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Inaugurato il Centro ustioni dell’ospedale Niguarda di Milano

Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e l’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, sono intervenuti all’inaugurazione del nuovo Centro ustioni dell’ospedale di Niguarda di Milano, struttura completamente rinnovata e potenziata che si conferma punto di riferimento nazionale e ora anche europeo per la cura delle ustioni gravi. Presente anche il direttore della DG Welfare di Regione Mario Melazzini. Con 12 posti letto dedicati, di cui 5 per terapia intensiva, il centro rappresenta l’unica struttura del genere in Lombardia.

Presidente Fontana: nostra missione è dare più forza alla sanità pubblica.

“Stiamo investendo molto sul sistema di emergenza-urgenza – ha detto Fontana – anche in vista di Milano-Cortina. Qui sorgerà la sede del nuovo ospedale olimpico, e abbiamo deciso di completare un ulteriore tassello migliorando anche il reparto grandi ustioni, dopo aver già investito sul pronto soccorso e sul trauma center. Noi crediamo nella sanità pubblica, vogliamo che la sanità pubblica possa avere sempre più forza, perché quella è la nostra missione”.

Assessore Bertolaso: il Centro ustioni del Niguarda di Milano anche pazienti da fuori regione e dall’estero

“Vogliamo offrire ai cittadini lombardi – ha aggiunto Bertolaso – il miglior servizio sanitario possibile, puntando sempre all’eccellenza. Abbiamo chiesto ai nostri dirigenti di rendere l’ospedale il migliore d’Italia, e i risultati ci stanno dando ragione: siamo ai vertici delle classifiche nazionali e internazionali. Stiamo lavorando su tanti cantieri ospedalieri a Milano e in tutta la regione per migliorare le infrastrutture e garantire servizi di alta qualità. Il nuovo centro grandi ustioni, operativo dal 3 giugno, e potrà accogliere anche pazienti da fuori regione e dall’estero”.

Completamento del Polo dell’Emergenza Urgenza di Niguarda

Il potenziamento del Centro ustioni si inserisce nel completamento del Polo dell’Emergenza Urgenza di Niguarda, che include il Trauma Center, un Pronto Soccorso con oltre 100.000 accessi annui, elisuperficie e reparti ad alta specializzazione in Ortopedia, Maxillo Facciale, Anestesia e Rianimazione. Una dotazione che consolida il ruolo di Niguarda come Ospedale Olimpico in vista dei Giochi invernali Milano-Cortina 2026.

Équipe multidisciplinare di oltre 50 professionisti

Il centro può contare su un’équipe multidisciplinare di oltre 50 professionisti, tra medici, infermieri, rianimatori e fisioterapisti attivi 24 ore su 24, 365 giorni l’anno. È inoltre supportato dalla Banca dei Tessuti per la preparazione degli innesti cutanei e dai percorsi ambulatoriali di Chirurgia Plastica per il trattamento degli esiti da ustione.

I fondi di Regione Lombardia

Regione Lombardia ha stanziato 50 milioni di euro per il potenziamento del Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, dell’ASST Valtellina e Alto Lario, di AREU (Agenzia Regionale Emergenza Urgenza) e per la realizzazione di nuove strutture decentrate sul territorio, sia nella provincia di Sondrio che nell’area metropolitana di Milano, in vista delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026.

“La nostra struttura – ha spiegato Baruffaldi Preis direttore del Centro ustioni e Chirurgia Plastica Ricostruttiva  – è stata ampliata e ridisegnata secondo i principi dell’International Burn Association: ustioni è un termine riduttivo, poiché assistiamo anche casi complessi. Da oggi siamo in grado di offrire un’assistenza migliore e più completa: il paziente è al centro del percorso di cura”.

“Il nuovo Centro ustioni – ha concluso Alberto Zoli direttore generale dell’Ospedale Niguarda  – è stato realizzato grazie a Regione Lombardia, con 4,5 milioni di euro, ed è il riferimento unico per il trattamento delle ustioni gravi’, offrendo supporto a tutte le strutture e consulti a distanza. La continuità delle cure non è mai venuta meno durante i lavori”.

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Trapiantati 7 organi nuovi in 24 ore all’Ospedale Niguarda di Milano

E’ stata una vera e propria ‘staffetta per la vita‘ quella che ha visto protagonista l’Ospedale Niguarda di Milano. In un singolo giorno diverse equipe di chirurghi hanno trapiantato in successione 3 cuori, 3 fegati e 1 rene su 7 diversi pazienti. Le sale operatorie hanno lavorato non-stop per oltre 24 ore consecutive. Gli specialisti della Cardiochirurgia e della Chirurgia Generale e dei Trapianti si sono avvicendati in una vera e propria maratona. Una situazione che segna un primato a livello italiano e che conferma Niguarda come centro di riferimento internazionale per l’attività trapiantologica.

Ogni anno effettuiamo 400 trapianti d’organo

“Ogni anno effettuiamo 400 trapianti d’organo – spiega Alberto Zoli, direttore generale dell’Ospedale Niguarda di Milano -: significa che in media ne viene fatto uno al giorno, festivi compresi. E questo dato, da solo, ci colloca già al vertice per numero di interventi a livello italiano. Essere in grado di trapiantare in successione 7 diversi organi nell’arco di una singola giornata è invece qualcosa di straordinario, possibile solo in un Ospedale capace di affrontare le più grandi complessità. Ogni singolo intervento ha bisogno di un grande sforzo logistico, organizzativo, chirurgico e clinico, e coinvolge diverse decine di persone. Tutto ciò è quindi realizzabile solo con le giuste professionalità e con un grande lavoro di squadra. Ancora una volta Niguarda ha saputo valorizzare la donazione degli organi in modo da dare ai pazienti una nuova speranza di vita”.

Il racconto del 7 trapianti del 19 novembre 2024

La giornata record è iniziata alle 6.35 del 19 novembre. In pratica quando è partito il primo trapianto di fegato, e si è conclusa nella mattinata successiva, quando è terminato il trapianto di rene. In mezzo, in sale operatorie adiacenti sono stati trapiantati altri 2 fegati e 3 cuori, per un totale di 7 organi su 7 diversi pazienti.
“Due di questi interventi – racconta Andrea Lauterio, direttore facente funzione della Chirurgia Generale e dei Trapianti dell’Ospedale Niguarda di Milano – hanno avuto ulteriori elementi straordinari. Uno di questi trapianti è stato infatti possibile grazie all’utilizzo di un organo prelevato da un donatore pediatrico, poi trapiantato in un ricevente adulto. Una situazione senz’altro peculiare, che è stata resa possibile grazie alla grande esperienza del nostro centro e alla piena compatibilità tra donatore e ricevente. Nelle stesse ore un altro paziente con insufficienza renale cronica allo stadio terminale e in emodialisi è stato sottoposto a trapianto di rene, quest’ultimo prelevato da un donatore a cuore fermo, definito DCD. Tutti gli organi sono stati conservati e preservati grazie a speciali macchine da perfusione, il che ci ha permesso di mantenere la loro piena funzionalità fino all’inizio dei vari interventi chirurgici e al loro trapianto”.

trapianto cuore fermo

I 3 diversi trapianti di cuore in successione

Nel frattempo, nel corso delle stesse 24 ore, Claudio Russo e i suoi cardiochirurghi affrontavano nelle sale operatorie adiacenti 3 diversi trapianti di cuore in successione. Anche uno di questi tre organi donati proveniva da un donatore a cuore fermo. “Il primo paziente – spiega Russo, direttore della Cardiochirurgia e Trapianto del Cuore dell’Ospedale Niguarda di Milano – era in lista d’attesa a causa di una patologia valvolare e una cardiomiopatia che aveva progressivamente compromesso le sue funzioni cardiache. Il secondo paziente aveva invece avuto danni estesi in seguito a un infarto. Il terzo aveva una cardiomiopatia primitiva che portava il suo cuore a perdere sempre più forza, e che lo ha costretto a un lungo ricovero in Unità Coronarica. Tutti loro hanno trovato un cuore nuovo nello stesso giorno. Per ciascuno di loro ciò ha significato una nuova speranza per delle patologie che non avevano altre possibilità di cura”.

Le equipe chirurgiche, anestesiologiche e infermieristiche

Tutti e 7 i trapianti sono stati resi possibili dalle equipe chirurgiche, anestesiologiche e infermieristiche, così come dagli operatori sanitari e tecnici. Ma anche dai numerosi specialisti che hanno seguito il percorso di ricovero e cura di ogni paziente. Una vera e propria ottica multidisciplinare: epatologi, cardiologi, nefrologi, oncologi, radiologi e anatomopatologi.

Sanità Direttori generali

I trapianti a Niguarda: una storia iniziata nel 1972

L’Ospedale Niguarda di Milano è uno dei pochi centri in Lombardia e in Italia ad effettuare trapianti per quasi tutti gli organi: cuore, polmone, pancreas, rene, fegato, senza dimenticare i trapianti di tessuti e cellule (come ad esempio isole pancreatiche, cornee, pelle, cartilagine e midollo osseo).

Oltre 3.000 trapianti di rene, 140 di pancreas e 2.600 trapianti di fegato

Dal 1972 ad oggi effettuati oltre 3.000 trapianti di rene, 140 di pancreas e 2.600 trapianti di fegato di cui 125 da donatore vivente. Tutto questo ha reso Niguarda un centro di riferimento assoluto per l’attività trapiantologica nazionale. L’Ospedale ha raggiunto alcuni record significativi in questo campo. Ha eseguito infatti nel 2001 il primo trapianto di fegato da donatore vivente in Italia. Così come il primo trapianto combinato fegato-pancreas solo pochi anni dopo.

La sperimentazione delle macchine da perfusione

Inoltre ha acquisito una posizione di rilievo a livello internazionale nell’utilizzo e nella sperimentazione delle macchine da perfusione nel trapianto degli organi. E  questo ha consentito nel 2015 di eseguire, per primi al mondo, un trapianto di fegato da donatore a cuore fermo (DCD). Un fattore che ha aperto la strada ad una nuova fonte di organi, e che ha consentito di incrementare le donazioni di fegato del 25%. L’Ospedale è dotato inoltre di una Banca della Pelle, laboratorio specializzato nell’ingegnerizzazione di cute e cartilagine per interventi ricostruttivi. Una vera e propria “banca” dei tessuti in grado di sostenere il fabbisogno interno e rifornire altre strutture nazionali ed internazionali.

 

 

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