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Toscana tra primavera ed estate: le escursioni più belle nel Parco della Maremma

Difficilmente apparirà amara, questa Maremma. Non come la voleva la canzone tradizionale, Maremma Maremma, ispirata all’opera di bonifica di questo ampio territorio a sud della Toscana, una vasta area pianeggiante sul litorale, un tempo caratterizzata da paludi, miseria, malaria: Tutti mi dicono maremma maremma/Ma a me mi sembra una maremma amara/L’uccello che ci va perde la penna/Io c’ho perduto una persona cara.

Oggi è il luogo di incontro di mare e collina: grazie al Parco Regionale della Maremma si può vivere in prima persona un ambiente in cui è possibile camminare lungo la costa per chilometri, tra una profumata vegetazione mediterranea, in mezzo a sparute tracce dell’antichità e una fauna ricchissima: cinghiali, daini e uccelli marini che pattugliano il litorale.

Tra la fine della primavera e i primi mesi dell’estate il clima si fa ideale per esplorare il Parco. Le numerose passeggiate ed escursioni della rete sentieristica che lo attraversano consentono di esplorare angoli di natura selvaggia tra fiori colorati, il verde argentato degli ulivi, il blu del Mar Tirreno. Il Parco propone itinerari adatti a ogni livello di allenamento e a ogni tipo di curiosità, dal birdwatcher appassionato all’escursionista che cerca semplicemente un spiaggia solitaria sul mare da raggiungere a piedi.

Il Parco della Maremma: cos’è, dove si trova e come arrivare

Il Parco Regionale della Maremma si estende lungo la costa tirrenica della Toscana, nel territorio della provincia di Grosseto. Il suo perimetro abbraccia una striscia di litorale che va dalla foce del fiume Ombrone, secondo corso d’acqua più lungo della regione, fino alla cittadina di Talamone, che sorge su un promontorio roccioso a dominare l’omonima baia.

Al suo interno si trova la catena dei Monti dell’Uccellina, punteggiata dai ruderi delle antiche torri di avvistamento che per secoli hanno sorvegliato questa costa. Spesso, peraltro, ci si riferisce comunemente al Parco come al Parco dell’Uccellina, appunto.

Il punto di riferimento per chi vuole visitare il Parco è il Centro Visite di Alberese, dove è possibile acquistare i biglietti di ingresso, ritirare le mappe e, per alcuni itinerari, prenotare le visite guidate.

L’ingresso al parco è sempre a pagamento, con un prezzo diverso a seconda del percorso che si desidera intraprendere. Solo la spiaggia di Marina di Alberese è considerata di libero accesso per la balneazione.

Cala di Forno

Cala di Forno è una destinazione simbolo per il Parco della Maremma. Un percorso di difficoltà medio-alta, lungo circa 17 chilometri totali, con un tempo di percorrenza indicativo di quattro ore, che conduce a una spiaggia dal fascino selvaggio e unico, spesso luogo ideale per l’insolito avvistamento di animali del bosco sulla sabbia e in riva al mare, come volpi, daini e cinghiali.

Il cammino attraversa dapprima la pineta granducale, uno dei boschi artificiali più suggestivi della Toscana, voluto dai Lorena nel Settecento per proteggere le aree interne dai venti marini. Costeggiando il canale dello Scoglietto si raggiunge l’uliveto monumentale di Collelungo, che ha un’età stimata oltre i quattrocento anni. Da qui, superato un piccolo cancello di legno, il sentiero entra nella zona di riserva integrale del Parco e si immerge nel versante meridionale delle colline dell’Uccellina, il più soleggiato e profumato, battuto dal sole per quasi tutta la giornata tra grandi cespugli di cisto e rosmarino.

L’escursione procede con il mare costantemente in vista, dominando dall’alto una striscia di spiaggia sabbiosa lunga e integra, senza una costruzione. L’arrivo alla piccola insenatura di Cala di Forno è un piccolo spettacolo dopo il lungo cammino: una caletta raccolta, frequentata oggi principalmente da daini e cinghiali, le cui tracce si notano comunemente sulla sabbia.

Alle spalle della spiaggia si trova il lungo edificio della dogana del Granducato di Toscana, costruito alla fine del Settecento, a testimoniare un passato in cui questa cala era il porto dell’abbazia medievale di San Rabano e un approdo di rilevanza commerciale, segnalato dalle principali carte nautiche italiane già dal Rinascimento.

Salto del Cervo

L’itinerario C1 del Parco è denominato Salto del Cervo, dal nome della stretta e spettacolare cala a cui conduce.  È un percorso tosto, di circa 11 chilometri, che non lesina un paio di dure salite e che attraversa la catena dell’Uccellina dalla pianura fino a una spiaggetta solitaria sul mare, con vista sull’isola del Giglio.

Il sentiero C1 inizia salendo dolcemente tra ordinatissimi filari di ulivo, prima di superare la rete di protezione delle coltivazioni dagli animali selvatici e immergersi nel bosco. Si raggiunge rapidamente la Torre Bassa, costruita nell’anno 1100 dagli Aldobrandeschi come parte del sistema difensivo del Castello di Collecchio, oggi scomparso.

Da qui ci si inerpica lungo un vallone coperto da una bella lecceta, incontrando a metà percorso le rovine di un piccolo insediamento medievale abitato tra il Mille e la fine del Trecento: si riconoscono i resti di una piccola chiesa romanica, di un’abitazione con cortile, e persino di un forno da pane in pietra costruito dai carbonai dell’Amiata che trascorrevano qui i mesi invernali.

Cala Salto del Cervo nel Parco della Maremma Toscana
Lorenzo Calamai
L’arrivo al Salto del Cervo

La salita più impegnativa è ricompensata dall’arrivo al Poggio delle Sugherine, dove un’altana in legno offre un panorama a 360 gradi: verso l’interno fino al Monte Amiata, verso il mare fino alla lontana Corsica. Si affronta poi la discesa finale verso il mare, con la macchia mediterranea bassa attorno ai camminatori in uno scenario vagamente lunare.

La cala è stretta tra la scogliera, con una piccola striscia di sabbia, grandi tronchi sbiancati dal mare e scogli bassi che entrano in acqua: un luogo solitario e magico dove godere della fatica fatta per raggiungerlo.

Bocca d’Ombrone

Per chi preferisce un’escursione meno impegnativa ma di grande suggestione paesaggistica, la passeggiata A7 a Bocca d’Ombrone è la scelta perfetta. Un itinerario di circa cinque chilometri, tutto pianeggiante e senza difficoltà, che può essere percorso anche in bicicletta e che regala uno dei panorami più potenti di tutto il Parco.

Il percorso parte dalla strada per Marina di Alberese e si apre subito in un tratto rettilineo che contrappone un mare impetuoso che si infrange sugli scogli alla grande pianura maremmana, con una vegetazione peculiare, uccelli di ogni tipo e le mandrie di bovini storicamente allevati qui.

bocca d'ombrone nel parco della maremma
Lorenzo Calamai
Il panorama naturale unico nei pressi di Bocca d’Ombrone, nel Parco della Maremma

L’arrivo alla foce dell’Ombrone, il secondo fiume più lungo di Toscana, è suggestivo. Qui il fiume e il mare si incontrano, si assiste a un duello geologico che dura da migliaia di anni tra l’acqua limacciosa del fiume che si allunga nel Tirreno, distribuendo i sedimenti sulle spiagge attraverso le correnti costiere, e il mare che lentamente si riprende lo spazio ceduto dalla pianura.

Dietro il Casello idraulico, un antico edificio di controllo delle acque, un breve sentiero porta a un capanno per il birdwatching. La zona salmastra dove si incontrano le acque è infatti un paradiso per gli uccelli migratori, che la popolano ben felici.

Cannelle

Meno conosciuto e frequentato degli itinerari precedenti è il percorso Le Cannelle, nella parte meridionale del Parco, non lontano da Talamone: quasi nove chilometri con alcune asperità altimetriche, percorribile esclusivamente con guida e su prenotazione contattando il Centro Visite di Alberese.

Il cammino inizia dalle rovine di due grandi cisterne romane e sale lungo un antico percorso doganale tra una macchia alta di lecci, raggiungendo il Semaforo, un ex punto di avvistamento militare da cui si apre un primo magnifico panorama sulla costa rocciosa del Parco, dalla Torre di Capo d’Uomo fino a nord.

Il sentiero prosegue poi sulla cresta, con vedute che si aprono contemporaneamente sul mare e sull’entroterra, fino a Punta del Corvo, secondo punto panoramico da cui lo sguardo spazia su Tirreno, Argentario, Elba, Giglio e, nelle giornate più limpide, fino a Montecristo e alla Corsica.

Toscana, Parco della Maremma: il sentiero per la Cala Salto del Cervo con vista sul Monte Argentario e Arcipelago Toscano
Veduta sull’Argentario e l’Isola del Giglio dal Parco della Maremma

Da qui la discesa verso il mare è quasi continua, su un comodo sentiero. L’arrivo alla baia delle Cannelle avviene su quello che potrebbe essere un antico approdo etrusco: sullo scoglio piatto che si protende nel mare si trovano ancora tracce di un forno per la fusione dei minerali ferrosi provenienti dall’isola d’Elba, a testimoniare una storia lunghissima di frequentazione umana di questa costa.

Tatti, il borgo della Maremma che rinasce tra cinema e realtà

Esistono luoghi che sembrano destinati a scomparire, inghiottiti dal silenzio e dall’abbandono, e poi ci sono storie che ne cambiano il finale. Il documentario “Tatti, paese di sognatori“, diretto dal regista svizzero Ruedi Gerber e in arrivo nei cinema il 9 aprile 2026, racconta proprio la rinascita di un piccolo borgo della Maremma grossetana che, da paese in declino, ha saputo reinventarsi grazie alla collaborazione e a una visione condivisa del futuro.

È la prova concreta che un territorio può tornare a vivere quando qualcuno sceglie di restare e qualcun altro decide di arrivare: Gerber, infatti, non si è limitato a raccontare la trasformazione dietro la macchina da presa ma ne è diventato parte attiva come imprenditore agricolo, produttore di olio e vino biodinamico, e tessendo relazioni tra abitanti, agricoltori e nuovi residenti.

Il documentario su Tatti

Quello che un tempo era stato definito “un paese fantasma, un deserto dal panorama bellissimo” è diventato un laboratorio di cooperazione: le terre abbandonate sono state recuperate, i campi hanno ripreso a produrre, le case hanno riacceso le luci. Storici e nuovi abitanti hanno scelto di costruire insieme un modello fondato su sostenibilità, solidarietà e lentezza consapevole.

Il film, già presentato al Festival di Zurigo e in anteprima nazionale al Festival dei Popoli di Firenze, si presenta come una dichiarazione d’intenti, una testimonianza di resilienza collettiva che dimostra come sia ancora possibile immaginare una vita radicata nella terra e nelle relazioni umane.

Prodotto da Zas Film e Perché No Films e distribuito da Lo Scrittoio, il documentario sarà preceduto da una serie di anteprime a partire dal 28 marzo a Massa Marittima, per poi approdare in varie sale della provincia di Grosseto, tra cui Orbetello, Capalbio e Castel del Piano.

Fotogramma del documentario Tatti, paese di sognatori, di Ruedi Gerber
Ph Ufficio Stampa Film
Abitanti di Tatti, fotogramma del documentario Tatti, paese di sognatori, di Ruedi Gerber

Cosa vedere a Tatti, tra mura medievali e vicoli di pietra

A pochi chilometri da Massa Marittima, in provincia di Grosseto, Tatti si adagia su un colle da cui lo sguardo si perde tra campi coltivati, uliveti e boschi della Maremma.

Il centro conserva ancora la struttura medievale: una cinta muraria risalente al IX secolo racchiude il nucleo più antico, e l’ingresso avviene al di sotto di un arco sormontato da tre mensole. Superato l’accesso, si raggiunge il Castello Aldobrandesco, che veglia sull’abitato con l’imponente torrione: dal cortile, si diramano vicoli stretti e irregolari che si inerpicano lungo il colle, in un reticolo di pietra che invita a rallentare.

I portoni antichi, gli archi in muratura, le case costruite con la tipica pietra toscana restituiscono un’estetica rurale autentica, fedele allo spirito della campagna maremmana.

Chiesa dell'Assunta e antica cisterna a Tatti, Grosseto, Toscana
Photo by: Giulio Andreini/UCG/Universal Images Group via Getty Images
Scorcio della Chiesa dell’Assunta e antica cisterna a Tatti

La Chiesa dell’Assunta, di origini medievali ma rimaneggiata nell’Ottocento, rappresenta uno dei punti di riferimento del borgo. Poco distante, all’interno delle mura, sorge anche la Chiesa di San Sebastiano, che custodisce una preziosa statua lignea del XVI secolo.

Tatti colpisce per l’atmosfera sospesa, da attraversare senza fretta, seguendo il tracciato dei viottoli che si snodano sul colle e lasciando che il paesaggio entri negli occhi e nel cuore.

In qualsiasi stagione, il clima mite della Toscana rende la visita assai piacevole: in primavera e in estate la campagna si accende di verde intenso, in autunno le tonalità diventano più morbide e dorate, in inverno il silenzio si fa ancora più profondo. È una meta che attrae viaggiatori attenti, alla ricerca di un’esperienza lontana dai flussi più battuti.

Come arrivare a Tatti

In auto, partendo da Follonica, si imbocca la Superstrada E80 in direzione Grosseto fino all’uscita Gavorrano Scalo. Da qui si prosegue verso Ribolla e, poco prima di giungere al paese, si svolta a sinistra: in pochi minuti si arriva a destinazione, con il profilo del borgo che appare in cima al colle.

Chi preferisce i mezzi pubblici può partire da Massa Marittima utilizzando la linea Tiemme 43F che collega al borgo di Tatti.

San Giacomo delle Segnate, oltre 2,3 milioni per Villa Rezzaghi

Su proposta dell’assessore a Enti locali e Programmazione negoziata, Massimo Sertori, la Giunta ha approvato la delibera dell’ipotesi di Atto Integrativo all’Accordo di Programma (AdP) per l’acquisto e il recupero di Villa Rezzaghi, edificio colpito dagli eventi sismici del maggio 2012, a San Giacomo delle Segnate (Mantova).

Nessun onere aggiunto per la Regione

L'assessore regionale Massimo Sertori“L’Atto Integrativo – rimarca l’assessore Sertori – non comporta oneri aggiuntivi a carico della Regione, ma recepisce l’incremento dei costi di oltre il 10% della spesa originariamente prevista dall’Accordo di Programma”.

L’incremento

Si tratta, infatti, di 272.042 euro di incremento del quadro dei costi frutto di 2 varianti in corso d’opera concordate con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Cremona, Lodi e Mantova e dell’approvazione di un progetto esecutivo dei corpi illuminanti.

San Giacomo delle Segnate, per Villa Rezzaghi oltre 2,3 milioni di euro

Il nuovo Accordo di Programma per l’acquisizione e il recupero di Villa Rezzaghi, edificio lesionato dagli eventi sismici del maggio 2012 che colpirono la provincia di Mantova, ha ora un valore di 2.363.456 euro.

La firma

“L’Atto Integrativo – dice l’assessore – sarà da me firmato, unitamente alla consigliera regionale Alessandra Cappellari, delegata dal presidente Fontana nella sua veste di Commissario per la ricostruzione post sisma 2012, con il Comune di San Giacomo delle Segnate”.

Sertori: Lombardia a fianco del Mantovano nella ricostruzione post sisma

“La vicinanza e il sostegno concreto della Regione Lombardia al territorio mantovano che ha subìto danni negli eventi sismici della primavera del 2012 – conclude Sertori – sono senza sosta. E si manifestano quindi con la costante attenzione alle necessità e alle istanze che ci vengono presentate. Ciò allo scopo di far rifiorire la provincia virgiliana recuperandone e valorizzandone i tanti tesori”.

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Weekend d’autunno in Maremma tra borghi, terme e panorami unici

Colline ricche di vigneti, paesaggi poetici da scoprire a piedi o in bici, terme in cui lasciarsi coccolare nelle fresche serate autunnali: da qui capisci subito di essere in Maremma, una zona della Toscana considerata a tutti gli effetti il regno dei buongustai e del turismo lento. Una terra affascinante, raccontata in tutta la sua bellezza, talvolta drammatica, da pittori quali Giovanni Fattori.

Un luogo dove il mare non è mai troppo lontano e una meta perfetta da esplorare anche durante l’autunno. Andiamo?

I borghi più belli della Maremma

Il modo migliore per cominciare il vostro weekend d’autunno in Maremma è visitando uno o più borghi. Tra i nostri preferiti citiamo Montemerano che, con le sue viuzze lastricate e le case in pietra dorata, rappresenta un piccolo gioiello medievale arroccato tra gli ulivi: un luogo sospeso nel tempo, ideale per una passeggiata romantica. Castiglione della Pescaia, invece, regala scorci sul mare e un borgo antico dominato dal castello aragonese, da cui si gode una vista incantevole sulla costa toscana.

Più nell’interno, Sovana affascina con la sua atmosfera etrusca e i resti archeologici che testimoniano un passato millenario. Infine Sorano, spesso definita la “Matera toscana”, stupisce con le sue case scavate nel tufo e un intreccio di vicoli che si aprono su panorami mozzafiato.

Relax alle terme

Anche la presenza di splendide terme fa della Maremma una meta perfetta da esplorare in autunno. A poca distanza dalle Terme di Saturnia ci sono le cascate termali più scenografiche di tutta la Toscana, uno di quei luoghi che tutti dovrebbero visitare almeno una volta nella vita.

Stiamo parlando delle Cascate del Mulino, dove l’acqua calda e sulfurea si riversa in una serie di piscine naturali scavate nella roccia, creando un paesaggio da cartolina. Il vapore che si alza leggero nelle mattine d’autunno regala un’atmosfera quasi magica, mentre il rumore costante dell’acqua accompagna chi sceglie di immergersi in queste vasche naturali.

Terme del Mulino
iStock
Le famose Cascate del Mulino

Trekking e percorsi in bici

Se al relax preferite le attività all’aria aperta, siamo sicuri che la Maremma non vi deluderà. L’autunno, infatti, è il momento ideale per esplorarla a piedi o in bicicletta. La Riserva Naturale del Monte Labbro, vicino ad Arcidosso, offre sentieri che permettono di scoprire boschi, fauna locale e punti storici come la torre Giurisdavidica.

Il Parco Naturale della Maremma, o Parco dell’Uccellina, propone itinerari panoramici tra pinete e calette, percorribili a piedi o in bici. Tra i percorsi più accessibili ci sono anche la Pineta Granducale fino a Cala di Forno e l’anello Follonica-Torre Mozza-Carbonifera. Anche il Parco di Montioni e la Riserva di Orbetello meritano una visita per chi cerca natura e avventura.

Degustazione di vini e visite alle cantine

Infine, tra le esperienze da non perdere in autunno in Maremma c’è senza dubbio la degustazione dei vini locali. Tra le mete da raggiungere vi consigliamo Suvereto, borgo medievale ideale per un tour tra vigne e cantine, dove è possibile assaporare rossi intensi e strutturati, frutto di uvaggi simili a quelli dei più noti vini di Bolgheri. Le visite guidate permettono di scoprire i segreti della vinificazione, dalla raccolta delle uve alla maturazione in botti di legno.

Arrivati i primi infermieri dall’Uzbekistan, lavoreranno in Lombardia

“Benvenuti e buon lavoro”: così il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, al primo gruppo di dieci infermieri arrivato dall’Uzbekistan, grazie al programma di formazione e cooperazione con i Paesi esteri.  Gli operatori sanitari asiatici sono stati ricevuti nell’ufficio del governatore a Palazzo Lombardia.

Dieci infermieri dall’Uzbekistan in Lombardia

“L’arrivo di questi professionisti – ha spiegato Fontana – è frutto degli accordi siglati durante la missione istituzionale della Regione a Tashkent. Un progetto che prevede percorsi di formazione clinica e teorica nell’Asst Fatebenefratelli-Sacco di Milano, con l’obiettivo di rafforzare gli scambi formativi e professionali tra i due Paesi”.

Programma di formazione e lavoro

Durante il periodo di formazione, che li vedrà impegnati in diversi reparti ospedalieri, tra cui pronto soccorso, terapia intensiva, cardiologia, nefrologia, oncologia ed area pediatrica, con la supervisione di tutor, parteciperanno anche a corsi di lingua italiana.

Valorizzazione delle esperienze

“Un’azione concreta – ha concluso il governatore – per rispondere alla carenza di personale sanitario nella nostra Regione e al tempo stesso valorizzare le esperienze di crescita dei Paesi partner. Tutto ciò, mentre continuiamo comunque anche a lavorare affinché si possano incrementare gli stipendi per queste professionalità nell’obiettivo di riuscire a rendere attrattivo per chiunque lavorare all’interno del nostro sistema sanitario”.

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Premio Maestri di eccellenza 2025 celebra l’essenza del Made in Italy

Il Belvedere di Palazzo Lombardia ha fatto da cornice alla terza edizione del ‘Premio Maestri di eccellenza 2025‘, promosso da Lvmh, in collaborazione con Confartigianato Imprese, Camera Nazionale della Moda Italiana e la Maison Thélios.

Un riconoscimento che celebra l’essenza stessa del Made in Italy: la maestria artigiana, il talento creativo e la passione per il saper fare.

Nel corso della cerimonia sono stati proclamati i 4 vincitori, selezionati da una giuria internazionale tra oltre 350 candidature provenienti da tutta Italia. A testimoniare l’impegno e l’eccellenza dell’artigianato italiano, anche l’assessore al Turismo, Marketing territoriale e Moda di Regione Lombardia Barbara Mazzali.

Il ‘Premio Maestri di eccellenza 2025’

Il ‘Premio Maestri di eccellenza LVMH’, giunto al suo terzo anno, si articola in tre categorie: Maestro Emergente, Maestro dell’Innovazione e Maestro Artigiano e attraversa i principali settori dell’artigianato di alta gamma: tessile, pelletteria, calzature, gioielleria e arredo. A presiedere la giuria internazionale, quest’anno, è stato il regista turco Ferzan Özpetek, portando la sua visione estetica a servizio della cultura del bello.

A Palazzo Lombardia terza edizione del 'Premio Maestri di eccellenza 2025' promosso da Lvmh, Confartigianato Imprese, Camera Nazionale ModaI vincitori dell’edizione 2025

Per la terza edizione del Premio Maestri di eccellenza LVMH una pre-giuria, composta da esponenti dei 4 partner coinvolti, ha identificato, tra le candidature ricevute, 3 finalisti per ogni categoria del premio. A ciascun vincitore saranno assegnati diversi riconoscimenti. Tra questi: 10.000 euro da reinvestire nella propria attività; fino ad 1 anno di mentoring con professionisti appartenenti alla Maison Thélios, su tematiche e tempistiche da concordarsi con la Maison. Tra le ricompense anche  visite dedicate negli stabilimenti della Maison Thélios.

Tutto ciò  allo scopo di approfondire i processi produttivi e il savoir-faire degli artigiani e tecnici coinvolti.

Maestro artigiano d’eccellenza Domitilla Biondi (Paper poetry)

Nel 2013 Domitilla Biondi abbandona la sua carriera nella comunicazione visiva e digital design per seguire la sua passione. Dal 2016 si dedica a tempo pieno alla paper poetry, la sua tecnica artistica innovativa, intagliando bassorilievi su carta o porcellana con un bisturi chirurgico: un gesto che intreccia meditazione e maestria artigiana.

Maestro emergente Artigiano d’eccellenza  Marta Benet Morera (ceramiche)

Marta Benet Morera è un’artigiana e artista multidisciplinare che nel suo lavoro unisce ceramica e tessile, intrecciando tecniche tradizionali e materiali naturali in forme essenziali. La sua pratica celebra l’imperfezione come bellezza e abbraccia la sostenibilità con uno sguardo attento alla contemporaneità e alla ricerca estetica.

Maestro dell’Innovazione d’eccellenza  Lucia Massei (gioielli)

Lucia Massei lavora principalmente metalli preziosi, pigmenti e seta. Le tecniche che utilizza sono prevalentemente classiche, con una speciale attenzione a prendere in prestito dalle altre arti applicate, tecniche e materiali, fino a creare nuove simbiosi. La formazione in gioielleria si fonde con gli studi di pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze.

Menzione speciale

È stato inoltre assegnato, per volere della giuria, un quarto premio a Elham M. Aghili, alla quale è stata assegnata una menzione speciale per il Premio Maestri d’Eccellenza 2025. Artista italo-iraniana, unisce arte, moda e design con una personale tecnica artigianale basata sull’intreccio di filati recuperati dagli errori e i fondi di magazzino dei produttori di filati. Ispirata alla cultura persiana e ai giardini onirici, crea opere i e sculture indossabili che fondono natura con la sua cultura ibrida.

A Palazzo Lombardia terza edizione del 'Premio Maestri di eccellenza 2025' promosso da Lvmh, Confartigianato Imprese, Camera Nazionale ModaTradizione e identità

“L’artigianato – ha dichiarato Mazzali durante il suo intervento – non è solo una tradizione antica, ma una vera forma di espressione personale. È identità che prende corpo attraverso i materiali, esprimendo con gesti precisi e sapienti, l’essenza profonda di un luogo. In Lombardia questi gesti rappresentano un patrimonio vivo, quotidianamente custodito nei laboratori, nelle botteghe e nei distretti produttivi, dove competenza, passione e spirito innovativo continuano a convivere”.

“Con il ‘Premio Maestri d’Eccellenza’ – ha sottolineato – vogliamo celebrare proprio questo: la capacità di tramandare il sapere artigiano, reinterpretandolo in chiave contemporanea per renderlo attuale e desiderabile“.

Artigianato motore di sviluppo economico

“Questa terza edizione – ha aggiunto Mazzali – è un’occasione preziosa per riflettere sul futuro dell’artigianato come motore di sviluppo economico, culturale e sociale. È anche un messaggio importante per le nuove generazioni: l’eccellenza non è solo un’eredità, ma un percorso che si apprende, si coltiva e si rinnova ogni giorno“.

“La moda –  ha ricordato l’assessore –   in Lombardia ha uno dei suoi centri nevralgici, gioca un ruolo chiave in questa visione, perché unisce il valore delle radici con le esigenze del presente, promuovendo un’estetica che sia al tempo stesso sostenibile, etica e inclusiva“.

A Palazzo Lombardia terza edizione del 'Premio Maestri di eccellenza 2025' promosso da Lvmh, Confartigianato Imprese, Camera Nazionale ModaIn Lombardia è radicata l’industria della creatività

Mazzali ha poi ricordato che la Lombardia contribuisce in modo determinante al valore del Made in Italy attraverso la Moda, filiera identitaria che intreccia artigianalità, innovazione e creatività.

“La nostra Regione – ha chiosato l’assessore – è motore d’Italia e d’Europa, la prima in Italia per numero di imprese (18% del totale nazionale), la più attraente per gli investimenti diretti dall’estero (11 miliardi di euro dal 2012 a oggi). È la Lombardia del design, che raccoglie 1/3 delle imprese del settore e ospita un evento internazionale come il Salone del Mobile di Milano, ma anche quella della moda, con le sue fashion week, e dell’industria creativa, con circa 40.000 imprese e 233.000 addetti, più di 300 startup e 19 tra incubatori e acceleratori“.

Sistema educativo attrattivo

“Tutta questa ricchezza – ha concluso – affonda le sue radici in un sistema educativo di eccellenza. Nella sola Lombardia ci sono 15 università con corsi di Arte e Design che attraggono molti studenti internazionali. Si contano inoltre 26 Istituti di Alta formazione artistica, musicale e coreutica riconosciuti dal Ministero dell’Istruzione e Merito.  Tra queste la prestigiosa Accademia di Brera e l’Istituto Marangoni, fucine continue di nuovi talenti”.

 

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Spiaggia della Giannella: dove il mare abbraccia la laguna e i sogni si tingono d’oro

La spiaggia della Giannella è una delle perle nascoste della Maremma Toscana, una zona che unisce bellezze naturali selvagge, acque azzurre e cristalline e un’atmosfera rilassante perfetta per chi cerca una fuga dalla quotidianità.

Situata nel comune di Orbetello, questa spiaggia si sviluppa lungo un istmo di sabbia che collega il promontorio del Monte Argentario alla terraferma, regalando panorami mozzafiato tra il mare e la laguna circostante.

La Giannella è molto apprezzata sia dalle famiglie in cerca di tranquillità sia dagli amanti delle attività all’aria aperta, degli sport acquatici e delle escursioni naturalistiche.

Il suo ambiente unico è arricchito da una rigogliosa macchia mediterranea, che si estende alle spalle della spiaggia offrendo ombra naturale, relax in pineta e l’occasione per passeggiate tranquille durante le ore più calde della giornata.

Questa località ha il pregio di unire la bellezza selvaggia del mare con servizi necessari e alcune aree attrezzate, creando un equilibrio perfetto tra natura e comodità. Inoltre, la posizione geografica della Giannella la rende un punto di partenza ideale per scoprire altri tesori della Toscana meridionale, come il centro storico di Orbetello – dal quale dista circa 4.3 km – le isole dell’Arcipelago Toscano o le suggestive cittadine del Monte Argentario.

Per questo motivo, la Spiaggia della Giannella è una destinazione versatile e adatta a tutti i tipi di visitatori: dagli sportivi agli amanti del relax, dalle famiglie con bambini piccoli alle coppie in cerca di romanticismo.

Dove si trova la spiaggia della Giannella e come arrivare

La spiaggia della Giannella è facilmente accessibile – si arriva con l’auto a 50 m dal mare – e si estende per circa 8 chilometri lungo un tombolo sabbioso – l’altro è quello di Feniglia – che collega il Monte Argentario alla terraferma, nel territorio comunale di Orbetello, in provincia di Grosseto.

Questo particolare lembo di terra – delimitato a nord dal paese di Albinia e a sud dalla foce del fiume Albegna – separa il Mar Tirreno dalla laguna di Orbetello, creando un ambiente naturale di grande fascino e biodiversità.

Se si viaggia in auto, il modo più semplice per arrivare da nord è percorrendo la Strada Statale 1 Aurelia in direzione sud, prendendo poi l’uscita per Albinia – da qui seguire le indicazioni per la spiaggia.

Provenendo da sud, ad esempio da Orbetello, si può imboccare la Strada Provinciale 36 di Giannella, che costeggia l’intero litorale e consente di accedere a diversi punti della spiaggia. Lungo la strada si trovano numerosi parcheggi, soprattutto a pagamento, e accessi sia alle spiagge attrezzate sia a quelle libere.

Questo permette di scegliere facilmente la zona che meglio si adatta alle proprie esigenze, sia che si voglia un ambiente più vivace con stabilimenti balneari, sia una parte più selvaggia e tranquilla.

Per chi arriva in treno, la stazione più vicina è quella di Orbetello-Monte Argentario. Da qui, è possibile utilizzare poi mezzi pubblici o taxi per raggiungere la spiaggia in pochi minuti e in tutta comodità.

Alcuni turisti preferiscono noleggiare biciclette per godersi una piacevole pedalata lungo la costa, grazie alla presenza di percorsi ciclabili che attraversano la zona. La Giannella è quindi facilmente accessibile anche a chi non viaggia in auto.

Caratteristiche della spiaggia

La spiaggia della Giannella è rinomata per la sua sabbia fine e dorata, estesa per diversi chilometri, che crea un ambiente ampio e accogliente dove ognuno può trovare il proprio angolo di paradiso.

Il mare cangiante con sfumature dal verde all’azzurro è calmo – la spiaggia è riparata dai venti che soffiano da sud come lo scirocco e il libeccio – e con fondale basso che digrada molto lentamente. Ideale quindi per famiglie con bambini piccoli e per chi vuole fare lunghe nuotate in acque trasparenti e cristalline. Le condizioni del vento, particolarmente favorevoli, rendono inoltre la spiaggia della Giannella uno spot molto apprezzato dagli appassionati di sport velici.

La lunga spiaggia si suddivide in più aree, ognuna con caratteristiche e atmosfere leggermente diverse.

Le caratteristiche della Giannella in Toscana
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Spiaggia della Giannella

Ci sono zone più tranquille e libere, perfette per chi desidera relax e immersione nella natura e altre, invece, più frequentate e organizzate, con stabilimenti balneari dotati di tutti i servizi: lettini, ombrelloni, bar, ristoranti e noleggio di attrezzature sportive, aree dedicate ai giochi per bambini e servizi per persone con disabilità.

Un’altra caratteristica importante è la presenza di una ricca fauna marina e di uccelli migratori che popolano l’adiacente laguna di Orbetello, rendendo questa zona un vero paradiso per gli amanti della natura, del birdwatching, degli itinerari nel verde e della fotografia naturalistica.

Consigli per una giornata in spiaggia

Per godersi al meglio una giornata alla spiaggia della Giannella, è importante organizzarsi con qualche accortezza. Innanzitutto, durante l’alta stagione è consigliabile arrivare presto, specialmente nei weekend, per trovare un parcheggio comodo e scegliere un buon posto sulla spiaggia, evitando così la calca delle ore centrali.

Portare con sé tutto il necessario per la giornata è fondamentale: crema solare ad alta protezione, cappello, occhiali da sole e un ombrellone se si opta per le aree libere. Da non dimenticare, se si sceglie una zona non attrezzata, anche una scorta di acqua fresca e qualche snack.

Per chi ama gli sport acquatici e le attività sportive all’aria aperta, è consigliabile informarsi prima sulle scuole di vela o noleggio di attrezzature presenti sul posto. La spiaggia offre infatti ottime condizioni per il windsurf e il kitesurf, soprattutto nei mesi primaverili ed estivi quando i venti sono più costanti.

Anche le passeggiate nella pineta alle spalle della spiaggia sono molto apprezzate dai turisti e permettono di scoprire scorci panoramici e angoli nascosti.
Per chi viaggia in famiglia, la Giannella è perfetta perché i fondali bassi e il mare tranquillo rendono la balneazione sicura per i più piccoli. Inoltre, la presenza di stabilimenti balneari con aree gioco e servizi dedicati rende tutto più semplice e comodo.

Infine, non dimenticare di portare nello zaino una macchina fotografica o uno smartphone con buona capacità fotografica: il tramonto dalla Spiaggia della Giannella è uno spettacolo imperdibile, con il sole che cala sul promontorio dell’Argentario e si riflette sulle acque calme della laguna.

Concorezzo, via libera all’Accordo di programma ‘scuola di via Ozanam’

Approvato l’Accordo di programma (AdP) promosso dal Comune di Concorezzo (Monza Brianza) finalizzato alla realizzazione della nuova scuola di via Ozanam.
Lo annuncia l’assessore di Regione Lombardia con delega a Enti locali e Programmazione negoziata Massimo Sertori, dopo l’approvazione della delibera in Giunta.
Regione Lombardia cofinanzia le opere con un contributo pari a 1.200.000 euro, mentre il Comune di Concorezzo stanzierà 12.718.928,38 euro. L’insieme degli interventi comporta una spesa complessiva di 13.918.928 euro.

Concorezzo, Accordo di programma per nuova scuola

“Il nuovo edificio scolastico – spiega l’assessore Sertori – è parte di un progetto più ampio di riqualificazione del polo scolastico, suddiviso in 4 lotti. Complessivamente prevede la realizzazione, già in esecuzione, di una palestra con accesso indipendente per la scuola e per le attività parascolastiche, con campo da basket/pallavolo e le relative attrezzature per la pratica sportiva e ricreativa (lotto 1). In programma anche una struttura scolastica per circa 500 utenti con 20 aule didattiche, uffici, spazi per gli insegnanti e per il personale ausiliari e laboratori (lotto 2). È prevista anche a demolizione del vecchio edificio scolastico (lotto 3).  Nelle opere di finitura, è compresa, infine, la ripiantumazione delle nuove alberature di compensazione (lotto 4)”.

Polo scolastico e centro multifunzionale

“La nuova struttura – continua l’assessore – sorge su area di proprietà comunale.  È concepita per diventare non solo un polo scolastico, ma per essere un centro polifunzionale efficiente e a basso consumo di energia, che possa far coesistere al suo interno anche altre attività. Sarà realizzato uno spazio aperto all’utilizzo da parte di associazioni del territorio per molteplici attività, punto di aggregazione di più categorie di utenti. Diventerà quindi un’area sportiva di interesse sovraccomunale, visto il favorevole parere Coni ottenuto, con la possibilità di ospitare anche squadre di basket e pallavolo provenienti anche dai Comuni del circondario. Sarà infine un’area di Protezione civile inserita nel ‘Piano di emergenza comunale vigente’ ”.

Sicurezza, sostenibilità e innovazione

“Un intervento atteso dal territorio – conclude Massimo Sertori – e che, grazie a un lavoro sinergico con l’amministrazione comunale di Concorezzo, consentirà di ottenere un nuovo edificio scolastico più sicuro, sostenibile, anche a livello energetico, e con dotazioni tecnologiche innovative”.

Cronoprogramma

Il cronoprogramma prevede per il lotto 2 di realizzazione della scuola l’avvio dei lavori a settembre 2025 e il collaudo a marzo 2027. I lotti 3 e 4 saranno ultimati entro il 2027. Non sono previste interruzioni dell’attività scolastica per l’esecuzione dei lavori.

Foto Comune di Concorezzo

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Profumi d’estate e tradizioni toscane: gli eventi e le sagre da vivere il 21 e 22 giugno

Con l’arrivo dell’estate, la Toscana si accende di colori, profumi e sapori grazie alle tantissime sagre ed eventi che animano i borghi e le città. Il weekend del 21 e 22 giugno 2025 si preannuncia vivace e goloso, con manifestazioni dedicate alla tradizione culinaria, feste di paese, rievocazioni e mercatini.

È il momento ideale per scoprire luoghi autentici, vivere l’atmosfera festosa delle piazze e gustare piatti tipici preparati dalle comunità locali. Dalle colline del Chianti alle coste della Maremma, passando per borghi medievali e piazze storiche, ogni zona offre un’esperienza unica per residenti e turisti in cerca di autenticità.

A seguire, una selezione di eventi per il prossimo weekend.

Festinborgo a Montecchio di Peccioli

Sabato 21 giugno, dalle ore 19:00, il piccolo borgo di Montecchio di Peccioli in provincia di Pisa si trasforma in un vero e proprio villaggio in festa. Festinborgo è un evento che unisce gastronomia, musica dal vivo e tradizioni locali in un’atmosfera suggestiva.

Le vie acciottolate si animano con cena itinerante, bancarelle con prodotti tipici, musica live, dj set e aperitivi. Un’occasione perfetta per scoprire la vita del borgo e gustare piatti locali in una cornice autentica e accogliente.

Sagra della Pizza a Ponte a Egola

La pizza è protagonista a Ponte a Egola, frazione di San Miniato, con una sagra dedicata che attira ogni anno famiglie e buongustai. Fino al 21 giugno, ogni sera è possibile gustare pizze cotte nel forno a legna, preparate con ingredienti freschi e locali.

L’evento si svolge in un ambiente familiare, con tavolate conviviali, spazio per i bambini e serate musicali. Ideale per una cena semplice ma gustosissima, all’insegna della condivisione.

Sagra della Trippa a Cerretti

Dal 13 al 22 giugno, Cerretti – Santa Maria a Monte (PI) – ospita la Sagra della Trippa, appuntamento imperdibile per chi ama i sapori decisi della tradizione toscana. Oltre alla celebre trippa, il menù propone anche piatti rustici e caserecci.
La manifestazione si svolge all’aperto e offre ogni sera intrattenimento musicale, lotterie e tanta allegria. Un tuffo nelle ricette contadine tramandate da generazioni.

Certaldo in Fermento a Certaldo

Dal 18 al 22 (e poi dal 25 al 29) giugno, Certaldo in Fermento celebra la birra tra le vie del celebre borgo medievale in provincia di Firenze. Stand di birre, street food e musica live animano le serate, in un’atmosfera giovane e coinvolgente. Gli appassionati possono vivere degustazioni e tanto altro. Un’occasione perfetta per assaporare gusto e cultura in un contesto suggestivo.

Festa Siciliana a Pisa

Dal 20 al 22 giugno, Pisa ospita una colorata Festa Siciliana, dove profumi e sapori autentici dell’isola vengono protagonisti. Arancine, cannoli, pane ca meusa e tanto altro raccontano la gastronomia di Sicilia. Accompagnati da birre e vini artigianali, i visitatori possono immergersi in un angolo di Mediterraneo a due passi dal mar Tirreno. Musica, folklore e specialità rendono l’evento imperdibile.

Sagra della Miseria a Colle di Val d’Elsa

Ogni sabato e domenica di giugno, la Sagra della Miseria riscopre i piatti poveri della tradizione contadina toscana. In Piazza Santa Caterina, dal tramonto in avanti, si possono gustare zuppe, panzanella, baccalà e dolci fatti in casa.

eventi e sagre in Toscana a giugno
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Borgo di Colle Val d’Elsa

L’atmosfera è familiare e rilassata, quasi poetica, perfetta per chi ama il gusto semplice e autentico. Un’ottima occasione per conoscere la cucina storica locale.

Campi Beer Festival a Campi Bisenzio

Fino al 29 giugno, il Campi Beer Festival (FI) trasforma il Parco di Villa Montalvo in un villaggio all’aperto dedicato alla birra artigianale. Tra concerti, DJ set, street food e luna park, ogni serata offre un programma diverso. Ingresso libero e spazi per famiglie rendono l’evento ideale per chi cerca divertimento e gusto senza troppi vincoli. Una festa estiva per ritrovarsi con gli amici.

Sagra del Tartufo a Cellai

Il tartufo nero estivo è protagonista a Cellai (FI) nel weekend del 20–21–22 giugno. Tra degustazioni, show cooking e mercatini, si celebra il prezioso tubero locale con un programma ricco di gusto. Il borgo accoglie chef e curiosi appassionati, pronti a scoprire ricette tradizionali arricchite dal tocco raffinato del tartufo. Un’esperienza gastronomica di alto livello, immersi nella campagna toscana.

Giostra del Saracino a Arezzo

Sabato 21 giugno, la Giostra del Saracino torna in Piazza Grande ad Arezzo con la sua edizione notturna dedicata a San Donato. Quattro quartieri si sfidano in un torneo cavalleresco medievale, davanti a migliaia di spettatori.

Corteo storico ad Arezzo
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Corteo storico ad Arezzo

Tra sbandieratori, cortei storici e il celebre “Buratto”, l’evento incanta con la rievocazione di tecniche antiche e una forte carica scenografica. Un’esperienza tra storia e spettacolo.

Festa della Fame e della Sete a Filattiera

Dal 20 al 22 giugno, la Festa della Fame e della Sete anima il borgo di Filattiera (MS) con enogastronomia lunigianese. Nei vicoli e cantine si servono testaroli, spalla cotta, grigliate e spiedini, il tutto accompagnato da musica, balli dal vivo e drink. L’ingresso è gratuito e l’energia popolare rende l’atmosfera accogliente e goliardica. Ideale per chi cerca festa autentica e convivialità.

Cena nel borgo sotto le torri a Vicopisano

Sabato 21 giugno, a Vicopisano (PI), si cena all’aperto tra le torri medievali del centro storico. Cena nel Borgo sotto le Torri è un evento elegante e suggestivo che celebra la convivialità e il buon cibo con la musica di sottofondo dal vivo di violino e viola. Tema della cena sarà la musica, quindi i commensali sono invitati a portare uno strumento.

Sagra del Tartufo Scorzone Toscano a Montespertoli

Dedicata al tartufo estivo è la sagra che si tiene nel parco urbano di Montespertoli (FI). Fino al 22 giugno, piatti a base di tartufo nero, musica live e spettacoli serali animano la cittadina.

eventi dedicati al tartufo in toscana a giugno
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Piatto di pasta al tartufo fresco

Una settimana intera di eventi per appassionati e curiosi, con ristorazione di qualità e intrattenimento per tutta la famiglia.

Sagra dell’Ortica a Sambuca Val di Pesa

Dal 20 al 22 giugno, Sambuca (FI) ospita una sagra davvero originale, dedicata all’ortica. Piatti creativi come risotti, ravioli e frittate celebrano questa pianta selvatica ricca di proprietà. Non mancano spettacoli serali, mercatini, mostra fotografica, giochi per bambini e la tradizionale sfida tra i rioni. Un evento curioso e saporito, che unisce natura e gastronomia.

Sagra del Pesce a Sieci

Fino al 22 giugno, la frazione di Sieci (FI) propone la Sagra del Pesce, che ogni sera porta in tavola specialità di mare pochi chilometri da Firenze. Fritture, risotti, grigliate e antipasti sono protagonisti del menù.
Il tutto si svolge in riva all’Arno, in un ambiente piacevole e rilassato. Una buona idea per una cena diversa dal solito, pur restando vicino alla città.

Nuovo teatro di Varese, Regione conferma 9,4 milioni per AdP

Regione Lombardia ha dato il via libera, in Giunta, alla proposta del presidente Attilio Fontana, di concerto con gli assessori Francesca Caruso (Cultura) e Massimo Sertori (Enti locali e Programmazione negoziata) all’Atto Integrativo dell’Accordo di Programma (AdP) finalizzato alla realizzazione di un nuovo teatro a Varese e della collegata riqualificazione urbanistica e funzionale dell’area della città giardino che si affaccia su piazza Repubblica, una zona che vede anche la presenza del Rettorato dell’Università dell’Insubria.

Il governatore: obiettivo garantire pieno sostegno al sistema della cultura della città

Il presidente Attilio Fontana, in foto: è intervenuto sul nuovo teatro di Varese“Il mio passato di sindaco di Varese – sottolinea il presidente Fontana – mi consente di conoscere bene questo progetto. Ancora una volta Regione conferma la propria attenzione alla rigenerazione urbana e alla diversificazione dell’offerta culturale. Un intervento che ha molteplici sfaccettature, innanzitutto quella di garantire pieno sostegno al sistema della cultura della città, della provincia e dell’intera Lombardia”.

“Si tratta di un AdP economicamente molto importante – conclude Fontana – che contribuirà a cambiare il volto della città giardino. Regione contribuisce all’accordo in maniera decisamente corposa con 29.425.000 euro, integrati dai 10.669.990 euro del Comune”.

Caruso: risorse decisive per supportare il tema strategico della cultura

L’assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso, in foto“Come Regione – evidenzia l’assessore Caruso – stiamo mettendo in campo un grande impegno finanziario e tecnico per offrire a Varese un teatro all’avanguardia, moderno e funzionale. Vogliamo renderlo davvero all’altezza dell’importanza storica e culturale della città. Stanziamo risorse decisive per realizzare una struttura che consentirà di arricchire la programmazione culturale di Varese, rappresentando un nuovo punto di riferimento per i cittadini e per le compagnie teatrali che animano il territorio”.

“Gli sforzi di Regione – aggiunge Caruso – in sinergia con i soggetti coinvolti, sono finalizzati a dare risposte tangibili alle necessità delle realtà locali, col pragmatismo lombardo che contraddistingue il nostro modus operandi. L’Accordo di Programma dimostra con i fatti quanto per noi sia centrale e strategico il tema della cultura”.

“La concretizzazione dell’AdP – prosegue Caruso – determinerà benefici non solo in ambito culturale ma anche sotto il profilo urbanistico, contribuendo a migliorare una porzione della città. Il progetto rappresenterà un vero e proprio punto di svolta per Varese”.

Sertori: con Programmazione negoziata sosteniamo progetti dei territori

L’assessore regionale alla Programmazione Integrata, Massimo Sertori“Anche nell’attuazione dell’AdP del teatro di Varese e del relativo Atto Integrativo – afferma l’assessore Sertori – un ruolo chiave lo giocano gli strumenti della Programmazione negoziata e la volontà della Regione di sostenere, concretamente, la realizzazione e il completamento dei progetti importanti dei territori”.

“Il teatro, per Varese, città capoluogo – dichiara Sertori –, rappresenta sicuramente un intervento di rilievo. La struttura del mio assessorato che segue la Programmazione negoziata sarà attentissima in ogni fase dell’AdP e dell’Atto integrativo. L’obiettivo è trasformare il progetto in una realtà sicuramente modello a livello regionale e non solo”.

L’Accordo di Programma per il nuovo teatro di Varese

L’AdP del nuovo teatro di Varese ha certamente un impatto sovraccomunale e interessa, oltre alla Regione che è soggetto promotore, la Provincia di Varese, il Comune di Varese, l’Università degli Studi dell’Insubria polo di Varese e l’Archivio del Moderno che, però, non ha aderito all’Atto Integrativo promosso a ottobre 2023 e ora approvato dalla Giunta regionale.

Il rendering del nuovo teatro di VareseDei fondi regionali, oltre agli 11 già erogati entro fine 2024, altri 3 milioni vengono erogati nell’annualità 2025 al ricevimento dello stato di avanzamento lavori – SAL pari al 50 per cento dei lavori di subambito 1 – 2° stralcio.

Altri 1,5 milioni nell’annualità 2025 al ricevimento del progetto esecutivo dei lavori di riqualificazione dell’ex Politeama.

Seguiranno, nel 2026, 4 milioni al ricevimento del collaudo tecnico del subambito 1 – 1° stralcio e subambito 2 esclusa via Spinelli.

I restanti 500.000 euro, infine, saranno erogati nel 2026 al ricevimento del collaudo tecnico-amministrativo del subambito 1 – 2° stralcio.

L’impegno di Regione Lombardia per il nuovo teatro di Varese

I fondi garantiti da Regione Lombardia a conferma dell’impegno preso in sede di promozione, per 9.425.000 euro, invece, saranno erogati per 3 milioni nell’annualità 2026 all’affidamento dei lavori di riqualificazione dell’ex Politeama. Altri 3 milioni nell’annualità 2027 al ricevimento dello stato avanzamento lavori – SAL pari al 60 per cento della riqualificazione dell’ex Politeama. Infine, 3.245.000 euro nel 2027 al collaudo tecnico-amministrativo dell’ex Politeama e della via Spinelli.

gus/doz

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Cala Violina, la spiaggia segreta della Maremma dove la sabbia suona sotto i piedi

Sapevate che nel mondo (spoiler: sono rarissime) esistono delle spiagge che, camminandoci sopra, suonano? No, non è un effetto speciale o un artificio dell’uomo, ma un vero e proprio incanto della natura allo stato più puro. Il fatto più interessante è che una di queste meraviglie si trova proprio in Italia, e più precisamente nella Maremma toscana. Il suo nome, non a caso, è Cala Violina, un angolo del nostro Paese protetto da una fitta pineta e bagnata da un mare cristallino.

Dove si trova e come arrivare a Cala Violina

L’incantevole Cala Violina sorge nel Comune di Scarlino, in provincia di Grosseto, all’interno della Riserva Naturale delle Bandite di Scarlino. Famosa per la sua sabbia bianca e finissima che, se calpestata, emette un suono simile a quello di un violino, è un posto che va conquistato e visitato seguendo alcune regole ben precise.

Il modo più diretto per arrivarci è in auto, seguendo la Strada Provinciale 158 delle Collacchie. Lungo questa carreggiata al chilometro 10, si trova il parcheggio di Val Martina, il più vicino alla spiaggia. Dal parcheggio, si prosegue a piedi per circa 1,8 km attraverso un sentiero ombreggiato nella pineta, impiegando più o meno 20-30 minuti.

La stazione ferroviaria più vicina, invece, è quella di Follonica. Da lì, durante l’estate, è possibile prendere un autobus della linea Tiemme che ferma a Podere Laschi. Da questa fermata, si percorrono circa 500 metri a piedi per raggiungere la strada sterrata che conduce al parcheggio.

I più avventurosi possono anche arrivarci tramite un trekking o in bicicletta, partendo dal porto turistico del Puntone di Scarlino, grazie a un sentiero lungo circa 6 km che attraversa le calette di Cala Martina e Cala Francese, prima di arrivare a Cala Violina.

Le caratteristiche della spiaggia

Le premesse fatte fino a questo momento rendono chiara sin da subito una cosa: Cala Violina non è una spiaggia qualsiasi. Si presenta come  piccola baia incastonata tra due promontori verdi, verdissimi, protetta da una fitta macchia mediterranea e affacciata su un mare che sfuma dal turchese al blu profondo.

Cala Violina, Maremma
Fonte: iStock
Veduta aerea di Cala Violina

Ma il vero incanto è sotto i piedi: la sabbia è così fine e silicea che, in determinate condizioni, “suona” quando ci si cammina sopra. L’armonia è reale, anche se sottile, e per udirla servono determinate condizioni come il silenzio, ma soprattutto attenzione.

L’arenile di questo affascinante angolo di Toscana è chiarissimo e quasi farinoso, quel tipo di sabbia che non scotta troppo sotto i piedi neanche in piena estate. Il fondale degrada dolcemente, al punto da rivelarsi perfetto per chi ama fare lunghe nuotate o semplicemente stare a mollo con l’acqua alla vita. In certe giornate, la trasparenza è tale che si possono intravedere graziosi pesci nuotare tra le rocce, soprattutto vicino agli scogli laterali dove il mare si colora persino di sfumature smeraldo.

È infatti consigliato avere con sé una maschera, perché tra la stessa Cala Violina e la vicina Cala Martina ci sono piccoli tratti di scogliera sommersa dove fare snorkeling e osservare ricci, piccoli polpi e branchi di pesciolini.

In questo territorio, la natura mostra il suo lato più autentico perché non ci sono lettini, ombrelloni o grandi bar con la musica sulla spiaggia. Cala Violina è rimasta così com’è sempre stata: selvaggia, essenziale e autentica. C’è però l’ombra naturale della pineta alle spalle, dove molti si rifugiano per un pranzo al sacco o un riposino al fresco.

Senza ombra di dubbio, il momento migliore per raggiungere questa perla della Maremma è la mattina presto oppure verso sera, quando il sole cala dietro la collina e la spiaggia si svuota. Una volta terminata la giornata, non dimenticate assolutamente di portar via la spazzatura, perché questo è uno di quei tesori italiani che occorre preservare a qualsiasi costo.

Ma perché suona?

Oltre a colpire per la sua bellezza estetica, Cala Violina permette di sperimentare la speciale sensazione di udire la sabbia che suona sotto ai propri piedi. Di primo impatto potrebbe sembrare come un qualcosa di strano, quasi magico, ma nei fatti è tutta opera di Madre Natura: si può ascoltare un suono leggero, secco, quasi musicale. Come un sussurro o il pizzicare leggerissimo di un’arpa. È da qui che la cala prende il nome “violina”, proprio per quel suono simile a quello delle corde di un violino.

Questa sorta di melodia è provocata dalla particolare composizione dei granelli di sabbia: sono incredibilmente minuscoli, perfettamente tondeggianti e di quarzo e silice. Passeggiandovi sopra con un certo ritmo e a piedi nudi, i granelli si sfregano tra loro e producono una vibrazione sonora percepibile all’orecchio umano. Ma attenzione, serve silenzio assoluto intorno e condizioni precise, ovvero niente umidità, poco vento e nessun rumore di fondo. Non vi sorprenderà sapere, quindi, che i momenti migliori per sentire tale musicalità sono la mattina presto o nel tardo pomeriggio, quando cala la folla e l’aria si fa più asciutta.

Cala Violina è una delle poche spiagge “cantanti” al mondo. Altre simili si trovano in Australia, Giappone o nel Golfo Persico, ma sono rarità assolute. Va specificato però che, purtroppo, questo è un fenomeno che si sta attenuando con il tempo per via dell’erosione e del passaggio sempre più frequente delle persone. Proprio per questo è stata introdotta la prenotazione con numero chiuso: per salvaguardare non solo la bellezza del luogo, ma anche la magia fragile della sabbia che suona.

Tutto ciò che potete fare per cercare di favorire la musicalità di questa caletta è:

  • Togliervi le scarpe;
  •  Camminare piano;
  • Ascoltare;
  • Avere un passo costante, tipo passeggiata rilassata, senza trascinare i piedi;
  • Appoggiare bene la pianta del piede, senza calcare troppo;
  • Condizioni ideali: sabbia asciutta, clima secco, assenza di vento o rumori forti.

Le regole per visitare Cala Violina

Cala Violina è un paradiso che va conquistato, a passo lento e con rispetto. Non si raggiunge per caso, non si improvvisa: bisogna volerla e prepararsi un minimo. Dal 1° giugno al 30 settembre 2025, l’accesso è regolamentato per proteggerla (possono farvi accesso solo 700 persone al giorno) e per questo è necessario rispettare alcune regole ben precise:

  • Prenotazione obbligatoria sul sito web di riferimento (per un massimo di 5 persone e 1 veicolo. Il parcheggio ha un costo di 10 euro al giorno);
  • Si paga 1 euro a persona (i bambini sotto i 12 anni entrano gratis, ma vanno comunque prenotati);
  • È possibile prenotare solo 72 ore prima del giorno scelto, quindi niente last-minute o decisioni impulsive;
  • L’orario disponibile è tra le 8:30 e le 18:30.

Oltre alle limitazioni all’ingresso, ci sono alcune importanti norme da rispettare sul luogo, come il non poter portare i propri amici a quattro zampe durante la bella stagione (a meno che non siano cani guida o da salvataggio)

È poi vietato fumare o lasciare mozziconi, è obbligatorio portare via i rifiuti e non appicciare fuochi o montare tende. A disposizione dei visitatori c’è un punto ristoro nella pineta, con street food semplice ma buono. Ci sono servizi igienici e uno spogliatoio/fasciatoio, ma mancano lettini, ombrelloni o stabilimenti e quindi occorre portarsi tutto da sé.

Quest’anno, per la prima volta in assoluto, Cala Violina sarà inclusa nel Piano collettivo di Salvamento organizzato dal Comune di Scarlino insieme al Consorzio MareScarlino. In poche parole, sarà disponibile un presidio di sicurezza dedicato per tutta la stagione estiva, più comunemente conosciuto come bagnino. A completare il servizio, ci sarà anche un’ambulanza pronta a intervenire in caso di bisogno.

Il piano di salvamento copre circa 3 km di costa nel territorio di Scarlino, con 10 torrette di salvataggio distribuite tra spiagge libere e attrezzate, per garantire più sicurezza possibile a chi sceglie di godersi il mare.

Il servizio sarà attivo dal 15 giugno tutti i giorni, dalle 10 alle 18, con una pausa tra le 13 e le 14:30. Dalle 18 alle 19, ogni concessione avrà comunque un assistente alla balneazione presente. Fino al 14 giugno, invece, la postazione sarà attiva solo nei fine settimana, festivi e prefestivi, per poi entrare a pieno regime dal giorno successivo e fino al 21 settembre.

Cala Violina è un luogo da vedere assolutamente in quanto una delle spiagge più belle della Toscana. Ma va fatto con rispetto assoluto: è anche uno dei più fragili della regione.

Le spiagge più belle della Toscana, dove il mare incontra la meraviglia

Una delle prime immagini che viene comunemente in mente quando si pensa alla Toscana è quella dei cipressi che inondano le dolci colline della Val d’Orcia. Ma la verità è che questa magnifica regione del Centro Italia non è solo alture e borghi medievali, è anche una terra dove, quando l’estate chiama, il mare sa rispondere alla grande. Dalla sabbia dorata della Maremma alle calette nascoste dell’Argentario, qui ci sono spiagge in grado di sorprendere chiunque. Noi di SiViaggia abbiamo selezionato le migliori in cui trascorrere l’estate.

Cala Violina, Scarlino

Iniziamo questo viaggio estivo da Cala Violina, una vera e propria meraviglia che si trova nel cuore della Riserva Naturale delle Bandite di Scarlino, tra Follonica e Punta Ala. Si distingue per essere un piccolo paradiso incastonato tra due promontori ricoperti di macchia mediterranea, lambito da acque limpide con fondali sabbiosi, ideali per nuotare o per semplicemente rilassarsi in riva.

Il nome, per alcuni, potrebbe sembrare bizzarro ma la verità è che non è casuale: deriva dal suono particolare che fa la sabbia quando la si calpesta, un fruscio sottile e armonioso che, secondo la tradizione, ricorda quello delle corde di un violino. Si tratta di un fenomeno dovuto alla particolare composizione della sabbia, finissima e ricca di quarzo, che si può udire solo se (e quando) la cala è semi-deserta.

La spiaggia non è raggiungibile in auto e per arrivarci bisogna affrontare un sentiero di circa 2 km immerso nel verde, percorribile a piedi o in bicicletta. Una caratteristica che le ha permesso di preservare l’autenticità, anche perché per trascorrerci una giornata è necessario prenotare sul sito ufficiale.

Spiaggia di Sansone, Isola d’Elba

Se l’Isola d’Elba è una simbolo del mare toscano, la Spiaggia di Sansone è uno degli scorci più autentici e affascinanti che si possono incontrare da queste parti. Situata sulla costa nord-orientale di questo prezioso lembo di terra, è un piccolo gioiello naturale, perfetto per chi vuole immergersi in un mare limpido e incontaminato.

Vanta la presenza di ciottoli bianchi levigati, lucenti come piccoli diamanti sotto il sole, che creano un contrasto spettacolare con le acque limpide e turchesi della zona, ricche di flora e fauna marina. Si raggiunge tramite un sentiero piuttosto ripido e stretto, che parte dalle vicinanze del borgo di Portoferraio, ed è priva di stabilimenti balneari e di servizi commerciali.

Un piccolo consiglio: il sentiero di accesso è in discesa, con qualche passaggio impegnativo; sono quindi necessarie scarpe da trekking o da ginnastica.

Spiaggia di Baratti, Populonia

L’affascinante Spiaggia di Baratti si fa spazio nel golfo omonimo, in provincia di Livorno, ed è un angolo di Maremma Toscana che unisce la bellezza di una baia tranquilla e protetta con un panorama carico di storia: è dominata dall’imponente acropoli etrusca che sovrasta la spiaggia.

Con sabbia fine e chiara, che si alterna a tratti di ghiaia sottile, e con un mare dalle acque limpide e poco profonde, è incorniciata da una pineta fresca e profumata che offre una piacevole ombra naturale. Sicuramente, ciò che rende Baratti davvero speciale è la vicinanza con il sito archeologico di Populonia, l’unica città etrusca direttamente affacciata sul mare, in cui rivivere la storia di questa misteriosa e visionaria civiltà millenaria.

La spiaggia è facilmente raggiungibile in auto o con mezzi pubblici da Piombino o Campiglia Marittima. Ci sono stabilimenti balneari attrezzati e anche zone libere.

Cala del Gesso, Monte Argentario

Questo piccolo (ma incantevole) angolo del Monte Argentario è un sogno che si avvera per chi è alla ricerca di una spiaggia nascosta, lontana dalla folla e dagli stabilimenti. Cala del Gesso è piccina, sassosa e una vera oasi per chi vuole immergersi nella natura più autentica.

Come è possibile intuire, non è facile da raggiungere: si arriva tramite un sentiero ripido e non sempre segnalato, che scende dalla strada principale. È necessario un minimo di preparazione fisica, scarpe adatte e un po’ di spirito d’avventura. La cala è composta principalmente da ciottoli e rocce, con pochissima sabbia, il mare è limpido e profondo già a pochi metri dalla riva, con colori che vanno dal turchese al blu intenso.

Non ci sono stabilimenti e nemmeno servizi, ma essendo poco frequentata è un ottimo luogo per godersi un bagno in totale privacy. Un consiglio essenziale: attenzione alla discesa e alla risalita, meglio evitarle nelle ore più calde.

Spiaggia delle Rocchette, Castiglione della Pescaia

A poca distanza da Castiglione della Pescaia, in provincia di Grosseto, si apre la baia tranquilla e protetta della Spiaggia delle Rocchette. Si presenta come una sorta di rifugio per chi desidera godersi il mare in un contesto naturale di grande bellezza, senza rinunciare ai servizi e al comfort.

Dalla sabbia fine e dorata che si estende per circa un chilometro, è bagnata da acque limpide e basse, perfette per famiglie con bambini o per chi preferisce bagni tranquilli e sicuri. A dominarla c’è l’antica Torre delle Rocchette, costruita nel XVI secolo come avamposto difensivo contro le incursioni piratesche, uno splendido punto panoramico e meta di brevi escursioni e foto da cartolina.

La spiaggia è facilmente raggiungibile in auto da Castiglione della Pescaia, con parcheggi nelle vicinanze.

Spiaggia delle Rocchette, Toscana
Fonte: iStock
La bellissima Spiaggia delle Rocchette

Cala Martina, Scarlino

Ancora Scarlino ma questa volta con Cala Martina, meno famosa di Cala Violina ma altrettanto affascinante: è il top per godersi il mare in un contesto naturale incontaminato, lontano dal turismo di massa. Sorge all’interno di una piccola insenatura circondata da una fitta macchia mediterranea, che regala profumi intensi di mirto, corbezzolo e pini marittimi. È composta da sabbia fine mescolata a piccoli ciottoli, con acque limpide che invitano a tuffi rinfrescanti e lunghe nuotate.

Non ci sono stabilimenti balneari o folle di turisti, ma solo la quiete del mare e il canto degli uccelli. Si può arrivare nelle sue vicinanze tranquillamente in auto, per poi intraprendere una passeggiata di circa 1,5 km. Anche in questo caso non ci sono servizi né bar, quindi è consigliabile portare con sé tutto il necessario per la giornata.

Una curiosità storica: Cala Martina è anche nota per essere il punto da cui Garibaldi fuggì nel 1849, episodio commemorato con un piccolo monumento posto sul sentiero per raggiungerla.

Spiaggia di Marina di Alberese

Nel cuore del Parco Regionale della Maremma, la Spiaggia di Marina di Alberese è un raro esempio di costa ancora intatta, libera da cementificazioni e strutture turistiche invasive. Un posto dove il tempo sembra rallentare e in cui ci si ritrova immersi in un paesaggio primordiale, fatto di dune sabbiose, pinete profumate, sabbia scura e mare pulitissimo.

È un lido completamente libero e bagnato da acque limpide, dal fondale sabbioso e dolcemente digradante, ideali per nuotare o semplicemente rilassarsi a mollo.

Per preservare questo prezioso ambiente, l’accesso è regolamentato, soprattutto nei mesi estivi. Si può raggiungere in auto (con numero chiuso e parcheggio a pagamento) o in bici tramite una bellissima pista ciclabile che attraversa il parco. In alta stagione è attivo anche un servizio navetta dal centro visite del parco.

Cala delle Cannelle, Isola del Giglio

Situata a pochi minuti dal porto dell’Isola del Giglio, Cala delle Cannelle colpisce subito per il contrasto tra la sabbia bianca chiarissima e l’acqua trasparente dai riflessi caraibici. Una parte è libera, l’altra è attrezzata con stabilimento balneare, ed è facilmente raggiungibile in circa 15 minuti a piedi dal porto o con bus/navetta nei mesi estivi.

A sinistra della spiaggia (guardando il mare) ci sono scogli e fondali rocciosi, perfetti per lo snorkeling. Pesci, anemoni e piccoli anfratti rendono interessante anche un’esplorazione in bassa profondità. In questa circostanza sono necessarie scarpette da scoglio e anche maschera e pinne: vale la pena perdersi tra le rocce laterali.

Per un’esperienza completa è consigliata una gita in kayak verso le calette vicine, che sono una più suggestiva dell’altra.

Spiaggia della Feniglia, Monte Argentario

C’è chi fa fatica a credere che la Spiaggia della Feniglia sia vera: è una lingua di sabbia di ben 7 km che collega Ansedonia al Monte Argentario, separando il mare aperto dalla Laguna di Orbetello. Una combinazione rara di paesaggio costiero, pineta profumata e quiete assoluta, dove poter camminare, nuotare o pedalare in totale immersione nella natura.

Il fondale è basso (in alcune giornate bassissimo e per metri e metri) e l’acqua è limpida, al punto da essere ideale per famiglie e nuotatori poco esperti.

La spiaggia è quasi tutta libera, ma ci sono anche tratti attrezzati con stabilimenti. Oltre alla natura e alla fauna dirompente (La Feniglia è una riserva naturale protetta) qui si è fatta anche un po’ di storia del nostro Paese: secondo fonti storiche, Caravaggio morì in queste zone nel 1610, probabilmente nei pressi di Porto Ercole. Una targa nella pineta della Feniglia, lato Ansedonia, ricorda l’evento.

Spiaggia di Lacona, Isola d’Elba

Terminiamo questo viaggio in Toscana presso la Spiaggia di Lacona, sulla costa meridionale dell’Elba. È uno dei lidi più lunghi dell’isola (circa 1,2 km), famoso per la sua sabbia fine e dorata, per i fondali bassi, per la macchia mediterranea e i pini marittimi. Si tratta di una destinazione ideale per tutti, grazie alla sua varietà di ambienti e servizi.

Vi è infatti un’ampia scelta di stabilimenti balneari, bar, ristoranti e noleggi (sdraio, pedalò, SUP, canoe), al punto da essere molto frequentata. Tuttavia, mette a disposizione anche angoli più appartati. Sul lato orientale, infatti, si trovano piccole calette rocciose meno battute, mentre sul lato occidentale, verso il Capo Stella, la spiaggia offre accessi secondari meno noti.

Alle sue spalle è possibile osservare un tratto di duna costiera con vegetazione endemica (come il giglio di mare), un angolo dove la natura si mostra in una delle sue forme più delicate (fate attenzione, perché l’area è soggetta a tutela ambientale). La Spiaggia di Lacona è facilmente raggiungibile in auto, con ampio parcheggio a pagamento a pochi metri da essa.

A non molta distanza si trova anche la Spiaggia di Laconella, una piccola cala più appartata e più selvaggia. Per ultimo un suggerimento: fermatevi per un tramonto sul Golfo di Lacona, perché la luce dorata sulla sabbia è spettacolare.

Festa della Mamma a Palazzo Lombardia, Belvedere aperto al pubblico

Domenica 11 maggio 2025, in occasione della ‘Festa della Mamma‘, apertura speciale del 39° piano di Palazzo Lombardia. I visitatori potranno accedere gratuitamente al Belvedere Silvio Berlusconi – dalle ore 10 alle 18 – con prenotazione sul sito della Regione a questo link.

“Anche quest’anno – affermano il presidente della Regione Attilio Fontana e l’assessore regionale alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità Elena Lucchini – abbiamo voluto celebrare questa straordinaria figura”.

“Le mamme – osservano Fontana e Lucchini – sono il pilastro della nostra società. Il loro impegno, spesso silenzioso, merita rispetto e riconoscenza tutto l’anno, ma in questo giorno speciale vogliamo regalare loro un’esperienza particolare: salire sul ‘tetto’ della Lombardia insieme ai loro cari. Un piccolo modo – concludono – per dire a tutte le mamme, una volta di più: grazie”.

Giovedì 15 maggio Giornata internazionale della famiglia

L’iniziativa di domenica 11 anticipa il ricco carnet di eventi in programma per la Giornata internazionale della famiglia, che si celebra giovedì 15 maggio. In questa occasione piazza Città di Lombardia offrirà intrattenimento con giostre, trucca bimbi, stand dedicati ai più piccoli, giochi e una gustosa merenda. L’ingresso è libero, dalle ore 15 alle ore 18.

In cartellone anche un esclusivo spettacolo teatrale, il ‘Magic School Musical’, che andrà in scena all’Auditorium Testori. Ingresso gratuito dalle ore 17 alle 18 con registrazione obbligatoria attraverso il sito di Regione Lombardia a questo link .

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Regione Lombardia in campo per valorizzare il distretto cosmetico di Crema

Valorizzare i distretti industriali favorendo le sinergie tra imprese, istituzioni, università, istituti di formazione e ricerca, hub di innovazione e istituti di credito, con l’obiettivo di ‘fare sistema’ e rafforzare la competitività della Lombardia sugli scenari internazionali, partendo dalle peculiarità economiche dei singoli territori. Si muove su queste coordinate l’azione di Regione declinata anche attraverso il tour istituzionale ‘Lombardia Protagonista. Qui Puoi’, promosso dal governatore Attilio Fontana e dall’assessore allo Sviluppo economico Guido Guidesi per intensificare e portare sui territori il dialogo con aziende e stakeholder finalizzato a consolidare le filiere e gli ecosistemi economici locali, agevolando la collaborazione tra soggetti diversi.

Distretto cosmetico di Crema eccellenza della Lombardia

Il presidente Attilio Fontana che parla al microfono all'evento del tour della Giunta di Regione Lombardia a Crema per il distretto cosmetico

A Crema si è svolta la quarta tappa del tour, con un focus sul Distretto cosmetico del territorio. In mattinata Fontana e Guidesi, insieme all’assessore regionale al Turismo, Marketing territoriale e Moda, Barbara Mazzali, hanno incontrato i protagonisti del settore nel corso di un tavolo istituzionale che si è svolto al Centro Culturale Sant’Agostino. Nel pomeriggio hanno poi visitato alcune aziende del comparto. Tra queste la Chromavis spa di Offanengo e la Regi srl di Bagnolo Cremasco.

Regione Lombardia a Crema per il distretto cosmetico

“Il settore della cosmesi nel Cremasco – ha sottolineato Fontana – rappresenta un valore aggiunto straordinario per tutta l’economia regionale e una dimostrazione evidente di come la Lombardia sappia primeggiare a livello internazionale. Regione è in campo per ascoltare le necessità del comparto e dare un contributo affinché il distretto possa affrontare le sfide del presente e del futuro. Il ‘sistema lombardo’ è vincente perché è in grado di fare rete in maniera efficace”.

“Vogliamo irrobustire le connessioni – ha aggiunto – tra tutti i protagonisti della filiera. Quest’ultima comprende le aziende, le università, la formazione, la ricerca e il credito, secondo un modus operandi previsto nel nostro piano industriale. Siamo la prima Regione aver strutturato un’idea di futuro che abbiamo condiviso col mondo produttivo per far sì che la Lombardia, anche in un contesto globale caratterizzato da grandi difficoltà, possa consolidare i propri primati. L’impegno di Regione si traduce da un lato in bandi e misure a sostegno degli investimenti e dall’altro in iniziative come questa in grado di sostenere i territori e rafforzare le filiere“.

Regione come ‘connettore’ tra aziende, formazione e ricerca

L'assessore Guido Guidesi che parla al microfono all'evento del tour della Giunta di Regione Lombardia a Crema per il distretto cosmetico

“Il modello di azione che stiamo sviluppando – ha evidenziato Guidesi – riguarda la valorizzazione delle singole specificità industriali nei territori. Siamo la prima regione manifatturiera d’Europa e vogliamo mantenere questa leadership. Per farlo ci poniamo nel ruolo di ‘connettori’ tra aziende, università, formazione, ricerca e centri di trasferimento tecnologico affinchè ogni ‘ecosistema’ economico possa esprimere tutto il proprio potenziale, diventando sempre più attrattivo anche per chi, da altri territori, vuole venire in Lombardia per investire in un comparto specifico.  Il Distretto cosmetico di Crema  è un esempio virtuoso di interazione con altri settori, come quello della chimica, a dimostrazione di una forza del ‘Sistema Lombardia’ che risiede nella capacità di connettere le eccellenze. Regione è a disposizione per agevolare questi processi. Siamo la ‘Casa delle idee’ e vogliamo continuare ad esserlo anche in futuro”.

Distretto cosmetico di Crema, identità della Lombardia

L'assessore Barbara Mazzali che parla al microfono all'evento del tour della Giunta di Regione Lombardia a Crema per il distretto cosmetico

“Il comparto della cosmesi nel Cremasco – ha affermato l’assessore Mazzali – è impresa, cultura e identità di un territorio vocato a un asset di grande prestigio e riconoscibile in tutto il mondo. Le aziende mettono in atto un grande sforzo sia sotto il profilo della sostenibilità ambientale e dell’economica circolare sia per quanto riguarda l’internazionalizzazione. Regione supporta e continuerà a supportare un settore cruciale per il posizionamento della Lombardia sugli scenari internazionali, nella consapevolezza della sua importanza in termini di occupazione, innovazione e sviluppo sostenibile“.

Il piano industriale della Regione

La Lombardia nel 2023 è stata la prima regione italiana ad adottare un vero e proprio piano di politica industriale che ha analizzato il contesto socio-economico lombardo in termini di ecosistemi, di mappatura delle specializzazioni industriali e di strategie da attuare per rafforzare le filiere, così da preservare o migliorare il ruolo di guida dell’economia italiana ed europea. Questa nuova progettualità di Regione Lombardia, declinata anche nel tour sui territori, ha la finalità di aggiornare il prezioso lavoro del 2023.

Zone di innovazione e sviluppo (Zis)

Si integrano in questa pianificazione strategica, infatti, le Zone di innovazione e sviluppo (Zis), un modello sperimentale di azione pubblica ispirato all’esempio di Mind. Anche di questa ipotesi, applicata alla filiera cremasca della cosmesi, se ne è parlato durante il tavolo istituzionale.

L’obiettivo delle Zis è promuovere la cultura dell’innovazione, i flussi di conoscenza tra università, centri di ricerca, aziende e mercati, nonché la competitività delle imprese e dei territori su scala globale e costruire nuove esperienze di sviluppo del tessuto economico-produttivo locale.

Lombardia sede della metà delle aziende cosmetiche italiane

evento del tour della Giunta di Regione Lombardia a Crema per il distretto cosmetico

La Lombardia è il cuore pulsante della cosmetica europea, con il più importante distretto produttivo del continente. La Lombardia ospita quasi la metà delle aziende cosmetiche italiane (48%).  Da sola genera quasi il 70% del fatturato cosmetico nazionale, contribuendo per oltre il 2% alla produzione mondiale. Nel 2023 il fatturato è cresciuto del +14,4%, un tasso superiore rispetto ai due anni precedenti, mentre per il 2024 prevista una crescita dell’11,3%, sebbene influenzata dalle difficoltà economiche globali.

Lombardia principale motore esportazioni del settore

Grazie alla sua forte apertura internazionale, la Lombardia è il principale motore delle esportazioni del settore cosmetico italiano, che nel 2023 e nel 2024 sono attribuite per due terzi alla regione. Sia il mercato interno che quello estero sono fondamentali per il settore, ma i numeri mostrano una crescente rilevanza dei mercati internazionali. Se fino al 2021 il fatturato domestico superava quello estero, dal 2022 le esportazioni hanno superato la metà delle vendite del settore cosmetico lombardo. Nel 2023, le esportazioni hanno raggiunto i 5,3 miliardi di euro, pari al 53% del fatturato complessivo, con una stima salita al 55% nel 2024.

I principali mercati di destinazione comprendono Francia (704 milioni di euro), Germania (700 milioni di euro), Spagna (424 milioni di euro), Regno Unito (372 milioni di euro) e Polonia (307 milioni di euro). Tra i non europei spiccano gli Emirati Arabi Uniti (255 milioni di euro) e Hong Kong (250 milioni di euro). Gli Stati Uniti, con 962 milioni di euro, rappresentano la principale destinazione extra-europea, pari al 13,7% del fatturato estero.

Il distretto cremasco della cosmesi è uno degli esempi di eccellenza economica della Lombardia, con un fatturato che rappresenta circa il 15% del mercato regionale.

Il settore chimico e farmaceutico

Una delle principali ragioni del successo della cosmesi in Lombardia è la forte presenza del settore chimico e farmaceutico. La regione è infatti una delle aree con la maggiore concentrazione di aziende chimiche e farmaceutiche in Italia, che offrono un’alta capacità di innovazione e ricerca.

La Lombardia è anche sede di numerosi centri di ricerca, università e istituti di formazione che contribuiscono allo sviluppo di tecnologie all’avanguardia, con un focus su formulazioni avanzate e trattamenti innovativi.

In virtù di queste peculiarità, Regione Lombardia presiede l’European chemicals regions network, una rete che unisce le regioni europee per promuovere e sostenere l’industria chimica.

Il Sistema cosmetico lombardo

Il Sistema cosmetico lombardo, con capofila l’agenzia di sviluppo Rei-Reindustria innovazione, è stato riconosciuto come una delle filiere di Regione Lombardia. Il sistema promuove l’approccio di rete tra gli attori del settore, mappando le competenze e alimentando lo sviluppo di progetti in ricerca, innovazione e formazione, con azioni comuni. Il partenariato include 14 soggetti pubblici e privati e opera sia a livello regionale che internazionale, grazie alla partecipazione di Regione Lombardia a piattaforme tematiche interregionali come Go4Cosmetics e Berry+. Rei coordina i lavori per il ‘Sistema cosmetico lombardo’ su queste piattaforme europee.

La piattaforma europea Go4Cosmetics, lanciata nel 2021, è la prima partnership europea sulla modernizzazione industriale per l’industria cosmetica, guidata da Regione Lombardia insieme alla Regione francese Centre-Val De Loire. Nell’ambito di questa partnership, è nato il progetto europeo ACTT4Cosmetics, cofinanziato dall’Unione Europea attraverso il programma Horizon Europe, con un valore di 3,6 milioni di euro.

Il progetto

Il progetto, che coinvolge sette partner tra cui Rei e il Politecnico di Milano, mira a promuovere la collaborazione tra gli ecosistemi europei dell’innovazione e a sviluppare soluzioni innovative per la transizione verde e digitale.

Berry+ rappresenta la prima partnership interregionale europea focalizzata sulla valorizzazione delle risorse naturali rinnovabili, in un’ottica di bioeconomia circolare, e punta a sviluppare in modo sostenibile il potenziale delle regioni coinvolte, con ricadute concrete in nuove linee di prodotto.

Il Sistema cosmetico lombardo ha radici nel Polo tecnologico della cosmesi cremasco, avviato nel 2005 e formalmente istituito nel 2014.  Conta oltre 90 aziende del settore cosmetico e make-up, con un fatturato aggregato di oltre 700 milioni di euro e più di 3.000 addetti. Il polo copre l’intera filiera, dalla produzione conto terzi alla progettazione e fabbricazione di packaging e impianti.

Il ‘Cluster della cosmesi’

Per sostenere la crescita del settore, Regione Lombardia ha deciso di istituire il ‘Cluster della cosmesi‘, con sede in provincia di Cremona, per promuovere l’innovazione e la competitività delle imprese lombarde. Questo cluster rappresenta un network dinamico di aziende, istituzioni accademiche, centri di ricerca e associazioni nel settore cosmetico.

Corsi di formazione specialistica post-diploma

Sul territorio cremasco, sono stati sviluppati anche corsi di formazione specialistica post-diploma, come quelli offerti dall’Its ‘per le Nuove tecnologie per il Made in Italy’ di Crema e dall’Its ‘Nuove tecnologie per la vita’. Questi percorsi formativi rispondono alla crescente domanda di figure professionali qualificate nel settore.

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Tour della Toscana in camper e itinerari possibili, tra terme e città d’arte

Viaggiare in Toscana in camper può essere una valida opzione per visitare la regione, che, per la sua posizione centrale e ai collegamenti stradali capillari e ben segnalati, si raggiunge facilmente da ogni parte d’Italia. Sono diversi gli itinerari possibili, anche a tema o stagionali, da integrare a seconda del tempo a disposizione. Dalle città d’arte alla costa, dalle terme naturali alle strade del vino, ogni itinerario svela un volto diverso della Toscana.

Il tour delle città d’arte

Un primo percorso può toccare le grandi città d’arte, come Firenze, Siena, Pisa, Lucca, Arezzo: ognuna racconta una storia unica, fatta di arte, architettura e tradizioni. Chi viaggia in camper deve pianificare con attenzione le soste, perché spesso non è possibile parcheggiare nei centri storici. Meglio scegliere aree di sosta attrezzate nei dintorni, per spostarsi in bicicletta o coi mezzi pubblici, e visitare così le città con calma. Firenze merita almeno due giorni, tra musei, palazzi rinascimentali e passeggiate sull’Arno. Siena è un piccolo goiello con Piazza del Campo e il Duomo; mentre Pisa è da scoprire partendo dalla celebre torre pendente e poi oltre. Lucca si gira bene in bicicletta, lungo e dentro le mura rinascimentali; e Arezzo vanta un’anima medievale e una forte identità toscana, meno turistica ma molto autentica. Quando? Questo itinerario è percorribile tutto l’anno; in inverno per godere dell’atmosfera natalizia o in primavera e autunno per evitare la folla e il caldo estivi.

Piazza Grande Arezzo
Fonte: iStock
Piazza Grande di Arezzo

In camper lungo la costa

Un altro itinerario si snoda lungo la costa tirrenica, tra spiagge, pinete e località turistiche affacciate sul mare. Da Nord a Sud, si passa dai centri di villeggiatura e mondani della Versilia alle calette più selvagge della Maremma. Viareggio, Lido di Camaiore e Forte dei Marmi sono perfette per una sosta balneare; anche se molto molto affollate in alta stagione. Più a sud, Castiglione della Pescaia ha un bel centro storico arroccato, animatissimo in estate, spiagge ampie e una natura ancora piuttosto selvaggia. Proseguendo verso l’Argentario, si incontrano Orbetello e Porto Ercole, e si percorrono strade panoramiche sulla laguna con accessi a spiagge limpide, spesso affollate in alta stagione. Un consiglio su tutti: attenzione ai divieti di sosta per i camper lungo la costa, spesso più restrittivi in alta stagione.

Chi cerca luoghi meno battuti lungo la costa può puntare su tratti ancora poco turistici, come le Spiagge Bianche di Rosignano, con il mare sorprendentemente chiaro, dall’aspetto quasi caraibico dovuto alla presenza, in passato, di residui di bicarbonato di sodio provenienti dallo stabilimento chimico Solvay, che hanno alterato il colore naturale della sabbia. La pineta della Riserva dei Tomboli di Cecina è ideale per chi viaggia con bambini. Più a sud, il Parco della Sterpaia e il Golfo di Baratti hanno spiagge tranquille e natura protetta, e dispongono di aree attrezzate per i camper.

Castiglione della Pescaia
Fonte: iStock
Castiglione della Pescaia

La Toscana termale

Per chi cerca relax e natura, la Toscana è apprezzabile anche fuori stagione, seguendo un itinerario termale, perfetto soprattutto in autunno e primavera. Le terme libere e gratuite sono una delle esperienze più wild della regione, particolarmente adatte a chi viaggia in camper. Le Cascate del Mulino di Saturnia sono forse le più note: vasche calcaree modellate dall’acqua sulfurea, accessibili anche di sera o al mattino presto, per evitare la folla. I Bagni San Filippo, tra la Val d’Orcia e il Monte Amiata, sono meravigliose, e ancora non troppo conosciute: un paesaggio quasi fiabesco, dove fa da protagonista la “Balena Bianca”, una grande formazione calcarea su cui scorre acqua calda e dalle proprietà riconosciute. I Bagni di Petriolo, meno noti e spartani, ma molto suggestivi, si trovano vicino a Monticiano, e qui l’acqua calda delle terme si può alternare a quella fredda del torrente. Chi viaggia in camper può facilmente trovare parcheggi, anche liberi, nelle vicinanze e raggiungere le terme a piedi o in bicicletta, magari fermandosi più notti per godersi appieno dei benefici delle acque delle terme toscane.

Bagni San Filippo
Fonte: iStock
I Bagni di San Filippo sono meno famosi di Saturnia ma altrettanto suggestivi

Dove andare in Maremma in camper

Sempre nella parte meridionale della regione, un itinerario nella Maremma consente di esplorare una Toscana più selvaggia e autentica, iconica e meta apprezzatissima da italiani e stranieri di tutto il mondo. Grosseto può essere un buon punto di partenza, con il suo centro storico racchiuso da mura e la vicinanza a numerose attrazioni naturalistiche. Da lì si può proseguire verso il Parco Naturale della Maremma, un’area protetta che si estende tra Talamone e Alberese, perfetta per escursioni a piedi, in bici o a cavallo. L’itinerario prosegue verso la costa con Monte Argentario, collegato alla terraferma da sottili strisce di terra, da cui si possono raggiungere spiagge appartate (meno in estate) e punti panoramici come il convento dei Frati Passionisti. Orbetello, infine, è circondata da una laguna dove si possono osservare fenicotteri e fare passeggiate tranquille, con la possibilità di fermarsi in aree sosta ben attrezzate. Attenzione ai divieti, perché la sosta ai camper è vietata quasi ovunque, specialmente in alta stagione. E ancora un accorgimento: chiudete i finestrini e mettere le zanzariere perché è pieno di zanzare che possono trasformare la permanenza in camper in un vero e proprio incubo!

Le strade del vino

Un ultimo itinerario, perfetto per chi ama la cultura enogastronomica, è quello lungo le strade del vino. Il Chianti è probabilmente la zona più famosa, con le sue colline punteggiate da vigneti, oliveti e borghi come Greve, Radda e Castellina. Molte cantine organzzano degustazioni e visite guidate, con la possibilità di sostare nei pressi o trovare campeggi immersi nella natura. Un consiglio per i più sportivi può essere quello di fare base in un campeggio o un’area sosta per poi girare in bici. A sud,

e Montepulciano sono le due capitali del Brunello e del Vino Nobile: piccoli centri ricchi di storia, con cantine storiche e scorci panoramici. Anche la zona di Bolgheri, sulla costa livornese, merita una deviazione, con la celebre via dei cipressi e i vini della DOC Bolgheri, tra i più apprezzati al mondo. E se si beve troppo? Una sosta in camper prima di ripartire è d’obbligo!

Vigneti della Val d'Orcia

Bocca d’Ombrone, l’acqua dolce incontra il mare nel Parco della Maremma

Sia maledetta la Maremma e chi l’ama, dice una canzone popolare toscana dei primi dell’Ottocento. Racconta dell’epopea contadina del lavoro stagionale nella grande pianura maremmana nel momento della bonifica delle sue paludi, voluta dal Granduca di Toscana Leopoldo. Una manodopera in bilico tra fortuna e malaria in un territorio allora svantaggiato.

Oggi, di quelle paludi rimane poco più di un ricordo, tenuto in vita all’interno di un’area naturale protetta di rara bellezza, dalle peculiarità unica.

Nel 1975 la Regione Toscana decide di dare vita al Parco della Maremma, il secondo parco regionale istituito in Italia. Lungo 25 chilometri di costa e con una superficie vicina ai 9mila ettari di area protetta, l’ente comprende il grande territorio pianeggiante che si estende da Principina a Mare fino a Talamone, due località balneari molto frequentate nella stagione estiva.

Parco della Maremma
Fonte: iStock
I Monti dell’Uccellina e il territorio del Parco della Maremma

Il territorio del Parco, peraltro recentemente premiato a livello europeo, è diviso sostanzialmente in tre aree. C’è quella più interna, ai piedi dei Monti dell’Uccellina, dove negli ampi prati pascolano le mandrie di bovini. C’è l’affascinante zona selvaggia nella zona meridionale del parco, con i rilievi collinari coperti di boschi di pini, eucalipti e macchia mediterranea, da cui spuntano antiche torri di avvistamento. Infine, nella zona settentrionale, rimangono le ultime tracce di terreno paludosi, presso Bocca d’Ombrone, la foce dell’omonimo fiume.

L’Ombrone è il secondo corso d’acqua più lungo della Toscana. Copre con i suoi 161 chilometri un territorio che va dalle sorgenti poco fuori il borgo medioevale di San Gusmè, non lontano da Siena, fino alla foce nel Mar Tirreno.

Si tratta di un luogo più unico che raro: una zona dove l’azzurro del cielo si fonde con quello delle acque, quelle dolci del fiume che si mischiano con quelle salate del mare; un territorio in perenne contesa tra terra e acqua, che appartiene a entrambi gli elementi e per questa sua condizione di mezzo affascina e attrae. Un luogo selvaggio, pieno di vita, che ospita una grande biodiversità, tra cui colonie di diverse specie di uccelli che non è facile vedere altrove.

Bocca d'Ombrone Parco della Maremma
Fonte: Lorenzo Calamai
Vacche maremmane al pascolo nel Parco

Come arrivare a Bocca d’Ombrone

Bocca d’Ombrone si trova all’interno del Parco della Maremma e si raggiunge attraverso una facile escursione pianeggiante, seguendo uno dei tanti sentieri tracciati all’interno della riserva.

L’accesso al Parco avviene da Alberese, cittadina sede del Centro visite del Parco. Qui potete fare il biglietto per i tanti itinerari compresi nel grande parco naturale, incluso quella per Bocca d’Ombrone, al costo di 5 euro a persona.

Bocca d'Ombrone
Fonte: Lorenzo Calamai
Bocca d’Ombrone: dove il fiume si getta nel mare

Da Alberese, quindi, ci si sposta (in auto o attraverso il trasporto pubblico locale) a Marina di Alberese, direttamente sul litorale tirrenico, entrando nel territorio del Parco. Già attraversando questi pochi chilometri, la lunga lingua d’asfalto che corre in rettilineo verso l’accesso all’area protetta, si ha un’idea del luogo unico in cui ci si trova, la grande pianura un tempo carica di acquitrini che si estende fino a lasciare spazio ai monti a ridosso della costa, facendo emergere l’atmosfera selvaggia e aspra di questo territorio.

A Marina di Alberese si trova una ampissima spiaggia dorata che si estende lunghissima verso sud. Un luogo difficilmente affollato, specie nel periodo primaverile, del quale godere al termine dell’escursione verso Bocca d’Ombrone.

In direzione opposta rispetto alla spiaggia, infatti, prende le mosse il sentiero A7 che porta alla foce del fiume.

Bocca d'Ombrone Spiaggia di Alberese Parco della Maremma
Fonte: Lorenzo Calamai
La spiaggia di Marina di Alberese

Il percorso ad anello, tutto pianeggiante e lungo poco più di cinque chilometri in totale, è alla portata di tutti ed è stato realizzato per essere percorso anche da persone con disabilità. La primavera e l’autunno sono i periodi migliori per affrontarlo per due motivi: l’escursione è quasi totalmente esposta al sole, quindi meno adatta ai periodi più caldi dell’anno; le due stagioni intermedie sono quelle dove la zona paludosa alla foce del fiume ospita la maggiore diversità di specie di uccelli.

In autunno ci sono le specie che migrano verso meridione dall’Europa settentrionale, come oche selvatiche e diversi tipi di anatra. In primavera è invece il momento in cui tante specie provenienti dall’Africa nidificano e danno vita ai propri piccoli, e in cui non è difficile incontrare gli uccelli di taglia più grande come aironi, garzette, fenicotteri, cavalieri d’Italia.

Bocca d’Ombrone: l’eterna contesa tra terra e mare

All’avvio il sentiero per Bocca d’Ombrone passa per una prima, breve parte nella grande pineta, prima di tornare allo scoperto percorrendo un lungo camminamento rettilineo a fianco del mare. La salicornia, rossa e verde, cresce selvaggia e incontrastata nella lunga pianura, mentre alle vostre spalle svetta il promontorio dell’Uccellina, un colle alto circa 300 metri, coperto di macchia mediterranea, che domina l’ampio golfo ed è punteggiato da antiche strutture difensive.

Bocca d'Ombrone Parco della Maremma
Fonte: Lorenzo Calamai
Il percorso verso Bocca d’Ombrone

I colori della natura selvaggia intorno all’escursionista sono sorprendenti, intensi, vividi. Non è difficile incrociare lo sguardo con una delle maestose vacche maremmane, con le tipiche lunghe corna.

Al termine del percorso rettilineo si arriva nei pressi della foce del fiume, dove l’azzurro dell’acqua dolce e il blu dell’acqua di mare si fondono in un perenne abbraccio. L’Ombrone porta verso il mare i suoi sedimenti, che poi vengono depositati dalle onde sulle coste. È così che si è formata nel corso dei secoli la pianura che circonda la foce, grazie a un eterno dialogo tra terra e mare che ha visto prevalere a volte l’una e volte l’altro, in un precario equilibrio che si percepisce distintamente attraversando questa terra.

Si incontra quindi ai margini del percorso un Casello idraulico volto a guardia di un canale. Da qui, risalendo lungo il corso dell’Ombrone per un centinaio di metri, si incontra una piccola costruzione in legno dedicata al birdwatching, una delle attività più attraenti dell’escursione.

Bocca d'Ombrone
Fonte: iStock
Piovanello tridattilo a Bocca d’Ombrone

L’area salmastra alla foce del fiume crea infatti un ecosistema molto particolare, dove gli uccelli migratori trovano un habitat ideale. Fra le specie che è possibile osservare (è utile un binocolo e una macchina fotografica dotata di un buon obiettivo) ci sono il fratino, il chiurlo, il cavaliere d’Italia, la ghiandaia marina dal bellissimo manto celeste e anche il fenicottero.

Il percorso di ritorno da Bocca d’Ombrone completa l’anello oltrepassando nuovamente il Casello da cui si è arrivati. Si imbocca il comodo sentiero del ritorno che passa accanto all’Idrovora di San Paolo, vecchia testimonianza delle opere di bonifica e si ritorna a Marina di Alberese, dove l’ampia spiaggia e una grande area attrezzata con tavoli da pic-nic attendono il viandante per il meritato riposo.

Al lavoro per il trasporto pubblico su gomma nel sud-ovest milanese

LNews-TRASPORTO SU GOMMA NEL SUD-OVEST MILANESE, ASSESSORE LUCENTE: LAVORIAMO PER RISOLVERE DISAGI CAUSATI DA CARENZA DI AUTISTI

“Regione Lombardia è consapevole delle criticità che, in alcune aree specifiche, sta subendo il trasporto pubblico locale su gomma per la carenza di autisti. Proprio per questo abbiamo istituito vari tavoli tecnici permanenti in ogni provincia con prefetti, amministratori locali e agenzie Tpl per verificare periodicamente le difficoltà ed individuare soluzioni condivise”.

Così Franco Lucente, assessore regionale di Trasporti e Mobilità sostenibile, in merito al flash mob organizzato a Noviglio, a sud ovest di Milano, da alcuni sindaci del territorio.

“Ho incontrato più volte gli amministratori locali del territorio – ha spiegato Lucente – e ho condiviso con loro le criticità di un servizio che lamenta diverse carenze. Comprendo i disagi dei pendolari e ho ribadito che non si tratta di un problema di risorse. Il nostro obiettivo è mettere in campo politiche ed interventi concreti per attrarre nuove figure professionali e mantenere in servizio gli attuali autisti”.

“Regione Lombardia – ha aggiunto – sta facendo la sua parte e ogni anno contribuisce al trasporto pubblico su gomma con ingenti somme, pur detenendo una minima quota di partecipazione all’interno delle Agenzie del TPL. Solo nel 2024, tra fondi regionali e nazionali, abbiamo stanziato oltre 789 milioni di euro. Di questi, ben 536 milioni sono andati all’Agenzia TPL milanese che comprende anche il territorio lodigiano”.

“Si tratta di risorse – ha concluso l’assessore regionale – che continueremo a garantire anche nei prossimi anni”.

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Nella Milano alternativa di Lucio Corsi, una città diversa che ti fa sentire a casa

Non avrà vinto Sanremo, ma una cosa è certa: Lucio Corsi ha decisamente conquistato tutti. Il cantautore toscano è salito sul palco portando la sua personalità spontanea e una canzone che è un vero e proprio elogio della normalità. “Volevo essere un duro” è la canzone di cui avevamo bisogno, con i suoi toni da ballata rock che raccontano una realtà in cui la maggior parte di noi sicuramente si ritrova.

“Ma l’impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale​​”, cantava Lucio Dalla. E questa normalità, Lucio Corsi la esprime anche nella sua quotidianità. Nato nella Maremma, dopo il liceo si trasferisce a Milano dove comincia a frequentare luoghi che, nella loro genuinità, lo fanno sentire come a casa. Un microcosmo poco conosciuto da chi visita il capoluogo lombardo e da chi vede la città solo nella sua veste più moderna e di design.

In un’intervista su Twitch per AmazonMusicIT, Lucio Corsi ha rivelato, infatti, un inaspettato legame con una particolare zona della città: quella a nord di Milano.

Il rapporto di Lucio Corsi con i parchi milanesi

Lucio Corsi ha più volte dichiarato nelle sue interviste che non è un amante delle città. Lui, nato e cresciuto in una casa di campagna in Toscana senza avere nessuno nei paraggi, sente la mancanza degli spazi immensi che lo hanno accompagnato durante la sua infanzia e adolescenza. Milano, come ben sappiamo, di campagne ne ha ben poche e lo stesso musicista ha sottolineato come la città tenda a chiudere i parchi durante la notte e come possano sembrare ‘finti’, ma con delle eccezioni.

Il primo è Parco Nord, situato vicino a dove vive, considerato più ‘selvatico’ rispetto ai parchi più centrali, come il BAM. Il secondo è il parco di Porta Venezia, dove c’è il museo di Scienze Naturali. In generale, però, il pensiero di Lucio Corsi sui parchi è molto preciso, come ha dichiarato in un’intervista: “I parchi cittadini sono come uno zoo che rinchiude la campagna”.

La trattoria nel quartiere di Niguarda

Un altro luogo al quale Lucio Corsi è particolarmente affezionato è una trattoria situata nel quartiere di Niguarda, zona periferica a nord ovest di Milano che, proprio dopo le interviste rilasciate dal cantautore, sta vivendo un momento di popolarità.

L’Antica Trattoria Ambrosiana è il posto in cui ha dichiarato di sentirsi a casa tanto da volerla utilizzare come location per la conferenza stampa pre-Sanremo. Durante l’intervista, ha raccontato vari episodi che dimostrano l’affetto che prova per questo luogo e le persone che ci gravitano attorno, tanto che, alla domanda su cosa avrebbe fatto con i fiori ricevuti a Sanremo, il cantante ha risposto: “Devo portarne un po’ a Giusy, la cuoca della trattoria di Niguarda, una mia seconda famiglia a Milano. Me li ha chiesti e glieli porto con piacere”.

La trattoria, dall’aspetto rustico, rispecchia appieno l’atmosfera di famiglia che Lucio Corsi porta con sé in tutte le sue storie. Non a caso, infatti, ha raccontato più volte del ristorante della nonna a Macchiascandona, nella campagna maremmana, e del fatto di essere cresciuto in un ambiente domestico accogliente composto da sole donne.

Metro M5 fino a Monza, approvato il cronoprogramma del Comune di Milano

Regione Lombardia conferma il proprio impegno finanziario di 283 milioni di euro per realizzare il prolungamento della linea metropolitana M5 fino a Monza e accoglie la richiesta del Comune di Milano di una nuova tempistica.

“Abbiamo approvato una delibera di Giunta che si è resa necessaria – ha spiegato l’assessore regionale alle Infrastrutture e Opere pubbliche, Claudia Maria Terzi – per aggiornare il cronoprogramma, prendendo atto dell’allungamento dei tempi di realizzazione comunicato dal Comune di Milano che è il soggetto attuatore dell’opera”.

Massima attenzione

“Lo stanziamento di Regione è ingente – ha proseguito Terzi – e ha davvero pochi precedenti a livello di investimenti infrastrutturali: abbiamo fatto la nostra parte e continuiamo a prestare la massima attenzione a questo intervento fondamentale per la mobilità nell’area milanese e monzese”.

Le nuove tempistiche

“Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – ha spiegato Terzi – ha autorizzato lo spostamento dell’obbligazione giuridicamente vincolante al 31 dicembre 2026, ricalendarizzando le attività. Ora l’avvio dei lavori è previsto a settembre 2027 e il fine lavori a marzo 2033, con la conclusione dei collaudi e l’entrata in servizio nel dicembre 2033. Queste sono le nuove tempistiche richieste dal Comune di Milano, traslate rispetto a quelle iniziali”.

Le risorse

“Nel 2023 il Ministero delle Infrastrutture, su iniziativa di Matteo Salvini, aveva già deliberato uno stanziamento aggiuntivo di 15 milioni di euro – ha specificato Terzi – portando il finanziamento statale a 931 milioni di euro, a cui si sommano le risorse degli enti locali per un totale di circa 1,3 miliardi di euro, a testimonianza di un impegno corale che non è mai venuto meno”.

Il tema extracosti

Sul tema degli extracosti, Terzi ha puntualizzato di essere in attesa “che il Comune di Milano presenti i documenti relativi agli extra costi. L’allungamento dei tempi e l’aumento dei costi non è certo una responsabilità imputabile a Regione. Anzi, da parte nostra c’è la volontà di sbloccare l’avvio dei lavori”.

L’infrastruttura

La realizzazione del prolungamento da Bignami a Monza consentirà un miglioramento della connessione tra il capoluogo regionale e Monza, terza città lombarda per popolazione, realizzando fra l’altro importanti nodi d’interscambio modale, con la M1 al futuro capolinea di Cinisello-Monza, con la rete ferroviaria presso la stazione di Monza FS, coi servizi Tpl presso il capolinea M5 del Polo istituzionale di Monza.

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