La Lombardia scende in piazza a Bruxelles per dire no al taglio e alla centralizzazione dei fondi di coesione. L’assessore regionale allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, e il sottosegretario con delega Relazioni Internazionali ed Europee, Raffaele Cattaneo, hanno partecipato oggi alla manifestazione indetta di fronte al Parlamento Europeo dalla ‘Cohesion Alliance’, il movimento che riunisce le regioni contrarie alla proposta della Commissione Europea di ridurre e accentrare le risorse destinate ai territori.
Le ripercussioni per il territorio lombardo
L’assessore Guidesi ha lanciato l’allarme sulle ripercussioni per il territorio lombardo: “Se andasse in porto il progetto di Ursula von der Leyen, per la Lombardia verrebbero a mancare 4,4 miliardi di euro che la Regione investe in modo virtuoso in molteplici settori, a cominciare dalle politiche di sostegno alle imprese per arrivare alla formazione e alla ricerca. Tagliare i fondi di coesione significa mettere a repentaglio lo sviluppo dei territori. Una scelta insensata che contrastiamo con forza”.
“Indebolire le politiche di coesione – ha proseguito Guidesi – significa cancellare l’unico legame diretto tra la Commissione Europea e i territori. La mobilitazione di Bruxelles, trasversale a ogni schieramento politico, dice che le regioni non subiranno passivamente questa decisione scellerata”.
Fondi di coesione, Regione Lombardia a Bruxelles per dire no al taglio
“Oltre al tema della diminuzione delle risorse – ha sottolineato Guidesi – la Lombardia risulterebbe danneggiata anche dalla gestione fondi che passerebbe allo Stato centrale. Vorrebbe dire dover attendere i tempi di Roma, non propriamente celeri. Non ce lo possiamo permettere. Il nostro sistema economico-sociale ha bisogno di tempi di reazione ‘lombardi’: siamo uno dei principali motori economici d’Europa e dobbiamo poter continuare a correre”.
“Penalizzare i territori – ha evidenziato Guidesi – vuol dire cancellare il grande lavoro messo in campo rispetto alla capacità di costruire percorsi strategici di sviluppo, finanziati negli anni con i fondi di coesione”.
Politiche dannose verso la locomotiva economico-produttiva del nostro Paese
“Da sempre la Lombardia – ha commentato il sottosegretario Cattaneo – è in prima linea per evitare che le Regioni subiscano effetti pesantissimi a causa di scelte che vanno nella direzione opposta di quanto noi sosteniamo: no alla centralizzazione, sì alla sussidiarietà e alla valorizzazione del ‘saper fare’ dei territori. Il presidente Fontana, per primo a livello nazionale e anche su scala europea, sostiene che queste politiche siano inaccettabili e dannose verso la locomotiva economico-produttiva del nostro Paese”.
“I fondi europei di coesione e sviluppo, che rappresentano la stragrande maggioranza delle risorse a disposizione per le politiche regionali a supporto delle imprese, devono rimanere in capo alle Regioni. Se questo non dovesse più avvenire si rischia di rallentare o addirittura bloccare la competitività dei nostri territori che significa frenare l’economia del Paese”. Lo ha detto l’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi, a margine del nuovo appuntamento della Cabina Economica del Nord-Ovest avvenuto nella giornata del 10 ottobre 2025 a Genova.
Fondi di coesione alle Regioni, il messaggio della Lombardia a Bruxelles
“Stiamo assistendo – ha proseguito Guidesi – a una discussione malsana; se dovesse concretizzarsi quanto si sta proponendo con insistenza a Bruxelles e quindi un cambio di governance delle risorse, si rischierebbe seriamente di compromettere la competitività delle imprese e dei nostri territori. Non possiamo permetterci di svilire il ruolo delle Regioni che, come la Lombardia, oggi trainano il Paese”.
L’assessore sottolinea anche l’importanza dei tempi e della capacità di azione: “Serve celerità. I territori vogliono continuare a fare la propria parte, vogliamo renderci utili alle nostre imprese con strumenti efficaci così da permettere alle stesse di raggiungere i loro obiettivi nel minor tempo possibile. Ma se i processi restano ostaggio della burocrazia o di logiche centralistiche, allora il sistema lombardo nel suo complesso non potrà più essere motore dello sviluppo, e il Paese subirà danni strutturali”.
Infine, un richiamo alla concretezza: “I nostri sistemi ed ecosistemi territoriali – ha concluso Guidesi – funzionano quando vengono messi in condizione di agire con rapidità. Con i tempi di Roma non saremo competitivi. Abbiamo bisogno di strumenti chiari, risorse certe e una governance che resti in capo ai territori. Solo così potremo continuare a garantire che la Lombardia continuo ad essere locomotiva”.
“Diminuendo e centralizzando i fondi europei di coesione sarebbe impossibile strutturare e finanziare gli strumenti di sostegno alle imprese messi in campo da Regione Lombardia. È un incubo pensare che sia Roma a doversene occupare. Servono tempi di azione ‘lombardi’ per rispondere con efficacia alle esigenze delle nostre aziende”. Lo ha detto l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, a margine della presentazione del nuovo pacchetto di misure regionali a supporto del tessuto imprenditoriale.
No a svilimento ruolo Regioni
“L’Europa – ha proseguito Guidesi – non deve svilire il ruolo delle regioni, impedendo di fatto alla Lombardia di costruire politiche economiche adatte a un territorio che spinge sull’innovazione e anticipa i tempi. Come Lombardia, insieme ad altre regioni europee virtuose, siamo impegnati in una battaglia politica cruciale: dobbiamo scongiurare che si concretizzi il programma di bilancio pluriennale proposto dal presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen”.
Lombardia locomotiva del Paese
“Se tolgono risorse alle Regioni produttive – ha sottolineato Guidesi – queste non potranno più contribuire al prodotto interno lordo europeo. Il danno dal punto di vista economico sarebbe molto elevato per l’intero Continente e anzitutto per l’Italia, perché vorrebbe dire frenare la Lombardia ovvero la locomotiva del Paese”.
La voce del ‘sistema lombardo’
L’assessore ha ricordato come sul tema dei fondi di coesione si sia mobilitato il ‘sistema lombardo’ nel suo complesso, dai rappresentanti istituzionali alle associazioni di categoria fino ai principali attori dell’economia e del mondo delle imprese, riuniti la scorsa settimana a Bruxelles dal governatore Attilio Fontana proprio per far sentire la voce della Lombardia nelle istituzioni comunitarie. “Le interlocuzioni vanno avanti con i membri della Commissione Europea e con il Governo italiano – ha concluso Guidesi – ma ho la sensazione che, al di là di timide smentite informali, questo progetto nefasto stia procedendo speditamente. Ma la Lombardia non resterà in silenzio e continuerà a rivendicare le proprie istanze a tutela di imprese e cittadini”.
La Lombardia protagonista a Bruxelles, al Comitato Europeo delle Regioni, per riaffermare la necessità che l’Ue ascolti la voce dei territori virtuosi. Nella capitale belga il ‘sistema lombardo’ nel suo complesso, in sintonia con la rappresentanza diplomatica italiana a Bruxelles, si è riunito per ribadire alle istituzioni europee l’esigenza che le comunità locali mantengano il proprio ruolo chiave nella programmazione e gestione dei fondi di coesione e agricoli.
Al centro il futuro delle politiche comunitarie con focus su transizione ecologica e digitale
Una giornata di incontri e tavole rotonde dal titolo ‘Lombardia, Europa: vincere la sfida della competitività‘, dedicata al futuro delle politiche comunitarie rispetto al profilarsi del nuovo ‘Quadro finanziario pluriennale 2028-2034′, con focus su transizione ecologica e digitale, ricerca e competenze professionali, il diritto a rimanere nei territori, l’agricoltura e la sicurezza alimentare.
La delegazione di Regione Lombardia a Bruxelles
Ai lavori hanno partecipato i principali attori lombardi dell’economia e delle imprese insieme al presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, al vicepresidente e assessore al Bilancio, Marco Alparone, e agli assessori regionali Alessandro Beduschi (Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste), Paolo Franco (Casa e Housing sociale), Guido Guidesi (Sviluppo economico), Giorgio Maione (Ambiente e Clima), Massimo Sertori (Enti locali, Montagna, Risorse energetiche, Utilizzo risorsa idrica), Simona Tironi (Istruzione, Formazione e Lavoro), Gianluca Comazzi (Territorio e Sistemi verdi – in videocollegamento), oltre al sottosegretario alla presidenza con delega alle Relazioni internazionali ed Europee, Raffaele Cattaneo.
Alparone: Lombardia affidabile nella gestione del bilancio
“Il nuovo ‘Quadro finanziario pluriennale’ – ha puntualizzato il vicepresidente Alparone – rappresenta un passaggio decisivo sui cui Regione mantiene alta l’attenzione. La Lombardia negli anni si è dimostrata pienamente affidabile dal punto di vista della gestione del bilancio e della capacità di mettere a terra progetti finanziati con fondi europei. Un’affidabilità certificata a più riprese dai rating delle agenzie internazionali. In Lombardia la sinergia tra pubblico e privato consente di moltiplicare l’impatto degli investimenti generando sviluppo, lavoro e innovazione. Un modello che possiamo offrire alle altre realtà dell’Unione europea”.
Guidesi: Lombardia prima regione manifatturiera d’Europa
“La Lombardia – ha dichiarato l’assessore Guidesi – è la prima regione manifatturiera d’Europa e, in quanto tale, sente la responsabilità di portare la voce del proprio ecosistema produttivo dentro il dibattito europeo. Ritengo che l’Europa non possa permettersi un modello centralizzato che rischi di depotenziare i territori. Ci siamo posti l’obiettivo di mantenere il nostro primato industriale in maniera sostenibile“.
“Siamo qui – ha aggiunto Guidesi – a chiedere all’Ue di essere messi nelle condizioni di farlo, perché le regole europee non ci consentono di tenere insieme gli obiettivi di decarbonizzazione con la competitività delle nostre aziende. Bruxelles ascolti la voce delle Regioni virtuose”.
Sertori: serve contrastare lo spopolamento delle aree interne e della montagna
“Contrastare lo spopolamento delle aree interne e della montagna – ha sottolineato l’assessore Sertori – significa prima di tutto garantire servizi essenziali: sanità, scuola, mobilità, ma anche politiche abitative calibrate sulle esigenze dei territori. La montagna lombarda non è un luogo da preservare solo per il suo valore ambientale o turistico, è una comunità viva che chiede opportunità di lavoro, accesso ai servizi e infrastrutture moderne. Per questo Regione Lombardia, attraverso la ‘Strategia delle Aree Interne’, punta su un approccio integrato, che tenga insieme sviluppo locale, confronto con i territori ed equilibrio nell’uso delle risorse. Solo così potremo trasformare la sfida dello spopolamento in un’occasione concreta di crescita sostenibile e duratura”.
Franco: housing sociale leva fondamentale per lo sviluppo dei territori
“Il tema dell’housing sociale – ha affermato l’assessore Franco – rappresenta una leva fondamentale per lo sviluppo equilibrato dei territori. Lo vediamo soprattutto nelle grandi aree metropolitane, ma anche nelle zone montane e in quelle a vocazione turistica, dove i prezzi e i canoni di locazione mettono in difficoltà non solo le fasce più fragili, ma anche le famiglie dei lavoratori che garantiscono servizi essenziali”.
“Con la ‘Missione Lombardia’ – ha proseguito Franco –, Regione mette in campo importanti risorse per ampliare l’offerta di alloggi a prezzi accessibili, favorendo la rigenerazione urbana sostenibile e valorizzando il patrimonio edilizio esistente. Le politiche abitative sono uno strumento essenziale per rendere i nostri territori più attrattivi, coesi e competitivi”.
Tironi: mettiamo al centro la connessione tra scuola, formazione, università e lavoro
“Le grandi transizioni che interessano l’Europa – ha osservato l’assessore Tironi – richiedono competenze nuove e strumenti di formazione capaci di accompagnare le persone lungo tutto l’arco della propria vita. In Regione Lombardia abbiamo scelto di mettere al centro la connessione tra scuola, formazione, università e lavoro, costruendo filiere integrate che vanno dall’istruzione professionale agli ITS Academy fino al mondo delle imprese. Quando i percorsi formativi sono coerenti con i fabbisogni produttivi, i giovani trovano più rapidamente un’occupazione qualificata e le imprese dispongono di professionalità adeguate”.
Maione: in Lombardia la prima legge regionale per il clima in Italia
“Regione Lombardia – ha ribadito l’assessore Maione – ha approvato la prima legge regionale per il clima in Italia, integrando mitigazione e adattamento in un’unica strategia anche mediante il ripristino degli ecosistemi. È fondamentale che l’Unione Europea sostenga in modo concreto le Regioni puntando sul pragmatismo e archiviando la stagione delle ideologie in materia ambientale. Gli obiettivi della sostenibilità si possono raggiungere con gradualità e con strumenti concreti in grado di accompagnare i territori verso la transizione ecologica”.
Beduschi: la voce dell’agricoltura lombarda a Bruxelles
“A Bruxelles – ha aggiunto l’assessore Beduschi – abbiamo portato la voce dell’agricoltura lombarda, che chiede una PAC 2028–2034 capace di riconoscere il ruolo delle imprese come garanti di sicurezza alimentare e qualità. Serve un sistema che garantisca risorse adeguate anche alle regioni sviluppate come la nostra, valorizzando la zootecnia anche con le nuove regole. Occorre inoltre sbloccare definitivamente la possibilità di trasferire l’innovazione in campo, ad esempio attraverso le TEA di cui siamo pionieri. Infine, chiediamo una strategia europea che integri biogas, digestato, biometano e agrivoltaico in un modello di bioeconomia circolare che tuteli i suoli e promuova la multifunzionalltà agricola nel rispetto dell’ambiente”.
Comazzi: tutela della biodiversità e rigenerazione dei suoli priorità strategica
“La tutela della biodiversità e la rigenerazione dei suoli – ha concluso l’assessore Comazzi – sono priorità strategiche per la Lombardia. Con la legge sul consumo di suolo e con progetti europei come LIFE NatConnect2030, Regione promuove un modello di sviluppo territoriale sostenibile e coerente con gli obiettivi dell’Unione Europea. Le Nature-Based Solutions (NBS) devono diventare parte integrante delle politiche europee, perché rappresentano strumenti efficaci per rafforzare la resilienza dei territori e migliorare la qualità della vita delle comunità”.
Presente anche Arpa Lombardia
All’evento ha partecipato anche il direttore generale di Arpa Lombardia, Fabio Cambielli, che ha ricordato il ruolo fondamentale dell’Agenzia “per il raggiungimento degli obiettivi del PRSS (Programma Regionale di Sviluppo Sostenibile) proprio per la capacità di produrre dati e mettere in gioco competenze tecniche che vengono assorbite nei processi decisionali regionali”.
Si sono ritrovate a Monaco di Baviera le 40 Regioni appartenenti all’Automotive Regions Alliance (ARA), la realtà europea che raggruppa i territori manifatturieri più importanti del continente con una presenza significativa di aziende del settore Automotive. A presiedere l’ARA è la Lombardia con l’assessore allo Sviluppo economico Guido Guidesi.
Le Regioni si sono incontrate a Monaco per l’assemblea annuale in occasione del Salone dell’Auto (IAA Mobility): all’ordine del giorno la firma di un nuovo Manifesto e, soprattutto, un momento di confronto alla vigilia del grande appuntamento del 12 settembre 2025 a Bruxelles, quando il presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, riunirà tutti i più importanti protagonisti dell’industria dell’Automotive. Tutti ad esclusione di uno: l’Automotive Regions Alliance; una scelta molto criticata dalla Lombardia e da tutta l’associazione, considerando che le Regioni aderenti all’Ara rappresentano il 40% del Pil europeo.
Il bilancio del primo anno di presidenza
Per Guidesi l’evento bavarese è stata l’occasione per tracciare un primo bilancio del suo anno di presidenza e per ribadire le priorità di azione, sempre con l’obiettivo di difendere l’industria Automotive messa in grave difficoltà dalle decisioni “ideologiche”, come le ha definite lo stesso Guidesi, messe in atto della precedente Commissione e non corrette dall’attuale.
“Innanzitutto – ha spiegato Guidesi durante il suo intervento – è importante sottolineare il fatto che la squadra si sia allargata arrivando a quota 40 Regioni, che nel loro complesso rappresentano l’Europa dal punto di vista geografico ma anche economico, dato che sostanzialmente i 40 territori insieme incidono praticamente per la metà del Pil europeo. All’interno dell’alleanza abbiamo creato sinergia e sintesi: allo stesso tempo siamo riusciti a proporre alla Commissione europea documenti con idee e suggerimenti per raggiungere l’obiettivo di una mobilità sostenibile senza distruggere la competitività. Al momento, però, la Commissione non è passata dall’ascolto alla concretizzazione; infatti, per ora quasi nulla delle nostre proposte è stata messa in campo”.
Il nuovo manifesto dell’Automotive Regions Alliance
Sul versante invece delle priorità, molte delle quali inserite nel nuovo Manifesto dell’Ara, il presidente dell’alleanza Guidesi ha sottolineato quanto ormai sia doveroso e non più rimandabile l’attuazione del principio di ‘neutralità tecnologica’. A tal proposito una novità significativa introdotta nel nuovo Manifesto dell’Automotive Regions Alliance, sottoscritto da tutte le 40 Regioni, consiste nella richiesta indirizzata alla Commissione Ue di considerare anche i carburanti alternativi (ad esempio i biocarburanti) nel raggiungimento di una mobilità sostenibile. Una battaglia ‘lombarda’ che oggi trova ampia condivisione in Europa.
Altro elemento significativo inserito nel Manifesto, e condiviso da tutti i partecipanti, riguarda la dura presa di posizione rispetto all’esclusione di Ara dalla riunione strategica del 12 settembre a Bruxelles.
“Grave – si legge nel documento – che l’alleanza non sia stata pienamente inclusa nel dialogo strategico sul settore automobilistico, nonostante il suo ruolo essenziale nella rappresentanza degli interessi regionali, e si ritiene che ciò costituisca un’occasione mancata per garantire adeguata rappresentazione alle istanze territoriali”. Anche in questo caso la Lombardia è stata tra le prime a denunciare la decisione definendola “un pessimo segnale”.
Il ruolo delle auto d’epoca e il calcolo delle emissioni
Un ulteriore passaggio significativo sottolineato da Guidesi e ripreso nel documento riguarda le ‘auto storiche’. “Si rimarca – si legge – che il quadro giuridico dell’Ue che fissa gli obiettivi climatici nel settore del trasporto su strada non si applica alle auto d’epoca, che svolgono un ruolo fondamentale nella conservazione del patrimonio storico e culturale delle regioni automobilistiche d’Europa”.
Altro elemento chiave della ‘tesi lombarda’ inserito nel Manifesto riguarda il metodo di calcolo delle emissioni: “importante considerare – si legge nel paragrafo specifico – il ruolo strategico della valutazione del ciclo di vita (LCA) nell’orientare lo sviluppo tecnologico; allo stesso tempo si ritiene fondamentale che l’UE investa ulteriormente nell’innovazione relativa ai biomateriali, alla progettazione circolare e ai metodi di produzione a basso impatto per sostenere gli obiettivi climatici e il rinnovamento industriale regionale, sia per i componenti automobilistici e l’assemblaggio di veicoli sia per i componenti delle batterie e il loro assemblaggio”.
L’appello alla Commissione Ue per l’Automotive
“La Commissione europea – ha dichiarato il presidente di Ara, Guidesi – ora deve decidere se salvare l’industria automotive europea oppure far morire l’intero comparto. O si cambiano le regole e l’impostazione attuale oppure lasceremo ai costruttori cinesi il monopolio. L’Europa invece si troverà a gestire tanti disoccupati visto che questo settore, tra diretti e indiretti, vale 13 milioni di posti di lavoro. Con il ‘solo elettrico’ gli obiettivi ambientali si raggiungeranno unicamente attraverso la desertificazione industriale. La Commissione decida, tempo non ce n’è più”.
Prix Versailles 2025 ha analizzato gli empori più belli del mondo e ha stilato una classifica dei luoghi in cui lo shopping diventa avventura e l’architettura e il design trasformano l’attività in un’esperienza coinvolgente. La lista degli 8 empori premiati fa sognare, compaiono boutique e librerie dalle atmosfere surreali e tra queste meraviglie una è italiana.
Cartier a Bruxelles
Un giardino incantato in pieno centro città: così appare la boutique Cartier a Bruxelles dopo la spettacolare ristrutturazione firmata Friedmann & Versace. È un luogo che mescola savoir-faire artigianale, riferimenti alla pittura surrealista belga e omaggi all’architettura floreale di Victor Horta.
Passeggiando tra parquet a mosaico di ninfee e lampadari che sembrano foreste luminose, ci si ritrova in un universo dove natura e design si abbracciano. È un Cartier poetico, che fa respirare bellezza sostenibile grazie a materiali alternativi e gestione ecologica. Un diamante urbano.
La boutique di Louis Vuitton a Shanghai compare nella lista degli 8 empori di design più belli al mondo. L’intervento di Shohei Shigematsu di OMA ha trasformato questo spazio in un’avventura culturale con luci soffuse, un tocco retrò e legno per richiamare l’atmosfera di una crociera.
Altro che semplice libreria: la Zhongshuge di Tianjin è un tempio della conoscenza grande quanto una biblioteca civica. Archi altissimi, giochi di specchi e scaffali che sembrano onde danno vita a uno scenario mozzafiato, firmato dallo studio X+Living. I mattoni e i dettagli in metallo dialogano con linee futuristiche, mentre il blu dominante richiama l’acqua del vicino porto.
Al 4° posto tra gli 8 empori di design più belli al mondo secondo Prix Vresailles 2025 c’è un nome italiano che brilla all’interno del quadrilatero della moda milanese. Lo store di Tiffany & Co. In Montenapoleone, è costruito su 3 piani e vanta scalinate in vetro, cortili inondati di luce e opere d’arte firmate da giganti come Picasso e Warhol. Dai gioielli che hanno fatto la storia, ai saloni privati dedicati ai diamanti, ogni angolo racconta un pezzo di mito.
Quattro piani e un’anima doppia: da un lato l’identità forte di Rolex, dall’altro la delicatezza estetica giapponese. La facciata verde smeraldo sembra respirare con la città, filtrando luce e colore. All’interno, il percorso è un crescendo: orologi esposti come opere d’arte, saloni raffinati, un bar esclusivo e persino un laboratorio sotterraneo.
Un’istituzione di dolci tradizionali con 500 anni di storia che si trasforma in grattacielo-icona: ecco il Toraya Ginza Building di Tokyo. Dodici piani dove convivono boutique, ristoranti, terrazze panoramiche e persino una galleria di ceramiche.
Il primo Apple Store della Malesia non poteva che essere rivoluzionario. Firmato Foster + Partners, si presenta come un enorme cubo-lanterna che si apre su un giardino tropicale sospeso e proprio per questo viene premiato.
Un loft industriale trasformato in paesaggio emozionale: il nuovo Longchamp di SoHo porta la firma visionaria di Thomas Heatherwick. Al centro, una scalinata scultorea in acciaio che sembra un nastro in movimento, intorno spazi fluidi e pieni di energia creativa.
Ue, se cambieranno le regole, la funzionalità delle Regioni è a rischio. È l’allarme lanciato dall’assessore allo Sviluppo economico di Regione LombardiaGuido Guidesi, in merito alla riforma dei finanziamenti europei, attualmente destinati direttamente alle Regioni.
“Se i fondi europei di coesione oggi, destinati direttamente alle Regioni, dovessero realmente passare da una gestione regionale ad una centralizzata da parte dello stato, verrebbe decretata la fine delle Regioni. Ci sarebbe soprattutto un freno alla crescita economica nazionale. Basti pensare sull’incidenza della Lombardia sul pil nazionale”.
Il nodo Ue e il rischio per la funzionalità delle Regioni
Il nodo del contendere sta nella prossima programmazione del bilancio pluriennale europeo 2028-2034, che la Commissione dovrebbe presentare ufficialmente a metà luglio e su cui sono cominciate le prime discussioni. Un terzo del bilancio comunitario è ad oggi rappresentato dai fondi di coesione, che Bruxelles assegna alle Regioni. Una cifra già destinata a ridursi per effetto dell’allargamento e che potrebbe essere ulteriormente tagliata per finanziare la difesa europea. Ma il vero tema che preoccupa la Lombardia, e con lei la gran parte delle regioni europee piú produttive, è la gestione di quei fondi: vale a dire che si passi da una gestione regionale ad un Piano nazionale per ogni Stato membro che provvederebbe poi alla ripartizione sul modello del Pnrr.
Freno alle economie
“Una governance diversa, quindi nazionale – aggiunge l’assessore lombardo – provocherebbe il freno alle economie delle Regioni più produttive ed ai servizi rivolti ai cittadini. Per la sola Lombardia, ad esempio, significa il venir meno di specifici supporti a oltre 900mila partite iva”.
“Se il Paese non vuole fare a meno delle influenze positive economiche delle Regioni più produttive, come la Lombardia – conclude Guidesi – deve permettere a queste stesse regioni di continuare ad incidere sulla crescita e sull’innovazione. E questo oggi accade grazie alle risorse europee gestite delle Regioni. Se questo non dovesse più accadere è chiaro che si frenerebbe la Lombardia e quindi si frenerebbe tutta l’Italia”.
In tema di ‘Dop Economy‘ l’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste di Regione LombardiaAlessandro Beduschi ha partecipato a Bruxelles (Belgio), in qualità di presidente, all’Assemblea generale di Arepo, l’associazione delle Regioni europee per i Prodotti d’origine.
Arepo: 35 Regioni di 8 Stati della Ue
Arepo rappresenta 35 Regioni di 8Stati membri dell’Unione Europea (Italia, Francia, Spagna, Germania, Grecia, Croazia, Polonia e Portogallo) e oltre il 60% delle Indicazioni geografiche registrate a livello Ue, tra Dop (Denominazione origine protetta), Igp (Indicazione geografica protetta) e Stg (Specialità tradizionali garantite).
Dop Economy
“Presiedere Arepo – ha dichiarato Beduschi – significa portare in Europa la voce delle Regioni che ogni giorno difendono e promuovono la qualità come leva strategica di sviluppo . In un mercato sempre più volubile e globale, dobbiamo investire su ciò che ci distingue: origine, tracciabilità, legame con il territorio. È questa la vera forza delle nostre produzioni a Indicazione geografica”.
Nel mondo le specialità a Indicazione d’origine (Ig) sono oggi 3.428, di cui 856 in Italia, che detiene il primato assoluto di cibi e vini a Denominazione. Il sistema Dop e Igp italiano vale 20,2 miliardi di euro alla produzione, 11,6 miliardi in export e impiega circa 850.000 addetti.
Lombardia, prima in Italia nel comparto formaggi
Con 75 prodotti riconosciuti, la Lombardia è la quarta regione italiana per numero di Ig, ma terza per impatto economico complessivo, con un valore che sfiora i 2,6 miliardi di euro. È prima in Italia per il comparto dei formaggi Dop (1,8 miliardi). A livello provinciale spiccano Mantova (594 milioni), Brescia (581 milioni), Cremona (307 milioni), Sondrio (260 milioni) e Lodi (110 milioni) nel settore food. Nel comparto vino si distinguono invece Brescia (348 milioni) e Pavia (114 milioni).
‘Gi Smart’ e il programma ‘Horizon Europe’
Nel corso dell’assemblea, Beduschi, in qualità di presidente, ha illustrato il bilancio delle attività dell’associazione e le priorità del mandato. Gli interventi hanno riguardato, tra l’altro, il nuovo Regolamento europeo sulle Ig, a cui Arepo ha contribuito attivamente, e il l rafforzamento dei rapporti con Commissione, Parlamento e Comitato delle Regioni. In discussione anche la partecipazione a progetti europei come ‘GI Smart‘, un’iniziativa finanziata dal programma ‘Horizon Europe‘ che mira a valorizzare il ruolo delle Ig nello sviluppo sostenibile dei territori.
Indicazioni geografiche raccontano la storia delle comunità
“Le Regioni – ha concluso Beduschi – sono le vere custodi di questo patrimonio, che non è solo economico ma anche sociale. Le Indicazioni geografiche raccontano il lavoro delle comunità, la storia dei luoghi, e sono un argine contro l’omologazione alimentare. Il nostro compito è tutelarle, rafforzarle e farle conoscere in tutta Europa”.
Il bando rinnova auto di Regione Lombardia è un successo. “La Lombardia conferma il proprio approccio alla transizione ecologica, puntando su innovazione tecnologica e sostegno concreto a famiglie e imprese, anziché su politiche basate sui divieti”. Così l’assessore all’Ambiente e Clima, Giorgio Maione, ha commentato i risultati significativi relativi alla misura ‘Rinnova parco veicolare 2025’.
“A soli due mesi dal lancio del bando per incentivare la sostituzione dei veicoli più inquinanti, si contano oltre 4.000 domande, per un valore complessivo di circa 9 milioni di euro. Questo dato testimonia la forte adesione dei cittadini lombardi alla misura, 23 milioni di euro sono i fondi stanziati e più di un terzo sono stati impiegati per aiutare le famiglie a cambiare veicolo”.
Successo per il bando rinnova auto della Lombardia
la Linea A (Autovetture), a circa 60 giorni dalla pubblicazione e con una dotazione complessiva di oltre 20,7 milioni di euro, ha già visto un notevole interesse. Ad oggi, sono state presentate 2.661 domande, con quasi 7 milioni di euro di risorse già prenotate. Le vetture ibride rappresentano il 71% delle domande, seguite da quelle a benzina (12%) e elettriche (9%), mentre le GPL costituiscono l’8% delle richieste. I fondi utilizzati sono già oltre il 33%.
Motocicli ed eCargo Bike
La Linea B (Motocicli/eCargo-Bike) che si è conclusa il 26 maggio ha esaurito i fondi disponibili che ammontavano a 2 milioni di euro. Nello specifico le richieste per le eCargo Bike hanno assorbito il 93% delle risorse disponibili mentre il 7 % per ciclomotori/motocicli elettrici. Il totale delle domande presentate per questa linea di finanziamento ammonta a 1335. In provincia di Brescia 143.
Per quanto riguarda la Linea C (Rottamazione), che incentiva la rottamazione di veicoli, presentate 133 domande, con risorse prenotate per 66.500 euro su una dotazione di 500.000 euro. Le domande per la Linea A (Autovetture) e per la Linea C (Rottamazione) potranno essere presentate fino al 31 ottobre 2025.
All’avanguardia per abbattimento inquinanti
“La Lombardia – ha aggiunto Maione – è all’avanguardia nell’abbattimento degli inquinanti in atmosfera registrando risultati importanti grazie a un sistema integrato di incentivi e al programma ‘Move-In’. Le emissioni pro capite di PM10 e PM2.5 sono un terzo della media europea”.
“Anche nel 2024 – ha continuato l’assessore – si è confermata la tendenza generale alla riduzione del numero di superamenti giornalieri di PM10 e nessun superamento dei limiti annuali di PM10. La media annuale del PM2.5 rientra nei limiti in tutta la regione. Questi successi, che hanno portato a un abbattimento del 40% delle emissioni in 20 anni, dimostrano l’efficacia delle politiche regionali e l’impegno costante per l’ambiente”.
Blocco Euro 5 diesel, riaprire la discussione
Sulla limitazione della circolazione degli Euro 5, l’assessore all’Ambiente e Clima, Giorgio Maione, ha dichiarato: “Non possiamo essere i soli in Europa con un blocco che coinvolgerebbe più di mezzo milione di veicoli. Bisogna riaprire la discussione con Bruxelles e Roma per trovare più risorse e soluzioni condivise”.
Bruxelles è una città che sorprende il viaggiatore a ogni passo. Capitale del Belgio, cuore pulsante dell’Unione Europea e sede del lambic – birra complessa, stratificata e acida – racchiude in sé tante anime diverse: medievale e moderna, istituzionale e bohémien, raffinata e popolare. Passeggiando tra le sue vie, si alternano piazze dorate, murales colorati, palazzi imponenti e locali dall’atmosfera vibrante. Bruxelles è una destinazione che non si rivela tutta subito, ma che conquista piano piano il viaggiatore grazie al suo carattere speciale.
Un soggiorno di tre giorni è l’ideale per scoprire l’essenza di Bruxelles, esplorando i suoi luoghi simbolici e le sue perle meno note. Dalla maestosa Grand Place all’iconico Atomium, dai vicoli acciottolati del centro storico alle istituzioni europee, ogni angolo racconta una parte di storia, cultura e creatività. Tra un museo d’arte e una cioccolateria artigianale, si intuisce il fascino di una capitale a misura d’uomo, cosmopolita ma intima, austera ma al tempo stesso anche giocosa.
Questo itinerario su cosa vedere a Bruxelles in 3 giorni è un giro perfetto e dettagliato per vivere al meglio il viaggio. Il percorso è diviso in giornate tematiche suddivise per tappe, pensate per bilanciare arte, storia, relax e scoperta. Bruxelles saprà regalare esperienze indimenticabili a tutti i tipi di viaggiatori: dagli appassionati di architettura ai viaggiatori alla ricerca di scorci autentici.
Primo giorno: il cuore storico di Bruxelles
Il primo giorno di questo itinerario è dedicato al centro storico, cuore pulsante della città. Qui si concentrano alcune delle attrazioni più famose di Bruxelles, facilmente raggiungibili in un tour a piedi. Le strade acciottolate, le piazze monumentali e l’atmosfera fiabesca del centro faranno immergere subito il viaggiatore nella magia di questa capitale europea. La prima giornata è perfetta per esplorare gli angoli più iconici, gustare i sapori della cucina belga, come le famose cozze con patatinefritte – moules frites – sorseggiare una birra tipica e cominciare a conoscere l’identità culturale di Bruxelles.
Tappa 1: Grand Place
La Grand Place – Grote Markt in fiammingo – è considerata una delle piazze più belle del mondo. Circondata da eleganti edifici barocchi, la Grand Plac fa parte del complesso architettonico del XVII secolo più bello del Belgio ed era anticamente il centro del commercio cittadino. Oggi rappresenta il cuore simbolico di Bruxelles e fermarsi a sorseggiare una birra belga in uno dei tanti locali con vista: è un’esperienza da non perdere. Ogni due anni, l’associazione Tapis de Fleurs trasforma la Grand Place in uno spettacolo di colori: l’infiorata avviene negli anni pari durante il weekend del 15 agosto.
Nel 1695 i cannoni dell’esercito francese distrussero la maggior parte degli edifici della piazza che successivamente furono ricostruiti – ad eccezione del Palazzo del Comune. Qui si possono ammirare alcuni dei palazzi più belli e importanti della città:
Hotel de Ville – sede del Comune e edificio architettonico più antico e importante della piazza – situato a sudest. L’edificio, datato 1459, ha una torre alta 96 metri e sormontata da una statua di San Michele e il tetto perforato da decine di lucernai,
statua in bronzo di Everad’t Serclaes – patriota del XIV secolo deceduto per difendere Bruxelles – situata alla sinistra del Palazzo del Comune. Si dice porti buona fortuna accarezzando un suo braccio,
la Maison du Roi – la Casa del Re – per tanto tempo fu la residenza dei monarchi e oggi è sede del Museo della Città – Musée de la Ville – dove si espongono opere del XVI secolo, come dipinti, tappeti e i caratteristici vestiti del Manneken Pis,
le Pigeon: la casa in cui visse Victor Hugo nel 1852. Situata fra i numeri 26 e 27 della piazza,
Maison des Ducs de Brabant: complesso architettonico neoclassico con radici stilistiche fiamminghe, composto dalle sei case della gilda. Questo si può ammirare tra i civici 14 e 19 della piazza,
le Renard (la volpe) del 1690, le Cornet del 1697 e le Roy d´Espagne il bar più famoso della Grand Place con ottima birra e vista panoramica nella cui facciata vi è il busto di Carlo II di Spagna, sovrano del Belgio nel XVII secolo.
Tappa 2: Manneken Pis
Il Manneken Pis si trova a pochi minuti a piedi dalla Grand Place, fra L’Etuve e Chene, ed è una delle statue più curiose e fotografate della città. Rappresenta un bambino nudo che urina dall’alto di una fontana, e la sua origine è avvolta in diverse leggende popolari. La narrazione popolare più famosa dice che il Manneken Pis rappresenta un bambino che spense una fiamma, urinandoci sopra, salvando così la città da un incendio.
Nonostante le sue piccole dimensioni – di circa 50 centimetri – dal XIV secolo è diventato un vero e proprio simbolo di Bruxelles. Il Manneken Pis fu scolpito in pietra nel 1388 e successivamente rubato. Jérôme Duquesnoy realizzò poi nel 1619 una copia in bronzo. Visti i tentativi di furto anche della copia, oggi, non si sa davvero con certezza se questa statuina è realmente quella che realizzò Jérôme Duquesnoy.
Nel 1698 un governatore regalò al Manneken Pis il suo primo vestito, una tunica. A seguire il suo guardaroba si arricchì con altri circa 650 vestiti regalati dai vari presidenti del governo in visita a Bruxelles. I vestiti di questo giovane eroe sono abbigliamenti regionali di piccole dimensioni o costumi tradizionali: ha perfino un abito da torero. Suggestivo capitare in visita al Manneken Pis nel momento della sua vestizione.
Vale la pena anche ammirare la Jeanneke Pis – versione femminile – e il Zinneke Pis – cane – due versioni meno famose ma ugualmente simpatiche.
Tappa 3: Galeries Royales Saint-Hubert
Queste eleganti gallerie coperte del XIX secolo furono le prime gallerie commerciali in Europa e sono perfette per una passeggiata rilassante all’insegna dello shopping e della cultura. Le Galeries Royales Saint-Hubert, divise tre zone: la Galleria della Regina, la Galleria del Re e la Galleria dei Principi, ospitano boutique di moda, gioiellerie, librerie e soprattutto rinomate cioccolaterie come Neuhaus e Pierre Marcolini. Al loro interno ci sono anche ristoranti, bar, un piccolo teatro e un cinema.
La struttura in vetro e ferro battuto è un capolavoro architettonico, ideale anche per scattare splendide fotografie. Le gallerie collegano la zona del Théâtre de la Monnaie con la Grand-Place e creano così un nesso tra la parte antica di Bruxelles e quella più moderna. Durante un giro di shopping e meraviglia è consigliato fermarsi qui in uno dei bar storici per gustare un waffle caldo o bere un espresso.
Fonte: iStockWaffle, prodotto tipico da mangiare a Bruxelles
Tappa 4: cattedrale di San Michele e Santa Gudula
Situata a circa 300 m dalle Galeries Royales Saint-Hubert e con ingresso gratuito la cattedrale di Bruxelles è un imponente e affascinante edificio. La sua costruzione in stile gotico fu iniziata nel XIII secolo, sulle basi di un edificio romanico del XI secolo, e terminata dopo due secoli. Questa domina il paesaggio urbano con le sue alte torri gemelle. L’interno è sobrio ma luminoso, solenne e ricco di vetrate colorate. Qui si trovano: il pulpito barocco di legno intagliato, gli originali confessionali di rovere del XVII secolo, le sculture e un magnifico organo di Grenzing. Il “Tesoro” della cattedrale è poi situato nella Cappella del Santissimo Sacramento dove si trovano numerosi oggetti liturgici e religiosi.
La cattedrale è il più importante edificio religioso del Belgio e vale assolutamente la pena includerlo nella prima giornata di visita in città.
Secondo giorno: musei, parchi e quartieri eleganti
Il secondo giorno di viaggio è dedicato alla scoperta della Bruxelles culturale e aristocratica. Questa zona, situata leggermente a sud del centro storico, è ricca di musei, gallerie d’arte e parchi verdi dove rilassarsi. Qui si può ammirare la residenza reale, passeggiare in eleganti quartieri storici e scoprire alcuni dei luoghi più raffinati della capitale belga. In questa seconda giornata gli amanti dell’arte, dell’architettura e della tranquillità troveranno il loro paradiso.
Tappa 1: Mont des Arts
Il Mont des Arts – Monte delle Arti – è un complesso urbanistico situato nel quartiere reale, tra il Palazzo Reale e il centro storico. Salendo lungo la scalinata del Mont des Arts si avrà una vista spettacolare sulla città e infatti questo è uno dei luoghi preferiti dai viaggiatori che vogliono scattare una fotografia alla capitale belga. Realizzato tra gli anni cinquanta e sessanta, questo è oggi un angolo molto speciale di Bruxelles con angoli eleganti e giardini curati. Qui si trovano anche la biblioteca reale del Belgio, l’archivio di Stato, il palazzo dei congressi e un giardino creato dall’architetto paesaggista Renè Pechére.
Fonte: iStockIl Museo Magritte da Place Royale
Sempre qui che si concentrano anche i musei reali di belle arti del Belgio di cui il museo Magritte – dedicato al celebre surrealista belga – ne fa parte e il museo degli strumenti musicali – MIM – con la facciata più bella del Mont des Arts.
Tappa 2: Parc de Bruxelles e Palazzo Reale
Il parc de Bruxelles o “parco reale” è il più grande parco urbano della città e un luogo perfetto per una pausa nella natura. Situato vicino al MIM, offre sentieri con viali alberati, statue neoclassiche e fontane scenografiche. Di sera e nel weekend il parco si riempie di local che si ritrovano per stare insieme, bere una birra o fare sport.
Sul lato sud si trova il Palazzo Reale – edificato nel XIX secolo per volere di Guglielmo I, re dei Paesi Bassi – sede della monarchia costituzionale belga. Sebbene non sempre visitabile all’interno – aperto al pubblico dal 21 luglio (la festa nazionale) fino all’inizio di settembre ma attualmente chiuso per lavori di ristrutturazione – il palazzo è una tappa obbligata per la sua imponenza e per il suo valore simbolico.
Tappa 3: quartiere del Sablon
Nelle vicinanze il quartiere del Sablon – che prende il nome da una sabbia gialla che si trova nei dintorni di Bruxelles – è tra i più eleganti e raffinati di Bruxelles. Le sue stradine acciottolate sono fiancheggiate da gallerie d’arte moderna e contemporanea, da negozi di antiquariato più famosi di Bruxelles e dalle cioccolaterie di altissima qualità come Wittamer, la più antica pasticceria di Bruxelles rinomata per le famose gauffres e Marcolini (Maison du Chocolat), celebre per le sue praline. In Place du Grand Sablon ogni week-end si svolge un allegro mercato dell’antiquariato. La zona è anche ottima per trovare regali unici e prodotti d’artigianato.
Merita una visita la splendida chiesa gotica di Notre-Dame du Sablon.
Tappa 4: Place du Jeu de Balle (Marolles)
Nel quartiere popolare delle Marolles – raggiungibile anche con l’ascensore tutto in vetro del palazzo di Giustizia situato a Sablon – Place du Jeu de Balle ospita ogni mattina uno dei mercatini delle pulci più vivaci e autentici d’Europa. Qui si trovano oggetti d’antiquariato, mobili d’epoca o persino vestiti di seconda mano, vinili, libri, vecchie fotografie, ceramiche e anche perle rare tra le varie cianfrusaglie. È il posto ideale per chi ama curiosare e fare scoperte vintage. Attorno alla piazza ci sono bar alternativi e negozi di seconda mano. Il quartiere conserva ancora uno spirito ribelle e bohémien che contrasta con le zone più eleganti della città. L’atmosfera è unica e molto calda grazie alle terrazze dei tipici bar e ristoranti che la circondano. Questo è sicuramente uno dei luoghi più autentici e vivi della città.
Terzo giorno: Bruxelles alternativa e simbolica
Nel terzo giorno si possono esplorare le zone più moderne e simboliche della città. Dall’Atomium al Parlamento Europeo, passando per musei interattivi e street art colorata, Bruxelles mostra il suo volto più dinamico e creativo. Questo itinerario è ideale per chi ama l’architettura futuristica, i parchi tematici e le atmosfere cosmopolite. Sarà un’ultima giornata sorprendente che mostrerà Bruxelles sotto una luce completamente nuova.
Tappa 1: Atomium
Fonte: iStockAtomium di Bruxelles
Costruito in occasione dell’Esposizione Universale del 1958, l’Atomium – 102 metri d’altezza e con una struttura di 2.400 tonnellate di acciaio – è diventato il simbolo moderno di Bruxelles. Rappresenta una molecola di ferro ingrandita 165 miliardi di volte ed è visitabile internamente. Le sue 9 sfere collegate tra loro – che rappresentano i 9 atomi di una cella unitaria di un cristallo di ferro – ospitano mostre temporanee, installazioni artistiche e una vista panoramica spettacolare dall’alto. Salire sull’Atomium è un’esperienza unica, soprattutto per chi viaggia con bambini o apprezza l’architettura futuristica. L’Atomium, situato nella periferia nord-ovest della capitale, è raggiungibile comodamente in metro dal centro città.
Tappa 2: Mini-Europe
Proprio accanto all’Atomium si trova Mini-Europe, un parco a tema con più di 350 modelli, realizzati in scala 1:25, che rappresentano 80 città dell’Unione Europea. Dalla Torre Eiffel al Colosseo, si potrà fare un vero e proprio giro del continente in poche ore. Il parco è interattivo e offre spiegazioni educative su ogni nazione rappresentata. È un’attrazione perfetta per famiglie, ma anche per chi desidera vedere l’Europa da una prospettiva diversa e divertente.
Tappa 3: Street art a Saint-Gilles e Ixelles
Fonte: iStockStreet art a Bruxelles
Rientrando verso il centro di Bruxelles, l’itinerario continua con due quartieri vivaci e colorati. La capitale belga è infatti anche la capitale del fumetto europeo e lo dimostra con numerosi murales sparsi per la città. I quartieri di Saint-Gilles e Ixelles – ma anche altre zone di Bruxelles – sono ricchi di street art, soprattutto ispirata ai personaggi come Tintin, Spirou e i Puffi.
Durante un viaggio in città è bene guardarsi sempre intorno e scovare negli angolini più segreti per trovare qualche magnifica opera di street art. I due quartieri sono collegati con mezzi pubblici ma si può anche optare per una piacevole passeggiata di circa 30 minuti per spostarsi da uno all’altro.
Queste zone offrono anche tanti tavolini all’aperto, caffè indipendenti, librerie alternative e un’atmosfera creativa e multiculturale. Sicuramente sono quartieri perfetti per chi ama i percorsi turistici meno battuti.
Tappa 4: quartiere europeo
Il quartiere europeo è il centro politico dell’Unione Europea e ospita la maggior parte degli organi istituzionali dell’Unione Europea, incluso il Parlamento Europeo. Puoi visitare il Parlamentarium, un museo multimediale gratuito che spiega in modo interattivo il funzionamento dell’UE. Il quartiere è moderno, funzionale, ma anche ricco di parchi come il Parc Léopold, ideale per una pausa verde. È una tappa sicuramente interessante per capire il ruolo centrale di Bruxelles in Europa ed è anche consigliata una visita di questo quartiere cosmopolita durante la sera.
Valorizzare la cultura come motore di sviluppo dell’Europa anche attraverso le Olimpiadi di Milano Cortina 2026, promuovendo nuove sinergie tra Regione Lombardia e le istituzioni europee. Questi i temi dell’incontro istituzionale a Bruxelles, negli uffici della Rappresentanza italiana presso l’Unione Europea, tra l’assessore alla Cultura di Regione Lombardia, Francesca Caruso, e il Commissario europeo all’Equità intergenerazionale, la Gioventù, la Cultura e lo Sport, Glenn Micallef.
Caruso: in autunno Stati Generali della Cultura
“Ho informato il Commissario Micallef – ha sottolineato l’assessore Francesca Caruso – che Regione Lombardia ha stanziato tre milioni di euro per progetti destinati ad ampliare l’offerta culturale e a sostenere il sistema lombardo in preparazione e durante i Giochi Olimpici e Paralimpici Milano Cortina. Anche grazie a questo bando abbiamo avviato un percorso di piena sinergia con la massima istituzione europea per un’opportunità di respiro internazionale. Sarà questo uno dei temi centrali degli Stati Generali della Cultura che si terranno in autunno 2025 in Lombardia”.
“Quello con il Commissionario Micallef – ha aggiunto Caruso – è stato un incontro importante che riconosce il ruolo centrale della cultura nella programmazione europea e testimonia l’impegno concreto della Lombardia. L’Europa riconosce ciò che portiamo in dote anche sul piano culturale: una tradizione straordinaria, una progettualità solida e una visione che coniuga tradizione e innovazione”.
Assessore a Bruxelles in visita al progetto ‘Voice of Migration’
Nel corso della giornata, l’assessore regionale ha partecipato anche alla presentazione del progetto ‘Voice of Migration’, un’iniziativa che valorizza, tra le varie storie di vita, anche quelle di emigrati italiani in Belgio, promuovendo una comunicazione innovativa che offre spunti di riflessione sull’impatto nella vita delle persone nelle tendenze migratorie globali.
“È caduta la speranza che i dazi annunciati a suo tempo dall’amministrazione Usa, che coinvolgono naturalmente anche le imprese lombarde, non diventassero realtà anche grazie ai tavoli di negoziazione che erano in corso. Le nuove tasse sui prodotti Ue ufficializzate nella serata di lunedì 2 aprile 2025 avranno pesantissime ricadute negative dal punto di vista economico per le nostre imprese e per le nostre filiere”. Lo ha detto l’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi, a Bruxelles, al Parlamento europeo, a margine di un intervento sul tema automotive nell’ambito del Comitato delle Regioni.
Dazi per le imprese, coinvolte anche le lombarde
“Ora – ha proseguito Guidesi – prima che la bilancia commerciale sia stravolta con pesanti conseguenze geopolitiche, auspico che i negoziati con gli Usa da parte della Commissione europea e del Governo italiano possano ripartire con maggiore concretezza, dopo un’immediata e doverosa risposta da parte europea. Sono convinto che le guerre commerciali non convengano a nessuno e sono convinto che solo un patto atlantico per un mercato atlantico regolato possano aiutare gli interessi sia europei sia statunitensi. Speriamo che la ragione prevalga”.
Le politiche legate alla sostenibilità e sull’adattamento ai cambiamenti climatici sono stati i temi affrontati nell’incontro dei ‘Quattro Motori per l’Europa‘. L’appuntamento ha visto i rappresentanti di Lombardia (Italia), Auvergne-Rhône-Alpes (Francia), Baden-Wurttemberg (Germania) e Catalogna (Spagna) riuniti a Bruxelles nella sede della delegazione della Regione Lombardia in Place du Champ De Mars.
Oltre 50 milioni a enti locali e imprese che investiranno sulla sostenibilità
“Nei prossimi tre mesi – ha detto l’assessore all’Ambiente e Clima della Regione LombardiaGiorgio Maione – metteremo a disposizione di enti locali e imprese della Lombardia più di 50 milioni di euro per il recupero delle materie prime critiche, per l’efficientamento degli edifici pubblici e per strade verdi e intelligenti che contribuiscano a ridurre il traffico, le isole di calore e l’inquinamento atmosferico nelle aree urbane”.
Energia, materie prime e decarbonizzazione
L’incontro è stata un’occasione per rafforzare la collaborazione tra le quattro regioni e fare il punto sull’attuale situazione geopolitica, gli obiettivi europei comuni e le buone pratiche da mettere in atto per coordinare l’azione amministrativa. Tra i focus tematici, infatti, le azioni che l’alleanza tra Regioni vuole realizzare in ottica di sostenibilità, puntando in particolar modo su economia circolare e su soluzioni innovative in materia di energia, materie prime e decarbonizzazione.
Lombardia modello di sostenibilità, con i suoi enti locali e imprese
“Il confronto con le altre realtà europee – ha aggiunto l’assessore – è cruciale per un territorio come quello lombardo, che ha una vocazione internazionale. Per questo, rappresenta un modello in ambito di economia circolare, sostenibilità e innovazione. Questa sede si conferma una straordinaria opportunità per unire le energie attraverso la condivisione di obiettivi europei”.
Il coinvolgimento delle imprese
“Convocheremo il prossimo meeting – ha concluso l’assessore – con una delegazione di imprenditori. L’obiettivo è far conoscere le buone pratiche dei diversi territori in ambito di sostenibilità ambientale, economica e sociale“.
“Abbiamo partecipato a una serie di incontri importanti, sia in ambito diplomatico, sia in ambito politico. Ci siamo confrontati martedì 28 gennaio con il vicepresidente esecutivo della Commissione Europea, Raffaele Fitto, mercoledì 29 con la vicepresidente del Parlamento Europeo, Antonella Sberna (all’appuntamento erano presenti anche il vicepresidente Marco Alparone, l’assessore Giorgio Maione e il sottosegretario Raffaele Cattaneo) e con diversi alti funzionari della Commissione Europea, esprimendo tutte le nostre preoccupazioni e le nostre ‘necessità’ in merito alla mancanza di un’adeguata valorizzazione del ruolo delle Regioni nella Politica di Coesione Europea”. Lo ha detto il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, facendo un bilancio della missione a Bruxelles appena conclusa, in cui ha portato a Fitto e Sberna le istanze del territorio.
Fontana: a Bruxelles incontri con Fitto e Sberna
“In particolare – ha precisato il governatore lombardo – abbiamo sottolineato come sia necessario un ripensamento dell’approccio adottato finora dalla Commissione Europea, in quanto registriamo una mancanza di partecipazione diretta delle Regioni nelle scelte dell’UE, in particolare nella predisposizione dei diversi progetti. Purtroppo constatiamo una visione ancora centralizzata a livello nazionale”.
“Credo che proseguire in questa direzione – ha concluso Fontana – sarebbe una scelta che danneggerebbe le Regioni, creando di conseguenza un danno complessivo per tutto il Paese”.
Aperture sull’automotive
“Guardando, invece, a quello che certamente può essere considerato un risultato positivo – ha concluso Fontana – valutiamo con favore le aperture che riguardano l’automotive dove l’orientamento ‘sempre e comunque’ pro elettrico sembra, finalmente, essere scardinato da importanti aperture verso la neutralità tecnologica”.
La necessità di preservare il ruolo chiave delle Regioni nella Politica di Coesione Europea e la valorizzazione di un approccio che ponga al centro i territori attraverso un orientamento basato sul raggiungimento di risultati misurabili e tangibili. Questi alcuni dei punti chiave evidenziati dal presidente di Regione Lombardia,Attilio Fontana, in occasione dell’incontro con il vicepresidente esecutivo della Commissione Europea, Raffaele Fitto, avvenuto nell’ambito della missione istituzionale a Bruxelles.
Della delegazione fanno parte Marco Alparone (vicepresidente e assessore regionale al Bilancio e Finanza) e gli assessori Giorgio Maione (Ambiente e Clima), Guido Guidesi (Sviluppo economico), Alessandro Beduschi (Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste), Massimo Sertori (Enti Locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo risorsa idrica) oltre a Raffaele Cattaneo (sottosegretario alla Presidenza con delega alle Relazioni internazionali ed Europee).
Fontana: Regioni continuino a essere centrali in Politica di Coesione Europea
“Siamo contrari – ha detto il presidente Fontana – a un ‘Quadro Finanziario Pluriennale’ che annulli le risorse per la Politica di coesione in un macro-contenitore con altri fondi e a un modello per Piani nazionali che riduca le Regioni da autorità di gestione a organismi intermedi o semplicemente a beneficiari”.
“Siamo qui – ha aggiunto – per chiedere che le Regioni continuino a essere attori primari della Politica di coesione secondo il principio di sussidiarietà e che le altre politiche europee siano più integrate con la Politica di coesione”.
Valorizzare il principio di sussidiarietà
Il governatore della Lombardia, infatti, ha condiviso la posizione di molte regioni in base alla quale la Politica di Coesione promossa dall’Unione Europea rappresenti l’intervento istituzionale di carattere orizzontale più riconoscibile agli occhi dei cittadini, incarnando i principi della sussidiarietà e della solidarietà tra i diversi popoli e territori.
Entro luglio 2025, la Commissione europea dovrà formulare la proposta per il nuovo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) dell’UE.
Promuovere la governance multilivello
“Dai documenti informali della direzione generale Budget della Commissione circolati nei mesi scorsi – ha specificato il governatore – si andrebbe verso un bilancio pluriennale post 2027 basato sulle politiche, con meno programmi e un piano unico per ciascuno Stato membro che colleghi le riforme chiave agli investimenti e si concentri su priorità comuni. Abbiamo spiegato al vicepresidente Fitto come tutto ciò significherebbe che non vi sarebbero più contatti diretti o negoziazioni tra la Commissione Europea e le regioni mettendo così in discussione l’elemento chiave della governance multilivello. La nazionalizzazione della Politica di coesione ridurrebbe le regioni da autorità di gestione a organismi intermedi o addirittura semplicemente beneficiari”.
“Un modello centralizzato come quello che viene prefigurato – ha concluso il presidente lombardo – non darebbe garanzie del mantenimento di tale impegno finanziario per la Lombardia e toglierebbe alla Regione la gestione di questi fondi”.
Il confronto con i funzionari e gli stakeholders
Dopo l’incontro tra il presidente Fontana e il vicepresidente esecutivo della Commissione Europea, Raffaele Fitto, la delegazione lombarda ha partecipato a un momento di lavoro nella sede della Regione Lombardia a Bruxelles al quale hanno preso parte, oltre agli assessori che accompagnano il governatore, anche l’ambasciatore d’Italia Federica Favi e funzionari apicali della Commissione Europea. Presenti i responsabili dei Gabinetti dei Commissari e gli stakeholders del mondo associativo, economico ed imprenditoriale. Tra questi, il capo di gabinetto aggiunto del Commissario ai Trasporti e Turismo, Apostolos Tzitzikostas, interlocutore principale per il dialogo strategico sull’automotive, settore chiave che vede Regione Lombardia alla guida dell’Automotive Regions Alliance (Ara).
In occasione della Settimana europea delle Regioni e delle Città 2024, la Regione Lombardia, attualmente alla presidenza dei ‘4 Motori per l’Europa’, ha organizzato un evento intitolato ‘Shaping the physical and virtual connections of the future: the challenge of the 4 Motors for Europe’. L’incontro, moderato dal sottosegretario alla presidenza di Regione Lombardia con delega Relazioni internazionali ed europee, Raffaele Cattaneo, ha esplorato l’interconnessione tra le infrastrutture di mobilità, le comunicazioni digitali e i percorsi virtuali in Europa, evidenziando il ruolo sempre più significativo dell’intelligenza artificiale nelle tecnologie di mobilità e la necessità di nuove competenze e pianificazioni strategiche.
Nuove tecnologie e reti comunicative
Il tema dell’evento, ‘La creazione delle connessioni fisiche e virtuali del futuro’, si allinea con il programma 2024-2025 dei quattro Motori per l’Europa. La questione è inoltre tra le priorità stabilite dalla Regione Lombardia per il suo mandato presidenziale. Tra i punti chiave, l’importanza delle nuove tecnologie, in particolare dell’intelligenza artificiale, nel migliorare le reti comunicative, integrando infrastrutture fisiche e digitali. Durante l’evento, i rappresentanti dei 4 Motori (Catalogna, Rhône-Alpes, Lombardia e Baden-Württemberg) hanno messo in evidenza come ciascuna regione stia sviluppando una strategia dedicata all’IA. Il tutto rispettando la conformità alla normativa europea più recente e alle peculiarità locali.
Lombardia protagonista di un convegno sull’Intelligenza artificiale
Secondo il sottosegretario Cattaneo le politiche di coesione a livello europeo hanno un ruolo centrale per il rafforzamento delle infrastrutture digitali e fisiche e per il ruolo di primo piano delle Regioni nella guida di questa trasformazione. Si tratta infatti dell’unica iniziativa orizzontale dell’Unione Europea che coinvolge tutti i territori. Sono inoltre strumenti utili a valorizzare la centralità delle Regioni nel processo decisionale e nella crescita economica.
Big data e competitività del territorio
“Il confronto – ha sottolineato Cattaneo – ci ha permesso di analizzare temi globali da una prospettiva locale e territoriale. Abbiamo scoperto e condiviso come le nostre amministrazioni locali stiano già utilizzando i big data e l’intelligenza artificiale. Nello specifico ci si sta muovendo per migliorare la competitività nei settori dei trasporti, della mobilità e delle comunicazioni, oltre a sviluppare nuovi servizi a beneficio dei cittadini.”
Rafforzare il ruolo delle Regioni
“Vorrei concludere – ha aggiunto – sottolineando un fatto importante. Noi come Regioni a 4 Motori abbiamo l’autorità e l’esperienza giuste per affermare che il ruolo dei governi subnazionali dovrebbe essere rafforzato nella fase ascendente della formazione della legislazione europea. Dovremmo avere maggiore peso. Dovremmo inoltre poter utilizzare strumenti che ci aiutino a far sentire la nostra voce in modo più incisivo. Questo contribuirebbe a migliorare le direttive e le politiche europee. Si terrebbe infatti conto in modo più rilevante delle specificità, dei punti di forza e delle esigenze dei territori. Spesso infatti su base locale emergono caratteristiche economiche, produttive, sociali e geografiche peculiari. Proprio per questo la Lombardia, come presidente dei 4 Motori, continuerà a impegnarsi attivamente affinché le Regioni possano avere un ruolo decisivo nel processo legislativo europeo. Il tutto garantendo che le nostre realtà siano adeguatamente rappresentate e ascoltate”.
Se si pensa alle Fiandre, Anversa, Bruges e Gand potrebbero essere le prime città che vengono in mente. Tuttavia, questa regione del Belgio è costellata di incantevoli borghi che meritano di essere scoperti. Tra questi, Oudenaarde si distingue come un autentico capolavoro del gotico. Situata a circa un’ora di auto da Bruxelles, lungo le rive del fiume Schelda, Oudenaarde è famosa per la sua storia affascinante e per il suo patrimonio architettonico unico.
Itinerario alla scoperta di Oudenaarde
Proviamo a ipotizzare un itinerario di visita alla scoperta del centro storico e dei principali punti di interesse storico e culturale.
Il Municipio di Oudenaarde
La visita a Oudenaarde può iniziare con una tappa al Municipio, uno dei migliori esempi di architettura gotica in Europa. Costruito tra il 1526 e il 1530, il municipio è noto per la sua facciata riccamente decorata, con statue e sculture che rappresentano figure storiche e mitologiche. All’interno, si trova una vasta collezione di arazzi storici, che raccontano la ricca tradizione tessile della città. La Sala dei Tappeti, in particolare, espone alcuni degli arazzi più pregiati realizzati per le corti europee.
La Chiesa di San Walburga
A pochi passi dal municipio si trova la Chiesa di San Walburga, un importante esempio di architettura gotica. La chiesa è celebre per le sue vetrate colorate e per il campanile alto, che offre una vista panoramica sulla città. L’interno della chiesa è decorato con opere d’arte religiose e statue di incredibile pregio.
Il Museo della Battaglia di Oudenaarde
Si prosegue visitando il Museo della Battaglia di Oudenaarde, dedicato alla storica battaglia del 1708 che ebbe luogo nei pressi della città. Il museo offre una panoramica dettagliata della battaglia e del suo impatto sulla regione. Attraverso esposizioni di armi, mappe e documenti storici, i visitatori possono comprendere l’importanza strategica della battaglia nella Guerra di Successione Spagnola.
Il Bastione di Oudenaarde
Non lontano dal museo si trova il Bastione di Oudenaarde, una delle antiche fortificazioni che circondavano la città. Sebbene gran parte delle mura originarie siano scomparse, il bastione rimane un luogo affascinante dove passeggiare e riflettere sulla storia militare di Oudenaarde.
Il Quartiere dei Tessitori
Il Quartiere dei Tessitori, un tempo il cuore pulsante dell’industria tessile della città, merita una visita. Passeggiando tra le strade storiche, è possibile ammirare le antiche botteghe e gli edifici che testimoniano l’importanza del commercio tessile. Oggi, il quartiere è un vivace centro culturale con piccole boutique e caffè.
La Piazza del Mercato
La Piazza del Mercato è il centro della vita cittadina. Ogni settimana ospita un mercato locale dove è possibile acquistare prodotti freschi e specialità regionali. La piazza è circondata da caffè e ristoranti, ideali per una sosta.
Centrum Ronde van Vlaanderen
Il Centrum Ronde van Vlaanderen è un must per gli appassionati di ciclismo. Situato vicino alla piazza principale, questo centro è dedicato alla celebre corsa ciclistica, il Ronde van Vlaanderen. Il museo offre esposizioni interattive che celebrano la storia e l’importanza della gara, con biciclette storiche, memorabilia e un percorso che simula l’esperienza della corsa.
Un Birrificio Locale: Brouwerij Roman
Infine, da non perdere una visita al Brouwerij Roman, un birrificio locale a poca distanza dalla città. Fondata nel 1545, la birreria è famosa per le sue birre tradizionali belghe. Offrono visite guidate che permettono di scoprire il processo di produzione della birra e di assaporare alcune delle loro specialità in loco.
Fonte: 123rfIl Municipio di Oudenaarde
Cicloturismo a Oudenaarde: il Giro delle Fiandre e non solo
Oudenaarde rappresenta una base ideale per esplorare la regione delle Fiandre in bicicletta. Il Ronde van Vlaanderen, conosciuto anche come Giro delle Fiandre, è una delle competizioni ciclistiche più prestigiose a livello globale e si snoda attraverso alcuni dei paesaggi più pittoreschi della regione. Gli appassionati di ciclismo possono seguire le stesse strade della gara storica grazie a una rete di percorsi ciclabili ben segnalati e di alta qualità.
Anche per i meno allenati, la città di Oudenaarde e i suoi dintorni offrono numerose opzioni per il cicloturismo, con itinerari che variano in difficoltà per soddisfare tutti i livelli di esperienza. I percorsi includono tratti pianeggianti e collinari, passando attraverso affascinanti villaggi e scenari naturali mozzafiato.
Tra gli itinerari consigliati possiamo segnalare:
Percorso del Ronde van Vlaanderen: questo itinerario segue il tracciato del Giro delle Fiandre, per percorrere le stesse strade che ospitano la gara. Il percorso offre una vista panoramica sulle colline e sui villaggi che caratterizzano il paesaggio delle Fiandre.
Anello delle Colline di Oudenaarde: un percorso di circa 40 km che si snoda intorno alle colline circostanti la città, offrendo viste spettacolari e attraversando piccoli borghi come Kwaremont e Kluisbergen. Adatto a ciclisti con un buon livello di preparazione fisica.
Ciclabile del Fiume Schelda: un itinerario più tranquillo di circa 25 km lungo le rive del fiume Schelda, che consente di godere di paesaggi naturali e di una piacevole pedalata tra la natura. Ideale per tutti i livelli di esperienza e perfetto per una passeggiata in bicicletta.
Percorso della Tradizione Tessile: questo percorso di 15 km esplora il quartiere storico dei tessitori e i luoghi legati alla tradizione del tessile di Oudenaarde. Attraversa aree pittoresche e punti di interesse culturale, per un mix di storia e bellezza paesaggistica.
Informazioni utili per la visita
Come arrivare a Oudenaarde
Oudenaarde è facilmente raggiungibile in auto da Bruxelles, con un viaggio di circa un’ora. La cittadina è ben collegata anche con il treno: la stazione di Oudenaarde offre collegamenti diretti con le principali città belghe. Per chi arriva in aereo, l’aeroporto di Bruxelles è il punto di partenza più vicino.
Spostamenti interni
Una volta arrivati a Oudenaarde, muoversi all’interno della città e dei suoi dintorni è semplice, viste le dimensioni contenute e gli ottimi servizi. Il centro di Oudenaarde è facilmente esplorabile a piedi, visto che molti dei principali luoghi di interesse, come il Municipio, la Chiesa di San Walburga e la Piazza del Mercato, sono situati a breve distanza l’uno dall’altro. Come si diceva, Oudenaarde è una meta eccellente per il cicloturismo, con una rete di percorsi ciclabili ben segnalati. Noleggiare una bicicletta è infatti un’ottima scelta per esplorare la città e i suoi dintorni, inclusi i percorsi tematici e le ciclabili lungo il fiume Schelda. In ogni caso, la città è servita da autobus locali che collegano Oudenaarde anche con le aree circostanti e le principali attrazioni. Le fermate degli autobus sono ben distribuite e facilmente raggiungibili dal centro città. Per spostamenti più rapidi o per raggiungere luoghi non facilmente accessibili con i mezzi pubblici, sono disponibili servizi di taxi e ride-sharing. Questi servizi possono essere prenotati tramite app o direttamente in città. Per una visita di più giorni e di una zona più ampia, può essere comodo il noleggio di un’auto, e sia in città che presso la stazione ferroviaria si trovano diverse agenzie di noleggio.
Quando andare
Oudenaarde può essere visitata tutto l’anno, ma il periodo migliore per un soggiorno è tra la primavera e l’autunno. I mesi da maggio a settembre si caratterizzano per le temperature miti, ideali per passeggiate, escursioni e il ciclismo. Durante la primavera e l’estate, i giardini e i paesaggi circostanti sono particolarmente rigogliosi, rendendo le esplorazioni all’aperto ancora più piacevoli.
Per gli appassionati di ciclismo, il periodo intorno al Ronde van Vlaanderen, che si tiene alla fine di marzo o inizio aprile, è particolarmente interessante. Questo è il momento in cui la città è animata da eventi e attività legate alla gara.
Specialità Gastronomiche
Oudenaarde e la regione delle Fiandre sono rinomate per le loro specialità gastronomiche. Assolutamente da assaggiare: i Gaufres de Liège sono un dolce tipico belga, caratterizzato da una consistenza croccante e un sapore dolce. Disponibili in diverse varianti, sono perfette per una pausa durante la visita. Le Moules-frites sono le cozze accompagnate da patatine fritte, un piatto tradizionale belga che può essere trovato in molti ristoranti della città. Le cozze sono preparate in vari modi, spesso con un tocco di vino bianco e aromi freschi. Lo Stoofvlees è invece uno stufato di manzo alla belga, cotto lentamente con birra e spezie. È un piatto sostanzioso e saporito, ideale per chi cerca un pasto tipico e soddisfacente. Ma Oudenaarde è famosa soprattutto per la sua tradizione birraia; tra tutte, la birra Roman, prodotta presso il Brouwerij Roman, è una delle più conosciute.
È stato appena annunciato il lancio di un nuovo servizio ferroviario notturno che collegherà il Mare del Nord con il Mediterraneo, previsto per l’inizio del prossimo anno. L’operatore European Sleeper, noto per l’espansione delle tratte notturne in Europa, ha infatti comunicato che un treno cuccetta stagionale collegherà Bruxelles a Venezia.
Una soluzione di viaggio sostenibile e conveniente
L’attesa tratta ferroviaria unirà il Belgio e l’Italia attraversando Paesi Bassi, Germania e Austria, con l’obiettivo di rendere i viaggi notturni tra diverse nazioni europee più accessibili e piacevoli per i passeggeri e per offrire una soluzione di viaggio sostenibile e conveniente, perfetta sia per le città che per le destinazioni sciistiche.
“I passeggeri potranno partire dal Belgio e dai Paesi Bassi, godendo del comfort della carrozza ristorante mentre attraversano Germania, Austria e le Alpi, fino a raggiungere Verona e Venezia il giorno successivo“, ha dichiarato Chris Engelsmen, cofondatore di European Sleeper.
Le tappe del nuovo treno notturno
Il convoglio notturno di European Sleeper farà tappa in ben nove città europee: Anversa, Rotterdam, Utrecht, Colonia, Monaco, Innsbruck, Bolzano, Verona e Venezia.
La fermata a Innsbruck, porta delle Alpi austriache, è stata pensata per facilitare l’accesso alle destinazioni sciistiche, così da rendere il treno ideale per le vacanze invernali.
Il viaggio inaugurale partirà da Bruxelles il 5 febbraio 2025 e il servizio sarà operativo circa due volte alla settimana nei mesi di febbraio e marzo, con una durata di circa 15 ore. Engelsman ha sottolineato come il calendario sia stato studiato per coincidere con le vacanze scolastiche e la stagione degli sport invernali, nonché per offrire un’opzione di viaggio comoda anche per chi desidera partecipare al famoso Carnevale di Venezia.
“La nuova tratta rappresenta una pietra miliare per European Sleeper, migliorando la comodità del viaggio notturno in Europa in modo sostenibile“, ha poi aggiunto.
L’orario provvisorio
In direzione Venezia, i treni partiranno da Bruxellesalle 17:00 e arriveranno il giorno dopo alle 14:00. In senso opposto, il servizio partirà da Venezia alle 15:00 per arrivare a Bruxelles alle 11:00.
Come accennato, entrambe le tratte saranno operative due volte a settimana fino alla fine di marzo 2025, utili per chi intende partecipare al Carnevale di Venezia, previsto dal 14 febbraio al 4 marzo.
Le informazioni sui prezzi dei biglietti non sono ancora disponibili, ma si attende che le prenotazioni aprano ufficialmente il 1° settembre.
Chi è European Sleeper
European Sleeper, uno dei pochi operatori ferroviari internazionali privati in Europa, continua così a espandere la propria rete. Attualmente, la compagnia collega quattro capitali europee (Bruxelles, Amsterdam, Berlino e Praga) con un unico treno notturno.
Da maggio 2023, ha inaugurato il servizio regolare tre volte a settimana tra Bruxelles, Amsterdam, Berlino e Praga. Grazie al collegamento verso Venezia, European Sleeper mira a rendere ancora più accessibili le opzioni di viaggio ecologiche e confortevoli, e, al contempo, sta lavorando a un ambizioso progetto sostenuto dalla Commissione europea: un treno notturno giornaliero tra Amsterdam e Barcellona.
Con tale impegno, European Sleeper si propone di contribuire a un futuro più sostenibile per i viaggi in Europa, promuovendo mezzi di trasporto attenti all’ambiente senza rinunciare al comfort e alla praticità.
“I risultati delle elezioni europee sono chiari: servono meno ideologia e più pragmatismo per raggiungere gli obiettivi del green deal. I cittadini sono consapevoli della necessità di alzare l’attenzione sulle politiche ambientali. Tuttavia è chiaro che il cambiamento va accompagnato e sostenuto con gli incentivi, non imposto dall’alto con obblighi, divieti e tasse”. Lo ha detto l’assessore all’Ambiente e Clima di Regione LombardiaGiorgio Maione, che a Bruxelles è intervenuto al ‘ministerial meeting europeo della Under 2 coalition’, il network internazionale delle Regioni che condividono l’obiettivo della riduzione delle emissioni climalteranti. Al meeting erano presenti i rappresentanti delle 40 Regioni europee iscritte alla rete, per un confronto sugli interventi da mettere in atto anche in seguito ai risultati delle elezioni europee.
Grande interesse per modello Lombardia
“Il modello Lombardia – ha dichiarato Maione – è studiato con grande interesse a livello internazionale. Quest’anno investiamo 54 milioni di euro in bandi. Le risorse messe a disposizione saranno dedicate al rinnovo del parco auto circolante, alla sostituzione degli impianti di riscaldamento più inquinanti e all’innovazione in agricoltura. Una strategia che ha portato, negli ultimi 20 anni, a riduzioni del 39% delle concentrazioni di PM10 e del 45% delle concentrazioni di NO2”.
Fondamentale alleanza tra imprese, cittadini e istituzioni
“Siamo convinti ha concluso l’assessore – che i risultati si ottengano con l’alleanza tra imprese, cittadini e istituzioni e non con la criminalizzazione del sistema produttivo. Solo in questo modo si possono coinvolgere le persone nella transizione ecologica, riconoscendo gli straordinari progressi già fatti dai nostri territori, anche nei comportamenti quotidiani e nella sensibilità verso una rinnovata cultura ambientale”.