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Un posto al sole va in vacanza: le location delle riprese svelano l’Italia più autentica

Trent’anni e non sentirli: Un posto al sole, la soap più longeva della Tv italiana, non ha intenzione di fermarsi per l’estate e quest’anno ha in programma qualcosa di speciale. Per il 2026 porta i suoi protagonisti fuori dai panorami di Posillipo e Napoli a cui ci ha abituati raggiungendo meravigliose location di mare italiane che fanno pensare alle vacanze.

Da Roma a Istanbul (e viceversa) con il treno più romantico di sempre: il nuovo itinerario La Dolce Vita Orient Express

Dopo 143 anni di stop riparte il treno del lusso che inaugurerà la nuova rotta in autunno; il percorso del Dolce Vita Orient Express collega Istanbul a Roma e viceversa partendo ufficialmente il 22 ottobre con il primo viaggio. Per 5 giorni e 4 notti si vive l’esperienza di essere a bordo di convogli di lusso attraversando l’Europa godendosi i ritmi lenti.

L’itinerario da Roma a Istanbul

La partenza è prevista da Roma in serata e la prima sosta sarà a Venezia. La città romantica con canali e palazzi incanta; il convoglio riparte poi verso Budapest. La capitale ungherese entra nell’itinerario come rappresentante di quell’Europa centrale che nell’Ottocento era epicentro di un mondo imperiale e cosmopolita, poi frantumato dalla storia. Vale la pena sostarci, e il treno lo fa.

La tappa successiva è forse la più inaspettata per chi non conosce bene la Romania: Brașov e Sinaia, nel cuore dei Carpazi. Borghi medievali, castelli, foreste e un senso di isolamento geografico che oggi, nell’era dell’iperconnessione, suona quasi come un lusso. Il paesaggio cambia registro completamente rispetto all’Italia o all’Ungheria, e proprio questo dettaglio fa battere il cuore e convince tutti.

Poi la Turchia, l’ingresso in un continente che è già un altro mondo, e dunque Istanbul. Città sospesa tra Europa e Asia, stratificata su millenni di civiltà diverse, impossibile da esaurire in pochi giorni, ma capace di lasciare il segno già nelle prime ore. Il viaggio si chiude qui, sul Bosforo, dove l’acqua divide e unisce due mondi.

Gli interni di Dolce Vita Orient Express
La Dolce Vita Orient Express/Mr Tripper
Il viaggio da sogno a bordo del Dolce Vita Orient Express

L’itinerario da Istanbul a Roma

Il Dolce Vita Orient Express farà anche il percorso inverso da Istanbul a Roma sempre con un tragitto di 4 notti e 5 giorni. Dopo aver lasciato il Bosforo alle spalle attraverserà la Bulgaria fermandosi prima a Plovdiv e poi a Sofia arrivando dunque a Timișoara, in Romania. Si prosegue dunque nell’elegantissima Vienna per poi toccare i canali di Venezia prima di concludere l’esperienza nella Città Eterna. L’itinerario viene proposto come un’esperienza immersiva nella storia, nell’arte e nelle tradizioni gastronomiche europee grazie a visite culturali, incontri con artigiani e attività selezionate nelle varie fermate.

Suite della Dolce Vita Orient Express
Mr.Tripper
Dormire nella suite a bordo del Dolce Vita Orient Express è un sogno

Come prenotare e quanto costa

I biglietti per la tratta Roma-Istanbul si acquistano tramite il centro prenotazioni dedicato de La Dolce Vita Orient Express, raggiungibile attraverso il sito ufficiale.

I prezzi partono da circa 3.500 euro a persona a notte per le cabine Deluxe e salgono fino a circa 4.700 euro a persona a notte per le Suite. Si tratta di un’esperienza luxury e le prenotazioni per il viaggio inaugurale del 22 ottobre sono già aperte.

I servizi a bordo

A bordo il design richiama l’estetica italiana degli anni Sessanta con un tocco di nostalgia; a progettarlo è lo studio Dimorestudio che ha proposto interni caldi e un’atmosfera elegante ma sobria. Tra i servizi più incredibili c’è quello offerto dalla cucina dello chef tristellato Heinz Beck che propone un menù incredibile. L’idea è quella di proporre il lusso made in Italy nei viaggi unendo cultura e cura dei dettagli allontanandosi dalle megalomanie di alcune proposte internazionali per avvicinarsi a un’idea di eccellenza più discreta e consapevole.

Curona de Gherdëina, il trekking “deluxe” che reinventa le Dolomiti tra comfort e alta quota

Se avete sempre sognato attraversare le Dolomiti senza rinunciare all’anima selvaggia della montagna, ecco una buona notizia: un trekking che affianca quest’anima wild a un’idea di viaggio più fluida ma confortevole. È la Curona de Gherdëina, il trekking di cinque giorni che abbraccia la Val Gardena come una corona naturale fatta di cime leggendarie, altipiani e sentieri sospesi tra Unesco e immaginario alpino.

Il percorso si sviluppa per circa 60 chilometri e segue un anello che mette in scena alcuni dei paesaggi più riconoscibili delle Dolomiti: Odle, Puez, Sella, Sassolungo e Alpe di Siusi. La vera particolarità è la formula “deluxe”: al termine di ogni giornata, invece del classico rifugio in quota, si rientra nei paesi della valle (Ortisei, Santa Cristina, Selva di Val Gardena) dove hotel, pensioni e servizi wellness permettono di recuperare energie senza perdere il contatto con il territorio. La logistica gioca un ruolo chiave, con impianti di risalita, collegamenti efficienti e la Val Gardena Mobil Card che rendono le tappe più flessibili, mentre la Val Gardena Card amplia le possibilità di movimento. È, insomma, un’escursione pensata per camminatori esperti, ma modulabile, dove il dislivello si alleggerisce grazie a una rete di mobilità integrata.

Un viaggio a tappe tra le Dolomiti

La Curona de Gherdëina si apre con una progressione più narrativa che geografica, dove le tappe non sono solo segmenti di percorso, ma capitoli di un unico paesaggio in trasformazione. Si parte dalle Odle e dal Seceda, dove la linea delle creste sembra disegnata a mano e i panorami si aprono su terrazze naturali tra le più fotografate delle Dolomiti. Qui il paesaggio alterna dolcezza e verticalità, con scorci che cambiano a ogni curva del sentiero.

Odle, Val Gardena
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Panorama su Odle, Val Gardena

Il secondo giorno entra in scena il Puez, un altopiano quasi lunare che sposta il registro verso un ambiente più essenziale e minerale. È una montagna che si svuota di colore per diventare forma pura, tra rocce chiare, silenzi lunghi e orizzonti che sembrano infiniti.

Fabrizia Postiglione
L’emozione del trekking sul massiccio del Sella

La terza tappa è la più sorprendente, il massiccio del Sella. Un attraversamento che ha il sapore dell’alta montagna classica, tra il lago Pisciadù e il Sentiero delle Leggende, fino alla discesa nella Val Lasties. Qui la dimensione del trekking diventa più fisica, più verticale, quasi rituale.

Lago del Pisciadù - Dolomiti
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Lago del Pisciadù, Dolomiti

Attorno al Sassolungo si sviluppa il quarto giorno, forse il più scenografico. Il paesaggio cambia continuamente prospettiva: la Città dei Sassi, i panorami sulla Marmolada e sul Catinaccio, i sentieri che sembrano disegnare un anfiteatro naturale sospeso tra luce e roccia.

Il gran finale arriva all’Alpe di Siusi, il più grande altopiano d’Europa, dove la montagna si distende e si addolcisce. Malghe, prati aperti e linee morbide chiudono il percorso con un ritmo completamente diverso, quasi contemplativo.

Alba all'Alpe di Siusi con Sassolungo sullo sfondo
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L’Alpe di Siusi con il Sassolungo sullo sfondo

Un nuovo modo di vivere la montagna

La Curona de Gherdëina rappresenta una lettura contemporanea del trekking alpino: meno rigidità, più modularità, meno isolamento, più connessione con i servizi della valle. Non si tratta di semplificare la montagna, ma di renderla più accessibile senza tradirne la natura. In questo equilibrio tra esperienza fisica e comfort, tra sentieri e ospitalità, si disegna una nuova idea di viaggio nelle Dolomiti che parla non solo di conquista della vetta, ma di immersione lenta in un paesaggio che cambia volto a ogni passo.

Salone del Libro di Torino 2026, i luoghi e gli eventi più belli da non perdere in città

Dal 14 al 18 maggio, il Salone Internazionale del Libro di Torino 2026 trasforma ancora una volta Torino in una gigantesca mappa culturale a cielo aperto. Non è soltanto una fiera editoriale, ormai si sa che questo è uno di quegli eventi che cambiano il ritmo della città, riempiono tram e caffè di conversazioni sui libri, accendono cortili storici e musei fino a tarda sera. Il tema scelto per questa edizione, “Il mondo salvato dai ragazzini”, omaggia il capolavoro di Elsa Morante e sembra perfetto per raccontare una Torino creativa, curiosa e piena di nuove generazioni che occupano spazi culturali sempre più dinamici.

Il cuore della manifestazione resta il Lingotto Fiere, ma durante quei cinque giorni il Salone invade praticamente ogni quartiere. È il momento ideale per scoprire la città in una veste diversa, tra incontri con autori, installazioni artistiche, mostre e reading sparsi ovunque, anche chi arriva a Torino per un weekend finisce inevitabilmente dentro quell’atmosfera un po’ cinematografica che il Salone porta con sé da anni – sempre più vicino, sotto questo punto di vista, a Milano e alle sue “week”.

Dal Lingotto alla Pista 500, i luoghi del Salone 2026

L’epicentro resta il complesso del Lingotto a Torino, ex fabbrica FIAT diventata uno dei poli culturali più partecipati d’Italia. Qui si concentrano i padiglioni della fiera, gli incontri principali e gli spazi dedicati all’editoria indipendente, ma una delle esperienze più suggestive si trova sopra il Salone, letteralmente.

Veduta del Lingotto di Torino
Getty Images
Veduta del Lingotto di Torino

La Pista 500, il celebre circuito di collaudo sul tetto del Lingotto oggi trasformato dalla Pinacoteca Agnelli in un giardino pensile e parco d’arte contemporanea, sarà ancora una volta uno dei luoghi più affascinanti della manifestazione. Salire lungo la storica rampa elicoidale e ritrovarsi a 28 metri d’altezza, con le Alpi sullo sfondo e i tetti di Torino davanti agli occhi, è già di per sé parte del viaggio.

Qui si terranno talk all’aperto dedicati a Elsa Morante con Giulia Caminito, Chiara Valerio e Ludovica Lugli, oltre a incontri che spaziano dall’arte alla fotografia e al design. Tra gli appuntamenti più attesi ci sono le conversazioni con Massimo Recalcati e Ferdinando Scianna, mentre Paolo Nori guiderà una serie di lezioni dedicate alla letteratura russa.

Anche il Bookstock, da anni anima del Salone, avrà un ruolo centrale nell’edizione 2026. Qui si potranno vedere le opere finaliste del Silent Book Contest – Gianni De Conno Award, concorso internazionale dedicato agli albi illustrati senza parole che porta a Torino artisti da oltre 50 Paesi. Sempre all’interno del Salone debutta anche L’isola di Arturo, nuovo spazio-libreria dedicato all’editoria indipendente per l’infanzia, con illustrazioni ispirate al mondo narrativo di Elsa Morante.

Il Salone Off conquista Torino

Per capire davvero quanto il Salone sia legato alla città bisogna però uscire dal Lingotto. È qui che entra in scena il Salone Off 2026, in programma fino al 19 maggio, con eventi distribuiti in tutta Torino e nell’area metropolitana.

Le location coinvolte raccontano una città culturale stratificata e sorprendente. Il Museo Egizio ospita collaborazioni speciali e incontri tematici, mentre il Polo del ‘900 continua a essere uno degli hub più interessanti per dibattiti contemporanei, memoria storica e nuove narrazioni. Anche la Reggia di Venaria entra nel programma con appuntamenti che uniscono patrimonio storico e letteratura.

I musei gratis per la Festa della mamma 2026
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Vista sul Museo Egizio di Torino

Nel quartiere di San Salvario torna invece Il Ballatoio – storie a domicilio, progetto che porta letture e racconti direttamente negli spazi condivisi dei palazzi, quasi come una piccola serie TV urbana dal vivo. È una delle iniziative che meglio rappresentano lo spirito del Salone Off: meno istituzionale, più intimo e profondamente torinese.

Curiosissima anche l’iniziativa organizzata sui minibus elettrici GTT, che diventano piccoli salotti letterari itineranti con letture ad alta voce dedicate alle poesie greche e ai temi del Salone. Un modo diverso di attraversare il centro città, magari passando tra Piazza Castello, Via Po e i portici storici che a maggio diventano ancora più vivi

Chi visita Torino durante il Salone dovrebbe ritagliarsi anche il tempo per esplorare alcuni dei suoi luoghi culturali più emblematici, dal Castello di Rivoli, protagonista del progetto “Scuola della Curiosità”, fino agli spazi della Fondazione Merz, sempre più centrali nella scena artistica cittadina.

Tra gli appuntamenti più affascinanti del Salone Internazionale del Libro di Torino 2026 c’è anche il grande omaggio a Carlo Collodi, protagonista di una serie di eventi speciali legati al bicentenario della sua nascita. Torino riscopre così l’universo di Le avventure di Pinocchio attraverso mostre, incontri e installazioni diffuse tra gli spazi del Salone e la città.

Tra le esposizioni più attese spicca “Eccellenze Italiane. I vestiti nuovi di Pinocchio”, realizzata in collaborazione con la Bologna Children’s Book Fair. La mostra raccoglie 25 opere firmate da grandi illustratori internazionali e maestri italiani come Emanuele Luzzati e Lorenzo Mattotti, trasformando il personaggio di Pinocchio in una chiave visiva contemporanea tra arte, letteratura e memoria collettiva.

Anche il Salone Off 2026 dedica spazio al celebre burattino con eventi teatrali e letture immersive come “Pinocchio come non lo avete mai ascoltato”, confermando come l’edizione 2026 punti molto sul dialogo tra immaginario classico e nuove generazioni. In una Torino che durante il Salone sembra vivere dentro un romanzo, Pinocchio torna così a essere simbolo di scoperta, viaggio e trasformazione.

Tra gli eventi più particolari del Salone Off 2026 spicca anche il Silent Book Party ospitato alla Reggia di Venaria, format sempre più amato che trasforma la lettura in un’esperienza collettiva e immersiva tra sale storiche e atmosfere quasi cinematografiche. Tra gli appuntamenti più attesi ci sono anche gli incontri con Dacia Maraini e gli eventi speciali ospitati sempre dal Museo Egizio insieme al direttore Christian Greco.

Venaria Reale, Torino
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Un angolo della Reggia di Venaria Reale

Il 17 maggio il Salone cambia invece completamente ritmo con l’Official After Party del Salone Off al Mercato Centrale Torino. Dalle 14 fino a mezzanotte, talk, libri e DJ set dedicati alla storia del clubbing e della techno italiana trasformano uno degli spazi più vivi della città in una piccola notte bianca culturale. In console saliranno anche Max Casacci, Pier Funk e Stefano Fontana, in un mix che racconta perfettamente quanto il Salone del Libro sia ormai diventato molto più di una semplice manifestazione editoriale.

A Foligno tornano le “Giornate Dantesche”: 5 giorni nel segno di Dante

Foligno si prepara a rinnovare uno dei legami più profondi e identitari della sua storia culturale: quello con Dante Alighieri e la sua opera immortale: dall’8 al 12 aprile 2026 tornano le “Giornate Dantesche”, una manifestazione che negli anni ha consolidato il ruolo del capoluogo umbro come crocevia privilegiato tra memoria letteraria e sperimentazione contemporanea.

L’evento si inserisce in un contesto storico di eccezionale rilievo: proprio a Foligno, l’11 aprile 1472, vide la luce la prima edizione a stampa della Divina Commedia, un passaggio fondamentale nella storia della diffusione del testo dantesco e, più in generale, della cultura europea.

L’XI Canto del Paradiso e l’omaggio a San Francesco

Il filo conduttore dell’edizione 2026 è rappresentato dall’XI Canto del Paradiso, uno dei momenti più alti e simbolici della terza cantica dantesca, dedicato alla figura di San Francesco d’Assisi. La scelta non è casuale: ricorre infatti l’ottavo centenario della morte del santo, figura centrale non solo nella spiritualità cristiana ma anche nell’immaginario culturale europeo.

In questo canto, Dante affida alla voce di San Tommaso d’Aquino un elogio intenso e articolato di Francesco, restituendone il profilo di riformatore radicale e di testimone di una povertà vissuta come scelta assoluta. Il legame con Foligno si fa qui significativo: è proprio nel territorio folignate che Francesco compì il gesto emblematico della rinuncia ai beni materiali, episodio che ancora oggi conserva una forte carica simbolica.

Le Giornate Dantesche 2026 si propongono così di rileggere questo nodo tematico alla luce della contemporaneità, interrogandosi sul valore attuale dei messaggi francescani e sulla loro capacità di dialogare con le sfide del presente.

Foligno e la nascita della stampa della Commedia

La centralità di Foligno nella storia dantesca affonda le radici nel XV secolo, quando la città si affermò come uno dei poli più dinamici della nascente industria tipografica. L’editio princeps della Commedia fu realizzata nella bottega Orfini-Numeister grazie alla collaborazione tra il prototipografo Johann Numeister, l’orafo Emiliano Orfini e il notaio Evangelista Angelini.

Tale episodio segna un punto di svolta nella trasmissione del sapere: la Commedia, fino ad allora diffusa in forma manoscritta, entra nel circuito della stampa e si rende accessibile a un pubblico più ampio.

Oggi, questa eredità è custodita e valorizzata nel Museo della Stampa ospitato a Palazzo Orfini, dove sono conservate testimonianze fondamentali delle prime produzioni tipografiche, insieme a documenti che raccontano la vivacità economica e culturale del territorio tra XV e XIX secolo.

Museo della Stampa a Foligno, Umbria
Ufficio Stampa ADD Comunicazione ed Eventi
Particolare del Museo della Stampa a Foligno

Un programma tra alta divulgazione e partecipazione

Le Giornate Dantesche 2026 si distinguono per un programma di alto profilo, che vede la partecipazione di studiosi, scrittori e protagonisti della cultura italiana: l’apertura dei lavori sarà affidata a Andrea Riccardi, mentre la chiusura vedrà l’intervento del medievista Franco Cardini.

Nel corso delle cinque giornate si alterneranno voci autorevoli come Antonella Anedda e Donatella Di Pietrantonio, chiamate a confrontarsi con l’eredità dantesca in un dialogo che mette in relazione letteratura classica e produzione contemporanea.

Accanto agli incontri, la manifestazione propone momenti ormai consolidati come la Maratona Dantesca, dedicata alla lettura integrale del Paradiso, e la fiera editoriale “Pagine a corte”, che trasforma la Corte di Palazzo Trinci in uno spazio di incontro tra editori, studiosi e pubblico.

Scuole, laboratori e nuove esperienze sul territorio

Un elemento distintivo delle Giornate Dantesche è il forte coinvolgimento delle nuove generazioni: il progetto “Commediando” chiama gli studenti delle scuole secondarie a confrontarsi con il testo dantesco, reinterpretando l’XI Canto del Paradiso mediante linguaggi espressivi contemporanei. L’esperienza culmina in una restituzione pubblica che rende i partecipanti protagonisti attivi della manifestazione.

In parallelo, il programma si arricchisce di laboratori dedicati alla vita quotidiana nel Medioevo, esplorata tramite il cibo, la moda e la musica. Di notevole importanza è poi il lavoro sulla vocalità medievale e sulle laudi francescane, che propone al pubblico una dimensione sonora spesso trascurata ma fondamentale per comprendere la cultura dell’epoca.

Tra le novità più originali figura infine il Dog Trekking in programma il 12 aprile, un’esperienza che unisce escursionismo, educazione ambientale e riflessione spirituale: l’itinerario si snoda tra Trevi e la Fascia Olivata Assisi-Spoleto, per una modalità di fruizione lenta e consapevole del paesaggio ispirata al rapporto armonico con la natura testimoniato da San Francesco.

Torna il Sicilia Express: il treno che accorcia le distanze per le vacanze di Pasqua

In vista delle vacanze di Pasqua, che quest’anno si celebrano il 5 aprile, torna sui binari il Sicilia Express, il collegamento ferroviario speciale che unisce il Nord e il Centro Italia a Palermo e Siracusa. L’iniziativa, promossa dall’Assessorato alle Infrastrutture e alla Mobilità della Regione Siciliana, ritorna dopo il successo dello scorso anno per offrire una soluzione di viaggio più sostenibile ed economica rispetto ai voli di linea, facilitando il rientro nell’isola durante il periodo festivo.

I treni, i cui biglietti sono disponibili da sabato 28 marzo, partiranno da Torino giovedì 2 aprile per attraversare l’Italia a tariffe agevolate, con il viaggio di ritorno verso il capoluogo piemontese previsto per martedì 7 aprile. Anche questa volta l’esperienza a bordo non sarà soltanto funzionale allo spostamento, perché il tragitto diventerà uno spazio di intrattenimento culturale e gastronomico. Tra masterclass e performance artistiche curate da ambassador siciliani, il viaggio si trasforma anche in un’occasione per conoscere nuove persone.

Il Sicilia Express per Pasqua 2026

Il Sicilia Express torna per garantire il diritto alla mobilità, offrendo un’alternativa al fenomeno del caro voli che condiziona soprattutto le partenze durante le festività. Per farlo, mette a disposizione dei passeggeri tariffe agevolate e posti aggiuntivi rispetto alla normale programmazione ferroviaria.

L’estetica del convoglio gioca un ruolo centrale nel racconto del viaggio: per il secondo anno consecutivo, la creatività di Alessandro Enriquez trasforma il treno in un manifesto visivo. La grafica inedita celebra l’energia del Mediterraneo, trasformando i vagoni in un simbolo del ritorno alle proprie radici.

Oltre al valore funzionale, infatti, il Sicilia Express si propone come una sorta di festa itinerante. Durante il tragitto, i viaggiatori possono partecipare a momenti di convivialità, tra esperienze culturali e degustazioni di prodotti tipici della tradizione siciliana.

Per quanto riguarda il comfort, invece, sono previste due tipologie principali di sistemazione: la carrozza cuccette, ideale per chi viaggia in notturna, con cabine da 6 letti, e il posto a sedere in scompartimenti da 6 posti.

Le tappe del Sicilia Express per le vacanze di Pasqua

Il Sicilia Express unisce le principali città del Nord e del Centro Italia alla Sicilia. Il viaggio di andata parte giovedì 2 aprile da Torino Porta Nuova alle 11:50, per poi toccare altri grandi nodi ferroviari.

Dopo la partenza da Torino, il treno ferma a Milano Lambrate (14:21), per poi scendere verso l’Emilia con tappe a Parma (15:38), Modena (16:03) e Bologna Centrale (16:31). La discesa prosegue via Firenze S.M. Novella (18:19) e Roma Tiburtina (22:44), fino a raggiungere Salerno (02:04).

Una volta arrivato sull’isola, il treno si divide in due sezioni per servire contemporaneamente i due versanti dell’isola:

  • Sezione Palermo: fermate a Messina, Milazzo, Capo d’Orlando, S. Stefano di C., Cefalù, Termini Imerese, Bagheria, Palermo;
  • Sezione Siracusa: Messina, Taormina, Giarre Riposto, Acireale, Catania, Lentini, Augusta, Siracusa.

Il viaggio verso Torino è previsto per martedì 7 aprile. Gli orari di partenza dai due capolinea siciliani sono studiati per permettere il ricongiungimento dei vagoni a Messina e la risalita notturna. Da Palermo si parte alle 12:45 e da Siracusa alle 13:55.

I biglietti

I biglietti per il Sicilia Express sono già disponibili per l’acquisto. La prenotazione può essere effettuata online attraverso il sito ufficiale di FS Treni Turistici Italiani oppure tramite tutti i canali di vendita convenzionali di Trenitalia, inclusi l’app ufficiale, le biglietterie di stazione, i distributori self-service e le agenzie di viaggio.

I prezzi sono da Torino e Milano 29,90 euro, da Parma e Firenze 27,90 euro e da Roma e Salerno 24,90 euro.

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