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10 esperienze da vivere per sentirsi davvero nel viaggio di Ulisse

Il 16 luglio scorso, in Italia è uscito al cinema The Odissey di Christopher Nolan e, a dire il vero, già da mesi non si parla d’altro, tra aspettative e polemiche – quelle, non mancano mai. Con il poema omerico tornato sulla bocca di tutti, non si può far altro che lasciarsi affascinare da questa narrazione epica che da oltre duemila anni continua ad affascinare viaggiatori, scrittori e sognatori.

Il viaggio di Ulisse raccontato nell’Odissea di Omero è infatti un percorso di mari sconfinati, isole misteriose, incontri con creature leggendarie e luoghi sospesi tra storia vera e mito che ancora oggi sembrano custodire il ricordo dell’eroe greco. Seguire le tracce di Ulisse non significa soltanto visitare siti archeologici o musei, ma immergersi in paesaggi dove il confine tra realtà e leggenda diventa sottilissimo: promontori affacciati sul Mediterraneo, grotte nascoste, antiche fortezze sul mare e baie raggiungibili solo a piedi o in barca.

Dalle coste del Lazio alla Grecia, passando per la Sicilia e le isole del Mediterraneo, sono tantissime le esperienze che permettono di vivere un viaggio ispirato all’epopea omerica. Ecco alcuni luoghi da inserire in un itinerario sulle orme di Ulisse o, per lo meno, per sentirsi un po’ viaggiatori e un po’ naufraghi come il protagonista dell’Odissea.

Camminare fino al Picco di Circe

Se volete ripercorrere idealmente lo stesso mare osservato da Ulisse, sappiate che nel Lazio esiste un luogo dove leggenda e paesaggio si incontrano per davvero. Stiamo parlando del Promontorio del Circeo, da sempre associato alla figura della maga Circe, una delle protagoniste più celebri dell’Odissea. Secondo il mito, Ulisse approdò sull’isola di Eea, dove incontrò Circe, capace di trasformare gli uomini in animali grazie ai suoi poteri. La tradizione ha identificato proprio il promontorio laziale con il luogo in cui sarebbe vissuta la maga.

Promontorio del Circeo
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Vista del Promontorio del Circeo

Raggiungere il Picco di Circe, il punto più alto del promontorio, è un’esperienza perfetta per chi vuole sentirsi dentro il viaggio dell’eroe. Il sentiero attraversa la macchia mediterranea e conduce a un panorama spettacolare sul Mar Tirreno, con una vista che nelle giornate limpide arriva fino alle Isole Pontine.

Entrare nella Grotta di Nestore

Sulla costa occidentale del Peloponneso, vicino alla baia di Voidokilia, si trova uno dei luoghi più affascinanti legati ai poemi omerici, la celeberrima Grotta di Nestore. Secondo la tradizione, questa cavità naturale sarebbe stata associata a Nestore, il leggendario re di Pilo e uno degli eroi greci della guerra di Troia. La grotta domina d’altro canto una delle baie più spettacolari della Grecia, con acque turchesi e un paesaggio che sembra rimasto immutato nei secoli.

Quali sono le location di "Odissea", il film, in Grecia?
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La misteriosa Grotta di Nestore

Esplorare le Isole Egadi in barca

Seppur non precisamente “omeriche”, le Isole Egadi, al largo della Sicilia occidentale, sono una destinazione ideale per chi vuole vivere il Mediterraneo con lo stesso spirito di esplorazione di Ulisse. Favignana, Levanzo e Marettimo custodiscono calette nascoste, grotte marine e fondali trasparenti che sembrano appartenere a un racconto epico.

Calette a Favignana, Sicilia
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Il suggestivo panorama delle calette di Favignana

Navigare tra queste isole permette di scoprire angoli raggiungibili solo dal mare, proprio come avrebbe fatto un antico viaggiatore alla ricerca della prossima terra da esplorare. Tra le esperienze più suggestive c’è una gita in barca verso le grotte di Marettimo o un bagno nelle acque della Cala Rossa di Favignana, dove il contrasto tra rocce e mare crea uno scenario da cartolina.

Navigare nello Stretto di Scilla e Cariddi

Il tratto di mare più famoso dell’Odissea è indubbiamente quello tra Calabria e Sicilia dove si trova uno dei luoghi più noti della mitologia greca: lo Stretto di Messina, identificato dalla tradizione con il passaggio tra Scilla e Cariddi. Nell’Odissea Ulisse dovette affrontare questo tratto di mare estremamente pericoloso, stretto tra due mostri mitologici: Scilla, nascosta tra le rocce, e Cariddi, capace di inghiottire le acque creando vortici mortali.

Panoramica di Scilla in Calabria
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Panoramica di Scilla in Calabria

Il borgo di Scilla, con il quartiere dei pescatori di Chianalea affacciato sull’acqua, è una tappa imperdibile per chi vuole aggiungere al viaggio anche un tocco di storia e tradizione.

Dormire in un’antica tonnara come un navigatore

Per immergersi davvero nelle atmosfere del viaggio di Ulisse, una delle esperienze più suggestive è trascorrere una notte in un’antica tonnara trasformata in struttura ricettiva: in Sicilia ne esistono tantissime. Questi luoghi raccontano secoli di rapporto tra uomo e mare: antichi edifici in pietra dove un tempo si lavorava il tonno, oggi diventati dimore affacciate sul Mediterraneo.

La Tonnara di Scopello
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La celebre Tonnara di Scopello

Assistere a uno spettacolo al Festival di Epidauro

Tra le esperienze più emozionanti per chi ama il mondo classico c’è assistere a uno spettacolo nel Teatro di Epidauro, uno dei teatri antichi meglio conservati al mondo. Ogni estate il Festival di Epidauro riporta in scena tragedie e commedie greche in un luogo dalla straordinaria atmosfera.

Epidauro teatro
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L’antico teatro di Epidauro

Sedersi sulle gradinate costruite più di duemila anni fa e ascoltare una rappresentazione sotto il cielo stellato significa vivere un legame diretto con la cultura che ha dato origine ai miti di Ulisse. Il teatro, famoso anche per la sua incredibile acustica, è dunque una delle tappe più suggestive di un viaggio nella Grecia classica.

Visitare il Castello di Methoni

Sulla costa del Peloponneso si trova il Castello di Methoni, una spettacolare fortezza costruita sul mare che sembra appartenere a un racconto di viaggi e conquiste. Affacciato sul Mar Ionio, il castello è uno dei luoghi più scenografici della Grecia meridionale. Le sue mura, le torri e il lungo ponte che conduce all’ingresso raccontano secoli di storia mediterranea. Passeggiare tra le rovine al tramonto permette di immaginare navi in arrivo all’orizzonte e antichi navigatori pronti a partire verso nuove terre.

Esplorare l’Acrocorinto

Sopra la città di Corinto sorge l’Acrocorinto, una delle fortezze più imponenti della Grecia. Questa antica cittadella domina il territorio circostante dall’alto di una collina e offre una vista spettacolare sul Golfo di Corinto e sul Peloponneso.

C'è anche l'area archeologica di Acrocorinto tra i luoghi dov'è stato girato "Odissea" in Grecia
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Lo spettacolo senza tempo di Acrocorinto

Scoprire Aspri Ammos, la spiaggia del mito di Calipso

Tra i luoghi più suggestivi associati al viaggio di Ulisse c’è anche Aspri Ammos, una spiaggia selvaggia legata alla leggenda di Calipso, la ninfa che secondo l’Odissea trattenne l’eroe per anni sulla sua isola. La tradizione colloca l’episodio sull’isola di Ogigia, identificata da alcuni studiosi con diverse località del Mediterraneo.

Alcune spiagge greche, tra cui Aspri Ammos, sono state associate nel tempo al fascino di questo mito grazie alla loro natura incontaminata e all’atmosfera isolata.

Salpare su una barca tradizionale al tramonto

Per concludere un viaggio sulle orme di Ulisse non c’è esperienza più simbolica che salpare su una barca tradizionale al tramonto. Navigare lentamente mentre il Sole scende sul mare permette di riscoprire il Mediterraneo nella sua dimensione più autentica: quella fatta di vento, onde e silenzi, proprio come facevano gli antichi navigatori.

Vacanze estive dell’ultimo minuto, Vueling lancia una promo per volare in tutta Europa

L’estate è fatta anche di decisioni improvvise, un weekend da organizzare, una pausa dal lavoro da trasformare in una piccola fuga o una vacanza ancora tutta da programmare. Per chi non ha ancora scelto la prossima destinazione, Vueling, compagnia del gruppo IAG, propone la nuova campagna “Last Call for Summer”, con tariffe speciali per raggiungere alcune delle mete più amate del Mediterraneo e delle grandi città europee.

L’offerta è pensata per chi vuole approfittare delle ultime occasioni estive e acquistare un volo direttamente dal sito o dall’app Vueling, scegliendo tra diverse destinazioni del network della compagnia. Tra città d’arte, isole mediterranee e mete perfette per una pausa al mare, la promo permette di organizzare una partenza anche senza mesi di anticipo. La promozione si applica a prenotazioni comprese tra il 21 luglio e il 3 agosto 2026, su voli a partire dall’1 agosto al 31 ottobre 2026.

Da Milano Malpensa a Ibiza

Tra le proposte della promo spicca il collegamento da Milano Malpensa a Ibiza con tariffe a partire da 21 euro. Celebre in tutto il mondo per la sua vita notturna, Ibiza custodisce anche un lato più tranquillo e sorprendente, fatto di calette nascoste, borghi bianchi e paesaggi naturali.

La splendida Cala Comte a Ibiza
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Tutto il fascino di Cala Comte

Oltre ai locali più famosi, l’isola invita a scoprire luoghi come Dalt Vila, il centro storico fortificato dichiarato Patrimonio Unesco, oppure spiagge dall’acqua cristallina come Cala Comte e Cala d’Hort. Perfetta per un viaggio estivo all’insegna del mare, Ibiza regala anche tramonti spettacolari, mercatini artigianali e piccoli ristoranti dove assaporare la cucina mediterranea.

Da Firenze a Minorca

Per chi cerca una destinazione un po’ più rilassata, la promo Vueling propone voli da Firenze a Minorca a partire da 28 euro. Meno mondana rispetto alla vicina Ibiza, Minorca è un’isola ideale per chi ama natura e mare. Le sue spiagge dalle acque turchesi, le calette immerse nella vegetazione e i sentieri panoramici la rendono una delle mete più affascinanti delle Baleari.

Cala Pilar, Minorca
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Veduta di Cala Pilar

Tra le esperienze da non perdere ci sono una passeggiata nella storica Ciutadella, l’antica capitale dell’isola, un’escursione lungo il Camí de Cavalls, il percorso costiero che circonda Minorca, e una giornata alla scoperta delle sue celebri baie come Cala Pilar, Cala Macarella e Cala Mitjana.

Da Torino a Barcellona

La promo include anche il collegamento da Torino a Barcellona con tariffe a partire da 29 euro, perfetto per chi desidera una fuga urbana senza rinunciare al mare. La capitale catalana è una destinazione che unisce cultura, gastronomia e paesaggi unici. Dai capolavori di Antoni Gaudícome la Sagrada Família e Park Güell alle passeggiate sulla Rambla, ogni quartiere racconta una storia diversa.

World’s Best Cities Report 2026 di Resonance Consultancy
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Veduta aerea panoramica della Sagrada Familia

Tra le tappe imperdibili ci sono il quartiere gotico con le sue strade medievali, il mercato della Boqueria per assaggiare specialità locali e la spiaggia della Barceloneta per concedersi qualche ora di relax dopo aver esplorato la città.

Favignana è il regno di Ulisse: i luoghi del film Odissea di Christopher Nolan

C’è un modo nuovo di scegliere la prossima meta per le vacanze: lasciarsi guidare dalle immagini viste sullo schermo. Un panorama intravisto in una scena, una spiaggia che sembra appartenere a un altro tempo, una strada percorsa da un personaggio amato, un castello trasformato in simbolo.

Con l’arrivo nelle sale di The Odyssey, il nuovo kolossal di Christopher Nolan ispirato al poema di Omero, l’attenzione torna a posarsi sul Mediterraneo e sui paesaggi che, da secoli, custodiscono l’eco del viaggio di Ulisse. Il film, interpretato da Matt Damon nei panni di Odisseo, ha portato la produzione in svariate località del mondo, dalla Grecia al Marocco, dall’Islanda alla Scozia, fino all’Italia, dove la Sicilia ha avuto un ruolo di primo piano. E tra i luoghi più suggestivi scelti per dare corpo all’immaginario omerico spicca Favignana, la maggiore delle Isole Egadi.

Favignana, l’isola delle Egadi che guarda al mito

A Favignana, le coste di roccia chiara, le cave di tufo, le calette trasparenti e il mare che cambia colore a ogni ora del giorno sembrano appartenere a un racconto antico e non stupisce che sia stata scelta da Christopher Nolan per alcune delle sequenze italiane di The Odyssey, in un progetto che ha puntato su paesaggi reali e attraversabili, più che su mondi costruiti soltanto in via digitale.

La maggiore delle Egadi spicca al largo della costa occidentale della Sicilia, dinanzi a Trapani, ed è da tempo legata all’immaginario dell’Odissea: secondo alcune interpretazioni, infatti, potrebbe corrispondere alla leggendaria isola delle capre citata nel poema omerico, il luogo in cui Ulisse e i suoi uomini avrebbero fatto sosta prima di proseguire il loro viaggio e affrontare nuove prove.

Inoltre, il suo antico nome greco, Aegusa, rimanderebbe proprio alle capre.

Cala Rossa, il mare cristallino delle coste selvagge

Cala Rossa, Favignana, Sicilia
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La meraviglia di Cala Rossa

Tra i luoghi più rappresentativi di Favignana c’è Cala Rossa, uno degli scenari che meglio raccontano la forza visiva dell’isola, dove il mare assume sfumature abbaglianti, dal turchese al blu più intenso, mentre le pareti di tufo e le rocce chiare creano un paesaggio scolpito, luminoso e severo allo stesso tempo.

Cala Rossa ha il fascino di una costa selvaggia, di un approdo naturale, di uno spazio in cui il mare è protagonista. Non ha l’aspetto “addomesticato” delle spiagge più comode e lineari: è fatta di roccia, tagli, riflessi, discese verso l’acqua, prospettive che mutano passo dopo passo.

Proprio una simile natura aspra e cristallina la rende perfetta per evocare le rotte di Ulisse, i suoi sbarchi, l’incontro con un Mediterraneo bellissimo e imprevedibile. Arrivando da queste parti, troverete un paesaggio che sembra già cinema: il mare trasparente sotto le cave, il bianco della pietra, l’atmosfera di un’isola antica dove ogni angolo può diventare racconto.

Cala Azzurra, l’approdo più luminoso dell’isola

Se Cala Rossa conquista con la potenza rocciosa, a Cala Azzurra le acque turchesi e i fondali luminosi creano uno scenario ideale per immaginare i momenti di approdo durante il lungo viaggio di Odisseo. Non ha bisogno di grandi effetti per restare impressa: èsufficiente il contrasto tra l’acqua trasparente, la costa chiara e quella luce mediterranea che avvolge tutto.

Nel racconto turistico legato al film, Cala Azzurra diviene una delle tappe più evocative per seguire l’atmosfera dell’Odissea a Favignana. Non tanto perché il viaggiatore debba cercare una corrispondenza esatta tra ogni inquadratura e ogni metro di costa, quanto perché qui si percepisce bene l’anima dell’isola scelta da Nolan: un luogo luminoso ed essenziale dove il mare sembra indicare una direzione.

Cala del Bue Marino, il volto più avventuroso di Favignana

A Cala del Bue Marino il paesaggio si fa più drammatico, modellato da pareti di tufo, grotte marine, piattaforme rocciose e acque profonde.

Proprio per questo si inserisce alla perfezione nell’immaginario dell’Odissea. Il viaggio di Ulisse non è mai un percorso lineare ma è contraddistinto da approdi incerti, prove, incontri, pericoli e meraviglie. Cala del Bue Marino, con le rocce scavate e l’atmosfera più aspra, restituisce una tale dimensione in modo naturale.

Le altre coste rocciose, tra faraglioni e baie nascoste

Calette a Favignana, Sicilia
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Il suggestivo panorama delle calette di Favignana

Oltre alle cale più note, Favignana è impreziosita da un susseguirsi di tratti rocciosi, piccole baie, insenature meno accessibili e punti di costa che contribuiscono a costruire l’immaginario dell’isola. È proprio questa varietà a renderla così adatta a un film come The Odyssey: in pochi chilometri, il paesaggio cambia volto più volte, passando da acque placide e luminose a scogliere più severe, da punti panoramici aperti a calette raccolte che sembrano nascondere storie.

Le coste rocciose dell’isola permettono di ricreare un Mediterraneo arcaico, fatto di approdi e partenze, di luoghi raggiunti dal mare più che dalla terra, di confini naturali che sembrano separare il mondo conosciuto da quello dell’avventura. In questo senso, Favignana è una vera interprete del mito.

Basta osservare le cave di tufo, i faraglioni, le baie scavate nella pietra e le acque limpide per intuire perché l’isola possa diventare, nell’immaginazione, un territorio percorso da Ulisse e dai suoi uomini.

Il Castello di Santa Caterina, lo sguardo dall’alto

Castello di Santa Caterina a Favignana, Sicilia
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Veduta del possente Castello di Santa Caterina

Uno dei luoghi più scenografici dell’isola è il Castello di Santa Caterina, che domina dall’alto il territorio e il mare tutt’intorno. La sua posizione lo rende un punto di osservazione straordinario, capace di offrire una visione ampia sull’isola, sul porto, sulle Egadi e sull’orizzonte.

Proprio il castello è tra i luoghi associati alle riprese di The Odyssey, e Matt Damon ha raccontato anche la fatica delle salite e delle giornate di lavoro in quota.

Nel viaggio sulle tracce del film, il Castello di Santa Caterina aggiunge una dimensione diversa rispetto alle cale: è il luogo dello sguardo da cui Favignana si contempla dall’alto, come una mappa di pietra e mare.

L’Ex Stabilimento Florio, la memoria e la macchina del cinema

Un altro luogo centrale nel racconto di Favignana è l’Ex Stabilimento Florio, l’antica tonnara che testimonia una parte fondamentale della storia dell’isola. Grande complesso di archeologia industriale, legato alla lavorazione del tonno e alla stagione dei Florio, è una delle tappe simbolo di Favignana, perché racconta il rapporto profondo tra la comunità, il mare e il lavoro.

Durante la produzione di The Odyssey, l’Ex Stabilimento Florio è stato indicato da varie fonti come base logistica del set, uno spazio operativo temporaneo per costumi, attrezzature, uffici e organizzazione delle riprese.

Il suo ruolo è interessante perché unisce due anime dell’isola: quella storica e quella cinematografica. Da un lato, l’ex tonnara conserva la memoria di Favignana, il suo passato produttivo, la sua identità marinara. Dall’altro, con l’arrivo della troupe di Nolan, è diventata parte della grande macchina del cinema internazionale, a dimostrazione di come un luogo possa continuare a cambiare funzione senza perdere la propria forza simbolica.

Spiagge da film, sulle tracce di Odissea di Christopher Nolan tra i meravigliosi set sul mare

L’uscita di Odissea di Christopher Nolan ha riacceso la voglia di scoprire i luoghi che hanno fatto da sfondo al viaggio di Ulisse. Tra le location più spettacolari del film spiccano alcune spiagge e cale dal fascino selvaggio, capaci di evocare il Mediterraneo raccontato da Omero. Ma quella di Nolan è solo l’ultima produzione ad aver trasformato paesaggi naturali in set cinematografici.

In questo caso, però, sono proprio le coste scelte dal regista a raccontare il mito: isole, baie e spiagge dove il mare diventa protagonista del lungo viaggio dell’eroe greco verso Itaca.

Cala Rotonda, Favignana

L’isola di Favignana, nelle Egadi, ha conquistato Nolan al primo sguardo: “Abbiamo cercato location più pratiche e facilmente accessibili, ma non siamo mai riusciti a toglierci Favignana dalla testa“, avrebbe dichiarato il regista premio Oscar.

Tra le spiagge legate a Odissea c’è Cala Rotonda. La produzione ha scelto questo angolo della Sicilia per girare alcune scene ambientate durante il viaggio per mare di Ulisse, sfruttando un paesaggio caratterizzato da acque limpide, scogliere modellate dal vento e una natura ancora selvaggia, ma anche per ricreare antichi porti greci.

A Favignana anche l’isolotto di Preveto è stato usato come set cinematografico.

Le coste delle Isole Eolie

Anche le Isole Eolie sono state scelte come scenario per alcune sequenze di Odissea. L’arcipelago siciliano, con le sue coste vulcaniche, le acque profonde e i paesaggi modellati dal fuoco della terra, è da sempre associato al mito.

Tra i luoghi coinvolti nelle riprese ci sono diverse aree costiere delle isole, tra cui Lipari con l’insenatura di Porto Pignattaro e con i due famosi faraglioni che separano l’isola da quella di Vulcano (Pietra Lunga e Pietra Menalda).

Inoltre nel film appaiono anche scorci di Panarea e in particolare Pietra del Bagno e l’isolotto di Basiluzzo.

Voidokilia Beach, Peloponneso

Nel Peloponneso, una delle spiagge più riconoscibili legate alle riprese di Odissea è Voidokilia Beach, considerata una delle baie più spettacolari della Grecia. La sua caratteristica forma a mezzaluna, la sabbia chiara e le acque turchesi hanno reso questa spiaggia una location ideale per riportare sul grande schermo il mondo dell’antica Grecia.

Da Voidokilia parte un sentiero a piedi per la Grotta di Nestore, una cavità ricoperta di stalagmiti e stalattiti.

Le spiagge nel film Odissea di Nolan
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Vista aerea della spiaggia di Voidokilia

Almyros Beach, Creta

Tra le spiagge scelte da Christopher Nolan per il film Odissea c’è anche Almyros Beach, una delle coste più suggestive dell’isola di Creta. Situata nei pressi di Agios Nikolaos, nella parte nord-orientale dell’isola, questa lunga distesa di sabbia chiara si distingue per il paesaggio naturale che unisce il mare cristallino alla foce del fiume Almyros e alle montagne dell’entroterra.

La spiaggia è stata scelta dalla produzione per la sua capacità di evocare un mondo antico e incontaminato, perfetto per raccontare il viaggio di Ulisse lontano dalla civiltà.

La Duna Bianca di Dakhla, Marocco

Tra le location costiere più sorprendenti di Odissea c’è anche la Duna Bianca di Dakhla, nel Sahara Occidentale. Qui il deserto incontra l’oceano creando uno scenario fuori dal comune, scelto da Nolan per rappresentare l’isola mitologica di Ogigia, dove Ulisse viene trattenuto dalla ninfa Calipso per sette anni.

La distesa di sabbia chiara che emerge dalle acque turchesi dell’Atlantico offre un paesaggio quasi irreale, capace di unire isolamento, bellezza naturale e senso di leggenda. Una spiaggia diversa dalle classiche coste mediterranee, ma perfetta anche per praticare sport acquatici.

Il mare che non ti aspetti: tre mete lontane dalla folla da raggiungere con la promo easyJet

Il mare più bello non è sempre quello di cui parlano tutti. Il Mediterraneo, e non solo, nasconde ancora angoli capaci di sorprendere chi li scopre per la prima volta: coste meno battute, colori che non ti aspetti, atmosfere lontane dal turismo di massa. Non serve andare troppo lontano per trovarli e con la nuova promo easyJet costano anche meno.

Fino al 15% di sconto su rotte selezionate da e per l’Italia, per viaggiare tra il 1 agosto e il 31 ottobre 2026: l’offerta è valida fino al 16 luglio 2026 alle 9:00. Ecco tre mete di mare che vale la pena scoprire prima che diventino la prossima meta di tendenza.

Da Milano Linate alla Corsica

La Corsica è la prova che il Mediterraneo sa ancora sorprendere. L’isola alterna montagne che superano i duemila metri a coste che si estendono per oltre mille chilometri, tra baie di sabbia fine, calette di ciottoli e acque trasparenti perfette per nuotare, remare in kayak o semplicemente lasciarsi cullare dalla barca. Nel golfo di Porto, le scogliere rosse delle Calanche de Piana si specchiano nel mare accanto alla riserva di Scandola, un angolo di natura protetto dall’UNESCO che lascia senza fiato.

A sud, spiagge come Palombaggia e Santa Giulia regalano un mare turchese che ricorda i Caraibi più che l’Europa, mentre a nord, tratti come Saleccia e Ostriconi restano accessibili solo a piedi o in fuoristrada, custodendo un’autenticità sempre più rara.

Da Napoli a Preveza

Preveza, invece, è una meta in Grecia che offre un compromesso raro: mare cristallino e storia autentica, in un contesto ancora lontano dal turismo di massa. La città si affaccia su due bacini d’acqua diversi, il Mar Ionio da un lato e il Golfo di Amvrakikos dall’altro, ed è circondata da una costa frastagliata di 60 chilometri che alterna baie riparate, spiagge dorate e scogliere a picco.

Tra queste spicca Monolithi, che con i suoi 22 chilometri di sabbia fine detiene il record della spiaggia più lunga dei Balcani, mentre le acque turchesi di Alonaki Fanariou ricordano i Caraibi. Il centro storico, di impronta veneziana, si esplora senza fretta tra la Torre dell’Orologio e le chiese ottocentesche, mentre nei dintorni si trovano le rovine romane di Nicopoli e il fiume Acheronte, che nella mitologia greca segna il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti.

Da Napoli a Hurghada

A Hurghada, il deserto egiziano incontra le acque calde e cristalline del Mar Rosso. La città, perfetta per un viaggio di fine estate, si estende per circa 40 chilometri lungo la costa, tra spiagge di sabbia bianca con acque che permettono di ammirare da vicino i coloratissimi fondali, nuotando tra pesci e coralli tropicali.

Al largo, l’arcipelago di Giftun custodisce isole come Mahmya e Abu Minqar, raggiungibili solo in barca e apprezzate per le acque incontaminate. Chi preferisce restare a terra può esplorare invece il deserto in quad, oppure passeggiare la sera lungo la Hurghada Marina.

Ecco le mete da crociera che fanno sognare gli italiani adesso: c’è una sorpresa in classifica

La crociera continua a esercitare un fascino fortissimo sugli italiani, ma il modo in cui la immaginiamo sta cambiando volto. Una recente indagine di AstraRicerche realizzata per MSC Crociere, diffusa in occasione della Giornata Internazionale del Mediterraneo dell’8 luglio, racconta un popolo di sognatori più che di navigatori: quasi 7 italiani su 10 (69,8%) desiderano vivere l’esperienza di una crociera, ma solo il 18,3% l’ha effettivamente già provata.

E se la meta del cuore tra quelli che scelgono questa modalità di viaggiare resta il Mediterraneo, a sorprendere è il resto della classifica: due destinazioni più lontane stanno guadagnando terreno, complici soprattutto i viaggiatori più giovani.

Caraibi e Nord Europa tra le mete più sognate

Il dato più interessante della ricerca è la crescita di due mete che fino a poco tempo fa venivano considerate di nicchia rispetto al bacino del Mediterraneo: i Caraibi, scelti dal 36% degli intervistati, e il Nord Europa che, seppur fermandosi al 32,3%, risulta in continua crescita.

A spingere questi numeri verso l’alto è soprattutto la fascia d’età più giovane. Tra i 18 e i 29 anni, infatti, l’interesse si sposta con decisione verso itinerari a lungo raggio, con i Caraibi in prima fila. Superata la soglia dei 30 anni, invece, la tendenza si inverte e tornano a prevalere le rotte più vicine e conosciute, con il Mediterraneo che tocca il suo picco di popolarità proprio tra i 40 e i 49 anni.

Si delinea, quindi, una vera e propria frattura generazionale nel modo di intendere la crociera: per le nuove generazioni sembra diventare anche un’occasione per esplorare mondi lontani e meno battuti, mantenendo però un elemento di comodità e continuità che la nave, a differenza di altre formule di viaggio, riesce comunque a garantire.

Il Mediterraneo e la voglia di relax ed esperienze

Nonostante l’avanzata di Caraibi e Nord Europa, il Mediterraneo mantiene saldamente il primo posto nel cuore degli italiani, scelto dal 46% degli intervistati come destinazione ideale per una crociera. Familiarità, vicinanza e un patrimonio culturale e paesaggistico difficile da eguagliare continuano a renderlo il punto di riferimento assoluto, soprattutto per chi ha superato i 40 anni.

Ma la ricerca suggerisce anche che la scelta della meta, da sola, non basta più a spiegare l’attrattiva della crociera. Interrogati sulle parole che associano a questo tipo di vacanza, gli intervistati mettono al primo posto il relax (63,3%), seguito da divertimento (42%) e scoperta (34,5%). Sono proprio questi elementi trasversali, più che una specifica rotta geografica, a spingere sempre più persone a considerare la nave come alternativa ad altre formule di viaggio: il 39,5% del campione la giudica infatti più rilassante rispetto a hotel o villaggi, mentre per un italiano su quattro (25,2%) rappresenta un’esperienza di livello superiore.

Il quadro che emerge, insomma, è quello di una vacanza che non si sceglie più soltanto guardando una cartina geografica, ma valutando quanto un’esperienza sappia conciliare comodità, novità e assenza di pensieri. Il Mediterraneo resta la base sicura su cui tanti italiani continuano a fare affidamento, ma i nuovi orizzonti, con i Caraibi in testa, raccontano una voglia di allargare lo sguardo che, generazione dopo generazione, sembra destinata a crescere ancora.

Il film su Ulisse accende il set-jetting: il Mediterraneo da scoprire

Il cinema e le serie TV influenzano sempre più il modo in cui le persone scelgono la propria destinazione di viaggio. Negli ultimi anni il cosiddetto set-jetting, ovvero la tendenza a visitare i luoghi che fanno da sfondo a film e produzioni televisive, si è infatti affermato come uno dei principali trend del turismo.

Gli spettatori, dopo aver visto un film o una serie, desiderano vivere in prima persona quelle atmosfere, ripercorrere gli stessi itinerari e visitare i luoghi che hanno contribuito a rendere memorabili determinate scene. Con l’arrivo nelle sale del nuovo kolossal dedicato a Ulisse, l’attenzione si sta concentrando sulle mete del Mediterraneo che fanno da cornice al mito dell’eroe omerico.

Il viaggio via mare diventa parte dell’esperienza

Se desiderate seguire le tracce del celebre eroe del Mediterraneo, Ferryscanner ha individuato una serie di itinerari che consentono di raggiungere via mare alcune delle località più rappresentative legate al mito o utilizzate come ambientazione del nuovo film.

L’idea proposta dalla piattaforma è quella di trasformare il trasferimento in traghetto in una parte integrante dell’esperienza di viaggio: attraversare il Mediterraneo significa infatti immergersi negli stessi scenari che, da secoli, alimentano racconti, leggende e immaginario collettivo.

La Sicilia sulle tracce di Ulisse

Favignana, Sicilia
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Lo spettacolo dell’isola di Favignana

Tra le tappe che meglio rappresentano il legame tra il mito di Ulisse e il Mediterraneo spicca la Sicilia: a Favignana ad Aci Trezza, passando per le Isole Eolie, l’isola vanta alcuni dei luoghi che, secondo la tradizione e svariate interpretazioni, vengono associati al leggendario viaggio dell’eroe narrato nell’Odissea.

Scogliere modellate dal mare, isole vulcaniche, piccoli borghi marinari e approdi ricchi di fascino modellano un itinerario che unisce paesaggi spettacolari, storia e tradizioni millenarie: è un percorso che permette di vivere le suggestioni del mito, esplorando territori che alimentano racconti e interpretazioni legate alle avventure di Ulisse.

Favignana, nel cuore delle Isole Egadi, è collegata ai porti di Trapani, Marsala, Levanzo e Marettimo, con traversate comprese tra i 10 e i 45 minuti. Per visitare le Isole Eolie, sono disponibili collegamenti da Messina e Milazzo verso Stromboli e Salina, con tempi di percorrenza che variano da 1 ora e 42 minuti fino a circa 2 ore e 30 minuti.

Grecia, tra Itaca, Cefalonia, Zante e il Peloponneso

Se esiste un luogo che richiama all’istante il viaggio di Ulisse, è senza dubbio la Grecia: tra le isole dello Ionio e le coste del Peloponneso si sviluppa un itinerario che combina il fascino della tradizione con alcuni dei paesaggi più suggestivi del Mediterraneo.

Itaca, considerata la patria dell’eroe, è il punto di riferimento simbolico del percorso. Accanto ad essa spiccano Cefalonia, Zante e la regione della Messinia, territori nei quali storia, mare e natura si fondono disegnando un viaggio ricco di richiami all’immaginario omerico.

Per esplorare tali destinazioni, Ferryscanner propone vari collegamenti in partenza dal porto di Kyllini da cui è possibile raggiungere Cefalonia in circa un’ora e trenta minuti oppure Zante in circa un’ora e quindici minuti. Una volta arrivati sulle isole, il viaggio può proseguire verso la Messinia per completare un itinerario che tocca alcune delle località più evocative associate al racconto di Ulisse.

Il Marocco completa l’itinerario mediterraneo

Pur non rientrando tra i luoghi tradizionalmente associati al mito di Ulisse, il Marocco è l’ultima tappa proposta da Ferryscanner per vivere le atmosfere epiche evocate dal nuovo kolossal.

Il Paese offre infatti scenari caratterizzati da un fascino senza tempo, dove città storiche, kasbah e paesaggi desertici creano ambientazioni che richiamano i grandi racconti di viaggio. Tra le mete più significative ecco Aït Benhaddou, l’antico ksar riconosciuto Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, celebre per il suo straordinario valore storico e architettonico.

Più a ovest, Marrakech conquista con i souk, i palazzi storici, i riad e le piazze animate, per conoscere la cultura marocchina grazie a colori, profumi e tradizioni artigianali.

Minareto della Moschea Koutoubia, Marrakech, Marocco
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L’iconico minareto della Moschea Koutoubia a Marrakech

Dove andare ad agosto nel Mediterraneo, le mete da sogno baciate dal sole

Se ancora non avete prenotato le ferie estive è il momento di rimediare: se state cercando dove andare ad agosto nel Mediterraneo per godervi mare, spiagge e sole, ecco alcune meraviglie che abbiamo selezionato apposta per voi e che sono meno battute dai turisti. Preparate valigia e crema solare, ecco le nostre mete preferite.

Karpathos, Grecia

Karpathos è una chicca segreta della Grecia tra Creta e Rodi. Pur trovandosi tra loro due, non gli somiglia e spicca per un carattere suo decisamente più selvaggio. Tra i punti di interesse c’è il villaggio di Olympos che domina la montagna da un crinale e conserva costumi tradizionali e un dialetto studiato da linguisti europei.

Perché andare a Karpathos
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Spiaggia di Kyra Panagia, isola di Karpathos

Le spiagge, però, restano la vera sorpresa. Kyra Panagia ha una chiesetta bianca proprio sulla sabbia, Apella è incastonata tra le rocce e si raggiunge scendendo una scaletta piuttosto ripida, Achata è piccola e anche nel periodo di Ferragosto non è affollatissima. Se amate il vento forte, Karpathos è tra i paradisi europei del windsurf e del kitesurf, soprattutto nella zona di Afiartis dove le raffiche non mancano mai. Sceglietela se cercate una Grecia meno patinata, quella che non finisce sulle cartoline, ma che poi non riuscite più a dimenticare.

Kythira, Grecia

Kythira è un’isola particolare, sospesa tra il Peloponneso e Creta, troppo defilata per essere presa d’assalto e questo, ad agosto, è già una piccola benedizione. Con un mood un po’ più malinconico, porta dritti alla scoperta di villaggi bianchi con torri veneziane e cascate suggestive come quella di Neraida. La spiaggia di Kaladi, con i suoi scogli a picco e l’acqua turchese, è uno di quei posti che sembrano ritoccati con un filtro e invece sono reali, tali e quali. Fatevi anche un giro a Chora, il capoluogo, con il castello che guarda l’Egeo e le stradine bianche che la sera profumano di gelsomino. Cerigo (questo il nome in italiano) va scelta da chi vuole un agosto lento, senza vita notturna sfrenata, con tramonti che da soli valgono il viaggio.

Lastovo, Croazia

Lastovo è tra le isole meno battute della Dalmazia e proprio per questo resta uno dei segreti meglio custoditi del Mediterraneo. Fa parte di un parco naturale che protegge quarantaquattro isolotti minori, un arcipelago in miniatura tutto da esplorare in barca o in kayak, remo dopo remo. Il paese di Lastovo, con le case che si arrampicano sulla collina e i comignoli a forma di corona, è tra i borghi più fotogenici di tutta la Croazia. Le calette come Skrivena Luka meritano una giornata intera senza fretta. Sceglietela se volete unire mare cristallino e silenzio vero, quello che in Croazia ormai si trova solo qui.

Vis, Croazia

Vis è diventata famosa per un motivo preciso: qui hanno girato Mamma Mia! Ci Risiamo, e da allora l’isola si è ritagliata un posto tutto suo tra le mete cult dell’Adriatico. Ma Vis non è solo location cinematografica, è anche la Grotta Blu di Biševo, dove la luce che filtra dall’acqua colora tutto di un azzurro quasi innaturale. La spiaggia di Stiniva, chiusa tra due pareti di roccia e raggiungibile solo via mare o con un sentiero ripido, è considerata tra le più belle d’Europa, e a ragione. Il paese di Komiža, con il porto pieno di barche da pesca, resta genuino nonostante la fama crescente degli ultimi anni. Andateci se cercate un mare da film senza rinunciare all’anima di un’isola vera.

Vis, in Dalmazia
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Il porto di Luka a Vis

Isola del Giglio, Italia

Per chi vuole restare in Italia c’è una chicca: il Giglio, a largo delle coste toscane, è un’ottima alternativa all’Elba. Con spiagge di sabbia chiara e mare trasparente, è una vera cartolina. Vale però la pena esplorare anche Giglio Castello, il borgo medievale in cima al monte, con vicoli stretti e una vista che nelle giornate limpide arriva fino alla costa toscana. Per chi ama camminare ci sono sentieri che costeggiano l’isola intera, tra macchia mediterranea e scorci sul mare che tolgono il fiato. Sceglietelo se volete l’Italia più autentica, quella che ad agosto profuma ancora di pino marittimo e non solo di crema solare.

Isola del Giglio e il suo porto
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Il porticciolo colorato del Giglio

Pantelleria, Italia

Pantelleria è una meraviglia italiana che sta ottenendo sempre più interesse da parte dei viaggiatori. Non ha spiagge di sabbia bianca, ha qualcosa di più raro, rocce vulcaniche nere, il Lago di Venere con le sue acque termali naturali, i dammusi che punteggiano il paesaggio come piccole fortezze bianche. Cala Levante e l’arco dell’elefante, formazione di roccia lavica scolpita dal mare nei millenni, restano tra le immagini simbolo dell’isola. Qui si viene anche per mangiare bene: il cappero di Pantelleria è famoso in tutto il mondo e il passito, dolce e denso, chiude ogni cena in bellezza. Sceglietela se cercate un’isola con carattere forte, selvaggia, mai banale.

Tabarka, Tunisia

Tabarka è una pittoresca città costiera della Tunisia, famosa per il suo mare cristallino e i caratteristici faraglioni. Da visitare il forte genovese di Tabarka, che offre una splendida vista sulla costa. Chiaramente meritano attenzione il porto e le spiagge oltre al legame con la musica; pochi sanno che proprio qui si svolge uno dei festival più importanti di jazz. Da qui si può organizzare una gita in giornata per La Galite, un piccolo arcipelago al largo della costa tunisina, quasi disabitato e protetto come riserva naturale. Ci si arriva solo tramite transfer con charter e imbarcazioni autorizzate e non esistono vere strutture turistiche… proprio questo la rende perfetta per chi cerca privacy e relax.

Bonifacio – Corsica, Francia

A chiudere la selezione ci pensa la Corsica, l’isola francese a due passi dall’Italia e facile da raggiungere grazie ai tantissimi collegamenti in traghetto. Bonifacio, arroccata sulle scogliere bianche a picco sul mare, va vista almeno una volta al tramonto, quando le case sembrano sospese nel vuoto. Se avete tempo, spingetevi anche verso l’interno, tra le calanche di Piana e i villaggi di montagna dove il tempo scorre a un ritmo tutto diverso. Sceglietela se ad agosto volete un po’ di tutto insieme: mare, natura, buona cucina e un’atmosfera metà francese e metà mediterranea.

Barche turistiche a Girolata in Corsica
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La splendida baia di Girolata in Corsica

Isola di Santa Maria, fiume Shala e piscine naturali: i luoghi che hanno fatto sognare questo mese

Giugno è il mese che dà il benvenuto all’estate, quando le giornate si allungano, le temperature invitano a partire e la voglia di scoprire nuovi luoghi cresce insieme ai primi programmi per le vacanze. dai paradisi italiani nascosti, passando per piscine naturali dove fare il bagno in Italia, luoghi culturali sorprendenti e classifiche che fanno sognare una nuova vita all’estero, ma anche notizie che hanno emozionato i nostri lettori, ecco i luoghi che più avete amato nel corso del mese.

Crociere last minute no stress, offerte tra Mediterraneo e Nord Europa

C’è chi organizza le vacanze con largo anticipo e chi preferisce decidere all’ultimo momento, magari cogliendo l’occasione giusta quando si presenta, una tendenza che caratterizza il turismo anche nell’estate 2026, complice la crescente attenzione al budget e il desiderio di scegliere soluzioni pratiche, semplici da gestire e prive di stress. In questo scenario si inserisce Best Now, la promozione lanciata da MSC Crociere e dedicata a chi desidera concedersi una vacanza in mare approfittando delle offerte last minute disponibili per la stagione estiva.

L’iniziativa nasce per rispondere alle esigenze di chi vuole partire in tempi brevi senza rinunciare alla qualità dei servizi e alla comodità di una vacanza completamente organizzata. Grazie a una selezione di itinerari tra Mediterraneo e Nord Europa, i viaggiatori possono infatti programmare la propria partenza contando su un’offerta pensata per garantire semplicità e convenienza.

Il borgo delle scogliere su un mare turchese e falesie che sfidano il Mediterraneo: benvenuti a Bonifacio

Lo si scorge già da lontano, all’estremità meridionale della Corsica, quando una lunga muraglia di calcare bianco emerge sopra il blu intenso del mare. Da quella distanza sembra quasi finto, ma avvicinandosi ci si accorge che le pareti verticali sostengono davvero un borgo intero. Quello è Bonifacio, in una posizione geografica straordinaria: sta sopra un promontorio alto circa 70 metri che domina le Bocche di Bonifacio, il tratto di mare che separa la Corsica dalla Sardegna.

Nel punto più stretto le due isole distano appena 11 chilometri, una vicinanza che per secoli ha trasformato questo angolo di Mediterraneo in un passaggio strategico per commerci, flotte militari e naviganti. Spesso soprannominata la “Gibilterra corsa” per la sua imponenza e il ruolo difensivo svolto nel corso del tempo, Bonifacio custodisce una storia molto più antica della sua celebre cittadella medievale.

Le testimonianze archeologiche raccontano una presenza umana risalente a migliaia di anni fa, mentre il nucleo urbano attuale venne fondato nel IX secolo dal marchese Bonifacio di Toscana, dal quale la città prende il nome. Passeggiare tra i suoi vicoli, quindi, equivale ad attraversare quasi mille anni di storia, mentre affacciarsi dalle terrazze panoramiche vuol dire osservare uno dei paesaggi costieri più spettacolari d’Europa.

Cosa vedere a Bonifacio

Gran parte del fascino di questo pittoresco angolo di Corsica nasce dall’insieme di scorci, leggende e dettagli che narrano il carattere tenace di una comunità abituata a vivere tra assedi, venti impetuosi e un territorio tanto magnifico quanto severo.

La Cittadella e la Porta di Genova

Cuore storico della città, la Cittadella occupa la parte più elevata del promontorio calcareo. Fino alla metà del XIX secolo l’accesso principale avveniva attraverso la Porta di Genova, protetta da un ponte levatoio e concepita per controllare chiunque tentasse di entrare.

All’interno, strade strette e case addossate l’una all’altra formano un intricato tessuto urbano di origine medievale. Archi in pietra, passaggi coperti e facciate consumate dalla salsedine ricordano l’antica funzione difensiva dell’insediamento.

Bastion de l’Étendard

Il Bastion de l’Étendard è il simbolo assoluto di Bonifacio e domina il porto dall’alto delle fortificazioni. Edificato dai Genovesi nel XIII secolo, venne gravemente danneggiato durante gli scontri del XVI secolo e successivamente ricostruito.

Le sale interne, in parte scavate nella roccia, raccontano oltre 1000 anni di vicende militari. Dalle terrazze superiori si apre uno dei panorami più impressionanti dell’intera isola, con vista sul fiordo, sulle Bocche di Bonifacio e sulle scogliere circostanti. Accanto al bastione si trova il Jardin des Paysages, una terrazza naturale sporta sul mare che permette di cogliere l’eccezionale posizione geografica della città.

La Scala del Re d’Aragona

Sono ben 189 gradini irregolari che scendono lungo la falesia fino quasi al livello del mare. Secondo la tradizione vennero realizzati in una sola notte dai soldati di Alfonso V d’Aragona durante l’assedio del 1420. La ricostruzione storica appare meno romantica e attribuisce l’opera ai frati francescani, interessati a raggiungere una sorgente d’acqua dolce.

Qualunque sia la verità, l’effetto visivo resta straordinario: dall’alto la scala sembra una ferita aperta nella roccia bianca.

La Chiesa di Santa Maria Maggiore

Tra gli edifici religiosi della città, la Chiesa di Santa Maria Maggiore è la più antica. Le sue origini risalgono al XII secolo e testimoniano l’influenza pisana precedente al dominio genovese.

Particolarmente caratteristica risulta la loggia esterna, utilizzata in passato per assemblee pubbliche e incontri tra i notabili locali.

Il Cammino di Ronda

Lungo le antiche fortificazioni corre un percorso che permette di osservare da vicino bastioni, mura e sistemi difensivi sviluppati tra XIII e XIV secolo.

Da qui si comprende perfettamente l’importanza strategica di Bonifacio: le vedute sul porto naturale, sulle falesie e sul mare aperto restituiscono la percezione della forza militare che rese questa città una delle piazzeforti più ambite del Mediterraneo occidentale.

I Mulini a vento

Sull’altopiano calcareo emergono ancora le sagome degli ultimi mulini superstiti. Oggi appaiono in rovina, ma ricordano un’epoca durante la quale la produzione cerealicola risultava fondamentale per la sopravvivenza della comunità.

Il Cimitero Marino

Candide cappelle funerarie affacciate sul mare formano uno dei luoghi più suggestivi della Corsica. Tra piccole costruzioni bianche e scorci aperti sulle Bocche di Bonifacio si respira una quiete particolare.

Il porto e la Marina

Nella parte bassa si sviluppa il porto naturale, un lungo fiordo che penetra profondamente nella costa. Facciate color pastello, barche a vela, yacht e ristoranti animano la banchina. Alzando gli occhi verso la città alta si coglie una prospettiva sorprendente, con le case medievali che sembrano sorgere direttamente dalla parete calcarea.

Cosa fare a Bonifacio

Fuori dalle mura storiche, il borgo rivela una dimensione ancora più spettacolare. Mare, sentieri e isole trasformano il territorio circostante in un enorme scenario naturale.

  • Partecipare a un’escursione in barca per osservare le falesie dal mare: prospettiva che consente di apprezzare pienamente la verticalità della città.
  • Raggiungere la Grotta di Sdragonato: celebre per l’apertura nella volta rocciosa che ricorda la forma della Corsica.
  • Visitare l’arcipelago delle Lavezzi: all’interno della riserva naturale delle Bocche di Bonifacio, santuario marino caratterizzato da acque trasparenti e grandi massi granitici modellati dagli elementi.
  • Seguire il sentiero verso Capo Pertusato: tra macchia mediterranea, scogliere e panorami che si estendono fino alla Sardegna.
  • Scoprire il Faro della Madonetta: punto di riferimento storico per la navigazione nello stretto.
  • Fare snorkeling o immersioni alla Tonnara: area particolarmente apprezzata per la limpidezza dei fondali.
  • Rilassarsi sulla Spiaggia di Rondinara: celebre per la forma a conchiglia e per le tonalità turchesi dell’acqua.
  • Raggiungere lo Sperone: tratto costiero considerato tra i più spettacolari della Corsica grazie alla sabbia chiarissima e alle vedute sulle isole vicine.
  • Osservare il tramonto dalle falesie: quando la pietra calcarea assume sfumature dorate e il profilo della città si staglia contro il cielo.
Spiaggia di Rondinara, Corsica
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La straordinaria Spiaggia di Rondinara

Dove si trova e come arrivare

Bonifacio sorge nell’estremità meridionale della Corsica ed è il centro abitato più a sud della Francia. Dall’Italia il collegamento più rapido parte da Santa Teresa Gallura, nel nord della Sardegna, con una traversata marittima di circa 50 minuti.

Chi arriva dalla penisola può sbarcare a Bastia tramite i collegamenti marittimi provenienti da Genova, Livorno e altri porti del Tirreno. Da Bastia occorrono circa 180 chilometri per raggiungere Bonifacio attraversando gran parte dell’isola.

Strade panoramiche attraversano paesaggi molto diversi tra loro, dalle coste orientali alle aree interne ricoperte di macchia mediterranea. Proprio questo viaggio contribuisce a rendere speciale l’arrivo. Poi, all’improvviso, compare la città delle scogliere: bianca, poderosa e luminosa.

C’è un grande occhio blu scolpito dal mare, e si trova tra scogliere affascinanti: il Blue Hole di Gozo

Sulla costa occidentale di Gozo, l’isola più tranquilla dell’arcipelago maltese, c’è una porzione di litorale che sembra quasi finta (e no, non stiamo scherzando). Da queste parti, infatti, il mare incontra una piattaforma di calcare modellata da vento e onde e dà vita a uno degli scenari naturali più celebri del Mediterraneo. Parliamo del Blue Hole (spesso chiamato anche Blue Cave) ed è una delle attrazioni simbolo di Dwejra, tanto da figurare stabilmente tra i siti subacquei più apprezzati d’Europa.

Ma perché è così emozionante? La risposta vi lascerà senza fiato: al centro della scogliera si apre una cavità dalle forme quasi perfette, una sorta di pozzo naturale colmo d’acqua marina dalle tonalità intense che oscillano tra turchese, cobalto e blu profondo. Attorno, rocce chiare battute dagli spruzzi e grandi blocchi calcarei creano un paesaggio che sembra appartenere a un altro pianeta.

A pochi passi sorgeva la celebre Azure Window, la Finestra Azzurra, l’arco naturale crollato durante una violenta mareggiata nel marzo del 2017. Quel collasso ha modificato profondamente il paesaggio costiero, aggiungendo enormi formazioni rocciose ai fondali circostanti e contribuendo a rendere ancora più affascinante l’area osservata da subacquei e apneisti.

Origine e formazione del Blue Hole

La storia del Blue Hole inizia molto prima della presenza umana nell’arcipelago maltese. L’intera area di Dwejra è caratterizzata da spesse stratificazioni di calcare corallino, una roccia sedimentaria formatasi milioni di anni fa in antichi ambienti marini. Per secoli vento, salsedine e moto ondoso hanno agito sulla costa occidentale di Gozo con una costanza impressionante. L’erosione ha progressivamente scavato fessure, cavità e depressioni nella roccia fino a creare quella che oggi appare come una grande apertura cilindrica collegata al mare.

La struttura presenta dimensioni relativamente contenute in superficie: circa 10 metri di larghezza e 5 metri di ampiezza nel punto più stretto, mentre la profondità interna raggiunge più o meno 15 metri prima del collegamento diretto con il mare aperto. La parte superiore si trova leggermente al di sopra del livello del mare, caratteristica che accentua la sensazione di trovarsi davanti a una piscina naturale racchiusa dalla pietra.

L’elemento più spettacolare si trova però sotto il livello dell’acqua. Ad approssimativamente 6 metri di profondità, infatti, prende forma un grande arco naturale che collega la cavità all’ambiente marino esterno. Questa apertura si allunga fino a circa 15 metri e costituisce il passaggio che ha reso celebre il sito tra gli appassionati di esplorazione subacquea.

La geologia di Dwejra racconta un territorio in continua trasformazione. Il crollo della Finestra Azzurra ha aggiunto un nuovo capitolo a questa evoluzione naturale, poiché i giganteschi blocchi precipitati sul fondale hanno generato un paesaggio sommerso ancora più articolato, composto da massi monumentali, passaggi tra le rocce e pareti che ospitano numerose specie marine. Un piccolo consiglio: osservando il Blue Hole dalla scogliera si coglie perfettamente la forza degli agenti naturali che hanno modellato Gozo.

Visitare il Blue Hole: cosa vedere tra scogliere, fondali e paesaggi straordinari

Dal parcheggio di Dwejra parte un percorso scavato nella roccia calcarea che conduce verso la costa. Il terreno risulta irregolare e richiede attenzione, ma il panorama ripaga ampiamente lo sforzo. Man mano che ci si avvicina alla scogliera, il contrasto tra la pietra color miele e il blu intenso del mare diventa sempre più marcato. Poi appare la cavità, che dall’alto assomiglia a un grande occhio affacciato sull’orizzonte.

Chi visita il sito da semplice osservatore può trascorrere molto tempo lungo le rocce circostanti. La trasparenza dell’acqua permette infatti di distinguere facilmente le diverse sfumature cromatiche create dalla profondità e dalla particolare conformazione del fondale. Gran parte della notorietà del Blue Hole, però, deriva però dall’ambiente sottomarino. Per questo motivo viene spesso descritto come un vero parco giochi naturale per i subacquei.

Blue Hole, Gozo
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Fare un bagno del Blue Hole

Le profondità massime raggiungono circa 60 metri, mentre numerose specie marine risultano visibili già attorno ai 10 metri. Tra gli abitanti più frequenti figurano murene, aragoste, cernie di grandi dimensioni, stelle marine, ricci e numerosi pesci tipici del Mediterraneo. Tra le pareti trovano spazio spugne, piccoli organismi marini e colorati vermi tubicoli che rivestono parte dell’arco naturale.

Una delle sezioni più note prende il nome di Chimney. Si tratta di una stretta fenditura verticale nella roccia che conduce verso l’area chiamata Coral Gardens. Qui il fondale cambia continuamente aspetto attraverso piccoli canyon, gradoni rocciosi e piattaforme sommerse. Merita attenzione anche la grande grotta situata sul fondo della cavità principale.

La sua apertura si trova esattamente davanti all’arco naturale e offre prospettive particolarmente suggestive verso la luce proveniente dall’esterno. Molti appassionati la considerano uno dei punti più scenografici dell’intero complesso. A poca distanza sorgono altre attrazioni naturali di Dwejra. Ne è un esempio Fungus Rock, masso di pietra che emerge dall’acqua con il suo caratteristico profilo isolato, mentre l’Inland Sea rappresenta una laguna collegata al mare aperto tramite un lungo tunnel naturale scavato nella scogliera.

L’intera zona restituisce una sensazione di grandezza e potenza naturale: onde che si infrangono contro il calcare, vento proveniente dal largo e vastità dell’orizzonte contribuiscono a dar vita a un’atmosfera difficile da dimenticare.

Dove si trova e come arrivare

Il Blue Hole si trova presso Dwejra, nella parte occidentale di Gozo, un piccolo villaggio rurale (tra i meno popolati dell’isola) che conserva ancora un carattere tradizionale legato all’agricoltura e alla vita locale. Gozo dista pochi chilometri da Malta ed è raggiungibile tramite i collegamenti marittimi che attraversano il canale tra le due isole. Una volta arrivati a Gozo, la destinazione si raggiunge facilmente in automobile, taxi o autobus seguendo le indicazioni per Dwejra.

L’area dispone di un parcheggio situato vicino ai principali punti d’interesse della costa. Da qui si prosegue verso il litorale lungo un percorso roccioso che conduce al Blue Hole, all’Inland Sea e alla zona occupata in passato dalla Finestra Azzurra.

Arrivare al Blue Hole significa raggiungere uno degli angoli più spettacolari dell’arcipelago maltese. Tra geologia, storia naturale e panorami marini, questa cavità è testimone del lento lavoro degli elementi, della trasformazione continua della costa e del legame profondo che unisce Gozo al limpido mare che la circonda.

Spiaggia di Santa Giulia in Corsica, la laguna dai colori caraibici nel cuore del Mediterraneo

La spiaggia di Santa Giulia, nel sud della Corsica, è una delle meraviglie naturali più spettacolari del Mediterraneo. Questa iconica baia francese ha ottenuto un importante riconoscimento entrando nella classifica delle World’s 50 Best Beaches 2026, la prestigiosa selezione che ogni anno individua le 50 spiagge più belle del pianeta grazie al voto di esperti e professionisti del turismo internazionale.

Con la sua laguna dai colori caraibici, la lingua di sabbia bianca e finissima e un paesaggio che sembra uscito da una cartolina tropicale, Santa Giulia è uno di quei luoghi capaci di lasciare senza parole chiunque la visiti. Un angolo di Corsica dove il mare assume sfumature che vanno dal turchese al blu intenso e dove la natura conserva un fascino autentico e selvaggio.

La bellezza tropicale della spiaggia di Santa Giulia

Considerata da anni una delle spiagge più belle della Corsica, Santa Giulia continua a conquistare viaggiatori provenienti da ogni parte del mondo. Il riconoscimento ottenuto nella classifica delle 50 spiagge più belle del mondo nel 2026 conferma la straordinaria bellezza di questo tratto di costa, celebre per la sua laguna turchese e per l’atmosfera quasi esotica che la contraddistingue.

La spiaggia si sviluppa all’interno di una grande baia protetta, riparata dai venti e caratterizzata da acque poco profonde e incredibilmente trasparenti. La sabbia, bianca e morbida, si estende per 2 chilometri creando un contrasto spettacolare con il mare dalle tonalità smeraldo. Alle spalle della spiaggia si trovano pini marittimi, macchia mediterranea e rilievi granitici che contribuiscono a rendere il panorama ancora più suggestivo.

Uno degli aspetti più apprezzati di Santa Giulia, affacciata sull’arcipelago delle Isole Cerbicales, è proprio la tranquillità delle sue acque, che ricordano una piscina naturale. Questa caratteristica la rende ideale sia per chi desidera rilassarsi in riva al mare sia per le famiglie con bambini. L’accesso alla spiaggia è libero e nelle vicinanze ci sono servizi di ristorazione.

Gli amanti delle attività all’aria aperta possono inoltre praticare sport acquatici, come paddle, windsurf, kayak, vela e jet ski, in un luogo pazzesco. In loco è presente un circolo nautico che propone tantissime attività. Questo è anche il posto perfetto dove praticare snorkeling e fare immersioni approfittando della straordinaria limpidezza del fondale e della ricca vita sottomarina.

Il pontile di legno di Santa Giulia, che si protende nell’acqua turchese, è il luogo perfetto dove scattarsi una foto ricordo prima di lasciare questo incanto.

Santa Giulia, la bella spiaggia della Corsica
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Il pontile di Santa Giulia

Dove si trova e come raggiungerla

La spiaggia di Santa Giulia si trova nella Corsica meridionale, a circa 7 chilometri a sud di Porto Vecchio e a poco più di 20 chilometri da Bonifacio, due delle località più amate del sud dell’isola francese. La sua posizione privilegiata la rende una delle mete balneari più facilmente raggiungibili della regione.

Per arrivare alla spiaggia in modo rapido e semplice, basta percorrere la strada nazionale N198 che collega Porto Vecchio a Bonifacio. Lungo il tragitto ad un certo punto è presente una deviazione a sinistra per il parcheggio gratuito per Santa Giulia.

Chi arriva dall’Italia può raggiungere facilmente la Corsica in traghetto dai principali porti della Sardegna, della Toscana o della Liguria, per poi proseguire in auto verso il sud dell’isola.

La spiaggia di Santa Giulia in Corsica
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L’acqua turchese di Santa Giulia

Tra le acque azzurre della costa turca: Fethiye, città incisa nella roccia e baciata dal mito

In Turchia c’è una città con un carattere così rilassato che sembra sfuggire alle regole delle grandi destinazioni turistiche. Sì, perché siamo sulle sponde del Mediterraneo, con le montagne che scendono verso il golfo con pendii ricoperti da pini e cedri, mentre decine di insenature disegnano una costa frastagliata in grado di emozionare. Parliamo di Fethiye, la quale prende vita esattamente sopra le fondamenta di Telmessos, una delle città più floride e culturalmente rilevanti dell’antica confederazione della Licia, civiltà che prosperò nell’Anatolia sud-occidentale molti secoli prima dell’arrivo dei Romani.

Bizantini, cavalieri, sultani ottomani e mercanti hanno lasciato tracce ancora riconoscibili nel tessuto urbano. Persino il nome attuale racconta una vicenda particolare: dal 1914 la città ricorda Fethi Bey, tra i primi aviatori turchi, scomparso durante una missione aerea che suscitò grande emozione nell’allora Impero Ottomano.

Un terremoto devastante nel 1958 cancellò gran parte degli edifici storici, ma per fortuna una ricostruzione successiva ha modellato il suo aspetto contemporaneo, pur lasciando intatti alcuni dei simboli più preziosi del passato. È proprio questo contrasto a rendere Fethiye affascinante: da una parte la vita quotidiana di una moderna cittadina portuale, dall’altra monumenti che attraversano oltre 2.000 anni di storia.

Cosa vedere a Fethiye

Questa magica città della Turchia va scoperta lentamente, anche perché le sue attrazioni principali raccontano epoche differenti e permettono di comprendere il ruolo strategico che questa baia ha avuto lungo le rotte del Mediterraneo orientale. Tra mercati, necropoli monumentali e quartieri antichi, il viaggio assume una dimensione sorprendentemente autentica.

Paspatur, il cuore storico della città

Il quartiere di Paspatur rappresenta l’anima più tradizionale di Fethiye: è un intreccio di stradine acciottolate che si sviluppa tra abitazioni basse, botteghe artigiane, negozi di spezie e piccoli locali frequentati dagli abitanti del posto.

L’atmosfera cambia durante le diverse ore della giornata. Al mattino si percepisce il ritmo delle attività commerciali, mentre la sera le luci soffuse valorizzano gli edifici storici sopravvissuti alle trasformazioni del secolo scorso.

Le tombe rupestri licie e la Tomba di Aminta

Scolpite direttamente nella montagna durante il IV secolo a.C., le tombe licie costituiscono il simbolo più riconoscibile della città. La più celebre è la Tomba di Aminta, identificata da un’iscrizione ancora leggibile. La facciata riproduce l’aspetto di un tempio classico con colonne, frontone e dettagli architettonici realizzati direttamente nella roccia.

I Lici ritenevano che i personaggi più importanti meritassero sepolture collocate in posizione elevata. Per questo motivo le tombe vennero realizzate decine di metri sopra l’antico abitato. Dalla terrazza panoramica lo sguardo abbraccia il golfo, il porto e le colline circostanti.

Il Castello di Fethiye

Sulla sommità dell’altura emergono i resti della fortezza cittadina. La struttura visibile oggi deriva da interventi medievali attribuiti anche ai Cavalieri di Rodi, seguiti da successive modifiche durante il periodo ottomano.

Le mura conservate raccontano l’importanza strategica di questo tratto costiero: da qui, del resto, era possibile controllare l’intera baia e monitorare il traffico navale.

Il Museo Archeologico

Per comprendere davvero la storia del territorio vale la pena dedicare tempo al museo cittadino. Le collezioni illustrano l’evoluzione della regione dalla Licia all’età romana.

Tra i reperti più interessanti figurano stele funerarie, iscrizioni, ceramiche, statue e oggetti provenienti dagli scavi effettuati nei dintorni.

Il mercato del pesce

Il mercato del pesce è senza dubbio uno degli spazi più vivaci della città, anche perché rappresenta una tradizione profondamente radicata nella cultura locale.

I pescatori espongono il pescato del giorno su banchi circolari. Dopo l’acquisto, diversi ristoranti della zona lo preparano secondo ricette tipiche dell’Egeo e del Mediterraneo turco. Il risultato è un’esperienza gastronomica genuina che mette in contatto diretto con la vita cittadina.

Fethiye, Turchia
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Veduta della città di Fethiye

Il porto e la marina

La fortuna di Fethiye è legata al suo porto naturale, considerato tra i più belli della costa sud-occidentale turca. Isolette, promontori e insenature proteggono le acque del golfo creando condizioni ideali per la navigazione.

Lungo le banchine si alternano yacht moderni, imbarcazioni da escursione e tradizionali caicchi in legno. Questa vocazione marittima accompagna la città da secoli e continua ancora oggi a definire gran parte della sua economia.

Kayaköy, la città fantasma

A pochi chilometri dal centro appare uno dei luoghi più suggestivi dell’intera regione: Kayaköy, città fantasma che si sviluppa sulle pendici di una collina ed è composta da centinaia di abitazioni in pietra abbandonate.

Il villaggio venne svuotato nel 1923 durante lo scambio di popolazioni tra Grecia e Turchia. Da allora il tempo sembra essersi fermato. Chiese, abitazioni e stradine silenziose compongono un paesaggio carico di memoria che restituisce una prospettiva diversa sulla storia del Mediterraneo orientale.

Le spiagge più belle nei dintorni di Fethiye

La costa attorno a Fethiye alterna lunghe distese sabbiose, baie appartate e promontori ricoperti di vegetazione mediterranea. La varietà costituisce uno dei principali punti di forza della zona e permette di scegliere scenari molto diversi tra loro.

  • Ölüdeniz: è la località più famosa dell’area con la sua celebre Laguna Blu, diventata una delle immagini simbolo della Turchia grazie alle tonalità turchesi e alla forma particolare.
  • Çalış Beach: situata a breve distanza dal centro, si estende per circa 4 km. La vista sulle montagne e sulle isole del golfo regala scorci particolarmente suggestivi durante il tramonto.
  • Kıdrak Beach: è inserita all’interno di un’area naturale protetta e combina acque limpide con una cornice di pini che arriva quasi fino alla riva.
  • Kabak Beach: racchiusa tra pendii scoscesi e vegetazione mediterranea, possiede un’atmosfera più appartata rispetto alle località maggiormente frequentate.
  • Gemiler Beach: si trova di fronte all’isola di Gemiler che è conosciuta anche come Isola di San Nicola. Il contesto storico e archeologico aggiunge ulteriore fascino alla visita.
  • Karaot Beach: importante area di sosta per numerose specie migratorie.

Dove si trova e come arrivare

Fethiye occupa il settore sud-occidentale della Turchia, lungo la costa mediterranea della provincia di Muğla. La città sorge all’interno di una grande insenatura naturale circondata da rilievi montuosi e foreste di conifere. Lo scalo più vicino è l’aeroporto di Dalaman, distante circa 60 km. Il collegamento richiede poco meno di 1 ora tramite autobus, navetta privata o automobile a noleggio.

Per chi viaggia all’interno della Turchia, la stazione degli autobus garantisce collegamenti frequenti con Istanbul, Ankara, Smirne, Antalya e le principali località della riviera turca. Una volta arrivati, gli spostamenti risultano semplici grazie alla rete di dolmuş, i caratteristici minibus condivisi che collegano il centro urbano con il litorale e con le attrazioni principali della regione. Fethiye si rivela così una base eccellente per esplorare uno degli angoli più affascinanti dell’intera Costa Turchese.

Castellón de la Plana, perché è il momento giusto per visitare questo angolo di Spagna e Mediterraneo

Castellón de la Plana non è mai stata una destinazione di passaggio, anzi, è piuttosto una di quelle zone della Spagna che si scoprono quando si smette di cercare l’effetto cartolina e si inizia a viaggiare con un’idea diversa di Mediterraneo. Insomma, potremmo dire che fa parte di quell’angolo di Mediterraneo “meno social”, ancora sorprendentemente accessibile sotto vari punti di vista.

Con il nuovo volo Ryanair da Bologna, Castellón de la Plana è la destinazione da scoprire adesso e per validi motivi: spiagge con acqua turchese, cibo ottimo (come in tutto il Paese!), borghi medievali e anche eventi in programma per i prossimi mesi.

Il nuovo volo Ryanair da Bologna

L’estate 2026 segna un passaggio importante per la destinazione spagnola. Dall’1 giugno al 28 settembre Ryanair attiva un collegamento diretto tra Bologna e Castellón con due frequenze settimanali, il lunedì e il venerdì. Bologna diventa così il secondo scalo italiano collegato direttamente alla città spagnola, dopo Milano.

Benicàssim
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Vista sulla spiaggia di Benicàssim

L’aeroporto di Castellón, operativo con voli regolari dal 2015, si conferma punto strategico per esplorare la costa orientale della Spagna. In meno di un’ora si raggiungono località come Benicàssim, Oropesa del Mar, Vila-real e Peñíscola, mentre Valencia resta a circa un’ora e un quarto. Una rete di collegamenti che rende il territorio estremamente fluido da esplorare, soprattutto per chi cerca viaggi brevi ma densi. La crescita dello scalo non è casuale, infatti, per il 2026 sono previste 16 rotte regolari e circa 350.000 passeggeri stimati, segnale di una destinazione che sta consolidando la propria presenza sul mercato europeo. Il turismo qui ruota attorno a un equilibrio preciso tra mare, natura, sport e cultura, sostenuto da un clima che supera i 300 giorni di sole l’anno.

Cosa vedere e fare a Castellón

Il tratto distintivo di Castellón è la varietà. In pochi chilometri si passa infatti dalle spiagge lunghe e luminose della costa mediterranea alle aree montane dell’entroterra, dove il paesaggio cambia ritmo e densità. La provincia conta oltre 120 chilometri di costa e una rete di più di 1.500 chilometri di sentieri certificati, oltre a dieci parchi naturali. È un territorio che si presta dunque a essere vissuto in movimento, tra trekking, ciclismo ed e-bike, con un’offerta outdoor ormai ben strutturata e attiva tutto l’anno.

Peniscola, Castello
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Vista del Castello di Peñíscola

Accanto alla dimensione naturale emerge quella più esperienziale. Il beekeeping tourism, ad esempio, permette di entrare in contatto con l’apicoltura locale e con le produzioni di miele, mentre i percorsi enogastronomici e i wine weekend raccontano una cucina legata al territorio e alle sue stagionalità.

Nel paesaggio interno, Morella rappresenta uno dei punti più significativi. Il borgo medievale, arroccato e circondato da mura, conserva un’identità storica forte e una tradizione che si riflette anche nella sua offerta culturale e gastronomica. Sulla costa, Peñíscola aggiunge un’altra chiave di lettura del territorio: il suo castello affacciato sul mare, reso celebre anche come set cinematografico, domina un centro storico che sembra sospeso tra pietra e Mediterraneo, diventando una delle immagini più riconoscibili dell’intera provincia.

Morella, panorama
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Panorama sulle mura del borgo di Morella

Il calendario eventi aggiunge ulteriore energia alla destinazione. A Benicàssim, dal 16 al 18 luglio 2026, torna il FIB – Festival Internacional de Benicàssim, uno degli appuntamenti musicali più rilevanti della scena europea, che richiama artisti internazionali e pubblico giovane sul mare. Anche iniziative più recenti, come il Festival del Vento di Castellón, stanno contribuendo a ridefinire l’immagine della zona, tra sport, installazioni visive e attività outdoor.

Bandiere Verdi 2026, ecco le spiagge scelte dai pediatri per i bambini

Le Bandiere Verdi rappresentano uno dei riconoscimenti più importanti per le località balneari adatte alle famiglie con bambini. Certificate dai pediatri, le spiagge considerate ideali per i più piccoli rispondono a criteri precisi: fondali bassi e sicuri, acque cristalline, ampi spazi per giocare, presenza di bagnini, servizi dedicati e aree dove i bambini possano divertirsi in tranquillità.

Per il 2026 le Bandiere Verdi salgono a 164 complessive, di cui 153 in Italia. Il progetto, nato nel 2008, continua così a premiare le migliori destinazioni family friendly del Mediterraneo e non solo. Quest’anno sono state introdotte sei nuove località, tre italiane e tre africane, confermando la crescente attenzione verso il turismo balneare pensato per le famiglie.

La cerimonia di consegna ufficiale delle Bandiere Verdi 2026 si svolgerà nella sede del Comune di Termoli (Campobasso) sabato 11 luglio.

Il regno selvaggio delle Isole Sanguinarie, tra granito rosso, vento salmastro e fari solitari

La Corsica rivela la sua anima più cruda e magnetica quando lo sguardo si spinge verso l’estremità occidentale del Golfo di Ajaccio. In questo punto esatto, infatti, la terraferma si frantuma, lasciando spazio a 4 isolotti di roccia magmatica che emergono dalle acque del Mar Mediterraneo. Sono le selvagge Isole Sanguinarie che, pur essendo distanti appena 30 minuti di navigazione dal porto Tino Rossi, trasmettono una sensazione ruvida, lontana dalla costa elegante della città napoleonica.

Il nome, tra le altre cose, accende subito fantasia e curiosità: “Sanguinarie” richiama ferite, tempeste e racconti antichi. Per alcuni abitanti, questo deriva dai riflessi cremisi del tramonto sulle rocce di diorite. Per altri, invece, è dovuto a pescatori di corallo rientrati dall’Africa settentrionale, trattenuti in quarantena nel lazzaretto di Mezzu Mare. Qualunque spiegazione scelga il visitatore, resta una sola certezza: al calare del sole, le isole assumono davvero tonalità ardenti, quasi incandescenti.

Ma non è di certo tutto, perché l’arcipelago unisce natura feroce e memoria storica dentro pochi chilometri di costa. Vi basti pensare che Alphonse Daudet rimase così stregato da questo paesaggio che nelle sue “Lettere dal mio mulino” descrisse un territorio rossastro, severo e quasi irreale.

È bene sapere, però, che oltre lo scoglio principale le tre isole minori rimangono regni inviolabili e inaccessibili al turismo di terra; l’unico modo per ammirare i loro profili selvaggi e le antiche fortificazioni genovesi consiste nella circumnavigazione via mare, navigando a debita distanza per preservare questi preziosi santuari naturali concessi esclusivamente alla fauna e al vento.

Mezzu Mare, cuore selvatico dell’arcipelago

Mezzu Mare (o Grande Sanguinaria) rappresenta la maggiore fra queste 4 isole di Francia ed è l’unica accessibile al pubblico. Nella sua parte centrale sopravvivono allo scorrere del tempo le rovine del lazzaretto costruito nel 1806. Qui trascorrevano la quarantena i pescatori di corallo prima del rientro in Corsica. Oggi restano “soltanto” muri corrosi dalla salsedine, aperture vuote e pietre scaldate dal sole, mentre fichi selvatici e arbusti mediterranei hanno ormai invaso gran parte della struttura.

Più in alto compare il faro delle Sanguinarie con la sua base massiccia e una lanterna metallica rivolta verso il Mediterraneo occidentale. Prima del 1985 tre guardiani vivevano qui durante lunghi turni isolati dal resto della Corsica. E bastano pochi minuti accanto alla torre per intuire la durezza di quella vita, anche perché in inverno raffiche potentissime investono il promontorio senza tregua.

Lungo il versante meridionale sorge invece il semaforo marittimo, attivato nel 1865 e disarmato nel 1955, con un panorama immenso sul Golfo di Ajaccio: da lassù il mare pare veramente infinito. Nelle giornate terse appaiono nitidi sia la costa corsa sia i profili frastagliati degli altri isolotti.

L’isola di Mezzu Mare ospita, inoltre, quasi 150 specie botaniche. Fra le più rare merita una menzione il gigaro mangiamosche, pianta curiosa dall’aspetto quasi tropicale. Attorno ai sentieri si notano anche lentischi, elicrisi, ginepri bassi e frankenie rossastre. Proprio queste ultime, durante l’autunno, colorano il terreno di sfumature cremisi che alimentano il mito del nome “Sanguinarie”.

Cala d’Alga, scoglio battuto dagli uccelli marini

C’è poi Cala d’Alga che appare quasi ostile, ma allo stesso tempo definitivamente magnetica. Da queste parti numerose colonie di uccelli arrivano per nidificare, tanto che gabbiani reali dalle zampe gialle planano sopra le scogliere, mentre i marangoni col ciuffo sfiorano il pelo dell’acqua in cerca di pesce. Talvolta arriva persino il falco pellegrino, rapido e preciso fra le correnti d’aria.

Dal mare l’isola mostra venature color ruggine alternate a zone più scure di diorite. Anche qui, infatti, al tramonto la superficie rocciosa assume riflessi porpora impressionanti.

Porri, l’isola più lontana dal golfo

La parte più esterna dell’arcipelago è occupata da Porri, che fra tutte trasmette la maggiore sensazione di isolamento. L’isola è infatti caratterizzata da correnti più forti, con onde alte durante il maestrale e vegetazione rada. Persino il colore del mare cambia: blu profondo vicino agli scogli, turchese brillante nelle calette riparate.

Vecchi racconti marinari parlavano di approdi difficili e improvvisi cambiamenti atmosferici attorno a essa. Non vi sorprenderà quindi sapere che gran parte delle imbarcazioni turistiche resta a distanza prudente. Ma dalla barca non passano di certo inosservate le rocce frastagliate che precipitano direttamente nel Mediterraneo, mentre la schiuma bianca esplode contro il granito scuro.

Durante certe giornate limpide si distinguono persino i rilievi interni della Corsica alle spalle del Golfo di Ajaccio, creando un contrasto fra mare aperto e montagne che, inevitabilmente, dona un colpo d’occhio emozionante.

Isolotto dei Cormorani, regno del vento e del sale

Infine l’Isolotto dei Cormorani con le sue dimensioni ridotte, la superficie scabra e la vegetazione minima. Perché si chiami così è abbastanza intuitivo: eleganti cormorani neri restano immobili sugli scogli per lunghi minuti con ali aperte verso il sole. Il visitatore ha perciò l’opportunità di ammirare una visione antica. Attorno alle rocce, invece, l’acqua raggiunge una trasparenza sorprendente, al punto che dalla barca si distinguono facilmente fondali chiari, ricci di mare e piccoli pesci argentati.

Gran parte del fascino, però, deriva dalla posizione: pare quasi che l’isolotto custodisca l’ingresso del golfo insieme alla torre genovese della Parata. Costruita nel XVI secolo dalla Repubblica di Genova, quella struttura serviva per avvistare incursioni barbaresche lungo la costa corsa. Ancora oggi domina il paesaggio dall’alto della penisola, severa e geometrica contro il cielo.

Torre della Parata, Corsica
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La suggestiva Torre della Parata

Pure qui (ovviamente) al calar del sole accade una sorta di magia, con le rocce nere che virano verso il rosso cupo e mare e cielo che assumono riflessi metallici. Per questa ragione tantissimi abitanti di Ajaccio raggiungono la Pointe de la Parata nelle ultime ore del giorno, anche se (e va detto) nessuna fotografia restituisce davvero quella luce.

Il rientro verso Ajaccio lascia addosso una sensazione difficile da dimenticare e la “causa” è da ritrovare nel fatto che le Sanguinarie restano lì, ferme davanti alla costa corsa, selvatiche, silenziose e (soprattutto) ancora fedeli alla propria natura aspra.

Calo des Marmols, la spiaggia solitaria e incontaminata tra le scogliere di Maiorca

Lungo i suoi 550 chilometri di costa, Maiorca vanta alcune delle spiagge più belle e pulite di tutto il Mediterraneo. Il suo punto di forza, oltre all’innegabile bellezza, è l’incredibile varietà. Sull’isola, ogni tipo di vacanziere troverà sempre la spiaggia più adatta ai suoi gusti: dalle tranquille località per famiglie con acque calme e sabbia dorata, alle calas (calette) rocciose, alcune non facili da raggiungere, e proprio per questo contraddistinte da un suggestivo fascino selvaggio.

Una di queste è stata appena premiata come una delle 50 spiagge più belle d’Europa occupando la 43esima posizione: stiamo parlando di Calo des Marmols, la “cala di marmo”, una piccola e idilliaca baia sabbiosa situata sulla costa sud-orientale di Maiorca, tra Cala Santanyi e Cap de ses Salines.

Il fascino solitario e incontaminato di Calo des Marmols

Lontana da ogni segno di civiltà, dagli hotel e dai negozi di una delle isole più gettonate della Spagna, Calo des Marmols è frequentata soprattutto da chi non ha paura di avventurarsi lasciando dietro di sé ogni comodità.

Chiunque si prenda la briga di percorrere l’arduo e roccioso sentiero che conduce alla spiaggia, sarà ricompensato alla fine con una splendida cala composta da finissima sabbia bianca, immersa in uno scenario magnifico circondato da scogliere di marmo (da qui il nome) alte 20 metri, pareti a picco e l’acqua turchese più limpida e cristallina che si possa immaginare. Grazie alla trasparenza dell’acqua e ai pendii rocciosi, inoltre, la cala è perfetta anche per fare snorkeling.

Da qui si gode di un’affascinante vista panoramica sull’arcipelago dell’isola di Cabrera, al largo della costa meridionale.

Dove si trova e come raggiungerla

Tra le 50 spiagge più belle d’Europa, Calo des Marmols è situata a sud-est di Maiorca, nel comune di Santanyí, incastonata tra Cala Santanyi e il faro di Cap de ses Salines. Considerata l’ultima caletta della costa orientale, dista circa 15 minuti da Caló des Moro e 40 minuti da Porto Colom. Raggiungere questo paradiso richiede spirito d’avventura, poiché è completamente isolato da hotel e strade asfaltate. La città più vicina è Cala Llombards, dove consigliamo di fare rifornimento di tutte le cose necessarie per il trekking e per trascorrere una tranquilla giornata di mare.

L’opzione principale via terra parte dal faro di Cap de ses Salines: un trekking costiero di circa 5 chilometri (circa un’ora e mezza di cammino) lungo un sentiero roccioso e talvolta impervio. È indispensabile indossare scarpe robuste e portare almeno due litri d’acqua, data l’assenza totale di servizi e zone d’ombra. La fatica del viaggio è ampiamente ricompensata da un anfiteatro naturale di scogliere marmoree alto 20 metri.

Molti visitatori preferiscono approcciare la baia via mare, arrivando in barca a vela o a motore per ancorare nelle sue acque turchesi profonde circa 3-4 metri.

Praia i Focu, una spiaggia selvaggia e autentica nel cuore della Costa degli Dei calabrese

La Praia i Focu, incastonata lungo la spettacolare Costa degli Dei in Calabria, ha conquistato un riconoscimento di rilievo internazionale nel 2026 entrando ufficialmente nella classifica delle migliori spiagge d’Europa secondo la selezione di World’s 50 Beaches – Top 50 European Beaches. Un risultato che conferma la crescente attenzione verso questo tratto di litorale tirrenico, dove il paesaggio conserva ancora una dimensione selvaggia e profondamente autentica, sempre più rara nel panorama mediterraneo contemporaneo.

Il colpo d’occhio che accoglie chi osserva Praia i Focu dal mare è quello di una costa scolpita dalla natura, dove le scogliere si alternano a piccole insenature e l’acqua assume sfumature che oscillano tra il turchese e lo smeraldo. Si tratta, dunque, di un vero e proprio angolo di Mediterraneo che sembra essersi sottratto al tempo, preservando un equilibrio fragile tra bellezza naturale e isolamento geografico.

Praia i Focu, tra le spiagge più belle d’Europa

Situata nei pressi di Capo Vaticano, nel territorio di Ricadi in Calabria, Praia i Focu si distingue per una conformazione particolare composta da tre piccole calette separate da formazioni rocciose imponenti. La luce, soprattutto nelle ore centrali della giornata, amplifica i contrasti tra il bianco delle scogliere e la trasparenza dell’acqua, creando un effetto visivo che richiama scenari quasi tropicali, pur rimanendo profondamente radicato nel contesto calabrese.

La Costa degli Dei, d’altronde, è uno dei tratti più scenografici del Tirreno calabrese, un susseguirsi di scogliere bianche, calette nascoste e mare cristallino che collega Pizzo a Nicotera passando per Tropea e Capo Vaticano.

Praia I Focu
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Praia i Focu a Capo Vaticano

Il riconoscimento del 2026 sottolinea inoltre un trend sempre più evidente nel turismo europeo: la ricerca di luoghi meno accessibili, dove la difficoltà di raggiungimento diventa parte integrante del valore dell’esperienza. Praia i Focu incarna perfettamente questa tendenza, proponendosi come destinazione che non si concede immediatamente, ma che richiede un approccio lento, rispettoso e consapevole.

Dove si trova Praia i Focu e come raggiungerla

Praia i Focu si trova sulla costa tirrenica della Calabria, all’interno del comune di Ricadi, in prossimità di Capo Vaticano e a breve distanza da Tropea, una delle località più note della regione. Il contesto geografico è quello della cosiddetta Costa degli Dei, un tratto di litorale che si estende tra alte falesie, baie nascoste e panorami marini di forte impatto visivo.

Praia i Focu, Calabria
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Vista della caletta di Praia i Focu

L’accessibilità della spiaggia è uno degli elementi che ne definiscono l’identità. Non esistono collegamenti stradali diretti che conducano alla sabbia e questo contribuisce a preservarne l’integrità ambientale.

L’arrivo avviene prevalentemente via mare, attraverso piccole imbarcazioni o servizi di trasporto locale che partono dalle spiagge limitrofe. In alternativa, esistono percorsi a piedi che attraversano tratti rocciosi e sentieri non sempre agevoli, consigliati esclusivamente a chi ha dimestichezza con ambienti naturali non attrezzati.

Una volta raggiunta, la sensazione dominante è quella di sospensione, come se ci fosse addentrati in una dimensione altra. Il rumore del mare sostituisce ogni altro suono e la presenza umana si riduce al minimo, lasciando spazio a un rapporto diretto con il paesaggio.

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