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Influenza, al via campagna vaccinale 2025/2026 in Lombardia

Ha preso il via mercoledì 1 ottobre, in Lombardia, la campagna vaccinale antinfluenzale 2025/2026, gratuita, con l’obiettivo di superare i risultati record della stagione precedente e di tutelare al meglio la salute dei cittadini.

Nella campagna 2024/2025 sono state somministrate 2.086.885 dosi, il numero più alto mai registrato in regione, con un incremento di 190.408 rispetto alla stagione precedente.

Lombardia, già programmato approvvigionamento 2,7 milioni dosi vaccini influenza

In foto l’ingresso di una farmacia dove adesso, grazie a Regione Lombardia, si potranno vaccini per influenza

Per quest’anno Regione Lombardia ha programmato l’approvvigionamento di oltre 2,7 milioni di dosi di vaccini per l’influenza, distribuite tra Medici di Medicina Generale (MMG), Pediatri di Libera Scelta (PLS), farmacie, RSA e centri vaccinali delle ASST.

In questa fase saranno vaccinate le categorie a rischio per età, patologia o professione. Le ASST vaccineranno operatori sanitari, pazienti e donne in gravidanza. I MMG e PLS possono già prenotare e ritirare le dosi per iniziare le somministrazioni ai propri assistiti.

Vaccini influenza in Lombardia estesi a tutti da 13 ottobre

Dal 13 ottobre l’offerta verrà estesa a tutta la popolazione e la vaccinazione potrà avvenire anche nelle farmacie (per gli over 18). Dal 20 ottobre, infine, anche i centri vaccinali delle ASST attiveranno l’offerta per tutti: adulti, bambini e ragazzi dai 6 mesi ai 17 anni. Per i più piccoli sarà disponibile, come di consueto, il vaccino spray nasale.

Raccomandata a diverse categorie

La vaccinazione è raccomandata in via prioritaria a diverse categorie, tra cui over 60, donne in gravidanza o nel postpartum, bambini e ragazzi dai 6 mesi ai 17 anni, persone tra i 18 e i 59 anni con patologie a rischio di complicanze, lungodegenti, familiari di soggetti fragili, personale sanitario, forze dell’ordine, vigili del fuoco, protezione civile, addetti ai servizi essenziali e al contatto con animali, oltre ai donatori di sangue. Dal 13 ottobre sarà comunque gratuita e disponibile per tutti i cittadini.

Immunizzazione anti-RSV (virus sinciziale)

Contestualmente, parte anche la campagna di immunizzazione anti-RSV (virus sinciziale) rivolta ai bambini nati dal 1° aprile 2025, con 65.000 dosi disponibili. Lo scorso anno l’iniziativa ha consentito di immunizzare 65.049 bambini sotto l’anno di età, raggiungendo una copertura dell’81% e riducendo significativamente accessi in Pronto Soccorso e ricoveri ospedalieri.

Bertolaso: campagna di prevenzione importante

L’assessore regionale Guido Bertolaso parla della campagna di vaccini per l'influenza in Lombardia

“Nelle prime tre ore di apertura della campagna di mercoledì 1 ottobre 2025 – dice l’assessore al Welfare, Guido Bertolaso – i Medici di Medicina Generale e i Pediatri di Libera Scelta hanno già richiesto alle farmacie la consegna di oltre mezzo milione di vaccini antinfluenzali su un milione e mezzo di dosi che avevano prenotato. I cittadini hanno iniziato anche a prenotarsi sul portale regionale. Già risolto da Aria (Azienda Regionale per l’Innovazione e gli Acquisti) un problema sulla prenotazione della vaccinazione per i bambini che si era presentato questa mattina. Il cronoprogramma che abbiamo predisposto ci consente di partire con ordine e rapidità, dando priorità ai più fragili, poi, dal 13 ottobre, l’offerta a tutta la popolazione. Si tratta di una campagna di prevenzione imponente, costruita sull’esperienza e potenziata da una rete capillare di medici di famiglia, pediatri, farmacie e centri vaccinali. La Lombardia conferma così di voler essere all’avanguardia nella tutela della salute pubblica, affrontando con decisione una stagione influenzale che si preannuncia intensa”.

Open day a San Siro sabato 11 ottobre

vaccino influenza covid

Sabato 11 ottobre, dalle ore 9 alle 15, lo stadio Giuseppe Meazza di Milano si trasformerà per la prima volta in centro vaccinale. All’interno dell’impianto sportivo, a pochi metri dal campo da gioco, i cittadini dai 12 anni in su potranno ricevere la vaccinazione antinfluenzale in un’area dedicata.

L’iniziativa, organizzata da Regione Lombardia, ATS Città Metropolitana di Milano, ASST Fatebenefratelli Sacco, ASST Santi Paolo e Carlo e ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, unisce il valore dello sport con quello della prevenzione, in un luogo simbolico come San Siro.

Accesso tramite portale ‘Prenotasalute’ di Regione Lombardia

L’accesso avverrà tramite prenotazione sul portale ‘Prenotasalute’ di Regione Lombardia, selezionando ‘Centro Vaccinale San Siro’ come punto di riferimento. In base all’età e alle condizioni di salute, oltre al vaccino antinfluenzale saranno offerti anche altri vaccini raccomandati, quali Papillomavirus (HPV), Meningococco, Herpes Zoster e Pneumococco.

“Abbiamo voluto portare la prevenzione in un luogo iconico – ha concluso Bertolaso – per avvicinare sempre più persone alla vaccinazione, coniugando emozione, consapevolezza e salute pubblica”.

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Frontalieri, Sertori: lavoro su professioni sanitarie in aree confine

“Abbiamo incontrato i sindacati dei frontalieri per avanzare proposte concrete per rendere attrattivo, in sanità, il lavoro di medici e infermieri nelle aree di confine. Questo è il nostro obiettivo: aumentare lo stipendio di medici e infermieri dei presìdi di confine utilizzando il contributo di solidarietà da parte dei vecchi pendolari che – è bene ricordarlo – allo stato attuale usufruiscono dei servizi del Sistema sanitario regionale senza contribuirvi”. Lo dichiara l’assessore regionale con delega ai Rapporti con la Confederazione elvetica, Massimo Sertori, che ha convocato e guidato, martedì 22 luglio 2025, a Palazzo Pirelli, l’incontro tra Regione e associazioni sindacali (Cgil, Cisl e Uil), sul tema del contributo economico al servizio sanitario italiano da parte dei lavoratori frontalieri.

La percentuale minima

“Abbiamo deciso di applicare – prosegue Massimo Sertori – la percentuale minima prevista per legge, ovvero il 3% della paga netta”.

Frontalieri, al lavoro per nuova sanità in aree di confine

L'assessore Massimo Sertori“Abbiamo voluto inoltre ascoltare – continua l’assessore – la parte sindacale e per questo abbiamo avanzato la proposta di studiare la modalità di un welfare territoriale per rispondere ad alcune esigenze specifiche dei frontalieri”.

L’obiettivo

“Il nostro obiettivo fondamentale – sottolinea – è quello di rafforzare la sanità pubblica e rendere attrattivo il lavoro di medici, infermieri e personale sanitario aumentando sensibilmente la loro retribuzione”.

Lavoro per tradurre in pratica il confronto

“Dopo questo incontro – conclude Massimo Sertori – avanzeremo proposte concrete per tradurre quanto abbiamo discusso e concordato”.

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Un convitto da 23 posti letto per i sanitari al ‘Buzzi’ di Milano

L’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, è intervenuto all’inaugurazione del Convitto dell’ASST Fatebenefratelli Sacco, situato all’interno dell’Ospedale Buzzi di Milano. La struttura è destinata ad accogliere il personale sanitario e sociosanitario dell’Azienda, offrendo una risposta concreta al problema della carenza abitativa e dei crescenti costi degli affitti nel capoluogo lombardo.

bertolaso convitto buzzi

Convitto per i dipendenti dell’ASST con contratto a tempo pieno

Il Convitto, riservato ai dipendenti dell’ASST con contratto a tempo pieno (sia determinato che indeterminato), rappresenta un’importante misura di welfare aziendale, con particolare attenzione al personale infermieristico, a cui è garantita una priorità di accesso.

Bertolaso: offriamo strumenti per migliorare la qualità della vita

“Dare un alloggio a chi lavora per la salute pubblica significa anche valorizzare il loro ruolo e offrire strumenti per migliorare la qualità della vita. Questa struttura non è solo un luogo dove dormire – ha dichiarato Bertolaso – ma un segno tangibile dell’impegno di Regione Lombardia nel creare condizioni di lavoro dignitose e sostenibili per chi opera ogni giorno nei nostri ospedali”.


In tutto 2 camere per un totale di 23 posti letto

Il nuovo Convitto occupa parte della palazzina F all’interno del ‘Buzzi‘: 12 camere per un totale di 23 posti letto, dotate di ogni comfort, con due aree comuni cucina/relax pensate per favorire la socializzazione e il benessere dei residenti. I criteri di assegnazione dei posti prevedono una graduatoria aziendale che tiene conto dell’Indice di Sostenibilità Sociale ed Economica (ISSE), della distanza dal luogo di lavoro e della tipologia di attività svolta.

Direttore Asst Colombo: passo importante per rendere la nostra azienda sempre più attrattiva

“Questo intervento – ha aggiunto Maria Grazia Colombo, Direttore Generale dell’ASST Fatebenefratelli Sacco – si inserisce in un piano più ampio di iniziative per il benessere dei lavoratori. Un passo importante per rendere la nostra azienda sempre più attrattiva e sostenibile”.

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Papa, Fontana: Francesco grazie a Lombardia ‘colonna Paese’

“Ricordo molto bene quel giorno. Papa Francesco volle dedicare un momento alla Lombardia. Voleva ascoltarci e capire cosa avessimo vissuto in quei periodi terribili. Fu un incontro cordiale dove mi colpì la sua empatia e gentilezza. Al termine dell’udienza ci disse: ‘Siete stati una delle colonne portanti dell’intero Paese. A voi e ai vostri colleghi di tutta Italia vanno la mia stima e il mio grazie sincero’”. Così il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ripercorre l’udienza a Roma del 20 giugno 2020, a pochi mesi dalla fine della prima ondata pandemica, con Papa Francesco. Il Santo Padre ricevette, oltre al presidente della Regione, medici, infermieri, volontari, alpini, operatori della Protezione civile e rappresentanti del mondo sanitario.

Importante il grazie di Papa Francesco alla Lombardia

“Persone – spiega Fontana – che avevano dato tutto, senza risparmiarsi, nei giorni più duri”. “Il Santo Padre – conclude il governatore – fu vicino a tutta la comunità lombarda, mentre molti altri non persero occasione per attaccarci e strumentalizzare. Le sue parole furono una vera fonte di forza, che ci aiutò a proseguire il lavoro con determinazione, lasciandoci alle spalle polemiche sterili”.

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Più case Aler a canone accessibile per personale sanitario e sociosantario

Più case a canone calmierato per gli infermieri e il personale sanitario e più ambulatori e presìdi sociosanitari nei quartieri popolari. Si muove su questi due ambiti di intervento il protocollo d’intesa tra Regione Lombardia e le Aler per ‘integrare le politiche abitative e rafforzare la sanità territoriale’, approvato dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore alla Casa e Housing sociale, Paolo Franco, di concerto con l’assessore al Welfare, Guido Bertolaso.

Case Aler per il personale sanitario e sociosanitario

Per quanto riguarda le case Aler da destinare al personale sanitario e sociosanitario, il documento definisce le modalità d’azione per proseguire e potenziare la politica attuata negli ultimi anni da Regione Lombardia, grazie alla quale Aler Milano ha finora sottoscritto diverse convenzioni per mettere a disposizione oltre 200 alloggi destinati al personale delle ASST e degli IRCCS.

Il protocollo con le Aler prevede di estendere a tutta la Lombardia quanto già messo in atto con specifiche intese territoriali: di recente, infatti, sono stati siglati due accordi per offrire soluzioni abitative agli infermieri e al personale sanitario dell’ASST Nord Milano e del Policlinico di Milano. In particolare, i dipendenti di ASST Nord Milano e IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano possono usufruire rispettivamente di 32 e 20 appartamenti Aler a canone concordato.

Franco: più infermieri e personale medico in ambulatori e presidi sociosanitari

“L’obiettivo del protocollo – evidenzia l’assessore Franco – è diffondere sempre più, a Milano e in tutta la Lombardia, il modello operativo che abbiamo strutturato per aiutare concretamente chi ogni giorno, col proprio lavoro e la propria competenza, garantisce servizi essenziali al funzionamento delle comunità. Uno dei problemi principali che attiene al reclutamento sul territorio del personale sanitario riguarda proprio la difficoltà di trovare case a prezzi accessibili, questo vale in particolare per le aree delle grandi città ma non solo. Chi opera per la salute e il benessere dei cittadini deve avere il massimo sostegno da parte delle istituzioni e i provvedimenti di Regione Lombardia vanno esattamente in questa direzione”.

I quartieri coinvolti

“I due ambiti di intervento del protocollo – prosegue Franco – sono strettamente collegati perché la messa a disposizione degli alloggi è anche finalizzata ad assicurare la presenza di infermieri e personale medico negli ambulatori e nei presìdi sociosanitari che vogliamo implementare all’interno dei caseggiati Aler in tutta la Lombardia, sulla base di quanto già avviato con i progetti ‘C.A.S.A.’ (Centri Aler per i servizi abitativi) in 6 quartieri di edilizia residenziale pubblica di Milano: San Siro, Mazzini, Gratosoglio, Molise Calvairate, Lorenteggio e Salomone“.

Gli spazi ‘C.A.S.A.’ realizzati nei quartieri Aler sono presìdi istituzionali che comprendono ambulatori sociosanitari di prossimità, custodi e ‘community manager’ per l’assistenza agli inquilini, e servizi destinati alle donne vittime di violenza.

‘Missione Lombardia’: obiettivo potenziare i servizi

Attraverso l’attivazione di ambulatori sociosanitari, con le figure del medico o dell’infermiere di quartiere, si attua un potenziamento dei servizi all’interno del quartiere: prestazioni infermieristiche domiciliari, consulenze in telemedicina, presa in carico e monitoraggio di pazienti cronici e fragili, sportello di supporto psicologico e servizio di fisioterapia.

“Potenziare i servizi di accompagnamento sociale e la sanità territoriale – sottolinea Franco – significa rafforzare la presenza delle istituzioni in aree complesse, garantendo importanti punti di riferimento ai cittadini perbene che vivono nelle case popolari e che non possono essere lasciati soli. Per implementare i presìdi investiamo risorse della programmazione comunitaria nell’ambito della ‘Missione Lombardia’, il piano per il rilancio delle politiche abitative regionale che presta grande attenzione anche alla dimensione umana e sociale, accanto all’impegno messo in campo per gli interventi di manutenzione e riqualificazione degli edifici”.

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Alloggi Aler a infermieri e personale sociosanitario di ASST Nord Milano

Trentadue abitazioni a canone concordato per il personale sanitario dipendente dell’ASST Nord Milano nei comuni di Milano, Sesto San Giovanni e Cologno Monzese. È quanto prevede l’accordo tra Aler Milano e ASST Nord Milano per fornire alloggi a infermieri e personale sociosanitario operativo nell’area di competenza dell’Azienda Sociosanitaria.

Siglato l’accordo per alloggi Aler a infermieri e personale sociosanitario

Alloggi Aler mediciL’intesa è stata illustrata a Palazzo Lombardia al presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e all’assessore regionale alla Casa e Housing sociale, Paolo Franco, dal presidente di Aler Milano, Matteo Mognaschi, e dal direttore generale di ASST Nord Milano, Tommaso Russo.

I trentadue alloggi a canone concordato (L. 431/98) saranno distribuiti nei comuni di Milano (2 abitazioni), Sesto San Giovanni (23) e Cologno Monzese (7). Le abitazioni saranno messe a disposizione di persone sole o di nuclei familiari, tramite bando pubblico in evidenza sui siti di Aler Milano e dell’ASST Nord Milano. I contratti di locazione avranno durata di 3 anni + 2.

Fontana: aiuto concreto per chi è al servizio di cittadini

“Vogliamo offrire a chi svolge un compito così delicato ed essenziale per il nostro sistema sanitario – ha detto il governatore Fontana – l’opportunità di disporre di un alloggio dignitoso con un affitto calmierato. Così vogliamo dimostrare che Regione Lombardia è sempre al fianco di chi lavora al servizio degli altri. L’obiettivo è evitare che il nostro personale, di assoluta eccellenza e altamente professionale, sia indotto, per ragioni legate alla quotidianità, come il dover sostenere il peso di un affitto elevato, a decidere di spostarsi altrove”.

Franco: garantiamo maggiore stabilità abitativa

“Regione Lombardia – ha proseguito l’assessore Franco – continua a sostenere i lavoratori che operano nei servizi essenziali con azioni concrete. Con questo accordo facilitiamo l’assegnazione di alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica agli infermieri, figure indispensabili per la sanità e il benessere dei cittadini. Il costo degli affitti, soprattutto nelle grandi città, non deve infatti essere un ostacolo per chi ogni giorno si prende cura di noi. Con questa misura vogliamo garantire al nostro personale sanitario e sociosanitario maggiore stabilità abitativa e, al contempo, valorizzare la loro presenza nei territori, rafforzando i servizi per la cittadinanza”.

Mognaschi (presidente Aler): 32 affitti a canone concordato

“Grazie a questa convenzione – ha dichiarato Mognaschi – Aler Milano avvia quindi una nuova iniziativa, insieme all’ASST Nord Milano, e con la ‘regia’ di Regione Lombardia, per fornire alloggi al personale sanitario. Saranno 32 gli alloggi messi a disposizione da Aler a Milano, Sesto San Giovanni e Cologno Monzese, assegnati a canone concordato, tramite bando, ad altrettante famiglie di infermieri e operatori del settore. Questa collaborazione va nella direzione di rispondere alla domanda abitativa di chi ogni giorno lavora nei servizi pubblici, impegnandosi per la collettività e facendo grande Milano e la Città metropolitana”.

Russo (direttore ASST Nord Milano): azione importante per tutto il personale

“Questa iniziativa – ha commentato il direttore generale dell’ASST Nord Milano, Tommaso Russo – è un’azione importante per tutto il nostro personale. Consente infatti di supportare concretamente chi lavora per la nostra comunità e garantisce un servizio sempre più efficiente, nel trovare una soluzione abitativa a canone sostenibile. Ringrazio quindi Regione Lombardia e Aler per aver dimostrato, ancora una volta, vicinanza e supporto nei confronti di chi svolge un lavoro prezioso e fondamentale per noi tutti”.

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Inaugurato il reparto di Subintensiva Cardiologica all’Ospedale di Rho

L’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso, ha inaugurato il nuovo reparto di Subintensiva Cardiologica all’Ospedale di Rho. L’evento si è tenuto alla presenza dei vertici dell’Asst Rhodense e dell’ospedale e delle istituzioni locali e regionali.

Il reparto di Subintensiva Cardiologica del presidio sanitario di Rho

rho reparto subintensiva cardiologica

L’assessore  Bertolaso ha poi visitato il Pronto Soccorso e il reparto di Radiologia, dove è stata installata e resa operativa una nuova Risonanza Magnetica Nucleare. A seguire, l’assessore regionale ha fatto tappa presso le Strutture di Ginecologia-Ostetricia e Pediatria, occasione per entrare in contatto con i medici, gli infermieri e l’intero personale dell’ospedale di Rho.

Sanità, obiettivo miglioramento dell’assistenza ai pazienti

“L’appuntamento – ha detto l’assessore regionale al Welfare – ha rappresentato un momento importante per fare il punto sui progetti in corso e su quelli futuri per il potenziamento dei servizi sanitari offerti dal presidio ospedaliero locale, che si trovano in linea con l’obiettivo di miglioramento dell’assistenza ai pazienti della Regione Lombardia”.

 

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Milano Cortina 2026: sanità e reclutamento risorse in vista delle Olimpiadi

I servizi medici operativi durante i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026 e le figure sanitarie da reclutare al centro di un incontro in Regione Lombardia. L’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, ha sottolineato l’importanza strategica di un sistema sanitario efficiente e innovativo per garantire la sicurezza e il benessere di atleti, delegazioni, spettatori e staff.

L’organizzazione sanitaria

I servizi medici, sviluppati in collaborazione con l’ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, saranno articolati su più livelli per assicurare un’assistenza completa e tempestiva in tutte le sedi dei Giochi. Il sistema sanitario si baserà su quattro pilastri principali. Le Squadre di Soccorso, operative nelle sedi competitive e non, saranno composte da medici e infermieri esperti in tecniche di rianimazione avanzata, oltre a tecnici soccorritori del Sistema Sanitario Regionale e volontari altamente formati. La Medical Station: ogni sede di gara avrà almeno due stazioni mediche, una dedicata agli atleti e una agli spettatori. Queste stazioni forniranno accoglienza, trattamento e stabilizzazione dei pazienti.

I Policlinici Olimpici

I Policlinici Olimpici saranno istituiti nei Villaggi Olimpici di Milano, Bormio e Livigno. Queste strutture multidisciplinari garantiranno servizi medici specializzati, supportati da tecnologie avanzate come la telemedicina e la diagnostica per immagini. L’Ospedale Olimpico: il riferimento principale sarà l’ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, affiancato dal presidio Morelli di Sondalo, per garantire interventi di alta complessità. La rete ospedaliera sarà potenziata con nuove strutture e tecnologie, in un’ottica di legacy per il sistema sanitario regionale.

Innovazione e sicurezza al centro del progetto

sanità milano cortina “I Giochi Olimpici – ha dichiarato l’assessore Bertolaso – rappresentano non solo un evento sportivo di rilievo internazionale, ma anche un banco di prova per il nostro sistema sanitario. Abbiamo progettato un’organizzazione che risponde alle più alte esigenze di sicurezza e assistenza, integrando tecnologie all’avanguardia e una rete di professionisti altamente qualificati. L’implementazione dei servizi medici per Milano Cortina 2026 offrirà un’opportunità unica di innovazione e potenziamento delle infrastrutture sanitarie regionali. Questo progetto lascia una eredità importante: strutture moderne, nuove tecnologie e un modello organizzativo che potrà essere applicato anche dopo i Giochi”.

Potenziamento del servizio di elisoccorso

Il piano include anche il potenziamento del servizio di elisoccorso con tre nuovi elicotteri operativi a Milano, Bormio e Livigno, e la creazione di una Centrale Operativa Olimpica presso l’Ospedale Niguarda, che coordinerà tutte le attività sanitarie legate ai Giochi. I Servizi Medici saranno operativi 24 ore su 24 durante tutta la durata dei Giochi, assicurando un supporto continuo e di altissimo livello a tutti i partecipanti e visitatori.

Olimpiadi e Paralimpiadi: contrattualizzazione di figure mediche e sanitarie

Altro argomento discusso nell’incontro a Palazzo Lombardia, la contrattualizzazione di figure mediche e sanitarie per garantire un’assistenza di alta qualità agli atleti e agli altri partecipanti delle Olimpiadi. La selezione del personale avverrà sulla base di criteri rigorosi, tra cui la professione, la specializzazione, le conoscenze e capacità certificate, la disponibilità e le necessità specifiche.

Il personale selezionato sarà impiegato in diverse sedi, tra cui campi di gara, medical station, policlinici e ospedali olimpici. Saranno richieste competenze specifiche per il lavoro in gruppo e la conoscenza del sistema AREU. I turni di servizio saranno organizzati in periodi di 5-7 giorni, in base al programma della venue assegnata.

Per i non residenti, sarà messo a disposizione l’alloggio in prossimità delle venue di montagna e sarà garantito il pasto durante il servizio. Il reclutamento del personale avverrà tramite convenzioni con ASST, Niguarda, associazioni di soccorso e altre strutture pubbliche e private.

Le diverse figure professionali

Le figure professionali contrattualizzate includeranno:

  • Operatori di soccorso di base nelle venue e attività ambulatoriali nei policlinici olimpici.
  • Personale per le medical station, mezzi di soccorso e trasporti secondari.
  • Specialisti per le attività presso i campi gara di sci alpino e snowboard.
  • Medici per l’assistenza specialistica nei policlinici e ospedali olimpici.

Le candidature saranno aperte a partire dal prossime mese di marzo, con l’inizio della formazione dei primi selezionati previsto per ottobre 2025. I bandi di reclutamento saranno pubblicati sul sito dell’Ospedale Niguarda dove sarà possibile seguire tutte le istruzioni e compilare correttamente la domanda.

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In Lombardia varie iniziative per ridurre aggressioni a medici e infermieri

Regione Lombardia ha avviato una serie di iniziative finalizzate a ridurre il fenomeno delle aggressioni agli operatori sanitari negli ospedali. Ne hanno parlato venerdì 17 gennaio 2025 l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso e l’assessore regionale alla Sicurezza, Romano La Russa, nell’ambito dell’evento sulla violenza agli operatori sanitari, il convegno organizzato da ONSIP, Organismo Nazionale Professionisti Sicurezza & Privacy in collaborazione con il sindacato UGL Salute alla presenza anche di Federico Romani, presidente del Consiglio Regionale, del Segretario Generale UGL Francesco Paolo Capone, consiglieri regionali e parlamentari.

Aggressioni a medici e infermieri in Lombardia, le iniziative per contrastarle

In particolare, con l’approvazione di una delibera in Giunta regionale, nel dicembre 2024 è stato definito un documento di indirizzo per la prevenzione e la gestione degli atti di violenza verso gli operatori sanitari. Questo documento include misure strutturali, tecnologiche e organizzative per garantire ambienti di lavoro più sicuri. Dal 2 gennaio, l’ASST di Pavia è la prima in Lombardia a utilizzare smartwatch antiaggressione nell’Ospedale Civile di Vigevano. In caso di emergenza, un pulsante SOS consente il contatto diretto con la centrale operativa e, se necessario, l’intervento immediato delle Forze dell’ordine.

Ed ancora, Regione Lombardia e Ministero dell’Interno stanno lavorando a un accordo per potenziare i sistemi di videosorveglianza e introdurre ulteriori strumenti innovativi per la sicurezza presso i presidi sanitari.

Infine, una recente circolare della direzione Welfare della Regione fornisce indicazioni sulla tutela dei lavoratori vittime di aggressioni. L’atto prevede che gli enti sanitari devono denunciare alla Procura della Repubblica gli episodi di aggressione o in altri casi, per le aggressioni non rientranti in queste fattispecie ma procedibili solo a querela, gli enti devono supportare il lavoratore nella denuncia e in caso di conclusione delle indagini penali gli enti devono valutare se costituirsi parte civile garantendo il massimo supporto legale e istituzionale ai professionisti aggrediti.

Bertolaso: risorse e competenze per tutelare il personale sanitario

“Regione Lombardia – ha detto l’assessore Bertolaso – sta investendo risorse e competenze per tutelare medici, infermieri e tutto il personale sanitario, che ogni giorno garantisce cure e assistenza ai cittadini. Le misure adottate, come gli smartwatch antiaggressione e i protocolli di sicurezza, rappresentano un passo importante verso la costruzione di un ambiente di lavoro sicuro e sereno. Tuttavia, è fondamentale continuare a lavorare insieme, rafforzando la collaborazione tra istituzioni e enti sanitari, per affrontare le sfide ancora aperte”.

La Russa: 3 milioni di euro per la videosorveglianza negli ospedali

“Aggredire chi sta lavorando per curare e spesso salvare vite – – ha aggiunto l’assessore La Russa – è davvero un atto meschino e vigliacco. Come assessorato, insieme al ministero degli Interni, stiamo lavorando per destinare 3 milioni di euro per la videosorveglianza negli ospedali. Un progetto importante che è un primo passo per rafforzare la sicurezza degli operatori sanitari e dei pazienti stessi”.

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Lodi, presentata la terza edizione del festival ‘Orfeo week’

Presentata martedì 12 novembre 2024 a Palazzo Pirelli la terza edizione di Orfeo Week, il festival che esplora l’attualità e la trasversalità del mito di Orfeo in programma a Lodi dal 24 novembre al 2 dicembre 2024. Alla conferenza stampa hanno partecipato gli assessori regionali Francesca Caruso (Cultura) e Guido Guidesi (Sviluppo economico).

Orfeo Week 2024

“Orfeo Week 2024, che Regione Lombardia sostiene con un finanziamento di 10.000 euro – ha affermato l’assessore Caruso – è ormai un pilastro culturale di Lodi e un appuntamento di rilievo per la nostra regione. È molto più di un festival. È un luogo dove arte, musica, filosofia e scienza si incontrano, facendo rivivere il mito di Orfeo e proiettandolo nel nostro tempo. Grazie a una programmazione che unisce il fascino del barocco a un dialogo culturale vivo e appassionato. Anche i giovani potranno crescere e arricchirsi attraverso esperienze stimolanti”.

orfeo week

Il mito di Orfeo

La rassegna, ideata dal controtenore lodigiano Raffaele Pe insieme al suo ensemble La Lira di Orfeo, esplora il mito di Orfeo come simbolo di armonia e riflessione sul presente. Tra gli appuntamenti in programma, il 25 novembre lo psicoanalista Massimo Recalcati analizzerà la figura di Orfeo; mentre il 30 novembre i filosofi Maura Gancitano e Andrea Colamedici della casa editrice Tlon, con l’artista Marinella Senatore, rifletteranno sull’arte e la danza come mezzi di connessione con il mondo, ispirandosi alla frase di Samuel Beckett: ‘Dance first, think later’.

Il calendario della manifestazione propone inoltre la serata interreligiosa per la pace con il maestro Jordi Savall (27 novembre). Oltre a una conferenza sull’astronomia mitologica a cura di Adrian Fartade (26 novembre). E un omaggio alla musica popolare diretto da Peppe Vessicchio, accompagnato dall’attrice Aurora Leone (29 novembre).

Una serata dedicata a Vivaldi

Il 1° dicembre Raffaele Pe e La Lira di Orfeo presenteranno le cantate da camera di Antonio Vivaldi. In programma anche il concerto del cantante Pino de Vittorio (28 novembre), simbolo della tradizione musicale del Sud Italia, e l’ensemble toscano ‘PassiSparsi’, che il 24 novembre condurrà il pubblico in un tour sonoro tra le vie di Lodi.

Orfeo Week, infine, apre le sue porte alle giovani generazioni con eventi dedicati a studenti delle scuole primarie e secondarie. La rassegna offre incontri con ospiti di spicco. Fra questi, il divulgatore scientifico Adrian Fartade e Pino de Vittorio. Previste anche iniziative come l’Academy ‘Orfeo Wants You!’, che permette ai giovani talenti di esibirsi nei concerti del festival.

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Regione Lombardia intensifica le misure a tutela dei lavoratori sanitari

Regione Lombardia rafforza il proprio impegno nella tutela dei lavoratori sanitari e socio-sanitari dalle aggressioni con una serie di misure operative volte a prevenire e contrastare gli episodi di violenza che si verificano all’interno delle strutture sanitarie. La Direzione Welfare ha infatti inviato una circolare alle Ats, Asst e Irccs con alcune disposizioni anche alla luce della recente normativa nazionale che rafforza la protezione degli operatori sanitari prevedendo la procedibilità d’ufficio in caso di violenze e l’inasprimento delle pene.

Bertolaso: vogliamo garantire la sicurezza di chi ogni giorno lavora al servizio della salute dei cittadini

“Episodi di violenza contro gli operatori sanitari e socio-sanitari – ha detto l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso – non possono e non devono essere tollerati. Regione Lombardia ha deciso di rafforzare il proprio impegno con una serie di misure concrete per garantire la sicurezza di chi ogni giorno lavora al servizio della salute dei cittadini. Le nuove disposizioni, in linea con la normativa vigente, puntano a prevenire e contrastare le aggressioni all’interno delle strutture sanitarie. La collaborazione con le Forze dell’ordine, il monitoraggio continuo degli episodi di violenza e il supporto psicologico e legale per i lavoratori aggrediti sono solo alcune delle azioni messe in campo.”

I dati in Lombardia su aggressioni a sanitari

“La sicurezza degli operatori – ha specificato l’assessore – deve essere garantita a priori ma anche nelle fasi successive in caso si verifichi un evento di aggressione. Per tutelare il nostro personale oltre a segnalare gli eventi violenti alla Procura, gli enti sanitari dovranno valutare di costituirsi parte civile nell’ambito dei processi penali. Ho infatti detto ai Direttori generali che questa deve diventare una prassi. Nel 2022 segnalate in Procura solo il 6 % delle aggressioni fisiche. Nel 2023 il dato è addirittura in calo al 4%. Anche in questo caso l’espressione fondamentale è ‘prendersi in carico’ non solo dei nostri pazienti ma anche del nostro personale. La tutela della salute e del benessere degli operatori rappresenta un presupposto fondamentale per garantire un sistema sanitario efficiente e sicuro. Il tutto a beneficio non solo dei lavoratori, ma anche dei cittadini lombardi che si affidano quotidianamente ai servizi sanitari”.

sanità lombarda pronto soccorso

Gli episodi e i pulsanti anti aggressioni

Nel 2023 sono stati segnalati in Lombardia 4.836 episodi di aggressione (dagli insulti alla violenza con arma). In regione sono diverse le strutture ospedaliere che hanno attivato il pulsante di allarme aggressione agli operatori sanitari e vari Pronto Soccorso si sono dotati di figure di accoglienza per pazienti e accompagnatori, in particolare la presenza del ‘Caring nurse’ si è dimostrata efficace per ridurre la conflittualità e le conseguenti aggressioni.

Misure principali della circolare

Le misure principali indicate da Regione Lombardia riguardano in particolare la collaborazione con le Forze dell’ordine, si invitano infatti le strutture sanitarie a stipulare protocolli operativi con le Forze di polizia per garantire un intervento tempestivo in caso di aggressioni. Le strutture sanitarie sono inoltre incoraggiate a istituire procedure aziendali per garantire supporto psicologico e legale ai dipendenti che subiscono aggressioni fisiche o verbali. Queste misure si estendono anche alla fase successiva all’aggressione, assicurando un adeguato accompagnamento durante il percorso.

La segnalazione all’Autorità giudiziaria

Previsto anche l’obbligo di segnalazione all’Autorita’ giudiziaria per episodi di violenza a danno del personale. L’obbligo si applica anche nel caso di danni a beni aziendali provocati durante aggressioni. Infine il monitoraggio e analisi dei dati. Regione Lombardia ha attivato un monitoraggio continuo degli episodi di violenza. I dati, raccolti dall’Agenzia di Controllo del Sistema Socio Sanitario lombardo, verranno utilizzati per identificare aree critiche e rafforzare ulteriormente le azioni di prevenzione.

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Bertolaso ai giovani medici: emergenza-urgenza è sfida appassionante

. “I nostri giovani medici entro lunedì 23 settembre devono effettuare la scelta per la Scuole di specialità e hanno il diritto di prendere questa decisione il più serenamente possibile seguendo le proprie aspirazioni e i propri interessi scientifici. Però sappiamo già, purtroppo, che alcune specializzazioni, in particolare quelle che riguardano l’emergenza urgenza, risultano meno ‘appetibili’ di altre e i recenti episodi di cronaca rischiano di influenzare negativamente i professionisti nella scelta della strada da intraprendere”. Così l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso ai giovani medici che entro il 23 settembre dovranno scegliere la tipologia di specializzazione e la sede.

bertolaso commissione sanita

Nei Pronto Soccorso sono presenti agenti e pulsanti collegati con Forze di Polizia

“Io voglio innanzitutto dire ai giovani che essere medico di emergenza urgenza e in Pronto Soccorso – aggiunge l’assessore – è una delle attività più belle, più sfidanti e più avvincenti per chi sceglie di fare medicina. Non per soldi ma per passione. E poi voglio dir loro: venite nei nostri ospedali, potete stare tranquilli. In Lombardia già l’anno scorso abbiamo chiesto al Ministro dell’Interno tutte le coperture, le tutele e le assicurazioni possibili. Siamo in contatto con tutti i Prefetti perché garantiscano una stretta collaborazione con le Forze dell’ordine dei territori. Nei Pronto Soccorso, a tutela del personale, abbiamo inserito agenti di vigilanza e messo pulsanti collegati direttamente con le Forze di Polizia“.

Ai sanitari dispositivi indossabili per allertare la vigilanza

“Inoltre abbiamo in cantiere di fornire dispositivi indossabili – conclude Bertolaso – fatti come un orologio, al personale sanitario. Lo scopo è quello di allertare in tempi rapidissimi la vigilanza in caso di necessità. Abbiamo avviato un censimento sugli enti nel sistema sanitario regionale. Vogliamo verificare in quanti casi abbiano segnalato direttamente alla Procura le aggressioni al personale. Ed anche in quali eventi si siano costituiti come parte civile perché intendiamo incentivare l’intervento diretto delle aziende a sostegno dei professionisti”.

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Sanità, Bertolaso: sorpresi e stupiti dal parere del Mur

“Siamo sorpresi e stupiti dal parere in tema di sanità formulato da un ufficio del Mur. La circolare vorrebbe,  infatti mantenere in capo alle Università l’esame per il passaggio d’anno dei medici specializzandi assunti con il cosiddetto ‘Decreto Calabria’. Tutto ciò in palese contrasto con quanto disposto dalla recente legge 56/2024″.

È quanto ha affermato l’assessore al Welfare di Regione Lombardia Guido Bertolaso.  Il commentoè ad un recente parere di un ufficio del Ministero dell’Università e della Ricerca. Con questo documento vengono infatti date indicazioni rispetto all’esame per il passaggio d’anno dei medici specializzandi assunti con il cosiddetto ‘Decreto Calabria‘.

Sanità, parere Mur

“Condivido le perplessità – ha aggiunto Bertolaso – espresse dalle varie associazioni di specializzandi. Infatti in un momento storico in cui lavoriamo tutti assieme per migliorare il servizio sanitario pubblico questo parere potrebbe scoraggiare tanti giovani. Molti di loro, infatti,  stanno contribuendo a mantenere la continuità assistenziale dei servizi sanitari. Regione Lombardia adotterà quindi ogni iniziativa utile di tutela per garantire la piena e completa attuazione di quanto disposto dall’articolo 44-quater della legge 56/2024”.

 

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Regione Lombardia impegnata a valorizzare il personale sanitario

La valorizzazione del personale sanitario è uno degli obiettivi prioritari di Regione Lombardia. Sono infatti numerosi i provvedimenti finalizzati alla gestione efficiente delle risorse umane nelle strutture sanitarie. Oggi in Giunta regionale, su proposta dell’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, è stato approvato il verbale di confronto tra la delegazione di parte pubblica e i sindacati della dirigenza dell’area sanità in materia di prestazioni aggiuntive. Atti, frutto di un costante dialogo con le organizzazioni sindacali, che mirano a fronteggiare la carenza di personale, ridurre le liste di attesa e contenere il ricorso alle esternalizzazioni. I principali interventi approvati in questi mesi riguardano le prestazioni aggiuntive, l’indennità di Pronto Soccorso, le risorse aggiuntive regionali (RAR) del 2024 e l’avvio di corsi manageriali.

Assessore Bertolaso: vogliamo garantire un sistema efficiente, equo e sostenibile

“Regione Lombardia – ha detto l’assessore al Welfare Guido Bertolaso – rimane impegnata a garantire un sistema sanitario efficiente, equo e sostenibile, valorizzando il contributo fondamentale del personale sanitario per la salute e il benessere di tutti i cittadini. Con l’aumento delle tariffe per le prestazioni aggiuntive e l’assegnazione di risorse significative, riconosciamo concretamente l’importante contributo dei nostri professionisti alla salute. Inoltre, i piani triennali dei fabbisogni di personale e i corsi manageriali previsti dal PNRR testimoniano il nostro impegno concreto nel medio e lungo termine. Frutto di una precisa volontà di investire cospicue risorse per i nostri sanitari”.

Prestazioni Aggiuntive

Per affrontare la carenza di personale sanitario nelle aziende e negli enti del Servizio Sanitario Nazionale e per valorizzare il personale del comparto e della dirigenza, sono state uniformate le tariffe delle prestazioni aggiuntive. In particolare:

 – Dirigenza Sanitaria: il 6 giugno 2024 è stato approvato il verbale di confronto con le OO.SS. della dirigenza. Le risorse disponibili per il 2024 ammontano a 64.558.176 euro. La tariffa oraria delle prestazioni aggiuntive è fissata a 100 euro.

 – Personale Sanitario del Comparto: Il 22 maggio 2024 è stato approvato il verbale di confronto con le OO.SS. del comparto sanità. Le risorse disponibili per il 2024 ammontano a 40.036.399 euro. La tariffa oraria delle prestazioni aggiuntive è uniformata a 50 euro.

Indennità di Pronto Soccorso

Il 6 giugno 2024 è stato sottoscritto il verbale di confronto per l’indennità di Pronto Soccorso. Le risorse complessive ammontano a 23.762.160 euro. L’indennità di turno è attribuita a ogni dirigente medico dipendente che effettui un turno in Pronto Soccorso. Indipendentemente dalla specializzazione o dalla struttura di assegnazione. Le modalità organizzative attuali riconoscono questa indennità anche al personale dei Punti di Primo Intervento accreditati e dei Pronto Soccorso generali e specialistici. Le indennità per ogni turno di 12 ore di effettiva presenza in servizio sono state stabilite in 50 euro.

Risorse Aggiuntive Regionali (RAR) 2024

Le risorse complessivamente disponibili per il 2024 ammontano a 110.011.200 euro.

Comparto Sanità: È stato sottoscritto il verbale di confronto il 2 luglio 2024. Sono state confermate le tariffe del 2023 e introdotte regole omogenee per il calcolo delle quote pro-capite e delle quote aggiuntive.

Dirigenza Sanità e Dirigenza Professionale Tecnica e Amministrativa: È stato sottoscritto il verbale di confronto il 3 luglio 2024, con conferma delle tariffe del 2023 e introduzione di regole omogenee per il calcolo delle quote pro-capite e delle quote aggiuntive.

Piani Triennali Fabbisogni di Personale 2024-2026

Regione Lombardia completerà in tempi brevi l’approvazione dei Piani Triennali dei Fabbisogni di Personale per il periodo 2024-2026, che definiranno le strategie di assunzione e gestione del personale sanitario nei prossimi anni.

Corsi Manageriali PNRR M6 C2 2.2

In linea con gli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), saranno avviati corsi manageriali per il personale sanitario. Obiettivo migliorare le competenze gestionali e manageriali in ambito sanitario.

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Assessore Welfare incontra medici italiani in Usa: basi per collaborazione

L’assessore regionale al Welfare, impegnato con il presidente di Regione e con il sottosegretario alla Presidenza con delega alle Relazioni internazionali in una missione istituzionale negli Stati Uniti, ha fatto visita al National Institutes of Health (NIH)’.

Missione in Usa: al lavoro con i medici per rendere più solidi i rapporti internazionali nella ricerca

Nel corso dell’incontro ha dialogato con i ricercatori italiani che qui svolgono la propria attività professionale ed ha concordato con loro uno scambio di esperienze di formazione e ricerca con le realtà scientifiche lombarde. In particolare, l’assessore ha avviato un dialogo finalizzato alla possibilità di dotare la Direzione Welfare di Regione Lombardia di un’area dedicata ai rapporti e alle relazioni internazionali nel settore della ricerca.

L’assessore poi, insieme al presidente e al sottosegretario, ha incontrato, all’ambasciata di Washington, medici, ricercatori e professionisti sanitari italiani che lavorano negli Stati Uniti.

Irccs lombardi si recheranno negli Stati uniti per proseguire percorso

All’appuntamento hanno partecipato oltre 50 professionisti, che operano in diverse città americane. Tra queste, oltre a Washington e New York, anche Miami, Boston, San Diego, Chicago e Los Angeles. A loro l’assessore ha illustrato le potenzialità del ‘modello sanitario’ della Lombardia. Ed ha evidenziato come lo stesso sia considerato non solo in Italia, ma a livello europeo, uno dei più qualificati ed efficienti. Caratteristiche fondamentali per gettare le basi di un percorso che possa prevedere un ‘riavvicinamento’ di questi professionisti verso la Lombardia. E proprio in questa direzione va l’impegno di un ulteriore approfondimento di questa possibilità da dopo l’estate con rappresentanti degli IRCCS lombardi. Prevista infatti una missione negli Stati Uniti per condividere il raggiungimento di questo obiettivo.

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3.000 infermieri e 500 medici sudamericani pronti a lavorare in Lombardia

L’assessore regionale al Welfare ha illustrato in conferenza stampa i risultati della missione in Argentina e Paraguay finalizzata al reclutamento di personale sanitario. Da parte delle autorità locali è stata comunicata la disponibilità di oltre 3.000 infermieri interessati e di più di 500 medici mentre direttamente in Regione sono arrivate 50 mail di professionisti che, su iniziativa personale, hanno manifestato interesse a lavorare in Lombardia.

“Missione quella conclusa – ha ribadito – che ha come obiettivo una cooperazione bilaterale, senza creare alcuna difficoltà alle strutture locali, anzi in piena sinergia con le istituzioni argentine e paraguaiane e le associazioni di categoria del territorio. Entro dicembre potrebbero essere assunti i primi infermieri”.

Le principali azioni in corso

È già in fase di programmazione l’indizione di un nuovo bando per medici e infermieri rivolto al personale italiano. Successivamente, qualora non dovessero essere coperti tutti i posti disponibili da parte degli infermieri italiani, si avvieranno i bandi per personale proveniente da specifiche università dei Paesi con cui si avvia la collaborazione. Si tratterà di avvisi a tempo determinato (quelli a tempo indeterminato continueranno a bandirli le singole Ats e Asst).

Attualmente sono in programmazione corsi di formazione di italiano e aggiornamenti professionali. Previsto il riconoscimento del titolo a livello regionale, per gli infermieri che saranno interessati a venire in Lombardia

Regione Lombardia aiuta il personale sanitario con incentivi

“Sappiamo bene che il livello retributivo è basso e non correlato al costo della vita – ha concluso l’assessore regionale al Welfare – in particolare nelle grandi città. Ma stiamo lavorando su incentivi economici e di altra natura. Allo studio agevolazioni nei trasporti e per la casa, agevolazioni rivolte a tutto il personale sanitario, non solo per i nuovi infermieri da arruolare”.

Il ministro della Salute del Paraguay, María Teresa Barán Wasilchuk

Il ministro della Salute della Città Autonoma di Buenos Aires, Fernán González Bernaldo de Quirós

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Bertolaso in Sud America: cerco infermieri ma i nostri hanno priorità

“Innanzitutto, tengo a ribadire che i nostri medici e i nostri infermieri hanno la massima priorità e lo abbiamo dimostrato con azioni concrete”. Parte da questa considerazione l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, da qualche giorno a Buenos Aires, per una missione in Argentina e Paraguay che ha l’obiettivo di avviare una cooperazione con questi Paesi e reclutare personale infermieristico. “Per primi, come Lombardia – aggiunge l’assessore – abbiamo disposto una serie di incentivi economici per chi lavora nei Pronto Soccorso, per chi si occupa di emergenza-urgenza. Abbiamo aperto alle libere professioni delle varie specialità, tra cui pediatria, psichiatria, ortopedia. Ed anche quelle specializzazioni che più ci mancano nelle strutture ospedaliere, incrementando gli incentivi orari. L’obiettivo è rilanciare, riorganizzare il nostro servizio sanitario pubblico”.

Obiettivo realizzare in Sud America programma cooperazione tra paesi e formare infermieri

“Anche noi, così come altre nazioni europee – ha detto Bertolaso, illustrando il significato dell’iniziativa in Sud America – guardiamo altrove per riuscire a colmare quelle che sono le carenze di organico, soprattutto di infermieri, negli ospedali. Abbiamo scelto quest’area geografica perché qui, da tanti punti di vista la popolazione è molto vicina a noi”.
“In Argentina, ad esempio, l’ambasciatore mi ha riferito che vivono 1.800.000 argentini che hanno anche passaporto italiano. Voglio realizzare un programma di cooperazione bilaterale, in modo che ognuno dei due Paesi possa trarre beneficio da questa nostra iniziativa. Formare quindi qui infermieri che possano essere utili al sistema sanitario argentino. E fare in modo che poi alcuni di loro possano venire a lavorare in Italia”.

A maggio missione negli Usa: incontrare i medici e favorire ritorno in Italia

L’assessore ha poi annunciato che maggio, negli Stati Uniti, è in programma un’altra missione, con il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, che ha l’obiettivo di far incontrare i medici italiani che lavorano in questo Paese.

“Ci recheremo anche a Washington – ha aggiunto l’assessore regionale al Welfare – non solo perché lì ha sede il Dipartimento della Sanità. Ma soprattutto perché è presente uno dei più importanti punti di riferimento della medicina moderna e della scienza futura. Qui, così come in tante altre strutture sparse per il mondo, lavorano, medici italiani, ricercatori, scienziati. Con il presidente Fontana abbiamo chiesto alla nostra ambasciata di riunire tutti questi per spiegare loro qual è il nostro progetto, quella che è la nostra visione della sanità pubblica in Lombardia e quelle che sono le nostre intenzioni, le nostre aspettative”.

bertolaso alparone

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Lombardia aumenta compensi per medici e infermieri liberi professionisti

La Lombardia pagherà 80 euro l’ora i medici che svolgono la professione con incarichi liberi professionali e 40 euro gli infermieri. Queste le tariffe orarie massime (oltre oneri) previste nella delibera approvata dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore al Welfare, Guido Bertolaso.

Il provvedimento interessa medici specialisti in Anestesia e Rianimazione, Terapia Intensiva e del Dolore e in Medicina di Emergenza, medici di Pronto Soccorso e altre professionalità mediche. Tra questi, ad esempio pediatri, psichiatri, ortopedici) oltre che gli infermieri. Le tariffe potranno essere applicate dagli enti a tutti i contratti libero professionali in essere.

Assessore Bertolaso: passo in avanti per uniformare trattamento del nostro personale

“Questa delibera – ha affermato l’assessore Bertolaso – consente un ulteriore passo in avanti nell’uniformità del trattamento dei professionisti che lavorano nel nostro sistema sanitario. Proseguiamo il percorso verso un sistema sanitario libero dalle cooperative di gettonisti utilizzando tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione, compreso l’aumento dei compensi per medici e infermieri liberi professionisti. Parallelamente continuiamo anche a lavorare sulle assunzioni e sulle collaborazioni tra aziende”.

“Come avevo anticipato – ha concluso Bertolaso – questo aumento tariffario varrà anche per chi ha già partecipato ai bandi regionali per il reclutamento di liberi professionisti e ha aderito fattivamente al nostro progetto di valorizzazione del servizio sanitario in Lombardia”.

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Sanità: Fontana e Bertolaso, grazie a personale per dedizione e impegno

Il 20 febbraio si celebra la Giornata nazionale del personale sanitario e sociosanitario, del personale socioassistenziale e del volontariato, istituita con la Legge 13 novembre 2020 dal Ministero della Salute per “onorare il lavoro, l’impegno e la professionalità” degli operatori che sono stati in prima linea nel corso della pandemia da Coronavirus. Per l’occasione, Palazzo Lombardia e Palazzo Pirelli  saranno illuminati di verde e blu.

Con questa giornata si ricorda quanto sia preziosa la scelta di chi ha deciso di mettere la cura e la salute di tutti al primo posto.

Sanità, i numeri in Lombardia

Il Servizio Sanitario Regionale nel 2023 ha assistito in Lombardia 7.654.463 pazienti.

Il personale sanitario conta 137.328 operatori. Di questi 22.431 medici (18.919 pubblici e 3.512 privati), 51.097 infermieri (40.543 pubblici e 10.554 privati), 16.851 operatori sociosanitari, 46.949 tecnici e amministrativi.

A questi si aggiungono i soccorritori dei servizi di emergenza urgenza 118: 22.125 volontari, 3.281 dipendenti delle associazioni per un totale di 25.406 persone.

Attilio FontanaPresidente Fontana: grazie a personale sanitario, nel 2023 assistiti 7.654.463 cittadini

“Grazie ai 137.328 operatori sanitari lombardi che – ha detto il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana – nel corso del 2023, hanno offerto con dedizione e professionalità assistenza a un totale di 7.654.463 cittadini, garantendo cure, dignità, vicinanza e, soprattutto, salvando vite”.

“Dietro ognuno di loro – ha sottolineato il governatore – c’è una storia, fatta di passione e competenza, di sacrificio e abnegazione, di coraggio e speranza. Ogni giorno, questi eroi silenziosi si fanno carico delle sofferenze altrui, mettendo al primo posto il benessere delle persone, spesso a discapito del proprio, facendo lavori che spesso si rivelano essere vere e proprie missioni di vita al servizio del prossimo. A tutti questi professionisti dobbiamo garantire la disponibilità di risorse e strumenti adeguati per assicurare condizioni di lavoro in linea con l’importanza del compito svolto. Solo così questa giornata di ricordo e riconoscenza potrà diventare uno stimolo per un cambiamento positivo, dando concretezza alla nostra immensa gratitudine”.

Bertolaso

Bertolaso: siamo ogni giorno al fianco degli operatori sanitari

L’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso ha sottolineato: “Non abbiamo bisogno di una giornata per celebrare gli operatori sanitari. Oggi sicuramente li ringraziamo per la competenza e la generosità con cui garantiscono la salute e il benessere dei nostri concittadini, ma ogni giorno lavoriamo insieme, con loro, per loro e per le persone che si impegnano a curare”.

Bertolaso ha concluso rivolgendosi direttamente al personale: “Siete il cuore e l’anima del nostro sistema sanitario  la forza e il coraggio di una Regione che affronta le sfide più difficili con determinazione e solidarietà. Assicuro il mio impegno costante per migliorare le condizioni di lavoro di chi come voi lavora tutti i giorni in prima linea”.

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