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Bando Recap, nuovo incremento della dotazione di 23 milioni

Nuovo e ulteriore incremento della dotazione del bando Recap pari a 23.447.798 euro, approvato lunedì 22 settembre dalla Giunta lombarda, su proposta dell’assessore regionale a Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo risorsa idrica, Massimo Sertori.

Bando Recap, ulteriore incremento di 23 milioni

Il bando Recap è pensato per il sostegno a interventi di ristrutturazione e riqualificazione per l’efficientamento energetico di strutture e impianti pubblici. In particolare, a essere interessati dai benefici del bando Recap sono le realtà del patrimonio edilizio destinate a finalità istituzionali tra cui sedi amministrative, scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado e biblioteche.

Sertori: ottima risposta dei territori

“Considerando l’ottima risposta dei territori lombardi – spiega l’assessore Sertori – abbiamo deciso di ampliare la dotazione finanziaria arrivando a superare 90 milioni di euro di contributo a fondo perduto e di prevedere, contestualmente, una rimodulazione per i termini di attuazione del bando per quanto connesso all’incremento deciso in Giunta”.

Tutte le domande finanziate

“Con questo incremento – sottolinea Sertori – finanziamo tutte le domande ammesse e non ancora finanziate, completando di fatto la graduatoria”.

Pieno sostegno ai progetti locali

L'assessore Massimo Sertori“Proseguiamo quindi convintamente – aggiunge l’assessore – a sostenere i progetti dei territori”.

“Abbiamo aumentato la dotazione finanziaria – conclude Sertori – puntando ad avere un patrimonio di strutture e impianti pubblici sempre meno energivoro e più green. E il successo di Recap sarà, nel concreto, una diminuzione dei costi per l’energia dei nostri enti locali e, di riflesso, minori ‘oneri finanziari’ a carico dei cittadini”.

Il riparto

Di seguito l’elenco degli interventi finanziati suddiviso per territori provinciali con indicazione di Comune e importo concesso.

CITTÀ METROPOLITANA DI MILANO

  • Cassinetta di Lugagnano 429.945 euro;
  • Robecchetto con Induno 909.782 euro;
  • Buscate 737.472 euro.

BERGAMO

  • Madone 856.949 euro;
  • Palosco 1.000.000 euro.

BRESCIA

  • Poncarale 586.235 euro;
  • Sabbio Chiese 1.000.000 euro;
  • Calvagese della Riviera 277.500 euro;
  • Edolo 1.000.000 euro;
  • Muscoline 831.514 euro;
  • Capriolo 1.000.000 euro;
  • Padenghe sul Garda 437.149 euro.

COMO

  • Rodero 868.619 euro;
  • Vertemate con Minoprio 1.000.000 euro;
  • Mozzate 1.000.000 euro;
  • Proserpio 322.700 euro.

LECCO

  • Carenno 552.310 euro;
  • Olginate 561.457 euro;
  • Barzio 246.500 euro;
  • Monticello Brianza 334.020 euro.

LODI

  • Lodi 1.000.000 euro.

MANTOVA

  • Canneto sull’Oglio 873.937 euro;
  • Pegognaga 621.189 euro;
  • Quistello 992.500 euro.

PAVIA

  • Cassolnovo 798.384 euro;
  • Valle Salimbene 144.129 euro;
  • Cigognola 178.499 euro;
  • Gambolò 1.000.000 euro.

SONDRIO

  • Talamona 1.000.000 euro.

VARESE

  • Busto Arsizio 1.000.000 euro;
  • Varese 997.211 euro;
  • Bardello con Malgesso e Bregano 890.787 euro.

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Dote Merito per studenti in Lombardia, domande dal 23 settembre

Libri di testo, dotazioni tecnologiche, strumenti per la didattica, servizi culturali (mostre, spettacoli teatrali): sono solo alcuni degli utilizzi della Dote Scuola – componente Merito, un contributo concreto che Regione Lombardia mette a disposizione degli studenti più meritevoli.

Le risorse a disposizione per questa misura sono state portate a 2 milioni di euro e includono, fra l’altro, le spese di iscrizione e frequenza a percorsi accademici o di formazione superiore, in Italia o all’estero, o a corsi formativi (ECDL/ICDL, lingue straniere).

Le domande per partecipare all’Avviso pubblico possono essere presentate dalle ore 12 del 23 settembre 2025 e fino alle ore 12 del 30 ottobre 2025.

Sostegno concreto agli studenti e alle loro famiglie

Regione Lombardia ha stanziato 2 milioni di euro per la Dote Merito destinata a studenti che hanno avuto un percorso di studi eccellente“Regione Lombardia – ha spiegato l’assessore all’Istruzione Formazione e Lavoro, Simona Tironi – ha stanziato 2 milioni di euro per premiare il merito degli studenti che hanno avuto un percorso di studi eccellente. Abbiamo ulteriormente elevato le risorse perché la nostra Regione vuole premiare i sacrifici di chi si è impegnato e ha conseguito ottimi risultati nel suo percorso di studi. Offriamo un sostegno concreto, molto apprezzato sia dagli studenti che dalle loro famiglie”.

Gli studenti che possono richiedere la Dote Merito in Lombardia

Possono partecipare all’Avviso pubblico gli studenti residenti in Lombardia al momento della domanda, che nell’anno scolastico e formativo 2024/2025 abbiano frequentato:

  1. Classi terze e quarte del Sistema di Istruzione (Scuole secondarie di secondo Grado), conseguendo una valutazione media pari o superiore a 9;
  2. Classi quinte del Sistema di Istruzione (Scuole secondarie di secondo Grado), conseguendo una valutazione di 100 e lode all’esame di Stato del Sistema di Istruzione;
  3. Classi quarte del Sistema di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP), conseguendo una valutazione finale di 100 all’esame di Diploma professionale.

Un buono virtuale fino a 1.500 euro

Il contributo è assegnato agli studenti meritevoli, indipendentemente dal valore ISEE o da altri requisiti di reddito, e consiste in un buono virtuale del valore di:

  •  500 euro per gli studenti delle Classi terze e quarte del Sistema di Istruzione che hanno conseguito la media finale delle votazioni pari o superiore a 9;
  •  1.500 euro per gli studenti delle Classi quinte del Sistema di Istruzione che hanno conseguito una valutazione finale di 100 e lode all’esame di Stato;
  •  1.500 euro per gli studenti delle Classi quarte del Sistema di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) che hanno conseguito una votazione di 100 agli esami di diploma professionale.

Sulla base dei dati riferiti alla scorsa edizione dell’Avviso pubblico, i potenziali beneficiari potrebbero essere 2700 studenti.

Cosa è possibile acquistare con il contributo

Regione Lombardia ha stanziato 2 milioni di euro per la Dote Merito destinata a studenti che hanno avuto un percorso di studi eccellenteCon il contributo concesso possono esser acquistati:

  • libri di testo e di narrativa, dizionari (sia cartacei che digitali), in lingua italiana o in lingua straniera;
  • personal computer, tablet, lettori di libri digitali, stampanti, software (programmi e sistemi operativi ad uso scolastico, anche per disturbi dell’apprendimento e disabilità), strumenti per l’archiviazione di dati (chiavette USB, CD/DVD/CD-ROM, memory card, hard disk esterni), dispositivi di input (tastiere, e-pencil, lettori smart-card, mouse), di output (monitor pc, stampanti) ed ogni hardware legato al pc, con la sola eccezione del materiale di consumo (ad esempio, cartucce, toner, carta);
  • gli strumenti per il disegno tecnico (compassi, righe e squadre, goniometri), per il disegno artistico (pennelli, spatole, acquarelli, pennarelli, colori), mezzi di protezione individuali ad uso laboratoriale (divise, protezioni e calzature antinfortunistiche), strumenti musicali nonché altre tipologie di attrezzi, macchine, strumenti richiesti dalle scuole per attività didattica. Non è consentito, invece, l’acquisto di materiali di consumo.

Rimborso delle spese per gli studenti delle Classi quinte

Esclusivamente per gli studenti delle Classi quinte del Sistema di Istruzione e per gli studenti delle Classi quarte del Sistema di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP), il contributo può essere utilizzato come rimborso delle spese per il percorso annuale per l’accesso all’esame di Stato e per iscrizione e frequenza di Istituti di Formazione Tecnica Superiore (IFTS), Istituti Tecnici Superiori (ITS), Università ed altre istituzioni di Alta Formazione.

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Energia, Protocolli d’Intesa per efficientamento scuole lombarde

Sono stati ufficialmente sottoscritti, lunedì 15 settembre 2025 a Palazzo Lombardia a Milano, i Protocolli d’Intesa tra Regione Lombardia, le Province lombarde e la Città Metropolitana di Milano, finalizzati alla realizzazione di interventi di efficientamento energetico e incremento della produzione da fonti rinnovabili nelle scuole secondarie di secondo grado.
A rappresentare Regione Lombardia l’assessore agli Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo risorsa idrica, Massimo Sertori. Con lui i presidenti o loro rappresentanti delle Province e il consigliere delegato del sindaco della Città Metropolitana di Milano.

Energia, Protocolli per l’efficientamento delle scuole lombarde

L'assessore Massimo Sertori illustra i Protocolli per l'efficientamento energetico delle scuole lombarde“L’iniziativa – spiega Sertori – rientra nella Manifestazione d’Interesse ‘E4S – Energy for Schools’, promossa da Regione Lombardia per individuare i fabbisogni prioritari di riqualificazione del patrimonio scolastico. Gli interventi saranno finanziati attraverso il PR FESR 2021-2027 – Asse 2 (Azioni 2.1.1 e 2.2.1), con una dotazione complessiva di 71,8 milioni di euro a fondo perduto, fino al 100% delle spese ammissibili”.

Finanziati 17 progetti

Saranno 17 i progetti distribuiti su tutto il territorio regionale che beneficeranno del supporto per la riqualificazione degli involucri edilizi, il miglioramento dell’efficienza energetica e l’installazione di impianti da fonti rinnovabili. I lavori individuati nei Protocolli per l’efficientamento delle scuole lombarde dal lato energia dovranno essere avviati entro il 31 maggio 2026 e conclusi, con relativa rendicontazione, entro il 31 dicembre 2027.

L’obiettivo

L'assessore Massimo Sertori con i rappresentanti della Città Metropolitana di Milano e delle Province della LombardiaL’obiettivo condiviso è duplice: ridurre consumi ed emissioni e migliorare la qualità e la sostenibilità degli edifici scolastici, favorendo anche un utilizzo più efficiente degli spazi, spesso impiegati per attività extrascolastiche.

Regione Lombardia, nel suo ruolo di coordinamento istituzionale, garantirà un accompagnamento tecnico e amministrativo costante, assicurando trasparenza nelle procedure e supporto agli enti territoriali.

Approccio collaborativo

“Questo approccio collaborativo – sottolinea l’assessore regionale – rappresenta un modello virtuoso di programmazione integrata tra livelli istituzionali”.

Sertori: firma Protocolli sottolinea la visione comune

“La firma dei Protocolli per l’efficientamento sotto l’aspetto dell’energia delle scuole lombarde – conclude Massimo Sertori – testimonia l’importanza di una visione comune e coordinata per affrontare le sfide della transizione energetica e della riqualificazione dell’edilizia scolastica. Solo attraverso una forte sinergia tra Regione e autonomie locali. infatti, sarà possibile trasformare le scuole in esempi concreti di sostenibilità, efficienza e innovazione. Tutto ciò a beneficio delle comunità e delle future generazioni”.

Il riparto dei fondi

Di seguito il riparto per Provincia dei Protocolli per l’efficientamento lato energia della scuole lombarde con indicazione degli Istituti e degli importi destinati.

CITTÀ METROPOLITANA DI MILANO (14.216.864 EURO):

  • I.T.S.O.S. Marie Curie – Cernusco sul Naviglio 7.252.206 euro;
  • I.I.S. L. Da Vinci – I.P.S.C.T. E. Falck – Cologno Monzese 6.964.658 euro.

BERGAMO (7.309.614 EURO):

  • ‘Istituto Mamoli’ di Bergamo 3.317.306 euro;
  • ‘Istituto Majorana’ di Seriate 3.992.308 euro.

BRESCIA (6.926.050 EURO):

  • I.I.S. ‘Olivelli Putelli’ Darfo Boario Terme 2.972.293 euro;
  •  I.I.S. ‘Falcone’ Palazzolo sull’Oglio 3.953.757 euro.

COMO (5.345.912 EURO):

  • Istituto Professionale di Stato per i Servizi commerciali, Turistici e Sociali Gaetano Pessina, succursale di Appiano Gentile 1.961.241 euro;
  • Istituto d’istruzione Superiore ‘Gian Domenico Romagnosi’ di Como 3.384.670 euro;

CREMONA (4.354.875 EURO):

  • IIS ‘Racchetti – da Vinci’ di Cremona 4.354.875 euro.

LECCO (4.310.823 EURO):

  • IIS ‘G. Bertacchi’ di Lecco 4.310.823 euro;

LODI (4.649.927 EURO):

  • Liceo Gandini-Istituto Bassi di Lodi 4.649.927 euro.

MANTOVA (2.917.495 EURO):

  • Liceo Scientifico Belfiore di Mantova 2.917.495 euro.

MONZA BRIANZA (6.718.718 EURO):

  • I.I.S.S. ‘Leonardo Da Vinci’ di Carate Brianza 6.718.718 euro.

PAVIA (4.782.142 EURO):

  • IIS ‘Maserati’ di Voghera 3.090.661 euro;
  • Itis ‘Cardano’ succursale 1.691.481 euro.

SONDRIO (4.100.000 EURO):

  • IIS ‘B. Pinchetti’ di Tirano 4.100.000 euro.

VARESE (6.175.725 EURO):

  • ITC ‘Zappa’ di Saronno 6.175.725 euro.

Santambrogio (presidente UPL): riconoscimento Province

L'assessore Sertori con il presidente di UPL e di Monza Brianza, SantambrogioIl presidente dell’Unione Province Lombarde (e della Provincia di Monza e della Brianza), Luca Santambrogio, ha espresso massima soddisfazione per questa iniziativa di Regione Lombardia, “che rappresenta un mirabile esempio di riconoscimento alle Province della capacità di realizzare interventi infrastrutturali complessi ed innovativi, nella speranza che possa essere di stimolo a livello centrale per una riforma delle Province troppo a lungo attesa”.

I commenti

Questi i commenti sui Protocolli di efficientamento sul fronte dell’energia della scuole lombarde espressi dai rappresentanti di Città Metropolitana di Milano e delle Province.

Città Metropolitana

“Come Città Metropolitana di Milano – afferma il consigliere delegato all’Edilizia scolastica, Roberto Maviglia – abbiamo colto con grande favore questa opportunità grazie alla quale potremo proseguire il grande lavoro di riqualificazione energetica delle scuole superiori milanesi che abbiamo intrapreso da alcuni anni. La collaborazione strategica con Regione Lombardia e il grande lavoro svolto dal nostro settore Efficientamento Energetico delle infrastrutture ci consentiranno di realizzare negli istituti scolastici di Cologno Monzese e Cernusco sul Naviglio due progetti di efficientamento energetico molto innovativi che saranno orientati non solo alla sostenibilità ambientale ma anche al benessere complessivo della popolazione scolastica”.

Bergamo

L'assessore Sertori mentre firma il Protocollo con Bergamo per l'efficientamento delle scuole lombarde sotto il profilo dell'energia“L’efficientamento e la modernizzazione dei nostri edifici scolastici – commenta il presidente della Provincia di Bergamo, Pasquale Gandolfi – è una sfida che la Provincia ha raccolto e che negli ultimi anni ci ha visto fare notevoli passi avanti, pur nella consapevolezza che il lavoro da fare è tanto. I nostri uffici hanno avuto la capacità di utilizzare a pieno e nei tempi previsti i fondi fin qui ottenuti, in particolare dal Pnrr, ma il tema delle risorse a disposizione resta cruciale e in questo contesto è fondamentale la collaborazione con la Regione Lombardia, che attraverso il bando ‘Energy for Schools’ ci dà l’opportunità di proseguire nel percorso intrapreso”.

Brescia

“La Provincia di Brescia – il Capo di Gabinetto, Filippo Spagnoli – afferma esprime gratitudine per il lavoro svolto dall’assessore Massimo Sertori e dagli uffici regionali, che con questa misura hanno messo a disposizione delle Province lombarde risorse significative per la riqualificazione energetica degli edifici scolastici. Grazie al bando ‘Energy for Schools’, potremo intervenire su due istituti superiori del nostro territorio: l’I.I.S. ‘Olivelli Putelli’ di Darfo Boario Terme e l’I.I.S. ‘Falcone’ di Palazzolo sull’Oglio, per un investimento complessivo di oltre 6,9 milioni di euro. Siamo orgogliosi del lavoro svolto dall’Area Tecnica della Provincia, diretti dall’architetto Giovan Maria Mazzoli, che hanno presentato progetti solidi e ben strutturati, capaci di ottenere il punteggio più alto in graduatoria. È un risultato che conferma la qualità della progettazione e l’impegno costante per rendere le scuole luoghi più sostenibili, efficienti e accoglienti”.

Como

“Questi finanziamenti – commenta il presidente della Provincia di Como, Fiorenzo Bongiasca – rappresentano un risultato significativo per la Provincia di Como, non solo sotto il profilo economico, ma anche come conferma della qualità della nostra progettazione e della capacità dell’Ente di cogliere le opportunità offerte dai fondi europei e regionali. Si tratta di interventi che guardano al futuro e che assumono un valore strategico ancora più rilevante alla luce della recente costituzione della Comunità Energetica Rinnovabile provinciale. Le nuove strutture scolastiche, efficienti dal punto di vista energetico e dotate di impianti alimentati da fonti rinnovabili, potranno diventare elementi chiave della rete della CER, contribuendo attivamente alla produzione e condivisione di energia pulita e sostenibile sul nostro territorio”.

Cremona

“Un importante finanziamento per il futuro sostenibile dell’edilizia scolastica cremasca: la Provincia di Cremona – dichiara il presidente Roberto Mariani – è stata ufficialmente ammessa al contributo complessivo di 4.354.875 euro per l’intervento di efficientamento energetico e incremento della produzione da fonti rinnovabili dell’immobile sede dell’I.I.S. Racchetti – da Vinci di Crema. Il progetto, sviluppato secondo le linee guida delle Azioni 2.1.1 e 2.2.1 del bando regionale, prevede una riqualificazione profonda dell’edificio scolastico, attualmente in classe energetica D, con l’obiettivo di raggiungere la classe A”.

La fase operativa

“Ora – continua – si apre la fase operativa: dopo il perfezionamento del Protocollo d’Intesa tra Regione Lombardia e Provincia di Cremona, il cronoprogramma prevede l’approvazione del progetto esecutivo entro il 31 dicembre 2025, a cura del progettista incaricato Centro Padane Engineering Srl. La gara d’appalto sarà attivata nei primi mesi del 2026, dando così il via al cantiere che porterà a una scuola più moderna, sostenibile ed efficiente per studenti, docenti e tutta la comunità scolastica”.

La sinergia con la Regione

“Questi interventi – prosegue il presidente – dimostrano la forte attenzione della nostra amministrazione, in sinergia con Regione Lombardia, verso il tema dell’efficientamento energetico degli edifici scolastici, una priorità che incrocia sostenibilità ambientale, sicurezza e qualità degli ambienti per studenti e personale. Dopo Crema, il nostro impegno proseguirà anche su altri edifici scolastici, per garantire una copertura omogenea di tutto il territorio provinciale”.

Lecco

Un momento dell'incontro dell'assessore Sertori con Città Metropolitana e Province“Un ringraziamento particolare a Regione Lombardia e all’assessore Sertori – dice la presidente della Provincia di Lecco, Alessandra Hofmann – per aver condiviso con le Province il metodo e il percorso che hanno portato alla creazione di questo finanziamento di 72 milioni, permettendo di comprendere le singole necessità. Ancora una volta la proficua collaborazione tra enti ha dato risposte concrete alle esigenze dei territori in una logica di sussidiarietà”.

Progetto per 1.200 studenti

“La Provincia di Lecco – aggiunge – ha saputo cogliere questa occasione per progettare con l’Agenzia del Demanio un intervento di efficientamento energetico all’Istituto Bertacchi di Lecco, che accoglie 1.200 studenti. Grazie a un finanziamento di oltre 4,3 milioni di euro potremo dare una risposta concreta a una delle scuole superiori del nostro territorio che ha più necessità di interventi complessivi. Ancora una volta Regione Lombardia ha dimostrato di essere attenta alle necessità dei territori e di voler valorizzare le Province. Auspico che questo metodo continui a essere replicato anche in altre occasioni, con una visione strategica sul futuro dei nostri istituti superiori”.

Lodi

“Questa iniziativa promossa dalla Regione – commenta il presidente della Provincia di Lodi, Fabrizio Santantonio – rappresenta una grande opportunità per dare continuità all’intenso programma di investimenti sull’edilizia scolastica superiore che la Provincia di Lodi sta realizzando nell’ambito del Pnrr, per importi che fanno del nostro territorio il 15° in Italia in termini assoluti e il 2° per assegnazioni di fondi pro capite. Concentrare l’attenzione sull’efficientamento energetico è stata una felice intuizione, che contribuirà a completare la riqualificazione delle nostre scuole, rendendole ambienti sempre più confortevoli e funzionali allo svolgimento dell’attività didattica, dando centralità all’educazione ed alla formazione nella vita delle nostre comunità locali”.

Mantova

“Da parte nostra – dichiara il vicepresidente della Provincia di Mantova, Massimiliano Gazzani – un vivo ringraziamento a Regione Lombardia per il contributo e il sostegno a un intervento in cui crediamo molto. Il progetto di efficientamento energetico candidato dal nostro ente contempla un’operazione più ampia del valore complessivo di circa sette milioni di euro che assomma il contributo della Regione e una quota parte di finanziamenti derivante dal PNRR che ci permetterà di realizzare al Liceo Scientifico ‘Belfiore’ di Mantova un impianto di condizionamento attraverso l’installazione di pompe di calore, un impianto di areazione e ventilazione forzata e un tetto fotovoltaico della potenza di circa 100 kilowatt. È quindi per noi un’operazione molto importante e con grande soddisfazione accogliamo il riconoscimento che da Milano è arrivato al nostro progetto”.

Monza Brianza

“Questo importante risultato – sottolinea il presidente della Provincia di Monza Brianza, Luca Santambrogio – conferma l’impegno della Provincia di Monza Brianza verso la sostenibilità ambientale e l’innovazione energetica. Investire nelle scuole significa farlo sul futuro dei nostri giovani e sulla qualità della vita delle nostre comunità. Il finanziamento ottenuto è frutto di un lavoro di squadra tra amministrazione e uffici tecnici, che hanno presentato un ottimo progetto, realizzato per la parte architettonica con le loro sole forze, e che ringrazio ancora una volta per la competenza, l’elevata qualificazione e la professionalità dimostrata”. “Con l’intervento – aggiunge – riusciamo a risparmiare ben sette classi energetiche e, per questo, un grazie anche alla Regione Lombardia”.

Pavia

L'assessore regionale Massimo Sertori“Prosegue il nostro percorso per costruire il futuro della Provincia di Pavia – afferma il presidente Giovanni Palli –. Con il Protocollo siglato con l’assessore regionale Sertori trasformiamo l’IIS ‘Maserati’ di Voghera e l’ITIS ‘Cardano’ di Pavia in veri Poli della Conoscenza energeticamente avanzati. Edifici che passeranno in classe A4, che sfrutteranno oltre il 70% di energia da fonti rinnovabili, abbatteranno le emissioni di CO₂ dell’80% e garantiranno risparmi concreti nei consumi. È un lavoro programmato e straordinario che investe nel valore formativo e nel garantire opportunità e futuro alle nostre comunità scolastiche nel segno della sostenibilità ambientale e dell’innovazione del territorio pavese”.

Sondrio

L'assessore Massimo Sertori con il presidente della Provincia di Sondrio, Davide Menegola, per la firma del Protocollo per l'efficientamento sotto l'aspetto dell'energia delle scuole lombarde“Sono orgoglioso che anche la Provincia di Sondrio – dichiara il presidente Davide Menegola – partecipi a questa importante iniziativa di Regione Lombardia per l’efficientamento energetico delle scuole superiori, con un investimento complessivo di 71,8 milioni di euro destinato a 17 interventi in tutta la regione. Come Provincia ci impegniamo a collaborare attivamente con Regione Lombardia e gli altri enti per garantire che i progetti vengano realizzati tempestivamente e con la massima trasparenza, a beneficio dei nostri studenti e dell’intera comunità. Investire in scuole più sostenibili significa costruire un futuro migliore e per le nuove generazioni, anche nel nostro territorio alpino”.

Varese

“Ringrazio la Regione per il bando che Varese ha scelto di destinare all’Istituto tecnico commerciale ‘Zappa’ di Saronno. Questo – sottolinea il presidente della Provincia di Varese, Marco Magrini – ci permette di affiancare agli interventi già avviati con le risorse del PNRR nuove azioni per l’efficientamento energetico delle scuole superiori, nelle cui palestre si svolge anche una parte importante dell’attività sportiva”.
“Sulle palestre – prosegue il presidente – la Regione ha già un bando aperto, ma servirebbero più risorse. Efficientare significa anche razionalizzare, soprattutto considerando che le nostre proiezioni parlano di una riduzione di circa 9.000 studenti nei prossimi anni. Per questo l’efficientamento non riguarda solo gli edifici: con l’Ufficio scolastico e le dirigenze scolastiche bisogna valutare anche nuove modalità organizzative, come l’ipotesi di una settimana scolastica su 5 anziché 6 giorni”.

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Cosa conviene comprare a Belgrado e in Serbia: souvenir e non solo

Dai brindisi con slivovitz alle melodie folk che risuonano nei kafana, passando per i profumi speziati dei mercati e l’eleganza rustica dei ricami artigianali, visitare la Serbia significa tuffarsi in un mix straordinario di culture, sapori e tradizioni.

È un Paese che sorprende non solo per la sua calorosa ospitalità e per i suoi paesaggi ancora poco battuti dal turismo di massa, ma anche per la varietà e convenienza dei prodotti locali.

In un’epoca in cui il viaggio è sempre più esperienza e meno cartolina, sapere cosa conviene comprare in Serbia e ancor di più a Belgrado, la città più gettonata, diventa parte integrante dell’avventura.

E no, non stiamo parlando solo dei classici souvenir da turista, ma di autentiche chicche che racchiudono il cuore dei Balcani: liquori, ricami, ceramiche, cibo di strada e persino capi d’abbigliamento di tendenza, il tutto spesso a prezzi più che accessibili.

Cosa conviene comprare in Serbia

In tutta la Serbia, dal nord della Vojvodina fino ai confini montuosi con la Macedonia, si trovano prodotti che difficilmente trovereste altrove. Un classico intramontabile è la slivovitz, la rakija di prugna (un liquore, dunque) che accompagna ogni celebrazione familiare o brindisi informale. Questo liquore robusto e profumato, spesso fatto in casa, è così radicato nella cultura locale da diventare un simbolo dell’identità nazionale. Le versioni artigianali, imbottigliate in vetro decorato o ceramiche smaltate, sono perfette da regalare (o custodire gelosamente in dispensa).

Tra le delizie da portare a casa spicca anche lo slatko, un dolce da cucchiaino a base di frutta intera immersa in uno sciroppo denso, offerto tradizionalmente agli ospiti come segno di benvenuto. Ce ne sono versioni alla rosa, al fico, alle ciliegie o alle more di bosco. Per chi ama sperimentare sapori nuovi, è una vera chicca.

La Serbia è anche terra di grandi prodotti caseari: difficile resistere al kajmak, una crema di latte densa, saporita, spalmabile e perfetta con il pane fresco. Alcune famiglie lo producono ancora secondo antiche ricette, vendendolo nei mercati locali in barattoli avvolti nella tela. Un’altra prelibatezza? I formaggi delle montagne, stagionati in grotte naturali, spesso aromatizzati con erbe selvatiche.

Ma non finisce qui. Gli appassionati di oggetti fatti a mano troveranno infatti pane per i loro denti anche con l’artigianato serbo. Nei villaggi come Sirogojno o nei mercati delle città più piccole, è facile trovare ricami tradizionali, piatti in ceramica decorati a mano e oggetti in legno intagliato. Particolarmente iconiche sono le scarpe opanak, calzature contadine in pelle intrecciata che raccontano secoli di vita rurale e danze folkloristiche. Anche se non pensate di indossarle, sono un ricordo originale e simbolico.

Scarpe opanak
Fonte: iStock
Le scarpe opanak, tipiche del Paese

E per finire davvero in bellezza, vale la pena scoprire i vini autoctoni serbi, tra cui il Prokupac, rosso intenso e fruttato, o il Tamjanika, un bianco aromatico prodotto nella zona di Aleksandrovac. Insieme alle acquaviti di pera o albicocca, sono un tesoro nascosto per chi ama bere bene senza spendere una fortuna.

Cosa conviene comprare a Belgrado

Belgrado è una capitale che non si dimentica facilmente. Fatta di contrasti affascinanti, vivace a tutte le ore, capace di alternare l’eleganza austro-ungarica dei palazzi ottocenteschi al fermento artistico dei suoi quartieri più alternativi. Anche sul fronte dello shopping, la città offre molto più di quanto si possa immaginare. E la cosa migliore? I prezzi, spesso più bassi rispetto ad altre capitali europee.

Il punto di partenza perfetto per chi vuole fare compere è Ulica Knez Mihailova, la principale arteria pedonale nel cuore della città. Lunga, ampia, affollata e scenografica, è fiancheggiata da edifici storici e ospita un mix interessante di marchi internazionali, catene low-cost e negozi locali. Se capitate in città durante i saldi, sia invernali che estivi, potreste davvero fare affari d’oro su capi di abbigliamento firmati.

Per chi cerca un’esperienza più “da local”, i mercati di Belgrado sono tappa obbligata. Il più celebre è senza dubbio Zeleni Venac, un’autentica istituzione cittadina a due passi dal centro, dove ogni giorno decine di bancarelle vendono frutta, verdura, spezie, miele, formaggi, conserve e specialità da asporto. Un piccolo consiglio? Fermatevi per un piatto di cevapcici appena grigliati o una porzione di sarma, il comfort food balcanico per eccellenza. Alcune bancarelle offrono anche prodotti artigianali, spezie in sacchetti ricamati e liquori fatti in casa, perfetti da mettere in valigia.

Chi ama i quartieri bohémien non può perdere Skadarlija, la Montmartre di Belgrado. Tra osterie storiche e lampioni d’altri tempi, si nascondono negozietti di ceramiche dipinte, acquerelli cittadini, piccoli atelier dove si realizzano gioielli in rame, pietre dure o legno scolpito, tutto rigorosamente a mano.

Skadarlija, Belgrado
Fonte: iStock
Il pittoresco quartiere di Skadarlija a Belgrado

Infine, per un tocco moderno, ci sono i grandi centri commerciali come Delta City e Galerija Belgrade, veri e propri hub urbani dove moda, design, gastronomia e intrattenimento convivono.

Belgrado e la Serbia non sono solo mete da esplorare: sono luoghi da assaporare, annusare, toccare. E sì, anche da mettere in valigia. Se cercate souvenir autentici e acquisti smart, questo è il posto giusto per tornare a casa con un ricordo che resterà nel tempo e, perché no, anche con una bottiglia di rakija da stappare alla prima occasione.

Primo soccorso a scuola: la Lombardia forma gli studenti

Insegnare le tecniche di primo soccorso sin dai primi anni di scuola in Lombardia. È quanto prevede un progetto contenuto in una delibera approvata dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, di concerto con l’assessore all’Istruzione, Simona Tironi, per la promozione della cultura della sicurezza nelle scuole lombarde.

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Tecniche di primo soccorso a scuola: l’impegno di Regione Lombardia

Il progetto, realizzato in collaborazione AREU e con il supporto delle associazioni sul territorio, mira a fornire agli studenti conoscenze pratiche fondamentali per affrontare situazioni di emergenza. Il programma prevede l’insegnamento di manovre salvavita come la rianimazione cardiopolmonare di base (RCP), l’uso del defibrillatore (DAE) e la disostruzione delle vie aeree.

Attraverso percorsi formativi mirati a scuola, il progetto coinvolgerà gli istituti dell’infanzia, primari e secondari di primo e secondo grado, contribuendo non solo alla crescita culturale e personale degli studenti, ma anche all’incremento della capacità di risposta in caso di emergenze mediche di primo soccorso da parte di studenti e personale scolastico in Lombardia.

Gli studenti coinvolti

Il programma formativo è strutturato per diversi livelli scolastici e mira a educare gli studenti sull’importanza del Numero Unico di Emergenza 112 e sulle tecniche di primo soccorso.

– Scuola dell’infanzia (4-5 anni): introduzione al 112 e riconoscimento delle emergenze.

– Scuola primaria (8-10 anni): concetti base di primo soccorso e gestione delle chiamate di emergenza.

– Scuola secondaria di primo grado (11-14 anni): formazione più avanzata su gestione emergenze e rianimazione cardiopolmonare.

Scuola secondaria di secondo grado (16-18 anni): corso BLSD con certificazione regionale, esercitazioni pratiche per 5.000 operatori.

Programma accessibile anche al personale scolastico

Le iniziative di formazione saranno accessibili, su base volontaria, anche ai docenti e al personale amministrativo, tecnico e ausiliario. È, infatti, ritenuto essenziale che il personale scolastico acquisisca o perfezioni le conoscenze sulle tecniche di primo soccorso. Si mira, così, a contribuire all’incremento del livello di sicurezza all’interno degli istituti scolastici e garantendo interventi tempestivi e potenzialmente salvavita in caso di emergenza. Gli insegnanti saranno inoltre coinvolti nei progetti di formazione sul primo soccorso verso i propri studenti.

Bertolaso: contenuti adeguati all’età e coinvolgimento diretto degli insegnanti

L'assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso, parla durante un evento. Ribadito l'impegno della Giunta per promuovere tecniche di primo soccorso nelle scuole della regione“Quando si verifica un’emergenza sanitaria – ha sottolineato Guido Bertolaso – chi si trova vicino alla persona colpita può fare la differenza in attesa dell’arrivo dei soccorsi. Ci sono gesti, come la rianimazione cardiopolmonare o la manovra di Heimlich per disostruire le vie aeree, che possono salvare vite. Per questo è fondamentale diffondere la cultura del primo soccorso già dai primi anni di scuola. Se riusciamo a sensibilizzare i nostri ragazzi, potremo formare generazioni di adulti consapevoli e pronti a intervenire in caso di necessità”.

“Con questo progetto, – ha continuato l’assessore al Welfare di Regione Lombardia – realizzato in collaborazione con AREU, vogliamo offrire un percorso strutturato che accompagni gli studenti dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria di secondo grado. Un obiettivo da raggiungere con contenuti formativi adeguati all’età e il coinvolgimento diretto degli insegnanti. Inoltre, per gli studenti di quarta e quinta superiore, attiveremo corsi di BLSD, in linea con la legge 116 del 2021 che promuove la diffusione e l’utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e automatici esterni”.

“Ricordo – ha concluso Bertolaso – che chiunque può utilizzare un defibrillatore e praticare le manovre di rianimazione: chiamando il 112, si viene messi in contatto con operatori specializzati che forniscono istruzioni in tempo reale. Il massaggio cardiaco può essere eseguito con le sole mani ed è un gesto salvavita che tutti dovremmo essere pronti a compiere”.

Tironi: primo soccorso a scuola e salute giovani priorità in Lombardia

L'assessore all'Istruzione di Regione Lombardia, Simona Tironi, parla durante un evento. Ribadito l'impegno della Giunta per promuovere tecniche di primo soccorso nelle scuole della regione“La salute e la sicurezza dei nostri giovani – ha evidenziato Simona Tironi – sono priorità assolute per la Regione Lombardia. Con il progetto di introduzione del primo soccorso nelle scuole vogliamo dare ai ragazzi gli strumenti concreti per affrontare qualsiasi situazione di emergenza. Fondamentale la collaborazione con AREU e il supporto delle numerose associazioni locali”.

“Insegnare manovre salvavita, – ha proseguito l’assessore all’Istruzione, Formazione, Lavoro – l’utilizzo del defibrillatore e la disostruzione delle vie aeree sin dai primi anni di scuola, è un passo fondamentale. Vogliamo promuovere una cultura della sicurezza e responsabilizzare le nuove generazioni, affinché i nostri giovani diventino cittadini consapevoli e pronti ad agire nei momenti del bisogno”.

“Questo progetto, – ha concluso Tironi – coinvolgerà tutte le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo e secondo grado. Contribuirà anche alla crescita culturale e personale degli studenti. Inoltre, rafforzerà anche la capacità di risposta in caso di emergenze mediche, sia da parte degli studenti che del personale scolastico. Il nostro impegno è garantire un futuro più sicuro e consapevole per tutti, con i giovani protagonisti di un cambiamento importante per la comunità”.

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Cicloturismo in Friuli: la Ciclovia Alpe Adria tra Italia e Austria

Attraversare le Alpi sulle due ruote non è un’impresa per soli atleti e impallinati di ciclismo, ma un viaggio alla portata di tutti: la Ciclovia Alpe Adria parte da Salisburgo, splendida città barocca della musica in Austria, e conduce fino a Grado, in Friuli-Venezia Giulia, attraversando montagne, percorrendo valli e costeggiando torrenti.

Un percorso lungo 410 chilometri da percorrere in otto tappe, per un totale di circa 30 ore di pedalata e un dislivello totale in salita di 2089 metri. Per pensarla in modo più pratico: si affrontano circa 4 ore in bicicletta ogni giorno, percorrendo fra i 40 e i 60 chilometri (in realtà la tappa più lunga ne misura 59) con limitate difficoltà altimetriche ogni giorno.

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Fonte: Wikimedia Commons
Il cartello bilingue della Ciclovia Alpe Adria

La maggior parte del percorso è composto da piste ciclabili, con qualche incursione in tratti di strada aperta alla circolazione delle auto, ma utilizzando vie secondarie poco trafficate. Ci sono tratti in sterrato, con fondo molto buono, ma la maggior parte dei tracciati è asfaltata. In Italia buona parte del percorso avviene utilizzando un vecchio percorso ferroviario dismesso molto scenografico, tra tunnel e paesaggi mozzafiato.

Un’avventura a due ruote green per scoprire il fascino del Salisburghese, della Carinzia, del Friuli e della Venezia Giulia esplorandone gli angoli più belli, tra città, borghi e meraviglie della natura.

Oltre alle città di Salisburgo e Grado, rispettivamente città di partenza e di arrivo della ciclovia, vi sono altre sette tappe intermedie lungo la tratta: Bischofshofen, Bad Gastein, Spittal an der Drau, Villach, Tarvisio, Venzone e Udine. Ognuna di esse, vi permetterà di recuperare le energie gustando i piatti tipici della cucina locale, proponendovi diverse soluzioni di pernottamento e offrendo il meglio del proprio panorama culturale e paesaggistico.

Il percorso in Austria della Ciclovia Alpe Adria

La Ciclovia Alpe Adria prende le mosse da Salisburgo, quasi al confine con la Germania. È la quarta città più grande d’Austria, ha una meravigliosa architettura barocca che ricorda i migliori esempi italiani dello stile e ha dato i natali a Wolfgang Amadeus Mozart, rimanendo peraltro ancora oggi una delle città più importanti del mondo per la musica classica.

È proprio dalla cinquecentesca Mozartplatz, il salotto buono nel cuore barocco della città, che prende le mosse il viaggio della Ciclovia Alpe Adria. Da qui si muove verso sud e dopo 13 chilometri circa, ad Hallein, si può fare la prima sosta per rifocillarsi alla storica Bräustübl Kaltenhausen, birreria che da 500 anni offre pasti a ritmo serrato dalle 8 del mattino fino a mezzanotte.

Vista aerea del centro storico di Salisburgo, Austria
Fonte: iStock
Vista aerea del centro storico di Salisburgo

A Werfen, subito dopo la una delle salitelle più dure di giornata, si passa al cospetto della poderosa fortezza di Hohenwerfen, arroccata sul colle che domina la cittadina.

La prima tappa termina a Bischofshofen dopo 53 chilometri e da qui prendono le mosse i 52 del giorno successivo: i primi due giorni sono i più impegnativi dal punto di vista altimetrico e la seconda è la più dura, con una salita tosta e divertente negli ultimi 4 chilometri. Si attraversa una vallata nota per i suoi bagni termali e si chiude a Bad Gastein, stazione sciistica al confine della regione salisburghese con la Carinzia.

Nella terza tappa, alla fine della valle di Gastein, è necessario prendere il treno navetta da Böckstein a Mallnitz per passare sul versante sud della catena alpina centrale. Si fa il biglietto, si mettono le bici sull’apposito treno e in 11 minuti si è dall’altro lato della montagna. Il resto della tappa si conclude con una comoda discesa fino all’interessante centro di Spittal an der Drau, che oltre ad alcuni notevoli edifici rinascimentali ospita la più grande collezione privata di trenini in miniatura.

Il quarto giorno una delle tappe più semplici: una piacevole pedalata in pianura lungo il corso della Drava che si conclude a Villach. Da qui, il giorno successivo, si passa in Italia raggiungendo Tarvisio.

Il percorso in Italia della Ciclovia Alpe Adria

Attraversando il confine italo-austriaco si giunge a Tarvisio, uno dei più importanti poli sciistici e località montane del Friuli-Venezia Giulia. Sin da subito si viene catapultati in un contesto naturalistico meraviglioso: avvolta dalla Alpi Giulie e ricca di ampie vallate e fitti boschi, la Foresta di Tarvisio, con i suoi 24.000 ettari, è la più grande foresta demaniale d’Italia.

Favorita dalla sua posizione strategica a ridosso del triplice confine, è un crocevia di lingue, stili e tradizioni dove, in una piccola area, si incontrano e mescolano le culture di Italia, Austria e Slovenia.

Da Tarvisio fino a Moggio Udinese, la Ciclovia Alpe Adria (in Friuli identificata con il tracciato FVG1) ricalca in gran parte il percorso della ferrovia Pontebbana, oggi dismessa e riconvertita a pista ciclabile.

Venzone
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Le vie medievali di Venzone

L’itinerario è in gran parte in discesa e agilmente si giunge nel borgo di Venzone, eletto borgo più bello d’Italia nel 2017, nella tappa numero 6. Venzone fu travolta dal terremoto del Friuli del 1976, ma è stata interamente ricostruita e oggi è pronta a offrirsi con le sue migliori vesti medievali: un borgo circondato da mura fortificate, con uno splendido duomo a fare bella mostra di sé nel cuore di un centro storico curatissimo.

Da qui, con le salite più dure ormai alle spalle e davanti la discesa verso la bassa friulana, si prosegue verso Udine, città affascinante e vivace, dove è possibile visitare il colle del castello che domina dall’alto la città e, ai suoi piedi, piazza della Libertà, definita “la più bella piazza in stile veneziano sulla terraferma”, circondata da un sinuoso complesso di edifici rinascimentali. Non perdetevi un giro per le osterie di Udine: una esperienza enogastronomica magnifica che aiuta a calarsi nella cultura della regione.

I cinquantasette chilometri che dividono dal mare, affrontati nell’ultima tappa, transitano infine per due città simbolo di questa parte del Friuli-Venezia Giulia: Palmanova, la città fortezza, chiamata anche “la città stellata” per la sua pianta cittadina a forma di stella a nove punte; Aquileia, con le sue testimonianze di epoca romana, come il foro e la magnifica Basilica Patriarcale di Santa Maria Assunta, nota per i suoi mosaici.

Grado
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Panorama di Grado

Il viaggio finisce a Grado, città lagunare tra la foce del fiume Isonzo e il mare Adriatico. L’Isola del sole, com’è chiamata, incanta fra le meraviglie architettoniche in stile veneziano e il contesto naturale unico della sua laguna, un degno finale per un viaggio che attraversa decine di paesaggi diversi, riempiendo costantemente gli occhi di colori, il naso di profumi, la testa di ricordi.

Clima e temperatura di Belgrado: quando organizzare un viaggio nella capitale della Serbia

Belgrado è la capitale della Serbia ed è una città capace di appassionare moti viaggiatori con il suo carattere forte e accogliente. Si tratta di uno di quei luoghi che si presenta con il giusto mix di cultura balcanica mista a quella più dell’Europa occidentale, uniti a una grande offerta di attività culturali e di occasioni di vita sociale e divertimento notturno degno di altre città importanti del Vecchio Continente. Conoscere il clima e la temperatura di Belgrado è fondamentale per capire quando organizzare il tuo viaggio in questa parte della Serbia. Pur non essendo una nazione molto grande, quest’area della ex Jugoslavia presenta delle differenze climatiche tra le varie zone di cui è composta. Belgrado è situata alla confluenza dei fiumi Sava e Danubio e, in linea generale, gode di un clima continentale umido, influenzato dalle masse d’aria provenienti dal Mediterraneo ma anche dall’aria che arriva dalle pianure dell’est Europa.

Caratteristiche generali del clima e della temperatura di Belgrado

Il clima e la temperatura di Belgrado sono quelli tipici delle regioni interne dei Balcani, con stagioni ben definite e variazioni significative tra estate e inverno. Gli inverni sono generalmente freddi, con frequenti nevicate, mentre le estati possono essere calde e umide. Per quanto riguarda le temperature medie annuali, la media si aggira intorno agli 11-12 °C, con notevoli oscillazioni più specifiche.

Si può passare da giornate molto rigide, con molto ghiaccio sulle strade, in gennaio fino a momenti più roventi in estate, tanto da fare invidia a luoghi come il sud dell’Italia o la Spagna interna. Capire quali siano il clima e la temperatura di Belgrado, nei diversi periodi dell’anno, ti aiuterà a fare più facilmente la valigia e a capire cosa portare con te in viaggio in Serbia.

Le condizioni climatiche di Belgrado offrono la possibilità di vivere quattro stagioni ben distinte. Dalle nevicate invernali che aggiungono un tocco magico ai paesaggi urbani in inverno, alle calde giornate estive perfette per godersi le numerose attività all’aperto, ogni momento dell’anno porta con sé il suo fascino unico.

Cliam e temperatura di Belgrado in inverno
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Chiesa di St Petka in inverno, Belgrado, Serbia

Clima e temperatura di Belgrado in inverno

Il periodo invernale, per Belgrado, si concentra a livello meteorologico, proprio come per l’Italia, tra dicembre e la fine febbraio.  Le temperature invernali a Belgrado possono scendere frequentemente sotto lo zero, con medie giornaliere che variano tra -2 °C e 5 °C. Le nevicate sono comuni, specialmente a gennaio, il mese più freddo dell’anno. Tuttavia, l’atmosfera fredda e ghiacciata dei mesi freddi rende

Belgrado un luogo denso di magia e perfetto per essere esplorato in questo momento dell’anno. Se pensi che il clima e la temperatura di Belgrado non ti fermino, metti in valigia i tuoi vestiti più pesanti e organizza un viaggio in Serbia in questo periodo. Data la latitudine della Serbia, le giornate hanno una lunghezza pari a quella dell’Italia.

Clima e temperatura di Belgrado in primavera

Marzo è il primo mese di primavera anche a Belgrado, anche se il clima e la temperatura della capitale serba sono spesso variabili in questo periodo. Al di là di questo, la primavera vede un graduale aumento delle temperature, con medie che passano dai 10 °C di marzo ai 20 °C di maggio. Questo è il periodo in cui clima e temperatura di Belgrado sono miti e piacevoli, ideali per esplorare la città senza cappotti pesanti e calzature adatte alla neve.

È bene tenere presente che la primavera può essere, a tratti, piovosa ma le giornate serene non mancano di farsi vedere e sentire.

Clima e temperatura di Belgrado in estate
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Fortezza di Kalemegdan al tramonto, Belgrado

Clima e temperatura di Belgrado in estate

Con l’inizio di giugno si tende, a livello meteorologico, a dare il via alla bella stagione anche in Serbia. Le estati a Belgrado possono essere calde, con temperature medie che oscillano tra i 20 °C e i 30 °C. Luglio e agosto sono i mesi più caldi, con punte che possono superare i 35 °C, durante giornate in cui il caldo si fa particolarmente sentire. La città si trova sulle rive del Danubio, in un punto in cui il fiume ha una portata molto vasta.

Il clima e la temperatura di Belgrado risentono della presenza del fiume, soprattutto per quanto riguarda l’umidità. L’afa, in estate, potrebbe farsi sentire. Il fiume fa anche la parte del ristorato, portando spesso movimento d’aria, soprattutto verso sera.

Clima e temperatura di Belgrado in autunno

Che sia l’autunno la stagione migliore per fare un viaggio in Serbia? Le giornate sono ancora lunghe e la temperatura è gentile. A settembre, l’estate inizia a lasciare il passo alla nuova stagione ma sono ottobre e novembre i mesi centrali per questo momento climatico. L’autunno è una stagione di transizione, con temperature che gradualmente scendono dai 20 °C di settembre ai 10 °C di novembre.

È un periodo caratterizzato da giornate soleggiate e fresche serate. Le piogge sono più frequenti in novembre ma conviene sempre partire con un ombrello pieghevole in valigia o nel proprio zaino, così come è un bene avere l’abbigliamento adatto.

Clima e temperatura a Belgrado: precipitazioni ed eventi estremi

Belgrado registra una modesta quantità di precipitazioni precipitazioni durante l’anno, con una media di circa 700 mm. La distribuzione delle piogge nell’arco dei 12 mesi è abbastanza uniforme, ma i mesi primaverili e autunnali, come dicevamo, tendono ad essere i più piovosi e umidi. Le precipitazioni estive si manifestano spesso sotto forma di temporali brevi ma intensi, mentre in inverno le nevicate possono essere persistenti e durante anche per diversi giorni.

Sebbene Belgrado non sia soggetta a fenomeni climatici estremi frequenti, le sue condizioni meteo tipiche offrono ogni tanto la possibilità di sperimentare ondate di calore potente durante l’estate e periodi di gelo intenso in inverno. Le alluvioni possono verificarsi, specialmente in primavera, a causa dello scioglimento della neve nelle regioni montuose circostanti e delle abbondanti piogge. Questo è il periodo in cui il Danubio aumenta di molto la sua portata. La presenza del fiume, però, non è un problema in città ma è sempre bene informarsi prima del proprio viaggio a Belgrado. Molte informazioni fondamentali su eventuali condizioni meteo problematiche sono riportate, in modo puntuale, dal sito dell’Ambasciata Serba in Italia, così come dai portali di rifermento della Farnesina.

Cosa vedere a Grado, storia e arte dell’Isola d’Oro

Grado è una piccola cittadina lagunare del Friuli Venezia Giulia in provincia di Gorizia. Collegata alla terra ferma da una sottile striscia di terra è una famosa località turistica e termale conosciuta anche come l’Isola d’Oro o la Prima Venezia a causa delle sue vicende storiche. Scopriamo insieme cosa fare e cosa vedere durante un soggiorno a Grado.

La storia di Grado

Situata su un’isola tra il mare e la laguna, Grado vanta oltre 1600 anni di storia. Nata in epoca romana come scalo mercantile di Aquileia, Grado deve il suo nome proprio ai tipici gradoni romani che agevolavano lo sbarco di passeggeri e merci dalle navi. Da sempre centro di grandi attività commerciali, nel IV secolo venne costruito il suo castrum, dove trovarono rifugio le popolazioni dell’entroterra scampate all’assalto dei barbari.

Lo stesso Patriarca si trasferì a Grado, spostando la sede da Venezia nella città lagunare che abbellì con edifici di culto e con la costruzione del Duomo. Il rientro del Patriarcato a Venezia nel 1451 significò per l’isola l’inizio di anni difficili, segnati da numerosi conflitti fino al 1797, quando passò sotto il dominio Austriaco per poi tornare ad essere cittadina italiana al termine della I Guerra Mondiale.

Decidere cosa vedere a Grado non sarà difficile, la città oltre ad essere una delle attrazioni turistiche più apprezzate della riviera adriatica grazie al suo mare cristallino, alle spiagge dorate e al sole, offre anche un ricco patrimonio storico e artistico, che ogni anno attira moltissimi turisti.

Panorama di Grado
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Vista della città di Grado

Cosa vedere a Grado

Il luogo perfetto per cominciare il giro della città è sicuramente il suo centro storico dal fascino veneziano, un labirinto di calli e pittoreschi cortili, sul quale si affacciano le case colorate dei pescatori, un mondo magico e incantevole che vi porterà in un viaggio a ritroso nel tempo. Il campo dei Patriarchi è il fulcro del periodo tardo romano e veneziano, qui si affaccia la Basilica di Sant’Eufemia, cattedrale del Patriarcato di Aquileia per più di otto secoli, almeno fino a quando il titolo non venne ceduto a Venezia. Restaurata nella prima metà del Novecento secondo l’originario progetto voluto dal vescovo Elia nel 579, la facciata presenta un bel campanile quattrocentesco con in cima un arcangelo giravento (l’Anzolo), una statua in rame dell’Arcangelo San Michele, da tempo diventato il simbolo della città vecchia.

L’interno dell’edificio è suddiviso in tre navate da eleganti colonne in marmo e presenta uno splendido pavimento con mosaici del VI secolo. Sul fianco destro della Basilica si trova il Lapidario con reperti romani e paleocristiani, mentre sul lato sinistro sorge il Battistero, di forma ottagonale che conserva tre sarcofagi e are funerarie romane del III a.C.. Nella Basilica è conservato anche il prezioso Tesoro del Duomo, con le reliquie dei santi patroni della città Ermacora e Fortunato.

Un altro capolavoro da vedere a Grado è senza dubbio la Basilica di Santa Maria delle Grazie, meta religiosa della popolazione locale e costruita nel IV secolo in stile paleocristiano, all’interno della quale si possono ammirare l’altare, l’acquasantiera e la statua lignea della Madonna delle Grazie. Da non perdere è anche Piazza Biagio Marin, dedicata al grande poeta, cantore della laguna che nacque proprio qui a Grado nel 1891.

Sempre in piazza Marin, attraversando lunghe passerelle di vetro, si giunge alla Basilica della Corte dove si possono ammirare alcuni sarcofagi e i resti delle mura dell’edificio, riportati alla luce nel 1902, grazie alla ristrutturazione della piazza, ma anche i Giardini del Municipio e il sontuoso e rinnovato Hotel Fonzari, il più antico di Grado. Proseguendo verso campo dei Santi Ermagora e Fortunato si arriva al Lungomare Nazario Sauro, undici chilometri di spiagge, con splendide ville, meravigliosi giardini, residence e negozi esclusivi: da qui il panorama si allarga sul mare aperto e nelle giornate più limpide si possono scorgere tutta la riviera di Trieste e la costa dell’Istria.

Grado, spiaggia
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Una spiaggia nei pressi di Grado

Chi è interessato a una visita naturalistica e religiosa può prendere il traghetto (circa 20 minuti di viaggio), che collega Grado all’isola di Barbana dove potrà ammirare l’antichissimo Santuario della Madonna, oggi sede di una comunità di Frati Minori Francescani. Qui, dal lontano 1237, si festeggia anche il famoso Perdòn e ogni prima domenica di luglio, il paese è addobbato a festa, mentre una lunga processione di barche colorate si dirige verso l’isola di Barbana, per rinnovare un antico voto alla Madonna che avrebbe salvato il paese da una terribile epidemia di peste.

Per concludere la vacanza in bellezza vi consigliamo un bel trattamento curativo o estetico presso le Terme Marine di Grado e, a seguire, un ottima cena nel centro della città vecchia presso la tavernetta all’Androna, che vanta una lunga e rinomata tradizione nella preparazione di piatti a base di pesce accompagnati da un ottimo vino friulano.

Viaggio a Belgrado: consigli per le zone dove dormire

Se stai progettando un viaggio nella capitale della Serbia, quello che ti serve è una panoramica dei quartieri per scegliere, sulla base dei tuoi interessi, la zona migliore dove dormire a Belgrado. La città, celebre in tutto il mondo per la sua architettura affascinante, la vivace vita notturna e l’ospitalità calorosa dei suoi abitanti, mette a disposizione vari quartieri che rispondono alle esigenze di tutti i viaggiatori; dal trasfertista che viaggia per lavoro, alla famiglia che vuole regalarsi un viaggio per creare ricordi indimenticabili. Ecco una guida ai quartieri di Belgrado dove scegliere l’hotel.

Stari Grad: la città vecchia

Stari Grad, la “Città Vecchia”, è il cuore di Belgrado nonché la zona più suggestiva e affascinante della capitale della Serbia. Con le sue stradine strette e acciottolate, le splendide architetture storiche e i suoi edifici dal fascino decadente che si affacciano sul fiume Sava, questo quartiere è perfetto per chi desidera stare nelle zone più turistiche e vicine alle principali attrazioni. Tuttavia, il rovescio della medaglia nel scegliere il quartiere più centrale di una grande città come Belgrado, è che è anche il più gettonato e le sistemazioni possono essere leggermente più costose rispetto ad altre zone della città. Tra le attrazioni principali che si trovano a Stari Grad sono:

  • Knez Mihailova: la via pedonale più celebre della città con i suoi negozi, caffè e ristoranti che accendono di vivacità le strade, soprattutto la sera.
  • Fortezza di Belgrado: che offre una vista panoramica sulla città e sui fiumi sottostanti.
  • Piazza della Repubblica: palcoscenico del Teatro Nazionale e del Museo Nazionale, tappe imperdibili per gli amanti della cultura.

Dorćol: il quartieri di giovani e artisti

Un altro quartiere ricco di un fascino antico è Dorćol. Situato a nord di Stari Grad ospitava storicamente ebrei, greci, turchi e armeni diventando il centro multiculturale della città. Oggi, a livello architettonico, delle testimonianze fisiche di questo crocevia di culture è rimasto ben poco; tuttavia, il suo carattere multietnico è rimasto come un segno permanente dell’anima di questo quartiere. Dorćol è la zona migliore dove prenotare l’hotel a Belgrado se ami la vivacità dei quartieri artistici. Questa zona, infatti, è la più gettonata tra i giovani e gli artisti anche grazie alla presenza di numerosi spazi espositivi e gallerie. La sera Dorćol si anima di una vita notturna vivace che invade le strade di brusii e risate delle persone che riempiono i suoi locali e ristoranti. Inoltre, la vicinanza al Danubio, permette di concedersi splendide passeggiate lungo le sue rive.

Le attrazioni principali che puoi trovare in questo quartiere sono:

  • Museo di Arte Contemporanea: il luogo che celebra l’arte moderna locale e internazionale.
  • Sinagoga di Belgrado: una storica Sinagoga che riflette la ricca eredità ebraica della città.
  • Mercato Verde di Bajloni: un vivace centro di prodotti freschi e artigianato locale a Belgrado.

Novi Beograd: il quartiere per i lavoratori

Uno dei quartieri di Belgrado dove scegliere l'hotel
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Vista panoramica su uno dei quartieri di Belgrado

Se stai viaggiando a Belgrado per lavoro, il quartiere migliore dove soggiornare è Novi Beograd che, tradotto in italiano, significa Nuova Belgrado. Il quartiere è moderno, dinamico e rappresenta il centro nevralgico economico e commerciale della città anche grazie al collegamento al resto della città tramite un’efficiente rete di trasporti pubblici. La presenza di hotel, centro congressi e grattacieli con uffici rendono Novi Beograd la soluzione d’alloggio perfetta per chi vuole un quartiere funzionale. Dopo una giornata di lavoro, non c’è niente di meglio di un po’ di sano svago e relax e questo quartiere offre diverse attività ludiche e ricreative per rigenerarsi dopo una giornata chiusi in ufficio tra cui:

  • Il centro commerciale Ušće, grande meta per fare shopping.
  • L’Arena di Belgrado, che ospita concerti e eventi sportivi di grande importanza.
  • I parchi lungo il fiume, come il Parco dell’Amicizia e il Parco della Nuova Belgrado, sono perfetti per passeggiate rilassanti e attività all’aperto.

Vračar: il quartiere per la vacanza in famiglia

Se stai viaggiando a Belgrado con la tua famiglia, probabilmente stai cercando una zona capace di offrire tranquillità e, al contempo, vivacità. Vračar è il quartiere perfetto per rispondere a questa duplice esigenza. Elegante, silenzioso e verdeggiante, è una zona residenziale con parchi ed esercizi a portata di mano. Perfettamente collegato al centro città, permette di raggiungere le zone della movida o del centro storico velocemente. La base perfetta per esplorare la capitale rimanendo lontani dal trambusto cittadino. Tra le attrazioni principali di questo quartiere:

  • La Chiesa di San Sava: una delle più grandi chiese ortodosse del mondo e un simbolo di Belgrado.
  • Il Mercato Kalenić: uno dei mercati più grandi e vivaci di Belgrado dove è possibile acquistare prodotti freschi e artigianato locale.
  • Il parco di Karadjordje: con i suoi ampi spazi verdi, è perfetto per una passeggiata rilassante o un picnic.

Savamala: il quartiere emergente

Quartiere emergente e uno dei più dinamici di Belgrado, Savamala è diventato nel tempo il punto di riferimento per la movida notturna della città. Situato lungo il fiume Sava, offre un’ampia scelta di bar e club alla moda, nonché di spazi creativi come il KC Grad; un centro culturale che ospita mostre, concerti e workshop. Un tempo degradato, gli interventi di rigenerazione urbana del quartiere lo hanno portato alla ribalta trasformandolo in un palcoscenico per eventi culturali, feste e celebrazioni di vario tipo e genere. Senza ombra di dubbio, Savamala è il quartiere migliore dove soggiornare a Belgrado se stai cercando divertimento e vivacità. Inoltre, i prezzi degli alloggi qui tendono ad essere più bassi rispetto a quelli nel centro città poiché il quartiere non è ancora così turisticamente sviluppato come il centro storico. Di conseguenza, gli alloggi e i servizi diventano più accessibili.

Siamo arrivati alla fine di questa guida sui migliori quartieri di Belgrado per l’hotel e, come avrai letto, questa città offre una vasta gamma di quartieri unici, ognuno con le proprie caratteristiche e attrazioni, che possono soddisfare qualsiasi tipo di viaggiatore. Su qualsiasi quartiere ricadrà la tua scelta, Belgrado ti accoglierà con la sua ineguagliabile ospitalità, lasciando ricordi indelebili e un forte desiderio di tornare a visitare questa splendida città al più presto.

Come muoversi a Belgrado: mezzi, costi e consigli

Belgrado, oggi capitale della Serbia e un tempo della Jugoslavia, è una città ricca di fascino, ma ancora troppo poco conosciuta rispetto alle altre capitali europee. Essendo situata sul Danubio è perfetta anche come meta strategica per esplorare tutto ciò che ha nelle vicinanze. Come ogni luogo per molto segnato dalla guerra, anche Belgrado ha quel fascino decadente che in ogni caso la rende davvero suggestiva. Sono molti, infatti, i suoi punti d’interesse da visitare assolutamente. Prima di stilare una lista delle cose da vedere è necessario capire come muoversi a Belgrado, magari con una esaustiva guida turistica alla mano. Ecco consigli, info e costi.

Come arrivare dall’aeroporto al centro

Se si arriva a Belgrado in aereo si atterra all’aeroporto Nikola Tesla che dista circa 20 chilometri dal centro storico, quindi circa 20 minuti. Per raggiungere la città basterà utilizzare i mezzi pubblici. Quali? Sicuramente bus e tram in prima linea. Anche i taxi sono molto utilizzati dai turisti grazie ai loro costi contenuti e alla loro comodità.

Vediamo nel dettaglio linee e costi per raggiungere il centro storico:

  • taxi: costo medio €20,00; tempo di percorrenza: 20-30 minuti. Il servizio taxi info si trova proprio vicino all’uscita dell’aeroporto.
  • bus: linee 72 e 607; costo medio: 89,00 RSD, cioè € 0,80; tempo di percorrenza: circa 30 minuti.
  • minibus: linea A1; costo: 400,00 RSD, cioè € 3,40; tempo di percorrenza: circa 40 minuti. Solitamente le corse sono ogni 20 minuti.
spostarsi a Belgrado
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Visitare il centro di Belgrado: come. spostarsi

Come muoversi in città

Se la meta del nostro viaggio è Belgrado è importante sapere che per muoversi in città ci sono numerose soluzioni, la scelta dipende soltanto dai gusti e dalle esigenze personali. Le alternative possibili sono: muoversi a piedi, con i mezzi pubblici o in auto. Ognuno, chiaramente, ha i suoi vantaggi.

A piedi

Sicuramente per scoprire le bellezze cittadine, camminare a piedi è la formula ideale perché così è più semplice entrare in sintonia con la città respirando la sua atmosfera senza tempo. Lungo un percorso di circa 2,5 chilometri è possibile partire dal tempio di San Sava per poi continuare su via Skerlićeva e Bore Stankovica, fino a Piazza della Repubblica e il quartiere Bohemien di Skadarlija, uno dei luoghi di riferimento per la movida di Belgrado. La città serba è una perfetta meta da scoprire a piedi anche perché sono molte le aree pedonali e quelle verdi dove poter camminare in totale relax e, magari, riposarsi su qualche panchina.

In bus

Sono  numerosi i turisti che decidono di utilizzare il bus anche perché le sue 112 linee coprono in modo organizzato la città. Sia con il bus che con il tram è possibile raggiungere ogni parte di Belgrado. Uno dei suoi punti di forza è il servizio 24 ore su 24 che garantisce mezzi per tutto il giorno. I costi? Un biglietto per una corsa singola dura 90 minuti e ha un costo di 89,00 RSD, quindi € 0,75. Se, invece, si acquista direttamente sul bus e ha un costo di 150,00 RSD, cioè € 1,30.

In tram

Sicuramente il tram è il mezzo di trasporto più panoramico e affascinante per visitare Belgrado. Con le sue 12 linee (dal n° 2 al 14) è perfetto per muoversi nel centro città e nei quartieri vicini che vengono coperti capillarmente. Il servizio in questo caso non è 24 ore su 24, ma va dalle 4 di mattina a mezzanotte. Un biglietto del tram ha durata di 90 minuti e un costo di 89 RSD che equivale a 0,75 euro.

In filobus

Tra i numerosi mezzi pubblici di Belgrado c’è anche il filobus, attivo dal 1947 e ancora oggi molto utilizzato. Anche questo è utilissimo e comodo per spostarsi nel centro storico grazie alle sue 5 linee. Il costo di un biglietto è esattamente come quello di bus e tram, cioè 89 RSD (€ 0,75).

In metro

Attenzione alle fake news che si trovano in rete: la metro a Belgrado non è ancora attiva. Nonostante i numerosi progetti che hanno portato all’ideazione di un piano d’azione per muoversi in questa direzione, la capitale della Serbia non ha ancora ottenuto una prima linea di metropolitana. Nonostante ciò, si continua a sperare che quel progetto possa essere messo in atto non solo per i turisti ma per chi vive la città nella quotidianità e potrebbe trarne un incredibile vantaggio.

spostarsi a Belgrado
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Visitare il centro di Belgrado: come. spostarsi

In auto

Non è impossibile muoversi a Belgrado in auto, ma se si è turisti è sconsigliato. I motivi sono vari, quelli più rilevanti sono:

  • difficoltà di trovare parcheggio: le aree del centro storico sono 3 e ognuna ha tempi limitati e tariffe diverse (nella zona rossa si può sostare al massimo 1 h, nella zona gialla massimo 2 h, nella zona verde massimo 3 h). I parcheggi sono tutti a pagamento. Se si arriva a Belgrado con la propria auto è consigliato scegliere un hotel o un appartamento dotato di parcheggio in modo da poter lasciare lì il proprio mezzo per la durata della vacanza.
  • limiti di velocità: diversi da quelli italiani.
  • cartelli stradali: scritti in serbo, quindi non facilmente comprensibili per chi non conosce la lingua.

Consigli sui quartieri di Belgrado

Come ogni altra città anche a Belgrado ci sono quartieri più tranquilli in cui si può passeggiare a ogni ora del giorno e altri che, invece, sono da evitare.

Il centro storico non è soltanto interessante e suggestivo da scoprire, ma è anche uno di quelli più consigliati anche per alloggiare. Si può considerare il cuore della città dove è possibile visitare numerose attrazioni come musei, teatri e gallerie d‘arte, ma anche frequentare bar, locali e boutique.

Anche ​​Skardalija che si trova proprio accanto al centro storico, è uno dei quartieri consigliati. Perché? Per i suoi vicoli affascinanti, i negozi e i numerosi ristoranti. Ideale anche per una vacanza con bambini.

Dorćol che è considerata la zona più antica di Belgrado, si divide nella parte alta (Gornji Dorćol) e nella parte bassa (Donji Dorćol), entrambe luoghi da visitare assolutamente. Qui, tra le altre cose, è consigliata la visita alla cittadella di Kalemegdan dove è possibile ammirare le antiche rovine romane.

Il quartiere di Vračar è il più piccolo della città e offre bar e locali in quanto è principalmente residenziale. Da visitare qui c’è la cattedrale ortodossa più grande del mondo, il Saint Sava Temple. Facile raggiungerlo dalle altre zone cittadine perché si raggiunge a piedi ed è collegato molto bene anche con i mezzi pubblici.

Dove dormire a Belgrado, zone e quartieri dove alloggiare

Belgrado, la Capitale della Serbia nonché della ex Jugoslavia fino alla dissoluzione del 2006, è una città densa di storia e cultura, giovane e dinamica. Nel corso della tempo ha subito diverse devastazioni e bombardamenti, trovandosi al centro di molteplici contese e vicende rilevanti per via della sua posizione strategica. Presenta più di un milione e mezzo di abitanti ed è considerata il punto di incontro tra Oriente e Occidente. Visitarla significa scoprire una città ricca di fascino e che molto ha da raccontare. Situata in un contesto naturalistico d’eccezione – complice la confluenza dei fiumi Danubio e Sava – si caratterizza per le tante anime che la rendono speciale, sospesa tra un passato antico e ricco di dominazioni differenti, così come un presente moderno e intrigante. Dove alloggiare durante la permanenza a Belgrado? Molto dipende, in realtà, dal tipo di vacanza che si desidera fare. Scopriamo insieme dove dormire all’interno delle varie strutture dell’hotellerie che mette a disposizione la città, tra hotel, B&B e molto altro ancora.

I quartieri migliori per un soggiorno a Belgrado

Dove alloggiare a Belgrado
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Vista sul tempio di San Sava a Belgrado

Belgrado è divisa in due parti, separate dal fiume Sava, un affluente del Danubio: la città vecchia, con i comuni di Stari Grad e Vracar, e la città nuova, con i comuni di Zemun e Novi Beograd. Stari Grad corrisponde sostanzialmente al centro storico, rivelandosi la sede dei monumenti più importanti e di tutto quello che risulta di interesse culturale: musei, università, teatri e via dicendo. Alloggiare in questo comune è perciò la soluzione ottimale, a livello logistico e non solo. I quartieri migliori per pernottare sono tre: Skadarlija, Dorcol e Savamala. A essi andrebbe aggiunto Zemun, una sorta di città nella città che si caratterizza per l’architettura in stile austro-ungarico. Te li raccontiamo, così da aiutarti a scegliere la zona migliore di Belgrado dove alloggiare.

Dorcol, la zona più elegante di Belgrado

Il nome “Dorcol” è di origine turca e può essere tradotto come “incrocio di quattro strade”. Parliamo di una delle zone più antiche della città, fondata nel 300 a.C. con il nome di Singidunum e poi soggetta alle dominazioni e influenze di Unni, Ottomani, Ungheresi, Sarmati, Ostrogoti, Slavi e Bizantini, a fronte della contaminazione di usi e tradizioni differenti. Dorcol oggi si distingue per l’anima vivace e moderna, complice la presenza di diversi caffè, ristoranti, bar, negozi e di tanti servizi. Alloggiare in questa parte di Belgrado vuol dire stare in un quartiere dinamico e unico nel suo genere, respirando un’atmosfera creativa e artistica. È possibile scegliere tra hotel eleganti e B&B non meno curati ed efficienti, perfetti per una visita di pochi giorni, oppure un albergo con servizi più strutturati per avere la possibilità di godere al meglio della vacanza. Tra i monumenti più interessanti di Dorcol segnaliamo la Moschea di Bajrakli e la più antica casa privata della metropoli: la Turbe di Sheikh Mustafa. Segnaliamo inoltre lo spettacolare Parco Kalemegdan. Come si può notare, tutti questi nomi sono di origine turca, a dimostrazione dell’influenza ottomana.

Skadarlija, la Montmartre di Belgrado

Il quartiere di Skadarlija si trova nel centro storico di Belgrado e per via del suo fascino è sovente paragonato a quello di Montmartre a Parigi. Si tratta di una zona dove è possibile percepire ancora oggi l’atmosfera di quando era luogo di ritrovo per artisti e intellettuali. Qui si trovano diversi monumenti e musei interessanti, con tanto di statue dedicate al principe Obrenovic e al cantante Toma Zdravkovic. Pernottare in questa zona di Belgrado permette di percepire l’atmosfera bohémien della Capitale serba, avendo modo di accedere a una proposta che vede al centro alberghi di lusso e ostelli decisamente accessibili. Essendo una zona centrale, sono molteplici le cose da fare, soprattutto alla sera: è decisamente indicato per i giovani e per chi vuole staccare la mente in vacanza e vivere giorni frenetici e ricchi di eventi.

Savamala, nel cuore della vita notturna di Belgrado

Le zone dove dormire a Belgrado
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Knez Mihailova Street, la via dello lo shopping di Belgrado

Questo quartiere è certamente il più stimolante di Belgrado, complice una vita notturna vivace e che si caratterizza per la presenza di club galleggianti situati sulle sponde del fiume Sava. Alloggiare a Savamala permette di immergersi in un’esperienza musicale di livello assoluto, a fronte di una varietà di generi che è un vero e proprio unicum: tra rock, pop, folk e musica techno, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Siamo inoltre vicino alla Fortezza di Belgrado, la cui presenza ha reso questa parte della città fortemente soggetta a devastazioni e bombardamenti durante entrambi i conflitti mondiali. Oggi è stata ricostruita perfettamente. Gli hotel di Savamala sono la scelta migliore per coloro che desiderano vivere al meglio le esperienze di intrattenimento e presentano costi diversi a seconda del livello dei servizi. Molti sono in  zone centrali, vicini ai principali locali, pertanto puoi spostarti agevolmente e trascorrere dei giorni speciali. Forse non lo sai, ma questa Capitale Europea è una delle migliori in termini di movida e vita notturna.

Consigli per visitare Belgrado al meglio

Dove dormire a Belgrado
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La vista suggestiva sul fiume a Belgrado

Il periodo migliore per visitare Belgrado? L’estate, quando le temperature sono piuttosto miti, cosa che non si può dire d’inverno. La lingua locale è il serbo, ma anche l’inglese è piuttosto parlato presso la popolazione: non dovresti quindi incontrare particolari difficoltà nel comunicare.

Per recarti nella capitale della ex Jugoslavia la cosa migliore è prendere l’aereo. Le città italiane al momento collegate con l’aeroporto di Belgrado sono Roma, Bologna, Napoli, Catania, Bari, Palermo, Milano e Venezia. Rimanendo per un periodo non superiore ai 90 giorni ai cittadini europei non è richiesto alcun visto. La valuta locale è il dinaro serbo ed è solitamente possibile fare affidamento sui sistemi di pagamento elettronici. Tra gli eventi da non perdere segnaliamo il Festival della birra, in programma a metà agosto; il Beogradski Festival, previsto a fine marzo; il Guitar Art Festival, sempre a Marzo; la Fiera Nazionale del Libro, che si distingue per il programma molto attivo e una rassegna dedicata ai fumetti.

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