Vue lecture

Il y a de nouveaux articles disponibles, cliquez pour rafraîchir la page.

Viaggio a Tunisi: i quartieri dove scegliere l’hotel

Tunisi è una città particolarmente affascinante per la sua storia, cultura, i contrasti di cui è ricca, per la tradizione che incontra la modernità. I suoi quartieri sono come pagine di un libro, ognuno ha la sua storia da leggere. Si passa dal centro pulsante della capitale del Paese, la Medina, Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, a quartieri residenziali più moderni e lussuosi, come La Ville Nouvelle e Mutuelleville, ma non solo.

Dove dormire per scoprire Tunisi e le sue incredibili attrazioni

Città moderna, in piena espansione, ma anche antica e ricca di storia, Tunisi non smette di stupire e offre diverse ragioni per organizzare una visita. Scegliere dove dormire è essenziale per la gestione degli spostamenti e visitare più comodamente la città. La storia dei quartieri di questa interessante capitale è un esempio di come le diverse popolazioni transitate qui abbiano intrecciato le loro culture e si siano sovrapposte le une alle altre nel corso dei secoli. La Medina, con le sue strette viuzze e le sue case tradizionali, testimonia il passato arabo-islamico della città mentre la zona de La Ville Nouvelle, ad esempio, simboleggia l’apertura al mondo ed è una bella iniezione di modernità. Vai alla scoperta della capitale tunisina, della sua ricca e variegata storia, e non dimenticare di immergerti completamente nelle sue tradizioni e abitudini. Approfitta dei momenti di pausa per bere un gustoso tè alla menta, da sorseggiare a qualsiasi ora del giorno e offerto agli ospiti come segno di benvenuto e assaggia il couscous, ricetta base della cucina tunisina che permette mille variazioni diverse.

Tunisi Medina
Fonte: iStock
La particolarità della Medina di Tunisi

La Medina: un viaggio nel passato

Cuore storico di Tunisi, la Medina è davvero ben conservata e merita una visita approfondita alle sue strade, ai souk e ai suoi luoghi di cultura. Le sue origini risalgono all’epoca dei fenici poi, sotto il dominio romano, la città si espanse e divenne un importante porto commerciale e centro amministrativo. Il patrimonio archittetonico dell’area nei secoli è stato poi arricchito dalla presenza ottomana e quella francese più recente. Qui troverai hotel di diverso livello, riad e dar tradizionali. Scegliere di dormire nella Medina ti consentirà di muoverti agevolmente a piedi e di poter camminare alla scoperta di tutti gli affascinanti angoli dell’area Patrimonio dell’UNESCO. Passeggerai tra i suggestivi souk, i mercati tradizionali, con le loro volte che lasciano filtrare una luce soffusa, nettamente in contrasto con le brulicanti attività umane. Visita i negozi di tessuti, prova i profumi o ammira i gioielli d’argento artigianali esposti, indossa i vestiti di seta ricamati e non dimenticare di contrattare il prezzo dei tuoi acquisti. Tra un mercato e l’altro, lasciati conquistare dalla tranquillità sonnecchiosa dei vicoli vicini dai muri bianchi che restituiscono tutta la luce da cui vengono colpiti nelle lunghe e calde giornate di sole che caratterizzano Tunisi. Alla Medina avrai l’occasione di visitare diversi antichi edifici la cui funzione è cambiata nel tempo e oggi sono stati trasformati in musei, ristoranti o luoghi di cultura. Uno di quelli assolutamente da non perdere a Tunisi è il Museo del Bardo, il più importante al mondo per la collezione di mosaici che custodisce oltre ad un’eccezionale raccolta di reperti che raccontano la storia della Tunisia, dall’antica Cartagine all’epoca ottomana, per un incredibile viaggio nel tempo.

La Medina di Tunisi è tutt’oggi un luogo intriso di leggende e misteri che si intrecciano con la realtà. Ad esempio, si narra che la costruzione della Moschea al-Zaytuna sia stata ispirata dal sogno di un pastore che vide una luce brillante dove oggi sorge il luogo di culto, riferimento religioso e culturale per tutta la Tunisia. Le porte stesse della Medina hanno una storia ognuna, come quella del mare, punto d’accesso principale alla città per i mercanti e i viaggiatori in arrivo dalla costa. A proposito di mercanti: quelli che oggi sono i molti boutique hotel del centro di Tunisi, una volta erano dei foundouk, i depositi dove venivano stipate le merci. Secondo la leggenda, all’interno di questi spazi si nasconderebbero ancora diversi tesori, tra cui quelli dei pirati barbareschi che per secoli hanno terrorizzato i naviganti del Mediterraneo con i loro attacchi. Tunisi era la loro base principale e potrebbe non essere solo frutto di storie fantastiche immaginare che i risultati della loro caccia siano ancora nascosti alla Medina.

Tunisi souk
Fonte: iStock
A Tunisi puoi divertirti a contrattare il prezzo degli articoli nei souk

La Ville Nouvelle

Questo moderno quartiere, fuori dalla Medina, vanta edifici in stile Art Nouveau e Art Dèco, boutique alla moda in ampie strade sullo stile dei boulevard francesi e una vivace vita notturna. La Ville Nouvelle è la zona ideale per chi cerca un po’ di mondanità, bei ristoranti e la comodità di hotel di alto livello.

La Goulette

Se hai voglia di divertirti, la zona in cui scegliere l’hotel è questa. Il quartiere portuale di Tunisi è diventato molto trendy e alla moda, famoso per i numerosi ristoranti di pesce che si rifanno alle tradizioni culinare locali, italiane e maltesi.

La costa di Tunisi
Fonte: iStock
La costa mediterranea di Tunisi

Mutuelleville

Elegante quartiere residenziale dove potrai osservare le magnifiche ville coloniali con i loro giardini, e le sedi delle varie ambasciate. Si tratta di una zona molto tranquilla e adatta a chi visita Tunisi con i bambini, perchè gli hotel qui offrono davvero molte comodità. Certo, per arrivare per esempio alla Medina, bisogna considerare gli spostamenti, per lo più in taxi o tram.

Les Berges du Lac

Zona moderna e cosmopolita, è perfetta per chi cerca le comodità, centri commerciali fornitissimi e desidera dedicarsi a diverse attivà. Si trova infatti sulle rive del lago di Tunisi, in realtà una laguna dall’acqua poco profonda, fondamentale per lo sviluppo della città. Questo lago, tra il centro urbano e la costa del Mediterraneo, è di grande interesse naturalistico e habitat di molte specie animali, in particolare uccelli e pesci.

La Marsa

Se la tua visita a Tunisi prevede di trascorrere qualche giorno al mare, l’ideale è scegliere un hotel nella elegante e lussuosa località balneare di La Marsa, a poca distanza dal centro della capitale. Qui potrai prendere una bella abbronzatura in spiaggia e goderti l’ora dell’aperitivo nei locali del porto turistico.

Scopri cosa vedere alla Medina, il cuore di Dakar

Un quartiere vivace, autentico, popolare. Con un affollato mercato e strade ricche di vita e di umanità. Stiamo parlando di Medina, il cuore pulsante di Dakar e della vita senegalese. Il suo richiamo è irresistibile per ogni viaggiatore ed entrarvi, è come accedere ad un mondo diverso, pieno di storie e di soprese. Visitare l’antico quartiere, costruito per la popolazione locale all’epoca delle colonie dai dominatori francesi, ti porterà a camminare tra case di ogni genere, tra i colori di un labirinto di strade strette decorate da innumerevoli murales, tra gli odori e un vociare continuo di sottofondo, come un canto che accompagna le giornate degli abitanti.

Cosa vedere alla Medina, Dakar

Caotica, colorata, cosmopolita e coloniale, Dakar si estende lungo la parte meridionale della penisola di Cap-Vert sull’Oceano Atlantico ed è la più europea delle città africane, con oltre due milioni di abitanti. È un luogo molto piacevole da vivere e da visitare. Ogni quartiere ha il suo fascino e la sua atmosfera, in particolare Medina. Indossa scarpe comode e cammina lentamente per vivere al meglio la tua esperienza nell’antico quartiere di Dakar, tra le sue strade perpendicolari che dividono gli isolati e le case, le cui stanze affacciano su grandi cortili dominati da un albero al centro di essi, in genere un baobab. È porprio questo quartiere il luogo di nascita del musicista e politico senegalese Youssou N’Dour, celebre da noi in particolare per il singolo del 1994 7 Seconds, in cui duettava con Neneh Cherry. Sempre a Dakar, ma quasi trent’anni dopo quel disco dal successo planetario, a è stato girato l’intenso film di Matteo Garrone Io Capitano.

Vivi l’esperienza dello shopping al Marché Sandaga

Comincia la tua visita della Medina dal Marché Sandaga, il più grande di Dakar: è il luogo ideale dove acquistare, dopo aver abilmente contrattato sui prezzi iniziali proposti dai mercanti, souvenir, spezie, e altri prodotti locali. Assicurati di avere con te un po’ di denaro in contante perchè generalmente nei mercati i venditori non accettano carte di credito, vestiti in modo rispettoso della cultura locale e fai attenzione ai tuoi oggetti personali perchè, come in tutti i luoghi molto affollati, non mancano i borseggiatori.

Mercato Sandaga Dakar
Fonte: iStock
Una venditrice di gioielli al mercato Sandaga della Medina, Dakar

Il mercato è diviso in diverse sezioni, nelle quali potrai trovare tessuti, souvenir, spezie, prodotti freschi e banchi di street food per una pausa veloce. Nella zona riservata ai venditori di tessuti troverai vestiti tradizionali, batik e stoffe colorate, perfette per confezionare abiti su misura. In quella dedicata ai souvenir, potrai acquistare oggetti in legno intagliati, le caratteristiche maschere africane, ceramiche e gioielli rappresentativi della cultura e dell’artigianato senegale. Riconoscerai la zona delle spezie dal pizzicorio che sentirai al naso mentre ti avvicini: ceste di pepe, cumino, coriandolo, curry e le altre spezie esotiche esposte fanno la gioia di chi ama esplorare nuovi gusti in cucina. Se vorrai cucinarti qualcosa, potrai approfittare poi proprio dell’area dedicata ai prodotti freschi, dove troverai carne, pesce, frutta e verdura di stagione, locale, a prezzi molto ragionevoli. E se dovessi aver fame all’improvviso? Fermati nella zona dedicata al cibo di strada e assaggia alcune delle ricette tipiche senegalesi. Quella locale è una cucina semplice in cui l’ingrediente base è il pesce cucinato in vari modi e consumato da solo o accompagnato da riso e verdure. Tra i piatti da provare, anche in strada, ci sono la Thieboudienne (riso con pesce e verdure), il pesce Yassa (riso bianco con pesce al limone), il pesce Saint-Louisienne, ripieno di erbe, e il Thiou, contenente gamberi. Il Marché Sandaga non è solo un mercato, ma molto di più. Costruito nel 1936, è stato ampliato in seguito, nel corso degli anni, in diverse occasioni e fornisce lavoro a migliaia di persone. È il vero centro della vita di Dakar, caotico senza dubbio ma anche divertente, dove potrai immergerti nella quotidianità dei suoi cittadini e conoscere la cultura locale. Spesso al mercato, o nelle sue immediate vicinanze, si tengono esibizioni di musica e danza tradizionali alle quali ti consiglio di assistere. Un altro mercato dove puntare a fare buoni affari e da non perdere alla Medina è il Marché Tilène, l’allegro e vivacissimo mercato delle pulci, colorato e ricco di mille profumi. Girando tra i suoi infiniti banchi potrai trovare prodotti freschi, spezie, prodotti di bellezza, utensili da cucina e vestiti. Mercato tipico e poco turistico, il Marché Tilène è conosciuto soprattutto per gli accessori per ufficio di seconda mano, libri, riviste e giornali a prezzi ridotti.

Scopri la Grande Moschea di Dakar

Medina ospita anche la Grande Moschea di Dakar, dalle dimensioni a dir poco impressionanti  – pensa che può ospitare fino a 10.000 persone – e famosa per il suo simbolico minareto di 60 mt., uno dei più alti dell’Africa occidentale, punto di riferimento dell’architettura islamica senegalese. L’edificio, che si distingue per caratteristici minareti a punteggiare il paesaggio urbano della capitale, i mosaici e le cupole decorate, è stato inaugurato nel 1964 da Re Hassan II del Marocco e dal Presidente senegalese Léopold Sédar Senghor, donato dal primo Paese al secondo, come simbolo di amicizia e cooperazione tra i due e in effetti, combina elementi di architettura islamica marocchina e senegalese.

Grande Moschea Dakar
Fonte: iStock
Il simbolo di Dakar, la Grande Moschea

Simbolo di fede e luogo di cultura, la Grande Moschea è situata su Allée Pape Gueye Fall, facilmente raggiungibile a piedi, ed è uno dei luoghi simbolo del Senegal. L’edificio principale, in calcestruzzo e mattoni rossi, è sormontato da un’enorme cupola verde che non passa inosservata. L’interno della moschea è ugualmente spettacolare, con le sue ampie sale decorate da piastrelle e vetrate colorate, i mosaici e il suo cortile con fontane e giardini. Accoglie le preghiere quotidiane dei fedeli e le celebrazioni religiose ma è anche un importante centro culturale. Al suo interno infatti ospita una biblioteca, una scuola coranica e una sala conferenze. La Grande Moschea di Dakar rappresenta certamente una delle attrazioni turistiche più popolari e visitate della città: tutti sono invitati ad entrarvi e ad ammirarla nel suo massimo splendore. L’ingresso è gratuito e la moschea è aperta tutti i giorni dalle 8:00 alle 18:00 ma il venerdì, dalle 13:00 alle 14:00, l’ingresso è riservato solo ai fedeli. Prima di entrare vanno tolte le scarpe e per le donne c’è l’obbligo di coprire le spalle e le ginocchia. Potrai scattare delle foto all’esterno mentre è vietato farlo all’interno durante le ore di preghiera. Per visitarla al meglio, ti consiglio di affidarti ad un tour con una guida locale.

Di notte, infine, a Medina puoi sperimentare il ritmo della scena musicale di Dakar. Le strade si animano con musica, danze e un’energia coinvolgente, che spazia dai tamburi tradizionali all’afrobeat contemporaneo. Ogni passo a Dakar è una danza e ogni angolo racconta storie di resilienza e ingegno. Dakar offre un viaggio affascinante attraverso l’essenza del Senegal, sia che si visitino i mercati, sia che si ripercorrano le orme della storia, sia che ci si immerga nelle manifestazioni culturali.

Chefchaouen, visita alla città blu del Marocco (e vi sveliamo un segreto)

Chefchaouen è la cartolina dal Marocco per eccellenza, riconosciuta a livello mondiale. La sua Medina tutta blu, Patrimonio UNESCO, è così tanto suggestiva da emozionare. Sono le sfumature sulle case, delle strade, il blu delle cassette delle lettere o dei portoni che rende tutto magico. Per questo, se si passa da Tangeri e dal Nord del Marocco, la visita alla città blu è tappa obbligata.

Perdersi tra le case color indaco

Il fermento della zona nuova si infittisce man mano che ci si avvicina alla città vecchia. Erano sette le porte di accesso alla Medina, oggi ne sono rimaste quattro, e da subito l’atmosfera del Souk avvolge e muove i visitatori.

A passeggio nella Medina di Chefchaouen

Anche qui, come per tutte le Medine marocchine, il consiglio è quello di perdersi e girare. Camminare senza meta (medinare dicono i locali) è il modo migliore per scoprire angoli e dettagli inaspettati: a Chefchaouen ancora di più. I vicoli stretti ospitano case antiche, Riad ristrutturati, ma anche le attività artigianali di sempre, per la lavorazione del cuoio, di sartoria o di botteghe alimentari e forni. Non esiste un ordine o un percorso predefinito per visitare il centro antico, ma quasi sempre si entra e parte da una delle porte della zona bassa, nei pressi di piazza Mohammed V, e si sale verso la montagna, fino a raggiungere la piazza principale. Da qui si può proseguire e salire ancora per i punti più panoramici.

Chefchaouen, la città blu del Marocco
Fonte: AS
La Medina blu di Chefchaouen

Le strade e la prima casa blu di Chefchaouen

Due curiosità per il giro in Medina: nel cuore della cittadina troverete Callejon El Asri, che pare essere una delle prime vie blu di Chefchaouen. È uno dei punti più fotografati del centro storico, e lo riconoscerete anche dalla fila per un selfie. Visto il successo social e turistico di queste prime vie, man mano tutti i residenti si sono organizzati per dipingere le proprie case e strade di blu; ma un po’ emoziona sapere che si è partiti proprio da questo angolo. Già, anche le strade! Si dice che in origine il pavimento fosse blu per utilità più che per decorazione: il colore azzurro della pavimentazione serviva a segnalare che la via era chiusa e non portava da nessuna parte. Adesso, ovviamente, il colore è puramente di abbellimento e decorativo e non ha nessun significato, ma buttate un occhio anche a terra per curiosità.

Medina di Chefchaouen
Fonte: AS
A passeggio nella Medina di Chefchaouen

La piazza principale di Chefchaouen

Le stradine strette e fitte improvvisamente si aprono nella piazza principale, Outa El Hamman, grandissima e molto ariosa, con gli alberi che danno una piacevole ombra. Questo è il luogo di ritrovo e per una meritata sosta, visto che lungo tutto il perimetro si possono trovare bar e ristoranti, alcuni con bellissime terrazze. La piazza è pavimentata e con una grande fontana in centro. Meno blu delle stradine della Medina, ma altrettanto dinamica e movimentata.

la città blu del Marocco
Fonte: AS
La prima strada blu della Medina di Chefchaouen

La Kasbah e la Grande moschea

Sulla piazza si affacciano la maestosa Kasbah e la moschea principale, entrambe datate 1471. La Kasbah AlKazaba  (l’antica fortezza) con le mura che circondano la Medina è stata costruita a difesa della città, e oggi ospita il museo etnografico con strumenti musicali tipici, ceramiche, sculture, ricami e armi; un giardino, diversi patii e i vecchi appartamenti. Dalla cima la vista panoramica è spettacolare.  Al lato della Kasbah, la Grande Moschea è la principale della città blu, e una delle più antiche del Marocco. L’ingresso è vietato ai non musulmano, ma dalla piazza è possibile ammirare il minareto a pianta ottagonale e percepire il fermento al richiamo alla preghiera (5 volte al giorno).

Chefchaouen, la piazza grande
Fonte: AS
La piazza principale di Chefchaouen, Outa El Hamman

Piazza di Al Kharazin

Andando verso la parte alta, si incontra anche la piazzetta di Al Kharazin, meno grande e caotica della piazza principale, ma davvero piacevole. Il bar con dehor sulla piazza permette di godere a pieno della vista bianca e blu e di una pace quasi rara in Medina. In una delle vie che partono dalla piazza, si trova lo storico forno El-Haouta con un banco di prodotti caldi e profumatissimi appena sfornati.

Il segreto di Chefchaouen, la città blu

Ma c’è brusio in città, un detto non detto, e si discute sull’origine del colore che recentemente ha reso così celebre questa cittadina sdraiata sulla montagna del Rif, che prima dell’arrivo del turismo internazionale viveva esclusivamente di agricoltura e artigianato.

Medina di Chefchaouen
Fonte: AS
Piazzetta di Al Kharazin, Chefchaouen

In origine era il bianco

Mohammed è una guida turistica, “la migliore della città”, dice chi lo conosce. Ha 25 anni, è nato e cresciuto in una delle case blu di Chefchaouen e ricorda ancora con malinconia la sua infanzia tra queste stradine. Il suo inglese è impeccabile e per la tesi universitaria ha deciso di provare a studiare la storia della sua città e del colore blu. Così, con grande orgoglio, vuole svelare i risultati delle sue ricerche. “Sono tantissime le teorie sul colore delle case e delle strade, che hanno reso Chefchaouen famosa nel mondo. La cosa certa è che in origine le case fossero color mattone, poi bianche, e che solo nel 2001 il centro si è tinto di blu”.

Perché Chefchaouen è blu?

Non esiste una risposta certa a questa domanda e la stessa popolazione locale è spaccata a metà. Qualcuno dice che il blu sia stato introdotto dagli ebrei quando si sono insediati qui durante la Seconda Guerra Mondiale, e proprio loro per ricordare il colore della loro bandiera iniziarono a dipingere porte e finestre. Quindi, nel tempo più recente, i residenti hanno ripreso questo colore dal passato. Altri invece sostengono che l’idea sia locale e non importata. La motivazione di tanto blu? C’è chi sostiene che sia stato fatto per allontanare le zanzare; chi dice che le case bianche erano troppo accecanti con il sole e difficili da tenere pulite; altri pensano sia in omaggio alla vicina cascata di Ras el-Maa.

Chefchaouen, cosa vedere
Fonte: AS
Chefchaouen, tra il blu e il bianco

#chefchaouen

Eppure qualcosa non convince del tutto la giovane guida. “È un mix di cose”, dice. “Probabilmente il colore è stato ripreso dal passato da qualche residente e poi, visto il successo mediatico, i vicini hanno iniziato a copiare, creando quasi una competizione di chi ha la casa più blu”. Una teoria che pare confermata, visto che solo su Instagram le foto col tag #chefchaouen hanno superato 1 milione di post.

Chefchaouen, visitare la Medina
Fonte: AS
Tutti i colori di Chefchaouen, dal marrone al blu

La pianta del colore indaco

Per le strade della Medina si trova la polvere di Indaco in vendita, sfusa. Si usa per gli impacchi per la pelle ed è un’ottima idea regalo per chi viene in visita a Chefchaouen. Questa polvere era, almeno in origine, il colorante naturale utilizzato anche per le case. La polvere deriva dalla fermentazione e essiccazione delle foglie della pianta di Indaco, abbastanza comune in Africa. Questo colorante naturale può dare le diverse sfumature di azzurro che si trovano tra le vie, a seconda della modalità di colorazione, dell’esposizione al sole, della presenza di intonaco bianco sotto. In ogni caso, ammette qualcuno, oggi non è escluso che parte dell’intonaco blu sia di natura industriale e più chimico.

Polvere di Indaco
Fonte: AS
Polvere di Indaco

Chefchaouen: turismo, agricoltura e artigianato

Chefchaouen oggi vive principalmente di turismo, ma le attività dell’agricoltura e dell’artigianato sono ancora molto forti. Fichi e datteri si comprano quasi ovunque sfusi, insieme alle olive; mentre una buona parte del Souk è dedicato alla sartoria di abiti tradizionali e da cerimonia e alla lavorazione del cuoio, da cui nascono borse, scarpe e altri accessori lavorati a mano. Nei negozi non farete fatica a trovare i tradizionali piatti per il Tajine, lampade e specchi per ricreare a casa l’atmosfera di questo angolo d’Africa.

I prodotti tipici di Chefchaouen
Fonte: AS
I prodotti tipici di Chefchaouen vengono venduti sfusi

Cosa vedere fuori Chefchaouen

La città blu si trova tra le montagne del Rif, nella natura più incontaminata. Da qui partono diversi percorsi per una passeggiata o per il trekking e la mountain bike. Per i meno allenati, può essere piacevole camminare fino alle vasche per lavare poco fuori il centro storico, risalendo la montagna, dove facilmente troverete donne e bambini. Sempre camminando verso la montagna, si raggiunge la Moschea Spagnola, per una vista spettacolare sulla città blu all’ora del tramonto. Le Cascades d’Akchour con le piscine naturali sono un’esperienza imperdibile in estate; mentre il Talassemtane National Park è un parco immenso, casa di tantissime specie animali. Chi non ama camminare, tra la città vecchia e quella nuova, il cimitero dalle tonalità del blu è insolito e decisamente autentico.

Info pratiche

Come arrivare a Chefchaouen

Chefchaouen non ha la stazione del treno, quindi ci si arriva in automobile o in bus, da Tangeri o da Tétouan. La strada è di montagna, ma in buone condizioni. Di solito il punto di arrivo è la bella piazza Mohammed V, poco fuori dalle fortificazioni e da cui si intravedono le casette blu arrampicate sulla montagna. La Medina si visita passeggiando; e conviene contrattare con un taxi o un collettivo per le escursioni fuori porta. Un consiglio? Scarpe comode; zaino al posto del trolley per chi dorme nel centro antico e bambini in marsupio.

Chefchaouen, dove mangiare
Fonte: AS
Uno dei tanti dehor nella Medina di Chefchaouen

Quando andare a Chefchaouen

La zona di montagna è più fresca rispetto alla costa, ma fa comunque molto caldo quindi conviene evitare la stagione estiva. Durante il Ramadan molte attività sono chiuse e le escursioni ferme; la popolazione locale è in preghiera o riposa, quindi meglio evitare (attenzione perché le date cambiano in base al calendario lunare). A giugno c’è il Festival International Des films D’environnement de Chefchaouen; e ogni anno in primavera, durante il mese che precede il Ramadan, viene celebrato il Laouacher, una festa che richiama moltissimi turisti dalla Spagna, durante la quale vengono utilizzate quindici tonnellate di pittura bianca e blu per ravvivare il colore della Medina.

Chefchaouen, dove dormire
Fonte: AS
Uno dei Riad dove dormire nella Medina di Chefchaouen

Dove dormire e mangiare a Chefchaouen

Non c’è dubbio: dormire nella Medina in un Riad rigorosamente blu non ha prezzo. Sono tantissime le strutture che accolgono i turisti, per la notte e per i pasti. Imbarazzo della scelta anche per mangiare, nella piazza centrale o nei vicoli. Nella città nuova, lungo Bd Hassan 2, ci sono diversi bar e locali. Per chi preferisce un po’ di relax e pace, nel verde della montagna esistono ristoranti più defilati. I piatti tipici? Tajine di carne, pollo e verdure (buonissimo quello al pollo e limone); la Harira è la zuppa tipica del periodo del Ramadan, a base di ceci e pasta fine, speziata e sostanziosa per riprendere forza; il venerdì Cous Cous. Fateci attenzione: l’acqua in bottiglia è quasi sempre a Km 0, da una fonte di Chefchaouen.

Medina, in Arabia Saudita, apre ai turisti: cosa vedere

Un tempo i fedeli si recavano in Arabia Saudita, culla dell’Islam, unicamente per compiere il pellegrinaggio verso le due principali città sante, La Mecca e Medina. Ma se fino al 2021 l’ingresso era riservato solo a chi professava la fede islamica, oggi una di queste, Medina, è diventata accessibile anche ai turisti, benché ancora in pochi abbiano avuto il privilegio di vivere la sua spiritualità di persona.

La “Città Illuminata” offre un’esperienza davvero unica nel suo genere, che fonde la ricchezza della tradizione islamica con l’ospitalità e la bellezza sorprendente dei suoi luoghi. Una tappa fondamentale da inserire nel vostro itinerario, considerando anche che è situata in posizione strategica per visitare l’intera regione.

Cosa vedere in un giorno a Medina: moschee e siti storici

Una visita a Medina è un invito aperto a coloro che desiderano approfondire la comprensione della cultura islamica e arricchire il proprio viaggio in Arabia Saudita con un tocco di spiritualità. Lasciarsi trasportare dalla bellezza della “Città Illuminata” è un’esperienza unica ancora vissuta da pochi turisti internazionali.

Di certo, una volta giunti qui, non si può non far visita ai principali monumenti islamici che custodiscono l’intera storia di una cultura. Tra questi, le sette moschee che si trovano nel sito della Battaglia di Al-Khandaq (la Trincea), a ovest del Monte Sela. In realtà, si tratta di sei moschee, ma ne vengono menzionate “sette” perché è inclusa anche la Moschea di Al-Qiblatayn. Eccole elencate in ordine da nord a sud, secondo la loro posizione:

  • Moschea Al-Fateh
  • Moschea Salman Al-Farisi
  • Moschea Abu Bakr Al-Siddiq
  • Moschea Umar ibn Al-Khattab
  • Moschea Ali ibn abi Talib
  • Moschea Fatima

Sappiate, però, che le moschee sono visitabili unicamente all’esterno, per permettere ai fedeli di professare le preghiere e i rituali, rispettando la loro fede.

La Moschea del Profeta, uno dei siti più sacri dell’Islam, è senza dubbio una delle motivazioni per visitare la città di Medina. Per i non musulmani, si può arrivare fino al cancello di ingresso – oltre il quale inizia lo spazio sacro (haram) non valicabile – e rimanere a osservare il lento passaggio dei fedeli nella sua ampia piazza, dove grandi ombrelli meccanici vengono aperti per proteggere dall’eccessivo sole o dalle intemperie. Qui è custodita la tomba del Profeta, il luogo è riconoscibile grazie alla cupola verde, colore ufficiale dell’Islam, che svetta nel cielo di Medina.

Proseguite il vostro tour visitando la Masjid Al-Qiblatayn, nota anche come la Moschea delle due Qibla. È famosa perché durante il periodo della vita del Profeta, la direzione della preghiera (qibla) fu cambiata da Gerusalemme a La Mecca. Successivamente, dirigetevi verso la Masjid Quba, la prima moschea costruita nell’Islam.

Nei pressi di Medina, non perdetevi poi una visita a un altro luogo emblematico, la Moschea Sayyed Al-Shuhada, considerata dai musulmani un sito importante della storia islamica, poiché dove ora sorge si è svolta la famosa battaglia di Uhud. L’edificio sacro è stato completato nel 2017 e presenta uno stile architettonico unico.

Cosa mangiare a Medina: cibo e tradizioni culinarie

A Medina, la scena gastronomica offre una vasta gamma di delizie per soddisfare ogni palato. Per iniziare la giornata con energia, i numerosi bar offrono per la colazione opzioni sia per i tradizionalisti che per gli audaci. Tra le scelte classiche si trovano falafel appena fritti, hummus cremoso e pane appena sfornato, mentre per coloro che cercano qualcosa di diverso, le opzioni gourmet comprendono fluffy pancake con miele e frutta fresca o uova strapazzate con formaggio locale e spezie esotiche.

Tanti i ristoranti che propongono piatti tipici della cucina mediorientale, come il kebab di agnello marinato con spezie aromatiche e servito con riso pilaf o il couscous con verdure fresche e pollo alla griglia. Imperdibili anche i dolci tradizionali preparati con maestria, come baklava, kunafa e basbousa. Alcuni locali offrono anche una selezione di tipica pasticceria fresca araba, ideale per accompagnare una chiacchierata con amici o per godersi un momento di tranquillità da soli.

Dove dormire a Medina

A Medina, ci sono diverse opzioni di alloggio adatte ai visitatori occidentali, che offrono comfort, lusso e convenienza per un soggiorno indimenticabile nella città santa. Gli hotel che affacciano sulla Moschea del Profeta sono riservati ai fedeli di religione musulmana per permettere loro di compiere agilmente e comodamente il proprio pellegrinaggio rituale.

I visitatori che desiderano soggiornare in alberghi di fascia alta, possono optare per il Crowne Plaza Hotel, e raggiungere a piedi la Moschea del Profeta, che dista 400 metri, o presso il Marriott Hotel, nel cuore della città. Una soluzione dal budget più contenuto è il Ghalia Uhud Hotel, sempre molto vicino alla Moschea del Profeta, da cui dista 3,6 km, circondato da alcuni ristoranti. In alternativa, si può scegliere una sistemazione locale, per avere l’opportunità di vivere una ricca esperienza di condivisione e conoscere più da vicino la cultura degli abitanti del posto, il loro modo di vivere e l’autenticità dei loro costumi.

Visitare la ‘Città Illuminata’ durante il Ramadan

Il Ramadan, il nono mese del calendario islamico, è un periodo sacro per i musulmani di tutto il mondo, di riflessione spirituale, rafforzamento della fede e solidarietà tra i membri della comunità. Durante questo mese, i credenti praticanti osservano il digiuno dall’alba al tramonto, astenendosi dal cibo, dalle bevande, dal fumo e da altri piaceri fisici, come un atto di devozione e auto-purificazione. Nei Paesi arabi, è considerato un momento di grande importanza culturale e religiosa, caratterizzato da una serie di tradizioni e pratiche che riflettono i valori dell’Islam e la ricchezza della sua eredità.

Durante il mese del Ramadan, le città e le comunità si trasformano, con le moschee che accolgono i fedeli per le preghiere quotidiane e i suq che si animano di attività e vendite speciali in vista delle festività. I musulmani si concentrano sull’incremento delle loro pratiche spirituali, dedicando più tempo alla lettura del Corano, alla preghiera e alla carità, mentre le moschee si preparano ad accogliere un alto numero di fedeli. Le famiglie si riuniscono per condividere pasti speciali prima dell’alba (Suhur) e dopo il tramonto (Iftar), rompendo il digiuno sempre prima con un dattero, a cui segue un pasto abbondante e nutriente consumato in compagnia.

Le autorità nei Paesi arabi adottano misure speciali, come orari di lavoro ridotti e regole sulla vendita e sul consumo di cibo e bevande in pubblico durante le ore di digiuno. Si tratta di misure volte a facilitare l’osservanza del digiuno e a promuovere uno spirito di solidarietà e rispetto tra i membri della comunità. Il pellegrinaggio, o Hajj, è uno dei pilastri fondamentali dell’Islam, da compiere obbligatoriamente almeno una volta nella vita, qualora il fedele abbia le capacità fisiche ed economiche necessarie per affrontare il viaggio, che rappresenta un momento di riflessione e purificazione dell’anima.

È anche una testimonianza tangibile dell’unità della ummah, la comunità islamica globale, riunita nella ricerca della presenza divina. Un’esperienza sacra che porta milioni di fedeli da tutto il mondo a compiere un viaggio spirituale verso le città sante della fede islamica, La Mecca e Medina.

Come arrivare a Medina: informazioni di viaggio

Medina è accessibile comodamente via terra con treni ad alta velocità dalla vicina Jeddah, città collegata all’Italia con voli giornalieri diretti. Da Riyadh, partono voli diretti con compagnie locali e di bandiera.

È importante ricordare che, ad oggi, per accedere all’Arabia Saudita dall’Italia serve un visto, che si può richiedere direttamente online con anticipo, oppure una volta arrivati a destinazione in aeroporto. Per gli spostamenti più brevi è inoltre previsto lo stop-over visa, un visto di transito o scalo che consente alle persone che attraversano l’Arabia Saudita di entrare nel Paese per una serie di motivi, tra cui quelli turistici, e che può essere richiesto sul sito della compagnia di bandiera Saudia Airlines.

❌