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All’ospedale ‘Sacco’ di Milano riapre il padiglione di psichiatria

È stato riaperto venerdì 24 ottobre il ‘Padiglione 60’ dell’Ospedale ‘Luigi Sacco’ di Milano, completamente ristrutturato. La struttura, adeguata dal punto di vista sismico e antincendio, è ora destinata ai servizi di psichiatria riabilitativa. Rappresenta il primo intervento completato nel piano di riqualificazione dei padiglioni del Sacco.

Intervento di ristrutturazione concluso in anticipo

L’intervento si è concluso nel rispetto dei tempi contrattuali e in anticipo rispetto alle scadenze PNRR. Il nuovo edificio ospita due realtà della Struttura Complessa Psichiatria 2 del Dipartimento di Salute Mentale e delle Dipendenze, diretta dal professor Bernardo Dell’Osso. Si tratta della Comunità Riabilitativa ad Alta Assistenza (CRA), con 16 posti letto per pazienti con disturbi psichiatrici maggiori, e il Centro Diurno. Quest’ultimo accoglie fino a 15 persone al giorno offrendo percorsi terapeutici e riabilitativi mirati a rafforzare l’autonomia e le competenze sociali.

La collaborazione con l’Istituto ‘Castiglioni’ di Limbiate

Nel rinnovare gli spazi, l’ASST Fatebenefratelli Sacco ha anche avviato una collaborazione con l’Istituto di Istruzione Superiore ‘Luigi Castiglioni’ di Limbiate (MB) per la realizzazione di un orto sociale a finalità riabilitative, situato nell’area verde esterna del padiglione.

Assessore Bertolaso: riqualificazione completa del ‘Sacco’ entro fine 2026

“È un primo passo per la completa ristrutturazione del uno degli ospedali più importanti di Milano e della Lombardia – ha dichiarato l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso – Si tratta di un passo importante anche perché la ristrutturazione riguarda la parte relativa alla gestione dei problemi di salute mentale. Nei prossimi mesi verranno ultimati e riaperti tutti i padiglioni del ‘Sacco’. Così da poter consegnare l’ospedale completamente riorganizzato alla cittadinanza entro la fine del 2026 e nei tempi previsti. Regione Lombardia ha investito tra fondi regionali e PNRR oltre 160 milioni di euro, di cui 2 per ristrutturare la realtà della psichiatria riabilitativa. Vogliamo soprattutto garantire a tutto il personale che lavora qui e a tutto il personale sanitario in generale condizioni di lavoro e condizioni professionali che siano le migliori e le più stimolanti possibili”.

D.G. Colombo (Sacco): prima riapertura tra gli interventi in corso

“Quella del Corpo di Fabbrica 60 – ha aggiunto Maria Grazia Colombo, direttore generale dell’ASST Fatebenefratelli Sacco – è la prima riapertura tra gli interventi in corso all’Ospedale Sacco. Abbiamo scelto di partire dalla psichiatria riabilitativa, restituendo ai pazienti e agli operatori un luogo pensato per le persone, dove la qualità degli spazi si intreccia con la qualità della cura e della relazione terapeutica”.

Durante i lavori pazienti accolti dalla RSA Quarenghi

Durante il periodo dei lavori, i pazienti erano stati accolti dalla RSA Quarenghi. Struttura che per tre anni ha messo a disposizione un intero piano. L’esperienza ha favorito la nascita di un percorso intergenerazionale tra anziani e giovani pazienti, contribuendo a superare pregiudizi e isolamento.

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Arrivati i primi infermieri dall’Uzbekistan, lavoreranno in Lombardia

“Benvenuti e buon lavoro”: così il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, al primo gruppo di dieci infermieri arrivato dall’Uzbekistan, grazie al programma di formazione e cooperazione con i Paesi esteri.  Gli operatori sanitari asiatici sono stati ricevuti nell’ufficio del governatore a Palazzo Lombardia.

Dieci infermieri dall’Uzbekistan in Lombardia

“L’arrivo di questi professionisti – ha spiegato Fontana – è frutto degli accordi siglati durante la missione istituzionale della Regione a Tashkent. Un progetto che prevede percorsi di formazione clinica e teorica nell’Asst Fatebenefratelli-Sacco di Milano, con l’obiettivo di rafforzare gli scambi formativi e professionali tra i due Paesi”.

Programma di formazione e lavoro

Durante il periodo di formazione, che li vedrà impegnati in diversi reparti ospedalieri, tra cui pronto soccorso, terapia intensiva, cardiologia, nefrologia, oncologia ed area pediatrica, con la supervisione di tutor, parteciperanno anche a corsi di lingua italiana.

Valorizzazione delle esperienze

“Un’azione concreta – ha concluso il governatore – per rispondere alla carenza di personale sanitario nella nostra Regione e al tempo stesso valorizzare le esperienze di crescita dei Paesi partner. Tutto ciò, mentre continuiamo comunque anche a lavorare affinché si possano incrementare gli stipendi per queste professionalità nell’obiettivo di riuscire a rendere attrattivo per chiunque lavorare all’interno del nostro sistema sanitario”.

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Infermieri dall’Uzbekistan in Lombardia per un progetto di formazione

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore al Welfare Guido Bertolaso, ha approvato il progetto che segna l’avvio della collaborazione tra Regione Lombardia e la Repubblica dell’Uzbekistan per la formazione e l’inserimento di personale infermieristico.

Programma di cooperazione sanitaria Lombardia-Uzbekistan

A ottobre 2025 arriveranno in Lombardia i primi 10 infermieri uzbeki, accolti dal project coordinator dell’Agenzia della Migrazione del Governo uzbeko. Si tratta della fase iniziale di un programma di cooperazione sanitaria che prevede percorsi di formazione clinica e teorica nell’ASST Fatebenefratelli-Sacco di Milano, con l’obiettivo di rafforzare gli scambi formativi e professionali tra i due Paesi, avviati nel giugno 2025 con una visita in Uzbekistan del presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana e di dirigenti regionali della Direzione Welfare.

I reparti ospedalieri in cui saranno coinvolti

Durante il periodo di soggiorno, della durata di circa tre mesi, gli operatori saranno impegnati in un percorso formativo che comprende attività in diversi reparti ospedalieri, tra cui pronto soccorso, terapia intensiva, cardiologia, nefrologia, oncologia ed area pediatrica, con la supervisione di tutor infermieristici e mediatori linguistici.

In foto il presidente Fontana al tavolo della missione di Regione Lombardia in Uzbekistan nel giugno 2025: ora si stringe un accordo di cooperazione sanitaria per infermieriL’iniziativa rappresenta il primo passo di un accordo più ampio, che prevede entro la fine del 2025 l’apertura di una unità di missione di coordinamento a Tashkent, per seguire lo sviluppo dei successivi programmi di cooperazione tra le università mediche lombarde e uzbeke.

Dal prossimo mese di novembre 2025 partiranno inoltre i corsi di lingua italiana per 150 infermieri a Tashkent e 60 a Samarcanda, in preparazione alla successiva fase di reclutamento prevista per il 2026. L’obiettivo è far arrivare nei primi mesi del 2026, i 210 infermieri.

Infermieri dall’Uzbekistan, l’obiettivo è creare scambi stabili

“Questo progetto – sottolinea l’assessore Guido Bertolaso – è un modello di cooperazione internazionale che unisce formazione, competenze e solidarietà. L’obiettivo è creare scambi stabili con l’Uzbekistan per formare professionisti capaci di rispondere ai bisogni della nostra sanità e al tempo stesso valorizzare le esperienze di crescita nei Paesi partner.

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Sanità, Lombardia leader nelle classifiche mondiali di Newsweek

La Lombardia si conferma punto di riferimento della sanità italiana e internazionale nella classifica 2026 stilata da Newsweek e in quella di Statista. Nella prima graduatoria mondiale relativa ai migliori ‘smart hospitals‘, che misura l’adozione di tecnologie digitali, intelligenza artificiale e innovazione al servizio dei pazienti, tre dei primi quattro ospedali italiani sono lombardi. In totale, sui 18 presenti a livello nazionale, ben 7 appartengono alla Lombardia. La seconda classifica riguarda le specializzazioni delle strutture sanitarie.

Classifica Newsweek Ospedali Smart, Regione Lombardia prima in Italia

A guidare la classifica italiana (ospedali Smart) è l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (Milano), 61° a livello globale. Subito dopo si posiziona l’Ospedale San RaffaeleGruppo San Donato di Milano, 72° al mondo e secondo in Italia, mentre al quarto posto tra i migliori ospedali italiani compare l’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano, 76° a livello internazionale. Presenze che dimostrano come la Lombardia sappia coniugare innovazione, ricerca e qualità delle cure, imponendosi come laboratorio avanzato della sanità italiana.

La seconda classifica di Newsweek: i migliori ospedali specializzati al mondo in 12 discipline

Il Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano nelle classifiche per ostetricia e ginecologia nei migliori ospedali stilata da Newsweek e Statista Il primato lombardo emerge anche nella seconda classifica dei migliori ospedali specializzati al mondo in 12 discipline mediche. In 5 specialità il miglior ospedale italiano è lombardo: il Centro Cardiologico Monzino si distingue nella chirurgia cardiaca e nella cardiologia, la Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta è prima in neurologia e neurochirurgia, mentre per l’oncologia il riferimento resta l’Istituto Europeo di Oncologia – IEO.

Accanto a questi riconoscimenti, altri ospedali lombardi confermano la loro centralità a livello nazionale. L’Ospedale San Raffaele è secondo in endocrinologia e urologia, oltre che tra i migliori in cardiologia. L’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano è secondo in gastroenterologia, mentre il Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano si distingue in ostetricia e ginecologia (secondo in Italia) e in pneumologia (quinto). C’è poi l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano che è il secondo centro italiano in oncologia. Quindi l’Ospedale Galeazzi – Sant’Ambrogio di Milano, del Gruppo San Donato è secondo in ortopedia e l’Ospedale dei Bambini Vittore Buzzi – ASST Fatebenefratelli Sacco di Milano rappresenta il quarto centro pediatrico italiano.

Bertolaso: Lombardia ruolo di guida nella sanità nazionale

L’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, ha commentato la classifica dei migliori ospedali stilata da Newsweek e Statista“La Lombardia – dichiara l’assessore al Welfare, Guido Bertolaso – conferma ancora una volta il suo ruolo di guida nella sanità nazionale. Non solo tre ospedali lombardi tra i primi quattro italiani nella classifica degli smart hospitals, ma anche cinque primi posti nelle discipline specialistiche dimostrano come la nostra regione sappia coniugare innovazione tecnologica, ricerca scientifica ed eccellenza clinica“.

“È un patrimonio di competenze e professionalità – conclude Bertolaso – che intendiamo rafforzare, continuando a investire in strutture moderne e percorsi di cura sempre più efficaci e vicini al cittadino”

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Al ‘Buzzi’ di Milano una risonanza magnetica a misura di bambini

Arriva all’Ospedale dei Bambini Vittore Buzzi‘ di Milano una nuova risonanza magnetica di ultima generazione che va a sostituire quella precedentemente in uso. L’intervento rientra nel piano di ammodernamento tecnologico finanziato attraverso il PNRR – Missione 6 Salute.

La nuova risonanza magnetica dell’ospedale Buzzi di Milano insieme agli operai durante l’installazioneAnche all’Ospedale Sacco di Milano una nuova risonanza magnetica

Anche in questo caso, come la recente installazione di una RMN all’OspedaleSacco‘ di Milano, l’operazione è stata programmata nel periodo estivo per ridurre al minimo l’impatto sull’attività sanitaria ordinaria. Allo stesso tempo, la missione era di rispettare le scadenze previste a livello nazionale.

Particolare attenzione è stata dedicata all’accoglienza dei piccoli pazienti: la nuova apparecchiatura sarà infatti ‘umanizzata’. Sia le pareti che l’involucro della risonanza verranno decorati con disegni a tema marino. L’obiettivo è creare un ambiente più rassicurante e a misura di bambino.

Esempio concreto di innovazione tecnologica e cure

La nuova risonanza magnetica dell’ospedale Sacco di Milano: in foto l’assessore regionale Guido Bertolaso “Il lavoro svolto al ‘Buzzi’ – ha dichiarato l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso – è un esempio concreto di come si possano coniugare innovazione tecnologica, attenzione ai tempi e cura delle esigenze dei pazienti più fragili. È un investimento importante che unisce efficienza e umanità”.

“L’arrivo di questa nuova RMN – ha concluso Maria Grazia Colombo, Direttore generale dell’ASST Fatebenefratelli Sacco – ci consentirà di contare su una tecnologia all’avanguardia che sarà ‘umanizzata’ per rendere l’esperienza dei bambini meno traumatica e più serena. Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile questo risultato”.

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‘Sacco’ di Milano, risonanza magnetica di ultima generazione

In fase di completamento, all’ospedale Sacco di Milano, l’installazione di una nuova risonanza magnetica di ultima generazione, che va ad affiancare quella già presente nella struttura. L’intervento rientra nel programma di investimenti del PNRR. La macchina, un blocco unico del peso di 3,5 tonnellate, è stata collocata nel reparto di Radiologia dell’ospedale Sacco dopo un percorso di preparazione iniziato a giugno che ha richiesto diverse opere strutturali. L’apparecchiatura consentirà esami ad alta precisione, ampliando l’offerta di diagnostica avanzata a disposizione dei cittadini e supportando i professionisti anche nelle attività cliniche più complesse.

Al lavoro per rispettare le scadenze del PNRR

In foto Guido Bertolaso, assessore regionale al Welfare, mentre parla al microfono da un palco: la Lombardia partecipa al bando europeo per lo screening alla prostata tramite AI

“Anche ad agosto – ha commentato l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso – il lavoro non si è infatti mai fermato”.

“Grazie all’impegno del personale dell’ASST Fatebenefratelli Sacco, dei tecnici, degli operatori e delle imprese – ha sottolineato l’assessore della Lombardia -, siamo riusciti a rispettare le scadenze del PNRR, portando avanti un investimento fondamentale per la salute dei cittadini lombardi”.

Nuova risonanza magnetica ospedale Sacco

“Sono molto soddisfatta del lavoro di squadra portato avanti con impegno e competenza da tutti i tecnici e gli operatori della nostra ASST –  ha aggiunto Maria Grazia Colombo, Direttore generale dell’ASST Fatebenefratelli Sacco –. Grazie a questo lavoro condiviso possiamo disporre di una risonanza magnetica di ultima generazione, che ci permetterà di offrire risposte più rapide e di qualità ai cittadini”.

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Un convitto da 23 posti letto per i sanitari al ‘Buzzi’ di Milano

L’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, è intervenuto all’inaugurazione del Convitto dell’ASST Fatebenefratelli Sacco, situato all’interno dell’Ospedale Buzzi di Milano. La struttura è destinata ad accogliere il personale sanitario e sociosanitario dell’Azienda, offrendo una risposta concreta al problema della carenza abitativa e dei crescenti costi degli affitti nel capoluogo lombardo.

bertolaso convitto buzzi

Convitto per i dipendenti dell’ASST con contratto a tempo pieno

Il Convitto, riservato ai dipendenti dell’ASST con contratto a tempo pieno (sia determinato che indeterminato), rappresenta un’importante misura di welfare aziendale, con particolare attenzione al personale infermieristico, a cui è garantita una priorità di accesso.

Bertolaso: offriamo strumenti per migliorare la qualità della vita

“Dare un alloggio a chi lavora per la salute pubblica significa anche valorizzare il loro ruolo e offrire strumenti per migliorare la qualità della vita. Questa struttura non è solo un luogo dove dormire – ha dichiarato Bertolaso – ma un segno tangibile dell’impegno di Regione Lombardia nel creare condizioni di lavoro dignitose e sostenibili per chi opera ogni giorno nei nostri ospedali”.


In tutto 2 camere per un totale di 23 posti letto

Il nuovo Convitto occupa parte della palazzina F all’interno del ‘Buzzi‘: 12 camere per un totale di 23 posti letto, dotate di ogni comfort, con due aree comuni cucina/relax pensate per favorire la socializzazione e il benessere dei residenti. I criteri di assegnazione dei posti prevedono una graduatoria aziendale che tiene conto dell’Indice di Sostenibilità Sociale ed Economica (ISSE), della distanza dal luogo di lavoro e della tipologia di attività svolta.

Direttore Asst Colombo: passo importante per rendere la nostra azienda sempre più attrattiva

“Questo intervento – ha aggiunto Maria Grazia Colombo, Direttore Generale dell’ASST Fatebenefratelli Sacco – si inserisce in un piano più ampio di iniziative per il benessere dei lavoratori. Un passo importante per rendere la nostra azienda sempre più attrattiva e sostenibile”.

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Fine vita, l’informativa del presidente Fontana in Consiglio regionale

Questa l’informativa del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, sul ‘fine vita’ illustrata  in Consiglio regionale.

Tema di grande rilevanza

“L’informativa odierna, per contenuti e tematica, richiede una necessaria analisi tecnica degli accadimenti, ma è doverosa una premessa che ritengo fondamentale. Ho ritenuto di dover partecipare in prima persona proprio per rendere la giusta dimensione all’importanza di quanto  sarà affermato e discusso. Ci troviamo ad affrontare un tema di grande rilevanza e sensibilità, che ci impone riguardo e serietà, afferendo alla sfera più privata dell’essere umano. Auspico che quest’Aula, consapevole della propria rilevanza istituzionale, dimostri capacità di trattare, con il massimo rispetto per tutte le sensibilità coinvolte, l’argomento che non è tema di parte o di partito e che, ritengo, non debba sfociare nella contrapposizione che, spesso, anima il dibatto di quest’assise.

Confronto sereno e inclusivo

Spero che vi sarà un confronto sereno e inclusivo, basato sui fatti e non dimenticando mai il doveroso rispetto da riconoscere ad una persona che per libera scelta e in piena coscienza ha deciso di compiere un estremo gesto e che oggi non è più tra noi e che per questo stesso motivo merita le nostre preghiere e il nostro cordoglio”.

Fine vita

“Per quanto riguarda il tema oggetto di questa informativa, con la speranza di assolvere al dovere della richiesta pervenuta all’indirizzo della Giunta regionale, mi preme iniziare richiamando come la Corte Costituzionale, con sentenza n. 242/2019, ha introdotto una condizione di non punibilità per il reato di istigazione o aiuto al suicidio, dichiarando la parziale illegittimità dell’art. 580 codice penale, nella parte in cui non esclude la punibilità di chi agevola l’esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formatosi, di una persona che si trova in uno stato di sofferenza intollerabile, fisica o psicologica, tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetta da una patologia irreversibile, ma perfettamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli, sempre che tali condizioni e le modalità della procedura siano state verificate da una struttura pubblica del servizio sanitario nazionale, previo parere del Comitato Etico territorialmente competente”.

Corte Costituzionale

“Alla luce delle richieste pervenute dai cittadini in relazione al suicidio medicalmente assistito, presentate a seguito delle pronunce della Corte costituzionale, n. 242/2019 e n. 135/2024, la Dg Welfare ha inteso sin da subito assicurare un adeguato approfondimento delle tematiche in oggetto. Occorre ribadire che la Regione prioritariamente verifica la necessaria informazione e la concreta attuazione della rete di cure palliative e di tutti gli strumenti di assistenza disponibili per alleviare le sofferenze del paziente. ù

Precisando che la Corte Costituzionale, nella sentenza n. 242/19, sottolinea «[…] l’esigenza di adottare opportune cautele affinché l’opzione della somministrazione di farmaci in grado di provocare entro un breve lasso di tempo la morte del paziente non comporti il rischio di alcuna prematura rinuncia, da parte delle strutture sanitarie, a offrire sempre al paziente medesimo concrete possibilità di accedere a cure palliative diverse dalla sedazione profonda continua, ove idonee a eliminare la sua sofferenza […] in accordo con l’impegno assunto dallo Stato con la legge n. 38 del 2010.

Il coinvolgimento in un percorso di cure palliative deve costituire, infatti, «un prerequisito della scelta, in seguito, di qualsiasi percorso alternativo da parte del paziente»”.

Società italiana cure palliative e Federazione cure palliative

“Si avverte, come affermato dalla Società italiana di cure palliative (Sicp) e dalla Federazione cure palliative (Fcp) in comunicati emessi dopo la pubblicazione da parte della Corte costituzionale dell’ordinanza n. 207/2018 e della sentenza n. 242/19, che le cure palliative e la sedazione palliativa sono radicalmente diverse dal ‘Suicidio medicalmente assistito’ per gli obiettivi perseguiti, i mezzi usati e il risultato conseguito. Si specifica altresì che l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore è soluzione rispettosa del dettato costituzionale e della dignità dei malati, in linea con la puntuale indicazione già contenuta nell’ordinanza n. 207 del 2018 e secondo l’impegno assunto dallo Stato con la legge n. 38 del 2010″.

Tavolo regionale

“Recenti interventi legislativi, infatti, tra i quali quello prefigurato nel Bilancio di previsione 2023-2025 dello Stato, si muovono nel senso dell’eliminazione dei perduranti margini di mancata attuazione delle previsioni della citata legge. È quindi necessario assicurare un’adeguata informazione sulle cure palliative e che per ogni richiesta sia valutata prioritariamente da parte di Asst la reale offerta di cure palliative ricevute dal paziente. È stato istituito, con decreto n. 13.846 del 19/09/2024, il Tavolo Regionale per lo studio e l’approfondimento dei temi posti in essere dalla sentenza della Corte costituzionale n. 242/2019 volto ad analizzare tutte le tematiche connesse alle richieste di suicidio medicalmente assistito. Il Tavolo Regionale si è riunito nelle sedute del 5 novembre, 19 novembre e 13 dicembre del 2024, durante le quali è stata approfondita la tematica in esame e le possibili soluzioni volte a dar seguito a quanto previsto dalla Corte costituzionale”.

Presa in carico

“In un’ottica di minimizzazione delle sofferenze del richiedente, oltre al compito di valutazione, così come prospettato dalla Corte costituzionale con sentenza n. 242/2019, l’Asst competente si occupa di garantire delle condizioni minime standard di adeguatezza: rispetto al luogo e a un’idonea strumentazione (per evitare situazioni inappropriate e/o viaggi all’estero che aumenterebbero le sofferenze del paziente) e la presenza di personale sanitario del Servizio sanitario regionale senza alcun ruolo attivo nella procedura del Suicidio medicalmente assistito, ma solo per un intervento di monitoraggio e tutela nell’attività di autosomministrazione del farmaco”.

“L’adeguatezza della presa in carico della richiesta deve avvenire tramite un’analisi. Questa deve includere  la valutazione dei diversi elementi clinici, cognitivo-comportamentali, familiari e sociali, etici e giuridici”.

“La valutazione deve altresì essere effettuata in un arco temporale idoneo a favorire un’approfondita valutazione delle variabili potenzialmente interferenti, ma rispondente alle caratteristiche della patologia e della condizione clinica generale del paziente”.

Asst Fatebenefratelli-Sacco

“In Lombardia l’Asst Fatebenefratelli–Sacco, è stata depositaria di una richiesta di suicidio medicalmente assistito. Ricevuta la richiesta, è stato nominato il Collegio per la valutazione delle quattro condizioni stabilite dalla Corte costituzionale. È stato allertato anche il Comitato Etico territorialmente competente. Sono seguite poi le interlocuzioni valutative tra il Collegio e la richiedente”.

Comitato Etico, il parere sul fine vita

“Da ultimo, il Comitato Etico ha reso il proprio parere certificando che la paziente fosse in possesso dei quattro requisiti stabiliti dalla Corte. Si precisa che la procedura di autosomministrazione non ha interessato il Servizio sanitario regionale. La prescrizione del farmaco è stata effettuata dal medico di fiducia individuato dalla paziente. Il farmaco è stato fornito, così come avvenuto in analoghi casi nelle altre regioni, da parte dell’Azienda sanitaria territorialmente competente. Di questi fatti non è stato possibile dare evidenza e informazione in ragione della richiesta di riservatezza da parte dei legali dell’interessata. Questo procedimento è avvenuto in un quadro di autotutela dell’ente Regione affinché venisse evitata la soccombenza di fronte ad un giudice Come cioè già avvenuto in altre regioni italiane. Questo per consentire che venissero superate le condizioni di impossibilità dovute alla condizione fisica del soggetto interessato dalla procedura”.

Ordinanze di Ancona e Trieste

“In particolare, come stabilito nell’ordinanza del 1 febbraio 2022 del Tribunale ordinario di Ancona, “diversamente opinando, si arriverebbe ad una abrogazione tacita della pronuncia della Corte costituzionale e al mantenimento dello status quo ante rispetto alla pronuncia”. Abrogazione che, per legge, non è possibile. Una sentenza della Corte costituzionale non può infatti essere riformata o cancellata dal Parlamento o da un Tribunale ordinario.

Va ricordato inoltre che, nei procedimenti analoghi, l’intervento dell’Autorità giudiziaria ha imputato agli Enti coinvolti sanzioni per i ritardi nell’attuazione della procedura. In conformità si è pronunciata la Sezione Civile del Tribunale di Trieste. Con ordinanza del 4 luglio 2023, ha confermato quanto stabilito dalla succitata ordinanza delle Marche”.

Conferenza delle Regioni

“Regione Lombardia, in questo quadro lacunoso dal punto di vista normativo, si è altresì rivolta alla Conferenza delle Regioni.  Questo affinché si trovi all’interno delle regioni medesime una posizione comune sulle modalità attuative delle sentenze 242/2019 e 135/2024. Siamo infatti in attesa che venga approvata una norma nazionale sul tema per evitare che si sviluppi un quadro di non uniformità sul territorio nazionale”.

Progetto di legge

“Ricordo infine come proprio quest’Aula, lo scorso 19 novembre, ha votato una pregiudiziale di costituzionalità del progetto di legge di iniziativa popolare promosso dall’Associazione Luca Coscioni per incompetenza a trattare la materia del fine vita, in assenza di un quadro normativo nazionale che faccia chiarezza nel lacunoso e frastagliato contesto attuale”.

Normativa chiara, la richiesta al Parlamento

“Auspico che – ha concluso Fontana – il Parlamento si attivi, finalmente e nel breve. così da definire dei punti fermi che il contesto impone. Tutto ciò a tutela e rispetto dell’umanità e del dolore delle persone. Una normativa chiara, definitiva e certa è innanzitutto una questione di civiltà”.

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In Lombardia la sperimentazione delle équipe ospedaliere per le dipendenze

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, ha approvato la sperimentazione delle Équipe specializzate ospedaliere per le dipendenze‘ (Esod). Saranno in totale 5 e saranno realizzate tre a Milano, una Pavia e una a Lecco. Contestualmente, la delibera assegna alle Agenzie di tutela della salute (Ats) 2,1 milioni di euro.

Le Esod sono strutture dedicate al trattamento della disintossicazione e alla gestione di situazioni cliniche complesse o atipiche, con un numero di posti letto proporzionato al volume di attività.

I fondi per le équipe specializzate ospedaliere per le dipendenze

èquipe ospedaliere dipendenzeIn particolare, la delibera prevede l’assegnazione delle seguenti risorse: 750.000 euro ad Ats Milano per la creazione di tre équipe specializzate coordinate da Ats. Due Esod saranno attivate presso Asst Santi Paolo e Carlo e Asst Niguarda, con l’obiettivo di garantire supporto ai pazienti ricoverati per patologie da tossico-alcol dipendenza, affrontando crisi e acuzie legate all’abuso di sostanze. Una terza Esod sarà istituita presso Asst Fatebenefratelli-Sacco, con un focus su postazioni ambulatoriali per il proseguimento della disintossicazione.

Altri 675.000 euro ad Ats Pavia per la realizzazione di una Esod dedicata alla diagnosi, cura e recupero dei giovani con abuso di nuove sostanze psicoattive (Nsp), con l’obiettivo di stabilizzare quadri clinici complessi, identificare complicanze e sviluppare percorsi diagnostico-terapeutici specialistici.

Ulteriori 675.000 euro ad Ats Brianza per la realizzazione di una Esod presso Asst Lecco, che prevede un percorso ospedaliero in reparto dedicato, con un’unità di ricovero per acuti destinata ai pazienti con disturbi correlati all’uso di sostanze.

Con questa iniziativa, Regione Lombardia ribadisce il proprio impegno nella lotta alle dipendenze patologiche, promuovendo modelli di intervento innovativi e strutturati per garantire ai cittadini un supporto sempre più efficace e mirato.

Bertolaso: risposte tempestive a situazioni cliniche complesse

èquipe ospedaliere dipendenze“Con l’avvio della sperimentazione delle équipe specializzate ospedaliere per le dipendenze – ha detto l’assessore Bertolaso – Regione Lombardia compie un concreto passo in più nella presa in carico delle persone con dipendenze patologiche. In questo modo  garantisce percorsi di cura sempre più strutturati e specializzati. Questo progetto nasce infatti dall’esigenza di offrire risposte tempestive ed efficaci a situazioni cliniche complesse, sperimentando modelli innovativi che possano diventare riferimento per l’intero sistema sanitario regionale”.

“Grazie a un investimento di 2,1 milioni di euro –  ha concluso Bertolaso -, potremo migliorare l’assistenza ai pazienti più fragili e promuovere un approccio multidisciplinare alla cura delle dipendenze. Il nostro impegno è chiaro: garantire ai cittadini lombardi servizi sanitari all’avanguardia, capaci di affrontare le nuove sfide della sanità pubblica con competenza e visione”.

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Retinopatia diabetica, da settembre in Lombardia parte campagna prevenzione

In Lombardia parte la campagna di prevenzione della retinopatia diabetica. Lo ha deciso la Giunta regionale che ha approvato una delibera, su proposta dell’assessore al Welfare, Guido Bertolaso. Lo screening sarà effettuato in collaborazione con l’ASST Fatebenefratelli Sacco a partire dal 2 settembre e si concluderà, dopo 6 mesi, il 28 febbraio 2025.

La prima fase della campagna di prevenzione della retinopatia diabetica in Lombardia

La prima fase del progetto vedrà il coinvolgimento di tutti i soggetti diabetici che effettuano una visita diabetologica presso le strutture ospedaliere e territoriali di ASST Fatebenefratelli Sacco nel periodo della campagna, non affetti da retinopatia e che non abbiano effettuato una visita oculistica/fundus oculi nell’ultimo anno. L’obiettivo è fissato a 3.000 screening in un semestre.
Il diabetologo nel corso della visita proporrà al paziente diabetico target l’effettuazione dello screening ed utilizzerà un apposito strumento per acquisire le immagini dell’occhio (tempo di svolgimento circa 3 minuti). Le immagini verranno valutate in remoto da un oculista contestualmente alla visita e l’esito comunicato direttamente al diabetologo che ha in visita il paziente, con pubblicazione sul Fasciolo Sanitario Elettronico.

La seconda fase con il coinvolgimento dell’ortottista dell’Asst Fatebenefratelli Sacco

Le persone affette da diabete presentano un elevato rischio di complicanze vascolari, tra cui la retinopatia diabetica che rappresenta la maggiore causa di cecità tra gli adulti (la presenza di Retinopatia Diabetica si riscontra in un terzo dei pazienti diabetici e circa il 2% dei pazienti con diabete sviluppa una forma grave di tale complicanza). La diagnosi precoce è riconosciuta da tempo come chiave per mitigare la perdita della vista causata dal diabete e migliorare la salute della popolazione e può essere effettuata tramite valutazione del “Fundus Oculi”.

In caso di certa o sospetta alterazione strutturale della retina, l’oculista proporrà visita oculistica di approfondimento (all’interno di agende dedicate e nel rispetto delle tempistiche dettate dai codici di priorità), redigendo anche l’impegnativa e fissando la data dell’appuntamento. In una seconda fase verranno coinvolti i medici di medicina generale che saranno supportati da un ortottista di ASST Fatebenefratelli Sacco che si renderà disponibile alla valutazione dei pazienti diabetici da loro identificati presso lo studio del medico con un retinografo portatile.

Assessore Bertolaso: questo progetto ci permetterà di offrire un servizio ancora migliore

“Questo programma sperimentale per la retinopatia diabetica – ha sottolineato l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso – è solo una delle applicazioni dell’enorme potenzialità offerta dalla telemedicina. È un ambito in cui dobbiamo ancora imparare molto ma che sicuramente rappresenta la vera sfida nell’ambito dell’innovazione sanitaria. In Lombardia abbiamo già un’ottima gestione del percorso dei pazienti diabetici, questo progetto ci permetterà di offrire un servizio ancora migliore attraverso un metodo semplicissimo: in visita il personale sanitario scatterà delle foto dell’occhio del paziente che saranno valutate a distanza dall’oculista. È un metodo molto semplice quanto efficace, magari un giorno si arriverà, grazie all’evolversi della tecnologia, anche a poterlo auto-eseguire a casa”.

Ridurre le complicanze della patologia

Lo screening avrà lo scopo di ridurre incidenza, prevalenza e complicanze della patologia, anticipando la diagnosi, migliorare il percorso di presa in carico del paziente diabetico facilitando l’accesso alla prestazione oculistica, con particolare attenzione alle fasce più disagiate della popolazione, riducendo i tempi d’attesa per la visita.
L’attività di prevenzione consentirà inoltre di migliorare la qualità di vita del paziente diabetico riducendo i casi di cecità legale (residuo visivo non superiore a 1/20 nell’occhio migliore) e di ridurre i costi sul sistema sanitario derivanti dalle complicanze e in generale i costi sociali della malattia.

Cos’è la retinopatia diabetica

La diffusione del diabete è in continua crescita in tutto il mondo ed è identificato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) quale priorità globale per tutti i sistemi sanitari.
In Italia la prevalenza del diabete, in base ai dati ISTAT nel 2021, è pari al 6,3 % della popolazione, che corrisponde a circa 4 milioni di persone con un trend in lento aumento negli ultimi anni.

La Retinopatia Diabetica rappresenta un’importante complicanza microangiopatica del diabete mellito e costituisce la principale causa di cecità negli individui tra i 20 e i 65 anni di età nei paesi industrializzati. Questa patologia è provocata dai danni ai vasi sanguigni nella retina, in quanto il diabete influisce negativamente sul circolo vascolare attraverso alterazioni nei sistemi di trasporto di ossigeno e nutrienti.

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Nuovo Ospedale Sacco, partono i lavori di ammodernamento e ristrutturazione

I padiglioni dell’Ospedale Sacco interessati dalla prima tranche dei lavori di ristrutturazione e ammodernamento, nei giorni scorsi sono stati consegnati alle imprese aggiudicatarie per l’avvio delle attività.

Le operazioni, quindi, hanno rispettato il termine ultimo prestabilito del 31 dicembre 2023.

Assessore Bertolaso: obiettivo raggiunto in tempi brevissimi

“Questo primo passo – ha sottolineato l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso – rappresenta già di per sé un grande traguardo perché portato a termine in tempi brevissimi, nonostante la complessità organizzativa davvero imponente. Ringrazio il commissario straordinario Maria Grazia Colombo e tutto lo staff dell’ASST Fatebenefratelli – Sacco per lo straordinario lavoro svolto e per la dedizione finalizzata a limitare il più possibile i disagi per i cittadini”.

“È servito un grande lavoro di squadra – ha dichiarato Maria Grazia Colombo, commissario straordinario Asst Fatebenefratelli Sacco – per raggiungere questo obiettivo. Professionisti sanitari, tecnici e amministrativi della nostra azienda si sono impegnati oltre il proprio ruolo per trasferire altrove oltre 100 tra ambulatori e servizi e 15 reparti di degenza. Dispiace per il disagio di questi giorni, ma lavoriamo per risolvere eventuali criticità e continuare ad offrire servizi di eccellenza”.

Entro il prossimo 31 gennaio si prevede la consegna dei restanti padiglioni, interessati dai lavori sostenuti con fondi PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) per un totale di 110 milioni di euro. I lavori avranno una durata complessiva prevista di 30 mesi e si concluderanno nella prima metà del 2026.

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