimento, dunque, è assicurare la continuità di cura monitorando regolarmente i pazienti. Valutare quindi la loro condizione e il progresso del trattamento, vincolando agende dedicate presso gli erogatori pubblici e privati. Il tutto per garantire la prestazione nei tempi indicati. Contestualmente monitorare il processo di accompagnamento e gli esiti di cura del paziente preso in carico, tramite specifici indicatori.

Questa nuova modalità verrà adottata da subito dai medici che fanno parte di una cooperativa (ad oggi circa 1.400). Successivamente sarà sviluppata una nuova piattaforma regionale che potrà essere utilizzata da tutti i medici per il coordinamento con le COT (Centrali Operative Territoriali) delle ASST di riferimento. Il rafforzamento della presa in carico dei pazienti cronici e fragili consentirà di raggiungere un migliore accesso alle cure, una riduzione dei tassi di ospedalizzazione e di accesso al Pronto Soccorso e un aumento dell’aderenza terapeutica.

Gli incentivi per i Medici di Medicina Generale e Pediatri di Libera Scelta

Il medico e il pediatra di Libera Scelta, prevede la delibera, riceveranno 8 euro per ogni paziente a raggiungimento del target (presa in carico di almeno il 15% di assistiti cronici). Dovranno altresì essere rispettati gli indicatori previsti dal provvedimento, con il rispetto degli indicatori. Importo che si aggiunge a quanto già definito per la redazione del PAI e la presa in carico.

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Pavia, firmato protocollo per la sicurezza degli operatori socio-sanitari

Più sicurezza per chi lavora in ambito socio-sanitario in provincia di Pavia. E’ l’obiettivo del protocollo operativo ‘per la prevenzione e il contrasto degli episodi di aggressione e violenza nei confronti degli esercenti le professioni sanitarie e socio sanitarie nelle strutture sanitarie e nei presidi ospedalieri della provincia di Pavia’, sottoscritto oggi tra Prefettura di Pavia, ASST e ATS Pavia e Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo.

Le finalità

Il protocollo intende rafforzare la collaborazione per tutelare gli operatori sanitari e sociosanitari da aggressioni o atti di violenza durante lo svolgimento delle proprie attività lavorative. Ha tra i suoi obiettivi la diffusione di una politica di tolleranza zero nei confronti di comportamenti violenti. Prevede inoltre una formazione specifica del personale medico e sanitario in materia di prevenzione e gestione delle situazioni di conflitto. E stabilisce anche l’adozione da parte del datore di lavoro di ogni utile misura di prevenzione del rischio. Definisce infine le modalità di attivazione delle Forze dell’Ordine, per garantire il loro tempestivo intervento.

Collaborazione rafforzata

“L’atto firmato oggi – ha dichiarato l’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità Elena Lucchini – rafforza la collaborazione già consolidata negli anni tra Regione Lombardia e la Prefettura di Pavia finalizzato alla prevenzione e al contrasto degli episodi di aggressione e violenza nei confronti del personale sanitario e sociosanitario nei presidi ospedalieri della provincia”.

Posti di Polizia

Dopo l’attivazione, nel gennaio scorso, dei Posti di Polizia presso i Pronto Soccorso dell’Ospedale di Voghera e di Vigevano con presidio fisso in orario diurno, che si aggiungono al Posto di Polizia già presente ed attivo in orario diurno presso il Policlinico San Matteo, “grazie all’intesa siglata oggi – ha sottolineato Lucchini – potremo potenziare gli strumenti di deterrenza e garantiremo un intervento immediato a tutela del personale sanitario e dei pazienti della struttura sanitaria”.

Tolleranza zero

Non possiamo tollerare, ha aggiunto l’assessore, “aggressioni e violenze ai danni di medici e infermieri. E’ un fenomeno che risulta in preoccupante crescita e che credo sia particolarmente odioso. Lo è anche perché spesso coinvolge il personale femminile. Le istituzioni centrali e territoriali – ha evidenziato – devono sapersi alleare, Vogliamo  garantire una risposta efficace. Il nostro personale sanitario deve poter operare con la massima serenità. Sia in corsia che in Pronto soccorso, a tutela e nell’interesse di tutti i cittadini, specialmente i più fragili”.

Grazie a forze dell’ordine

“Esprimo infine – ha concluso Lucchini – il mio autentico apprezzamento al Prefetto di Pavia, alle Forze dell’Ordine, ad ATS Pavia, ASST Pavia e Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo per la definizione dell’accordo e ringrazio le donne e gli uomini in divisa che ogni giorno sono al servizio della sicurezza e della legalità”.

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Nuovi locali per il reparto di Pediatria dell’ospedale civile di Voghera

Locali moderni e ristrutturati per il nuovo reparto di pediatria dell’ospedale civile di Voghera (Pavia).  Presenti all’inaugurazione  gli assessori regionali al Welfare, e alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità.  Con loro anche il presidente della Provincia di Pavia, il sindaco di Voghera e i vertici della Direzione di Asst Pavia.

All’ospedale civile di Voghera il nuovo reparto di Pediatria

La struttura è stata realizzata sulla base di un progetto che ha previsto lo spostamento del reparto di Pediatria verso l’ampia area delle ex stanze degenze ‘paganti’ ubicate al terzo piano del ‘Corpo L’.

Il piano ristrutturato ospita tre aree dedicate alla pediatria: accettazione, ambulatori e degenze. Gli obiettivi principali includono l’integrazione funzionale delle unità, la razionalizzazione dei collegamenti per ridurre l’attesa, l’umanizzazione degli ambienti di degenza, la garanzia di privacy e comunicazione. Particolare attenzione anche  all’integrazione della tecnologia per un’efficienza gestionale orientata alle esigenze dei pazienti.

Punto di riferimento della sanità lombarda

“Questa  ha detto l’assessore regionale al Welfare – è una giornata molto importante e significativa .  Oltre a visitare la struttura, ho potuto incontrare una squadra di persone giovani, competenti, appassionate che lavorano in questa realtà. I pediatri sono uno dei punti di riferimento della sanità lombarda perché si occupano di quelle che sono le generazioni più importanti e decisive. In questa occasione voglio ribadire che non abbiamo alcuna intenzione di ridurre le attività del nostro personale sanitario ma anzi intendiamo garantire ai medici, agli infermieri e a tutte le professioni sanitarie assistenza, collaborazione e vicinanza perché lavorano davvero in modo encomiabile”.

Maggiore privacy e costante attenzione

“La ristrutturazione dell’area materno infantile del presidio ospedaliero di Voghera – ha detto l’assessore  alla Famiglia – è la testimonianza della costante attenzione di Regione Lombardia alle esigenze del territorio. L’intervento potenzierà l’organizzazione funzionale delle unità di degenza e delle singole unità di servizi. Saranno  razionalizzati i collegamenti al fine di evitare interferenze, attese e assembramenti. Il miglioramento della qualità delle aree di degenza ha come obiettivo il perseguimento di una maggior privacy anche nella fase dell’orientamento, dell’informazione e della comunicazione. La maternità deve essere sempre più considerata un’esperienza che richiama l’attenzione e l’impegno dell’intera comunità. Per questo l’operato del sistema socio sistema sanitario è rivolto a rendere sempre più serena l’attesa e la crescita di ogni nuovo nato”.

 

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Due pazienti uniti da un doppio trapianto all’ospedale Niguarda di Milano

Paola e Zaidane non si incontreranno mai, ma in qualche modo vivranno insieme per sempre. Lui ha attraversato migliaia di chilometri a piedi e almeno 8 nazioni diverse prima di arrivare in Lombardia, dove ha scoperto di avere un grave problema di salute. Lei soffre di una malattia rara che la costringe alla dialisi e che ha portato il suo fegato a pesare, da solo, più di 10 kg. Entrambi sono stati ricoverati in condizioni critiche, e sono subito diventati il simbolo di tutti i percorsi di trapianto, in cui si intrecciano i destini di un donatore e di un ricevente. Zaidane, deceduto per la sua malattia, è diventato donatore di organi e ha salvato Paola, che ha ricevuto un rene e un fegato nuovi grazie a un doppio intervento all’Ospedale Niguarda di Milano: presto potrà tornare a una vita il più possibile normale.

La storia di Zaidane

Zaidane (nome di fantasia) era un cittadino bengalese di 38 anni. Era partito a piedi dal suo Paese e aveva attraversato camminando parte del Medio Oriente e dei Balcani, per arrivare in Lombardia un anno fa in cerca di riscatto. Qui aveva trovato un lavoro e una vita nuova. Non sapeva però di avere una grave ipertensione, che un giorno gli provoca una vasta emorragia cerebrale: viene ricoverato nella terapia intensiva di un ospedale lombardo, i medici fanno il possibile per salvarlo ma i danni neurologici erano già troppo estesi. Poco dopo Zaidane va in arresto cardiaco ed entra in uno stato di coma profondo irreversibile.

Il consenso al prelievo degli organi

Non è affatto semplice rintracciare la sua famiglia per avvertirla, ma si riesce a contattare la sorella in patria e ad aiutarla a superare sia la burocrazia, sia le difficoltà per il viaggio. Lei raggiunge il fratello e insieme al resto della famiglia, contattata telefonicamente, dà il consenso al prelievo degli organi, che effettuano i chirurghi di Niguarda.

Il ricovero di Paola al Niguarda

Negli stessi giorni proprio a Niguarda è ricoverata Paola (nome di fantasia), 50 anni, affetta da una malattia rara ma devastante: la policistosi epato-renale, a causa della quale ha perso il rene destro e che la costringe alla dialisi 3 volte alla settimana. Il suo fegato, provato dalla patologia, è arrivato a pesare oltre 10 kg, impedendole di mangiare regolarmente o anche solo di stare seduta. La sua vita è compromessa in modo radicale, e l’unica salvezza è il trapianto combinato di rene e di fegato: ma trovare due organi che siano entrambi contemporaneamente compatibili con Paola non è immediato, e la paziente rimane in lista d’attesa.

Perfetta compatibilità

“Sono stati proprio il fegato e il rene di Zaidane a salvare la vita alla paziente – spiega Luciano De Carlis, direttore della Chirurgia Generale e dei Trapianti di Niguarda – perché la loro compatibilità era perfetta. Per prima cosa abbiamo ‘ricondizionato’ il fegato, con una procedura di perfusione che ci ha permesso di ottimizzarne la qualità e di garantirne una eccellente ripresa funzionale, poi lo abbiamo trapiantato. Subito dopo abbiamo ricondizionato anche il rene, mentre i colleghi Rianimatori stavano completamente ristabilizzando la paziente. Dopo 52 ore abbiamo potuto trapiantare anche il rene, ed entrambi gli interventi sono stati coronati da successo. Ora Paola sta bene, è già uscita dalla Rianimazione e potrà tornare presto alla vita di tutti i giorni, ma soprattutto non dovrà più ricorrere alla dialisi“.

Alberto Zoli (dg Niguarda): ai primi posti in Italia per numero di trapianti eseguiti

“L’Ospedale Niguarda – spiega il direttore generale Alberto Zoli – è primo in Lombardia e ai primi posti in Italia per numero di trapianti eseguiti, e non è un caso se proprio qui si incrociano i destini di tantissimi donatori e riceventi. Ha al suo attivo numerosi record: in 51 anni ha raggiunto il traguardo di 7.500 trapianti d’organo, di cui quasi 2.600 solo di fegato. Per citarne alcuni, ha eseguito nel 2001 il primo trapianto di fegato da vivente in Italia tra riceventi adulti, il primo trapianto combinato fegato-pancreas nel 2007, il primo trapianto al mondo da donatore a cuore fermo nel 2015″.

Il lavoro di squadra

“Queste attività sono possibili – aggiunge Zoli – solo in un grande Ospedale dove le equipe lavorano in squadra e sono in grado di dare una risposta concreta ad ogni bisogno specifico del paziente, perché ci sono tutte le competenze per gestire ogni urgenza clinica e sanitaria. Così come è da sottolineare il ruolo indispensabile di tutte le strutture sanitarie regionali – conclude Zoli – che svolgono un enorme lavoro di presa in carico della donazione dopo la morte, garantita in tutte le strutture sanitarie nel rispetto della volontà dichiarata in vita o espressa dai familiari”.

 

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