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I nuovi ristoranti più belli del mondo dal punto di vista architettonico: i premi 2026

La bellezza passa sempre più spesso anche dalla tavola e la nuova selezione dei Prix Versailles ne spiega il motivo: il premio che annualmente celebra i 16 ristoranti più scenografici del mondo, svela infatti i migliori luoghi dove mangiare non solo dal punto di vista culinario, ma anche architettonico. I ristoranti si trasformano così in vere e proprie destinazioni di viaggio, tra design spettacolari, interni immersivi e cucine d’autore.

Dal Giappone agli Stati Uniti, passando per Hong Kong, Europa e Africa, questi ristoranti sono capaci di unire creatività e sostenibilità intelligente, dando vita a spazi in cui l’architettura dialoga con il paesaggio e con la cucina. Ecco tutti i ristoranti più belli del 2026 premiati.

Peridot – Hong Kong, Cina

Un locale surreale sospeso nel grattacielo The Henderson, uno dei più innovativi di Hong Kong: Peridot, progettato dallo Studio Paolo Ferrari, è universo verde e luminoso, con oltre 20.000 luci e superfici specchiate. Mixology, cibo vegano, arte e design (c’è anche un pianoforte completamente verde) si fondono in un’esperienza quasi onirica.

Più di 20mila luci nel ristorante verde Peridot
Più di 20mila luci nel ristorante verde Peridot

Nobu One Za’abeel – Dubai, Emirati Arabi Uniti

Sospeso a 100 metri d’altezza, lungo l’imponente passerella a sbalzo che collega le due torri del complesso One Za’abeel, il ristorante dello chef Nobu Matsuhisa unisce la tradizione giapponese alle influenze sudamericane: ogni dettaglio architettonico del progetto firmato da Rockwell Group, incarna perfettamente l’idea di un ponte tra culture diverse.

Di giorno, le viste panoramiche su Dubai trasformano il pasto in un’esperienza immersiva e coinvolgente, mentre la sera l’atmosfera cambia e inizia a brillare con DJ resident e ospiti internazionali che scandiscono il ritmo insieme ai cocktail d’autore.

Nobu One Za'abeel a 100 metri di altezza a Dubai
©Alex Jeffries
Nobu One Za’abeel a 100 metri di altezza a Dubai

Le Fou – Vienna, Austria

Un cocktail bar che racconta una Parigi notturna filtrata attraverso Vienna. Le Fou si sviluppa come un percorso di stanze intime e teatrali, tra velluti, pietra, metalli patinati e luci soffuse nella lounge principale e nella Golden Lounge, più riservata. Nel progetto firmato dal fondatore Alexander Schrack e dall’interior designer Theresa Obermoser, il concetto di lusso non è legato all’ostentazione, ma alla qualità duratura dei materiali.

Le Fou, suggestioni tra Parigi e Vienna
©Vigo Jansons
Le Fou, suggestioni tra Parigi e Vienna

Monti – Gstaad, Svizzera

Tra legno alpino e design contemporaneo, Monti reinterpreta lo spirito delle montagne svizzere con eleganza essenziale, tra legno, tessuti e artigianato locale che qui vengono reinterpretati in chiave elegante e minimale. Firmato da Jakob Sprenger e dalla creative director Antonia Crespí, il ristorante fonde cucina italiana e atmosfera conviviale con vista sulle Alpi.

Il ristorante Monti a Gstaad
©Giulio Ghirardi
Il ristorante Monti a Gstaad

Akira Back – Hong Kong, Cina

Nel grattacielo firmato Zaha Hadid Architects, Akira Back è energia pura. AB Concept disegna uno spazio dinamico, tra linee morbide, luci scultoree, legno e altri dettagli materici. La cucina fusion dello chef ex snowboarder diventa così un’esperienza multisensoriale sospesa sulla città.

Ristorante Akira Back a Hong Kong
© Owen Raggett
Le atmosfere immersive del ristorante Akira Back a Hong Kong

Hana no Kumo – Hong Kong, Cina

Si traduce letteralmente come “nuvola di fiori” ed è a tutti gli effetti un luogo ispirato ai sakura giapponesi. HBA firma un ambiente intimo di Hana no Kumo con 24 posti, legno chiaro, carta washi e luce rosa, che trasformano il kappou in una scena sospesa tra ritualità e contemplazione.

Gli spettacolari interni di Hana no Kumo a Hong Kong
©Owen Raggett
Gli spettacolari interni di Hana no Kumo a Hong Kong

Monsieur Dior by Anne-Sophie Pic – Pechino, Cina

Nel cuore della nuova Maison Dior a Pechino, nel distretto di Sanlitun, Anne-Sophie Pic costruisce un dialogo tra couture e cucina. Il progetto, inserito nell’architettura di Christian de Portzamparc, intreccia arte, fotografia e accenti rossi simbolo di energia e vita. Ebano, onice e petali scolpiti definiscono il bar, mentre la terrazza allarga i confini tra Parigi e la California.

L'interno di Monsieur Dior by Anne-Sophie Pic
©Dior
L’interno di Monsieur Dior by Anne-Sophie Pic a Pechino

Escā Playa – Ras El Hekma, Egitto

Nel deserto egiziano, Escā Playa sembra scolpito dal vento e dal sole. L’architetto Mohamed Badie disegna una struttura organica tra sabbia e roccia, dove interno ed esterno si confondono in un paesaggio primitivo e contemporaneo allo stesso tempo.

L'architettura suggestiva di Escā Playa nel deserto egiziano
©Nour El Refai
L’architettura suggestiva di Escā Playa nel deserto egiziano

Finlandia Bistro – Helsinki, Finlandia

Dentro la Finlandia Hall di Alvar Aalto, affacciata sulla baia di Töölönlahti, il bistro firmato Fyra gioca sul dialogo tra eredità e contemporaneità. Materiali originali e nuove stratificazioni costruiscono un’atmosfera sobria, elegante e profondamente nordica.

Le linee essenziali del Finlandia Bistro a Helsinki
©Fyra
Le linee essenziali del Finlandia Bistro a Helsinki

Carbone – Londra, Regno Unito

Nel cuore di Mayfair, all’interno dell’ex sede dell’Ambasciata americana, Carbone reinterpreta il glamour Anni ’50 delle supper club americane. Ken Fulk ha costruito un teatro scenografico tra velluti, mosaici, boiserie laccate e una grande scalinata dipinta che accompagna verso un’esperienza immersiva e spettacolare. Non mancano opere contemporanee di artisti come René Ricard (1946–2014), Lola Montes e Ai Weiwei.

Carbone London, eleganza e raffinatezza
©Ken Fulk Inc_Major Food Group
Carbone London, eleganza e raffinatezza

Rosso – Hinganigada, India

Tra immense distese di vigneti e foreste, Rosso è un incontro tra Italia meridionale e India. Lo studio Humming Tree disegna un ambiente caldo e materico, dove marmo verde e legno scolpito richiamano la tradizione mediterranea in un contesto naturale immersivo e dai toni caldi all’interno dell’Hotel Irada.

Il ristorante Rosso, che unisce Mediterraneo e India
© Ishi Sitwala
Il ristorante Rosso, che unisce Mediterraneo e India

Marlow – Monaco

Situato in posizione privilegiata sulla piazza principale di Mareterra, nuovo quartiere di Montecarlo ricavato dal mare, Marlow è un club contemporaneo che richiama la presenza storica dei viaggiatori inglesi in Riviera a partire dalla metà del XVIII secolo. L’artista e architetto Hugo Toro ha creato un universo narrativo tra salotti e stanze tematiche, dove ogni spazio sembra una scena raccolta e teatrale. Nel piatto, i grandi classici britannici vengono riletti in chiave contemporanea, dando vita a un nuovo lifestyle culinario.

Gli interni di Marlow a Monaco
©Alexandre Tabaste
Gli interni di Marlow a Monaco

Lucia – Los Angeles, USA

Lucia porta a Los Angeles per la prima volta la cultura afro-caraibica in chiave contemporanea. Il progetto, firmato Preen Inc., vede un ambiente notturno con un’atmosfera da clubhouse, tra colori tropicali, texture ricche e dettagli scultorei ispirati a conchiglie e palme. Un ristorante che è anche spazio culturale e sonoro: il DJ, visibile attraverso il vetro fumé della cucina, accompagna la serata con un mix di rap, hip-hop e sonorità della tradizione caraibica.

Lucia porta a Los Angeles la cultura afro-caraibica
©Preen, Inc
Lucia porta a Los Angeles la cultura afro-caraibica

Monsieur Dior by Dominique Crenn – Beverly Hills, USA

Sopra Rodeo Drive, Dior incontra la cucina di Dominique Crenn. Peter Marino firma uno spazio luminoso ispirato ai giardini di Provenza, dove arte, couture e natura si fondono in una terrazza sospesa sulla California: si trova infatti al terzo piano della nuova House of Dior di Beverly Hills.

Ristorante Monsieur Dior by Dominique Crenn
©Dior
Ristorante Monsieur Dior by Dominique Crenn

Mottai – Coral Gables, USA

Minimalismo giapponese e teatralità contemporanea si incontrano da Mottai, a sud di Miami. Lo chef Brian Nasajon, in collaborazione con Saladino Design Studios, ha realizzato uno spazio attorno a un sushi bar centrale, dove la cucina diventa performance e il gesto dello chef parte dell’esperienza.

Mottai, tra minimalismo giapponese e teatralità
©Saladino Design Studios
Mottai, tra minimalismo giapponese e teatralità

Amura by Ángel León – Cape Town, Sudafrica

Quello che si vive da Amura by Ángel León (conosciuto come lo “chef del mare”) è un viaggio tra oceani e biodiversità. Firmato da Tristan du Plessis, è un ristorante che trasforma la cucina marina in un’esperienza immersiva tra alghe, luci profonde e atmosfere ispirate alla straordinaria biodiversità della costa di Cape Town, dove si incontrano l’Oceano Atlantico e l’Oceano Indiano.

L'eleganza indiscreta di Amura by Ángel León
©Claire Gunn
L’eleganza indiscreta di Amura by Ángel León

Perché Hong Kong è la meta perfetta dove andare la prossima estate

C’è una città che riesce a essere futuristica e profondamente tradizionale allo stesso tempo, verticale ma anche sorprendentemente verde, frenetica eppure capace di rallentare all’improvviso. Hong Kong è tutto questo. E l’estate, contro ogni luogo comune, è uno dei momenti migliori per scoprirla: giornate lunghe, atmosfera vivace, festival, spiagge a pochi minuti dal centro e una scena gastronomica che non conosce stagioni. A rendere l’idea del viaggio ancora più concreta, ora, è un nuovo collegamento dall’Italia.

Nuovo collegamento tra Italia e Hong Kong

Il ponte aereo tra l’Italia e Hong Kong si rafforza. Cathay Pacific ha annunciato l’ampliamento del collegamento diretto tra Roma Fiumicino e Hong Kong: per l’estate 2026 i voli settimanali saliranno a quattro. Un segnale chiaro, senza troppi giri di parole, che racconta una domanda in crescita e una rotta che funziona. A partire dal 30 marzo e fino al 24 ottobre 2026 i collegamenti stagionali partiranno da Roma Fiumicino di lunedì, mercoledì, giovedì e sabato.

La compagnia, del resto, è già presente nel nostro Paese con i voli diretti da Aeroporto di Milano Malpensa. Roma, però, aggiunge un tassello diverso: un bacino turistico enorme, una città che parla al mondo e che continua ad attrarre viaggiatori da ogni latitudine. L’aumento delle frequenze risponde proprio a questo doppio movimento, in uscita e in entrata.

Adrien Ng, Area Head Southern Europe di Cathay, spiega che la domanda verso Hong Kong e verso l’area Asia-Pacifico è forte, e l’obiettivo è offrire più flessibilità, più opzioni e più possibilità di scegliere. L’Italia, nelle sue parole, non è solo una destinazione turistica globale, ma anche un nodo fondamentale per i legami commerciali e culturali tra Europa e Asia.

Per chi parte da Roma, il vantaggio è evidente: arrivare a Hong Kong significa entrare in uno degli hub più efficienti al mondo. Da lì, le connessioni verso l’Asia-Pacifico sono rapide, fluide, quasi naturali. Tokyo, Seoul, Bangkok, Sydney: tutto sembra più vicino quando il primo tratto è diretto.

Hong Kong skyline
iStock
In estate nuovi voli diretti dall’Italia per Hong Kong

Eventi da non perdere a Hong Kong in estate

L’estate a Hong Kong non è mai solo una stagione: è un calendario fitto, spesso caotico, sempre sorprendente. Già dalla primavera la città cambia ritmo e diventa un palcoscenico continuo, dove cultura, sport e tradizioni locali si sovrappongono senza chiedere permesso.

Il primo segnale arriva con il French May Arts Festival, che da metà marzo si allunga fino a metà luglio. Non è un singolo evento, ma una costellazione di appuntamenti disseminati ovunque: musei, teatri, spazi all’aperto. Mostre, danza, cinema, musica. La Francia si racconta a modo suo, e Hong Kong ascolta, curiosa. Le date precise spesso arrivano tardi, ma è parte del gioco: qui si scopre strada facendo.

A maggio, dal 17 al 21, l’atmosfera cambia ancora. La Tsing Yi Tin Hau Celebration porta al centro della scena una delle feste tradizionali più sentite. Processioni, rituali, colori forti, incenso nell’aria. È un evento che non si pubblicizza troppo, ma che racconta molto più di mille brochure cosa significa vivere Hong Kong.

Poi arriva l’estate vera, quella di fine giugno e inizio luglio. Il 27 e 28 giugno 2026 il porto si anima con le Sun Life Hong Kong International Dragon Boat Races. Tamburi, remi che colpiscono l’acqua all’unisono, squadre da tutto il mondo. Una competizione antica, diventata spettacolo globale senza perdere il suo cuore.

Dal 3 al 7 luglio 2026, la città accoglie la Lions Clubs International Convention. Migliaia di delegati, parate, cerimonie, incontri all’AsiaWorld-Expo. Un evento enorme, che riempie hotel e strade, e che per qualche giorno rende Hong Kong un vero crocevia internazionale.

Queste sono le città con il maggior numero di grattacieli al mondo

Per gli appassionati di architettura, skyline futuristici e visite panoramiche, ciascuna di queste 10 metropoli offre uno spettacolo unico. Queste sono le 10 città del mondo con il maggior numero di grattacieli completati, definiti come edifici abitabili alti almeno 150 metri, secondo il database ufficiale del Council on Tall Buildings and Urban Habitat (CTBUH).

Il CTBUH è l’organizzazione di riferimento internazionale no profit per la documentazione degli edifici alti, con informazioni dettagliate sulle misure architettoniche, l’altezza, lo stato di completamento e i record ufficiali.

L’elenco è aggiornato a metà 2025 e copre le città con almeno 100 grattacieli. Ogni paragrafo della classifica, dal decimo al primo posto, include il numero di edifici ≥150m, il grattacielo più alto e alcuni dettagli caratteristici.

Questa classifica CTBUH mostra come la Cina domini il panorama mondiale dei grattacieli: tre città – Hong Kong, Shenzhen e Guangzhou – occupano le prime cinque posizioni. Dubai e New York restano simboli globali della modernità architettonica, mentre metropoli emergenti come Wuhan e Chongqing continuano a crescere vertiginosamente.

Chongqing, Cina

Con 149 edifici completati alti almeno 150m Chongqing è la decima città al mondo per numero di grattacieli. Situata nel sud-ovest della Cina, si è sviluppata rapidamente negli ultimi due decenni. Il grattacielo completato più alto in città è il Raffles City Chongqing T3N, che raggiunge i 354 m, dominando lo skyline del centro urbano.

Tokyo, Giappone

Con 175 edifici completati ≥150m: Tokyo, la giapponese metropoli moderna per eccellenza, occupa il nono posto. Tra i suoi grattacieli più alti figurano edifici residenziali e direzionali, affiancati dal più alto edificio della città Mori JP Tower, completato nel 2023 con 327m.

Wuhan, Cina

Con 193 grattacieli completati alti almeno 150m: Wuhan, soprannominata la “Chicago della Cina” per la sua posizione strategica e il suo ruolo di importante snodo dei trasporti nella Cina centrale, ha recentemente superato Kuala Lumpur per numero di edifici alti. La città ospita diversi “supertall”, tra cui il progetto Wuhan Greenland Center (476m).

Kuala Lumpur, Malesia

Con 193 edifici completati ≥150m, Kuala Lumpur vanta uno skyline iconico con le Petronas Twin Towers 1-2 (451.9m) e il nuovo Merdeka 118, completato nel 2023 e alto 679m. Kuala Lumpur è la città più alta della Malesia e la quinta città più alta in Asia.

Shanghai, Cina

198 grattacieli completati alti almeno 150m mettono Shanghai è al sesto posto di questa classifica. Il suo skyline futuristico dominato dalla Shanghai Tower con 632m su 128 piani, è il grattacielo più alto della Cina ed il terzo più alto al mondo, dopo il Burj Khalifa a Dubai ed il Merdeka 118 a Kuala Lumpur.

Guangzhou, Cina

204 sono gli edifici completati maggiori o uguali a 150m a Guangzhou, importante città del delta del fiume delle Perle. Il più iconico è il Guangzhou CTF Finance Centre, alto 530m, terzo edificio più alto in Cina e ottavo al mondo. Sebbene la Canton Tower arrivi a 600m, essa è una torre e non considerata edificio abitabile.

Dubai, Emirati Arabi Uniti

Grattacieli ≥150m: 270 edifici completati a Dubai. Questa metropoli occupa la quarta posizione globale, con una concentrazione impressionante di edifici alti.

Il Burj Khalifa è l’edificio più alto al mondo.
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Vista aerea della città di Dubai

Il fiore all’occhiello è il Burj Khalifa, l’edificio più alto al mondo con 828 m e 163 piani, inaugurato nel 2010.

New York City, Stati Uniti

317 sono i grattacieli completati (alti almeno 150 m) a New York. La città è al terzo posto e rappresenta il centro storico della verticalità: il One World Trade Center, alto 541m su 104 piani, domina Manhattan, completato nel 2014 come simbolo di rinascita e resilienza.

Shenzhen, Cina

444 grattacieli completati alti almeno 150m a Shenzhen che si conferma al secondo posto mondiale, con un boom edilizio inarrestabile. Il Ping An Finance Centre, alto 599m, è il suo grattacielo più alto, completato nel 2017 e contribuisce a consolidare l’immagine della città come il cuore finanziario emergente della Cina.

Hong Kong, Cina

Con 569 edifici completati (alti almeno 150m) Hong Kong guida la classifica globale. Il grattacielo più alto è l’International Commerce Centre con 484m su 108 piani, completato nel 2010. La città ovviamente detiene anche i record di città più alta in Asia e in Cina.

Alla scoperta di Tung Lung Chau, l’isola nascosta tra mare e roccia

A volte, per evadere dal caos urbano di una metropoli come Hong Kong, non serve prendere un volo o allontanarsi per giorni: basta salire su un traghetto e lasciarsi cullare dalle onde per una quarantina di minuti. È così che si arriva a Tung Lung Chau, un piccolo gioiello selvaggio adagiato al largo della costa orientale di Hong Kong. Sebbene la città sia a due passi, l’atmosfera qui è differente: silenziosa, naturale, intrisa di storia e di vento salmastro.

Anche conosciuta come Tung Lung Island, è un richiamo irresistibile per chi ama l’avventura senza rinunciare alla semplicità. Tra campeggi sotto le stelle, escursioni lungo scogliere panoramiche, siti archeologici e arrampicate, l’isola è la quintessenza del contatto diretto con la natura.

Come arrivare a Tung Lung Chau

Nonostante l’apparente isolamento, Tung Lung Chau si raggiunge con facilità. Il modo più pratico è imbarcarsi su uno dei traghetti (conosciuti come kaito) che partono nei weekend e nei giorni festivi sia dal lato di Kowloon che dall’Isola di Hong Kong. La traversata dura tra i 40 e i 45 minuti.

L’isola dispone di due approdi: il molo di Nam Tong, a sud, considerato il principale, e il molo di Fat Tong, a nord, molto più vicino alle aree di campeggio. I due moli distano una quindicina di minuti a piedi l’uno dall’altro, collegati da un sentiero che attraversa l’interno dell’isola.

I luoghi da non perdere a Tung Lung Chau

L’isola è una sorpresa continua per chi è disposto a camminare. Non serve molto tempo per visitare le sue attrazioni principali, ma ogni angolo nasconde un dettaglio inaspettato e un panorama che si apre all’improvviso.

L’incisione rupestre più grande di Hong Kong

Nel cuore dell’isola, a breve distanza dal molo di Nam Tong, si trova una delle testimonianze più enigmatiche del passato di Hong Kong: un’enorme incisione rupestre, la più grande mai scoperta nella regione.

Dalle dimensioni imponenti (180 centimetri per 240 centimetri), colpisce al primo sguardo per le linee curve e intricate, che sembrano disegnare le fattezze di un drago. Nessuno sa con esattezza quando o perché sia stata realizzata, ma è certo che fosse già lì nel 1819.

È come se quest’opera silenziosa sorvegliasse l’isola da secoli, testimone muto di epoche dimenticate.

Il Forte di Tung Lung

Spostandosi verso nord, nei pressi del molo di Fat Tong, si incontra il suggestivo Forte di Tung Lung, eretto in epoca imperiale e poi dichiarato monumento storico: un tempo conosciuto come Forte di Fo Tang Men, controllava il passaggio marittimo da cui entravano le giunche dirette a Hong Kong.

Affacciato su uno stretto strategico, il forte domina ancora oggi la baia, a ricordo del passato bellico e commerciale dell’isola. Non è difficile, camminando tra le sue rovine, immaginare le sentinelle osservare il mare in cerca di navi nemiche.

La Grotta Navale

Vicino al forte, la costa frastagliata custodisce un altro tesoro: la Grotta Navale, una cavità naturale scolpita nella roccia, accarezzata dalle onde.

Da questo incredibile punto panoramico si possono osservare sia le pareti usate per l’arrampicata, sia l’orizzonte che si fonde con il mare.

Le incredibili formazioni rocciose

Tung Lung Chau è anche un regno per gli amanti delle stranezze geologiche. Una delle più rappresentative è un grande masso arroccato in cima a una collina, visibile da ogni zona dell’isola e raggiungibile con un breve sentiero in salita. Lì, sospesi tra cielo e mare, è facile sentirsi minuscoli e, allo stesso tempo, infiniti.

Cosa fare a Tung Lung Chau: avventura in libertà

Sentiero nell'isola di Tung Lung Chau
iStock
Sentiero escursionistico con vista mare

Non c’è bisogno di strutture turistiche o di itinerari organizzati per godersi Tung Lung Chau. La sua bellezza è proprio nella semplicità con cui riesce a offrire avventura e pace allo stesso tempo.

Dormire sotto le stelle: il campeggio

Se la vita urbana vi sta stretta, una notte sull’isola può essere la medicina perfetta. I campeggi nella zona settentrionale sono ben mantenuti e molto frequentati nei weekend. L’atmosfera, però, resta quella di un ritiro intimo, fatto di falò, silenzi, cielo stellato e il suono costante delle onde in lontananza.

Arrivare con la propria tenda e sistemarsi tra gli alberi o in riva al mare regala un’esperienza che raramente si può vivere così vicino a una metropoli come Hong Kong.

A piedi tra storia e natura: l’escursionismo

Il modo più semplice per esplorare l’isola è camminare. Che si tratti di una semplice passeggiata tra i due moli o di affrontare l’intero percorso ad anello di 8 chilometri, l’escursione a Tung Lung Chau è un viaggio al cospetto di scenari mutevoli, tra colline, dirupi, forti antichi e viste che non si possono dimenticare.

Il sentiero tocca tutti i punti principali e conduce anche fino alla vetta di Nam Tong, il punto più alto dell’isola, da cui si gode un panorama che ripaga ogni passo.

L’adrenalina dell’arrampicata

Tung Lung Chau è considerata un vero e proprio paradiso per chi ama l’arrampicata su roccia: le pareti naturali propongono percorsi per tutti i livelli e sono tra i più popolari dell’intera Hong Kong.

Dalla zona della Grotta Navale fino alle falesie a picco sul mare, è facile incontrare scalatori impegnati a conquistare la roccia, sospesi tra cielo e terra.

Turismo, Brescia attira nuovi viaggiatori, esteri e altospendenti

Una provincia, quella di Brescia, che in tema di turismo è sempre più cosmopolita, raffinata e ricercata. È questa l’immagine emersa al convegno ‘Turismi emergenti in provincia di Brescia, opportunità di sviluppo da Nord America e Medio Oriente‘, organizzato da Visit Brescia. Ai lavori è intervenuta l’assessore al Turismo, Marketing territoriale e Moda di Regione Lombardia Barbara Mazzali, con i presidenti di Visit Brescia Eugenio Massetti, e della Camera di Commercio Roberto Saccone. Tra i partecipanti anche l’economista e storico Giulio Sapelli.

A Brescia turismo di qualità in crescita

“La provincia di Brescia – ha affermato Mazzali – non è più una sorpresa, è una certezza. I numeri confermano una crescita costante, ma quello che più colpisce è il salto qualitativo. Chi sceglie Brescia non lo fa solo infatti solo per i suoi laghi o le sue montagne, ma per un’offerta culturale, enogastronomica e artigianale di altissimo livello”.

I dati  del 2024

Nel 2024, infatti, la provincia ha registrato oltre 9 milioni di pernottamenti da parte di turisti stranieri, con una quota estera pari al 73% del totale. Gli arrivi internazionali hanno rappresentato il 60,5% degli ingressi complessivi, per un totale di circa 2 milioni di visitatori.

“Questo territorio – ha sottolineato l’assessore – sa accogliere con autenticità e con stile. I visitatori cercano emozioni, non solo luoghi, e qui le trovano. Dai riflessi del lago di Garda alla spiritualità della Valle Camonica, dalle eccellenze dell’arte alla maestria delle manifatture, Brescia è una destinazione che racconta l’Italia più vera, e al tempo stesso più sofisticata”.

Una provincia, quindi, che piace sempre di più, non solo ai turisti tedeschi, che rappresentano ancora il 47% delle presenze internazionali ma anche a viaggiatori che provengono da ogni parte del mondo.

Nuovi mercati

“Oggi – ha evidenziato Mazzali – si affacciano con forza nuovi mercati ad alto valore, come quelli provenienti dal Medio Oriente e dall’Asia. Emirati Arabi, Kuwait, Qatar, Hong Kong, Cina e Kazakistan sono tra i Paesi più dinamici in termini di presenze e capacità di spesa. Questi turisti dispongono di elevata capacità di spesa, e sono attratti dal Made in Italy più prezioso: moda, gioielleria, design”.

“Il turismo del lusso – ha ribadito –  trova così una ‘nuova casa’. Anche qui infatti si sta affermando con forza il ‘shopping tourism’, che porta con sé economia, lavoro e nuove opportunità. Il Bresciano sa essere accogliente e elegante, un luogo ideale per chi cerca esperienze esclusive ma autentiche”.

Accoglienza di qualità

L’assessore ha poi rivolto un messaggio diretto agli operatori locali. “Questa – ha concluso – è un’occasione da cogliere: serve una rete pronta, capace di rispondere con servizi su misura, accoglienza di qualità, storytelling territoriale. Unire il valore dell’offerta a quella capacità di comunicare emozioni, sarà sicuramente il volàno per far diventare Brescia una delle capitali italiane del turismo internazionale di alta fascia”.

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Migliaia di sculture di panda danno il benvenuto ai turisti all’aeroporto di Hong Kong

Ammettiamolo, chi non ama i panda? Ad amarli in modo particolare, però, c’è Hong Kong dove durante il mese di dicembre sarà possibile vederne a migliaia sparsi per tutta la città. Non stiamo parlando di panda veri e propri, ma di sculture realizzate appositamente da AllRightsReserved, la mente creativa dietro il progetto diventata famosa in passato grazie alla realizzazione di altre sculture giganti iconiche come 100% Doraemon & Friends Tour Hong Kong e Double Ducks.

La cerimonia d’apertura dell’evento Panda Go! Fest Hk si è tenuta oggi all’aeroporto di Hong Kong, dove i turisti sono stati accolti in modo particolarmente speciale con i 2.500 esemplari sparsi per la pista. Il panda non è un animale scelto a caso. Molti di voi magari ricorderanno la notizia che ha fatto sciogliere i cuori di tutto il mondo relativa alla nascita dei due cuccioli di panda nati nel parco a tema locale Ocean Park. Questi due cuccioli, oltre a essere particolarmente teneri, ricoprono anche un ruolo centrale dal punto di vista simbolico e politico.

Le sculture, dopo l’inaugurazione all’aeroporto, verranno esibite in altre parti della città in date ben precise. Dove e quando vederle? Ve lo sveliamo di seguito!

Dove vedere le sculture dei panda giganti

Un totale di 2.500 sculture di panda sono apparse oggi all’aeroporto di Hong Kong e per tutto il mese di dicembre saranno esibite in altrettante location sparse per la città insieme ad altri personaggi speciali come Ying Ying (la madre dei cuccioli gemelli), Le Le (il padre), Keke e An An (i nuovi cuccioli ricevuti dalla Cina) e gli adorabili panda gemelli. Dietro l’evento Panda Go! Fest Hk si cela la creatività di AllRightsReserved che ha scelto il numero 2.500 per un motivo ben preciso: si tratta di un omaggio alla popolazione mondiale di panda giganti che quest’anno ha superato i 2.500 esemplari.

Le sculture, alle quali si potrà accedere gratuitamente, saranno esibite in diversi luoghi iconici della città a partire da Avenue of Stars il 7 e l’8 dicembre, un popolare quartiere dello shopping, il 14 e il 15 dicembre a Ngong Ping 360 a Lantau Island, il 21 e il 22 dicembre all’Ocean Park dove si trovano i cuccioli di panda reali insieme ai loro genitori e alla coppia di cuccioli arrivata quest’anno. Infine, l’ultima mostra è prevista il 25 e il 26 dicembre a Sun Yat Sen Memorial Park.

Fate attenzione ad alcune sculture in edizione speciale: in occasione dell’evento sono stati coinvolti anche artisti famosi come Pharrell Williams, Huang Bo, Du Juan e Kasing Lung ai quali è stato chiesto di contribuire alla creazione di modelli speciali che poi verranno venduti e i ricavi utilizzati per continuare la lotta alla conservazione del panda, animale in via di estinzione.

Panda Hong Kong aeroporto
Fonte: GettyImages
I panda all’aeroporto di Hong Kong

Perché il panda è un simbolo importante per Hong Kong

Il panda, nella sua tenerezza, rappresenta anche un mezzo importante, soprattutto dal punto di vista turistico. Sembrerebbe, infatti, che la presenza dei cuccioli gemelli e degli altri panda, seppur tenuti in cattività e dispendiosi economicamente, possa aiutare il Paese ad attirare più visitatori. L’obiettivo è quello di rivitalizzare l’economia puntando al turismo e a quella che viene considerata la mascotte non ufficiale della Cina. Inoltre, il panda è anche uno strumento da non sottovalutare dal punto di vista diplomatico proprio nei rapporti che Hong Kong ha con Pechino.

Moda, assessore Mazzali riceve a Palazzo Lombardia delegazione Hong Kong

La Lombardia si conferma ancora una volta come un punto di riferimento internazionale per Moda e Design. Tutto ciò grazie anche alla visione e all’intraprendenza dei suoi imprenditori illuminati. A Palazzo Lombardia, l’assessore regionale al Turismo, Marketing territoriale e Moda Barbara Mazzali ha incontrato una delegazione di Hong Kong, una delle aree più dinamiche del mondo, soprattutto nel settore del fashion e del design.

Moda e Design, sinergie tra Lombardia e Hong Kong

La delegazione, composta dal presidente dell’Istituto di Design di Hong Kong Victor Lo, dal docente Eric Yim, dal console generale di Hong Kong Carmelo Ficarra, dal capo dell’ufficio a Milano di Hong Kong Trade development council Gianluca Mirante, ha discusso delle prospettive di collaborazione tra Lombardia e Hong Kong. Tra i temi affrontati, ipotesi di programmi di scambio tra studenti dei settori della moda e del design, la partecipazione di giovani talenti di Hong Kong a eventi di rilievo come la Milano Fashion Week o la Milano Design Week. Sul tavolo anche la possibilità di dedicare spazi a stilisti emergenti lombardi durante la Business of Design Week di Hong Kong.

Scambi tra Università

Un altro tema di grande interesse riguarda la creazione di percorsi in incubatori dedicati agli studenti lombardi e di Hong Kong. L’obiettivo è di arricchirne le competenze attraverso esperienze formative incentrate sull’innovazione tecnologica. Questi progetti potrebbero coinvolgere anche grandi aziende, che fungerebbero da sponsor. In questo modo si apre così anche la strada a futuri percorsi professionali per i giovani creativi.

L’assessore Mazzali ha sottolineato poi l’importanza di continuare a costruire un ‘ponte’ tra i talenti di Regione Lombardia, riconosciuta a livello mondiale come patria di eccellenza nell’industria della moda e del design, e il crescente mercato cinese. Mercato che guarda alla nostra regione con interesse sempre maggiore.

“Dopo il successo della Shenzhen-Milano Lifestyle Week – ha dichiarato Mazzali – intendiamo proseguire in questa direzione. Hong Kong, con la sua densità demografica e il suo spirito cosmopolita, offre ai nostri creativi opportunità uniche di crescita tecnica, culturale e artistica. L’innovazione in moda e design nasce sempre dall’apertura mentale e dallo scambio interculturale. Senza però – ha concluso l’assessore – perdere di vista le proprie radici e tradizioni.”

Nel corso dell’incontro, l’assessore Mazzali ha aperto anche  alla possibilità di estendere le collaborazioni  ai settori della cosmetica e del turismo. Così facendo ha ottenuto un forte riscontro positivo da parte della delegazione di Hong Kong.

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In mostra oltre 2.500 disegni dei bambini ucraini a Palazzo Lombardia

“Ospitare in Regione la mostra dei disegni dei bambini ucraini è un segno di attenzione verso il dramma che si sta vivendo in quelle terre. Ascoltare la voce dei giovani è un’operazione necessaria e lo è ancor di più nei luoghi dove manca la pace”.

Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, partecipando alla conferenza stampa di presentazione di ‘Colors to draw peace‘, esposizione di disegni dei bambini ucraini che sarà aperta al pubblico dal 12 al 29 gennaio nello Spazio IsolaSet di Palazzo Lombardia.

“La sofferenza delle persone e dei bimbi – ha proseguito il governatore – non deve passare in secondo piano. E’ estremamente importante dare la possibilità ai ragazzi di esprimere il loro punto di vista e il loro messaggio su una realtà terribile che non deve essere dimenticata”.

Sottosegretario Cattaneo: il lavoro della cooperazione lombarda

All’evento è intervenuto anche il sottosegretario regionale alle Relazioni Internazionali ed Europee, Raffaele Cattaneo: “Il progetto di cooperazione internazionale che Regione ha sostenuto con le associazioni non governative lombarde contiene azioni di sostegno alle persone e in particolare ai bambini. Spesso pensiamo alla guerra con riferimento alle immagini di macerie. Ma la vera distruzione è quella psicologica, ovvero la distruzione della vita normale. Sostenere chi fa progetti di supporto rispetto al disagio dei bambini e delle famiglie è un punto focale della nostra attività di cooperazione”.

La conferenza stampa si è svolta in collegamento video con 200 bambini e le loro famiglie in Ucraina. L’esposizione, con più di 2.500 disegni, ha già fatto tappa in diverse regioni e al Parlamento europeo. Contiene disegni di bambini e ragazzi dai 5 ai 17 anni, progetto Birds of Peace e Watermelon, disegni dei bambini di Irpin e disegni dei bambini di Zhitomir e Chernigov del progetto realizzato dalla fondazione Terre des Hommes in Ucraina. Oltre alle opere dei rifugiati ucraini a Milano risultato dei workshop IntegrArte dell’associazione Forum Donne Italia.

Le associazioni in campo

“In questo momento storico in cui la guerra rischia di diventare ‘l’abitudine che stanca’ noi vorremmo proporre un programma di riabilitazione delle giovani vittime della guerra. Un programma che unisca l’eccellenza artistica italiana e il patrimonio culturale ucraino. Così da riuscire ad attivare i bambini e ragazzi nella costruzione di un mondo senza guerre“. Lo ha affermato Natalia Siassina, presidente dell’associazione Vitaworld, tra gli organizzatori della mostra insieme a Vitaukr, Forum Donne Italia, Art School Kherson, Amtares.

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