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La Route 66 compie 100 anni: da Springfield partono i festeggiamenti

La storica Route 66 compie 100 anni e gli Stati Uniti si preparano a celebrarla in grande stile. Il via ufficiale ai festeggiamenti parte da Springfield, città simbolo della “Mother Road”, che dal 30 aprile al 3 maggio 2026 ospiterà il National Route 66 Centennial Kickoff Celebration. Quattro giorni di eventi, musica e rievocazioni che rendono omaggio a una delle strade più iconiche al mondo, capace di incarnare lo spirito del viaggio on the road e della libertà americana.

Springfield, culla della Route 66

Non è un caso che sia proprio Springfield ad aprire le celebrazioni del centenario. Da qui, il 30 aprile 1926, venne inviato il telegramma diretto a Washington D.C. con la proposta di assegnare il numero 66 alla nuova arteria che avrebbe collegato Chicago a Santa Monica. Un momento storico che ha segnato la nascita di un mito.

La città del Missouri celebra ogni anno, ad agosto, questo legame con il Birthplace of Route 66 Festival, ma nel 2026 l’atmosfera sarà ancora più speciale. Ad aprire ufficialmente il programma, il 30 aprile, è un grande concerto alla Great Southern Bank Arena della Missouri State University, con protagonisti i Little Big Town e altri artisti della scena country e rock americana. A presentare la serata sarà anche John Goodman, originario proprio del Missouri.

Tra i momenti più simbolici spicca la dedica della Birthplace Plaza (30 aprile ore 16), con una nuova installazione artistica che ricorda il punto esatto da cui partì il celebre telegramma. Un tributo che rafforza il ruolo di Springfield come cuore storico della Route 66.

Route 66 gli eventi per il centenario
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Rockwood Motor Court, motel a Springfield

Parate, mostre e spettacoli: gli altri eventi

Il programma del National Route 66 Centennial Kickoff Celebration è ricco e variegato, pensato per coinvolgere appassionati, famiglie e viaggiatori. Per tutto il weekend, il Gillioz Theatre ospiterà una mostra itinerante dedicata al centenario, con fotografie e materiali d’archivio che raccontano un secolo di storia americana.

Tra gli eventi più attesi c’è la “Celebrate America on Route 66 Parade” (1 maggio ore 18), una suggestiva sfilata di veicoli d’epoca prodotti tra il 1926 e il 1985, che ripercorrono idealmente l’evoluzione del viaggio su strada. Non mancano spettacoli scenografici come l’illuminazione del Jefferson Avenue Footbridge, accompagnata da musica dal vivo e da un moderno show di droni (1 maggio ore 19-21).

Gli appassionati di auto storiche potranno invece immergersi nel Red, White & Bridge Bash Car Show (2 maggio ore 8-13), mentre chi cerca un’esperienza più elegante potrà partecipare al National Route 66 Centennial Telegraph Ball (2 maggio ore 18), gala ispirato agli anni Venti con cena, musica swing, asta benefica e atmosfera retrò.

A completare il programma del 2 maggio, eventi diffusi lungo la Historic Commercial Street tra street food, attività per famiglie e intrattenimento continuo, oltre alla proiezione in anteprima (3 maggio) del filmDust to Malibu”, girato in gran parte proprio a Springfield.

Eventi per il centenario della Route 66
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Gary’s Gay Parita, Route 66

Informazioni utili e come arrivare

Visitare Springfield durante i festeggiamenti del centenario della Route 66 significa vivere un’esperienza immersiva nella cultura americana. In questo periodo, a Springfield, il clima è particolarmente favorevole: le temperature variano tra i 18°C e i 25°C, ideali per partecipare agli eventi all’aperto.

Raggiungere Springfield dall’Italia richiede uno scalo negli Stati Uniti, con collegamenti verso lo Springfield–Branson National Airport tramite hub principali come Chicago, Dallas, Atlanta o Denver. Dall’aeroporto, il centro città è facilmente accessibile in auto o con servizi di trasporto locali.

Per chi desidera partecipare agli eventi più richiesti, come il concerto inaugurale, è consigliabile consultare il sito ufficiale Route66kickoff.

La Route 66 festeggia 100 anni
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Waynesville, Carolina del Nord

Capodanno 2026 a Napoli: la musica e gli eventi per dare il benvenuto al nuovo anno

A Napoli il Capodanno 2026 si festeggia in grande con ben 4 giorni di eventi, feste e attività. Le piazze, la zona del lungomare e i vicoli più antichi sono tutti coinvolti nel saluto al 2025 e nel dare il benvenuto al nuovo anno. Dal 29 dicembre al 1 gennaio eventi gratuiti, concerti e spettacoli animano la città. Ecco cosa fare nella città capoluogo della Campania per l’ultimo dell’anno.

Aspettando il Capodanno: gli eventi

I festeggiamenti prendono il via il 29 dicembre con un grande evento dedicato all’identità musicale partenopea. Al PalaVesuvio di Ponticelli, il racconto sonoro attraversa decenni di storia, mescolando radici popolari, contaminazioni soul e nuove visioni urbane.

Il 30 dicembre è la giornata dedicata alle nuove generazioni. Giovani artisti, rap, urban e contaminazioni elettroniche accendono il palco con una sfida creativa che guarda al futuro. Se amate scoprire talenti emergenti e respirare l’energia delle nuove scene musicali, questa è la serata che fa per voi.

Per chi cerca qualcosa di più tranquillo, ci sono i concerti nei teatri storici come il San Carlo, o nelle basiliche del centro antico, con musica sacra e classica per salutare l’anno. Vale la pena anche fare un giro a San Gregorio Armeno: pure a Capodanno la strada dei presepi è animata, tra botteghe, tradizione e quella dose di ironia che non manca mai.

Il grande concerto in Piazza del Plebiscito

La notte di San Silvestro vi conduce nel cuore scenografico della città. In Piazza del Plebiscito, incorniciata dal Palazzo Reale e dalla Basilica di San Francesco di Paola, va in scena il concerto più atteso. Insomma, intrattenimento musicale protagonista come per il Capodanno a Roma. A partire dalla sera e fino alle prime ore del nuovo anno, vi ritroverete a cantare e ballare con artisti amatissimi dal pubblico italiano, tra cui Elodie e Serena Brancale, insieme a ospiti che rappresentano diverse anime della musica napoletana e nazionale.

Il momento più atteso arriva a mezzanotte: si brinda tutti insieme, le luci si accendono, la gente si abbraccia e c’è quella sensazione particolare di cominciare l’anno nuovo in uno dei posti più belli d’Italia. È una festa aperta a tutti, che riesce a far stare insieme persone di età diverse sotto lo stesso cielo.

DJ Set sul lungomare

Se dopo il concerto avete ancora voglia di ballare, il lungomare vi aspetta. Tra piazza Vittoria e la Rotonda Diaz, la musica elettronica accompagna la notte fino all’alba, con il mare come sfondo e il Vesuvio che osserva in silenzio. Poco dopo la mezzanotte, lo sguardo si alza verso il cielo: i fuochi d’artificio illuminano la zona di Castel dell’Ovo e via Partenope, ma anche le colline del Vomero e Posillipo rispondono con giochi di luce spontanei. È uno spettacolo diffuso, imperfetto e meraviglioso, proprio come Napoli che è, a tutti gli effetti, una delle mete low cost dove trascorrere il Capodanno.

1° gennaio: il buongiorno con That’s Napoli

Il nuovo anno si apre in musica anche di giorno. A mezzogiorno del 1° gennaio, piazza Municipio ospita la nuova edizione di That’s Napoli Live Show. Un coro potente e coinvolgente, accompagnato da musicisti dal vivo, vi regala un concerto che unisce classici napoletani e grandi successi internazionali in mash-up sorprendenti. È il modo migliore per iniziare il 2026 con un sorriso, lasciandovi trasportare da voci che raccontano Napoli al mondo.

Itinerario di Natale in Alsazia: Colmar, Strasburgo, Riquewihr, Eguisheim e Kaysersberg

L’Alsazia a dicembre è un racconto che si ripete ogni anno con pochissime varianti: luci allineate sui tetti a graticcio, profumo di spezie e pane speziato, bancarelle che costellano piazze medievali e una calma che invita a camminare senza fretta. È una regione che si presta all’itinerario perfetto per chi cerca la festa del Natale immersa in un paesaggio umano, fatto di botteghe artigiane, insegne di legno e piatti caldi attorno a tavolate conviviali. Questo itinerario di quattro giorni è pensato per chi desidera assaporare l’essenziale dell’Alsazia natalizia: una base comoda, passeggiate lente e tappe in villaggi storici.

Dall’Italia settentrionale si può raggiungere l’Alsazia con diverse opzioni valide: in auto, con un viaggio panoramico via Svizzera passando per Basilea, che regala paesaggi alpini e la libertà degli spostamenti, oppure in treno o in aereo, con voli diretti su Basilea-Mulhouse o collegamenti ferroviari con destinazione Strasburgo o Colmar. Per l’itinerario proposto è consigliabile noleggiare un’auto: i villaggi sono compatti ma sparsi e l’auto permette di seguire la celebre Route des Vins con tempi comodi. In alternativa, Strasburgo o Colmar sono buone basi da cui organizzare escursioni giornaliere.

Giorno 1, Colmar

Colmar in inverno somiglia a una scenografia: canali tranquilli, ponticelli e facciate a graticcio che, nelle settimane di Natale, si trasformano in cornici per installazioni luminose, proiezioni e decorazioni che occupano tetti, finestre e marciapiedi. Chi ci è già stato afferma che la città sembra una Venezia in miniatura, ma più ordinata e tagliata su misura per il Natale: tutto è pulito, misurato, perfetto per passeggiate in famiglia.

Il centro storico si visita facilmente a piedi. I mercatini natalizi di Colmar, dislocati su più piazze e vie, offrono artigianato locale, addobbi natalizi (tra cui eleganti soldatini schiaccianoci), dolci tipici e vin brûlé. Tra le soste gastronomiche suggerite ci sono le winstub, dove ordinare zuppe dense, stinchi succosi, escargot e la tipica tarte flambée (in alsaziano flammekueche), una “pizza” sottile con formaggio, pancetta e cipolla. Per chi ama il formaggio, raclette e piatti caldi si trovano ai mercatini: il fumo che sale dalle postazioni è parte del paesaggio sensoriale. La pasticceria in Alsazia merita una menzione a parte: croissant, éclair, bignè e dolci speziati come il pain d’épices sono presenti in ogni boulangerie e contribuiscono all’atmosfera. Vi sono anche botteghe specializzate in cioccolato: nei pressi della grande chiesa collegiale del centro storico si trova persino un museo dedicato al cioccolato, utile per una pausa golosa tra una visita e l’altra.

Per l’itinerario: mattina tra i canali e la Petite Venise (il tour in barca è in inglese, ma lo staff è gentile e preparato e vi svelerà chicche e segreti sulla città – come il fatto che Colmar ha una sua Statua della Libertà dato che il creatore dell’originale newyorkese nacque proprio qui!), pranzo in una winstub, pomeriggio tra i mercatini e la ruota panoramica (quando presente) e serata con cena tradizionale e passeggiata tra le luci: un mix irresistibile di esperienze che rende Colmar ideale come prima tappa.

Giorno 2, Strasburgo

Strasburgo merita almeno una giornata intera, idealmente due se si desidera visitarla con calma. La città, con la sua grande cattedrale gotica e l’isola centrale (Grande Île), ospita uno dei mercatini natalizi più antichi e vasti d’Europa. In questo periodo, qui le piazze principali si animano di bancarelle con artigianato raffinato, decorazioni e specialità gastronomiche alsaziane.

Strasburgo, Natale
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Vista sui mercatini di Natale nella città di Strasburgo

La visita a Strasburgo combina: la cattedrale e la sua terrazza (per chi desidera la vista), il quartiere di Petite France con i suoi canali e case a graticcio e le vie pedonali che offrono caffè, bistrot e punti di degustazione. Serate lunghe tra luci e vin brûlé, opportunità di assistere a spettacoli di luci e, per chi viaggia con bambini, giostre e intrattenimenti dedicati. Per chi ama i centri più grandi e festosi, Strasburgo è il punto ideale da cui partire per esplorare gli altri borghi.

Giorno 3, Riquewihr ed Eguisheim

Dedicare mezza giornata a Riquewihr è sufficiente per comprendere il fascino del borgo: stradine acciottolate, palazzi signorili e una concentrazione di bancarelle che sembra sospesa nel tempo. Riquewihr, posizionata sulla Route des Vins, mantiene un’atmosfera raccolta, ideale per chi cerca foto da cartolina e acquisti di prodotti tipici. Una piccola curiosità che sfugge ai visitatori più frettolosi riguarda il Dolder, la torre-porta del XIII secolo che domina il paese. Salendo al suo interno, spesso ignorato da chi si limita a fotografarla dall’esterno, si accede a un antico corpo di guardia che conserva strumenti e reperti legati alla vita del borgo fortificato. Dall’alto, la vista sui vigneti disegna una sorta di anfiteatro naturale attorno al paese, chiarendo perché Riquewihr fosse considerata una delle “perle” della Route des Vins già ai tempi dei conti di Wurtemberg. E sì, è questo il borgo a cui si ispirarono i disegnatori Disney per La Bella e la Bestia.

Riquewihr, Natale
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Riquewihr avvolta dalle luci magiche del Natale

A poca distanza, Eguisheim è un concentrato di immagini perfette: cerchi concentrici di case colorate intorno al centro storico, botteghe artigiane e un mercatino intimo. Tra le chicche più significative, la cappella di Saint-Léon IX ricorda che Eguisheim diede i natali a un papa dell’XI secolo. Nonostante le dimensioni ridotte, la cappella custodisce affreschi che raccontano la vita del santo e conferiscono al luogo un’aura quasi fuori dal tempo. Un’altra curiosità si trova ai margini del centro: alcune delle cantine storiche di Eguisheim conservano ancora antichi recipienti in legno da migliaia di litri, sopravvissuti alle guerre e rimasti parte della tradizione vinicola locale.

Se il tempo lo consente, vale la pena combinare le due tappe in un’unica giornata: la visita a Riquewihr al mattino e un pomeriggio a Eguisheim per assaporare con calma i negozi di decorazioni e le pasticcerie.

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Il magico paese di Eguisheim durante le feste di Natale

Giorno 4, Kaysersberg 

Kaysersberg è un borgo che conquista per la sua naturalezza: un ponte fortificato, case in pietra e legno e una selezione di mercatini che privilegiano l’artigianato locale e i produttori del territorio.

L’intera giornata può essere dedicata a Kaysersberg e a qualche tappa lungo la Route des Vins: cantine, negozi di prodotti regionali e degustazioni strutturate (da affrontare con moderazione, ovviamente). La sera, rientro a Colmar o Strasburgo a seconda della base scelta e, ve lo assicuriamo, questo viaggio vi farà tornare a casa che crederete ancora una volta, anche se non più bambini, sia alle fiabe, che a Babbo Natale.

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L cittadina alsaziana di Kaysersberg a Natale

L’Islanda ha organizzato un festival epico per celebrare l’eclissi solare totale del 2026

Ci sono eventi che capitano una volta ogni tanto e poi ci sono quelli che letteralmente non si ripeteranno più in una vita intera. L’Islanda, terra di ghiaccio e di fuoco, si prepara a ospitare uno di questi momenti irripetibili: l’eclissi solare totale del 2026. E, siccome gli islandesi non sanno fare le cose a metà, per celebrarla hanno deciso di organizzare un festival che promette di essere epico, un concentrato di musica, arte, scienza e spiritualità incastonato in uno dei paesaggi più selvaggi e suggestivi del pianeta.

Dal 12 al 15 agosto 2026, la penisola di Snæfellsnes diventerà quindi il cuore pulsante di un evento che unisce astronomia, cultura e magia collettiva. Quattro giorni in cui il sole e la luna daranno spettacolo in cielo, mentre sulla terra l’umanità danzerà, ascolterà musica, parteciperà a rituali cosmici e si lascerà attraversare da quell’energia unica che solo un’eclissi totale può scatenare.

Quando avverrà l’eclissi solare totale del 2026

Per capire l’eccezionalità di quello che accadrà bisogna guardare indietro nel tempo: l’ultima eclissi totale visibile dall’Islanda risale al 1954. Questa volta, invece, l’appuntamento è fissato al 12 agosto 2026 alle 17:47: due minuti di buio surreale in cui il sole e la luna si allineeranno perfettamente, trasformando il cielo in un palcoscenico sospeso.

Ma non è tutto. L’eclissi coinciderà con il picco delle Perseidi, lo sciame meteorico più spettacolare dell’anno. Tradotto: oltre al brivido di trovarsi immersi nell’oscurità totale, sarà possibile ammirare decine di stelle cadenti che squarciano il cielo notturno, senza le luci artificiali a disturbare lo show. Una combo così perfetta che sembra scritta niente di meno che dagli dèi nordici.

Il programma dell’Island Eclipse Festival

L’Iceland Eclipse Festival non sarà una semplice celebrazione scientifica, ma un’esperienza multisensoriale. In programma ci sono concerti, performance artistiche, installazioni luminose e attività immersive pensate per accompagnare l’attesa e il momento clou dell’eclissi.

La line-up è già scintillante: tra i nomi confermati ci sono Berlioz e Meduza, pronti a trasformare il paesaggio vulcanico in una gigantesca dancefloor sotto le stelle. Ma non solo musica: ci saranno talk con scienziati e visionari, cerimonie collettive, esperienze di wellness, meditazioni guidate e pratiche spirituali ispirate alle tradizioni delle antiche comunità che da sempre celebrano i fenomeni celesti.

L’anima del festival è proprio questa: unire la modernità della musica elettronica e delle arti digitali con la dimensione ancestrale del cielo e dei suoi misteri. Non a caso l’evento è co-creato da IMXP, piattaforma di esperienze immersive e da Secret Solstice, il celebre festival islandese che ogni anno celebra il sole di mezzanotte.

Dove dormire durante il festival

Chi parteciperà all’evento qui in Islanda potrà scegliere tra alloggi privati e guesthouse locali a Hellissandur, un villaggio di pescatori che oggi si fregia del titolo di “capitale islandese della street art”, oppure vivere appieno lo spirito nomade con soluzioni di camping e glamping direttamente sul sito del festival. Immaginate di addormentarvi in tenda circondati da montagne vulcaniche e di svegliarvi con il mare del Nord Atlantico che vi ruggisce accanto: non è il solito campeggio.

Oltre allo spettacolo naturale e al divertimento, l’Iceland Eclipse Festival ha un’anima profonda. L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è quello di creare un ponte tra islandesi e comunità globali, unendo persone di culture diverse in un momento di connessione universale.

Chi vorrà partecipare dovrà sbrigarsi: i ticket sono già richiestissimi e, come recita il claim del festival, questo è davvero un evento “once in a lifetime”. Perché sì, nel 2196 ci sarà un’altra eclissi in Islanda…ma dubitiamo che avrete voglia di aspettare così a lungo.

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