Vinitaly 2024 ha visto il Padiglione Lombardia emergere come una delle destinazioni più ambite dai visitatori. Con un’affluenza straordinaria, già dalle prime ore di apertura della fiera. Lombardia e Consorzi protagonisti, dunque, alla 56° edizione di Vinitaly, inaugurata domenica 14 aprile alla presenza delle massime autorità nazionali. Forte di un export che ha registrato un nuovo record storico arrivato nel 2023 a quota 327 milioni di euro, la Lombardia vede l’89% della produzione riconducibile alle 5 DOCG, 21 DOC e 15 IGT, contro una media nazionale del 77%.
Il Padiglione Lombardia, situato al secondo piano del PalaExpo, offre 3.300 metri quadrati di spazio, con la presenza di 150 cantine rappresentative dei 14 consorzi lombardi, per un totale di oltre mille etichette in degustazione.
Premio ‘Betti’ a cantina Virgili di Mantova
Un altro riconoscimento che rafforza i primati raggiunti è l’assegnazione del prestigioso premio ‘Angelo Betti‘ che ogni anno celebra i ‘benemeriti della viticoltura italiana’. Quest’anno è stato conferito alla cantina Virgili di Mantova, guidata da Andrea Virgili. Lo ha consegnato l’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste della Regione Lombardia.
Nello stand di Regione Lombardia spazio a diversi approfondimenti. In particolare con i rappresentanti dei consorzi vini Oltrepò pavese, Montenetto e Lugana, entrambi della provincia di Brescia; altri momenti di confronto hanno visto protagonisti il consorzio Valtenesi (BS), il Club del Buttafuoco storico (PV), i vini bianchi e rossi della val Camonica e il Moscato di Scanzo (BG), vera e propria ‘espressione di un territorio’.
Il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, in collaborazione con De Agostini Publishing, ha realizzato un volume dedicato al Pinot Nero, con quattro sezioni: le prime due dedicate ai borghi storici e al territorio; le seconde al ‘Grande Vino’ della zona e alle ‘Cantine d’Autore’ con ampie interviste a cinque produttori rappresentativi del territorio.
Martedì 16 aprile 2024 la manifestazione prosegue con altre masterclass di approfondimento dedicate al consorzio di San Colombano (MI), al Consorzio Valtenesi e al concorso ‘Lombardia terra di vino‘ a cura di Ascovilo, l’Associazione dei consorzi dei vini lombardi.
I Consorzi presenti a Vinitaly
Questi i consorzi presenti a Vinitaly 2024:
Oltrepò Pavese, Ente Vini Bresciani, Franciacorta, Moscato di Scanzo, San Colombano al Lambro, Montenetto, Vini IGT Terre Lariane, Vini Mantovani. Lugana DOC, Valcalepio, Vini di Valtellina, Valtènesi Riviera del Garda Classico e Produttori San Martino della Battaglia DOC, Botticino DOC, IGT Valcamonica.
La viticoltura lombarda allarga ulteriormente i propri orizzonti. Lo fa registrando il nuovo record storico dell’export. Nel 2023 si è assestato a quota 327 milioni di euro. Lo ha fatto anche puntando su nuove tecnologie, intelligenza artificiale e ricerca scientifica. Obiettivo, migliorare ulteriormente la qualità delle produzioni. Sono queste le credenziali con cui i vini di Lombardia si presentano a Vinitaly 2024, illustrate in una conferenza stampa in Regione dal presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, e dall’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi.
‘I vini di Lombardia – ha commentato il presidente Attilio Fontana – sono i migliori testimoni del saper fare delle nostre aziende. Puntano sempre di più su un’offerta orientata alla qualità, come confermato anche nell’ultima vendemmia, che vede l’89% della produzione riconducibile alle 5 DOCG, 21 DOC e 15 IGT lombarde, contro una media nazionale del 77%. Un’identità forte, che anche quest’anno farà del padiglione Lombardia a Vinitaly una meta obbligata per gli appassionati e gli addetti ai lavori. Quelli che apprezzano un patrimonio vitivinicolo unico per varietà e tipicità, presente a Verona con la consapevolezza dei risultati raggiunti. Ma anche con la voglia e le capacità di crescere ancora’.
La crescita lombarda nell’export, +3,1 % rispetto al 2022
Lo scorso anno il valore dei vini lombardi sui mercati esteri è cresciuto del 3,1% rispetto al 2022, raggiungendo un nuovo massimo storico, in controtendenza rispetto al calo dello 0,8% registrato dalla produzione nazionale (elaborazione del Centro studi di Unioncamere Lombardia su dati Istat).
‘Anche quest’anno – ha dichiarato l’assessore Beduschi – il mondo del vino lombardo arriva a Vinitaly forte di un successo sempre più riconosciuto in Italia e nel mondo. Lo dimostrano il nuovo record dell’export e la crescita su mercati storici come quelli di Germania (+6%), Francia (+14%) e Spagna (+8,2%), così come in altri Paesi che sempre di più apprezzano le nostre etichette. È una tendenza positiva e non scontata in questo particolare periodo economico, che premia l’impegno dei produttori e la loro capacità di investire in ricerca, innovazione e sostenibilità lungo tutta la filiera. Un valore aggiunto che i mercati riconoscono sempre di più’.
Lombardia laboratorio di innovazioni
Contemporaneamente la Lombardia ha ulteriormente consolidato il proprio ruolo di laboratorio nazionale e internazionale dell’agricoltura 4.0 e delle nuove tecnologie applicate alle coltivazioni. Lo ha fatto grazie alla collaborazione tra istituzioni, mondo dell’impresa, Università ed Enti di ricerca, il cui lavoro ha prodotto soluzioni innovative e improntate alla sostenibilità, dando ulteriore valore aggiunto a produzioni già di altissima qualità.
Il padiglione Lombardia a Vinitaly 2024
Produttori, consorzi, associazioni e istituzioni si riuniranno come da tradizione al secondo piano del PalaExpo, all’interno degli spazi espositivi finanziati e realizzati in accordo di programma da Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia. Nei 3.300 metri quadrati di spazio occupati saranno oltre 150 le realtà presenti in rappresentanza di tutto ciò che di meglio sa offrire il territorio lombardo. In totale oltre mille le etichette in degustazione.
Regione Lombardia sostiene ricerca e innovazione con risorse ad hoc destinate a tutto il comparto agricolo. Risorse grazie alle quali la Lombardia, il cui straordinario patrimonio vitivinicolo è espressione di terroir e territori molto diversi tra loro, è all’avanguardia nell’impiego di nuove tecnologie e di soluzioni volte a coniugare sostenibilità e qualità.
Nuove tecnologie e ricerca
Gli esempi sono tantissimi. Dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale per monitorare l’andamento della maturazione delle uve in vigna, con tanto di sensori che rilevano grado zuccherino e acidità, all’impiego di droni per valutare la situazione nelle singole parcelle. Dalla microirrigazione delle viti, all’utilizzo delle immagini satellitari per valutare la qualità delle uve ancor prima della vendemmia. Dallo studio dei vitigni resistenti ai funghi, con il monitoraggio del loro comportamento per definire i protocolli di vinificazione più adatti alle diverse varietà, alla sperimentazione di pratiche sostenibili per rafforzare la resilienza climatica in vigneto.
Cifre e numeri del settore
I numeri parlano chiaro. E la conferma arriva anche dai dati dell’Osservatorio sulla competitività delle Regioni del vino, elaborati da Unicredit-Nomisma Wine Monitor per la 56^ edizione di Vinitaly e presentati nel corso della conferenza stampa in Regione Lombardia. Nell’ultimo decennio in Lombardia la superficie a vite da vino coltivata a biologico è più che quadruplicata. Passando dai 941 ettari del 2012 ai 4.231 del 2022, pari al 18% della superficie vitata regionale. La vendemmia 2023 si è chiusa con una produzione pari a 154 milioni di bottiglie potenziali (+9,2% rispetto al 2022), l’89% delle quali a marchio di qualità.
Le aziende lombarde
Le circa 3 mila aziende del comparto vitivinicolo lombardo, un quarto delle quali a guida femminile, sono espressione di un tessuto imprenditoriale estremamente vitale. La loro crescita produce benefici in fatturato e di occupazione. ‘Negli ultimi dieci anni – ha sottolineato Gian Domenico Auricchio, presidente Unioncamere Lombardia – l’occupazione nel settore ha mantenuto un trend in crescita arrivando a 6.381 addetti nel 2023. Questo anche grazie al progressivo apprezzamento sui mercati esteri dei nostri vini (+3,1% l’export nel 2023, a fronte di un calo del -0,8% delle esportazioni italiane). Inoltre, la Lombardia è capofila in Italia quando si guarda all’adozione di nuove tecnologie e ricerca. Che servono per migliorare la qualità delle produzioni, ridurre l’impronta carbonica e ottimizzare l’utilizzo delle risorse. La vitivinicoltura è uno degli ambiti in cui le sinergie tra mondo delle imprese, istituzioni e università trovano la loro massima espressione’.
Immagine coordinata per il vino di Lombardia a Vinitaly
Proprio per valorizzare il lavoro del mondo vitivinicolo lombardo, anche quest’anno Ascovilo (l’associazione dei Consorzi Vitivinicoli Lombardi) sarà presente nel Padiglione Lombardia con uno spazio ‘lounge’ per B2B e stampa e con una proposta culturale dedicata ai vini di Lombardia nella Sala polivalente – Stand D14 – al secondo Piano del PalaExpo. ‘Ascovilo è l’associazione di 13 Consorzi di Tutela della qualità dei vini di Lombardia. Nata nel 1977, mai come oggi è necessaria per dare al vino regionale una immagine coordinata – ha sottolineato Giovanna Prandini, presidente Ascovilo -. Il mercato ci chiede di comunicare e rafforzare gli elementi di distintività delle nostre produzioni. Questo è l’obiettivo che perseguiamo insieme valorizzando le piccole e grandi produzioni’.
‘Lo sviluppo del settore vinicolo – ha ricordato Arturo Ziliani, vicepresidente consorzio Franciacorta – è sempre stato caratterizzato dall’equilibrio tra tradizione e innovazione. Nel contesto attuale, l’adozione delle pratiche sostenibili e l’integrazione delle nuove tecnologie in agronomia ed enologia sono fondamentali per garantire la qualità del nostro prodotto. Il Consorzio Franciacorta, che vanta uno dei disciplinari produttivi più rigidi al mondo, si impegna a promuovere queste pratiche. Rispettando l’ambiente e offrendo ai consumatori vini che rappresentano al meglio il territorio e la sua evoluzione.’
I consorzi presenti a Vinitaly 2024
I consorzi presenti a Vinitaly 2024: Tutela Vini Oltrepò Pavese. Ente Vini Bresciani. Franciacorta. Tutela Moscato di Scanzo. Vino DOC San Colombano. Montenetto. Vini IGT Terre Lariane. Vini Mantovani. Lugana DOC. Valcalepio. Vini di Valtellina. Valtènesi Riviera del Garda Classico e Produttori San Martino della Battaglia DOC. Botticino DOC. IGT Valcamonica.
“Il 2024 sarà un anno importante per continuare negli investimenti. Negli ultimi sei mesi abbiamo approvato delibere per oltre 150 milioni di euro per affrontare il dissesto idrogeologico”. Lo ha detto l’assessore al Territorio e Sistemi verdi, Gianluca Comazzi, intervenendo a un incontro organizzato dall’Ordine degli ingegneri della Provincia di Milano e dall’Ordine dei geologi della Lombardia sul tema della prevenzione del rischio idrogeologico. Sono intervenuti anche il vicepresidente e assessore al Bilancio e finanza, Marco Alparone, e l’assessore all’Ambiente, Giorgio Maione.
“Sarà un anno importante – ha aggiunto l’assessore Comazzi -. per rendere attive alcune infrastrutture su cui abbiamo investito molto. Penso alle vasche di laminazione. Ne abbiamo inaugurate recentemente due, a Botticino e a Rezzato, in provincia di Brescia. E sarà anche un anno fondamentale per il Seveso. Abbiamo già rese operative le aree golenali a nord, successivamente inaugureremo altre due grandi vasche di laminazione. Oltre a quella di Bresso, andremo ad aprire quella di Costamasnaga (Lc), che consentirà di alleggerire la pressione sul Lambro. Tante le iniziative in campo, oltre al lavoro sul monitoraggio che Arpa ci aiuta a fare sulle frane, dal Ruinon a Tavernola Bergamasca (Bg), a Sonico (Bs) e in altri luoghi”. “Il nostro compito – ha concluso – è semplificare la normativa, e migliorare la capacità di reagire agli interventi. Aspetti che a volte si scontrano con la palude della burocrazia, nostro nemico principale”.
Alparone: investimenti per prevenire dissesto idrogeologico
“Investire sulla prevenzione – ha aggiunto il vicepresidente Marco Alparone – è come investire sulla salute, un beneficio che ci permette di ridurre anche l’impatto economico. E di ragionare per un territorio più protetto, capace di crescere senza quel rischio che non riusciamo da un lato a prevenire a monitorare. Quello che investiamo in prevenzione lo ritroviamo nel tempo. Regione Lombardia nel sistema delle Regioni ha sempre fatto da modello di investimento economico forte, e questo ci ha permesso di fronte a un rischio sempre più frequente di avere impatti meno forti”.
“Il confronto e il dialogo con i tecnici è fondamentale, per la semplificazione, la gestione dei dati e il confronto su quanto gli investimenti siano efficaci – ha sottolineato Alparone -. Una sfida che è dei tecnici, nel dialogo con territorio, istituzioni, che fa del Pnrr uno strumento di innovazione per un paese che ha bisogno di modelli per la messa in sicurezza. Anche qui la Lombardia è esempio: stiamo investendo quasi un miliardo per la messa in sicurezza del territorio. Un sistema che ci permette di guardare con fiducia nel futuro, e di affrontare la sfida del cambiamento climatico investendo sulle competenze”.
Maione: confronto con tecnici fondamentale per cambiamento
“Le calamità naturali, gli eventi siccitosi, in generale il tema del cambiamento climatico – ha detto Maione – hanno impatto a livello locale sugli equilibri idrici e territoriali. E’ tempo di interventi strutturali, per ridurre la vulnerabilità dei territori, la decarbonizzazione, l’utilizzo delle energie rinnovabili. Siamo in una fase di confronto con le tecnicalità e le esperienze professionali per fare le scelte migliori. Oltre alla strategia regionale sull’adattamento e il cambiamento, abbiamo in fase di elaborazione la prima legge regionale italiana sul clima. Temi che devono entrare nella programmazione e nella pianificazione, per una visione di lungo periodo che può essere concreta solo confrontandoci con i tecnici e a stringere con loro rapporti sempre più stretti”.