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I luoghi di Se fossi te, la miniserie RAI con Marco Bocci e Laura Chiatti

La miniserie Se fossi te, diretta da Luca Lucini e Simona Ruggeri e interpretata da Laura Chiatti e Marco Bocci, arriva in prima serata su Rai1 domenica 28 e lunedì 29 dicembre, portando sul piccolo schermo una commedia natalizia dal sapore di favola contemporanea.

Accanto allo scambio d’identità, motore narrativo di situazioni ironiche e imprevedibili, uno degli elementi più apprezzabili della produzione è senza dubbio il forte legame con il territorio del Friuli-Venezia Giulia, che diventa parte integrante del racconto. Prodotta da RAI Fiction ed Eagle Original Content, con il contributo della Friuli Venezia Giulia Film Commission / PromoTurismoFVG, la serie valorizza paesaggi urbani e scorci storici, trasformando le location friulane in autentici protagonisti visivi.

Familia, un viaggio tra le location del film che racconta legami e radici

Il film di Francesco Costabile, scelto per rappresentare l’Italia agli Oscar 2026, intreccia la forza dei legami familiari con il peso della memoria collettiva. E lo fa attraverso una narrazione visiva potente, ambientata in luoghi reali che diventano protagonisti quanto gli attori.

Familia, secondo lungometraggio del regista, è un film che fonde il melodramma con le atmosfere del thriller psicologico, dell’horror e del cinema sociale, raccontando con intensità una storia familiare ispirata a fatti reali. Tratto dal libro Non sarà sempre così, il film segue le vicende del giovane Luigi Celeste e della sua famiglia, costretta a confrontarsi con il ritorno del padre Franco, figura ingombrante e tossica riemersa dopo dieci anni di assenza.

Di cosa parla

Luigi Celeste ha vent’anni e vive insieme a sua madre Licia e al fratello Alessandro. I tre condividono un legame profondo, nato anche dal dolore di un passato difficile. Da quasi dieci anni, nella loro vita non c’è più traccia di Franco, il padre e compagno violento che ha segnato con la paura l’infanzia dei figli e la giovinezza di Licia.

Alla ricerca di identità e appartenenza, Luigi si rifugia nella vita di strada e finisce per unirsi a un gruppo di estrema destra, un ambiente dove si alimentano rabbia, rancore e spirito di dominio. Ma un giorno Franco riappare, deciso a riprendersi ciò che ha perduto: i suoi figli, la sua famiglia.

Tuttavia, è un uomo che distrugge ciò che ama, che soffoca chi gli sta accanto, lasciando solo ferite e dipendenza. Quella di Luigi, Alessandro e Licia è una storia di caduta e riscatto, un viaggio doloroso nell’oscurità che li costringerà a confrontarsi con i fantasmi del passato per potersi salvare, a qualunque prezzo.

Familia film
Ansa Foto
Una scena di Familia

Dove è stato girato

Oltre alla potenza narrativa, Familia colpisce anche per la scelta delle location, che non fanno solo da sfondo ma diventano parte integrante della narrazione, contribuendo a creare l’atmosfera cupa e realistica del racconto. Il film è stato interamente girato a Roma e nelle sue periferie, esplorando angoli meno noti della città, spesso esclusi dalla narrazione cinematografica tradizionale.

Tra i quartieri principali in cui è stato girato Familia, troviamo il Tufello, nella periferia nord-est della Capitale, in particolare tra via Monte Massico e via Capraia, dove si trovano i lotti residenziali che fanno da cornice alla prima abitazione della famiglia Celeste.

Anche se la casa non viene mai mostrata in modo esplicito, l’atmosfera del quartiere contribuisce a costruire il clima emotivo e urbano del film. Altre importanti location comprendono La Rustica, nella zona est di Roma, con riprese nei lotti di Casale Caletto, e il Quartaccio, periferia ovest, tra i palazzi popolari di via Flaubert, dove la famiglia si trasferisce in seguito.

Il film si spinge anche in aree di transito simboliche, come la stazione Anagnina, capolinea di autobus e della metropolitana, teatro di incontri e passaggi cruciali nella narrazione, tra cui quello tra Luigi e il padre Franco. Altri luoghi significativi includono il Parco Lido di Ostia, un luna park in Via Vanutelli dove Franco porta i figli nel tentativo di recuperare un rapporto ormai spezzato, e la scuola IC Rosetta Rossi di Via Federico Borromeo, frequentata dai protagonisti da bambini.

Ostia
iStock
Vista panoramica su Ostia

Un’altra location forte dal punto di vista simbolico è la Casa Circondariale di Velletri, dove viene rinchiuso Luigi: un luogo di reclusione fisica che riflette quella psicologica vissuta dai personaggi. Non meno importante è il Pub Kilmoon in Via Giovanni Battista Tiepolo, luogo di ritrovo del gruppo neofascista che attira Luigi, segnando il suo passaggio in un mondo dominato da violenza e rabbia repressa.

Altri ambienti carichi di tensione sono lo spiazzo sotto al Viadotto del Giubileo, nei pressi della stazione La Celsa, dove si consuma un agguato alla macchina di Luigi, e Via Collatina Vecchia, dove Franco e Licia si confrontano duramente sul futuro del figlio, accanto ai binari della Ferrovia Roma-Pescara.

House of Guinness, dove è stata girata la serie Netflix ambientata nell’800 sul celebre birrificio

Creata dallo sceneggiatore britannico Steven Knight, mente dietro Peaky Blinders, House of Guinness è già tra le serie più attese del 2025. Descritta come un mix tra l’intrigo familiare di Succession e l’oscurità del mondo criminale già esplorato da Knight, la serie narra l’ascesa (e i conflitti) della celebre dinastia Guinness, tra ambizioni, segreti e drammi familiari.

Nonostante la trama si svolga tra Dublino e New York nel XIX secolo, la produzione ha scelto di girare quasi tutte le scene nel Nord-Ovest dell’Inghilterra, sfruttando location storiche che potessero ricreare l’atmosfera dell’epoca.

Di cosa parla

Alla morte di Sir Benjamin Guinness, il visionario fondatore del celebre birrificio, l’eredità familiare diventa terreno di scontro tra i suoi quattro figli: Arthur, erede titubante; Edward, ambizioso e orientato al mercato americano; Ben, ribelle e ingestibile; e Anne, donna intelligente e determinata, decisa a non restare ai margini del potere.

Mentre all’interno della famiglia si accendono rivalità e tensioni, all’esterno cresce la pressione dei Feniani, la frangia repubblicana che sogna un’Irlanda libera e guarda con sospetto al potere dei Guinness. Tra loro spicca Ellen Cochrane, figura razionale e carismatica, che incrocerà il destino della famiglia in modi inaspettati.

Tra politica, affari e intrighi familiari, la serie racconta la nascita di un impero e il tramonto di un’epoca, con personaggi divisi tra ambizione, lealtà e il desiderio di lasciare un segno nella storia.

House of Guinness Netflix
Ufficio stampa Netflix
House of Guinness Netflix

Dove è stata girata

Grazie al lavoro impeccabile del team guidato da Dan Connolly e al supporto delle film commission locali come Filming in England, Screen Manchester e Liverpool Film Office, House of Guinness è riuscita a fondere autenticità storica e esigenze di produzione moderna. Il risultato? Una serie che, pur parlando dell’Irlanda e dell’America del passato, è profondamente radicata nei luoghi e nel talento produttivo del Regno Unito.

St Philips Church – Salford

Questa chiesa anglicana classificata Grade II è stata trasformata in una perfetta strada ottocentesca di Dublino. Gli interni e gli esterni sono stati sapientemente adattati grazie a effetti visivi e scenografie dettagliate. Come racconta il reverendo Dr Gareth Robinson, “sembrava davvero di essere tornati nel 1825, l’anno in cui fu fondata la nostra chiesa”.

Cheshire

Le riprese della serie sono iniziate nel Cheshire durante l’inverno del 2024, rendendo questa contea inglese il primo set ufficiale scelto per la nuova produzione targata Netflix. Le prime scene sarebbero state girate presso il National Waterways Museum di Ellesmere Port, dopo che alcuni residenti della zona avevano ricevuto comunicazioni ufficiali che annunciavano l’arrivo di una “nuova serie drammatica in otto episodi” in fase di produzione tra Liverpool e Manchester.

La firma era quella di Kudos Productions, già nota per Peaky Blinders. Per ricreare l’atmosfera dell’Irlanda dell’Ottocento, alcune aree del sito sono state trasformate in cantieri navali storici, mentre il piccolo toll house del museo è diventato un autentico pub irlandese chiamato The Angel, completo di insegne originali Guinness e dettagli scenografici d’epoca.

Sempre nel Cheshire, sarebbe stata coinvolta anche una maestosa residenza storica per le riprese. Diversi fan hanno condiviso online foto dell’attore Louis Partridge sul set, e secondo fonti vicine alla produzione, la location utilizzata sarebbe Tatton Park: una tenuta immersa in oltre 400 ettari di parco che offre, tra giardini curati e ambienti nobiliari, lo scenario perfetto per rappresentare le dimore dell’élite ottocentesca.

La storica Mansion House, in particolare la biblioteca, è stata uno dei set principali. Con oltre 1.000 acri di parco, questa tenuta ha fornito ambientazioni autentiche per le scene ambientate nelle dimore aristocratiche dell’epoca. Il team di produzione ha lavorato in stretta collaborazione con il personale curatoriale per rispettare il valore storico del luogo.

Manchester
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Manchester

Little Underbank – Stockport

Questa via storica è stata completamente rinnovata per rappresentare una strada commerciale dell’800. Stockport è una città che sta attirando sempre più produzioni, e House of Guinness ha confermato il suo potenziale come set cinematografico d’epoca.

In particolare, il pub The Cracked Actor su Little Underbank è stato completamente trasformato per l’occasione: nuova insegna, scenografie d’epoca e dettagli curatissimi lo hanno reso irriconoscibile, rinominandolo per la serie The Oak. Un’altra scena particolarmente suggestiva è stata girata presso la storica St Mary’s Church, edificio classificato di grado I.

Qui, i fan più attenti hanno notato un particolare dettaglio scenografico: una lapide recante il nome di Benjamin Lee Guinness, figura realmente esistita e discendente della celebre famiglia. Un piccolo indizio che conferma l’accuratezza storica della produzione e la volontà di intrecciare fiction e realtà con grande attenzione ai dettagli.

Manchester – Northern Quarter

Lever Street, Back Piccadilly, Heaton Hall e Ancoats sono stati utilizzati per rappresentare alcune delle ambientazioni urbane di New York. Manchester si conferma una delle città più “cinematografiche” d’Europa, spesso scelta per raddoppiare Brooklyn e Manhattan in numerose produzioni internazionali.

La Greater Manchester ha giocato un ruolo di primo piano. Il cast e la troupe hanno infatti girato numerose scene nel cuore pulsante del Northern Quarter, sfruttando l’atmosfera urban-vintage di vie iconiche come Lever Street, Dale Street e Back Piccadilly. A queste si aggiungono altre due location significative: Heaton Hall, elegante residenza neoclassica immersa in un parco storico, e il quartiere di Ancoats, ex zona industriale oggi rigenerata e dal forte impatto visivo.

Liverpool – St George’s Hall
iStock
Liverpool – St George’s Hall

Liverpool – St George’s Hall

L’imponente St George’s Hall ha già fatto da sfondo a The Batman e qui si trasforma ancora, grazie alla versatilità architettonica di Liverpool. Anche i Tobacco Warehouse, i Collingwood Docks e gli Stanley Docks sono stati coinvolti, aggiungendo profondità e autenticità alle scene ambientate nella parte più dura e operaia della Dublino storica.

Secondo Country File alcune scene sono state girate anche lungo William Brown Street, dove la produzione ha ricreato un’atmosfera da campagna elettorale d’epoca, con cartelli che recitavano “Vote for Mr Arthur Guinness“, mentre un’orchestra suonava dal vivo, aggiungendo un tocco musicale e teatrale alla scena.

Un’altra location impiegata nella contea del Merseyside è stata Croxteth Hall, storica tenuta di campagna che ha ospitato scene ambientate in ambienti nobiliari. Il mix tra spazi pubblici monumentali e residenze aristocratiche ha permesso alla produzione di ricostruire, in modo vivido e credibile, l’Irlanda e l’America del XIX secolo restando interamente sul suolo britannico.

Broughton Hall Estate – Yorkshire

Questa tenuta georgiana vicino a Skipton, con i suoi 3.000 acri di natura, ha ospitato alcune sequenze chiave della serie. La sua bellezza classica e isolata ha reso possibile ambientare scene che richiedevano vastità, eleganza e solennità.

Dove è stato girato C’era una volta il West: le location leggendarie del capolavoro di Sergio Leone

Quando si parla di grandi film western, è impossibile non citare C’era una volta il West, il capolavoro di Sergio Leone uscito nel 1968. Un film epico, dal ritmo lento e ipnotico, con un’estetica inconfondibile e una colonna sonora firmata da Ennio Morricone che è diventata immortale.

Ma oltre al cast straordinario e alla regia impeccabile, c’è un elemento che ha inciso profondamente nel fascino del film: le location. I paesaggi sconfinati, le stazioni polverose, le montagne bruciate dal sole e i deserti immensi non sono solo sfondi, ma personaggi veri e propri.

Scopriamo allora dove è stato girato C’era una volta il West e perché quei luoghi sono ancora oggi meta di pellegrinaggio per i cinefili di tutto il mondo.

Dove è stato girato Hotel Costiera: tutte le location mozzafiato della serie Prime Video

Hotel Costiera, la nuova serie originale di Prime Video, è una dichiarazione d’amore all’Italia. Ambientata in una delle cornici più iconiche del mondo, la Costiera Amalfitana, la serie riesce a unire mistero, azione e ironia con un’estetica visiva straordinaria.

Oltre a Jesse Williams, protagonista e produttore esecutivo della serie, nel cast troviamo gli italiani Maria Chiara Giannetta, Antonio Gerardi, Tommaso Ragno e Pierpaolo Spollon. Con un mix di thriller, sentimenti e ironia, Hotel Costiera si propone come un giallo con un’Italia da cartolina a fare da sfondo.

Di cosa parla

Daniel De Luca, interpretato da Jesse Williams (che abbiamo intervistato), ex marine americano con radici italiane, torna nella terra della sua infanzia: la splendida costa di Positano. Qui inizia a lavorare come fixer in un esclusivo hotel di lusso, occupandosi di risolvere con discrezione ogni genere di problema per i suoi esigenti ospiti internazionali.

Ma il suo incarico nasconde una missione più personale: ritrovare Alice, la giovane figlia del proprietario dell’hotel, misteriosamente scomparsa da oltre un mese. Mentre cerca di districarsi tra segreti, bugie e ambienti dorati, Daniel si troverà a fronteggiare un pericolo ben più grande di quelli affrontati in passato: entrare nel cuore di un mistero che lo metterà alla prova come mai prima.

Hotel Costiera
Ufficio stampa Prime Video
Jesse Williams e Maria Chiara Giannetta in Hotel Costiera

Dove è stata girata

“Siamo andati alla ricerca di luoghi in cui la vegetazione rigogliosa e il profumo del mare potessero avvolgere e coinvolgere i nostri personaggi, immergendoli in una narrazione profondamente italiana”, ha detto lo scenografo Stefano Pica che, parlando del processo creativo ha spiegato: “Il lavoro è partito con un lungo percorso di sopralluoghi lungo le coste coinvolte nella narrazione. Una volta individuate le ambientazioni principali, sono stati realizzati bozzetti funzionali alla sceneggiatura, poi condivisi con la regia e con tutte le figure artistiche coinvolte, al fine di costruire un impianto visivo coerente e suggestivo”.

Il fulcro della storia è un hotel di lusso che sorge a picco sul mare di Positano, ed è proprio nella celebre Villa Treville che la produzione ha trovato la sua “perla”. Un tempo residenza del regista Franco Zeffirelli, Villa Treville ha aperto le sue porte alla troupe per tre settimane intense di riprese, offrendo non solo i suoi panorami mozzafiato ma anche un’ospitalità impeccabile.

Il regista Adam Bernstein, affascinato dal progetto, ha dichiarato: “Hotel Costiera è stata un’opportunità per esplorare un mix unico di azione, commedia e drama, con il vantaggio di girare in uno dei luoghi più belli del pianeta.”

Sperlonga diventa Positano (quasi)

Girare a Positano ha comportato sfide logistiche significative. Per garantire una maggiore flessibilità, molte sequenze ambientate nei vicoli pittoreschi della cittadina sono state girate a Sperlonga, località del litorale laziale scelta per la sua somiglianza estetica e la migliore accessibilità.

Qui sono state ricreate piazze, bar e negozi in stile costiero, arricchiti da decori, piante e colori tipici della tradizione amalfitana. Il risultato? Una versione scenografica di Positano, perfettamente credibile e capace di restituire il fascino della località campana.

Sperlonga
iStock
Sperlonga set di Hotel Costiera

Riprese tra Roma, Napoli e l’Argentario

Per completare il quadro visivo, altre location strategiche sono state scelte tra: Napoli, per alcune riprese urbane e atmosfere “di strada”; l’Argentario, per sequenze panoramiche lungo la costa; Roma e dintorni, dove sono stati girati interni e ambientazioni ricostruite.

Alcune parti dell’hotel, come l’appartamento del protagonista Daniel De Luca, sono state ricostruite nei teatri di posa Lux Vide a Formello. Qui la produzione ha anche adottato soluzioni tecnologiche avanzate come pannelli LED e tecnologia “Array” per simulare sequenze in movimento (camera car e moto) con realismo cinematografico totale.

Positano
iStock
Positano

Una produzione a basso impatto ambientale

Particolare attenzione è stata data alla sostenibilità ambientale. Hotel Costiera è infatti una delle prime produzioni italiane ad aver integrato soluzioni green, con un bassissimo impatto ambientale e politiche produttive attente al benessere della troupe. A contribuire al risultato visivo, anche l’uso delle nuove camere Arry 35, capaci di catturare con precisione la luce calda e dorata del Mediterraneo.

Il direttore della fotografia Alessandro Pesci ha spiegato: “Il contrasto tra il paesaggio idilliaco e l’inquietudine dei personaggi anima la storia. La luce naturale gioca un ruolo centrale: calda, emotiva, avvolgente.” Dietro le quinte, la visione della sceneggiatrice Elena Bucaccio riassume l’essenza del progetto: “Hotel Costiera racconta l’Italia attraverso gli occhi di un ex-Marine italo-americano. È una serie che fa sorridere e sognare, ma con la profondità emotiva delle storie Lux. Abbiamo voluto rappresentare la vacanza non solo come luogo, ma come stato d’animo.

Jesse Williams in Hotel Costiera: “In Italia ho riscoperto la famiglia e una nuova idea di mascolinità”

Lo abbiamo incontrato a Roma, in occasione dell’anteprima esclusiva di Hotel Costiera organizzata da Prime Video al Cinema Barberini, dove ha presentato al pubblico italiano la nuova serie tv ambientata nella splendida cornice della Costiera Amalfitana.

Jesse Williams, volto amatissimo dal pubblico internazionale – come dimenticarlo nei panni del dottor Jackson Avery in Grey’s Anatomy – veste i panni di Daniel De Luca, un ex Marine americano dalle radici italiane che torna nella terra della sua infanzia per intraprendere un lavoro tanto inusuale quanto pericoloso: fare da fixer in uno degli hotel più lussuosi (e problematici) del mondo.

Ha diviso la scena con un cast in gran parte italiano che comprende Maria Chiara Giannetta, Tommaso Ragno, Antonio Gerardi.

Jesse Williams in Costiera

Tra richieste bizzarre degli ospiti VIP, misteri da risolvere e una scomparsa che agita le acque tranquille dell’hotel Villa Costiera, Daniel si ritroverà a fronteggiare molto più di quanto si aspettasse. La sua missione segreta? Ritrovare Alice, la giovane figlia del proprietario dell’hotel, sparita nel nulla da oltre un mese. Un’indagine che metterà alla prova non solo le sue abilità militari, ma anche la sua umanità.

Nella nostra intervista, l’attore americano ci ha raccontato cosa lo ha affascinato di questo ruolo sospeso tra azione, commedia e sentimento, perché Hotel Costiera è molto più di una semplice serie ambientata in un luogo da cartolina, e come è stato lavorare tanti mesi in Italia.

Jesse Williams
Ufficio stampa Prime Video
Jesse Williams

Parlaci un po’ del tuo personaggio in Hotel Costiera.

Daniel De Luca è uno “scugnizzo”, nato a Napoli e cresciuto tra i vicoli della città italiana. Dopo l’infanzia si trasferisce in America dove cresce e diventa un uomo che si arruola nei Marines. Vent’anni dopo torna nel luogo in cui è nato e la sua vita cambia.

Trova un lavoro come “risolutore di problemi” dei ricchi clienti di un hotel di lusso a Positano. È bravo ad aiutare gli altri, ma in fondo è un’anima persa.

Come è stato per te girare questa serie in Italia? Cosa ti ha colpito di più?

Mi sono innamorato di questo posto molto rapidamente, negli ultimi tre mesi mi è capitato di venire circa 4-5 volte in varie parti dell’Italia e sono rimasto profondamente colpito dall’importanza che voi date alla famiglia. In Italia i legami familiari sono molto stretti, mentre in America non vediamo l’ora di lasciare il nido e allontanarci.

Non ci prendiamo cura degli anziani, li mettiamo in una casa di riposo. Lavorando a questa serie invece è stato bello notare come la famiglia qui sia un collante per gli adulti, una tradizione da rappresentare e onorare. Mi ha trasmesso un forte senso di stabilità.

La grinta, la diversità, il blu, la natura di Napoli mi hanno conquistato, mi sono sentito a casa, come se mi trovassi nei posti da cui provengo negli Stati Uniti. La Costiera poi è bellissima, un posto magnifico dove passare del tempo.

Jesse Williams
Ufficio stampa Prime Video
Jesse Williams e Maria Chiara Giannetta  in Hotel Costiera

Quali differenze hai notato tra il set americano e quello italiano?

In America si lavora 14 ore al giorno, fino alle due di notte, è estenuante. Qui si presta attenzione alla qualità della vita. Ricordo che sul set qualcuno si assicurava sempre che avessimo mangiato, che avessimo preso il caffè, e poi arrivava sempre altra pizza. Io dicevo: “Ma l’abbiamo già mangiata!” e mi rispondevano: “Sì, ma questa è un altro tipo”. Ho imparato che esistono decine di tipi di pizza.

In questa serie il dramma si mescola con la commedia e c’è equilibrio, come avete pensato a questa formula?

Fin dall’inizio abbiamo parlato con Adam della storia e di come trovare il giusto bilanciamento dei tempi comici con il dramma. Penso che i problemi di Daniel, della sua vecchia vita, gli provochino problemi nel presente. Lui si ritrova solo, risolve i problemi degli altri ma sembra non riuscire a risolvere i suoi.

A un certo punto arriviamo ad affrontare i suoi problemi personali, ma non posso fare spoiler, però questo è di sicuro uno degli aspetti che più mi ha affascinato della storia. Daniel è un personaggio che sbaglia, ma cerca di migliorarsi, soprattutto nel rapporto con le donne.

Attraverso il tuo personaggio nella serie viene presentato un nuovo tipo di mascolinità…

Il modo in cui la figura maschile e l’elemento della mascolinità vengono affrontati in questa serie, sono aspetti che mi hanno molto attirato. Ho cercato di portare sullo schermo un personaggio con delle fragilità, non completo, che avesse difetti.

Lui è alla ricerca costante di rapporti veri con le persone, anche con le donne. Cerca la collaborazione, non solo sesso o i classici meccanismi che si vedono solitamente nei film e nelle serie tv.

Una battaglia dopo l’altra, dove è stato girato il film da 6 statuette agli Oscar

Dalle coste selvagge della California ai deserti infuocati del Texas, passando per borghi storici e città vibranti, Una Battaglia Dopo l’Altra, il film con Leonardo DiCaprio e Benicio Del Toro conquista gli Oscar 2026 con un viaggio epico nelle mani del regista Paul Thomas Anderson.

Un film incredibile uscito nelle sale il 25 settembre 2025 che Hollywood ha premiato con ben 6 statuette: i premi assegnati sono quelli di miglior film, miglior regia di Paul Thomas Anderson, miglior attore non protagonista, riconoscendo le performance di Sean Penn, e quello di miglior sceneggiatura non originale. Premiato anche il miglior montaggio e il miglior casting. Il film è disponibile alla visione su Sky Primafila.

Oscar 2026, la premiazione di Una Battaglia dopo l'Altra
Getty Images
Premiato il film Una battaglia dopo l’altra agli Oscar

Di cosa parla

Bob è un ex rivoluzionario che ha perso la bussola. Un tempo figura carismatica e militante, oggi è un uomo segnato dal passato che vive ai margini del mondo e della propria sanità mentale, consumato da un mix di rimorsi e paranoie. Al suo fianco c’è Willa (Vinessa Infiniti), la figlia adolescente, spirito libero e indipendente, cresciuta tra ideali disillusi e un padre ormai ombra di sé stesso.

La loro fragile quotidianità viene stravolta quando riemerge un fantasma del passato: il vecchio e temuto nemico di Bob (interpretato da Sean Penn), scomparso da anni, torna improvvisamente in scena. Pochi giorni dopo, Willa sparisce nel nulla.

Così comincia un viaggio disperato, ma anche necessario: per ritrovare sua figlia, Bob sarà costretto a confrontarsi con tutto ciò da cui ha sempre cercato di fuggire. Nel cuore di una nazione cambiata, padre e figlia si ritroveranno uniti — forse per la prima volta — nella resa dei conti con una storia fatta di scelte radicali, errori impossibili da cancellare e una verità che non può più essere ignorata.

Una battaglia dopo l'altra location
Ufficio stampa Warner Bros.
Le location di Una Battaglia dopo L’altra

Dove è stato girato

Ogni location del film è stata scelta con cura per rispecchiare le atmosfere della storia: le sequoie imponenti di Humboldt County, gli edifici istituzionali di Sacramento, i paesaggi desertici di El Paso, fino alla quiete sospesa di San Juan Bautista.

Humboldt County, California

Una parte significativa delle riprese del film è stata realizzata nella suggestiva Humboldt County, nel nord della California, celebre per le sue maestose foreste di sequoie e i caratteristici paesini affacciati sull’Oceano Pacifico. Tra le location principali di questa area degli Stati Uniti ci sono:

  • Eureka, capoluogo della contea, dove alcune scene sono state girate anche presso il Murphy’s Market in Walnut Drive. Questa città è rinomata per la sua architettura vittoriana e il suo fascino d’altri tempi;
  • Arcata, altra tappa importante delle riprese, con ambientazioni tra cui Carmela’s Mexican Restaurant in G Street, nel cuore della vivace cittadina universitaria;
  • Cutten, una tranquilla area residenziale a pochi minuti da Eureka, ha offerto scorci più intimi e quotidiani per alcune scene;
  • Trinidad, incantevole borgo costiero con viste mozzafiato sull’oceano e spiagge naturali, ha aggiunto un tocco pittoresco e marino all’atmosfera del film.

Situata lungo la costa settentrionale della California, Humboldt County è un vero gioiello naturale. Famosa per le sue foreste di sequoie giganti — tra gli alberi più alti del mondo — la contea è una meta ideale per gli amanti della natura, con numerosi parchi statali, sentieri escursionistici e aree campeggio. Oltre alla bellezza paesaggistica, la zona è ricca di storia: dalla presenza delle comunità native americane alle tradizioni legate alla pesca e al taglio del legname.

Humboldt County
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Le sequoie di Humboldt County

Sacramento, California

Dopo le riprese nella contea di Humboldt, la produzione si è spostata a Sacramento, la capitale della California, dove i ciak sono partiti il 3 febbraio 2024. Tra le location scelte figurano il Sacramento County Administration Building e il Sacramento County Courthouse, due edifici simbolici della città.

Sacramento si trova nella parte settentrionale dello stato, lungo il fiume omonimo, ed è profondamente legata alla storia della corsa all’oro. Durante l’Ottocento fu una delle principali vie d’accesso ai campi auriferi californiani, diventando rapidamente un crocevia economico e culturale.

Oggi la città è nota per i suoi edifici governativi, i parchi storici e un ricco patrimonio museale: tra i luoghi più visitati ci sono l’Old Sacramento Historic District, il California State Capitol e il celebre California State Railroad Museum. Inoltre Sacramento è considerata la capitale del movimento farm-to-fork, grazie alla sua posizione privilegiata nel cuore della regione agricola più produttiva degli Stati Uniti.

Sacramento, California
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Sacramento, California

Stockton, California

Le riprese si sono poi spostate a sud, nella città di Stockton, cuore pulsante della Central Valley. Qui la troupe ha girato scene presso il civico 311 East Main Street, un edificio noto per il suo valore architettonico e storico.

Fondata anch’essa durante la corsa all’oro, Stockton è cresciuta come centro nevralgico per il commercio e la distribuzione, grazie alla sua posizione strategica sul fiume San Joaquin. Questo l’ha resa uno dei pochi porti interni della California, contribuendo al suo sviluppo economico. Oggi, la città è caratterizzata da un vivace mosaico culturale, ospita importanti istituzioni come la University of the Pacific e offre punti d’interesse come l’Haggin Museum.

Stockton, California
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Stockton, California

San Juan Bautista, California

Tra le location più suggestive utilizzate per le riprese figura The Zanetta House, una storica residenza situata a San Juan Bautista, in California. Questo piccolo centro, immerso tra colline e campagne, è un autentico gioiello della storia californiana.

Fondato alla fine del XVIII secolo come missione spagnola, San Juan Bautista conserva ancora oggi l’iconica Missione da cui prende il nome, uno dei luoghi meglio conservati dell’intero percorso delle missioni in California. Il fatto che si trovi in prossimità della faglia di Sant’Andrea la rende anche un’area di interesse geologico.

Oltre a San Juan Bautista, la produzione ha fatto tappa in diverse altre località della California, come Borrego Springs, Galt, San Diego, Los Angeles e Lancaster, contribuendo a creare un mosaico visivo che spazia tra deserti, metropoli, paesaggi rurali e coste.

San Juan Bautista, California
San Juan Bautista, California

Riprese anche in Texas: El Paso

Nel mese di giugno 2024 la troupe si è trasferita a El Paso, in Texas, per girare ulteriori scene, in particolare quelle più dinamiche e cariche d’azione. La città, situata all’estremità occidentale dello stato, al confine con il Messico, è celebre per i suoi paesaggi desertici mozzafiato e il clima soleggiato quasi tutto l’anno.

El Paso è una città dal forte carattere multiculturale, in cui convivono influenze americane e messicane che si riflettono in ogni aspetto della vita quotidiana: dalla cucina alla musica, fino alle tradizioni popolari. Con una storia legata al Vecchio West, ai presidi militari e alle rotte commerciali, El Paso rappresenta un crocevia ricco di storia e vitalità. Tra le sue attrazioni principali figurano le Franklin Mountains, l’El Paso Museum of Art e lo storico Plaza Theatre.

L’isola di Dieci piccoli indiani di Agatha Christie esiste ed è un luogo favoloso

È il libro giallo per eccellenza, quello che ha ispirato tantissimi scrittori che hanno voluto dare vita a storie altrettanto enigmatiche e misteriose. Stiamo parlando di Dieci piccoli indiani, uno dei capolavori di Agatha Christie, un libro sorprendente e capace di tenere con il fiato sospeso pagina dopo pagina.

Complice anche l’ambientazione incredibile: un’isola dalle piccole dimensioni, con scogliere alte e su cui si trova una villa. È lì che sono state invitate dieci persone dal misterioso proprietario della magione ed è sempre lì che iniziano a morire gli ospiti in un crescendo di tensione.

Per tutti gli amanti di questo romanzo di Agatha Christie la buona notizia è che l’isola esiste davvero e – se nel libro – si chiama Soldier Island, nella realtà si tratta Burgh Island. Si trova poco lontano dalla costa del Devon, nella zona a sud ovest dell’Inghilterra. Tutto quello che c’è da sapere.

Alla scoperta di Burgh Island, che ha ispirato Agatha Christie

Scoprire i luoghi reali che hanno fatto da scenografia ai romanzi che abbiamo amato è un’esperienza tutta da provare, ancora di più se quei posti sono stati anche la location prescelta per scrivere. Ed è quello che rappresenta Burgh Island per Agatha Christie che non solo qui ha fatto svolgere le vicende del suo enigmatico Dieci piccoli indiani e di una delle indagini di Hercule Poirot: Corpi al sole, ma ha anche trascorso periodi di relax e scrittura.

Si trova poco al largo della costa del Devon nel Regno Unito, si può raggiungere camminando quando c’è la bassa marea oppure utilizzare un apposito mezzo marino. Sulla terra ferma si trova il piccolo villaggio Bigbury on Sea, che dista poco meno di un’ora di auto da Plymouth, grande centro abitato della contea.

È in questo piccolo luogo con una spiaggia spettacolare che si trova il punto di partenza per arrivare sull’ isola: a piedi, come detto, con la bassa marea oppure con il  Sea Tractor (una sorta di trattore marino). E già questa è un’esperienza indimenticabile.

L'isola di Dieci piccoli indiani di Agatha Christie
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L’isola di Dieci piccoli indiani di Agatha Christie esiste davvero

Tutto su Burgh Island l’isola di Dieci piccoli indiani

Burgh Island è un’isola che ha incantato tantissimi artisti e personaggi illustri, oltre ad Agatha Christie. Negli anni Novanta del 1800 in questo luogo aveva fatto costruire una casa in legno la star del music hall George H. Chirgwin: qui venivano organizzate dagli ospiti delle feste. Poi nel 1927 il regista Archibald Nettlefold vi ha fatto costruire un hotel Art Déco molto apprezzato e frequentato, una battuta d’arresto nella storia di Burgh Island ha coinciso con la Seconda Guerra Mondiale, ma successivamente è tornato molto in voga.

Oltre ad Agatha Christie, che aveva trovato qui la sua seconda casa, sono stati tanti i personaggi di spicco che l’hanno frequentata come Edoardo VIII insieme a Wallis Simpson, Winston Churchill e gli stessi Beatles. Con il verde della natura a fare da contrasto al mare di un colore intenso e vibrante, le sue coste aspre e rocciose e scorci incredibili, questo luogo è di grandissimo fascino e vale la pena raggiungerlo, magari proprio in compagnia di uno dei capolavori del giallo classico: Dieci piccoli indiani, per assaporarne ancora meglio le ambientazioni e le descrizioni.

E allora sarà più semplice percepire la tensione narrativa, la claustrofobica sensazione di essere braccati e la bellezza incredibile e ispiratrice del paesaggio intorno a noi.

Qualche anno fa l’hotel e l’isola erano stati messi in vendita, salvo poi essere ritirata per rimanere nelle mani degli attuali proprietari. Oltre a essere l’ambientazione dei libri, poi, ha fatto da scenografia anche per l’adattamento televisivo inglese di Copri al sole, oltre che di Nemesis e di molti altri progetti non legati solo ad Agatha Christie.

Un luogo perfetto per immergersi nella bellezza della natura, accompagnati da letture indimenticabili proprio come Dieci piccoli indiani.

Burgh Island con la bassa marea
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Burgh Island con la bassa marea vista dalla costa

Le cime tempestose della brughiera inglese esistono davvero. E hanno ispirato le sorelle Brontë

Ci sono libri che abbiamo sfogliato fino a consumarne le pagine, storie capaci di entrare dentro il cuore dei lettori di rimanerci a lungo. Uno di quei capolavori è senza ombra di dubbio Cime tempestose, Wuthering Heights, di Emily Brontë un romanzo che ha tutti gli ingredienti per catturarci e non lasciarci mai più.

C’è l’amore che cambia la vita, ci sono rabbia e sete di vendetta, c’è tanto dolore e molto altro. E quale modo migliore se non quello di averlo come compagno di viaggio per andare alla scoperta dei luoghi in cui è stato ambientato?

Scritto da una delle tre sorelle Brontë (tutte autrici di capolavori come – possiamo ricordare –  Jane Eyre e Agnes Grey), può essere la straordinaria guida alla scoperta della campagna inglese, del suo animo selvaggio e aspro, uno scenario incredibile e capace di avvolgerci in una spirale di fascino che appare quasi magica.

Zaino sulle spalle, o valigia tra le mani, Cime tempestose a guidarci nel cammino: i luoghi da esplorare per immergersi nell’ambientazione del capolavoro di Emily Brontë e nella brughiera inglese.

Alla scoperta dell’ambientazione di Cime tempestose

Tantissimi scrittori celebri hanno usato i luoghi della propria vita per farli diventare il palcoscenico privilegiato delle loro storie. È accaduto – ad esempio – con un’altra autrice inglese straordinaria, ovvero Jane Austen che ha dato vita ai sui libri nei posti in cui ha vissuto, dandoci modo di poter seguire le sue tracce in un viaggio straordinario e ricco di spunti di riflessione. Ma lo ha fatto anche Elsa Morante, che ha ambientato la sua La storia tra i quartieri di Roma, oppure il Premio Nobel per la letteratura Mario Vergas Llosa che attraverso i suoi libri ci ha accompagnato alla scoperta del Perù con i suoi occhi.

E questo è un aspetto da non sottovalutare, perché farsi accompagnare in un viaggio dalle pagine di un romanzo significa vedere quei posti con lo sguardo di chi lo ha scritto.

E così possiamo fare con la brughiera inglese, quella che Emily Brontë ha usato come sfondo per Cime tempestose, lo stesso scenario che ha vissuto lei durante la sua vita.

Esistono appositi tour che portano alla scoperta dei luoghi più significativi in cui ha vissuto la scrittrice con le sorelle, gli stessi che pare abbiano ispirato la sua immaginazione. Una cosa è certa: l’area dello Yorkshire nel nord dell’Inghilterra – zona favolosa del Regno Unito – con le sue brughiere è la destinazione giusta per carpire un po’ dell’anima del romanzo e dello sfondo che ha dato vita ad alcune storie immortali.

Haworth: la brughiera delle sorelle Bronte
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Haworth: viaggio nella brughiera delle sorelle Bronte

Viaggio sulle tracce delle sorelle Brontë: tappa a Haworth

Terre selvagge, in cui la natura si mostra in tutta la sua incredibile bellezza, che è capace di essere al tempo stesso meravigliosa e difficile, come quando la campagna è avvolta dal vento oppure quando vi cala la nebbia. Per raggiungerle si deve viaggiare verso la zona più a nord del continete europeo – nel Regno Unito – e poi lasciare che siano i luoghi a farci innamorare di questo viaggio.

La casa delle sorelle Bronte a Haworth
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La casa, oggi museo, delle sorelle Bronte a Haworth

Per iniziare il viaggio alla scoperta delle Cime tempestose e della brughiera delle sorelle Brontë, si deve partire da Haworth, il villaggio in cui hanno vissuto. Qui si trova un museo a loro dedicato, ovvero il Brontë Museum: ospitato nella casa di famiglia, al suo interno si può ammirare la vasta collezione di oggetti appartenenti alle tre autrici.

Nel medesimo villaggio si possono visitare le loro tombe, la chiesa dove il padre lavorava, la St. Michael and All Angels Church, o raggiungere Black Bull, il pub dove il fratello andava a bere.

In alternativa si può decidere di partire per un’escursione nella brughiera per immaginare gli eventi del romanzo.

St. Michael and All Angels: una chiesa di Haworth
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St. Michael and All Angels: una chiesa di Haworth legata alle sorelle Bronte

Le escursioni nella brughiera sulle tracce del capolavoro di Emily Bronte (ma non solo)

Tante le camminate nella brughiera che si possono fare. Come una passeggiata che attraversa la campagna fino a raggiungere il ponte Bronte, una cascata che si chiama proprio come loro, per procedere e salire fino a Top Withens (o Top Withins). Questa è una destinazione di fondamentale importanza dal momento che quelli che oggi sembrano dei semplici ruderi, pare siano stati la fonte di inspirazione per la casa degli Earnshaw in Cime tempestose.

Da questo momento si procede sul sentiero Pennine Way, si attraversa il villaggio Stanbury e si fa ritorno a Haworth: una sorta di camminata ad anello con alcune tappe eccezionali.

Top Withins che potrebbe aver ispirato Cime tempestose
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Top Withins che potrebbe aver ispirato “Cime tempestose” di Emily Bronte

Diversamente si possono provare a scovare gli altri luoghi, ad esempio ci sono tour che portano lungo la strada per Ponden Hall, dove si trova una costruzione che pare poter aver ispirato Thrushcross Grange, la casa della famiglia Linton nel romanzo di Emily Brontë. E si può anche andare alla ricerca di Penistone Crag, dove pare si trovi la grotta delle fate: il luogo che potrebbe aver dato vita a questo luogo è Ponden Kirk, che si trova a circa un chilometro e mezzo da Top Withens.

Oppure si può percorrere il Brontë Way, perché va ricordato che la brughiera ha ispirato e fatto da sfondo anche ai romanzi (straordinari) delle altre sorelle Bronte. Si snoda per 69 chilometri e prede il via da Oakwell Hall e arriva a Gawthorpe Hall, lungo il percorso si possono incontrare la casa dove sono nate le sorelle a Thornoton oppure Ponden Hall, una casa con una grande biblioteca che le sorelle potrebbero aver frequentato, ma anche quella magione che pare essere stata la possibile Thrushcross Grange in Cime tempestose.

Haworth le escursioni
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Haworth: le escursioni sulle tracce dei luoghi della vita e che hanno ispirato le sorelle Bronte

Come raggiungere Haworth

Per arrivare nella brughiera inglese che ha ispirato Cime tempestose e le sorelle Bronte si deve prendere un aereo fino a Manchester (dove si trova un aeroporto internazionale) e poi da lì raggiungere Leeds (oppure farlo partendo da uno degli scali aeroportuali di Londra).

Da Leeds si deve raggiungere Keighley e poi prendere un autobus o salire su uno storico treno a vapore (ma va verificato che sia attivo) e con uno di questi mezzi arrivare a Haworth. E da qui lasciare che sia Cime tempestose, o qualsiasi altro romanzo di una delle sorelle Brontë ad accompagnarci nel viaggio. Un’esperienza incredibile, che vale la pena fare almeno una volta nella vita.

Spiagge in Liguria con la famiglia, le migliori dove andare in estate

La Liguria è celebre per il suo mare, per la sua costa tutta diversificata, per i suoi borghi suggestivi e per città ricche di cultura. È senza dubbio una di quelle tappe immancabili per una vacanza, perché è una regione genuina e autentica, in cui assaporare gusti semplici ma deliziosi, grazie a una cucina unica e speciale, ma anche in cui si vedono i segni del passato e di una cultura di mare ancora vibrante.

E qui non mancano le spiagge dove andare con tutta la famiglia. La prima cosa da sapere è che, se non fanno paura ciottoli, calette e scogli, tutta la costa ligure regala location uniche, ma se si preferiscono arenili più adatti anche ai più piccoli ci sono destinazioni speciali da raggiungere.

Dove andare in spiaggia con la famiglia in Liguria: otto luoghi da raggiungere perfetti per grandi e piccini.

Alassio, la città del Muretto (e non solo)

Bellissima cittadina di mare, Alassio è un concentrato di bellezza. Le spiagge in questo angolo di Liguria sono di sabbia, ampie e attrezzate: l’ideale per andare al mare con tutta la famiglia, regala anche la vista sull’isola La Gallinara (che amministrativamente parlando fa parte del comune di Albenga), un bell’isolotto a forma di tartaruga da raggiungere per chi ama esplorare sotto la superficie dell’acqua. La sabbia ad Alassio è fine, perfetta per giocare con palette e secchielli e lasciare che sia la fantasia ad avere la meglio. Mentre il fondale digrada dolcemente permettendo di fare il bagno in sicurezza.

Vale la pena girare per il centro storico, lungo il budello – ovvero la strada centrale – con le sue casette tipiche e andare ad ammirare il Muretto con le belle ceramiche, ma da non perdere anche un giro nei giardini di Villa della Pergola.

Alassio: le spiagge in Liguria dove andare con la famiglia
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Alassio: una delle spiagge in Liguria dove andare con la famiglia

Laigueglia, il borgo marinaro

Laigueglia è un suggestivo borgo marinaro che conserva la bellezza dei luoghi di mare con le case vicinissime alla battigia e una bella spiaggia di sabbia fine.

Siamo in provincia di Savona ed è uno dei Borghi più belli d’Italia. I fondali che degradano lentamente rendono anche questo borgo il posto ideale da raggiungere con tutta la famiglia, inoltre ha una spiaggia abbastanza lunga che si sviluppa per circa 5 chilometri lungo i quali non mancano stabilimenti balneari. Passeggiare per il centro storico o per il suo lungomare, provare qualche sport acquatico o fare escursioni, colmerà il tempo della vacanza in maniera perfetta sia per i grandi sia per i più piccini.

Laigueglia, una spiaggia in Liguria con i bambini
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Laigueglia, una spiaggia in Liguria dove andare con i bambini

Finale Ligure, a misura di grandi e piccini

Si possono esplorare i fondali, oppure sperimentare qualche sport acquatico o, ancora, trascorrere una giornata divertente sull’arenile sabbioso: siamo a Finale Ligure (provincia di Savona) e anche questa è una meta ideale per le famiglie.

Ci sono tantissime cose da fare e una cosa è certa: non ci si annoia mai. Non mancano negozi, locali, ma nemmeno la possibilità di fare un’immersione nel passato grazie a Finalborgo, uno dei tre nuclei abitati che fanno parte del suo territorio comunale. E poi ci sono stabilimenti che offrono aree attrezzate per il gioco dei più piccoli. Finale Ligure è quel mix di bellezza, paesaggi mozzafiato e servizi adatti a una vacanza in spiaggia con tutta la famiglia.

Finale Ligure: al mare con i bambini in Liguria
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Finale Ligure: dove andare al mare con i bambini in Liguria

Noli, un gioiello prezioso

Per chi ama il passato più antico, Noli è una di quelle tappe che possono far felici grandi e piccini. Si tratta di un paesino medievale in cui si possono ritrovare i segni di quel periodo, come il bel castello di Monte Ursino che è stato innalzato a partire dal XII secolo, ma è come lo vediamo oggi dopo i lavori del 1552.

Per chi ama camminare, poi, non manca la possibilità di fare delle belle escursioni. E il mare? È pulito e limpido, la spiaggia sabbiosa e non mancano i servizi. Ma c’è anche l’arenile libero per chi lo preferisce.

Noli: al mare con la famiglia in Liguria
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Noli: spiagge con la famiglia in Liguria

Sestri Levante, la città dalle due baie

Sestri Levante è difficile da descrivere: è un sogno a occhi aperti. Tra le caratteristiche più speciali ci sono le sue casette colorate, il suo centro punteggiato di bellissimi negozi, le due baie che sembrano dipinte da tanto sono belle. C’è quella delle Favole, ampia e sabbiosa: tanti gli stabilimenti balneari che si alternano a tratti liberi, ma anche quella del Silenzio, piccolo gioiello che leva il fiato. Anche questa è sabbiosa.

L’acqua degrada abbastanza lentamente e vale la pena indossare pinne e maschera per andare a scovare i segreti del mare. Le spiagge di Sestri Levante, comunque, sono perfette anche con i bimbi piccoli. Non mancano i parchi (uno molto grande e con uno scivolo adrenalinico che si chiama parco Mandela) e le escursioni.

Sestri Levante: una spiaggia per le famiglie in Liguria
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Sestri Levante: spiaggia e mare per le famiglie in Liguria

Lavagna, lunghe spiagge di ciottoli

Se non si temono i ciottoli, ma diventano il mezzo per inventare sempre giochi nuovi, se si apprezzano le cittadine belle e ricche di meraviglie, il mare di Lavagna è favoloso per tutta la famiglia. Anche qui non mancano gli stabilimenti balneari dove si trovano servizi per tutti i gusti, ma neppure spiagge libere o attrezzate.

Ci sono tanti chioschi dove prendere un gelato o bere qualcosa di fresco, si possono fare delle gite, scoprire l’anima di questa cittadina in provincia di Genova, oppure dedicarsi a delle escursioni.

Moneglia, la gemma segreta della Liguria

Moneglia è una cittadina che si trova poco dopo Sestri Levante, un luogo davvero incredibile a cui si accede via treno o auto (al momento non si può transitare nelle gallerie che la uniscono a Sestri, ma ci sono percorsi alternativi).

Un posto che appare autentico e bellissimo: può essere punto di partenza per una gita alle Cinque Terre o verso Genova, oppure ci si può fermare per qualche giorno nel perimetro del suo territorio. La spiaggia è sabbiosa, ci sono tantissimi servizi ed è la location perfetta per una vacanza con tutta la famiglia, perché oltre alla bellezza del paesaggio regala scorci indimenticabili passeggiando per il suo borgo.

Moneglia: al mare con la famiglia in estate
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Moneglia: dove andare al mare con la famiglia in estate

Levanto, mare da sogno e scorci bellissimi

Una lunga spiaggia sabbiosa caratterizza il borgo di Levanto: l’ideale per chi viaggia con i bambini, perché qui si possono sperimentare costruzioni di sabbia oppure lasciar vagare la fantasia con paletta e secchiello. È anche una meta celebre per chi ama il surf; quindi, se si vuole sperimentare questo sport con tutta la famiglia, Levanto è il luogo giusto da raggiungere. Poi davvero suggestiva è la pista ciclabile che la collega a Framura (passando da Bonassola) lungo il tracciato della vecchia ferrovia. E, se non bastasse, è vicinissima alle Cinque Terre.

Levanto: una spiaggia per le famiglie in Liguria
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Levanto: dove andare con la famiglia al mare in Liguria

Viaggio in Albania: il perfetto itinerario di sette giorni da fare in estate

Una terra ricca di meraviglie naturali, ma anche in cui si percepisce una cultura viva e vivace, un passato incredibile che attraversa tante epoche e dominazioni differenti e che oggi si presenta a noi con la sua autenticità straordinaria.

È l’Albania, la meta di viaggio per ogni persona che cerca città in cui passeggiare nel mezzo della storia, siti Unesco di grande importanza, natura mozzafiato che passa da location di montagna a una costa tra le più belle da esplorare in tutta Europa.

E se dovessimo organizzare un itinerario di sette giorni in Albania durante l’estate ci sarebbe davvero l’imbarazzo della scelta, perché le cose da vedere e da fare in questa terra sono davvero tante.

Allora, per mantenere un giusto equilibrio tra tutte le sue anime, il percorso più interessante è quello che riesce a coniugare città, siti naturali e spiagge paradisiache. Si parte da Tirana, capitale dell’Albania, e si scende lungo il suo territorio fino a toccare il sud del Paese incrociando siti storici di grande importanza. Poi si esplora la sua costa, dove non mancano bellezze naturalistiche e del passato.

Giorno 1 – Tirana, alla scoperta della capitale dell’Albania

Un viaggio di sette giorni in Albania non può che prendere il via dalla sua capitale Tirana, la città dove si trova l’aeroporto internazionale, ma anche un luogo ricco di meraviglie da vedere, il perfetto punto di partenza per un itinerario di sette giorni in Albania durante l’estate.

Giunti a Tirana conviene affittare un’auto che poi sarà il mezzo che permetterà di spostarsi da un luogo all’altro e di scoprire nel mentre le tante meraviglie del territorio di questo Paese balcanico. Perché in questi viaggi on the road non è solamente interessante la meta che si raggiunge, ma la bellezza scorre davanti ai nostri occhi anche durante il percorso regalandoci una panoramica delle varie zone del territorio albanese.

Il tempo è poco, perché per poter sfruttare al meglio i sette giorni ci si dovrà spostare sempre, ma qualche ora nella capitale albanese ci permette di ammirare location molto interessanti come il Museo di Storia Naturale, la tappa ideale per andare alla scoperta del passato: attenzione, però, al momento è chiuso in maniera temporanea. Poi si può passeggiare per il centro cittandino, a partire dall’importante piazza Scanderbeg, senza dimenticare l’imponente Torre dell’Orologio, la suggestiva moschea Et’hem Bey, la piramide di Hoxha e Bunk’Art 2, ovvero uno dei bunker realizzati durante la dittatura. Per la sera ci si può dirigere verso il quartiere Blloku, vivace e accogliente: il posto giusto per chi cerca locali e movida.

Itinerario in Albania di sette giorni: Tirana
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Itinerario in Albania di sette giorni: giorno 1 Tirana

Giorno 2 – Berat, la destinazione per immergersi nel passato

Partendo la mattina abbastanza presto con l’auto, si può arrivare in circa due ore nel cuore dell’Albania e più precisamente a Berat. La tappa ideale per chi ama il passato e conoscere la cultura dei luoghi che visita; infatti, è la destinazione adatta per andare alla scoperta di una città in cui la storia si percepisce a ogni passo.

Berat è tra i centri abitati più antichi di questo paese europeo: basti pensare che è stata fondata nel IV secolo dagli Illiri. Un luogo di fondamentale importanza, tanto da essere stato inserito nella lista dei siti patrimonio Unesco: del resto la sua struttura cittadina regala meraviglia al primo sguardo, con i suoi edifici, che raccontano i vari domini che si sono susseguiti e che spaziano da quello bizantino a quello ottomano. A Berat si possono ammirare moschee, chiese tardo medievali e un fantastico castello che, dall’alto di una roccia di 200 metri, domina la città.

Berat, itinenario estivo in Albania di sette giorni
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Berat, tour estivo in Albania di sette giorni

Giorno 3 – Gjirokaster, un’altra città patrimonio Unesco

Gjirokaster, italianizzato in Argirocastro, è un’altra location storica di grande importanza tanto da essere stata inserita nei patrimoni dell’Umanità Unesco.

Passeggiare per le sue strade significa fare un’immersione in culture diverse che qui si sono incontrate dando vita a un luogo di grande bellezza. Ci sono quella romana, quella greca, quella bizantina e quella turca. E, se si va ancora più indietro nel tempo, le prime tracce archeologiche possono essere fatte risalire al I secolo d.C.: da non perdere moschee o edifici come Casa Zekate e il castello della città.

E per rilassarsi in un sito naturale di grande fascino, è bene sapere che poco distante si trovano anche le terme naturali di Benja a Permet, pozze naturali che vala la pena scoprire se si ha un po’ di tempo: distano circa 25 chilometri dalla città di Argirocastro e sono l’ideale per chi vuole regalarsi una coccola.

Gjirokaster: sito Unesco e una delle tappe di un viaggio di sette giorni in Albania
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Gjirokaster: tappa di un viaggio di sette giorni in Albania

Giorno 4 – Saranda e Ksamil, un territorio paradisiaco

Il quarto giorno, dell’itinerario di sette giorni da fare in Albania durante l’estate, è dedicato alla costa e a una delle zone più belle della Riviera Albanese.

In meno di un’ora da Argirocastro si arriva a Saranda e qui vale la pena andare alla scoperta di una delle meravigliose spiagge della zona, come quelle straordinarie che si trovano a  Ksamil con il suo arcipelago di isolotti tutti da esplorare.

Questa è una delle zone costiere più affascinanti dell’Albania, che regala scorci indimenticabili, servizi per tutti i gusti e natura sorprendente. Ma non solo, perché si trova in un’area naturale di particolare pregio. Nella zona si trova il Parco nazionale di Butrinto, che al suo interno cela un tesoro incredibile: si tratta del sito archeologico di Butrinto, patrimonio Unesco e luogo ideale per scoprire ancora di più il passato di questa terra.

Un posto davvero magico che – con le sue spiagge, la sua natura e le testimonianze dell’antichità – è una tappa imperdibile di un tour di sette giorni in Albania. Attenzione però: il periodo migliore per visitarla è nella tarda primavera o durante gli ultimi scampoli d’estate, perché in alta stagione potrebbe essere molto affollata.

Saranda e Ksamil: viaggio in Albania di sette giorni
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Saranda e Ksamil: tappe di viaggio in Albania di sette giorni

Giorno 5 – Himare: storia e spiagge da sogno

Il quinto giorno è sempre dedicato al mare, alla scoperta delle tante peculiarità, dei paesi e delle spiagge della costa albanese.

Quindi la tappa successiva si trova a solo un’ora e mezza, circa, di distanza. Si tratta di Himare, una location che presenta una zona antica (e anche qui sono presenti le rovine di un antico castello) e quella costiera.

Se non si sa dove andare in questa porzione di territorio c’è davvero l’imbarazzo della scelta. Si può esplorare la spiaggia incredibile e selvaggia che si trova al termine del Canyon di Gjipe, un luogo davvero straordinario caratterizzato da alte rocce che si aprono su una spiaggia chiarissima e un mare che presenta mille sfumature di blu. Oppure si può raggiungere Porto Palermo con il suo castello affascinante, immerso in un altro scenario che regala una palette di colori incredibile o, ancora, andare alla scoperta di una delle meravigliose spiagge che si trovano qui, come quelle di Dhermi. Sono davvero tante e ce ne sono per tutti i gusti. Una cosa è certa: la giornata sarà all’insegna della bellezza e di posti davvero incredibili.

Dhermi in Albania, tappa di un viaggio di sette giorni
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Dhermi in Albania, tappa di una vacanza di sette giorni

Giorno 6 – Valona, le tappe imperdibili in questa città

Durante il penultimo giorno del tour di una settimana alla scoperta dell’Albania in estate, si continua a salire verso nord per ritornare a Tirana. Ma prima di raggiungere nuovamente la capitale c’è una tappa in cui fermarsi ed è Valona.

Antichissima e dalla storia molto intrigante, è – come altri luoghi del Paese – un concentrato di cultura e storia autentica. Basti pensare che pare sia stata fondata nel VI secolo a. C. circa, è stata un porto dell’Impero romano, poi un principato medievale, per passare all’Impero ottomano con un brevissimo periodo sotto il dominio veneziano.

Vale la pena andare alla scoperta del suo centro storico, esplorarne i musei o le bellissime spiagge.

Per una vista incredibile, invece, la meta da raggiungere è il castello di Kanina (ci si arriva in pochissimo tempo) e ammirare da qui la città e il mare dall’alto. Oppure si può arrivare all’isola di Zvernec, che si trova all’interno della Laguna di Narta, un luogo che presenta una vegetazione straordinaria. Ed è proprio nel cuore dell’isola che si trova un pittoresco monastero bizantino, una costruzione antica dal momento che è databile intorno al XIII secolo. La meta ideale per chi cerca storia, cultura e posti che lasciano senza fiato.

Itinerario di sette giorni in Albania: Valona
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Itinerario di sette giorni in Albania: tappa a Valona

Giorno 7 – Durazzo, due passi nella storia e nella cultura locale

In poco più di un’ora e mezza da Valona si raggiunge Durazzo, l’ultima tappa prima del ritorno. Come tutte le altre location potrebbe meritare molto più tempo e attenzione, ma si può scoprire qualcosa della sua anima anche in una manciata di ore.

A Durazzo, infatti, non mancano location da esplorare, come l’Anfiteatro Romano che si trova proprio nel centro cittadino ed è stato innalzato nel corso del II secolo d. C., è una delle tappe imperdibili e uno dei simboli di questa città.

Poi, dove era sato innalzato un castello bizantino, si trova la Torre Veneziana costruita nella prima metà del XV, oppure si può raggiungere la Grande Moschea di Durazzo e nella medesima piazza scoprire l’area archeologica del Foro Bizantino.

Ovviamente non mancano le spiagge, anche in questo tratto di costa davvero belle e adatte a tutti i gusti. Una mezza giornata e poi si è pronti a ripartire: da Durazzo si deve fare rientro a Tirana. La distanza per l’aeroporto è di circa 30 chilometri.

Durazzo: tappa di un viaggio in Albania di sette giorni
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Durazzo: tappa di un viaggio in Albania

Liguria vacanze di lusso, dove andare in estate

Un lungo susseguirsi di borghi e cittadine di mare, ma anche di spiagge, calette, scorci che levano il fiato: la Liguria è splendida e accoglie con i suoi panorami unici e un mare spettacolare.

È una terra genuina, autentica, incastrata tra le montagne e il mare. Ed è ricca di location in cui trascorrere vacanze da sogno, anche all’insegna dell’eleganza.

Per chi sogna un viaggio di lusso, poi, questa regione regala posto davvero esclusivi in cui trovare tutti i comfort, ma immersi in un’ambientazione da sogno.

Dove andare in Liguria se sogni una vacanza di lusso: dalla celebre Portofino, fino a Portovenere in provincia della Spezia per poi viaggiare verso la Liguria di Ponente alla scoperta di alcune destinazioni uniche.

Portofino, la gemma internazionale

La Liguria è ricca di posti unici: c’è la Riviera di Levante che è caratterizzata da calette, costa rocciosa, borghi di mare, posti incredibili e unici. C’è quella di Ponente, invece, più ampia e sabbiosa in cui trascorrere giornate su spiagge che nulla hanno da invidiare a quelle di altre località di mare.

Ma c’è un luogo che è davvero unico ed è la meta ideale per chi cerca una vacanza esclusiva e di lusso: Portofino, gemma internazionale, dove a ogni passo si possono incontrare personaggi famosi, vip nazionali e internazionali, ma anche dove lo splendore è di casa.

Bellissimo borgo di mare, punteggiato di locali dove mangiare e bere benissimo e di boutique favolose, Portofino è la meta ideale per chi cerca una vacanza unica nel suo genere. Anche a tema spiagge, infatti è difficilissimo riuscire a fare il bagno in questa località di mare dal momento che gli arenili sono davvero pochi e di piccole dimensioni.

Si tratta di calette incredibili scavate nelle rocce, e circondate dalla natura: si deve arrivare sul posto la mattina presto per riuscire a godere di tanta bellezza e poi immergersi in un mare che regala infinite sfumature di blu. Una cosa però è certa: ne vale la pena.

Le strutture turistiche che si trovano qui sono l’ideale per tutti coloro che sono alla ricerca di servizi extra lusso, di location esclusive e che sognano la vacanza perfetta in un ambiente che regala anche scorci naturali incredibili. Non ci si annoia mai: c’è la possibilità di fare delle belle passeggiate nella natura, oppure di prendere la barca e andare in esplorazione della costa su cui si affacciano incredibili borghi di mare come Bogliasco, Sori, oppure – andando in direzione opposta – Zoagli e Lavagna.

Portofino, Liguria per una vacanza di lusso
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Portofino in Liguria per una vacanza di lusso

Santa Margherita, la cittadina di mare per una vacanza tutto l’anno

Vicinissima a Portofino, Santa Margherita Ligure è un’altra meta di lusso per un viaggio in Liguria.

Qui si può vivere una vacanza tutto l’anno, perché è una cittadina che accoglie con una vivace vita notturna, con tantissimi servizi, locali, negozi alla moda e un litorale favoloso.

Tra le location più esclusive c’è la baia di Paraggi: i beach club sono lussuosi e alla moda, i ristoranti superlativi, lo scenario di quelli che difficilmente potranno essere dimenticati. Si trova tra Portofino e Santa e si raggiunge, per chi lo desidera, anche a piedi facendo una bella passeggiata lungo il litorale.

Questa è a picco sul mare e percorrendola si può ammirare tutta la costa: un’esperienza che vale la pena fare almeno una volta nella vita. Questa cittadina offre ville, chiese antiche, parchi e musei: un luogo elegante e al tempo stesso autentico.

Vacanza di lusso a Santa Margherita in Liguria
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Vacanza di lusso a Santa Margherita in Liguria

Camogli e San Fruttuoso: il borgo di mare autentico

Sempre restando nella medesima zona, un’altra tappa per una vacanza lussuosa è Camogli: borgo di mare dal fascino senza tempo, è il posto perfetto per chi cerca una vacanza in un luogo autentico. Camogli si sviluppa in verticale, arrampicandosi su una collina che si getta nel mare blu del Golfo Paradiso: la sua passeggiata sul mare è tutta un susseguirsi di ristoranti e locali, la spiaggia è lunga e ciottolosa. Poi si arriva a una piazzetta e al porto, dove la vita di mare è ancora vibrante e palpabile.

Ma il posto più esclusivo di tutti si può raggiungere solamente in barca (o con un’escursione): si tratta di San Fruttuoso. Questa piccola location è davvero magica, ma soprattutto la sua bellezza è unica. Si tratta di una baia incastonata come un gioiello prezioso tra la natura incontaminata e il mare. Qui si trovano un’abbazia antica, una statua da vedere immergendosi nel suo mare (il Cristo degli Abissi) e un’ambientazione straordinaria, con tanto di spiaggia. Un luogo esclusivo, anche se in alta stagione potrebbe capitare che ci sia troppa gente. In quel caso basta arrivare in barca e fare il bagno un po’ più distante dal piccolo arenile.

Camogli e San Fruttuoso: vacanza di lusso in Liguria
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Camogli e San Fruttuoso per una vacanza di lusso in Liguria

Sestri Levante, l’eleganza di una cittadina con la spiaggia più bella

Sestri Levante è una cittadina fiabesca, il cui nucleo centrale è un promontorio che si affaccia su due baie incredibili. Anche qui non mancano location esclusive, che offrono tutto ciò che si può desiderare. Il centro è ricco di boutique, negozi, ristorantini e locali in cui passare anche delle belle serate.

Impagabili le due baie, con suggestivi arenili di sabbia. La baia della Favole, ampia e con tutta una serie di stabilimenti balneari, e poi quella del Silenzio, forse una delle spiagge più belle di tutta la Liguria.

Facendo tappa in questa cittadina si può scoprire una Sestri Levante modaiola e vibrante di vita notturna, una cittadina elegante e che accoglie con le sue casette colorate e scorci sensazionali, oppure scegliere di godersela dal mare, su uno yatch o un’imbarcazione privata, assaporando tramonti sensazionali e guardando dalla parte opposta del Golfo del Tigullio un’altra delle mete per una vacanza di lusso indimenticabile: Portofino.

Sestri Levante in Liguria per una vacanza lussuosa
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Sestri Levante in Liguria, meta per una vacanza lussuosa

Portovenere e Cinque Terre, luogo di poeti e meraviglia

Si dice che Lord Byron abbia soggiornato a Portovenere, tanto che in questo splendido borgo di mare in provincia della Spezia c’è una grotta che porta il suo nome.

Elegante e raffinata, Portovenere è una cittadina straordinaria. Una tappa obbligata di una vacanza extra lusso in questa zona della Liguria, quella più vicina alla Toscana. Storia, natura e possibilità di fare stupende gite in barca (o di scegliere strutture che offrono tutti i confort) rendono questo luogo un gioiello prezioso della costa ligure. Ancora più esclusiva è la Palmaria, isola vicinissima con le sue spiagge e calette incredibili. Si raggiunge in barca ed è un sogno ad occhi aperti.

A brevissima distanza da Portovenere ci sono le Cinque Terre, che non hanno bisogno di presentazioni. Sono senza dubbio molto affollate, ma anche qui si possono fare vacanze di lusso grazie a strutture pensate appositamente per chi cerca classe ed eleganza.

Il modo migliore per vederle? Sicuramente con la barca, per ammirare la costa e scoprire posti stupendi. Le Cinque Terre sono un susseguirsi di unicità, vederle nella loro totalità e farlo esplorandole dal mare restituisce un punto di vista unico su un tratto di costa tra i più celebri al mondo.

Portovenere: vacanza di lusso in Liguria
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Portovenere per una vacanza di lusso in Liguria

Lerici, il Golfo dei Poeti e le sue calette

Piccole insenature, una costa frastagliata da perlustrare a bordo delle barche, punteggiata da ville con l’accesso al mare e, ancora, meravigliosi lidi in cui trovare tutti i servizi che si possono sognare. E poi quella vivacità che contraddistingue i luoghi di mare della Liguria, con tanti negozi e localini in cui gustare le specialità di questa zona della regione.

Lerici è un’altra delle tappe da fare nel Golfo dei Poeti (La Spezia), tratto di costa in cui ci sono luoghi davvero suggestivi e posti incredibili in cui fare un’immersione totale in questo bellissimo ed elegante territorio.

Lerici: la vacanza di lusso in Liguria
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Lerici: per una vacanza di lusso in Liguria

Varigotti, il borgo incredibile da scoprire

Storia, paesaggi tipici della Liguria e spiagge incredibili in cui le sfumature dell’acqua sono davvero suggestive, ci spostiamo a Varigotti (Liguria di Ponente) fa parte del comune di Finale Ligure e si trova in provincia di Savona.

Non solo questa location, ma tutto il territorio del comune sono da scoprire e conoscere. Il posto ideale per immergersi in uno scenario che è il perfetto mix di passato, quello che riporta l’eco dei pirati, e modernità, senza dimenticare tutto ciò che desidera chi viaggia alla ricerca del lusso. Infatti, è qui che si possono trovare relax e benessere, per organizzare la vacanza che si è sempre sognata.

Varigotti: vacanze di lusso in Liguria
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Varigotti: per le vacanze di lusso in Liguria

Sanremo, non solo musica

Sanremo è celebre in tutto il mondo, ma non solo per la musica. Perché arrivati qui si può godere di quell’atmosfera chic che ammalia al primo sguardo.

Posta in Liguria e a pochissima distanza dal confine francese, questa cittadina offre tantissimo: dalle strutture di alta qualità e capaci di regalare raffinatezza, a locali, movida e negozi per tutti i gusti.

Non manca la bellezza del luogo: Sanremo è affascinante da ogni punto di vista e non ci annoia mai. C’è anche il porto, punto d’attracco perfetto per chi ha la barca e ci sono spiagge stupende. Basta scegliere quella che maggiormente si preferisce.

Anche allontanandosi dalla cittadina, infatti nei pressi di questa località in provincia di Impera si trovano Arma di Taggia, oppure Bordighera, ma anche Ventimiglia: città di confine dove si trovano posti unici nel loro genere. Una delle tappe qui? I Balzi Rossi, area incredibilmente affascinante in cui storia antichissima e bellezza si fondono restituendo allo sguardo un posto dal fascino unico.

Sanremo: dove andare in Liguria per una vacanza di lusso
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Sanremo: meta in Liguria per una vacanza di lusso

7 giorni in Irlanda del Nord: un itinerario tra città vivaci e luoghi meno conosciuti

L’Irlanda del Nord – ovvero l’Ulster, nazione che fa parte del Regno Unito – è una terra che mescola paesaggi costieri degni di fare da scenografia a film e serie tv con città dinamiche, non troppo invase dal turismo di massa e capaci di offrire molto ai viaggiatori curiosi. A questo, si aggiunge una storia che fu molto complessa e che, al giorno d’oggi, si mostra a tutti con serenità e in tutto il suo fascino, sia parlando di passato lontano che di elementi più recenti. Sette giorni sono un buon tempo per girare l’Irlanda del Nord on the road. Cosa vedere mescolando sia i must-see che destinazioni meno convenzionali? Ecco qualche suggerimento.

Giorno 1:  Belfast, il battito giovane di una città storica

Belfast, la capitale dell’Irlanda del Nord, è il punto di partenza perfetto. Qui atterrano molti voli low cost, attivi soprattutto nella bella stagione, dall’Italia. In alternativa, puoi optare di volare su Dublino e di prendere, poi, un pullman che ti condurrà nella capitale dell’Irlanda del Nord. Il tragitto tra le due città è di poco meno di due ore e i mezzi pubblici con destinazione Belfast partono direttamente dall’aeroporto di Dublino. Ricordati che, dato che l’Ulster è parte del Regno Unito, ti servirà avere già l’ETA al tuo arrivo in Irlanda, in modo da passare il confine senza problemi.

Un primo giorno a Belfast non può che iniziare con una super colazione al St. George’s Market, il mercato coperto che si trova in quello che un tempo era un macello di epoca vittoriana. Occupa un edificio sotto tutela per la sua importanza storica e, al suo interno, avrai l’imbarazzo della scelta su cosa mangiare. Se ti vuoi sentire un vero local, vai in cerca del Belfast Bap, un panino a dir poco sostanzioso, servito appositamente per colazione, molto celebre proprio tra gli abitanti della città.

Per digerire meglio quella bontà, passeggia lungo il fiume e raggiunti così il Titanic Belfast, il museo interattivo che è stato costruito appositamente sul sito in cui venne fabbricato il transatlantico più celebre del mondo. Una volta visto il museo, se vuoi restare in zona, East Belfast è un luogo molto particolare da vedere, soprattutto se ami il calcio: da quelle parti, infatti, si trova quella che fu la casa natale e d’infanzia di George Best, un vero e proprio eroe locale (e non solo).

Lasciata East Belfast, puoi tornare verso il centro attraversando il Cathedral Quarter, nei pressi del quale troverai una delle strade più famose e fotografate – nonché tutta da gustare – di Belfast. Si tratta di Commercial Court, dove potrai varcare le porte di uno dei pub più storici e più belli della città: The Duke of York.

Cosa mangiare in Irlanda del Nord: Belfast Bap
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Il sostanzioso Belfast Bap

Giorno 2: Belfast e i suoi quartieri – Murales, storia e cultura urbana

Per la seconda giornata a Belfast, puoi dedicarti ai luoghi legati alla storia più recente della città. Il modo migliore per farlo è salire a bordo di un black taxi. Molti, infatti, dei taxisti della città sono guide autorizzate (lo noterai anche dalla licenza appesa al taxi). I Black Cab Tour sono proprio una caratteristica di Belfast e rappresentano il modo più autentico – nonché il migliore dal punto di vista degli spostamenti – per passare da un posto all’altro della città, fuori dal centro.

Solitamente, l’area di azione di questi tour si concentra nella zona di Falls Road, famosa per delineare il quartiere di influenza cattolica. Essa confine con Shankill Road, quartiere storicamente protestante. Tra le due zone c’è sempre stato un muro che, ora è stato denominato Peace Wall e racconta la storia di Belfast durante il periodo dei Troubles.

Dopo aver toccato con mano la storia, visibile per esempio in film come “Nel Nome del Padre” con Daniel Day-Lewis, il luogo da visitare è Crumlin Road Gaol, un’ex prigione vittoriana trasformata in museo, dove vengono spesso organizzati anche tour serali o a tema fantasmi.

Vuoi un consiglio per un pub da visitare in serata? Fatti riportare in centro dal taxi e vai al The Crown Liquor Saloon, una vera e propria meraviglia, sia per gli occhi che per la gola. Questo pub offre birre di altissima qualità, in un ambiente a dir poco storico e ben conservato.

Cosa vedere in Irlanda del Nord: Cushendun
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La costa irlandese a Cushendun

Giorno 3: da Belfast a Cushendun, passando per Glenarm e Carnlough

Dopo aver passato un paio di giorni in città, noleggia un’auto e parti alla scoperta dell’Irlanda del nord e dei suoi territori spettacolari. Lascia la città imboccando la celebre e panoramica Causeway Coastal Route, dirigendoti verso nord. Seguendo questo percorso – ben indicato con segnaletica apposita – ti garantirai di viaggiare lungo la via più spettacolare dell’Irlanda del Nord.

La prima tappa è Glenarm Castle and Gardens, un maniero settecentesco con splendidi giardini all’inglese. Questa dimora rappresenta un raro esempio di residenza ancora abitata da una delle più antiche famiglie nobili del paese: i conti di Antrim. Il castello fu costruito nel 1636, ma sorge su un sito abitato fin dal XIII secolo. È considerato un testimone delle complesse vicende che hanno visto protagonista l’Irlanda del Nord, tra clan gaelici, coloni scozzesi e potere britannico.

Il vero gioiello di questa dimora è il suo Walled Garden, uno dei più antichi giardini di questo genere d’Irlanda, meticolosamente restaurato e ricco di aiuole fiorite, piante rare, sentieri di rose, orti decorativi e sculture contemporanee.

Proseguendo, affacciato sulle acque tranquille del Glenarm Bay e incastonato tra le verdi colline delle Glens of Antrim, troverai il villaggio di Carnlough, con la sua atmosfera autentica e senza tempo. Sorto come porto commerciale nel XIX secolo, oggi conserva il suo fascino vittoriano con piccoli edifici in pietra.

Se sei fan di Game of Thrones, non ti sarà difficile riconoscere subito i gradini del porto, usati come location nella serie. Ma al di là del richiamo televisivo, Carnlough merita una visita per la sua genuinità fatta di piccole caffetterie, ottimi pub e tanta accoglienza. È un perfetto esempio di quel volto sincero e rilassato dell’Irlanda del Nord che troppo spesso sfugge agli itinerari più battuti.

Restando in tema di location e serie tv, termina la giornata a Cushendun, un villaggio che sa incantare con le sue case bianche e con le Caves of Cushendun.

Cosa vedere in Irlanda del Nord: Ballintoy Harbour
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La bellezza scenografica di Ballintoy Harbour

Giorno 4: da Torr Head a Ballintoy Harbour, con tappa a Ballycastle

Ogni tanto, soprattutto quando si viaggia on the road, vale la pena di alzarsi presto e mettersi in strada. Il motivo, parlando di Irlanda del Nord, è presto detto: raggiungi la Torr Head Scenic Route. Questa strada stretta e serpeggiante – ma decisamente praticabile – si stacca dalla più battuta Causeway Coastal Route tra Cushendun e Ballycastle, offrendo un’esperienza di guida immersiva tra pascoli pieni di pecore e panorami che ti lasceranno senza fiato.

Nei giorni limpidi, dalla cima di Torr Head — un promontorio roccioso che si affaccia sull’oceano — si può vedere chiaramente la costa della Scozia, distante solo 20 chilometri. Lungo il percorso si incontrano rovine sparse, vecchie postazioni doganali e testimonianze della vita rurale più autentica. Malgrado la deviazione per abbracciare il panorama, non ti sarà difficile arrivare a Ballycastle, un’accogliente cittadina balneare, ideale per una pausa pranzo con vista sull’oceano.

La tappa finale di questa giornata sarà Ballintoy Harbour, uno dei porti più fotogenici d’Irlanda. Questo piccolo porto di pescatori, ancora attivo in parte, è incastonato in una baia dove l’oceano si insinua con forza e bellezza. Il paesaggio qui sembra scolpito dal vento e dal tempo: selvaggio, intimo, straordinariamente scenografico. Non a caso, anche questo luogo è stato scelto come set naturale per Game of Thrones, dove ha “impersonava” le Isole di Ferro.

A questo punto dell’itinerario in Irlanda del Nord, sarai molto vicino alla Giant’s Causeway: puoi fermarti e dedicarle un giorno intero oppure una visita più corta ma sempre significativa.

Cosa vedere in Irlanda del Nord: Dunluce Castle
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Dunluce Castle: uno dei castelli più belli d’Irlanda

Giorno 5: dal Castello di Dunluce a Portstewart

A questo punto del tuo viaggio, puoi pensare di inizare la giornata con ammirando l’affascinante Castello di Dunluce, arroccato su una scogliera a picco sul mare: si tratta di uno dei castelli più iconici d’Irlanda. Risalente al XIII secolo e ampliato nel Seicento dalla potente famiglia MacDonnell, il castello domina le scogliere ispirando miti e racconti.

È riuscito persino a toccare la fantasia di C.S. Lewis, autore de Le Cronache di Narnia. Le sue torri e mura spezzate sembrano sul punto di cadere nel vuoto: la leggenda narra che un’intera cucina, con servitù al completo, precipitò in mare durante una tempesta. Dai bastioni si gode una vista vertiginosa sulla costa, mentre tra le rovine si respira un silenzio intriso di secoli di battaglie, intrighi e vita nobile.

Continua il tuo viaggio proseguendo verso Downhill Demesne, vicino a cui troverai una proprietà gestita e tutelata dal National Trust: si tratta del poetico Mussenden Temple, costruzione circolare neoclassica affacciata su una scogliera. Costruito nel 1785 come biblioteca privata dal vescovo protestante Frederick Hervey, questo piccolo edificio circolare in stile neoclassico si ispira al Tempio di Vesta di Tivoli, ma sembra più un miraggio tra cielo e mare.

Un viaggio in Irlanda del Nord non è completo senza un po’ di tempo passato su una spiaggia sferzata dal vento. Lungo la strada che stai percorrendo, troverai molto facilmente Portstewart Strand, un’enorme spiaggia lunga circa quattro chilometri e protetta sempre dal National Trust. L’accesso alla spiaggia è garantito dall’alba al tramonto.

Cosa vedere in Irlanda del Nord: Mussenden Temple
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Mussenden Temple, a picco sulla costa

Giorno 6: Derry, tra mura, musei e racconti

Il secondo volto cittadino dell’Irlanda del nord è rappresentato da Derry, detta anche Londonderry (perché furono i Londinesi ad aiutare gli abitanti a costruirne le fortificazioni), nota soprattutto come Maiden City perché non fu mai espugnata in tanti secoli di storia.

Le sue mura, risalenti al XVII secolo, sono tra le meglio conservate d’Europa e possono essere percorse, diventando un perfetto itinerario per scoprire la città e la sua storia più antica. Per conoscere quella più recente, recati al toccante Museum of Free Derry, che racconta il periodo dei Troubles. Fu quello il momento in cui Derry divenne celebre per il Bloody Sunday, nel gennaio del 1972.

Se ti va di concludere la tua giornata come un vero abitante di Derry, recati in centro: proprio nei dintorni della Guildhall, troverai molti pub che saranno pronti ad accoglierti con un’ottima pinta di stout locale.

Cosa vedere in Irlanda: Grianán of Aileach
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Grianán of Aileach: un luogo dove ammirare il paesaggio

Giorno 7: rotta verso Grianán of Aileach per poi tornare a Belfast

Prima di rientrare a Belfast, parti da Derry e fai una deviazione passando il confine con la Repubblica d’Irlanda per visitare il Grianán of Aileach, un forte circolare in pietra risalente a oltre 3.000 anni fa. Costruito inizialmente come luogo cerimoniale preceltico e, successivamente, fortificato dai re dell’antico regno di Aileach, fu per secoli un centro di potere politico e spirituale nell’Ulster.

Le mura in pietra, spesse e perfettamente ricostruite nel XIX secolo, offrono oggi un punto di osservazione straordinario: lo sguardo abbraccia tre contee — Donegal, Derry e Tyrone — tra verdi colline, spiagge più in lontananza e il famoso cielo d’Irlanda a fare da contorno a tutto. Visitare il Grianán è un’esperienza quasi mistica, dove il tempo sembra sospeso e il vento racconta storie dimenticate. È un luogo che fonde storia antichissima, natura e silenzio, regalando una delle esperienze più speciali che l’Isola di Smeraldo possa regalare ai viaggiatori che la visitano con l’anima curiosa e il cuore aperto a nuove esperienze.

Le spiagge bianche della Spagna: un viaggio tra penisola iberica e isole, alla ricerca della bellezza

La Spagna vanta circa ottomila chilometri di costa, tra isole e territorio della penisola iberica. Grazie a questo, alle sue bellezze e a un clima ricercato da molti, in ogni stagione dell’anno, le spiagge spagnole sono tra le destinazioni più ambite per chi cerca mare cristallino, cultura e bellezze naturali con le quali lustrarsi gli occhi Ma se c’è una cosa che sorprende anche i viaggiatori più esperti, è la varietà delle sue spiagge. Tra distese dorate e scogliere selvagge, si nascondono alcune gemme davvero rare: spiagge di sabbia bianca, che nulla hanno da invidiare a quelle che si possono incontrare in viaggio ai Caraibi. Dalla costa del Mediterraneo all’Atlantico, passando per le isole Baleari e Canarie, ecco un viaggio tra le migliori spiagge bianche della Spagna, con tanto di informazioni pratiche per raggiungerle e godersi al meglio l’esperienza di mare da quelle parti.

Playa de Ses Illetes – Formentera, Baleari

Tra le spiagge più iconiche del Mediterraneo c’è Ses Illetes, considerata un vero e proprio fiore all’occhiello di Formentera. Questa spiaggia di sabbia biancha è un vero paradiso terrestre, grazie anche alle sue acque trasparenti che sfumano dal turchese al blu intenso. Situata nella parte settentrionale dell’isola, all’interno del Parco Naturale di Ses Salines, questa spiaggia è lunga e sottile, con piccole insenature su entrambi i lati che ricordano luoghi molto più lontani e bagnati da oceani caldi.

La si raggiungere seguendo un percorso un po’ articolato ma pronto a ripagarti della fatica, grazie al panorama e al “premio” che ti attenderà al tuo arrivo. Una volta a Formentera, la cosa migliore è noleggiare uno scooter o una bici e raggiungere così l’ingresso del parco che custodisce questa spiaggia bianca. L’accesso in auto, infatti, è regolato e prevede un pedaggio giornaliero, specialmente in alta stagione.

Ses Illetes presenta alcuni stabilimenti balneari molto esclusivi e ristoranti di pesce affacciati direttamente sul mare, ideali per chi cerca un’esperienza elegante ma a contatto con la natura. In estate è molto frequentata, quindi meglio arrivare la mattina presto. In alternativa, per chi viaggia fuori stagione, settembre è un momento ideale per godersi tutto il bello che Ses Illetes abbia da offrire.

Spiagge bianche della Spagna: Playa de Rodas
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La Playa de Rodas, in Galizia

Playa de Rodas – Isole Cíes, Galizia

Un giornale inglese – The Guardian – l’ha definita “la spiaggia più bella del mondo“. A te decidere se sia, o meno, veramente così. Stiamo parlando della Playa de Rodas, luogo che si trova nel cuore dell’arcipelago delle Cíes, parte del Parco Nazionale delle Isole Atlantiche della Galizia.

Ci troviamo nel nord della Spagna, in una regione affacciata sull’Oceano Atlantico: non si tratta di un posto dove la balneazione è sempre possibile ma si puà sempre tentare. Questa spiaggia, però, riempie il cuore anche con una semplice passeggiata. È lunga circa un chilometro e unisce due isole dell’arcipelago con una striscia di sabbia bianchissima che si affaccia su un tratto oceanico che, data la poca profondità, si mostra di un colore verde smeraldo. Il contesto naturale è completamente protetto: nessuna costruzione, nessun rumore, solo vento, onde e gabbiani.

L’accesso è limitato a poco più di duemila visitatori al giorno, con prenotazione obbligatoria per potervi accedere. Il punto di partenza principale è Vigo, da cui si sale sui traghetti stagionali (aprile-ottobre), ma ci sono collegamenti anche da Baiona e Cangas. Per salire a bordo, bisogna prima ottenere un permesso gratuito sul sito ufficiale del parco, da esibire al momento dell’imbarco.

Non ci sono hotel né resort sull’isola, ma è possibile campeggiare in un’area attrezzata, previa prenotazione. I servizi sono essenziali: bagni pubblici, un piccolo chiringuito e sentieri naturalistici.

Spiagge Bianche della Spagna: Peñarronda, Asturie
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La Playa de Peñarronda

Playa de Peñarronda -Asturie

La Playa de Peñarronda, situata al confine tra i comuni di Castropol e Tapia de Casariego nelle Asturie, a nord della Spagna, è un gioiello naturale poco conosciuto al grande turismo di massa. Con circa seicento metri di sabbia fine e chiara, questa spiaggia si estende tra i promontori di La Robaleira e Punta del Corno ed è attraversata al centro dal torrente Penarronda (o fiume Dola) che contribuisce a renderla un luogo di notevole interesse naturalistico. È un luogo dove si va al mare? A volte, ma conquista per la sua bellezza.

Infatti, Peñarronda è un vero monumento naturale, inserito negli elenchi delle aree protette spagnole.  È l’unico luogo della costa asturiana dove crescono spontaneamente alcune piante rare e in via d’estinzione e dove nidificano moltissime specie diverse.

Chi, in viaggio, ama dedicarsi ad attività outdoor, troverà in questa spiaggia un luogo ideale per praticare surf, windsurf e SUP.  Occorre, però, fare attenzioni alle correnti. In loco sono presenti dei bagnini, soprattutto in alta stagione. Il periodo di maggior affluenza è, ovviamente, la bella stagione ma, in ogni caso, Peñarronda resta un vero e proprio gioiello atlantico del nord della Spagna.

Spiagge bianche della Spagna: Playa Bolonia
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Veduta area di Playa Bolonia in Andalusia

Playa de Bolonia – Tarifa, Andalusia

Il tuo viaggio in Spagna ti porta a sud? Nascosta tra le coste battute dal vento della provincia di Cadice troverai la Playa de Bolonia: una delle spiagge più autentiche e spettacolari dell’Andalusia. Circondata da una maestosa duna di sabbia bianca alta oltre 30 metri, questa spiaggia selvaggia si estende per quasi quattro chilometri lungo la costa atlantica. Alle sue spalle si trovano le rovine di Baelo Claudia, un’antica città romana che si affacciava sul mare.

Bolonia è facilmente raggiungibile in auto da Tarifa, in circa mezz’ora. Se, invece, il tuo viaggio in Andalusia ti porta più vicino a Cadice, arriverai in poco meno di due ore. I collegamenti pubblici sono limitati, per cui è meglio noleggiare un’auto per godere della massima libertà e di maggiore comodità di spostamento. L’ingresso alla spiaggia è gratuito, così come la visita al sito archeologico di Baelo Claudia, una meraviglia di duemila anni fa che si trova proprio vicino alla spiaggia.

La Spiaggia di Bolonia è una delle spiagge bianche da poter vedere in viaggio in Spagna. Va detto che, per quanto placida possa sembrare la spiaggia, altrettanto è mossa ed energica l’acqua del mare. Fai attenzione.

Spiagge bianche della Spagna: Cabo de Gata e Playa de los Genoveses
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La bellezza delle spiagge attorno al Cabo de Gata

Playa de los Genoveses – Cabo de Gata, Almería

Nella cornice vulcanica del Parco Naturale di Cabo de Gata, nella provincia Almería, sempre nel sud della Spagna, troverai la Playa de los Genoveses: piccolo gioiello di sabbia chiara circondato da colline brulle e vegetazione mediterranea. La sua bellezza sta proprio nella semplicità: niente bar, niente hotel, niente musica. Solo mare limpido e natura intatta.

Questo luogo si raggiunge viaggiando da San José, in circa 10-15 minuti di auto, ma durante i mesi estivi l’accesso alle auto è limitato per motivi ambientali, per preservare la natura della zona. In alta stagione, però, è attivo un servizio navetta, mentre chi arriva in bici o a piedi può transitare senza problemi. Non ci sono servizi in spiaggia, quindi è fondamentale portare con sé acqua, cibo e tutto ciò di cui si può avere bisogno per una giornata al mare.

Playa de los Genoveses è ideale per chi cerca un’atmosfera rilassata e paesaggi da cartolina. Le sue dune basse e la sabbia quasi bianca la rendono perfetta anche per le famiglie con bambini. È una delle poche spiagge del Mediterraneo a mantenere un’anima davvero selvaggia.

Spiagge bianche da vedere in Spagna: Papagayo, Lanzarote
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La Playa Papagayo a Lanzarote

Playa de Papagayo – Lanzarote, Canarie

Benché distanti dalla penisola iberica, le Canarie sono sempre parte del territorio politico della Spagna e vale la pena citare un paio di luoghi degni di nota e, soprattutto, perfetti per chi è il cerca di spiagge bianche.

Nel sud di Lanzarote, all’interno del Parco Naturale di Los Ajaches, si trova una delle spiagge più spettacolari delle Canarie: Playa de Papagayo. Racchiusa tra pareti di roccia vulcanica e aperta su un’insenatura tranquilla, questa baia è famosa per la sua sabbia chiarissima e l’acqua incredibilmente limpida.

Raggiungerla è facile: l’accesso alle auto è garantito fino alle prossimità della spiaggia,  percorrendo una strada sterrata che termina in un parcheggio all’ingresso del parco. L’accesso prevede un piccolo pedaggio (circa 3 euro). In alternativa, è possibile arrivare a piedi o in bicicletta seguendo sentieri costieri panoramici.

Nonostante sia una spiaggia piuttosto isolata, è molto conosciuta e, in loco, è presente un piccolo ristorante con terrazza vista mare. Papagayo è una meta molto frequentata anche dai locali, soprattutto nei fine settimana; quindi, conviene arrivare al mattino o durante la settimana per godersi in pieno la sua bellezza assoluta.

Spiagge bianche da vedere in Spagna: La Graciosa, Canarie
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La spiagge de La Graciosa

Playa de Las Conchas – La Graciosa, Canarie

Poco conosciuta al grande pubblico, La Graciosa è un’isola minuscola e incontaminata a nord di Lanzarote, parte dell’arcipelago Chinijo e dell’area marina protetta più grande d’Europa. Fino a qualche anno fa, veniva considerata parte integrante di Lanzarote ma, attualmente, si è iniziato a essere più propensi a pensare a questo luogo come un’ulteriore isola delle Canarie. La Graciosa è priva di strade asfaltate: auto private e turismo di massa ed è proprio questo a renderla un piccolo paradiso per chi cerca tranquillità e bellezza pura.

Tra le sue spiagge, Playa de Las Conchas è senza dubbio la più spettacolare: una mezzaluna perfetta di sabbia bianca finissima affacciata sull’Atlantico e con vista sulle isole deserte di Montaña Clara e Alegranza. Si raggiunge con un traghetto di circa 25 minuti dal porto di Órzola, a nord di Lanzarote. Una volta arrivati nel piccolo villaggio di Caleta de Sebo, l’unico centro abitato dell’isola, ci si può muovere a piedi, in bici o in jeep-taxi (con guida locale). Playa de Las Conchas si trova sul versante nord-occidentale dell’isola, a circa 5 km dal porto. La camminata è accessibile e attraversa un paesaggio vulcanico più unico che raro.

Non ci sono servizi sulla spiaggia, né bar né punti d’ombra; quindi, è essenziale portare con sé acqua, cibo, protezione solare e magari un ombrellone. Il mare, seppur bellissimo, può essere mosso e non sempre adatto alla balneazione. Foto bellissime, però, sono assicurate.

Le migliori spiagge di sabbia dove andare d’estate in Abruzzo

L’Abruzzo è una delle regioni italiane più sorprendenti per chi cerca mare, natura e autenticità. Oltre alle montagne e ai borghi medievali, questa regione affacciata sull’Adriatico offre anche spiagge sabbiose perfette per una vacanza rilassante.

Dalle lunghe distese di sabbia dorata alle calette più tranquille, l’Abruzzo è la meta ideale per famiglie, coppie e amanti del mare che non vogliono rinunciare alla comodità di un litorale facilmente accessibile. Il tratto di costa abruzzese si estende per oltre 130 chilometri e alterna spiagge sabbiose a tratti rocciosi.

Le zone sabbiose sono particolarmente apprezzate per l’accesso dolce al mare e per la presenza di stabilimenti attrezzati, ma anche di ampi spazi liberi. Molte spiagge sono premiate con la Bandiera Blu, garanzia di qualità ambientale e servizi efficienti.

Francavilla al Mare: tradizione balneare e sabbia dorata

A pochi minuti da Pescara, Francavilla al Mare è una delle località più amate dell’Abruzzo. Qui la spiaggia è lunga, sabbiosa e ben servita, con stabilimenti, bar e ristoranti sul mare. La vivace passeggiata serale offre negozi e locali per chi vuole concludere la giornata con un po’ di divertimento e relax.

Per chi cerca una spiaggia facilmente raggiungibile dal centro città, Francavilla al Mare è la scelta perfetta poichè vanta un tratto di spiaggia sabbiosa e tranquilla con l’acqua bassa e calma che la rende ideale anche per le famiglie con bambini, che possono divertirsi in tutta sicurezza.

Anche il borgo vicino conserva un’atmosfera rilassata, con un lungomare che invita a piacevoli passeggiate lungo la costa, perfetto per godersi il mare in ogni momento della giornata.

Punta Penna
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Punta Penna

Pineto e Silvi Marina

Pineto, perla della costa teramana, conquista al primo sguardo con il contrasto armonioso tra il verde intenso della pineta e l’azzurro profondo del mare. Questo angolo di paradiso deve il suo nome proprio alla fitta distesa di pini che abbraccia la spiaggia: un patrimonio naturale voluto e piantumato all’inizio del Novecento da una famiglia benestante, che ha trasformato la zona in un’oasi rigogliosa e ombreggiata.

La sabbia dorata e fine si estende lungo un litorale attrezzato e accogliente, perfetto per famiglie con bambini grazie ai fondali bassi e ai numerosi servizi, ma anche per chi cerca momenti di pace e romanticismo. Non a caso, Pineto ha ottenuto più volte la Bandiera Blu d’Europa e importanti riconoscimenti da Legambiente per la qualità delle acque e la gestione sostenibile del territorio.

Poco più a sud, tra i comuni di Pineto e Silvi, si apre l’Area Marina Protetta del Cerrano, un tratto costiero lungo circa sette chilometri che custodisce bellezze naturali e tesori storici. Qui sorge la suggestiva Torre del Cerrano, un’antica fortificazione risalente all’epoca del Regno di Napoli, eretta per difendere le coste dagli attacchi dei Saraceni.

Oggi, l’area è il paradiso per gli appassionati di snorkeling, immersioni, vela e birdwatching, grazie alla ricchezza della flora e della fauna marina. A pochi chilometri si trova anche Silvi Marina, località balneare che molti considerano la regina della sabbia abruzzese.

Le sue spiagge si distinguono per il colore chiaro e la morbidezza della sabbia, mentre le acque trasparenti e il fondale la rendono ideale per il bagno in piena sicurezza. Un tratto di costa dove la natura, la storia e il mare si incontrano in un perfetto equilibrio, regalando un’estate fatta di bellezza autentica e relax senza tempo.

Vasto Marina: sabbia, servizi e acqua pulita

Nel sud dell’Abruzzo, Vasto Marina è una località turistica molto apprezzata. La sua spiaggia sabbiosa è ampia, perfetta per lunghe giornate di mare. Bandiera Blu da anni, è dotata di numerosi servizi e ristoranti sul lungomare. Vasto Marina è una destinazione balneare completa che garantisce tutto il necessario per trascorrere una giornata di mare in totale comfort: lettini, bar, ristoranti e una vasta spiaggia di sabbia dorata.

È il luogo ideale per le famiglie e per chi desidera vivere una classica vacanza estiva all’insegna del relax. Questa località si trova ai piedi della suggestiva collina che ospita il centro storico di Vasto, con le sue caratteristiche stradine acciottolate e panorami mozzafiato sul mare. Dopo una giornata in spiaggia, basta raggiungere uno dei tanti locali della città per assaporare i sapori autentici della tradizione abruzzese, immergendosi nell’atmosfera unica di questo angolo di costa.

La spiaggia di Punta Penna

Immersa nello scenario selvaggio e affascinante della Riserva Naturale di Punta Aderci, la spiaggia di Punta Penna è un vero gioiello per chi cerca un contatto autentico con la natura. Qui, la sabbia dorata incontra un mare limpido, il tutto incorniciato da paesaggi mozzafiato che sembrano sospesi nel tempo.

Lontana dal turismo di massa e protetta dal contesto naturalistico in cui si trova, questa spiaggia regala un’atmosfera di quiete e bellezza incontaminata, ideale per chi ama la tranquillità e vuole staccare davvero la spina. Va tenuto presente che, trattandosi di un’area protetta, l’accesso può essere regolamentato in alcuni periodi dell’anno e i servizi presenti sono ridotti al minimo: meglio quindi organizzarsi in anticipo con acqua, cibo e ombrellone.

Perfetta per una giornata di mare in stile “wild”, Punta Penna rappresenta una delle esperienze balneari più autentiche dell’Abruzzo, dove il silenzio è interrotto solo dal suono delle onde e il paesaggio invita a rallentare.

Roseto degli Abruzzi: tra mare e colline

Roseto è un’altra tappa imperdibile per gli amanti delle spiagge sabbiose. Le sue acque limpide, i fondali bassi e l’atmosfera rilassata la rendono adatta a famiglie e coppie. Il centro è animato ma mai caotico, e la vicinanza con le colline regala la possibilità di escursioni nell’entroterra anche durante un soggiorno di mare.

Conosciuta anche come il “Lido delle Rose”, Roseto degli Abruzzi è una delle località balneari più amate della costa adriatica, sia dagli abruzzesi che dai visitatori provenienti da tutta Italia. La cittadina offre una vacanza completa: stabilimenti balneari ben organizzati, un lungomare vivace punteggiato di ristoranti e gelaterie, e una rilassante passeggiata tra palme e aiuole fiorite. Che si cerchi relax sotto l’ombrellone o un po’ di movimento serale, Roseto riesce a coniugare perfettamente natura e comfort.

Abruzzo
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Abruzzo

Spiaggia di Torre Cerrano, Teramo

La spiaggia di Torre Cerrano si sviluppa a metà tra Pineto e Silvi, lungo un ampio litorale sabbioso situato proprio di fronte alla storica torre che le dà il nome. Inserita all’interno di un’area marina protetta, questa zona è un vero paradiso per la biodiversità: tra le dune costiere e la vasta scogliera sommersa trovano rifugio numerose specie animali, compresi uccelli che nidificano tra le sabbie bianche.

Sulle dune nidifica il protetto fratino, mentre le pinete litoranee ospitano pini e specie vegetali autoctone di grande valore naturalistico. La Torre del Cerrano è un’imponente struttura aragonese del XVI secolo che oggi veglia su un tratto costiero tra i più affascinanti dell’Abruzzo. Costruita per difendere il litorale dalle scorrerie saracene, la torre è parte di un sistema di avvistamento voluto dal Viceré spagnolo e risale probabilmente anche a fasi precedenti del XV secolo.

Spiaggia di Martinsicuro, Teramo

Martinsicuro è una tranquilla località balneare dall’atmosfera accogliente, che si affaccia su una lunga spiaggia di sabbia chiara ben organizzata per accogliere ogni tipo di visitatore. Definita anche la “Prima Spiaggia d’Abruzzo” per la sua posizione immediatamente al confine con le Marche, offre un curato lungomare, punteggiato da stabilimenti, ristoranti, hotel, locali serali e servizi di noleggio.

Martinsicuro, anticamente nota come Truentum durante l’epoca romana, oggi il paese si affaccia sul mare Adriatico con spiagge di sabbia fine che digradano dolcemente in acque turchesi, ideali per chi cerca relax e sicurezza in famiglia.

La storia è ben visibile in monumenti come la Torre di Carlo V, costruita nel 1547 per difendere la costa dalle incursioni saracene e oggi sede dell’Antiquarium di Castrum Truentinum, con reperti che spaziano dall’età del Bronzo al periodo longobardo. Nei pressi del centro storico si trovano anche il Museo delle Armi Antiche e la chiesa del Sacro Cuore con il celebre dipinto di Giuseppe Pauri.

Estate sulla Riviera Adriatica: le migliori spiagge libere dell’Emilia-Romagna

Con circa centotrenta chilometri di spiagge, l’Emilia-Romagna (soprattutto la Romagna) è una destinazione balneare che offre davvero spiagge per tutti i gusti, dalle più ricercate fino ad arrivare a quelle semplici e dove la natura regna sovrana. Sono molti i viaggiatori che scelgono di frequentare delle spiagge libere in Emilia-Romagna e i luoghi dove recarsi sono molti. Vale, quindi, la pena, di mettere in fila qualche informazione utile per vivere al meglio, e liberamente, il mare di questa splendida regione affacciata sul Mare Adriatico.

Consigli generali per frequentare le spiagge libere in Emilia-Romagna

Il fatto che una spiaggia sia libera non equivale a essere senza regole. Libera vuol a dire che non è attrezzata e che nessuno abbia la concessione di gestione ma ci sono delle regolamentazioni, dovute per legge che è sempre meglio considerare. Per esempio, in una spiaggia libera non si può campeggiare durante la notte.

Una seconda regola di cui non tutti sono a conoscenza è che non in tutte le spiagge libere è possibile portare i propri cani. Quando concesso, vanno in ogni caso tenuti d’occhio e va utilizzato il guinzaglio. Solitamente, questa regola è indicata nel pannello che si dovrebbe trovare nei punti di accesso all’arenile. Non sempre, però, i cartelli ci sono: meglio informarsi, prima, chiamando il Comune a cui appartiene la spiaggia.

Più che una regola, occorre tener presente un consiglio: spesso, le spiagge libere non presentano nemmeno bar e chioschi. Per questo motivo, è necessario che portiate con voi tutto quello di cui credete o sapete di aver bisogno.

A livello di sicurezza, inoltre, è bene ricordare che le spiagge libere non hanno il servizio di salvataggio e nemmeno quello di segnalazione sulla pericolosità del mare. Le spiagge attrezzate – l’avrai visto di sicuro  – mostrano una bandiera di colore diverso a seconda che il mare sia affrontabile da tutti (verde) o sia meglio non entrare (rossa). Per questo motivo, occorre sempre prestare il doppio dell’attenzione nelle spiagge libere.

Ultima regola molto importante: proprio come si fa quando si va a fare trekking nei boschi o in montagna, occorre portare via con sé tutta la spazzatura che si produce durante una giornata in spiaggia libera. Benché spesso siano presenti dei gestini per il pattume generale, è sempre bene riportare con sé i rifiuti e differenziali nel modo corretto, dove è possibile farlo.

Spiaggia libera di Lido di Volano (Ferrara)

Se ami unire un po’ di tempo al mare con la possibilità di rilassarti in un luogo dove la natura regna sovrana, il posto da raggiungere è l’estremo nord della Riviera, in provincia di Ferrara, nel cuore del Parco del Delta del Po. La spiaggia libera del Lido di Volano è una delle più selvagge e tranquille dell’Emilia-Romagna. Qui non troverai né stabilimenti né locali alla moda, ma solo sabbia soffice, con dune e pinete degne della migliore foto naturalistica.

Come arrivare? Prendi la SS309 Romea da Ferrara fino al Lido di Volano. La spiaggia libera è indicata da cartelli di colore bianco: alcuni parcheggi in prossimità della spiaggia sono gratuiti. Non ci sono bar o chioschi in prossimità della spiaggia: tienilo presente.

Spiaggia libera di Marina Romea (Ravenna)

In provincia di Ravenna, non mancano di certo le spiagge libere. Una degna di nota è quella che si trova tra Marina Romea e Casalborsetti: si tratta di un luogo immerso nella pineta e spesso lontano dal turismo di massa. Qui troverai sabbia fine, mare calmo e un’atmosfera rilassata. In alta stagione, però, potresti trovare un po’ di gente in più ma nulla che rovini l’atmosfera del luogo. Questa spiaggia è un luogo perfetto per ammirare l’alba. Durante il tramonto, proprio perché il sole scende alle sue spalle, i colori sono a dir poco intensi.

Per raggiungerla, partendo da Ravenna, si segue la SP112. La pineta è indicata. Ci sono parcheggi proprio a pochi passi dalla spiaggia.

Spiagge libere in Emilia-Romagna: la spiaggia della Bassona
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I casoni che circondano la spiaggia della Bassona

Spiaggia della Bassona – Lido di Dante (Ravenna)

Ecco un altro piccolo paradiso naturale in provincia di Ravenna, tra Lido di Dante e Lido di Classe. Questo luogo è noto anche per essere una delle poche spiagge nudiste ufficiali in Italia. Tienilo presente e controlla bene quale sia l’area in cui puoi tenere il costume addosso.  La Spiaggia della Bassona si trova all’interno di un’area protetta, circondata da dune e da una splendida vegetazione. Il contesto è spesso silenzioso, selvaggio e lontano da ogni tipo di mondanità. Alle spalle della spiaggia ci sono ancora oggi dei casoni di pesca storici e funzionanti.

Per accedere a questa spiaggia libera dell’Emilia-Romagna, partendo dal Lido di Dante, occorre camminare seguendo il percorso segnalato che porta proprio alla Spiaggia della Bassona. Il parcheggio nelle prossimità è, solitamente, a pagamento in alta stagione.

Spiaggia libera di Marina di Ravenna

Se cerchi una spiaggia libera ma non vuoi rinunciare alla comodità dei servizi urbani, Marina di Ravenna è l’ideale. Tra uno stabilimento e l’altro, infatti, ci sono dei tratti di spiaggia che sono di libero accesso e uso. Avendo bar e spiagge attrezzate tutte attorno, l’ambiente non è incontaminato o silenzioso. Una spiaggia come quella di Marina di Ravenna è la soluzione ideale per unire una giornata gratuita al mare con la possibilità di avere bar e servizi vari in prossimità. Potrebbe essere anche l’idea perfetta per andare a fare un bagno dopo aver visitato le bellezze di Ravenna stessa.

Per arrivare a Marina di Ravenna, basta seguire la SP1 da Ravenna città. Ci sono parcheggi ampi (a pagamento) e accessi comodi per tutti.

Spiaggia libera a Lido di Savio (Ravenna)

Il Lido di Savio, sempre in provincia di Ravenna, è uno dei luoghi più conosciuti da chi cerca delle spiagge libere in Emilia-Romagna. Ampia, sabbiosa e, proprio perché conosciuta, è molto frequentata, in ogni momento della bella stagione. L’area libera del Lido di Savio si trova nella parte settentrionale, verso Lido di Classe. Questo un luogo ideale per chi viaggia con gruppi di amici o chi cerca un luogo dove incontrare nuove persone e vivere giornate sempre molto divertenti. Gli stabilimenti non sono lontani.

Come arrivare? Questo posto è perfetto anche per chi viaggia con i mezzi pubblici, visto che ci sono delle fermate di bus in prossimità. Se arrivi in auto, i parcheggi sono disponibili, sia gratuiti che a pagamento.

Spiaggia libera di Cesenatico (Zona Ponente)

Anche nella celebre località di Cesenatico c’è spazio per chi ama la spiaggia in versione libera. La spiaggia libera di Cesenatico – Zona Ponente si trova, come dice il nome, a ovest del porto canale, tra il molo e alcuni stabilimenti balneari. È un tratto tranquillo, molto frequentato da residenti e da chi cerca un’alternativa economica e autentica.

Qui puoi stendere il tuo asciugamano senza vincoli, magari dopo una passeggiata nel caratteristico centro storico o lungo il porto leonardesco. Dal centro di Cesenatico basta attraversare il ponte mobile o usare il traghetto sul porto canale e camminare qualche minuto. In zona ci sono parcheggi, ma d’estate si riempiono presto: meglio arrivare al mattino.

Spiagge Libere in Emiia-Romagna: il litorale di Rimini
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Il litorale di spiaggia libera a Rimini

Spiaggia libera di Rimini (zona Porto e Miramare)

Rimini è spesso la prima località alla quale si pensa quando si immagina di andare al mare in Romagna. La sua vocazione come località balnerare è ormai nota, da decenni, in mezza Europa e non mancano mai i viaggiatori che arrivano in zona e che vogliono approfittare dei divertimenti della Riviera ma desiderano utilizzare solo le spiagge libere dell’Emilia-Romagna.

I tratti liberi più noti di spiaggia gratuita a Rimini sono, attualmente, tra il Bagno 1 e il Bagno 9 (vicino al porto). Più a sud, invece, tra i Bagni 100-106 a Miramare. La numerazione dei bagni rende molto facile comprendere dove si trovino queste spiagge libere, decisamente molto cittadine e molto frequentate. Trattandosi di pezzi di arenile comunale, queste spiagge libere di Rimini sono ben tenute, con tanto di passerelle e docce pubbliche in alcuni punti.

Come arrivare? Basta seguire il lungo mare di Rimini e accedere nei punti indicati.

Spiaggia libera di San Giuliano a Mare (Rimini)

Un’opzione meno affollata, ma sempre a due passi dal centro di Rimini, è la spiaggia libera di San Giuliano a Mare, che si trova subito a nord del porto canale. È una spiaggia più piccola rispetto alle molte altre che potrai trovare in città, con vista sul porto e un’atmosfera più intima (ma comunque vivace, in alta stagione) rispetto al lungomare principale.

La spiaggia libera di San Giuliano a mare si raggiunge a piedi o in bici da Rimini centro. Parcheggi disponibili nei dintorni.

Le migliori spiagge libere in Emilia Romagna
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Le spiagge libere sono spesso vicine a quelle attrezzate

Spiaggia libera di Riccione (zona Marano)

Riccione non può essere da meno nell’offrire spiagge libere degne di nota. Un luogo molto conosciuto e che vale la pena di raggiungere, soprattutto se sei in vena di mare, un po’ di vita e musica è la spiaggia libera di Marano. Qui, tra il porto e il confine con Rimini, troverai un tratto libero frequentato soprattutto da gente giovane. Il tutto condito dalla presenza di alcuni celebri locali che si trovano proprio nelle vicinanze, anche se non direttamente sulla spiaggia.

Questa spiaggia libera è facilissima da raggiungere, seguendo sia la strada che i percorsi ciclabili. In zona ci sono diversi parcheggi.

Spiaggia libera di Cattolica (vicino all’Acquario)

Piccola, ma accogliente, la spiaggia libera accanto all’Acquario di Cattolica è perfetta per una sosta mare prima o dopo la visita al parco. Ideale per famiglie con bambini: la sabbia è morbida, i fondali bassi e si trova in una zona curata e ben servita.

Puoi arrivare nei pressi di questa spiaggia libera in auto, treno o autobus. Parcheggi disponibili vicino all’Acquario. Data la vicinanza proprio di quest’ultimo, è possibile che ci sia molta gente in quest’area.

Dal set di Mare Fuori al Giappone gourmet: l’intervista a Nicolas Maupas che racconta i suoi viaggi più belli

Attore rivelazione grazie a Mare Fuori, visto di recente nella produzione internazionale Il Conte di Montecristo, Nicolas Maupas viaggia molto per lavoro ma anche per piacere. Ogni set, ogni città, ogni incontro con una cultura diversa lo ha aiutato a costruire un personaggio, a scoprire qualcosa di nuovo su di sé. Lo abbiamo incontrato al Giffoni Film Festival 2025 dove è stato ospite per parlare della sua carriera con il giovane pubblico del festival dedicato al cinema per ragazzi giunto alla sua 55° edizione.

Molto posato e disponibile ha condiviso con noi il suo legame con il viaggio, le sue esperienze in Italia e nel mondo, e ci ha svelato quali paesi vorrebbe visitare nel prossimo futuro. In questa intervista ci racconta quanto contano i luoghi nel suo percorso artistico, le mete che più lo hanno colpito – dal Giappone alla Danimarca – e il suo modo di viaggiare: leggero, curioso, sempre affamato di esperienze (e anche di nuovi sapori).

Nicolas Maupas si racconta

Come attore quanto pensi sia importante una location per raccontare una storia, recitare in un posto che ti trasmette qualcosa ti aiuta a costruire un personaggio?

Mi sono reso conto che in alcune occasioni una location aiuta molto a empatizzare con una storia o con un periodo storico. Ad esempio quando ho girato Il Conte di Montecristo le riprese a Parigi, in particolare al Teatro dell’Opera, è stato suggestivo e di conseguenza sicuramente mi ha aiutato a entrare nel personaggio e nella vita di quell’epoca. Penso che aiuti tanto e che bisogna lasciarsi accompagnare dai luoghi e trovare il proprio posto.

Nicolas Maupas Mare Fuori
Ufficio stampa
Nicolas Maupas incontra i fan

C’è un posto che hai scoperto proprio grazie a un progetto che hai fatto?

Molti in realtà, a partire da Napoli con Mare Fuori, gran parte dell’Italia devo ammettere che la sto scoprendo grazie al mio lavoro. Sono arrivato in Francia tramite il mio lavoro, quindi sì, ogni volta è una scoperta. Anche Torino per esempio era un’ora di treno da casa mia dove vivevo prima ma non l’avevo mai girata a fondo.

Immagino che viaggi spesso con il tuo lavoro, cosa non manca mai nella tua valigia?

Mi capita di portarmi dei libri che però spesso non apro mai. Di solito viaggio molto leggero, non ho mai valigioni molto grandi quindi cerco di muovermi con il minimo indispensabile anche per essere più comodo possibile.

Ho letto che hai una passione per la cucina che consideri sempre legata al viaggio. Quindi immagino che quando viaggi sperimenti il cibo locale e non mangi italiano?

Sì, penso che non bisogna mai cercare l’Italia all’estero perchè poi si mangia in Italia. Ma recentemente sono stato in Giappone e gran parte del viaggio era basato su tappe culinarie e cose da provare, ora non ricordo i nomi di quello che ho mangiato perchè sono davvero complicati però ho provato di tutto. Sono stato in Danimarca e ho mangiato il pesce cucinato in una maniera diversa, e trovo interessante vedere come la stessa materia prima viene poi reinventata e riutilizzata a seconda del paese.

C’è un piatto strano che hai assaggiato e ti è rimasto impresso?

Non mi viene in mente un piatto in particolare, ma forse lo smørrebrød danese che è praticamente il pane nero di Copenaghen con topping di vario tipo come le acciughe.

Nicolas Maupas Giffoni
Ufficio stampa
Intervista Nicolas Maupas al Giffoni Film Festival 2025

C’è un posto dove ti sei sentito a casa anche se era la prima volta che lo visitavi e uno dove invece ti senti sempre un ospite?

I paesi nordici come l’Olanda, la Danimarca sono paesi dove mi sono sentito subito a casa anche perchè hanno un’architettura che mi ricorda la Francia e quindi qualcosa che riconosco. Il Giappone, nonostante sia una cultura molto lontana dalla nostra, riesce ad accoglierti in particolare modo, ma mi sentivo l’europeo che visitava un paese nuovo e ho provato un po’ più di distacco come turista.

Un posto che sogni di visitare che ancora non hai mai visto?

Il Giappone è stata una grande conquista per me però adesso mi interessa l’India, il Vietnam e anche luoghi del Nord Europa che ancora mi mancano.

 

Le location di Io sono Farah, la serie Tv di Canale 5

Il pubblico di Canale 5 si è subito affezionato a Io sono Farah, la serie televisiva di origine turca che mescola dramma, mistero e sentimenti con una qualità visiva sorprendente. Adattamento turco della serie americana The Cleaning Lady, a sua volta basata sulla produzione argentina La chica que limpia, questa serie è diretta da Recai Karagöz e mescola dramma, criminalità e sentimento in un intreccio avvincente.

Oltre alla trama intensa e ai personaggi affascinanti, a catturare l’attenzione degli spettatori sono soprattutto le location mozzafiato in cui si svolge la storia. Vi portiamo con noi in un viaggio nei luoghi reali dove è stata girata la serie, tra paesaggi urbani e scorci romantici, che fanno venire voglia di partire subito.

Di cosa parla

La protagonista è Farah Erşadi (interpretata da Demet Özdemir), una donna fuggita dall’Iran per cercare cure in Turchia per il figlio Kerimşah, affetto da una rara malattia incurabile. A Istanbul, per garantire al piccolo l’accesso alle cure mediche, Farah è costretta ad accettare un lavoro come donna delle pulizie per conto di un’organizzazione criminale. Ma il suo fragile equilibrio viene spezzato quando diventa testimone involontaria dell’omicidio di un poliziotto.

Da quel momento, la sua vita è in pericolo. Alcuni gangster vogliono eliminarla, e il compito di farlo viene affidato a Tahir Lekesiz (interpretato da Engin Akyürek), uno degli uomini più fidati del boss. C’è solo un problema: Tahir si innamora di lei. Quello che doveva essere un incarico si trasforma in un dramma personale che cambierà le loro vite per sempre, in un crescendo di tensione, legami inaspettati e scelte morali.

Ponte Bosforo Turchia
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Vista aerea del drone del ponte sul Bosforo sul Mar di Marmara durante il tramonto a Istanbul

Dove è stata girata

Io sono Farah si potrebbe considerare una finestra su una Turchia reale, complessa e affascinante, che mescola tradizione e modernità. Visitare i luoghi dove è stata girata la serie significa immergersi in questa atmosfera e camminare sulle orme della protagonista.

Istanbul è l’anima della serie

La città protagonista assoluta di Io sono Farah è Istanbul, cuore pulsante della Turchia e crocevia di culture, religioni e architetture. Molte delle scene più significative sono state girate proprio tra le sue vie, mescolando modernità e storia antica in un’atmosfera unica. Dai vicoli pittoreschi del quartiere di Balat, con le sue case colorate e i caffè bohémien, ai ponti che attraversano il Bosforo, ogni inquadratura sembra una cartolina. Non mancano scorci sul maestoso Corno d’Oro, e riprese aeree che immortalano la Moschea Blu e Santa Sofia, simboli della città.

Galata
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La torre di Galata in Turchia

I quartieri simbolo: Galata e Karaköy

La vita di Farah si intreccia con i volti e le contraddizioni di Galata, uno dei quartieri storici più suggestivi, dominato dall’iconica Torre di Galata, costruita nel 1348 dai Genovesi. Alta circa 67 metri, offre una delle più belle viste panoramiche di Istanbul, che spazia dal Bosforo ai minareti di Sultanahmet. Salire in cima è un’esperienza da non perdere, soprattutto al tramonto. Qui, tra botteghe artigiane e vicoli in salita, si snodano scene che raccontano il lato più autentico e malinconico della metropoli turca. Situato nella parte europea di Istanbul, tra Beyoğlu e il Corno d’Oro, Galata è uno dei quartieri più antichi e affascinanti della città. Una delle vie più famose del quartiere è Galip Dede Caddesi, che collega la Torre di Galata con il vivace quartiere di Karaköy.

Anche Karaköy, un tempo quartiere portuale oggi trasformato in zona trendy e artistica, fa spesso da sfondo alla narrazione. Il mix tra palazzi ottomani, murales moderni e ristoranti sul mare contribuisce a rendere ogni scena visivamente potente. Conosciuto storicamente come Galata inferiore, Karaköy era il cuore commerciale dell’Impero Ottomano dove si trovavano magazzini, banche, officine e mercati. Oggi, molti di questi edifici industriali sono stati restaurati e trasformati in spazi espositivi, concept store, boutique hotel e gallerie d’arte. L’architettura conserva un fascino eclettico, che mescola stili ottomani, neoclassici ed europei, frutto delle influenze delle comunità ebraiche, greche, armene e levantine che qui convivevano.

Viaggio ai Caraibi, la classifica delle isole più sicure per il 2025

Stai programmando la tua prossima vacanza tropicale? Se hai in mente acque cristalline, spiagge di sabbia bianca e cocktail al tramonto, i Caraibi restano una delle mete più desiderate. Ma la destinazione giusta per rilassarsi e divertirsi in coppia o con la famiglia deve essere anche sicura e far sentire a proprio agio. Oggi più che mai, oltre alla bellezza dei luoghi, la sicurezza è diventata un fattore decisivo nella scelta di una meta.

Always All Inclusive ha creato il Caribbean Island Safety Index 2025, una classifica basata sui dati delle 10 destinazioni caraibiche più popolari, aiutando i viaggiatori a scegliere saggiamente in base alle metriche di sicurezza reali. Analizzando i dati degli esperti in quattro principali categorie di sicurezza, avvisi di viaggio, criminalità e sicurezza turistica, rischio di uragani e infrastrutture sanitarie si raggiunge un punteggio di sicurezza chiaro e di facile comprensione per ogni isola.

Giamaica

Ancora meta molto frequentata, la Giamaica ha raggiunto tassi elevati di criminalità e i servizi sanitari sono disomogenei. Queste caratteristiche negative la rendono la meno sicura di questa classifica. Tuttavia la criminalità violenta contro i turisti è molto bassa, soprattutto nelle zone come Montego Bay, Negril e Ocho Rios, dove la sicurezza è attentamente gestita. L’isola continua a offrire esperienze indimenticabili, con la sua natura rigogliosa, cascate famose come le Dunn’s River Falls, e una cucina unica che affascina i visitatori di tutto il mondo.

Giamaica
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Una spiaggia in Giamaica

Bahamas

Al nono poste le Bahamas, un arcipelago di oltre 700 isole e isolotti famosi per le loro acque cristalline, spiagge di sabbia bianca e atmosfere da vero paradiso tropicale. Paradise Island è sicura, ma Nassau presenta problemi di criminalità e vulnerabilità agli uragani. Alle Bahamas sono stati segnalati diversi incidenti che coinvolgono turisti, soprattutto a Nassau, tra cui rapine e aggressioni vicino alle spiagge.

Le autorità locali lavorano costantemente per garantire la sicurezza nelle zone frequentate dai turisti, ma è comunque consigliato mantenere la prudenza, soprattutto di sera o in luoghi meno affollati. Durante la stagione degli uragani, è importante monitorare le condizioni meteo e seguire le indicazioni delle autorità.

Saint Lucia

Saint Lucia è una splendida isola dei Caraibi, ma nel 2024 ha registrato un aumento della violenza legata alle gang. L’aumento recente di violenza è principalmente legato a gang locali e ha fatto posizionare l’isola in basso in questa classifica della sicurezza. Celebre per i suoi paesaggi mozzafiato, dalle iconiche Pitons alle spiagge incantevoli e alle foreste pluviali rigogliose, questa isola vulcanica offre un’atmosfera rilassata e un mix perfetto tra natura selvaggia e comfort turistico. La posizione che occupa in classifica è l’ottava.

Repubblica Domenicana

Al settimo posto si trova la Repubblica Dominicana che sta migliorando rapidamente, ma presenta ancora alcune zone a rischio e una capacità sanitaria più limitata. Nota per le sue spiagge di sabbia bianca, acque turchesi e una ricca offerta turistica che spazia dai resort di lusso alle avventure nella natura, Puerto Rico è meglio visitarla nelle aree più frequentate, come Punta Cana, Santo Domingo e La Romana, dove le misure di sicurezza sono più rigorose e le strutture sanitarie più affidabili.

Puerto Rico
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Puerto Rico con i suoi colori

Puerto Rico

Puerto Rico è al sesto posto. Offre un’assistenza sanitaria di prim’ordine, con standard paragonabili a quelli degli Stati Uniti, è più esposta agli uragani e presenta livelli moderati di criminalità urbana, soprattutto nelle grandi città come San Juan. Nonostante questo, molte aree turistiche e resort sono ben protette, rendendo l’isola generalmente sicura per i visitatori che seguono le normali precauzioni. Puerto Rico unisce bellezze naturali come spiagge incantevoli, foreste pluviali come El Yunque e una vibrante cultura caraibica con influenze ispaniche e americane, risultando una meta affascinante e variegata.

Antigua e Barbuda

Antigua & Barbuda si posizionano in quinta posizione, grazie a un elevato livello di sicurezza generale e a tassi molto bassi di criminalità ai danni dei turisti. Questa destinazione classificata con Livello 1 nelle avvertenze di viaggio internazionali, è ideale per chi cerca una vacanza ai Caraibi all’insegna della tranquillità e della serenità.

Questo piccolo stato insulare vanta una stabilità politica solida e un ambiente turistico molto ben organizzato, con bassi tassi di criminalità, soprattutto contro i visitatori. Le autorità locali investono costantemente nella sicurezza delle zone turistiche, garantendo così un’atmosfera serena per famiglie, coppie e viaggiatori solitari. Antigua è famosa per le sue 365 spiagge, una per ogni giorno dell’anno, con sabbia bianca e acque limpide, perfette per nuotare, fare snorkeling o semplicemente rilassarsi al sole. Barbuda, più selvaggia e meno sviluppata, offre paesaggi naturali incontaminati e una sensazione di pace ancora più profonda.

Curacao

Curaçao si guadagna il quarto posto grazie al suo moderno centro medico e alla scarsa esposizione a disastri naturali, che la rendono una meta solida e affidabile. Fa parte delle Antille Olandesi e beneficia di un sistema politico stabile e di un’infrastruttura moderna, inclusa l’eccellente Curaçao Medical Center, uno degli ospedali più avanzati della regione.

Inoltre, l’isola si trova fuori dalla fascia degli uragani, riducendo notevolmente il rischio di eventi climatici estremi durante tutto l’anno. Oltre alla sicurezza, Curaçao affascina con la sua capitale Willemstad, patrimonio dell’umanità UNESCO, famosa per le case coloniali colorate e l’atmosfera europea caraibica. Le spiagge sono meno affollate rispetto ad altre mete più turistiche, e la barriera corallina che circonda l’isola la rende un paradiso per gli amanti dello snorkeling e delle immersioni.

Grenada
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Tutta la bellezza di Grenada

Grenada

Grenada conquista il terzo posto tra le isole più sicure dei Caraibi nel 2025, grazie a un mix vincente di stabilità politica, basso tasso di criminalità e clima generalmente favorevole. Nota come “l’isola delle spezie” per la sua produzione di noce moscata e cannella, Grenada è anche una delle mete più tranquille per chi cerca una fuga autentica lontano dal turismo di massa.

Il suo sistema sanitario è affidabile e ben distribuito sul territorio, e l’atmosfera rilassata dell’isola contribuisce a una sensazione generale di sicurezza, sia nelle zone urbane che nelle spiagge più isolate. Ideale per chi desidera contatto con la natura, ospitalità genuina e un ritmo lento, Grenada è la scelta perfetta per una vacanza rigenerante e senza stress.

Barbados

Barbados si posiziona al secondo posto tra le isole più sicure dei Caraibi nel 2025, distinguendosi per stabilità politica, criminalità contenuta e bassa esposizione agli uragani. L’isola gode di un sistema sanitario tra i migliori dell’intera regione caraibica, con un’ampia disponibilità di medici (circa 3 ogni 1.000 abitanti) e strutture ospedaliere di livello internazionale. Questo la rende una meta particolarmente adatta a chi desidera viaggiare con serenità, sapendo di poter contare su un’assistenza medica efficiente in caso di necessità. Barbados unisce bellezze naturali, cultura vivace e un ambiente sicuro, perfetto per famiglie, coppie e viaggiatori attenti alla qualità dei servizi.

Aruba
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Aruba

Aruba

Aruba si conferma la destinazione più sicura dei Caraibi nel 2025, grazie a un profilo di sicurezza quasi impeccabile. Situata fuori dalla fascia degli uragani, l’isola non ha registrato fenomeni meteorologici estremi negli ultimi anni, il che la rende ideale anche durante la stagione ciclonica. Il tasso di criminalità è tra i più bassi della regione (circa 2 omicidi ogni 100.000 abitanti) e il sistema sanitario, ispirato agli standard olandesi, è solido e ben organizzato.

Non a caso il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti classifica Aruba con un Livello 1: “normale prudenza“. Questa piccola isola delle Antille Olandesi è perfetta per viaggiatori in cerca di tranquillità, famiglie con bambini e anche chi parte da solo. Tra spiagge paradisiache, acque calme e accoglienza calorosa, Aruba è una garanzia per chi desidera una vacanza ai Caraibi senza pensieri.

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