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Bayeux, la perla normanna tra Medioevo e memoria storica

Nel cuore della Normandia, Bayeux appare come una piccola meraviglia sospesa tra passato e presente. Durante la Seconda Guerra Mondiale, fu miracolosamente risparmiata dalla furia dei bombardamenti, un destino che le ha permesso di conservare intatto tutto il suo fascino antico.

Passeggiando tra le vie medievali, ci si ritrova immersi in un’atmosfera senza tempo, tra canali animati dai mulini ad acqua, eleganti chiese ed edifici storici che raccontano secoli di storia. Una delle particolarità più sorprendenti di Bayeux è l’assenza quasi totale di periferie e zone industriali: l’abitato si mantiene armonioso, compatto e autentico, come se la modernità avesse deciso di fermarsi alle porte della città.

Ma il vero tesoro che l’ha resa celebre in tutto il mondo è il suo straordinario arazzo medievale, una testimonianza artistica unica che le ha valso il riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Come arrivare

Raggiungere Bayeux è semplice e offre diverse alternative, ideali per chi arriva dall’Italia o da altre città europee. Gli aeroporti di riferimento sono quelli di Parigi: Beauvais, Orly e Charles de Gaulle, da cui è possibile noleggiare un’auto e mettersi in viaggio verso la Normandia. La distanza dalla capitale francese è di circa 270 chilometri e il percorso in auto dura poco più di tre ore, lungo l’autostrada A13.

Chi preferisce viaggiare in treno può affidarsi alla linea ferroviaria Parigi Saint-Lazare – Cherbourg: in circa due ore i convogli regionali ad alta frequenza conducono nella cittadina normanna.

Infine, c’è anche l’opzione autobus: i Flixbus collegano Bayeux con Parigi Bercy Seine, mentre i Busverts propongono rapidi collegamenti tra la capitale e le principali città della Normandia.

Cosa vedere a Bayeux

Piccola e raccolta, ma traboccante di fascino, Bayeux è una meta imperdibile in Normandia, a soli dieci chilometri dal mare e non lontana dalle celebri spiagge dello sbarco.

Il centro storico è un gioiello medievale che sorprende con scorci davvero pittoreschi: mulini ancora attivi che si affacciano sul fiume Aure, case a graticcio dai colori vivaci e palazzi rinascimentali che punteggiano vicoli stretti e suggestivi.

L’Arazzo di Bayeux

Il capolavoro che ha reso celebre la città nel mondo intero è la Tapisserie de Bayeux, un’opera monumentale che, con ben 68 metri di lunghezza in lino dipinto, racconta una delle vicende chiave dell’XI secolo: la conquista dell’Inghilterra da parte dei normanni. È un racconto epico e al tempo stesso minuzioso, che intreccia battaglie, intrighi, tradimenti e trionfi, con una precisione narrativa degna di un cronista dell’epoca. Sui nove pannelli che compongono l’arazzo compaiono oltre 600 personaggi, 500 animali, 200 cavalli e decine di elementi naturali e architettonici che danno vita a un affresco impareggiabile.

L’audioguida disponibile accompagna alla scoperta dei dettagli nascosti della tela, capace di trasportare indietro nel tempo fino al 1066, anno della battaglia di Hastings. Scampato alla furia nazista, l’arazzo venne nascosto negli scantinati del Louvre durante l’occupazione, per poi essere restaurato e infine restituito alla città che lo custodisce gelosamente nel suo museo.

La Tapisserie de Bayeux
iStock
Il celebre arazzo

La Cattedrale di Bayeux

Pochi luoghi riescono a trasmettere la solennità del Medioevo come la maestosa Cattedrale di Bayeux, consacrata nel 1077 alla presenza di Guglielmo il Conquistatore e della regina Mathilde. Capolavoro di architettura gotica normanna, si impone con la grandiosa facciata, scandita da cinque portali, e con l’alternanza di archi romanici e gotici che ne sottolineano l’evoluzione stilistica.

All’interno, le grandi vetrate colorate proiettano bagliori cangianti sulle navate, creando giochi di luce di rara suggestione. Da non perdere la cripta, con i dipinti quattrocenteschi perfettamente conservati, una finestra intatta sull’arte medievale.

Accanto alla cattedrale, un simbolo della storia moderna: uno degli ultimi Alberi della Libertà, platani piantati nel 1797 in ogni comune francese per celebrare gli ideali della Rivoluzione.

Il Memoriale della Battaglia di Normandia

Bayeux occupa un posto speciale nella memoria del Novecento: fu infatti la prima città francese ad essere liberata nel giugno del 1944, dopo lo sbarco in Normandia: il Memoriale della Battaglia di Normandia racconta una pagina drammatica e fondamentale della storia europea tramite reperti originali, documenti e testimonianze che ricostruiscono le operazioni militari. Sul piazzale antistante il museo si possono ancora ammirare veicoli militari d’epoca, che rendono tangibile l’atmosfera di quei giorni.

Accanto al memoriale sorgono due luoghi di profonda commozione: il Reporter Memorial, dedicato ai giornalisti caduti in ogni parte del mondo per difendere la libertà di stampa, e il British Military Cemetery, che custodisce oltre 4000 tombe di soldati del Commonwealth.

Il Museo del Barone Gérard

Per chi ama l’arte e la storia, il MAHB – Museo d’Arte e Storia Baron Gérard è una tappa irrinunciabile. Allestito nell’ex palazzo episcopale, dona un affascinante percorso alla scoperta dello sviluppo artistico europeo, dalla preistoria al XX secolo. Le 45.000 opere della collezione, suddivise in quattordici tappe cronologiche, permettono di spaziare dall’antichità al Medioevo, fino al Settecento e oltre.

Ciò che rende unico il museo è l’approccio innovativo: le sale sono pensate per coinvolgere e sorprendere, e rendere l’esperienza accessibile a tutte le età. Emblematico è lo spazio dedicato al Settecento, con le scenografie giocose e le poltrone “volanti”, capaci di trasportare in un viaggio tanto culturale quanto immaginifico.

Le spiagge dello sbarco in Normandia, dove la memoria incontra il mare

C’è un vento che soffia sulle coste della Normandia e che sembra portare ancora le voci del passato, le urla soffocate della guerra, ma anche l’eco di un coraggio che ha cambiato per sempre la storia: il 6 giugno 1944, migliaia di uomini sbarcarono qui, in quella che fu la più vasta operazione anfibia e aviotrasportata di tutti i tempi: l’Operazione Overlord.

Cinque spiagge furono scelte per porre fine al secondo conflitto mondiale e a ciascuna fu dato un nome in codice: Utah, Omaha, Gold, Juno, Sword. Oggi questi nomi non evocano più solo la strategia militare, ma rappresentano luoghi della memoria, dove una generazione ha lottato per la libertà.

Utah Beach: il punto più a ovest della speranza

Utah Beach, la più occidentale tra le spiagge dello sbarco, si estende tra Sainte-Marie-du-Mont e Quinéville. Il suo nome è un codice militare, ma richiama l’immagine dei soldati americani che sbarcano sotto il cielo plumbeo di un’alba decisiva. A prima vista, potrebbe sembrare una distesa tranquilla, incorniciata da dune modeste e da un orizzonte che si apre ampio, ma la sabbia racconta una storia densa di emozione.

Camminando lungo la riva, non si fatica a immaginare la tensione di quel giorno. Le chiatte e i manichini posizionati nei pressi del museo evocano la scena dello sbarco, ricreando l’attesa, il rumore dei motori, l’urgenza. I bunker poco più in là sono testimoni silenziosi, corrosi dal tempo, ma ancora presenti come cicatrici di pietra.

Il cuore narrativo della visita è l’Utah Beach Landing Museum, affacciato proprio sulla spiaggia: grazie a un percorso in dieci tappe, si rivive il D-Day dalla preparazione meticolosa fino alla liberazione.

Omaha Beach: la più tragica, la più celebre

Sette chilometri di costa, e su ognuno di essi si è combattuto con un’intensità che ancora oggi si percepisce nell’aria. Omaha Beach, forse la più nota tra tutte, fu teatro di una delle battaglie più sanguinose del D-Day. Le truppe americane si trovarono di fronte a una resistenza imprevista, una linea difensiva tedesca ben organizzata, che trasformò la spiaggia in un inferno.

Oggi Omaha è una località frequentata dai bagnanti, con una lunga passeggiata sul mare e il cielo spesso limpido. Ma proprio in quel contrasto tra la vita quotidiana e la memoria storica si trova la sua forza. L’opera scultorea “The Braves”, installata in occasione del 60° anniversario dello sbarco, rompe il profilo sabbioso con tre elementi simbolici: “Ali di speranza”, “Alzati per la libertà”, “Ali di fratellanza”. L’artista Anilore Banon ha creato un segno visibile, come un “grido pietrificato” rivolto al futuro.

Gli echi della guerra emergono nei memoriali, nei resti dei bunker, negli sguardi dei visitatori.

Gold Beach: dove la logistica diventò leggenda

Tra tutte, la spiaggia di Gold Beach è forse la più affascinante dal punto di vista ingegneristico e strategico. Fu qui che le truppe britanniche misero in atto una delle idee più audaci dell’Operazione Overlord: la costruzione dei porti artificiali Mulberry. Vista dalla sommità delle scogliere di Arromanches, Gold Beach è un colpo d’occhio che toglie il fiato.

Con la bassa marea, le strutture metalliche dei Mulberries riaffiorano come relitti d’acciaio, ma dietro quell’apparenza si cela una delle menti logistiche più brillanti della guerra. Con navi affondate ad arte e cassoni di cemento piazzati al largo, si costruirono oltre 15 chilometri di pontili, destinati a far sbarcare centinaia di migliaia di veicoli e milioni di tonnellate di rifornimenti. Senza quei porti temporanei, il flusso di uomini e mezzi sarebbe stato impossibile.

Il Museo dello Sbarco di Arromanches ne racconta ogni dettaglio: dall’idea segreta alla realizzazione in mare aperto, ogni sala è una finestra aperta su una visione geniale che ha fatto la differenza.

Juno Beach: il volto canadese della liberazione

Le truppe canadesi sbarcarono a Juno Beach, tra Berniéres-sur-Mer e Courseulles-sur-Mer, superando una piccola duna che ancora oggi precede l’ingresso alla spiaggia. Qui, dove il mare si ritira scoprendo chilometri di sabbia dorata, si respira un rispetto profondo.

La Croce di Lorena, eretta a ricordare il punto in cui sbarcò per la prima volta il generale De Gaulle, è ben visibile sulla spiaggia. Non lontano, si incontrano bunker, carri armati e rappresentazioni che aiutano a immaginare la concitazione di quelle ore.

Sword Beach: la battaglia oltre le onde

La spiaggia di Lion-sur-Mer in Normandia
Fonte: iStock
La lunga spiaggia di sabbia di Sword Beach

La spiaggia di Sword si estende tra Ouistreham e Saint-Aubin-sur-Mer, dove le truppe britanniche affrontarono uno dei settori più complessi. A Ouistreham, la spiaggia ha un volto gentile: sabbia fine, file di cabine colorate, un’aria tranquilla. Ma basta spostarsi nel centro della cittadina per entrare nel cuore delle strategie militari.

Il museo più rappresentativo è il Grand Bunker, una ricostruzione fedele di un punto di comando del Vallo Atlantico. Passeggiare al suo interno significa scendere nei dettagli dell’operazione: mappe, comunicazioni, logistica, armi, postazioni.

Sword Beach è la tappa in cui la complessità della guerra emerge con forza e mostra come dietro ogni assalto vi fosse un disegno lucido, studiato, coordinato.

Uno dei luoghi più famosi della Normandia è in pericolo: visitarlo non sarà più così semplice

In Italia abbiamo la Scala dei Turchi, in Francia hanno le scogliere di Étretat. Un paesaggio talmente bello che in passato ha conquistato lo sguardo di numerosi artisti, uno su tutti Monet, che l’ha impressa in tante delle sue tele. È sicuramente un panorama che non passa inosservato, con il suo arco naturale e il suo faraglione solitario, e che richiama tantissimi visitatori ogni anno.

Con la nostra Scala dei Turchi condivide non solo la bellezza naturale, ma anche la fragilità. Fino a oggi, infatti, era possibile ammirarla da diversi punti panoramici, in particolare percorrendo la passerella che conduce alla Chambre des Demoiselles, una piccola grotta incastonata in uno strapiombo.

Da fine aprile questo non sarà più possibile perché le amministrazioni comunali hanno deciso di preservare il sito limitandone l’accesso: l’obiettivo è quello di prevenire l’acuirsi di fenomeni quali il restringimento della costa e il crollo delle rocce sulla spiaggia.

Il problema dell’overtourism a Étretat, in Normandia

Il villaggio normanno di Étretat è da tempo una delle destinazioni più popolari della Francia, sia per le sue bianche scogliere e la spiaggia rocciosa che per essere stata utilizzata come location nella serie Netflix “Lupin”. Ogni anno, gli oltre 1,5 milioni di turisti mettono a dura prova i residenti che si ritrovano a dover affrontare diverse problematiche, dai marciapiedi sovraffollati alle lunghe code per entrare nei negozi locali.

Il turismo sta avendo un impatto anche sulle meravigliose scogliere: gli attivisti locali, infatti, denunciano il fatto che molti visitatori portano via con sé un numero crescente di ciottoli dalla famosa spiaggia, accelerando il rischio di erosione e aggravando i problemi già causati dal cambiamento climatico. Inoltre, a essere ancora più preoccupanti sono risultate le frequenti frane causate dall’eccessivo passaggio di persone.

Tutte motivazioni che hanno spinto le amministrazioni a prendere dei provvedimenti, approvando nuove regole e divieti per chi decide di visitare le famose falesie.

Nuove regole e divieti per visitare le falesie di Étretat

Per fronteggiare tutte le problematiche di cui vi abbiamo appena parlato, è stata approvata un’ordinanza comunale che dal 28 aprile vieta l’accesso ad alcuni percorsi solitamente frequentati dagli escursionisti, in particolare quelli che interessano le scogliere e le spiagge minacciate dalle frane. Tra questi c’è il famoso tunnel “Trou a l’homme” che attraversa la scogliera, dove molto spesso i turisti sono rimasti intrappolati durante l’alta marea.

Le misure approvate, infatti, sono pensate sia per proteggere la costa che l’incolumità pubblica, minacciando i trasgressori con una sanzione di 135 euro. Una decisione drastica motivata anche dalla frequenza di incidenti mortali causati dalle cadute di numerosi visitatori. Questi, infatti, non si rendono conto del pericolo perché vedono la vegetazione, incolumi del fatto che sotto è cava perché la parete è crollata.

Un ulteriore problema riguarda i costi delle operazioni di soccorso, che variano dai 900-1.000 euro all’ora, mentre quelli in elicottero tra i 2.500-3.000 euro all’ora. Oltre la multa, quindi, ai trasgressori verrà addebito anche il costo degli interventi di salvataggio.

Bretagna e Normandia: tour di 12 giorni alla scoperta del Nord della Francia

Chi non ha mai sognato di visitare Mont Saint-Michel o di ammirare le onde che s’infrangono sulle scogliere di granito rosa sulla Manica, allungando lo sguardo fin verso le bianche scogliere di Dover. O ancora, di visitare le centinaia di fari affacciati sul mare? Un tour nelle regioni più amate del Nord della Francia come Bretagna e Normandia, tra i luoghi tanto cari agli Impressionisti, è ciò che ci vuole. Abbiamo calcolato che per visitare i luoghi da noi consigliati ci vogliono circa 12 giorni, ma alcune tappe possono essere abbreviate se non addirittura saltate, nel caso non si avesse abbastanza tempo per il viaggio.

Giro della Normandia da Giverny a Mont Saint-Michel

Primo e secondo giorno: da Giverny a Rouen

L’itinerario consigliato parte da Parigi e si snoda verso Nord-Ovest, in direzione Giverny, in Alta Normandia. Lo spostamento è piuttosto lungo e bisogna considerare almeno un girno di viaggio. Giverny è la città in cui visse Claude Monet e che ha ispirato le sue celebri ninfee riprese in decine di dipinti. Imperdibile è una visita alla casa e ai giardini di Giverny. Il viaggio prosegue per 70 chilometri verso Rouen, una città meravigliosa con le tipiche case a graticcio attraversata dalla Senna, famosa per la cattedrale gotica di Notre-Dame, la più alta di Francia, e la piazza principale dove nel 1431 fu bruciata Giovanna d’Arco.

Terzo giorno: le scogliere della Costa d’Alabastro

La Costa d’Alabastro si trova tra il piccolo borgo normanno di Le Tréport ed Étretat. Le scogliere che cadono a picco sul mare sono di un bianco quasi abbagliante. Con l’auto si può percorrere tutto il tratto e fare sosta nelle località Fécamp e di Étretat e ammirare le incredibili falesie, dipinte anch’esse più volte da Monet.

Quarto giorno: Dieppe, Trouville e Honfleur

Poco più a Nord, affacciata sulla Manica, si trova la cittadina di Dieppe, con un pittoresco porticciolo. A questo punto ci si sposta sulle famose spiagge di Deauville, celebre località balneare e mondana fin dall’800, e di Trouville, i luoghi di villeggiatura preferiti dai parigini. Poco lontano si trova anche la pittoresca Honfleur, affacciata sull’estuario della Senna e sul mare. Il vecchio porto, Vieux Bassin, e la città vecchia, detta Enclos, sono mete imperdibili.

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Fonte: 123RF
Il porto di Honfleur,molto amato dagli Impressionisti

Quinto giorno: la Route du Cidre e Caen

Prima di raggiungere la bella cittadina di Caen spostatevi nell’entroterra – dalle parti di Cambremer e Beuvron-en-Auge – dove, attraverso le campagne coltivate, si snoda la Route de Cidre, un percorso turistico segnalato lungo 40 km che attraversa il paesaggio tipico dell’Auge e che collega, attraverso piccole strade pittoresche, i villaggi di Beuvron-en-Auge (un villaggio classificato), Cambremer, Bonnebosq e Beaufour-Druval. Lungo la strada si possono incontrare una ventina di produttori di sidro dove fare tappa. Dopo questa breve deviazione per assaggiare questa tipica bevanda dal sapore amaro, tornate verso la costa, direzione Caen (da non confondere con Cannes, che è nel Sud della Francia), dominata da una imponente fortezza voluta da Guglielmo il Conquistatore che qui visse prima di partire alla conquista dell’Inghilterra. Per chi ama la storia medievale, qui la si respira dappertutto.

Sesto giorno: Mont Saint-Michel

Mont Saint-Michel è uno dei luoghi più visitati di tutta la Francia. L’abbazia che sorge in cima all’isolotto è un vero spettacolo architettonico, da ammirare sia di giorno sia di sera. Non è solo lo splendido edificio che domina la cittadina a rendere questa località tanto celebre, anche le fortissime maree che ciclicamente inondano la baia o si ritirano modificando continuamente il paesaggio sono una sorta d’attrazione naturalistica.

Mont Saint-Michel
Fonte: iStock - Ph: ezypix
La spettacolare Abbazia di Mont-Saint-Michel

Giro della Bretagna da Cancale a Belle-île-en-Mer

Settimo giorno: Cancale e le sue ostriche

Con Mont Saint-Michel si conclude il tour della Normandia e ci si sposta verso la Bretagna, più precisamente a Cancale, una cittadina di pescatori e allevatori di ostriche. Anche qui le fortissime le maree segnano i ritmi della vita degli abitanti. Infatti, proprio davanti alla costa, si trovano gli enormi allevamenti di ostriche che vengono regolarmente sommersi dal mare e poi “scoperti” quando la marea si ritira. Com’è facile immaginare, la specialità di Cancale sono proprio le ostriche.

Ottavo giorno: Saint Malo e le spiagge della Bretagna

A questo punto ci si dirige verso una delle mete più ambite di Francia: Saint Malo, in Bretagna, una cittadina costiera fortificata, famosa per le sue spettacolari maree. Dalla riva si gode di una vista impagabile sul Mont Saint- Michel, il secondo luogo più turistico della Francia, dopo Parigi, che si trova nella Bassa Normandia.

Saint-Malo
Fonte: iStock
Saint Malo, la splendida cittadina fortificata

Anche in Bretagna ci sono belle spiagge su cui trovare un po’ di relax, come quelle di Dinard. Da non confondere con Dinan, cittadina medievale poco distante dove sembra d’essere tornati indietro di mille anni, grazie alle mura medievali e al castello che la domina (qui ci si può imbarcare sul fiume Rance e partire alla scoperta del suo prestigioso estuario). La città si trova sulla strada per Rennes, capitale regionale della Bretagna, frequentatissima dai giovani per via delle università che qui hanno sede. Incamminatevi lungo le tortuose stradine medievali, delimitate da case a graticcio, respirerete l’aria di una volta. Se amate i castelli medievali, poco distante da Dinan c’è il comune di Piévenon, un villaggio arroccato su una scogliera dove sorge Fort la Latte, da tanti considerato il castello più bello della Bretagna.

Nono giorno: i villaggi marini di Perros-Guirec, Trestraou e Trestrignel

Prima di dirigervi verso l’interno, fate tappa in uno dei villaggi marini bretoni più pittoreschi che ci siano: Perros-Guirec, con un bellissimo porto di pesca e uno turistico e le sue spiagge di sabbia fine, Trestraou e Trestrignel. Da qui, lungo la costa, fino a Trébeurden si snodano le rocce di granito rosa, una formazione naturale dovuta all’erosione del mare e del vento che rendono questo un luogo unico al mondo.

Decimo giorno: Parc naturel régional d’Armorique

Dopo aver goduto della splendida costa della Bretagna è arrivato il momento di spostarsi verso l’entroterra e visitare uno dei paesaggi più belli, quello del Parc naturel régional d’Armorique. Qui è bello perdersi per le strade, ma se si vuole visitare qualcosa ci si può avventurare lungo il sentiero dei Monts d’Arée o visitare l’antica abbazia di Landévvenec.

Undicesimo giorno: Carnac e i suoi megaliti

Spingendosi verso Sud-Est, si arriva alla cittadina di Carnac dove si trovano allineamenti megalitici che si estendono per chilometri e chilometri e attirano viaggiatori da tutto il mondo. Da non perdere il dolmen, nella vicina località di Locmariaquer, lungo più di 30 metri.

Carnac-francia
Fonte: 123RF
I megaliti di Carnac in Francia

Dodicesimo giorno: Belle-île-en-Mer

Con una traversata in traghetto da Quiberon si arriva sull’isola Belle-île-en-Mer dove sarà possibile visitare la Citadelle Vauban e rimanere estasiati davanti alle alte falesie, alle spiagge spettacolari e all’entroterra selvaggio di quest’isola. Qui l’itinerario alla scoperta della Bretagna e della Normandia si conclude. Non resta che pianificare l’itinerario in ogni dettaglio. Bon voyage!

Come arrivare a Mont Saint-Michel, patrimonio mondiale dell’Unesco

Vivono una trentina di persone a Mont Saint-Michel, un affascinate comune francese che sorge sul golfo di Saint-Malo, meraviglia della Normandia. Un piccolo ma elegante paesino che si innalza in tutta la sua affascinante bellezza su un isolotto roccioso, a sua volta circondato da una magnifica baia che è anche la culla di alcune delle più grandi maree dell’Europa continentale. Patrimonio mondiale dell’Unesco dal 1979, Mont Saint-Michel è noto anche per essere un’isola tidale, vale a dire che viene unita da una lingua di sabbia alla terraferma, ma che emerge e scompare a seconda delle maree

Scopri tutte le attività che si possono fare a Mont Saint-Michel

Come arrivare a Mont Saint-Michel da Parigi

Parigi è piuttosto distante da Mont Saint-Michel, ma nonostante questo dalla Capitale francese ci sono diverse soluzioni che permettono di raggiungere questa destinazione in tutta comodità. Certo, ci vuole un po’ di tempo, ma tutto lo sforzo necessario verrà sicuramente ricompensato dalla bellezza e dall’atmosfera di questo isolotto che si fa spazio nel cuore della più grande baia d’Europa.

In auto

È possibile raggiungere Mont Saint-Michel da Parigi in auto, propria o a noleggio, utilizzando la A13 verso Caen e la A84 verso Le Mont-Saint-Michel. Una volta arrivati a destinazione si può lasciare la propria automobile al parcheggio situato ai piedi del monte, e poi con la navetta gratuita accedere alla stessa isola.

In treno

Chi non desidera o non può guidare può optare per il treno in partenza da Parigi fino a Pontorson, Dol de Bretagne o Rennes, località dotate di stazioni ferroviarie (di cui le ultime due in TGV). Raggiunta una di queste mete, si può utilizzare un bus che conduce al parcheggio principale di Mont Saint-Michel.

In bus

Da Parigi (Porte-Maillot) per andare a Mont-Saint-Michel si può salire su uno degli autobus Ouibus, filiale della SNCF. Sempre dalla Capitale della Francia, a disposizione dei viaggiatori ci sono anche bus Flixbus.

In alternativa, è possibile fare delle escursioni organizzate in giornata da Parigi, spesso condivise in pullman grandi, oppure private e personalizzate in confortevoli minivan o in auto con conducente.

Raggiungi Mont Saint-Michel da Parigi con un’escursione organizzata

Come arrivare a Mont Saint-Michel dal Nord della Francia

Mont Saint-Michel si trova al confine tra Normandia e Bretagna, per questo è spesso inserita come tappa negli itinerari dei viaggiatori che scelgono di visitare queste due affascinanti regioni.

In auto

Per arrivare in auto al Mont Saint-Michel dal Nord della Francia si può prendere la A84 da Caen e poi la N175. Da Saint-Malo la strada N176, mentre da Rennes la D175 e poi la D975.

In treno

La stazione ferroviaria più vicina per raggiungere Mont-Saint-Michel è Pontsorson, una fermata di campagna molto piccola e con un binario per ogni direzione. Vi si può arrivare partendo da Caen o da Rennes. Da qui è poi necessario salire su un autobus che conduce alla porta dell’area di parcheggio, dove è poi presente una navetta gratuita..

In bus

A disposizione dei viaggiatori ci sono anche autobus in partenza da Rennes o Dol de Bretagne verso Mont Saint-Michel. La linea da Rennes è operativa 7 giorni su 7, tutto l’anno. Poi ancora da Pontorson a Mont Saint-Michel e da Granville (linea n°6).

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