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Automotive, Guidesi da Commissario Tzitzikostas: Europa coinvolga Regioni

“Siamo molto preoccupati rispetto alla mancanza di risposte sulle nostre proposte”. È netta la prima dichiarazione dell’assessore allo Sviluppo economico della Regione Lombardia, Guido Guidesi, al termine dell’incontro avvenuto giovedì 20 febbraio a Bruxelles con il Commissario europeo per i Trasporti, Apostolos Tzitzikostas.

Un incontro chiesto da Guidesi e dall’ARA

All’appuntamento, richiesto e organizzato dallo stesso assessore, hanno preso parte tutte le Regioni appartenenti all’ARA (Alleanza europea delle Regioni dell’Automotive) di cui Guidesi è presidente.

Lombardia e ARA, dopo incontro con Tzitzikostas preoccupazione per automotive

“Certamente – ha continuato – siamo soddisfatti per il fatto che il Commissario abbia accettato il nostro invito al confronto; da un altro lato, però, al di là della parola ‘flessibilità’ usata più volte dal Commissario, siamo molto preoccupati. Servono interventi urgenti e radicali per salvare l’industria dell’Automotive in Europa: piena neutralità tecnologica, cancellazione delle sanzioni ai costruttori, realismo e scelte confacenti alla negatività attuale del mercato”.

Rischio di suicidio economico

“Posticipi e non ammissioni di errori rispetto alle scelte degli ultimi anni – ha concluso Guidesi – metterebbero fine all’industria dell’automotive europea certificando il suicidio economico”.

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Lombardia guida ARA. Guidesi: a gennaio 2025 incontro con Commissione

“A gennaio chiederemo subito incontro con il nuovo commissario per portare le proposte condivise e ribadire la strategicità del settore. Una diretta interlocuzione della Commissione con i territori può essere più risolutiva rispetto a quanto accaduto fin qui. Cerchiamo di  essere portatori di interessi delle nostre aziende. Il ruolo delle regioni in questo senso è fondamentale, se ci confrontiamo con la Commissione facendo squadra potremo cambiare la situazione”.

Lombardia guida ARA GuidesiLo ha detto Guido Guidesi, assessore regionale allo Sviluppo economico, da venerdì 29 novembre 2024 presidente dell’Alleanza Europea delle Regioni dell’Automotive (Conference Automotive Regions Alliance, ARA), intervenuto a Monza alla conferenza stampa di chiusura dei lavori di ARA che si è svolta all’Autodromo Nazionale.

Lombardia-ARA, incontro con Commissione

“Non ho preclusioni sui soggetti  con cui dovrò confrontarmi, sono ottimista – ha spiegato l’assessore -. Tre anni fa il lavoro svolto con la prima riflessione positiva sull’automotive lombardo aveva confermato la volontà di raggiungere obiettivi ambientali. Un tema su cui siamo convinti di andare avanti. Vorremmo, però,  essere lasciati liberi di operare, mentre si rischia la sparizione di un comparto completo. La sfida si gioca sulle aziende e sulle persone, se continueremo a investire su aziende e persone raggiungeremo gli obiettivi. Ma che ci lascino la possibilità di farlo liberamente”.

Necessaria rapidità

“Occorre rapidità per affrontare la situazione del settore automotive – ha esortato Guidesi -. Abbiamo ribadito l’importanza dell’azione dei territori nell’ interlocuzione con la Commissione, che ci sia realismo e concretezza rispetto a quel che le regioni vivono. I segnali dei mercati impongono azioni conseguenti, anche per le difficolta sociali ed economiche che registriamo. Ci sono aziende del comparto che hanno segnalato difficoltà, a volte avviando nuovi percorsi con scelte drastiche. Paghiamo una fase di incertezza, le situazioni che si stanno presentando sono molto negative”.

Guidesi ha ribadito “l’importanza di conseguire obiettivi ambientali, sfruttando il know how territoriale. La filiera lombarda consente, da tempo, ai costruttori tedeschi di operare, mentre una pianificazione rigida dell’offerta di mobilità non tiene conto dei potenziali economici e tecnologici del nostro indotto”.

“Il principio di neutralità tecnologica – ha detto ancora –  si sposa con le nostre capacità di essere flessibili, innovativi e di usare idee alternative all’elettrico, come l’idrogeno. C’è piena condivisione di tutti i soggetti oggi presenti di un’apertura totale all’innovazione tecnologica”

Guidesi: tavolo su automotive

“Abbiamo preso atto delle dichiarazioni della confermata presidente Von der Leyen che vuol aprire subito un tavolo sull’automotive. Noi ci candidiamo, e parlo da nuovo presidente di Ara, a essere interlocutori diretti per la nuova Commissione se questa lo farà direttamente con i rappresentanti del mondo dell’automotive. Confermiamo gli obiettivi ambientali ma vogliamo dare seguito al valore economico e alla storicità rappresentata da un territorio come il nostro votato all’auto in tutte le sue forme. Se ci sarà un’interlocuzione immediata dal prossimo anno,  un nuovo percorso con una visione più positiva potremo cercare di raggiungerlo. Oggi le regioni hanno deciso di giocarsela affinché la nuova Commissione possa ascoltare le proposte emerse. In questi mesi il lavoro è stato proficuo, quello odierno è un importante punto di partenza”.

 

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La Lombardia assume la guida dell’Alleanza Europea Regioni dell’Automotive

La Lombardia assume la guida dell’Automotive Regions Alliance (Ara), l’alleanza tra 36 regioni europee impegnate ad agevolare la transizione dell’industria automobilistica e dell’indotto tutelando, nel contempo, imprese e posti di lavoro.

Guido Guidesi, assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, è stato eletto presidente dell’Ara nel corso della Conferenza annuale che si è svolta all’Autodromo di Monza .  Entrerà in carica dal 1° gennaio 2025.

Fontana: il ruolo di leadership della Lombardia

Il governatore lombardo Attilio Fontana è intervenuto per aprire la plenaria della Conferenza. “La presidenza per la Lombardia – ha affermato Fontana – arriva al culmine di un lavoro politico che abbiamo portato avanti in questi anni per tessere alleanze con i territori, in modo da portare l’Unione europea ad assumere posizioni di maggiore buonsenso rispetto alla transizione del settore automotive. Abbiamo promosso un forte accordo tra 36 Regioni europee di diverso colore politico che condividono con noi proposte pragmatiche rispetto alla tutela e al rilancio di questo comparto strategico.

“L’Alleanza – ha proseguito Fontana – è la dimostrazione di come le Regioni abbiano un loro protagonismo anche all’interno dell’Europa. Come Lombardia rappresentiamo una filiera molto rilevante che farà sentire con autorevolezza la propria voce a livello continentale. Per una transizione ecologica razionale, occorre sviluppare tutte le opportunità che la scienza ci offre, senza limitare le scelte all’elettrico come sta facendo l’Unione Europea in maniera superficiale. Abbiamo un consistente numero di aziende, lavoratori e di piccole e medie imprese dell’indotto che operano con grande professionalità, alta tecnologia e innovazione: vogliamo tutelare questo patrimonio lombardo in tutte le sedi utili”.

La posizione lungimirante della Lombardia

La presidenza lombarda è il ‘riconoscimento’ di un percorso iniziato oltre due anni quando, in un contesto caratterizzato da una scarsa attenzione alle criticità del comparto, l’assessore Guidesi, insieme a tutto il ‘sistema lombardo’, decideva di intraprendere una battaglia di salvaguardia di un settore strategico per la competitività dell’Europa. In quel periodo pochi avrebbero scommesso sulla posizione coraggiosa espressa dalla Lombardia. Due anni dopo, purtroppo, il mercato ha confermato la fondatezza dell’allarme lanciato dalla prima Regione manifatturiera del continente.

Le assemblee annuali dell’Ara

In questi oltre due anni le precedenti assemblee annuali dell’Ara, prima a Lipsia (Germania) poi a Pamplona (Spagna), hanno visto la Lombardia protagonista ai tavoli delle trattative per sostenere la neutralità tecnologica e la necessità di tutelare il settore a cominciare dalla salvaguardia dei posti di lavoro, il tutto rimarcando l’importanza di raggiungere gli obiettivi ambientali imposti dalla precedente Commissione Europea.

Lo studio sui carburanti rinnovabili

Il secondo importante passaggio è stato quello dell’elaborazione di un apposito studio che conferma la forza e le grandi potenzialità dei carburanti rinnovabili, in grado da subito di abbattere le emissioni; un’analisi scientifica predisposta dal Cluster Lombardo della Mobilità che comprende la filiera del settore, dalle università, dai centri di ricerca e dalle associazioni di categoria che è stata sottoposta ai governi italiani che si sono succeduti. Un ulteriore risultato di grande importanza politica è stato ottenuto a Pamplona, in occasione della seconda assemblea annuale dell’Ara: qui la Lombardia è riuscita a portare sulle proprie posizioni tutte le 8 Regioni italiane che fanno parte dell’Alleanza, mostrando una unitarietà che prescinde dai diversi colori politici.

La Dichiarazione di Monza

A Monza è stata firmata la nuova dichiarazione dell’Ara che contiene passaggi fondamentali voluti dalla Lombardia e sottoscritti da tutte le 36 Regioni appartenenti all’Alleanza. Tra i capitoli più significativi il richiamo chiaro alla “neutralità tecnologica riguardo ai modi di conseguire l’obiettivo della mobilità stradale a zero emissioni e, ancora, la “vitale importanza dell’industria automobilistica per la prosperità e la competitività – nonché per la coesione economica, sociale e territoriale – dell’Unione europea”.

Sempre in tema di neutralità tecnologica, si afferma al punto 22 del documento la “necessità di rispettare l’ampia varietà di situazioni di mobilità e di integrare l’elettrico con le tecnologie alternative, climaticamente neutre dalla produzione all’impiego in linea con la dichiarazione adottata in esito al vertice del G7 Trasporti svoltosi a Milano nel 2024”.

Di matrice lombarda anche il capitolo sull’esigenza di escludere le auto storiche dai vincoli sugli obiettivi climatici e quello, centrale, che invita l’Ue a riaffermare la metodologia di valutazione del ciclo di vita (LCA) per determinare il reale impatto sull’ambiente di un automezzo, dato che il parametro non può essere limitato al fattore emissioni ma occorre considerare tutti gli aspetti, a partire dalle fonti per la produzione dell’energia.

Neutralità tecnologica

Secondo la visione promossa dalla Lombardia e condivisa dalle Regioni dell’Alleanza, l’Unione Europea non dovrebbe imporre ai cittadini la tipologia di automobile e di propulsione da utilizzare, ma concentrarsi sulla definizione degli obiettivi ambientali da raggiungere, lasciando ai territori la libertà di scegliere le soluzioni tecnologiche più adeguate: elettrificazione, idrogeno o combustibili alternativi.

 Guidesi: alleanza fondamentale per interloquire con UE

“L’Alleanza delle 36 Regioni ed il lavoro tra le Regioni stesse – ha affermato Guidesi – saranno fondamentali per cercare di portare proposte concrete alla prossima Commissione Europea. Idee che permettano all’Automotive di restare anche in futuro un settore strategico. Ora il primo passo è quello di farsi ascoltare dalla nuova Commissione affinchè i dovuti correttivi possano salvare un settore estremamente importante per la nostra economia. La prima cosa che farò è chiedere un incontro al nuovo Commissario affinchè la voce dei territori, di coloro che vivono le difficoltà del settore e le conseguenze negative delle scelte fatte dalla UE in precedenza, possa essere ascoltata. C’è poco tempo, il settore chiede certezze”.

I dati dell’Automotive in Lombardia

Si tratta di difendere una filiera dell’Automotive lombardo di circa 100.000 lavoratori, oltre 30.000 imprese con un fatturato totale di oltre 40 miliardi di euro. Fermare la produzione del motore endotermico avrebbe effetti irreparabili con l’interruzione di molte attività e l’inevitabile perdita di competitività del settore produttivo lombardo, italiano ed europeo a vantaggio di altri competitori sullo scenario globale.

Patrimonio di competenze

Secondo i promotori del documento, una transizione graduale ed equilibrata, contraddistinta dalla neutralità tecnologica, consentirebbe all’Europa di non disperdere un patrimonio di competenze, tecnologie, know how e posizionamenti sul mercato acquisiti in cento anni di ricerca, innovazione e scelte imprenditoriali.

Gli sforzi diplomatici

La sottoscrizione all’unanimità della ‘Dichiarazione di Monza’ è il frutto di uno sforzo diplomatico messo in campo da Regione Lombardia per raggiungere un accordo tra soggetti istituzionali eterogenei dal punto di vista politico. L’alleanza ha un ‘peso specifico’ rilevantissimo all’interno del contesto europeo, includendo i principali motori economici del continente. Le Regioni italiane che ne fanno parte sono 9: Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Abruzzo, Molise, Basilicata, Veneto e Umbria; e a queste si aggiungono altre 27 regioni europee dei più importanti Paesi del continente, fra cui Germania, Spagna e Francia. Insieme questi territori alimentano un Prodotto Interno Lordo pari a 5.000 miliardi di euro, il 34% del Pil europeo, oltre a rappresentare complessivamente 134 milioni di cittadini europei, corrispondenti al 31% della popolazione di tutti i Paesi dell’Unione europea. Il Pil totale delle regioni dell’alleanza è superiore dell’8,7% rispetto alla media europea.

Gli ospiti internazionali

Al vertice monzese, oltre al presidente Fontana, all’assessore Guidesi e ai rappresentati delle 36 Regioni, hanno partecipato anche il presidente del governo della Navarra e presidente uscente dell’Ara, María Victoria Chivite Navascués; e il commissario europeo uscente al Lavoro, Nicolas Schmit.

Cattaneo: Bruxelles ascolti i territori

All’evento era presente anche il sottosegretario alla Presidenza della Regione Lombardia con delega alle Relazioni internazionali ed europee, Raffaele Cattaneo: “Un’occasione che ribadisce il protagonismo della Lombardia affinchè Bruxelles accolga le istanze delle Regioni, perché si ha la sensazione che spesso l’UE elabori politiche più nel chiuso dei palazzi che ascoltando i territori”.

La parata di auto storiche

La scelta dell’Autodromo di Monza come sede dell’evento non è casuale: la Lombardia si pone alla guida delle Regioni motoristiche più avanzate d’Europa partendo idealmente dal tempio mondiale della velocità, a sottolineare una storia centenaria che lega la terra lombarda all’industria automobilistica. In quest’ottica va letta anche la parata di circa 40 auto storiche che hanno sfilato grazie al contributo di Aci Brescia: un modo per rimarcare l’importanza del motorismo storico per la Lombardia, simbolo di valori e tradizioni economiche da preservare.

A questo link la Dichiarazione di Monza dell’Ara.

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