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I migliori eventi e le sagre di agosto in Emilia-Romagna

Dalle piazze dei borghi alle vie dei centri storici, tra campagne dorate e lunghe serate sul mare, l’estate italiana esplode in una costellazione di sagre, feste patronali ed eventi enogastronomici. Profumi di piatti di stagione, mercatini sotto le stelle e musica dal vivo accompagnano chi cerca un viaggio tra gusto e tradizione. È il momento perfetto per scoprire cucine locali, prodotti tipici e antiche usanze, lasciandosi guidare dalla curiosità. In Emilia-Romagna questo spirito trova una delle sue espressioni più vivaci e accoglienti.

Ad agosto la regione si anima da costa a entroterra con appuntamenti che raccontano identità, storia e sapori: dalla storica Fiera di San Lazzaro 2026 di San Lazzaro di Savena alla gustosa Fiera dell’Aglio di Voghiera DOP, passando per le atmosfere di mare della Rustida dei pescatori e de Il gusto del porto 2026. Tra rievocazioni storiche, mercati contadini, feste patronali e sagre dedicate ai prodotti simbolo del territorio, agosto diventa un invito continuo a scoprire l’Emilia-Romagna un assaggio alla volta.

Tutti gli eventi di agosto in Emilia-Romagna da vivere giorno per giorno

  • Fiera di San Lazzaro 2026, l'antica fiera cantata da Francesco Guccini – San Lazzaro di Savena (BO), dal 30 luglio al 2 agosto 2026.
    La Fiera di San Lazzaro unisce le sue radici agricole a spettacoli, buona cucina, shopping e un ricco programma di intrattenimento per tutte le età, mantenendo il fascino della storica "Fira ed San Lazar".
  • Festa sull'Aia 2026 al Parco Salici di Reggiolo – Reggiolo (RE), dal 31 luglio al 2 agosto 2026.
    Al Parco Salici di Reggiolo la Festa sull'Aia propone uno stand gastronomico con specialità tipiche, musica e una mostra di trattori d'epoca.
  • La Festa del Pinolo 2026 a Bobbio – Bobbio (PC), dal 1 al 2 agosto 2026.
    La Festa del Pinolo a Bobbio anima piazza XXV Aprile con pinoli conditi con sugo di funghi secondo tradizione locale, accompagnati da birre, vini del territorio e musica.
  • Festa di Garibaldi, torna la rievocazione dello sbarco dell'eroe – Cesenatico (FC), dal 1 al 2 agosto 2026.
    La Festa di Garibaldi a Cesenatico rievoca l’imbarco dell’eroe del 1849 con cortei, escursioni in mare su barche storiche, concerti e fuochi d’artificio nelle principali piazze del paese.
  • Mercatino biologico Biopomposa – Modena (MO), il 1 agosto 2026.
    Mercatino settimanale dedicato ai prodotti agricoli biologici certificati, con banchi di frutta e verdura, formaggi, latte, vini, conserve, salumi ed altre specialità fresche e trasformate.
  • Il Giardino dei Semplici 2026, la mostra mercato dei prodotti naturali – Cervia (RA), il 4 agosto 2026.
    Mostra mercato dedicata a prodotti naturali e biologici per il benessere psico-fisico, con erboristeria, alimenti, prodotti del sottobosco, piante officinali, miele, minerali, fossili, libri specializzati e artigianato ecologico locale.
  • Biomarché 2026: il biologico in piazza a Lugo – Lugo (RA), il 5 agosto 2026.
    Mercatino biologico a Lugo con prodotti a chilometro zero delle aziende locali, tra cui vini, formaggi, frutta, verdura, pane, miele, tessuti e articoli ecologici per la casa e la bioedilizia, garantiti dal metodo dell’agricoltura biologica.
  • Torna il mercato contadino di via Repubblica – San Lazzaro di Savena (BO), il 5 agosto 2026.
    Mercato contadino con imprenditori agricoli che propongono ortofrutta, carne, formaggi, pane, farine, vino e altri prodotti agroalimentari direttamente dal produttore.
  • Fornio in Festa 2026: torna l'attesa sagra di San Lorenzo – Fidenza (PR), dal 6 al 10 agosto 2026.
    Sagra di San Lorenzo a Fornio di Fidenza con animazione, musica, balli, giochi per bambini, bancarelle e stand gastronomici che propongono piatti tipici della tradizione locale.
  • Mercato della Terra a Imola – Imola (BO), il 7 agosto 2026.
    Mercato di Slow Food con prodotti stagionali dell’orto e trasformati, pensato sia per la spesa sia per le degustazioni sul posto, organizzato in viale Rivalta a Imola.
  • La Montegridolfo liberata 2026, la rievocazione storica della battaglia – Montegridolfo (RN), dal 7 al 9 agosto 2026.
    Rievocazione storica della battaglia del 31 agosto 1944 per la liberazione di Montegridolfo, con percorsi sui luoghi della Linea Gotica, ricostruzioni, memorie della Resistenza e tradizioni contadine.
  • Fiera dell'Aglio di Voghiera DOP – Voghiera (FE), dal 7 al 9 agosto 2026.
    Alla Delizia Estense del Belriguardo si svolge la Fiera dell'Aglio di Voghiera DOP, con gastronomia, mercato dei sapori, spettacoli ed eventi dedicati al celebre prodotto tipico.
  • La Festa di San Lorenzo 2026, Gatteo a Mare festeggia il patrono – Gatteo (FC), dal 8 al 10 agosto 2026.
    Festa di San Lorenzo, patrono di Gatteo, con artisti, intrattenimenti, musica di generi diversi, iniziative per bambini, mostre, visite guidate e tradizionali fuochi d’artificio.
  • Festa di San Cassiano 2026, celebrazioni in città – Comacchio (FE), dal 9 al 13 agosto 2026.
    Celebrazioni per il patrono San Cassiano a Comacchio con stand gastronomici, street food, luna park, musica, spettacoli, regata storica, tombole e spettacolo pirotecnico finale.
  • Sagra della Pappardella al Cinghiale – Gemmano (RN), dal 12 al 15 agosto 2026.
    Sagra dedicata alla pappardella al cinghiale e ad altre specialità romagnole, con serate tra cucina tipica, musica e momenti di divertimento organizzati dalla pro loco.
  • Sagra della Zucca e del suo Cappellaccio ferrarese IGP – Terre del Reno (FE), dal 13 al 23 agosto 2026.
    Sagra della Zucca e del Cappellaccio ferrarese IGP, dedicata ai prodotti tipici locali con protagonisti zucca e tortellacci, accompagnata da intrattenimento, musica, ballo e riconoscimenti di qualità.
  • Torna la "Rustida" dei pescatori – Cesenatico (FC), il 14 agosto 2026.
    Tradizionale rustida di Ferragosto a Cesenatico, con cozze, vongole, pasta al ragù di seppia, fritture miste e pesce azzurro alla griglia preparati dai pescatori nel piazzale del Mercato Ittico.
  • Festa dell'Ospitalità 2026, una serata tra sapori, musica e tradizione – Comacchio (FE), il 14 agosto 2026.
    A Porto Garibaldi, alla vigilia di Ferragosto, festa estiva con degustazioni gratuite di anguria, melone e pesce azzurro, stand gastronomici, musica, mercatini, mostre e spettacolo pirotecnico sul mare.
  • Mostra Mercato Antiquariato e Artigianato città di Ravenna – Ravenna (RA), dal 15 al 16 agosto 2026.
    Mostra mercato mensile nel centro storico di Ravenna dedicata ad antiquariato e artigianato, con oggetti d’epoca, collezionismo, minerali, fossili, pizzi, argenti, mobili, ceramiche artistiche e bigiotteria.
  • Fiera di San Rocco – Castrocaro Terme e Terra del Sole (FC), il 16 agosto 2026.
    Fiera storica di Castrocaro con mercatino creativo artigianale, spazi dedicati allo scambio e alla sostenibilità, animazione per tutte le età e attività per animali.
  • Festa della zucca di Muradolo – Caorso (PC), dal 21 al 24 agosto 2026.
    Sagra gastronomica dedicata alla zucca con stand serali e primi piatti a tema, in un contesto conviviale presso il Circolo Anspi di Muradolo.
  • Sagra del Caplaz 2026, torna la festa del dei Cappellacci di Coronella – Poggio Renatico (FE), dal 26 al 30 agosto 2026.
    Manifestazione enogastronomica dedicata ai cappellacci di Coronella, con menù ricco e piatti preparati con ingredienti di qualità per valorizzare la cucina locale.
  • La Giostra del Monaco: eventi del Medioevo ferrarese – Ferrara (FE), dal 27 agosto al 6 settembre 2026.
    Rievocazione storica nel baluardo della Fortezza di Ferrara con cavalieri, battaglie e spettacoli che ricreano l’atmosfera del Medioevo ferrarese.
  • Il gusto del porto 2026, i colori e i sapori del mare – Bellaria-Igea Marina (RN), dal 28 al 29 agosto 2026.
    Evento sul porto canale di Bellaria Igea Marina dedicato alla cucina di mare tradizionale, con specialità preparate dai marinai, spettacoli, musica e iniziative culturali.
  • Festa del Crocifisso e della Collina – Misano Adriatico (RN), dal 28 al 30 agosto 2026.
    Antica festa religiosa e popolare di Misano Monte, con Santa Messa iniziale e processione serale per le vie illuminate del paese.
  • A Spass par Zirvia: gastronomia, arte e intrattenimento – Cervia (RA), il 30 agosto 2026.
    Mercatino mensile nel centro storico di Cervia con produttori, artigiani, antiquari e gastronomia locale, arricchito da intrattenimenti, spettacoli e attività per famiglie.

Sagre ed eventi di luglio in Emilia-Romagna, gli appuntamenti da non perdere

Tra borghi di collina, piazze illuminate e lunghe serate sul mare, l’estate si accende di profumi e voci di festa. I fine settimana si riempiono di sagre di paese, mercatini all’aperto e serate musicali, dove i prodotti di stagione diventano protagonisti di tavolate conviviali. Lungo strade di campagna e viali sul litorale, si alternano calici di vino, specialità locali e luci di luna, in un’atmosfera rilassata e accogliente. È il momento ideale per rallentare, passeggiare e lasciarsi guidare dalla curiosità.

In Emilia-Romagna il calendario di luglio 2026 è un susseguirsi di appuntamenti gustosi e suggestivi, dalle grandi feste enogastronomiche alle tradizionali sagre di paese. Tra i tanti eventi in programma spiccano la Festa del Vino 2026 a Bacedasco di Castell’Arquato, la Festa Artusiana 2026, cultura a tavola a Forlimpopoli e la golosa Sagra della tagliatella a Poggio Torriana, solo alcune delle occasioni per scoprire sapori, storie e paesaggi diversi, muovendosi tra costa, pianura e Appennino.

Luglio 2026 in Emilia-Romagna, tutte le sagre e gli eventi da scoprire

  • Festa del Vino 2026 a Bacedasco – Castell'Arquato (PC), dal 26 giugno al 5 luglio 2026.
    A Bacedasco torna la Festa del Vino con degustazioni dei vini locali, accompagnate da musica, danze e promozione delle tipicità gastronomiche del territorio, tra formaggi e salumi.
  • Festa Artusiana 2026, cultura a tavola – Forlimpopoli (FC), dal 27 giugno al 5 luglio 2026.
    La Festa Artusiana celebra Pellegrino Artusi con un ricco programma che unisce cultura gastronomica, riflessioni sociali e spettacoli, nel segno della tradizione della città romagnola.
  • Festa della birra di Cotignola – Cotignola (RA), dal 1 al 5 luglio 2026.
    La festa della birra di Cotignola propone ogni sera musica dal vivo, un fornito stand gastronomico, numerose varietà di birre e un'atmosfera vivace all'insegna del divertimento.
  • Biomarché 2026: il biologico in piazza a Lugo – Lugo (RA), il 1 luglio 2026.
    Il Biomarché di Lugo è un mercatino settimanale dedicato ai prodotti biologici locali, con alimenti a chilometro zero e articoli per la casa e la bioedilizia garantiti da controlli certificati.
  • Torna il mercato contadino di via Repubblica – San Lazzaro di Savena (BO), il 1 luglio 2026.
    Il mercato contadino di via Repubblica ospita ogni settimana produttori agricoli con ortofrutta, carne, formaggi, pane, farine, vino e altri prodotti del territorio.
  • Mercatino delle Erbe e dell'Artigianato 2026 a Calderino – Monte San Pietro (BO), il 2 luglio 2026.
    Il Mercatino delle Erbe e dell'Artigianato riempie la piazza del municipio di Calderino con prodotti locali, piante officinali, erbe aromatiche, antichità, artigianato tradizionale ed etnico, oltre a musica e intrattenimenti.
  • TresinFesta 2026, tona la Fiera di Sant'Apollinare – Tresignana (FE), dal 2 al 6 luglio 2026.
    TresinFesta a Tresigallo ripropone la Fiera di Sant'Apollinare con stand gastronomici, musica dal vivo, mercatini, intrattenimento per tutte le età e raduni motoristici.
  • Mercato della Terra a Imola – Imola (BO), il 3 luglio 2026.
    Il Mercato della Terra di Imola, promosso da Slow Food, offre ogni venerdì prodotti stagionali e trasformati per la spesa e la degustazione in viale Rivalta.
  • Sagra del Maccherone al Pettine – Pieve di Cento (BO), dal 3 al 5 luglio 2026.
    La Sagra del Maccherone al Pettine a Pieve di Cento fa riscoprire la pasta fatta a mano con diversi sughi, servita negli stand serali in un clima di festa con vino, musica e intrattenimento.
  • Sagra della Cucombra 2026, torna la festa del Cocomero e del Melone – San Giovanni in Persiceto (BO), dal 3 al 5 luglio 2026.
    La Sagra del Cocomero e del Melone a San Matteo della Decima propone stand gastronomici, ristorante, taverna, musica dal vivo, dj set, giochi e attività per grandi e piccoli.
  • Sagra della Patata 2026 a Sant'Agata Bolognese – Sant'Agata Bolognese (BO), dal 3 al 5 luglio 2026.
    La Sagra della Patata di Sant'Agata Bolognese valorizza ricette artigianali preparate con materie prime selezionate e offre ogni sera musica dal vivo e momenti di intrattenimento.
  • Mercatino biologico Biopomposa – Modena (MO), il 4 luglio 2026.
    Il mercatino biologico Biopomposa è un appuntamento settimanale con produttori certificati che vendono frutta, verdura, latticini, salumi, vino, conserve, erbe aromatiche e altri prodotti biologici.
  • La Fiera della Conchiglia 2026, i gioielli del mare in mostra a San Mauro – San Mauro Pascoli (FC), dal 4 al 5 luglio 2026.
    La Fiera della Conchiglia trasforma San Mauro in una città dedicata alle conchiglie, con espositori, specialità gastronomiche locali, minerali, fossili, artigianato, erbe officinali, articoli esoterici e altre proposte.
  • Festa della Lavanda: cibo, musica e colori meravigliosi – Zocca (MO), dal 4 al 5 luglio 2026.
    La Festa della Lavanda a Montombraro di Zocca valorizza i campi fioriti e l'Appennino con eventi legati alla lavanda e alle erbe aromatiche, accompagnati da cibo, musica, spettacoli e intrattenimento.
  • Il Giardino dei Semplici 2026, la mostra mercato dei prodotti naturali – Cervia (RA), il 7 luglio 2026.
    Il Giardino dei Semplici è una mostra mercato dedicata a prodotti naturali e biologici, erbe, alimenti salutistici, piante officinali, prodotti dell'alveare, minerali, fossili, libri specializzati e artigianato ecologico.
  • Sagra primaverile del Cappelletto – Massa Lombarda (RA), dal 8 al 11 luglio 2026.
    Nel centro di Fruges a Massa Lombarda la Sagra primaverile del Cappelletto propone cappelletti e tortellini fatti a mano, musica e animazioni, con finalità benefica a favore dell’Istituto Oncologico Romagnolo.
  • La "Fira 'd Zola" 2026, torna la fiera di Zola – Zola Predosa (BO), dal 9 al 12 luglio 2026.
    La Fira 'd Zola anima il centro di Zola Predosa con concerti, mercatini, esibizioni di danza, attività per bambini e ampio spazio alle specialità gastronomiche e alle eccellenze vitivinicole locali.
  • La Tavola di Bisanzio 2026, un tuffo nel passato – Baiso (RE), dal 10 al 12 luglio 2026.
    La Tavola di Bisanzio fa rivivere i sapori della cucina bizantina con piatti tipici di carne e dolci al miele, affiancando rievocazioni storiche, mercatini, spettacoli, musica e gastronomia legata alla Val Tresinaro.
  • Medicipolla 2026, torna l'Antica Fiera di Luglio – Medicina (BO), dal 10 al 12 luglio 2026.
    Medicipolla e l’Antica Fiera di Luglio trasformano il centro storico di Medicina in una grande festa per la Cipolla di Medicina, con stand gastronomici, spettacoli, musica, esposizioni di mezzi agricoli e la preparazione della frittata più lunga del mondo.
  • Dall'Alabastro allo Zenzero 2026, mostra mercato di artigianato artistico d'eccellenza – Montechiarugolo (PR), dal 10 al 11 luglio 2026.
    Nel borgo medievale di Montechiarugolo la mostra-mercato Dall'Alabastro allo Zenzero offre prodotti per il benessere, alimentazione genuina, produzioni DOP, medicina naturale e artigianato ecosostenibile in materiali naturali.
  • La Cozza selvaggia di Marina di Ravenna in festa – Ravenna (RA), dal 10 al 12 luglio 2026.
    Al Bacino Pescherecci di Marina di Ravenna la festa celebra la cozza selvaggia locale con stand gastronomici, ristoranti convenzionati, incontri con chef, dibattiti sull’ambiente e show cooking dedicati alla tradizione marinara romagnola.
  • P.assaggi DiVino 2026: serate di buon vino, cibo e musica – Rimini (RN), dal 10 al 11 luglio 2026.
    P.assaggi DiVino a Rimini è una manifestazione dedicata ai vini DOC locali e al loro legame con l’entroterra, con degustazioni di cibo e vino di qualità in un contesto suggestivo accompagnato da musica e dj set.
  • Feste rinascimentali 2026, tornano i fasti della signoria alidosiana – Castel del Rio (BO), il 12 luglio 2026.
    Le Feste rinascimentali rievocano i fasti della signoria Alidosi con un grande corteo storico in costume, cene e celebrazioni che ricreano atmosfere e sapori del ’500, affermandosi come importante evento storico-culturale del territorio imolese.
  • Bundan Celtic Festival 2026, un tuffo nella storia – Bondeno (FE), dal 16 al 19 luglio 2026.
    Il Bundan Celtic Festival offre rievocazioni storiche con guerrieri celti, duelli, tiro con l’arco, antichi mestieri, laboratori artigianali ed esperienziali e suggestive cerimonie di matrimonio con rito celtico.
  • Sagra del Tortellone a Bevilacqua di Cento – Cento (FE), dal 16 al 19 luglio 2026.
    La Sagra del Tortellone al Campo Sportivo di Bevilacqua di Cento propone il tortellone tipico in numerose varianti gastronomiche, per un evento interamente dedicato a questo piatto della tradizione locale.
  • SassoFest 2026, Atuttabirra: birra, cibo e musica a Sasso Marconi – Sasso Marconi (BO), dal 16 al 19 luglio 2026.
    SassoFest al Parco Marconi di Sasso Marconi propone un ampio assortimento di birre, stand gastronomici, concerti e intrattenimento, uniti a iniziative di sostegno sociale e attenzione al territorio.
  • A Casalecchio di Reno torna la Festa del Gelato – Casalecchio di Reno (BO), dal 17 al 19 luglio 2026.
    La Festa del Gelato trasforma le vie di Casalecchio di Reno in una grande gelateria a cielo aperto, con gusti tradizionali e novità proposti anche come ghiaccioli, granite e sorbetti, oltre a varie iniziative collaterali.
  • Torna la Grande Rustida del Pesce Azzurro 2026, la sagra del Pescatore – Cattolica (RN), il 17 luglio 2026.
    In piazza Primo Maggio la Grande Rustida del Pesce Azzurro propone pesce azzurro fresco alla griglia cucinato dai bagnini cattolichini, accompagnato da vino locale, musica live e un clima conviviale.
  • Fiera delle pere a Renazzo – Cento (FE), dal 17 al 20 luglio 2026.
    La Fiera delle pere a Renazzo celebra la pera Muscatela con stand gastronomici che la propongono in molte varianti, insieme a spettacoli, iniziative culturali ed esposizioni.
  • Fiera del Carmine 2026, torna l'evento più importante dell'estate crevalcorese – Crevalcore (BO), dal 17 al 19 luglio 2026.
    La Fiera del Carmine a Crevalcore anima il centro cittadino con area campionaria, spettacoli, street food, luna park, attività per bambini ed eventi sportivi, rivolgendosi a famiglie, visitatori e professionisti.
  • Sagra della Vongola sotto le stelle – Goro (FE), dal 17 al 19 luglio 2026.
    La Sagra della Vongola sotto le stelle al campo sportivo di Goro propone numerose ricette a base di vongole e pesce secondo la tradizione locale, con stand gastronomici, giochi per bambini, musica e intrattenimenti.
  • Fiera del Parmigiano Reggiano di Montagna – Pellegrino Parmense (PR), dal 17 al 19 luglio 2026.
    A Pellegrino Parmense la Fiera del Parmigiano Reggiano di Montagna celebra le eccellenze enogastronomiche con cucina locale, stand espositivi, musica, intrattenimento, visite guidate, giochi contadini, torneo di calcio e spettacoli per bambini.
  • Sagra della tagliatella – Poggio Torriana (RN), dal 17 al 19 luglio 2026.
    A Poggio Berni la Sagra della tagliatella permette di gustare questo piatto tipico locale negli stand allestiti per l'occasione.
  • Beer Music Festival 2026, ottima birra e tanta musica – Toano (RE), dal 17 al 19 luglio 2026.
    A Cerredolo di Toano il Beer Music Festival propone birre anche artigianali, cocktail, specialità enogastronomiche, concerti, dj set a ingresso gratuito, mercatino e area beer pong in un'atmosfera di festa estiva.
  • Sagra della Trippa e dello Strozzaprete – Montescudo-Monte Colombo (RN), dal 18 al 19 luglio 2026.
    A Montecolombo la Sagra della Trippa e dello Strozzaprete offre strozzapreti fatti a mano, trippa tradizionale, piadine, grigliate, dolci, mercatino artigianale e serate animate da spettacoli, musica e intrattenimento per famiglie.
  • Sagra del cinghiale 2026, il gusto della tradizione – Pennabilli (RN), dal 18 al 19 luglio 2026.
    La Sagra del cinghiale 2026 propone numerose specialità gastronomiche a base di cinghiale affiancate da musica e attività di intrattenimento.
  • Mostra Mercato Antiquariato e Artigianato città di Ravenna – Ravenna (RA), dal 18 al 19 luglio 2026.
    Nel centro storico di Ravenna la mostra mercato dell'antiquariato e artigianato propone oggetti d'epoca, collezionismo, minerali, fossili, tessili, argenti, mobili, ceramiche, bigiotteria e altro in un grande mercato a cielo aperto.
  • Sagra del Cinghiale 2026 a Montecoronaro di Verghereto – Verghereto (FC), dal 18 al 19 luglio 2026.
    A Montecoronaro di Verghereto la Sagra del Cinghiale unisce cucina tipica a base di cinghiale con intrattenimento musicale, mercatini, eventi culturali, gare per boscaioli e cacciatori, oltre a giochi per bambini.
  • Lo sbarco dei Saraceni 2026, la rievocazione storica in costumi d'epoca – Bellaria-Igea Marina (RN), il 24 luglio 2026.
    A Bellaria Igea Marina "Lo sbarco dei Saraceni" rievoca in costumi d'epoca le incursioni dei pirati saraceni legate alla torre di avvistamento costiera, con corteo storico, spettacoli e concerti.
  • Sagra del cinghiale – Sogliano al Rubicone (FC), dal 24 al 26 luglio 2026.
    A Ponte Uso di Sogliano al Rubicone la sagra del cinghiale offre piatti a base di cinghiale e specialità romagnole, con musica, intrattenimento e altre iniziative.
  • A Spass par Zirvia: gastronomia, arte e intrattenimento – Cervia (RA), il 26 luglio 2026.
    Nel centro storico di Cervia "A Spass par Zirvia" è un mercatino di gastronomia, artigianato e antiquariato dove produttori e artigiani propongono creazioni originali e specialità locali, con intrattenimento e spettacoli per famiglie.
  • Fiera di San Lazzaro 2026, l'antica fiera cantata da Francesco Guccini – San Lazzaro di Savena (BO), dal 30 luglio al 2 agosto 2026.
    La Fiera di San Lazzaro unisce le sue radici agricole a spettacoli, buona cucina, shopping e un ricco programma di intrattenimento per tutte le età, mantenendo il fascino della storica "Fira ed San Lazar".
  • Festa sull'Aia 2026 al Parco Salici di Reggiolo – Reggiolo (RE), dal 31 luglio al 2 agosto 2026.
    Al Parco Salici di Reggiolo la Festa sull'Aia propone uno stand gastronomico con specialità tipiche, musica e una mostra di trattori d'epoca.

Torna la Notte Celeste che accende le terme dell’Emilia-Romagna: eventi unici sotto le stelle

Dal 26 al 28 giugno 2026 l’Emilia-Romagna ospita la 14ª edizione della Notte Celeste, la grande festa diffusa dedicata al benessere termale che coinvolge 15 località e oltre 70 eventi. Un lungo weekend in cui le terme restano aperte fino a tarda sera, tra piscine illuminate, trattamenti rilassanti, concerti, cene sotto le stelle e attività all’aria aperta.

Il claim di quest’anno, “È Festa nella Terra dello Star Bene!”, racconta un’esperienza che unisce relax, intrattenimento e scoperta del territorio sotto il cielo estivo.

La grande festa diffusa tra terme, musica e benessere

La Notte Celeste si conferma come uno degli appuntamenti più attesi del turismo del benessere nelle terme dell’Emilia-Romagna, con 23 stabilimenti termali attivi tra Appennino e Riviera. Dal venerdì alla domenica, con il sabato 27 giugno come giornata clou, i centri termali aprono le porte a esperienze serali che uniscono cura del corpo e intrattenimento.

Secondo Roberta Frisoni, Assora Regionale a Turismo, Sport e Commercio dell’Emilia-Romagna, le località termali rappresentano un asset strategico dell’offerta turistica regionale, capaci di intercettare le nuove tendenze del benessere e della cura di sé. In questo contesto, dj set, concerti, passeggiate guidate, attività sportive e appuntamenti culturali si integrano con i percorsi termali, creando un calendario diffuso che coinvolge l’intero territorio. Il programma si estende dalle colline fino alla pianura, con iniziative che spaziano tra sport e cultura.

Eventi e località protagoniste dal 26 al 28 giugno

Dal parmense al riminese, il weekend coinvolge tante località simbolo del turismo termale come Riccione e il polo di Riminiterme, insieme ai centri dell’entroterra romagnolo come Bagno di Romagna (FC), Castrocaro Terme (FC) e Bertinoro (FC). Qui il programma della Notte Celeste si intreccia tra cultura, enogastronomia e relax, con eventi serali, aperitivi tematici e visite guidate nei borghi storici.

Sulla Riviera Adriatica le terme diventano palcoscenici a cielo aperto: a Riccione si alternano percorsi sensoriali e trattamenti notturni, mentre a Rimini la spiaggia si anima con musica, spettacoli e attività fino a tarda sera.

Non mancano esperienze originali come quella del cicloturismo dedicato al benessere con partenze dalle Terme di Cervia (RA) e arrivo a quelle di Castel San Pietro (BO), una pedalata slow di circa 80 km tra paesaggi iconici e natura, pensata per vivere il territorio in modo sostenibile.

A Riolo Terme (RA) e Punta Marina (RA) il benessere si unisce alle attività outdoor con piscine termali aperte, performance artistiche e percorsi nel Parco del Delta del Po. Anche Comacchio (FE) e i lidi ferraresi partecipano con musica dal vivo e serate a tema, mentre le località dell’entroterra propongono esperienze notturne tra massaggi sotto le stelle, degustazioni e camminate panoramiche.

A Salsomaggiore Terme (PR) si alternano pedalate con ospiti sportivi, come Claudio Chiappucci, e spettacoli lirici, mentre a Tabiano Terme (PR) il benessere incontra festival, conferenze e trattamenti rigeneranti.

Non mancano proposte a Montechiarugolo (PR) con il Festival Musica Bella dedicato a Gianni Bella, così come a Porretta Terme (BO), dove visite guidate e concerti serali valorizzano il patrimonio termale storico. Anche Castel San Pietro (BO) e Monterenzio (BO) propongono piscine aperte fino a tarda sera, street food e attività per famiglie.

Il programma completo con tutti gli eventi, le località e gli orari, si può consultare sul sito ufficiale La Notte Celeste.

Torna la Notte Celeste in Emilia-Romagna
iStock
Castrocaro Terme, in Emilia-Romagna

In Romagna l’estate è a ritmo di musica: torna la Notte Rosa più bella d’Italia

In Romagna l’estate si accende a ritmo di musica con il ritorno della Notte Rosa, il grande appuntamento che dal 19 al 21 giugno 2026 trasforma la Riviera in un unico palcoscenico a cielo aperto. Per tre giorni la costa e l’entroterra dell’Emilia-Romagna, da Comacchio a Cattolica, si colorano di rosa con quasi 150 eventi distribuiti in 40 Comuni.

Concerti, dj set, spettacoli, cultura, sport e intrattenimento rendono il weekend il simbolo dell’avvio dell’estate italiana. Il claim “HIT’S SUMMER” racconta l’anima anche dell’edizione 2026: la musica come filo conduttore e linguaggio universale capace di unire spiagge, borghi e piazze in un’unica grande festa condivisa.

19 giugno: la prima notte della festa

Venerdì 19 giugno la Romagna inaugura il weekend della Notte Rosa con una lunga serie di eventi diffusi. A Rimini il Parco Fellini ospita l’RDS Summer Festival, mentre a Riccione RTL 102.5 porta sul palco grandi nomi della musica italiana come J-Ax.

A Cattolica il concert show di Jerry Calà anima Piazza Primo Maggio, trasformando il centro cittadino in una pista a cielo aperto. Anche Misano Adriatico e Bellaria-Igea Marina propongono musica e intrattenimento tra dj set, spettacoli e momenti dedicati alle tradizioni locali. È il primo assaggio di una festa che coinvolgerà tutta la Romagna e che a mezzanotte accenderà il cielo di rosa con lo spettacolo dei fuochi d’artificio.

Notte Rosa 2026
Ufficio Stampa
La Notte Rosa a Rimini

20 giugno: il cuore della Notte Rosa tra musica e spettacoli

Sabato 20 giugno la Notte Rosa propone un calendario di appuntamenti ancora più ricco lungo tutta la Riviera. A Rimini torna l’RDS Summer Festival con i grandi protagonisti della musica italiana come Achille Lauro, mentre a Riccione lo spettacolo “Magia in Movimento” celebra la danza internazionale.

A Cattolica il Radio Gamma DJ Party festeggia 50 anni di musica, mentre a Bellaria-Igea Marina le piazze si trasformano in dance floor a cielo aperto. A Cesenatico arriva Dargen D’Amico con un live molto atteso, mentre Ferrara ospita il dj set di Paul Kalkbrenner e importanti appuntamenti culturali tra mostre e aperture serali. Una giornata che unisce generi e pubblici diversi, tra musica live, spettacoli e grandi eventi diffusi.

21 giugno: il solstizio d’estate tra tradizione e grandi eventi

Domenica 21 giugno, giorno del solstizio d’estate, la Notte Rosa si chiude con un programma che unisce spettacolo e tradizione. A Bellaria-Igea Marina lo show delle Frecce Tricolori illumina il cielo della Riviera, mentre a Rimini la Liscio Street Parade celebra la musica popolare romagnola.

A Cesenatico il concerto all’alba e gli eventi serali chiudono il weekend, mentre a Ferrara l’Italian Gospel Choir e le visite al Castello Estense offrono cultura e musica. Spazio anche a Cervia con la Festa della Musica e a Bertinoro con il jazz festival, in una giornata che celebra il solstizio in tutta la Romagna.

Eventi collaterali e iniziative diffuse

La Notte Rosa si estende anche oltre il weekend principale con un ricco calendario di appuntamenti collaterali. Dal 18 giugno le anteprime animano i borghi e le città, mentre le famiglie, durante tutto l’evento, potranno scegliere tra carnevali in rosa, spettacoli e attività dedicate ai bambini.

I parchi tematici della Riviera partecipano con eventi speciali, insieme a iniziative sportive e di benessere come yoga, camminate all’alba ed escursioni. Non mancano le suggestive Albe in Rosa, che trasformano il sorgere del sole in un’esperienza musicale unica sul mare Adriatico.

Per il programma completo con eventi, luoghi e orari, consultare il sito ufficiale de La Notte Rosa.

La Notte Rosa è family friendly
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Eventi per bambini a La Notte Rosa

Ponte del 2 giugno last minute: 8 idee in Italia per un weekend tra arte, cultura e sapori

Gli italiani amano “i ponti”, ma non quelli in ferro e cemento, come si potrebbe pensare… Quelli delle vacanze! E, non a caso, il ponte del 2 giugno è uno di quei momenti dell’anno che arrivano a inaugurare la bella stagione, proprio ora che mezza Italia sta già sentendo temperature da estate piena. Non tutti però sono pronti, c’è chi ha organizzato tutto mesi fa e chi, invece, si ritrova a pochi giorni dalla partenza a cercare ispirazione. Meno male, dunque, che non serve prendere un aereo e volare per km solo per vivere un fine settimana speciale, anzi, a volte il divertimento è più vicino di quel che si possa pensare.

Tra aperture straordinarie, mostre, rievocazioni storiche, musei a tariffa ridotta, escursioni e festival gastronomici, l’Italia ha tantissime opportunità per concedersi una pausa di inizio estate. Dal fascino delle dimore storiche lombarde ai percorsi culturali tra Torino e Varese, passando per l’Emilia-Romagna della fotografia e le esperienze sul mare di Genova, ecco alcune delle idee più interessanti per organizzare un ponte del 2 giugno last minute.

Tuffo nell’Ottocento a Villa Arconati

Per chi sogna atmosfere da romanzo storico ed è un fan di Bridgerton, Villa Arconati, sontuosa dimora alle porte di Milano, propone un evento in grado di trasportare i visitatori indietro nel tempo. Domenica 31 maggio torna infatti “Rose di Maggio”, il Gran Ballo Ottocentesco organizzato nell’ambito del progetto Il Filo della Storia.

Villa Arconati, ballo ottocento
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Il Gran Ballo a Villa Arconati

Nella splendida Sala da Ballo della villa e nei giardini storici si esibiranno circa sessanta danzatori in abiti d’epoca che daranno vita a promenade e coreografie ispirate al periodo risorgimentale. Un’occasione originale per visitare una delle più affascinanti ville di delizia lombarde e immergersi nell’eleganza del XIX secolo.

Musei e grandi mostre a Torino

Chi desidera dedicare il ponte all’arte può approfittare dell’apertura straordinaria dei principali musei torinesi. GAM, MAO e Palazzo Madama resteranno aperti anche nei giorni festivi e il 2 giugno offriranno l’ingresso a tariffa ridotta alle collezioni permanenti e alle esposizioni temporanee.

Palazzo Madama Torino
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Palazzo Madama a Torino

Tra gli appuntamenti più attesi spiccano anche la mostra dell’artista giapponese Chiharu Shiota al MAO, le esposizioni dedicate al Novecento alla GAM e i percorsi culturali ospitati da Palazzo Madama. Un itinerario ideale per chi vuole trascorrere una giornata tra arte contemporanea, storia e suggestioni internazionali.

Gita al Sacro Monte di Varese

Il ponte può trasformarsi anche in un viaggio tra spiritualità, panorami e tesori poco conosciuti. Il 2 giugno il Sacro Monte di Varese amplia gli orari di apertura della Casa Museo Pogliaghi, del Museo Baroffio e della Cripta del Santuario, con visite guidate comprese nel prezzo del biglietto.

Casa Museo Pogliaghi
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La Casa Museo Pogliaghi

La vera sorpresa è la Casa Museo Pogliaghi, una dimora eclettica che custodisce oltre 1.500 opere d’arte provenienti da tutto il mondo, tra reperti archeologici, collezioni orientali e il modello originale della celebre porta del Duomo di Milano. Il tutto lungo uno dei percorsi patrimonio Unesco più suggestivi della Lombardia.

Fotografie d’Emilia-Romagna

Per gli appassionati di fotografia, il ponte del 2 giugno offre una straordinaria occasione per attraversare l’Emilia-Romagna seguendo un vero e proprio itinerario culturale (persino in bicicletta!). A Ravenna infatti ha appena aperto la nuova galleria permanente dedicata a Paolo Roversi, uno dei fotografi italiani più celebri al mondo.

Ravenna aderisce al modello DestinationPay di Copenaghen
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In bici a Ravenna, Piazza del Popolo

Bologna ospita invece importanti esposizioni dedicate a Saul Leiter, Ruth Orkin, Frida Kahlo e Agnès Varda. A Reggio Emilia continuano le mostre di Fotografia Europea, mentre Ferrara celebra Vasco Rossi attraverso gli scatti di Guido Harari.

All’Acquario di Genova

Chi viaggia con bambini o semplicemente ama il mare può puntare su Genova e sulle iniziative speciali del suo rinomato Acquario. Tra le esperienze più entusiasmanti c’è CrocierAcquario, che abbina la visita alla struttura a un’escursione in battello nel Santuario Pelagos alla ricerca di delfini e cetacei. Non mancano poi visite guidate dietro le quinte, incontri ravvicinati con pinguini e delfini e la nuova area dedicata al Mediterraneo profondo, nata in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche. Per le famiglie, infine, la visita può essere completata con una tappa alla Città dei Bambini e dei Ragazzi, il primo experience museum italiano dedicato ai cinque sensi.

Esterno Acquario e Città dei Bambini, Genova
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L’Acquario di Genova

Sagre, street food e festival da Nord a Sud

Per molti il vero viaggio passa dal cibo – e come biasimarli! Durante il ponte del 2 giugno, da Nord a Sud, tornano alcune delle manifestazioni gastronomiche più amate della stagione. In Lombardia si possono trovare eventi dedicati allo street food e alle cucine internazionali, mentre tra Emilia-Romagna, Toscana e Sud Italia si susseguono sagre dedicate ai prodotti tipici locali, soprattutto, in questo periodo alle ciliegie (come la Sagra di Vignola).

Tra gli appuntamenti più originali spicca l’Asian Street Food Festival di Monza, in programma dal 29 maggio al 2 giugno nei Boschetti Reali, lo storico parco che affianca la Villa Reale. Per cinque giorni il festival propone un vero viaggio gastronomico attraverso l’Asia, con food truck dedicati a Giappone, Corea, Cina, Thailandia e Vietnam, oltre a spettacoli, musica, workshop e attività culturali a ingresso gratuito. La location si trova lungo la Passeggiata Eugenio di Beauharnais, nel cuore dei Boschetti Reali, uno degli angoli più eleganti e verdi della città.

Milano e i suoi eventi

Chi resta a Milano può scegliere eventi in un calendario particolarmente ricco tra cultura, musica e appuntamenti all’aria aperta. Il centro meneghino si anima con le celebrazioni per gli 80 anni della Repubblica, visite gratuite in alcuni luoghi istituzionali e numerosi eventi diffusi tra piazze e quartieri.

Tra le idee più interessanti ci sono le mostre temporanee, i concerti open air, gli eventi alla Darsena e all’Idroscalo e i mercati dedicati all’artigianato e al design. Chi preferisce una giornata culturale può approfittare anche delle aperture straordinarie e degli ingressi gratuiti previsti in diversi musei statali il 2 giugno.

Roma, Frecce Tricolori e musei gratuiti

Per chi si trova nella Capitale, il 2 giugno rappresenta uno dei momenti più suggestivi dell’anno. Le celebrazioni per la Festa della Repubblica animeranno il centro storico con la tradizionale parata militare e il passaggio delle Frecce Tricolori sopra i cieli di Roma. A rendere ancora più interessante la giornata sarà l’apertura gratuita di numerosi musei statali e siti archeologici, dal Pantheon a Castel Sant’Angelo, passando per Palazzo Barberini, la Galleria Corsini e il Parco Archeologico dell’Appia Antica.

Le foreste di faggio più belle d’Italia da attraversare in primavera

Fagus sylvatica: il nome scientifico della pianta più comunemente nota come faggio. Fusto dritto, corteccia scura, foglie ovali, ondulate e verdi. Foglie che in autunno bruniscono e poi cadono, dando vita a un morbido tappeto nel sottobosco. Le medesime foglie che, poi, tornano a spuntare sui rami dell’albero in primavera, dando vita a quell’atmosfera unica che avvolge le foreste di faggio in primavera, con i fusti dritti e lucidi che si spingono verso il cielo e sono poi avvolti dal verde chiaro delle loro chiome, brillante alla luce del sole.

L’Italia, dal punto di vista delle foreste di faggio, è uno dei paesi più ricchi d’Europa e vi si trovano i faggi più vecchi del continente. Le faggete si trovano disseminate lungo tutta la dorsale appenninica, dall’Emilia Romagna alla Calabria, e sulle Prealpi, in altitudini variabili e con caratteristiche spesso radicalmente diverse tra loro. Un piccolo spettacolo che, insomma, accomuna lo Stivale da nord a sud. Alcune di queste foreste sono state tutelate per secoli, prima dai signori locali e poi dallo Stato. Altre si sono conservate dallo sfruttamento dell’uomo grazie alla loro scarsa accessibilità. Altre ancora beneficiano oggi dello status di Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Foreste Casentinesi

Incastonato tra la Toscana e l’Emilia Romagna, il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna è uno dei polmoni verdi più importanti dell’Italia centrale. Le sue faggete, che si estendono su oltre 36mila ettari di territorio protetto, sono tra le più vaste e meglio conservate della penisola e una delle cifre distintive di questa porzione di Appennino.

Camminare tra i boschi di faggio del Parco in primavera è infatti una delle esperienze migliori che offre. Il verde brillante delle nuove chiome scintilla contro la luce del sole, mentre i tronchi lisci fanno da sentinelle ai trekkers che attraversano il bosco e le foglie cadute durante le stagione invernale affollano i sentieri.

foresta faggio primavera italia
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In primavera il verde torna a decorare le chiome dei faggi

La presenza nel Parco di luoghi eremitici e spirituali come la Verna, celebre santuario francescano, o l’Eremo di Camaldoli, corrobora l’atmosfera tipica delle foreste di faggio, immerse nel loro tipico silenzio, interrotto soltanto dai passi di chi le attraversa e dallo stormire delle foglie schiaffeggiate dal vento.

Nel cuore del Parco sorge la Riserva Naturale Integrale di Sasso Fratino, oggi Patrimonio UNESCO assieme a un’ampia area circostante. È la più vecchia riserva naturale integrale italiana, istituita alla fine degli Anni Cinquanta, collocata sul versante nord della dorsale appenninica che si affaccia sulla Romagna, non lontano dal bel balcone naturale di Poggio Scali.

Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

Istituito nel 1923, il Parco Nazionale d’Abruzzo è uno dei parchi nazionali più antichi d’Italia. L’orso marsicano, una sottospecie dell’orso bruno presente soltanto in quest’area e in nessun altro posto al mondo, è il simbolo di quest’area protetta, che lo ha molto probabilmente salvato dall’estinzione.

foresta faggio primavera italia
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Panorama del Parco Naziondale d’Abruzzo, Lazio e Molise

Le faggete del parco, distinte in cinque aree (Val Fondillo, Coppo del Principe, Moricento, Val Cervara, Coppo del Morto), hanno un aspetto antico. I faggi qui raggiungono dimensioni imponenti, a testimonianza della loro vetustà. Questo tipo di alberi, infatti, è noto per la sua longevità e per la possibilità di rimanere in vita per secoli.

Sono innumerevoli i sentieri e i percorsi che attraversano le foreste di faggio del Parco, che non comprende solo territori abruzzesi, ma si espande anche oltre i confini con Lazio e Molise. Il trekking è l’attività principale all’interno dell’area protetta e la rete sentieristica è estesa, varia e adatta a tutti i livelli. In più nel Parco è facile entrare in contatto con la ricca fauna, soprattutto in primavera, tra camosci, cervi e avvistamenti della rarissima lince.

Il sentiero che collega Pescasseroli a Opi, passando per il Valico di Monte Tranquillo, è uno dei più belli e accessibili dell’intero parco e passa per una delle foreste di faggio più belle del Parco.

Foresta Umbra

Potrebbe sorprendere trovarsi in mezzo a una fitta foresta di faggio, con le foglie che stormiscono a interrompere un silenzio assoluto, nel pieno meridione d’Italia, a poche decine di chilometri da alcune delle spiagge più belle d’Italia.

Accade in Puglia, nel Parco Nazionale del Gargano, dove si trova la Foresta Umbra, un fitto bosco (umbra dalla parola latina per ombra) che si estende al centro dell’area protetta per oltre 10mila ettari ed è caratterizzata principalmente dalla presenza di antichi faggi, con grandi fusti che spiccano fino a decine di metri di altezza, affiancati da cerri, tassi, aceri e carpini.

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Faggio secolare

Le faggete vetuste della Foresta Umbra sono Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 2017, all’interno del sito transnazionale delle Antiche faggete primordiali dei Carpazi e di altre regioni d’Europa, riconoscimento che sottolinea il loro eccezionale valore sotto il punto di vista naturale e storico.

Dal Centro Visitatori della Foresta Umbra, dove si trova anche un piccolo museo, partono quattordici sentieri segnalati che permettono di esplorare il bosco a piedi, intraprendendo sia brevi passeggiate di mezz’ora o lunghe escursioni di più ore.

Foresta del Cansiglio

Situata tra le province di Belluno, Treviso e Pordenone, nell’area delle Prealpi orientali, la Foresta del Cansiglio si sviluppa su un altopiano a forma di conca a una altitudine compresa fra i 900 e i 1.200 metri sul livello del mare. Qui, si trovano oltre 7mila ettari di bosco pressoché senza soluzione di continuità, rendendola la seconda foresta più grande d’Italia per estensione.

La sua storia è affascinante: quando nel 1420 l’altopiano entrò tra i possedimenti della Repubblica di Venezia, il Cansiglio divenne una risorsa strategica di primaria importanza per i Dogi della Serenissima: il gran bosco da remi, come era noto, forniva il legname di faggio necessario per costruire i remi, appunto, delle navi della flotta lagunare.

La gestione forestale veneziana fu rigida e meticolosa: ogni albero era censito, ogni taglio regolamentato, tanto che ancora oggi la foresta porta il segno di quella cura secolare nella sua struttura innaturalmente ordinata. Una cura che ha peraltro anche aiutato a preservare la foresta stessa. Fu poi con l’Unità d’Italia che il Cansiglio divenne foresta demaniale.

I faggi non sono l’unico albero presente nella foresta, caratterizzata anche da molto abete rosso, ma in primavera il verde brillante delle nuove foglie sfavilla sotto la luce del sole, in un contesto montano unico e particolare come quello dell’altopiano, dove il bosco e le praterie si alternano davanti agli occhi dei visitatori.

Parco Nazionale del Pollino

Il Parco Nazionale del Pollino è il parco nazionale più grande d’Italia per superficie e si estende tra la Calabria e la Basilicata lungo una catena montuosa che separa il Tirreno dallo Ionio con una barriera di cime che in diversi punti supera i 2mila metri.

La caratteristica più nota del Pollino dal punto di vista naturalistico è la presenza del pino loricato (Pinus leucodermis), un albero raro e longevo simbolo del parco e della regione. Tuttavia lungo i crinali e i fianchi del massiccio si trovano ampie foreste di faggio che in primavera diventano protagoniste grazie alla loro vistosa rinascita dopo la stagione invernale.

Sono due le principali foreste di faggio del Parco del Pollino: la Faggeta di Cozzo Ferriero, nel comune di Rotonda in Basilicata, ha un’estensione di circa 70 ettari e vi si possono trovare esemplari monumentali dell’albero di età superiore ai quattro secoli; la Faggeta del Pollinello, nel comune di Castrovillari e non lontano dalla cima del Monte Pollino, ospita alberi che l’Università della Tuscia ha datato come più vecchi di seicento anni.

Cammino ’44, il nuovo percorso della memoria tra Toscana ed Emilia

Nasce nel cuore dell’Italia un nuovo grande itinerario dedicato alla memoria collettiva e alla storia del Novecento: si chiama Cammino ’44 Sant’Anna di Stazzema – Monte Sole ed è un percorso escursionistico e culturale che unirà due luoghi simbolo delle stragi nazifasciste compiute durante la Seconda guerra mondiale. Un progetto che attraversa Toscana ed Emilia-Romagna e che si propone di trasformare il cammino in un’esperienza civile, culturale e umana, capace di unire il turismo lento con la riflessione storica.

Lungo circa 180 chilometri, il nuovo itinerario lambirà paesaggi montani, borghi, vallate e territori segnati dagli eventi del 1944, anno che dà il nome al progetto: il Cammino ’44 collegherà Sant’Anna di Stazzema, in Versilia, a Monte Sole, nell’Appennino bolognese, seguendo un tracciato che tocca alcuni dei luoghi più colpiti dalla violenza nazi-fascista lungo la Linea Gotica.

Il progetto è stato ideato e realizzato dall’Associazione Liberation Route Italia, sezione italiana della Fondazione europea Liberation Route Europe, con il sostegno della Regione Toscana e della Regione Emilia-Romagna: il percorso assumerà inoltre un valore simbolico ancora più ampio perché diventerà il primo cammino ufficiale in Italia inserito in Liberation Route Europe – Sentieri della Liberazione, itinerario culturale riconosciuto dal Consiglio d’Europa.

Itinerario in Emilia-Romagna sulle tracce delle grandi donne che ne hanno fatto la storia

In Emilia-Romagna la storia passa spesso da una figura femminile. Imperatrici, duchesse, artiste, ma anche personaggi leggendari e protagoniste della politica. Nei secoli hanno lasciato tracce concrete: nelle città, nei castelli, nei musei, perfino nel paesaggio. L’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna, è l’occasione per seguire questo filo che attraversa la regione e mette insieme caratteri molto diversi: ambizioni, passioni, visioni lontane tra loro. Da Parma a Ravenna, da Ferrara a Bologna, fino alla Romagna, ecco un itinerario che segue le tracce delle donne che hanno attraversato epoche diverse.

Parma e la “Buona Duchessa”

Una delle figure più amate della storia parmense è Maria Luigia d’Austria. Arrivò a Parma nel 1816, dopo la caduta di Napoleone Bonaparte, di cui era stata moglie. E in questa città che rimase fino alla morte, nel 1847.

Il suo ricordo in città è ancora vivissimo. Maria Luigia governò il Ducato di Parma e Piacenza con un approccio pragmatico ma anche molto attento alla vita culturale. Non a caso è ricordata come la “Buona Duchessa”. Come scoprire la sua storia? All’interno della Galleria Nazionale di Parma si può osservare il ritratto con la firma di Giovan Battista Borghesi dove compaiono anche progetti come il Teatro Regio che sottolineano il ruolo di mecenate della duchessa.

Sull’Appennino reggiano con Matilde di Canossa

Se Parma racconta l’Ottocento, basta spostarsi verso l’Appennino reggiano per tornare indietro di molti secoli. E vedere la figura di Matilde di Canossa, una delle donne più influenti del Medioevo europeo, dominare la scena.

La Grancontessa ha saputo governare il territorio vasto di Lombardia, Emilia e Toscana tanto che il suo nome è rimasto nei libri di storia. Non è un caso che in occasione dell’8 marzo 2026 la città abbia previsto diverse occasioni in suo onore, tra cui la mostra “Matilde era femminista?” all’interno del castello e un percorso nel labirinto Cuore di Matilde per richiamare il legame tra spiritualità e potere.

Modena e la regina italiana d’Inghilterra

Tra le storie meno note, ma non meno affascinanti, c’è quella di Maria Beatrice d’Este. Nata a Modena nel 1658, divenne regina d’Inghilterra, Scozia e Irlanda sposando Giacomo II Stuart. È uno dei rarissimi casi di un’italiana salita sul trono inglese.

La sua vicenda si intreccia con una delle fasi più turbolente della storia britannica, segnata da conflitti religiosi e rivoluzioni politiche. Maria Beatrice fu una figura molto discussa nel contesto inglese, ma rimase sempre profondamente legata alla sua origine modenese.

Negli ultimi anni il Comune di Modena ha avviato un progetto di valorizzazione dedicato alla sua memoria. L’Archivio storico cittadino conserva e digitalizza documenti legati alla sua vita, permettendo oggi di ricostruire con maggiore precisione il ruolo che ebbe nelle vicende europee del XVII secolo.

Bologna, le artiste che sfidarono il loro tempo

A Bologna il racconto delle grandi donne della storia passa anche dall’arte. E porta a due figure che, in epoche diverse, hanno lasciato un segno forte nella città.

La prima è Properzia de’ Rossi, attiva tra la fine del Quattrocento e i primi decenni del Cinquecento. È considerata la prima scultrice documentata della storia occidentale. In un ambiente dominato dagli uomini riuscì comunque a ritagliarsi spazio e riconoscimento. Alcune sue opere sono ancora visibili in città, dalla Basilica di San Petronio al Museo Civico Medievale. Anche Giorgio Vasari la citò nelle Vite, colpito dalla finezza con cui sapeva lavorare il marmo.

Due secoli dopo Bologna vede emergere un’altra protagonista: Elisabetta Sirani. Pittrice del Seicento, morì a soli ventisette anni ma fu tra le artiste più attive della scena bolognese. Non solo per la quantità di opere realizzate, oggi conservate soprattutto alla Pinacoteca Nazionale, ma anche per un progetto allora inedito: una scuola di pittura pensata per formare giovani donne. Una delle prime esperienze del genere in Europa.

Ferrara e la corte di Lucrezia Borgia

Ferrara racconta invece la storia di una donna che ancora oggi divide gli storici: Lucrezia Borgia. Figlia di papa Alessandro VI, la sua reputazione è stata per secoli avvolta da leggende oscure. La figura femminile è tra le più complesse per la sua storia: è arrivata in città come moglie di Alfonso I d’Este e ha saputo distinguersi per il suo apporto nel costruire il centro culturale del rinascimento sostenendo poeti e letterati. La sua presenza è ancora forte oggi tra le sale del Castello Estense e di Palazzo Schifanoia.

Forlì e la Leonessa della Romagna

Scendendo verso la Romagna si incontra la figura impetuosa di Caterina Sforza. Soprannominata la Tigre di Forlì e la Leonessa della Romagna, la figlia naturale del duca Galeazzo Maria Sforza è tra le donne simbolo della regione grazie al suo apporto al governo di Forlì e Imola.

Uno dei luoghi più legati alla sua storia è la Rocca di Ravaldino, la fortezza che difese durante gli assedi. Recentemente restaurata, oggi rappresenta una delle tappe più suggestive per comprendere il ruolo politico di questa figura femminile.

A Forlì si trova anche il celebre ritratto attribuito a Lorenzo di Credi, noto come “Dama del Gelsomino”, conservato nel complesso dei Musei San Domenico.

Ravenna e l’eredità di Galla Placidia

Ravenna costudisce la figura dai Galla Placidia simbolo dell’impero romano di Occidente e figlia dell’imprenditore Teodosio I. Oltre ad aver fatto da reggente all’impero per conto del figlio Valentiniano III è possibile osservare la sua eredità nel mausoleo riccamente decorato da straordinari mosaici. L’opera, simbolo di arte paleocristana, rientra nei siti UNESCO di Ravenna.

Interni mosaicati del mausoleo di Galla Placidia
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Gli interni con i mosaici del mausoleo di Galla Placidia

Rimini e la leggenda di Francesca

L’itinerario tocca anche Rimini dove si può approfondire la storia d’amore di Francesca di Rimini e Paolo Malatesta che compare anche tra le pagine della Divina Commedia di Dante. All’interno di Castel Sismondo, oggi parte del Fellini Museum, sono conservati diverse testimonianze della famiglia Malatesta.  Il filo tra storia, mito e poesia incanta i visitatori che hanno modo di scoprire da vicino una figura femminile irriverente per l’epoca e capace di lasciare tracce che superano i secoli.

L’Emilia-Romagna le custodisce ancora oggi, tra castelli medievali, palazzi rinascimentali, musei e monumenti. L’8 marzo diventa così non soltanto una giornata simbolica, ma l’occasione per riscoprire una parte importante della storia italiana raccontata da uno sguardo femminile.

Un nuovo treno avvicina la Svizzera all’Emilia-Romagna, collegando Zurigo alle bellezze della regione

Dal 30 maggio al 5 ottobre 2026 un collegamento ferroviario internazionale diretto renderà ancora più semplice raggiungere l’Emilia‑Romagna dalla Svizzera, unendo Zurigo alla Riviera romagnola senza cambi.

Grazie alla collaborazione tra Trenitalia e le Ferrovie Federali Svizzere, un servizio Eurocity giornaliero collegherà in treno il cuore della Svizzera con alcune delle destinazioni turistiche più amate dell’Italia centrale, dall’Appennino fino al mare Adriatico.

Questo nuovo treno promette non solo una migliore accessibilità per i viaggiatori svizzeri, ma anche una significativa spinta al turismo sostenibile e alla valorizzazione dei territori emiliano‑romagnoli.

Il nuovo collegamento ferroviario internazionale: tappe e orari

La novità principale di questa estate è il treno Eurocity EC 153/152 che dal 30 maggio al 5 ottobre 2026 collegherà tutti i giorni Zurigo a Rimini e ritorno senza la necessità di cambiare treno lungo il percorso. Il servizio è stato pensato appositamente per intercettare i flussi turistici dalla Svizzera verso l’Italia e si inserisce nella strategia regionale di promozione del turismo attraverso la mobilità su rotaia.

Il treno EC 153 partirà da Zurigo ogni mattina alle 10:33 e raggiungerà Rimini in serata alle 18:23, dopo circa otto ore di viaggio, attraversando paesaggi alpini e pianeggianti prima di approdare nella Riviera romagnola.

Sul tragitto sono previste numerose fermate intermedie sia in territorio svizzero (Zug, Arth-Goldau, Bellinzona, Lugano e Chiasso) sia in Italia, con soste importanti nelle città dell’Emilia‑Romagna come Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Faenza, Forlì e Cesena.

Il treno di ritorno, l’EC 152, partirà da Rimini ogni giorno alle 09:52, attraverserà nuovamente la regione con le stesse fermate italiane dell’andata per poi risalire verso la Svizzera, con arrivo previsto a Zurigo nel tardo pomeriggio alle ore 17:27.

Questo collegamento rappresenta una opportunità strategica per i territori emiliano‑romagnoli, perché permette di intercettare il flusso turistico elvetico con un’offerta di viaggio comoda, sostenibile e perfettamente integrata con le principali infrastrutture ferroviarie europee.

Perché questo treno è una svolta per il turismo dell’Emilia-Romagna

Il nuovo treno diretto dalla Svizzera all’Emilia‑Romagna non è solo un mezzo di trasporto: è un’occasione per riprogettare l’esperienza di viaggio verso l’Italia. Il collegamento “senza cambi” risponde a una domanda di comodità, qualità dei servizi e mobilità sostenibile – capace di ridurre l’impatto ambientale offrendo alternative di viaggio moderne e accoglienti – sempre più forte tra i turisti europei, che cercano alternative alle tratte aeree o ai lunghi spostamenti in auto.

Dal punto di vista turistico, l’arrivo di visitatori svizzeri in treno in Emilia-Romagna (9 le città della regione in cui il treno si fermerà) apre nuove possibilità per pacchetti su misura, proposte create ad hoc e offerte localizzate: dalle ciclovie che attraversano la regione, ai cammini storici dell’entroterra, fino alle proposte culturali e gastronomiche di città come Bologna o Parma.

Località come Forlì e Cesena in Romagna, incluse nel percorso, potranno beneficiare di un maggiore afflusso di visitatori con interesse per esperienze autentiche e soggiorni prolungati.

In aggiunta, questa iniziativa si inserisce in un quadro più ampio di internazionalizzazione del turismo emiliano‑romagnolo, con una regione attiva sui mercati esteri – esiste infatti già una tratta ferroviaria storica che collega Monaco a Rimini – e in continua promozione delle sue destinazioni principali.

Quanto costa e come prenotarlo

I biglietti per la tratta Rimini-Zurigo sono acquistabili sul sito ufficiale di Trenitalia. Per la tratta Zurigo-Rimini consultare invece il sito svizzero SBB. L’intero viaggio dall’Italia alla Svizzera ha un costo a partire da 54 euro.

Ci sono offerte attive per diversi livelli di prezzo ed è consigliato acquistare il biglietto con largo anticipo per poter usufruire delle tariffe migliori. Il treno ha un servizio di bar e ristorante a bordo e il trasporto di biciclette è soggetto a limitazione.

La stampa estera ha visitato tutte le regioni italiane ed elegge l’Emilia-Romagna come meta numero uno

Non è Roma, non è Milano e nemmeno la cartolina più prevedibile della Toscana. A sorprendere è un’altra scelta: l’Emilia-Romagna. A eleggerla meta numero uno in Italia è stata la firma di Business Insider, dopo aver visitato tutte e venti le regioni del Paese. Un viaggio lungo anni, fatto di ritorni continui, degustazioni, tappe gastronomiche e deviazioni fuori rotta. Alla fine, racconta, una regione si è distinta nettamente dalle altre. La storia ha colpito così tanto da essere stata persino riportata sul Mirror.

La motivazione non riguarda solo i paesaggi o le città d’arte, ma qualcosa di più concreto e quotidiano: il cibo, la cultura dell’ospitalità e quel mix quasi naturale tra tradizione e vita contemporanea che, secondo la giornalista dell’articolo, qui funziona meglio che altrove.

Bologna e Modena conquistano la Tv USA: entrano nelle case di milioni di americani

L’Emilia-Romagna torna sotto i riflettori internazionali e questa volta lo fa entrando direttamente nei salotti americani. Bologna e Modena sono infatti protagoniste di due episodi della popolare serie televisiva Samantha Brown’s Places to Love, in onda sulla rete pubblica statunitense PBS. Una vetrina di peso: si parla di una copertura complessiva di circa 57 milioni di spettatori negli Stati Uniti.

Per le nuove puntate Bologna e Modena entrano in scena come simboli di un territorio che negli ultimi anni ha investito con decisione sull’internazionalizzazione dell’offerta turistica. Le due città saranno al centro di due episodi da 26 minuti ciascuno: Bologna in onda venerdì 13 febbraio, Modena il 20 febbraio, in diversi orari e fusi orari negli Stati Uniti.

Bologna e Modena nello show Samantha Brown’s Places to Love

Il format della trasmissione è noto per il taglio autentico, poco patinato, più orientato all’esperienza che alla cartolina. Non si limita a mostrare monumenti: si raccontano storie, si incontrano persone, si entra nei laboratori degli artigiani, si assaggiano piatti che definiscono un’identità. È proprio questo approccio che rende il programma particolarmente influente sulle scelte di viaggio del pubblico americano.

Gli spettatori di PBS appartengono in larga parte a una fascia culturalmente qualificata, fidelizzata e con una buona capacità di spesa. Si tratta di un pubblico che, quando si ispira a una destinazione, spesso la trasforma in un viaggio reale. Per questo la presenza di Bologna e Modena assume un valore strategico.

Le riprese sono state realizzate grazie a un accordo siglato nel 2025 tra Apt Servizi Emilia-Romagna e la produzione televisiva, in collaborazione con il Territorio Turistico Bologna-Modena, Bologna Welcome e Modenatur. Due puntate dedicate interamente all’Emilia-Romagna, più un episodio speciale di fine stagione che sarà incentrato sull’enogastronomia e includerà ricette delle tappe visitate durante la serie.

Si può immaginare cosa vedranno gli americani: la Food Valley con le sue eccellenze, la Motor Valley che richiama appassionati da tutto il mondo, i portici di Bologna, le piazze eleganti di Modena, i musei, i mercati, le botteghe. Ma anche i paesaggi meno scontati, quelli da esplorare a piedi o in bicicletta. Non una sequenza di immagini perfette, ma un racconto che alterna ritmo e dettagli.

Il mercato statunitense rappresenta già oggi una quota crescente del turismo internazionale in Emilia-Romagna. Negli ultimi anni si è registrato un aumento costante di presenze dagli USA, segno che l’interesse è concreto. Iniziative di questo tipo consolidano una tendenza in atto, rafforzando la percezione del territorio come meta completa: cultura, motori, gastronomia, esperienze autentiche.

Va considerato anche l’impatto digitale. Samantha Brown conta oltre 550 mila follower su Instagram, più di 370 mila su Facebook e una community attiva su YouTube. Ogni contenuto viene rilanciato, commentato, condiviso. La visibilità non si esaurisce con la messa in onda televisiva.

Il centro di Modena
Ufficio Stampa
Alla scoperta di Modena nello show degli USA

Come vedere le puntate

I più curiosi che desiderano vedere queste due puntate potranno farlo anche dall’Italia con un piccolo supporto di una connessione VPN impostata sugli Stati Uniti. Le proposte saranno trasmesse sulla rete pubblica PBS e si potranno seguire in streaming attraverso la piattaforma ufficiale. Gli appuntamenti sono attesi venerdì 13 febbraio per la puntata dedicata a Bologna e il 20 febbraio per quella dedicata a Modena.

Motorvalley, tutte le location della serie Tv con Luca Argentero e Giulia Michelini

La nuova serie Tv Motorvalley, con protagonisti Luca Argentero, Giulia Michelini e Caterina Forza, è visibile su Netflix dal 10 febbraio 2026.

Prodotta da Matteo Rovere per Groenlandia (società del gruppo Banijay) con il sostegno della Regione Emilia-Romagna, è ambientata nel mondo delle corse automobilistiche: 6 episodi in cui anche i luoghi che fanno da sfondo alle vicende diventano i protagonisti assoluti, tra circuiti celebri che hanno fatto la storia delle corse automobilistiche in Italia, città storiche e periferie industriali dove scorre la vita quotidiana.

Tra adrenalina, corse mozzafiato e scenari di un’Italia che ha scritto diverse pagine della storia in varie regioni, ecco tutte le location di Motorvalley.

Natale a Grazzano Visconti: il borgo che a dicembre sembra uscito da una fiaba

Ci sono luoghi che non hanno bisogno di effetti speciali per incantare. Grazzano Visconti è uno di questi, ma quando arriva dicembre decide comunque di esagerare. Luci soffuse che accarezzano i merli delle torri, profumo di cannella nell’aria, botteghe che brillano dietro vetrine addobbate con cura quasi artigianale: qui il Natale non si “organizza”, si mette in scena come un racconto illustrato.

Tra i borghi più suggestivi dell’Emilia-Romagna, Grazzano a Natale diventa una vera cartolina tridimensionale. Dal cuore del borgo fino alle sue viuzze laterali, ogni angolo è pensato per far rallentare il passo, invitare allo stupore e riportare, con un certo garbo, a quell’idea di festa che sa di infanzia, di tradizione e di cose fatte bene. L’edizione natalizia 2025 accompagna i visitatori fino al 6 gennaio 2026, con un programma ricco e una scenografia che sembra disegnata apposta per chi ha bisogno di ritrovare un po’ di meraviglia.

Cosa vedere a Grazzano Visconti a Natale

Grazzano Visconti sorge a pochi chilometri da Piacenza, immerso nella campagna emiliana ed è il risultato di un sogno novecentesco: quello del duca Giuseppe Visconti di Modrone, che volle ricreare un borgo medievale ideale, elegante e coerente, dove architettura, storia e vita quotidiana potessero convivere.

Passeggiando tra facciate affrescate, stemmi nobiliari, torrette e vicoli acciottolati, ci si ritrova in un luogo che non ha bisogno di spiegazioni. Il cuore pulsante resta il Castello di Grazzano Visconti, risalente al Trecento e circondato da un grande parco monumentale, oggi visitabile. Tra statue, fontane e alberi secolari, anche l’inverno trova qui una sua poesia. A completare l’offerta ci sono il Museo delle Cere, le esposizioni temporanee e le rievocazioni storiche, che rendono il borgo vivo tutto l’anno.

Eventi e attrazioni del Natale 2025

Il Natale a Grazzano Visconti è un’esperienza pensata per essere vissuta con calma, ma senza annoiarsi mai. Ogni giorno, dalle 10:00 alle 19:00, il borgo ospita un percorso ricco di attrazioni per famiglie, coppie e viaggiatori in cerca di atmosfere autentiche. I mercatini natalizi propongono artigianato e street food, mentre installazioni luminose e scenografie avvolgono l’intero centro storico. Tra le attrazioni più amate ci sono la Casa di Babbo Natale, l’Ufficio Postale per le letterine, il Villaggio degli Elfi con cinema e circo, il Teatro di Natale con spettacoli di magia, oltre alla grande slitta-giostra, la pista di ghiaccio, il maxi scivolo Taboga e le aree gioco per i più piccoli.

Durante la giornata non mancano cori gospel, sfilate, animazioni e performance itineranti, che trasformano ogni visita in qualcosa di diverso dalla precedente. Per accedere alle principali attrazioni è disponibile il Christmas Ticket, mentre alcune attività prevedono biglietti separati. L’ingresso al borgo resta gratuito, permettendo anche una semplice passeggiata “a luci accese”, perfetta per chi vuole godersi l’atmosfera senza fretta.

Dove si trova e come raggiungere Grazzano Visconti

Come già accennato, il borgo di Grazzano Visconti si trova in Emilia-Romagna, nella provincia di Piacenza, immerso nella campagna tra la Val Trebbia e la Val Nure.

Raggiungerlo in auto è semplicissimo: da Milano o Bologna si percorre l’autostrada A1 e si esce a Piacenza Sud. Da lì bastano circa venti minuti di strada panoramica tra campi e colline per arrivare al borgo. Nei giorni festivi vengono attivate aree di parcheggio dedicate nei pressi dell’ingresso, con percorsi pedonali segnalati che conducono direttamente al centro storico.

Chi viaggia in treno invece può scendere alla stazione di Piacenza e proseguire in autobus verso Rivergaro o Bettola, con fermata dedicata a Grazzano Visconti: una soluzione comoda per chi preferisce muoversi senza auto e vuole trasformare la gita di Santo Stefano in una piccola parentesi lenta, fatta di passeggiate, botteghe e luci natalizie.

La chicca? Una volta arrivati, il borgo si visita esclusivamente a piedi: un dettaglio che fa la differenza, perché qui il Natale si ascolta, si guarda e si cammina piano, come si faceva una volta.

L’itinerario fuori rotta ideale in Emilia-Romagna se tutti vanno a sciare o ai mercatini

Quando sulle storie Instagram spuntano solo baite, skipass, vin brulé e mercatini scintillanti, la tentazione è quella di seguire la massa. Si va tutti nei soliti posti, si rincorre la stessa foto sotto lo stesso albero di Natale. E invece vogliamo proporvi un itinerario fuori rotta, lontani dall’overtourism dove potersi godere la neve, mercatini e iniziative senza caos attorno.

Si scia tra Cimone e Corno alle Scale

Da sabato 6 dicembre, l’Appennino emiliano torna a vestirsi d’inverno e a chiamare gli sciatori in pista, inaugurando una stagione che parte con anticipo e con un entusiasmo palpabile. Sul comprensorio del Cimone, tra i posti migliori per sciare in Italia, si respira già aria di pieno inverno: grazie alle ultime nevicate e al nuovo sistema di innevamento, il manto sfiora i 35 centimetri e consente aperture regolari, piste battute e impianti pronti a sollevare la prima, attesissima folla di appassionati.

Il weekend dell’Immacolata diventa così l’occasione perfetta per ritrovare quel ritmo invernale fatto di alba sulle seggiovie, profumo di legno caldo nei rifugi e discese che riportano memoria muscolare e libertà.

La partenza di stagione assume anche un carattere celebrativo: lo skipass al Cimone viene proposto in formula festiva scontata, mentre il Corno alle Scale accende i primi impianti in zona Polla, proponendo tariffe agevolate per adulti e bambini e un’apertura graduale che invita a godersi la montagna senza fretta, con neve fresca e piste curate in ogni dettaglio.

Il comprensorio del Cimone
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Aperte le piste nel comprensorio del Cimone

Ci si muove tra seggiovie, tapis roulant per i più piccoli, collegamenti attivi con Sestola e aree scuola pronte a rimettere gli sci ai piedi anche a chi ha passato mesi a sognarli. L’aria è frizzante, il paesaggio è pulito, la ripartenza è concreta: si torna a sciare davvero, e lo si fa con condizioni che profumano di inverno pieno e di Appennino autentico.

Natale nella valle incantata dell’Alta Valtaro e Valceno,

Nella cornice innevata dell’Alta Valtaro e Valceno, il Natale non è solo calendario e shopping, ma un’esperienza che profuma di casa, legno e spezie. La valle si trasforma in palcoscenico diffuso, dove mercatini artigianali, presepi scolpiti con cura e profumo di spongata scrivono una storia fatta di dettagli e relazioni.

A Tornolo, la Via dei Presepi invita a entrare nelle case e nelle botteghe come ospiti e non come visitatori. Ogni scena è un piccolo racconto, spesso realizzato con materiali del bosco, frammenti di vita quotidiana, legno recuperato e luci gentili che non abbagliano ma accompagnano. Rientra assolutamente tra i presepi più belli d’Italia.

Poco più in là, Borgotaro accende dicembre con un calendario fitto e sorprendente: laboratori creativi, musei trasformati in foreste incantate, cori che riempiono la piazza e la competizione dolce più attesa, quella della spongata.

Belforte aggiunge la pagina fiabesca: torri, vicoli, cioccolata calda e canti che risuonano alle cinque del pomeriggio, quando la luce scende e il borgo diventa favola. A seguire, Albareto, Varsi e Bardi proseguono la trama con mercatini discreti, case illuminante, castelli che sembrano usciti da un libro. E per chi cerca quiete più profonda, l’Oasi dei Ghirardi offre sentieri, incontri con animali e cammini tematici, dove l’inverno si ascolta davvero, senza filtri.

Alta Valtaro e Valceno nel periodo di Natale
Ufficio Stampa
Itinerario nell’Alta Valtaro e Valceno nel periodo natalizio

Le gemme nascoste dell’Italia da scoprire secondo The Guardian

L’Italia è un archivio infinito di luoghi incredibili e proprio per questo una buona parte delle sue meraviglie rimane lontana dai radar del turismo di massa. Il Guardian però è sempre in esplorazione e infatti ha raccolto i racconti dei lettori che, viaggiando senza fretta, hanno scovato borghi, paesaggi e siti storici italiani di intensità quasi cinematografica.

Dalle colline definite “drammatiche” dell’Emilia-Romagna ai cammini dimenticati della Sicilia, dalla mini-Venezia silenziosa alle valli tracciate da antiche civiltà, emerge un’Italia meno nota, ma ancora più affascinante. Ecco le mete che meritano di essere riscoperte tesoro dopo tesoro.

Brisighella, Emilia-Romagna

Avvicinandosi a Brisighella sembra di entrare nel fondale di un dipinto antico e rinascimentale: colline rocciose, pinnacoli solitari e torri che dominano il paesaggio come sentinelle del tempo. Il borgo, con i suoi vicoli medievali e la celebre via sopraelevata con la Torre dell’Orologio, è un punto di partenza ideale per esplorare una natura che alterna scorci drammatici e angoli nascosti. 

Brisighella, Emilia-Romagna
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La Torre dell’Orologio di Brisighella, Emilia-Romagna

Gangi, Sicilia

Chi percorre la Via dei Frati, il cammino che unisce Caltanissetta a Cefalù, attraversa un pezzo di Sicilia quasi sospeso, nelle cuore delle Madonie. Nei 54 miglia del percorso le Madonie si aprono in panorami immensi, senza traccia di folle o turismo invadente. Gangi emerge come una perla silenziosa: vicoli intricati, ritmi lenti, comunità accogliente anche senza condividere una lingua per vivere un’esperienza di viaggio che restituisce alla Sicilia il suo volto più autentico.

Chioggia, Veneto

Sedici miglia a sud di Venezia si trova una sorella minore che conserva lo spirito lagunare senza la pressione del turismo globale. Canali, calli strette, atmosfere d’acqua e luce: Chioggia sembra una Venezia in bozza, quella che forse appariva prima della sua ascesa. Tra musei locali, testimonianze storiche e la vicinanza al mare, è un’alternativa perfetta per chi cerca la magia lagunare in versione rallentata.

Chioggia, Veneto
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La piccola Venezia, Chioggia, in Veneto

Venosa, Basilicata

In Basilicata esistono luoghi che avrebbero fama globale se si trovassero lungo rotte più battute. Venosa è uno di questi: patria di Orazio, custodisce rovine romane, catacombe antichissime e una stratificazione storica che sorprende a ogni svolta. Nei dintorni, castelli e palazzi ducali raccontano una regione ricchissima di testimonianze, ancora poco esplorata ma intensamente affascinante.

Appennino toscano

Nelle foreste fitte a est di Firenze, gli Appennini diventano un rifugio puro. Qui si trovano sentieri che seguono corsi d’acqua, boschi ombrosi e cieli talmente limpidi da sembrare planetari naturali. La zona invita a un’immersione completa nella quiete: ritmi lenti, pause lungo i torrenti, serate sotto stelle luminosissime. Un’idea di “fuga ecologica” che restituisce spazio e silenzio.

Cividale del Friuli, Friuli-Venezia Giulia

Cividale è una cartolina vivente, un patrimonio Unesco dove la storia cambia strato a ogni passo: dalle origini romane al raffinato Tempietto Longobardo dell’VIII secolo, raro esempio di architettura altomedievale. Le strade acciottolate, il celebre Ponte del Diavolo e il fiume Natisone color smeraldo compongono un luogo che riesce ad essere antico, autentico e sorprendentemente vibrante.

Urbisaglia e Urbs Salvia, Marche

Tra le campagne marchigiane si nasconde un sito romano tra i meglio conservati del Paese. A Urbs Salvia convivono teatro, tempio, anfiteatro e resti di un’antica città che si visita con una calma ormai impossibile nelle mete più famose. Camminare tra queste rovine, in piena estate e senza file, restituisce un senso di intimità con la storia difficile da replicare altrove. Accanto, il borgo medievale di Urbisaglia chiude l’esperienza con la sua quiete collinare.

Fortezza di Urbisaglia, Marche
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La Fortezza di Urbisaglia

Santo Stefano d’Aveto, Liguria

Nel cuore dell’Appennino ligure, le montagne intorno a Santo Stefano d’Aveto formano un labirinto di sentieri che scalano cime, circondano laghi sospesi e tagliano boschi fitti. Monte Aiona, Penna, Ramaceto e Zatta compongono un paesaggio ideale per l’escursionismo puro. È una Liguria interna, lontana dal mare, dove il tempo si misura in dislivelli e orizzonti.

Campoli Appennino, Lazio

Incastonato sul bordo di un enorme inghiottitoio naturale, Campoli Appennino è un borgo che combina avventura e tradizioni gastronomiche. La zona è un paradiso per chi ama i sentieri più tecnici, come quello delle Gole del Lacerno, tra cascate, gole profonde e crinali scoscesi. A questo si aggiungono foreste fitte, fauna protetta e una cucina che riflette la ricchezza agricola del territorio.

Loazzolo, Piemonte

Tra le colline della Langa astigiana, Loazzolo è il cuore di una produzione enologica preziosa e ancora poco conosciuta. In autunno i vigneti esplodono di colori e la zona offre un caleidoscopio di sapori: funghi, nocciole, tartufi, vini dolci e bollicine classiche. Vicina ad Asti, Alba e ai celebri cru di Barolo, resta sorprendentemente tranquilla, una parentesi di bellezza discreta.

Castelvetro di Modena è il borgo che incanta tra vigneti, torri e tramonti dorati

Modena si trova quasi al livello del mare, comodamente seduta tra i lembi della Pianura padana. Alle sue spalle, però, spingendosi verso sud, si trovano dolcissime colline ornate dai filari di vite, punteggiate da borghi poco conosciuti, dall’anima medievale e un’atmosfera ferma nel tempo, pronti a regalare scorci e panorami di grande suggestione. Castelvetro di Modena è uno di questi, adagiato sulle prime colline modenesi, non lontano da Sassuolo.

Il paese è una sorta di piccola opera d’arte a cielo aperto: intorno, distese di vigneti ordinati danno bella mostra di sé; all’interno, torri medievali si stagliano contro il cielo. In qualunque stagione si decida di visitarlo, questo borgo emiliano sa conquistare con i suoi panorami, la sua eleganza architettonica e la sua atmosfera romantica. Il suo centro storico, perfettamente preservato, invita a una passeggiata lenta e placida, perdendosi tra i vicoli tortuosi e le piazzette. Non sorprende che Castelvetro sia considerato uno dei borghi più suggestivi dell’Emilia Romagna: ideale per chi cerca una fuga breve ma intensa, un viaggio all’insegna del gusto, della bellezza e della tranquillità.

Dove si trova e come arrivare

Il piccolo borgo di Castelvetro di Modena si trova incassato tra la pianura e l’Appennino, circa 18 chilometri a sud del capoluogo modenese. Il suo territorio è fatto di paesaggi dolci e ondulati come le sue colline, dove spuntano le torri in pietra di borghi, castelli e pievi. Non mancano le cantine, le acetaie e gli antichi casali come da paradigma del contesto rurale emiliano.

In auto, il borgo è raggiungibile comodamente dall’autostrada: per chi arriva da Bologna o Milano, l’uscita di Modena Sud è la più comoda, Castelvetro dista appena una ventina di minuti. Il tratto di strada che si percorre recandosi verso il borgo offre già scorci piacevoli sulla campagna modenese.

Castelvetro di Modena
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Castelvetro di Modena nella calda luce dell’autunno

In treno, la stazione più vicina è quella di Modena. Da qui si può proseguire con autobus extraurbani che in poco meno di mezz’ora conducono nel centro del borgo. La frequenza è buona, soprattutto nei giorni feriali, rendendo possibile una visita anche senza automobile.

Castelvetro è inoltre collegato a diversi percorsi ciclabili che si snodano attraverso le campagne e i vigneti della campagna modenese. Pedalare lungo questi itinerari è un modo affascinante per iniziare a conoscere il territorio, soprattutto durante la primavera e l’autunno, quando colori e panorami raggiungono l’apice della loro bellezza.

Cosa fare e cosa vedere

Il cuore pulsante di Castelvetro è il suo piccolo ma spettacolare centro storico, un gioiello medievale in mattoni rossi che offre una serie di terrazze panoramiche affacciate sulle colline e sul territorio circostanti. Ogni angolo dell’antico abitato è curato, pulito e rifinito al dettaglio, regalando atmosfere ricche di fascino e tradizione. È un’immagine che può sembrare stereotipata, ma Castelvetro di Modena è veramente un borgo dove il tempo si è fermato.

Il luogo simbolo del paese è Piazza Roma, con la sua caratteristica pavimentazione a scacchiera che la contraddistingue. Il pavimento a grandi riquadri bianchi e rossi crea un colpo d’occhio unico, arricchito dal meraviglioso panorama di cui si gode tutt’attorno affacciandosi dalla grande terrazza naturale. Non per niente è uno dei punti più fotografati del borgo, soprattutto al tramonto, quando la luce calda esalta i contrasti e regala un’atmosfera poetica tanto alla piazza quanto alle campagne circostanti.

In mezzo alla piazza si possono ammirare anche due dei simboli architettonici del paese: la Torre dell’Orologio, sbilenca, imponente e solitaria al centro del perimetro, e la Torre delle Prigioni, di fronte, dalla cui cima si gode di una fantastico panorama su una bella porzione della Pianura padana.

L’Oratorio di San Rocco e la Chiesa Parrocchiale sono i due edifici religiosi principali della cittadina. Il primo ha un impianto rinascimentale semplice ma affascinante e ospita periodicamente mostre e iniziative culturali. Il secondo è intitolato ai Santi Senesio e Teopompo, ed è contraddistinto dal suo campanile, che si erge fiero sopra i tetti del borgo.

Storia, cucina e panorami

La storia di Castelvetro affonda le sue radici in epoca romana, quando la zona era attraversata da importanti vie di comunicazione dirette da un lato all’altro dell’Appennino. Il borgo inizia però a svilupparsi realmente nel Medioevo, grazie alla sua posizione strategica sulle colline modenesi. Nel XII secolo diventa un presidio fortificato conteso tra Modena e Bologna, e in seguito passa sotto il controllo dei Rangoni, famiglia nobile che per secoli ne segnerà il destino.

È sotto la loro signoria che Castelvetro si arricchisce di torri, mura e palazzi. Nel Cinquecento vive un periodo di particolare splendore: è di questi anni la costruzione o il rinnovamento di molti edifici del centro storico, che portano grosso modo all’odierna conformazione del borgo.

Oggi Castelvetro è celebre per i suoi punti panoramici. Terrazze da cui godere di vedute scenografiche sui vigneti che circondano il borgo, sui casolari e le cascine. Il tramonto è un momento ad alto tasso di emozione e fascino, quando la luce cambia rapidamente il volto del territorio, dipingendo il paesaggio con toni caldi e avvolgenti. Non a caso il borgo è molto apprezzato anche dagli appassionati di fotografia.

Una delle ragioni principali per visitare Castelvetro è la sua vocazione enogastronomica. I vitigni che circondano l’abitato sono infatti il luogo dove nasce il Lambrusco, in particolare il Grasparossa di Castelvetro, a cui viene riconosciuto il marchio DOC. Un piacere non solo per il palato, ma anche per gli occhi: in autunno i filari del Lambrusco si tingono di un rosso meraviglioso.

Castelvetro di Modena
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I filari del Lambrusco in autunno

In zona numerose cantine del territorio offrono degustazioni e visite guidate, permettendo ai viaggiatori di scoprire i segreti della viticoltura locale. Da non sottovalutare anche la possibilità di assaporare prodotti tipici come l’aceto balsamico tradizionale, che viene realizzato seguendo ricette secolari nelle grandi acetaie dei casolari della campagna modenese.

La cucina locale è quella classica di questa zona dell’Emilia: tigelle, salumi di pregio, pasta all’uovo e ripiena, gnocco fritto. A Castelvetro ogni esperienza della tavola è un vero viaggio nei sapori della tradizione emiliana.

Nei dintorni di Castelvetro

Il fascino di Castelvetro non si esaurisce tra le sue mura: il viaggio di scoperta delle colline modenesi prosegue tra le sue frazioni, tra le quali spicca Levizzano Rangone, a pochissimi chilometri dal borgo.

Il paese è noto per lo splendido e omonimo Castello di Levizzano, una fortezza medievale perfettamente restaurata e immersa nei vigneti. L’edificio è contraddistinto dalla Torre Matildica, possente torre a pianta quadrata, e ospita il Museo Rosso Graspa, dedicato alla viticoltura e alla società contadina.

Castelvetro di Modena Levizzano Rangone
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Il Castello di Levizzano Rangone

Gli appassionati di automobilismo non si possono lasciar sfuggire una visita a Maranello, patria della Ferrari. Il Museo Ferrari è un vero e proprio viaggio tra i bolidi di un tempo, modelli di auto storiche e installazioni interattive che raccontano la leggenda del Cavallino Rampante.

Non lontano da Maranello, però, ci si può ricongiungere alla natura visitando la Riserva Naturale delle Salse di Nirano. Le salse da cui il nome sono eruzioni di fango, acqua salata e gas dalle viscere della terra. Un fenomeno geologico unico da scoprire: veri e propri vulcani di fango emettono piccole bolle e colate, creando un paesaggio lunare e sorprendente. La riserva è visitabile attraverso facili sentieri immersi nella natura.

Proposta della Lombardia: una Expo itinerante delle Dop e Igp europee

Una grande ‘ expo ‘ itinerante dedicato ai prodotti europei a Denominazione di Origine e Indicazione Geografica , capace di portare in Europa e nel mondo l’esperienza, la tradizione e la qualità dei territori che li producono. È la proposta lanciata dal presidente di AREPO (Associazione delle Regioni Europee dei Prodotti d’Origine) e assessore lombardo all’Agricoltura Sovranità alimentare e Foreste Alessandro Beduschi , nel corso dell’Assemblea generale svoltasi a Barcellona e ospitata dalla Regione Catalunya.

Una Expo itinerante per promuovere i prodotti d’eccellenza

L’idea ha l’obiettivo di promuovere i prodotti certificati nei principali mercati del continente e del mondo , raccontando ai cittadini cosa distingue davvero i prodotti d’origine e qual è il significato dei marchi e dei loghi di qualità europei.

L'assessore all'Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste della Regione Lombardia, Alessandro Beduschi, interviene a Barcellona all'Assemblea generale di Arepo (Associazione delle Regioni europee dei prodotti d'origine) di cui è il presidente

“Le Indicazioni Geografiche rappresentano l’identità e la storia dei nostri territori – ha affermato Beduschi – ma troppo spesso il loro valore non è pienamente conosciuto. Con questa iniziativa vogliamo il racconto dei nostri prodotti fuori dai confini regionali e nazionali , in un viaggio attraverso l’Europa e il mondo, per far scoprire la cultura, il lavoro e la qualità che stanno dietro a ogni DOP e IGP . La prima tappa si terrà nel 2026 in Italia, e saranno i nostri consorzi di produttori i protagonisti nel dialogo diretto con i cittadini ei consumatori ”.

L’ingresso della Calabria all’AREPO

A margine dei lavori, Beduschi ha inoltre annunciato la richiesta di ingresso nell’associazione della Regione Calabria, che si unisce alle regioni italiane già aderenti – Lombardia, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Piemonte, Puglia, Toscana, Valle d’Aosta, Veneto e Sardegna – portando a dieci la rappresentanza nazionale in AREPO.

Con oltre 35 regioni membri provenienti da Italia, Francia, Spagna, Germania, Grecia, Polonia e Portogallo, AREPO rappresenta oggi la principale rete politica e istituzionale a difesa e promozione dei prodotti a indicazione geografica d’Europa.

Lombardia ed Europa, essere comunità del cibo

“Il futuro del sistema agroalimentare europeo – ha concluso l’assessore Beduschi – passa dalla capacità di unire le forze e raccontare il valore autentico delle nostre produzioni. Solo così potremo rendere le DOP e le IGP non soltanto un simbolo di eccellenza, ma un linguaggio comune tra territori diversi che condividono lo stesso orgoglio: quello di essere comunità del cibo e della qualità “.

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Monumenti Aperti 2025: l’Italia svela i suoi tesori il 18-19 ottobre

Ci sono momenti dell’anno in cui il patrimonio culturale italiano si mostra davvero in tutta la sua meraviglia e “Monumenti Aperti” è una di queste occasioni. Nato nel 1997 con l’idea di avvicinare i cittadini ai luoghi della memoria collettiva, il festival trasforma per qualche giorno strade, chiese e palazzi in spazi vivi, animati da studenti, volontari e guide appassionate.

L’edizione 2025 si estende fino al 9 novembre, e tocca ben 87 Comuni in 19 regioni, in un itinerario che unisce l’Italia in un unico racconto corale. Nel weekend del 18 e 19 ottobre, il viaggio prosegue con otto nuove città e paesi, pronti a raccontare la propria storia tra Lombardia, Liguria, Veneto, Emilia-Romagna, Sicilia e Sardegna.

In queste due giornate autunnali, l’esperienza si rinnova ancora una volta: porte che si aprono, comunità che si incontrano, e un patrimonio che, da muto testimone, torna a parlare.

Savona, nel cuore delle Fornaxi

Nel cuore del quartiere Fornaci, Savona propone un itinerario che unisce arte, devozione e memoria artigianale. Lungo Via Saredo si snoda il percorso denominato “Nel cuore delle Fornaxi”, un museo a cielo aperto che accompagna alla scoperta di ceramiche policrome esposte sulle facciate dei palazzi. Mattonelle e pannelli illustrano, come pagine di un libro visivo, la storica tradizione ceramica savonese, capace di fondere arte sacra e spirito popolare.

Poco distante, la Chiesa della Madonna della Neve è una tappa imprescindibile. Edificata nel XVII secolo e ricostruita dopo il terremoto del 1887, custodisce al suo interno la devozione di un intero quartiere. La facciata semplice, incastonata nel tessuto urbano, ricorda come il sacro sappia convivere con la quotidianità, diventandone parte integrante.

Treviso, un tuffo nell’arte

Scorcio di Piazza dei Signori a Treviso
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Suggestivo scorcio di Piazza dei Signori a Treviso

A Treviso, le visite guidate conducono all’interno di un edificio che da secoli cambia volto, riflettendo le trasformazioni della città. L’ex convento di Santa Chiara, oggi sede del Liceo Artistico, nasce come luogo di clausura e preghiera ma nel corso dei secoli le sue mura hanno accolto funzioni diverse, adattandosi ai cambiamenti storici e sociali.

Camminando tra i chiostri e le aule, lo si percepisce appieno: l’antico dialoga con il presente, mentre le voci degli studenti si intrecciano idealmente a quelle delle monache che un tempo abitavano questi spazi. “Monumenti Aperti” diventa un’occasione per riflettere su come la cultura possa reinventarsi, senza mai perdere la propria radice.

Mantova, storia e arte

A Mantova, il fine settimana di “Monumenti Aperti” invita a esplorare due luoghi emblematici.

Il primo è il Museo Virgilio, nato all’interno del Palazzo del Podestà risalente al XIII secolo, che ha ritrovato nuova vita dopo il restauro seguito al terremoto del 2012, grazie al progetto firmato dall’architetto Italo Rota.
Oggi ospita un percorso museale dedicato al poeta latino, in cui suoni, immagini e installazioni interattive guidano in un viaggio sensoriale tra le opere di Virgilio, dalle Bucoliche alle Georgiche, fino all’Eneide. Il modulo “MyVirgilio”, basato su QR Code, consente di costruire un’esperienza personalizzata, unendo tecnologia e classicità in una narrazione coinvolgente.

Non lontano, Palazzo d’Arco apre le sue porte con il fascino intatto di una dimora aristocratica settecentesca. Costruito nel 1784 da Antonio Colonna secondo i canoni del neoclassicismo, conserva ambienti, arredi e dipinti così come li lasciò la marchesa Giovanna d’Arco, ultima erede della casata. Tra sale eleganti e una preziosa Wunderkammer, si respira l’atmosfera di un’epoca in cui il collezionismo era una forma di conoscenza e di meraviglia. Il giardino, chiuso da un’esedra monumentale, completa il quadro con la grazia e la misura tipiche dell’architettura palladiana.

Neoneli, un luogo d’incontro

Nel piccolo centro del Barigadu, in Sardegna, Neoneli vanta un modello di comunità che vive la cultura come bene comune. La “Casa Cultura” rappresenta il cuore pulsante di tale spirito: un luogo di incontro aperto a tutti, dove la formazione, la creatività e il dialogo si uniscono in un progetto collettivo.

A pochi passi, la Chiesa Parrocchiale di San Pietro Apostolo domina il paese dall’alto del rilievo su cui sorge. Realizzata nel Seicento con il caratteristico paramento in trachite rossa e bruna, testimonia la devozione di una comunità che, nel corso dei secoli, ha mantenuto intatta la propria identità. L’impianto tardogotico della facciata racconta una stagione artistica in cui l’eleganza delle forme si univa alla solidità della pietra.

Gli altri Comuni aderenti

Nel weekend del 18 e 19 ottobre, anche Ferrara, Venezia, Capoterra e Palermo partecipano alla grande rete di “Monumenti Aperti” e, ognuna con le proprie peculiarità, aggiunge un tassello al mosaico di un’Italia che sceglie di raccontarsi grazie ai suoi luoghi più autentici.

Studenti, guide, associazioni e volontari saranno i narratori di un patrimonio che continua a vivere nel presente.

Oh Che Bel Castello! Magie e misteri nei castelli dell’Emilia-Romagna

Con l’arrivo dell’autunno, l’Emilia-Romagna si trasforma in un palcoscenico di storia, arte e gusto grazie a “Oh Che Bel Castello!”, la kermesse giunta alla sua settima edizione che apre straordinariamente le porte di castelli, rocche e ville storiche.

Tra le mura secolari dei manieri, i visitatori possono vivere esperienze uniche, tra atmosfere misteriose, laboratori gastronomici, visite guidate e intrighi medievali.

I weekend del 18-19 e del 25-26 ottobre  – si andrà avanti poi fino a dicembre – offrono un ricco calendario di iniziative (alcune gratuite, altre a pagamento o ad offerta libera – per la prenotazione e maggiori informazioni consultare il sito ufficiale “Castelli Emilia-Romagna“) pensate per tutta la famiglia, tra paesaggi autunnali, leggende locali e prelibatezze enogastronomiche.

Ecco gli eventi più suggestivi di “Oh Che Bel Castello!” per i due weekend di Ottobre.

Eventi nel weekend 18-19 ottobre

Il primo fine settimana di “Oh Che Bel Castello!” si apre con un dialogo culturale alla Foresteria del Castello di Rivalta (PC), sabato 18 ottobre alle 17:00. La scrittrice e giornalista Francesca Tumiati presenta il suo romanzo-memoir “Un’Allegria di Troppo”, esplorando emozioni e ricordi in un’atmosfera raffinata.

Torna la kermesse "Oh Che Bel Castello!" in Emilia-Romagna
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Castello di Rivalta, Rivalta Trebbia (PC)

Domenica 19, i più giovani possono cimentarsi con la cucina tradizionale piacentina alla Rocca Viscontea di Castell’Arquato (PC) con il laboratorio “Mani in Pasta”, preparazione dei celebri tortelli piacentini – con la coda – insieme a Susanna di Batàlabar. Alle 17:00 seguirà una visita guidata del castello, unendo gusto e cultura in un’esperienza completa.

Sempre al Castello e Borgo di Rivalta, il breakfast nobiliareColazione al Bistrot nel Borgo & Tour del Castello” offre la possibilità di iniziare la giornata tra storia e sapori locali, mentre il Castello di Contignaco (PR) propone una Caccia al Tesoro dantesca: un percorso tra favole antiche e elementi ispirati alla Divina Commedia, con due turni giornalieri per adulti e bambini.

Al Castello di Roccabianca (PR), tra visite guidate e dimostrazioni della Distilleria Faled, sarà possibile scoprire segreti della produzione di grappe e liquori. Per chi cerca atmosfere notturne, il Castello di Torrechiara (PR) offre “Aperitivi Stellati”, un’apericena con osservazione astronomica sotto Saturno e la Luna.

Non mancano proposte per gli appassionati di mistero: la Rocca di Riolo (RA) propone “Occhio al Fantasma”, una visita al buio con caccia al tesoro, mentre alla Rocca Malatestiana di Verucchio (Rn) si terrà una visita tematica sulle vite di Sigismondo Pandolfo Malatesta e Federico da Montefeltro tra intrighi e leggende.

Il Mercatino dell’Antiquariato attorno alla Rocca Sanvitale di Fontanellato (PR) e la mostra “Pitture Sospese” alla Delizia Estense del Verginese (FE) completano l’offerta artistica del weekend.

Eventi nel weekend 25-26 ottobre

Il secondo weekend si conferma un’occasione imperdibile per vivere esperienze tra arte, cucina e mistero. Sabato 25, la Rocca dei Rossi di San Secondo (PR) ospita “Arte e Suggestioni in Rocca”, una visita spettacolo notturna con personaggi in costumi rinascimentali della Corte dei Rossi.

Domenica 26, al Castello di Rivalta (PC) si terrà una Cooking Class dedicata alle tagliatelle fatte in casa con la cuoca Ornella Malvicini, mentre l’Antica Corte Pallavicina (PR) celebra la tradizione norcina italiana con degustazioni, cooking show e incontri nell’ambito di “Salumi da Re – Raduno Nazionale dei Norcini”.

Per gli amanti del mistero, la Rocca Malatestiana di Verucchio (RN) propone “Rocca Noir – Visita a lume di candela”, un percorso tra passaggi segreti, leggende della famiglia Malatesta e storie del borgo.

Infine, Villa Mensa di Copparo (FE) apre le porte per visite guidate all’imbrunire, dove luce e ombra si intrecciano tra racconti storici e leggende a lume di candela.

"Oh Che Bel Castello!": l'iniziativa di Ottobre in Emilia-Romagna
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Rocca Malatestiana, Verucchio (RN)

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