Il Bosco delle Querce di Seveso conquista il Marchio del Patrimonio Europeo 2025
Il Bosco delle Querce di Seveso viene riconosciuto ufficialmente Marchio del Patrimonio Europeo del 2025; il riconoscimento importante riservato al territorio tra Seveso e Meda in provincia di Monza e Brianza è davvero prestigioso e viene attribuito a luoghi ritenuti significativi per il percorso storico e civile europeo, e il Bosco delle Querce entra così in una rete internazionale di spazi della memoria.
La decisione è arrivata al termine della selezione annuale che individua un solo luogo per ogni Stato membro. Per l’Italia erano in corsa due candidature: il Teatro Olimpico di Vicenza e il Parco Naturale Regionale Bosco delle Querce. Alla fine il panel internazionale di esperti ha scelto l’area verde brianzola, indicata dal ministero della Cultura.
Il Bosco delle Querce di Seveso Marchio del Patrimonio Europeo
Oggi il parco in provincia di Monza è uno spazio frequentato da famiglie, scuole e visitatori. Ma quasi cinquant’anni fa qui c’era tutt’altro scenario. Nel 1976 l’incidente industriale dell’Icmesa provocò una fuoriuscita di diossina che contaminò vaste zone tra Seveso, Meda e i comuni vicini. Evacuazioni, animali abbattuti, bonifiche urgenti: per anni il nome di Seveso fu associato a una delle più gravi emergenze ambientali del dopoguerra europeo.
Il Bosco delle Querce ha origini dalla ferita, partendo in primis da una messa in sicurezza dei terreni e poi da un lungo lavoro di recupero ambientale; il processo ha richiesto anni e lentezza per poter trasformare l’area contaminata in un paesaggio pubblico simbolo della biodiversità regionale.
È proprio questa trasformazione ad aver pesato nella scelta europea. Nelle motivazioni si parla di responsabilità collettiva e capacità di reagire a una crisi ambientale, con il contributo della scienza, delle istituzioni e della comunità locale. Non solo memoria di una tragedia, ma esempio concreto di ricostruzione.
Il disastro di Seveso ha lasciato un’impronta importante tanto che ci sono stati adeguamenti nelle legge europee; basti pensare che proprio da quell’evento è nata la Direttiva Severo che resta un punto di riferimento in UE per prevenire incidenti industriali e gestire al meglio i rischi degli impianti chimici.
L’area è visitabile e si attraversa seguendo il “percorso della memoria”, un itinerario segnato da undici pannelli che raccontano la bonifica e la trasformazione del territorio. Non solo ricordo, però. Accanto al tracciato storico c’è anche uno spazio pensato per la didattica: visite guidate, attività per le scuole, laboratori e approfondimenti che arrivano fino ai temi ambientali e alla biodiversità. Un modo per tenere insieme memoria e presente, senza retorica.
Nel bosco, infatti, la natura è tornata a occupare spazio. Si incontrano conigli selvatici, diverse specie di uccelli e tre tipi di anfibi, segni concreti di un ecosistema che negli anni ha ripreso vita.
L’importanza del riconoscimento
Il riconoscimento come Marchio del Patrimonio Europeo ha uno scopo ben preciso: valorizzare i luoghi legati ai valori quali memoria storica, cooperazione e responsabilità condivisa. Il titolo ottenuto dal Bosco delle Querce permette al luogo di entrare all’interno di una rete di siti che si impegnano in attività educative e progetti che parlano specialmente ai giovani.
Finora i siti italiani premiati sono il Museo Casa De Gasperi, Forte Cadine, l’area archeologica di Ostia Antica, il Comune di Ventotene e il Parco nazionale della Pace di Sant’Anna di Stazzema. Ora si aggiunge anche Seveso, con una storia più recente ma profondamente legata alla coscienza ambientale europea.
Il 22 aprile 2026 avverrà a Bruxelles la consegna del premio che porterà la Brianza al riconoscimento per l’impegno nella riqualificazione di un territorio segnato da un disastro e oggi simbolo di rinascita.
“Le realtà del commercio e dei servizi – ha sottolineato il presidente – rappresentano un punto di riferimento concreto per le nostre comunità, soprattutto in una società segnata dalla globalizzazione. Ogni vetrina illuminata racconta una storia, un pezzo della nostra Lombardia, ed è soprattutto un presidio anche sociale per il nostro territorio. Come Regione stiamo lavorando perché queste luci non si spengano, sostenendo chi ogni giorno contribuisce a tenere vive le nostre città”.
“Complessivamente – continua Sertori – è stato trasferito ai territori il 43% delle somme spettanti (8,6 milioni di euro su un totale di 20,1 milioni). Le percentuali variano a seconda delle Province. Gli importi spettanti risultano inferiori rispetto a quelli dello scorso anno (produzione 2023, ndr) a causa della diminuzione del prezzo di vendita dell’energia”.
“Si tratta di risorse importanti – sottolineano il presidente Fontana e l’assessore Sertori – che potranno essere utilizzare per interventi concreti sui territori di frontiera. Dove i lavoratori risiedono, dormono e da cui, ogni giorno, partono, spesso anche molto presto, per lavorare nella vicina Svizzera“.
“Con l’aumento delle risorse – ha sottolineato l’assessore alla Cultura di Regione Lombardia,
“Con ‘Teatro Fuori Porta’ – ha spiegato Caruso – si rinnova l’impegno per portare l’arte oltre i luoghi tradizionalmente dedicati, per incontrare i cittadini: il teatro, con la sua forza di emozionare e far riflettere, può diventare strumento di coesione sociale e di dialogo tra generazioni”.
Le attività proposte permetteranno di sperimentare con mano cosa significhi vivere la campagna. E quale tipo di lavoro e impegno stiano dietro ai prodotti che arrivano sulle nostre tavole dando lustro al patrimonio gastronomico regionale. Dalla mungitura e trasformazione del latte in formaggio alla cura degli animali, dalla scoperta delle api e del miele ai laboratori di panificazione, dai percorsi sensoriali nei campi alle esperienze creative con fiori e materiali naturali. Non mancheranno giochi, attività inclusive e momenti di degustazione.
Le Fattorie Didattiche sono spazi di educazione ambientale, cultura alimentare e divulgazione scientifica. Aiutano infatti le nuove generazioni a comprendere il valore del lavoro agricolo e il legame profondo che esiste tra ciò che consumiamo e la terra da cui proviene.
“Siamo convinti che l’
“Sono molto soddisfatto del risultato raggiunto – afferma 
“Tutte occasioni – chiosa il governatore – per il cosiddetto turismo di prossimità, perfetto per chi non può permettersi vacanze troppo costose, e opportunità per ammirare luoghi di fascino e di altissimo valore storico spesso poco considerati dai flussi di visitatori stranieri che vengono in Lombardia ma ne conoscono soltanto le mete più ‘celebrate'”.
Ferragosto colorato anche in provincia di Pavia: il 15 agosto, a Pietra De’ Giorgi, una serata di festa con degustazioni per vivere l’Oltrepò in una delle sue vesti più autentiche e accoglienti.
“Il bando – dichiara l’assessore – sostiene interventi mirati a contrastare la diffusione di organismi nocivi da quarantena, con particolare riferimento a settori sensibili alla presenza di questi insetti alieni, come il comparto frutticolo riguardante soprattutto mele e pere, quello olivicolo e quello vivaistico”.
“Con la pubblicazione dei risultati del bando – afferma l’assessore regionale Francesca Caruso – prosegue quindi il sostegno concreto a soggetti e professionisti che ogni giorno lavorano nel settore del teatro con abnegazione, passione e competenza. Si tratta di realtà che sviluppano progettualità solide, intrecciano relazioni autentiche con il pubblico e assicurano una presenza culturale continua sul territorio. Infatti, con questo contributo finanziamo le produzioni, la programmazione di rassegne e stagioni, le tournée nazionali e internazionali, le attività laboratoriali, l’ospitalità di spettacoli e i progetti educativi”.
A Milano, dove si concentra il maggior numero di soggetti finanziati (19), hanno ricevuto contributi:
“Nel 2024 – ha proseguito La Russa – il progetto, con Limbiate Comune capofila, ci ha permesso di controllare nelle aree del
“Il settore del Legno-Arredo in Brianza – ha evidenziato Fontana – è un vanto per la Lombardia a livello mondiale e un tratto distintivo e identitario per questo territorio. Come Regione siamo a disposizione per costruire, insieme alle imprese e agli stakeholder, un percorso in grado di agevolare un ulteriore sviluppo del comparto. Da un lato mettiamo in campo bandi e misure a sostegno degli investimenti delle aziende, dall’altro attiviamo iniziative come questa in grado di favorire la connessione tra soggetti diversi puntando sul concetto di ‘filiera allargata‘: le interazioni tra istituzioni, mondo produttivo, mondo accademico e scientifico e istituti formativi sono sempre più importanti per restare competitivi”.
“La Lombardia è la prima Regione
Le ZIS vanno a integrare il piano di politica industriale regionale redatto nel 2023. La Lombardia è stata la prima regione italiana a dotarsi di uno strumento di pianificazione strategica che ha analizzato il contesto socio-economico lombardo in termini di ‘ecosistemi’, di mappatura delle specializzazioni industriali e di strategie da attuare per rafforzare le filiere, così da mantenere il ruolo di guida dell’economia italiana ed europea. Il progetto di valorizzare ulteriormente le filiere e i distretti industriali, declinato anche nel tour sui territori, ha appunto la finalità di aggiornare il lavoro del 2023.
Nel 2024 la provincia di Monza e Brianza conta complessivamente 1.627 imprese attive nella filiera legno-arredo, con 11.934 addetti. Di queste, 1.231 imprese operano nel settore del mobile, pari al 30,4% del totale lombardo, mentre gli addetti del comparto mobili sono 9.696, rappresentando il 35,4% della forza lavoro regionale, come attestano i dati del Centro Studi FederlegnoArredo. Il settore è fortemente orientato all’export, con esportazioni per 1,06 miliardi di euro, che coprono il 32,7% del totale lombardo del comparto.
A gennaio 2025 è stato lanciato un Patto Territoriale per le Competenze e l’Occupazione nella Manifattura del Mobile e dell’Arredo, promosso da Regione Lombardia e
Tra le principali sfide future figurano la sostenibilità ambientale, con la necessità di adottare materiali certificati e processi a basso impatto ecologico, e l’innovazione tecnologica, con l’uso crescente di intelligenza artificiale, domotica ed eco-design. Dal punto di vista occupazionale, si prevede un aumento della domanda di profili tecnici e professionali qualificati, che richiede investimenti in formazione continua. In un contesto internazionale complesso, la Brianza del legno e del mobile per mantenere competitività deve consolidare le proprie eccellenze e puntare a conquistare nuovi mercati esteri.
“L’iniziativa – ha aggiunto Francesca Caruso – riguarda anche quest’anno numerosi siti che coinvolgono diverse città e comuni, distribuiti tra le province di Milano, Monza e Brianza, Varese, Lecco e Como“.



L’evento, che si colloca nell’ambito della
Oltre alla presentazione di AUT Evolution inaugurazione anche, in via Libertà 9 sempre a Concorezzo, dell’appartamento ‘Una casa per noi’ per la residenzialità di giovani adulti nello spettro autistico. L’appartamento, bene confiscato alla criminalità è stato assegnato dal
“In occasione della Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo, che si celebra ogni anno il 2 aprile, Regione Lombardia rinnova il proprio impegno nel supporto delle persone con Disturbo dello Spettro Autistico e delle loro famiglie”, ha dichiarato l’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità Elena Lucchini. Rinnoviamo quindi il nostro impegno, ha spiegato l’esponente della Giunta, “nei percorsi di presa in carico personalizzati all’inclusione scolastica, lavorativa e sociale, con particolare attenzione al sostegno delle famiglie e alla formazione degli operatori”.
“Solo grazie a una solida alleanza sociale tra istituzioni, enti locali, Terzo settore e privati – proprio quello celebrato a Concorezzo – potremo migliorare la qualità della vita delle persone con autismo e promuovere una comunità più inclusiva e in particolare oggi, volta anche a riaffermare i principi di legalità”, ha infine concluso l’assessore Lucchini.
La Centrale è attiva dal 16 settembre al Poliambulatorio del Presidio ospedaliero caratese ed è operativa sette giorni su sette, dalle 19 alle 8 dal lunedì al venerdì e h24 nel weekend. Il servizio è accessibile tramite il Numero Europeo Armonizzato (NEA) 116117.
L’assessore Bertolaso ha successivamente visitato il reparto di Riabilitazione Specialistica dell’Ospedale di Vimercate, un’eccellenza dell’ASST Brianza che integra approcci terapeutici tradizionali con l’uso di tecnologie avanzate.
Suddivisione delle domande su base territoriale
Nel suo complesso questa innovativa misura, vede, a oggi, da parte di Regione Lombardia uno stanziamento complessivo di 3 milioni di euro, dei quali 300.000 euro destinati ai CAV e alle CR per i costi relativi all’accompagnamento delle donne nella sperimentazione (costi di personale ma anche arredi degli alloggi, costi di trasporto, spese di registrazione del contratto, utenze ecc).
“Siamo orgogliosi di poter offrire un sostegno concreto a queste donne, certi che potrà rappresentare uno stimolo e un sostegno per riprendersi il prima possibile le loro vite lontano da paure e violenze”. Così il presidente della Regione, Attilio Fontana, a margine della cerimonia di consegna delle chiavi. “Casa e lavoro – ha osservato il governatore – sono le colonne sulle quali si costruisce la vita di una persona. E per chi ha subito un torto ingiusto, come lo sono le violenze di genere, è ancora più importante essere supportato. Oltre alla misura sulla casa – ha ricordato – abbiamo messo in campo azioni per l’inserimento lavorativo e la formazione. Solo quest’anno, sono oltre 16 i milioni, fra fondi statali e regionali, a disposizione dei 57 Centri antiviolenza e della 161 case rifugio e di accoglienza”.
“La prevenzione e il contrasto alla violenza di genere sono una priorità di Regione Lombardia. Per questo, accanto alle consolidate politiche antiviolenza, abbiamo voluto introdurre provvedimenti innovativi come la sperimentazione dedicata all’autonomia abitativa che ho promosso personalmente raccogliendo le istanze giunte delle operatrici dei nostri Centri Antiviolenza”, ha dichiarato Lucchini.
Secondo Lucchini si tratta di “una risposta concreta per accompagnare le donne nel percorso di fuoriuscita dalla violenza garantendo loro un’abitazione che contribuirà a creare le basi di una ritrovata autonomia che consenta loro il ritorno a una quotidianità e a un’indipendenza perduta. Oggi – ha concluso l’assessore Lucchini – con la consegna di altri 7 alloggi Aler alle donne vittime di violenza, tre in provincia di Varese, tre nel comasco e uno nella provincia di Monza e Brianza testimoniamo la necessaria alleanza tra istituzioni a sostegno delle donne e dell’intera comunità”.
“Per aiutare le donne vittime di violenza – ha dichiarato l’assessore Franco – è fondamentale garantire un’efficace risposta al tema centrale della casa: per ricominciare a vivere è necessario poter disporre di un’abitazione per sé e per i propri figli. In quest’ottica, come Regione Lombardia abbiamo deciso di destinare case a costo zero alle vittime dei soprusi. Una misura, questa, che rientra nelle direttive che abbiamo impartito alle diverse Aler territoriali nell’ambito della ‘Missione Lombardia’, il piano regionale di rilancio delle politiche abitative, dove prestiamo grande attenzione alla dimensione sociale”.
“Con questa iniziativa – ha detto l’assessore Caruso – Regione Lombardia dimostra concreta vicinanza alle donne vittime di violenza. Regione Lombardia da anni investe, in particolare, su due aspetti fondamentali per la fuoriuscita della donna dal circuito della violenza: la casa e il lavoro.
“Questo progetto – ha dichiarato il presidente dell’Aler territoriale, Cavallin – rappresenta per noi un impegno fondamentale per il territorio e per le comunità. Con la consegna delle chiavi, vogliamo sottolineare il valore della solidarietà e della collaborazione con le associazioni che ogni giorno si dedicano alla protezione e al sostegno delle donne vittime di violenza. Ringrazio Regione Lombardia per il prezioso supporto che ha reso possibile questa iniziativa”.
Sette appartamenti per sette nuove vite. La collaborazione tra Aler, Regione Lombardia e i Centri Anti Violenza delle province di Varese, Como e Monza permette alle donne vittime di violenza di trovare l’autonomia abitativa.
“Nel 2024 abbiamo assistito 193 donne – ha affermato Marzia Giovannini di EOS Varese – Registrando un incremento del 30% rispetto ai dati del 2023. Sono sempre più giovani coloro che ci chiedono aiuto, anche se possiamo dare una lettura positiva a questi numeri: sempre più spesso viene riconosciuta e denunciata la violenza. È grazie l’iniziativa di Regione e Aler che abbiamo potuto dare una speranza a una donna che non lavorava portandola così a rinascere. Se non si trova l’autonomia, finisci per ricascarci.”
“Per la donna che abbiamo aiutato – dice Manuela Gandini di CADOM, Monza – è stato un vero salto di qualità, perché lei aveva già un’abitazione, era alla fine del percorso della violenza, ma non poteva assistere alle spese. Il costo della vita, soprattutto a Monza, è, infatti, molto alto. L’assegnazione di questo alloggio, quindi, lei l’ha vissuto come una boccata d’ossigeno. E come un autentico ed effettivo un modo per ripartire”.