A volte i luoghi più sorprendenti nascono da trasformazioni capaci di cambiare in toto il destino di uno spazio: è il caso di St Andrews Lakes, nel Kent, un grande lago artificiale immerso nella campagna inglese che oggi appare come una fuga perfetta dalla vita quotidiana, sospesa tra acqua azzurra, spiagge artificiali, sport outdoor, relax e avventura.
Siamo a Halling, nel nord del Kent, tra il fiume Medway e Pilgrims Way, in una zona comodamente raggiungibile anche da Londra: un’ex cava è stata trasformata in una destinazione per il tempo libero all’aria aperta, dove il paesaggio conserva ancora il carattere scenografico delle pareti rocciose ma lo rilegge come riserva d’acqua dolce con percorsi per famiglie e perfino lodge affacciati sul lago.
Cosa fare a St Andrews Lakes
Il cuore più vivace di St Andrews Lakes è senza dubbio il parco acquatico gonfiabile, considerato il più grande del Kent: l’esperienza è quella di un immenso parco giochi sull’acqua, ricco di ostacoli, scivoli, arrampicate, trampolini, monkey bars, passerelle e persino un’altalena gigante. Se amate muovervi con ritmi più tranquilli, potete scegliere paddleboard e kayak, anche con lezioni pensate per chi è alle prime armi.
Per un’esperienza ancora più scenografica, c’è la zip wire che permette di sorvolare il lago e osservare dall’alto l’acqua, la spiaggia e le attività in corso: il brivido c’è, ma resta accessibile e perfetto per chi vuole portarsi a casa un ricordo davvero spettacolare.
Se preferite restare sulla terraferma, sappiate che non mancano attività outdoor, dal climbing wall al tiro con l’arco, fino all’axe throwing: si può costruire una giornata su misura, alternando attività acquatiche e momenti di sport e pausa, energia e relax.
Il lato più rilassante del lago
Nonostante l’anima avventurosa, St Andrews Lakes non è pensato soltanto per correre, arrampicarsi o scivolare sull’acqua: la spiaggia artificiale e le rive sono l’ideale per prendere il sole, leggere, chiacchierare o osservare chi si diverte sull’acqua park.
Amate nuotare in contesti naturali? Allora l’open water swimming, con tutto il fascino delle acque libere e della natura intorno, aggiunge un’esperienza più essenziale e rigenerante, un modo di vivere il nuoto legato al paesaggio e alla sensazione di immergersi in uno spazio aperto.
Una delle proposte più interessanti è poi il Wellness Centre, spa outdoor di ispirazione nordica che si specchia nel lago, con vasca idromassaggio, sauna a legna e piscina nella laguna naturale: sono disponibili sessioni da 1 ora e mezza, da 3 ore o day pass, mentre il centro benessere è riservato agli adulti.
Per famiglie con bambini e ragazzi, St Andrews Lakes offre attività diversificate e pensate per tutte le età: oltre al grande aqua park principale, non manca infatti un kids aqua park dedicato ai più piccoli.
Durante le vacanze estive vengono poi organizzati anche Multi-Activity Days per ragazzi dagli 8 ai 16 anni, con attività outdoor supervisionate da istruttori qualificati: le giornate possono includere kayak, paddleboard, climbing, tiro con l’arco, vela e lancio dell’ascia, con programmi adattati al gruppo e alle condizioni meteo.
Allo stesso tempo, St Andrews Lakes è adatto anche ai gruppi di amici, alle feste, alle giornate aziendali o a chi vuole organizzare un’uscita fuori Londra all’insegna del divertimento.
Il Piemonte si prepara a vivere una nuova giornata dedicata alla scoperta del suo straordinario patrimonio storico e architettonico: domenica 26 luglio torna infatti Castelli Aperti, l’appuntamento consolidato che permette di visitare castelli, ville, palazzi storici, musei e antichi borghi non sempre accessibili al pubblico.
Anche per questa occasione saranno decine le dimore coinvolte, distribuite in varie province piemontesi, con un programma che comprende visite guidate, aperture straordinarie, musei, torri panoramiche e antichi borghi, molti dei quali vantano collezioni, giardini storici e percorsi di particolare interesse.
Dalle colline del Monferrato ai castelli dell’Alessandrino
La provincia di Alessandria propone un itinerario che tocca alcune delle aree più suggestive del Monferrato: ad Acqui Terme sarà possibile visitare il Castello dei Paleologi, sede del Civico Museo Archeologico, mentre Villa Ottolenghi Wedekind aprirà le porte con visite guidate su prenotazione.
Tra le aperture previste anche la Tenuta Castello di Razzano ad Alfiano Natta, dove sarà possibile conoscere il Museo Artevino e le storiche cantine di invecchiamento, la Gipsoteca Giulio Monteverde di Bistagno e il Museo d’Arte Sacra di Cassine.
Non mancano alcuni dei castelli più rappresentativi del territorio, come il Castello di Sannazzaro a Giarole, il Castello di Rocca Grimalda, che abbina la visita a una degustazione di vini, e il Castello di Trisobbio, dove sarà possibile salire sulla torre panoramica. Completano il programma le visite ai borghi di Ozzano Monferrato e Rosignano Monferrato, oltre alle aperture di Palazzo Terzano a Valenza e della Fondazione Elisabeth de Rothschild ospitata a Palazzo Lignana di Rivalta Bormida.
Astigiano tra torri medievali e mostre
Anche la provincia di Asti partecipa alla giornata con un programma he valorizza il patrimonio storico locale: a Castagnole delle Lanze sarà visitabile la Torre del Conte Ballada di Saint Robert, mentre a Castelnuovo Calcea sarà aperta gratuitamente l’area del castello.
A Costigliole d’Asti sarà possibile entrare nel Castello di Rorà, che fino al 30 agosto ospita anche una mostra dedicata alle artiste Gabriella Piccatto e Barbara Corbucci. Le torri di San Giorgio Scarampi e di Viarigi completano un percorso che permette di osservare il territorio da punti panoramici particolarmente suggestivi.
Dal Biellese alle Langhe, palazzi storici e castelli simbolo
Nel Biellese l’appuntamento coinvolge alcuni dei luoghi simbolo della provincia: a Biella saranno visitabili Palazzo Gromo Losa e Palazzo La Marmora, mentre il celebre Ricetto di Candelo offrirà la possibilità di passeggiare all’interno del suo straordinario borgo medievale o partecipare a visite guidate.
Tra le altre aperture ecco Villa Flecchia a Magnano, che accoglie la Collezione Enrico, e Palazzo dei Principi a Masserano, visitabile con guida.
La provincia di Cuneo presenta uno dei programmi più ampi della giornata, con possibilità di visita che spaziano dai musei civici di Alba, Bra, Dronero e Savigliano fino ad alcuni dei castelli più conosciuti del Piemonte.
Tra questi spicca il Castello Falletti di Barolo con il WIMU Wine Museum, una delle principali attrazioni dedicate alla cultura del vino. Apriranno inoltre il Castello Reale di Govone, il Castello della Manta, il Castello dei Principi d’Acaja di Fossano, il Castello di Roddi e il Castello di Serralunga d’Alba, che proporrà molti turni di visita guidata nel corso della giornata.
Anche i borghi storici avranno un ruolo di spicco, con le aperture del Borgo Antico e Castello di Pamparato e del borgo medievale di Priero, mentre Saluzzo offrirà un vero e proprio itinerario culturale tra Casa Cavassa, La Castiglia, la Torre Civica, Villa Belvedere Radicati e la Casa Natale di Silvio Pellico.
A completare il programma, il Museo del Generale Bonaparte nel Castello di Mombasiglio, il Museo della Casa di Mondovì, il Castello degli Alfieri di Magliano Alfieri e numerosi altri siti distribuiti sul territorio.
Novarese e Torinese, dimore nobiliari e grandi castelli
Nel Novarese sarà possibile partecipare alle visite guidate del Castello dal Pozzo di Oleggio Castello, mentre la Fondazione Antonio e Carmela Calderara di Vacciago di Ameno proporrà aperture gratuite. Sarà inoltre visitabile, su prenotazione, il Castello di Vinzaglio.
Anche la provincia di Torino offre un calendario particolarmente ricco: tra le aperture non mancano Villa Il Meleto ad Agliè, storica dimora di Guido Gozzano, il Castello delle Quattro Torri di Arignano e il Castello di Castelguelfo a Pessione, che si potranno ammirare anche con un biglietto combinato.
Saranno inoltre accessibili il Castello e Parco di Masino, il Castello di Foglizzo, Casa Lajolo a Piossasco, il Castello di Pralormo e il Castello di Miradolo a San Secondo di Pinerolo, residenze storiche immerse in parchi e giardini di indiscusso valore paesaggistico.
Affacciata sull’Oceano Pacifico e porta d’ingresso del Perù, Lima conquista grazie a un ricco patrimonio storico, quartieri contemporanei, musei di rilievo e una scena gastronomica considerata tra le più interessanti al mondo. Nel 2026, inoltre, ospiterà alcuni degli appuntamenti più importanti dedicati alla cucina internazionale, confermandosi come punto di riferimento per scoprire la cultura peruviana anche tramite i suoi sapori.
A rendere la capitale ancora più accessibile è il rafforzamento dei collegamenti aerei dall’Italia, che consentono di raggiungerla passando per il Canada.
Nuovi voli dall’Italia per raggiungere Lima
Air Transat, rappresentata in Italia da Rephouse Gsa, rilancia il collegamento verso Lima, offrendo la possibilità di arrivare con voli in connessione via Toronto o Montréal fino a ottobre 2026.
Da Roma sono disponibili tre frequenze settimanali, il mercoledì, il sabato e la domenica, mentre da Venezia è previsto un collegamento ogni sabato. Si tratta di un’opportunità in più per i viaggiatori italiani che desiderano visitare una delle città più dinamiche dell’America Latina, sia come destinazione principale sia come punto di partenza per esplorare altre aree del Perù, da Cusco alla Valle Sacra, fino al Lago Titicaca o alla costa del Pacifico.
La compagnia comunica, inoltre, che le agenzie di viaggio possono richiedere quotazioni dedicate ai gruppi diretti a Lima, con tariffe speciali.
Cosa vedere a Lima nel 2026
iStockVeduta della Cattedrale di Lima
Il centro storico di Lima, dichiarato Patrimonio Mondiale UNESCO, vanta alcuni degli edifici più rappresentativi dell’epoca coloniale, a partire dalla Plaza Mayor, su cui si stagliano la Cattedrale di Lima e il Palazzo del Governo, fulgidi esempi dell’architettura rinascimentale e barocca che caratterizza la zona.
Per approfondire la storia più antica del Paese, tappa imprescindibile è il Museo Larco, ospitato in un elegante edificio abbracciato da giardini, che conserva una delle più importanti collezioni di arte precolombiana del Perù. Lungo le sale, infatti, riecheggiano secoli di storia tra reperti archeologici, manufatti in ceramica, tessuti e oggetti provenienti dalle principali civiltà che hanno abitato il territorio prima dell’arrivo degli spagnoli.
Anche il Museo de Arte de Lima (MALI) merita una visita: le collezioni spaziano dall’arte preispanica alle opere contemporanee e propongono una panoramica completa sul patrimonio culturale peruviano. Da non perdere, a sua volta, il Museo Nacional de Arqueología, Antropología e Historia del Perú, che approfondisce gli aspetti storici, antropologici e archeologici tramite un ricco percorso espositivo.
Tra le zone più frequentate va menzionato Miraflores, quartiere moderno che osserva l’Oceano Pacifico: il celebre Malecón, incantevole percorso panoramico che costeggia le scogliere, dona alcuni dei punti di osservazione più suggestivi sul mare ed è ideale per una passeggiata tra aree verdi, parchi e spazi dedicati al tempo libero. La zona ospita inoltre negozi, locali e ristoranti, per uno dei volti più contemporanei della capitale.
Differente ma altrettanto evocativa è l’atmosfera di Barranco, considerato il quartiere più creativo e bohémien: accoglie murales e opere di street art, accanto a caffetterie, gallerie d’arte, ristoranti e locali che animano la vita serale.
Gli eventi da non perdere
A novembre, Lima ospiterà The World’s 50 Best Restaurants 2026 e sarà la prima volta che il prestigioso evento dedicato alla ristorazione mondiale si svolgerà in Sud America.
La scelta della capitale peruviana conferma il crescente riconoscimento internazionale della sua tradizione culinaria, frutto dell’incontro tra influenze indigene, europee, africane e asiatiche che hanno dato vita a una delle cucine più apprezzate al mondo: l’appuntamento richiamerà chef, professionisti del settore, giornalisti e appassionati di gastronomia provenienti da tutto il nondo.
Pochi giorni prima, dal 30 ottobre al 1° novembre 2026, la città farà da cornice anche a Perú, Mucho Gusto, il grande festival dedicato alle tradizioni culinarie del Paese che offre l’opportunità di conoscere sapori, ricette e prodotti provenienti dalle varie regioni del Perù.
La Reggia di Caserta si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più suggestivi dell’estate con il ritorno di “Alba alla Reggia“, l’iniziativa che consente di vivere il Complesso vanvitelliano in un momento della giornata di solito non accessibile al pubblico.
L’edizione di agosto prevede un doppio appuntamento per assistere al sorgere del sole all’interno del Parco reale e del Giardino Inglese in due sole date, per trasformare una semplice visita in un’esperienza immersiva tra arte e musica.
Un’esperienza tra natura, musica e momenti di narrazione
Anche quest’anno il programma è stato pensato per accompagnare il sorgere del sole con una serie di appuntamenti artistici che renderanno ancora più coinvolgente l’esperienza.
Durante la permanenza nel Parco reale e nel Giardino Inglese, il pubblico potrà assistere a momenti di narrazione e a varie esibizioni musicali, pensate per valorizzare la visita tramite un percorso culturale che unisce musica, natura e patrimonio architettonico.
Per completare la giornata visitando anche gli ambienti interni della Reggia, gli Appartamenti reali saranno accessibili secondo il consueto orario di apertura, a partire dalle 8:30.
Il concerto del 1° agosto nel Giardino Inglese
Uno dei momenti centrali sarà il concerto in programma il 1° agosto presso Le Serre di Graefer, nella cornice del Giardino Inglese: l’esibizione inizierà alle 5:30 e vedrà protagonista l’Orchestra Filarmonica Campana, diretta dal maestro francese Jean François Verdier, con la partecipazione della pianista Stefania Argentieri come solista.
Il programma musicale accompagnerà il sorgere del sole con un repertorio che tocca alcuni tra i più importanti compositori europei: l’apertura sarà affidata a “Siegfrieds Rheinfahrt“, tratto dal Götterdämmerung, quarto e ultimo dramma del ciclo dell’Anello del Nibelungo di Richard Wagner.
Seguiranno “Clair de lune” di Claude Debussy e il Concerto per pianoforte e orchestra di Francis Poulenc, prima della conclusione affidata alla Suite n. 1 da Peer Gynt di Edvard Grieg. Proprio il celebre brano “Mattino“, che fa parte della suite, rappresenta il naturale punto d’arrivo del concerto, creando un dialogo diretto tra la musica e l’alba che nel frattempo illumina il paesaggio della Reggia.
Anche il secondo appuntamento di “Alba alla Reggia”, previsto per il 29 agosto, sarà caratterizzato da performance artistiche pensate per accompagnare il pubblico durante le prime ore del mattino.
In questa occasione gli spettacoli saranno affidati a Progetto Sonora e alla Arabesque Dance Company, che animeranno gli spazi del Complesso vanvitelliano con esibizioni capaci di dialogare con l’atmosfera dell’alba e con il contesto storico e paesaggistico della Reggia.
Colazione con vista dopo l’alba
Per prolungare la permanenza alla Reggia di Caserta anche dopo il concerto e la visita mattutina, sarà possibile fermarsi per la colazione: urante l’evento saranno infatti aperti sia la caffetteria del Museo, nel Cannocchiale, sia la terrazza panoramica nei pressi della Fontana di Diana e Atteone.
La colazione è un servizio aggiuntivo rispetto al biglietto d’ingresso e consente di vivere con maggiore calma le prime ore della giornata all’interno della Reggia.
Informazioni per vedere l’alba alla Reggia di Caserta
“Alba alla Reggia”va in scena il 1° agosto e il 29 agosto, rispettivamente il primo e l’ultimo sabato del mese, con apertura straordinaria fissata a partire dalle 4:30 del mattino.
Per partecipare è possibile acquistare il biglietto sia online tramite la piattaforma TicketOne, sia presso la biglietteria fisica in Piazza Carlo di Borbone, a Caserta.
Sono disponibili due tipologie di ingresso: il biglietto dedicato alla visita del Parco reale e del Giardino Inglese ha un costo di 10 euro, mentre quello che comprende anche gli Appartamenti reali, oltre al Parco reale e al Giardino Inglese, è disponibile al prezzo di 18 euro. Entrambe le soluzioni non includono la colazione.
L’iniziativa rientra inoltre nel programma dell’abbonamento ReggiaCard 2026 e consente ai possessori della card di partecipare all’evento secondo le modalità previste dall’abbonamento.
Organizzare il Capodanno durante l’estate è una delle strategie migliori per partire senza spendere una fortuna: le mete più richieste registrano infatti il tutto esaurito con mesi di anticipo e prenotare per tempo permette di trovare tariffe più competitive per voli e alloggi, e di assicurarsi le strutture migliori e una maggiore possibilità di scelta.
Abbiamo selezionato alcune località meno inflazionate, in Italia, in Europa e nel resto del mondo, perfette per salutare il 2026 e dare il benvenuto al 2027. Dalle atmosfere innevate delle Dolomiti ai borghi della Toscana, passando per un’isola croata fuori dai circuiti del turismo di massa fino ad arrivare ai safari africani e ai paesaggi desertici dell’Oman, ecco alcune idee per chi vivere un Capodanno originale.
Sappada, Dolomiti: il fascino delle tradizioni alpine
Se immaginate un Capodanno tra i fiocchi di neve, una delle destinazioni più suggestive delle Dolomiti è Sappada, piccolo centro montano che durante le festività si arricchisce di eventi e tradizioni.
Il momento più atteso della serata del 31 dicembre è la tradizionale fiaccolata dei maestri di sci, che di solito prende il via intorno alle 18. A seguire, lo spettacolo pirotecnico illumina la zona della Pista Nera, uno scenario spettacolare tra le montagne innevate.
Gli appassionati di sport invernali possono dedicarsi allo sci e allo snowboard sulle piste, mentre chi preferisce un ritmo più rilassato può scegliere escursioni con le ciaspole, pattinaggio sul ghiaccio oppure trascorrere qualche ora a Nevelandia, il parco dedicato alle famiglie e ai bambini.
La serata può proseguire con un cenone in baita o in uno dei rifugi in quota, raggiungibili anche con motoslitte o gatti delle nevi, oppure nei ristoranti e negli hotel del centro, dove vengono organizzate cene accompagnate da musica e intrattenimento fino a tarda notte.
Urbino, Marche: arte, storia e atmosfera romantica
iStockTutto il fascino del centro storico di Urbino
Tra le mete meno considerate per la notte di San Silvestro c’è anche Urbino, città natale di Raffaello che sorprende per il patrimonio storico e culturale e che durante le festività assume un fascino speciale. Il centro storico, riconosciuto Patrimonio dell’Umanità UNESCO, invita a passeggiare tra vicoli acciottolati, scorci panoramici e palazzi rinascimentali ancora più suggestivi grazie alle decorazioni natalizie.
Le famiglie possono contare su un ambiente tranquillo e accogliente, con iniziative dedicate ai bambini, tra laboratori creativi e spettacoli organizzati nelle piazze durante il periodo natalizio.
Le coppie trovano invece il contesto ideale per trascorrere una serata romantica, con una passeggiata tra le vie del centro e poi il Cenone di San Silvestro a lume di candela.
Anche i gruppi di amici hanno diverse occasioni per alternare cultura e divertimento. Dopo aver visitato il centro storico durante il giorno, la serata può continuare nei locali oppure partecipando agli eventi musicali e culturali organizzati in piazza.
Maremma Toscana: borghi, natura e sapori del territorio
La Maremma è ideale per accogliere il nuovo anno lontano dal caos delle grandi città, al cospetto di paesaggi dove la natura, la storia e le tradizioni convivono in piena armonia.
Hotel, agriturismi, dimore storiche e strutture ricettive propongono soggiorni dedicati al relax, spesso accompagnati da percorsi benessere e da esperienze gastronomiche che valorizzano i prodotti tipici della cucina maremmana.
La sera del 31 dicembre i borghi organizzano feste in piazza con musica dal vivo e spettacoli pirotecnici; è inoltre possibile passeggiare tra i mercatini di Natale oppure assistere ai concerti di fine anno ospitati nelle località più caratteristiche della zona.
Sentieri escursionistici, percorsi in bicicletta o a cavallo permettono di esplorare le Vie Cave etrusche, le oasi WWF, i parchi naturali, antiche fortezze, eremi e borghi marinari, dove il mare d’inverno regala panorami dal fascino particolare.
Isola di Vis, Croazia: Capodanno lontano dal turismo di massa
iStockL’incantevole villaggio di pescatori di Komiza sull’Isola di Vis
Nel cuore dell’Adriatico, Vis, ancora poco interessata dal turismo di massa, durante il periodo di Capodanno vanta un’atmosfera intima e rilassata, la scelta migliore per iniziare il nuovo anno lontano dalla folla.
Le calette silenziose, i piccoli villaggi di pescatori come Komiža e le grotte che punteggiano la costa creano scenari di rara suggestione in cui lunghe passeggiate affacciate sul mare.
L’esperienza passa anche per la buona tavola: presso le taverne dell’isola è possibile assaporare specialità tradizionali come la Viška pogača, la caratteristica focaccia farcita con acciughe, pomodori e cipolle, oppure il goulash di polpo, piatto tipico della cucina dell’isola.
Aarhus, Danimarca: creatività, cultura e qualità della vita
Giovane, dinamica e ricca di iniziative culturali, Aarhus riesce a trasmettere una sensazione di benessere senza rinunciare alla vivacità urbana. Non a caso è stata nominata “The Happiest City of 2026“, un riconoscimento che ben descrive il clima che si respira tra le sue strade.
Trascorrervi il Capodanno significa vivere una festa più autentica: caffè, quartieri illuminati, musei e spazi culturali diventano il punto di incontro per residenti e turisti.
Tra le esperienze da non perdere una visita a Den Gamle By, il museo a cielo aperto che racconta l’evoluzione storica della città grazie a quartieri e edifici ricostruiti, accanto ai numerosi esempi di architettura e design contemporaneo che caratterizzano Aarhus.
Sofia, Bulgaria: concerti, tradizioni e vita notturna
Sofia è una valida alternativa per godersi il Capodanno in una capitale europea ancora poco battuta dal turismo internazionale: ai piedi del Monte Vitosha, durante le festività si anima con concerti, mercatini natalizi e spettacoli pirotecnici.
Il cuore dei festeggiamenti è Piazza Knyaz Alexander I, dove viene organizzato il grande concerto di fine anno con artisti bulgari e musica dal vivo. Allo scoccare della mezzanotte il cielo si illumina con i fuochi d’artificio mentre tutti brindano con vino e rakia, il tradizionale distillato bulgaro.
Prima della festa vale la pena concedersi una cena in uno dei ristoranti tradizionali del centro per assaggiare specialità come la banitsa, la shopska salata e le carni alla griglia accompagnate da salse speziate. Per un’atmosfera più romantica, potete scegliere un locale con vista sul Monte Vitosha, che durante l’inverno è spesso ammantato di neve.
La serata può poi proseguire nei bar e nei club del quartiere Studentski Grad, mentre per un Capodanno più tranquillo potete trascorrere la notte in montagna, in un rifugio affacciato sulle luci della città.
Nepal: un viaggio tra spiritualità e Himalaya
iStockTrekking sulle montagne dell’Himalaya
Sognante un Capodanno davvero differente? Pensate al Nepal per un itinerario capace di unire spiritualità, cultura e grandi paesaggi naturali.
Kathmandu custodisce alcuni dei luoghi simbolo del Paese, come il Boudhanath Stupa, tra i più importanti siti sacri buddhisti, e il Tempio di Pashupati, spesso considerato la piccola Varanasi del Nepal.
L’itinerario può proseguire a Patan, celebre per la lavorazione delle campane tibetane, mentre il Parco Nazionale di Chitwan offre la possibilità di partecipare a un safari alla scoperta della fauna autoctona e di visitare un tradizionale villaggio Tharu.
Pokhara, affacciata sul Lago Phewa e abbracciata dalle vette himalayane, è invece una delle località più suggestive del Paese, mentre il villaggio di Bandipur è ideale per concedersi una pausa rilassante.
Tanzania: safari e spiagge tropicali per iniziare l’anno
Tra le destinazioni di lungo raggio più interessanti per il periodo di Capodanno non manca la Tanzania. In questo periodo dell’anno, molte aree del Paese coincidono con la stagione secca, condizione favorevole per esplorare i grandi parchi nazionali.
Il Serengeti e il cratere di Ngorongoro offrono l’occasione di osservare da vicino leoni, elefanti, giraffe e rinoceronti, nel loro ambiente naturale.
Il viaggio può essere arricchito dalla scoperta della cultura swahili con la visita ai villaggi tradizionali, ai mercati locali e ai piatti tipici, spesso accompagnati da eventi e celebrazioni per l’arrivo del nuovo anno.
Per alternare l’avventura al relax potete infine raggiungere Zanzibar o l’isola di Pemba, dove spiagge di sabbia chiara e mare cristallino disegnano la cornice perfetta per iniziare il nuovo anno sotto il sole.
Oman: dal deserto alle coste dell’Oceano Indiano
L’Oman è una delle destinazioni più indicate per godersi il Capodanno al caldo senza affrontare temperature eccessive. Durante l’inverno, infatti, lungo la costa il clima è piacevole, con valori compresi tra i 20 e i 30 °C.
I festeggiamenti comprendono cene di gala organizzate nei resort internazionali, spettacoli di fuochi d’artificio e suggestive serate nei campi tendati del deserto di Wahiba Sands, dove il nuovo anno viene accolto attorno ai falò sotto un cielo ricco di stelle.
Le temperature rendono infatti semplici gli spostamenti sia lungo la costa sia nelle aree interne, per visitare città storiche, paesaggi naturali e persino il deserto senza il caldo intenso che caratterizza altri periodi dell’anno.
C’è un modo nuovo di scegliere la prossima meta per le vacanze: lasciarsi guidare dalle immagini viste sullo schermo. Un panorama intravisto in una scena, una spiaggia che sembra appartenere a un altro tempo, una strada percorsa da un personaggio amato, un castello trasformato in simbolo.
Con l’arrivo nelle sale di The Odyssey, il nuovo kolossal di Christopher Nolan ispirato al poema di Omero, l’attenzione torna a posarsi sul Mediterraneo e sui paesaggi che, da secoli, custodiscono l’eco del viaggio di Ulisse. Il film, interpretato da Matt Damon nei panni di Odisseo, ha portato la produzione in svariate località del mondo, dalla Grecia al Marocco, dall’Islanda alla Scozia, fino all’Italia, dove la Sicilia ha avuto un ruolo di primo piano. E tra i luoghi più suggestivi scelti per dare corpo all’immaginario omerico spicca Favignana, la maggiore delle Isole Egadi.
Favignana, l’isola delle Egadi che guarda al mito
A Favignana, le coste di roccia chiara, le cave di tufo, le calette trasparenti e il mare che cambia colore a ogni ora del giorno sembrano appartenere a un racconto antico e non stupisce che sia stata scelta da Christopher Nolan per alcune delle sequenze italiane di The Odyssey, in un progetto che ha puntato su paesaggi reali e attraversabili, più che su mondi costruiti soltanto in via digitale.
La maggiore delle Egadi spicca al largo della costa occidentale della Sicilia, dinanzi a Trapani, ed è da tempo legata all’immaginario dell’Odissea: secondo alcune interpretazioni, infatti, potrebbe corrispondere alla leggendaria isola delle capre citata nel poema omerico, il luogo in cui Ulisse e i suoi uomini avrebbero fatto sosta prima di proseguire il loro viaggio e affrontare nuove prove.
Inoltre, il suo antico nome greco, Aegusa, rimanderebbe proprio alle capre.
Cala Rossa, il mare cristallino delle coste selvagge
IPALa meraviglia di Cala Rossa
Tra i luoghi più rappresentativi di Favignana c’è Cala Rossa, uno degli scenari che meglio raccontano la forza visiva dell’isola, dove il mare assume sfumature abbaglianti, dal turchese al blu più intenso, mentre le pareti di tufo e le rocce chiare creano un paesaggio scolpito, luminoso e severo allo stesso tempo.
Cala Rossa ha il fascino di una costa selvaggia, di un approdo naturale, di uno spazio in cui il mare è protagonista. Non ha l’aspetto “addomesticato” delle spiagge più comode e lineari: è fatta di roccia, tagli, riflessi, discese verso l’acqua, prospettive che mutano passo dopo passo.
Proprio una simile natura aspra e cristallina la rende perfetta per evocare le rotte di Ulisse, i suoi sbarchi, l’incontro con un Mediterraneo bellissimo e imprevedibile. Arrivando da queste parti, troverete un paesaggio che sembra già cinema: il mare trasparente sotto le cave, il bianco della pietra, l’atmosfera di un’isola antica dove ogni angolo può diventare racconto.
Cala Azzurra, l’approdo più luminoso dell’isola
Se Cala Rossa conquista con la potenza rocciosa, a Cala Azzurra le acque turchesi e i fondali luminosi creano uno scenario ideale per immaginare i momenti di approdo durante il lungo viaggio di Odisseo. Non ha bisogno di grandi effetti per restare impressa: èsufficiente il contrasto tra l’acqua trasparente, la costa chiara e quella luce mediterranea che avvolge tutto.
Nel racconto turistico legato al film, Cala Azzurra diviene una delle tappe più evocative per seguire l’atmosfera dell’Odissea a Favignana. Non tanto perché il viaggiatore debba cercare una corrispondenza esatta tra ogni inquadratura e ogni metro di costa, quanto perché qui si percepisce bene l’anima dell’isola scelta da Nolan: un luogo luminoso ed essenziale dove il mare sembra indicare una direzione.
Cala del Bue Marino, il volto più avventuroso di Favignana
A Cala del Bue Marino il paesaggio si fa più drammatico, modellato da pareti di tufo, grotte marine, piattaforme rocciose e acque profonde.
Proprio per questo si inserisce alla perfezione nell’immaginario dell’Odissea. Il viaggio di Ulisse non è mai un percorso lineare ma è contraddistinto da approdi incerti, prove, incontri, pericoli e meraviglie. Cala del Bue Marino, con le rocce scavate e l’atmosfera più aspra, restituisce una tale dimensione in modo naturale.
Le altre coste rocciose, tra faraglioni e baie nascoste
IPAIl suggestivo panorama delle calette di Favignana
Oltre alle cale più note, Favignana è impreziosita da un susseguirsi di tratti rocciosi, piccole baie, insenature meno accessibili e punti di costa che contribuiscono a costruire l’immaginario dell’isola. È proprio questa varietà a renderla così adatta a un film come The Odyssey: in pochi chilometri, il paesaggio cambia volto più volte, passando da acque placide e luminose a scogliere più severe, da punti panoramici aperti a calette raccolte che sembrano nascondere storie.
Le coste rocciose dell’isola permettono di ricreare un Mediterraneo arcaico, fatto di approdi e partenze, di luoghi raggiunti dal mare più che dalla terra, di confini naturali che sembrano separare il mondo conosciuto da quello dell’avventura. In questo senso, Favignana è una vera interprete del mito.
Basta osservare le cave di tufo, i faraglioni, le baie scavate nella pietra e le acque limpide per intuire perché l’isola possa diventare, nell’immaginazione, un territorio percorso da Ulisse e dai suoi uomini.
Il Castello di Santa Caterina, lo sguardo dall’alto
IPAVeduta del possente Castello di Santa Caterina
Uno dei luoghi più scenografici dell’isola è il Castello di Santa Caterina, che domina dall’alto il territorio e il mare tutt’intorno. La sua posizione lo rende un punto di osservazione straordinario, capace di offrire una visione ampia sull’isola, sul porto, sulle Egadi e sull’orizzonte.
Proprio il castello è tra i luoghi associati alle riprese di The Odyssey, e Matt Damon ha raccontato anche la fatica delle salite e delle giornate di lavoro in quota.
Nel viaggio sulle tracce del film, il Castello di Santa Caterina aggiunge una dimensione diversa rispetto alle cale: è il luogo dello sguardo da cui Favignana si contempla dall’alto, come una mappa di pietra e mare.
L’Ex Stabilimento Florio, la memoria e la macchina del cinema
Un altro luogo centrale nel racconto di Favignana è l’Ex Stabilimento Florio, l’antica tonnara che testimonia una parte fondamentale della storia dell’isola. Grande complesso di archeologia industriale, legato alla lavorazione del tonno e alla stagione dei Florio, è una delle tappe simbolo di Favignana, perché racconta il rapporto profondo tra la comunità, il mare e il lavoro.
Durante la produzione di The Odyssey, l’Ex Stabilimento Florio è stato indicato da varie fonti come base logistica del set, uno spazio operativo temporaneo per costumi, attrezzature, uffici e organizzazione delle riprese.
Il suo ruolo è interessante perché unisce due anime dell’isola: quella storica e quella cinematografica. Da un lato, l’ex tonnara conserva la memoria di Favignana, il suo passato produttivo, la sua identità marinara. Dall’altro, con l’arrivo della troupe di Nolan, è diventata parte della grande macchina del cinema internazionale, a dimostrazione di come un luogo possa continuare a cambiare funzione senza perdere la propria forza simbolica.
Con l’arrivo dell’estate cresce il desiderio di trascorrere una giornata all’aria aperta, lontano dal caldo delle città e senza lo stress legato al traffico: il Lago Maggiore è una delle mete più apprezzate del Nord Italia grazie ai borghi gioiello che si specchiano in acqua e alle innumerevoli attrazioni che si possono visitare in giornata o durante un weekend.
Per l’estate 2026, inoltre, sono sempre di più le opportunità per raggiungere il lago utilizzando i mezzi pubblici, una scelta che permette di viaggiare in modo più sostenibile e di evitare il problema del parcheggio e le code tipiche dei fine settimana estivi.
Ecco alcune delle principali soluzioni disponibili per scoprire le località più affascinanti del lago.
La Linea Lago da Novara
Da venerdì 17 luglio prende il via la Linea Lago, il nuovo collegamento attivato da STN che consente di raggiungere alcune delle destinazioni più conosciute del Lago Maggiore partendo da Novara: il l servizio sarà operativo ogni venerdì, sabato e domenica fino al 13 settembre.
L’itinerario collega Novara con svariate località distribuite lungo la sponda piemontese: tra le fermate principali spicca Stresa, da sempre considerata uno dei centri turistici più eleganti del Lago Maggiore e punto di partenza privilegiato per visitare le celebri Isole Borromee.
Il collegamento prosegue poi verso Cannero Riviera, dove ammirare i Castelli di Cannero, restaurati di recente dopo un lungo periodo di abbandono: emergono dalle acque del lago e sono uno dei simboli più caratteristici dell’Alto Verbano.
Il capolinea della Linea Lago è Cannobio, rinomata per il lungolago e per il tradizionale mercato domenicale, in programma dalle 8 alle 15, uno dei mercati più grandi e caratteristici del Piemonte.
Il bus effettua fermate anche ad Arona, Baveno, Pallanza e Verbania e la linea è integrata con i collegamenti ferroviari delle stazioni di Novara, Oleggio e Arona, mentre in prossimità di alcune fermate, come quella di Trecate, sono presenti aree di parcheggio che facilitano l’interscambio tra auto e trasporto pubblico.
Per visitare le Isole Borromee, anche le fermate di Baveno e Intra, oltre a quella di Stresa, permettono un comodo accesso agli imbarcaderi. I biglietti sono acquistabili a bordo, tramite l’App STN e sulle principali piattaforme online dedicate ai servizi turistici, con tariffe a partire da 20 euro per il viaggio di andata e ritorno.
iStockTutto il fascino di Arona sul Lago Maggiore
Lago Maggiore Express, il viaggio che unisce battello e ferrovia
Tra le esperienze più complete per visitare il territorio ecco il Lago Maggiore Express, un itinerario che unisce la navigazione sul lago con il viaggio ferroviario nella la Valle Vigezzo e le Centovalli, con un percorso ad anello che può essere affrontato in entrambe le direzioni e con partenza da una qualsiasi delle località servite.
L’escursione permette di vivere in un’unica giornata due modalità di viaggio differenti, attraversando sia il territorio italiano sia il Canton Ticino, nella parte meridionale della Svizzera. Durante la navigazione sul Lago Maggiore si possono ammirare alcuni dei luoghi più rappresentativi dell’area, come le Isole Borromee, i Castelli di Cannero Riviera, le Isole di Brissago e la città di Ascona, fino a raggiungere Locarno, all’estremità settentrionale del lago.
Il percorso prosegue poi a bordo del caratteristico treno a scartamento ridotto della Ferrovia Vigezzina-Centovalli, una linea panoramica che tocca uno dei paesaggi più suggestivi dell’arco alpino, tra boschi, vallate, ponti e piccoli centri abitati. Durante l’escursione è possibile scegliere se pranzare a bordo oppure organizzarsi con un pranzo al sacco.
I collegamenti ferroviari di Trenitalia e Trenord assicurano inoltre il collegamento tra Domodossola e il Lago Maggiore in entrambe le direzioni.
Dal centro di Milano al Lago Maggiore in poco più di un’ora
Anche partendo da Milano si può raggiungere il Lago Maggiore in treno, evitando di utilizzare l’automobile.
Arona è una delle mete più facilmente raggiungibili: i treni regionali di Trenord e Trenitalia in partenza da Milano Centrale e diretti a Domodossola impiegano in media tra i 56 e i 60 minuti. La frequenza è elevata, con quasi venti collegamenti distribuiti nell’arco della giornata, circa uno ogni ora.
Anche Stresa è collegata con Milano Centrale con i treni regionali diretti a Domodossola. Il viaggio dura tra i 57 e i 60 minuti ed è una delle soluzioni più comode per visitare le Isole Borromee o trascorrere una giornata sul lungolago senza preoccuparsi del traffico.
Per raggiungere invece la sponda lombarda del Lago Maggiore è possibile scegliere Laveno-Mombello. I collegamenti regolari partono da Milano Centrale e richiedono circa un’ora e quaranta minuti, mentre in alcune date specifiche è disponibile anche il treno storico “Laveno Express“, con partenza da Milano Cadorna e un tempo di percorrenza di circa un’ora e quarantacinque minuti: il prossimo viaggio è previsto per il 20 settembre 2026.
Visitare uno dei monumenti più celebri del mondo senza la folla, nel silenzio dell’alba o nelle suggestive ore del tramonto, non è più soltanto un sogno: nasce “The Acropolis Experience” ed è una delle proposte culturali più esclusive disponibili al momento in Europa, pensata per offrire un accesso privilegiato all’Acropoli di Atene al di fuori dei canonici orari di apertura.
L’iniziativa permette, infatti, di prenotare una visita guidata privata riservata a gruppi composti da un minimo di una persona fino a un massimo di cinque partecipanti, per garantire un’esperienza differente rispetto a quella tradizionale, con la possibilità di ammirare il sito archeologico quasi in solitudine, quando le luci del giorno iniziano a illuminare la città oppure durante le ore serali, quando il sole lascia spazio ai colori del tramonto.
Tutela del patrimonio culturale greco
“The Acropolis Experience” è stato sviluppata dal Ministero della Cultura greco in collaborazione con l’Organizzazione Ellenica per lo Sviluppo delle Risorse Culturali per raccogliere fondi destinati alla tutela, alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio culturale della Grecia.
L’intero ricavato contribuisce al sostegno dei siti storici e alla salvaguardia di monumenti che rappresentano un’eredità di valore universale.
L’esperienza viene proposta al costo fisso di 5.000 euro per gruppo. Secondo le stime degli organizzatori, tale formula dovrebbe generare un fatturato annuo superiore ai 400.000 euro, destinato proprio ai progetti di conservazione.
La crescente domanda nel turismo di lusso
Dopo una fase sperimentale avviata nel 2024, l’iniziativa ha ottenuto un riscontro molto positivo. Per il 2026 risultano già programmate 80 visite esclusive, segno di un interesse crescente verso questo tipo di proposta.
A sorprendere è anche il profilo dei partecipanti: sempre più spesso, infatti, sono coppie oppure viaggiatori singoli a scegliere di prenotare l’intera esperienza in esclusiva. Si tratta di una tendenza che riflette l’evoluzione del turismo di alta gamma, nel quale i viaggiatori con un elevato patrimonio privilegiano esperienze personalizzate e riservate rispetto ai tradizionali itinerari di gruppo.
Nonostante la forte richiesta, gli organizzatori non intendono modificare la formula originaria. La partecipazione continuerà a essere limitata a un massimo di cinque persone proprio per preservare il carattere esclusivo dell’iniziativa.
Come ha spiegato Angeliki Maragkaki, direttrice del progetto, soltanto mantenendo gruppi ridotti è possibile conservare la qualità della visita e quel senso di unicità che rappresenta il valore principale dell’esperienza.
Viaggio nella storia dell’Acropoli e del Partenone
iStockTutto il fascino dell’Acropoli di Atene con il Partenone al tramonto
L’Acropoli è uno dei simboli più importanti della cultura classica che secoli si staglia sulla città di Atene e affascina milioni di visitatori grazie alla sua straordinaria importanza artistica e archeologica.
La sua storia è legata alla figura della dea Atena, protagonista della mitologia greca. Secondo la tradizione, la divinità avrebbe conquistato il patrocinio della città sfidando Poseidone e offrendo agli abitanti un ulivo, considerato il dono più prezioso. L’albero garantiva infatti nutrimentograzie ai suoi frutti, forniva l’olio necessario per alimentare le lampade e produceva un legno resistente, utilizzato nella costruzione di abitazioni e imbarcazioni.
È anche per questo motivo che il Partenone, il monumento più rappresentativo dell’Acropoli, è stato dedicato proprio ad Atena, così da diventare una delle più grandi testimonianze del ruolo che la dea occupava nella religione e nella società dell’antica Grecia.
Come funziona The Acropolis Experience
I partecipanti possono accedere all’Acropoli alle 6 del mattino, poco prima dell’alba, oppure nella fascia serale compresa tra le 20 e le 22, quando il sito è ormai chiuso al pubblico.
In ogni fascia oraria possono essere accolti soltanto quattro gruppi in contemporeanea, ciascuno formato da un massimo di cinque persone. Durante la visita è sempre presente una guida personale che accompagna gli ospiti alla scoperta della storia del complesso monumentale.
A rendere ancora più speciale l’esperienza, un ricordo esclusivo consegnato ai partecipanti: una riproduzione autorizzata di un antico manufatto greco, pensata come testimonianza della visita e come omaggio al patrimonio dell’antichità classica.
Il cinema e le serie TV influenzano sempre più il modo in cui le persone scelgono la propria destinazione di viaggio. Negli ultimi anni il cosiddetto set-jetting, ovvero la tendenza a visitare i luoghi che fanno da sfondo a film e produzioni televisive, si è infatti affermato come uno dei principali trend del turismo.
Gli spettatori, dopo aver visto un film o una serie, desiderano vivere in prima persona quelle atmosfere, ripercorrere gli stessi itinerari e visitare i luoghi che hanno contribuito a rendere memorabili determinate scene. Con l’arrivo nelle sale del nuovo kolossal dedicato a Ulisse, l’attenzione si sta concentrando sulle mete del Mediterraneo che fanno da cornice al mito dell’eroe omerico.
Il viaggio via mare diventa parte dell’esperienza
Se desiderate seguire le tracce del celebre eroe del Mediterraneo, Ferryscanner ha individuato una serie di itinerari che consentono di raggiungere via mare alcune delle località più rappresentative legate al mito o utilizzate come ambientazione del nuovo film.
L’idea proposta dalla piattaforma è quella di trasformare il trasferimento in traghetto in una parte integrante dell’esperienza di viaggio: attraversare il Mediterraneo significa infatti immergersi negli stessi scenari che, da secoli, alimentano racconti, leggende e immaginario collettivo.
La Sicilia sulle tracce di Ulisse
iStockLo spettacolo dell’isola di Favignana
Tra le tappe che meglio rappresentano il legame tra il mito di Ulisse e il Mediterraneo spicca la Sicilia: a Favignana ad Aci Trezza, passando per le Isole Eolie, l’isola vanta alcuni dei luoghi che, secondo la tradizione e svariate interpretazioni, vengono associati al leggendario viaggio dell’eroe narrato nell’Odissea.
Scogliere modellate dal mare, isole vulcaniche, piccoli borghi marinari e approdi ricchi di fascino modellano un itinerario che unisce paesaggi spettacolari, storia e tradizioni millenarie: è un percorso che permette di vivere le suggestioni del mito, esplorando territori che alimentano racconti e interpretazioni legate alle avventure di Ulisse.
Favignana, nel cuore delle Isole Egadi, è collegata ai porti di Trapani, Marsala, Levanzo e Marettimo, con traversate comprese tra i 10 e i 45 minuti. Per visitare le Isole Eolie, sono disponibili collegamenti da Messina e Milazzo verso Stromboli e Salina, con tempi di percorrenza che variano da 1 ora e 42 minuti fino a circa 2 ore e 30 minuti.
Grecia, tra Itaca, Cefalonia, Zante e il Peloponneso
Se esiste un luogo che richiama all’istante il viaggio di Ulisse, è senza dubbio la Grecia: tra le isole dello Ionio e le coste del Peloponneso si sviluppa un itinerario che combina il fascino della tradizione con alcuni dei paesaggi più suggestivi del Mediterraneo.
Itaca, considerata la patria dell’eroe, è il punto di riferimento simbolico del percorso. Accanto ad essa spiccano Cefalonia, Zante e la regione della Messinia, territori nei quali storia, mare e natura si fondono disegnando un viaggio ricco di richiami all’immaginario omerico.
Per esplorare tali destinazioni, Ferryscanner propone vari collegamenti in partenza dal porto di Kyllini da cui è possibile raggiungere Cefalonia in circa un’ora e trenta minuti oppure Zante in circa un’ora e quindici minuti. Una volta arrivati sulle isole, il viaggio può proseguire verso la Messinia per completare un itinerario che tocca alcune delle località più evocative associate al racconto di Ulisse.
Il Marocco completa l’itinerario mediterraneo
Pur non rientrando tra i luoghi tradizionalmente associati al mito di Ulisse, il Marocco è l’ultima tappa proposta da Ferryscanner per vivere le atmosfere epiche evocate dal nuovo kolossal.
Il Paese offre infatti scenari caratterizzati da un fascino senza tempo, dove città storiche, kasbah e paesaggi desertici creano ambientazioni che richiamano i grandi racconti di viaggio. Tra le mete più significative ecco Aït Benhaddou, l’antico ksar riconosciuto Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, celebre per il suo straordinario valore storico e architettonico.
Più a ovest, Marrakech conquista con i souk, i palazzi storici, i riad e le piazze animate, per conoscere la cultura marocchina grazie a colori, profumi e tradizioni artigianali.
iStockL’iconico minareto della Moschea Koutoubia a Marrakech
Negli ultimi anni il modo di vivere il campeggio è cambiato molto: se in passato era associato soprattutto alla ricerca del risparmio o al desiderio di trascorrere del tempo all’aria aperta, oggi rappresenta sempre più una scelta di stile di vita. Cresce, infatti, il numero di persone che desiderano viaggiare in modo più autonomo, riducendo il ricorso ai combustibili fossili e privilegiando un rapporto più lento e consapevole con i luoghi visitati.
L’innovazione interessa sia il mondo dei camper e delle caravan tradizionali sia quello, più recente, della mobilità su due ruote. Da un lato i veicoli ricreazionali diventano sempre più intelligenti e connessi, dall’altro prendono piede nuove formule come il bike camping, che sfruttano le potenzialità delle biciclette elettriche per offrire un modo differente di esplorare il territorio senza rinunciare a un riparo confortevole.
Il camper si fa smart, sicuro e senza fili
L’evoluzione del veicolo ricreazionale passa oggi soprattutto dagli accessori, i servizi e le tecnologie di bordo: oggi a fare la differenza sono le soluzioni pensate per aumentare autonomia, comfort e semplicità d’uso durante il viaggio.
Sempre più funzioni possono essere gestite dallo smartphone e il controllo dell’illuminazione è uno degli esempi più evidenti: regolare le luci da remoto consente di personalizzare gli ambienti in pochi istanti e di gestire meglio i consumi energetici. Anche il comfort climatico compie un salto in avanti grazie a climatizzatori progettati per funzionare senza il supporto di un generatore.
Grande attenzione viene riservata anche all’autonomia energetica. Le batterie di nuova generazione consentono di prolungare il tempo trascorso lontano dalle aree attrezzate e riducono la necessità di frequenti soste per la ricarica. In parallelo, crescono le soluzioni dedicate alla sicurezza, con sistemi antifurto connessi che, oltre a proteggere il veicolo, possono incidere anche sul costo dell’assicurazione.
L’innovazione riguarda anche gli spazi interni. Si diffondono materassi su misura in memory foam, progettati per adattarsi meglio alla forma del corpo e migliorare la qualità del riposo, mentre le soluzioni di arredo integrato puntano a sfruttare ogni centimetro disponibile senza sacrificare la funzionalità.
Anche il trasporto delle attrezzature sportive è diventato un elemento centrale nella progettazione dei nuovi accessori. La crescente diffusione delle biciclette elettriche, di solito più pesanti rispetto ai modelli tradizionali, ha trasformato la compatibilità con le e-bike in un requisito sempre più importante. Alcuni sistemi modulari sono in grado di trasportare fino a tre biciclette oppure due e-bike e possono essere configurati con moduli intercambiabili dedicati ad altre attività all’aria aperta, come porta-sci capaci di ospitare fino a quattro paia di sci o due snowboard, oppure supporti per tavole da surf e canoe lunghe fino a due metri e mezzo.
UFFICIO STAMPA Studio Eidos di Sabrina TalaricoIl futuro del campeggio è sempre più smart
La casa si aggancia alla bici
Se il camper evolve grazie alla tecnologia, il bike camping è invece una delle novità più interessanti degli ultimi anni. Per molto tempo il principale limite delle vacanze in bicicletta è stato il bagaglio: tenda, sacco a pelo e attrezzatura da campeggio dovevano trovare posto nelle tradizionali borse laterali, con inevitabili compromessi in termini di spazio e praticità.
La diffusione delle biciclette elettriche ha però modificato tale scenario: grazie all’assistenza alla pedalata è infatti possibile trainare carichi maggiori, aprendo la strada a una nuova categoria di micro roulotte progettate per essere agganciate alla bicicletta.
Tra gli esempi più rappresentativi c’è la Wide Path Camper, assemblata a mano a Glyngøre: mini caravan con guscio rigido, misura circa un metro e mezzo durante il trasporto e può essere aperta in circa tre minuti grazie a un sistema che ripiega la parte posteriore sopra quella anteriore, trasformandosi in uno spazio abitabile.
Una filosofia diversa è quella scelta dall’austriaca GentleTent con la B-Turtle. In questo caso, il rimorchio in alluminio lungo 110 centimetri ospita una tenda gonfiabile per due persone, suddivisa in un vestibolo e in un’area dedicata al riposo. Il peso complessivo si aggira intorno ai 30 chilogrammi, caratteristica che la rende una delle soluzioni più leggere della categoria.
Dalla Francia arriva invece la CapsulBike, prodotta da TinyVroum: la micro caravan adotta la classica forma aerodinamica a goccia, una configurazione ormai diventata un riferimento per questa tipologia di mezzi grazie al buon equilibrio tra dimensioni contenute e abitabilità.
Anche la Finlandia propone una propria interpretazione con la Hupi Trailer. Il rimorchio pesa circa 70 chilogrammi e integra una scrivania ricavata nella parete, pensata come piano d’appoggio o spazio di lavoro, mentre per il riposo è previsto un letto pieghevole che consente di sfruttare al meglio l’ambiente interno.
Tra i progetti più particolari spicca infine l’Alpencamper Eco Slide Out, sviluppato in Svizzera: la micro caravan pesa 52 chilogrammi a vuoto ed è caratterizzata da una struttura a goccia con pareti isolate e un modulo laterale scorrevole che amplia la larghezza della cabina una volta raggiunta la destinazione. Da chiusa mantiene un ingombro ridotto, sufficiente per seguire la bicicletta durante gli spostamenti, mentre da aperta offre uno spazio notte di circa 1,40 per 1,96 metri, una superficie paragonabile a quella di un letto matrimoniale compatto. Sotto il piano di riposo trova posto un vano di carico da 270 litri, utile per sistemare borse, abbigliamento, utensili, cibo e attrezzatura da campeggio. È previsto anche uno spazio dedicato a una toilette secca.
Le vacanze non sono più soltanto sinonimo di relax, mare e giornate trascorse a bordo piscina: sempre più viaggiatori europei scelgono di dedicare parte del proprio tempo libero all’apprendimento di nuove competenze e vedono il viaggio come un’esperienza capace di lasciare qualcosa di concreto anche dopo il ritorno a casa. È la filosofia delle cosiddette “skilliday“, una nuova modalità di vivere le ferie che combina il piacere della scoperta con quello della formazione.
A evidenziare la tendenza è un sondaggio realizzato da Mastercard su oltre 27.000 viaggiatori provenienti da 28 Paesi europei, tra cui Italia, Francia, Austria, Portogallo, Regno Unito e Svizzera. Secondo i risultati della ricerca, il 48% degli intervistati ha dichiarato di voler imparare una nuova abilità durante le vacanze estive, mentre il 37% aveva già prenotato un viaggio costruito proprio attorno a questa esigenza.
L’interesse nei confronti delle esperienze formative emerge anche dalla disponibilità a investire maggiormente nel viaggio. Il 42% dei turisti europei afferma infatti di essere disposto a spendere di più per una vacanza che offra l’opportunità di acquisire nuove competenze, privilegiando operatori locali in grado di proporre attività autentiche e legate al territorio.
La ricerca evidenzia inoltre come il valore attribuito all’apprendimento sia ormai molto elevato: il 51% degli intervistati considera infatti l’esperienza di viaggio più significativa quando permette di imparare qualcosa di nuovo, mentre il 48% ritiene che le competenze acquisite abbiano un valore superiore rispetto ai tradizionali souvenir acquistati durante la vacanza.
La Gen Z guida il fenomeno delle vacanze formative
Ad alimentare la crescita delle skilliday sono soprattutto i viaggiatori più giovani: secondo i dati raccolti da Mastercard, la Generazione Z è la più interessata a questa nuova modalità di viaggio.
Il 57% dei giovani tra i 18 e i 24 anni ha infatti in programma una vacanza dedicata all’apprendimento di nuove competenze, mentre tra i viaggiatori di età compresa tra i 24 e i 34 anni la percentuale si attesta al 52%.
Anche in Italia tale tendenza trova ampio consenso: più della metà degli italiani intervistati, pari al 53%, dichiara di voler acquisire una nuova competenza durante un viaggio. Ancora più significativa è la disponibilità economica: il 50% degli italiani sarebbe disposto a spendere di più per una vacanza che includa attività formative, una percentuale superiore alla media europea del 42%.
Dove fare una skilliday in Italia
L‘Italia si presta bene a questa tipologia di vacanza: in molte destinazioni il viaggio diventa l’occasione per entrare in contatto diretto con le produzioni locali e imparare tecniche tramandate nel tempo.
Se amate la cucina potete scegliere soggiorni in agriturismi o masserie, soprattutto in regioni come la Puglia e l’Emilia-Romagna, dove è possibile partecipare a corsi dedicati alla preparazione della pasta fresca, delle tradizionali orecchiette oppure dei dolci tipici locali.
Anche l’artigianato occupa un ruolo centrale nelle skilliday italiane: località come Deruta, in Umbria, Vietri sul Mare, in Campania, e Caltagirone, in Sicilia, sono conosciute per la lunga tradizione nella lavorazione della ceramica e vengono organizzati workshop nei quali i partecipanti possono apprendere le tecniche della modellazione e della decorazione a mano da artigiani specializzati.
Per gli appassionati di vino, invece, territori come le Langhe in Piemonte e la Valpolicella in Veneto offrono percorsi dedicati alla degustazione e all’avvicinamento al mondo del vino: tra vigneti e cantine è possibile approfondire le caratteristiche dei diversi vitigni e conoscere più da vicino il lavoro che accompagna la produzione vinicola.
iStockIncantevole vigneto in Valpolicella
Dalle onde delle Canarie ai ritiri yoga di Maiorca
Lanzarote, la più settentrionale delle Isole Canarie, è una meta molto apprezzata dagli appassionati di surf: pur essendo conosciuta come una destinazione frequentata da surfisti esperti, è considerata anche un luogo ideale per chi desidera avvicinarsi per la prima volta a questo sport. Sulla lunga spiaggia di Famara, che si estende per circa sette chilometri, vengono organizzati corsi adatti a diversi livelli di preparazione.
Se invece desiderate dedicare il viaggio al benessere optate per Maiorca, dove vari ritiri yoga propongono percorsi pensati per favorire il rilassamento e il recupero dell’equilibrio psicofisico: le giornate alternano sessioni di yoga guidate da istruttori esperti, momenti di quiete e una cucina mediterranea orientata al benessere. Le attività sono rivolte sia a chi si avvicina per la prima volta alla disciplina sia ai praticanti più esperti, con l’obiettivo di promuovere consapevolezza, armonia e benessere generale.
Islanda e Isole Lofoten, paradiso per la fotografia naturalistica
Per chi sogna di migliorare le proprie competenze fotografiche, le grandi destinazioni del Nord Europa rappresentano uno scenario ideale.
L’Islanda e le Isole Lofoten, in Norvegia, sono mete adatte per partecipare a workshop dedicati alla fotografia naturalistica: i paesaggi spettacolari, caratterizzati da montagne, coste e scenari naturali, offrono condizioni ideali per approfondire tecniche fotografiche sul campo e rendono il viaggio un’esperienza di apprendimento immersa nella natura.
Dopo quattro anni di lavori e una lunga attesa, il Palazzo Reale di Bruxelles dal 3 luglio ha finalmente riaperto le porte dopo la chiusura iniziata nel 2022 per consentire un importante intervento di restauro della facciata e degli infissi. Durante tale periodo, chi desiderava scoprirne gli ambienti del palazzo ha potuto farlo soltanto tramite un tour virtuale.
La riapertura restituisce ai visitatori uno degli edifici simbolo della capitale belga, di solito aperto ogni estate fin dal 1965. Come da tradizione, infatti, il Palazzo Reale accoglie il pubblico soltanto durante la pausa estiva delle attività istituzionali, poiché per il resto dell’anno è sede operativa della monarchia.
A sottolineare l’importanza dell’evento sono stati gli stessi Re Filippo e la Regina Mathilde, presenti in occasione della riapertura ufficiale del palazzo dopo la conclusione del lungo cantiere.
Le sale più spettacolari del Palazzo Reale tra storia e capolavori
Il percorso di visita permette di ammirare alcuni degli ambienti più rappresentativi del Palazzo Reale, testimoni della storia della monarchia belga e delle trasformazioni artistiche che hanno interessato l’edificio nel corso del tempo.
Tra gli spazi più imponenti spicca la Sala del Trono, realizzata durante il regno di Leopoldo II: oltre alla ricchezza degli arredi e delle decorazioni, conserva quattro sculture parietali realizzate da Auguste Rodin in una fase iniziale della sua carriera, molti anni prima della creazione del celebre Pensatore. Le opere rappresentano le attività economiche delle province belghe e sono una delle testimonianze più interessanti del periodo giovanile dello scultore francese.
Proseguendo la visita si raggiunge la Sala dell’Impero, dove è custodito uno dei doni diplomatici più significativi, un prezioso tappeto persiano proveniente da Kerman, donato personalmente dallo Scià di Persia durante una visita di Stato avvenuta nel 1900.
Tuttavia, l’ambiente che più di ogni altro cattura l’attenzione è senza dubbio la Sala degli Specchi dove il patrimonio storico dialoga con l’arte contemporanea grazie a Heaven of Delight, l’installazione realizzata nel 2002 dall’artista belga Jan Fabre.
Per creare l’opera, Fabre ha rivestito il soffitto della sala e uno dei grandi lampadari con quasi un milione e mezzo di elitre iridescenti di coleotteri gioiello. Il risultato è una superficie cangiante che modifica senza sosta il proprio aspetto a seconda dell’angolo di osservazione e della luce, passando dal verde al blu fino ai riflessi dorati.
iStockSuggestiva veduta notturna del Palazzo Reale di Bruxelles
Le nuove esposizioni raccontano la storia della monarchia e del palazzo
La riapertura coincide anche con l’allestimento di nuove esposizioni temporanee che arricchiscono il percorso di visita.
Una delle mostre è dedicata a Luisa d’Orléans, prima regina del Belgio, e ripercorre il suo ingresso nella famiglia reale e il ruolo ricoperto nella storia della monarchia. Accanto a questo approfondimento storico, trovano spazio altri percorsi espositivi dedicati al suono e alla musica, ai macchinari d’avanguardia e all’evoluzione dello stesso Palazzo Reale come luogo simbolico della memoria nazionale.
Biglietti, periodo di apertura e informazioni utili
L’edizione estiva del 2026 presenta alcune differenze rispetto agli anni precedenti. La stagione delle visite sarà infatti più breve del consueto e terminerà il 16 agosto, poiché a settembre il Palazzo Reale dovrà tornare a disposizione della monarchia in vista della visita di Stato dei reali danesi. Durante il periodo di apertura sono inoltre previste alcune giornate di chiusura, il 15, 16, 20 e 21 luglio.
Cambia anche il sistema di accesso: dopo decenni di ingresso gratuito, la visita prevede ora un biglietto di 10 euro per gli adulti, una decisione legata ai tagli della spesa pubblica in Belgio. L’ingresso rimane gratuito per i minori di 13 anni, ma tutti i visitatori, indipendentemente dall’età, devono prenotare in anticipo una fascia oraria tramite il sito ufficiale del Palazzo Reale.
Le Terme di Caracalla aprono le porte dopo il tramonto con Notturno Imperiale, l’iniziativa che permette di visitare uno dei complessi archeologici più affascinanti della capitale in un’atmosfera differente da quella delle consuete aperture diurne. L’edizione 2026 propone una serie di appuntamenti estivi e autunnali che offriranno la possibilità di immergersi nella storia dell’antica Roma tra monumentali architetture illuminate, giochi di luce e suggestivi percorsi sotterranei.
L’esperienza, pensata come una passeggiata libera tra gli spazi delle antiche terme, si svolgerà nelle giornate del 16 e 23 luglio, 2 agosto, 19 e 26 settembre e 15 ottobre 2026. In tutte le date l’apertura è prevista dalle 19.30, con ultimo ingresso alle 21.45 e uscita entro le 22.45.
Un percorso tra architetture imperiali, sotterranei e il grande mitreo
Durante le aperture straordinarie sarà possibile accedere all’intera area archeologica in superficie, percorrendo gli ambienti monumentali che caratterizzavano il grande stabilimento termale dell’età imperiale. Il percorso comprende inoltre la visita ai sotterranei e al mitreo, considerato il più grande tra quelli rinvenuti a Roma.
La visita consente di esplorare liberamente i vari livelli del complesso e di comprendere meglio la complessa organizzazione architettonica e funzionale delle Terme di Caracalla. Le imponenti strutture emergono nella luce della sera con una scenografia naturale che mette in risalto le dimensioni del sito e la qualità della sua architettura.
Oltremodo suggestiva è la discesa nei sotterranei, una vasta rete di gallerie e ambienti di servizio che costituiva il vero cuore operativo dell’intero complesso: proprio qui si concentravano le attività necessarie al funzionamento delle terme, dagli impianti tecnici alla gestione dei servizi.
Ad arricchire il percorso ecco lo Specchio d’Acqua, valorizzato da particolari giochi di luce che richiamano simbolicamente la presenza dell’acqua, elemento fondamentale per la vita delle antiche terme e protagonista assoluta della loro funzione originaria.
Un modo unico di vivere il patrimonio archeologico
Secondo Daniela Porro, Soprintendente Speciale di Roma, le aperture serali permettono di osservare le Terme di Caracalla da una prospettiva in cui la monumentalità del sito si unisce alla suggestione della luce e del paesaggio serale. L’iniziativa invita, infatti, a una fruizione più lenta e consapevole del monumento e valorizza uno dei complessi archeologici più rappresentativi della Città Eterna.
Il direttore delle Terme di Caracalla, Rocco Bochicchio, sottolinea come la possibilità di percorrere liberamente le grandi architetture, i sotterranei e il mitreo dopo il tramonto rappresenti un’importante occasione di conoscenza e partecipazione al patrimonio culturale. Le aperture straordinarie sono inoltre il risultato di un articolato lavoro organizzativo che coinvolge il personale della Soprintendenza, impegnato a garantire sicurezza, accoglienza e piena fruibilità del sito anche durante le visite in orario serale.
Le Terme di Caracalla, simbolo del benessere nella Roma imperiale
Le Terme di Caracalla sono uno dei più grandiosi esempi dell’architettura pubblica romana, la cui costruzione fu probabilmente avviata durante il regno di Settimio Severo e completata dal figlio Caracalla, che inaugurò il complesso destinato a diventare uno dei principali luoghi dedicati al benessere e alla vita sociale della capitale dell’Impero.
L’impianto includeva gli ambienti termali principali, tra cui il calidarium destinato ai bagni caldi, il tepidarium con temperatura intermedia e il frigidarium per quelli freddi. A questi si aggiungeva la monumentale natatio, una grande piscina all’aperto di dimensioni eccezionali, insieme a numerosi spazi ricreativi, biblioteche e vaste aree verdi.
Costituivano un vero centro di aggregazione dove i cittadini potevano trascorrere il tempo libero tra attività culturali, esercizio fisico e momenti di relax, un modello di benessere che si rifaceva al celebre principio espresso dal poeta Giovenale, mens sana in corpore sano, sintesi dell’equilibrio tra cura del corpo e della mente che caratterizzava la cultura romana.
Biglietti e informazioni utili
Per l’edizione 2026 l’ingresso ordinario costa 8 euro, mentre il biglietto ridotto è di 2 euro. Per ciascuna serata è previsto un numero massimo di 1.200 visitatori. I biglietti sono acquistabili solo online tramite la piattaforma Musei Italiani.
La data del 26 settembre coincide con le Giornate Europee del Patrimonio e prevede un biglietto speciale al costo di 1 euro.
L’accesso al complesso avviene da Viale delle Terme di Caracalla 52, mentre il percorso di accessibilità ai sotterranei è Via Antonina 5. Per ulteriori informazioni potete consultare il sito della Soprintendenza Speciale di Roma.
Siamo in Andalusia, nella zona più selvaggia della costa di Cadice, lungo quel tratto della Costa de la Luz in cui la Spagna guarda l’Atlantico e il paesaggio conserva un’anima libera e luminosa, e ci lasciamo incantare da Playa Bolonia che, nel 2026, è entrata nella classifica Europe’s 50 Best Beaches di World’s 50 Best Beaches. Un riconoscimento che racconta bene il fascino di questa baia ampia e scenografica, amatissima da chi cerca natura, spazi aperti, mare limpido e atmosfere lontane dalle località balneari più inflazionate.
La piccola località di Bolonia, nel territorio di Tarifa, è una meta a dir poco sorprendente: una strada che arriva quasi all’improvviso davanti alla costa, il profilo dell’Atlantico, la lunga distesa di sabbia chiara, il vento che modella tutto e, sullo sfondo, la grande duna dichiarata Monumento Naturale.
Playa Bolonia, la favolosa mezzaluna di sabbia bianca
L’attrazione principale di Bolonia è senza dubbio la sua spiaggia, una vasta mezzaluna di sabbia bianca finissima che si apre dinanzi all’oceano per quasi quattro chilometri. Larga circa 70 metri, Playa Bolonia ha il fascino selvaggio delle spiagge di Tarifa, ma con un’atmosfera più tranquilla: anche in estate si riesce quasi sempre a trovare uno spazio dove stendere il telo e godersi il paesaggio senza “sentirsi soffocare dalla folla”.
Non troverete stabilimenti né file ordinate di lettini e ombrelloni e, proprio per questo, è la scelta ideale per trascorrere una giornata tra sabbia, onde, cielo aperto e silenzio interrotto soltanto dal vento. Il vento, appunto, è uno dei protagonisti assoluti: a volte può essere intenso e diventare fastidioso per chi vuole solo prendere il sole, ma per i surfisti rappresenta una delle ragioni principali per raggiungere questa parte della costa andalusa.
A rendere il paesaggio davvero indimenticabile è poi la Duna di Bolonia, che spicca a un’estremità della spiaggia e domina la baia con la sua massa chiara e mobile: alta circa 30 metri, è un vero complesso dunale in movimento, modellato senza sosta dal vento dell’Atlantico. Nel 2001 è stata dichiarata Monumento Naturale per la sua importanza paesaggistica ed ecologica, basti pensare che ospita una vegetazione molto resistente, tra cui l’ammophila, pianta capace di vivere in un ambiente difficile e fondamentale per l’equilibrio dell’ecosistema.
iStockSpettacolare panorama delle dune di sabbia della spiaggia di Bolonia
Non essendo attrezzata come le località più turistiche, per godersi davvero la giornata conviene portare con sé acqua, qualcosa da mangiare, protezione solare, cappello e tutto il necessario per restare diverse ore in spiaggia senza dover risalire subito verso il paese.
Dove si trova Playa Bolonia e come arrivare
Playa Bolonia si trova in provincia di Cadice, nella parte sud-occidentale dell’Andalusia, lungo la Costa de la Luz, il tratto di costa compreso tra Cadice e Tarifa e bagnato dall’Oceano Atlantico.
Il modo più semplice per raggiungere Bolonia è l’auto. Bisogna percorrere la strada N-340 in direzione Tarifa e imboccare la deviazione verso ovest a circa 15 chilometri dalla città.
Arrivare con i mezzi pubblici è possibile, ma meno comodo. Da Tarifa esiste un collegamento in autobus verso Bolonia, tuttavia le corse non sono molto frequenti e richiedono una buona organizzazione, soprattutto se si desidera trascorrere l’intera giornata in spiaggia. Chi parte da altre località dell’Andalusia, comprese le città principali, deve mettere in conto almeno un cambio e tempi più lunghi.
Agosto non è soltanto il mese delle spiagge affollate, delle città roventi e dell’asfalto che trattiene il caldo fino a sera: può essere anche il momento perfetto per salire di quota e cercare rifugiodall’afa tra boschi ombrosi, laghi alpini, torrenti, vallate silenziose e panorami che restituiscono respiro in ogni senso.
In Italia e in Europa non mancano mete ideali per scappare dalla calura agostana senza rinunciare a escursioni, sport all’aria aperta, borghi, sapori locali e paesaggi capaci di rigenerare: una selezione da segnare in agenda.
Madonna di Campiglio, l’estate fresca delle Dolomiti di Brenta
Se desiderate rifugiarvi in un luogo dove l’aria cambia davvero potete salire fino a Madonna di Campiglio, elegante località del Trentino a 1.550 metri di altitudine dove agosto ha il ritmo delle escursioni lungo i sentieri che si aprono tra le Dolomiti di Brenta.
Gli oltre 450 chilometri permettono, infatti, di scegliere ogni giorno un’esperienza diversa, dalle passeggiate più semplici agli itinerari panoramici. Tra i percorsi più suggestivi va menzionato il Giro dei 5 Laghi, che conduce tra specchi d’acqua alpini incastonati in un paesaggio di rocce e pascoli.
Non meno affascinante è la passeggiata alle Cascate di Vallesinella, ideale nelle giornate più calde grazie alla frescura del bosco e al suono dell’acqua che scende tra le rocce. Se preferite muovervi su due ruote, non mancano poi percorsi in e-bike, perfetti per raggiungere malghe, punti panoramici e strade di montagna.
Domobianca, sentieri e panorami sopra la Val d’Ossola
In Piemonte, Domobianca 365 sorprende perché unisce la comodità di una località facilmente raggiungibile alla sensazione immediata di essere già in piena montagna. Collegata a Domodossola, oltre che dalla strada asfaltata anche da una rete di sentieri, permette di salire verso l’Alpe Lusentino a piedi: da qui parte il facile percorso della strada bianca che porta fino al laghetto artificiale di Casalavera, toccando diversi alpeggi e donando scorci panoramici sulla piana della Val d’Ossola.
Domobianca è conosciuta come stazione sciistica, ma in estate gli impianti di risalita restano in funzione e permettono di raggiungere comodamente i 1.700 metri di quota grazie a due seggiovie. Dalla stazione di arrivo della seconda seggiovia, una breve passeggiata di media difficoltà conduce alla vetta del Moncucco, uno dei punti panoramici più belli della Val d’Ossola, con lo sguardo che spazia dalle Alpi Svizzere fino al Mottarone e oltre.
Da non perdere anche Lusetrek, il nuovo percorso di trekking ad anello con partenza e ritorno all’Alpe Lusentino, pensato per attraversare gli splendidi boschi di faggio della zona.
Valmalenco, laghi cristallini e avventure tra i rifugi
iStockLago Palù, oasi cristallina in Valmalenco
La Valmalenco, in provincia di Sondrio, è una destinazione estiva ideale se amate la montagna in tutte le sue forme: sentieri, rifugi, laghi alpini, bike park, torrenti, paesaggi glaciali e borghi legati alla vita di valle. Ad agosto offre il vantaggio della quota, ma anche una grande varietà di attività per una vacanza dinamica e rigenerante.
Il territorio conta oltre 100 percorsi escursionistici. Il grande itinerario di riferimento è l’Alta Via della Valmalenco, un anello di circa 110 chilometri diviso in 8 tappe, tra rifugi, pascoli, valichi e scenari di alta quota. Se preferite gite più brevi, mete come il Rifugio Ventina e il Lago Lagazzuolo permettono di vivere il paesaggio alpino senza affrontare lunghi trekking.
Tra i luoghi più amati c’è il Lago Palù, uno specchio d’acqua cristallino abbracciato da boschi e cime, perfetto per godersi una giornata al fresco. L’Alpe Palù, invece, in estate si trasforma nel Palù Bike Park, con percorsi per cross-country, freeride ed enduro accessibili tramite gli impianti di risalita.
A Lanzada, il percorso Gola Up aggiunge un tocco più avventuroso grazie ad attività di canyoning e discese nel torrente, adatte anche ai ragazzi a partire dai 10-12 anni. Sagre enogastronomiche, escursioni guidate agli alpeggi, concerti in quota e rievocazioni storiche nelle contrade completano il volto estivo della valle.
Carnia, borghi e malghe nel Friuli più autentico
La Carnia è una delle risposte più belle se cercate un agosto al fresco restando in Italia, ma lontano dai flussi turistici più intensi. Incastonata tra le Alpi Carniche e le Dolomiti Friulane, è un vasto territorio montano dove la natura conserva un carattere autentico, contraddistinto da boschi, pascoli, malghe, borghi storici e vallate silenziose.
Tra le mete da non perdere spicca Illegio, conosciuto come il “paese dei mulini”, dove il rapporto tra acqua, montagna e memoria locale si respira a ogni passo. Pesariis, invece, è il borgo degli orologi, un piccolo centro dalla forte identità che aggiunge al viaggio una dimensione culturale e originale.
Il Monte Zoncolan è ideale per ammirare panorami straordinari e praticare attività all’aria aperta, mentre l’Oasi Faunistica del Lago di Bordaglia rappresenta una delle immagini più suggestive della Carnia verde e silenziosa. Vi piace camminare? Gli itinerari spaziano dalle escursioni verso le Sorgenti del Piave ai percorsi più semplici adatti alle famiglie, come il Bosco di Avaglio.
Fondamentale anche la sosta in malga, dove assaggiare i cjarsòns, ravioli dolci tipici della tradizione carnica, o il prosciutto affumicato di Sauris. Per completare il viaggio, potete visitare il Presepe di Teno a Sutrio e il Museo delle arti e tradizioni popolari di Tolmezzo.
Highlands scozzesi, la grande fuga tra erica e laghi
iStockMagico paesaggio dell’Isola di Skye in Scozia
Se desiderate spingervi oltre l’Italia, le Highlands scozzesi sono una delle destinazioni più suggestive d’Europa, dove la natura appare vasta e poetica, disegnata da vallate morbide, ruscelli, laghi profondi, castelli, coste frastagliate e distese di erica che in estate colorano il paesaggio di viola e porpora.
Un itinerario può iniziare dal Parco Nazionale di Loch Lomond & The Trossachs, tra laghi e foreste, per poi proseguire verso Oban, affacciata sul Firth of Lorne e considerata porta d’accesso all’Isola di Mull. Per gli appassionati di trekking, Fort William è una sosta quasi obbligata, punto di riferimento per percorrere alcuni dei sentieri più spettacolari del Regno Unito e salire sui munros, le cime scozzesi oltre i 914 metri.
A poca distanza, Glenfinnan regala una delle immagini indimenticabili del viaggio: il Jacobite Steam Train che attraversa il celebre viadotto e richiama alla mente l’Espresso per Hogwarts. Proseguendo verso la costa, Mallaig accoglie con il carattere di villaggio marinaro, tra foche, delfini, pescatori locali e buon cibo.
L’Isola di Skye è uno dei momenti più emozionanti dell’itinerario, con le Fairy Pools, i panorami del Quiraing, l’Old Man of Storr e le casette colorate di Portree. Prima di tornare verso sud, vale la pena passare da Inverness, dal mitico Loch Ness e dal Cairngorms National Park, dove svetta anche il Castello di Balmoral.
Lapponia svedese, l’estate luminosa di Abisko
Per allontanarsi davvero dalla calura estiva, cosa c’è di meglio della Lapponia svedese? Nel nord della Svezia, vicino al Circolo Polare Artico, Abisko rivela in estate un volto completamente differente da quello invernale, famoso per l’aurora boreale. Nei mesi più luminosi, il paesaggio si trasforma in un’oasi di biodiversità, tra fioriture rare, renne, uccelli e giornate che sembrano non finire mai grazie al sole di mezzanotte.
Il Parco Nazionale di Abisko è un grande gioiello naturale della Svezia settentrionale, in un territorio abitato per secoli dai Sami e legato a una lunga storia di conservazione ambientale. Il cuore del parco è una valle alpina modellata dai ghiacciai e solcata dal fiume Abiskojåkka, che nel tempo ha scavato un canyon diventato simbolo dell’area.
Alla foce del fiume ecco il Lago Torneträsk, uno dei più grandi della Scandinavia, dove acqua, montagne e cielo si incontrano in un paesaggio vastissimo.
Monti Rodopi, la Bulgaria verde e meno conosciuta
Infine, per una meta europea diversa dalle solite rotte alpine potete guardare verso la Bulgaria meridionale, dove i Monti Rodopi disegnano un paesaggio affascinante al confine con la Grecia. È una regione di foreste, altipiani, gole, laghi, villaggi appartati e siti archeologici, perfetta per un agosto nella natura ma lontano dalle mete più affollate.
Il viaggio può iniziare dal sito archeologico di Perperikon, antica città sacra legata ai Traci, per poi raggiungere la Fortezza di Asen, testimonianza millenaria immersa in un paesaggio di grande fascino.
Tra le tappe da non perdere ci sono il Lago di Dospat, ideale per una pausa tra acqua e foreste, e i siti archeologici di Belintash e Tatul, che raccontano il volto più antico e spirituale della regione.
I villaggi di Smolyan e Manastir permettono, invece, di entrare nella dimensione più silenziosa dei Rodopi. Manastir, nascosto tra le foreste a circa 1.500 metri di altitudine, è uno di quei luoghi che sembrano fatti apposta per allontanarsi dalla folla e ritrovare un fresco rigenerante.
Dall’8 al 14 luglio 2026 torna l’Art Nouveau Week, la settimana internazionale dedicata al patrimonio Liberty e Art Nouveau che, giunta all’ottava edizione, si conferma tra i più importanti appuntamenti dedicati alla valorizzazione dell’architettura e delle arti decorative tra Ottocento e Novecento. Curato da Andrea Speziali, coinvolgerà oltre 300 città nel mondo con circa 750 appuntamenti tra visite guidate, mostre, conferenze, workshop, itinerari urbani ed esperienze culturali diffuse.
Dopo le oltre 20.000 presenze registrate nell’edizione 2025, il festival amplia il proprio raggio d’azione, e trasforma città, borghi e località balneari in un grande museo diffuso dedicato alla Belle Époque per raccontare il patrimonio Art Nouveau grazie a un percorso che unisce architettura, arti applicate, storia urbana e paesaggio contribuendo, allo stesso tempo, a promuovere nuove forme di turismo culturale e a valorizzare anche destinazioni meno conosciute.
L’edizione 2026 assume inoltre un significato particolare grazie al centenario della scomparsa di Antoni Gaudí e alle ricorrenze dedicate ad alcuni dei principali protagonisti dell’Art Nouveau europea.
Una settimana dedicata al patrimonio Liberty
L’Art Nouveau Week si presenta come un progetto culturale diffuso che invita il pubblico a rileggere le città sotto la lente di uno dei linguaggi artistici più rappresentativi della modernità europea. Ville, palazzi, alberghi storici, teatri, caffè, edifici pubblici e dettagli decorativi diventano le tappe di un racconto che restituisce valore a un patrimonio spesso poco conosciuto o poco frequentato.
Il festival coinvolge numerosi studiosi, guide specializzate, associazioni culturali e amministrazioni locali con l’intento di promuovere una maggiore consapevolezza dell’importanza del Liberty come stile architettonico ed espressione di un’epoca caratterizzata da innovazione, sviluppo urbano e fiducia nel progresso.
Tra le novità dell’edizione 2026, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha dedicato alla manifestazione il francobollo celebrativo “L’Art Nouveau in Italia“, inserito nella serie “Le Eccellenze del Patrimonio culturale italiano”.
Il Mare, tema dell’edizione 2026
Il filo conduttore scelto per questa ottava edizione è “Il Mare“, elemento che occupa un ruolo centrale nell’immaginario artistico del Liberty europeo. L’acqua, le onde, la flora e la fauna marina hanno infatti ispirato architetti, decoratori e artisti tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, divenendo motivi ricorrenti nelle decorazioni, nelle vetrate, nei ferri battuti e nelle arti applicate.
Il festival intende raccontare il rapporto tra il patrimonio Liberty e lo sviluppo del turismo balneare che, proprio durante la Belle Époque, contribuì alla trasformazione di numerose località costiere italiane: le nuove stazioni climatiche, gli stabilimenti balneari, gli hotel e le ville affacciate sul mare diventarono simboli di una società in rapido cambiamento.
Accanto ai tradizionali itinerari guidati, l’Art Nouveau Week propone un ricco programma di attività pensate per coinvolgere il pubblico in maniera diretta.
Tra gli appuntamenti più caratteristici troviamo le sessioni di sketching “Visioni Art Nouveau“, durante le quali i partecipanti potranno cimentarsi nel disegno dal vero delle architetture Liberty, guidati da professionisti.
Nelle località balneari saranno invece realizzate le “Sculture Liberty di sabbia“, opere ispirate ai motivi floreali e naturalistici tipici della Belle Époque, mentre all’Aquila la Sala Baiocco ospiterà il Festival del Cinema Muto con la proiezione di alcuni capolavori della cinematografia delle origini, tra cui “Cabiria”, “Il Monello” e “Il Cameramen”.
Il centenario di Antoni Gaudí e il ricordo dei protagonisti
L’edizione 2026 coincide con il centenario della scomparsa di Antoni Gaudí, uno dei massimi interpreti dell’Art Nouveau internazionale, al quale saranno dedicate iniziative specifiche anche a Barcellona. La ricorrenza offre l’occasione per approfondire il contributo dell’architetto catalano allo sviluppo del modernismo europeo e per rafforzare il dialogo tra le diverse esperienze artistiche nate tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo.
La settimana del festival richiama inoltre la memoria di altre figure fondamentali del movimento, come Gustav Klimt, Giuseppe Sommaruga e Otto Wagner, le cui ricorrenze anagrafiche coincidono con le date della manifestazione.
Viaggio in Italia alla scoperta del Liberty
In Italia l’Art Nouveau Week 2026 vanta un programma diffuso che coinvolgerà quasi tutte le regioni con visite guidate, itinerari tematici, conferenze, mostre, esperienze Belle Époque, sessioni di sketching dal vero e attività divulgative dedicate alla valorizzazione del patrimonio Liberty locale.
In Abruzzo, gli appuntamenti si concentreranno tra L’Aquila, Pescara, Sulmona, Giulianova e Teramo, dove il pubblico potrà approfondire un Liberty elegante e discreto mediante percorsi dedicati alla Belle Époque, convegni e iniziative dedicate alla borghesia del primo Novecento, tra cui il Festival del Cinema Muto. In Basilicata, Matera e Melfi accompagneranno alla scoperta di un modernismo meno conosciuto, legato all’espansione urbana dei primi decenni del Novecento, mentre in Calabria il programma interesserà Reggio Calabria, Palmi e Bova Marina, raccontando la ricostruzione successiva al terremoto del 1908 tra villini, lungomari e architetture dal carattere mediterraneo.
Il rapporto tra il Liberty e il paesaggio costiero sarà invece protagonista in Campania, dove Napoli, Bacoli, Salerno e Aversa proporranno itinerari tra ville, quartieri borghesi e architetture affacciate sul mare, così come in Emilia-Romagna, dove la Riviera e le città dell’entroterra metteranno in risalto il patrimonio legato al turismo balneare, alle ville storiche e alle città giardino.
Ph Phil Lewis - Ufficio Stampa Associazione Italia LibertyLa magnifica Villa Liberty in Via Audinot 7 a Bologna
La Liguria valorizzerà il Liberty della Riviera con percorsi tra Sanremo, Genova, Savona e Altare, con particolare attenzione alle ville costiere e all’arte vetraria, mentre in Puglia Bari, Lecce, Taranto e Brindisi offriranno itinerari dedicati al Liberty mediterraneo e alle architetture sorte lungo la costa adriatica.
Il programma interesserà anche le grandi città del Nord Italia. In Friuli Venezia Giulia saranno protagoniste Trieste, Udine, Gorizia e Pordenone con percorsi dedicati all’architettura modernista dell’area mitteleuropea. Nel Lazio, Roma, Fregene e Santa Marinella racconteranno il Liberty della Capitale con villini, architetture monumentali e percorsi nei cimiteri storici.
La Toscana proporrà iniziative tra Firenze, Viareggio, Livorno, Lucca e Montecatini Terme, con approfondimenti dedicati al restauro, alle mostre e all’eredità artistica di Galileo Chini, mentre il Veneto coinvolgerà Venezia, Treviso, Padova e Verona con appuntamenti dedicati all’architettura urbana, alla pubblicità d’epoca e al legame tra turismo e Belle Époque.
Il viaggio proseguirà anche nelle isole maggiori: in Sicilia il festival interesserà Palermo, Catania, Messina, Siracusa e Taormina con uno dei programmi più articolati dell’edizione, tra grandi tour, convegni e percorsi dedicati all’eleganza dell’architettura Liberty. In Sardegna, invece, Cagliari, Alghero, Sassari e Arborea racconteranno il volto dell’isola tra ville affacciate sul mare, edifici borghesi e itinerari artistici.
Ph Andrea Speziali - Ufficio Stampa Associazione Italia LibertyFavoloso interno stile Liberty dell’Hotel Villa Igiea a Palermo
Spazio anche ai territori dell’entroterra e dell’arco alpino. Il Trentino-Alto Adige valorizzerà la Belle Époque delle località di villeggiatura con appuntamenti tra Bolzano, Merano, Renon e Castelrotto, mentre l’Umbria proporrà percorsi a Perugia, Spoleto e Città di Castello dedicati alle testimonianze decorative del Liberty.
In Valle d’Aosta, infine, Aosta e Gressoney-Saint-Jean offriranno itinerari al cospetto di castelli, architetture floreali e paesaggi alpini, a dimostrazione di come il movimento abbia lasciato tracce significative anche nei territori di montagna.
Con la riapertura della stagione estiva torna a viaggiare uno dei treni panoramici più celebri del Nord America, la White Pass & Yukon Route: considerata tra le tratte ferroviarie più spettacolari al mondo, la storica linea accompagna i passeggeri da Skagway, in Alaska, fino alla Columbia Britannica e al territorio canadese dello Yukon, attraversando alcuni degli scenari naturali più suggestivi del continente.
A bordo di carrozze d’epoca restaurate, i viaggiatori possono ammirare montagne, ghiacciai, gole profonde, cascate, tunnel scavati nella roccia, imponenti viadotti a traliccio e numerosi luoghi legati alla storia della corsa all’oro del Klondike.
Una ferrovia nata durante la corsa all’oro del Klondike
La White Pass & Yukon Route venne costruita nel 1898, negli anni della celebre corsa all’oro del Klondike, per collegare Skagway alle aree minerarie dell’entroterra. La realizzazione dell’opera fu una vera impresa ingegneristica: per costruire i 177 chilometri di linea a scartamento ridotto furono impiegati circa 35.000 lavoratori.
Oggi questo straordinario progetto è riconosciuto come Monumento Storico Internazionale dell’Ingegneria Civile, un prestigioso riconoscimento condiviso con opere simbolo dell’ingegneria mondiale come il Canale di Panama, la Torre Eiffel e la Statua della Libertà.
Il tragitto parte dal porto di Skagway e si inoltra tra le montagne percorrendo il White Pass, per poi raggiungere Fraser e Bennett, nella Columbia Britannica, fino ad arrivare a Carcross, nello Yukon canadese.
La destinazione finale conserva un forte legame con la cultura delle popolazioni indigene: Carcross sorge, infatti, all’interno del territorio tradizionale della First Nation Carcross/Tagish. In passato era conosciuta come “Caribou Crossing“, nome che richiamava le grandi mandrie di caribù dei boschi che attraversavano l’area durante le migrazioni. Oggi, la comunità è apprezzata per la vivace cultura indigena, la scena artistica e gli incredibili paesaggi naturali in cui dimora.
iStockLa panoramica White Pass & Yukon Route
Yukon, una delle grandi mete naturalistiche del Canada
Il viaggio ferroviario rappresenta anche un’occasione per scoprire lo Yukon, nell’estremo nord-ovest del Canada, al confine con l’Alaska, dove svetta il Monte Logan, la vetta più alta del Paese, oltre alle più estese distese di ghiaccio non polari del mondo, protette all’interno del Parco nazionale e riserva di Kluane.
Gran parte del fascino dello Yukon deriva dalla sua natura ancora incontaminata, basti pensare che quasi l’80% del territorio è selvaggio e poco antropizzato. Nonostante una superficie paragonabile a quella della Spagna, conta appena 46.000 abitanti ed è popolato da una ricchissima fauna, che comprende circa 220.000 caribù, 70.000 alci e migliaia di orsi e pecore delle nevi.
Accanto ai grandi paesaggi, vanta anche alcune curiosità, come l’unica strada a senso unico dello Yukon, l’hotel più antico della regione, il deserto più piccolo del mondo e quello che viene descritto come il ponte più robusto della zona.
Le esperienze di viaggio e i prezzi
La White Pass & Yukon Route propone diverse esperienze, pensate sia per chi desidera una breve escursione panoramica sia per chi vuole spingersi fino allo Yukon.
L’itinerario più richiesto è la White Pass Summit Excursion, un viaggio di andata e ritorno della durata compresa tra due ore e mezza e tre ore. Durante il percorso il treno sale di quasi 900 metri sul livello del mare attraversando il celebre White Pass prima di rientrare a Skagway.
Per chi preferisce un’esperienza più completa sono disponibili itinerari che raggiungono Carcross. In questo caso, il viaggio di sola andata richiede circa cinque ore e permette di percorrere l’intero tratto internazionale fino al territorio dello Yukon.
Le tariffe in prevendita partono da 155 dollari statunitensi, pari a circa 132 euro, per la White Pass Summit Excursion, mentre il biglietto di sola andata per Carcross ha un costo di 210 dollari, circa 179 euro.
Torna uno degli appuntamenti più attesi da chi ama viaggiare e visitare musei e siti archeologici senza alcun costo. Domenica 5 luglio è in programma il settimo appuntamento dell’anno con Domenica al Museo, l’iniziativa promossa dal Ministero della Cultura che, ogni prima domenica del mese, consente l’ingresso gratuito nei musei, nei parchi archeologici, nei castelli, nei complessi monumentali, nelle ville e nei giardini statali aderenti.
L’iniziativa rappresenta ormai un’occasione consolidata per avvicinare il pubblico al patrimonio artistico e culturale italiano, con la possibilità di visitare gratuitamente alcune delle istituzioni culturali più importanti del Belpaese. Da nord a sud, sono centinaia i luoghi che partecipano all’appuntamento, per una giornata all’insegna dell’arte e della storia.
Domenica al Museo, una selezione da Nord a Sud
L’offerta culturale coinvolge numerose regioni italiane e comprende musei, aree archeologiche e complessi monumentali di grande valore.
Partendo da Nord, a Milano, oltre alle mete più richieste come il Cenacolo Vinciano e la Pinacoteca di Brera, sono visitabili gratuitamente anche i Musei del Castello Sforzesco, la Galleria d’Arte Moderna, il Museo del Novecento, il Civico Museo Archeologico e il Museo di Storia Naturale e l’Acquario Civico. Spostandoci in Veneto, l’iniziativa interessa ad esempio il Museo archeologico nazionale di Adria (Rovigo), il Museo nazionale Atestino di Este (Padova) e il Parco archeologico di Altino (Venezia).
Anche la Liguria partecipa con, tra gli altri, Villa Rosa, Museo dell’Arte Vetraria Altarese ad Altare (Savona) e il Museo archeologico nazionale e zona archeologica di Luni (Ortonovo, La Spezia) mentre in Piemonte sarà possibile visitare gratuitamente l’Abbazia di Fruttuaria a San Benigno Canavese (Torino), l’Area archeologica della città romana di Industria a Monteu da Po (Torino) e i Musei reali di Torino.
Proseguendo verso il Centro Italia, in Abruzzo l’appuntamento coinvolge anche il Parco Archeologico di Iuvanum a Montenerodomo (Chieti) e il Museo casa natale di Gabriele d’Annunzio a Pescara; in Toscana, a Siena, aderiscono all’iniziativa i Musei Nazionali, che apriranno gratuitamente al pubblico le proprie sedi. Nel Lazio, invece, sarà possibile visitare alcuni dei complessi monumentali più celebri del territorio di Tivoli. L’ingresso gratuito riguarda infatti Villa Adriana, Villa d’Este, l’Area archeologica di Villa Adriana e il Santuario di Ercole Vincitore.
L’iniziativa prosegue nel Sud Italia e nelle isole: in Campania partecipano ad esempio l’Anfiteatro campano di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), il Teatro romano di Benevento, e la Certosa di Padula (Salerno); in Puglia, a Manfredonia, sarà possibile visitare gratis il Museo nazionale archeologico e Castello di Manfredonia insieme al Parco archeologico di Siponto.
iStockIl maestoso Castello di Manfredonia partecipa alla Domenica al Museo
In Sicilia, da domenica 5 luglio per tutte le prime del mese, il Parco archeologico di Selinunte (il più esteso d’Europa) riattiva l’entrata dal lato di Triscina che viene dotata anche di una biglietteria sfruttando locali ripristinati dal Comune di Castelvetrano-Selinunte e permette l’accesso anche in bicicletta. Infine, in Sardegna da vedere la Pinacoteca nazionale di Sassari e il Santuario preistorico di Monte d’Accoddi, uno dei monumenti più affascinanti dell’isola.
L’elenco completo delle strutture aderenti è disponibile sul sito ufficiale del Ministero della Cultura.
Informazioni pratiche per la visita
Tutti i luoghi che partecipano alla Domenica al Museo del 5 luglio 2026 osserveranno i rispettivi orari ordinari di apertura. Prima di organizzare la visita è quindi consigliabile verificare gli orari aggiornati consultando i siti ufficiali delle singole istituzioni culturali.
È inoltre importante controllare anche il sito del Ministero della Cultura, poiché le modalità di accesso possono variare da struttura a struttura. In alcuni casi, soprattutto nei musei e nei siti che registrano un elevato numero di visitatori, la prenotazione può essere obbligatoria oppure consigliata, anche se l’ingresso resta gratuito. Le eventuali prenotazioni devono essere effettuate solo tramite i canali ufficiali del Ministero o delle singole istituzioni aderenti.
A volte, per capire appieno dove la Storia ha cambiato direzione, occorre lasciare le capitali e i monumenti più noti per entrare nei territori di frontiera, tra campi, foreste, case private, piazze di tribunali e comunità che si ritrovarono travolte dagli eventi.
È proprio da una simile prospettiva che nasce il Backcountry Revolution Trail, il nuovo itinerario storico lanciato dall’Olde English District e pensato per condurre nel cuore del backcountry, l’entroterra centro-settentrionale del South Carolina, dove la Rivoluzione Americana fu anche una guerra civile aspra e ravvicinata, combattuta tra Patrioti e Lealisti in luoghi spesso lontani dalle rotte turistiche più battute.
Il nuovo trail tocca sette contee storiche della Carolina del Sud, Chester, Chesterfield, Fairfield, Kershaw, Lancaster, Union e York, e collega alcuni dei siti più significativi della Campagna del Sud per un viaggio al cospetto di paesaggi in cui la memoria americana assume il volto di comunità rurali, storie familiari, figure femminili, patrioti afroamericani, popolazioni indigene e voci rimaste a lungo ai margini del racconto ufficiale.
Le tappe del nuovo itinerario
Credit_ Wide Awake Films - Rob ShenkSuggestivo scorcio del Backcountry Revolution Trail
Il percorso unisce quindici località simbolo dell’Olde English District, ciascuna legata a un episodio, a una figura o a un paesaggio decisivo della Rivoluzione Americana nella Carolina del Sud. Tra le tappe principali spicca il Kings Mountain National Military Park: la battaglia combattuta qui nell’ottobre del 1780 viene ricordata come uno degli episodi decisivi nella resistenza del backcountry e come un momento capace di incidere profondamente sull’andamento del conflitto.
Un’altra tappa centrale è Historic Brattonsville, legata alla Battle of Huck’s Defeat, che racconta (oltre allo scontro militare) il ruolo delle famiglie, delle abitazioni e delle comunità rurali coinvolte negli eventi. In tale contesto emerge la figura di Martha Bratton, una delle donne del backcountry ricordate per il coraggio e la determinazione dimostrati durante il conflitto.
Il viaggio prosegue verso Historic Camden e i siti storici associati, fondamentali per comprendere il ruolo strategico di Camden nella Campagna del Sud: non solo battaglie, ma controllo del territorio, organizzazione militare, vita civile e tensioni quotidiane in una regione scossa dalla guerra.
A Camden spicca anche il Revolutionary War Visitor Center, punto di riferimento per orientarsi nel racconto della Rivoluzione nella Carolina del Sud. Il centro aiuta a collegare le varie tappe del percorso, offrendo contesto storico e strumenti utili per leggere le vicende del backcountry come parte di una trama più vasta.
Tra le località incluse nel trail ci sono anche Buford’s Defeat, la Battle of Hanging Rock e il Battle of Blackstock’s State Historic Site. Hanging Rock, in particolare, rientra in quella catena di scontri tra milizie patriote e lealiste che segnò l’estate del 1780, dopo la caduta di Charleston e prima della grande svolta di Kings Mountain.
Il percorso include anche l’Andrew Jackson State Park, che lega il racconto della Rivoluzione alla figura del giovane Andrew Jackson, futuro settimo Presidente degli Stati Uniti, e alla madre Elizabeth Hutchinson Jackson. La loro storia rientra in quella dimensione personale e familiare che il Backcountry Revolution Trail vuole riportare in primo piano, mostrando come la guerra abbia attraversato vite comuni prima ancora di diventare grande narrazione nazionale.
Le storie meno note del backcountry
Uno degli aspetti più interessanti del nuovo itinerario è la volontà di raccontare la Rivoluzione Americana provando a restituire voce alle persone che abitarono quei luoghi, alle comunità coinvolte e alle figure spesso rimaste in secondo piano nei racconti tradizionali.
Accanto ai nomi dei comandanti e agli episodi militari, il percorso mette in luce le donne del backcountry, come Martha Bratton ed Elizabeth Hutchinson Jackson, figure che permettono di leggere la guerra anche tramite il coraggio, la resistenza e le scelte di chi visse il conflitto nelle case, nelle fattorie e nelle comunità locali.
Particolarmente significativo è anche il riferimento ad Andrew Ferguson, patriota afroamericano e veterano delle battaglie di Kings Mountain e Camden, e a Peter Harris, appartenente alla Nazione indigena Catawba.
Un’esperienza tra storia, paesaggi rurali e strumenti interattivi
Il Backcountry Revolution Trail nasce anche come invito a scoprire l’Olde English District in modo lento e consapevole: percorrendo le sette contee coinvolte, si incontrano anche paesaggi rurali, piccoli centri, attività locali e quella quieta bellezza dell’entroterra della Carolina del Sud che spesso rimane fuori dai grandi itinerari americani.
A rendere l’esperienza più accessibile contribuisce anche il sito web dedicato al percorso, pensato come strumento educativo per diverse fasce d’età. Tra le risorse previste ci sono itinerari, una cronologia storica dettagliata, un quiz interattivo “Patrioti contro Lealisti” e materiali didattici scaricabili, pensati anche per famiglie e scuole che desiderano approfondire la storia prima o durante la visita.
In arrivo anche il podcast ufficiale, Olde Stories New Voices, il cui titolo anticipa bene l’obiettivo del progetto: raccontare storie antiche con voci nuove, e riportare al centro luoghi, persone e vicende autentiche del backcountry della Carolina del Sud.