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6 gennaio, la fine del Giubileo: gli ultimi eventi a Roma

Con l’anno 2025 ormai alle spalle, anche il Giubileo si conclude con gli ultimi eventi ufficiali in calendario a suggellare l’Anno Santo indetto da Papa Francesco. Così, l’intera città è pronta a vivere il commiato da uno degli anni più intensi della sua storia recente, dodici mesi in cui voci di pellegrini hanno riempito le basiliche e milioni di piedi hanno camminato sui sampietrini. I numeri sono importanti: come riporta ANSA, oltre 30 milioni di fedeli hanno varcato le Porte Sante in città e 3 milioni di persone hanno partecipato agli eventi ufficiali.

Tra i grandi eventi, da ricordare, il Giubileo dei Giovani che ha raccolto un milione di ragazzi e ragazze a Tor Vergata lo scorso agosto. Cifre che raccontano non solo fede, ma un’onda di umanità che ha travolto la Capitale. E Roma ha risposto con 70 mila operatori di polizia, Vigili del Fuoco, Protezione Civile e Ares 118, garantendo sicurezza senza alcun incidente grave, un lavoro silenzioso che ha reso possibile l’impossibile.

Proprio a commento dello sforzo e dell’esempio che la città ha dato, il sindaco Roberto Gualtieri, inaugurando il presepe in Piazza di Spagna, ha parlato di “eredità importante”. Il Giubileo 2025 ha, infatti, spinto interventi diffusi su spazi pubblici, pedonalizzazioni e verde in tutti i quartieri, rendendo la città più bella e accogliente per cittadini e visitatori (Fonte: AGI). E se Papa Francesco aveva chiesto di usare l’Anno Santo per migliorare Roma, la risposta è stata concreta. Con opere che resteranno oltre la chiusura, in continuità con i Giubilei passati che hanno lasciato fontane, monumenti e strade ancora oggi simbolo della città.

Natale in Piazza San Pietro
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La facciata di San Pietro con l’albero di Natale addobbato per le festività

Il ciclo conclusivo è cominciato lo scorso 8 dicembre nel giorno della Festa dell’Immacolata e, a seguire, il 12 dicembre al Ponte dell’Industria (intitolato a San Francesco) è stata svelata una statua ispirata a Marcello Tommasi, nell’ambito dei restauri Anas post-incendio 2021. In un ideale collegamento tra industria e spiritualità, come ha detto Davide Rondoni (Presidente del comitato nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi): “San Francesco è uomo-ponte, che ama la realtà senza possederla”.

San Pietro: la chiusura dell’ultima Porta Santa il 6 gennaio

Ma il momento più carico di significato è senza dubbio la chiusura delle Porte Sante nelle basiliche romane. La prima a chiudersi è stata quella in Santa Maria Maggiore, lo scorso 25 dicembre alle 17:00, con rito presieduto dal cardinale Rolandas Makrickas. La scelta di tale basilica nel giorno di Natale risponde a un significato preciso, dal momento che al suo interno è custodita la Sacra Culla del Bambino Gesù. La nascita del Redentore, dunque, incontra il Giubileo in un cerchio perfetto. Il rito si è aperto con i Secondi Vespri, poi alle 18:00 la chiusura, accompagnata dal suono antico della campana La Sperduta.

Il 27 dicembre, alle 11:00, è toccato a San Giovanni in Laterano – “madre di tutte le chiese” – con il cardinale Baldo Reina chiudere la Porta. Il rito è stato seguito da Messa con il coro di mons. Marco Frisina. E ancora, il 28 dicembre anche San Paolo fuori le Mura ha salutato il Giubileo con il cardinale James Michael Harvey.

Piazza di Spagna con suo albero di Natale
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Vista panoramica di Piazza di Spagna a Roma, durante le vacanze di Natale

Prima ad aprirsi il 24 dicembre 2024 e ultima a chiudersi, il 6 gennaio nel giorno dell’Epifania, San Pietro chiude la sua Porta Santa, alla presenza di Papa Leone XIV. In un rito che se materialmente rappresenta la fine di un percorso, simboleggia in realtà una nuova apertura, l’invito a portare la grazia nel mondo.

Gli altri eventi culturali ancora in corso

La mostra di presepi in Piazza San Pietro

Inaugurata l’8 dicembre, e visitabile fino all’8 gennaio, la mostra 100 Presepi in Vaticano rinnova una tradizione arrivata ormai al suo ottavo anno. Parte della rassegna “Giubileo è cultura, l’esposizione presenta 132 presepi da 23 Paesi – Italia, Francia, Croazia, Polonia, Ungheria, Slovacchia, Slovenia, Repubblica Ceca, Stati Uniti, Perù, Eritrea, Corea, Venezuela, Taiwan, Brasile, Giappone, Filippine, Indonesia, Paraguay, India –. Opere che arricchiscono il perimetro del Colonnato di Bernini, molte delle quali promosse dalle rispettive Ambasciate presso la Santa Sede.

Ogni lavoro è un’autentica espressione di creatività con materiali sorprendenti: carta giapponese, seta, resina, lana, fibra di cocco, vetro. Tra le curiosità, spicca un presepe in bottale da conceria, uno su un autobus ATAC, presepi meccanici, uno in bottiglia dalla Repubblica Ceca e un grande presepe messicano. Non manca un omaggio a una Roma “scomparsa”. L’ingresso è libero e gratuito, tutti i giorni dalle 10:00 alle 19:00; attenzione, però, alla chiusura anticipata nelle giornate del 24 e del 31 dicembre alle 17:00.

Vista di San Pietro a Natale
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Piazza San Pietro nella stagione natalizia

La Bibbia di Borso d’Este: un capolavoro rinascimentale

Fino al 16 gennaio, Roma si fa custode di un piccolo e raro. La Sala Capitolare del Senato (Piazza della Minerva 38) ospita, infatti, la Bibbia di Borso d’Este, uno dei vertici dell’arte rinascimentale italiana. La sua realizzazione risale al periodo compreso fra il 1455 e il 1461 e fa incontrare l’opera calligrafica di Pietro Paolo Marone con le miniature di Taddeo Crivelli e Franco dei Russi. Commissionata per il duca di Ferrara Borso d’Este, ogni pagina è un tripudio di oro, colori vivaci e dettagli raffinati, che fondono ispirazione religiosa e maestria artistica.

Si tratta di  vero e proprio dono prezioso alla città per l’Anno Santo: solo in occasioni eccezionali, infatti, la Bibbia quattrocentesca esce dalla Biblioteca Estense di Modena, in cui è solitamente conservata. La mostra – promossa dal Senato con Presidenza del Consiglio, Ministero della Cultura, Gallerie Estensi, Commissario per il Giubileo e Treccani – è a ingresso libero dal lunedì al venerdì (10:00-18:00).

Cristo nostra pace: Rubens e Caravaggio a Piazza Navona

Dal 18 dicembre 2025 all’8 febbraio 2026, la chiesa di Sant’Agnese in Agone a Piazza Navona accoglie Cristo nostra pace, evento inserito nella rassegna “Il Giubileo è Cultura”. La mostra è curata da don Alessio Geretti e mette in dialogo due capolavori dedicati al mistero dell’Incarnazione, Morte e Risurrezione di Gesù. Da una parte, la Madonna con il Bambino di Peter Paul Rubens (1617-18, olio su tela, collezione privata svizzera) e, dall’altra, l’Incredulità di Tommaso di Caravaggio con Prospero Orsi (1602-1607, olio su tela, collezione privata austriaca, Firenze).

Due linguaggi e due mondi a confronto. Per la sua opera, Rubens si lasciò ispirare dal suo soggiorno romano, citando sculture antiche ammirate proprio nell’Urbe, Caravaggio, invece, dipinse la tela negli ultimi mesi del Giubileo del 1600, quando Roma brulicava di pellegrini. I due giganti che, con espressività differenti, raccontano la stessa speranza: Cristo, nostra pace, che vince il dubbio e abbraccia l’umanità.

È possibile ammirare le due tele gratuitamente (tutti i giorni, dalle 9:00 alle 19:00) nella chiesa barocca che domina Piazza Navona, tra mercatini e luci natalizie. Un’occasione per fermarsi, alzare lo sguardo e per un momento di riflessione e condivisione che sigilla un anno di grazia. La comunità cristiana, forte del messaggio dell’Anno Santo, diventa ora testimonianza in giro per il mondo. Tocca ai fedeli, infatti, comunicare il significato più profondo di questo evento. Alla luce di quello che Papa Francesco aveva scritto nella Bolla Spes non confundit con cui aveva indetto il Giubileo: «La speranza non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo».

È questo, dunque, il lascito: un invito a vivere la grazia nel quotidiano. Roma saluta l’Anno Santo con gratitudine, sapendo che la vera Porta è quella dell’amore e della speranza, sempre spalancate.

Capodanno: gli eventi gratuiti da non perdere a Roma

Roma si prepara a salutare un 2025 storico, caratterizzato dal Giubileo che ha rappresentato per la città una sfida, ma anche un motivo di arricchimento: nuovi turisti, pellegrini, importanti iniziative di restauro e nuova mobilità. È stato un 2025 importante che si concluderà nel migliore dei modi: feste, concerti e attività prima della chiusura ufficiale della Porta Santa di San Pietro, prevista per il 6 gennaio, che porrà fine alle celebrazioni del Giubileo. Prima ancora chiuderanno le altre Porte Sante della Capitale: la Basilica di Santa Maria Maggiore il 25 dicembre, la Basilica di San Giovanni in Laterano il 27 e San Paolo fuori le Mura il 28.

Sarà dunque un finale d’anno ricco di eventi per Roma tra cerimonie ufficiali e saluti al 2025. Non mancheranno – oltre alle attività giubilari – iniziative pensate per chi resterà in città durante le feste. Passeggiate, visite guidate e ovviamente il canonico e immancabile concerto di fine anno. Quali, tuttavia, sono gli eventi gratuiti di cui poter usufruire nella Capitale il 31 dicembre e l’1 gennaio? Ve ne proponiamo cinque.

Il concerto di Capodanno al Circo Massimo

L’evento più atteso del 31 dicembre è – non serve neanche sottolinearlo – il grande concerto di Capodanno 2026 al Circo Massimo. Totalmente gratuito e promosso da Roma Capitale, l’inizio del live è previsto per le 21 e – sul palco – troveremo Alessandra Amoroso, Fabri Fibra e Tananai. «Quella del Circo Massimo sarà una bellissima serata con tre straordinari artisti, un grande concerto gratuito, un momento di festa, di gioia per celebrare l’arrivo del nuovo anno. – ha commentato il sindaco di Roma Roberto Gualtieri – È una tradizione amatissima dalle romane e dai romani e da tutti quelli che amano Roma e quindi siamo sicuri che sarà un grande successo e per questo invito tutti a partecipare».

L’evento è condotto dalle voci di RDS, Francesca Romana D’Andrea e Filippo Ferraro ed è un’occasione unica per celebrare l’inizio del 2026 in compagnia, in uno dei luoghi più belli e affascinanti al mondo.

Roma Capodarte 2026

Torna anche quest’anno – per la quinta edizione – Roma Capodarte 2026. Quest’anno l’iniziativa celebra l’80º anniversario dell’Assemblea Costituente (1946-2026) e riempirà l’intera Capitale di attività culturali completamente gratuite (tra cui la distribuzione gratuita di 10.000 copie della Costituzione Italiana). C’è solo l’imbarazzo della scelta, quindi proviamo a fare un po’ di ordine.

Piazza Navona tra passeggiate e spettacoli

Piazza Navona, durante tutte le feste, si arricchisce di mercatini e giostre. L’1 gennaio c’è tuttavia un motivo in più per passeggiare negli spazi della storica piazza romana: su un palco allestito per l’occasione si alterneranno Beatrice Rigillo, Emanuela Cappello, Raffaello Corti aka Faccestamagia e Lorenzo Maragoni per celebrare la comicità in tutte le sue forme. Dalle 18 alle 22 largo alla Milonga del Nuovo Anno, un evento che vedrà Daiana Guspero e Miguel Ángel Zotto, icone mondiali del tango argentino, impegnati in performance mozzafiato. A seguire, protagonista sarà la TDJ Lavinia Livi.

Piazza Navona, 1 gennaio
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Piazza Navona durante le feste natalizie

Cinema gratuito

Tra le attività gratuite proposte c’è anche il cinema: nel cuore di Trastevere, a Spazio S.c.e.n.a., in programma Il terrorista (alle ore 16) e a seguire C’è ancora domani di Paola Cortellesi (alle 18). A Villa Borghese, Casa del Cinema ospiterà la proiezione di due capolavori di Vittorio De Sica: alle ore 11 Sciuscià e alle ore 20 Ladri di Biciclette. Alle ore 17 c’è anche la proiezione del documentario Figlio di Giano di Luigi Grispello.

Al Nuovo Cinema Aquila, dalle 18.30 alle 19.30, è in programma Articolo 1 della Costituzione italiana stabilisce che L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro…, incontro-confronto con il pubblico, proiezione di alcuni estratti di documentari per ricordare l’importanza del lavoro per il progresso della democrazia – La fabbrica dei tedeschi di Mimmo Calopresti e Portuali di Perla Sardella – e del film No other Choice – non c’è altra scelta del regista sudcoreano Park Chan-wook, che affronta il tema della globalizzazione.

Attività per bambine e bambini

Non mancano attività gratuite per famiglie: l’1 gennaio vi basta andare a Pelanda al Mattatoio dalle ore 15, dove si terrà l’evento La Repubblica del gioco, un percorso partecipativo diffuso rivolto a tutte le famiglie e dedicato all’80° anniversario dell’Assemblea Costituente. Fino alle ore 19 ci saranno giochi cooperativi, costruzioni collettive e pratiche circensi aperte.

Dalle 16.30 alle 18, presso il Forum di Palazzo Esposizioni Roma, a bambine e bambini dai 5 anni in su è dedicato il laboratorio d’arte Dritti ai Diritti ispirato agli albi illustrati dello Scaffale d’arte. Nel Municipio V, al Teatro Biblioteca Quarticciolo, alle ore 16 è in programma Liberi di esprimersi, laboratorio di scrittura creativa.

In alcune sedi dell’Istituzione Biblioteche di Roma, dalle 16 alle 20, da non perdere infine A tutta lettura. Biblioteche per Costituzione: le bibliotecarie e i bibliotecari cureranno speciali vetrine tematiche e letture dedicate ai principi fondamentali della nostra Carta.

Itinerari e reading

Tra le altre attività proposte, segnaliamo le letture della Costituzione – a cura di Elisa Di Eusanio e Francesca Centorame – in Piazza Cina dalle 15.30 alle 18 con un intervento di Azzykky (Gian Marco D’Eusebi). Sul palco del Teatro del Lido, alle ore 18 è invece in programma Madri Costituenti: donne, libere, sovrane, reading con dibattito a cura della compagnia Trame Teatro e Musica ispirato al discorso di Piero Calamandrei del 1955.

Quattro gli itinerari culturali proposti dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, ognuno legato idealmente a un articolo della Carta costituzionale: alle 11.30 Villa Borghese: da giardino del principe a Parco dei Romani e alle 15 Duemila anni di storia attorno a Porta Maggiore (entrambi dedicati all’art. 9). Alle 12 Roma: i luoghi dell’incontro e dell’accoglienza, alle 14 I bombardamenti di San Lorenzo del 19 luglio 1943 e alle 15 e alle 16 visita al Bunker di Villa Torlonia.

Musei gratuiti l’1 gennaio

L’1 gennaio, in occasione della quinta edizione di Roma Capodarte, i Musei e le aree archeologiche saranno inoltre aperti a ingresso gratuito. Qualche info: i Musei Capitolini, i Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali, il Museo dell’Ara Pacis, il Museo di Roma-Palazzo Braschi, Centrale Montemartini, i Musei di Villa Torlonia (tranne Serra Moresca), il Museo di Roma in Trastevere, il Museo Civico di Zoologia e la Galleria d’Arte Moderna saranno aperti dalle 11 alle 20.

Il Museo Napoleonico, il Museo della Repubblica Romana e della Memoria garibaldina, il Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese, il Museo Pietro Canonica, il Museo delle Mura, il Museo di Casal de’ Pazzi, Serra Moresca, il Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, Villa di Massenzio, Area archeologica del Circo Massimo, Area Sacra di Largo Argentina, Parco archeologico del Celio, Museo della Forma Urbis saranno aperti dalle 11 alle 17. Technotown è aperta dalle 14 alle 19 e l’Area Archeologica dei Fori Imperiali è aperta dalle 8.30 alle 16.30.

Se non siete troppo provati dai festeggiamenti della sera precedente, è un’occasione per visitare gratuitamente alcuni dei Musei più belli della Capitale.

Il Concerto di Capodanno alla Nuvola di Fuksas

Se non avete avuto modo di assistere al Concerto del Circo Massimo – o volete semplicemente bissare a suon di musica – l’1 gennaio la Capitale offre un altro live gratuito e la location è di quelle da sogno. Presso la Nuvola di Fuksas, in occasione dei 90 anni celebrati da EUR, EUR Spa – alle 18.30 – propone la seconda edizione del Concerto di Capodanno di Roma. L’evento è assolutamente gratuito (con prenotazione obbligatoria su TicketOne) e vi permetterà ad assistere al live dell’orchestra diretta dal Maestro Gerardo Di Lella, accompagnato sul palco da 72 musicisti e 10 cantanti.

Nuvola di Fuksas-Concerto di Capodanno
Italcommunications
Nuvola di Fuksas

Il repertorio celebra la grande tradizione italiana della musica per il cinema con opere, tra gli altri, di Nino Rota, Ennio Morricone e Nicola Piovani. Durante il concerto, il Maestro Di Lella eseguirà per la prima volta EUR90, un suo brano inedito scritto proprio in occasione delle celebrazioni del novantesimo anniversario di Eur SpA.

Cinque cose che puoi fare a Roma solo a Natale

Il Natale è magico in ogni parte della nostra penisola, ma a Roma – in questi mesi arricchita dalle ultime sfumature e iniziative dell’anno giubilare – le festività si preparano a modificare l’assetto della città e a renderla ancora più unica. Mercatini e luminarie hanno già cambiato la forma e l’immagine di interi quartieri, ma Roma sa essere anche sorprendente.

Alcune esperienze – storiche e speciali, come solo la Capitale sa essere – possono essere vissute solo durante i mesi natalizi: è il caso di Piazza Navona, che sotto le feste si trasforma completamente diventando un rito per i cittadini, o dell’appena arrivata ruota panoramica dell’EUR, la più alta tra le ruote panoramiche mobili. E poi ancora presepi e concerti: tra le tante possibilità, ve ne consigliamo cinque. E sono tutte da non perdere.

La ruota panoramica dell’EUR

È una delle principali attrazioni del Natale romano del 2025 e i cittadini ne stanno già parlando da un po’. All’EUR – su Viale America – ha inaugurato il 6 dicembre il Villaggio di Natale (organizzato da Eur District) e, tra le novità, c’è anche la ruota panoramica mobile più alta d’Italia. La struttura arriva ad una quota di 50 metri e ospita 198 persone alla volta in 36 cabine vetrate da sei posti (abilitate ad accogliere anche persone con difficoltà motorie).

Chi l’ha già provata ne ha parlato benissimo: in 8 minuti – questa la durata del giro – è possibile ammirare dall’alto l’intero quartiere razionalista, con i suoi edifici squadrati e le sue torri. È un’occasione più unica che rara per scoprire l’EUR e la sua storia da un punto di vista inedito e, ancora di più, se la provate sia di giorno (quando avrete una visione chiara di ciò che vi circonda) che di notte, con le luci natalizie a fare da cornice. Avete tempo per provarla fino al 6 gennaio, giorno in cui il Villaggio natalizio dell’EUR chiuderà i battenti: non perdete questa straordinaria opportunità!

La giostra antica di Piazza Navona

Come ogni anno, durante le feste natalizie, si ripete anche la tradizione dei mercatini storici di Piazza Navona. Attorno alla fontana dei Quattro Fiumi, fino al 6 gennaio, troverete bancarelle, artigianato, ma anche appuntamenti serali, presepi realizzati a mano, giocattoli di legno. C’è un’attrazione che più di altre, tuttavia, incanta da anni gli avventori: un’antica giostra a cavalli, costruita in Germania dalla ditta Horst und Webber nel 1897. È una delle giostre in legno ancora funzionanti più antica al mondo. Come tutte le attrazioni di Piazza Navona – laboratori e bancarelle comprese – anche qui avete tempo fino al 6 gennaio per ammirare questo storico luogo romano come non l’avete mai visto: un’occasione che si ripete solo una volta l’anno, per pochi giorni, ma che porta con sé tutto il fascino dell’incontro tra la storia della città e il Natale.

L’edizione 2025/2026 introduce anche un calendario di eventi serali che illuminano la piazza con musica, performance e momenti di condivisione. Tra i più attesi, la Milonga della Pace, il 20 dicembre: un grande abbraccio collettivo che trasformerà piazza Navona in una milonga all’aperto per celebrare l’incontro, la solidarietà e la bellezza dello stare insieme. La piazza è aperta tutti i giorni dalle 9 del mattino all’1 di notte nei giorni feriali e fino alle 2 nei giorni pre-festivi e festivi, offrendo uno spazio vivo e accogliente dalla mattina fino a notte inoltrata.

Natale, Piazza Navona
Roma Capitale
Piazza Navona a Natale

Le passeggiate gratuite Anvedi!

Dal 13 al 30 dicembre 2025, il Touring Club Italiano organizza eccezionalmente Anvedi! – Passeggiate tra le bellezze dei municipi nell’anno giubilare (iniziativa promossa dall’Ufficio Giubileo delle Persone e Partecipazione di Roma Capitale, nell’ambito del programma Roma Unisce 2025). Si tratta di passeggiate gratuite – 15 per l’esattezza – che attraversano tutti i Municipi della Capitale tra vicoli nascosti e storie dimenticate. È un’iniziativa che punta a far scoprire la città in una prospettiva differente e la scelta del mese di dicembre – natalizio di conseguenza – punta sicuramente a un maggior afflusso, ma anche a guardare la città con una particolare magia.

Dalla borgata di Pietralata, segnata dalla speculazione edilizia ma ancora viva nei Ragazzi di vita di Pasolini, alle fornaci dismesse di Valle Aurelia, dove fino al 1981 si producevano i mattoni per costruire Roma Capitale. E ancora, gli orti urbani di Monte Ciocci, affacciati sul nuovo tratto romano della via Francigena con vista su San Pietro. Non mancano percorsi legati al Giubileo, ma che propongono una prospettiva diversa rispetto al pellegrinaggio canonico verso le Porte Sante. Le passeggiate durano circa 90 minuti e richiedono la prenotazione obbligatoria su EventBrite.

Roma, la tua guida culturale: speciale Natale

Restiamo in tema di passeggiate (ma non solo) con un’altra iniziativa da non perdere: Roma, la tua guida culturale (organizzato dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali in collaborazione con Zètema Progetto Cultura) durante le feste si amplia con l’obiettivo preciso di far conoscere e apprezzare Roma ancora di più, e ad ancora più persone. Gli appuntamenti si svolgono tutti nel mese di dicembre – gli ultimi sono previsti il 30 – e comprendono laboratori di acquerello, disegno e mosaico, oltre ad attività scientifiche e ludiche. E ancora visite animate e storytelling oltre a visite guidate alle mostre temporanee in corso.

Natale a Roma: Piazza di Spagna
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Roma durante le feste natalizie

Non mancano gli appuntamenti in italiano e in inglese dedicati alla scoperta della città, delle ville e dei parchi storici. Anche in questo caso le attività sono gratuite: per itinerari, laboratori e visite guidate è richiesta la prenotazione al numero 060608. Tra le attività da non perdere – sono tantissime, per cui vi consigliamo caldamente di dare un’occhiata al calendario e prenotare, nel caso foste interessati – ve ne segnaliamo due: il 21 dicembre, alla Villa di Massenzio, si terrà la rievocazione dei Saturnalia, antica festività romana, in occasione del solstizio d’inverno e il 29 dicembre, presso Porta San Paolo, inizia l’itinerario Segni della Memoria e della Storia:Roma 1943–1944. È un percorso nei luoghi della Resistenza e della Liberazione di Roma.

Roma, la Città Eterna
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Vista panoramica sui tetti di Roma

Le piste di pattinaggio sul ghiaccio

Inutile sottolineare che, tra le esperienze irripetibili da fare a Roma sotto le feste, non possono mancare le piste di pattinaggio sul ghiaccio. Da sempre assolata e dal clima mite, la Capitale infatti deve organizzarsi per far vivere ai suoi cittadini l’ebbrezza di scivolare sul ghiaccio con i pattini. C’è, tuttavia, l’imbarazzo della scelta: Ice Park è presente in Piazza Smart, Piazza Cavour e Piazza Re di Roma (a pagamento). Le date variano: in Piazza Smart la pista è allestita fino all’1 febbraio 2026, mentre in Piazza Cavour e in Piazza Re di Roma avrete tempo per provare a pattinare fino al 6 gennaio.

E ancora: fino all’11 gennaio troverete la pista anche nel contesto di Christmas World a Villa Borghese, insieme a tantissime altre novità natalizie. La celebre villa romana con il suo grande parco vanterà infatti un mondo natalizio di circa 40mila metri quadri con una ricca programmazione artistica, 300 artisti internazionali, food experience a tema e nuove attrazioni. Oltre alla pista di pattinaggio su ghiaccio troverete infatti anche lo Snow Twister, una discesa mozzafiato sul nuovo grande scivolo su ghiaccio ispirato ai classici scivoli acquatici, e North Pole Raceway, una pista pensata per i più piccoli, con baby car personalizzate e un percorso tutto da esplorare. Tante altre piste di pattinaggio sul ghiaccio arredano poi centri commerciali – dai più grandi come il Parco Leonardo da Vinci al Polar Park al Maximo al Centro Commerciale Maximo fino al 12 gennaio 2026: vi basta fare una ricerca veloce per scovare tutte le piste disponibili e i relativi prezzi.

7-8 dicembre 2025: i musei da visitare gratuitamente a Roma

Torna puntuale l’iniziativa del ministero della Cultura che rende gratuiti i musei la prima domenica di ogni mese: a Roma, che si appresta a salutare questo lungo anno giubilare, è un’occasione imperdibile per visitare Musei e mostre senza mettere mano al portafoglio. Tra l’altro, l’appuntamento cade questo mese il 7 dicembre, il giorno prima della Festa dell’Immacolata Concezione: un’opportunità per godersi Roma con calma, vivendosi questi ultimi giorni del Giubileo e godendo dei primi accenni natalizi. La Capitale si prepara infatti a celebrare il Natale con luminarie e feste: la si può scoprire passeggiando, approfittando delle soste concesse da Musei e collezioni. Ecco dunque i Musei che vi consigliamo di visitare nel primo weekend di dicembre.

Le visite guidate a Palazzo Senatorio sul Campidoglio

La prima buona nuova che attende chi si trova a Roma nel weekend del 7-8 dicembre è la possibilità di visitare Palazzo Senatorio: per chi non fosse informato, si tratta della sede del Comune di Roma dal 1143, fu costruito tra il XII e XIII secolo sulle rovine del tempio di Veiove e del Tabularium, per essere ristrutturato nel XVI secolo sotto la supervisione di Michelangelo Buonarroti.

È il più antico municipio al mondo ancora in uso. Le visite, con tanto di guida, vi porteranno alla scoperta di questo luogo millenario, partendo dall’ingresso di Sisto IV (vicino alla colonna con la scultura della Lupa in via di S. Pietro in Carcere) per proseguire verso i resti archeologici del Tempio di Veiove. Terminerà con l’uscita verso le scale del Vignola. Tutto gratuitamente, con prenotazione obbligatoria (basta chiamare il numero 060608): le visite hanno diversi orari di partenza e durano 75 minuti.

Piazza del Campidoglio
Zetema
Roma, vista di Piazza del Campidoglio

I Musei Capitolini

Domenica 7 dicembre, tra i musei da poter visitare gratuitamente, segnaliamo i Musei Capitolini in Piazza del Campidoglio 1. Al piano terra di Palazzo dei Conservatori è attualmente in corso la mostra Antiche civiltà del Turkmenistan: potrete ammirare una ricca collezione di opere, alcune mai uscite dal Turkmenistan, provenienti dalla Margiana protostorica (III – II millennio a.C.) e dal sito della città di Nisa.

A Palazzo Clementino troverete invece la mostra I Colori dell’Antico. Marmi Santarelli ai Musei Capitolini: è un interessante percorso che indaga l’uso dei marmi colorati, dalle origini fino al XX secolo, attraverso una raffinata selezione di pezzi provenienti dalla Fondazione Santarelli.

Spostiamoci ora a Centrale Montemartini, in via Ostiense 106, facente sempre capo ai Musei Capitolini. Qui sarà possibile visitare gratuitamente la monografica Maria Barosso, artista e archeologa nella Roma in trasformazione. Maria Barosso ebbe un ruolo fondamentale nella documentazione delle trasformazioni urbane e degli scavi archeologici della città, grazie alle sue riproduzioni a colori particolarmente dettagliate e visivamente accurate.

Le aree archeologiche

Se siete più interessati alla storia di Roma che alle mostre temporanee in corso in città, sappiate che domenica 7 dicembre troverete aperti a ingresso libero il Museo della Forma Urbis nel Parco Archeologico del Celio, l’Area Sacra di Largo Argentina, l’area archeologica del Circo Massimo e i Fori Imperiali. Anche in questo caso, si tratta di un’ottima occasione per esplorare la storia dell’Urbe gratuitamente. Controllate sui siti ufficiali gli orari di apertura dei Musei e delle aree archeologiche.

L'Area Sacra di Largo Argentina a Roma
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L’Area Sacra di Largo Argentina

Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali

Ai Mercati di Traiano, in via IV Novembre 94, potete visitare la mostra 1350. Il Giubileo senza papa: è un’esposizione allestita proprio per celebrare il Giubileo del 2025, quindi imperdibile per chi si trova in città proprio per l’Anno Santo. La mostra intreccia fede, storia e cultura attraverso sessanta opere tra statue, dipinti, epigrafi, monete, sigilli, manoscritti, bassorilievi, oggetti devozionali e rare testimonianze di valore storico e documentario.

Musei di Villa Torlonia

Spostiamoci ora ai Musei di Villa Torlonia, dove le mostre da poter visitare gratuitamente sono diverse. Al Casino dei Principi troverete la mostra Antonio Scordia. La realtà che diventa visione: una antologica con circa 80 opere che ripercorre l’intera vicenda artistica del pittore, dagli esordi negli anni Quaranta con la vicinanza alla Scuola Romana fino all’espressionismo astratto degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta.

Nella Dipendenza della Casina delle Civette è invece allestita la mostra PYSANKA. La bellezza fragile dell’Arte Ucraina: qui si esplora la tradizione ucraina dell’uovo decorato, simbolo di rinascita e fertilità. Sempre alla Casina delle Civette prosegue Niki Berlinguer. La signora degli arazzi, una panoramica della produzione della celebre tessitrice italiana.

Museo di Villa Torlonia
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Villa Torlonia

Il Museo della Scuola Romana e il Museo di Roma in Trastevere

Il Museo della Scuola Romana e il Museo di Roma in Trastevere sono altri due musei che il 7 dicembre saranno eccezionalmente aperti e visitabili gratuitamente. Nel Museo della Scuola Romana troverete oltre 150 opere che raccontano la vita artistica romana nel periodo interbellico. Il Museo è stato recentemente ri-allestito al secondo piano del Casino Nobile, quindi è un’occasione ghiotta per fare un giro nelle nuove stanze.

Al Museo di Roma in Trastevere (in piazza S. Egidio 1/b) sono invece in corso tre esposizioni: Legami intangibili. Ventotto paesaggi festivi in mostra (reportage realizzati su territorio nazionale da fotografe e fotografi che sperimentano nuovi linguaggi attraverso il viaggio), Cine de Papel. Poster cubani di cinema italiano dalla collezione Bardellotto (140 opere attraverso cui i creativi dell’Istituto Cubano dell’Arte e dell’Industria Cinematografica hanno reinterpretato i film in programmazione nei cinema cubani) e Piero Angelo Orecchioni – Con gli occhi e con le orecchie (disegni, dipinti, installazioni, fotografie, oggetti, ricami e documenti personali).

Museo di Roma

Al Museo di Roma (in Piazza San Pantaleo 10 e in Piazza Navona 2) potrete invece visitare gratuitamente Bienalsur, Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea del Sud. Tra Palazzo Braschi, le ambasciate del Brasile e di Spagna, troverete opere e installazioni che rappresentano un punto di incontro tra diverse culture. L’esposizione non solo vi darà modo di ammirare l’architettura e la bellezza di Palazzo Braschi, ma vi porterà a contatto anche con la cultura latina presente a Roma, con un tour nelle due ambasciate, ricche di arte e installazioni.

Museo Civico di Zoologia

Il Museo Civico di Zoologia si trova in via Ulisse Aldrovandi 18, dove è in corso la mostra collettiva di arte contemporanea Still Life: una riflessione critica sulle modalità di rappresentazione e sulla fragilità dell’esistente. Le opere affrontano temi urgenti quali ecologia, identità culturale ed etica della cura, configurandosi come un racconto collettivo capace di attraversare discipline, sensibilità e linguaggi diversi.

Musei sempre gratuiti (anche l’8 dicembre)

Se non fate in tempo ad approfittare della gratuità del 7 dicembre, sappiate che Roma è piena di Musei sempre ad ingresso libero. Per tutto il weekend potete quindi visitare gratuitamente il Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, il Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese, il Museo Pietro Canonica a Villa Borghese, il Museo Napoleonico, il Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina, il Museo di Casal de’ Pazzi, il Museo delle Mura e la Villa di Massenzio.

Villa di Massenzio
Zetema
La Villa di Massenzio a Roma

Segnaliamo al Museo Carlo Bilotti le mostre Silvia Scaringella. Deus sive natura e Piero Mascetti. Echi barocchi e visioni urbane. Al Museo Pietro Canonica (viale Pietro Canonica) è invece in corso l’esposizione I Giganti gentili – Architettura e antropologia delle torri colombaie della provincia di Esfahan.

Insomma, non basterebbe un giorno per visitare tutti i Musei che Roma offre gratuitamente ai suoi avventori ogni prima domenica del mese: le mostre, del resto, nell’anno giubilare sono tantissime e spesso dialogano proprio con l’eccezionalità del 2025 per la Capitale, offrendo spunti e storie ai pellegrini. Avete solo l’imbarazzo della scelta.

Giubileo, i 10 luoghi riqualificati nell’Anno Santo

Si avvia alla conclusione l’Anno Santo, questo Giubileo 2025 che si chiuderà il 6 gennaio 2026 e che è stato intitolato “alla speranza”: il venticinquesimo Giubileo ordinario nella storia della Chiesa cattolica è stato molto significativo per la città di Roma, fra arte, nuove tecnologie e tante migliorie per la città. E’ stato inoltre, come già nel 1700 e nel 1775, un Giubileo presieduto da due Papi: Papa Francesco, che ha aperto la Porta Santa a dicembre del 2024, ma è poi venuto a mancare il 21 aprile 2025, lasciando dietro di sé tanta commozione e grandi insegnamenti; e Papa Leone XIV, il primo Papa americano della storia, che la chiuderà.

Il Giubileo 2025 è stato segnato per la prima volta anche dall’utilizzo di mezzi informatici e applicazioni dedicate ai pellegrini: QR code per accedere alle Porte Sante, intelligenza artificiale per evitare il sovraffollamento, notifiche per essere aggiornati sugli eventi.

E infine, per i Romani il Giubileo è stato un anno particolarmente intenso a causa dei cantieri sparsi per il centro storico e non solo: i luoghi riqualificati restano però come testimonianza di un periodo indimenticabile, nel bene e nel male, e le migliorie realizzate, in alcuni casi importantissime, entrano di diritto nel patrimonio di una città difficile e splendida come Roma.

Giubileo e luoghi riqualificati a Roma

Tra le più importanti riqualificazioni urbane realizzate (e in corso d’opera) durante il Giubileo 2025 ci sono nuove piazze, una Città dello Sport, una passeggiata archeologica e tante migliorie a luoghi storici, che grazie a restauri e sistemazioni hanno ritrovato una nuova luce.

Ecco quindi una selezione di luoghi rinnovati da visitare a Roma: si parte sicuramente da piazza dei Cinquecento, la grande porta d’ingresso alla città per milioni di pendolari e turisti. La piazza antistante la Stazione Termini, un tempo congestionata e poco accogliente, oggi si presenta con ampie aree pedonali, nuovi percorsi sicuri e una viabilità completamente ripensata. L’intervento ha migliorato la fruibilità degli spazi e la connessione tra lo snodo ferroviario e siti di enorme interesse storico e turistico, come le Terme di Diocleziano e l’intero asse di via Nazionale. Ne risulta un luogo più chiaro, ordinato e accessibile: il biglietto da visita che una città come Roma merita, soprattutto in un anno di portata internazionale come quello del Giubileo.

Piazza Pia

La pedonalizzazione di piazza Pia è stata realizzata prolungando il sottopasso di Lungotevere in Sassia, un lavoro complesso dal punto di vista tecnico e ingegneristico che vede sopra la piazza che collega Castel Sant’Angelo e via della Conciliazione, sotto la viabilità stradale interrata.

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L’inaugurazione di piazza Pia a Roma

Per secoli un nodo urbano irrisolto, un dilemma che ha visto impegnati Papi, progettisti e istituzioni cittadine, quello dell’accesso alla Basilica di San Pietro e del collegamento con Ponte e Castel Sant’Angelo è stato risolto oggi con la nuova piazza Pia, diventata l’area pedonale urbana più grande della città, che può contenere fino 150mila persone ed è arricchita da fontane, gradinate e alberi.

Centro Archeologico Monumentale (CarME)

Il Centro Archeologico Monumentale (CArMe) è uno dei progetti più ambiziosi legati al Giubileo: i primi cantieri sono iniziati nel 2024 ma è ancora in corso d’opera e dovrebbe essere completato nel 2027. Si tratta della trasformazione dell’area archeologica centrale – dai Fori al Colosseo, dal Palatino al Campidoglio fino al Circo Massimo – in un sistema pedonale continuo, accessibile e integrato nella vita urbana. Il cuore storico di Roma dovrebbe diventare un grande museo diffuso e vivibile, creando una Passeggiata Archeologica che restiruisce continuità ai monumenti e nello stesso tempo favorisce mobilità sostenibile, accessibilità e decoro.

Riqualificazioni di piazze storiche

Anche nello storico quartiere Prati i lavori hanno portato a importanti migliorie: la nuova via Ottaviano ha visto raddoppiare gli spazi pedonali con una nuova pavimentazione a sampietrini moderni, mentre piazza Risorgimento è stata ripavimentata e resa pedonale in parte. Rifatte anche via Crescenzio e la stazione della Metro Ottaviano, che così come quella di piazza di Spagna è stata completamente rinnovata con spazi nuovi e moderni come la galleria ricoperta dagli schermi al led e le nuove volte in acciaio riflettente.

Rinnovata anche piazza San Giovanni, con una nuova pavimentazione e una serie di nuove fontane a raso. In piazza della Repubblica si è assistito alla risistemazione di un’area dedicata al parcheggio, piuttosto caotica e degradata, che è diventata pedonale, mentre è stata restaurata e riqualificata anche la storica Fontana delle Naiadi, simbolo del liberty romano e prima fontana di Roma Capitale.

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La nuova fontana di piazza San Giovanni a Roma

Rigenerazione urbana: si passa da Parco Schuster e via di San Teodoro

Sistemato e riqualificato anche il Parco Schuster, adiacente alla Basilica di San Paolo fuori le Mura: sono state recuperate le aree verdi, fatta manutenzione alle alberature, installata nuova illuminazione e sistemati i percorsi pedonali, restituendo al quartiere uno spazio pubblico più accogliente e vivibile. Un altro tassello della rigenerazione urbana è via di San Teodoro, riqualificata per oltre 7.500 metri quadrati. Qui si è intervenuti in profondità sulla pavimentazione storica, con il riposizionamento e la messa in sicurezza dei sanpietrini, migliorando accessibilità e decoro in un’area cruciale tra Foro Romano, Palatino e Campidoglio. Si tratta di due interventi che, insieme, contribuiscono al più ampio progetto di valorizzazione del centro storico e delle sue connessioni con i quartieri circostanti.

Tor Vergata e la Città dello Sport: il cantiere che rinasce

Tra le opere simboliche rientrate nel grande piano di interventi legati al Giubileo, un posto speciale spetta alla Città dello Sport di Tor Vergata, un progetto che per anni è stato considerato incompiuto e che proprio nel biennio giubilare ha trovato nuovo slancio. Il complesso, progettato da Santiago Calatrava, avrebbe dovuto ospitare i Mondiali di nuoto del 2009: da allora, però, è rimasto fermo, diventando uno dei simboli più discussi delle occasioni mancate della capitale.

Il Giubileo 2025 ha dato l’occasione per riconsiderare il suo destino. Il progetto di recupero prevede il completamento del Palazzo dello Sport e della Vela, con l’obiettivo di farne un polo multifunzionale in grado di ospitare eventi sportivi, concerti, convegni e attività universitarie. La vicinanza con l’Università di Tor Vergata favorirà una destinazione d’uso continua, non limitata agli eventi eccezionali.

Secondo il cronoprogramma rivisto nel 2025, l’area dovrebbe essere pienamente operativa entro il 2027, restituendo alla città una struttura contemporanea, iconica e finalmente viva. La riattivazione del cantiere ha anche un valore simbolico: trasformare un fallimento in una risorsa, un vuoto urbano in un luogo di aggregazione, sport e cultura.

Verso il prossimo Giubileo

Con la conclusione dell’Anno Santo, Roma si ritrova più moderna, più accessibile e più preparata alle sfide future. I cantieri hanno portato disagi, ma le opere restano: nuove piazze, nuovi percorsi pedonali, aree verdi recuperate, un centro archeologico in trasformazione, un progetto emblematico come Tor Vergata che torna a vivere.

Il Giubileo 2025 ha mostrato che una città complessa come Roma può cambiare davvero, quando visione politica, investimenti e partecipazione civica convergono. E ora lo sguardo va già al prossimo appuntamento: il Giubileo Straordinario del 2033, già annunciato e legato ai duemila anni della Pasqua, dedicato infatti alla Redenzione. Sarà un evento di portata globale, ma soprattutto sarà l’occasione per completare quanto avviato, consolidare i miglioramenti, investire ancora in mobilità sostenibile, cultura e qualità urbana.

Roma, come sempre nella sua storia millenaria, si prepara al futuro camminando sulle sue radici. Il Giubileo 2025 lo ha dimostrato: la città può cambiare, senza perdere sé stessa.

Arte e storia sul Tevere: dieci ponti da vedere a Roma

Roma dal Tevere, attraverso i suoi ponti, in un mosaico di epoche che si specchia nel fiume pigro e millenario. È questa la proposta di itinerario per conoscere la Capitale in maniera insolita, camminando in tranquillità tappa dopo tappa. Perché i ponti non sono semplici passaggi, ma capitoli di storia, che ci riportano l’impegno e il lavoro di illustri personaggi che hanno sfidato le acque.

Camminarci sopra è come sfogliare un libro antico, dove ogni arco racconta un’epoca – dal marmo repubblicano ai ferri moderni – e invita a fermarsi, con il vento che porta echi di mercati e preghiere. Nel Giubileo 2025, questi collegamenti diventano quasi pellegrinaggi laici, passi verso la speranza che unisce, tra sampietrini lucidi e tramonti dorati che tingono il cielo di rosa.

Da quelli storici, come il Ponte Fabricio del 62 a.C., intatto e sussurrante di riti romani, ai rinascimentali di Bernini, carichi di angeli drammatici, i ponti di Roma attraversano duemila anni. Sono testimoni di conquiste e amori, di mercati fluviali e processioni sacre, dove il Tevere ha visto cadere imperi e nascere poesie. Oggi, i moderni come il Ponte della Musica aggiungono note contemporanee, con scale che invitano a danzare tra street art e concerti, un ponte tra antico e futuro che Roma ama tanto.

Percorrerli significa sentire il battito della città, il rumore dei passi sul marmo e il riflesso delle cupole. Sono decine in tutto, ma dieci bastano a catturare l’essenza: pronti a un itinerario che vi farà innamorare (di nuovo) della Città Eterna? Iniziamo dal più antico, e lasciamo che il fiume ci guidi.

Ponte Milvio (206 a.C.)

È il ponte “decano” di Roma, teatro della battaglia di Costantino nel 312 d.C. Ponte Milvio, costruito nel 109 a.C. dal censore M. Emilio Scauro, è erede di un ponte in legno che già nel 207 a.C. vide messaggeri sfrecciare con notizie di vittorie contro Asdrubale. Strategico sulla Via Flaminia, sbarrava l’accesso a Roma dal nord e dall’est, difendendo la città durante la guerra gotica del 536.

Restaurato nel 1149, 1336 e 1429 dal Comune, nel 1805 Giuseppe Valadier lo rese eterno. Tolse, infatti, i ponti levatoi, eresse archi in muratura e una torretta neoclassica, evocando l’arco augusteo. Nel 1849, i garibaldini lo sfregiarono contro i francesi, lasciando una lapide a memoria. Oggi, pedonale e illuminato, è il regno della movida. Soprannominato “Mollo” per un crollo medievale, sussurra storie di battaglie e baci sotto il cielo romano.

Ponte Rotto o Ponte Emilio (179 a.C.)

Era il 193 a.C. quando, a causa di un’inondazione del Tevere il vecchio Ponte Sublicio in legno , fu spazzato via. Questo evento spinse alla costruzione di un ponte più resistente in muratura. Marco Emilio Lepido era censore nel 179 a.C. quando iniziò a occuparsi del progetto ma i lavori andarono avanti per ben 37 anni, concludendosi solo nel 142 a.C. Il Pons Aemilius fu il primo ponte romano tutto in pietra e dal 1144, dopo un restauro civico, prese il nome di Ponte dei Senatori.

Ponte Emilio detto Ponte Rotto a Roma
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Ponte Emilio (o Ponte Rotto), il più antico ponte di pietra romano a Roma

La sua posizione sul fiume era particolare, dal momento che disposto obliquamente rispetto al corso d’acqua, cosa che lo rendeva facile preda delle acque. Inondazioni colpirono nel 280 d.C. e nel 1422; e ancora, ne arrivarono altre nel 1450 e nel 1557 fino al crollo quasi totale nel 1598. Da allora cambiò nome in Ponte Rotto.

Da fine Ottocento una struttura metallica lo collega alla riva sinistra e oggi è visibile un solo arco superstite coperto di erbacce e capperi che crescono selvatici. Questa porzione è ben visibile dall’isola Tiberina e mantiene un alto valore simbolico oltre che storico. Si raggiunge facilmente con la Metro B fermata Circo Massimo oppure con il bus numero 75.

Ponte Fabricio e Ponte Cestio (Ponte dei Quattro Capi) (62-46 a.C.)

Unico ponte dell’antichità intatto, Ponte Fabricio è il più antico ponte romano ancora in uso. Fu costruito nel 62 a.C. dal curatore delle strade Lucius Fabricius, come incise a caratteri cubitali sulle arcate di travertino. Sostituto di un ponte in legno del 192 a.C., collega il Lungotevere De’ Cenci all’Isola Tiberina, formando con Ponte Cestio un duo gemello verso Trastevere. Conosciuto anche come Ponte dei Quattro Capi per la leggenda di quattro architetti decapitati sotto papa Sisto V – le cui teste marmoree vegliano unite in un blocco – il ponte è un guardiano di storie.

Il Ponte Fabricio a Roma
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Vista del Castello Caetani e del Ponte Fabricio

Si tratta della Torre della Pulzella che, con il volto di una nobildonna medievale imprigionata per amore, aggiunge mistero. Ponte Cestio, eretto da Lucio Cestio (fratello del costruttore della Piramide), noto come “ponte ferrato” per le mole ancorate, fu restaurato nel 1888-1892, demolendo archi laterali per i muraglioni del Tevere.

Ponte Sant’Angelo (134 d.C.)

Accesso privilegiato – e monumentale a Castel Sant’Angelo –, l’omonimo ponte congiunge Piazza Sant’Angelo e il Lungotevere Vaticano. A caratterizzarlo la sua maestosità tanto da essere menzionato nientemeno che da Dante nell’Inferno. La sua costruzione risale al 134 d.C. per volontà dell’imperatore Adriano che voleva poter accedere facilmente al suo mausoleo e ne affidò il progetto all’architetto Demetriano. La sua solidità è leggendaria: nessuna piena del Tevere l’ha mai travolto.

Sotto papa Gregorio Magno assunse il nome attuale mentre Clemente VII nel 1535 vi pose le statue di Pietro e Paolo. Il tocco barocco arrivò, poi, con Clemente IX: tra 1667 e 1670, Bernini scolpì i dieci Angeli con gli strumenti della Passione, alla maniera di guardiani drammatici che guidano verso il Castello. Tra le storie che si raccontano, si dice che di notte il fantasma di Mastro Titta, boia del XIX secolo, offra tabacco ai passanti.

Ponte Sant'Angelo sul Tevere
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Castel Sant’Angelo visto dall’omonimo ponte sul fiume Tevere

Ponte Sisto (1478)

Ponte Sisto, cuore romantico del Tevere, ha radici che affondano nell’antica Roma. Ricostruito nel 1475 da papa Sisto IV per l’Anno Santo, sostituì un ponte romano – forse del II secolo d.C., noto come Aurelius o Janiculensis – devastato dall’inondazione del 792. L’architetto Baccio Pontelli lo modellò con quattro arcate, incorporando resti antichi e una curvatura “a schiena d’asino” che lo rendeva sicuro e elegante, collegando Trastevere a Via Giulia.

Oggi, pedonale, è il regno dei tramonti: viola e arancio che accendono la cupola di San Pietro, con l’“occhialone” centrale che misura le acque come un occhio antico. Vicino a Piazza Trilussa, vibra di vita notturna, tra musicisti e gelati, ma conserva un velo di mistero. Da attraversare al crepuscolo, e lasciare che il fiume racconti storie d’amore e redenzione.

Ponte Sisto a Roma
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Vista di Ponte Sisto e, sullo sfondo, il Cupolone

Ponte Nomentano (1870, origini romane)

Ad arco sul fiume Aniene, è un baluardo di storia lungo la Via Nomentana, nel quartiere verde di Monte Sacro. Eretto in età repubblicana, fu ricostruito dopo l’invasione di Totila (VI secolo) e fortificato nell’VIII secolo da papa Adriano I con torri ghibelline, rinforzate nei XII-XIII secolo. Molte sono le leggende che lo coinvolgono, una delle quali lo vede testimone di un incontro tra Carlo Magno e Leone III nel IX secolo. E non mancano i conflitti, come l’occupazione di Niccolò Fortebraccio nel 1433.

Nel 1532 divenne una dogana fino alla distruzione nel 1849 durante l’invasione francese. Fu restaurato nel 1856 e venne definitivamente chiuso al traffico nel 1997 per sicurezza e reso pedonale dal 2002.

Ponte Mazzini (1908)

Ponte Mazzini, inaugurato nel 1908, onora l’eroe del Risorgimento. Inizialmente Gianicolense, per la vicinanza al Gianicolo, collega Via della Lungara a Via Giulia, fronteggiando Regina Coeli. La sua struttura in ferro e pietra è simbolo di transizione, tra antichità e moderno.

Il Ponte Mazzini a Roma

Il Ponte Giuseppe Mazzini sul fiume Tevere di notte

Ponte Tazio (o Ponte del Risorgimento, 1911)

Ponte Tazio, eretto nel 1922 lungo la Via Nomentana a Montesacro, scavalca l’Aniene unendo il quartiere residenziale – con i suoi viali alberati – al cuore della città. Intitolato a Tito Tazio, re sabino leggendario alleato di Romolo, è un accesso essenziale all’antica consolare che portava a Nomentum.

Ponte Marconi (1953)

Ponte Marconi, iniziato nel 1937 in omaggio allo scienziato scomparso proprio quell’anno, è il colosso del Tevere, il più lungo di Roma con i suoi 235 metri. Completato nel 1955, congiunge Trastevere all’EUR, facilitando i flussi tra Portuense, Ostiense e Via Colombo, con la sua struttura a trave Gerber e 32 metri di larghezza: quattro corsie per senso, parapetti in travertino. Rimodernato nel 1975, è un capolavoro razionalista nato da un progetto anteguerra per l’espansione meridionale della città. A monte si trova l’area archeologica delle Darsene di Pietra Papa, forse un porto romano (I sec. a.C.-II d.C.) attracco di Cleopatra.

Ponte della Musica (2011)

Il Ponte della Musica è stato inaugurato nel 2011 ed è un capolavoro contemporaneo che unisce Flaminio a Prati. Progettato da Buro Happold, Kit Powell-Williams e Carlo Lotti, con esecuzione di Mattioli e Maeg Costruzioni, collega l’Auditorium Parco della Musica, il MAXXI, Villa Glori e il Teatro Olimpico al Foro Italico, Monte Mario, il Museo del Genio e l’Auditorium Rai.

Il Ponte della Musica a Roma
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Ponte della Musica, un ponte moderno nel cuore di Roma

Lungo 190 metri e largo 22, in acciaio e cemento armato, ha due archi ribassati inclinati che sorreggono l’impalcato, separando la corsia centrale (per ciclisti e mezzi pubblici ecologici) dai percorsi pedonali in legno di bangkirai. Intitolato ad Armando Trovajoli nel 2013, è pedonale e ciclabile, con isolatori sismici per garantirne la massima sicurezza.

Maltempo settembre 2025 Como Monza: Governo riconosce stato emergenza

“Un importante provvedimento che riconosce lo stato di emergenza e la gravità di quanto accaduto a settembre in alcune aree della Lombardia a causa del maltempo. Il nostro ringraziamento va dunque al Governo e nello specifico al ministro Nello Musumeci per l’attenzione rivolta alla nostra regione”. Così il presidente Attilio Fontana commenta la decisione del Consiglio dei ministri di accogliere la richiesta avanzata a seguito degli eventi meteorologici eccezionali nei giorni dal 10 al 13 settembre nel territorio della provincia Como e dal 22 al 27 settembre 2025 nel territorio della provincia di Como e dei Comuni di Barlassina, Bovisio Masciago, Cesano Maderno, Giussano, Lentate sul Seveso, Limbiate, Meda, Seveso e Varedo della provincia di Monza e Brianza e di stanziare 10,1 milioni di euro a valere sul Fondo per le emergenze nazionali.

Maltempo settembre 2025 a Como e Monza, l’impegno del Governo

“È un segnale di attenzione – ha sottolineato l’assessore regionale alla Sicurezza e Protezione civile, Romano La Russa – verso i nostri territori, duramente colpiti dagli eventi meteorologici di settembre. La Giunta regionale, da subito, e il Governo, con questa decisione, dimostrano impegno costante e vicinanza verso le comunità coinvolte. Nonché per la Protezione civile regionale e tutti i volontari che, con grande professionalità e dedizione, sono intervenuti in quei giorni drammatici. E che hanno operato per prestare soccorso e assistenza. Desidero, inoltre, esprimere gratitudine agli uffici regionali e locali per il lavoro svolto nel coordinamento e nella gestione delle pratiche necessarie”.

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Sulle orme di Pier Paolo Pasolini a Roma

Nella notte del 2 novembre 1975 Pier Paolo Pasolini venne assassinato sulla spiaggia dell’Idroscalo di Ostia: un evento che segnerà indelebilmente uno spaccato di storia italiana e una vicenda giudiziaria che ancora oggi solleva dubbi e domande. Da quella tragica notte sono trascorsi 50 anni e Roma ha deciso di omaggiare – nell’anno del Giubileo – il regista e scrittore con la rassegna PPP VISIONARIO, promossa da Roma Capitale e con appuntamenti fino a dicembre.

Due mesi ricchi di programmazione – tra spettacolo, cultura e sport – con tanti ospiti per onorare la memoria, l’eredità e la visione profetica di uno dei massimi intellettuali del Novecento. Una manifestazione diffusa che – da Tor Bella Monaca a Garbatella – ci riporta anche nei luoghi romani di Pasolini: angoli vissuti, ma anche ispiratori della visione artistica dello scrittore – tra cinema e letteratura – che val la pena esplorare e visitare, se volete ulteriormente avvicinarvi alla poetica di Pasolini.

Quello che vi proponiamo è dunque un itinerario tra i luoghi del regista della Capitale: troverete qui i simboli che caratterizzano la vita e l’opera di Pier Paolo Pasolini a Roma, ma anche targhe e luoghi di ispirazione per quella che fu la sua ricerca artistica.

Pier Paolo Pasolini a Roma. Mauro Maugliani. Cosa sono le Nuvole (omaggio a Pasolini)
Mauro Maugliani
Mauro Maugliani. Cosa sono le Nuvole (omaggio a Pasolini)

Ostia, il Parco Pier Paolo Pasolini

Il nostro itinerario parte da Ostia, tristemente noto come luogo della morte di Pier Paolo Pasolini. Il corpo del regista fu infatti trovato la mattina del 2 novembre sulla spiaggia dell’Idroscalo ed è proprio in quell’area che tuttora viene intensamente e maggiormente ricordato.

Oggi quegli spazi – per lungo tempo abbandonati – sono diventati il Centro Habitat Mediterraneo Lipu Ostia e – al suo interno – dal 2005, il Comune di Roma ha dato vita ad un giardino letterario dedicato proprio allo scrittore. Il Parco Pier Paolo Pasolini – in cui potrete passeggiare tranquillamente – vanta una stele a memoria proprio della scomparsa del regista, ma ci sono anche citazioni e percorsi bibliografici.

La scultura di Mario Rosati

La scultura – che giace proprio laddove venne ritrovato il corpo – porta la firma di Mario Rosati e riproduce, in forma stilizzata, una colonna spezzata (che rappresenta la morte violenta), due gabbiani in volo e la luna: tutti chiari riferimenti alla notte del 2 novembre 1975 in cui Pasolini morì. Nel 2005, l’area è stata ripulita e munita di una zona verde recintata. Per l’occasione, è arrivata anche una nuova versione della stele di Rosati.

Sono stati aggiunti inoltre due percorsi: se decidete di intraprenderli, incontrerete citazioni dai libri dello scrittore, titoli delle sue opere più importanti e qualche nozione. Se c’è un luogo che oggi, a Roma, parla di Pasolini e omaggia il regista è proprio questo lembo di litorale romano, che continua a mantenerne viva la memoria.

Ostia, piazza Anco Marzio

Prima di allontanarvi da Ostia, fate un salto in piazza Anco Marzio (dal Parco sono circa 40 minuti a piedi, oppure potete prendere uno dei bus che attraversano il Lido di Ostia per massimizzare i tempi e gli spostamenti). Qui troverete, proprio al centro di una aiuola, l’opera Interferenza n. 7 dello scultore Pietro Consagra. Inaugurata nel 1993, la scultura è stata realizzata in occasione del diciottesimo anniversario della scomparsa di Pier Paolo Pasolini ed è in travertino rosato e sbozzato proveniente da Pietrasanta.

Il luogo nello specifico non ha molto a che vedere con Pasolini (siamo pur sempre a Ostia, ad ogni modo), ma è stato selezionato perché permette all’osservatore vari orientamenti prospettici e giochi di luce.

Rebibbia, l’incontro tra Roma e Pasolini

Spostiamoci ora a Rebibbia, quartiere romano che ha abbracciato la vita di Pasolini più che la sua morte. Dal 1951 al 1953 lo scrittore visse infatti in un appartamento al primo piano di una palazzina in via Giovanni Tagliere. Viveva con la madre Susanna Colussi e insegnava presso una scuola media di Ciampino (proprio per questo riuscì ad affittare la casa ed evitare alla madre di lavorare).

Risalgono a questo periodo le prime opere romane: dalle poesie che verranno raccolte in Roma 1950 – Diario al racconto Il Ferrobedò (poi contenuto in Ragazzi di Vita), fino al poemetto L’Appennino. Per la precisione, la targa si trova in piazza Lino Ferriani ed è stata lì posta nel 1998, con un’iscrizione che contiene i versi dell’autore tratti dal poema Il pianto della scavatrice (Ah, giorni di Rebibbia / che io credevo persi in una luce / di necessità, e che ora so così liberi), apparso nel 1957 su Il Contemporaneo. Sono versi che mostrano attraverso le parole la rinascita romana di Pasolini, fuggito dal Friuli e con poche possibilità economiche dopo l’accusa per atti osceni.

Monteverde: la prima targa e le prime ispirazioni

Spostiamoci ora a Monteverde, dove troverete una targa sull’edificio della sede del Gruppo Polizia locale Municipio Roma XII (già XVI). Il progetto è di Enzo De Camillis, mentre l’opera è stata scolpita da Alessandro Ferretti e Adriano De Angelis. La targa – in travertino – fa sfoggio del profilo di Pier Paolo Pasolini con varie iscrizioni in bronzo: inaugurata il 15 ottobre 2005, il suo obiettivo è proprio quello di ricordare la quotidianità di Pasolini a Monteverde.

Dopo aver vissuto a Rebibbia, il poeta si trasferì infatti in via Fonteiana dal 1954 al 1959, per poi spostarsi – come vedremo dopo – in via Carini: Monteverde, per questi e altri motivi, è una zona romana molto cara al regista e scrittore. Basti sottolineare che la targa in questione si trova praticamente all’angolo con via Donna Olimpia, una via fondamentale per quelle che sono state le ispirazioni e le scene di Ragazzi di vita, pubblicato dall’editore Garzanti nel 1955.

Ancora Monteverde: via Giacinto Carini

Restiamo in zona Monteverde, che – come abbiamo sottolineato – è un luogo della Capitale molto caro al regista. Da Via Fonteiana a Via Giacinto Carini, nostra prossima tappa, sono del resto poco più di dieci minuti a piedi. Pasolini visse in Via Giacinto Carini 45 tra il 1959 e il 1963. Sono anni in cui il poeta lavorò come sceneggiatore e – forte di maggiori introiti – poté trasferirsi in una zona più centrale del quartiere (da via Fonteiana), la stessa in cui viveva tra l’altro Bernardo Bertolucci.

Nello stesso palazzo, abitava infatti il poeta Attilio Bertolucci – padre di Bernardo – con cui Pasolini aveva un forte rapporto intellettuale. Quel periodo intenso è oggi ricordato da una targa che si trova proprio in via Giacinto Carini 45, lì posizionata nel 1999. La trovate sopra il portone di una palazzina e recitano versi tratti dal poemetto Récit. La lapide porta la firma del famoso scenografo Dante Ferretti.

La vita di Pier Paolo Pasolini all’EUR

Spostiamoci ora all’EUR – per la precisione in via Eufrate n. 9 – dove si trova l’ultima abitazione di Pier Paolo Pasolini. In realtà, il palazzo in cui visse il poeta lo trovate proprio di fronte alla targa presso cui vi stiamo portando: qui Pasolini abitò dal 1963 al 1975, anno della sua morte.

L’EUR è un quartiere che il poeta sentirà molto e da cui trarrà molte ispirazioni: un esempio di questo legame lo troviamo nella poesia La ricerca di una casa, contenuta nella raccolta Poesie in forma di rosa. Arrivati in via Eufrate, per trovare la targa dovrete cercare tra i sanpietrini. Di forma rettangolare, riporta la scritta Qui abitò con la amata madre / Pier Paolo Pasolini / Roma, 15 settembre 2022 / Municipio Roma IX. Come indica la targa stessa, questa è stata posizionata qui nel 2022 in occasione del Centenario della nascita di Pasolini (1922-2022) e nell’ambito della rassegna 9 da leggere, Prima Edizione del Festival della Lettura e della Letteratura del Municipio Roma IX.

EICMA 2025, Fontana: due ruote in crescita, noi con le imprese

“EICMA, una manifestazione importante perche rappresenta un settore, le due ruote,  in crescita. Anche nel 2025 abbiamo avuto un aumento di immatricolazioni. Noi crediamo nelle fiere, abbiamo investito sempre, coinvolgendo il maggior numero di aziende possibili. Anche quelle piccole e medie, per le quali abbiamo messo a punto dei bandi ad hoc per favorire la loro partecipazione. Le fiere sono una vetrina del Made in Italy, un bacino di grande innovazione. Ci crediamo, e siamo molto contenti di questa manifestazione”. Così il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, all’inaugurazione di EICMA 2025, l’82ª edizione dell’Esposizione internazionale delle due ruote, in programma fino a domenica 9 novembre nei padiglioni di Fiera Milano a Rho. Sono intervenuti il presidente di EICMA Pietro Meda, Giovanni Bozzetti, presidente Fondazione Fiera Milano, e l’amministratore delegato di EICMA, Paolo Magri.

Il presidente della giunta regionale, Attilio Fontana, oggi a EICMA nel corso dell'inaugurazione. Un settore, quello delle due ruote, in crescita“Qui trovano spazio le idee, le imprese e le persone che innovano e fanno crescere il Paese – ha aggiunto il presidente -. Le nostre fiere non sono solo eventi, ma piattaforme di sviluppo, di incontro e di internazionalizzazione”.

“Si tratta di momenti – ha rimarcato il governatore – in cui la Lombardia mostra al mondo tutta la propria capacità di unire tradizione manifatturiera, creatività e visione industriale”.

Oltre 2.000 marchi rappresentati, Italia prima per mercato

L’evento espositivo, ancora una volta, si conferma punto di riferimento mondiale per l’industria della mobilità su due ruote e si mostra quest’anno come un tributo dichiarato alla passione, motore autentico di un intero universo. Sono oltre 730 gli espositori che saliranno su questo importante imponente palcoscenico con più di 110 anni di storia, 2.000 i marchi rappresentati e 50 i differenti Paesi di provenienza. Tra questi, in particolare, ben dieci nazioni esporranno per la prima volta, segnando l’ingresso straordinario in EICMA di imprese da nazioni come Estonia, Georgia, Irlanda, Messico, Panama, Perù ed Emirati Arabi, accanto alle più consolidate presenze europee e asiatiche. Ancora consistente e qualificata la compagine del Made in Italy, le cui aziende rappresentano il 30% degli espositori 2025. L’Italia resta pur sempre in Europa il primo Paese per mercato e produzione.

EICMA: Milano capitale delle due ruote, settore in crescita

Milano torna così capitale mondiale delle due ruote con una nuova edizione di EICMA, che consacra e completa anche l’evoluzione della kermesse da fiera ad evento espositivo a tutto tondo, imprescindibile per i professionisti e atteso da centinaia di migliaia di appassionati. Dalla scoperta delle novità del mercato alle anteprime mondiali contenute nei nove padiglioni occupati di Fiera Milano, dai contenuti speciali promossi dall’organizzazione di EICMA alla presenza di talent e piloti, fino al ricco palinsesto di gare, spettacoli ed esibizioni proposto nell’area esterna MotoLive, tutto è infatti pronto per entusiasmare il grande pubblico e rinnovare la storia d’amore nata e cresciuta nel corso di decenni con questa manifestazione.

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Orientamento studenti, al via dal 13 novembre la fiera Young 2025

L’orientamento come strumento chiave per accompagnare i ragazzi alle prese con scelte cruciali per il loro futuro formativo e professionale. È stato questo il tema principale dell’intervento dell’assessore all’Università, Ricerca, Innovazione di Regione Lombardia. Alessandro Fermi, che, ha partecipato, a LarioFiere, alla conferenza stampa di presentazione dell’edizione 2025 di ‘Young’, il salone nazionale dedicato all’orientamento, alla formazione, all’università e al mondo del lavoro.

Dal 13 novembre a Lario Fiere la fiera dell’orientamento

L’evento, in programma dal 13 al 15 novembre, quest’anno ha come focus  ‘Le Olimpiadi dell’Orientamento: passione – talento – squadra – territorio’. Un claim che vuole evidenziare l’importanza del dialogo con le realtà locali per cogliere le opportunità formative e professionali offerte dal territorio.

Fermi: orientamento è un processo continuo

assessore Fermi a presentazione della fiera young 2025 su orientamento studenti a Lario Fiere

“Young – ha spiegato l’assessore Fermi – è un evento che ho fortemente voluto quando ero assessore provinciale e che poi negli anni ho sempre sostenuto con forza. Sono convinto che l’orientamento non sia soltanto una fase del percorso scolastico, ma un processo continuo, che accompagna le ragazze e i ragazzi nel momento forse più delicato della loro crescita”.

A fiera Young 2025 su orientamento studenti coinvolte tutte le università lombarde

“È il tempo delle domande – ha aggiunto Fermi – e anche il tempo delle scelte. Decisioni che non devono spaventare, ma essere vissute come occasioni per mettersi alla prova. Questo evento nasce con l’obiettivo di offrire informazioni, strumenti e testimonianze utili per aiutare ogni studente a costruire il proprio cammino. Il tutto valorizzando talenti, interessi e potenzialità. Per questo, grazie al rapporto che ho costruito con tutte le università lombarde, dallo scorso anno mi sono adoperato affinché fossero tutte presenti. Questo è senza dubbio un ulteriore valore aggiunto per i giovani visitatori. E poi, sempre con gli atenei, abbiamo anche pensato a un evento, in calendario venerdì 14 alle 10, che li proietterà nel futuro”.

Il convegno di Regione Lombardia dedicato all’orientamento degli studenti a Young 2025

Si tratta in particolare del convegno ‘Try the future – Vivi l’innovazione delle università lombarde’, un momento di confronto per scoprire, sperimentare i nuovi trend che caratterizzano il settore della formazione universitaria, anche alla luce dell’evoluzione del mercato del lavoro.

L’evento è uno degli appuntamenti previsti dal programma di ‘Young’. Si va dai laboratori interattivi, workshop specialistici a spazi formativi dove il visitatore può sperimentare, chiedere, partecipare. Dalle nuove tecnologie (digital, AI, coding) ai temi trasversali (soft skills, creatività, comunicazione, leadership), ogni iniziativa ha come obiettivo quello di dare agli studenti strumenti concreti per fare scelte consapevoli in ambito formativo. Il tutto con l’obiettivo di acquisire competenze utili a inserirsi successivamente in modo efficace nel mondo del lavoro.

I presenti alla conferenza

Alla conferenza di presentazione della fiera ha partecipato, tra gli altri, anche il presidente di Lariofiere, Marco Galimberti. È  intervenuto anche Antonio Pozzi, membro della Giunta della Camera di Commercio Como-Lecco. L’evento vede per il secondo anno Regione Lombardia al fianco di Lariofiere.

Un lavoro di squadra

“Young – ha detto Galimberti – rappresenta un’importante occasione per offrire ai giovani un ventaglio di opportunità formative e professionali innovative e concrete. Percorsi costruiti a partire da un’attenta analisi delle dinamiche attuali e delle prospettive future. Ringrazio Regione Lombardia, la Camera di Commercio di Como-Lecco, le associazioni di categoria, le Province e gli Uffici Scolastici di Como e Lecco  per l’impegno e la collaborazione. C’è stato un grande lavoro di squadra per la realizzazione di un progetto di così alto valore per i giovani e per il territorio”.

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Giubileo 2025, gli eventi ufficiali del mese di novembre

Novembre a Roma ha quel fascino malinconico che sa di foglie umide e luci calde nelle chiese, un mese in cui la città sembra sussurrare segreti antichi mentre il Tevere scorre placido sotto ponti illuminati. Nel 2025, l’Anno Santo del Giubileo si tinge di questa dolce nostalgia, entrando nel suo trimestre finale con un calendario che pulsa di eventi ufficiali, come un cuore che batte verso la chiusura di dicembre. Dopo l’estate vibrante del Giubileo dei Giovani a Tor Vergata e un settembre che ha riacceso le piazze con incontri papali, novembre si annuncia come un ponte tra riflessione e celebrazione, un invito a fermarsi e contemplare il senso profondo di Spes non confundit, la speranza che non delude.

Visitare Roma, in autunno, è del resto un momento speciale con il vento fresco che accarezza Piazza San Pietro, il profumo di castagne arrosto che si mescola all’incenso delle basiliche, e la folla di pellegrini che, con la Carta del Pellegrino in tasca, attraversa le Porte Sante come un rito quotidiano.

Il calendario ufficiale, curato dal Dicastero per l’Evangelizzazione e consultabile su iubilaeum2025.va, propone un mosaico di appuntamenti che riflettono l’universalità della Chiesa. In programma, ci sono momenti di dialogo, come gli incontri con papa Leone XIV in Aula Paolo VI, e celebrazioni solenni e ogni evento è un filo che tesse la trama del Giubileo 2025, tra pellegrinaggi e mostre che portano voci dal mondo, come la Promessa pellegrina alla Gregoriana (visitabile fino al 12 novembre).

Per visitatori e fedeli è, dunque, l’occasione per camminare tra vicoli che profumano di storia e vivere lo spirito di conciliazione dell’Anno Santo. Ma meglio partire preparati con impermeabile e mappa giubilare: questi giorni non sono solo eventi, ma un cammino personale verso la luce di dicembre. Scopriamo insieme, a questo punto, cosa riserva il mese di novembre tra eventi ufficiali e appuntamenti patrocinati.

I Grandi Eventi giubilari di novembre 2025

Il nuovo mese si apre sulla scia di ottobre e del Giubileo del Mondo Educativo che, iniziato il 27 ottobre si è chiuso il 1° novembre con la celebrazione presieduta dal Santo Padre nella Basilica di San Pietro. Nelle settimane a seguire, sono tre i Grandi Eventi che Roma offre per questo mese, a partire dal Giubileo del mondo del Lavoro (8 novembre). Nell’ordine, si celebrano quindi il Giubileo dei Poveri (16 novembre) e il Giubileo dei Cori e delle Corali (22 e 23 novembre).

Vista di Roma e del Vaticano
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La Basilica San Pietro e il fiume Tevere con Ponte Sant’Angelo a Roma

Il Giubileo del mondo del Lavoro

Slittato dallo scorso inizio  maggio per la scomparsa di papa Francesco, il Giubileo del mondo del Lavoro è stato riprogrammato per l’8 novembre, come annunciato dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. In un Anno Santo che celebra la speranza, questo evento è un abbraccio ai lavoratori di ogni settore, un momento per riflettere sul lavoro come dignità e missione. E Roma – con le sue piazze che sussurrano storie di artigiani e mercati antichi – si presta perfettamente a un cammino che unisce fatica e fede.

Nel secondo sabato del mese, il programma si apre alle 9:30 in Piazza San Pietro con l’udienza giubilare di papa Leone XIV, un dialogo che tocca i corpi intermedi della società, grazie alla partnership con il CNEL. Segue il passaggio alla Porta Santa della basilica, simbolo di riconciliazione e rinnovamento, con confessori disponibili nelle chiese vicine.

Alle attività sono particolarmente invitata a partecipare i sindacalisti, gli imprenditori, i precari e i pensionati non solo per pregare insieme ma anche per condividere storie di fatica e sogni. E rinnovare il patto sociale che rende il lavoro ponte verso la giustizia.

Il Giubileo dei Poveri

Il secondo Grande Evento del mese è con il Giubileo dei Poveri, dal 14 al 16 novembre, appuntamento particolarmente toccante nel calendario giubilare.  L’evento celebra chi vive ai margini, ricordando che la misericordia è il cuore del Vangelo. Organizzato dal Dicastero per il Servizio della Carità, invita famiglie, persone sole e chiunque senta l’eco del “fratello” nei bisognosi, a un cammino di condivisione.

La tre giorni comincia venerdì 14 con la Veglia della Misericordia alle 17:30 nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, animata dal gruppo “Fratello” con preghiere e testimonianze . Sabato 15, poi, il pellegrinaggio alla Porta Santa di San Pietro (dalle ore 9:00 alle ore 15:00) offre il Sacramento della Riconciliazione nelle chiese giubilari, per un momento di grazia intima. Alle 16:00, in Piazza San Pietro, è poi previsto un momento di preghiera mariana, sempre con “Fratello”.

Infine, domenica 16, alle 10:00, papa Leone XIV presiede la Messa nella basilica per la IX Giornata Mondiale dei Poveri a cui segue il pranzo insieme al Pontefice alle 12:30 in Aula Paolo VI.

Il Giubileo dei Cori e delle Corali

Se cantare è pregare due volte, nel corso dell’Anno Santo non poteva mancare un appuntamento dedicato alla musica sacra. Il 22 e 23 novembre si celebra il Giubileo dei Cori e delle Corali, con voci da tutto il mondo si uniscono per celebrare la melodia come preghiera, unendo fedeli nelle basiliche cittadine. Il primo giorno, sabato 22, il pellegrinaggio alla Porta Santa di San Pietro (14:00-17:00) apre a un momento di preghiera con il Sacramento della Riconciliazione nelle chiese giubilari.

Il baldacchino di San Pietro
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Dettagli architettonici della Cupola e del Baldacchino di Bernini nella Basilica di San Pietro

Quindi, alle 17:00, le Messe vespertine si animano in diverse parrocchie romane grazie al contributo dei cori le cui voci echeggiano tra le navate. Domenica 23, alle 10:30, papa Leone XIV presiede la Messa in Piazza San Pietro (ingresso gratuito).

Gli altri appuntamenti ufficiali del mese

Nel corso delle prossime settimane, il Giubileo patrocina anche altri appuntamenti nell’ambito della programmazione ufficiale. E ce n’è per tutti i gusti, dal Concerto del coro Femminile di Gori (Georgia) – previsto al Pantheon alle17:30 del 21 novembre – a quello del coro Patriarcale della Cathedrale di Santa Trinità di Georgia / Coro Camerale di Stato che avrà luogo presso la Basilica di Santa Maria Maggiore il prossimo 23 novembre alle 20:00.

Inoltre, il 7 novembre si apre il Congresso Mondiale di Metafisica, forum interdisciplinare dedicato alla Scienza ed Esperienza aperte all’Assoluto. Studiosi e ricercatori si riuniscono a Roma per dialogare insieme in materia di esistenza e realtà, unendo scienza sperimentale e fede. È un invito a pensare profondamente, senza perdere alcuna dimensione della vita, perfetto per chi cerca risposte oltre il visibile nel Giubileo della speranza.

Sempre dal 7 novembre, poi, il Museo di San Salvatore in Lauro ospita Bethlehem Reborn: Le meraviglie della Natività, esposizione organizzata dall’Ambasciata di Palestina presso la Santa Sede e la Custodia di Terra Santa visitabile fino al 10 gennaio 2026. La mostra celebra il restauro della Basilica della Natività, portando mosaici, colonne e opere lignee di Betlemme a Roma. Tesori dalla Custodia includono reliquie dei pellegrinaggi di Paolo VI, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco, più abiti cerimoniali ricamati dalle donne palestinesi del XIX e XX secolo.

Spostandoci, quindi, alla fine del mese, il 30 novembre la Basilica di Santa Maria sopra Minerva accoglie il Pellegrinaggio degli Stati Generali delle Donne, vera e propria celebrazione della maternità divina. Alle 15:00, sono previste le riflessioni di Isa Maggi e Stefano Motta sul Giubileo femminile. Mentre, alle 16:00, avrà inizio un concerto in cui saranno suonati l’Ave Maria di Caccini, l’Ave Verum Corpus di Mozart, il Panis Angelicus di Franck, O, Divine Redeemer di Gounod, la Lacrimosa dal Requiem di Mozart e il Nessun Dorma di Puccini. Alle 18:00, sarà una Messa a chiudere il cammino, in un abbraccio di voci e preghiere.

Al via ‘Next’ per sostenere compagnie, teatri, sale e giovani artisti

Presentata al Piccolo Teatro di Milano l’edizione 2025 di ‘Next – Laboratorio di idee per la produzione e la programmazione dello spettacolo lombardo‘. Il progetto, promosso da Regione Lombardia, sostiene l’intera filiera dello spettacolo dal vivo e dell’audiovisivo, con l’obiettivo di favorire la produzione, la programmazione e la circuitazione delle realtà artistiche lombarde, valorizzando il talento, la qualità e la diffusione delle arti performative sul territorio regionale.

La conferenza stampa al Piccolo Teatro di Milano

In foto l’assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso, durante la presentazione di ‘Next’ al Piccolo Teatro di MilanoAlla conferenza stampa è intervenuta l’assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso: “Next è una piattaforma unica in Italia, uno strumento con il quale sosteniamo i talenti e i progetti del settore dello spettacolo in Lombardia. Con questo programma supportiamo le nostre compagnie, i teatri, le sale cinematografiche e soprattutto i giovani artisti, accompagnandoli nella crescita e nell’apertura ai mercati internazionali“.

“È un investimento concreto – ha concluso Caruso – che va nella direzione di garantire la continuità delle iniziative sui territori. Lavoriamo con determinazione affinché la Lombardia resti una terra in cui la cultura genera lavoro”.

Next 2025, l’anteprima e le linee di intervento

La nuova edizione, in collaborazione con Fondazione Cariplo e organizzata da AGIS Lombarda, aprirà ufficialmente il 10 e 11 novembre 2025 con la vetrina delle produzioni di prosa e danza contemporanea, coinvolgendo i teatri Elfo Puccini e Franco Parenti e il centro di produzione Dancehauspiù di Milano. Regione ha già messo in campo risorse per le edizioni 2025/2026 e 2026/2027, confermando il ruolo di ‘Next‘ come punto di riferimento per il panorama culturale lombardo. Un progetto, quello di ‘Next’, che raggiungerà le 14 edizioni consecutive grazie al sostegno di Regione.

Le linee di intervento riguardano anche il sostegno al teatro per l’infanzia e la gioventù; la circuitazione regionale, nazionale e internazionale delle compagnie anche under 35; la promozione delle sale cinematografiche; e l’iniziativa ‘Schermi e Palchi di Classe’ rivolta agli istituti scolastici e che ha consentito di portare a teatro e al cinema oltre 73.000 studenti lombardi nel corso dell’anno scolastico 2024/2025.

‘Schermi e Palchi di Classe’, i progetto scolastici di Next

Nello specifico, con ‘Schermi di Classe’ sono stati coinvolti oltre 38.000 studenti di 212 istituti scolastici e 317 plessi in 98 Comuni della Lombardia, organizzando 254 proiezioni in 84 sale cinematografiche; mentre con ‘Palchi di Classe‘ sono stati coinvolti oltre 35.000 studenti appartenenti a 346 istituti scolastici e 367 plessi che hanno assistito a 286 spettacoli organizzati in 187 Comuni.

Maggiori dettagli e il programma completo delle iniziative in Regione Lombardia sono disponibili a questo link.

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‘Corsa del Ricordo’ 2025: anche Milano ‘in campo’ per la memoria

La quarta edizione della ‘Corsa del Ricordo 2025‘, l’evento sportivo che unisce memoria e solidarietà,  è stata presentata a Palazzo Lombardia dal sottosegretario alla Presidenza con delega a Sport e Giovani, Federica Picchi. Promossa da Asi (Associazioni sportive e sociali italiane) Lombardia in collaborazione con Anvgd (Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia) e Top Training ha l’obiettivo di mantenere viva, attraverso il linguaggio dello sport, la memoria della tragedia delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata.

Presentata a Palazzo Lombardia la tappa di Milano della quarta edizione della 'Corsa del Ricordo 2025' è in programma domenica 9 novembre al Parco delle Cave con 2 percorsi: 10 (gara competitiva) e 5 km (aperta a tutti).Sport e memoria

L’idea di associare un evento sportivo alla Giornata del Ricordo, il 10 febbraio, (istituita con la  Legge 92 del 30 marzo 2004) nasce proprio per conservare la memoria delle vittime delle foibe e della tragedia vissuta dagli esuli e condividere insieme un momento di unione. La ‘Corsa del Ricordo‘ è così composta da 11 tappe italiane, che vanno da Roma a Milano, passando per Catania, Grosseto, Aversa, Terni, Novara, San Felice del Circeo, Trieste e Latina.

La tappa di Milano

La tappa di Milano è in programma domenica 9 novembre al Parco delle Cave e prevede due percorsi: una gara competitiva di 10 chilometri su u percorso certificato Fidal (Federazione italiana di atletica leggera) e una non competitiva di 5 km, aperta a tutti, con partenza alle ore 9.30.

Corsa del Ricordo 2025 unisce sport, memoria, partecipazione e comunità

“La ‘Corsa del Ricordo’ – ha sottolineato Federica Picchi –  è una manifestazione che sicuramente va oltre il significato sportivo. È infatti un gesto collettivo che unisce memoria, partecipazione e comunità. Ricordare attraverso lo sport significa cioè dare alle nuove generazioni un modo concreto per avvicinarsi alla storia, comprenderla e trasformarla in un impegno civile. Regione Lombardia è quindi orgogliosa di ospitare nel proprio territorio eventi come questo, che promuovono valori di solidarietà, rispetto e condivisione, rafforzando il ruolo dello sport come ponte tra memoria e futuro”.

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Transizione ecologica, Regione Lombardia punta su concretezza

L’importanza di sensibilizzare i più giovani sui temi della tutela ambientale e l’efficacia della visione di Regione Lombardia che, grazie a un approccio non ideologico e basato sulla concretezza, abbina la transizione ecologica con la crescita economica e la tutela sociale. Sono stati questi i temi principali dell’intervento del governatore Attilio Fontana che, a Palazzo Lombardia, ha partecipato all’evento ‘Una rete per educare al cambiamento’, uno dei tanti appuntamenti dell’edizione 2025 della Fiera di educazione alla sostenibilità ambientale dedicata agli studenti delle scuole lombarde.

Fontana: sostenibilità tema chiave

Fontana a evento di fiera dell'educazione ambientale parla della visione incentrata su concretezza di Regione in tema di transizione ecologica

“La sostenibilità – ha detto Fontana – è per Regione Lombardia un tema di primaria importanza, su cui è fondamentale sensibilizzare i cittadini, e in modo particolare i più giovani. I ragazzi devono crescere capendo l’importanza di questo principio fondamentale che abbina in modo indissolubile aspetti legati alla tutela del pianeta e alla giustizia sociale. A inizio legislatura abbiamo sottoscritto il ‘Patto per lo Sviluppo Sostenibile‘ con gli stakeholder per coinvolgere tutti gli attori del territorio in questo percorso virtuoso. Iniziative come quella di oggi servono a promuovere il confronto e trasmettere agli studenti questi valori in cui noi crediamo fortemente”.

Transizione ecologica, Lombardia punta su concretezza

“In generale – ha aggiunto – sulla transizione ecologica abbiamo scelto di adottare una visione concreta e non ideologica. E’ necessario infatti abbinare in modo sinergico gli aspetti ambientali con quelli economici e sociali. Il nostro impegno è proseguire su questa strada. Vogliamo garantire politiche green che contribuiscano alla crescita della Lombardia, in modo che la nostra regione continui a essere il motore economico del Paese. In quest’ottica abbiamo reso la sostenibilità l’asse portante del Programma Regionale per lo Sviluppo Sostenibile. Abbiamo così dimostrato ancora una volta di essere un passo avanti rispetto agli altri”.

L’impegno di Regione sullo sviluppo sostenibile

A confermare l’impegno di Regione i numeri relativi alle azioni messe in atto e alle risorse stanziate. Nella legislatura in corso la Giunta lombarda ha avviato oltre 560 interventi per la messa in sicurezza del territorio da eventi meteorologici estremi. Queste iniziative che hanno ricevuto oltre 440 milioni di euro di finanziamenti (cifra che sale a 1,3 milioni di euro se si considerano gli ultimi sette anni). Altri 600 milioni di euro sono stati inoltre investiti per ridurre le emissioni climalteranti, migliorare la qualità dell’aria e incidere positivamente sulla qualità della vita delle persone. Oltre un miliardo per rendere migliore la vita dei cittadini lombardi.

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Festa del Torrone a Cremona, Fontana: evento che sa affascinare

Torna a Cremona la tradizionale Festa del Torrone, un appuntamento di richiamo nazionale che celebra l’eccellenza enogastronomica e le radici culturali di un territorio ricco di storia, cultura e tradizioni.

Festa del Torrone di Cremona 2025 presentata a Palazzo Lombardia

L’edizione 2025 presentata a Palazzo Lombardia, è interamente dedicata alla musica, un omaggio vibrante alla rinomata tradizione liutaia cremonese, riconosciuta in tutto il mondo, ma anche un tributo a Mina, interprete di levatura internazionale, originaria di Cremona e protagonista di un originale jingle dedicato al torrone che si potrà ascoltare con apposite cuffie in distribuzione ai visitatori.

Le sette note faranno da filo conduttore a un ricco programma che spazierà dalle degustazioni ai grandi spettacoli, dalle installazioni artistiche a momenti culturali di alto profilo.

Alla presentazione è intervenuto il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana.

Tra i presenti, l’assessore al Turismo del Comune di Cremona, Luca Burgazzi e Stefano Pelliciardi, responsabile SGP Grandi Eventi e organizzatore della Festa del Torrone.

Fontana: chi non ha vissuto questa Festa la deve provare

“Mi fa molto piacere presentare questa manifestazione, che unisce tradizione e storia con una grande partecipazione popolare – ha esordito il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana -. A Cremona si respira l’aria autentica della città e si percepisce quanto la gente si lasci coinvolgere da questo evento. Chi non c’è mai stato, deve assolutamente provare ad immergersi in questa Festa e lasciarsi affascinare dalla bellezza di una città che, soprattutto la sera, quando le vie e le piazze del centro si illuminano di mille colori sa farsi apprezzare ed amare. A fare da contorno, poi, anche una ricca serie di manifestazioni di carattere culturale di alto profilo”.

Burgazzi (Comune): torna BookCity Cremona

Luca Burgazzi, assessore al Turismo del Comune di Cremona, ha evidenziato l’offerta culturale complementare: “In occasione del secondo fine settimana, tornerà BookCity Cremona, un’iniziativa culturale di rilievo affiancherà la storica manifestazione cremonese con un’offerta editoriale di qualità, capace di attrarre pubblici nuovi e diversificati”.

Pelliciardi: celebriamo le Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026

“La Festa del Torrone – ha sottolineato Pelliciardi – celebra quest’anno anche le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina, uno degli eventi più attesi non solo in Italia ma in tutto il mondo. Per questo un’azienda del territorio realizzerà e reinterpreterà i cinque cerchi olimpici intrecciati in un’istallazione molto particolare realizzata interamente di torrone”.

“Presentiamo un programma oversize – ha continuato – in cui si consolida ulteriormente il legame tra Cremona, il gusto e la musica. Tra i momenti più attesi, c’è sicuramente il Torrone d’Oro: per l’Eccellenza Artistica e Musicale sarà consegnato a Mina, vera icona cremonese. Per la cucina, invece, il premio andrà a Daniele Persegani, che rappresenta l’eccellenza del gusto. Non mancheranno la rievocazione storica e il treno del Torrone che parte da Milano, portando il flusso dei visitatori regionali direttamente nel cuore dell’evento”.

Promotori e sostenitori

La manifestazione è promossa e sostenuta dal Comune di Cremona e dalla Camera di Commercio di Cremona, con il patrocinio di Regione Lombardia, Provincia di Cremona e Fondazione Cariplo.

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Al via la Fiera di Educazione alla Sostenibilità Ambientale

La creazione di reti virtuose tra istituzioni, istituti scolastici e associazioni del territorio come strumento principe per sensibilizzare i più giovani sui temi della tutela ambientale, con un’attenzione particolare al fenomeno del ‘fast-fashion‘ di cui ormai si ha piena consapevolezza. L’efficacia di un approccio basato su progetti concreti per mostrare ai ragazzi l’importanza dei piccoli gesti quotidiani per contribuire alla tutela del pianeta, come ad esempio riciclare o rivendere gli indumenti che non si usano più ed evitare di acquistare capi di abbigliamento confezionati con materiali di bassa qualità. Il ruolo chiave della scuola come luogo privilegiato per rendere gli studenti protagonisti della transizione ecologica.

Focus sostenibilità ambientale

Questi alcuni dei temi emersi nel corso della prima giornata della Fiera di Educazione alla Sostenibilità Ambientale 2025, in programma da martedì 28 fino al 30 ottobre a Palazzo Lombardia. L’iniziativa – promossa da Regione e Fondazione Lombardia per l’Ambiente, in collaborazione con ARPA Lombardia – ha l’obiettivo di promuovere tra gli studenti, attraverso un ricco e variegato programma di appuntamenti, l’importanza di contrastare il cambiamento climatico.

L’evento è stato aperto ufficialmente dall’assessore regionale all’Ambiente e Clima, Giorgio Maione. Tra i presenti, Lucia Lo Palo, presidente di ARPA Lombardia e il direttore di Fondazione Lombardia per l’Ambiente, Stefano Clerici.

Cambiamento e trasformazione culturale

Il cambiamento culturale verso la sostenibilità ha sottolineato l’assessore Maione – si realizza coinvolgendo pienamente docenti, studenti e genitori, generando nuove energie, creatività e un autentico interesse alla partecipazione. Riconosciamo nell’educazione lo strumento imprescindibile per affrontare le criticità ambientali e intendiamo sostenere e incentivare proposte di qualità per l’educazione ambientale e alla sostenibilità sul territorio. Inserire l’educazione ambientale come priorità strategica è essenziale per riconoscere che il cambiamento richiede innanzitutto una trasformazione culturale”.

assessore Maione e direttore Fla Clerici

Sull’importanza del dialogo e del confronto come strumenti per diffondere in modo efficace i principi della sostenibilità si è soffermato invece Clerici. “La Fiera di Educazione alla Sostenibilità Ambientale – ha detto – rappresenta un momento fondamentale di incontro e di condivisione, in cui la conoscenza scientifica si intreccia con l’esperienza educativa e la partecipazione attiva dei cittadini, in particolare dei più giovani, e degli enti del settore”.

Gli appuntamenti della Fiera

Tanti gli appuntamenti organizzati nell’ambito della Fiera, convegni e laboratori pratici che hanno declinato a 360 gradi il tema della tutela ambientale. Il binomio moda-sostenibilità è stato in particolare il focus del convegno inaugurale di martedì 28 ottobre, a cui ha partecipato anche Marina Spadafora, stilista, imprenditrice e coordinatrice italiana di ‘Fashion Revolution’, il movimento globale che si batte per rendere l’industria della moda più etica e sostenibile. “È fondamentale – ha evidenziato Spadafora – sensibilizzare i giovani con sui temi della moda green, promuovendo scelte d’acquisto più consapevoli. C’è un modo di fare shopping alternativo che va al di là del fast fashion e che permette ai ragazzi di diventare cittadini responsabili”.

Tra le attività a cui hanno partecipato gli studenti anche il monologo ‘Giralamoda’, realizzato da Davide del Grosso, membro dell’associazione no-profit Trama Plaza, organizzazione che promuove la moda e il design sostenibile attraverso l’arte, l’educazione e l’informazione. I ragazzi hanno potuto assistere a una performance multidisciplinare dedicata ai meccanismi che stanno dietro l’industria della moda.

Due mostre fotografiche

Durante i tre giorni della Fiera i ragazzi possono inoltre visitare due mostre fotografiche:  la ‘Terra Glacialis – I ghiacciai della Lombardia: un patrimonio minacciato dalla crisi climatica’, realizzata dal Servizio Glaciologico Lombardo ODV in collaborazione con la Federazione Speleologica Lombarda, e ‘I migliori scatti di MiaFotoBio. La biodiversità attraverso l’obiettivo delle scuole superiori lombarde’, curata da Fondazione Lombardia per l’Ambiente ed Edinat – La Rivista della Natura.

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Premio ‘Lombardia è Ricerca’ 2025 agli inglesi Caulfield ed Easton

Il premio internazionale ‘Lombardia è Ricerca’ 2025 di Regione Lombardia, dedicato al tema ‘Metodi innovativi di diagnosi precoce o medicina preventiva’, è stato assegnato congiuntamente a due scienziati inglesi, i professori Mark Caulfield e Douglas F. Easton, pionieri nel campo della medicina genomica. Ad annunciarlo il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana e l’assessore all’Università, Ricerca e Innovazione Alessandro Fermi, che hanno ricevuto a Palazzo Lombardia la presidente della giuria Maria Luisa Brandi, direttore del Centro Regionale per le Malattie Rare dell’Osso a Firenze.

Motivazioni del premio ‘Lombardia è Ricerca’ agli scienzati inglesi

Il riconoscimento è stato assegnato ai due scienziati, come si legge nel testo della motivazione, per le “ricerche fondamentali, che hanno portato all’identificazione di geni associati a una maggiore suscettibilità a diverse malattie, in particolare tumori e patologie cardiovascolari. Con impatti significativi su diagnosi precoce, prevenzione e medicina di precisione”.

Fontana: un riconoscimento di crescente successo

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, al tavolo del premio ‘Lombardia è Ricerca’ a Palazzo Lombardia“È un premio che – ha detto il presidente Fontana – sta avendo sempre più successo e dimostra concretamente la nostra volontà di essere vicini ai ricercatori e agli scienziati sostenendo il loro lavoro. Credo che in Italia si debba fare di più per loro. E questa manifestazione, che ha sicuramente un risvolto economico e comunicativo molto importante, va proprio in questa direzione. È un premio molto apprezzato, anche quest’anno, infatti, la qualità è altissima”.

Fermi: uno degli appuntamenti più importanti dell’assessorato

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e l’assessore all’Università, Ricerca e Innovazione, Alessandro Fermi al tavolo del premio ‘Lombardia è Ricerca’ a Palazzo Lombardia“È ormai il terzo anno che ho il piacere di consegnare il Premio ‘Lombardia è Ricerca’ – ha spiegato l’assessore Fermi – e per me rimane senza ombra di dubbio uno degli appuntamenti più importanti per il mio assessorato. Ritengo infatti che la ricerca e l’innovazione siano imprescindibili per una regione come la nostra e che assegnare un milione di euro a chi, con passione e dedizione, si dedica ogni giorno a scoprire, innovare e migliorare il mondo in cui viviamo è segno di gratitudine, ma anche di lungimiranza. Anche per le ricadute che il premio potrà avere sul nostro territorio”.

La novità dell’edizione 2025

L’assessore regionale all’Università, Ricerca e Innovazione, Alessandro Fermi, al tavolo del premio ‘Lombardia è Ricerca’ a Palazzo Lombardia“La novità che abbiamo deciso di introdurre quest’anno – ha aggiunto – è legata al fatto che i candidati avevano l’obbligo di presentare un progetto di ricerca traslazionale, da attivare in collaborazione con uno o più organismi di ricerca pubblici o privati della Lombardia, come elemento di rilievo già al momento della candidatura, dunque come oggetto di valutazione da parte della Giuria di selezione. La centralità attribuita a tale progetto evidenzia ancora di più quanto per noi sia fondamentale che la nostra regione rimanga un faro nell’ambito della ricerca”.

Il ‘Nobel lombardo’ lanciato nel 2017

Il ‘Nobel lombardo’ da 1 milione di euro è il riconoscimento che Regione Lombardia attribuisce, a partire dal 2017, a ricercatori che abbiano contribuito in modo significativo allo sviluppo della conoscenza scientifica negli ambiti fissati dal premio, per migliorare l’aspettativa e la qualità di vita dei cittadini.

Il premio ha poi una peculiarità: il 30% va ai vincitori, il 70% dell’assegno è invece destinato a sostenere un progetto di ricerca traslazionale (dunque con l’obiettivo di applicare le scoperte scientifiche fondamentali allo sviluppo di terapie e trattamenti medici per i pazienti), che i vincitori implementano in collaborazione con enti di ricerca pubblici e privati in Lombardia.

Veronesi: rinosciamo meriti di due protogonista della ricerca biomedica

“Il premio ‘Lombardia è Ricerca’ 2025, assegnato ai professori Mark Caulfield e Douglas Easton – ha commentato il professor Paolo Veronesi, presidente di Fondazione Umberto Veronesi ETS e direttore del programma senologia dello IEO (Istituto Europeo di Oncologia) – rende merito a due protagonisti della ricerca biomedica internazionale, che con i loro studi hanno contribuito in modo determinante all’evoluzione della medicina genomica. Le loro ricerche hanno portato all’identificazione di numerosi geni associati alla predisposizione a patologie complesse, in particolare oncologiche e cardiovascolari, aprendo nuove prospettive per la diagnosi precoce e la prevenzione. Questo riconoscimento, conferito in occasione della giornata dedicata alla memoria di mio padre, conferma l’importanza di sostenere la ricerca d’eccellenza, come fa da più di vent’anni Fondazione Veronesi”.

La motivazione della giuria internazionale

La scelta dei vincitori tra le candidature presentate spetta a una Giuria internazionale, composta da 15 top scientists e dal vincitore dell’edizione 2024, il professor Alberto Mantovani (il dettaglio dei profili dei giurati è disponibile sulla pagina web del premio).

Qui di seguito la motivazione ufficiale della giuria:

La giuria del premio ‘Lombardia è Ricerca’ riunitasi a Palazzo Lombardia insieme al presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e l’assessore all’Università, Ricerca e Innovazione, Alessandro Fermi“Il premio internazionale ‘Lombardia è Ricerca’ 2025 è stato assegnato congiuntamente al professor Mark Caulfield e al professor Douglas Easton per le loro ricerche fondamentali nel campo della medicina genomica, che hanno portato all’identificazione di geni associati a una maggiore suscettibilità a diverse malattie, in particolare tumori e patologie cardiovascolari. I premiati sono stati pionieri nella traduzione delle tecnologie genomiche con impatti significativi sulla diagnosi precoce, la prevenzione delle malattie e la medicina di precisione. I progetti di ricerca da implementare in Regione Lombardia saranno focalizzati su tumori e malattie autoimmuni, con implicazioni, in particolare, per la salute femminile”.

“I professori Caulfield ed Easton – si legge ancora  nel testo – sono leader mondiali nella scoperta e nella traduzione a livello di popolazione della medicina genomica per le malattie cardiovascolari e i tumori. Hanno ideato e implementato modelli di rischio genetico che permettono uno screening preventivo realmente personalizzato, con l’obiettivo di ridurre l’incidenza e la mortalità delle malattie, migliorare la qualità della vita e ridurre i costi sanitari globali”.

La consegna del premio ‘Lombardia è Ricerca’ a scienziati inglesi

Il premio sarà consegnato ai vincitori la mattina dell’8 novembre al Teatro alla Scala di Milano nel corso della Giornata della Ricerca in memoria di Umberto Veronesi, promossa da Regione Lombardia in collaborazione con Fondazione Veronesi ETS, per valorizzare presso un ampio pubblico centralità e risultati della ricerca scientifica e capacità di innovazione.

L’evento, aperto al pubblico (comprese molte scuole) e gratuito, sarà trasmesso in diretta streaming sul sito del Corriere della Sera, media partner dell’iniziativa.

Performance artistica e consegna riconoscimento

La Giornata della Ricerca sarà aperta come di consueto da una performance artistica, quest’anno affidata al ‘re del flamenco’ Sergio Bernal e alle musiciste dell’Orchestra del Teatro alla Scala Laura Marzadori (primo violino) e Luisa Prandina (prima arpa).

Dopo i saluti istituzionali e gli interventi del Presidente di Fondazione Veronesi, Paolo Veronesi e dell’assessore Alessandro Fermi, Caulfield ed Easton verranno intervistati sul palco da Massimo Sideri, inviato ed editorialista del Corriere della Sera.

Gerry Scotti per premiare le scuole superiori

Il conduttore tv Gerry Scotti, da sempre attentissimo al sostegno della ricerca e ospite della Giornata fin dalla prima edizione, premierà poi i tre team vincitori dell’edizione 2025 del premio ‘Lombardia è Ricerca’ di Regione Lombardia rivolto alle scuole superiori, con le loro innovazioni messe a punto in aula e centrate su salute e prevenzione, o sul supporto a persone con fragilità (maggiori informazioni sulla pagina del premio studenti).

PREMIO ‘LOMBARDIA È RICERCA’ A SCIENZIATI INGLESI – I PROFILI 

Il premio ‘Lombardia è Ricerca’ 2025 a due scienziati inglesi. Ecco chi sono.

Mark Caulfield

Il professor Mark CaulfieldIl professor Mark Caulfield (Londra, Regno Unito) è vice principal health alla Queen Mary University di Londra e direttore del NIHR (National Institute for Health and Care Research) Barts Biomedical Research Centre nello stesso ateneo.

Caulfield ha compiuto progressi eccezionali nell’identificazione di geni che aumentano la suscettibilità alle malattie cardiovascolari. Ha ispirato la strategia scientifica e guidato la creazione del ‘Progetto 100.000 Genomi’ per il sequenziamento dell’intero genoma, coinvolgendo oltre 90.000 partecipanti. I risultati del progetto includono la scoperta di oltre 2.000 regioni geniche che influenzano la pressione sanguigna e le malattie cardiovascolari, utili per prevedere il rischio di esiti cardiovascolari avversi. Alcuni risultati, dopo sperimentazioni cliniche, hanno modificato la pratica clinica, inclusi i protocolli internazionali per la prevenzione primaria dell’ipertensione e dell’infarto. Il progetto ha raggiunto con successo l’ambizioso obiettivo di portare le tecnologie genomiche più avanzate al letto del paziente.

La filosofia del professor Caulfield è stata quella di democratizzare l’accesso ai dati clinici e al sequenziamento del genoma, creando un centro dati che ha permesso a una coalizione di oltre 3.400 ricercatori internazionali provenienti da 33 Paesi di accedere democraticamente ai dataset del progetto. Il suo impegno e la sua visione hanno avuto un impatto trasformativo, con l’integrazione del ‘Servizio di Medicina Genomica’ nel ‘Servizio Sanitario Nazionale UK’ il Regno Unito vanta il primo sistema gratuito di analisi genomica per diagnosi e medicina di precisione. Le iniziative ‘Genomic Analysis in Children Group e Generation Study’ hanno portato a un ampio programma di screening neonatale tramite sequenziamento genomico per l’identificazione e la diagnosi precoce di potenziali danni evitabili nei bambini, con l’obiettivo di ridurre morbilità e mortalità.

Douglas Frederick Easton

Il professor Douglas Frederick EastonIl professor Douglas Frederick Easton (Cambridge, Regno Unito) è direttore del Centre for Cancer Genetic Epidemiology all’University of Cambridge, dove è anche professore di Epidemiologia Genetica.

È un epidemiologo genetico che ha dato contributi fondamentali alla comprensione della suscettibilità genetica ai tumori, con particolare attenzione al tumore al seno, alle ovaie e alla prostata. È stato un pioniere nell’epidemiologia genetica dei geni predisponenti al cancro (inclusi BRCA1 e BRCA2) e nello sviluppo di metodi statistici.

Ha coordinato consorzi internazionali che hanno condotto studi genetici su larga scala per identificare e caratterizzare varianti geniche associate al rischio di suscettibilità al cancro; questi dati multi-omici sono utili anche per identificare biomarcatori per l’insorgenza del cancro (diagnosi precoce) e potenziali bersagli farmacologici.

Lo scienziato e i suoi collaboratori hanno sviluppato modelli predittivi di rischio oncologico importanti e ampiamente utilizzati, come BOADICEA (Breast and Ovarian Analysis of Disease Incidence and Carrier Estimation Algorithm), un modello di rischio per il tumore familiare al seno e alle ovaie, due tumori ad alta mortalità nelle donne. L’algoritmo BOADICEA ha ricevuto l’approvazione normativa nell’UE e nel Regno Unito ed è attualmente utilizzato a livello globale per lo screening genetico e la consulenza sulla gestione del rischio.

I suoi studi sui geni predisponenti al cancro hanno migliorato la comprensione della suscettibilità genetica ai tumori, informando le strategie di diagnosi precoce e aumentando l’efficacia della medicina preventiva.

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Uso acque pubbliche, da Regione Lombardia 10 milioni ai territori

Da Regione Lombardia stanziati complessivamente 10.100.000 euro a Città Metropolitana di Milano e Province quale riparto 2025 dei canoni (anno 2024) per l’uso delle acque pubbliche. Via libera dalla Giunta alla proposta dell’assessore a Enti locali, Montagna e Utilizzo della risorsa idrica, Massimo Sertori.

Lombardia, riparto per canoni uso acque pubbliche

L'assessore Massimo Sertori: approvato il riparto dei canoni uso acque pubbliche in Lombardia con trasferimento di fondi a Città Metropolitana e Province“Ai territori – spiega l’assessore Sertori – trasferiamo, applicando la Legge regionale 10 del 29 giugno 2009, il 10% di quanto introitato nel 2024. E, nello spirito della buona collaborazione tra enti, la suddivisione rispecchia i criteri di riparto concordati con l’Unione Province lombarde (Upl) e soddisfa i contenuti delle intese Province-UPL e Città Metropolitana per l’esercizio delle funzioni regionali confermate“.

“Con questi fondi che assegniamo – afferma l’assessore Sertori – sosteniamo, come Regione, Province e Città Metropolitana nell’esercizio delle funzioni attribuite in materia di utilizzo delle acque pubbliche, le piccole derivazioni, seguendo un algoritmo di riparto tra territori condiviso”.

Federalismo idrico

Si tratta quindi dell’attuazione di un federalismo idrico che vede Regione Lombardia aiutare le casse della Città Metropolitana e delle Province con risorse concrete originate dall’articolo 1 della Legge regionale 22 del 28 dicembre 2011, norma che ha introdotto l’articolo 6 comma 3-quinques della Legge 9 del 29 giugno 2010.

Sertori: Regione vicina ai territori con risorse concrete

“Regione Lombardia – conclude l’assessore Sertori – aiuta, gli enti locali, Città Metropolitana e Province, e lo fa con risorse vere, concrete, e utili alle esigenze operative degli stessi per servizi che hanno ricadute importanti per i cittadini lombardi dei diversi territori”.

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‘Premio Lombardia è Ricerca’ per studenti, annunciati i vincitori 

Annunciati i vincitori del ‘Premio Lombardia è Ricerca’ 2025 rivolto agli studenti. I progetti che si sono aggiudicati l’importante riconoscimento di Regione Lombardia sono tre: un dispositivo studiato e costruito per permettere a un compagno con disabilità motorie e verbali di comunicare con la classe, presentato dall’Isis (Istituto statale di istruzione superiore) Facchinetti di Castellanza (Varese); un progetto messo a punto per semplificare e incentivare la prevenzione secondaria, proposto dall’Ites (Istituto tecnico economico statale) Caio Plinio Secondo di Como. E un gioco pensato come stimolo e supporto per la memoria di chi ha una malattia neurodegenerativa come l’Alzheimer realizzato dai ragazzi del liceo Ettore Majorana di Rho (Milano).

La classifica del premio Lombardia è ricerca – studenti sarà svelata l’8 novembre

Per conoscere la posizione in classifica delle tre scuole bisognerà attendere l’8 novembre, data dell’evento di premiazione che si svolgerà nella Giornata della Ricerca al Teatro alla Scala di Milano.

Le risorse destinate ai diversi istituti

I primi tre gruppi di studenti classificati riceveranno da Regione Lombardia rispettivamente 13.000, 9.000 e 7.000 euro. Ulteriori 6.000 euro andranno ad ognuno degli istituti di provenienza dei vincitori, risorse da destinare al miglioramento di materiali e/o a strumenti che favoriscano le attività didattiche degli studenti. Al premio in denaro si aggiunge inoltre la possibilità, per gli studenti vincitori, di visitare il sito del JRC (Joint Research Centre) della Commissione Europea, situato a Ispra (Varese), uno dei principali campus di ricerca in Europa dotato di laboratori e infrastrutture di ricerca all’avanguardia.

Fontana:  Premio Lombardia è ricerca studenti valorizza creatività dei ragazzi

fontana commenta la premiazione del premio lombardia è ricerca srudenti per cui sono stati annunciati i vincitori

“Voglio complimentarmi con gli studenti, le loro famiglie, gli insegnanti e i dirigenti scolastici degli istituti che quest’anno – ha sottolineato il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana – sono stati selezionati nella short list dei tre migliori progetti del premio ‘Lombardia è ricerca’ rivolto alle scuole. Questi ragazzi, grazie al loro impegno e alla loro capacità di lavorare in squadra, hanno saputo interpretare al meglio i valori del ‘saper fare’ lombardo. Il tutto  coniugando creatività, concretezza e impegno. Regione è in prima linea per sostenere e valorizzare i giovani talenti che rappresentano il futuro del nostro territorio, perché come dice il nostro claim ‘Lombardia, qui puoi”.

Fermi: innovazione parte anche dalle aule scolastiche

fermi commenta la l'annuncio dei vincitori del premio lombardia è ricerca srudenti

“Ancora una volta – ha evidenziato l’assessore regionale all’Università, Ricerca, Innovazione Alessandro Fermi – rimango piacevolmente stupito dai nostri ragazzi. È motivo di orgoglio per Regione Lombardia sapere che ci sono giovanissimi che si impegnano per rendere migliore il futuro di tutti. Ho letto con attenzione le presentazioni di tutti i progetti che ci sono stati sottoposti. Devo dire che non avrei mai voluto essere nei panni della giuria, perché ognuno ha saputo interpretare lo spirito di questo premio in modo esemplare. Le idee che sono state esposte dimostrano che l’innovazione non nasce solo nei laboratori o nelle aziende, ma può e deve partire anche dalle aule scolastiche, dove si formano i protagonisti del futuro della Lombardia.

Innovazione come percorso condiviso

“La Regione – ha proseguito – crede fortemente nel valore dell’educazione e nella capacità dei giovani di immaginare soluzioni nuove per migliorare il nostro territorio. Iniziative come questa ci ricordano che l’innovazione è un percorso condiviso, che unisce scuola, istituzioni e comunità: la Lombardia del domani nasce anche dalle idee dei più giovani”.

I tre progetti vincitori del Premio Lombardia è ricerca per gli studenti

‘Speak-I’ dell’istituto Facchinetti di Castellanza (Varese)

L’Isis Facchinetti di Castellanza (Varese) presenta ‘Speak-I: quando la tecnologia dà voce all’inclusione’, frutto del lavoro di un gruppo di sette studenti. “Si tratta di un progetto – hanno spiegato dalla scuola – nato per permettere a Simone, nostro studente con disabilità motorie e verbali, di comunicare in autonomia. Inserito in una nuova classe, abbiamo voluto sfruttare le ore di educazione civica per creare attorno a lui un vero spirito di gruppo, trasformando la tecnologia in strumento di inclusione”.

Come funziona

Il funzionamento di Speak-I è semplice e innovativo. Grazie a una fotocamera e all’intelligenza artificiale, il sistema riconosce i movimenti di bocca e mani, li traduce in lettere e parole, che vengono poi lette da un software di text-to-speech. A controllare il tutto un pedale, appositamente adattato alle capacità motorie di Simone. “L’originalità del progetto Speak-I fondamentali – hanno concluso – risiede in due elementi. Il primo è la personalizzazione totale. Non esiste infatti un altro sistema identico, perché l’alfabeto dei movimenti è specifico per le capacità di Simone. Il secondo è, invece, il percorso umano e relazionale che ha guidato tutto il progetto. Siamo partiti dalla persona, dai suoi bisogni, limiti e potenzialità, e abbiamo usato la tecnologia, in particolare l’intelligenza artificiale, non come fine, ma come mezzo per costruire relazioni”.

‘FreeScreening’ dell’istituto Caio Plinio secondo di Como

È invece dell’Ites Caio Plinio Secondo di Como il progetto ‘FreeScreening’. Quest’innovazione è pensata per semplificare e incentivare la prevenzione secondaria, cioè quella fase in cui gli screening possono fare davvero la differenza nel rilevare precocemente eventuali problemi di salute. “L’idea – hanno spiegato i due studenti che hanno collaborato al progetto – nasce da un’esigenza concreta. Oggi chi vuole accedere a uno screening sanitario spesso si trova a dover cercare informazioni su siti diversi, con procedure complicate o poco chiare. FreeScreening vuole risolvere questo problema offrendo un unico punto di riferimento, semplice e accessibile a tutti. Attraverso il sito, le persone possono visionare tutti gli screening attivi nella propria zona, in particolare quelli disponibili in Regione Lombardia, e prenotarli direttamente in pochi click.

Una prevenzione su misura

Ma non finisce qui. Grazie all’impiego dell’intelligenza artificiale e di una serie di parametri matematici, la piattaforma è in grado di suggerire gli screening più indicati per ciascun utente. Questi suggerimenti sono personalizzati in base a fattori come età e sesso, e altri elementi rilevanti. Per rendere tutto ancora più coinvolgente, si è scelto di introdurre un sistema a punti. Ogni volta che una persona completa uno screening, guadagna dei punti che può poi utilizzare per ricevere premi o incentivi”.

‘RicordaMi’ del liceo Majorana di Rho (Milano)

Dal liceo Ettore Majorana di Rho arriva, infine, il terzo progetto, dal titolo ‘RicordaMi’. È un gioco pensato come stimolo e supporto, un piccolo gesto per restare ancorati alla memoria e alla relazione con gli altri. “L’obiettivo – hanno spiegato i due ragazzi che hanno messo a punto questo strumento innovativo – è offrire un’attività interattiva che non sia solo un esercizio, ma anche un momento di condivisione capace di accendere legami affettivi e mantenere vivo ciò che l’Alzheimer tenta di spegnere. Di fronte a una malattia che non ha ancora una cura definitiva, ogni gesto che favorisca la stimolazione cognitiva e la relazione diventa prezioso.

Un’attività interattiva

Proprio da questa consapevolezza ‘RicordaMi’ prende forma. Si tratta infatti di un’attività interattiva costituita da un gioco fisico. A supportare il sistema una piattaforma web, che intende rallentare il decorso dell’Alzheimer e monitorare la sua evoluzione. La strategia è fondata su un approccio personalizzato e relazionale, che unisce stimolazione cognitiva e coinvolgimento affettivo”.

L’evento alla Scala di Milano

La premiazione delle tre scuole scelte si svolgerà sabato 8 novembre al Teatro alla Scala di Milano. Durante l’evento verrà comunicato ai ragazzi il posizionamento in classifica. Successivamente le scuole verranno insignite del riconoscimento da Gerry Scotti, da sempre vicino ai giovani e al mondo della Ricerca.

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