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Automotive, governo tedesco in linea con Regione Lombardia e ‘Ara’

“Bene le dichiarazioni del Cancelliere tedesco Friedrich Merz in tema di automotive e, nello specifico, a tutela dell’industria del settore. Concetti chiari come ‘neutralità tecnologica’ e netta contrarierà allo ‘stop delle vendite di auto a motore endotermico dopo il 2035’. Le posizioni che la Lombardia sostiene da anni, condivise anche dall’Automotive Regions Alliance, stanno trovando sempre più consenso”. Lo dichiara l’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi.

L'assessore regionale allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, accoglie positivamente le posizioni del governo tedesco in tema di automotive“Ora è arrivato il momento – prosegue Guidesi – che tutti coloro che hanno a cuore il futuro dell’industria automobilistica chiedano alla Commissione Europea di mettere finalmente in campo azioni forti e concrete per scongiurare il più grande suicidio economico della storia. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen adesso decida se tentare di salvare 13 milioni di posti di lavoro o, al contrario, distruggere definitamente la più grande industria europea”.

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Automotive, Guidesi a vertice ‘Ara’: la Commissione Ue cambi rotta

Si sono ritrovate a Monaco di Baviera le 40 Regioni appartenenti all’Automotive Regions Alliance (ARA), la realtà europea che raggruppa i territori manifatturieri più importanti del continente con una presenza significativa di aziende del settore Automotive. A presiedere l’ARA è la Lombardia con l’assessore allo Sviluppo economico Guido Guidesi.

Le Regioni si sono incontrate a Monaco per l’assemblea annuale in occasione del Salone dell’Auto (IAA Mobility): all’ordine del giorno la firma di un nuovo Manifesto e, soprattutto, un momento di confronto alla vigilia del grande appuntamento del 12 settembre 2025 a Bruxelles, quando il presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, riunirà tutti i più importanti protagonisti dell’industria dell’Automotive. Tutti ad esclusione di uno: l’Automotive Regions Alliance; una scelta molto criticata dalla Lombardia e da tutta l’associazione, considerando che le Regioni aderenti all’Ara rappresentano il 40% del Pil europeo.

Il bilancio del primo anno di presidenza

L’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi, interviene a Monaco di Baviera all’assemblea annuale dell’Automotive Regions Alliance (ARA) in qualità di presidente chiedendo un cambio di passo alla Commissione UePer Guidesi l’evento bavarese è stata l’occasione per tracciare un primo bilancio del suo anno di presidenza e per ribadire le priorità di azione, sempre con l’obiettivo di difendere l’industria Automotive messa in grave difficoltà dalle decisioni “ideologiche”, come le ha definite lo stesso Guidesi, messe in atto della precedente Commissione e non corrette dall’attuale.

“Innanzitutto – ha spiegato Guidesi durante il suo intervento – è importante sottolineare il fatto che la squadra si sia allargata arrivando a quota 40 Regioni, che nel loro complesso rappresentano l’Europa dal punto di vista geografico ma anche economico, dato che sostanzialmente i 40 territori insieme incidono praticamente per la metà del Pil europeo. All’interno dell’alleanza abbiamo creato sinergia e sintesi: allo stesso tempo siamo riusciti a proporre alla Commissione europea documenti con idee e suggerimenti per raggiungere l’obiettivo di una mobilità sostenibile senza distruggere la competitività. Al momento, però, la Commissione non è passata dall’ascolto alla concretizzazione; infatti, per ora quasi nulla delle nostre proposte è stata messa in campo”.

Il nuovo manifesto dell’Automotive Regions Alliance

Sul versante invece delle priorità, molte delle quali inserite nel nuovo Manifesto dell’Ara, il presidente dell’alleanza Guidesi ha sottolineato quanto ormai sia doveroso e non più rimandabile l’attuazione del principio di ‘neutralità tecnologica’. A tal proposito una novità significativa introdotta nel nuovo Manifesto dell’Automotive Regions Alliance, sottoscritto da tutte le 40 Regioni, consiste nella richiesta indirizzata alla Commissione Ue di considerare anche i carburanti alternativi (ad esempio i biocarburanti) nel raggiungimento di una mobilità sostenibile. Una battaglia ‘lombarda’ che oggi trova ampia condivisione in Europa.

Altro elemento significativo inserito nel Manifesto, e condiviso da tutti i partecipanti, riguarda la dura presa di posizione rispetto all’esclusione di Ara dalla riunione strategica del 12 settembre a Bruxelles.

“Grave – si legge nel documento – che l’alleanza non sia stata pienamente inclusa nel dialogo strategico sul settore automobilistico, nonostante il suo ruolo essenziale nella rappresentanza degli interessi regionali, e si ritiene che ciò costituisca un’occasione mancata per garantire adeguata rappresentazione alle istanze territoriali”. Anche in questo caso la Lombardia è stata tra le prime a denunciare la decisione definendola “un pessimo segnale”.

Il ruolo delle auto d’epoca e il calcolo delle emissioni

L’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi, interviene a Monaco di Baviera all’assemblea annuale dell’Automotive Regions Alliance (ARA) in qualità di presidenteUn ulteriore passaggio significativo sottolineato da Guidesi e ripreso nel documento riguarda le ‘auto storiche’. “Si rimarca – si legge – che il quadro giuridico dell’Ue che fissa gli obiettivi climatici nel settore del trasporto su strada non si applica alle auto d’epoca, che svolgono un ruolo fondamentale nella conservazione del patrimonio storico e culturale delle regioni automobilistiche d’Europa”.

Altro elemento chiave della ‘tesi lombarda’ inserito nel Manifesto riguarda il metodo di calcolo delle emissioni: “importante considerare – si legge nel paragrafo specifico – il ruolo strategico della valutazione del ciclo di vita (LCA) nell’orientare lo sviluppo tecnologico; allo stesso tempo si ritiene fondamentale che l’UE investa ulteriormente nell’innovazione relativa ai biomateriali, alla progettazione circolare e ai metodi di produzione a basso impatto per sostenere gli obiettivi climatici e il rinnovamento industriale regionale, sia per i componenti automobilistici e l’assemblaggio di veicoli sia per i componenti delle batterie e il loro assemblaggio”.

L’appello alla Commissione Ue per l’Automotive

“La Commissione europea – ha dichiarato il presidente di Ara, Guidesi – ora deve decidere se salvare l’industria automotive europea oppure far morire l’intero comparto. O si cambiano le regole e l’impostazione attuale oppure lasceremo ai costruttori cinesi il monopolio. L’Europa invece si troverà a gestire tanti disoccupati visto che questo settore, tra diretti e indiretti, vale 13 milioni di posti di lavoro. Con il ‘solo elettrico’ gli obiettivi ambientali si raggiungeranno unicamente attraverso la desertificazione industriale. La Commissione decida, tempo non ce n’è più”.

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Automotive, la Lombardia aggiorna il Manifesto Carburanti Rinnovabili

I carburanti rinnovabili come strada da percorrere per coniugare transizione ambientale e salvaguardia del settore automotive. Regione Lombardia prosegue nella battaglia a tutela del comparto automobilistico e della filiera della componentistica, delle imprese e dei posti di lavoro, spingendo sulle alternative ambientalmente sostenibili oltre al motore elettrico. Lo fa promuovendo l’aggiornamento del ‘Manifesto Carburanti Rinnovabili per le filiere produttive della mobilità in Lombardiasottoscritto dai principali stakeholder e associazioni di categoria e presentato oggi a Bruxelles, nella sede del Parlamento europeo, dall’assessore regionale allo Sviluppo economico e presidente dell’Automotive Regions Alliance (ARA), Guido Guidesi.

Un documento politico e scientifico

L'assessore regionale Guidesi ha presentato a Bruxelles l’aggiornamento del ‘Manifesto Carburanti Rinnovabili' a sostegno dell'automotive

Si tratta di un forte documento politico e scientifico a sostegno della ‘neutralità tecnologica‘, ovvero della necessità di esplorare tutte le possibilità offerte dalla scienza per sviluppare e diffondere una pluralità di trazioni a basse emissioni, oltre all’elettrico, affinché l’industria lombarda ed europea in generale, basata sul motore endotermico, possa restare competitiva sullo scenario mondiale. Solo in Lombardia il comparto automotive vale oltre 30.000 aziende e 100.000 lavoratori, con un fatturato complessivo di 40 miliardi di euro. Numeri che testimoniano la leadership lombarda e legittimano la conseguente azione della Regione, da anni in campo per tessere alleanze e dare vigore a una vera e propria ‘lobby istituzionale’ che sia in grado di interloquire con Bruxelles e dunque orientare le decisioni della Commissione e del Parlamento europeo.

Guidesi: l’Europa corregga i suoi errori

“L’Ue – ha evidenziato Guidesi – deve correggere i gravi errori che hanno avvantaggiato soprattutto i competitori cinesi; una situazione paradossale che, senza correttivi, causerebbe il ‘più grande suicidio economico della storia’; basta considerare che attualmente il 75% della produzione potenziale in Europa è di fatto fermo. Le aperture annunciate da Ursula Von der Leyen nelle scorse settimane deve subito trasformarsi in correttivi concreti”.

Regione Lombardia guida l’Alleanza Europea Regioni dell’Automotive

La crisi dell’automotive continentale sta portando al rischio chiusura per diversi stabilimenti della filiera della componentistica: in Italia il numero delle vetture prodotte nel 2024 è stato inferiore del 20%, con punte del 30% per i componentisti, rispetto al 2019, e le prospettive per il 2025 si mantengono negative.

L'assessore regionale Guidesi ha presentato a Bruxelles l’aggiornamento del ‘Manifesto Carburanti Rinnovabili' a sostegno dell'automotive“Occorre che l’Ue lasci libertà di azione rispetto alle modalità con cui raggiungere gli obiettivi ambientali: puntare sui carburanti rinnovabili significa perseguire una transizione ecologica di buonsenso e in grado di coniugare il raggiungimento degli obiettivi ambientali con la tutela del comparto”, spiega Guidesi, regista di un’operazione, quella a tutela del settore, iniziata tre anni fa e culminata con la nomina a capo dell’Automotive Regions Alliance (ARA) e soprattutto con la firma, lo scorso novembre, della Dichiarazione di Monza, il documento dell’ARA a favore della neutralità tecnologica contenente passaggi fondamentali voluti dalla Lombardia e sottoscritti da tutte le 36 Regioni europee appartenenti all’alleanza. A questo si aggiunge l’azione portata avanti da Guidesi a livello interregionale nell’ambito della Cabina Economica del Nord Ovest, con cui ha rinsaldato l’intesa tra Lombardia, Piemonte e Liguria per rafforzare il peso specifico di queste regioni sui tavoli di interlocuzione nazionali e continentali.

La valenza scientifica del Manifesto

L’assessore insieme agli stakeholder ha presentato a Bruxelles un’evoluzione del documento formulato nel 2022, aggiornandolo e arricchendolo anche dal punto di vista scientifico, grazie al supporto di accademici e tecnici esperti internazionali. Il Cluster Lombardo della Mobilità ha infatti sottoscritto nello scorso mese di novembre, con FKFS-Forschungsinstitut für Kraftfahrwesen und Fahrzeugmotoren Stuttgart, Institute for Automotive Engineering (IFS) of the University of Stuttgart e Politecnico di Milano – Dipartimento di Energia, una lettera di intenti nella quale vengono indicate possibili linee di ricerca e innovazione per l’aumento delle quantità e la riduzione dei costi dei carburanti alternativi, e valorizzato il loro utilizzo in motori termici ad alta efficienza di nuova generazione, ipotizzando anche l’apertura di un centro di ricerca e di trasferimento tecnologico in Lombardia. Un documento, dunque, dalla valenza scientifica importante, grazie appunto ai contributi accademici di rilievo, che arricchisce ulteriormente il percorso lombardo di sostegno al comparto automotive.

Le proposte

Tra le proposte contenute nel Manifesto, quella di riconoscere il contributo dei biocarburanti nel processo di decarbonizzazione dei trasporti, dare pari dignità e sostegno a tutte le trazioni, rivedere l’applicazione delle sanzioni ai produttori di veicoli rispetto ai target di emissioni, introdurre un ‘fattore di correzione del carbonio’ che consenta di contabilizzare i risparmi emissivi dei veicoli che utilizzano carburanti rinnovabili, implementare una strategia energetica europea che riduca i costi e incrementi la disponibilità di energia rinnovabile, valutare con oggettività le ricadute economico-sociali sulle imprese, sulle persone e sui territori dell’attuale quadro regolatorio affinchè si considerino con realismo le tempistiche di adattamento dell’intera industria.

I firmatari del Manifesto Carburanti Rinnovabili

L'assessore regionale Guidesi ha presentato a Bruxelles l’aggiornamento del ‘Manifesto Carburanti Rinnovabili' a sostegno dell'automotiveIl Manifesto è stato firmato dai componenti del ‘Tavolo Carburanti lombardo’ che per la prima volta Guidesi ha voluto convocare a Bruxelles, ovvero: Cluster Lombardo Mobilità, Cluster Aerospazio Lombardia, Cluster nazionale Trasporti, ANFIA – Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica, Confindustria Lombardia, Confindustria Energia, ENI, UNEM – Unione Energie per la Mobilità, Assopetroli-Assoenergia, Federchimica-Assogasliquidi, Federmetano, Assogasmetano, Federmotorizzazione, Federazione italiana gestione impianti stradali carburanti. “Dobbiamo scongiurare un suicidio economico – ha concluso Guidesi – e far sì che l’Ue riveda certe scelte con l’obiettivo di tutelare competitività e occupazione in Europa. Prima che sia troppo tardi”. Alla presentazione del Manifesto hanno partecipato anche gli europarlamentari Silvia Sardone, Massimiliano Salini e Paolo Inselvini.

A questo link il nuovo ‘Manifesto Carburanti Rinnovabili per le filiere produttive della mobilità in Lombardia’.

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Automotive, Guidesi: l’Unione Europea corregga i suoi gravi errori

La battaglia di Regione Lombardia a difesa dell’automotive, delle sue imprese e dei suoi posti di lavoro, approda nuovamente a Bruxelles dove l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, è intervenuto giovedì 3 aprile 2025 durante la plenaria del Comitato delle Regioni in qualità di presidente dell’Automotive Regions Alliance per sferzare la Commissione Europea e il Parlamento Europeo reiterando l’allarme sul destino di un settore in profonda crisi, che vede attualmente fermo il 75% della capacità produttiva dei costruttori europei e della loro filiera di fornitura, con la drammatica prospettiva, a livello continentale, di perdere mezzo milione di lavoratori da qui ai prossimi anni.

Guidesi: Unione Europea responsabile per la crisi del settore automotive

L'assessore Guidesi mentre parla al microfono al Parlamento europeo

Guidesi, da gennaio a capo dell’Automotive Regions Alliance (ARA) ovvero l’alleanza tra le più importanti 36 regioni europee del comparto, ha sottolineato le responsabilità dell’Unione Europea rispetto alle politiche che hanno individuato nel motore elettrico l’unica via per attuare la transizione ecologica. Una scelta, ha ribadito l’assessore, che ha rappresentato un assist per i competitori extraeuropei e l’industria cinese in particolare: “L’automotive é ciò che di meglio dal punto di vista industriale rappresenta l’integrazione europea e le basi su cui si è fondata l’Unione Europea. Non c’è regione in Europa che non ci abbia mai avuto a che fare. Paradossalmente è la stessa Unione Europea, attraverso la Commissione, ad averne determinato la messa in crisi. Da anni i cinesi sviluppano le batterie elettriche e grazie al clamoroso assist europeo hanno trasformato la loro peculiarità in opportunità commerciali, in un settore che fin lì mai avevano affrontato”.

Il cambio di passo proposto

Da qui la richiesta di un cambio di passo alla Commissione Europea. Per Guidesi il correttivo annunciato nelle scorse settimane dal capo dell’esecutivo Ue, Ursula Von der Leyen, non è sufficiente: “Serve una modifica radicale del regolamento e della strada intrapresa rispetto al calcolo delle emissioni, serve ridare alla nostra industria la possibilità e l’economicità di poter riprendere a fare le auto più belle al mondo”.

La neutralità tecnologica

La foto ritrae i rappresentanti presenti alla plenaria dell'ARA al Parlamento Europeo

La tesi lombarda, condivisa dai principali stakeholder del comparto e dalle regioni aderenti all’ARA, consiste nel puntare sulla ‘neutralità tecnologica’, ovvero sulla necessità di raggiungere gli obiettivi ambientali attraverso tutte le opportunità offerte dalla tecnologia, dall’idrogeno ai biocarburanti, dal biometano ai carburanti sintetici, senza limitare le scelte all’elettrico. “La trasformazione di raffinerie in bioraffinerie per produrre il biocarburante che alimenta un’auto o un veicolo commerciale a motore endotermico – ha detto Guidesi – è un’ottima operazione ambientale che abbassa notevolmente le emissioni. Non si può limitare la ricerca e l’innovazione tecnologica imponendo un’unica strada, così si ferma l’innovazione, così non si raggiungono gli obiettivi ambientali, così l’indotto va ad altri e la nostra industria viene cancellata. A tutto questo si aggiungono i dazi appena confermati dall’amministrazione Usa e i costi energetici, ulteriori fattori che ci danneggiano dal punto di vista della competitività”.

Guidesi chiede all’UE di cancellare le scadenze nel settore automotive

Guidesi ha lanciato un accorato appello alla Commissione e al Parlamento Ue: “E’ più che mai necessario e urgente cancellare scadenze insensate e restituire libertà d’azione all’industria rispetto a cosa poter offrire al mercato in piena ‘neutralità tecnologica’. Dobbiamo dire semplicemente ai cittadini che possono muoversi come ritengono purchè non inquinino. E dobbiamo ridare a tutti i cittadini europei la possibilità di potersi permettere un’auto europea”.

Le regioni dell’ARA pronte a collaborare

L’assessore ha ribadito la disponibilità da parte delle regioni dell’ARA a collaborare con la Commissione per attuare soluzioni pragmatiche finalizzate a salvare il settore automobilistico: “Bisogna correggere gli errori e guardare al futuro, scongiurando quello che si configura come il più grande suicidio economico della storia industriale”, ha chiosato l’assessore, da anni fautore di un’azione di ‘lobby istituzionale’ che ha visto la Lombardia tessere alleanze a livello italiano ed europeo, culminate con la nomina alla guida di ARA e soprattutto la redazione di un Manifesto firmato sostanzialmente da tutti i principali stakeholder del settore e diventato il documento ufficiale delle regioni dell’automotive.

Invertire la rotta

L'assessore Guidesi mentre parla al microfono al Parlamento europeo

Nel testo si ribadisce la necessità di intraprendere la strada della ‘neutralità tecnologica’ per invertire la rotta e preservare quella che per decenni è stata la più grande industria del continente e la prima a disporre di una filiera complementare diffusa nei vari Stati europei. La Lombardia ha iniziato in solitaria, tre anni fa, il percorso a difesa del comparto, scontrandosi con lo scetticismo del ‘mainstream’ e i dogmi ideologici del ‘pensiero unico’: col tempo, le condizioni di contesto sono cambiate e oggi la gran parte degli addetti ai lavori concorda con la ‘tesi lombarda’ e dunque con la necessità di lasciare ai territori la libertà di scegliere le soluzioni tecnologiche più adeguate per la transizione ecologica, unico modo per consentire all’Europa di non disperdere un patrimonio di competenze, tecnologie e posizionamenti sul mercato acquisiti in tanti anni di ricerca, innovazione e successi imprenditoriali.

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