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Catania misteriosa e affascinante: le tappe imperdibili nel nuovo romanzo di Cristina Cassar Scalia

Arte, storia e misteri: un mix inebriante per programmare una vacanza, ma anche per scegliere un libro da leggere. Grazie a Le terme dell’indirizzo di Cristina Cassar Scalia facciamo le valigie e partiamo verso un luogo straordinario: Catania. È in questa affascinante città siciliana, infatti, che si svolgono le vicende che vedono protagonista Giovanna “Vanina” Guarrasi, vicequestore della sezione omicidi.

Il libro perfetto da portare con sé in vacanza, tingendola di quel pizzico di giallo perfetto per chi ama i romanzi polizieschi e di quella magia che solo i luoghi raccontati nelle pagine di un romanzo sanno trasmettere.

Catania, cosa vedere nella città di Giovanna “Vanina” Guarrasi

Catania è una città siciliana che ti accoglie a braccia aperte e che ti rimane cucita addosso, con tutte le sue meraviglie, con la sua anima vibrante e tesori tutti da scoprire che stupiscono a ogni passo.

Proprio come accade ai due turisti che aprono il nuovo romanzo di Cristina Cassar Scalia: Le terme dell’indirizzo, pubblicato da Einaudi. I due, infatti, stanno concludendo le ultime tappe del loro tour nella città, ignari della brutta sorpresa che troveranno nel loro peregrinare. Perché sempre di un giallo si tratta, quindi misteri e indagini sono alla base del nuovo libro della fortunata serie, approdata anche sul piccolo schermo.

Ma quali sono i luoghi che vale sicuramente la pena esplorare?

Senza dubbio quelli visitati dalla coppia, come piazza del Duomo, il palazzo dell’Università, gli edifici – religiosi e non – che si incontrano lungo via Etnea, il monastero dei Benedettini e il castello Ursino, proprio citando le primissime pagine della storia.

E una visita della città siciliana – su cui domina imperioso l’Etna – non può che partire proprio dal suo centro storico e da piazza del Duomo, con la sua cattedrale dedicata alla patrona della città, ovvero Sant’Agata. È un vero e proprio mix di stili, che partono dal normanno, passano dal barocco e sfociano nel neoclassico, ed è stata innalzata tra il 1086 e il 1094. Una tappa imperdibile.

E poi sulla piazza si affacciano altri edifici da ammirare come il Palazzo degli Elefanti e il Palazzo del Seminario dei Chierici, dove si trova il municipio, oppure “u Liotru”, simbolo della città, è una statua con un elefante. Così come lo è il mercato della Pescheria che si trova nella medesima zona. Infine, da non perdere sono le Terme Achilliane, che si trovano proprio sotto la piazza.

Catania piazza Duomo
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Catania piazza Duomo: tra le tappe imperdibili

Se ci si dirige lungo via Etnea non solo ci si può dedicare allo shopping, ma anche ammirare il Palazzo dell’Università di Catania, edificato successivamente al terremoto del 1693 e in perfetto stile barocco siciliano, o le tante chiese.

In piazza Dante, poi, si può ammirare il Monastero di San Nicolò tra i più grandi presenti in Europa e con una chiesa realizzata a partire dal 1687. Infine, ma non per importanza, vale la pena raggiungere il castello Ursino che oggi ospita il Museo Civico ed è stato innalzato tra il 1239 e il 1250, in passato è stato anche sede del parlamento siciliano.

Va ricordato che sono otto le città del Val di Noto che sono state iscritte nella lista Unesco dei Patrimoni dell’Umanità per il loro tardo-barocco e tra queste, ovviamente, c’è anche Catania.

Le Terme dell’indirizzo a Catania

Ma il luogo centrale della storia sono le Terme dell’indirizzo, uno dei numerosi complessi termali che custodisce Catania. Queste si trovano nel cuore della città, vicine alla Cattedrale ma anche al suggestivo Castello Ursino. Pare che possano essere fatte risalire alla tarda età imperiale e sono tenute molto bene.

Non solo sono il luogo di Catania che fa da titolo al romanzo di Cristina Cassar Scalia, ma sono anche il fulcro della storia dal momento che è proprio tra le mura di questo luogo antico che viene rinvenuto un cadavere (niente spoiler, accade proprio nelle primissime pagine).

E non c’è nulla di meglio che visitare la città alle pendici dell’Etna, facendosi accompagnare da un libro ambientato tra le sue strade. Pronti a partire con Le terme dell’indirizzo di Cristina Cassar Scalia?

Le terme dell'indirizzo a Catania
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Le terme dell’indirizzo a Catania, luogo importante nel romanzo di Scalia

Rimborso per il bagaglio smarrito, una sentenza cambia tutto per i passeggeri

Il rimborso per il bagaglio smarrito non sarà più un labirinto di documenti, ora ne basterà solo uno: questo è quanto stabilito dalla Corte di Cassazione che ha definito il Pir come una soluzione sufficiente per poter procedere. Ma quali sono i nuovi diritti e la procedura da seguire? Ecco cosa c’è da sapere.

Rimborso bagaglio smarrito, la decisione della Cassazione

Il caso parte da un volo del 2018. Un passeggero aveva acquistato un biglietto Eurowings per la tratta CataniaDüsseldorfCopenhagen. Il bagaglio arrivò tardi. Al banco competente l’uomo compilò regolarmente il Pir, segnalando il problema. Poi aspettò, come si fa.

Ma quando chiese il rimborso per le spese sostenute nel frattempo, la compagnia non volle saperne. E il giudice di pace di Messina gli diede torto: nessun reclamo formale entro 21 giorni, nessun risarcimento.

Il tribunale d’appello ribaltò quella decisione. E la Cassazione, ora, conferma il secondo grado in modo netto.

Il ragionamento della Corte di Cassazione si aggancia a una sentenza della Corte di Giustizia dell’UE del 2025 dove viene chiarito che il Pir è considerato un reclamo formale che soddisfa tutti i requisiti per la richiesta di rimborso dovuto alla perdita, al danno o al ritardo del bagaglio.

Lo scopo del reclamo è informare tempestivamente la compagnia dell’irregolarità, per consentirle le verifiche necessarie. Il Pir fa esattamente questo, nel momento stesso in cui viene compilato. Richiedere un secondo atto formale sarebbe, nella visione della Corte, un formalismo privo di fondamento.

Cosa cambia per i diritti dei passeggeri

Per anni è andata quasi sempre allo stesso modo. Bagaglio in ritardo o danneggiato, modulo Pir compilato in aeroporto e poi settimane di attesa. Quando arrivava la richiesta di rimborso, molte compagnie rispondevano appellandosi alla Convenzione di Montreal: quel modulo, dicevano, non bastava. Serviva anche un reclamo scritto entro 21 giorni dalla riconsegna della valigia.

Chi non lo sapeva, e succedeva spesso, restava senza risarcimento.

Ora qualcosa cambia. Con la nuova ordinanza 8684 del 2026 la Cassazione ha stabilito che il Pir compilato in aeroporto è sufficiente a far valere i propri diritti. Non serve un secondo reclamo formale. Il modulo può essere presentato anche prima che il bagaglio venga riconsegnato, purché entro i 21 giorni successivi alla sua messa a disposizione.

Non è l’unica novità. In un’altra recente decisione, la Corte ha anche alleggerito il peso della prova per i passeggeri nei casi di smarrimento definitivo. Non sarà più necessario ricostruire nel dettaglio tutto il contenuto della valigia o conservare ogni scontrino degli acquisti fatti dopo il disservizio.

Le voci autorevoli dei giudici spiegano che è ragionevole presumere che all’interno siano presenti vestiti, effetti personali e accessori compatibili con la durata del viaggio ma sarà la corte a quantificare il danno entro i limiti previsti dalla Convenzione di Montreal arrivando a un massimo di 1.600 euro circa. Le due pronunce, chiaramente, non cancellano i problemi negli aeroporti ma intervengono sulle tempistiche e le procedure di rimborso rendendole più semplici e tutelanti per i viaggiatori, restringendo lo spazio delle compagnie aeree per respingere le richieste di pagamento.

Sapore d’Italia, la nuova offerta easyJet per scoprire la Penisola

Con le tensioni internazionali e il rischio aumento prezzi restare in Italia è un’opzione concreta per le vacanze estive ormai a ridosso; non serve spendere una fortuna per godersi un mare paradisiaco… dopotutto una classifica ha già svelato alcuni dei mari più puliti d’Italia e con la nuova offerta di easyJet raggiungerle è davvero facile. La promo permette di godersi andata e ritorno con prezzi da 69,99 euro per volare verso mete come Catania, Palermo, Napoli, Brindisi, Cagliari e non solo… alcune tratte partono persino da meno di 30 euro a biglietto. Ecco le 3 opzioni top che abbiamo selezionato per voi.

Da Milano a Lampedusa

Lampedusa è un posto sospeso, lontano da tutto, con un mare che non ha paragoni in tutto il Mediterraneo.

Da Malpensa ci si arriva con tariffe che partono da 29,99 euro e approfittando dell’offerta easyJet andata e ritorno da 69,99 euro. Quello che si trova dall’altra parte è la Spiaggia dei Conigli: regolarmente in cima alle classifiche delle spiagge più belle d’Europa, e non a torto. L’acqua è trasparente in modo quasi esagerato, il fondale è basso e bianco, le tartarughe Caretta caretta vengono a deporre le uova di notte. C’è anche la Tabaccara, meno celebre ma forse ancora più bella per chi ama snorkeling e isolamento.

Fuori dall’acqua, è piccola e autentica. I ristoranti servono pesce del giorno, i ritmi sono quelli di un’isola che non ha mai voluto diventare una meta turistica patinata… e proprio questo fa battere il cuore.

Spiaggia da sogno di Lampedusa
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Lampedusa e le sue spiagge da sogno

Da Napoli a Olbia

La Sardegna, in cima alle classifiche delle spiagge più belle d’Europa e con il mare più pulito d’Italia è una meta top per l’estate e da Napoli si raggiunge Olbia con tratte a meno di 29 euro e approfittando della promo easyJet con andata e ritorno a 69,99 euro.

Olbia è il porta d’accesso alla Gallura, che è forse la parte più selvaggia e scenografica dell’isola. La Costa Smeralda è lì, certo… ma basta spostarsi di qualche chilometro per trovare calette che non compaiono su nessuna guida. Cala Brandinchi, che molti chiamano Tahiti senza esagerare troppo. La spiaggia di Lu Impostu. L’Arcipelago della Maddalena, raggiungibile in traghetto, con acque color smeraldo che sembrano caraibiche. L’entroterra della Gallura poi è un’altra storia: graniti rosa, macchia mediterranea fitta, borghi come Aggius o Tempio Pausania dove il tempo scorre diversamente.

Olbia vista panoramica
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Viaggio estivo a Olbia per visitare la Sardegna

Da Milano a Brindisi

Brindisi è l’aeroporto perfetto per poter scoprire la Puglia. Da Malpensa si vola con meno di 30 euro a tratte e si può accedere a tutto il territorio del Salento.

Le coste del Salento, sia adriatica che ionica, sono tra le più belle d’Italia. Torre dell’Orso, Baia dei Turchi, Porto Selvaggio: ogni caletta ha la sua personalità, la sua acqua, il suo carattere. Otranto merita una visita anche solo per il mosaico medievale del pavimento della Cattedrale, uno dei più grandi al mondo. Gallipoli invece è una città vecchia su un isolotto, circondata dal mare, con una vitalità notturna che dura fino all’alba.

Ma c’è anche altro. La murgia dei Trulli, il barocco di Lecce che è una delle città più belle della penisola. E la cucina? Le orecchiette, il pesce crudo alla brindisina, i pasticciotti, il caffè in ghiaccio con latte di mandorla… è tutto gustosissimo.

Brindisi lungomare
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Vacanze tra Brindisi e il Salento

Queste sono le lounge aeroportuali migliori al mondo: in classifica brilla anche un’italiana

Ogni anno i Priority Pass Excellence Awards fotografano lo stato dell’arte dell’ospitalità aeroportuale globale. L’edizione 2026 ha premiato lounge distribuite su quattro continenti, con qualche sorpresa e, per noi italiani, una notizia da non lasciarsi scappare: Catania è entrata nella mappa.

I premi vengono assegnati sulla base delle valutazioni e recensioni dei soci Priority Pass, la rete che conta decine di milioni di viaggiatori frequenti in tutto il mondo. Non giurie di esperti, non commissioni tecniche: sono i passeggeri stessi a decidere.

Il Lago Dirillo cambia colore: acque rosse tra i Monti Iblei

Tra i paesaggi dei Monti Iblei, nel cuore della Sicilia orientale, il Lago Dirillo ha assunto nelle ultime ore un aspetto insolito e spettacolare: le sue acque si sono, infatti, tinte di un rosso intenso, con sfumature che virano verso il magenta, dando vita a uno scenario sorprendente immortalato anche da spettacolari riprese effettuate con il drone. Le immagini, realizzate nella giornata di giovedì 30 aprile, mostrano l’invaso trasformato da un fenomeno naturale che ha attirato l’attenzione di residenti, curiosi e appassionati di fotografia naturalistica.

Il lago si trova nei pressi del comune di Licodia Eubea, nel territorio della provincia di Catania, in un’area caratterizzata da paesaggi collinari e da un delicato equilibrio ambientale e ,in queste ore è diventato protagonista di un evento raro dal forte impatto visivo: la superficie dell’acqua appare solcata da tonalità rosse e violacee che, viste dall’alto, conferiscono al bacino un aspetto quasi irreale.

La fioritura dell’alga

All’origine della colorazione anomala delle acque vi sarebbe la fioritura di una particolare alga rossa: si tratta di un fenomeno naturale che può verificarsi in presenza di specifiche condizioni ambientali, come temperature elevate, forte esposizione solare e una particolare concentrazione di sostanze nutritive nell’acqua. In simili circostanze, alcuni microrganismi acquatici proliferano con rapidità fino a modificare in maniera evidente il colore del lago.

Nel caso del Lago Dirillo, il rosso intenso osservato negli ultimi giorni presenta sfumature tendenti al magenta, una tonalità che rende il fenomeno ancora più evidente nelle riprese aeree: dall’alto, infatti, il contrasto tra la vegetazione tutt’intorno e la superficie colorata dell’invaso restituisce immagini di grande impatto visivo.

Fenomeni simili, seppur non frequenti, possono verificarsi in laghi, saline e bacini artificiali in diverse parti del mondo. Tuttavia, la comparsa improvvisa della colorazione in un’area dell’entroterra siciliano ha suscitato particolare curiosità proprio per la forza cromatica con cui il fenomeno si è manifestato.

Il Lago Dirillo e il suo ruolo nel territorio siciliano

Veduta del Lago Dirillo in Sicilia
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Il Lago Dirillo nel cuore dei Monti Iblei

Il Lago Dirillo è un invaso artificiale creato mediante uno sbarramento del corso d’acqua omonimo e rappresenta uno degli elementi ambientali più importanti dell’area compresa tra il Catanese e il Ragusano, inserendosi in un territorio di notevole valore naturalistico.

La zona attorno al lago è caratterizzata da paesaggi tipici dei Monti Iblei, con una presenza significativa di vegetazione mediterranea e aree agricole. Nel tempo, il Dirillo è diventato anche un punto di riferimento per attività legate all’irrigazione e alla gestione delle risorse idriche locali, oltre a rappresentare un habitat per svariate specie animali.

Il recente fenomeno della colorazione rossa ha riportato l’attenzione sull’invaso e sulle sue condizioni ambientali. Negli ultimi mesi, infatti, l’area del fiume Dirillo era già stata al centro di iniziative legate alla tutela dell’ecosistema: due mesi fa, alla foce del corso d’acqua, era stata installata una barriera anti-inquinamento con l’obiettivo di contenere la plastica trasportata verso il mare di Acate, in provincia di Ragusa.

L’intervento era nato dalla necessità di limitare la dispersione dei rifiuti lungo il tratto finale del fiume e proteggere il litorale. La presenza di strutture di contenimento evidenzia quanto il tema della salvaguardia ambientale sia diventato centrale per questo territorio, soprattutto in relazione agli effetti dell’inquinamento sui corsi d’acqua e sugli ecosistemi costieri.

Vanina – Un vicequestore a Catania 2, le location della serie Tv svelano un antico borgo marinaro

Torna mercoledì 4 marzo, in prima serata su Canale 5 e in streaming su Mediaset Infinity, la seconda stagione di Vanina – Un vicequestore a Catania, che vede protagonista Giusy Buscemi con la partecipazione di Giorgio Marchesi.

La fiction, prodotta da Palomar (a Mediawan company) per RTI e diretta da Davide Marengo e Riccardo Mosca, è tratta dai romanzi di Cristina Cassar Scalia e accende i riflettori sulle bellezze autentiche di Catania, ma anche su un borgo poco conosciuto della sua periferia.

Di cosa parla

Per la vicequestore della Mobile di Catania Vanina Guarrasi (Giusy Buscemi) inizia un nuovo capitolo segnato ancora dai fantasmi del passato: il magistrato Paolo Malfitano (Giorgio Marchesi) le ha promesso un futuro insieme, ma prima vuole arrestare Salvatore Fratta, l’ultimo assassino di suo padre ancora latitante. Una pallottola recapitata a casa di Vanina conferma che la minaccia è reale, mentre la squadra le si stringe attorno e le viene assegnata una scorta.

Tra tensioni personali – il segreto di un’amica, una verità che può distruggere un collega e il ritorno di Manfredi Monterreale (Corrado Fortuna), che riaccende la gelosia di Paolo – Vanina affronta anche nuovi casi complessi: un benefattore ucciso, un cadavere scomparso e un delitto durante la festa di Sant’Agata. Indagini e sentimenti si intrecciano in una sfida sempre più personale.

Vanina - Un vicequestore a Catania
Ufficio Stampa
I protagonisti di “Vanina – Un vicequestore a Catania 2”

Dove è stata girata

Catania, come suggerisce il titolo, è la protagonista assoluta delle riprese della seconda stagione di Vanina. Come nella prima stagione della serie Tv, sullo schermo appaiono vari luoghi iconici della città siciliana, ma anche alcune novità.

Il centro storico di Catania

Tra le location di Vanina 2 tornano piazza Mazzini con i suoi iconici portici e piazza Vincenzo Bellini, sede della squadra che accompagna Vanina Guarrasi nella risoluzione dei casi. Tra le altre piazze usate come location troviamo anche quelle di Dante e Federico di Svevia.

Altre scene sono state girate nel cimitero monumentale della città, con le sue cappelle gentilizie, e fuori e dentro le splendide chiese che punteggiano il centro storico, come quelle di San Nicolò l’Arena, di San Francesco Borgia, di San Giuliano e l’oratorio San Filippo Neri. Immancabile anche il meraviglioso Castello Ursino, l’imponente fortezza sveva del XIII secolo voluta da Federico II che oggi ospita il Museo Civico.

Castello Ursino di Catania, tra le location di "Vanina 2"
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Castello Ursino di Catania, tra le location che vediamo in “Vanina 2”

Ad accompagnare costantemente le vicende di Vanina è il re della Sicilia: l’Etna, la montagna che non dorme mai incombe in ogni scorcio in tutto il suo splendore. Le location scelte, in questa città tra storia e mare, rappresentano visivamente il personaggio di Vanina, che sembra animato dalle stesse contraddizioni: inquieta e vitale, divisa tra ombre e luci.

Tra il mare e il borgo di Ognina

Dal centro storico si raggiunge il mare: lungo la costa alcune riprese di Vanina 2 hanno come sfondo Plaia, il famoso litorale sabbioso di circa 18 km situato a sud di Catania, con un paesaggio caratterizzato da sabbia dorata, dune e numerosi stabilimenti balneari.

Sempre sul mare la troupe si è spostata anche a Ognina, un antico e pittoresco borgo marinaro situato nella zona nord di Catania, noto per il piccolo porto con la sua lunga tradizione legata alla pesca, il bel lungomare e la chiesa di Santa Maria di Ognina del X secolo, dove si celebra la festa della Madonna di Ognina.

L’antico borgo marinaro, in realtà, non è nuovo alle riprese cinematografiche: proprio nel suo porto sono state girate delle scene di Divorzio all’italiana con l’indimenticato Marcello Mastroianni.

Il borgo marinaro di Ognina, Catania
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Il borgo marinaro di Ognina, Catania

I luoghi di Sant’Agata

Uno dei casi da risolvere nella seconda stagione è ambientato nei luoghi che si animano durante la festa di Sant’Agata, una delle celebrazioni religiose più grandi al mondo che ricorre tra il 3 e il 5 febbraio.

Nella serie Tv, durante la festa, viene trovato un uomo ucciso in un lago di sangue all’interno di una carrozza: le indagini si muovono tra i luoghi caratteristici della celebrazione, che tipicamente sono la Cattedrale in piazza Duomo, piazza Stesicoro (canto), via Crociferi, la salita di via Cappuccini e il giro esterno (via Plebiscito e piazza Palestro).

Catania, il Criptoportico di Villa Bellini riapre: un suggestivo labirinto scavato nella lava

Dopo quasi due secoli di oblio, le misteriose gallerie sotterranee volute dal principe Paternò Castello tornano accessibili al pubblico. È il Criptoportico di Villa Bellini, un dedalo di corridoi sotterranei che per generazioni è rimasto celato agli occhi dei catanesi, inghiottito dall’incuria e destinato a usi ben lontani dalla sua vocazione originaria.

Ora, finalmente, questo gioiello architettonico ritrova la luce e si offre ai visitatori come una capsula del tempo capace di riportare alla Catania aristocratica del Settecento.

Il restauro del Criptoportico di Villa Bellini

L’idea naque dalla mente visionaria del principe Ignazio Paternò Castello, figura centrale della nobiltà catanese illuminata. Il principe aveva in mente un percorso preciso: gallerie disposte ad anello, coperte da volte a botte, con nicchie e lucernari pensati per dosare la luce e creare contrasti. Non un semplice vezzo aristocratico, ma un progetto che rifletteva le idee del tempo. Sopra il giardino, sotto il buio: due piani che dialogavano, tra ciò che si mostra e ciò che resta nascosto.

Nell’Ottocento le gallerie si ampliarono. Poi il passaggio della villa al Comune. Da lì, lentamente, iniziò il declino. Il Criptoportico divenne deposito, fu invaso da impianti tecnici, perse la sua identità. Fino ad oggi, quando i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza hanno permesso un restauro completo: pulitura delle superfici, nuova pavimentazione, un sistema di illuminazione pensato per esaltare l’atmosfera suggestiva degli ambienti e i reperti emersi durante i lavori.

Come visitarlo

Dal 15 febbraio 2o26, il sito apre le porte ogni domenica mattina, dalle 9.30 alle 12.30, con ingresso gratuito. A rendere l’iniziativa diversa dal solito è chi accompagna i visitatori: non guide professioniste, ma gli studenti del Liceo Boggio Lera. Un progetto nato da una convenzione con il Comune che mette insieme didattica e città. Per i ragazzi è un percorso di formazione sul campo, per chi entra un modo più diretto di scoprire questo spazio sotterraneo.

Il rilancio del Criptoportico guarda già alle Giornate di Primavera del FAI di marzo. In vista dell’appuntamento, gli studenti dell’Istituto Angelo Musco hanno animato le gallerie con performance di musica e danza, immortalate in un video promozionale destinato alla diffusione nazionale. Un modo per raccontare che questa città della Sicilia non è solo mare, barocco ed Etna, ma anche questo: un labirinto di pietra lavica dove il passato riemerge, intatto, a pochi passi dalle aiuole fiorite.

L’obiettivo dell’Amministrazione è quello di aprire uno spazio finora rimasto ai margini, ma carico di suggestioni. Un luogo che racconta una pagina poco nota della storia urbana di Catania e che torna finalmente accessibile. Un recupero che restituisce memoria e identità, ricordando che la città non è fatta solo di mare, barocco ed Etna. Sotto la superficie, a pochi metri dalle aiuole e dal traffico quotidiano, c’è anche altro: un dedalo di pietra lavica dove il passato riemerge senza bisogno di effetti speciali.

Il sindaco Enrico Trantino e l’assessore al Verde Giovanni Petralia hanno dichiarato, come riportato da Ansa, che “il Criptoportico rappresenta un luogo di straordinario valore simbolico per Catania, per due secoli abbandonato e oggi finalmente restituito alla comunità. Il nostro impegno è quello di valorizzarlo ancora di più, promuovendo una organizzazione delle visite sempre più strutturata e stabile, capace di inserirlo in modo duraturo nei percorsi culturali e turistici, affinché questo spazio recuperato diventi un punto di riferimento per l’identità e la storia di Catania”.

In arrivo Etna Sky, la nuova compagnia aerea low cost siciliana

Una notizia che potrebbe cambiare in modo concreto le abitudini di viaggio dei siciliani (ma non solo) arriva direttamente da Catania. Dopo settimane di voci e indiscrezioni, è stato ufficializzato l’avvio di una nuova compagnia aerea a tariffe contenute: si chiamerà Etna Sky, un nome che richiama il territorio e la volontà di restituire centralità agli aeroporti dell’isola.

L’annuncio è stato dato il 2 dicembre da Manlio Messina, deputato nazionale ed ex esponente di Fratelli d’Italia, che sui social ha parlato di un progetto pensato per offrire collegamenti più accessibili e finalmente alla portata dei residenti. Secondo Messina, la società è già costituita e coinvolge una cordata di imprenditori, i cui nomi non sono ancora stati resi pubblici. Tra questi ci sarebbe anche un investitore lombardo, mentre lo stesso deputato catanese figura tra i soci fondatori. L’obiettivo dichiarato è ambizioso: effettuare il primo volo entro l’estate.

Il futuro di Etna Sky, cosa c’è sul tavolo ad oggi

Per poter operare, la nuova compagnia Etna Sky dovrà ottenere il Certificato di operatore aereo (Coa) rilasciato da Enac, un passaggio obbligato che richiede verifiche tecniche, documentali e di sicurezza. Il percorso non è semplice e richiede tempo, ma la macchina sembra essersi già messa in moto.

Se il progetto dovesse concretizzarsi, Etna Sky sarebbe la prima vera compagnia siciliana dagli anni di Wind Jet, rimasta attiva dal 2003 al 2012 e poi fallita dopo il mancato accordo con Alitalia. Più recente il tentativo di Aerolinee Siciliane, che aveva puntato sul finanziamento dal basso: un’iniziativa rimasta però sospesa e mai tradotta in operatività reale.

L’interesse attorno a Etna Sky non nasce dal nulla. Da anni chi vive in Sicilia lamenta una disparità evidente nei costi dei voli da e per l’isola, soprattutto nei periodi di punta. In alta stagione – Natale, Pasqua, estati di rientri e partenze – i biglietti per collegamenti interni come Catania-Milano o Palermo-Roma raggiungono cifre stellari che spesso superano quelle di tratte internazionali molto più lunghe. Il caso più emblematico è proprio quello citato da Messina: non è raro vedere voli Catania-Milano costare quanto, se non più, di un Milano-New York in promozione. Una situazione che negli anni ha alimentato una frustrazione crescente, con la sensazione diffusa che l’insularità venga pagata due volte: in tempo e in denaro.

I motivi sono diversi. L’Italia meridionale è servita da un numero limitato di compagnie, con scarsa concorrenza nei periodi di maggior domanda. Le tariffe oscillano in modo estremo e i picchi sono particolarmente evidenti per chi viaggia durante le festività. Basta una ricerca online oggi, per i voli natalizi verso il Sud, per trovare biglietti di sola andata che superano i 300 euro sulla stessa tratta che fuori stagione arriva a costarne 40 o 50.

Perché Etna Sky può cambiare il mercato dei voli in Italia

Parlare della nascita di una compagnia aerea low cost in Sicilia ha senso anche perché arriva in un momento storico in cui volare è diventato più oneroso un po’ ovunque. Etna Sky può essere una luce in fondo al tunnel in un momento in cui una famiglia che vuole muoversi durante le vacanze si trova davanti a cifre che, sommate tra andata e ritorno, possono superare i mille euro. Una spesa che si riflette su chi viaggia per motivi familiari e che spesso viene percepita come un vero ostacolo all’esercizio del diritto alla mobilità.

È proprio in questa cornice che Etna Sky potrebbe inserirsi come elemento di rottura. Più concorrenza significa più possibilità di calmierare le tariffe e un servizio più attento alle esigenze locali. Nulla è ancora definitivo, ma l’annuncio apre uno spiraglio che molti siciliani aspettavano da tempo.

‘Corsa del Ricordo’ 2025: anche Milano ‘in campo’ per la memoria

La quarta edizione della ‘Corsa del Ricordo 2025‘, l’evento sportivo che unisce memoria e solidarietà,  è stata presentata a Palazzo Lombardia dal sottosegretario alla Presidenza con delega a Sport e Giovani, Federica Picchi. Promossa da Asi (Associazioni sportive e sociali italiane) Lombardia in collaborazione con Anvgd (Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia) e Top Training ha l’obiettivo di mantenere viva, attraverso il linguaggio dello sport, la memoria della tragedia delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata.

Presentata a Palazzo Lombardia la tappa di Milano della quarta edizione della 'Corsa del Ricordo 2025' è in programma domenica 9 novembre al Parco delle Cave con 2 percorsi: 10 (gara competitiva) e 5 km (aperta a tutti).Sport e memoria

L’idea di associare un evento sportivo alla Giornata del Ricordo, il 10 febbraio, (istituita con la  Legge 92 del 30 marzo 2004) nasce proprio per conservare la memoria delle vittime delle foibe e della tragedia vissuta dagli esuli e condividere insieme un momento di unione. La ‘Corsa del Ricordo‘ è così composta da 11 tappe italiane, che vanno da Roma a Milano, passando per Catania, Grosseto, Aversa, Terni, Novara, San Felice del Circeo, Trieste e Latina.

La tappa di Milano

La tappa di Milano è in programma domenica 9 novembre al Parco delle Cave e prevede due percorsi: una gara competitiva di 10 chilometri su u percorso certificato Fidal (Federazione italiana di atletica leggera) e una non competitiva di 5 km, aperta a tutti, con partenza alle ore 9.30.

Corsa del Ricordo 2025 unisce sport, memoria, partecipazione e comunità

“La ‘Corsa del Ricordo’ – ha sottolineato Federica Picchi –  è una manifestazione che sicuramente va oltre il significato sportivo. È infatti un gesto collettivo che unisce memoria, partecipazione e comunità. Ricordare attraverso lo sport significa cioè dare alle nuove generazioni un modo concreto per avvicinarsi alla storia, comprenderla e trasformarla in un impegno civile. Regione Lombardia è quindi orgogliosa di ospitare nel proprio territorio eventi come questo, che promuovono valori di solidarietà, rispetto e condivisione, rafforzando il ruolo dello sport come ponte tra memoria e futuro”.

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Perché organizzare un viaggio a Montréal nel 2026

Il 2026 segna una svolta importante per i turisti italiani, in particolare per chi parte dal Sud: Air Canada ha, infatti, annunciato l’avvio di un collegamento diretto tra Catania e Montréal, che permette di raggiungere il cuore del Québec senza scali intermedi. Si tratta di un “passo storico”: la compagnia diventa la prima a collegare la Sicilia con il Canada con voli di linea regolari.

L’operazione ha un valore che va oltre la comodità logistica. Significa offrire nuove prospettive a un territorio che da sempre guarda oltre i confini, e creare opportunità anche per chi viaggia per lavoro: Montréal, oltre a essere una città affascinante da visitare, è un hub strategico per gli spostamenti in Nord America.

Il nuovo volo Catania–Montréal

A partire dal 5 giugno 2026 e fino al 23 ottobre, i passeggeri in partenza dall’aeroporto di Catania potranno salire a bordo di uno dei tre voli settimanali operati da Air Canada. La programmazione è pensata per garantire flessibilità: si volerà ogni mercoledì, venerdì e domenica, con arrivo diretto nella metropoli canadese.

La scelta stagionale non è casuale ma coincide con il periodo in cui Montréal mostra il suo volto più vivace, tra festival, eventi culturali e la natura che si tinge di mille colori. Una volta giunti a destinazione, i viaggiatori non si troveranno soltanto davanti a una città cosmopolita, ma anche a una rete di coincidenze che consente di raggiungere con facilità gli Stati Uniti, i Caraibi e l’America Latina.

In altre parole, il nuovo collegamento diventa un vero e proprio “trampolino” per esplorare gran parte del continente americano.

Montréal, un mosaico di culture e atmosfere

Organizzare un viaggio a Montréal vuol dire prepararsi a vivere un’esperienza in cui tradizioni europee e spirito nordamericano convivono con naturalezza. È una città bilingue e vibrante, dove l’architettura moderna convive con i quartieri storici e ogni scorcio racconta una storia differente. Passeggiando lungo le vie si percepisce la ricchezza culturale, che si riflette tanto nei musei quanto nella scena gastronomica.

Dalla maestosa Basilica di Notre-Dame, dagli interni scenografici, al fascino intramontabile della Vieux-Montréal, con le piazzette acciottolate e i caffè dall’atmosfera europea, tutte le mete regalano un motivo in più per innamorarsi di una metropoli che vanta storia, modernità, innovazione, vita notturna e festival che ne animano le strade durante l’anno.

Cosa vedere a Montréal

Scorcio della via centrale di Montreal, Canada
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Scorcio del centro di Montreal

Chi arriva a Montréal per la prima volta non può che lasciarsi conquistare dal Mont Royal, la collina verde che regala una vista spettacolare sullo skyline ed è la tappa ideale per comprendere appieno le dimensioni della metropoli e respirarne l’anima più vera.

Il cuore pulsante resta però il centro storico, con le stradine che sembrano trasportare indietro nel tempo, e in cui l’atmosfera francofona è palpabile, tra gallerie d’arte, negozi di artigianato e ristoranti che celebrano l’incontro tra le cucine più varie.

Montréal è anche capitale del design e dell’arte contemporanea, e musei come il Musée des Beaux-Arts o il MAC (Musée d’art contemporain) propongono spunti imperdibili per chi ama la creatività in tutte le sue forme.

Non mancano poi gli spazi verdi, che la rendono una meta perfetta anche per chi cerca relax all’aria aperta, dai grandi parchi urbani ai quartieri più residenziali.

Catania come non l’hai mai vista: scopri le location di Vanina, la fiction Mediaset

Catania si tinge di giallo con Vanina – Un vicequestore a Catania, la fiction targata Mediaset in onda su Canale 5 che ha trasformato la città etnea in una vera e propria protagonista. Non solo cronaca nera e indagini, ma un viaggio tra vicoli, piazze, mercati e profumi che raccontano l’anima più autentica della Sicilia orientale. La serie, ispirata ai romanzi di Cristina Cassar Scalia, segue le vicende della vicequestore Vanina Guarrasi, interpretata da una brillante Giusy Buscemi. Dopo un passato difficile a Palermo, Vanina cerca un nuovo inizio tra le vie di Catania, città che la accoglie – e cattura – con le sue luci, le sue ombre e la sua eterna vitalità.

Di cosa parla

Giovanna “Vanina” Guarrasi è una donna dalla forte determinazione e dal passato doloroso: da adolescente ha assistito all’assassinio del padre, ispettore ucciso dalla mafia. Da allora il suo destino è stato segnato: una brillante carriera nell’Antimafia di Palermo, fino a quando la paura di perdere il suo amore, il magistrato Paolo Malfitano (Giorgio Marchesi), la spinge a cambiare vita. Vanina si trasferisce a Catania, assume il ruolo di vicequestore a capo della Sezione Omicidi della locale Squadra Mobile e cerca di costruire una nuova esistenza, lontano da Palermo e dai fantasmi del passato.

Dove è stata girata

Chi guarda Vanina si ritrova subito a fare una valigia immaginaria, perché le location delle quattro puntate incantano e regalano alla serie una potenza visiva, barocca e moderna, caotica e romantica, viva in ogni dettaglio. Senza dubbio la protagonista è Catania dove la produzione ha scelto diversi angoli come sfondo della storia del vicequestore Guarrasi. “È una città complessa Catania, chiara e scura, apparentemente ferma nel tempo, piena di contraddizioni che abbiamo voluto raccontare con rispetto e ammirazione, una città che affascina e ti resta dentro“, ha dichiarato il regista Davide Marengo.

Vanina Mediaset
Ufficio stampa
Una scena della fiction Vanina

Piazza Bellini

Nel cuore della città, Piazza Bellini è la sede fittizia del commissariato dove lavora Vanina. La piazza è intitolata al compositore Vincenzo Bellini, celebre autore di opere liriche come Norma, La sonnambula e I puritani. Nato proprio a Catania nel 1801, Bellini è considerato uno dei maggiori esponenti del melodramma romantico italiano. La città gli ha dedicato questa piazza e, soprattutto, l’imponente Teatro Massimo Bellini, che ne è il fulcro visivo e simbolico. Al centro della piazza si trova la Fontana dei Delfini, un’elegante opera settecentesca progettata da Giovanni Battista Vaccarini, l’architetto che ha lasciato un’impronta inconfondibile su gran parte del barocco catanese. La fontana, con le sue linee armoniose e i suoi motivi marini, richiama l’antico legame della città con il mare e aggiunge un tocco di grazia a questo angolo raffinato del centro storico.

Catania piazza Bellini
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Piazza Bellini a Catania

Teatro Massimo

Il sontuoso Teatro Massimo Bellini, con la sua eleganza neoclassica, domina la scena. Costruito nel 1890 e inaugurato con la Norma, il teatro è un esempio splendido di architettura eclettica, con richiami barocchi e neoclassici. La facciata ricorda il teatro dell’Opéra di Parigi, mentre gli interni – riccamente decorati con stucchi dorati, velluti e affreschi – sono un omaggio alla musica e all’eleganza. È uno dei teatri più importanti d’Italia e ancora oggi ospita stagioni liriche, sinfoniche e di balletto. Nella fiction, il teatro compare più volte, spesso come cornice per scene d’introspezione o dialoghi carichi di tensione emotiva. Il contrasto tra la quiete solenne del luogo e l’agitazione della trama investigativa contribuisce ad aumentare l’intensità visiva della narrazione. Nelle sue vicinanze, il viavai della città si intreccia con la calma teatrale del luogo, creando un contrasto perfetto per un noir contemporaneo.

Piazza Duomo

Basta un’inquadratura per riconoscere il Liotru, l’elefante in pietra lavica simbolo della città. Con un obelisco egizio sulla schiena, questo elefantino barocco è molto più di una scultura: è il custode della storia catanese, amato dai cittadini, al centro di leggende, superstizioni e racconti popolari. Il Liotru rappresenta forza, resistenza e protezione, proprio come la città che lo ospita e la protagonista della serie, Vanina. La piazza, con la Cattedrale di Sant’Agata, regala uno degli scorci più iconici. Progettata dopo il devastante terremoto del 1693, fu ripensata da Giovanni Battista Vaccarini, che la rese uno dei salotti urbani più armoniosi d’Italia.

Via Etnea e dintorni

Via Etnea non è soltanto la via principale di Catania: è un viaggio dentro l’identità della città, un asse scenografico dove si incontrano eleganza, caos, spiritualità e quotidianità. Nella fiction è spesso la cornice di pedinamenti, dialoghi carichi di tensione o momenti in cui la protagonista si lascia trasportare dai pensieri. Ma per chi visita la città, questa strada è molto più: un museo a cielo aperto, una promenade di storia viva sotto lo sguardo costante dell’Etna, che domina l’orizzonte come un guardiano silenzioso. Lunga oltre 3 chilometri, Via Etnea parte da Piazza Duomo e si estende fino a Tondo Gioeni, attraversando il cuore storico della città. Deve il suo nome proprio al fatto che punta dritta verso l’Etna, visibile quasi in ogni punto nelle giornate limpide. Il selciato in pietra lavica nera crea un contrasto suggestivo con le architetture barocche, nate dalla ricostruzione post-terremoto del 1693.

Castello Ursino
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Castello Ursino a Catania

Castello Ursino

Antico, austero, imponente. Il Castello Ursino, con le sue mura spesse e le torri squadrate, domina silenzioso il quartiere storico di Catania, a pochi passi dalla Pescheria e dal mare. Nella fiction Vanina – Un vicequestore a Catania, è protagonista di alcune delle scene più intense e simboliche: un luogo dove la pietra sembra assorbire i conflitti interiori della protagonista, e restituirli sotto forma di forza. La sua storia inizia nel XIII secolo, quando l’imperatore Federico II di Svevia – il “Stupor Mundi” – ordinò la costruzione di una serie di castelli difensivi in Sicilia. L’Ursino fu progettato come baluardo strategico e residenza imperiale. All’epoca si affacciava direttamente sul mare, ma le colate laviche dell’Etna nei secoli hanno modificato il paesaggio, spingendo la costa più a est e lasciandolo oggi nel cuore della città.

Nei dintorni di Catania

La serie non si ferma alla città. A pochi chilometri da Catania, i borghi marinari e collinari offrono ambientazioni da cartolina. Aci Trezza è presente con i suoi faraglioni leggendari e il legame con Verga e i Malavoglia. Aci Castello dominato dal castello sul mare, è nero come la lava. Acireale, barocca e scenografica, fa da sfondo ad alcuni eventi cruciali nella fiction. E infine Versante Etna con i boschi e le strade che salgono verso il vulcano diventano teatro di fughe, rivelazioni e silenzi carichi di significato.

Le più belle spiagge della Sicilia orientale trasformano ogni estate in un sogno

Una delle mete estive più amate dagli italiani resta la Sicilia, l’isola ricca di storia, cultura e con un mare da sogno. Una regione che ha molto da offrire ma girarla tutta in un’unica vacanza è impossibile. Proviamo a concentrarci nella zona che va da Catania a Messina, passando per Ragusa e Taormina: ecco le spiagge della Sicilia orientale più belle.

Punta Braccetto a Ragusa

Un mix perfetto di natura, servizi e sport: Punta Braccetto ha una lunga spiaggia dorata incorniciata da basse scogliere e pini marittimi. Le sue acque limpide sono amate dai sub e dai surfisti, ma anche perfette per i bambini. Ci sono stabilimenti ben attrezzati e anche tratti liberi: ognuno può trovare il suo angolo ideale.

Marianelli a Noto

Una delle spiagge più segrete della Riserva di Vendicari, frequentata soprattutto da naturisti e amanti della privacy. Qui troverai sabbia soffice, scogli dorati e il profumo dei limoneti che arrivano fino al mare. Non ci sono servizi né bar, ma troverai silenzio, autenticità e un mare da sogno.

Spiaggia di Marinello a Oliveri

Sotto il santuario di Tindari si apre una spiaggia che sembra disegnata dalla natura con mano artistica. La spiaggia di Marinello è famosa per i suoi laghetti salmastri, che cambiano forma con le maree. Una location magica per chi ama camminare, scattare foto e rilassarsi lontano dal turismo di massa. Il mare è limpido e circondato dalla quiete della Riserva Naturale.

Calamosche a Noto

Una perla nascosta tra archeologia e natura incontaminata. Calamosche, premiata da Legambiente, si raggiunge solo a piedi con una breve escursione nella macchia mediterranea. Il premio? Una baia protetta dal vento, acqua cristallina e sabbia dorata incorniciata da scogli. Ideale per lo snorkeling e le giornate romantiche.

Fontane Bianche a Siracusa

Un angolo caraibico in Sicilia, a pochi chilometri da Siracusa. Fontane Bianche è perfetta per chi cerca relax e servizi. La sabbia bianca finissima si stende per oltre un chilometro e l’acqua è così trasparente da sembrare una piscina naturale. Il nome deriva dalle sorgenti di acqua dolce che emergono dal fondale. Perfetta per famiglie e bambini, grazie al fondale che degrada dolcemente.

Spiagge di Siracusa più belle: Fontane Bianche
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Spiaggia di Fontane Bianche a Siracusa vista dall’alto

Vendicari a Noto

Se ami le spiagge selvagge, Vendicari ti conquisterà. Situata all’interno dell’Oasi Faunistica di Noto, questa spiaggia è perfetta per chi cerca silenzio, natura e panorami spettacolari. Tra le dune sabbiose e le torri antiche, potrai anche avvistare fenicotteri o aironi. E se trovi la spiaggia coperta da Posidonia, sorridi: è il segno di un mare pulitissimo.

Oasi Gelsomineto ad Avola

Una spiaggia da favola, conosciuta anche come spiaggia della Marchesa. Gelsomineto è incorniciata da scogliere e si affaccia su un mare turchese che lascia senza fiato. Sabbia bianca, acque limpide e profumo di pini marittimi: qui il tempo sembra fermarsi. È perfetta per una giornata di puro relax in una cornice quasi esotica.

Isola delle Correnti a Portopalo di Capo Passero

Dove lo Ionio incontra il Mediterraneo nasce uno degli scenari più suggestivi dell’isola. Isola delle Correnti è selvaggia, battuta dal vento e con un mare spesso agitato, ma proprio per questo affascinante. Un pontile di sabbia ti collega all’isoletta, con il suo faro abbandonato e un’atmosfera d’altri tempi. Per spiriti liberi e avventurosi.

Eloro a Noto

Perfetta per chi ama unire relax e cultura. La spiaggia di Eloro si trova accanto ai resti archeologici dell’antica città greca Helorus. Sabbia fine, mare trasparente e una piccola pineta dove trovare ombra. C’è anche un bar per un drink rinfrescante con vista sulla storia.

Spiagge della Sicilia orientale: Eloro
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Spiaggia rocciosa nell’oasi naturale di Vendicari

Capo d’Orlando a Messina

Chi cerca glamour, comfort e un’atmosfera chic rimarrà estasiato da Capo d’Orlando a Messina. Una spiaggia perfetta per le vacanze in famiglia: attrezzata con bar, ristoranti, ombrelloni e lettini, ha un mare limpidissimo e tranquillo.

Aci Trezza a Catania

Il nome Aci Trezza è una vera e propria leggenda ma sono i faraglioni dei Ciclopi ad aver lasciato un’impronta nella storia. Il legame con il mito di Ulisse e Polifemo è forte in questa spiaggia fatta di scogli lavici e piattaforme dove tuffarsi in una delle zone più limpide della costa.

Isola Bella a Taormina

C’è chi considera Isola Bella tra le spiagge più amate del Mediterraneo: la riserva naturale è tutta da scoprire e, nonostante sia un’isola, ha la particolarità di essere collegata alla terraferma tramite un lembo di sabbia. Fare snorkeling qui è pura magia ma per accedervi serve un biglietto d’ingresso che include la visita al museo naturalistico.

Spiaggia isola Bella Taormina
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Tra le spiagge più belle della Sicilia orientale c’è quella dell’Isola Bella

Santa Teresa di Riva a Messina

Una lunga e ampia spiaggia cittadina, premiata diversi anni con la Bandiera Blu. Santa Teresa di Riva è un mix di sabbia e ciottoli, con un mare trasparente e numerosi servizi. È perfetta per una giornata al mare senza allontanarsi troppo dal centro abitato. Atmosfera rilassata e autentica.

San Marco a Calatabiano

Una delle spiagge più verdi e naturali della zona di Taormina. San Marco è un’oasi di pace tra eucalipti e agrumeti. Il mare è cristallino, la spiaggia ampia e tranquilla, con tratti liberi e stabilimenti. Ottima per chi vuole rilassarsi in mezzo alla natura.

Letojanni a Messina

Elegante e vivace, Letojanni è un’estensione del fascino di Taormina. Qui troverai sabbia e ghiaia, lidi moderni e bar con terrazze sul mare. È la scelta perfetta per chi ama alternare tuffi e aperitivi, con la possibilità di rientrare in città in pochi minuti.

Marzamemi a Siracusa

Non è solo una spiaggia, ma un’esperienza. Marzamemi è un borgo di pescatori colorato e vivace, dove il mare lambisce antiche tonnare e piazzette pittoresche. Le sue calette sono incantevoli, perfette per chi cerca relax con un tocco di romanticismo.

Sampieri a Ragusa

Due chilometri di sabbia dorata e un paesaggio selvaggio che sembra uscito da un film. La spiaggia di Sampieri è tra le più lunghe del ragusano e conserva un’anima autentica. Alle spalle, una vecchia fornace in rovina dà un tocco vintage e misterioso.

San Lorenzo a Siracusa

Vicino a Marzamemi e Vendicari, la spiaggia di San Lorenzo offre un mix irresistibile di sabbia chiara, fondali bassi e calette nascoste. Un tratto è protetto dal WWF per la nidificazione delle tartarughe marine. Ideale per famiglie e amanti della natura.

Caucana a Ragusa

A due passi dal Parco Archeologico di Kaukana, questa spiaggia offre mare pulito e tanto spazio. È perfetta anche in alta stagione, perché raramente si affolla. Un luogo semplice ma autentico, con un mare da cartolina.

Marina di Modica a Ragusa

Perfetta per gli sportivi e i surfisti, grazie ai venti costanti. Marina di Modica ha anche stabilimenti attrezzati e ristoranti sul mare. La sabbia dorata è morbida e l’atmosfera rilassata: la destinazione ideale per chi ama il mare in tutte le sue forme.

Playa di Catania

Il cuore balneare della città: La Playa è lunga quasi 18 km, con sabbia dorata e tutti i servizi immaginabili. Attrezzata, dà l’opportunità di noleggiare un ombrellone, fare windsurf o semplicemente goderti il panorama con l’Etna sullo sfondo. Un classico intramontabile.

San Giovanni Li Cuti a Catania

Una chicca urbana dal sapore antico. San Giovanni Li Cuti è una spiaggia di origine vulcanica, caratterizzata da sabbia nera e ciottoli levigati dal tempo. Il piccolo porticciolo e le barche dei pescatori creano un’atmosfera da cartolina, perfetta per chi cerca un angolo autentico nel cuore di Catania. Le piattaforme in legno sono ideali per prendere il sole con stile.

Aci Castello a Catania

Scogli lavici, castelli medievali e acque profonde: Aci Castello è un’esperienza visiva e sensoriale. La spiaggia si trova proprio ai piedi dell’antico castello Normanno, che domina il paesaggio. Perfetta per immersioni e snorkeling, grazie ai fondali rocciosi e alla ricca biodiversità marina. Dopo il bagno, non perderti una granita con vista.

Santa Tecla a Catania

Per chi ama l’autenticità, Santa Tecla è un piccolo gioiello. Questo borgo marinaro è abbracciato da scogliere e affacciato su un mare cristallino. Pochi lidi, qualche piattaforma sugli scogli e tanto, tanto relax. Ideale per chi vuole prendere il sole lontano dalla confusione e godersi un bagno in acque limpide e fresche.

Stazzo a Catania

Stazzo è un angolo di Sicilia che ha conservato la sua anima più genuina. La spiaggia non è grande, ma regala momenti di pace assoluta. Gli scogli di origine vulcanica e le acque chiare sono perfette per una nuotata rinfrescante o una giornata a mollo sotto il sole. Un must per chi cerca l’atmosfera slow e autentica.

Pozzillo a Catania

Famosa per le sue sorgenti d’acqua dolce che si mescolano con il mare, Pozzillo è un tuffo rinfrescante nel cuore della Riviera dei Ciclopi. Le sue acque più fresche sono perfette nelle giornate torride d’estate. Il borgo ha mantenuto la sua identità e la spiaggia, tra scogli e piattaforme, è ideale per chi vuole evitare la folla.

Fondachello a Catania

Una lunga spiaggia di ciottoli grigi con vista sull’Etna: Fondachello è tra le mete più amate dai catanesi. I fondali bassi e l’acqua pulita la rendono perfetta per famiglie con bambini. Nelle giornate limpide, nuotare qui mentre si osserva l’Etna sullo sfondo è un’esperienza unica.

Giardini Naxos a Messina

Se pensiamo alle località balneari siciliane, i Giardini Naxos sono in cima a molte wishlist di viaggio. Storia, nightlife, spiagge sabbiose e lidi attrezzati rendono la località perfetta e qui si trovano spiagge paradisiache dove fare il bagno. Si raggiunge in un battibaleno da Taormina ed è perfetta sia per giovani sia per famiglie con bambini.

Tra le spiagge più belle della Sicilia orientale c'è Giardini Naxos
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La spiaggia urbana di Giardini Naxos in Sicilia

Mazzarò a Taormina

Raccolta e incastonata tra le rocce, Mazzarò è una delle spiagge più esclusive della zona. Si trova proprio sotto Taormina ed è raggiungibile con la funivia. Le acque sono profonde e limpide, ideali per escursioni in barca e immersioni. Qui il relax ha un gusto raffinato.

Fondaco Parrino a Messina

Un segreto ben custodito tra i local. Fondaco Parrino si trova vicino a Taormina ma resta una meta poco conosciuta, perfetta per chi cerca tranquillità. La spiaggia è ampia, il parcheggio facile e i nuovi lidi sono curati ma mai affollati. Ideale anche per esplorare a piedi laghetti nascosti poco distanti.

The Guardian celebra la trasformazione di Catania, dove il cibo è il protagonista della scena

Catania è una città in continua trasformazione: dalle radici greche alla sua rinascita barocca, dai decenni trascorsi a combattere la criminalità organizzata all’apertura sempre più evidente al turismo. È proprio quest’ultimo dettaglio che ha catturato l’attenzione del noto quotidiano britannico The Guardian che ha celebrato la città siciliana raccontandone le sfumature gastronomiche, ma non solo.

Questa è una città dove l’architettura è testimonianza tangibile della sua storia fatta di distruzione e rinnovamento, dove spicca un utilizzo unico della lava come materiale da costruzione principale. Non è un caso se Catania viene soprannominata “la città nera”.

Scoprire Catania attraverso le sue specialità gastronomiche

Sono diverse le qualità che conferiscono a Catania un fascino distintivo. Per il quotidiano The Guardian, una delle più evidenti riguarda il cibo, da quello casereccio alle specialità di street food. Ai suoi lettori, infatti, consiglia trattorie dove provare i sapori più autentici di uno dei piatti simbolo della città: la pasta alla norma a base di pasta fresca, salsa di pomodoro, melanzane fritte, ricotta salata e basilico.

Non ci sono prove storiche a riguardo, ma si dice che l’origine di questo piatto sia legata a un’esclamazione di ammirazione fatta dal commediografo catanese Nino Martoglio. Provandola esclamò “Chista è ‘na vera Norma!”, paragonando il piatto alla perfezione dell’opera lirica “Norma” del celebre compositore catanese Vincenzo Bellini.

Catania offre un’esperienza vibrante e coinvolgente che può essere vissuta soprattutto tra gli stand dei suoi mercati. The Guardian, infatti, menziona il famoso mercato del pesce, situato nel cuore del centro storico. “A piscaria”, come viene chiamato nel dialetto locale, è un luogo capace di catturare l’essenza dell’anima vivace e tumultuosa tipica della Sicilia.

E, ovviamente, se parliamo delle delizie tipiche catanesi, non poteva certo mancare il seltz al limone, una bevanda rinfrescante a base di limone venduta nei chioschi situati nelle piazze storiche della città, e la granita con la brioche.

Mercato del pesce a Catania
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Il famoso mercato del pesce a Catania

Tra castelli, riserve naturali e una nuova scena culinaria

Per raccontare il profilo caratteristico di Catania, il quotidiano The Guardian cita anche un aspetto probabilmente poco noto ai più. La popolazione bengalese della città costituisce quasi il 7% dei 13.000 residenti stranieri: una presenza che sta portando alla nascita di una nuova scena culinaria basata sui sapori asiatici. Il quotidiano britannico racconta soprattutto alcune realtà che si affacciano sullo storico mercato “A Fera O’Luni” in Piazza Carlo Alberto.

Tra i monumenti, vicini a qualche ristorante da provare, viene citato il Castello Ursino, costruito per volere di Federico II di Svevia e progettato da Riccardo da Lentini, temporaneamente chiuso e attualmente non visitabile.

Infine, ai suoi lettori consiglia un luogo non proprio dietro l’angolo, ma ideale per chi, visitando la Sicilia in macchina, desidera inserire nell’itinerario una tappa naturale. Marina di Ragusa offre una riserva di straordinaria bellezza, con un sentiero appartato di 6 chilometri che si snoda lungo il fiume Irminio e la rigogliosa costa mediterranea. Si tratta di un luogo molto amato dalle famiglie siciliane e dagli appassionati di birdwatching perché qui vi fanno tappa numerose specie migratorie durante i loro viaggi dall’Africa.

È Militello in Val di Catania a vincere l’ambitissimo titolo di Borgo dei Borghi 2025

La finalissima della dodicesima edizione del Borgo dei Borghi, andata in onda durante la serata del 20 aprile all’interno della trasmissione Kilimangiaro, ha svelato l’attesissimo vincitore di questa dodicesima edizione. Nel corso del programma, la conduttrice Camila Raznovich ha reso nota la graduatoria finale dei partecipanti, a partire dal ventesimo posto fino ad arrivare arrivare al primo. Il vincitore di questa edizione è Militello in Val di Catania, in provincia di Catania.

Sant’Agata 2025, a Catania per una delle feste patronali più sentite d’Italia

Tra le feste patronali più sentite e amate d’Italia c’è Sant’Agata, una celebrazione popolare siciliana che coinvolge la città di Catania in 3 giorni di attività con un programma fittissimo. Scopriamo insieme tutto ciò che c’è da sapere sulla celebrazione di Sant’Agata 2025 a Catania: ti sveliamo il programma completo e tutte le info utili da conoscere.

Perché si festeggia Sant’Agata e quanto dura la festa

Dal 3 al 5 febbraio si festeggia Sant’Agata 2025, la festa patronale che celebra la santa patrona di Catania. La celebrazione è l’occasione per trasformare la città siciliana in un palcoscenico fondendo folklore, tradizione e fede in tantissime celebrazioni. L’evento è così sentito da attirare ogni anno tantissimi visitatori che sanno di potersi immergere in diverse giornate di festa, ciascuno con un programma preciso che scopriremo poco alla volta. Tra gli appuntamenti più attesi l’offerta della cera, la processione con il busto della santa e il trasporto con un itinerario suggestivo nell’ultimo giorno. Non solo un evento religioso quanto più un simbolo della città siciliana che mixa fede, cultura e spettacolo unendo varie generazioni.

Il programma del 2025

Come spiegato anticipatamente, il programma di Sant’Agata 2025 a Catania coinvolge 3 giorni di calendario ricchi d’eventi che partono il 3 e culminano il 5 febbraio.

  • Il programma del 3 febbraio: la festa patronale parte ufficialmente il 3 febbraio con un appuntamento ricco legato alla devozione. Si parte la mattina con delle Sante Messe nella Cappella di Sant’Agata e a mezzogiorno ha invece luogo la processione dell’offerta della cera, uno degli appuntamenti più attesi. A partecipare sono autorità civili, militari e religiose che sfilano accompagnate dai cittadini in un corteo solenne, portando ceri votivi alla santa. Il rito simboleggia devozione e sacrificio portato avanti in modo unito da tutta la comunità cittadina nei confronti della patrona. In serata il cielo di piazza Duomo si illumina con uno spettacolo pirotecnico conosciuto con il nome di “Sira o Trì”;
  • Il programma del 4 febbraio: martedì le celebrazioni entrano nel vivo con le porte della cattedrale che si aprono già all’alba per la messa dell’aurora e proprio in quel momento il busto reliquiario di sant’Agata esce dalla cattedrale tra applausi e commozione dei fedeli. La processione attraversa quindi la città lungo un percorso che tocca alcuni luoghi significativi della vita della santa. Durante il tragitto, autorità religiose e civili, ordini cavallereschi e devoti rendono omaggio alla Santa con preghiere e riflessioni. La giornata è caratterizzata da diversi momenti di raccoglimento e celebrazioni eucaristiche, con il culmine nel tradizionale messaggio alla città pronunciato dall’Arcivescovo in Piazza Stesicoro. Il corteo prosegue poi fino a tarda notte, con i fedeli che accompagnano il fercolo della Santa lungo le strade della città, rinnovando la loro fede con canti e preghiere.
  • Il programma del 5 febbraio: mercoledì è l’ultimo giorno della festa di Sant’Agata e per il 2025, oltre alla solenne messa pontificale nella cattedrale, si procede nel pomeriggio con una nuova processione del fercolo con il busto di sant’Agata che farà il giro dell’intera città passando per i luoghi simbolo della devozione ma non solo. Il momento più toccante? Quello del rientro in cattedrale quando la celebrazione si chiude ufficialmente con ringraziamento e benedizione.
l’offerta della cera
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L’offerta della cera a Catania

Info utili

Tra gli appuntamenti più importanti c’è sicuramente la processione di Sant’Agata che ha un percorso preciso che tocca alcuni luoghi strettamente legati alla santa. Si parte da piazza duomo, poi si procede lungo via Etnea, l’arteria principale del centro storico, passando davanti alla Chiesa della Badia di Sant’Agata e alla Chiesa della Collegiata. Si passa quindi ad esplorare le vie centrali con edifici barocchi rendendo omaggio alla santa raggiungendo poi piazza Stesicoro e il giardino Bellini.

Il tragitto continua lungo via Caronda, dove i devoti portano i grandi ceri votivi a mano o a spalla, come segno di gratitudine per una grazia ricevuta o di richiesta di intercessione. Il corteo giunge quindi in Piazza Cavour, nota come “u Burgu” nel dialetto locale, un punto nevralgico della festa.

Dopo questa sosta significativa, il fercolo riprende il suo cammino tornando su via Etnea, affrontando una delle tappe più iconiche della processione: la salita di via di San Giuliano. Un tempo affrontato di corsa, oggi il percorso viene compiuto con passo lento, ma conserva comunque tutta la sua solennità. L’itinerario prosegue poi lungo via Crociferi, tra le chiese barocche patrimonio dell’UNESCO. Qui avviene un altro dei momenti più toccanti: il canto delle monache benedettine di clausura del Monastero di San Benedetto, che intonano un inno in onore della Santa, in un silenzio carico di sacralità.

Cattedrale di sant'agata a Catania
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Sant’Agata a Catania: la cattedrale

La processione si avvicina quindi al suo epilogo, con il rientro in piazza duomo. Il momento del saluto finale è uno dei più commoventi: i devoti alzano i guanti bianchi in segno di omaggio, mentre il fercolo si gira simbolicamente per un ultimo sguardo alla folla, prima di rientrare in cattedrale. Così si chiude un altro anno di festa, lasciando i fedeli in attesa del prossimo incontro con la loro amata patrona.

Per l’occasione è stato creato l’Agata Ticket Più, una formula convenzionata di biglietto con all’interno 20 corse della metropolitana da utilizzare in modo condiviso tra più persone ad un prezzo agevolato di 5 euro e valido dal 1 al 6 febbraio. Catania è ben collegata ma la cosa migliore per assistere alle celebrazioni di Sant’Agata è soggiornare nei pressi della cattedrale in uno degli hotel, bed and breakfast o strutture ricettive della zona. La metropolitana avrà orari agevolati, coprendo spostamenti dalle 6:40 alle 2 del mattino riducendo l’orario dalle 6:40 alle 22:30 nel giorno di giovedì 6 febbraio.

Il culto di Sant’Agata a Catania è fortissimo: la festa popolare ricalca la vita della giovane appartenente ad una famiglia cristiana del luogo che nonostante la giovane età, a soli 15 anni, aveva scelto di consacrarsi a Dio. In quel periodo la città era sotto la dominazione di Quinziano che se ne era invaghito e desiderava sposarla. Al rifiuto, ha reagito prima strappando i seni alla ragazza, che però le sono ricresciuti dopo una visione. A quel punto Quinziano aveva deciso di metterla al rogo, ma un terremoto colpì violentemente la città e non fu giustiziata, ma rinchiusa in carcere dove è morta nel 251 ottenendo il titolo di protettrice di Catania.

Carnevale di Acireale, il più bello e tra i più antichi della Sicilia

Acireale è una graziosa cittadina della provincia di Catania con un prezioso centro storico barocco che, ogni anno, attira migliaia di visitatori. Tuttavia, Acireale è molto famosa soprattutto perché qui si tiene un Carnevale incredibile, da molti ritenuto il più bello della Sicilia e uno dei migliori di tutta Italia. Scopriamo insieme la sua storia e tutto ciò che occorre sapere sull’edizione 2025 di questo evento straordinario.

Storia del Carnevale di Acireale

Il Carnevale ad Acireale è una sorta di istituzione: è uno dei più antichi di tutta la Sicilia, ma anche una delle manifestazioni più autentiche e coinvolgenti dell’isola. Le sue origini risalgono al 1594 e all’epoca, come in gran parte anche oggi, rappresentava un momento dell’anno in cui ai cittadini era permesso scherzare sui potenti del tempo. È proprio partendo da questo presupposto che nel corso dei secoli sono nate alcune delle maschere più note di questo Carnevale, come“l’Abbatazzu” (chiamato anche Pueta Minutizzu), che ironizzava sulla classe clericale del tempo.

Dopo un periodo di stop, in quanto vietato e a causa di un terremoto che colpì la Sicilia Orientale, il Carnevale di Acireale ritornò a rallegrare il popolo nel XVIII secolo e persino con nuove maschere, come i Baruni, che volevano prendere in giro l’aristocrazia, e i Manti, costumi nati con l’unico scopo di far mantenere l’anonimato a chi l’indossava.

Il XXI secolo segna una sorta di svolta per il Carnevale di Acireale, perché alle maschere si aggiunse la sfilata delle carrozze dei nobili, la cassariata, da cui venivano lanciati confetti di diversi colori. Successivamente (nel 1800) arrivarono i carri in caratapesta, che ancora oggi sfilano tra le strade cittadine grazie al lavoro di volenterosi artigiani che ogni anno creano delle vere e proprie opere d’arte.

Nel febbraio del 1948 si aggiunse al programma anche un “Palio” con asini, la sfilata di un carro con tre macchine infiorate e l’immancabile ballo al Municipio. Il dopoguerra fu invece il periodo della creazione del “soggetto” infiorato posto sulle autovetture del tempo, mentre nel corso degli anni successivi (e quindi anche oggi) i carri allegorici si sono fatti sempre più sofisticati, colorati, infiorati e, soprattutto, giganteschi.

Date del Carnevale di Acireale 2025

In questo 2025 l’attesissimo Carnevale ad Acireale inizierà il 15 febbraio e durerà fino al 4 marzo (con una pausa dal 24 al 26 febbraio). Undici giorni di puro divertimento ed ognuno ricco di appuntamenti coloratissimi ed interessanti, in grado di ammaliare sia grandi che piccini. Per gli orari precisi si consiglia di controllare il programma nel sito ufficiale, perché tutte le giornate iniziano e terminano in momenti differenti.

Carnevale di Acireale, Sicilia
Fonte: iStock@massimo brucci
I carri del colorato Carnevale di Acireale

Eventi 2025 del Carnevale di Acireale

Come accennato in precedenza, oramai il Carnevale di Acireale è ricco di eventi imperdibili in ogni giornata di manifestazione. Raccontarvi tutti gli appuntamenti che ci sono in programma è quasi impossibile poiché davvero sono tantissimi, ma senza ombra di dubbio ce ne sono alcuni a cui occorre assolutamente partecipare almeno una volta nella vita.

Esposizione delle maschere isolate

Il 15, 16, 22, 23 e 27 febbraio e poi ancora l’1, 2 e 4 marzo si ha l’opportunità di ammirare l‘esposizione delle maschere isolate, opere più piccole e meno complesse dei carri allegorici ma che comunque trattano satira d’attualità, fatti di cronaca e persino personaggi mitici e politici. In genere sono realizzate dai giovani locali che portano avanti nel tempo le tradizioni della festa e, contemporaneamente, ne creano il futuro. Oltre ad essere esposte, le maschere isolate partecipano anche alle sfilate dei carri allegorici.

Sfilata dei carri allegorico-grotteschi

Le sfilate dei carri allegorico-grotteschi avvengono sia in notturna (15 e 22 febbraio) che in diurna (16 e 23 febbraio e 1, 2 e 4 marzo). Sono delle opere gigantesche costruite in cartapesta da esperti artigiani che sfilano per le vie del centro storico. Lo spettacolo a cui si trova ad assistere il visitatore è straordinario e ricco di colori, forme e creatività.

Il loro obiettivo è raccontare storie di satira e leggerezza, ma anche mostrare la maestria artigianale di chi gli ha dato vita. Insieme a loro, come accennato in precedenza, ci sono anche le maschere isolate e bande musicali che rendono il passaggio ancor più divertente e festoso.

Trofeo Carnevale di Acireale e 30° Grand Prix Sicilia corsa su strada

Il 16 febbraio sarà possibile partecipare al Trofeo Carnevale di Acireale che quest’anno tocca le dieci edizioni dalla sua nascita. Si tratta di una vera e propria corsa su strada poiché il suo obiettivo è aprire il 30° Grand Prix Sicilia. Il programma di quest’anno prevede 14 prove, due classifiche (una grande novità) e tutte le nove province siciliane coinvolte.

È bene sapere, tuttavia, che il 16 febbraio segna solo l’inizio di questo evento, poiché il Grand Prix di Sicilia terminerà il 23 novembre a Siracusa.

Mostra dei carri in miniatura

La mostra dei carri in miniatura va in scena ogni anno ed è allestita dalla Fondazione del Carnevale di Acireale. Si tratta di un concorso che si pone l’obiettivo di promuovere lo sviluppo dei nuovi talenti nella lavorazione della cartapesta. In sostanza sono opere realizzate dai più giovani attraverso la modellatura dell’argilla, lo stampo di gesso, la modellatura con la carta e molto altro ancora, fino ad installare all’interno dei motorini. In questo 2025 la mostra sarà a disposizione per i visitatori a partire dal 15 febbraio e fino alla fine dell’evento.

Altri appuntamenti da non perdere

Durante gli undici giorni di manifestazione, Acireale metterà in scena tantissimi altri appuntamenti da non perdere. Tra i migliori e i più divertenti segnaliamo:

  • Cerimonia di Apertura de “Il Più bel Carnevale di Sicilia” con Gruppo in Maschera e Carro d’Apertura: il 15 febbraio a partire dalle ore 17:30;
  • Smoking Blu Reggae Live: il 22 febbraio a partire dalle ore 15:00 in Piazza Duomo;
  • Giochi popolari: il 27 febbraio, sempre in Piazza Duomo, dalle ore 15:30;
  • Concorso Bambini in maschera: presso il Teatro Turi Ferro dalle ore 16:00 del 28 febbraio;
  • Papaveri e Papere Live: a Piazza Duomo l’1 marzo dalle 15:00;
  • Dj Set con Carnival Beat Festival: sempre in Piazza Duomo ma il 2 marzo a partire dalle ore 21:30;
  • Concorso e Premiazione CarnevAnimale: ancora Piazza Duomo, ma questa volta il 3 marzo allo ore 17:00;
  • Rogo di Re Burlone e Arrivederci alla Festa dei Fiori: evento che celebra la chiusura del Carnevale di Acireale 2025 il 4 marzo alle ore 24:00.
Sfilata notturna Acireale
Fonte: IPA
La sfilata notturna di Acireale

Biglietti del Carnevale di Acireale

Il Carnevale di Acireale prevede giornate ad ingresso libero (21, 27 e 28 febbraio e poi il 3 marzo) e giorni a pagamento (ovvero i restanti). I biglietti sono già acquistabili su Liveticket (in alcuni casi anche in sede o al botteghino) e prevedono diverse possibilità:

  • Biglietto Giornaliero: 8 euro;
  • Sconto Gruppo: 180 euro (25 ingressi con data);
  • Abbonamento 6 ingressi: data libera, nominativo ed è disponibile solo online o in Sede della Fondazione del Carnevale per un costo di 35 euro;
  • Abbonamento 4 ingressi: data libera, nominativo ed è disponibile sia online che in Sede della Fondazione del Carnevale al prezzo di 24 euro;
  • Abbonamento 2 ingressi: data libera e nominativo. Disponibile solo online o in Sede della Fondazione del Carnevale a 14 euro;
  • Giovani: nominativo, per fascia d’età 12-18 anni al costo di 6 euro;
  • Bambini: nominativo e destinato a chi è più alto di 120 cm e fino a 12 anni. Il costo è di 3 euro;
  • Biglietto Giornaliero: ma acquistato il giorno stesso dell’evento, sia online che al botteghino, al costo di 10 euro.

Come raggiungere il Carnevale di Acireale

È possibile partecipare, e quindi raggiungere, il Carnevale di Acireale in auto, in treno oppure in aereo. Chi preferisce utilizzare la propria automobile deve prendere l’autostrada A18 Catania-Messina e poi lo svincolo per Acireale. Oppure può utilizzate la Strada Statale 114 Orientale Sicula e infine seguire le indicazioni verso il centro città. A disposizione ci sono diversi parcheggi per moto, automobili, camper e bus che vanno da un minimo di 3,50 euro ad un massimo di 50 euro per l’intera giornata.

Chi preferisce il treno può scendere alla stazione di Acireale e da qui può prendere un taxi o un autobus per raggiungere il prezioso centro della città. Infine l’aereo: in questo caso l’aeroporto più vicino è quello di Catania Fontanarossa “Vincenzo Bellini”. Una volta atterrati occorre utilizzare un autobus diretto alla Stazione Centrale di Catania, dove poi è possibile salire a bordo di un autobus AST o su di uno dei treni diretti ad Acireale.

Le destinazioni 2025 secondo il New York Times, 3 sono italiane

Ogni anno il New York Times propone ai suoi lettori alcune mete ideali per un turismo alternativo e tra le 52 in lista quest’anno c’è anche l’Italia. Sono tre le destinazioni che hanno colpito la rivista oltreoceano: il famoso Cammino Retico sulle Dolomiti, un itinerario in bici da Trapani a Catania, in Sicilia, e la Milano ‘ristrutturata’ per le Olimpiadi invernali previste nel 2026. Queste mete italiane promuovono un turismo lento e sostenibile che in varie parti del mondo si sta diffondendo sempre di più.

Il rispetto per l’ambiente, la paura di conseguenze gravi come il cambiamento climatico, l’inquinamento e altre minacce per l’essere umano e le specie animali che popolano la terra, concorrono a spingere una maggiore consapevolezza. L’uomo deve assumersi le responsabilità e provare ad avere un futuro migliore, promuovendo la sostenibilità in vari settori. Il turismo incide molto su questo problema dello sfruttamento delle risorse, l’inquinamento atmosferico e sonoro, il consumismo e la salvaguardia della natura e dei patrimoni culturali e storici. Pertanto visitare un posto a piedi o in bicicletta è una formula di viaggio che può fare la differenza.

Milano come non l’avete mai vista

La città della moda ha sistemato alcuni edifici storici come Palazzo Citterio, ha organizzato nuove mostre ed esperienze culinarie, e in aprile è in programma la Settimana del Design 2025 aperta anche al pubblico. In occasione delle Olimpiadi invernali previste nel 2026 Milano si è ‘rivitalizzata’ per prepararsi ad accogliere i visitatori italiani e stranieri nel corso dell’anno.

Sempre molto dinamica e affollata, la capitale del Nord Italia è stata sempre trafficata e ricca di turisti che passeggiano per negozi, frequentano i locali e i ristoranti, e partecipano ai vari eventi culturali e di intrattenimento muovendosi anche in auto. Tra il 2022 e 2023 Milano ha migliorato la sua posizione risultando ai primi posti in termini di incremento delle performance di sostenibilità promosse da una DMO in Europa occidentale. I trasporti pubblici come i tradizionali tram funzionano e con la linea della metro offrono di spostarsi senza usare la propria auto o altri mezzi privati.

Milano
Fonte: 123RF
Piazza del Duomo a Milano

La Sicilia in bici

In bici anche il ‘Sicily Divide‘ che prevede 7 itinerari per 460 chilometri di strade secondarie, sterrate e sentieri per esplorare l’entroterra siciliano tra paesaggi collinari, borghi storici, siti archeologici, una ricca esperienza enogastronomica, ma non solo. “L’itinerario passa attraverso siti incredibili e vigneti, ma soprattutto dimostra che la vera attrazione della Sicilia sono i suoi abitanti” ha spiegato al Times Giovanni Guarnieri che ha organizzato il percorso.

Da Trapani a Catania puoi viaggiare in Mountain bike, Gravel o bici da corsa con il Divider’s Pass con il quale puoi raccogliere timbri lungo il percorso alle varie tappe, fino a un attestato di percorrenza all’arrivo. Da solo o in gruppo si può decidere se e quando sostare in un bike hotel e si può affrontare il percorso con il proprio mezzo o con una bici a noleggio.

Il Cammino Retico

In partenza da Aune in provincia di Belluno c’è il Cammino Retico lungo 170 chilometri che si percorre a piedi in sette giorni (da quest’anno anche in mountain bike o con la bici elettrica). I pellegrini e turisti appassionati di trekking possono avventurarsi lungo sentieri e strade di montagna che esplorano alcune aree remote del Trentino-Alto Adige e del Veneto. Durante le varie tappe i partecipanti ricevono timbri su un ‘passaporto’ che in futuro darà l’opportunità di utilizzare sconti ed essere informati su nuove iniziative.

Feltre
Fonte: iStock
Feltre per il Cammino Retico

Anniversari 2025: le mete nel resto del mondo da non perdere

Alcune destinazioni della Top 52 sono state scelte dal New York Times a causa di anniversari, come l’Inghilterra per i 250 anni di Jane Austen, autrice di Orgoglio e Pregiudizio, o Amsterdam che nel 2025 compie 750 anni. Grazie alla serie tv White Lotus sulla mappa è apparsa anche l’isola di Koh Samui in Thailandia, dove sono state girate molte scene della terza stagione della premiata serie tv. Alcune mete sono diventate accessibili solo da poco, come la Valle Nangma del Pakistan o la Groenlandia, grazie al nuovo aeroporto internazionale di Nuuk.

New York celebra 400 anni, ma è stata inclusa anche per il ritorno del pubblico alla Frick Collection in aprile, le riapertura dell’ala Michael Rockefeller del Met con le collezioni di arte oceanica e africana e dello Studio Museum ad Harlem oltre all’ampiamento del New Museum. C’è anche Londra, o meglio East London, teatro delle Olimpiadi 2012 dove a febbraio è prevista l’apertura di un nuovo teatro per la danza contemporanea e a maggio debutterà il V&A East Storehouse con un nuovo David Bowie Centre.

Come arrivare all’aeroporto di Catania da Messina

State scoprendo la Sicilia e, da Messina, dovete raggiungere l’aeroporto di Catania per tornare a casa o spostarvi verso altre mete sull’isola: come arrivarci in modo semplice, comodo e veloce? Sono diverse le soluzioni che vi permetteranno di arrivare all’aeroporto della città di Sant’Agata, dall’auto agli autobus, fino al treno e ai taxi. In questo articolo le approfondiremo e vi consiglieremo quelle più adatte in base alle vostre esigenze di viaggio e al tempo che avete a disposizione.

Come raggiungere l’aeroporto di Catania da Messina

L’aeroporto Fontanarossa-Vincenzo Bellini di Catania dista all’incirca 110 chilometri da Messina e può essere raggiunto in un’ora e mezza in base al traffico o in base a quale mezzo sceglierete per arrivarci. Le opzioni a vostra disposizione sono l’autobus, il treno, l’auto o il taxi.

Con l’autobus

Se volete raggiungere l’aeroporto con l’autobus, dalla città di Messina partono i mezzi di SAIS Autolinee. I bus partono con frequenza regolare da fermate diverse: Piazza della Repubblica, Viale Boccetta, Tremestieri, Via La Farina e Viale Gazzi. La prima corsa è alle 4:15 del mattino da Piazza della Repubblica, mentre l’ultima alle 20:30. Il prezzo del biglietto è di 8,40 euro e può essere acquistato comodamente online dal sito ufficiale, dove vi consigliamo di controllare in anticipo gli orari per eventuali cambiamenti. La durata totale del viaggio è di 1 ora e 35 minuti e vi lascerà direttamente all’aeroporto.

Con il taxi

Preferite la comodità di un taxi che, dal posto in cui vi trovate a Messina, vi porterà all’aeroporto di Catania negli orari da voi desiderati? Come in ogni grande città d’Italia, anche qui troverete diverse compagnie che offrono tariffe fisse. Generalmente, la tratta da Messina all’aeroporto costa intorno ai 150 euro. Si tratta di una soluzione poco economica rispetto ai mezzi pubblici, ma che garantisce maggiore flessibilità e autonomia.

Con il treno

Per uno spostamento più ecologico ed economico rispetto al taxi, potete optare per il treno. Trenitalia copre la tratta dalla stazione centrale di Messina all’aeroporto di Catania: i treni partono all’incirca ogni ora e la durata è di 1 ora e 30 minuti. Il biglietto, acquistabile online o alle apposite macchinette situate all’interno della stazione di Messina, costa 9,70 euro. La fermata ferroviaria Fontanarossa è collegata con l’aeroporto tramite navetta dell’AMTS e il costo del biglietto è di 1 euro.

Se invece arrivate prima alla stazione centrale di Catania, da qui potete prendere il bus AMTS “Alibus”, con partenze ogni 25 minuti; il costo del biglietto è di 4,00 euro. Potete acquistare il biglietto sul bus o presso i rivenditori dei biglietti AMTS.

Con l’auto

Infine, se avete un’auto a noleggio o la vostra vettura, raggiungere l’aeroporto di Catania da Messina sarà facilissimo. Vi basterà prendere l’A20/E90 da Viale Boccetta per poi proseguire verso l’A18 in direzione di SP701 a Catania. Prendete l’uscita Asse dei Servizi da E45 e infine continuate su SP701, guidando in direzione Via Fontanarossa a Catania. Il viaggio durerà all’incirca 1 ora e 20 minuti in base al traffico. Tra le diverse opzioni a vostra disposizione, l’auto è sicuramente quella più comoda e veloce.

Etna, tutte le leggende sul vulcano siciliano

L’Etna è un famoso complesso vulcanico siciliano ancora attivo, noto anche come Mongibello. Questo vulcano si trova sulla costa orientale dell’isola della Sicilia ed è uno dei vulcani più attivi del mondo, con un’altezza che supera addirittura i 3300 metri, che lo rende anche il più alto di tutto il continente europeo.

L’Etna, infatti, domina sulla vallata e sul golfo di Catania ed è visibile anche dalla città di Reggio Calabria e dai monti delle Madonie, che si trovano nella parte settentrionale della Sicilia. Il vulcano ha caratterizzato molto il paesaggio circostante, a causa del suo fuoco e della sua lava che hanno modificato continuamente il paesaggio, anche negli ultimi anni, creando non poche preoccupazioni nella popolazione vicina.

Le sue eruzioni, spesso spettacolari, hanno catturato l’immaginazione di molte persone, sin dai tempi antichi, e ciò ha portato alla nascita di numerose leggende legate alla sua grandezza ed alla sua enorme potenza. Tutto ciò ha reso l’Etna un simbolo culturale e mitologico conosciuto in tutto il mondo.

Ma quali sono le leggende legate al vulcano siciliano? Ce ne sono diverse: di epoca greca e romana, ma anche legate alla religione cristiana e alle tradizioni popolari siciliane.

La mitologia greca e l’Etna

Il dio del fuoco Efesto e la sua fucina

Una delle leggende più antiche legate all’Etna deriva dalla mitologia greca e riguarda storie legate al dio del fuoco e della metallurgia Efesto. Secondo questa leggenda, Efesto era noto per la sua abilità nel creare armi ed armature per gli dei dell’Olimpo e, secondo i greci, si diceva che la lava ed il fuoco che scaturivano, appunto, dall’Etna fossero una conseguenza dell’incessante lavoro di questo deo dell’Olimpo antico e della sua fucina sotterranea.

Tifone, il gigante ribelle a cento teste

Sempre nell’antica Grecia, si racconta di questo mostruoso gigante, dotato di cento teste di drago, chiamato Tifone. Questo essere, secondo questa leggende, venne sconfitto da Zeus ed imprigionato sotto il vulcano Etna. Proprio per questo, a causa di continui tentativi di liberarsi dalla prigione sotterranea, Tifone causò continui terremoti ed eruzioni vulcaniche.

Vista dalla città di Taormina dell'Etna innevato, con in primo piano le antiche rovine risalenti all'epoca degli Antichi Greci
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Vista dell’Etna dalle rovine greche della città di Taormina

Le leggende degli antichi romani

Anche in epoca romana nacquero delle leggende sul vulcano siciliano Etna, storie che non si discostano molto dalle loro versioni greche.

Encelado, uno dei titani ribelli sepolto sotto l’Etna

Una di queste leggende dell’epoca romana riguarda Encelado, ovvero uno dei titani che si ribellò contro gli dei dell’Olimpo. Un essere spaventoso, che possedeva mani enormi, una barba folta ed incolta, come pure le sopracciglia, e che al posto delle gambe aveva due squamose code di serpente. Questo spaventoso essere, dopo aver subito una sconfitta da Zeus, venne sepolto sotto l’Etna. I Romani credevano che i movimenti e le eruzioni del vulcano fossero causati dai tentativi di Encelado di liberarsi, come i greci pensavano che Tifone fosse la causa degli stessi avvenimenti.

La fucina di Vulcano e dei suoi ciclopi

Per il popolo romano, il vulcano siciliano era anche considerato come la fucina di Vulcano, considerato, come Efesto, il dio del fuoco. Come per i greci, anche in questo caso le eruzioni vulcaniche erano viste come il fumo e le scintille provenienti dalla fucina divina, dove Vulcano ed i ciclopi, ovvero i suoi aiutanti, forgiavano le armi sacre per gli dei.

Le leggende cristiane del Mongibello

Sono altre e diverse le leggende, invece, che provengono dal mondo cristiano. Infatti, con l’avvento del Cristianesimo, le leggende sul vulcano siciliano si trasformarono ed alle stesse vennero aggiunti elementi riconducenti alla religione.

La patrona della città di Catania: Sant’Agata

Una delle leggende più conosciute sarebbe quella legata a Sant’Agata, che è la patrona della città di Catania, che sorge proprio alle pendici dell’Etna. Si racconta che in passato ci fu un’eruzione molto violenta, che portò i cittadini catanesi a muoversi in massa verso il vulcano portando in processione il sacro velo di Sant’Agata, per chiedere ed implorando un suo intervento per fermare l’imminente catastrofe. Dopo questo gesto, l’eruzione si fermò, salvando così la vita alla popolazione siciliana e alla città di Catania. Da allora, la patrona Sant’Agata viene venerata come protettrice contro le eruzioni vulcaniche dell’Etna.

San Giorgio contro il drago Tifone

Quest’altra leggenda, invece, riporta all’antica Grecia. Si tratta nuovamente di Tifone, il dio ribelle che si mostrò ostile al volere degli dei grechi. Infatti, secondo il racconto di quest’epoca, San Giorgio avrebbe sconfitto un drago, spesso identificato con il nome di Tifone, che tentò di scappare alla prigionia sotto l’Etna, scatenando le eruzioni del vulcano e mettendo in pericolo la popolazione circostante.

Eruzione vulcanica dell'Etna, durante la quale è visibile anche la lava che fuoriesce dal cratere
Fonte: iStock
Eruzione dell’Etna, Sicilia

Le leggende popolari siciliane e dei popoli del nord

Nel corso dei secoli, storie e leggende relative a questo vulcano siciliano, hanno subito delle modifiche, con interferenze religiose e culturali. Sono nate sia leggende del popolo siciliano, ma anche da popolazioni del nord Europa.

La montagna e la luna e la sposa dell’Etna

La prima leggenda di stampo popolare siciliana, se così si può definire, è una delle più affascinanti. In questa leggenda si racconta come l’Etna fosse innamorato della luna e che ogni notte cercasse di raggiungerla, sfruttando il suo fuoco e le sue fiamme. Allora, la luna, commossa dall’amore della montagna, ovvero l’Etna, brillava sempre più luminosa, creando così uno spettacolo unico.

Questa leggenda riflette il fascino romantico che l’Etna riesce ad esercitare sugli abitanti della regione. Proprio da qui nasce un’altra leggenda popolare, ovvero la storia di una giovane donna, promessa sposa di un uomo considerato malvagio, la quale preferì gettarsi nell’Etna piuttosto che sposarlo. Da quel giorno, ogni volta che il vulcano siciliano erutta, si dice che ad uscire dal cratere siano le lacrime di questa sposa infelice.

Il mondo dei morti e la Regina Elisabetta I

Infine, una leggenda proveniente dai territori del Nord Europa e che riguarda un personaggio molto famoso della storia inglese: la Regina Elisabetta I. Questa leggenda, infatti, racconta che l’anima errante della Regina riposi nell’Etna, che era riconosciuto anche come il mondo dei morti, a causa di un patto che essa fece con il diavolo, in cambio del trono d’Inghilterra.

Come si è visto, l’Etna è ed è stato fonte inesauribile di leggende popolari e che hanno accompagnato le diverse popolazioni che hanno abitato la Sicilia. Queste leggende arricchiscono la cultura e la storia della Sicilia, ed aprono una finestra sul come gli esseri umani cerchino di comprendere, in qualsiasi modo, la forza di questo vulcano siciliano, il più attivo del pianeta terra.

Allo stesso tempo, queste leggende ne arricchiscono anche il fascino. Per chi visita l’Etna, il fatto di conoscere queste leggende, renderà l’esperienza ancora più profonda e significativa, ammirando probabilmente con occhi diversi una delle più belle meraviglie naturali della regione Sicilia e di tutto il territorio italiano.

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