Vue lecture

Il y a de nouveaux articles disponibles, cliquez pour rafraîchir la page.

6 gennaio, la fine del Giubileo: gli ultimi eventi a Roma

Con l’anno 2025 ormai alle spalle, anche il Giubileo si conclude con gli ultimi eventi ufficiali in calendario a suggellare l’Anno Santo indetto da Papa Francesco. Così, l’intera città è pronta a vivere il commiato da uno degli anni più intensi della sua storia recente, dodici mesi in cui voci di pellegrini hanno riempito le basiliche e milioni di piedi hanno camminato sui sampietrini. I numeri sono importanti: come riporta ANSA, oltre 30 milioni di fedeli hanno varcato le Porte Sante in città e 3 milioni di persone hanno partecipato agli eventi ufficiali.

Tra i grandi eventi, da ricordare, il Giubileo dei Giovani che ha raccolto un milione di ragazzi e ragazze a Tor Vergata lo scorso agosto. Cifre che raccontano non solo fede, ma un’onda di umanità che ha travolto la Capitale. E Roma ha risposto con 70 mila operatori di polizia, Vigili del Fuoco, Protezione Civile e Ares 118, garantendo sicurezza senza alcun incidente grave, un lavoro silenzioso che ha reso possibile l’impossibile.

Proprio a commento dello sforzo e dell’esempio che la città ha dato, il sindaco Roberto Gualtieri, inaugurando il presepe in Piazza di Spagna, ha parlato di “eredità importante”. Il Giubileo 2025 ha, infatti, spinto interventi diffusi su spazi pubblici, pedonalizzazioni e verde in tutti i quartieri, rendendo la città più bella e accogliente per cittadini e visitatori (Fonte: AGI). E se Papa Francesco aveva chiesto di usare l’Anno Santo per migliorare Roma, la risposta è stata concreta. Con opere che resteranno oltre la chiusura, in continuità con i Giubilei passati che hanno lasciato fontane, monumenti e strade ancora oggi simbolo della città.

Natale in Piazza San Pietro
123RF
La facciata di San Pietro con l’albero di Natale addobbato per le festività

Il ciclo conclusivo è cominciato lo scorso 8 dicembre nel giorno della Festa dell’Immacolata e, a seguire, il 12 dicembre al Ponte dell’Industria (intitolato a San Francesco) è stata svelata una statua ispirata a Marcello Tommasi, nell’ambito dei restauri Anas post-incendio 2021. In un ideale collegamento tra industria e spiritualità, come ha detto Davide Rondoni (Presidente del comitato nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi): “San Francesco è uomo-ponte, che ama la realtà senza possederla”.

San Pietro: la chiusura dell’ultima Porta Santa il 6 gennaio

Ma il momento più carico di significato è senza dubbio la chiusura delle Porte Sante nelle basiliche romane. La prima a chiudersi è stata quella in Santa Maria Maggiore, lo scorso 25 dicembre alle 17:00, con rito presieduto dal cardinale Rolandas Makrickas. La scelta di tale basilica nel giorno di Natale risponde a un significato preciso, dal momento che al suo interno è custodita la Sacra Culla del Bambino Gesù. La nascita del Redentore, dunque, incontra il Giubileo in un cerchio perfetto. Il rito si è aperto con i Secondi Vespri, poi alle 18:00 la chiusura, accompagnata dal suono antico della campana La Sperduta.

Il 27 dicembre, alle 11:00, è toccato a San Giovanni in Laterano – “madre di tutte le chiese” – con il cardinale Baldo Reina chiudere la Porta. Il rito è stato seguito da Messa con il coro di mons. Marco Frisina. E ancora, il 28 dicembre anche San Paolo fuori le Mura ha salutato il Giubileo con il cardinale James Michael Harvey.

Piazza di Spagna con suo albero di Natale
123RF
Vista panoramica di Piazza di Spagna a Roma, durante le vacanze di Natale

Prima ad aprirsi il 24 dicembre 2024 e ultima a chiudersi, il 6 gennaio nel giorno dell’Epifania, San Pietro chiude la sua Porta Santa, alla presenza di Papa Leone XIV. In un rito che se materialmente rappresenta la fine di un percorso, simboleggia in realtà una nuova apertura, l’invito a portare la grazia nel mondo.

Gli altri eventi culturali ancora in corso

La mostra di presepi in Piazza San Pietro

Inaugurata l’8 dicembre, e visitabile fino all’8 gennaio, la mostra 100 Presepi in Vaticano rinnova una tradizione arrivata ormai al suo ottavo anno. Parte della rassegna “Giubileo è cultura, l’esposizione presenta 132 presepi da 23 Paesi – Italia, Francia, Croazia, Polonia, Ungheria, Slovacchia, Slovenia, Repubblica Ceca, Stati Uniti, Perù, Eritrea, Corea, Venezuela, Taiwan, Brasile, Giappone, Filippine, Indonesia, Paraguay, India –. Opere che arricchiscono il perimetro del Colonnato di Bernini, molte delle quali promosse dalle rispettive Ambasciate presso la Santa Sede.

Ogni lavoro è un’autentica espressione di creatività con materiali sorprendenti: carta giapponese, seta, resina, lana, fibra di cocco, vetro. Tra le curiosità, spicca un presepe in bottale da conceria, uno su un autobus ATAC, presepi meccanici, uno in bottiglia dalla Repubblica Ceca e un grande presepe messicano. Non manca un omaggio a una Roma “scomparsa”. L’ingresso è libero e gratuito, tutti i giorni dalle 10:00 alle 19:00; attenzione, però, alla chiusura anticipata nelle giornate del 24 e del 31 dicembre alle 17:00.

Vista di San Pietro a Natale
123RF
Piazza San Pietro nella stagione natalizia

La Bibbia di Borso d’Este: un capolavoro rinascimentale

Fino al 16 gennaio, Roma si fa custode di un piccolo e raro. La Sala Capitolare del Senato (Piazza della Minerva 38) ospita, infatti, la Bibbia di Borso d’Este, uno dei vertici dell’arte rinascimentale italiana. La sua realizzazione risale al periodo compreso fra il 1455 e il 1461 e fa incontrare l’opera calligrafica di Pietro Paolo Marone con le miniature di Taddeo Crivelli e Franco dei Russi. Commissionata per il duca di Ferrara Borso d’Este, ogni pagina è un tripudio di oro, colori vivaci e dettagli raffinati, che fondono ispirazione religiosa e maestria artistica.

Si tratta di  vero e proprio dono prezioso alla città per l’Anno Santo: solo in occasioni eccezionali, infatti, la Bibbia quattrocentesca esce dalla Biblioteca Estense di Modena, in cui è solitamente conservata. La mostra – promossa dal Senato con Presidenza del Consiglio, Ministero della Cultura, Gallerie Estensi, Commissario per il Giubileo e Treccani – è a ingresso libero dal lunedì al venerdì (10:00-18:00).

Cristo nostra pace: Rubens e Caravaggio a Piazza Navona

Dal 18 dicembre 2025 all’8 febbraio 2026, la chiesa di Sant’Agnese in Agone a Piazza Navona accoglie Cristo nostra pace, evento inserito nella rassegna “Il Giubileo è Cultura”. La mostra è curata da don Alessio Geretti e mette in dialogo due capolavori dedicati al mistero dell’Incarnazione, Morte e Risurrezione di Gesù. Da una parte, la Madonna con il Bambino di Peter Paul Rubens (1617-18, olio su tela, collezione privata svizzera) e, dall’altra, l’Incredulità di Tommaso di Caravaggio con Prospero Orsi (1602-1607, olio su tela, collezione privata austriaca, Firenze).

Due linguaggi e due mondi a confronto. Per la sua opera, Rubens si lasciò ispirare dal suo soggiorno romano, citando sculture antiche ammirate proprio nell’Urbe, Caravaggio, invece, dipinse la tela negli ultimi mesi del Giubileo del 1600, quando Roma brulicava di pellegrini. I due giganti che, con espressività differenti, raccontano la stessa speranza: Cristo, nostra pace, che vince il dubbio e abbraccia l’umanità.

È possibile ammirare le due tele gratuitamente (tutti i giorni, dalle 9:00 alle 19:00) nella chiesa barocca che domina Piazza Navona, tra mercatini e luci natalizie. Un’occasione per fermarsi, alzare lo sguardo e per un momento di riflessione e condivisione che sigilla un anno di grazia. La comunità cristiana, forte del messaggio dell’Anno Santo, diventa ora testimonianza in giro per il mondo. Tocca ai fedeli, infatti, comunicare il significato più profondo di questo evento. Alla luce di quello che Papa Francesco aveva scritto nella Bolla Spes non confundit con cui aveva indetto il Giubileo: «La speranza non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo».

È questo, dunque, il lascito: un invito a vivere la grazia nel quotidiano. Roma saluta l’Anno Santo con gratitudine, sapendo che la vera Porta è quella dell’amore e della speranza, sempre spalancate.

Luminarie e luci di Natale: dove ammirarle a Roma

Quando arriva dicembre, Roma cambia volto. E si veste a festa indossando il suo abito migliore. Non è solo il freddo che si fa più deciso o il traffico che rallenta per le strade piene di gente con i pacchi: sono le luci a fare la differenza. Le luminarie non sono mai state così diffuse come negli ultimi anni: dal centro storico ai quartieri più periferici, si accendono installazioni che durano fino all’Epifania e che, in questo 2025, accompagnano anche la chiusura del Giubileo e per questo della sostenibilità e spesso legate a messaggi di solidarietà. Una Roma che sa illuminarsi con misura e che, quando lo fa, lo fa per bene.

Se il centro città con Via del Corso e il Tridente restano i punti forti, ormai ogni municipio ha la sua installazione: da Piazza di Spagna a Piazza Navona, dall’EUR a San Lorenzo, da Prati a Garbatella. Si può scegliere se restare nel triangolo turistico o spingersi un po’ più fuori e scoprire quartieri che di sera, con le luci, sembrano quasi diversi. E poi c’è il vantaggio pratico: molte zone sono pedonali o a traffico limitato durante le feste, quindi girare a piedi è più piacevole del solito.

Albero Natale al Colosseo
123RF
Luci e addobbi natalizi illuminano il Colosseo durante le feste natalizie

A rendere speciale il Natale romano quest’anno, si diceva, è il Giubileo 2025 che regala un’atmosfera simbolicamente carica di valori cristiani. Le luci servono anche a orientare i pellegrini e a creare un clima che è insieme festoso e raccolto. In pratica, un’occasione perfetta per vedere Roma con occhi diversi, magari la sera dopo una giornata di code alle Porte Sante o tra i presepi. Un consiglio? Meglio optare la metro lasciando l’auto a casa e prepararsi a una passeggiata che, tra un albero illuminato e l’altro, farà tornare a casa con qualche foto in più e la sensazione di aver vissuto la città come raramente capita.

Piazza San Pietro, cuore del Natale cristiano

Prima tappa non può che essere in Piazza San Pietro che accoglie come da tradizione l’albero addobbato e il presepe, entrambi dono di un’area d’Italia. Quest’anno davanti alla Basilica troneggia un abete rosso di 25 metri dalla Val d’Ultimo (Bolzano), offerto dai comuni di Lagundo e Ultimo.

Innalzato lo scorso 27 novembre nell’emiciclo di Bernini, pesa 80 quintali e arriva dopo un taglio sostenibile, come spiega mons. Ivo Muser, vescovo di Bolzano-Bressanone: “non è un atto irrispettoso, ma il frutto di una gestione forestale oculata, dove il prelievo è parte di una cura attiva che garantisce la salute del bosco e tiene sotto controllo la sua crescita” (Vatican News). Accanto, il presepe dalla diocesi di Nocera Inferiore-Sarno (Campania) evoca il Battistero Paleocristiano e case nocerine, mentre un altro dalla Costa Rica adorna l’Aula Paolo VI.

San Pietro Natale
123RF
La Basilica di San Pietro e la piazza allestita per il Natale con l’enorme pino decorato e il presepe

L’inaugurazione ufficiale si è tenuta 7 dicembre, con l’accensione e la benedizione papale. Al termine del Tempo di Natale, i rami diventeranno oli essenziali, il legno donato a enti benefattivi per il rispetto del creato (Governatorato SCV). Nel Giubileo 2025, è un simbolo di speranza condivisa, tra luci e tradizioni.

Piazza Navona in festa: luminarie e mercatini fino all’Epifania 

Sabato 6 dicembre, Piazza Navona si è accesa con l’inaugurazione dei mercatini storici alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri e dell’assessora Monica Lucarelli. Dopo il taglio del nastro e il concerto della banda della Polizia Locale, le bancarelle attorno alla Fontana dei Quattro Fiumi hanno iniziato a brillare con luci calde e addobbi artigianali, animando la piazza fino al 6 gennaio. È un Natale autentico, che mescola tradizione e comunità, con luminarie sobrie che esaltano i marmi barocchi, rendendo la piazza un salotto luminoso e accogliente.

La magia si accende dal mattino presto: dalle 9:00 all’1:00 nei giorni feriali, fino alle 2:00 nei festivi, la piazza è un vortice di colori e profumi. Le luci soffuse illuminano statuine e addobbi fatti a mano, giocattoli in legno e la storica giostra di cavalli, mentre gli artigiani – custodi della Roma vera – animano l’aria di chiacchiere e sorrisi. È un omaggio al lavoro manuale, con bancarelle che offrono qualità e varietà per tutte le tasche. Tra vin brulé e caldarroste che scaldano le mani intirizzite dal freddo autunnale.

Giostra cavalli Piazza Navona
123RF
Antica giostra di cavalli in Piazza Navona a Roma

Il calendario serale aggiunge scintille. Dal 20 dicembre, infatti, la Milonga della Pace trasforma la piazza in un abbraccio collettivo di tango e solidarietà. Le Biblioteche di Roma portano letture e laboratori per bambini, mentre spettacoli teatrali, concerti e performance rendono ogni sera diversa. Fino all’Epifania, Piazza Navona è Roma nel suo meglio: luminosa, viva, inclusiva.

Passeggiando tra Via del Corso, Piazza di Spagna e Piazza del Popolo 

Con la festività dell’Immacolata, Roma è entrata nel vivo del Natale: si sono, infatti, accese le luminarie principali, un rituale che mescola tradizione e modernità. In particolare, l’8 dicembre, dopo l’Angelus papale a San Pietro, Leone XIV ha omaggiato la statua della Vergine in Piazza Mignanelli e, alle 18:30, l’accensione dell’albero di Piazza del Popolo ha dato il via alla stagione festiva.

Camminare lungo Via del Corso è come immergersi in un tunnel di luce: 49 gocce d’acqua e globi luminosi si snodano per ben due chilometri Un progetto sostenibile di Acea (Comune di Roma) che ha scelto elementi decorativi riciclabili al 100%. E Piazza di Spagna brilla grazie all’albero Bulgari, una spirale di ottone dorato alta 13 metri, accesa con la Banda dei Carabinieri. Le luci si estendono al Tridente in un allestimento che è pura eleganza visiva. Via Condotti sfoggia 11 sfere pittoriche dipinte a mano e 17 intrecci in alluminio dorato (Hausmann & Co.) mentre Via del Babuino e Via di San Giacomo incorniciano il passeggio con archi e rosoni laccati oro – oltre 320 ore di lavoro artigianale per un effetto “portale di luce” (Rome Quality District).

Piazza di Spagna Natale
123RF
Panoramica di Piazza di Spagna addobbata per la celebrazione del Natale

Si arriva, quindi, in Piazza del Popolo che accoglie l’albero più grande della città. Se nel 2024 era un abete rosso di 30 metri da Cavalese, quest’anno Roma punta su un albero ancora più imponente, con radici trentine e luci a basso consumo. Così, Porta del Popolo si trasforma in un arco di luce, perfetto per selfie natalizi.

Natale di luci all’EUR e nel quartiere Prati

Uscendo dal perimetro più centrale, EUR e Prati portano il Natale 2025 a Roma sud e nord, con luminarie che trasformano quartieri razionalisti e borghesi in scenari festivi accessibili e gratuiti. Fino al 6 gennaio 2026 è in corso la quinta edizione di Natale all’EUR che illumina Viale Europa con l’albero dell’Immacolata. Ma la vera star è la Rome Eye, ruota panoramica mobile alta 50 metri su Viale Oceania con vista sul Colosseo Quadrato e laghetto. È la più alta mai realizzata nella capitale. Il “Natale Diffuso” comprende, inoltre, il villaggio permanente su Viale America con stand artigianali, concerti nella Basilica dei Santi Pietro e Paolo (20 dicembre) e mercatini eco-friendly.

Presepe in una chiesa
123RF
Dettagli di un presepe storico in una chiesa romana

A Prati, invece, il Mercatino di Natale in Piazza Mazzini (1° dicembre-6 gennaio) accende i giardini di Raffaele de Vico con luci scintillanti su casette di legno attorno alla fontana. Aperto dalle 10:00 alle 22:00, offre presepi artigianali, decorazioni, dolci e regali tra lecci e cipressi. Non c’è che l’imbarazzo della scelta.

Giubileo 2025, gli eventi ufficiali del mese di dicembre

Dicembre a Roma ha sempre un sapore diverso: l’aria è pungente ma ha un calore magico con le luci natalizie che si riflettono nelle vetrine e l’atmosfera festiva. Questo dicembre , poi, è ancora più speciale, essendo l’ultimo atto dell’Anno Santo che volge al termine. Dopo dodici mesi di Porte Sante aperte, di passi lenti sui sampietrini e di voci straniere che hanno riempito le basiliche, la città si prepara infatti a chiudere il Giubileo con la dolcezza di un abbraccio natalizio.

Piazza San Pietro, cuore del mondo cristiano, in particolare, va illuminandosi piano, quasi timidamente, per accompagnare gli ultimi appuntamenti del Santo Padre in un anno che ha visto la Chiesa affrontare momenti molto importanti. Uno su tutti la scomparsa di Papa Francesco. Nelle ultime settimane dell’anno, muoversi per la città sa di festa. Ci sono i presepi viventi di Piazza Navona, gli zampognari sotto i portici di Santa Maria Maggiore oltre al tradizionale allestimento con albero e presepe in Vaticano.

Ma dicembre 2025, dicevamo, è anche il mese che porta alla chiusura del Giubileo 2025, con la chiusura delle Porte Sante a fine mese. Leone XIV si prepara, dunque, a settimane impegnative per celebrare al meglio la stagione festiva e la conclusione di anno dedicato alla speranza. Ecco, di seguito, gli eventi ufficiali che coinvolgeranno i fedeli a Roma.

Il Giubileo dei Detenuti

Il calendario ufficiale del mese regala a Roma il Giubileo più commovente: quello dei Detenuti (12-14 dicembre), un inno alla “speranza che non delude” anche dietro le sbarre. Così, mentre la città comincia ad assaporare il Natale, centinaia di persone private della libertà – insieme a cappellani, familiari e volontari – vivranno tre giorni di grazia e riconciliazione.

Venerdì 12, all’Università LUMSA, si apre il convegno “Il diritto alla speranza” nel cinquantennale dell’Ordinamento Penitenziario. Nel pomeriggio, alla Fraterna Domus di Sacrofano, il programma prevede l’ascolto del podcast di Roberta Barbi su Papa Francesco e il mondo del carcere, quindi la Messa presieduta da Monsignor Gian Franco Saba e Monsignor Carlo Redaelli seguita dalle riflessione sul libro I Volti della povertà in carcere.

Il giorno successivo, sabato 13, sempre a Sacrofano, sono previsti i saluti istituzionali del Sottosegretario Ostellari e del Capo DAP Di Michele. A seguire, la preghiera per la pace con testimonianze guidata da Monsignor Marco Gnavi. E ancora, verrà proiettato il documentario TV2000 dal titolo Papa Francesco e i fratelli carcerati a cui seguirà un incontro sulla giustizia riparativa e un momento di festa con la corale RNS.

La tre giorni si concluderà, poi, domenica 14, con la celebrazione della Messa giubilare in San Pietro guidata da Papa Leone XIV alle 10.00. L’Auditorium Conciliazione (ingresso libero fino a esaurimento) accoglierà, infine, dalle 13:30 la commedia musicale Oltre le grate.

Basilica di San Pietro Natale
123RF
La Basilica di San Pietro in Vaticano si illumina di magia nel mese di dicembre per le feste natalizie

Proprio in vista del Giubileo dei Detenuti, il 5 dicembre, nella Cappella Santa Maria Maddalena della Casa di Reclusione Femminile della Giudecca, apre la mostra I Volti della povertà in carcere cui è dedicato l’omonimo volume (EDB), nato dal progetto di Matteo Pernaselci e Rossana Ruggiero per dare voce a chi, dietro le sbarre, spesso non ne ha.

Dopo aver girato l’Italia – da San Vittore alla Basilica di Sant’Ambrogio di Milano, dove alcuni protagonisti, ormai liberi, hanno rivisto i propri ritratti – il lavoro arriva tra le detenute della Giudecca. Foto, parole, silenzi: ogni volto è un canto di dignità riconquistata, un gesto concreto di quel “metodo dell’incontro” che Papa Francesco indica come strada maestra per gli ultimi.

Il Giubileo entra, così, nelle celle, accende candele dove di solito c’è solo buio, ricorda che la speranza ha le chiavi più forti di qualsiasi sbarra. A Venezia, in mezzo alla laguna, il Natale inizia presto: con gli occhi di donne che, per la prima volta dopo tanto tempo, si sentono viste davvero.

Le Udienze Giubilari di Papa Leone XIV a dicembre

Le Udienze Giubilari del Santo Padre sono un dono unico dell’Anno Santo, momenti intimi per accogliere i pellegrini con la parola di papa Leone XIV. A differenza delle udienze generali del mercoledì, queste si tengono spesso il sabato, focalizzandosi sulla speranza – virtù teologale che dà forza contro il male, come recita il Catechismo. Questi incontri durano un’ora circa in Piazza San Pietro o in Aula Paolo VI, con riflessioni su temi giubilari. E al termine, si varca la Porta Santa per l’indulgenza plenaria, senza registrazione extra (biglietti gratuiti dalla Prefettura della Casa Pontificia, da ritirare in anticipo o online).

Sono due le Udienze Giubilari di dicembre. La prima è in programma il 6 dicembre alle 9:30 in Piazza San Pietro e invita a un “nuovo inizio” dalla fede, con Leone XIV che abbraccia i fedeli dal mondo. La Porta Santa resta chiusa durante l’incontro, ma si apre al termine. La seconda Udienza del mese sarà, poi, il 20 dicembre sempre alle 9:30, preludio al Natale che infonde speranza nei cuori stanchi. Anche in questo caso la cornice sarà la piazza, con la stessa dinamica: catechesi e poi il varco della Porta Santa.

Una tavola rotonda dedicata al Giudizio Universale di Michelangelo

Tra gli eventi patrocinati, il 20 dicembre nella splendida chiesa barocca di San Silvestro al Quirinale (via XXIV Maggio 9) si terrà Maria Maddalena nel Giudizio di Michelangelo, tavola rotonda per riscoprire Maria Maddalena nel Giudizio Universale di Michelangelo. Per secoli gli studiosi si sono chiesti perché, tra i dannati e i risorti della Cappella Sistina, appaia una figura femminile che non dovrebbe esserci.

Sara Penco, restauratrice e autrice di studi pionieristici, dimostrerà che quella donna è proprio la Maddalena: contrappeso di grazia alla violenza del peccato e annuncio silenzioso che il giudizio di Dio è sempre giudizio d’amore. Michelangelo, con il linguaggio dell’arte, trasforma l’affresco da scena terrificante a inno di speranza, rendendolo perfetto sopra l’altare e universale per ogni cuore.

Piazza San Pietro Roma dicembre
123RF
Piazza San Pietro addobbata per Natale con il tradizionale albero e il presepe

Moderati da don Walter Trovato, presidente de La Migliore Italia, interverranno la stessa Sara Penco e il professor Roberto Fusco, preside della Facoltà di Lettere Cristiane e Classiche alla Salesiana. Un incontro che lega bellezza, teologia e misericordia proprio mentre le Porte Sante stanno per chiudersi.

La chiusura delle Porte Sante

Il momento, certamente, più emozionante arriverà negli ultimi giorni di dicembre quando è in programma la chiusura ufficiale delle Porte Sante nelle Basiliche Giubilari di Roma. Come la loro apertura, tra fine 2024 e inizio 2025, ne ha segnato l’avvio così la chiusura rappresenta il momento in cui il Giubileo si congeda dai fedeli. Come spiegato nella Bolla Spes non confundit e nei Decreti della Penitenzieria Apostolica, queste porte verranno chiuse progressivamente, segnando la fine dell’Anno Santo il 6 gennaio 2026, Epifania.

Il rito è solenne. Il Papa, dopo una Messa o preghiera, chiuderà la porta con un gesto simbolico, accompagnato da canti e benedizioni, evocando la riconciliazione e l’invito a portare la grazia nel mondo. Non è una fine, ma un “andate e annunciate”, come i discepoli dalla tomba vuota. Si comincia il 25 dicembre, Solennità di Natale, si chiude la Porta Santa di Santa Maria Maggiore, la prima basilica mariana, seguita il 27 dicembre, Festa di San Giovanni Apostolo, da San Giovanni in Laterano, “madre di tutte le chiese”.

Il 28 dicembre, Festa degli Innocenti, la Porta di San Paolo fuori le Mura si sigilla, onorando l’apostolo con un rito che richiama martirio e redenzione. San Pietro, per ultima, chiuderà il 6 gennaio 2026, con l’Epifania che si porta via non solo le feste ma tutto l’Anno Santo.

Arte e storia sul Tevere: dieci ponti da vedere a Roma

Roma dal Tevere, attraverso i suoi ponti, in un mosaico di epoche che si specchia nel fiume pigro e millenario. È questa la proposta di itinerario per conoscere la Capitale in maniera insolita, camminando in tranquillità tappa dopo tappa. Perché i ponti non sono semplici passaggi, ma capitoli di storia, che ci riportano l’impegno e il lavoro di illustri personaggi che hanno sfidato le acque.

Camminarci sopra è come sfogliare un libro antico, dove ogni arco racconta un’epoca – dal marmo repubblicano ai ferri moderni – e invita a fermarsi, con il vento che porta echi di mercati e preghiere. Nel Giubileo 2025, questi collegamenti diventano quasi pellegrinaggi laici, passi verso la speranza che unisce, tra sampietrini lucidi e tramonti dorati che tingono il cielo di rosa.

Da quelli storici, come il Ponte Fabricio del 62 a.C., intatto e sussurrante di riti romani, ai rinascimentali di Bernini, carichi di angeli drammatici, i ponti di Roma attraversano duemila anni. Sono testimoni di conquiste e amori, di mercati fluviali e processioni sacre, dove il Tevere ha visto cadere imperi e nascere poesie. Oggi, i moderni come il Ponte della Musica aggiungono note contemporanee, con scale che invitano a danzare tra street art e concerti, un ponte tra antico e futuro che Roma ama tanto.

Percorrerli significa sentire il battito della città, il rumore dei passi sul marmo e il riflesso delle cupole. Sono decine in tutto, ma dieci bastano a catturare l’essenza: pronti a un itinerario che vi farà innamorare (di nuovo) della Città Eterna? Iniziamo dal più antico, e lasciamo che il fiume ci guidi.

Ponte Milvio (206 a.C.)

È il ponte “decano” di Roma, teatro della battaglia di Costantino nel 312 d.C. Ponte Milvio, costruito nel 109 a.C. dal censore M. Emilio Scauro, è erede di un ponte in legno che già nel 207 a.C. vide messaggeri sfrecciare con notizie di vittorie contro Asdrubale. Strategico sulla Via Flaminia, sbarrava l’accesso a Roma dal nord e dall’est, difendendo la città durante la guerra gotica del 536.

Restaurato nel 1149, 1336 e 1429 dal Comune, nel 1805 Giuseppe Valadier lo rese eterno. Tolse, infatti, i ponti levatoi, eresse archi in muratura e una torretta neoclassica, evocando l’arco augusteo. Nel 1849, i garibaldini lo sfregiarono contro i francesi, lasciando una lapide a memoria. Oggi, pedonale e illuminato, è il regno della movida. Soprannominato “Mollo” per un crollo medievale, sussurra storie di battaglie e baci sotto il cielo romano.

Ponte Rotto o Ponte Emilio (179 a.C.)

Era il 193 a.C. quando, a causa di un’inondazione del Tevere il vecchio Ponte Sublicio in legno , fu spazzato via. Questo evento spinse alla costruzione di un ponte più resistente in muratura. Marco Emilio Lepido era censore nel 179 a.C. quando iniziò a occuparsi del progetto ma i lavori andarono avanti per ben 37 anni, concludendosi solo nel 142 a.C. Il Pons Aemilius fu il primo ponte romano tutto in pietra e dal 1144, dopo un restauro civico, prese il nome di Ponte dei Senatori.

Ponte Emilio detto Ponte Rotto a Roma
123RF
Ponte Emilio (o Ponte Rotto), il più antico ponte di pietra romano a Roma

La sua posizione sul fiume era particolare, dal momento che disposto obliquamente rispetto al corso d’acqua, cosa che lo rendeva facile preda delle acque. Inondazioni colpirono nel 280 d.C. e nel 1422; e ancora, ne arrivarono altre nel 1450 e nel 1557 fino al crollo quasi totale nel 1598. Da allora cambiò nome in Ponte Rotto.

Da fine Ottocento una struttura metallica lo collega alla riva sinistra e oggi è visibile un solo arco superstite coperto di erbacce e capperi che crescono selvatici. Questa porzione è ben visibile dall’isola Tiberina e mantiene un alto valore simbolico oltre che storico. Si raggiunge facilmente con la Metro B fermata Circo Massimo oppure con il bus numero 75.

Ponte Fabricio e Ponte Cestio (Ponte dei Quattro Capi) (62-46 a.C.)

Unico ponte dell’antichità intatto, Ponte Fabricio è il più antico ponte romano ancora in uso. Fu costruito nel 62 a.C. dal curatore delle strade Lucius Fabricius, come incise a caratteri cubitali sulle arcate di travertino. Sostituto di un ponte in legno del 192 a.C., collega il Lungotevere De’ Cenci all’Isola Tiberina, formando con Ponte Cestio un duo gemello verso Trastevere. Conosciuto anche come Ponte dei Quattro Capi per la leggenda di quattro architetti decapitati sotto papa Sisto V – le cui teste marmoree vegliano unite in un blocco – il ponte è un guardiano di storie.

Il Ponte Fabricio a Roma
123RF
Vista del Castello Caetani e del Ponte Fabricio

Si tratta della Torre della Pulzella che, con il volto di una nobildonna medievale imprigionata per amore, aggiunge mistero. Ponte Cestio, eretto da Lucio Cestio (fratello del costruttore della Piramide), noto come “ponte ferrato” per le mole ancorate, fu restaurato nel 1888-1892, demolendo archi laterali per i muraglioni del Tevere.

Ponte Sant’Angelo (134 d.C.)

Accesso privilegiato – e monumentale a Castel Sant’Angelo –, l’omonimo ponte congiunge Piazza Sant’Angelo e il Lungotevere Vaticano. A caratterizzarlo la sua maestosità tanto da essere menzionato nientemeno che da Dante nell’Inferno. La sua costruzione risale al 134 d.C. per volontà dell’imperatore Adriano che voleva poter accedere facilmente al suo mausoleo e ne affidò il progetto all’architetto Demetriano. La sua solidità è leggendaria: nessuna piena del Tevere l’ha mai travolto.

Sotto papa Gregorio Magno assunse il nome attuale mentre Clemente VII nel 1535 vi pose le statue di Pietro e Paolo. Il tocco barocco arrivò, poi, con Clemente IX: tra 1667 e 1670, Bernini scolpì i dieci Angeli con gli strumenti della Passione, alla maniera di guardiani drammatici che guidano verso il Castello. Tra le storie che si raccontano, si dice che di notte il fantasma di Mastro Titta, boia del XIX secolo, offra tabacco ai passanti.

Ponte Sant'Angelo sul Tevere
123RF
Castel Sant’Angelo visto dall’omonimo ponte sul fiume Tevere

Ponte Sisto (1478)

Ponte Sisto, cuore romantico del Tevere, ha radici che affondano nell’antica Roma. Ricostruito nel 1475 da papa Sisto IV per l’Anno Santo, sostituì un ponte romano – forse del II secolo d.C., noto come Aurelius o Janiculensis – devastato dall’inondazione del 792. L’architetto Baccio Pontelli lo modellò con quattro arcate, incorporando resti antichi e una curvatura “a schiena d’asino” che lo rendeva sicuro e elegante, collegando Trastevere a Via Giulia.

Oggi, pedonale, è il regno dei tramonti: viola e arancio che accendono la cupola di San Pietro, con l’“occhialone” centrale che misura le acque come un occhio antico. Vicino a Piazza Trilussa, vibra di vita notturna, tra musicisti e gelati, ma conserva un velo di mistero. Da attraversare al crepuscolo, e lasciare che il fiume racconti storie d’amore e redenzione.

Ponte Sisto a Roma
123RF
Vista di Ponte Sisto e, sullo sfondo, il Cupolone

Ponte Nomentano (1870, origini romane)

Ad arco sul fiume Aniene, è un baluardo di storia lungo la Via Nomentana, nel quartiere verde di Monte Sacro. Eretto in età repubblicana, fu ricostruito dopo l’invasione di Totila (VI secolo) e fortificato nell’VIII secolo da papa Adriano I con torri ghibelline, rinforzate nei XII-XIII secolo. Molte sono le leggende che lo coinvolgono, una delle quali lo vede testimone di un incontro tra Carlo Magno e Leone III nel IX secolo. E non mancano i conflitti, come l’occupazione di Niccolò Fortebraccio nel 1433.

Nel 1532 divenne una dogana fino alla distruzione nel 1849 durante l’invasione francese. Fu restaurato nel 1856 e venne definitivamente chiuso al traffico nel 1997 per sicurezza e reso pedonale dal 2002.

Ponte Mazzini (1908)

Ponte Mazzini, inaugurato nel 1908, onora l’eroe del Risorgimento. Inizialmente Gianicolense, per la vicinanza al Gianicolo, collega Via della Lungara a Via Giulia, fronteggiando Regina Coeli. La sua struttura in ferro e pietra è simbolo di transizione, tra antichità e moderno.

Il Ponte Mazzini a Roma

Il Ponte Giuseppe Mazzini sul fiume Tevere di notte

Ponte Tazio (o Ponte del Risorgimento, 1911)

Ponte Tazio, eretto nel 1922 lungo la Via Nomentana a Montesacro, scavalca l’Aniene unendo il quartiere residenziale – con i suoi viali alberati – al cuore della città. Intitolato a Tito Tazio, re sabino leggendario alleato di Romolo, è un accesso essenziale all’antica consolare che portava a Nomentum.

Ponte Marconi (1953)

Ponte Marconi, iniziato nel 1937 in omaggio allo scienziato scomparso proprio quell’anno, è il colosso del Tevere, il più lungo di Roma con i suoi 235 metri. Completato nel 1955, congiunge Trastevere all’EUR, facilitando i flussi tra Portuense, Ostiense e Via Colombo, con la sua struttura a trave Gerber e 32 metri di larghezza: quattro corsie per senso, parapetti in travertino. Rimodernato nel 1975, è un capolavoro razionalista nato da un progetto anteguerra per l’espansione meridionale della città. A monte si trova l’area archeologica delle Darsene di Pietra Papa, forse un porto romano (I sec. a.C.-II d.C.) attracco di Cleopatra.

Ponte della Musica (2011)

Il Ponte della Musica è stato inaugurato nel 2011 ed è un capolavoro contemporaneo che unisce Flaminio a Prati. Progettato da Buro Happold, Kit Powell-Williams e Carlo Lotti, con esecuzione di Mattioli e Maeg Costruzioni, collega l’Auditorium Parco della Musica, il MAXXI, Villa Glori e il Teatro Olimpico al Foro Italico, Monte Mario, il Museo del Genio e l’Auditorium Rai.

Il Ponte della Musica a Roma
123RF
Ponte della Musica, un ponte moderno nel cuore di Roma

Lungo 190 metri e largo 22, in acciaio e cemento armato, ha due archi ribassati inclinati che sorreggono l’impalcato, separando la corsia centrale (per ciclisti e mezzi pubblici ecologici) dai percorsi pedonali in legno di bangkirai. Intitolato ad Armando Trovajoli nel 2013, è pedonale e ciclabile, con isolatori sismici per garantirne la massima sicurezza.

Giubileo 2025, gli eventi ufficiali del mese di novembre

Novembre a Roma ha quel fascino malinconico che sa di foglie umide e luci calde nelle chiese, un mese in cui la città sembra sussurrare segreti antichi mentre il Tevere scorre placido sotto ponti illuminati. Nel 2025, l’Anno Santo del Giubileo si tinge di questa dolce nostalgia, entrando nel suo trimestre finale con un calendario che pulsa di eventi ufficiali, come un cuore che batte verso la chiusura di dicembre. Dopo l’estate vibrante del Giubileo dei Giovani a Tor Vergata e un settembre che ha riacceso le piazze con incontri papali, novembre si annuncia come un ponte tra riflessione e celebrazione, un invito a fermarsi e contemplare il senso profondo di Spes non confundit, la speranza che non delude.

Visitare Roma, in autunno, è del resto un momento speciale con il vento fresco che accarezza Piazza San Pietro, il profumo di castagne arrosto che si mescola all’incenso delle basiliche, e la folla di pellegrini che, con la Carta del Pellegrino in tasca, attraversa le Porte Sante come un rito quotidiano.

Il calendario ufficiale, curato dal Dicastero per l’Evangelizzazione e consultabile su iubilaeum2025.va, propone un mosaico di appuntamenti che riflettono l’universalità della Chiesa. In programma, ci sono momenti di dialogo, come gli incontri con papa Leone XIV in Aula Paolo VI, e celebrazioni solenni e ogni evento è un filo che tesse la trama del Giubileo 2025, tra pellegrinaggi e mostre che portano voci dal mondo, come la Promessa pellegrina alla Gregoriana (visitabile fino al 12 novembre).

Per visitatori e fedeli è, dunque, l’occasione per camminare tra vicoli che profumano di storia e vivere lo spirito di conciliazione dell’Anno Santo. Ma meglio partire preparati con impermeabile e mappa giubilare: questi giorni non sono solo eventi, ma un cammino personale verso la luce di dicembre. Scopriamo insieme, a questo punto, cosa riserva il mese di novembre tra eventi ufficiali e appuntamenti patrocinati.

I Grandi Eventi giubilari di novembre 2025

Il nuovo mese si apre sulla scia di ottobre e del Giubileo del Mondo Educativo che, iniziato il 27 ottobre si è chiuso il 1° novembre con la celebrazione presieduta dal Santo Padre nella Basilica di San Pietro. Nelle settimane a seguire, sono tre i Grandi Eventi che Roma offre per questo mese, a partire dal Giubileo del mondo del Lavoro (8 novembre). Nell’ordine, si celebrano quindi il Giubileo dei Poveri (16 novembre) e il Giubileo dei Cori e delle Corali (22 e 23 novembre).

Vista di Roma e del Vaticano
123RF
La Basilica San Pietro e il fiume Tevere con Ponte Sant’Angelo a Roma

Il Giubileo del mondo del Lavoro

Slittato dallo scorso inizio  maggio per la scomparsa di papa Francesco, il Giubileo del mondo del Lavoro è stato riprogrammato per l’8 novembre, come annunciato dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. In un Anno Santo che celebra la speranza, questo evento è un abbraccio ai lavoratori di ogni settore, un momento per riflettere sul lavoro come dignità e missione. E Roma – con le sue piazze che sussurrano storie di artigiani e mercati antichi – si presta perfettamente a un cammino che unisce fatica e fede.

Nel secondo sabato del mese, il programma si apre alle 9:30 in Piazza San Pietro con l’udienza giubilare di papa Leone XIV, un dialogo che tocca i corpi intermedi della società, grazie alla partnership con il CNEL. Segue il passaggio alla Porta Santa della basilica, simbolo di riconciliazione e rinnovamento, con confessori disponibili nelle chiese vicine.

Alle attività sono particolarmente invitata a partecipare i sindacalisti, gli imprenditori, i precari e i pensionati non solo per pregare insieme ma anche per condividere storie di fatica e sogni. E rinnovare il patto sociale che rende il lavoro ponte verso la giustizia.

Il Giubileo dei Poveri

Il secondo Grande Evento del mese è con il Giubileo dei Poveri, dal 14 al 16 novembre, appuntamento particolarmente toccante nel calendario giubilare.  L’evento celebra chi vive ai margini, ricordando che la misericordia è il cuore del Vangelo. Organizzato dal Dicastero per il Servizio della Carità, invita famiglie, persone sole e chiunque senta l’eco del “fratello” nei bisognosi, a un cammino di condivisione.

La tre giorni comincia venerdì 14 con la Veglia della Misericordia alle 17:30 nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, animata dal gruppo “Fratello” con preghiere e testimonianze . Sabato 15, poi, il pellegrinaggio alla Porta Santa di San Pietro (dalle ore 9:00 alle ore 15:00) offre il Sacramento della Riconciliazione nelle chiese giubilari, per un momento di grazia intima. Alle 16:00, in Piazza San Pietro, è poi previsto un momento di preghiera mariana, sempre con “Fratello”.

Infine, domenica 16, alle 10:00, papa Leone XIV presiede la Messa nella basilica per la IX Giornata Mondiale dei Poveri a cui segue il pranzo insieme al Pontefice alle 12:30 in Aula Paolo VI.

Il Giubileo dei Cori e delle Corali

Se cantare è pregare due volte, nel corso dell’Anno Santo non poteva mancare un appuntamento dedicato alla musica sacra. Il 22 e 23 novembre si celebra il Giubileo dei Cori e delle Corali, con voci da tutto il mondo si uniscono per celebrare la melodia come preghiera, unendo fedeli nelle basiliche cittadine. Il primo giorno, sabato 22, il pellegrinaggio alla Porta Santa di San Pietro (14:00-17:00) apre a un momento di preghiera con il Sacramento della Riconciliazione nelle chiese giubilari.

Il baldacchino di San Pietro
123RF
Dettagli architettonici della Cupola e del Baldacchino di Bernini nella Basilica di San Pietro

Quindi, alle 17:00, le Messe vespertine si animano in diverse parrocchie romane grazie al contributo dei cori le cui voci echeggiano tra le navate. Domenica 23, alle 10:30, papa Leone XIV presiede la Messa in Piazza San Pietro (ingresso gratuito).

Gli altri appuntamenti ufficiali del mese

Nel corso delle prossime settimane, il Giubileo patrocina anche altri appuntamenti nell’ambito della programmazione ufficiale. E ce n’è per tutti i gusti, dal Concerto del coro Femminile di Gori (Georgia) – previsto al Pantheon alle17:30 del 21 novembre – a quello del coro Patriarcale della Cathedrale di Santa Trinità di Georgia / Coro Camerale di Stato che avrà luogo presso la Basilica di Santa Maria Maggiore il prossimo 23 novembre alle 20:00.

Inoltre, il 7 novembre si apre il Congresso Mondiale di Metafisica, forum interdisciplinare dedicato alla Scienza ed Esperienza aperte all’Assoluto. Studiosi e ricercatori si riuniscono a Roma per dialogare insieme in materia di esistenza e realtà, unendo scienza sperimentale e fede. È un invito a pensare profondamente, senza perdere alcuna dimensione della vita, perfetto per chi cerca risposte oltre il visibile nel Giubileo della speranza.

Sempre dal 7 novembre, poi, il Museo di San Salvatore in Lauro ospita Bethlehem Reborn: Le meraviglie della Natività, esposizione organizzata dall’Ambasciata di Palestina presso la Santa Sede e la Custodia di Terra Santa visitabile fino al 10 gennaio 2026. La mostra celebra il restauro della Basilica della Natività, portando mosaici, colonne e opere lignee di Betlemme a Roma. Tesori dalla Custodia includono reliquie dei pellegrinaggi di Paolo VI, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco, più abiti cerimoniali ricamati dalle donne palestinesi del XIX e XX secolo.

Spostandoci, quindi, alla fine del mese, il 30 novembre la Basilica di Santa Maria sopra Minerva accoglie il Pellegrinaggio degli Stati Generali delle Donne, vera e propria celebrazione della maternità divina. Alle 15:00, sono previste le riflessioni di Isa Maggi e Stefano Motta sul Giubileo femminile. Mentre, alle 16:00, avrà inizio un concerto in cui saranno suonati l’Ave Maria di Caccini, l’Ave Verum Corpus di Mozart, il Panis Angelicus di Franck, O, Divine Redeemer di Gounod, la Lacrimosa dal Requiem di Mozart e il Nessun Dorma di Puccini. Alle 18:00, sarà una Messa a chiudere il cammino, in un abbraccio di voci e preghiere.

Cinque piazze poco conosciute di Roma da non perdere

Non c’è stagione in cui Roma non abbia vie e piazze affollate di turisti. Succede in questi mesi in cui la capitale è il cuore del Giubileo 2025, ma succede in ogni altro momento dell’anno. Dalle torride giornate estive ai tiepidi pomeriggi d’inverno, dalle piacevolissime ore della primavera alle settimane autunnale che regalano temperature più che gradevoli. Insomma, come si dive, Roma è sempre una buona idea. Ovviamente il lato negativo è che non esiste davvero un periodo in cui la città non sia stracolma di visitatori, con conseguenti tempi di attesa e code agli ingressi delle tappe imprescindibili.

Ma la magia dell’Urbe è che regala angoli nascosti, meno noti, ma altrettanto caratteristici che si possono scoprire lontano dagli itinerari più inflazionati. Piazze, quartieri, chiese, fontane e gioielli dell’architettura che non tutti conoscono si rivelano, infatti, in maniera quasi sorprendente immergendo il turista (e non solo) nell’atmosfera più autentica di Roma. Oltre a Piazza San Pietro, Piazza Navona, Spagna e la Fontana di Trevi ci sono angoli poco frequentati in cui arte, cultura e tradizioni non lasciano delusi.

Abbiamo selezionato cinque piazze poco conosciute, al di fuori dei tracciati mainstream, per un percorso rilassante nel cuore della Città Eterna. Dai tesori di Trastevere al caratteristico quartiere Coppedè, passando per Campo Marzio per scoprire poi due fontane da non perdere.

Piazza Mincio nel quartiere Coppedè

Tra via Salaria e via Nomentana, si trova Piazza Mincio nel quartiere Coppedè. Non si tratta, in realtà, di un vero e proprio quartiere, ma di un complesso di 26 palazzine e 17 villini progettati tra il 1915 e il 1927. A firmarli l’architetto Gino Coppedè, da cui prende il nome, che ha scelto di caratterizzare questo spazio in maniera curiosa. Qui, infatti, l’eclettismo la fa da padrone con elementi Liberty, Art Déco, gotici, medievali, barocchi e persino assiro-babilonesi.

L’ingresso monumentale è segnato da un grande arcone decorato e al centro si apre Piazza Mincio dove si può ammirare la Fontana delle Rane, omaggio alle opere berniniane: una vasca bassa e dinamica da cui dodici rane spruzzano sottili getti d’acqua.

Quartiere Coppedè Roma
123RF
Vista del caratteristico quartiere romano di Coppedè

Tutt’attorno edifici che sembrano usciti da un racconto fantastico come la Palazzina del Ragno, con il suo grande ragno scolpito, e il Villino delle Fate in marmo travertino, terracotta e vetro. E se vi sembra di aver già visto quegli edifici, non vi sbagliate perché il Coppedè ha affascinato più di un regista. Dario Argento, per esempio, vi ha girato Inferno e L’uccello dalle piume di cristallo.

Come si raggiunge: Il quartiere Coppedè è servito da diverse linee autobus, tra cui le linee 3BUS, 83 e 92, che fermano vicino a Via Tagliamento o Piazza Mincio. In alternativa, la stazione metro più vicina è Policlinico (Linea B), da cui si può proseguire a piedi o con bus locali.

Piazza di San Cosimato a Trastevere

La seconda proposta di visita ci porta a Trastevere, con i suoi vicoli e le botteghe storiche. Camminando si incontra Piazza San Cosimato, dalla storia millenaria e centro della vita di quartiere. Il motivo è presto detto: in questo perimetro ha luogo il mercato rionale, tradizione che si rinnova ogni mattina dagli Anni Venti del secolo scorso, quando fu riqualificata. Nata come spiazzo sterrato per fiere, ha dunque conservato la sua vocazione popolare.

Bancarelle colorate, profumi e voci familiari animano la piazza  quotidianamente e per questo è il posto perfetto per immergersi nell’atmosfera trasteverina più autentica. A dare il nome alla piazza è l’antico Monastero dei Santi Cosma e Damiano, fondato intorno all’anno 950 come rifugio monastico.

La storia, nei secoli, ha visto l’edificio cambiare più volte destinazione, trasformandosi in ospedale e poi in ospizio. Oggi, la chiesa e il chiostro romanico fanno parte dell’Ospedale Nuovo Regina Margherita.

Come si raggiunge: è ben collegata con linee bus che attraversano Trastevere; ad esempio, la linea 75 da Termini porta nelle vicinanze della piazza. Si può optare anche per il tram 3 arrivando in zona Trastevere e poi camminare fino a San Cosimato.

Piazza di Sant’Ignazio nel cuore di Campo Marzio

Proseguiamo quindi l’itinerario raggiungendo il Rione Campo Marzio, a pochi passi dal Pantheon e da Piazza di Montecitorio. Qui si apre una delle piazze più scenografiche e sorprendenti di Roma, ovvero Piazza di Sant’Ignazio che prende il nome dall’omonima chiesa. A colpire è soprattutto la struttura urbanistica e architettonica di stampo tardo barocco e rococò progettata da Filippo Raguzzini. Era il 1727 e l’obiettivo era dare una sistemazione armoniosa allo spazio.

Roma Piazza Sant'Ignazio
123RF
Vista di Piazza Sant’Ignazio, nel centro storico di Roma, di fronte alla Chiesa di San Ignazio di Loyola

Quindi, Raguzzini scelse un’impostazione del tutto innovativa: nessun edificio pubblico, ma una sequenza di abitazione private, primo esempio di edilizia “borghese” voluta dalla nobiltà romana. Come in una sorta di teatro urbano, le case costituiscono un impianto scenografico in un gioco di curve e controcurve di grande dinamismo. Spicca, al centro, un palazzo  dalla curiosa pianta triangolare che ospita oggi il Comando dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale.

Come si raggiunge: è servita da numerose linee urbane e si raggiunge con facilità a piedi da molte fermate metro e bus centrali.

Piazza di San Simeone al rione Parione

Piazza San Simeone è uno degli angoli più intimi nel centro storico di Roma, non lontana da via dei Coronari e Piazza Navona. Il suo nome risale alla chiesa di cui oggi resta la sola facciata mentre oggi è dominata dal maestoso Palazzo Lancellotti, eretto in epoca tardo rinascimentale su progettato da Francesco Capriani da Volterra e completato da Carlo Maderno (colui, per dire, che realizzò la facciata della Basilica di San Pietro).

Agli angoli del palazzo due edicole settecentesche e, all’interno, un cortile porticato che conserva bassorilievi e decorazioni in stucco. Nella storia, l’edificio ha visto avvicendarsi numerosi episodi, alcuni anche curiosi. Uno di questi, per esempio, riguarda il portale del Domenichino sulla facciata: fu murato nel 1870 dal principe Lancellotti in segno di protesta contro l’annessione di Roma al Regno d’Italia, e riaperto solo nel 1929, dopo i Patti Lateranensi. Last but not least, a completare questo angolo di Roma si trova la fontana di Giacomo della Porta con due vasche circolari sovrapposte e sottili getti d’acqua.

Come si raggiunge: essendo nel centro storico, si può arrivare con bus urbani dal centro (ad esempio linee che passano per piazza Navona / Corso Vittorio Emanuele) e poi proseguire a piedi.

Piazza Mattei e la Fontana delle Tartarughe

Roma Fontana delle Tartarughe
123RF
Dettaglio della Fontana delle Tartarughe in Piazza Mattei a Roma

Quinta, e ultima, piazza che vogliamo scoprire, è nel Rione Sant’Angelo. Si tratta di piazza Mattei, tra gli ambienti più eleganti e raccolti di Roma e vede, al centro, la Fontana delle Tartarughe, considerata da molti una delle più graziose della città anche grazie al tocco nientemeno che di Gian Lorenzo Bernini. Fu progettata tra il 1581 e il 1588 dallo stesso della Porta di Piazza San Simeone e realizzata dallo scultore fiorentino Taddeo Landini.

Su quattro conchiglie di marmo bianco si ergono altrettanti giovani efebi in bronzo ritratti nel gesto di aiutare le tartarughe berniniane a entrare nella vasca superiore. Una scena curiosa certamente che non manca mai di incuriosire grandi e piccini. Ma le curiosità riguardano anche l’edificio della famiglia Mattei che intreccia arte e leggenda. Si racconta infatti che il duca Mattei, caduto in disgrazia per la passione del gioco, abbia voluto dimostrare il suo ingegno agli occhi del futuro suocero.

Per rivendicare la propria autorevolezza, lo invitò in piazza per mostrargli proprio quella fontana “sorta dal nulla” in una notte. Per ricordare l’episodio, la finestra del palazzo dalla quale i due si erano affacciati venne murata. E così rimane oggi.

Come si raggiunge: si può arrivare a piedi da zone centrali come via Giulia o via del Portico d’Ottavia. La stazione metro più vicina è Circo Massimo (Linea B).

Giubileo 2025, gli eventi ufficiali del mese di ottobre

Si apre un nuovo mese e il calendario degli appuntamenti del Giubileo 2025 si prepara al suo trimestre finale. Dopo un’estate che ha visto arrivare a Roma milioni di giovani per il grande raduno a Tor Vergata e un settembre che ha riacceso l’agenda con una serie di incontri che hanno coinvolto anche il Santo Padre, ottobre si prospetta più ricco che mai. Tra eventi patrocinati e Grandi Eventi, infatti, le prossime settimane dell’Anno Santo saranno particolarmente intense, avviando la Chiesa e i fedeli alla chiusura solenne di dicembre.

Tra i temi del mese, per esempio, ci sono la devozione alla vergine Maria e il ruolo dell’educazione ma ci sarà anche occasione per coinvolgere minoranze  quali rom, sinti e camminanti. Un ottobre, dunque, che rinnova la fede e la riflessione nel segno dell’accoglienza e della speranza. Ma vediamo insieme quali sono gli appuntamenti ufficiali dell’agenda giubilare del mese.

I Grandi Eventi

Il Giubileo dei Migranti e il Giubileo del Mondo Missionario

Neanche il tempo di girare pagina al calendario che il primo weekend di ottobre nella Basilica di San Pietro in Vaticano si celebra congiuntamente il Giubileo dei Migranti e il Giubileo del Mondo Missionario (4 e 5 ottobre). Laici, religiosi e operatori pastorali si riuniscono per un due giorni di incontro e riflessione, trasformando la Capitale in un abbraccio universale. La giornata di sabato si apre alle 10 in Piazza San Pietro con l’incontro insieme a Papa Leone XIV, seguito dal passaggio della Porta Santa.

Quindi, dalle 14 alle 17, il pellegrinaggio continua con il Sacramento della Riconciliazione nelle chiese giubilari. Alle 17, poi, la Pontificia Università Urbaniana ospita un incontro internazionale missionario sul tema del dialogo tra storie di frontiera. La domenica è in programma, alle 10:30, la Messa presieduta dal Santo Padre mentre nel pomeriggio i Giardini di Castel Sant’Angelo si animano con la Festa dei Popoli, tra danze, testimonianze e sapori condivisi, per un inno alla speranza tra le genti.

Il Giubileo della Vita Consacrata e il Giubileo della Spiritualità Mariana

Si passa quindi alla settimana successiva che vede in calendario altri due appuntamenti, a partire dal Giubileo della Vita Consacrata che si celebra nelle giornate dell’8 e 9 ottobre. A questo evento, come si legge sul sito ufficiale iubilaeum2025, sono chiamati a partecipare religiosi e religiose, monaci e contemplative così come i membri degli istituti secolari, appartenenti all’Ordo virginum, eremiti, membri appartenenti ai ‘nuovi istituti’.

Fedeli in Piazza San Pietro
123RF
Fedeli all’ingresso di Piazza San Pietro in Vaticano

Si comincia l’8 ottobre con il pellegrinaggio alla Porta Santa (dalle 13 alle 17) e poi la possibilità di confessione nelle chiese giubilari. Quindi, alle 19 è prevista una Veglia presieduta dal cardinale Ángel Fernández Artime mentre il 9 ottobre, alle 10:30, Papa Leone XIV celebra la Messa in Piazza San Pietro; la seria, infine, alcune piazze di Roma ospitano attività di carattere culturale, artistico e spirituale.

L’11 ottobre, in occasione del Giubileo della Spiritualità Mariana, la chiesa di Santa Maria in Traspontina accoglie eccezionalmente la statua originale della Madonna di Fatima. Alle ore 9, è in calendario la Messa con il Rettore di Fatima, a cui segue la recita del Rosario alle 12 e quindi la processione verso San Pietro per la Veglia papale alle 18:00. La sera, i fedeli sono chiamati per un Rosario con fiaccole mentre la mattina di domenica 12 la Messa presieduta dal Papa chiude l’evento.

Il Giubileo dei Rom, Sinti e Camminanti e il Giubileo delle équipe sinodali e degli organi di partecipazione

Arriviamo così alla metà del mese, quando cade il Giubileo dei Rom, Sinti e Camminanti. Sabato 18 ottobre Rom e Sinti si riuniscono alle 9 nell’Aula Paolo VI per un incontro con Papa Leone XIV, seguito dal pellegrinaggio alla Porta Santa, con la possibilità di confessarsi nelle chiese giubilari durante il pomeriggio.

Dal 24 al 26, invece, le équipe sinodali – ovvero, consigli pastorali, economici e organismi diocesani – sono chiamati a condividere momenti di formazione e liturgia. La tre giorni prevede, infatti un programma con workshop, incontri, seminari e momenti di preghiera che culminano con la celebrazione della Santa Messa domenicale presieduta da Papa. Cuore degli eventi è l’Aula Paolo VI in Vaticano, dove Leone XIV accoglie i partecipanti con un incontro-dialogo già nel pomeriggio di venerdì 24 ottobre.

Il Giubileo del Mondo Educativo

A chiudere i Grandi Eventi del mese è il Giubileo del Mondo Educativo, dal 27 ottobre al 1° novembre. Il primo evento è in programma lunedì 27 quando, alle 17:30 nella Basilica di San Pietro, il Santo Padre presiede la celebrazione inaugurale dell’anno accademico, un momento solenne con università e istituzioni pontificie.

Basilica di San Pietro di notte
123RF
Vista notturna della Basilica di San Pietro

Si passa, quindi, a giovedì 30 che si apre con il Congresso “Costellazioni educative – Un patto con il futuro” all’Auditorium Conciliazione per un confronto sui diritti all’educazione e le nuove frontiere tecnologiche. Nello stesso giorno, alle 10, Leone XIV incontra gli studenti nell’Aula Paolo VI mentre la Chiesa di San Lorenzo in Piscibus ospita “La Scuola del Cuore”, percorsi spirituali tra culture e arte.

Venerdì 31, l’incontro con gli educatori in Aula Paolo VI (10:30) culmina nel passaggio della Porta Santa. Infine, sabato 1° novembre, alle 10, il Papa celebra l’Eucaristia per il mondo educativo in San Pietro in un ideale abbraccio finale di speranza.

Gli altri appuntamenti giubilari di ottobre

Dalla mostra immersiva al Villaggio della Salute

Ottobre vede anche in calendario molti eventi patrocinati, come la MEI Experience Room a Santo Spirito in Sassia (10-18, ingresso libero)  che permette ai visitatori di vivere un omaggio ai missionari italiani che accompagnarono gli emigranti nel mondo. Questa mostra immersiva, realizzata dalla Fondazione Museo dell’Emigrazione Italiana e Fondazione Migrantes, ripercorre le prime missioni e l’attualità delle Missioni Cattoliche, con un sguardo globale.

Il 3 ottobre, poi, è in programma il Pellegrinaggio del sostegno a distanza che apre con testimonianze e buone pratiche al Nuovo Teatro San Paolo. A seguire, è previsto il passaggio della Porta Santa e la Messa in San Paolo (16:00-18:00).Le associazioni aderenti proseguiranno poi con eventi locali per diffondere i valori di solidarietà.

E ancora, il 5 ottobre, Piazza Risorgimento ospita il Villaggio della Salute (dalle 9:30 alle 17:30), spazio allestito per visite gratuite in dermatologia, diabetologia, mammografia, genetica oncologica, medicina vascolare, nutrizione e vaccinazione contro l’Herpes Zoster.

Piazza San Pietro dall'alto
Il vaticano dalla cupola della Basilica di San Pietro

Riflessione a teatro e altri eventi del mese

L’11 e il 12 ottobre, la Sala Gildea alla Scala Santa ospita In nome della madre, monologo di Erri De Luca, interpretato da Galatea Ranzi per la regia di Gianluca Barbadori). Narrato dalla voce di Maria, il testo esplora la maternità coraggiosa di Miriàm, tra annunciazione e nascita, con un focus umano e poetico. Patrocinato da Donne Chiesa Mondo, l’incasso di una serata sostiene associazioni femminili, unendo Giubileo Mariano e sensibilità sociale.

Dal 16 al 19 ottobre, il TH Carpegna Palace accoglie il IX Congresso Mondiale del Turismo (“Turismo porta dell’Evangelizzazione”), organizzato dal Dicastero per l’Evangelizzazione. Il programma include lavori congressuali, visite guidate e il pellegrinaggio alla Porta Santa. Inoltre, in occasione dei 190 anni di relazioni Colombia-Santa Sede, dal 17 ottobre, la Pontificia Università Gregoriana presenta La promessa pellegrina, mostra di Juliana Ríos sulla processione della Vergine dei Rimedi di Riohacha.

Il mese si avvia alla conclusione  con la giornata studio dedicata ai 1700 anni dal Concilio di Nicea: l’appuntamento da segnare è il 24 ottobre al Pontificio Istituto di Archeologia. Infine, dal 31 ottobre al 2 novembre, l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum organizza per la sua Community Alumniuna tre giorni interamente dedicata al Giubileo.

Le biblioteche più belle di Roma da visitare gratuitamente

Quando si programma di visitare una città, soprattutto se si tratta della prima volta, ci sono inevitabilmente delle ‘tappe obbligate’. E gli itinerari culturali più battuti, di solito comprendono  monumenti, attrazioni, musei, quartieri caratteristici, parchi e giardini, punti panoramici. Luoghi che, senza subbio, meritano di essere visitati per apprezzare storia e abitudini di una comunità. Tuttavia non sono gli unici e tra le destinazioni spesso poco considerate, eppure egualmente prestigiose, vi sono le biblioteche.

Non si tratta, infatti, solo di archivi destinati a conservare libri ma in molti casi sono veri e propri gioielli architettonici, insospettabili scrigni d’arte sparsi per la città. E Roma ospita svariate biblioteche, molte visitabili gratuitamente, nelle quali – tra una pagina l’altra – alzare il naso all’insù permette di apprezzare sale di pregio, trasformando la lettura in un’esperienza artistica a tutto tondo.

Ecco, allora, una piccola selezione di biblioteche a ingresso gratuito per un itinerario fuori dai tracciati più calpestati e, quindi, lontano dalla folla (aspetto che, soprattutto in tempi di Giubileo 2025, è assai gradito). Angoli da scoprire che incarnano lo spirito autentico della capitale intriso di cultura, storia e bellezza. Ognuna delle seguenti biblioteche, con il suo stile architettonico specifico e la sua collezione unica, diventa una stanza del cuore cittadino da visitare con lentezza e rispetto.

La Biblioteca Angelica, la prima biblioteca pubblica del vecchio continente

A pochi passi da Piazza Navona sorge la Biblioteca Angelica, la cui fondazione risale al 1604. A farla erigere fu il vescovo agostiniano Angelo Rocca ed è la più antica biblioteca pubblica d’Europa. Un primato che, senza dubbio, rende quest’istituzione un caposaldo della cultura nel vecchio continente. Progettata da Luigi Vanvitelli nel 1765, la sala monumentale sostituì il disegno di Borromini, accogliendo gli studiosi dal 1786, quando fu completato il catalogo dei volumi.

Intitolata proprio al suo ideatore – erudito e collezionista – fu aperta con un fondo originario di 20.000 volumi donati al convento di Sant’Agostino e arricchiti, nel corso del tempo, da manoscritti e incunaboli di nobili e mecenati.

Fin dalla progettazione iniziale, il vescovo Rocca volle un’istituzione aperta a tutti, dotata di rendite e con un regolamento preciso. Da subito, la Biblioteca attirò studiosi da ogni dove e fu beneficiaria di lasciti prestigiosi come i 3.500 volumi di Lucas Holstenius nel 1661, ricchi di opere geografiche annotate.

Quindi, nel XVIII secolo, l’Angelica fu tra le poche istituzioni culturali autorizzata a conservare libri proibiti, come la raccolta di Enrico Noris. E con l’acquisto del fondo librario appartenuto al cardinale Domenico Passionei, nel 1762, raddoppiò il patrimonio con testi sulla Riforma, manoscritti e incunaboli. Sopravvissuta all’occupazione francese e alla Repubblica Romana del 1849, passò allo Stato italiano nel 1873, sotto il Ministero della Cultura dal 1975.

Come arrivare: è raggiungibile con la Metro A (Spagna); in alternativa si possono prendere i bus 70 e 81.

La Biblioteca Casanatense, un gioiello barocco

La seconda tappa dell’itinerario che vi proponiamo per questo viaggio culturale conduce alla Biblioteca Casanatense, nei pressi del Pantheon. La biblioteca fu fondata nel 1701 dal cardinale Girolamo Casanate e donata ai domenicani di Santa Maria sopra Minerva. Vanta una collezione di 25.000 volumi, tra manoscritti, incunaboli e opere rare che riflettono, nel complesso, l’universalità del sapere barocco. Con testi di teologia, diritto, filosofia, medicina e lingue orientali.

Di particolare pregio è il Salone Monumentale, progettato da Antonio Maria Borioni e ampliato nel 1725l. Lungo 60 metri e con ben 60.000 volumi su scaffalature lignee, è un capolavoro di architettura moderna, visitato da papa Benedetto XIII nel 1729. Passata allo Stato italiano nel 1873, dopo la soppressione delle corporazioni religiose, la Casanatense divenne autonoma nel 1884, separandosi dalla Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele II.

Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, direttori come Luigi De Gregori modernizzarono l’intero istituto, con sale lettura dalle vetrate Liberty e una scala d’accesso situata al civico 52 di Via Sant’Ignazio. Oggi, con sale cataloghi e studio, è una biblioteca statale che accoglie studiosi e visitatori.

Come arrivare: è raggiungibile con la Metro A (Spagna); in alternativa si può optare per il bus 70.

La Biblioteca Vallicelliana e il Salone Borromini

La Biblioteca Vallicelliana è ospitata nel complesso barocco dell’Oratorio dei Filippini. Fondata nel 1581, custodisce oltre 130.000 libri antichi e quasi 3.000 manoscritti in latino, greco e orientale tra cui spiccano pregiate rarità come una Bibbia del IX secolo. Cuore della struttura è lo scenografico Salone Borromini progettato da Francesco Borromini nel 1644 presso la Chiesa Nuova. SI tratta di un maestoso spazio rettangolare, ampliato nel 1667 da Camillo Arcucci, che incanta con il soffitto a cassettoni in stucco travertino e la pavimentazione in cotto bicromo.

Le 16 finestre, affacciate su Piazza della Chiesa Nuova, inondano di luce le scaffalature in noce, che ospitano 28.000 volumi dal XVI al XIX secolo. Decorato con tele allegoriche di Romanelli e Baldi, il Salone vanta paraste corinzie, scale a chiocciola nascoste e cartigli dorati che organizzano i testi per materia. L’Opus Architectonicum, redatto da Borromini e Virgilio Spada, ne documenta la storia. Il Salone, restaurato nel 2015-2016, è quindi arricchito da un busto di San Filippo Neri, un rilievo di Cesare Baronio e due globi del XVI secolo.

Come arrivare: è raggiungibile con la Metro A (Spagna) oppure prendendo la linea di bus numero 64.

La Bibliotheca Hertziana, un secolo di arte al Pincio

Palazzo Zuccari a Roma
123RF
Entrata di Palazzo Zuccari a Roma, sede della Bibliotheca Hertziana

Sul Pincio, proprio sopra la celebre scalinata di Piazza di Spagna, la Bibliotheca Hertziana, fondata nel 1913 da Henriette Hertz, è una risorsa preziosa per studiosi e appassionati di storia dell’arte italiana. Nata nel 1904 dalla visione cosmopolita della collezionista, che con lo storico Ernst Steinmann plasmò una biblioteca dedicata all’arte romana, si stabilì a Palazzo Zuccari.

Affiliata alla Kaiser-Wilhelm-Gesellschaft nel 1912, fu confiscata durante la Prima Guerra Mondiale e chiusa sotto il nazismo. Riaperta nel 1953 come parte della Società Max Planck, si è consolidata sotto direttori come Wolfgang Lotz, focalizzandosi su architettura e pittura barocca, con studi su Caravaggio e il disegno architettonico. Nel 2013, il nuovo edificio, progettato da Juan Navarro Baldeweg, ha celebrato un secolo di ricerca, inaugurato alla presenza di autorità tedesche e italiane. Oggi, la Hertziana è un centro di eccellenza, con una biblioteca che custodisce testi rari e un’attenzione alla pittura bolognese e romana.

Come arrivare: è raggiungibile sia con la Metro A (Spagna) sia con il bus 117.

La Biblioteca Nazionale Centrale, un tempio di cultura

Inaugurata il 14 marzo 1876 e aperta al pubblico il 1° aprile, la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, intitolata a Vittorio Emanuele II, è la più grande d’Italia. Nata per documentare la cultura italiana, raccolse i fondi della Biblioteca Major dei Gesuiti e di 69 biblioteche conventuali, confiscate nel 1873. Inizialmente ospitata nel cinquecentesco Collegio Romano, progettato da Giuseppe Valeriano, l’edificio si rivelò presto inadeguato per il crescente numero di volumi. Così, nel 1975, fu concepita una nuova sede al Castro Pretorio, firmata da Mario Castellazzi, Tullio Dell’Anese e Annibale Vitellozzi.

Articolata in quattro corpi, include depositi, uffici, sale lettura e una collezione d’arte contemporanea con opere di Consagra e Capogrossi. Spazi900, aperto nel 2015, celebra poi autori come Elsa Morante e Pier Paolo Pasolini con manoscritti e arredi originali. E ancora: una galleria multimediale racconta la storia della biblioteca, mentre i giardini ospitano una cavea per spettacoli. Come arrivare: è raggiungibile con la Metro B (Castro Pretorio) o prendendo il bus 75.

Biblioteca Nazionale Centrale Roma
123RF
10 La Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, visitabile gratuitamente

Giubileo 2025, gli eventi del mese di settembre

Mentre le temperature si fanno sempre più tiepide e le vacanze, ahinoi, sono per i più alle spalle (almeno per chi se le è potute permettere), si comincia a pensare all’autunno. E settembre suona un po’ come l’inizio di un nuovo anno. Carico di propositi, idee, ripartenze per cominciare con slancio la stagione in arrivo. Così, dopo la pausa estiva di agosto, anche il calendario del Giubileo 2025 torna ad affollarsi di eventi e di appuntamenti ufficiali destinati a riempire Roma e Piazza San Pietro per vivere collettivamente lo spirito dell’Anno Santo.

L’agenda giubilare si era, infatti, ‘chiusa’ con il grande Giubileo dei Giovani che tra fine luglio e inizio agosto ha visto una folla di ragazzi accorrere nella capitale partecipando al grande raduno di Tor Vergata. Durante la veglia, Papa Leone XIV ha rivolto alla folla parole di speranza e di riflessione sul presente e sul futuro, invitando a coltivare relazioni autentiche in tempi dominati da mezzi di comunicazione che rischiano di falsare i rapporti.

Tra i passaggi più importanti di cui fare tesoro, come riporta il sito ufficiale del Vaticano nella sezione dedicata ai discorsi dei pontefici: “Questi strumenti risultano però ambigui quando sono dominati da logiche commerciali e da interessi che spezzano le nostre relazioni in mille intermittenze. A proposito, Papa Francesco ricordava che talvolta i ‘meccanismi della comunicazione, della pubblicità e delle reti sociali possono essere utilizzati per farci diventare soggetti addormentati, dipendenti dal consumo’ (Christus vivit, 105)”.

“Allora – prosegue il Pontefice – e le nostre relazioni diventano confuse, sospese o instabili. Inoltre, come sapete, oggi ci sono algoritmi che ci dicono quello che dobbiamo vedere, quello che dobbiamo pensare, e quali dovrebbero essere i nostri amici. E allora le nostre relazioni diventano confuse, a volte ansiose. È che quando lo strumento domina sull’uomo, l’uomo diventa uno strumento: sì, strumento di mercato, merce a sua volta. Solo relazioni sincere e legami stabili fanno crescere storie di vita buona […] Cari giovani, vogliatevi bene tra di voi! Volersi bene in Cristo. Saper vedere Gesù negli altri. L’amicizia può veramente cambiare il mondo. L’amicizia è una strada verso la pace”.

I Grandi Eventi giubilari di settembre 2025

Con queste parole vive nella mente, si apre quindi una nuova pagina di questo Giubileo che si prepara agli ultimi, intensi, mesi. Il calendario ufficiale dei Grandi Eventi riparte, dunque, nella seconda settimana di settembre con la celebrazione del 1700° Anniversario del Concilio di Nicea (325 – 2025) e la terza edizione dell’incontro World Meeting on Human Fraternity (12 e 13 settembre). Quest’ultimo in particolare, promosso dalla Basilica di San Pietro, è un evento internazionale che mira a promuovere la fraternità in un’epoca di conflitti e crisi.

Il meeting, moderato da Matteo Bruni, vede il cardinale Mauro Gambetti e padre Francesco Occhetta sj proporre la fraternità come chiave per un nuovo ordine sociale. Momento clou in Piazza San Pietro sarà il grande concerto conclusivo con protagonisti Andrea Bocelli e Pharrell Williams (sarà trasmesso anche in streaming). A seguire, nello stesso weekend, l’agenda giubilare vede la Commemorazione dei Nuovi Martiri e Testimoni della Fede (14 settembre) e il Giubileo della Consolazione (15 settembre). Vediamo tutto nei dettagli.

14 e 15 settembre: Commemorazione dei Nuovi Martiri e Testimoni della Fede e Giubileo della Consolazione

Domenica 14 settembre Roma rende omaggio ai Nuovi Martiri – Testimoni della Fede con una celebrazione ecumenica alle 17:00 nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, presieduta da Papa Leone XIV. L’evento ricorda cristiani di ogni confessione che hanno sacrificato la vita per il Vangelo, incarnando la speranza del motto Spes non confundit. A istituire la Commissione dei Nuovi Martiri presso il Dicastero delle Cause dei Santi è stato Papa Francesco, con una lettera del 3 luglio 2023.

San Pietro Roma
123RF
Interno della Basilica di San Pietro. sede di molti eventi del Giubileo 2025

I martiri, “frutti eccellenti della vigna del Signore”, includono vescovi, sacerdoti, laici e famiglie che, in contesti di rischio, hanno offerto la loro vita per la fede, la carità e la pace. Questa iniziativa, che non modifica i criteri canonici del martirio, raccoglierà testimonianze storiche di cristiani uccisi per la loro fede, come coloro che partecipano all’Eucaristia o aiutano i poveri nonostante i pericoli. Impegno della Commissione è collaborare con Chiese particolari e realtà cristiane per preservare la memoria di questi “militi ignoti”.

Nella giornata successiva è, invece, programmato il Giubileo della Consolazione dedicato a coloro che vivono un momento di “dolore e afflizione” per varie ragioni: malattia, lutto, violenza o abusi subiti. Secondo il calendario ufficiale, lunedì 15 settembre è previsto (dalle ore 8:00 alle ore 12:00) il pellegrinaggio alla Porta Santa con la possibilità di confessarsi in una delle chiese giubilari. A seguire, dalle ore 17:00, la Basilica di San Pietro ospiterà una veglia di preghiera guidata dal Santo Padre dal titolo “Ridare speranza, asciugando le lacrime”.

20 settembre: Giubileo degli Operatori di Giustizia

Si passa, quindi, al weekend successivo quando, nella giornata di domenica 20 settembre, è in programma il Giubileo degli Operatori di Giustizia. L’appuntamento giubilare si rivolge in particolar modo a coloro (famigliari compresi) che lavorano nel mondo della giustizia – sia laica, sia canonica sia ecclesiastica – come magistrati, pubblici ministeri, avvocatori, giudici e altri operatori del diritto. L’evento si apre alle ore 7:30 con la possibilità di accedere all’Aula Paolo VI (dall’ingresso Petriano in Piazza Sant’Uffizio) per ricevere il Sacramento della Riconciliazione (dalle ore 9:00 alle 10:30).

Quindi, dalle 10:30 alle 11:00, è previsto un intervento introduttivo di S.E.R. Monsignor Rino Fisichella con la successiva lectio magistralis di Monsignor Juan Ignacio Arrieta sul tema “Iustitia Imago Dei: l’operatore di giustizia, strumento di speranza”. Presente anche Papa Leone XIV che presiederà alle 12:00 l’Udienza. A chiudere la giornata, dalle 13:00 alle 18:00, il pellegrinaggio alla Porta Santa della Basilica di San Pietro.

26 – 28 settembre: Giubileo dei Catechisti

Chiude il mese di settembre il Giubileo dei Catechisti, per tutti i formatori spirituali e le loro famiglie. Venerdì 26 settembre (dalle 8:00 alle 17:00) è previsto il pellegrinaggio alla Porta Santa con possibilità di confessione nelle chiese giubilari mentre, dalle 18:30 alle 19:30, Piazza San Giovanni diventerà il cuore dell’evento con il benvenuto da parte della Diocesi di Roma a tutti i catechisti partecipanti.

Basilica San Giovanni Roma
123RF
Facciata della Basilica di San Giovanni al Laterano

Nella giornata di sabato, poi, gli appuntamenti cominciano alle ore 14:00 con il pellegrinaggio alla Porta Santa e una nuova sessione di confessioni. Quindi, dalle 16:30, diverse chiese giubilari ospiteranno incontri di catechesi suddivisi per lingua. Chiude l’evento la Santa Messa presieduta da Papa Leone XIV in Piazza San Pietro (ingresso gratuito, senza necessità di alcun biglietto), con l’istituzione di alcuni nuovi catechisti.

Gli altri eventi ufficiali del mese da non perdere

Il mese di settembre, oltre ai Grandi Eventi che abbiamo indicato, è fitto di appuntamenti che rendono il programma ufficiale particolarmente denso di eventi patrocinati. Tra questi, l’incontro (12 settembre) presso l’Auditorium San Fedele di Montone, in provincia di Perugia, con relatore Andrea Czortek dedicato a “I personaggi francescani dell’Alta Valle del Tevere e di Montone nel periodo che va dalle origini (inizi sec. XIII) alla prima metà del XVIII”.

O ancora, il Giubileo delle Realtà della Divina Misericordia presenti in Italia (14 e 15 settembre) e il Concerto della Pace ‘Sound of Peace’ in Piazza Pio XII. Quindi, dal 25 settembre l’Antico Ospedale di Santo Spirito in Sassia ospita il World Tourism Event 2025 mentre il 26 settembre viene inaugurata a Firenze una mostra dedicata al Beato Angelico. Ospitata presso Palazzo Strozzi e il Museo di San Marco fino al 26 Gennaio 2025, l’esposizione fa parte del programma culturale ufficiale delle celebrazioni del Giubileo.

Itinerario alla scoperta del quartiere romano di Testaccio

Visitare Roma senza passare per Testaccio è come sfogliare un libro saltando il suo capitolo più sentito e autentico. Snodo fondamentale per apprezzare pienamente il sapore della Città Eterna, questo rione – centralissimo e, quindi, facile da raggiungere – è, però, spesso trascurato dagli itinerari turistici. Eppure, si tratta di un vero e proprio gioiello di romanità, con la sua storia e le sue tradizioni.

Nato come quartiere operaio vicino al Porto fluviale, Testaccio pulsa di vita vera e incarna l’anima della città. Qui, tra vicoli che profumano di cucina casereccia e negozi con insegne di marmo, si respira una Roma lontana dai riflettori turistici. Piazza Testaccio, con la sua Fontana delle Anfore, è il cuore del rione: al mattino, tra le chiacchiere dei romani doc, si può cogliegliere uno spaccato di vita unico, introvabile altrove. Nel Giubileo 2025, Testaccio si rivela una tappa imperdibile per chi cerca l’essenza della Capitale.

Dalla Piramide di Caio Cestio al Cimitero Acattolico, dal Monte dei Cocci al all’Ex Mattatoio, il rione Testaccio mescola storia antica e arte contemporanea. Facile lasciarsi incantare dalla genuinità di un quartiere che vive con orgoglio la sua identità. Imperdibile, poi, una sosta al Nuovo Mercato per assaporare specialità locali, magari una fetta di pizza romana. Perché Testaccio non è solo un luogo, ma un’esperienza che vi farà innamorare ancora di più di Roma, passo dopo passo.

A partire dal suo nome che proviene dal latino mons Testaceus, ovvero ‘Monte dei Cocci’, una collina artificiale alta circa 35 metri costituita da milioni di frammenti di anfore scaricate nei secoli sull’antico porto dell’Emporium, simbolo della Roma degli scambi e del commercio fluviale. Ecco, allora, le tappe da non perdere per scoprire il meglio del rione romano.

La Piramide Cestia e il Cimitero Acattolico

Il percorso si apre con la suggestiva Piramide di Caio Cestiom che svetta come un unicum a Roma. È, infatti, il solo monumento superstite di una serie risalente al I secolo a.C., quando fu eretta su ispirazione della conquista dell’Egitto avvenuta nel 31 a.C.. Costruita tra il 18 e il 12 a.C. per il politico romano Caio Cestio, membro degli epuloni, questa tomba alta 36,4 metri, con base quadrata di 29,5 metri, prese forma in soli 330 giorni.

Inserita, quindi, nelle Mura Aureliane durante il III secolo, la piramide in marmo lunense custodisce una camera sepolcrale di 23 mq, murata secondo l’usanza egizia. Gli affreschi interni, restaurati nel 2001 dalla Soprintendenza Archeologica, mostrano ninfe, vasi lustrali e Vittorie alate, con tracce di un’apoteosi perduta. Come spiega il Ministero della Cultura, la tomba fu violata nel Medioevo perdendo l’urna cineraria ma per il resto conserva intatto, a secoli di distanza, tutto il suo fascino antico.

Statua nel cimitero acattolico a Testaccio
123RF
Il Cimitero Acattolico di Testaccio, dove riposano molti artisti

Subito accanto alla Piramide, si entra nel Cimitero Acattolico, un’oasi verde e silenziosa che racconta storie di viaggiatori, poeti e artisti. “Un luogo meraviglioso, messaggero di pietra” e “uno spazio aperto tra le rovine scrivevano nientemeno che Edward Percival Forster e Percy Shelley a proposito di questo spazio raccolto a Testaccio. Nato nel 1716 con il permesso di Papa Clemente XI per la Corte Stuart in esilio, è noto come Cimitero degli Inglesi o degli Artisti e Poeti ed è tra i più antichi d’Europa ancora in uso.

Qui riposano circa 4.000 anime, tra le quali spiccano poeti come John Keats e lo stesso Shelley  ma anche figure italiane di rilievo come Antonio Gramsci, Carlo Emilio Gadda e Arnoldo Foà, tutte di fedi diverse, dall’Islam al Buddismo. Tra i personaggi illustri sepolti più recentemente – per la limitatezza degli spazi, la sepoltura oggi è concessa solo in rarissimi casi di comprovata eccezionalità – vi sono Andrea Camilleri e l’ex presidente Giorgio Napolitano.

Gli spazi dell’Ex Mattatoio

Proseguendo con l’itinerario, si raggiunge l’ex Mattatoio che oggi ospita mostre, installazioni e performance di arte contemporanea in un dialogo affascinante con l’architettura industriale che regala un contrasto che ben rappresenta lo spirito creativo del quartiere. La struttura originale risale alla fine dell’Ottocento e fu progettata da Gioacchino Ersoch tra il 1888 e il 1891. Ristrutturato tra il 2006 e il 2010, il complesso ha visto il recupero dei padiglioni per i serbatoi d’acqua, la macellazione dei suini e la Pelanda, oggi fulcro di ricerca artistica.

Dal 2018, l’Azienda Speciale Palaexpo gestisce gran parte del sito che comprende anche i padiglioni 9A e 9B, assegnati al MACRO nel 2002. Oltre a questi, nell’ex Mattatoio si trova la  Pelanda, un’area di 5.000 mq con una suggestiva navata e una ciminiera troncoconica, che conserva elementi industriali come le “Gallerie delle Vasche”. Le sue grandi vetrate e la modularità degli spazi la rendono ideale per eventi danza, musica e laboratori sperimentali, offrendo agli artisti residenze creative. Infine, i Rimessini, un tempo stalle per animali, sono stati oggetto di lunghi lavori per diventare spazi dedicati alla ristorazione.

Ex Mattatoio di Roma, rione Testaccio
123RF
L’esterno dell’Ex Mattatoio nel rione Testaccio a Roma, oggi sede di mostre ed eventi

La collina dei cocci (Monte Testaccio)

A pochi passi, sorge quindi la collina dei cocci, un monte artificiale (alto 54 metri e con una circonferenza di un chilometro) fatto interamente di frammenti di anfore romane, testimonianza straordinaria dell’attività portuale dell’antica Roma. Nato tra l’età augustea e il III secolo d.C. come discarica di anfore olearie, soprattutto dalla Betica, questo cumulo di testae racconta, oggi come ieri, la floridità dei commerci romani.

I frammenti, accatastati con calce per igiene e stabilità, conservano marchi di fabbrica e tituli picti, che riportano dettagli su esportatori e contenuti, offrendo una preziosa testimonianza storica. Due stradelle e una rampa facilitavano il trasporto dei cocci, rendendo il monte un archivio a cielo aperto dell’economia imperiale. Dal Medioevo, cessata la funzione di discarica, Monte Testaccio divenne teatro di feste popolari, dal ludus Testacie, simile a una corrida, alle ottocentesche “ottobrate romane” per celebrare la vendemmia.

Oggi, le grotte scavate alla base, un tempo cantine e stalle, ospitano ristoranti e locali che animano la vita notturna di Testaccio. Visitabile solo con prenotazione obbligatoria, il monte accoglie gruppi (max 30 persone) e singoli secondo un calendario specifico. Si consigliano scarpe comode!

Il Nuovo Mercato e la sua area archeologica

Scendendo verso il cuore del quartiere ci si può immergere nei profumi e nei sapori del mercato coperto, con i suoi banchi di prodotti freschi, specialità romane, street food goloso e piccoli locali per uno spuntino tipico. Il Nuovo Mercato è un’esplosione di colori, sapori e romanità che va oltre il solo cibo: qui, infatti, si possono trovare abbigliamento, calzature e articoli per la casa, perfetti per ogni gusto e budget.

Il mercato coperto di Testaccio
123RF
Il Nuovo Mercato coperto dello storico quartiere Testaccio

La struttura, firmata dall’architetto Marco Rietti, è un capolavoro minimalista: linee pulite, pannelli trasparenti e un design aperto che richiama i mercati di piazza romani, lasciando filtrare luce e aria. I colori delle merci e il viavai di persone creano un contrasto vivace con il bianco dell’architettura, rendendo il mercato un luogo di incontro e scoperta.

Sotto i banchi, poi, sorge un’area archeologica (attualmente in restauro) che racconta la storia del porto fluviale di Testaccio, dove anfore cariche di merci segnavano l’antica Roma. Durante gli Open Day, è possibile effetuare visite guidate gratuite di 45 minuti, condotte da archeologi per gruppi di massimo 20 persone (verificare i dettagli sul sito ufficiale). Raggiungibile con la Metro B (Piramide) o i bus 83 e 170, è una tappa da non perdere nel cuore di Roma.

Piazza Testaccio e Fontana delle Anfore

La passeggiata alla scoperta del rione Testaccio si conclude nella vivace piazza principale (un tempo Piazza Mastro Giorgio), dominata dalla Fontana delle Anfore, simbolo del quartiere. Tra i Luoghi del FAI, la piazza accoglie la celebre fontana in travertino, con un pinnacolo di anfore, progettata da Pietro Lombardi nel 1927 dopo un concorso indetto dal Comune di Roma. Le sue quattro vasche, ornate da stemmi e bassorilievi, zampillano grazie a un moderno impianto idraulico e a 45 ugelli, illuminati dal 2015.

Fontana delle Anfore a Roma
123RF
La Fontana delle Anfore nel cuore di Piazza Testaccio a Roma

Inaugurata nel 1927, fu spostata nel 1935 a Piazza dell’Emporio, ma nel 2015 – dopo un rigoroso restauro che ha ricollocato 350 blocchi – è tornata al centro del rione. Oggi, Piazza Testaccio vibra di vita, tra caffè, aperitivi e chiacchiere, luogo ideale a conclusione dell’itinerario.

Giubileo 2025, gli eventi ufficiali del mese di agosto

Agosto, periodo di vacanze e ferie per chi si può permettere di staccare per qualche settimana, o anche solo per qualche giorno, dal lavoro. Così, anche il calendario ufficiale del Giubileo 2025 si prende una pausa per riprendere con un fitto programma di grandi eventi il prossimo settembre. Questo, naturalmente, non significa che non si possa vivere lo spirito dell’Anno Santo anche nelle settimane agostane, anzi il mese più caldo dell’anno si apre proprio con l’energia dei Giovani, protagonisti a Roma fino al 3 agosto.

La città, ancora vibrante di pellegrini, invita dunque a vivere anche il tempo del relax dedicandosi alla riflessione e alla preghiera. Secondo le intenzioni con cui lo stesso Papa Leone XIV ha salutato, a sorpresa, i fedeli in Piazza San Pietro lo scorso 29 luglio dopo la Messa presieduta da S.E.R. Monsignor Rino Fisichella. «il mondo ha bisogno di messaggi di speranza; voi siete questo messaggio, e dovete continuare a dare speranza a tutti».

«Speriamo che tutti voi siate sempre segni di speranza nel mondo! – ha proseguito, a braccio. – Nei prossimi giorni avrete l’opportunità di essere una forza che può portare la grazia di Dio, un messaggio di speranza, una luce alla città di Roma, all’Italia e a tutto il mondo. Camminiamo insieme con la nostra fede in Gesù Cristo. E il nostro grido deve essere anche per la pace nel mondo. Diciamo tutti: “Vogliamo la pace nel mondo!”. Preghiamo per la pace e siamo testimoni della pace di Gesù Cristo, di riconciliazione, di questa luce del mondo che tutti stiamo cercando».

Piazza San Pietro con fedeli
123RF
Folla in piazza San Pietro, in occasione del Giubileo

Seguendo, dunque, questo auspicio, in assenza di grandi eventi, agosto è il momento ideale per immergersi individualmente nella spiritualità giubilare, attraversando per esempio le Porte Sante delle quattro basiliche papali: San Pietro, San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore e San Paolo fuori le Mura. E ancora, perché no, i pellegrini possono seguire i cammini giubilari, come il Pellegrinaggio delle Sette Chiese, tra vicoli e piazze che sussurrano storia. Un invito a rallentare mantenendosi sul sentiero della fede.

Il Giubileo dei Giovani inaugura il mese di agosto

Il programma del 2 e 3 agosto

Come  detto, i primi giorni di agosto vedono Roma affollata di ragazzi in pellegrinaggio nella capitale per partecipare al Giubileo dei Giovani, evento straordinario che dal 28 luglio al 3 agosto vede confluire nella Città Eterna fedeli da ben 146 paesi. E i numeri sono da capogiro: secondo i primi dati diffusi, infatti, sono stati nientemeno che 120mila i ragazzi che hanno assistito alla celebrazione di benvenuto in Piazza San Pietro. Il programma è proseguito con due giornate dedicate ai Dialoghi con la città, con oltre 70 eventi culturali, artistici e spirituali in luoghi come Trastevere e il Pincio. Con concerti, mostre e momenti di riflessione.

Venerdì 1° agosto, poi, il Circo Massimo ospita la Giornata Penitenziale (10:30-18:00), con oltre 1.000 sacerdoti disponibili per il Sacramento della Riconciliazione in dieci lingue per preparare i cuori alla veglia con Papa Leone XIV. Cuore dell’appuntamento è, però, il primo weekend del mese (2 e 3 agosto), quando Tor Vergata si riempirà di tutta l’energia in circolazione in città.  Sabato 2, i cancelli aprono alle 9:00, accogliendo – secondo le stime della vigilia – circa un milione di giovani.

Roma in estate
123RF
L’Arco di Costantino in una serata estiva

Qui, dalle 14:00 alle 20:00, il palco ospita musica e testimonianze. Alla conduzione, tra gli altri, Rudy Zerbi e Lorena Bianchetti e altri, con ospiti come Il Volo, Matt Maher, le christian band  The Sun e Reale, e il coro Hakuna Group Music. Segue, alle 20:30, la Veglia di Preghiera con Papa Leone XIV durante la quale tre giovani dialogheranno con il Pontefice su temi quali amicizia, coraggio e spiritualità. La notte si trascorre quindi in tende e sacchi a pelo, in un clima di fraternità mentre domenica 3, alle 9:00, è in programma la Messa conclusiva presieduta dal Papa chiude l’evento, lasciando un segno di speranza.

Come raggiungere Tor Vergata

Per agevolare una viabilità scorrevole nelle giornate conclusive del Giubileo dei Giovani, Roma Mobilità ha messo a punto un piano specifico per raggiungere Tor Vergata in tutta sicurezza. I percorsi pedonali principali (1 ARANCIONE, 2 VIOLA, 3 CELESTE), assistiti da volontari della Protezione Civile, con punti acqua e presidi sanitari, conducono ai varchi Archiginnasio, Passo Lombardo e CNR, con potenziamenti dei trasporti pubblici e stalli per bus turistici.

Per chi utilizza la Metro A, la stazione Anagnina collega al varco Passo Lombardo tramite il percorso VIOLA (5 km), che attraversa Via Vincenzo Giudice e Via Bernardino Alimena. Metro C, invece,  offre due opzioni: dalla stazione Giardinetti, il percorso ARANCIONE (3,5 km) segue Via dei Romanisti e Via della Sorbona fino al varco Archiginnasio; da Grotte Celoni, il percorso CELESTE (5 km) passa per Via del Torraccio e Via di Vermicino fino al varco CNR.

I treni regionali FL4 e FL6 fermano a Ciampino, da cui il percorso VERDE si unisce al VIOLA (7,5 km) via Via della Stazione di Ciampino.  Roma Mobilità informa anche che, per l’occasione, Metro A, B/B1 e C prolungano il servizio dalle 4:30 all’1:30, con corse potenziate sulla tratta San Giovanni-Grotte Celoni di Metro C. Le stazioni Torre Angela, Torrenova e Tor Vergata FS restano, invece, chiuse, e il 3 agosto l’ingresso a San Giovanni è limitato: i pellegrini da Metro C devono, quindi, proseguire a piedi fino a Termini.

Chiesa di Santa Maria Sopra Minerva
123RF
La chiesa di Santa Maria Sopra Minerva ospita le spoglie del beato Pier Giorgio Frassati, per la prima volta a Roma

Il corpo del beato Pier Giorgio Frassati esposto per la prima volta a Roma

In concomitanza con il grande evento per i giovani, a inizio agosto Roma accoglie per la prima volta il corpo incorrotto del beato Pier Giorgio Frassati, giovane torinese simbolo di fede e carità. Fino a lunedì 4 agosto, infatti, la basilica di Santa Maria sopra Minerva – a pochi passi dal Pantheon – ospita le spoglie che dal 1990 sono custodite nel Duomo di Torino, in vista della canonizzazione di Frassati prevista per il 7 settembre insieme a quella di Carlo Acutis.

L’esposizione, organizzata dalla Diocesi di Roma tramite l’Ufficio per la pastorale giovanile, ha avuto inizio lo scorso 26 luglio con una Messa solenne presieduta dal cardinale vicario Baldo Reina. La basilica domenicana, scrigno di arte e spiritualità, diventa per l’occasione luogo di catechesi, incontri e conferenze multilingue per far conoscere la vita di Frassati, “uomo delle Beatitudini”, esempio di gioia, giustizia sociale e dedizione ai poveri.

La sua testimonianza, che ha toccato cuori in tutto il mondo, risuona tra le navate di Santa Maria sopra Minerva, invitando i giovani a vivere la speranza del Giubileo. Il 4 agosto, una Messa alle 11:00, celebrata dall’arcivescovo di Sydney Anthony Fisher – che già portò Frassati alla GMG 2008 – chiuderà la venerazione, prima del ritorno della reliquia a Torino.

Colonnato San Pietro
123RF
Piazza San Pietro si prepara ad accogliere i pellegrini del Giubileo

Il Giubileo ad agosto: le Porte Sante e il Pellegrinaggio delle Sette Chiese

Quando, infine, gli eventi dell’Anno Santo entrano in pausa estiva, i pellegrini possono continuare a vivere l’Anno Santo in maniera personale. Intanto, resta comunque possibile attraversare le Porte Sante aperte tra fine 2024 e inizio 2025 delle quattro basiliche papali. Inoltre, un’esperienza unica è il Pellegrinaggio delle Sette Chiese, che segue il percorso di San Filippo Neri. Questo itinerario – che nel suo tracciato completo è lungo 20 km – tocca le basiliche di San Pietro, San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore, San Paolo fuori le Mura, San Lorenzo fuori le Mura, Santa Croce in Gerusalemme e San Sebastiano.

Tradizionalmente percorso a piedi in una giornata, richiede scarpe comode e una borraccia d’acqua, soprattutto sotto il sole di agosto. È un viaggio nella storia e nella fede, tra marmi antichi e silenzi sacri, che culmina con l’indulgenza plenaria. Agosto, con il suo ritmo più lento, è ideale per questo cammino, magari con qualche pausa relax per ristorarsi e godere appieno delle bellezze romane senza tempo.

I migliori musei al chiuso da visitare a Roma in estate

L’estate a Roma è un’esplosione di luce e colori, con il sole che accende i marmi antichi e il profumo delle fioriture che si mescola alla brezza del Tevere. Ma quando il termometro sale e la città si riempie di pellegrini (con il Giubileo 2025, poi, la capitale è meta privilegiata di migliaia di fedeli), i musei e i luoghi al chiuso diventano rifugi perfetti per chi cerca bellezza evitando il solleone. Del resto, la Città Eterna, offre un ventaglio di spazi culturali dove arte, storia e divertimento si intrecciano, regalando esperienze indimenticabili lontano dalla calura estiva.

E se, poi, si vuole fuggire anche dalla massa, la possibilità di scelta non manca con una serie di alternative da vivere anche con i più piccoli. Così, se piazze e strade si scaldano, i musei offrono un’oasi di frescura e riflessione. Dai Musei Vaticani, dove la Cappella Sistina incanta con gli affreschi di Michelangelo, ai Musei Capitolini, che custodiscono la Lupa e marmi millenari.

Ma, come si accennava, non mancano tesori nascosti, con proposte culturali per tutti i gusti e le età. Questi luoghi non sono solo una fuga dalla calura, ma un modo per vivere Roma in modo intimo, lontano dalla folla di Piazza di Spagna o del Colosseo. Per esplorare la città senza fretta e in totale relax: ecco, di seguito, dieci proposte alternative da scoprire nelle settimane più calde dell’anno.

Per chi cerca arte e archeologia in luoghi poco noti

Questi musei offrono esperienze artistiche e archeologiche raffinate, spesso lontane dalle folle, ideali per appassionati di storia e bellezza classica.

Palazzo Altemps – Museo Nazionale Romano

Si trova nel cuore di Campo Marzio, a due passi da Piazza Navona, ed è la sede del Museo Nazionale Romano. Il palazzo aristocratico risale al XV secolo e fu fatto costruire per volontà di Girolamo Riario, nipote di Sisto IV, da cui il cardinale Marco Sittico Altemps lo acquistò nel 1568. Ampliato e decorato con affreschi, iniziò presto a ospitare una straordinaria collezione di sculture antiche e una ricca biblioteca.

Passato agli Hardouin, divenne quindi bene dello Stato nel 1982 che lo restaurò facendone un museo completato nel 2006. Oggi, le sue sale accolgono capolavori di collezioni nobiliari come Altemps, Boncompagni Ludovisi e Mattei, oltre alla raccolta egizia e ai reperti di Evan Gorga. Il percorso, tra scale e corridoi affrescati, immerge i visitatori in un viaggio tra marmi antichi e storia.

Dove si trova: Via di Sant’Apollinare, 8
Orari: dal martedì alla domenica, dalle 9.30 alle 19.00 (ultimo ingresso alle 18.00)

Museo di scultura antica Giovanni Barracco

Situata vicino a Campo de’ Fiori, la ‘Farnesina ai Baullari’ ospita dal 1948 il Museo Barracco, un gioiello di arte antica. Nato dalla visione del barone Giovanni Barracco, che collaborò con esperti come Wolfgang Helbig e Ludwig Pollak, è un “museo della scultura antica comparata”. La collezione, donata al Comune di Roma nel 1902, spazia dall’arte egizia, con sfingi e teste di faraoni, a quella assira, cipriota, etrusca, greca e romana, fino a frammenti medievali. Capolavori come il genio alato di Nimrud e copie di Fidia e Policleto incantano i visitatori.

Dove si trova: Corso Vittorio Emanuele II, 168
Orari: dal martedì alla domenica, dalle 10.00 alle 18.00 (ultimo ingresso mezz’ora prima della chiusura)

ETRU – Museo Nazionale Etrusco

Villa Giulia a Roma
123RF
Cortile e arcata di Villa Giulia che ospita il Museo Nazionale Etrusco

Nel verde abbraccio di Roma, l’ETRU Museo Nazionale Etrusco trova casa nella splendida Villa Giulia, un gioiello rinascimentale voluto da papa Giulio III tra il 1550 e il 1555. Progettata da maestri come Vignola e Ammannati, con il tocco di Michelangelo e Vasari, la villa incanta con il suo Ninfeo, dove le fontane dell’Acquedotto Vergine sussurrano storie antiche. Gli affreschi di Prospero Fontana e Taddeo Zuccari danzano sulle pareti, celebrando un’epoca d’oro. Il museo, dedicato alla cultura etrusca, espone tesori di valore mondiale, spesso prestati per mostre internazionali.

Dove si trova: Piazzale di Villa Giulia, 9
Orari: dal martedì alla domenica, dalle 8.30 alle 19.30 (chiusura delle sale alle 19:00; ultimo ingresso ore 19:30)

Galleria Corsini – Galleria Nazionale di arte antica

La Galleria Corsini è l’unica quadreria settecentesca romana ancora intatta. Nel 1883, il principe Tommaso Corsini donò al Regno d’Italia il palazzo e la sua collezione, iniziata a Firenze dal marchese Bartolomeo (1622-1685) e ampliata a Roma da papa Clemente XII e dal cardinale Neri Maria Corsini. Capolavori di Caravaggio, Rubens, Guercino e maestri cinquecenteschi convivono con opere contemporanee all’epoca. Arricchita nel 1892 dal fondo Torlonia, la galleria divenne la prima Galleria Nazionale italiana. Nel 1984, le opere originarie tornarono a Palazzo Corsini, lasciando a Palazzo Barberini le aggiunte successive.

Dove si trova: via della Lungara, 10
Orari: dal martedì alla domenica, dalle 10.00 alle 19.00 (la biglietteria chiude alle 18.00)

Galleria Corsini a Roma
123RF
Particolare del soffitto della Galleria d’arte di Palazzo Corsini a Roma

Per famiglie e bambini curiosi

Questi spazi sono pensati o adattati per l’apprendimento interattivo, il gioco e la scoperta, ideali per famiglie con bambini e ragazzi.

Explora – Il museo dei bambini

Explora è un’avventura di 2.000 mq dove giocare, imparare e crescere. Perfetto per l’estate, offre esperienze interattive come fare la spesa, guidare un camion dei pompieri, fino a coltivare l’orto. Al primo piano, “PARI” esplora le pari opportunità, mentre “Economiamo” rende l’economia un divertimento. Il laboratorio “Tutti a bordo” invita a costruire barchette con materiali di recupero, navigando nella fontana di Explora. Un’esperienza creativa che unisce grandi e piccini.

Dove si trova: Via Flaminia 82
Orari: da martedì a domenica, dalle 10.00 alle 18.45 su turni; chiuso dall’11 al 22 agosto

GAMM – Game Museum

Dedicato alla storia del gaming, con sezioni interattive e VR, GAMM Game Museum è aperto sette giorni su sette e offre un’esperienza immersiva su 700 mq. Diviso in due livelli con tre aree tematiche, unisce tecnologia avanzata e pezzi unici per celebrare i videogiochi come arte. In particolare, il GAMM Dome, con il suo archivio digitale, raccoglie testimonianze di pionieri, documenti e interviste, raccontando l’evoluzione del medium.

Dove si trova: Via delle Terme di Diocleziano, 35/36
Orari: da domenica a giovedì, dalle 9.30 alle 19.30; venerdì e sabato, dalle 9.30 alle 23.30.

Explora Museo Roma
123RF
Il Museo Explora, meta perfetta per famiglie con bimbi in estate a Roma

Museo delle carrozze d’epoca

Sulla Via Ardeatina, il Museo delle carrozze di Roma incanta con oltre 300 esemplari, tra bighe di “Ben Hur” e “Il Gladiatore”, Berline, come quella della principessa Sissi, e Landaulet. La mostra permanente, patrocinata dagli Enti Pubblici, espone selle, finimenti di “Ombre Rosse”, corazze, elmi e giocattoli antichi su 3.000 mq. Un’oasi di storia e arte lontana dai tracciati più affollati.

Dove si trova: Via Andrea Millevoi, 693
Orari: dal martedì alla domenica, dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 19.00

Per chi ama percorsi alternativi e luoghi insoliti

Infine, tre musei che si trovano fuori dai circuiti turistici tradizionali e offrono prospettive originali sulla storia e sulla città.

Centrale Montemartini

Gli spazi della ex centrale termoelettrica del 1912 sono stati trasformati in museo nel 1997 dove l’archeologia incontra l’industria. Ospita sculture, mosaici e reperti romani dei Musei Capitolini, raccontando la Roma repubblicana e imperiale. Tra macchinari d’epoca e statue di templi, il percorso culmina con mosaici di dimore private. Al piano terra, mostre temporanee e le vetture del treno di Pio IX (1858) affascinano i visitatori.

Dove si trova: via Ostiense, 106
Orari: dal martedì alla domenica, dalle 9.00 alle 19.00

Museo delle Mura

A Porta San Sebastiano, lungo le Mura Aureliane, il Museo delle Mura offre un viaggio didattico nella Roma fortificata. Istituito nel 1989 e aperto nel 1990, il museo, dopo alterne vicende – dall’uso come studio di Ettore Muti (1941-43) ad alloggio per custodi – testimonia la storia delle mura con un percorso che include il cammino di ronda.

Dove si trova: Via di Porta San Sebastiano, 18
Orari: dal martedì alla domenica, dalle 10.00 alle 16.00 (ultimo ingresso un’ora prima della chiusura)

Museo di Roma in Trastevere

Nel suggestivo ex Monastero di Sant’Egidio, il Museo di Roma in Trastevere, un tempo dedicato al folklore romanesco, dal 2000 è un vivace laboratorio culturale. Con mostre di fotografia e arte contemporanea, come quelle curate da grandi firme, celebra Roma e l’arte internazionale. Attività didattiche, incontri e seminari animano il chiostro e le sale.

Dove si trova: Piazza Sant’Egidio 1/b
Orari: dal martedì alla domenica, dalle 10.00 alle 20.00

Giubileo 2025, gli eventi ufficiali del mese di luglio

Sono arrivate le settimane più caldo dell’anno e il mese di luglio accende Roma di un’energia unica grazie anche ai tanti appuntamenti previsti per il Giubileo 2025. L’Anno Santo che Papa Francesco ha inaugurato ufficialmente lo scorso 24 dicembre con l’apertura della Porta Santa di San Pietro, continua, infatti, a coinvolgere milioni di fedeli. E invita i pellegrini da ogni parte del mondo a vivere la città come nel segno del motto Spes non confundit.

Tempo di riconciliazione, riflessione e rinnovamento per antonomasia, il Giubileo è per i fedeli un momento di coinvolgimento particolarmente intenso. A partire dalla possibilità di attraversare le Porte Sante nelle quattro basiliche papali (San Pietro, San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore e San Paolo fuori le Mura) per ricevere l’indulgenza plenaria. Roma, culla della cristianità, regala davvero in un abbraccio globale in cui fede, cultura e comunità si incontrano.

E se il calendario ufficiale di giugno si è chiuso con il Giubileo dei Sacerdoti che ha riempito Piazza San Pietro per la Messa presieduta da Papa Leone XIV, culminata in ordinazioni presbiterali nella Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, luglio si apre con altrettanta vivacità. In particolare, la prima data in agenda è venerdì 4 luglio quando il Coro del Clare College dell’Università di Cambridge, diretto dal maestro Graham Ross, è atteso per un concerto celebrativo.

Giovanni Pierluigi da Palestrina: un concerto per celebrare i 500 anni dalla nascita

A ospitare l’evento è Santa Maria Maggiore in occasione del 500° anniversario della nascita di Giovanni Pierluigi da Palestrina (1525-1594), che proprio in questa basilica papale fu cantore. Considerato tra i più grandi compositori del Rinascimento e figura centrale della musica sacra del XVI secolo, Giovanni Pierluigi da Palestrina nacque vicino Roma e trascorse quasi tutta la sua vita nella capitale. La sua presenza è attestata già nel 1537 grazie a un documento che lo cita tra i giovani cantori della basilica dove anni dopo sarebbe diventato maestro di cappella.

Massimo esponente della cosiddetta Scuola Romana, il compositore fece carriera a Roma assumendo ruoli prestigiosi come quello di direttore della Cappella Giulia in Vaticano, grazie all’elezione di Papa Giulio IIII, suo protettore. Nel 1554 pubblicò il suo primo libro di messe, e poco dopo entrò nella prestigiosa Cappella Sistina dalla quale, tuttavia, fu poi costretto a dimettersi a causa delle rigide regole ecclesiastiche contro i cantori sposati.

Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma
123RF
Interno della Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma

Ma il percorso di Palestrina continuò ad altissimi livelli in altre basiliche della città così come presso nobili famiglie italiane. Tra queste, per esempio, quella degli Estensi a Ferrara e dei Gonzaga di Mantova. Svariate anche le composizioni di polifonia sacra che pubblicò durante la sua vita, a partire dalla Missa Papae Marcelli, che fu apprezzata dal clero anche per la sua aderenza alle direttive del Concilio di Trento. A ricordarne vita è opere – morì a Roma nel 1594 e fu sepolto nella Basilica di San Pietro con funerali solenni – è  oggi il Coro del Clare College, fondato nel 1972.

Composto da 30 voci miste, il coro universitario tra i migliori al mondo presenta un programma articolato. Questo comprende brani tratti da due Messe quaresimali, il Magnificat a cinque voci in secondo tono e il mottetto per tre cori Ad te levavi oculos meos. Completano il repertorio alcune composizioni di due contemporanei inglesi di Palestrina, Robert White e William Byrd.

Dopo questo primo appuntamento, i fedeli dovranno attendere la fine del mese per due i Grandi Eventi giubilari. Luglio si chiude, infatti, con il Giubileo dei Missionari Digitali e Influencer Cattolici (28-29 luglio), una novità che celebra l’evangelizzazione sui social, e il Giubileo dei Giovani (28 luglio-3 agosto), un’esplosione di musica, catechesi e incontri interculturali.

I Grandi Eventi giubilari nel mese di luglio

Il Giubileo dei Missionari Digitali e Influencer Cattolici

Nel cuore dell’anno giubilare, Roma chiama i Missionari Digitali e gli Influencer Cattolici a un evento unico il 28 e 29 luglio, un’occasione per portare la “Buona Novella” nel mondo digitale proprio come recita il motto Pellegrini di Speranza. Perché, secondo le intenzioni con cui è stato indetto l’Anno Santo, essere missionari di speranza oggi significa anche diffondere la luce del Vangelo attraverso social network, blog e app, trasformando vite con messaggi di amore e fede. In questo senso, il Giubileo 2025 è il primo dedicato all’evangelizzazione online, unendo formazione, celebrazione e ispirazione per chi usa il web come strumento di missione.

Il programma della due giorni di fine luglio è denso. Il 28 luglio, la giornata inizia alle 8:00 con la celebrazione eucaristica nella Chiesa di Santo Spirito in Sassia, per poi proseguire alle 9:30 con l’inaugurazione ufficiale presieduta dal cardinale Pietro Parolin presso l’Auditorium Via della Conciliazione. Qui si svolge l’intero primo giorno, con una serie di conferenze, tavole rotonde e gruppi di lavoro per riflettere sul futuro e sul ruolo della Chiesa nel mondo digitale. Tra gli interventi spiccano quello di Monsignor Lucio A Ruiz, di S.E. Rino Fisichella e di P. David McCallum SJ.

Pellegrini in piazza San Pietro
123RF
Fedeli in preghiera in Piazza San Pietro

Il giorno successivo, domenica 29 luglio, il ritrovo è in Piazza Pia – Via della Conciliazione alle 8:00 per il pellegrinaggio alla Porta Santa di San Pietro, un momento di riflessione spirituale imprescindibile. Quindi, alle 10:00, è prevista la celebrazione eucaristica in San Pietro a cui segue, nei Giardini Vaticani, la consacrazione della missione digitale a Maria. A pranzo si torna all’Auditorium per un incontro ecumenico e, alle 16, le vie della città ospitano un Rally missionario, strumento giocoso con cui condividere gioia tramite i social media. Infine, la serata si accende in Piazza Risorgimento che diventa il cuore di un evento tra musica e testimonianze di missione nel contesto digital.

Il Giubileo dei Giovani

A chiudere il mese di luglio, e insieme aprire agosto, sotto il cielo della Città Eterna ci pensa il Giubileo dei Giovani, i cui appuntamenti sono in programma dal 28 luglio al 3 agosto. Si tratta di un evento per il quale si prevede la presenza di centinaia di migliaia di fedeli e, proprio per questo, il Comune di Roma ha definito un piano straordinario di viabilità in modo da agevolare il raggiungimento delle varie location coinvolte.

La manifestazione prende il via il 29 luglio, alle 18:00, con Piazza San Pietro che si prepara ad accoglie i giovani per una Messa di benvenuto della Chiesa di Roma. Il 30 e 31 luglio sono, quindi, dedicate a eventi culturali, artistici e spirituali sparsi tra vicoli e piazze cittadine, da Trastevere al Pincio. Venerdì 1° agosto, quindi, il Circo Massimo ospita una giornata penitenziale (dalle 10:30 alle 18:00) con il Sacramento della Riconciliazione mentre da sabato 2 agosto, è Tor Vergata a diventare epicentro dell’evento. Qui è prevista la veglia insieme a Papa Leone XIV e, domenica 3 agosto, la Messa papale alle 9:00 per un abbraccio collettivo finale.

Muoversi con i mezzi pubblici è facile. Le basiliche sono raggiungibili con Metro A (Ottaviano o Cipro per San Pietro, San Giovanni per Laterano, Termini o Cavour per Santa Maria Maggiore), Metro B (Basilica San Paolo, Circo Massimo) o treni regionali FL3/FL5 (San Pietro). Inoltre, per Tor Vergata, il 2 e 3 agosto, quattro percorsi pedonali dai varchi Archiginnasio, Passo Lombardo e CNR, con volontari, acqua e presidi sanitari, facilitano l’accesso. I bus turistici hanno stalli dedicati (permesso “G”, 50 euro/giorno) in undici zone. Tutti i dettagli legati a mezzi pubblici e bus sono consultabili sul sito di Roma Mobilità.

Santi Pietro e Paolo, cosa fare a Roma il 29 giugno

Il 29 giugno 2025 non è una domenica qualunque nella Capitale, che sta vivendo i mesi più intensi del calendario giubilare. In questo giorno, infatti, la città di Roma si ferma per onorare i suoi patroni, i Santi Pietro e Paolo, figure che hanno segnato la storia cristiana e l’identità della Città Eterna. In questo anno, dunque, la festa assume un sapore ancora più speciale, intrecciando spiritualità, tradizioni secolari e un’agenda ricca di appuntamenti per tutti.

La Basilica di San Pietro e San Paolo fuori le Mura diventano il cuore delle celebrazioni, ma l’intera città si anima di riti e tradizioni che raccontano una storia di fede universale. Tra celebrazioni liturgiche, spettacoli pirotecnici e iniziative culturali, Roma infatti si trasforma in un palcoscenico di fede e bellezza. Ecco una guida completa su cosa fare e come muoversi per vivere al meglio la festa che apre ufficialmente l’estate romana. Ma prima scopriamo l’origine della Festa dei Santi Pietro e Paolo proprio il 29 giugno.

Una festa millenaria: Pietro e Paolo, pilastri di Roma

San Pietro – pescatore di Galilea scelto da Gesù come primo Papa – e San Paolo – apostolo delle genti – sono i patroni di Roma. La loro festa, il 29 giugno, sostituisce antiche celebrazioni pagane, come quelle per Romolo e Remo, e rappresenta un momento di unione per romani e pellegrini.  Ogni 29 giugno, infatti, la capitale celebra i due santi che, diversi per origine, affrontarono lo stesso destino, ovvero il martirio sotto Nerone – Pietro fu crocifisso a testa in giù nel 64 d.C. mentre Paolo venne decapitato alle Tre Fontane nel 67.

Definiti “colonne della Chiesa” da papa Leone Magno nel V secolo,  San Pietro e San Paolo diffusero il Vangelo a Roma, dando vita di fatto a una stagione della sua storia. Da qui, la scelta simbolica della data a sostituire l’antica festa di Quirino per Romolo e Remo, simbolo del passaggio dal paganesimo alla cristianità. Celebrata, a quanto si apprende da testimonianze e documenti conservati, sin dal 258 d.C., la Festa dei Santi Pietro e Paolo unisce ancora oggi riti e tradizioni le cui radici sono lontane nel tempo.

E si parte già la sera del 28, quando la statua di San Pietro in Vaticano viene adornata con piviale rosso, tiara e anello, mentre ai vespri si benedicono i pallii, simbolo di unità ecclesiale. Il 29, invece, si può assistere alla solenne processione delle Catene che, nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, espone la catena di San Paolo, reliquia di 14 anelli. Mentre la cupola di San Pietro s’illumina di fiaccole e Castel Sant’Angelo esplode in fuochi d’artificio.

Gli eventi principali del 29 giugno 2025

Fede, cultura e tradizione sono alla base delle proposte in calendario per la Festa del 29 giugno a Roma. Dalla mattina alla sera, scopriamo cosa ha in serbo la città per i suoi santi patroni.

Messa solenne al Pantheon

Dopo la veglia di preghiera in San Pietro nella serata del 28 giugno, la domenica può cominciare con la Messa solenne delle 10,30 presso la Basilica di Santa Maria ad Martyres (Pantheon),celebrazione accompagnata dai cori della Basilica e Salvo D’Acquisto. Definito da Stendhal “il più bel resto dell’antichità romana”, il Pantheon crea un’atmosfera unica per questa celebrazione, aperta a fedeli e visitatori. Il consiglio è di arrivare presto per assicurarsi un posto e ammirare l’oculus che illumina l’antico tempio.

Oculo del Pantheon
123RF
Il Pantheon ospita la Messa solenne domenica 29 giugno per la Festa dei Santi Pietro e Paolo

Infiorata Storica

Un’esplosione di colori accende Piazza Pio XII e Via della Conciliazione con l’Infiorata Storica, organizzata dalla Pro Loco di Roma Capitale.  Ogni 29 giugno, il cuore di Roma diventa un profumatissimo museo a cielo aperto con un mosaico di petali che omaggiano i patroni Pietro e Paolo grazie a una tradizione nata nel 1625 nella Basilica Vaticana in occasione del Corpus Domini. A ideare l’Infiorata fu un fiorista, Benedetto Drei, al tempo del pontificato di Papa Urbano VIII.

Dopo la sua morte, Gian Lorenzo Bernini ne fece un simbolo delle feste barocche, diffondendola nei Castelli Romani e oltre. Scomparsa per secoli, oggi rivive grazie appunto alla Pro Loco e agli infioratori che con maestria creano complessi mosaici usando solo materiali naturali.  Polveri di marmo o juta, ma anche sabbia, sale, cortecce e polvere vulcanica fanno da base per rose, garofani, margherite. Le composizioni, diverse ogni anno, raffigurano Madonne, scene bibliche o simboli di speranza, in un dialogo tra natura e spiritualità.

Le opere sacre coprono 600 m², celebrando il Papa e i patroni, con lavori iniziano già la sera del 28, offrendo la possibilità di osservare gli artisti all’opera. Una volta completate, queste creazioni sono un vero spettacolo per gli occhi, perfetto per una passeggiata verso San Pietro sotto il cielo estivo della Città Eterna.

Quo Vadis, la camminata del pellegrino

Per chi ama camminare e vivere la città con ritmi più pacati, cogliendo l’occasione per meditare e pregare, c’è  il cammino Quo Vadis, promosso dai Vicariati di Roma e del Vaticano con Roma Capitale. Due le vie proposte, con lunghezza differente: La Via di Pietro (punto di partenza è la Basilica di Santa Pudenziana, dura circa 1 ora e 37 minuti per 7,1 Km di percorso) e La Via di Paolo (parte dalla Basilica di San Sebastiano e l’itinerario compre circa 13,6 Km per un totale di 3 ore e 10 minuti). Entrambi i percorsi toccano luoghi legati ai due apostoli, quali San Sebastiano fuori le Mura, Santa Prisca e il Carcere Mamertino.

In entrambi i casi, l’arrivo è fissato in Piazza San Pietro, di fronte all’ obelisco dove San Pietro fu crocifisso. Qui, ogni partecipante riceverà la ‘pietruzza’ benedetta dal Papa. Come chiarisce il sito ufficiale, la partecipazione è gratuita e libera per tutti, non organizzata con la possibilità di variare gli itinerari urbani. Attenzione, comunque, alle strade suggerite: queste, infatti, sono aperte al traffico e quindi i percorsi non sono protetti.

Girandola di Castel Sant’Angelo

Castel Sant'Angelo e la Girandola
123RF
La Girandola di Castel Sant’Angelo chiude la Festa dei Santi Pietro e Paolo

E la sera del 29 giugno va in scena una delle tradizioni più suggestive. Alle 20:30, il cielo sopra Castel Sant’Angelo si accende con la Girandola, uno spettacolo pirotecnico che risale alla volontà di papa Sisto IV nel 1481, attribuito nientemeno che a Michelangelo. Interrotto nell’Ottocento per danni al castello, dal 2008 l’appuntamento è tornato grazie alla ricostruzione filologica di Giuseppe Passeri e del Gruppo IX Invicta, curata dalla Direzione Musei Statali di Roma.

I fuochi, visibili da Lungotevere Tor di Nona e dai ponti Vittorio Emanuele II, Sant’Angelo e Umberto I, sono un momento di festa per romani e turisti il cui inizio è previsto per le 21:30 (durata circa 20 minuti). Attenzione, dalle 19:30 il Lungotevere sarà chiuso al traffico e chi preferisce evitare la folla, il Gianicolo offre una vista panoramica.

Viabilità e trasporti: come muoversi il 29 giugno

La festa patronale porta modifiche significative alla viabilità e ai trasporti, come riportato da Roma Mobilità e ATAC. Ecco cosa sapere per muoversi senza intoppi.

Chiusure stradali

Via Veneto: possibile chiusura tra largo Fellini e via Boncompagni la mattina presto (fino alle 7) per lo smontaggio di strutture legate a un evento in calendario sabato 28 giugno.

Via Ostiense: Chiusa al traffico dalle 11:00 del 28 giugno con una coda sino a lunedì 30, tra Viale Giustiniano Imperatore e Via Giulio Rocco, per le celebrazioni a San Paolo fuori le Mura.

Castel Sant’Angelo / Lungotevere: divieto di transito dalle 19:30 del 29 giugno, chiuso tra Ponte Vittorio Emanuele II e Ponte Umberto per la Girandola. Il traffico viene deviato lungo la direttrice di corso Vittorio Emanuele II sulla riva sinistra del fiume e lungo la direttrice Porta Castello/Traspontina (fonte: Roma Mobilità). Sono possibili ulteriori chiusure in base alle esigenze del traffico.
⁠⁠
Via dei Fori Imperiali: pedonale il 28 e 29 giugno, come ogni ultimo fine settimana del mese Pedonale

Piazza dei Cinquecento: divieto di transito sulla corsia lato Stazione Termini (da via Gioberti a via Cavour) per i lavori per la riqualificazione urbana.

Circo Massimo: chiusura dell’area al traffico veicolare per il concerto di Achille Lauro in programma. In particolare, dalle 17:00 del 29 giugno divieto di transito in via dei Cerchi tra ⁠Piazza di Porta Capena e Via di S. Teodoro. Dalle 20:00 (eccetto autorizzati) in via del Circo Massimo, Piazzale Ugo La Malfa, Via dell’Ara Massima di Ercole. Dalle 21:00 (eccetto autorizzati) anche in Via della Greca, via delle Terme Deciane e via dell’Ara di Conso. Dalle 21 sospensione della corsia riservata al trasporto pubblico locale in via di Santa Maria in Cosmedin.

Via delle Baleniere: chiusura al transito per un’iniziativa con deviazione delle linee 04, C4 e C13.

Trasporto pubblico

Il 29 giugno, il trasporto pubblico segue l’orario festivo. Le linee metropolitane A, B, B1 e C sono in servizio fino alle 23:30, con bus notturni sostitutivi dopo la chiusura.  ATAC segnala che per consentire Rievocazione Storica della Girandola di Michelangelo presso Castel Sant’Angelo, dalle ore 19.30 a fine servizio deviamo le linee 23, 30, 34, 40, 46, 62, 64, 98, 115, 280, 870, 881 e 916F. La linea 190F è limitata alla stazione San Pietro e non raggiunge, quindi, piazza Venezia.

Inoltre, per la pedonalizzazione di via dei Fori Imperiali, per tutto il weekend, deviano le linee 51, 75, 85, 87 e 118.

Giubileo 2025, gli eventi ufficiali del mese di giugno

L’inizio del mese di giugno segna non solo l’ingresso ufficiale nell’estate ma anche un periodo carico di appuntamenti per il Giubileo 2025. Roma, infatti, ha già accolto nel primo weekend oltre 70mila pellegrini che hanno festeggiato in Piazza San Pietro il Giubileo delle Famiglie insieme a Papa Leone XIV. Tra bandiere da ogni parte del mondo e sorrisi, i fedeli hanno applaudito le parole del Santo Padre che ha definito la famiglia “un luogo privilegiato in cui incontrare Gesù”. Dove “la fede si trasmette insieme alla vita, di generazione in generazione”.

Inoltre – come riporta il sito ufficiale iubilaeum2025.va – il Pontefice ha sottolineato il valore della cura reciproca e del legame che salva. Oltre a ricordare che “anche davanti al male, Gesù continua a pregare il Padre per noi”, offrendo perdono e riconciliazione. Parole di pace, dunque, che fin dal primo discorso dopo l’elezione Leone XIV non mai mancato di pronunciare confermando il ruolo di Roma come cuore pulsante della speranza.

Anche per il proseguo del mese, il calendario ufficiale curato dal Dicastero per l’Evangelizzazione, intreccia celebrazioni solenni, incontri culturali e momenti di gioia, pensati per parlare a ogni cuore, dai giovani agli anziani, dai volontari alle famiglie. Ogni evento è un’occasione per attraversare la Porta Santa, scoprire la città o fermarsi in preghiera. Per chi arriva da lontano o per chi la chiama casa, il programma offre spunti per vivere la capitale in modo autentico, magari con una passeggiata al tramonto sul Gianicolo o un caffè a Campo de’ Fiori tra un evento e l’altro.

Scopriamo a questo punti gli appuntamenti principali che il Giubileo riserva per il mese di giugno.

Arte e teatro, le proposte culturali di giugno

Ultimi giorni per visitare, presso la Chiesa di San Marcello al Corso, la mostra Il Cammino della Speranza. Rembrandt e Burnand a Roma, prorogata fino all’8 giugno per il grande successo (ha registrato 130 mila visitatori). Parte della rassegna ‘Il Giubileo è Cultura’, curata da Don Alessio Geretti, l’esposizione presenta due capolavori: I discepoli Pietro e Giovanni corrono insieme al sepolcro di Cristo il mattino della Resurrezione di Eugène Burnand (1898) e La Cena in Emmaus di Rembrandt (1629). Queste opere, tra le più celebri dedicate alla Pasqua, raccontano la Resurrezione con emozione e profondità. Un’occasione speciale per immergersi nell’arte sacra nel cuore del Giubileo, a due passi da Piazza Venezia.

Piazza San Pietro di notte
Fonte: 123RF
Vista notturna della facciata della chiesa nella Città del Vaticano

Tra le proposte culturali con il patrocinio giubilare, dal 24 al 28 giugno 2025, il Teatro Sistina vede in cartellone Pietro e Paolo a Roma, spettacolo di Michele La Ginestra con La Ginestra e Fabio Ferrari. Riproposto dopo il successo del 29 giugno 2024 davanti alla Porta Santa di San Pietro, questo “piccolo gioiellino” torna in una versione rinnovata. Con un linguaggio semplice e poetico, la pièce immagina incontri tra i due apostoli nelle vie di Roma, umanizzandoli per avvicinare i giovani alla fede cristiana. Divertente e profondo, il testo stimola riflessioni su speranza e ascolto,  grazie alle parole dei due santi tra le vie di Roma, là dove il loro messaggio divenne universale. Un evento che unisce teatro e spiritualità, perfetto per il cuore giubilare della Capitale.

Gli eventi dal 7 al 9 giugno

Dopo Il Giubileo delle Famiglie, anche il secondo weekend di giugno propone un grande evento, ovvero il Giubileo dei Movimenti, delle Associazioni e delle nuove Comunità.  Il 7 e 8 giugno, infatti, Roma chiama a sé movimenti ecclesiali, associazioni e gruppi di preghiera. Si comincia sabato 7, dalle 8alle 12, con il pellegrinaggio alla Porta Santa nella Basilica di San Pietro, momento che apre un cammino di fede con il Sacramento della Riconciliazione disponibile nelle chiese giubilari.

Quindi, alle 18:00, Piazza San Pietro si anima con una Preveglia, seguita alle 20 dalla Veglia di Pentecoste presieduta dal Papa. Domenica 8, alle 10.30, la Messa papale chiude l’evento in un abbraccio collettivo.

Ma il weekend si prolunga anche su lunedì 9 giugno quando la Basilica di San Pietro si illumina per il Giubileo della Santa Sede, un evento che chiama a raccolta fedeli e rappresentanti vaticani. La giornata inizia alle 9 con il Sacramento della Riconciliazione nell’Atrio dell’Aula Paolo VI, seguito alle 10 da una meditazione di Suor Maria Gloria Riva alla presenza del Papa. Alle 10:30, una suggestiva processione conduce al passaggio della Porta Santa, cuore del Giubileo a cui segue la Messa presieduta dal Santo Padre.

Il Giubileo dello Sport e il Giubileo dei Governanti

Il 14 e 15 giugno 2025, Roma celebra il Giubileo dello Sport, convocando atleti, amatori, allenatori e associazioni sportive in un weekend di fede e passione. Sabato 14, Piazza del Popolo si trasforma nel “Villaggio dello Sport” (10:00-17:00), una festa organizzata dal CONI con stand, discipline sportive e l’incontro Lo sport genera speranza, dove campioni condividono storie di vita. Segue il Pellegrinaggio della Speranza verso la Porta Santa di San Pietro.

Inoltre, dalle 9:00 alle 13:00, l’Auditorium Augustinianum ospita Lo slancio della speranza: storie oltre il podio, una riflessione su sport e fede con atleti olimpici e paralimpici (iscrizione obbligatoria). In serata, invece, Piazza San Cosimato a Trastevere si illumina con la proiezione di Chariots of Fire, film premio Oscar, per “Il Cinema in Piazza”. Domenica 15, la Messa presieduta dal Papa in Piazza San Pietro chiude l’evento.

Vista su Piazza del Popolo a Roma
Fonte: 123RF
Piazza del Popolo accoglie il Villaggio dello Sport il 14 e 15 giugno 2025

Il grande evento ufficiale successivo è previsto per il 21 e 22 giugno con il Giubileo dei Governanti, evento aperto ad amministratori e leader mondiali. Sabato 21, alle 11, inizia il pellegrinaggio alla Porta Santa di San Pietro, seguito alle 17 da un incontro in Campidoglio sul Debito ecologico con il Sindaco Gualtieri, il Cardinale Parolin e il Senatore Monti. Alle 20:30, Piazza Pio XII si illumina con il concerto Armonie di speranza, con artisti come Beatrice Rana e Brad Mehldau.

Infine, domenica 22, i governanti partecipano all’Angelus in Piazza San Pietro in un settore riservato, e alle 17:00 la Messa presieduta da Papa Leone XIV a San Giovanni in Laterano chiude l’evento.

Giubileo 2025: Seminaristi, Sacerdoti e Vescovi riuniti a Roma

Nella seconda metà del mese, la capitale si veste di fede, accogliendo seminaristi, sacerdoti e vescovi in tre eventi che tra preghiera e comunione. Il Giubileo dei Seminaristi inizia il 23 con un benvenuto a San Paolo fuori le Mura con il rosario e un concerto del Coro della Diocesi di Roma, diretto da Mons. Frisina. Quindi, Il 24, alle 9, i seminaristi pellegrinano alla Porta Santa di San Pietro, seguiti da una catechesi con Papa Leone XIV (11:00) e Messe serali in chiese romane per gruppi linguistici.

Il 25, il Giubileo dei Vescovi riunisce i presuli nel Braccio di Costantino per il passaggio alla Porta Santa, una Messa con il Cardinale Ouellet e una catechesi papale (12:00). Un pranzo offerto dal Dicastero per l’Evangelizzazione chiude la mattinata. Contemporaneamente, i sacerdoti partecipano a catechesi serali.

Il Giubileo dei Sacerdoti, dal 25 al 27, prevede giovedì 26 una Messa presieduta dal Cardinale Lazzaro You a San Giovanni in Laterano. Seguono pellegrinaggi alle Porte Sante con confessioni e una veglia con Mons. Rino Fisichella. Venerdì 27, quindi, la Messa papale in Piazza San Pietro (9:00), nella Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, include ordinazioni presbiterali, suggellando un momento di grazia.

L’ingresso è gratuito con una quota di solidarietà opzionale (20 euro per seminaristi, 50 per sacerdoti e vescovi) a sostegno dei più bisognosi. Roma, con le sue basiliche e l’atmosfera giubilare, diventa un faro di speranza per tutti i “Pellegrini di Speranza”, invitando a vivere la fede in comunione, tra silenzi solenni e piazze gremite.

 

Domenica al Museo, dieci musei a Roma da visitare gratis

Arte, storia e cultura sono solo alcune delle parole che vengono in mente parlando di Roma, non per nulla chiamata Città Eterna. Non c’è angolo della capitale che non regali, infatti, scorci di bellezza capaci di conquistare non solo i turisti ma anche i suoi stessi abitanti. E con il Giubileo 2025 in pieno svolgimento, l’urbe è sempre più meta prediletta da ogni parte del mondo anche solo per trascorrere qualche giorno immergendosi nelle sue infinite proposte culturali.

Tra queste, spicca l’iniziativa Domenica al Museo promossa dal Ministero della Cultura, che permette l’accesso gratuito ai musei civici e statali e ad alcuni siti archeologici la prima domenica del mese, da gennaio a dicembre 2025. Idea perfetta per chi vuole dedicare il proprio tempo libero scoprendo il patrimonio italiano senza spendere un euro. Ecco, allora, una guida a dieci musei romani da visitare gratis la domenica (e non solo). Preparate scarpe comode e lasciatevi incantare da Roma.

Colosseo e Foro Romano-Palatino

Il Colosseo, must-see di Roma, aderisce all’iniziativa Domenica al Museo permettendo l’accesso gratuito anche alla sezione permanente della mostra evento ‘Giacomo Boni. L’alba della modernità’ presso il complesso di Santa Maria Nova. Attenzione, però: gli ingressi sono contingentati per ragioni di tutela e non è possibile prenotare anticipatamente; meglio, quindi arrivare presto per evitare code. Camminare tra gli archi millenari famosi in tutto il mondo è come toccare il cuore dell’Impero Romano. A pochi passi, si estendono il Foro Romano e il Palatino, centri nevralgici della vita politica e religiosa nel mondo antico, con viste mozzafiato tra rovine e cipressi.

Vista del Colosseo
Fonte: 123RF
Vista del Colosseo dal Palatino

Galleria Borghese

Nel polmone verde di Villa Borghese, la Galleria Borghese è un gioiello d’arte barocca. Ogni prima domenica l’ingresso al polo museale è gratuito (esclusi eventuali diritti di prenotazione). Nelle sue sale – visitabili dalle 9 alle 19, ultimo ingresso alle 17.45 – si possono ammirare alcune delle opere più celebri di artisti quali Gian Lorenzo Bernini, Caravaggio e Raffaello. Qui i capolavori scultorei come Apollo e Dafne o il Ratto di Proserpina sembrano prendere vita. Una visita che è un dialogo intimo con l’arte, tra marmi e dipinti che raccontano passioni eterne.

Museo Nazionale Romano – Palazzo Massimo

A pochi passi dalla Stazione Termini, Palazzo Massimo custodisce veri e propri tesori dell’antichità. La prima domenica del mese l’ingresso gratuito permette di godere di mosaici, affreschi e statue, come il Discobolo o la Villa di Livia con i suoi giardini dipinti. Quello all’interno dell’edificio che fu eretto tra il 1883 e il 1887 per volontà del gesuita Massimiliano Massimo è un viaggio nella Roma imperiale che si snoda attraverso quattro piani, perfetto per chi ama l’archeologia e vuole scoprire un museo meno affollato ma altrettanto prezioso.

Terme di Caracalla

Le Terme di Caracalla (nel mondo latino nome come Thermae Antonianae), tra i più maestosi complessi termali di età antica visitabili ancora oggi, sono visitabili gratuitamente la prima domenica del mese. Fatti edificare nel III secolo d.C. sul Piccolo Aventino dall’imperatore Caracalla, hanno una struttura imponente di cui sono apprezzabili mosaici, archi e vasche monumentali, ambiente di quotidiana frequentazione per i romani fino al 537 d.C quando cessarono di essere in uso. La vastità del sito, immerso nel verde, regala un senso di pace, con il profumo di pini a fare da cornice. Ideale per una visita domenicale durante la bella stagione, magari accompagnata con un picnic nei dintorni.

Galleria Nazionale d’Arte Antica – Palazzo Barberini

Sala di Palazzo Barberini a Roma
Fonte: 123RF
Interno di Palazzo Barberini, Galleria Nazionale d’Arte Antica visitabile gratuitamente la prima domenica del mese

Con la sua scalinata progettata dal Bernini, Palazzo Barberini è un scrigno di arte rinascimentale e barocca. Con ingresso gratuito la prima domenica di ogni mese, il biglietto dà accesso alla ampie sale in cui si possono ammirare dipinti di Caravaggio, come Giuditta e Oloferne, e soffitti affrescati che lasciano senza fiato. Commissionato dal cardinale Francesco Barberini, l’edificio esprime tutta l’autorevolezza del casato di origini toscane e fu progettato da Maderno per poi essere concluso da Borromini e infine dal Bernini. Fu donato allo stato dopo essere stato residenza privata per lunghi secoli e dal 1949 è sede della Galleria Nazionale d’Arte Antica. Last but not least, la sua posizione centrale lo rende perfetto per una passeggiata verso Piazza di Spagna dopo la visita, con Roma che si svela in tutto il suo splendore.

Musei Capitolini

Tra i musei civici a ingresso gratuito la prima domenica di ogni mese, spiccano i Musei Capitolini, cuore pulsante della storia romana. Dall’alto del colle del Campidoglio, i musei furono aperti al pubblico nel 1734 per opera di Papa Clemente XII ma la loro nascita è molto più antica. Fu, infatti Papa Sisto IV a donare simbolicamente al popolo romano, nel 1471, alcune statue tra le quali l’iconica Lupa Capitolina, la Testa Colossale di Costantino e lo Spinario che andarono a costituire il patrimonio originario dell’istituzione che, ad oggi, rappresenta il più antico museo pubblico al mondo. Una domenica qui è un’immersione nella grandezza di Roma.

Museo Napoleonico

A ingresso sempre gratuito, il Museo Napoleonico è una valida alternativa per trascorrere una domenica al museo immersi nella storia. La sua nascita risale al 1927 quando il conte Giuseppe Primoli donò a Roma la preziosa collezione custodita al pianterreno del suo palazzo. Figlio di Pietro Primoli e Carlotta Bonaparte, Giuseppe raccolse opere d’arte, cimeli napoleonici e memorie familiari. Nessuna particolare celebrazione dei fasti imperiali: il Museo Napoleonico racconta i legami tra i Bonaparte e Roma, intrecciati con l’occupazione francese del 1808.

Museo dell’Ara Pacis

Gratuito la prima domenica del mese, il Museo dell’Ara Pacis è caratterizzato da un’architettura moderna ben visibile dal Lungotevere che custodisce, al proprio interno, l’altare dedicato alla pace augustea. L’antica ara, restituita al pubblico dopo importanti lavori di restauro, è tornata alla sua bellezza originaria con rilievi dalle scene vivaci sapientemente illuminati dalla luce che filtra dalle vetrate così da creare un’atmosfera magica, ideale per chi cerca arte e storia in un contesto contemporaneo.  La struttura ospita anche mostre temporanee che rendono l’esperienza di visita un dialogo tra passato e presente.

Bassorilievo Ara Pacis Augustae
La Saturnia tellus, uno dei bassorilievi dell’Ara Pacis

Centrale Montemartini

Tra i musei che vi proponiamo per una domenica alternativa (e gratuita) a Roma, c’è anche la Centrale Montemartini. Si tratta di un’ex centrale elettrica trasformata in museo, un ambiente unico e suggestivo nel quale statue romane convivono con macchinari industriali. Varcando la soglia d’ingresso, infatti, si svelano alla vista marmi antichi, mosaici e sculture, come la Musa Polimnia, in un contrasto affascinante tra classicità e modernità. Situata nell’Ostiense, è una meta per chi ama uscire dai percorsi turistici tradizionali e scoprire una Roma insolita, magari con una passeggiata al vicino Gazometro.

Museo Civico di Zoologia

Immerso nel polmone verde di Villa Borghese, il Museo Civico di Zoologia è un viaggio nella natura e nella scienza, tra collezioni di fossili, scheletri, conchiglie marine del Mediterraneo, fossili e anfibi da svariati paesi del mondo. Le sale raccontano la biodiversità con un approccio educativo, mentre il parco circostante invita a una pausa tra gli alberi. Un’esperienza che unisce cultura e relax, con Roma che si svela in una veste diversa.

Una nota finale: visitare questi musei gratis richiede un po’ di pianificazione e anche una certa pazienza, dal momento che potrebbero esserci code agli ingressi per l’affluenza di visitatori. Il consiglio, quindi, è arrivare presto per evitare il sovraffollamento e ricordarsi di portare un documento d’identità (alcune biglietteria potrebbero richiederlo).

Giubileo, gli eventi di maggio: cosa cambia col conclave

La notizia della scomparsa di Papa Francesco ha commosso, e continua a emozionare, il mondo intero che si è unito anche idealmente al cordoglio della comunità cristiana accorsa in Vaticano per far sentire la propria vicinanza. Così, dopo aver visto il santo padre salutare i fedeli scendendo in piazza San Pietro nel giorno di Pasqua, quella stessa folla gli ha tributato l’ultimo saluto solo pochi giorni dopo, sabato 26 aprile, in occasione delle solenni esequie, alla presenza dei più influenti leader mondiali.

Uomo di pace che fino all’ultimo ha invocato il dialogo soprattutto per le terre martoriate dai conflitti bellici, Francesco ha spesso sottolineato come le vittime finiscano per essere i civili e gli innocenti. Anche per questo, dunque, Bergoglio lascia un’eredità morale, religiosa e politica importante. In un anno speciale come questo che vede come tema portante degli eventi giubilari la speranza. E a proposito di Giubileo 2025 e futuro, il calendario ufficiale degli appuntamenti di maggio fa i conti con un altro grande evento, il conclave, la cui apertura è prevista il 7 maggio. Cosa potrebbe, allora, cambiare rispetto al programma già definito?

La canonizzazione del Beato Carlo Acutis e altri possibili cambiamenti

Sinora, l’unica modifica sostanziale in agenda ha riguardato la canonizzazione del beato Carlo Acutis inizialmente calendarizzata su domenica 27 aprile durante il Giubileo degli Adolescenti che si è svolto, invece, in maniera regolare. Per il giovane milanese “influencer di Dio”, la strada a questo punto si fa un po’ più lunga ma si tratta solo di tempistiche legate proprio all’arrivo del nuovo Pontefice, che determinerà a un rinnovamento delle nomine. Se da una parte, quindi, l’iter al Dicastero per le Cause dei Santi è concluso, e i miracoli di Acutis sono riconosciuti, a restare incerti a questo punto sono solamente i tempi per definire una nuova data della celebrazione. E si spera che il 2025 possa vedere il traguardo di questa attesa.

Stando, quindi, alla programmazione ufficiale di maggio, nel momento in cui scriviamo paiono confermati gli appuntamenti già in precedenza comunicati dalla Santa Sede. Il Giubileo non si ferma, ma si adatta soprattutto in relazione alle necessità del conclave e al cerimoniale che l’elezione del nuovo Papa prevede. È possibile, però, che alcune celebrazioni possano essere sospese o rinviate e certamente il nuovo Pontefice avrà un ruolo decisivo. Sarà lui, infatti, a confermare il calendario giubilare o ridisegnarlo, imprimendo il proprio stile alla Chiesa.

Cappella Sistina e Giudizio Universale
Fonte: 123RF
Interni della cappella Sistina, che ospita il conclave

Per esempio, in data 10 maggio, tra gli eventi ufficiali del Giubileo è prevista un’udienza con il Santo Padre. Ovviamente, questo dipenderà dai tempi e dall’esito del conclave: in caso la fumata bianca sia già avvenuta, potrebbe essere il primo appuntamento ufficiale del nuovo rappresentante di Pietro ma i tempi sono davvero molto stretti. Più probabile, invece, che si svolga l’udienza giubilare del 31 maggio. Non resta, dunque, che riepilogare gli eventi che risultano in essere per il mese di maggio in attesa di conoscere chi prenderà le redini della Chiesa nel prossimo futuro e quali saranno gli eventuali cambiamenti che vorrà imprimere in Vaticano e nel proseguo di questo Anno Santo.

Gli eventi di inizio maggio: Giubileo dei Lavoratori, Giubileo degli Imprenditori e Giubileo delle Bande e dello Spettacolo Popolare

Maggio si è già aperto con il Giubileo dei Lavoratori (1-4 maggio) a cui segue il Giubileo degli Imprenditori (4-5 maggio), appuntamenti per i quali il Dicastero per l’Evangelizzazione ha apportato alcune modifiche nel programma a causa degli eventi recenti. Le celebrazioni si concentrano, in particolare, sul rito giubilare in modo da semplificarne lo svolgimento offrendo ai visitatori l’occasione di vivere Roma in un’atmosfera di raccoglimento e riflessione, tra le sue basiliche e le sue piazze primaverili.

In entrambe le occasioni, i pellegrini possono attraversare le Porte Sante di San Pietro e delle altre Basiliche Papali, un momento di fede e speranza che resta il cuore dell’Anno Santo. Un evento che invece brilla di vitalità è il Giubileo delle Bande e dello Spettacolo Popolare, il 10 e 11 maggio. Sabato 10, dalle 14 alle 17, bande militari, folkloristiche, scolastiche e sportive sfileranno verso la Porta Santa, mentre le piazze romane si animeranno con le loro melodie. Domenica 11, alle 10:30, Piazza San Pietro accoglierà la Messa presieduta dall’eventuale nuovo Pontefice.

Giubileo delle Chiese Orientali, Giubileo delle Confraternite e Giubileo delle Famiglie, dei Bambini, dei Nonni e degli Anziani

Attorno alla metà del mese – dal 12 al 14 maggio –, è previsto il Giubileo delle Chiese Orientali che riunisce fedeli cattolici orientali. Lunedì 12, le Basiliche di San Pietro e Santa Maria Maggiore ospitano Divine Liturgie in riti etiopico, armeno e copto mentre martedì 13 si svolgeranno liturgie siro-orientali e vespri siro-occidentali che culmineranno nell’Akathistos serale sul sagrato di Santa Maria Maggiore. Mercoledì 14, infine, una Divina Liturgia bizantina chiuderà l’evento, celebrando la ricchezza delle tradizioni orientali.

Fedeli verso Piazza San Pietro a Roma
Fonte: 123RF
Folla di fedeli e turisti in Piazza San Pietro

Si prosegue, dal 16 al 18 maggio, con il Giubileo delle Confraternite che invita le comunità religiose di pellegrini ad attraversare la Porta Santa e confessarsi nelle chiese giubilari. Sabato sera, poi, una grande processione illuminerà le vie romane, seguita domenica dalla Messa in Piazza San Pietro.

Dal 30 maggio al 1° giugno, tocca al Giubileo delle Famiglie, dei Bambini, dei Nonni e degli Anziani che celebra l’amore familiare. La giornata di venerdì sarà animata da concerti e giochi alla SS. Trinità dei Monti, con una mostra a San Salvatore in Lauro. Sabato, catechesi sull’anzianità, convegni e una festa in Piazza San Giovanni con il Rosario. Domenica, la Messa in Piazza San Pietro, con Prime Comunioni, sigillerà l’evento.

Gli altri eventi giubilari di maggio

Ma il mese di maggio 2025 porta a Roma anche una serie di eventi che intrecciano innovazione, spiritualità e memoria nel cuore del Giubileo. Tra convegni, concerti e celebrazioni, la città invita infatti a riflettere sul futuro e sul passato. Il 7 maggio, RomeCup 2025 all’Università Roma Tre (ore 10:00-12:00) apre con un convegno al Dipartimento di Ingegneria. “Intelligenza umana e artificiale: le sfide per il benessere olistico” esplora come robotica e IA possano promuovere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, affrontando dilemmi etici in un mondo sempre più “tecno-umano”. È un dialogo sulla tecnologia come faro di speranza, perfetto per chi cerca una Roma che guarda avanti.

La sera dell’8 maggio, poi, la Basilica di Santa Maria in Aracoeli si riempie di note con il concerto Anima Mundi (ore 19:00). Un evento che unisce musica e fede, sotto le volte di una delle chiese più amate, offrendo un momento di pace ai pellegrini. Il 9 maggio, l’Auditorium San Giovanni Paolo II della Pontificia Università Urbaniana (9:00-19:30) ospita la presentazione di “Gesù Cristo, Figlio di Dio, Salvatore”, celebrando i 1700 anni del Concilio di Nicea. La giornata di studio, arricchita dalla Commemorazione dei Nuovi Martiri, è un tuffo nella storia cristiana, ideale per chi ama il connubio tra cultura e spiritualità.

Sempre il 9, “1900-2000: Un secolo di Giubileo” porta le vetture storiche dell’ASI da Piazza del Gianicolo a San Pietro. È una parata che celebra il passato, unendo il rombo dei motori alla magia del Giubileo che conferma Roma come crocevia di idee, suoni e ricordi, pronto ad accogliere chiunque cerchi bellezza e profondità. A chiusura del mese, come si accennava, è prevista un’udienza giubilare del Santo Padre; durante l’evento, il 31 maggio, la Porta Santa della Basilica di San Pietro rimarrà chiusa ma sarà attraversabile al termine anche senza essersi iscritti al portale di registrazione. Per partecipare all’udienza occorre richiedere i biglietti alla Prefettura Della Casa Pontificia.

Giubileo 2025, gli eventi ufficiali del mese di aprile

È stato un mese difficile quello di marzo che si è chiuso, per la comunità cristiana, con la gioia del ritorno di Papa Francesco a casa Santa Marta dopo 37 giorni di degenza al Policlinico Gemelli di Roma. Un periodo nel quale i fedeli si sono uniti, fisicamente e spiritualmente, da ogni parte del mondo per dimostrare la propria vicinanza al Santo Padre in un momento di grave difficoltà. Così, il rientro di Sua Santità in Vaticano, lo scorso 23 marzo, non poteva che essere accolto con entusiasmo e sollievo, come dimostrato in primis dalla folla radunatasi davanti all’Ospedale romano.

Prima di uscire, Papa Francesco si è affacciato al balcone – visibilmente provato dalla grave polmonite che lo ha afflitto – per salutare i fedeli e ringraziarli del loro costante sostegno. “In questo lungo tempo di ricovero, ho avuto modo di sperimentare la pazienza del Signore, che vedo anche riflessa nella premura instancabile dei medici e degli operatori sanitari […]”, la riflessione che il Santo Padre ha voluto condividere durante l’Angelus della III Domenica di Quaresima.

“Questa pazienza fiduciosa, ancorata all’amore di Dio che non viene meno, è davvero necessaria alla nostra vita, soprattutto per affrontare le situazioni più difficili e dolorose”. Parole pienamente coerenti con le intenzioni del Giubileo 2025 dedicato alla Speranza, che vede in calendario ad aprile molti appuntamenti ufficiali. L’Anno Santo della Speranza, iniziato a Natale con l’apertura delle Porta Sante, si prepara infatti a un mese intenso, con pellegrini pronti a riempire Roma da ogni latitudine, trasformando la Città Eterna in un crocevia di fede, cultura e pellegrinaggi.

Nel mese del pieno risveglio primaverile, l’agenda giubilare si riempie di iniziative che spaziano dai grandi eventi in Piazza San Pietro a momenti di preghiera più intimi nelle chiese storiche della città. Quello di aprile è, di fatto, un calendario pensato per tutti: famiglie, giovani, lavoratori, artisti e comunità religiose troveranno un’occasione per vivere lo spirito dell’Anno Santo. E per chi visita Roma per la prima volta, sarà anche un viaggio tra arte, storia e natura, con il verde dei parchi cittadini che si mescola al marmo delle basiliche.

Ma quali sono gli appuntamenti principali di aprile? Tra i momenti più importanti di questo mese, vi sono il Giubileo del Mondo del Volontariato, il Giubileo degli Adolescenti e il Giubileo delle Persone con Disabilità. Tre celebrazioni che trasformeranno Roma in un abbraccio aperto a tutti.

I Grandi Eventi del Giubileo ad aprile 2025

Giubileo degli Ammalati e del Mondo della Sanità

Il primo weekend del mese – sabato 5 e domenica 6 aprile –, Roma accoglie il Giubileo degli Ammalati e del Mondo della Sanità, evento speciale che unisce malati, familiari e professionisti della salute – medici, infermieri, volontari e operatori pastorali – in un momento di fede e solidarietà. Sabato 5, dalle 8:00 alle 17:00, il pellegrinaggio alla Porta Santa di San Pietro apre la giornata, con confessioni disponibili nelle chiese giubilari sparse per la città. Dalle 16:00 alle 18:30, piazze romane si animano con incontri culturali, artistici e spirituali, un “dialogo con la città” che intreccia storie e speranze. Il giorno successivo, domenica 6, alle 10:30, Piazza San Pietro ospita la Messa celebrata da Mons. Rino Fisichella, Pro-prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione.

Colonnato Piazza San Pietro
Fonte: 123RF
Scorcio di Piazza San Pietro con il colonnato

Giubileo degli Adolescenti

Si continua, quindi, con il Giubileo degli Adolescenti che promette di portare in città un’onda di energia giovane. Il weekend lungo inizia venerdì 25 aprile con il pellegrinaggio alla Porta Santa, dalle 9:00 alle 17:00, accompagnato dal Sacramento della Riconciliazione nelle chiese giubilari. È un giorno di passi e silenzi, di ragazzi che si mettono in cammino sotto il sole primaverile. Sabato 26, la giornata si scalda: dalle 11:00 alle 15:00, piazze sparse per Roma ospitano concerti e incontri tematici, mentre alle 17:00 una festa musicale riunisce tutti in un’esplosione di note e allegria.

Il clou è l’incontro con Papa Francesco, un momento che illumina i volti e scalda i cuori. Domenica 27, alle 10:00, la Messa in Piazza San Pietro chiude il weekend con un evento speciale: la canonizzazione del Beato Carlo Acutis, il giovane “santo digitale” che parla ai ragazzi di oggi. Per chi viaggia con figli o nipoti, è un’occasione per vivere una Roma vivace, magari con una tappa a Villa Borghese dopo la Messa.

Giubileo delle Persone con Disabilità

Infine, il terzo grande evento di aprile è previsto a fine mese, il 28 e 29 aprile, con il Giubileo delle Persone con Disabilità, momento che mette al centro chi spesso resta ai margini. Lunedì 28, dalle 8:00 alle 12:00, il pellegrinaggio alla Porta Santa apre la giornata, con confessioni disponibili nelle chiese giubilari. Alle 17:00, Piazza San Pietro si raccoglie per una Messa che celebra la forza della fragilità, un momento semplice ma potente.

Quindi, martedì 29 sarà il giorno dell’incontro: alle 11:00, Papa Francesco accoglierà i partecipanti con parole che scaldano l’anima, seguito da un pranzo nei Giardini della Città alle 13:00, un tavolo condiviso sotto gli alberi. Dalle 15:00 alle 19:00, la festa continua nei Giardini, tra musica e sorrisi. Un evento che respira accoglienza, perfetto per chi cerca una Roma che sa abbracciare tutti.

Gli altri eventi del mese con il patrocinio del Giubileo 2025

Il calendario di aprile prevede anche una serie di appuntamenti patrocinati, che coinvolgono diverse realtà, dal mondo dello sport all’arte. Ecco i principali.

La Partita del Futuro allo Stadio Olimpico

Il 2 aprile 2025, lo Stadio Olimpico di Roma si trasforma in un’arena di idee con La Partita del Futuro, evento del Giubileo 2025 che dà voce alle nuove generazioni. L’obiettivo? Ascoltare i ragazzi, veri protagonisti del domani, e raccogliere i loro progetti per una Roma più accogliente, sotto il motto “ROMA BeneComune”. Dalle 8:00 alle 14:00, studenti di vari istituti presenteranno proposte virtuose – già in cantiere o appena nate – narrandole dal vivo e proiettandole sui maxischermi durante una gara sportiva. Un’app permetterà ai partecipanti di votare in diretta, decretando il vincitore, che riceverà supporto per realizzare il suo sogno. Non solo idee: la mattinata si accende con esibizioni di sport, musica e intrattenimento, tra beniamini dei giovani ed emergenti.

Terrazza del Pincio a Villa Borghese
Fonte: 123RF
Vista panoramica dalla Terrazza del Pincio a Roma

Un ‘Villaggio per la Terra’ a Villa Borghese

Dal 10 al 13 aprile 2025, Villa Borghese si trasforma nel cuore verde del Giubileo con il “Villaggio per la Terra”, evento gratuito organizzato da Earth Day Italia e dal Movimento dei Focolari. Al Galoppatoio e sulla Terrazza del Pincio, famiglie, scuole e cittadini troveranno un’esplosione di vita: laboratori scientifici, sport, spettacoli e incontri, tutti a costo zero. È un’occasione per toccare con mano i temi dell’Agenda 2030, dalla sostenibilità alla solidarietà, grazie a partner istituzionali e associazioni che animano centinaia di attività giornaliere.

I ragazzi potranno immergersi in  un villaggio sportivo con 30 Federazioni, provando discipline insolite, mentre per i più piccoli (dai 3 anni in su) ci sarà una tenda dedicata. Scienziati dei migliori istituti italiani sveleranno meraviglie nei laboratori divulgativi. Radio Vaticana trasmetterà in diretta, catturando voci e storie. Tra gli highlights: il 10 aprile (16:00-17:00) “Combattere la desertificazione” sulla Terrazza del Pincio, l’11 (17:15-18:30) un talk sull’economia di comunione, il 12 (11:30-13:30) un incontro su pace e multilateralismo, e alle 15:00 uno sulla famiglia. Domenica 13, la “Marcia per la Terra” e la “Run for Unity” (ore 11:00) chiuderanno con un cammino dal Pincio al Galoppatoio.

Due mostre da non perdere

Spazio, infine, a due proposte artistiche per l’Anno Santo. Dal 14 al 16, la Terrazza del Pincio ospita la mostra-laboratorio Porte Aperte alla Speranza. Trenta artisti da tutto il mondo, portavoce di culture e religioni diverse, creeranno opere sotto il cielo, spaziando da tecniche antiche a moderne. La Bottega dell’Arte guiderà i visitatori tra pennelli e racconti, in un dialogo aperto sulla pace, il clima, le migrazioni e il ruolo delle donne. Il 16, alle 15:00, una cerimonia con preghiera ecumenica inaugurerà la mostra, parte del progetto “Open Doors”, nato con il Dicastero per la Comunicazione per trasformare l’arte in un motore di cambiamento sociale.

Nello stesso giorno, alle 18:00, la Chiesa dei Santi Giovanni Evangelista e Petronio inaugura Un Ponte fra la Città Eterna e la Città Santa. Luigi Caflisch reinterpreta gli Angeli di Bernini su Ponte Sant’Angelo, creando un cammino giubilare contemporaneo. Visitabile fino al 16 maggio (lunedì-venerdì, 17:00-19:00), la mostra, curata da Francesco Buranelli, unisce arte e spiritualità.

I 7 parchi più belli di Roma da visitare in primavera

La primavera è arrivata, con l’equinozio che ha ufficialmente dato il via alla nuova stagione lo scorso giovedì 20 marzo, dopo una splendida Luna rossa solo qualche giorno prima. Così, le temperature si fanno via via più miti – al netto, ovviamente, delle bizze metereologiche tra piogge e risvegli in cui il freddo è ancora pungente –, perfette per vivere al meglio gli spazi aperti. Anche la città, infatti, ha cominciato a fiorire e Roma è pronta a regalare i suoi scorci più belli. Non a caso, la Città Eterna è tra le capitali più verdi d’Europa e, non appena il clima lo consente, la natura si risveglia trasformando i parchi della città in una meta imperdibile per chi cerca bellezza, relax e un contatto più autentico con il verde.

Se, infatti, tra le prime immagini che vengono in mente pensando alla primavera di Roma ci sono i sampietrini lucidi sotto il sole o i Fori Imperiali che si stagliano contro il cielo nitido, c’è un altro volto della città che sa conquistare. Perché i parchi sono oasi in cui la natura sembra prendersi la sua rivincita sul caos urbano. È, il caso, dunque, di lasciare per qualche ora i vicoli affollati e infilarsi in un angolo di pace animati dalla curiosità di scoprire rifugi nel verde che sono anche testimonianza di una storia che ci parla oggi come ieri.

Camminare tra gli alberi che si risvegliano, con i fiori che spuntano qua e là e la magnificenza artistica dell’antica Roma a punteggiare il paesaggio è un’esperienza dai tratti poetici da non perdere. Ma quali sono i parchi più belli che la capitale custodisce? Ne abbiamo scelti sette, proprio come i suoi colli, nei quali scoprire come la storia si mescola alla natura per poter quasi ascoltare il respiro della città sotto i piedi.

Il Giardino degli Aranci, un balcone fiorito sull’Aventino

Il nostro itinerario parte dal colle Aventino dove, per 8mila metri quadrati, si estende il Giardino degli Aranci, il cui nome ufficiale è Parco Savello. Quest’area verde accoglie i visitatori con la sua quiete quasi sospesa sopra la città di cui si gode una splendida vista che spazia dall’Altare della Patria al Gianicolo, con l’Isola Tiberina e San Pietro a fare da cornice. La storia moderna del parco ha inizio nel 1932, quando Raffaele De Vico trasforma un terreno dimenticato in un parco pubblico. Prima, vi sorgeva una fortezza dei Savelli, costruita tra il 1285 e il 1287 vicino a Santa Sabina, di cui restano solo pochi resti sotterranei dopo la demolizione del 1613.

I frati dominicani lo usavano come orto, ma De Vico immagina un giardino simmetrico, con un viale centrale – oggi dedicato a Nino Manfredi – che conduce a un belvedere mozzafiato. La leggenda aggiunge fascino a questa oasi cittadina: si racconta, infatti, che San Domenico abbia piantato qui il primo arancio nel 1220, visibile ancora oggi nel chiostro di Santa Sabina. In primavera, i fiori degli aranci amari profumano l’aria, evocando proprio quel passato lontano.

Il Giardino degli Aranci a Roma
Fonte: 123RF
Parco Savello a Roma noto anche come Giardino degli Aranci

Il parco è aperto ogni giorno gratuitamente (l’orario di chiusura in inverno è alle 18, in primavera alle 20 e durante l’estate alle 21). L’ingresso in piazza San Pietro d’Illiria è impreziosito da un portale del 1937 e da una fontana con un mascherone di Oceano. A due passi, il celebre “buco della serratura” del Priorato dei Cavalieri di Malta regala San Pietro al tramonto, un’immagine che incanta.

Nel Parco degli Acquedotti per un viaggio tra storia e natura

La seconda tappa si trova nel cuore del quartiere Appio Claudio, nella zona sud di Roma, dove ci si può immergere nel Parco degli Acquedotti, un’immensa distesa verde di 2,5 milioni di metri quadrati. Parte del Parco Regionale dell’Appia Antica, questo luogo regala a chi lo visita scorci della campagna romana che sembrano dipinti su tela, grazie alle rovine che hanno ispirato artisti e poeti romantici tra Settecento e Ottocento.

A contraddistinguere il parco sono i suoi sette acquedotti – dall’antico Anio Vetus, oggi sottoterra, all’imponente Aqua Claudia fino all’Acqua Felice di epoca papalina – disegnano il paesaggio, intrecciandosi tra arcate e condotte. Camminando in questi prati, il passato emerge prepotente tra la “tomba dei cento scalini” che nasconde misteri sotterranei e la villa delle Vignacce che svela resti di terme e cisterne. È visibile anche il Casale di Roma Vecchia, torre medievale che un tempo si pensava appartenesse a un’altra città perduta.

Aperto giorno e notte senza biglietto, il parco è un rifugio di pace e biodiversità. Tra i suoi prati e boschetti di lecci e sughere spuntano oltre 500 specie di piante, come orchidee e lentischi si fanno spazio nella storia. Facilmente raggiungibile con la metro A (stazioni Giulio Agricola o Subaugusta), è una tappa imperdibile per chi vuole scoprire un volto meno turistico della città.

La Valle della Caffarella, polmone verde di Roma

Nascosta nel quartiere Appio Latino, a sud di Roma, la Valle della Caffarella si apre come un respiro di natura e memoria. Con i suoi 1,9 milioni di metri quadrati, è il cuore verde del Parco dell’Appia Antica, un accesso privilegiato a un mondo antico. Il nome richiama la tenuta dei Caffarelli, ma la storia affonda radici più lontane, nel Triopio di Erode Attico, un vasto fondo agricolo del II secolo, dono della moglie romana Annia Regilla.

Qui, tra il fiume Almone – sacro ai Romani – e la via Appia, il passato si intreccia con prati e rovine, in un silenzio che racconta. La valle è un mosaico vivo: boschi di lecci e roverelle si alternano a pascoli e campi, dipingendo il paesaggio della campagna romana. In primavera, l’area di San Urbano si accende di trifogli bianchi, ginestre e fiori selvatici, un contrasto vibrante con i resti archeologici. La macchia mediterranea – lentischi, mirti, aceri – ha riconquistato spazi un tempo degradati, mentre l’Almone scorre tra sorgenti e memorie.

Parco verde della Via Appia Antica a Roma
Fonte: 123RF
Una parte dell’area verde del Parco dell’Appia Antica a Roma

Aperta dalle 8 alle 21 senza biglietto, offre sentieri, aree gioco, noleggio bici e visite guidate. È un rifugio dove la natura abbraccia la storia, a due passi dalla metro Colli Albani, perfetto per chi cerca pace e bellezza senza tempo.

Il parco di Tor Fiscale e l’acquedotto nascosto

Meno conosciuto ma altrettanto affascinante, nel quartiere Appio-Tuscolano si apre il Parco di Tor Fiscale, 11 ettari di verde che custodiscono un pezzo di Medioevo e di Roma antica. Al centro svetta la torre del Fiscale, un gigante di quasi 30 metri eretto fra il XII e il XIII secolo, lungo il percorso degli acquedotti Claudio e Felice. Un tempo si pensava fosse una sentinella per la città, ma oggi si sa che proteggeva le terre dei nobili romani.

Attorno, il parco abbraccia resti di acquedotti, la via Latina con le sue tombe e frammenti di ville imperiali. Qui, il Casale Museo svela sale romane sotterranee con mostre, mentre il Punto Ristoro offre sapori locali e il Punto Informativo guida tra escursioni, bici e storie.

L’affaccio sulla città dal Parco di Monte Mario

Sulle alture di Roma, il Parco di Monte Mario si erge come un guardiano silenzioso. Con i suoi 139 metri, è il rilievo più alto dei Monti della Farnesina e regala una vista che abbraccia la città intera. La riserva naturale che lo avvolge è un’oasi di biodiversità che in primavera regala un’esplosione di vita grazie a querce, lecci e pini. Dalla terrazza dello Zodiaco, San Pietro e il Gianicolo sembrano a portata di mano, mentre ville storiche come Villa Madama e Villa Mellini – quest’ultima casa dell’Osservatorio Astronomico – punteggiano il paesaggio. Perfetto per chi ama passeggiare o fare fotografie, il parco offre sentieri immersi nel verde e un’atmosfera di quiete, ideale per una fuga dal ritmo urbano.

Parco di Centocelle: l’oasi archeologica di Roma Est

Situato nel quartiere omonimo, il Parco di Centocelle è una sorpresa nella periferia orientale di Roma. Con i suoi 120 ettari, è un mix di natura, storia e modernità. In primavera, i vasti prati si animano di famiglie e sportivi per qualche ora all’ombra degli immensi pini marittimi. Il parco custodisce tesori preziosi come i resti della Villa della Piscina, antica residenza romana, e i tunnel sotterranei usati durante la Seconda Guerra Mondiale.

Raggiungibile con la metro C (stazione Centocelle), l’area verde è un esempio di come Roma sappia integrare il suo passato con spazi verdi rigenerati. In marzo e aprile, la luce primaverile rende le passeggiate ancora più piacevoli, tra profumi di erba fresca e scorci inattesi.

Parco degli Acquedotti a Roma
Fonte: 123RF
Arco di roccia che si affaccia sulle rovine del Parco degli Acquedotti, Roma, Italia

Parco delle Valli: la riserva segreta del Nomentano

Nel quartiere Conca d’Oro, il Parco delle Valli è un segreto ben custodito. Lungo il fiume Aniene, questa riserva di RomaNatura si accende in primavera con fiori e zone umide che ospitano aironi e anatre. I sentieri sterrati chiamano famiglie e corridori, mentre un capanno offre uno scorcio sul mondo degli uccelli. Raggiungibile con la metro B1, si anima grazie agli “Amici di Conca d’Oro” con eventi per i più piccoli. È un rifugio di pace, lontano dalle rotte più battute.

❌