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L’eclissi solare più attesa dell’anno sarà visibile anche dall’Italia: i luoghi migliori per vederla

Ti appassiona l’astronomia? Allora segna subito la data! Il 12 agosto 2026 il cielo regalerà uno degli eventi astronomici più attesi dell’anno. L’Europa assisterà infatti a un’eclissi totale di Sole, ma è bene chiarire subito un aspetto: in Italia sarà solo parziale. Il nostro Paese si troverà infatti al di fuori della fascia di totalità, che attraverserà la Groenlandia, sfiorerà l’Islanda occidentale e proseguirà dalla Spagna nord-occidentale fino alle Baleari.

In Italia, però, le condizioni saranno comunque eccezionali: un’eclissi parziale molto profonda e scenografica che accompagnerà il calar del sole e promette uno dei cieli più spettacolari dell’estate 2026. In alcune aree del Nord-Ovest oltre il 90% del disco solare sarà oscurato dalla Luna, regalando un suggestivo Sole a falce che scomparirà lentamente all’orizzonte.

Eclissi solare totale 2026, il volo che permette di ammirarla da una prospettiva unica

Il 12 agosto 2026, il cielo d’Europa e del Nord Atlantico sarà protagonista di uno degli eventi astronomici più attesi del decennio: un’eclissi solare totale che trasformerà il giorno in un breve crepuscolo. La fascia di totalità toccherà in particolare la Spagna settentrionale, l’Islanda e la Groenlandia, mentre gran parte del resto d’Europa potrà assistere solo a una fase parziale del fenomeno.

Per chi non vuole accontentarsi di guardare in su da un giardino o da una piazza cittadina, alcune compagnie aeree hanno pensato a soluzioni su misura per gli appassionati di astronomia: voli speciali, o rotte potenziate, capaci di regalare una prospettiva che da terra, semplicemente, non esiste. E per chi sogna un’esperienza ancora più immersiva, c’è anche la possibilità di ammirarla dal mare.

Brussels Airlines

L’Airbus A320 della Brussels Airlines, noleggiato appositamente per l’occasione e organizzato dall’osservatorio pubblico Volkssterrenacht Urania, in collaborazione con l’Università di Anversa e la Vrije Universiteit Brussel (VUB), decollerà dall’aeroporto di Bruxelles nella prima serata del 12 agosto. Sorvolerà la Francia occidentale in direzione della regione di Nantes, inseguendo letteralmente l’ombra della Luna.

A bordo, potrete godere di una visuale libera da ostacoli. Dal Belgio l’eclissi non sarà totale, ma comunque spettacolare: secondo le stime di Urania, il disco solare risulterà oscurato dalla Luna per circa l’89-91% al suo massimo, poco dopo le 20:00 ora locale.

Ocean Explorer

C’è chi può scegliere di allontanarsi ancora di più dalla terraferma, puntando dritto verso il Circolo Polare Artico. L’ultima eclissi totale osservata a quelle latitudini risale al 2015 e la prossima occasione sarà proprio quella del 12 agosto 2026. Per viverla è stata pensata una spedizione di 17 giorni a bordo della moderna Ocean Explorer.

A bordo, i passeggeri avranno anche l’occasione di confrontarsi con il cartografo di eclissi Michael Zeiler, che condividerà la sua esperienza su osservazione delle eclissi, astronomia e meccanica celeste. Il viaggio si snoda per oltre 2.200 miglia nautiche e non si limita all’osservazione del fenomeno, ma è anche un modo per esplorare la Groenlandia nord-orientale e meridionale, tra iceberg, ghiacciai e fiordi.

Air Charter Service

C’è anche chi ha deciso di ribaltare la logica del volo-spettacolo, trasformando l’aereo non in un punto di osservazione in quota, ma in uno strumento per raggiungere, all’ultimo minuto, il posto giusto sulla Terra dove ammirare l’eclissi totale. È il caso del volo esclusivo con partenza e rientro in giornata da Londra Stansted, il 12 agosto 2026, verso una tra tre destinazioni possibili: Valladolid o le Isole Baleari, in Spagna, oppure Keflavík, in Islanda. Tre tra i migliori punti di osservazione al mondo per la fascia di totalità.

Delta e Alaska Airlines

Non tutte le compagnie aeree hanno puntato sullo spettacolo visto dall’alto: Delta Air Lines e Alaska Airlines hanno scelto una strada più pratica, ovvero portare più viaggiatori possibile a destinazione in tempo utile, lasciando poi che sia il suolo islandese a fare il resto.

Delta aggiungerà voli extra tra l’aeroporto John F. Kennedy di New York e l’Islanda l’8 e il 9 agosto, per dare a più passeggeri la possibilità di arrivare con qualche giorno di anticipo e assistere all’eclissi del 12 agosto direttamente da terra, all’interno della fascia di totalità. Alaska Airlines, invece, opererà voli stagionali giornalieri e diretti tra Seattle e Reykjavík, con partenza da Seattle alle 18:35 e arrivo la mattina successiva alle 9:00, in modo da lasciare ai viaggiatori un’intera giornata per esplorare l’isola prima del grande momento.

Perché organizzare un viaggio a Qaqortoq, il villaggio colorato della Groenlandia

L’estremo sud della Groenlandia diventa più accessibile con l’apertura del nuovo aeroporto di Qaqortoq: per anni, il villaggio colorato affacciato sulla costa sud-occidentale era raggiungibile soltanto tramite elicotteri o collegamenti marittimi.

Oggi, invece, si presenta come la porta d’ingresso moderna e diretta al cuore della Groenlandia meridionale, un cambio di passo per il turismo artico.

Inaugurato il nuovo scalo a Qaqortoq

Il nuovo scalo sostituisce quello di Narsarsuaq, distante circa 60 chilometri, che per decenni ha rappresentato il principale punto di accesso alla regione: i tempi di trasferimento si accorciano e l’arrivo a destinazione diventa più lineare, senza passaggi intermedi spesso complessi. Tale intervento si inserisce in un piano più ampio di potenziamento delle infrastrutture aeroportuali groenlandesi, che coinvolge anche l’ampliamento dello scalo della capitale Nuuk e la realizzazione di un nuovo aeroporto a Ilulissat.

Le compagnie aeree stanno già adeguando l’offerta: Air Greenland garantisce collegamenti regolari con Nuuk durante tutto l’anno, mentre in estate intensifica le frequenze per rispondere alla domanda turistica. A sua volta, Icelandair attiva rotte stagionali tra Keflavík e Qaqortoq, rafforzando il legame con l’Islanda.

Per i viaggiatori italiani, il percorso più comune prevede uno scalo a Copenaghen o a Reykjavík, due hub fondamentali per raggiungere la Groenlandia.

Cosa vedere e fare a Qaqortoq

Villaggio di Qaqortoq, Groenlandia
iStock
Il coloratissimo villaggio di Qaqortoq

Colorata e vivace, Qaqortoq regala un’immersione autentica nella dimensione artica: le case dipinte in tonalità vivaci contrastano con il paesaggio severo, per un colpo d’occhio che non ha eguali. Ma è soprattutto la stratificazione storica e culturale a rendere la città interessante per chi cerca qualcosa di più di un semplice viaggio naturalistico.

Il Museo di Qaqortoq è una tappa imprescindibile: ospitato in un edificio del 1804, un tempo residenza di un amministratore coloniale, propone un racconto che attraversa secoli, dalle prime presenze umane fino alla contemporaneità, con testimonianze della cultura Inuit, oggetti quotidiani, strumenti antichi e ambienti ricostruiti che restituiscono atmosfere di un tempo.
Le sale dedicate a figure come Knud Rasmussen e Charles Lindbergh aggiungono spesspre e collegano Qaqortoq alle grandi esplorazioni del Novecento.

A poca distanza ecco le suggestive rovine vichinghe di Hvalsey, tra le tracce meglio conservate della presenza norrena sull’isola: tra il XI e il XIV secolo, si sviluppò una comunità stabile, dedita all’agricoltura e all’allevamento. Le vestigia della chiesa, ancora ben riconoscibili, rievocano una società organizzata e radicata nel territorio, mentre i resti delle abitazioni e dei campi coltivati offrono uno spaccato concreto della vita quotidiana dei coloni.

Il viaggio nel tempo prosegue fino alla cultura Inuit con il sito di Sermermiut, nei pressi di Ilulissat, che custodisce oltre 4000 anni di presenza umana continua in condizioni ambientali estreme: le rovine, le tombe e gli strumenti rinvenuti illustrano una storia di adattamento e resilienza, elementi chiave per comprendere la relazione tra uomo e natura nell’Artico.

Oltre al patrimonio storico, Qaqortoq è un punto di partenza privilegiato per esperienze a contatto diretto con la natura. Durante l’estate, i fiordi si animano con la presenza delle balene e offrono opportunità di whale watching tra le più emozionanti del Nord Atlantico.

Le escursioni in barca permettono di avvicinarsi a ghiacciai e paesaggi remoti, mentre i sentieri di trekking si snodano tra colline e vallate, per camminate al cospetto di panorami incontaminati. Anche la pesca, in particolare quella del salmone, è un’attività importante nella tradizione locale e ancora oggi praticata sia per sussistenza sia per turismo.

La legge di Lidia Poët 3: location uniche che raccontano la Torino ottocentesca

Le location di La legge di Lidia Poët – 3, l’attesissima stagione finale della serie in cui Matilda De Angelis interpreta la prima avvocata donna italiana, in arrivo su Netflix a partire dal 15 aprile 2026, hanno un ruolo fondamentale: insieme a costumi e altri dettagli di scenografia, danno consistenza all’ambientazione storica del dramma.

La produzione – Groenlandia, una società del Gruppo Banijay – si è concentrata così a dare a Torino, la principale città dov’è ambientata, quelle che dovevano essere le sue sembianze di fine Ottocento tra salotti borghesi, cafè, giornali, aule di tribunale.

Di cosa parla

Nella terza stagione de La legge di Lidia Poët, il fratello di Lidia, Enrico (Pier Luigi Pasino), ormai diventato deputato, va avanti e indietro da Roma per seguire da vicino l’iter della proposta di legge sull’accesso delle donne alla funzione pubblica presentata dalla sorella. L’ultima, pur non potendo ancora esercitare ufficialmente la professione di avvocato, continua a seguire casi giuridici complicati.

Lidia Poet stagione 3 dov'è girata
Ufficio stampa Netflix
Una scena dall’ultima stagione de “La legge di Lidia Poët”

Quello centrale della stagione, di cui si occupa l’amante di Lidia Pierluigi Fourneau (Gianmarco Saurino), è quello di una donna accusata dell’omicidio del marito. Si tratta di Grazia Fontana (Liliana Bottone), una delle migliori amiche di Lidia, e forse anche per questo il caso genera grande clamore mediatico.

Tra i giornalisti che tornano a Torino per seguirlo c’è Jacopo Barberis (Eduardo Scarpetta), vecchia fiamma di Lidia. Riuscirà l’avvocatessa a dimostrare che per la donna si è trattato di legittima difesa dopo anni di violenze da parte del marito?

Dov’è stata girata

Le location di La legge di Lidia Poët – 3 si trovano per lo più nel centro di Torino: camminando per la città i fan non avranno difficoltà a riconoscere il tribunale, il carcere e la casa dei Poët. Più che nelle precedenti stagioni, però, la produzione ha spaziato nel Piemonte alla ricerca di luoghi che avessero un legame con la storia reale della prima avvocata donna italiana o che fossero semplicemente unici per la loro bellezza storico-paesaggistica. Per ragioni narrative, alcune scene della serie sono state girate a Roma, in location non ancora svelate però dalla produzione.

Torino

Il centro di Torino è protagonista dell’ultima stagione de La legge di Lidia Poët in scene in cui i protagonisti, spostandosi da un luogo all’altro per i propri affari quotidiani, attraversano piazze come l’inconfondibile Piazza San Carlo con i suoi portici e il suo monumento equestre a Emanuele Filiberto o la non meno centrale Piazza Cavour.

Gli esterni del tribunale sono quelli di Palazzo Carignano: una delle meravigliose Residenze Reali Sabaude, oggi sede di mostre ed esibizioni e tra i principali esempi di barocco torinese. Per gli interni la produzione ha sfruttato, invece, gli ambienti dell’ex Curia Maxima, di Palazzo Falletti di Barolo e del Palazzo dei Cavalieri.

Gli interni di Villa Poët, la casa dov’è cresciuta Lidia, sono stati ricostruiti all’interno di Villa San Lorenzo a poca distanza da Piazza Castello e dal cuore pulsante della città.

Altre location riconoscibili ne La legge di Lidia Poët – 3 sono il palazzo della Corte di Appello e il piazzale del Palavela.

Il Castello di Racconigi e la Palazzina di Caccia di Stupinigi

Fuori da Torino, altri siti storici interessati dalle riprese sono stati il Castello di Racconigi e, soprattutto, la Palazzina di Caccia di Stupinigi: segno della volontà di rafforzare il legame tra la storia della prima donna avvocato in Italia e il territorio piemontese.

Le location di "La Legge di Lidia Poet - 3": la Palazzina di Caccia di Stupinigi (Piemonte)
iStock
La Palazzina di Caccia di Stupinigi (Piemonte)

Il Castello di Racconigi, in particolare, si trova a pochi chilometri da Cuneo e racconta secoli di trasformazioni: da fortezza medievale a raffinata dimora reale della famiglia Savoia. A renderlo speciale è il suo immenso parco, perfetto per passeggiate tra viali alberati, laghetti e scorci romantici.

Le location di "La Legge di Lidia Poët - 3": il Castello di Racconigi (Piemonte)
iStock
Il Castello di Racconigi in Piemonte

Il borgo in cui è nata Lidia Poët e l’hinterland piemontese

Allo stesso scopo Netflix è arrivata fino a Perrero, un piccolo centro di montagna del Pinerolese di cui era originaria la famiglia Poët.

Altre scene in esterno, ambientate nella placida campagna piemontese, de La legge di Lidia Poët – 3 sono state girate in location come la Tenuta La Mandria di Chivasso: un complesso un tempo facente capo della Venaria Reale, dove venivano allevati cavalli per i reali e l’esercito.

Altri scorci che appaiono nella terza e ultima stagione della serie Netflix con Matilda De Angelis sulla prima avvocata donna italiana sono quelli di Gassino Torinese e Sciolze: borghi collinari parte di quello che è conosciuto come “il Giro degli Otto Castelli”.

Lidia_poet-3
@Licia Iuorio
Matilda De Angelis in una scena di Lidia Poët 3

Il fiordo di Ilulissat, il sogno artico dove nascono i giganti di ghiaccio

Il fiordo di Ilulissat è un luogo suggestivo dove cattedrali di ghiaccio galleggiano silenziose come sogni cristallizzati e la natura vi sussurra segreti antichi quanto il mondo. La capitale mondiale degli iceberg è un angolo di Groenlandia che sembra uscito dalle pagine di un romanzo fantasy.

Il fiordo di Ilulissat, un teatro di ghiaccio e meraviglia

Il fiordo di Ilulissat si trova a 350 chilometri oltre il circolo polare artico e dal 2004 è diventato Patrimonio dell’Umanità UNESCO raggiungendo il traguardo di una delle attrazioni turistiche più visitate della Groenlandia.

A dominare la scena ci pensa il ghiacciaio Sermeq Kujalleq dalle dimensioni mastodontiche. Ma non sono le misure a stupire quanto la sua velocità, ogni giorno si muove di circa 25 metri producendo il numero più alto di iceberg dopo l’Antartide. Una curiosità? Sembrerebbe che l’iceberg che causò il disastro del Titanic nel 1912 provenisse proprio da qui.

Gli iceberg che incontrerete non sono tutti uguali. Quelli di un blu intenso racchiudono pochissima aria al loro interno, mentre quelli candidi e brillanti sono pieni di minuscole bolle intrappolate nel ghiaccio. Alcuni presentano affascinanti striature nere: sono i frammenti di terra che il ghiacciaio ha raccolto durante il suo lento cammino dalla terraferma al mare.

Vista sul fiordo di Ilulissat in Groenlandia
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Visitare il suggestivo fiordo di Ilulissat

La Disko Bay, che abbraccia la cittadina, è una culla infinita di meraviglie. Vi sveglierete la mattina trovandovi di fronte giganti di ghiaccio che nel giro di poche ore lasceranno il posto ad altri viaggiatori congelati. Osserverete il mare ghiacciarsi improvvisamente durante la notte per poi sciogliersi con il primo sole. Le barche dei pescatori sembreranno minuscole al cospetto dei maestosi colossi bianchi, mentre il ghiaccio crepita e si muove in una sinfonia incessante.

Non siete soli in questo paradiso artico: insieme ai circa 4.500 abitanti di Ilulissat vivono altrettanti Husky groenlandesi. Da novembre ad aprile, potrete vivere l’emozione di un’escursione in slitta trainata da questi magnifici animali, scivolando attraverso paesaggi che sembrano dipinti con pennellate di bianco e azzurro.

Dove si trova il fiordo di Ilulissat e come raggiungerlo

Ilulissat si trova sulla costa occidentale della Groenlandia in prossimità delle rive della Disko Bay ha una posizione estrema che supera il Circolo Polare e questo dà modo al sole di non tramontare mai durante l’estate mentre in inverno è il buio è incredibilmente avvolgente. Non è un caso che sia anche uno dei luoghi più magici da cui ammirare l’aurora boreale.

Per raggiungere il fiordo avete diverse opzioni. Ci si può arrivare in volo dall’Islanda atterrando all’aeroporto internazionale di Keflavik o a quello di Reykjavik. Per chi parte dalla Danimarca, invece, potrebbe essere comodo fare scalo a Kangerlussuaq.

Se preferite viaggiare via mare, sappiate che la località è un importante porto crocieristico durante i mesi estivi. Molte navi che esplorano le acque groenlandesi includono questa perla artica nel loro itinerario. Esistono anche trasferimenti locali in barca che collegano Ilulissat ad altre destinazioni intorno alla Disko Bay, permettendovi di esplorare l’isola omonima con i suoi fiordi, le cascate, le spiagge nere e le formazioni rocciose vulcaniche.

Groenlandia: cosa fare sull’Isola dei ghiacci eterni e delle aurore magiche

Gli iceberg sono imponenti (per ora), la tundra è incontaminata e le viste dell’aurora boreale sono imbattibili, la Groenlandia ha davvero tutte le carte in regola per diventare un’attrazione turistica di punta. E, in un certo senso, lo sta diventando, attirando anche l’attenzione di chi non la vede tanto quanto un luogo da visitare, ma da conquistare per sfruttarne posizione geografica e risorse naturali.

Se non avete capito di chi stiamo parlando, ci riferiamo al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che in vista dell’indipendenza della Groenlandia dalla Danimarca (per la quale ci sarà un referendum) vuole investire sull’isola beneficiando, probabilmente, delle sue future debolezze economiche.

Per ora, è possibile godere appieno delle sue bellezze paesaggistiche anche grazie al nuovo aeroporto aperto a Nuuk, inaugurato il 28 novembre 2024 per poter accogliere voli transatlantici diretti da e verso la capitale della Groenlandia. L’isola, quindi, sta diventando sempre più accessibile e, se sognate di visitarla, questi sono i nostri consigli su cosa vedere, cosa fare e come organizzare il vostro viaggio.

Dove si trova la Groenlandia

La Groenlandia è l’isola più grande al mondo, situata nell’estremo nord-est del continente nordamericano, tra l’Oceano Atlantico e l’Oceano Artico. Colonia danese fino alla metà del ‘900, attualmente fa parte del Regno di Danimarca pur avendo un ampio grado di autonomia, giocando un ruolo chiave anche dal punto di vista geopolitico, soprattutto per la NATO e gli Stati Uniti.

Cosa vedere in Groenlandia

Non c’è dubbio che le migliori cose da vedere in Groenlandia siano attrazioni naturali: d’altronde è la sua anima selvaggia che attira i visitatori nelle sue lande remote. Dagli iceberg sparsi nel mare agli animali, come le balene e le volpi artiche, fino all’aurora boreale che danza sopra le vostre teste. Non mancano anche graziose cittadine dove fotografare chiese dall’architettura particolare ed entrare in contatto con gli abitanti dell’isola.

Le città e i piccoli insediamenti

Situata lungo le rive dello stretto di Davis, Sisimiut è una pittoresca città nota per le sue case colorate, il patrimonio culturale e la vicinanza alle meraviglie naturali circostanti. Essendo il secondo insediamento più grande della Groenlandia, Sisimiut potrebbe essere il posto ideale dove fare base durante il vostro viaggio. Qui potete immergervi nella cultura locale partecipando a escursioni in slitta trainata da cani durante l’inverno, esplorare i colorati mercati dell’artigianato o intraprendere i diversi sentieri escursionistici che offrono viste mozzafiato sui fiordi e sulle montagne circostanti.

Più a nord, invece, troverete Kullorsuaq, un villaggio abitato da sole 450 persone, incastonato in un paesaggio sorprendente composto da vette imponenti e scogliere spettacolari. Se invece volete conoscere meglio la cultura indigena Inuit, dovete raggiungere l’insediamento di Siorapaluk, abitato da sole 45 persone.

Sisimiut Groenlandia
Fonte: iStock
La cittadina di Sisimiut

Gli iceberg e i ghiacciai

Il nord della Groenlandia è sinonimo di iceberg e ghiacciai. Tra le attrazioni più famose citiamo il ghiacciaio in più rapido movimento del mondo, il Sermeq Kujalleq, situato vicino alla città di Ilulissat. La stessa parola “Ilulissat” significa iceberg in groenlandese!

Si dice, inoltre, che l’iceberg che affondò il Titanic abbia avuto origine proprio qui. L’area che comprende il ghiacciaio stesso e il fiordo è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 2004: se desiderate avvicinarvi a un ghiacciaio in questa zona, potete navigare da Ilulissat al ghiacciaio Eqi (situato leggermente più a nord) con una gita in barca di un giorno.

Cosa fare in Groenlandia

Anche le cose da fare in Groenlandia sono strettamente legate alla natura. Se amate trascorrere le vostre giornate all’aria aperta, potrete dedicarvi a tutta una serie di attività quali trekking e sport acquatici, oltre che tour per avvistare le balene.

Trekking per vedere i ghiacciai

Alcuni ghiacciai possono essere ammirati facendo dei trekking, come l’Uunartuarsuup Sermia, molto diverso dagli altri perché situato sulla cima di una montagna. Il periodo ideale per fare questa escursione è l’estate, quando i fianchi della montagna sono privi di neve ed è più facile accedere al ghiacciaio senza attrezzature specializzate.

L’escursione in montagna fino al ghiacciaio richiede 3-4 ore a tratta e può essere impegnativa in alcuni punti, quindi considerate almeno un’intera giornata per il viaggio di andata e ritorno. Poiché il ghiacciaio è così vicino alla costa, è il punto di osservazione perfetto per godere di una vista spettacolare su Qeqertarsuaq e sulla Disko Bay, e per osservare le balene. Potete fare l’escursione in autonomia (il sentiero è segnalato) o affidandovi a uno qualsiasi degli operatori turistici locali in città.

Ghiacciaio Groenlandia
Fonte: iStock
Ghiacciaio in Groenlandia

Sport acquatici

Tra le attività più inaspettate da fare in Groenlandia c’è il SUP: i principianti possono utilizzarlo nei laghi, dove le acque sono più calme, mentre i più esperti possono partecipare a veri e propri tour di più giorni in aree più remote, in combinazione con esperienze di campeggio.

Chi è in cerca di un’avventura più estrema, può immergersi nelle acque gelide dell’Artico insieme a subacquei certificati PADI OWA per scoprire il mondo sottomarino dei fiordi. La flora e la fauna sotto la superficie oceanica si compongono di pesci gatto e ciclotteri, foreste di alghe e strani cetrioli di mare.

Tour per avvistare le balene

Tra le esperienze più belle da fare in Groenlandia c’è sicuramente un tour in barca per avvistare le balene. Quando il motore si spegne e tutti trattengono il respiro, arriva l’inconfondibile suono di una balena che espira sulla superficie dell’acqua. I tour sono condotti da un team esperto che san esattamente dove andare a trovarle e sarà anche il primo ad avvistarle!

Come raggiungere la Groenlandia

Come vi abbiamo anticipato, è stato aperto un nuovo aeroporto a Nuuk che consente di arrivare con maggiore facilità. Tuttavia non esistono voli diretti dall’Italia, quindi dovrete necessariamente fare scalo o a Reykjavik o a Copenaghen. Oltre a Nuuk, gli altri aeroporti da tenere in considerazione sono Kangerslussuaq e Ilulissat.

Quando andare in Groenlandia

La Groenlandia è una destinazione che richiede molta flessibilità, soprattutto a causa del clima che potrebbe essere instabile tutto l’anno. Se siete interessati ai classici scenari e alle attività invernali, come i giri sulle slitte trainate dai cani o per avvistare l’aurora boreale, consigliamo il periodo che va da fine settembre a maggio.

Se volete godervi appieno i suoi paesaggi naturali e trascorrere più tempo possibile all’aria aperta, allora è l’estate il periodo adatto anche grazie alle ore maggiori di luce. Questo va da maggio a settembre.

Informazioni utili e cosa sapere prima di partire

Questa è l’isola più grande del mondo e visitarla tutta durante una vacanza è quasi impossibile. Prima di partire consigliamo di scegliere un’area e di focalizzarsi su quella durante la creazione dell’itinerario.

Per quanto riguarda i vestiti da mettere in valigia, suggeriamo di vestirvi a strati e di portare con voi tutto il necessario per essere preparati a ogni cambiamento meteorologico. Il meteo, infatti, è uno dei rischi maggiori per chi organizza un viaggio in Groenlandia: tenete sempre in considerazione gli aggiornamenti meteorologici e non partite senza aver prima stipulato un’assicurazione sanitaria.

La Groenlandia ha il parco più grande del mondo ma anche il meno visitato

Il Parco Nazionale della Groenlandia Nordorientale è una delle meraviglie naturali più straordinarie e meno conosciute del nostro pianeta. Con una superficie che supera i 972.000 chilometri quadrati, è il parco naturale più grande del mondo e rappresenta un angolo remoto e selvaggio dell’Artico, lontano dai flussi turistici tradizionali.

Qui, la natura è intatta, ma l’accesso a questo paradiso glaciale è tutt’altro che facile. Scopriamo di più su questo luogo affascinante e quasi inaccessibile e il motivo per cui, nonostante sia il più esteso del mondo, questo parco sia anche il meno visitato in assoluto.

Cosa vedere nel Parco Nazionale della Groenlandia Nordorientale

La Groenlandia, terra di ghiacci e natura incontaminata, custodisce al suo interno un tesoro ambientale che pochi conoscono. Il Parco Nazionale della Groenlandia Nordorientale, creato nel 1974, è il parco naturale più grande del mondo, con una superficie che supera i 972.000 chilometri quadrati, un’estensione più del doppio di quella della Francia. Questo parco si estende dal cuore dell’Artico fino alle sue remote coste, un angolo di Europa che sembra quasi al di fuori del tempo e dello spazio, un luogo dove la natura regna sovrana e indomita.

Il paesaggio che caratterizza il parco è straordinariamente variegato. Qui, i ghiacciai che avanzano e le maestose montagne frastagliate si alternano a fiordi profondi e tundre colorate. In alcune aree, i ghiacci ricoprono il suolo per tutto l’anno, mentre in altre, durante i mesi estivi, la vegetazione della tundra esplode in una miriade di colori, dai rossi agli arancioni, un contrasto mozzafiato con il blu intenso delle acque artiche. La geografia, così diversificata, rende il parco un microcosmo di bellezze naturali, un luogo dove ogni angolo svela un nuovo scenario.

Parco Nazionale della Groenlandia Nordorientale, orso polare
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Un orso polare tra i ghiacciai

La fauna che abita queste terre è altrettanto affascinante. Nonostante le condizioni climatiche estremamente rigide, il parco ospita una varietà sorprendente di animali. Tra le specie più iconiche troviamo il bue muschiato, l’orso polare, la volpe artica e il lemming, che si sono adattati alla vita in un ambiente tanto ostile. Le acque che circondano il parco, inoltre, sono popolate da balene, trichechi e numerose colonie di uccelli marini. Questo ecosistema unico, dove la vita selvaggia prospera nonostante le difficoltà, rende il parco un luogo di grande interesse per gli appassionati di natura e biologia.

Perché questo parco è il meno visitato del pianeta

Nonostante le sue dimensioni colossali e la straordinaria bellezza, il Parco Nazionale della Groenlandia Nordorientale è anche uno dei luoghi meno visitati al mondo. Solo una manciata di ricercatori e avventurieri ha avuto il privilegio di esplorarlo. Le difficoltà logistiche e le condizioni climatiche estreme rendono infatti l’accesso a questa remota regione praticamente impossibile per la maggior parte dei viaggiatori. Non ci sono strade che attraversano il parco, né villaggi permanenti o infrastrutture turistiche. Questo isolamento naturale contribuisce a preservare la sua bellezza intatta, ma allo stesso tempo lo rende un obiettivo difficile da raggiungere. Chi ha avuto la fortuna di visitarlo parla di un viaggio che richiede preparazione e adattamento a condizioni climatiche che vanno dal freddo polare a venti fortissimi, ma che, una volta affrontati, regalano emozioni senza pari.

Come accedere al Parco Nazionale della Groenlandia Nordorientale

Accedere al Parco Nazionale della Groenlandia Nordorientale non è un’impresa semplice, ma per chi è disposto ad affrontare le difficoltà, è possibile vivere un’esperienza unica al mondo. Poiché non ci sono strade né infrastrutture turistiche all’interno del parco, l’accesso avviene principalmente via aerea.

Le principali modalità di accesso sono i voli charter da Nuuk, la capitale della Groenlandia, o da altre località più a sud. Alcuni tour operator specializzati offrono pacchetti per esplorare le regioni circostanti il parco, ma raramente si accede all’interno vero e proprio del parco senza una preparazione adeguata. La maggior parte dei visitatori proviene da ambienti scientifici o da spedizioni avventuriere organizzate, che permettono di addentrarsi in queste terre selvagge con mezzi specializzati, come elicotteri o piccole imbarcazioni.

Inoltre, i viaggiatori che decidono di affrontare questa avventura devono essere pronti a condizioni estreme. Come già detto, le temperature polari, i venti forti e la totale assenza di strutture ricettive fanno sì che chi si avventuri in queste terre debba essere altamente preparato e in grado di adattarsi rapidamente ai cambiamenti del clima.

È stata scoperta per caso una città segreta sepolta sotto il ghiaccio

Gli scienziati della NASA hanno scoperto una città abbandonata da quasi 60 anni, sotto circa 30 metri di ghiaccio. Precedentemente utilizzata come base militare statunitense per il Progetto Iceworm, Camp Century è una reliquia della Guerra Fredda costruita nel 1959 nella Groenlandia settentrionale, durante l’apice della corsa agli armamenti nucleari contro l’Unione Sovietica. Divenne nota come la “città sotto il ghiaccio” dopo essere stata costruita, tagliando una rete di tunnel nella superficie della calotta glaciale con piani di espansione. Ma dopo soli otto anni, fu abbandonata nel 1967. Perché? Ecco cosa è successo in quel territorio caratterizzato da temperature molto rigide.

Sogni un viaggio in Groenlandia? Stanno per aprire 3 aeroporti

Sarà presto molto più facile raggiungere la Groenlandia. A fine novembre verrà infatti inaugurato un nuovo aeroporto internazionale nella capitale, Nuuk, che sarà quindi collegata direttamente a Copenaghen, in Danimarca, Paese al quale l’isola più grande del mondo appartiene amministrativamente. L’apertura del nuovo scalo rappresenta un passo fondamentale per rendere il Paese più accessibile ai turisti, in particolare gli appassionati di viaggi d’avventura e di esplorazione, desiderosi di scoprire i suoi paesaggi spettacolari.

Secondo quanto riporta The Independent, l’aeroporto di Nuuk è solo il primo di una serie di nuovi scali internazionali che verranno aperti nei prossimi anni. Entro il 2026 si prevede l’inaugurazione di altri due aeroporti a Ilulissat e Qaqortoq, nel sud della Groenlandia, che permetteranno di attraversare l’isola in meno di un’ora e mezza.

Nuove rotte aeree dall’Europa e dagli Stati Uniti

Le rotte da Nuuk a Copenhagen sono già state pianificate per l’inverno, con cinque voli settimanali che diventeranno sei durante le festività e otto in estate. La prossima stagione estiva anche SAS opererà voli diretti da Copenaghen per la capitale groenlandese a partire dal 27 giugno, rafforzando quindi la posizione dello scalo danese come principale hub europeo per le connessioni con la Groenlandia. Anche la compagnia aerea statunitense United Airlines ha annunciato che offrirà voli diretti per Nuuk da New York durante i mesi estivi, diventando così il primo vettore a volare dal Nord America.

Secondo Visit Greenland, l’ente turistico del territorio, queste nuove infrastrutture permetteranno voli più frequenti e a prezzi competitivi rispetto ai collegamenti attuali, rendendo la Groenlandia una destinazione più attraente per i visitatori. Territorio autonomo del Regno di Danimarca situato tra l’Oceano Artico e l’Atlantico, nel 2019 il Paese ha registrato circa 100.000 visitatori, di cui 46.000 passeggeri di navi da crociera.

Numeri esigui rispetto al potenziale del Paese, dovuti in gran parte alla difficoltà dei collegamenti. Attualmente, i turisti europei che desiderano visitare Nuuk devono fare scalo all’ex aeroporto militare di Kangerlussuaq per poi prendere un volo domestico fino alla meta finale, un tragitto decisamente poco pratico, oltre che costoso. Mentre per i viaggiatori provenienti dal Nord America o dal Regno Unito il percorso consigliato finora è via Islanda, con un ulteriore cambio di volo.

Stando a The Independent, la costruzione della nuova pista di Nuuk, lunga 2.200 metri, è iniziata nel 2020 e il completamento del progetto era inizialmente previsto per il 2023, ma è stato ritardato a causa della pandemia di Covid-19. L’aeroporto è dotato di due raccordi, una torre di controllo, un terminal passeggeri e Greenland Airports ha anche stretto una collaborazione con l’azienda spagnola Comsa per la fornitura di attrezzature tecniche, che miglioreranno la sicurezza degli atterraggi in condizioni meteorologiche avverse, riducendo il rischio di cancellazioni.

Nuove prospettive per il turismo internazionale

Visit Greenland e Greenland Airports sperano che questi sviluppi infrastrutturali, insieme a una maggiore promozione delle attrattive naturali della Groenlandia, che annovera paesaggi vulcanici, fiordi, vallate e montagne di basalto, possano aprire le porte al turismo internazionale. Tuttavia, le autorità locali sono al tempo stesso consapevoli della necessità di trovare un equilibrio tra la crescita del turismo e il benessere delle comunità locali.

Hjörtur Smárason, direttore di Visit Greenland, ha sottolineato che “la Groenlandia ha molto da offrire ai turisti, e se vogliamo attrarne di più, è necessario diffondere il nostro messaggio e far conoscere il territorio a un pubblico più ampio. Allo stesso tempo, vogliamo crescere in modo responsabile, attirando i turisti giusti e lavorando con partner che possano aiutarci a raggiungere questo obiettivo”.

Secondo Jens Laurisden, amministratore delegato di Greenland Airports, il nuovo aeroporto non solo migliorerà il collegamento per i turisti, ma rappresenta anche un’opportunità di connessione con il resto del mondo per i residenti, favorendo anche nuove opportunità di business. “Questo progetto trasformerà la Groenlandia, posizionandola come una meta turistica autonoma. Non stiamo solo aprendo un nuovo aeroporto, stiamo aprendo la Groenlandia al mondo, creando opportunità di crescita in ogni settore”, ha detto.

Nuuk: cosa non perdere della capitale della Groelandia

Se si sceglie di vivere un’avventura oltre i confini del turismo convenzionale, in una destinazione assolutamente insolita, allora un viaggio a Nuuk, la capitale della Groenlandia, è un’esperienza che non si dimenticherà facilmente. Situata sulla costa sud-occidentale dell’isola della Groenlandia, Nuuk è un perfetto connubio tra tradizione e modernità, dove la cultura del popolo Inuit si intreccia con le influenze scandinave e un moderno scenario urbano.

Ecco cosa vedere a Nuuk, in Groenlandia

Il  museo nazionale della Groenlandia

Partire dal conoscere la storia di questa isola, lui cui cultura ai molti è sconosciuta, può essere un buon punto di partenza. Ecco perché da non perdere nella capitale Nuuk c’è sicuramente il museo nazionale della Groenlandia, al cui interno viene conservata una ricca collezione di oggetti ed artefatti dell’antichità, come mummie inuit perfettamente conservate ed antiche attrezzature per caccia e pesca. Le esposizioni sono ben curate e offrono un’introduzione approfondita alla vita dei popoli indigeni della Groenlandia e delle loro tradizioni. Un’intera sezione è dedicata all’arte contemporanea groenlandese, che offre una prospettiva unica sul modo in cui la modernità si integra con l’antica cultura locale.

Il Fjord di Nuuk

La vasta natura incontaminata della Groenlandia è una delle sue attrazioni principali ed il fiordo di Nuuk rappresenta una delle esperienze più spettacolari che si possa vivere . Partecipare ad una crociera sul fiordo, consente di ammirare paesaggi mozzafiato, caratterizzati da imponenti montagne, ghiacciai scintillanti e una ricca fauna selvaggia che include balene, foche e uccelli marini. Per gli amanti della fotografia si parla di panorami semplicemente incredibili, che offrono l’opportunità di catturare la bellezza naturale della Groenlandia.

Katuaq, il centro culturale di Nuuk

Per un’immersione nella vita culturale contemporanea della Groenlandia si può visitare Katuaq, il centro culturale di Nuuk. L’edificio è un capolavoro architettonico, ispirato alle forme ondulate della luce del nord ed ai suoi ghiacciai. Katuaq ospita una serie di eventi culturali, che vanno dai dai concerti di musica tradizionale groenlandese ai film, dagli spettacoli teatrali alle mostre d’arte. È anche il luogo ideale per gustare un caffè o un pasto leggero mentre ti godi un po’ di relax durante la visita della città di Nuuk.
La visita a Katuaq è in grado di dare una visione più ampia delle dinamiche culturali di una città che, pur essendo moderna, non perde mai il contatto con le sue antiche radici.

Godthåb Bryghus, il birrificio artigianale della capitale

Gli amanti della birra non possono perdere una visita a Godthåb Bryghus, il birrificio artigianale di Nuuk. Qui è possibile assaporare una varietà di birre prodotte localmente, ognuna con il suo carattere unico, in grado di riflettere l’ambiente e la cultura groenlandese. Il birrificio offre tour guidati, che conducono i visitatori dietro le quinte del processo di produzione della birra e per una degustazione delle loro migliori creazioni. È anche un ottimo posto per conoscere e dialogare con i locali e scoprire di più sulla vita quotidiana in Groenlandia.

L’antico insediamento vichingo di Qassiarsuk

Se si è interessati alla storia dei Vichinghi e alle loro esplorazioni, una gita a Qassiarsuk è assolutamente d’obbligo. Questo insediamento è situato a breve distanza da Nuuk, la cui visita offre uno sguardo affascinante su come vivevano i coloni nordici oltre un millennio di anni fa. È possibile esplorare le rovine di fattorie vichinghe e chiese, nonché un centro visitatori che offre approfondimenti storici e archeologici. Le guide locali sono molto esperte ed in grado di raccontare storie affascinanti sui vichinghi e il loro rapporto con la popolazione Inuit.

L’Hans Egede Kirke, la chiesa più antica di Nuuk

Una visita a Nuuk non sarebbe completa senza vedere l’Hans Egede Kirke, la chiesa più antica della città. Venne costruita nel lontano 1849 e fu dedicata al missionario danese Hans Egede, che fondò la città di Nuuk nel 1728. La chiesa è un simbolo storico importante e la sua architettura semplice e la posizione pittoresca la rendono un luogo perfetto per una pausa riflessiva durante la visita della capitale.

Escursioni e trekking da Nuuk

La Groenlandia è un paradiso per gli amanti delle attività all’aperto e Nuuk offre numerose opportunità per escursionisti e amanti del trekking. I sentieri intorno alla città variano in difficoltà, ci sono di tutti i livelli, dal più facile al più difficile, e tutti permettono di esplorare la natura selvaggia, dalle montagne maestose ai prati fioriti e colorati durante l’estate. Uno dei percorsi più popolari è il Sentiero di Lille Malene, che offre viste spettacolari sulla città e sul fiordo. È importante essere ben preparati, con attrezzature adeguate e, se possibile, accompagnati da una guida locale per una maggiore sicurezza e per ottenere il massimo da queste avventure.

Le specialità della cucina groenlandese

Non si può lasciare Nuuk senza aver provato la cucina locale. I piatti groenlandesi sono un mix unico di ingredienti freschi e locali, come pesce, carne di balena, renna e bue muschiato. Visitare uno dei ristoranti tradizionali della città è d’obbligo per un’esperienza culinaria indimenticabile. Molti ristoranti in città offrono anche piatti fusion, in grado di combinare sapori locali con tecniche culinarie internazionali, creando piatti innovativi e deliziosi.

Alla scoperta dell’Aurora Boreale

Uno dei fenomeni naturali più spettacolari da vedere in Groenlandia è l’aurora boreale. Sebbene sia visibile in molte parti dell’isola, Nuuk offre punti di osservazione eccellenti. Da settembre a marzo, le notti lunghe e limpide sono l’ideale per vedere le luci del nord che colorano il cielo di verde. Organizzare un tour notturno, con guide esperte, potrebbe essere la scelta migliore per osservare l’aurora boreale nei luoghi migliori e lontano dall’inquinamento luminoso della città, garantendo un’esperienza davvero magica e quasi surreale.

Aurora Boreale visibile dalla città di Nuuk
Fonte: 123RF
Aurora Boreale dalla città di Nuuk, Groenlandia

Nuuk è una destinazione che sorprende e incanta con la sua combinazione unica di natura selvaggia, cultura antica e modernità. La capitale della Groenlandia ha certamente qualcosa di speciale da offrire, per gli amanti dei Paesi nordici e non solo. Pianificare il viaggio con attenzione, consente ai visitatori di questa terra di immergersi nelle sue meraviglie e scoprire tutto ciò che Nuuk ha da offrire, come del resto tutta l’isola della Groenlandia, con la sua bellezza selvaggia.

In veliero nel più grande fiordo del mondo: il viaggio (fresco) dell’estate

Un viaggio emozionante, “alternativo” e “fresco” per l’estate che sta arrivando? Dal 30 luglio all’8 agosto 2024, diventa realtà grazie a una spedizione artica per vedere con i propri occhi le meraviglie di uno dei luoghi più remoti e isolati, Scoresby Sund, il fiordo più grande del mondo.

Un’opportunità unica e incredibile per sperimentare, come i pionieri del passato, la navigazione a bordo di un veliero e solcare le acque della Groenlandia orientale, organizzata dal Tour Operator Kel 12 con la partecipazione della guida esperta Filippo Salvioni e un prezzo di partenza di 12.000 euro (minimo 8 e massimo 10 partecipanti).

Il ritorno dell’antica magia dell’esplorazione

Ammirare l’alba artica dal ponte del veliero, nel silenzio più assoluto, mentre il vento gonfia le vele e il legno scricchiola sotto i piedi: un’esperienza senza pari che porta al cospetto della wilderness e lascia indietro tutto ciò che si conosce.

Mentre le onde giocano con i ghiacci e i riflessi della luce, ecco tornare l’epoca in cui i velieri solcavano gli oceani per cercare nuovi mondi, un viaggio indelebile che promette l’essenza stessa dell’avventura e un bagaglio ricco di emozioni.

Un mondo che ha saputo rimanere selvaggio, il respiro senza tempo della natura dell’Artico, le foche che osservano curiose, le balene che emergono dagli abissi, gli uccelli marini che volteggiano nel cielo: niente sarà più come prima.

L’itinerario di un viaggio davvero mozzafiato

Il viaggio dell’estate, a bordo di un veliero, ha inizio con l’arrivo dall’Italia all’aeroporto internazionale di Keflavík, Islanda, e sistemazione a Reykjavík.

Il secondo giorno è finalmente il momento per dare inizio all’avventura con la partenza per Constable Point in Groenlandia, piccolo aeroporto a ovest di Hurry Inlet nella Terra di Jameson. Qui ad attendere i partecipanti saranno il veliero e l’occasione, se il meteo lo consente, di effettuare una prima escursione alla cittadina di Ittoqqortoormiit, tra i villaggi più isolati dell’emisfero boreale, con il porticciolo, le pittoresche casette colorate e circa 300 abitanti.

Dopo il risveglio a bordo del veliero, il terzo giorno si apre con la magia del sistema di fiordi più lungo del pianeta, nell’abbraccio del silenzio e della natura più incontaminata e selvaggia. Con una lunghezza di circa 350 chilometri, il Scoresby Sund è plasmato da iceberg, maestose scogliere, ghiacciai, pendii scoscesi e ripidi, e abitato da un’importante fauna artica.
Prende il nome dall’esperto navigatore e baleniere inglese William Scoresby che lo esplorò all’inizio del XIX secolo e vanta un ingresso di circa trenta chilometri di larghezza che si estende da Kangikajik (Capo Brewster) a Uunarteq (Capo Tobin).
Dopo un paio di ore di navigazione tra scorci unici e imponenti iceberg azzurri, è prevista una sosta ancorando il veliero nei pressi di Hekla Havn, su Denmark Ø – Denmarl Island, isola dove furono ritrovati numerosi resti di abitazioni Inuit.

Il quarto giorno, invece, è dedicato alla navigazione verso ovest attraverso lo stretto di Føhnfjord, con le scogliere di granito di Milne Land sulle mura di dritta e le montagne di basalto di Gåseland alla sinistra. Dopo essere approdati sulla riva di arenaria rossa di Red Island, il viaggio continua a nord passando per il Rødefjord, un mondo remoto spesso costellato da iceberg e vaste zone di ghiaccio. Nel tardo pomeriggio, l’arrivo alla Baia della Lepre (Harefjord) dove perdersi nello spettacolo della natura e avvistare vari esemplari di fauna artica come il bue muschiato e la lepre delle nevi.

Il quinto giorno pausa dalla navigazione e via all’esplorazione della baia di Harefjord alla ricerca degli animali selvatici in prossimità della diramazione sud del Parco Nazionale della Groenlandia Nordorientale, il più grande parco nazionale del mondo con i suoi 974.000 chilometri quadrati, mentre il sesto giorno ritorno al veliero per solcare le spettacolari acque di Scoresby Sund e dell’imponente Øfjord con drammatiche pareti di granito di duemila metri di altezza a picco sul mare.

Escursioni anche il settimo giorno, nei dintorni di Jyttes Havn o di Bear Islands, dove il paesaggio è disegnato da neve, ghiaccio, mare e roccia e spazzato da venti gelidi: per chi lo vorrà,  Jyttes Havn sarà anche il luogo ideale in cui cimentarsi con il nuoto in mare a 71° di latitudine Nord dove le temperature possono raggiungere anche i 13°C durante il giorno.

Dopo il risveglio cullati dal Mar Glaciale Artico, l’ottava giornata la navigazione prosegue attraverso il canale tra Bear Islands e Milne Land con viste indimenticabili sull’arcipelago punteggiato di isole più grandi e isolotti di roccia.

L’avventura si concluderà il nono giorno con il saluto alla Groenlandia e il ritorno in aereo in Islanda da cui partire, il decimo giorno, per l’Italia.

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