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A Trento riunione Arge Alp: tra i temi Olimpiadi e politiche coesione

Le Olimpiadi come occasione per promuovere la pace tra i popoli e il ruolo chiave dei territori nelle politiche di coesione sono stati i temi al centro di due dichiarazioni congiunte approvate, a Trento, nel corso della 56ª Conferenza dei Capi di Governo Arge Alp, la Comunità di lavoro che riunisce le regioni dell’arco alpino di Germania, Austria, Italia e Svizzera. All’incontro ha partecipato il sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia con delega alle Relazioni internazionali ed Europee, Raffaele Cattaneo.

Olimpiadi e politiche di coesione al centro di riunione Arge Alp: Giochi come occasione di pace

il sottosegretario Cattaneo partecipa a Trento a riunione Arge Alp dove si è parlato di olimpiadi e politiche di coesione

Nello specifico, in merito al testo sulle Olimpiadi, Cattaneo ha sottolineato l’importanza di sfruttare questo evento come un momento di confronto per favorire il dialogo e promuovere solidarietà e rispetto. “Con questa dichiarazione congiunta – ha spiegato – la Conferenza dei Capi di Governo Arge Alp ha manifestato il proprio sostegno unanime alle Olimpiadi. I membri della Comunità hanno voluto lanciare un segnale forte promuovendo la tregua olimpica, nella consapevolezza che le Olimpiadi rappresentano da sempre un’occasione di dialogo e di costruzione della pace.

“Il messaggio – ha aggiunto – sostiene inoltre la cooperazione transfrontaliera, di cui l’arco alpino è un esempio virtuoso, e promuove i valori olimpici di rispetto, unità e amicizia tra le comunità. Auspichiamo così che Olimpiadi e Paralimpiadi siano non solo una vetrina per lo sport, ma anche una manifestazione di solidarietà e pace”.

Cattaneo: politiche di coesione diano voce ai territori

Per quanto riguarda, invece, la dichiarazione congiunta sul futuro delle politiche di coesione, il sottosegretario si è detto contrario alla riduzione delle risorse e alla centralizzazione della loro gestione. “Come Regione Lombardia – ha affermato – chiediamo che la voce dei territori alpini venga pienamente ascoltata. E’ inoltre fondamentale che la proposta relativa al prossimo bilancio europeo 2028-2034 sia rivista secondo un’autentica prospettiva sussidiaria. Il tutto con l’obiettivo di destinare risorse adeguate alle politiche di coesione e di mantenere la gestione a livello territoriale”.

Riunione Arge Alp: da olimpiadi e politiche di coesione a gestione dei grandi carnivori

Nel corso della conferenza, Cattaneo ha espresso, inoltre, a nome della Regione Lombardia, parere favorevole anche su altre due risoluzioni. La prima è relativa al monitoraggio e alla gestione coordinata dei grandi carnivori nelle aree alpine. La seconda è invece dedicata ai giovani residenti nei Comuni di montagna. “La collaborazione tra le regioni alpine nel monitoraggio e nella gestione dei grandi carnivori – ha detto Cattaneo – è fondamentale. In questo modo si garantisce la sicurezza delle persone e tutelare l’agricoltura e la zootecnia di montagna in un equilibrio tra uomo e natura. Per contrastare lo spopolamento delle aree alpine, inoltre, servono politiche abitative mirate. A queste misure deve aggiungersi un rafforzamento dei servizi essenziali, a partire dai trasporti, sempre con un’attenzione particolare alla sostenibilità ambientale”.

Progetto su valorizzazione lane alpine

La Lombardia ha infine presentato il progetto ‘Sapere e lane transumanti. Reti e buone pratiche per la salvaguardia del living heritage delle regioni alpine’. L’iniziativa ha come obiettivo mettere in connessione giovani pastori, allevatori e innovatori della filiera delle lane alpine. L’iniziativa punta a preservare e trasmettere un patrimonio di conoscenze e tradizioni artigianali, anche attraverso una ‘textile summer school’, un percorso formativo dedicato alla condivisione delle pratiche custodite dagli artigiani delle comunità Arge Alp in tema di tessitura e filatura.

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Fondi coesione, Guidesi: la gestione rimanga in capo alle Regioni

“I fondi europei di coesione e sviluppo, che rappresentano la stragrande maggioranza delle risorse a disposizione per le politiche regionali a supporto delle imprese, devono rimanere in capo alle Regioni. Se questo non dovesse più avvenire si rischia di rallentare o addirittura bloccare la competitività dei nostri territori che significa frenare l’economia del Paese”. Lo ha detto l’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi, a margine del nuovo appuntamento della Cabina Economica del Nord-Ovest avvenuto nella giornata del 10 ottobre 2025 a Genova.

Fondi di coesione alle Regioni, il messaggio della Lombardia a Bruxelles

In foto l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, commenta la decisioni di Bruxelles sui fondi europei destinati alle Regioni“Stiamo assistendo – ha proseguito Guidesi – a una discussione malsana; se dovesse concretizzarsi quanto si sta proponendo con insistenza a Bruxelles e quindi un cambio di governance delle risorse, si rischierebbe seriamente di compromettere la competitività delle imprese e dei nostri territori. Non possiamo permetterci di svilire il ruolo delle Regioni che, come la Lombardia, oggi trainano il Paese”.

L’assessore sottolinea anche l’importanza dei tempi e della capacità di azione: “Serve celerità. I territori vogliono continuare a fare la propria parte, vogliamo renderci utili alle nostre imprese con strumenti efficaci così da permettere alle stesse di raggiungere i loro obiettivi nel minor tempo possibile. Ma se i processi restano ostaggio della burocrazia o di logiche centralistiche, allora il sistema lombardo nel suo complesso non potrà più essere motore dello sviluppo, e il Paese subirà danni strutturali”.

Infine, un richiamo alla concretezza: “I nostri sistemi ed ecosistemi territoriali – ha concluso Guidesi – funzionano quando vengono messi in condizione di agire con rapidità. Con i tempi di Roma non saremo competitivi. Abbiamo bisogno di strumenti chiari, risorse certe e una governance che resti in capo ai territori. Solo così potremo continuare a garantire che la Lombardia continuo ad essere locomotiva”.

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Fondi di coesione, Guidesi: un incubo centralizzare la gestione a Roma

“Diminuendo e centralizzando i fondi europei di coesione sarebbe impossibile strutturare e finanziare gli strumenti di sostegno alle imprese messi in campo da Regione Lombardia. È un incubo pensare che sia Roma a doversene occupare. Servono tempi di azione ‘lombardi’ per rispondere con efficacia alle esigenze delle nostre aziende”. Lo ha detto l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, a margine della presentazione del nuovo pacchetto di misure regionali a supporto del tessuto imprenditoriale.

No a svilimento ruolo Regioni

“L’Europa – ha proseguito Guidesi – non deve svilire il ruolo delle regioni, impedendo di fatto alla Lombardia di costruire politiche economiche adatte a un territorio che spinge sull’innovazione e anticipa i tempi. Come Lombardia, insieme ad altre regioni europee virtuose, siamo impegnati in una battaglia politica cruciale: dobbiamo scongiurare che si concretizzi il programma di bilancio pluriennale proposto dal presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen”.

Lombardia locomotiva del Paese

“Se tolgono risorse alle Regioni produttive – ha sottolineato Guidesi – queste non potranno più contribuire al prodotto interno lordo europeo. Il danno dal punto di vista economico sarebbe molto elevato per l’intero Continente e anzitutto per l’Italia, perché vorrebbe dire frenare la Lombardia ovvero la locomotiva del Paese”.

La voce del ‘sistema lombardo’

L’assessore ha ricordato come sul tema dei fondi di coesione si sia mobilitato il ‘sistema lombardo’ nel suo complesso, dai rappresentanti istituzionali alle associazioni di categoria fino ai principali attori dell’economia e del mondo delle imprese, riuniti la scorsa settimana a Bruxelles dal governatore Attilio Fontana proprio per far sentire la voce della Lombardia nelle istituzioni comunitarie. “Le interlocuzioni vanno avanti con i membri della Commissione Europea e con il Governo italiano – ha concluso Guidesi – ma ho la sensazione che, al di là di timide smentite informali, questo progetto nefasto stia procedendo speditamente. Ma la Lombardia non resterà in silenzio e continuerà a rivendicare le proprie istanze a tutela di imprese e cittadini”.

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Fontana a Bruxelles: no a ruolo marginale Regioni, lombardizzare Paese

“No alla centralizzazione dei fondi di coesione Ue, no al taglio delle risorse per i territori, no alla marginalizzazione del ruolo delle Regioni, no alla burocrazia insensata e alle scelte ideologiche che danneggiano l’economia. Da Bruxelles la Lombardia attende tutt’altro, perché vuole continuare a correre ed essere sempre più protagonista nel panorama internazionale”. Dalla capitale belga il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, lancia l’allarme sul futuro della Ue chiedendo alla Commissione Europea un netto cambio di passo rispetto a quanto prospettato con il bilancio pluriennale 2028-2034, che prevede una riduzione dei contributi per le politiche di coesione e le politiche agricole, oltre all’accentramento a livello nazionale della gestione dei fondi.

 

A Bruxelles convegno su Lombardia, Ue e sfida della competitività

Nella sede del Comitato Europeo delle Regioni a Bruxelles, nell’ambito del convegno ‘Lombardia, Europa: vincere la sfida della competitività’, il presidente Fontana ha chiamato a raccolta una platea composta da numerosi europarlamentari e dai principali attori lombardi dell’economia e dell’impresa, giunti a Bruxelles con la delegazione regionale. “È il sistema lombardo che preme sulle istituzioni europee”, ha detto il governatore della Lombardia sferzando l’esecutivo europeo su diversi temi cruciali, a cominciare dal paventato ridimensionamento delle Regioni.

Fontana: togliere a Regioni gestione dei fondi è contro ogni logica

Fontana a Bruxelles per evento UE su sfida competivitità della Lombardia

“Togliere alle Regioni la gestione dei fondi – ha evidenziato Fontana – va contro ogni logica di buonsenso  e penalizza soprattutto sistemi virtuosi come quello lombardo. Regione Lombardia è più efficiente dello Stato italiano e accentrare a Roma la negoziazione e la programmazione delle risorse significherebbe restare invischiati nel pantano e nelle lentezze tipiche del centralismo. La Lombardia ha dimostrato di gestire con efficacia i fondi Ue: l’Europa dovrebbe premiare i territori più meritevoli, e anzi sarebbe opportuno che le risorse comunitarie non spese vengano redistribuite alle Regioni che sanno investire a beneficio dei cittadini”.

Senza fondi di coesione salta modello lombardo

La nuova proposta della Commissione Europea prevede che le politiche di coesione e quelle agricole (PAC) incidano su circa la metà del totale delle risorse disponibili, mentre nella precedente programmazione incidevano sui 2/3 del bilancio europeo. “Il modello lombardo – ha proseguito Fontana – primeggia in Italia e in Europa anche grazie alla nostra capacità di trasformare i fondi europei in progetti concreti negli ambiti della formazione, della politica industriale o del sostegno all’agricoltura. Senza i fondi di coesione salterebbe il modello lombardo e questo non conviene a nessuno, né all’Europa né al Governo centrale, al quale ogni anno cediamo 56 miliardi di euro di residuo fiscale, ovvero risorse che dalla Lombardia prendono la strada di Roma senza alcun ritorno in termini di servizi e investimenti per il nostro territorio”.

Fontana: ‘lombardizzare’ il Paese per diffondere buone pratiche

Fontana ha riaffermato il protagonismo della Lombardia sugli scenari globali. “Siamo la prima Regione manifatturiera d’Europa – ha sottolineato il governatore – e motore economico del Continente. Occorre agevolare e non ostacolare la competitività che siamo in grado di esprimere. Il nostro ‘sistema lombardo’ nel suo complesso, con il lavoro di squadra tra istituzioni, mondo del lavoro e associazioni di categoria, è unico. ‘Lombardizzare’ il resto del Paese sarebbe auspicabile. Questo significherebbe, infatti, estendere a tutti le buone pratiche attuate in Lombardia, la capacità di mettere a terra gli investimenti, di fare rete con tutti i soggetti, di trovare soluzioni rapide ed efficaci, di innovare e progettare il futuro”.
“Per correre però – ha aggiunto il governatore – allentare la morsa della burocrazia è sempre più necessario. Allo stesso modo è fondamentale che l’Ue corregga gli errori commessi in tema di green deal. Serve pragmatismo, direi pragmatismo lombardo, e non ideologismo”.

Su automotive da Ue solo scelte ideologiche

Il riferimento del governatore è alle politiche industriali messe in campo dalla Commissione Ue.  “Il caso dell’automotive è emblematico – ha aggiunto Fontana – e racconta di un settore sostanzialmente distrutto da scelte ideologiche folli. La Lombardia è stata la prima a lanciare l’allarme con l’assessore Guidesi. Ora occorre correggere la rotta e lavorare alle politiche ambientali con un sano gradualismo, rispettando principi di sostenibilità economica e sociale”.

Cattaneo: Lombardia chiede pragmatismo a Bruxelles per vincere sfida competitività

Fontana a Bruxelles per evento UE su sfida competitività della Lombardia

Il sottosegretario alla presidenza con delega alle Relazioni internazionali ed Europee, Raffaele Cattaneo è stato invece protagonista del primo panel della giornata.  “Di fronte al nuovo scenario geopolitico – ha sottolineato – l’Europa deve riaffermare il proprio ruolo di protagonista, sia sul piano economico sia nella promozione della pace. Per raggiungere questo obiettivo occorre superare gli eccessi ideologici del passato e adottare politiche pragmatiche a sostegno della competitività. Al tempo stesso, l’Unione deve riscoprire il principio fondante di un’Europa costruita dal basso. Un’Europa in grado di valorizzare le diversità senza ricorrere a soluzioni burocratiche imposte dall’alto. In linea con il motto ‘Unita nella diversità’, è essenziale riconoscere e promuovere le specificità di ogni territorio”.

Cirio (governatore Piemonte): Regioni devono far sentire la loro voce

Ai lavori ha partecipato anche Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte e presidente della Commissione Econ del Comitato Europeo delle Regioni. “La Lombardia – ha affermato – potrebbe dare lezioni a qualche istituzione europea su come si investe in competitività, tecnologia e innovazione. È paradossale che la Commissione Europea voglia toccare proprio ciò che funziona, ovvero le politiche di coesione. La riduzione delle risorse per i fondi di coesione è motivo di forte preoccupazione. E’ un errore pensare che centralizzare significhi semplificare, quando spesso è vero il contrario, non solo in Europa ma anche in Italia. Abbiamo la necessità di far sentire coralmente la nostra voce. Affondare l’Europa delle Regioni significa mettere a rischio la credibilità stessa dell’Unione”.

I presenti all’evento a Bruxelles su Lombardia, Ue e sfida della competitività

L’evento a Bruxelles ha visto la partecipazione anche del vicepresidente di Regione Lombardia e assessore al Bilancio, Marco Alparone, e degli assessori regionali Alessandro Beduschi (Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste), Paolo Franco (Casa e Housing sociale), Guido Guidesi (Sviluppo economico). Presenti anche Giorgio Maione (Ambiente e Clima), Massimo Sertori (Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo risorsa idrica), Simona Tironi (Istruzione, Formazione e Lavoro), Gianluca Comazzi (Territorio e Sistemi verdi – in videocollegamento). I membri della Giunta hanno partecipato a momenti di confronto sui temi di competenza con stakeholder e rappresentanti delle istituzioni europee.

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Bilancio pluriennale UE 2028-2034, Cattaneo: penalizza le Regioni 

Perplessità sulla bozza di Bilancio Pluriennale Ue 2028-2034 è stata espressa da Raffaele Cattaneo, Sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia con delega alle Relazioni Internazionali ed Europee. Il testo accorpa infatti i fondi della Coesione e dell’agricoltura in un unico piano nazionale-regionale e comporta, nei fatti, una perdita del ruolo propositivo delle Regioni.

Bilancio UE 2028-2034, Cattaneo: si va nella direzione sbagliata

 

Sottosegretario Raffaele Cattaneo, qui ritratto, in una foto di repertorio a un convegno, commenta bilancio Ue 2028 2034

“La proposta della Commissione Europea sul Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034 – sostiene – va nella direzione sbagliata. Il testo ricentralizza le risorse e indebolisce il ruolo delle Regioni e degli enti locali. Un’Europa che si chiude a Bruxelles, invece di dialogare con i territori, non è l’Europa di cui abbiamo bisogno”.

“Nonostante molti aspetti della proposta siano ancora poco chiari – prosegue Cattaneo – emergono già elementi preoccupanti. I fondi per le politiche di coesione passerebbero da oltre il 30% al 22% (circa 450 miliardi), mentre quelli per la PAC scenderebbero anch’essi da circa il 30% al 15% (circa 300 miliardi), su un bilancio complessivo di circa 2.000 miliardi”.

Riduzione dei fondi europei

“Per la Lombardia – sottolinea – questo potrebbe tradursi in una riduzione significativa dei fondi europei. Rispetto agli attuali 3,5 miliardi di euro, potremmo infatti perdere fino a un miliardo nel prossimo ciclo 2028-2034. Un colpo duro agli investimenti per lo sviluppo, la competitività e la coesione sociale sul nostro territorio.”

Accorpamento fondi di coesione e dell’agricoltura

Particolarmente critica anche la decisione di accorpare i fondi della coesione e dell’agricoltura in un unico piano nazionale-regionale.  “Questo significa – ha detto – accentrare le decisioni a livello statale. È una scelta che contrasta apertamente con le battaglie che le Regioni hanno condotto in questi anni e che, purtroppo, questa proposta dimostra di ignorare”.

Richiesta di modifiche al Bilancio UE 2028-2034

“Il documento presentato sembra aver scontentato tutti. Il negoziato che si apre ora durerà circa due anni. Come Regione Lombardia, insieme alle altre Regioni, ci faremo sentire per chiedere modifiche sostanziali. Questa proposta, così com’è, non può essere accettata”.

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‘Patto per lo Sviluppo’, dalla Lombardia un documento al Governo

“Il Governo promuova presso le Istituzioni europee una posizione sulla futura Politica di Coesione che ribadisca la centralità delle Regioni e del sistema delle Autonomie locali quali soggetti primari nella sua programmazione ed attuazione, congiuntamente al ruolo sussidiario degli attori del mondo imprenditoriale, del lavoro e dell’economia sociale”.

‘Patto per lo Sviluppo’, dalla Lombardia un documento al Governo

A chiederlo formalmente, sottoscrivendo un documento congiunto, sono Regione Lombardia, le Parti Sociali e gli altri soggetti del partenariato economico-sociale lombardo che compongono il ‘Patto per lo Sviluppo’. Il testo è stato indirizzato al Ministero per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione.

Fontana: confermata unità di intenti

patto sviluppo documento governo

“Anche attraverso importanti azioni come queste – commenta il presidente Attilio Fontana – la Lombardia conferma compattezza e unità di intenti. L’obiettivo è continuare ad affermare il valore e la forza di una regione che con determinazione vuole mantenere il proprio ruolo strategico non solo a livello nazionale, ma anche su scala internazionale”.

Tornare a un’Europa delle Regioni

“Senza territori – si legge nel documento – non c’è coesione. È necessario tornare all’idea originaria di una Europa delle Regioni, dei territori e delle sue comunità, in una logica sussidiaria”. Il testo individua inoltre nelle “politiche e nei programmi di finanziamento dell’Unione Europea un supporto indispensabile per lo sviluppo presente e futuro del territorio lombardo”.

Puntare su governance multilivello

Nel documento, indirizzato alla presidente del Consiglio dei Ministri e al ministro per gli Affari Europei, il Pnrr e le Politiche di Coesione, tutte le parti interessate evidenziano quanto “sia fondamentale che, in una logica di governance multilivello, le politiche e i programmi dell’Unione Europea,  ‘in primis’ la Politica di Coesione, che da sola vale un terzo del budget europeo – le Regioni e il sistema delle Autonomie locali continuino ad avere un ruolo di interlocutori primari, in quanto più vicini ai territori e alle comunità”.

Promuovere azioni coordinate

Tutto ciò con l’impegno comune dei sottoscriventi di “promuovere e svolgere azioni coordinate e unitarie con le altre regioni italiane ed europee. Nello specifico, l’obiettivo è dare più voce ai propri territori, cittadini e operatori economici e sociali presso le Istituzioni europee. Il tutto promuovendone istanze e interessi e per accrescere il peso delle Regioni”.

I firmatari del documento inviato dal Patto per lo Sviluppo al Governo

Questi i firmatari del documento: Regione Lombardia, Anci Lombardia, Unione Province Lombarde, Cal, Cgil Lombardia, Cisl Lombardia, Uil Lombardia, Ugl Lombardia, Unioncamere Lombardia, Confindustria Lombardia, Confcommercio Lombardia, Confesercenti Lombardia. E ancora Confimi Industria Lombardia, Confprofessioni Lombardia, Confartigianato Lombardia, Cna Lombardia, Casartigiani Lombardia, Claai Lombardia, Federdistribuzione Lombardia. A questi soggetti si aggiungono Assolavoro Lombardia, Cida Lombardia, Forum Terzo Settore Lombardia, Cdo, Alleanza delle Cooperative Lombarde. Completano la lista  Confapi Lombardia, Acai, Coldiretti Lombardia, Confagricoltura Lombardia, Copagri Lombardia.

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Ambiente, Maione: gestione diretta dei fondi UE alle Regioni

“La transizione ecologica non può essere gestita con strumenti centralistici. Le Regioni devono proseguire la gestione diretta dei fondi Ue per l’ambiente, in particolare a quelli di coesione. Solo così possiamo rispondere in modo efficace ai bisogni reali di cittadini e imprese”.  Lo ha dichiarato Giorgio Maione, assessore all’Ambiente e Clima di Regione Lombardia e vicepresidente per l’Europa della rete internazionale Regions4, in apertura dell’Assemblea Generale 2025.

Maione ha ribadito che “l’accentramento dei fondi di coesione è un rischio reale. Per questo – ha sottolineato – è necessario riaffermare il principio di sussidiarietà: le Regioni devono poter decidere come usare le risorse nei propri territori”.

Regioni fondamentali per gestione diretta dei fondi Ue per l’ambiente

L'assessore regionale all’Ambiente e Clima, Giorgio Maione, ha sollecitato la gestione diretta dei fondi UE per l'ambiente alle RegioniMaione ha anche rimarcato l’importanza cruciale della finanza sostenibile come leva decisiva per il futuro. “Una governance regionale forte e credibile – ha evidenziato – migliora l’accesso ai capitali, sia europei che internazionali. L’autonomia territoriale è fondamentale anche in questo ambito”.

L’assessore ha perciò sollecitato un maggiore riconoscimento politico per le Regioni nel sistema internazionale e delle Cop, ritenendolo cruciale per valorizzare pienamente il potenziale di tali risorse.

Coinvolgere il mondo produttivo nelle strategie

L’esponente della Giunta regionale ha infine rilanciato la proposta di coinvolgere attivamente il mondo produttivo nella definizione delle strategie di transizione, chiudendo con un appello alla cooperazione: “Solo con una visione condivisa e territoriale possiamo affrontare le sfide della sostenibilità“.

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A Mind incontro tra Maione e il commissario europeo Serafin

L’assessore all’Ambiente e Clima della Regione Lombardia, Giorgio Maione, ha incontrato, nella mattinata di venerdì 28 marzo al Mind di Milano, il commissario europeo per il bilancio, la lotta antifrode e la pubblica amministrazione, Piotr Serafin, ribadendo la preoccupazione della Regione sull’ipotesi di una gestione centralizzata dei fondi europei.

Mind, Maione a commissione Serafin: mantenere principio di sussidiarietà

mind commissario serafin“La Lombardia – ha sottolineato l’assessore – è modello virtuoso di gestione e di investimenti sul territorio. Impegniamo tutte le risorse europee e raggiungiamo ogni obiettivo. Per i lombardi sarebbe incomprensibile la scelta dell’Unione Europea di penalizzare tutti solo perché qualche altra Regione non ha le stesse capacità”.

“Per noi – ha aggiunto Maione – è necessario mantenere il principio di sussidiarietà e il coinvolgimento diretto delle Regioni nella governance multilivello. Ringrazio il commissario Serafin per la disponibilità al dialogo e per la visita”.

La visita alla startup Ephos

L’assessore e il commissario europeo hanno poi visitato gli spazi di Ephos, startup italiana che progetta chip fotonici basati sul vetro usati nel calcolo quantistico, nelle soluzioni di comunicazione e nella sensoristica.

Lombardia motore europeo di innovazione

“La Lombardia – ha concluso – è il motore europeo dell’innovazione e della ricerca. Questi strumenti consentiranno un risparmio energetico notevole anche nella gestione dei data center”.

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Bruxelles, Cattaneo: Regioni siano centrali in politiche di coesione di UE

L’importanza di valorizzare il ruolo chiave delle Regioni nelle politiche di coesione dell’UE è stata ribadita dal sottosegretario alla Presidenza della Regione Lombardia con delega alle Relazioni Internazionali ed Europee, Raffaele Cattaneo, intervenuto all’evento ‘Power Regions of Europe: Shaping our Future’. Attualmente la Lombardia ha la Presidenza dei 4 Motori d’Europa.

Il momento di dialogo e di lavoro è stato organizzato dalla Baviera per promuovere una moderna politica di coesione post-2028. Vi hanno preso parte rappresentanti di importanti Regioni europee come Île-de-France, Bassa Austria e Fiandre (Belgio). Il lavoro si è concentrato sul futuro delle politiche di coesione e sulle opportunità legate alla prossima Legislatura UE.

Cattaneo: politiche UE mettano al centro le regioni

“Nell’attuale contesto geopolitico globale, complesso e drammatico – ha dichiarato il sottosegretario Cattaneo – è fondamentale che l’Europa diventi più forte e coesa. Questo rafforzamento non può prescindere dal tornare a essere un’Europa dei popoli e delle regioni, non solo degli Stati membri”.

Politiche di coesione

Nel corso dell’evento si è ribadita la dichiarazione d’intenti sulle politiche di coesione 2028+, avviata con la lettera congiunta delle Regioni europee del 31 maggio 2024. Sottolineato il ruolo cruciale delle Regioni. Sono realtà che rappresentano una parte significativa del potere economico e innovativo dell’Unione, essenziale per garantire un’Europa prospera, unita e libera in un contesto geopolitico complesso.

Il commento sulla nomina in UE di Raffaele Fitto

“Auguro buon lavoro a Raffaele Fitto – ha aggiunto Cattaneo – come vicepresidente esecutivo e commissario alle Politiche Regionali nella nuova Commissione Europea. Sono certo che saprà difendere le politiche di coesione, incrementare le risorse loro destinate e, soprattutto, confermarne la programmazione e gestione in capo alle Regioni e ai territori. E farlo contro ogni rischio di deriva centralista. L’ipotizzata centralizzazione su 27 programmi nazionali è contro il principio di sussidiarietà e non è semplificazione, ma centralismo”.

Lombardia virtuosa nella gestione delle risorse UE

La Lombardia, che attualmente ricopre la presidenza dei 4 Motori d’Europa, ha dimostrato negli anni la capacità di valorizzare in modo efficace le risorse europee. Nel ciclo di programmazione 2014-2020, Regione Lombardia ha gestito circa 2 miliardi di euro provenienti dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e dal Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+), ottenendo risultati significativi.

I risultati raggiunti

Tra questi, la creazione di nuove opportunità di lavoro, con misure efficaci contro la disoccupazione e programmi di ricollocazione di successo; il sostegno alle persone più fragili, promuovendo inclusione attiva, accesso ai servizi sociali e conciliazione vita-lavoro e il contrasto all’abbandono scolastico, migliorando l’accesso all’istruzione superiore e favorendo il conseguimento di qualifiche. Di straordinaria importanza anche l’efficace utilizzo dei fondi per la promozione di innovazione e ricerca. Un impiego che avviene attraverso un ecosistema che valorizza la cooperazione tra imprese e centri di ricerca.

Valorizzare le realtà territoriali

“Questi risultati – ha concluso il ha concluso il sottosegretario – dimostrano quanto le politiche di coesione siano vitali per il benessere delle comunità locali. Il futuro dell’Europa dipenderà dalla capacità delle Regioni e degli Enti locali di adattarsi a queste nuove modalità di gestione, senza perdere la centralità del contatto con le realtà territoriali. È qui che la Politica di Coesione può fare la differenza, mantenendo vivo il principio di un’Europa vicina ai cittadini e orientata al loro sviluppo”.

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Ue, Fitto. Fontana: darà la giusta attenzione al sistema delle Regioni

“Congratulazioni e buon lavoro in Ue a Raffaele Fitto. Lo attende – commenta il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana –  una sfida importante. Sono certo che la affronterà con la professionalità e la determinazione che lo hanno sempre contraddistinto nei suoi percorsi istituzionali.

“Sono sicuro  – sottolinea – che, anche in virtù del suo passato di presidente della Regione Puglia, saprà porre la giusta e necessaria attenzione al coinvolgimento del sistema delle Regioni nelle politiche di coesione”.

Ue, Raffaele Fitto nominato vice presidente esecutivo

Raffaele Fitto, all’Unione europea  è  vicepresidente esecutivo con delega alla Coesione e alle Riforme. Lo ha nominato la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen .

In evidenza Foto Ansa 

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Fontana a von der Leyen: Regioni siano decisive su Politiche di coesione

Il governatore della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha inviato, martedì 3 settembre, una lettera al presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, nella quale, dopo essersi congratulato per la conferma alla guida della Commissione europea, pone alla sua attenzione alcune considerazioni e preoccupazioni riguardanti la futura Politica di coesione ‘post 2027’, chiedendo che “venga riconosciuto un ruolo anche alle Regioni e agli altri attori locali nell’ambito del dialogo tra le Istituzioni europee”.

Quindi indirizzata un’altra missiva ai parlamentari europei eletti nel Nord-Ovest per congratularsi con loro ed esprimere la posizione delle Regione Lombardia sempre in materia di Politica di coesione.

Fontana a von der Leyen: Regioni abbiano ruolo decisivo in Politiche di coesione

Attilio FontanaRivolgendosi al presidente von der Leyen, il governatore sottolinea come “da tempo la Commissione europea abbia avviato un dibattito sul tema, istituendo il Gruppo di specialisti di alto livello sul futuro della Politica di coesione”. Quindi Fontana evidenzia che “indubbiamente occorrerà rivedere sia l’impostazione generale, sia l’impianto operativo della futura Politica di coesione per il settennio 2028-2035”. Secondo il presidente della Lombardia “la nuova Politica di coesione non potrà che essere più flessibile, orientata a riforme strutturali e più cogente con i programmi di lavoro della Commissione e del Consiglio europeo. Non dovrà essere però abbandonato il suo approccio territoriale, con un forte orientamento a risultati misurabili e tangibili a livello regionale e locale”.

Politica di coesione per tutte le Regioni

“La Politica di coesione – aggiunge Fontana – dovrà continuare a riguardare tutte le Regioni. La necessaria attenzione alle aree meno sviluppate non deve andare a discapito di quelle più sviluppate. Ovvero quelle spesso maggiormente interessate dalle importanti sfide connesse alla transizione verso un’economia più digitalizzata e climaticamente neutra. Una Politica di coesione – dunque – che dovrà continuare a essere declinata come strumento a livello regionale. Confermandone l’approccio place-based, la gestione concorrente, il partenariato e la governance multilivello a partire dalla sua fase programmatoria, in una prospettiva realmente sussidiaria. Per garantire una reale coerenza delle sue priorità con le caratteristiche dei territori interessati e degli strumenti finanziari a disposizione”.

Unione incrementi stanziamento per la coesione

“Inoltre – conclude Fontana – l’Unione europea dovrà incrementare lo stanziamento per la Politica di coesione all’interno del prossimo quadro finanziario pluriennale. Considerando l’importanza e la difficoltà delle sfide che intende sostenere. E riportando il livello di cofinanziamento nazionale e regionale ai tassi previsti per il ciclo di programmazione 2014-2020. Indubbiamente, anche in linea con l’evoluzione di altre politiche, la Politica di coesione dovrà progressivamente accettare la sfida di un marcato orientamento ai risultati anziché alla mera capacità di spesa e al rispetto dei tempi di realizzazione. Questo però potrà avvenire solo in un quadro di maggiore semplificazione, di stabilità e di certezza regolamentare”.

@foto Ansa

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