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PSA, Beduschi: migliaia di controlli e massima attenzione

L’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, ha fatto il punto sulla situazione relativa alla Peste Suina Africana (PSA) in Lombardia nel corso di un’audizione che si è tenuta mercoledì 9 luglio 2025 in Consiglio regionale in Commissione Agricoltura ribadendo la massima attenzione al tema.

PSA in Lombardia assente da ottobre 2024, ma attenzione resta massima

Alessandro BeduschiL’assessore ha ricordato come la PSA sia assente dagli allevamenti suinicoli lombardi dall’ottobre del 2024. “Nel 2024 – ha spiegato Beduschi – la Regione ha affrontato l’emergenza con tempestività e in linea con le normative nazionali ed europee. Un risultato importante, frutto della responsabilità degli allevatori, dell’applicazione rigorosa delle misure di biosicurezza e della campagna di contenimento del cinghiale selvatico”.

Un successo che non consente però alcun rilassamento. “Siamo nel pieno della stagione agricola – ha aggiunto – e il rischio di diffusione resta elevato per via dell’intensificarsi dei movimenti nei campi, dove il virus può essere veicolato dalle carcasse infette di cinghiale”.

Nel 2025 effettuati dalla Regione oltre 430 controlli e 8.000 analisi

Nel 2025 la Regione ha già effettuato oltre 430 controlli in allevamento e circa 8.000 analisi di laboratorio. Sul fronte del contenimento del cinghiale, vettore del virus, sono stati eseguiti oltre 6.300 abbattimenti, è stata rafforzata l’attività di ricerca tempestiva delle carcasse con cani molecolari, e sono stati chiusi più di 160 varchi autostradali per limitare la mobilità. Secondo uno studio aggiornato sulla densità, queste azioni hanno prodotto una riduzione significativa della popolazione di cinghiali, in particolare nelle aree più sensibili come l’Oltrepò Pavese, la provincia di Lodi e il Parco del Ticino.

Verso nuova ordinanza applicativa

Beduschi ha quindi evidenziato i risultati del nuovo Piano strategico nazionale di eradicazione e controllo della PSA nel cluster del Nord-Ovest voluto dal Commissario Giovanni Filippini, che ha segnato il passaggio da una gestione emergenziale a una strategia strutturata, multilivello e continuativa. “A breve – ha annunciato – sarà pubblicata una nuova ordinanza applicativa che renderà obbligatorie per tutte le Regioni le misure del Piano”.

Il capitolo indennizzi

Un passaggio specifico è stato dedicato anche al capitolo indennizzi: 25,3 milioni di euro sono stati erogati da Regione Lombardia nel 2024 per compensare i danni diretti agli allevamenti colpiti (di cui 18,4 milioni nella provincia di Pavia e 6,9 nelle province di Milano e Lodi). “Parliamo di procedure ora chiuse – ha spiegato Beduschi – in quanto non si sono più verificati focolai negli allevamenti domestici”.

Le restrizioni sanitarie europee

Ben più rilevante è l’impatto economico delle restrizioni sanitarie imposte dall’Europa nelle zone soggette a vincoli. Per queste, con fondi statali, la Regione destinerà, in totale, 27,7 milioni di euro a ristoro dei cosiddetti danni indiretti, dei quali 8,5 già liquidati, con il restante che lo sarà progressivamente entro la fine dell’estate. A questo importo si aggiungeranno ora ulteriori 10 milioni di euro previsti da un nuovo decreto del MASAF, pubblicato martedì 8 luglio 2025.

Beduschi: PSA minaccia concreta

“La PSA – ha concluso Beduschi – è una minaccia concreta per un comparto strategico come quello suinicolo. Abbiamo saputo rispondere con fermezza e concretezza, ma il virus è ancora in circolazione. Serve che tutti continuino a fare la propria parte, istituzioni e operatori, per tutelare un patrimonio economico, sociale e produttivo fondamentale per la Lombardia”.

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Agricoltura. Beduschi a Bruxelles: alt decisioni dall’alto, Regioni contino

L’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste di Regione Lombarda, Alessandro Beduschi, ha partecipato a Bruxelles all’audizione del Comitato delle Regioni, in cui si è discusso del futuro della PAC-Politica Agricola Comunitaria.

“Un incontro – commenta Beduschi – nel quale è emersa con forza la necessità di tornare a far pesare le regioni nei processi decisionali. Troppe sono le differenze tra le agricolture dei territori perché tutto si decida in Europa, con evidenti storture burocratiche e imposizioni calate dall’alto senza condivisione, che sembrano fatte apposta per penalizzare sistemi competitivi come quello lombardo”.

Beduschi a Bruxelles al Comitato delle Regioni

riunione

Nel corso dell’audizione, l’assessore Beduschi ha consegnato al presidente della Commissione Agricoltura, Norbert Lins, un documento con i dossier ritenuti più urgenti per l’agricoltura lombarda.

“Contestiamo duramente – ribadisce l’assessore Beduschi – soprattutto due provvedimenti della nuova PAC, la cosiddetta condizionalità rafforzata, che consideriamo un colpo al cuore per la Lombardia. La misura BCAA 7, con l’obbligo alla rotazione dei seminativi, obbligherebbe la coltivazione del mais in Pianura Padana solo ad anni alterni. In questo modo si colpiscono al cuore le più importanti produzioni DOP italiane. Come Grano Padano, Parmigiano Reggiano, Prosciutto San Daniele e di Parma che proprio in Lombardia hanno il loro distretto zootecnico più importante”.

Norma incomprensibile

Beduschi

“Una norma – prosegue Beduschi – che riteniamo assolutamente incomprensibile anche dal punto di vista ambientale. Questo perché costringerebbe i nostri allevamenti a importare mangimi dall’estero invece di utilizzare il loro mais. Abbiamo proposto alternative credibili sia dal punto di vista agronomico che ambientale. Come, a esempio, l’utilizzo delle cosiddette cover crops e colture da sovescio che portano indubbi benefici al terreno senza costringere a bloccare la semina annuale di mais e grano. Inoltre, crediamo che alla scienza non si possa rispondere con la filosofia”.

Nel mirino anche la misura BCAA 8

Nel dossier lombardo, si contesta duramente anche la misura BCAA 8, che obbliga gli agricoltori a mantenere non produttiva una percentuale di almeno il 4% della superficie agricola aziendale.

“Un’altra follia – dice Beduschi – che in Lombardia costerebbe 26 milioni di euro all’anno di mancati ricavi. E che chiediamo sia, se non del tutto annullata, almeno dimezzata”.

“La sensazione – conclude Beduschi – è che sempre più Paesi, come la Spagna, la Polonia e in parte anche la Germania, condividano la necessità di cambiare rotta. Le regioni e gli agricoltori devono poter essere padroni del loro destino e non possono andare in Europa solo per difendersi”.

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