Il turismo enogastronomico è in crescita: le persone apprezzano sempre di più l’idea di poter visitare i luoghi e scoprire quelle che sono le specialità locali. Oltre ai prodotti tipici e ai piatti della tradizione, è il vino a dominare la scena: bianco, rosso, rosé e bollicine… c’è davvero l’imbarazzo della scelta.
Ma quali sono le destinazioni top per il turismo enogastronomico? Forbes ha creato una classifica con una top 10 di mete sparse per il mondo e una si trova proprio in Italia.
Mendoza in Argentina
Potremmo definire Mendoza, in Argentina, come una delle zone vinicole più famose in tutto il mondo; rinomata per i suoi Malbec e l’incredibile paesaggio dominato dalle Ande, la regione conta oltre 1.500 cantine che producono vini rossi di classe mondiale e altrettanti bianchi che meritano attenzione. Oltre alla qualità della produzione, la destinazione colpisce con uno stile di vita tranquillo, un clima caldo e secco oltre a tantissime escursioni e tour in bicicletta tra i vigneti per gli amanti delle attività outdoor. Marcia in più, il prezzo: la destinazione è accessibile e questo la rende una meta perfetta per gli amanti del vino. Si può raggiungere Buenos Aires oppure pianificare una gita fino a Santiago del Cile alternando degustazioni ed esplorazioni culturali.
Valle del Douro in Portogallo
Conosciuta come patrimonio dell’Unesco, la Valle del Douro è diventata ancora più apprezzata per i paesaggi mozzafiato e per la produzione di Porto. Il Portogallo è in cima alla wishlist di viaggio di moltissimi, grazie ai collegamenti low cost che conducono a Porto e Lisbona, ma anche per i prezzi competitivi e il clima mite. I viaggiatori che amano il turismo enogastronomico sanno di poter trovare qui storiche cantine che producono Porto e, sempre più spesso, ottimi vini rossi e bianchi secchi a prezzi competitivi. Il calendario d’eventi si arricchisce tutto l’anno di manifestazioni e appuntamenti a tema.
La Rioja in Spagna
Tra le mete top per l’enoturismo c’è anche la Spagna con la regione della Rioja. Qui la produzione di rossi è al top, sfruttando la coltivazione dell’uva Tempranillo. Si contano oltre 600 cantine nella zona e questo comporta l’opportunità di spaziare tra tantissime degustazioni e festival legati al vino. La regione è apprezzata, inoltre, per la sua cucina straordinaria e l’autenticità della cultura spagnola. Ci si trova non troppo distante da Bilbao e l’idea è quella di unire le due tipologie di vacanza: da una parte la degustazione di prodotti tipici e dall’altra la città d’arte con influenze moderne.
Fonte: iStockTurismo enogastronomico in Spagna nella regione della Rioja
Languedoc-Roussillon in Francia
Se c’è un territorio che fa rima con vini di qualità, quella è proprio la Francia. Basti pensare a località celebri come Borgogna e Bordeaux che hanno fatto di questo prodotto un fiore all’occhiello esportato in tutto il mondo. Ma se desideri gustare le specialità made in France senza spendere una fortuna? Allora è la zona di Languedoc-Roussillon che dovrai prendere in considerazione. Qui si producono rossi d’élite, rosé e spumanti come il Crémant de Limoux dalle etichette molto più competitive. Gli ultimi anni hanno consacrato Languedoc come una delle aree produttive più importanti per Cabernet Sauvignon e Chardonnay.
Fonte: iStockTurismo enogastronomico in Francia nella regione di Languedoc-Roussillon
Stellenbosch in Sudafrica
Tra i motivi per visitare il Sudafrica, oltre a scoprire la storia e le bellezze di Città del Capo, c’è la produzione vinicola dell’area di Stellenbosch. Considerato tra i luoghi più antichi di produzione di vino al mondo, è diventata famosa per i suoi Cabernet Sauvignon e Chenin Blanc, ma non solo: proprio qui, infatti, vengono prodotti vini spumanti Cap Classique di altissima qualità.
Colchagua Valley in Cile
Molti la conoscono con il nome di Napa Valley del Cile ma la Colchagua Valley è diventata una delle mete nella top 10 di Forbes per quanto riguarda il turismo enogastronomico non eccessivamente costoso. Le varietà di punta sono Carmenère, Cabernet Sauvignon e Syrah, che possono essere degustate con percorsi immersivi all’interno di alcune boutique winery del territorio. La vicinanza a Santiago rende facile raggiungere questa valle, dove il clima mediterraneo e i prezzi contenuti delle proprietà immobiliari attirano numerosi visitatori che la scelgono per soggiorni brevi e medio lunghi.
Puglia in Italia
Al settimo posto della top 10 dei luoghi più iconici al mondo dove fare turismo enogastronomico c’è una meta italiana: la Puglia. Conosciuta per vini rosati ma anche per etichette come il Primitivo e il Negroamaro, dà modo di scoprire etichette italiane apprezzatissime sul territorio ma non solo. La Puglia, poi, è conosciuta per le masserie dove si producono non solo vini, ma anche olio d’oliva. Buoni motivi per sceglierla? Non solo in alta stagione, è una meta top e dai prezzi competitivi.
Fonte: iStockLa Puglia è l’unica destinazione italiana inserita nella top 10 delle mete enogastronomiche secondo Forbes
Moravia nella Repubblica Ceca
Forse non molti lo sanno ma la Moravia è una delle chicche europee dove fare degustazioni di vini. Si trova in Repubblica Ceca e proprio qui vengono prodotti vini bianchi, come Riesling e Grüner Veltliner ma non mancano i rossi dal gusto leggero in notevole crescita. Tra borghi caratteristici e cantine, si vive in un’atmosfera unica; oltre al vino è possibile poi raggiungere in poche ore la città di Praga e la non lontana Vienna.
Valle di Guadalupe in Messico
Chi ha programmato un viaggio in Messico deve sapere che a poche ore da San Diego può raggiungere la valle di Guadalupe. La zona, conosciuta nel mondo per le etichette di rosso Tempranillo e Nebbiolo si distingue per boutique e cantine di livello. Ad alzare il tiro ci pensa la scena gastronomica: qui tra specialità messicane e influenze mediterranee ci si potrà godere un viaggio enogastronomico memorabile.
Nagano in Giappone
Ultima meta in top 10 secondo Forbes? Nagano. Quando si pensa al Giappone raramente ci si focalizza sul vino ma questa è una vera eccezione. Qui vengono prodotti vini bianchi Koshu e varietà ibride come il Muscat Bailey A. Va quindi presa in considerazione come opzione per chi desidera fare un viaggio alla scoperta della produzione enogastronomica mondiale.
Questa è la top 10 delle destinazioni top per il turismo enogastronomico secondo Forbes: una panoramica interessante che dà modo di scoprire località anche davvero originali dove gustare un buon calice.
C’è qualcosa di magico in Pantelleria, l’isola vulcanica nel Mediterraneo alla quale il magazine americano Travel and Leisure ha recentemente dedicato un ampio reportage, elogiandone il fascino irresistibile che cattura il cuore di chiunque la visiti. Situata tra la Sicilia e la Tunisia, Pantelleria è più vicina all’Africa che all’Europa, un aspetto che si riflette nel suo paesaggio unico e nelle sue tradizioni.
Durante l’estate, l’isola si anima con l’arrivo di turisti in cerca di sole, mare cristallino e bagni nelle sue sorgenti termali naturali. Il territorio è caratterizzato dalla macchia mediterranea e punteggiato dai tipici dammusi, case in pietra con cupole bianche risalenti all’epoca della dominazione araba. Mentre tutt’intorno vigneti, campi coltivati e ulivi producono vini pregiati, capperi apprezzati in tutto il mondo e olio d’oliva di alta qualità.
Pantelleria ha attratto negli anni personaggi famosi come Giorgio Armani, che qui possiede una villa dove trascorre regolarmente le sue estati. Tuttavia, non aspettatevi l’atmosfera glamour di Capri o della Costa Smeralda, ma piuttosto una destinazione per chi cerca di sfuggire allo stress quotidiano e di immergersi nella natura incontaminata.
“Pantelleria è più di una semplice destinazione: è un’esperienza dove la bellezza primitiva della natura si fonde con le tradizioni millenarie dell’isola”, spiega Travel and Leisure, che basandosi sui consigli degli isolani ha tracciato una guida alle esperienze da non perdere durante una visita.
Le migliori esperienze da vivere a Pantelleria
Ammirare l’Arco dell’Elefante
Tra le cose da fare assolutamente c’è l’escursione all’iconico Arco dell’Elefante, una meraviglia geologica che incarna lo spirito dell’isola. Questa formazione rocciosa naturale, che ricorda la proboscide di un elefante immersa nel Mediterraneo, è il luogo perfetto per nuotare, fare snorkeling e scattare foto da ogni angolazione.
Fonte: iStockL’Arco dell’Elefante a Pantelleria
Godersi un trattamento termale naturale al Lago di Venere
Il Lago di Venere, un bacino vulcanico ricco di minerali, è un must per chiunque visiti l’isola. Spalmatevi il corpo con il fango morbido e curativo del lago, lasciatelo asciugare al sole e poi sciacquatevi nelle sorgenti termali per ottenere il miglior trattamento spa naturale che si possa desiderare, che lascerà la vostra pelle liscia come seta.
Degustare vini locali in cantina
Prenotate una degustazione nelle numerose cantine dell’isola, sparse soprattutto tra le contrade di Bukkuram, Mueggen e Khamma, dove potrete assaporare il profumato zibibbo secco e il dolce passito, simboli dell’enologia locale.
Assaporare un bacio pantesco
Un viaggio a Pantelleria non è completo senza gustare un bacio pantesco, riferisce Travel and Leisure. Si tratta di una delicata pasta fritta, che con il suo ripieno dolce e cremoso rappresenta una celebrazione della tradizione culinaria dell’isola.
Visitare il Giardino Pantesco
Situato sul terreno della cantina Donnafugata, che nel 2008 l’ha donato al Fondo Ambiente Italiano, il Giardino Pantesco è una meraviglia agricola locale, espressione delle tecniche agrarie innovative dell’isola. Realizzato in pietra lavica murata a secco, questo giardino circolare protegge gli agrumi dai venti forti e dal clima arido, trattenendo l’umidità nel terreno.
Le contrade da scoprire
A Pantelleria, il principale centro dell’isola, si trovano negozi per le necessità di base e vari servizi, ma il vero spirito dell’isola si scopre esplorando i paesaggi vulcanici e incontaminati dell’interno. Il consiglio è quindi di iniziare il viaggio lasciandosi incantare dai tramonti mozzafiato di Scauri, frazione che introduce alla perfezione la bellezza selvaggia dell’isola. Nei giorni limpidi, da qui si può persino scorgere l’Africa. Altre contrade, come Khamma, offrono un’immersione nella cultura locale senza rinunciare ai comfort essenziali. Questi villaggi pittoreschi rappresentano l’autentica anima di Pantelleria.
Quando visitare Pantelleria
Pantelleria è una destinazione stagionale che si anima in estate, quando tutti i ristoranti e i bar sono aperti. Maggio e giugno offrono temperature ideali per escursioni e ciclismo, mentre agosto è il mese più affollato con prezzi più alti per alloggi e noleggi.
Si consiglia settembre come periodo ideale, quando le giornate sono ancora lunghe, il caldo estivo si attenua e ci sono meno turisti. Inoltre, si respira l’atmosfera magica della vendemmia appena conclusa, un momento di autentica poesia.
Il legame tra gli italiani e il viaggio alla ricerca di cibo, vino, olio e di tutte le altre tipicità agroalimentari del nostro territorio è sempre più forte. La regione preferita tra gli italiani sia per i viaggi già fatti (39,3%) che per quelli futuri (33,9%), è la Toscana. Seguono l’Emilia-Romagna e la Puglia, che s’invertono nell’ordine se consideriamo le intenzioni di viaggio. È quanto è emerso dal settimo Rapporto sul turismo enogastronomico italiano appena presentato a Parma.
I dati del rapporto sul turismo enogastronomico italiano 2024
Il 70% degli intervistati dichiara di aver fatto almeno una vacanza negli ultimi tre anni con questa motivazione primaria: le risposte evidenziano un +12% sul 2023 e +49% sul 2016. E, mentre il turismo domestico generalista ha segnato un calo nel corso dell’ultima stagione estiva, quello enogastronomico non ha deluso, anzi: c’è un ampio bacino di domanda, stimato in 14,5 milioni di potenziali turisti del gusto, che opta prevalentemente per mete domestiche (64%).
Numeri che riflettono la crescita delle ricerche sul web di informazioni e suggerimenti sui viaggi enogastronomici., basti pensare che rispetto al 2023, le ricerche online dei “cooking tourism” da parte degli inglesi sono aumentate del 250%, mentre per “best cities for food in the world” del 143%.
A questo si aggiunge il potere dei social, pubblicati soprattutto su Instagram e TikTok, che hanno reso virali immagini e racconti legati al cibo, spingendo le persone ad appassionarsi e a desiderare di conoscere le culture enogastronomiche del mondo, sperimentandole anche nel corso dei propri viaggi. Basti pensare che l’hashtag #food si trova in circa 250 milioni di post pubblicati su Instagram, il 38% degli utenti della piattaforma guarda contenuti legati al cibo e il 27% li condivide.
Dal rapporto emergono cinque nuove tribù enogastronomiche:
• i Ricercatori (42,1%), che viaggiano per provare nuove esperienze enogastronomiche, entrare in contatto con la comunità locale ed immergersi nella cultura della meta visitata;
• i Festaioli (23%), turisti che si avvicinano con una certa “leggerezza” all’enogastronomia, vista come una scusa per stare in compagnia e divertirsi;
• gli Intellettuali (19%), il cui motto è “viaggiare per arricchire il proprio bagaglio culturale”;
• i Figli dei Fiori (11,5%), che vedono nel viaggio enogastronomico un’occasione per pensare al proprio benessere psico-fisico e volersi bene;
• gli Edonisti (4,3%), che decidono di compiere un viaggio enogastronomico per concedersi un lusso.
Il vino (con il 38,1% delle preferenze) è considerato il prodotto più rappresentativo dell’Italia in ambito agroalimentare. Seguono nell’immaginario collettivo nazionale delle icone enogastronomiche del Belpaese l’olio extravergine di oliva (24%), la pizza (22%), la pasta (15%) e i formaggi (11%). A questa ricchezza si unisce la percezione diffusa di un patrimonio unico, genuino, diffuso sull’intero territorio e di qualità.
Lo studio è stato realizzato da Aite-Associazione italiana turismo enogastronomico e ideato da Roberta Garibaldi, docente all’Università di Bergamo e presidente dell’Associazione italiana turismo enogastronomico, con il supporto di Visit Emilia e Valdichiana Living, il patrocinio di Federturismo, Fondazione Qualivita, Iter Vitis Les Chemins de la vigne en Europe e la collaborazione dell’Università degli studi di Bergamo, Economics Living Lab e TheFork.
Turismo enogastronomico nelle mete estere
L’enogastronomia si conferma fra le esperienze più desiderate anche per i turisti europei: il 15,3% della popolazione del Vecchio Continente (circa 20,6 milioni di potenziali turisti) ha intenzione di affrontarle nei viaggi in programma per questa stagione invernale, a prescindere dalla tipologia di viaggio (mare, city break, culturali e outdoor). Ed è alto anche l’interesse per le mete e le attrazioni a tema cibo delle mete a lungo raggio: in particolare svettano le destinazioni del Far East (Giappone, Corea del Sud, Cina) e il Brasile.
Quanto vale il turismo enogastronomico in Italia
Grazie alla collaborazione con Economics Living Lab, spin-off dell’Università di Verona, il rapporto annuale fornisce per la prima volta una risposta riguardo l’impatto economico e sociale del turismo enogastronomico che è alquanto significativo. Ha contribuito, infatti, a oltre 40 miliardi di euro sull’economia italiana nel 2023 – di cui 9,2 diretti, 17,2 indiretti e 13,7 di indotto –, con un rapporto benefici/costi pari a 6,9, confermandosi importante per l’economia italiana, con un forte potenziale di crescita e un ruolo non secondario nell’occupazione e nella distribuzione del reddito.
Progetti futuri
Per sviluppare ulteriormente il turismo enogastronomico servono però alcune iniziative. Il rapporto ne ha individuate alcune, di natura burocratica e normativa, ma anche concrete come la creazione di musei nazionali del cibo, dedicati alle eccellenze italiane come il vino, l’olio e la pizza, ma anche migliorare l’accessibilità e i collegamenti verso le aree rurali e interne, con soluzioni innovative e sostenibili per quei luoghi non accessibili con mezzi pubblici, sfruttare le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale per la gestione turistica dei piccoli produttori e, infine, sviluppare un sito nazionale dedicato al turismo enogastronomico.
Dal 30 novembre all’1 dicembre avranno luogo varie sagre ed eventi in tutta Italia. In programma diversi appuntamenti da nord a sud che celebrano il vino e le specialità gastronomiche di varie regioni unendo l’intrattenimento e la cultura con la cucina e la tradizione. In questo articolo abbiamo selezionato alcune iniziative previste per questo weekend tra cui scegliere in base alle proprie passioni e gusti.
Sagra della Polenta – Proceno
Dal 23 novembre all’1 dicembre 2024 a Proceno, in provincia di Viterbo, si può gustare la polenta in occasione della 7° edizione della sagra dedicata a questo alimento molto amato in tutta Italia. Un evento che unisce cibo, sport e intrattenimento per un weekend di festa che prevede un programma molto ricco di attività e degustazioni. Vista la cornice culturalmente preziosa si può approfittare anche per visitare il palazzo Sforza che oggi è la dimora della regione Lazio con stanze affrescate e il museo della civiltà contadina che permette di saperne di più sulle tradizioni locali. Per il 30 novembre è prevista in particolare una cena a partire dalle 19.30 con musica rock dal vivo della band Scirockati. Il 1° dicembre invece alle 9 di mattina si può visitare il palazzo Sforza e godersi una passeggiata tra le suggestive valli tosco-laziali per poi pranzare alle 12.30 accompagnati dal folklore del gruppo La mezza Befana con canti e balli popolari.
Festa dell’Olio Montisolano
Dal 23 al 30 novembre 2024 a Monte Isola, Siviano, si svolge la Festa dell’olio montisolano che prevede un ricco programma con degli stand che si possono visitare dalle 14 in Piazza del Comune, mentre alle 16 di pomeriggio è prevista una tavola rotonda dal titolo “L’olio e il suo futuro” nella Sala Consiliare del Municipio. A seguire saranno premiati i primi tre classificati della sfida dell’olio e alcuni alunni della scuola primaria che parteciperanno alle varie attività in occasione della Giornata dell’Uliveto. Si può ovviamente degustare l’olio di oliva locale con menù a tema nei ristoranti della zona che aderiscono all’iniziativa.
Orte in Cantina – Orte
Dal 24 novembre all’1 dicembre il vino diventa protagonista a Orte per l’evento Orte in Cantina 2024 che prevede un percorso enogastronomico per tappe organizzato dall’Associazione The Grove in collaborazione con la Pro Loco Orte e il Comune di Orte. Il territorio viene celebrato attraverso il gusto di vino e cibo per un connubio ideale che esplora la cultura locale.
Fin dalla prima edizione nel 2007, Orte in Cantina è un evento molto seguito della Tuscia che ogni anno richiama molti visitatori e appassionati offrendo un’esperienza socio-culturale, oltre che enogastronomica. Si attraversa il centro storico per poi visitare le suggestive cantine del borgo fino a raggiungere la piazza centrale, Piazza della Libertà, dove si possono mangiare caldarroste e sorseggiare vin brulè. Musica live accompagna l’evento in tutte le date, insieme a bancarelle con prodotti tipici e visite culturali a musei, chiese e palazzi di pregio.
Fonte: iStockConcorso del Panettone
Una Mole di Panettoni
A Torino l’Hotel Principi di Piemonte celebra il panettone con due giorni di festa, dal 29 novembre all’1 dicembre 2024. Alcuni dei migliori pasticceri italiani si ritrovano nella città piemontese per proporre ai visitatori alcuni gustosi panettoni fatti con lievito madre senza conservanti e additivi chimici. Il programma del concorso prevede tre premi: Miglior Panettone Tradizionale scuola milanese, Miglior Panettone Tradizionale scuola piemontese e Miglior panettone Creativo. Chi vuole partecipare potrà assaggiare le creazioni al prezzo di 32 euro al kg e prendere parte a interessanti masterclass sull’argomento.
Artigiano in Fiera
A Milano dal 30 novembre all’8 dicembre si svolge Artigiano in Fiera con un’edizione coinvolgente e ricca di attività e stand. Oltre 2800 espositori da 90 paesi per un viaggio internazionale tra piatti tipici, sapori e odori svariati. Anche 28 ristoranti e 19 luoghi del gusto partecipano insieme ai produttori artigianali per offrire ai visitatori delle vere e proprie esperienze gastronomiche a cui è difficile resistere. L’appuntamento è alla FieraMilano e l’ingresso è gratuito su registrazione.
Fiera Internazionale dei Tartufi d’Abruzzo
Dal 29 novembre all’1 dicembre a Piazza del Duomo a L’Aquila c’è la terza edizione della Fiera Internazionale dei Tartufi d’Abruzzo, un evento che celebra il tartufo come patrimonio regionale. Oltre 50 aziende e 18 ristoranti sono presenti in loco per partecipare a questo evento con degustazioni, show cooking, masterclass e spettacoli dal vivo e momenti di approfondimento. L’ingresso è gratuito.
Spumanti dell’Etna
A Catania torna Spumanti dell’Etna, una rassegna dedicata alle bollicine del vulcano più alto d’Europa giunta alla sesta edizione. L’evento celebra le eccellenze tra i produttori di spumante del territorio con un programma ricco di degustazioni, talk show, visite a cantine della zona e cene preparate da chef stellati. Spumanti dell’Etna in Sicilia è organizzata dall’Associazione Spumanti dell’Etna con il sostegno dell’Assessorato regionale dell’Agricoltura e della Fondazione Italiana Sommelier Bibenda e si conclude al MF Museum & Fashion di Marella Ferrera con show cooking e assaggi vari. Parte del ricavato sarà devoluto a sostegno dell’Associazione Meter, per la lotta contro la pedofilia e gli abusi sui minori.
“Romantico” è sicuramente un termine soggettivo. Un’escursione in montagna, con fredde notti trascorse in una tenda da due persone, potrebbe essere l’ideale per alcuni, ma rivelarsi un viaggio da incubo per altri, solo per fare un esempio. Tuttavia, secondo la rivista di viaggi americana Travel + Leisure, l’Italia, grazie alla sua millenaria storia, alla buona cucina, ai vini pregiati e al concetto di “dolce vita” dovrebbe mettere tutti d’accordo.
Ecco, allora, la loro selezione di quelli che possono essere considerati come i luoghi più romantici in Italia.
Intramontabile Roma
Non c’è romanticismo senza Roma, e la Città Eterna è in cima alla lista delle destinazioni più romantiche in Italia secondo gli americani. Certo, è affollata e spesso caotica, e ammirare le principali attrazioni, come il Colosseo e la Basilica di San Pietro, può apparire un miraggio durante l’alta stagione.
Eppure, è sufficiente una passeggiata serale verso i migliori punti panoramici, quali la cima della Scalinata di Piazza di Spagna, la terrazza del Campidoglio o la fontana dell’Acqua Paola, resa famosa dal film del 2013 di Paolo Sorrentino La Grande Bellezza, per ricordarsi che si è al cospetto di una città davvero romantica e unica nel suo genere. Sontuosi cinque stelle come l’Hassler Roma e l’Hotel Eden offrono spettacolari camere con vista, ma è adorabile anche il Portrait Roma con 14 suite dal fascino mozzafiato.
Unica Venezia
Se la bellezza travolgente di Venezia non vi fa battere il cuore neanche un po’, allora secondo Travel + Leisure, potreste essere “morti dentro”.
Tolta la folla, la tassa di soggiorno e i ristoranti troppo cari, cosa rimane? Il posto più incredibile sulla Terra, dove la storia trasuda dai mattoni e dalle pietre inzuppate d’acqua, e scorre lungo i canali che resistono da oltre 500 anni e al cospetto di un pittoresco labirinto di minuscoli vicoli. Il consiglio? Alloggiare all’Aman Venice o al The St. Regis Venice e ammirare l’inconfondibile paesaggio dalla suite con vista sul canale, fare un giro in gondola o concedersi un tour in taxi acqueo della Serenissima.
Assisi, la patria di San Francesco
Fonte: iStockVeduta panoramica di Assisi
Patria di San Francesco, dell’Ordine delle Clarisse e meta di pellegrinaggio per i fedeli, Assisi potrebbe non sembrare così romantica. Eppure non può fare a meno di affascinare, splendida, storica e un po’ misteriosa città collinare umbra. Le strette stradine, i vicoli a volta e le scalinate in pietra seguono in gran parte le origini romane, e le antiche pietre appaiono ancora più belle ed enigmatiche di notte, quando le luci dei lampioni brillano e gli autobus carichi di turisti sono ormai andati via.
L’elegante Nun Assisi Relais occupa un monastero del XIII secolo e vanta una spa costruita nelle fondamenta romane del I secolo.
Lecce, la Firenze del Sud
La “Firenze del Sud”, nel profondo tacco d’Italia, assomiglia a un “segreto appena scoperto”. Gli edifici barocchi riccamente ornati sono realizzati in pietra locale color miele, con piazze fiancheggiate da trattorie e bar perfetti per lunghi pranzi e aperitivi mattutini.
Le splendide spiagge del Salento sono vicine, il vino pugliese è di prima qualità e la cucina di terra è tra le più apprezzate del Paese. Il Paragon 700 Boutique Hotel dispone di camere stupende e un ristorante raffinato.
La bellissima Isola del Giglio
Emoziona gli americani l’Isola del Giglio, quasi una roccia grande quanto un francobollo nell’Arcipelago Toscano, a circa un’ora di traghetto dalla terraferma. Si tratta di un paradiso per nuotare e dedicarsi allo snorkeling in un mare cristallino, salire in e-bike fino al castello in cima alla collina e, la sera, passeggiare sul piccolo lungomare di Giglio Porto, la città principale. Le camere luminose e semplici dell’Hotel Saraceno sono quasi sospese sul blu.
Ortisei, il paradiso della Val Gardena
Fonte: iStockVista panoramica di Ortisei
Ortisei, paradiso montano della Val Gardena nel cuore delle Dolomiti, è il posto perfetto per il romanticismo.
Il centro pedonale pullula di negozi accoglienti, ristoranti e chiese dipinte in colori pastello. Una funivia panoramica conduce in pochi minuti in luoghi ameni, anche all’Alpe di Siusi, un prato alpino per il quale è stata sicuramente creata la parola “bucolico“.
Nonostante si trovi in pieno centro, l’Adler Spa Resort Dolomiti offre privacy e molto spazio all’aperto.
Innamorarsi del Lago di Como
Come non citare il Lago di Como? Secondo la rivista americana, le coppie di innamorati dovrebbero concedersi un giro in barca su una barca Riva d’epoca, con tanto di picnic e prosecco. La sera, la riva del lago scintilla di luce, riflessa sulla superficie dell’acqua, ed è la più bella immagine che si possa immaginare.
Matera, l’epica Città dei Sassi
Matera è più antica di qualsiasi altro luogo in Italia di migliaia di anni, e le suggestive abitazioni rupestri scavate nella roccia, accatastate l’una sull’altra, formano un vero e proprio labirinto dove la storia è tangibile e il romanticismo è innegabile. L’Aquatio Cave Luxury Hotel & Spa trova posto in una di quelle tante grotte, con la sua spa ricavata nelle antiche cisterne sotterranee.
Tropea, la “Taormina senza folla”
Fonte: iStockSplendida veduta di Tropea
Laura Itzkowitz, collaboratrice abituale di Travel + Leisure, chiama la città balneare di Tropea “Taormina senza la folla”, anche se a luglio e agosto potrebbe non sembrare così deserta.
Le meravigliose spiagge del Mar Tirreno sono la sua grande attrazione e, non importa quanto possano essere vicine tra loro in alta stagione, una volta che vi immergerete nell’acqua turchese, vi lascerete la folla alle spalle. Ospitata in un ex convento, la lussuosa Villa Paola ha tranquilli giardini e un proprio beach club.
Val d’Orcia, la “Toscana archetipica”
In una regione nota per i verdi paesaggi ondulati, le romantiche città collinari e la cucina eccezionale, la Val d’Orcia è la “Toscana archetipica”.
Vanta città antiche, infiniti filari di viti e boschetti di ulivi, campi di grano e girasole e, naturalmente, i rinomati vini della regione: Montepulciano, Montalcino, Pienza.
Numerosi piccoli borghi sono stati ristrutturati e trasformati in hotel di lusso, con Rosewood Castiglion del Bosco tra i preferiti di sempre dei lettori di T+L.
La Costiera Amalfitana, una garanzia
C’è un motivo per cui gli americani desiderano raggiungere la Costiera Amalfitana per il loro matrimonio o la luna di miele: è semplicemente mozzafiato, una volta che ci si dimentica della folla.
E il modo migliore è scegliere un posto in cui soggiornare (come ad esempio Amalfi) e godersi una vacanza tranquilla tra giornate in spiaggia, shopping, escursioni e degustazioni di vini. A breve distanza da Amalfi, l’Hotel Santa Caterina rappresenta la perfezione delle piastrelle in maiolica color limone.
Se non hai ancora programmi per il weekend del 15 e 17 novembre 2024 ti consigliamo alcune sagre ed eventi in Italia da non perdere, soprattutto se sei goloso e affascinato dalla tradizione. Musica, storia, intrattenimento, ma soprattutto degustazioni di prelibatezze vi aspettano da nord a sud, oltre a mercatini dell’artigianato e prodotti locali. Il cioccolato, il tartufo, lo zafferano, ma anche il buon vino, sono solo alcune delle star gastronomiche che occuperanno queste due giornate di novembre per regalare alle famiglie, alle coppie o ai singoli visitatori una pausa dalla vita quotidiana per poi ripartire con una nuova settimana più carichi e rilassati.
Mercato della Terra
Il 17 novembre avrà luogo l’atteso Mercato della Terra che invita i visitatori a partecipare a varie attività come la scuola di cucina con Lorenzo Econimo dell’Alleanza dei cuochi Slow Food, o l’incontro con Luca Nieddu, autore di “Diari senza spina”. I Mercati della Terra sono luoghi dove poter acquistare prodotti tipici genuini e intanto creare una comunità, formare e incoraggiare il dialogo tra esperti e appassionati di cucina e prodotti del territorio. Dalle 9.30 alle 18 il Castello di Padernello, in provincia di Brescia, ospiterà diverse attività e iniziative con ingresso gratuito.
Eurochocolate Perugia 2024
Giunto ormai alla 30° edizione, l’Eurochocolate è un appuntamento molto atteso dagli amanti del cioccolato. Fino al 24 novembre a Perugia tanti stand, laboratori, attività a tema celebrano questo delizioso alimento che seduce grandi e piccoli da sempre. Dopo il press tour inaugurale previsto per il 15 novembre, l’Eurochocolate aprirà ufficialmente le porte al pubblico con un ricco programma e itinerario goloso che offre ai visitatori l’opportunità di gustare prelibatezze con vari tipi di cioccolato, partecipare a qualche attività interessante e spassosa, e fare ovviamente acquisti per portare a casa un bottino dolce e di qualità.
Domenica 17 Novembre sarà ospite anche lo chef Damiano Carrara che alle 15 presenterà il sul ultimo ricettario di pasticceria moderna intitolato “Naturalmente”, mentre il Choc Lab sarà spazio a tanti maestri cioccolatieri ed esperti della materia per tutta la durata dell’evento. Tra il 16 e 17 novembre si potrà assaggiare il cioccolato del Perù, del Nicaragua, Costa d’Avorio, Madagascar, Palo Santo e altri paesi del Centro Sud-America. Il calendario fitto dell’Eurochocolate si può consultare online sul sito ufficiale.
Fonte: Ufficio stampaEuro chocolate 2024
Festival Strade dello Zafferano di Sardegna DOP 2024
Il 16 e 17 novembre a Turri si svolge la terza giornata del Festival delle Strade dello Zafferano di Sardegna DOP 2024 per festeggiare l’oro rosso utilizzato per pietanze gustose e raffinate. Il festival è iniziato tra tre settimane e questo weekend sarà la chiusura dell’evento con tante iniziative e visitatori pronti a partecipare e divertirsi all’insegna della storia e del gusto. Sabato 16 alle 15.00 inizierà il prefestival con alcuni stand in Piazza Martiri, seguito poi da un concorso di pittura estemporanea e uno spettacolo di fisarmonica nella Biblioteca Casa Ortensia.
Musica itinerante animerà il pomeriggio del centro storico e alle 17.30 ci sarà un laboratorio incentrato sull’uso dello zafferano nella cucina tradizionale. Domenica 17 invece gli stand apriranno alle 9.30 di mattina con tanti prodotti tipici e locali, si potrà visitare una mostra bibliografica alla Biblioteca Casa Ortensia, e per i bambini ci sarà anche una divertente caccia al tesoro. Tante attività in calendario da poter consultare online, ma a conclusione della giornata non perdete alle 17 lo spettacolo che ripercorrerà le vie del centro storico di Turri coinvolgendo i presenti come una grande festa del popolo.
Festa della Pitinia
In Friuli Venezia Giulia a Tramonti di Sopra, sabato e domenica ci sarà la nuova edizione della Festa della Pitinia, un evento dedicato alla tradizionale polpetta affumicata del posto, riconosciuta IGP. Nel borgo della Val Tramontina questo evento richiama molti appassionati dei prodotti locali e viene allestito un Mercato della Terra con oltre 40 produttori locali e internazionali. Ai visitatori vengono offerti alcuni assaggi e una cucina all’aperto ospita alcuni chef dell’Alleanza Slow Food e altri locali per preparare specialità e piatti tradizionali.
Monza Wine Experience
Monza Wine Experience è giusta alla sesta edizione ed è un evento che permette agli avventori di immergersi nell’eccellenza vitivinicola italiana dal 15 al 17 Novembre. Villa Reale, una storica location di Monza, è teatro di questa iniziativa elegante e ricercata con una degustazione esclusiva di prodotti di produttori che hanno una storia. In via Bergamo si celebra il vino con “Calici sotto le stelle” e in conclusione è prevista una masterclass all’Hotel de la Ville e la Cena d’Autore, ovvero una cena gourmet il cui ricavato va in beneficienza.
BeerCatania
Dal 2015 a Catania si svolge un evento per gli amanti della birra artigianale noto come BeerCatania. Si tratta del festival più grande del Sud Italia ed è nato grazie alla collaborazione dell’associazione BeerSicilia e l’agenzia Scirocco. Ogni anno da Maggio a Novembre questo evento chiama molti estimatori della birra e anche coloro che semplicemente amano gustarne un bicchiere ogni tanto, magari accompagnandolo con un buon piatto della cucina italiana tradizionale.
BeerCatania richiama professionisti del settore, curiosi, e appassionati che non vedono l’ora di partecipare a degustazioni, laboratori, workshop e un assaggio doveroso ai prodotti tipici siciliani. Dal 15 al 17 Novembre è possibile tuffarsi in questa avventura.
Fonte: Ufficio stampaIl Festival dello Zafferano
Sagra del Tartufo
Dall’8 al 24 novembre a Sant’Agostino, in provincia di Ferrara, si svolge una sagra del tartufo con una lunga tradizione. Nel comune di Terre del Reno si celebra il tartufo con degustazioni tutte le sere dalle 19.30 e la domenica solo a pranzo. I visitatori potranno assaggiare tantissimi piatti a tema come lasagne, tortellini, sformati, la faraona cotta in crosta di pane, per citarne alcuni.
In particolare la star di questi giorni di festa è il tartufo bianco detto “Magnatum Pico” che si raccoglie nel mese di Novembre e deve il suo nome a Vittorio Pico, un medico di Torino che nel 1788 lo chiamò “Tuber Magnatum” in onore di alcuni personaggi eminenti e ai signori della società. Persino il compositore Giocahino Rossini era un fan di questo tartufo che chiamata “Il Mozart dei funghi“. Dal 2009 Sant’Agostino ha un legame profondo con questo alimento che impreziosisce molti piatti della cucina italiana e questo evento è l’occasione giusta per gustarlo nel modo giusto e apprezzarlo nel suo carattere e gusto.
“Il Giorno di Bacco”
C’è sempre una buona ragione per brindare. È per questo che il “Giorno di Bacco” a Palombara Sabina, a pochi chilometri tra Roma e Rieti, (quest’anno il 17 novembre, per la sua 20esima edizione) è la festa fuoriporta più ricercata nel Lazio, ma non solo.
Ogni anno, nel terzo weekend del mese di novembre, sono migliaia gli appassionati di vino, ma soprattutto del buon vivere che banchettano, ballano, bevono e si divertono tra le mura del Castello Savelli. Ovviamente anche nel suo giardino, dove da mattina e sera effluvi di profumi, tra fritti e grigliate, solleticano i più fedeli alla dieta pre-natale.
Di portata in portata, presso la “Locanda di Bacco” allestita nella Sala delle Giare del Castello, si potrà invece pranzare gustando prodotti tipici della Sabina esaltati dall’oro verde laziale, l’olio extravergine di oliva: a partire dalla pietanza palombarese per eccellenza, le speciali pizze fritte condite con sale o zucchero o ricoperte di nutella. Il food sarà protagonista anche nelle vecchie carceri, che si trasformeranno nel suggestivo teatro di degustazioni guidate dei migliori prodotti tipici locali.
Al mondo esistono luoghi in cui fuggire nella natura significa ritrovarsi, circondarsi di bellezza e ricaricare le energie. Chi vive a Portland, nello stato dell’Oregon, e desidera staccare dalla frenesia urbana, sa che questo luogo si trova a poca distanza dalla città, a soli 40 minuti di auto. Stiamo parlando di Mount Hood e Columbia River Gorge, dove la combinazione tra paesaggi naturali mozzafiato, attività all’aperto, patrimonio culturale e una ricca scena enogastronomica offre un’opportunità di viaggio unica.
Questa, infatti, è la destinazione ideale per gli amanti dell’avventura e del buon cibo. Sciatori, escursionisti e snowboarder possono dedicarsi alla propria passione sportiva, mentre i vigneti e i frutteti offrono lo scenario perfetto a chi ama fare passeggiate sorseggiando vini naturali e bevande di qualità. Qui, inoltre, si respira cultura e tradizione perché la Columbia River Gorge è stata la casa dei popoli indigeni fin dai tempi immemori.
Scopriamo insieme cosa fare e cosa vedere in questo paradiso dell’outdoor.
Multnomah Falls, la cascata più alta dell’Oregon
Una delle zone più sceniche della Columbia River Gorge, oltre che uno dei motivi per cui quest’area è stata inserita nella Best in Travel 2025 di Lonely Planet, è quella delle Multnomah Falls. La cascata più alta dell’Oregon (189 metri) attrae oltre 2 milioni di turisti ogni anno grazie alla sua bellezza, magnificenza e accessibilità. Situata sulla Columbia River Highway, infatti, può essere visitata da chiunque data la presenza di sentieri pavimentati e passerelle panoramiche.
I più preparati e avventurosi, invece, possono percorrere i sentieri escursionistici più impegnativi come il Larch Mountain Trail #441. Alimentata dalle acque piovane e dallo scioglimento della neve, la cascata scorre tutto l’anno, ma i periodi ideali per ammirarla, considerato il massimo volume d’acqua, sono l’inverno (a volte si ghiaccia parzialmente creando scenari fiabeschi) e la primavera. Vi ricordiamo che per visitarla nei mesi compresi tra maggio e settembre è necessario acquistare un permesso online sul sito ufficiale.
Fonte: iStockLe cascate Multnomah Falls, le più alte di tutto lo Stato
Belvedere Crown Point Vista House
Uno dei gioielli della Columbia River Gorge è il belvedere offerto dal Crown Point Vista House. Posizionato sulla cima di un promontorio roccioso, offre una vista a 360 gradi della gola e del fiume Columbia dall’alto. Aperto nel 1918 e dichiarato Monumento Storico Nazionale nel 2000, rappresenta un osservatorio centenario e custodisce un museo, un negozio di souvenir e un bar. L’entrata è totalmente gratuita, quindi vi consigliamo di non perderla come tappa se amate godere di viste panoramiche pazzesche.
Sport acquatici e trekking a Hood River
Questa città è nota come la capitale mondiale del windsurf e attira tantissimi appassionati di questo sport. Qui potete noleggiare l’attrezzatura necessaria o partecipare a un corso con istruttori qualificati presenti in sede. In alternativa potete richiedere a noleggio anche un SUP, così da trascorrere qualche ora in acqua senza affaticarvi troppo. Se invece preferite camminare, potete percorrere una parte dell’Hood River Fruit Loop, un percorso panoramico di 56 chilometri che attraversa campi di lavanda, bancarelle di frutta e frutteti, alcuni dei quali risalgono al XIX secolo. Le stesse strade di Hood River sono perfette per passeggiare, con molti negozi e gallerie che meritano sicuramente una visita.
Fonte: iStockFrutteti intorno a Hood River con vista sul Mount Hood
Escursione sul Mount Hood
Un eden per gli amanti della natura e dell’escursionismo, il Mount Hood è il picco innevato che, durante le giornate limpide, vedrete da ogni punto della Columbia River Gorge. La cima più alta dello Stato è considerata una delle meraviglie imperdibili per chi visita questa zona degli Stati Uniti d’America. Alto 3429 metri e perennemente innevato, ospita 11 ghiacciai attivi e per tutto l’anno è meta di sciatori e appassionati di sport invernali.
Avete diverse opzioni per ammirare la sua imponenza. In auto potete percorrere il Mount Hood Loop Scenic Byway, la strada panoramica che offre la possibilità di vedere paesaggi diversi, dai boschi di conifere ai laghi e ghiacciai. A piedi, invece, potete fare diverse escursioni: le più famose sono il percorso per raggiungere le cascate Ramona Falls o il Lolo Pass Trailhead che conduce alle Bald Mountains.
Degustazione di vini naturali
La Columbia River Gorge, che segna il confine tra Oregon e Washington State, non è una meta ambita solo dagli amanti delle attività all’aria aperta. Questa zona, infatti, si è fatta conoscere a partire dagli anni ’70 anche come destinazione vinicola. Grazie alle condizioni climatiche e geologiche, ideali per la produzione di vini di alta qualità, il territorio conta poco più di 500 ettari vitati per una cinquantina di aziende, la maggior parte delle quali è di piccole o minuscole dimensioni, a disposizione dei visitatori per offrire tour e degustazioni.
Lonely Planet, all’interno del suo Best in Travel 2025, ha citato nel dettaglio Hiyu Wine Farm, una fattoria vinicola e ristorante che propone vini naturali realizzati con la tecnica dei “field blends”: si tratta di un metodo che, invece di separare i grappoli di diversi vitigni prima della vinificazione, vinifica insieme tutti i grappoli presenti in un vigneto. Questo significa che in un unico vino si ritrovano le caratteristiche di più varietà d’uva, coltivate insieme e raccolte nello stesso momento. Se siete curiosi di provarlo non vi resta che prenotare un viaggio nella Columbia River Gorge!
Premiato come Best in Travel 2025, il Canton Vallese è un luogo incantato nel cuore delle Alpi svizzere che si estende dalla cima del Matterhorn (quello che in Italia chiamiano Monte Cervino) fino ai vigneti terrazzati del Rodano. Questa zona, molto amata dagli escursionisti e gli amanti della natura, offre molte attrattive tra montagne, gole vertiginose, ghiacciai e specialità locali, a partire dall’ottimo vino che viene prodotto. Il Vallese è un cantone dove il sole splende per circa 300 giorni l’anno ed è collegato all’Italia con il treno, se non si vuole viaggiare in auto. Per vivere una vera avventura tra i monti non perdete queste attrazioni.
I Castelli di Sion
La città di Sion si trova nel fondo della Valle del Rodano e due dei suoi castelli sono su due collinette scoscese che la rendono una location da fiaba medievale. Qui si può fare una bella passeggiata nella città vecchia Vielle Ville degustando le specialità locali con il vino bianco Fendant, visitare i due castelli del XIII secolo e partire per delle escursioni giornaliere lungo le bisses del Vallese, ovvero dei canali in miniatura costruiti tra il XIII e il XV secolo per irrigare i vigneti terrazzati lì intorno. Il museo d’arte valevano è all’interno del Castello di Vidomnat e di Majorie in particolare, mentre in cima c’è il Castello di Tourbuillon e la chiesa fortezza di Valere che è da visitare.
Martigny
I romani si fermarono a Martigny per attraversare il Col du St. Bernard e raggiungere l’Italia. Martigny è la città più antica del Vallese, che vanta un anfiteatro romano, vigneti terrazzati e un centro storico medievale che vale la pena visitare. C’è anche un museo d’arte ricco di opere come le sculture di Rodin, Henry Moore e altri Maestri moderni, ma non da meno è il castello del XII secolo in cima alla collina che regala anche una vista suggestiva sulla Valle del Rodano. Per gli amanti dei cani, da non perdere è Barryland, un luogo, ma anche una nursery, che celebra il San Bernardo della Svizzera con un museo dedicato che ripercorre la storia del tenero e fedele soccorritore alpino.
Fonte: iStockSion in Svizzera
Zermatt e il Matterhorn
Zermatt è una località montagna ai piedi del Matterhorn completamente car free, che offre la possibilità di godere di un panorama montano mozzafiato nel più totale silenzio. Per questo viene considerata una perla delle Alpi e del Vallese, con sentieri acciottolati e caratteristiche case in legno che creano un paesaggio suggestivo. Questa meta incanta gli escursionisti, gli sciatori, ma anche le famiglie e le coppie che vogliono trascorrere un weekend romantico. Oltre a offrire una vista unica, Zermatt offre possibilità di shopping, vita notturna, strutture per sport invernali facendo divertire grandi e piccoli.
Il Passo della Furka
Gli appassionati di James Bond forse hanno notato questo luogo nel film Goldfinger del 1964, ma il Passo della Furka si trova all’estremo nord-est del Vallese ed è stato aperto nel 1867. Si snoda tra vari tornanti nella Svizzera centrale e, chi ama guidare, può percorrerlo passando per i passi del Susten e del Grimsel o sulla strada verso sud nel Canton Ticino italiano passando per il Passo della Novella, molto selvaggio e isolato. Uno dei luoghi più straordinari da visitare qui è la grotta azzurra, lunga 100 metri e scavata dentro il ghiacciaio del Rodano, all’altezza dell’Hotel Belvedere.
Il lago sotterraneo di St. Leonard
Tra Sion e Sierre c’è il lago sotterraneo navigabile più grande d’Europa, il Lago di St. Leonard che è una delle cose da vedere assolutamente nel Canton Vallese. La visita dura circa mezz’ora a bordo di una barca a remi che naviga sulle acque fresche e limpide del lago. Se si presta attenzione si possono notare alcuni pesci di grandi dimensioni
Il parco labirinto di Evionnaz
A Evionnaz, nel Basso Vallese, è possibile vedere e provare il labirinto di Evionnaz, 3 km di percorsi intricati creati da alte siepi che mettono alla prova grandi e piccoli. Questo parco, che offre uno spettacolo dal punto di vista naturalistico, fa anche divertire i visitatori che accettano la sfida, mentre ammirano installazioni artistiche.
Fonte: iStockLa grotta azzurra nel Vallese
Aletsch Arena
Il ghiacciaio dell’Aletsch è il più grande delle Alpi e offre molte attività per gli amanti della natura. Gli escursionisti possono percorrere vari sentieri come il Marliweg o Sentiero delle Fiabe per vivere le leggende e il folklore locale o visitare il lago Blausee. Il mare di ghiaccio si snoda per 20 km intorno all’Aletschhorn, la seconda vetta più alta delle Alpi Bernesi e si può raggiungere con la funivia dal borgo fluviale di Fiesch.
Goms e il ponte sospeso
Il Ponte Sospeso Goms, conosciuto anche come Hangebrucke Furgangen-Muhlebach, è un’attrazione emozionante del Canton Vallese, situato nella regione di Goms, tra i villaggi di Furgangen e Muhlebach. Si estende per 280 metri ed è alto 92 metri, realizzato con cavi di acciaio e una pedana in legno che dà la sensazione di camminare nel vuoto. Potete vederlo tutto l’anno e l’accesso è gratuito.
Leukerbad
Un borgo da fiaba a 1400 metri di altezza è Leukerbad, circondato da montagne maestose dell’Alto Vallese con rocce e pinnacoli. Le sorgenti termali di questo piccolo centro abitato sono molto famose e offrono attività per rilassarsi in coppia o in famiglia, per poi passeggiare in mezzo alla natura e godere del paesaggio naturale tra fontane, vecchie costruzioni in legno, piazzette e un viaggio tra tradizione e storia. Dal 1850, Leukerbad è raggiungibile anche con la strada, mentre prima si poteva arrivare solo percorrendo una mulattiera.
C’è chi visita i luoghi di fretta, scatta una foto e passa alla prossima destinazione e chi, invece, sceglie di andare piano e di esplorare il territorio con maggiore consapevolezza. È anche a questa seconda categoria di viaggiatori che viene dedicato il nuovo progetto di promozione turistica della Puglia “La Via Jonica-Land for All”, parte di uno dei sette programmi di rete per il turismo accessibile finanziati attraverso il Progetto C.Os.T.A. (Comunità Ospitali per il Turismo Accessibile).
L’obiettivo dell’iniziativa è quello di creare il primo cammino interamente accessibile d’Italia, permettendo a chiunque di intraprendere i 215 chilometri tra il blu del mare e il verde di vigneti, uliveti, zone umide e macchia mediterranea. A capo del progetto c’è Naturalmente a Sud Aps che, insieme a una rete composta da enti, imprese e associazioni, si impegnerà per promuovere un’idea di vacanze in Puglia senza barriere.
Vacanze accessibili in Puglia con il progetto C.Os.T.A.
Il progetto C.Os.T.A. “La Via Jonica-Land for All” nasce da un desiderio condiviso sia dalla Regione che dai Comuni e dalle attività turistiche e del terzo settore: rendere la Pugliaun territorio sempre più accogliente e inclusivo, dove i pugliesi e i turisti possano godere pienamente del mare, dei borghi e dei paesaggi in tutte le stagioni.
Come ha affermato Gianfranco Lopane, Assessore al Turismo Regione Puglia: “La rete non riguarda solo l’accessibilità fisica dei luoghi, privi di barriere architettoniche, ma soprattutto la loro integrazione con il territorio e il tessuto sociale. Le iniziative che abbiamo finanziato con l’avviso C.O.s.T.A., per un valore complessivo di oltre 1,3 milioni di euro, consentiranno di realizzare e qualificare servizi di ospitalità: dall’acquisto di materiali e strumenti tecnologici per l’escursionismo alla creazione di pacchetti turistici ad hoc, con il coinvolgimento diretto delle persone con disabilità in tirocini di inclusione lavorativa”.
Luca Scandale, Direttore generale di Pugliapromozione, ha dichiarato invece: “Turismo accessibile a tutti e per 365 giorni l’anno, questi sono i traguardi che ci proponiamo di raggiungere attraverso il progetto C.Os.T.A. Per chi sceglie la Puglia per le vacanze, e viaggia con persone con disabilità, sarà utile sapere prima di venire qui l’accessibilità degli attrattori. È un lavoro impegnativo di mappatura che metteremo in cantiere”.
Il cammino della Via Jonica
L’iniziativa vede protagonisti i comuni di Taranto, Manduria, Lizzano, Pulsano, Crispiano, Laterza e Ginosa, che insieme compongono la parte ionica del Cammino Materano, riconosciuto come Best Practice Europea nel Progetto Green Pilgrimage. “La Via Jonica-Land for All” rispetta appieno la tradizione storica e culturale del territorio che, da sempre, è incline ad accogliere, ospitare e fare delle differenze un valore di crescita. In generale, la Via Jonica rappresenta il prolungamento lungo il Golfo di Taranto del Cammino Materano lungo 215 chilometri.
Si tratta di una zona d’Italia splendida perché custodisce insieme bellezze paesaggistiche, storiche e archeologiche, da scoprire rigorosamente a passo lento. Il cammino parte da Taranto, la città dei due mari, e arriva a Leuca, la finis terrae d’Italia, luogo sacro della civiltà europea e mediterranea perché considerato come punto d’incontro di popoli e culture, oltre che dei pellegrini diretti a Roma o in Terra Santa.
Una nuova rete di sentieri escursionistici conduce alla scoperta degli antichi borghi dell’Oltrepò Pavese. E’ il “Fiore di Borgoratto Mormorolo”, sei percorsi ad anello che si snodando tra il dolce paesaggio di colline, boschi e vigneti di un territorio ricco di storia e di tesori nascosti nel cuore della Lombardia. Frutto della proficua collaborazione tra la Pro Loco di Borgoratto Mormorolo, il Comune, il CAI di Voghera e la Comunità Montana Oltrepò Pavese, in tre anni di lavoro sono stati tracciati nuovi sentieri e ripristinati tracciati preesistenti che vengono finalmente aperti alla fruizione di escursionisti, turisti e, in generale, di tutti gli amanti della natura.
I nuovi sentieri: l’inaugurazione domenica 20 ottobre
L’inaugurazione ufficiale del “Fiore di Borgoratto Mormorolo” è fissata per domenica 20 ottobre, in occasione della 31ª edizione della “Festa d’Autunno”, durante la quale sarà allestito un infopoint nel centro del paese che fornirà informazioni dettagliate sui vari itinerari. Adriano Nonna, Presidente della Pro Loco, ha espresso con entusiasmo che “questo progetto non solo valorizza il nostro territorio, ma offre anche a residenti e visitatori l’opportunità di immergersi nella bellezza naturalistica e paesaggistica delle nostre colline.
Questi sentieri rappresentano un importante passo verso la promozione del turismo sostenibile e dell’escursionismo nella nostra area. Invitiamo tutti a partecipare alla ‘Festa d’Autunno’ e a scoprire questi percorsi, che sono stati realizzati grazie alla collaborazione e all’impegno di molte persone, istituzioni e associazioni.” Mentre il sindaco Fabio Molinari ha dichiarato: “L’Oltrepò Pavese è terra di piccoli borghi, strade che attraversano vigneti a perdita d’occhio, castelli arroccati e chiese dalle quali si ammirano panorami incantevoli. Il progetto ‘Fiore di Borgoratto Mormorolo’ ha come primo obbiettivo far conoscere il nostro territorio, le nostre peculiarità.”
Gli itinerari del “Fiore di Borgoratto Mormorolo”
I sei sentieri, che rappresentano idealmente i “petali” che formano il “Fiore di Borgoratto Mormorolo”, disegnano itinerari ad anello di circa 7 km ciascuno, adatti a tutti, dagli amanti dell’escursionismo alle famiglie in gita domenicale in Lombardia. I più allenati possono unire più “petali” allungando così il percorso, oppure percorrere il “Giro della Corolla”, ovvero l’itinerario di crinale che corrisponde al perimetro esterno del Fiore di Borgoratto Mormorolo, per un totale di circa 18 km.
Itinerario “Petalo 1”
Percorso: Borgoratto Mormorolo – Costa Pelata – Boiolo – Crocetta – Borgoratto Mormorolo.
Lunghezza: 6.5 km
Dislivello positivo: 366 m
Tempo di percorrenza: 2,20 ore
Segnaletica presente sul sentiero: CAI 212, 209, 211, 213.
Da Piazza della Libertà di Borgoratto Mormorolo, imboccando la strada in leggera salita per circa 60 metri, si raggiunge il primo bivio dove si devia a sinistra sul sentiero 212, diretto verso l’Acqua solforosa. Lungo questo percorso, si incontra la caratteristica Pietra Focaia, una roccia da cui un tempo si estraevano pietre per affilare gli acciarini.
Il sentiero conduce poi a Costa Pelata, un crinale che offre un panorama mozzafiato a 360 gradi, da cui il percorso prosegue in discesa verso la frazione di Boiolo. Raggiunta la Crocetta, si imbocca il sentiero 213 che, attraversando splendidi vigneti, conduce a un guado del torrente Coppa. Risalendo, si ricongiunge con il sentiero 212 che riporta infine alla Piazza della Libertà, concludendo così l’anello.
Itinerario “Petalo 2”
Percorso: Borgoratto Mormorolo – Crocetta – Ca Bernocchi – Ca Facchini – Braglia – Zebedo – Borgoratto Mormorolo.
Lunghezza: 6 km
Dislivello positivo: 215 m
Tempo di percorrenza: 2 ore
Segnaletica presente sul sentiero: CAI 213, 211, 211A, 212.
Partendo da Piazza della Libertà, dopo una breve salita di circa 60 metri, si imbocca il sentiero 213 al primo bivio sulla sinistra, dirigendosi verso un guado. Risalendo dal guado, si raggiunge la Crocetta, un incrocio con il sentiero 211. Seguendo questo sentiero, immerso tra rigogliosi vigneti, si giunge a un altro guado in località Ca Bernocchi.
Il percorso prosegue in salita fino a raggiungere Ca Facchini, caratterizzato dalla presenza di una storica casa-torre. Da qui, si continua verso Braglia, un ampio piazzale attrezzato con parcheggio e giochi per bambini, con lo sfondo imponente dei castelli di Montalto e Stefanago. Giunti al bivio con il sentiero 212, si svolta a sinistra in direzione della frazione di Zebedo. L’itinerario si conclude con un piacevole tratto tra le vigne che riporta al punto di partenza.
Itinerario “Petalo 3”
Percorso: Borgoratto Mormorolo – Zebedo – Stefanago – S.Cristina – Ca Facchini – Zebedo – Borgoratto Mormorolo.
Lunghezza: 7.5 km
Dislivello positivo: 338 m
Tempo di percorrenza: 2,40 ore
Segnaletica presente sul sentiero: CAI 212, 211, 211A, 212.
Da Piazza della Libertà, dopo una breve discesa di circa 60 metri, si imbocca la prima strada sulla destra. Il sentiero conduce alla frazione di Zebedo e, proseguendo in salita, raggiunge il maestoso castello di Stefanago, lungo un percorso che si sviluppa tra boschi di querce. Giunti al castello, si svolta a destra e si continua sul sentiero 212 fino a Santa Cristina. Da qui, si consiglia una breve deviazione verso Monte Reale per ammirare lo splendido panorama. Il percorso conduce quindi a Ca Facchini, da dove si rientra a Borgoratto Mormorolo, chiudendo così l’anello.
Itinerario “Petalo 4”
Percorso: Borgoratto Mormorolo – Femminico – Inveriaghi – Fortunago – Stefanago – Zebedo – Borgoratto Mormorolo.
Lunghezza: 7.6 km
Dislivello positivo: 293 m
Tempo di percorrenza: 2,30 ore
Segnaletica presente sul sentiero: CAI 213, 214, SP 169, CAI 212.
Dal centro di Borgoratto Mormorolo, si imbocca la SP 203 e si procede in salita per circa 150 metri fino a raggiungere il bivio per Femminico. Si attraversa la frazione di Femminico e si continua a salire fino a raggiungere la frazione di Inveriaghi. Da qui, il sentiero si snoda lungo un percorso panoramico che costeggia vigneti e attraversa un breve tratto di bosco.
Si giunge così a Fortunago, un borgo caratteristico dove si trovano l’Auditorium Giovanni Azzaretti, una fontana e un’area giochi per bambini. L’itinerario prosegue verso la chiesetta romanica di Sant’Antonio e raggiunge successivamente il maestoso castello di Stefanago. Dopo aver ammirato il castello, si scende lungo un sentiero immerso nel bosco. Il sentiero 212 riporta infine a Borgoratto Mormorolo.
Itinerario “Petalo 5”
Percorso: Borgoratto Mormorolo – Femminico – Inveriaghi – Costa Pelata -Pietra Focaia – Borgoratto Mormorolo.
Lunghezza: 7.9 km
Dislivello positivo: 250 m
Tempo di percorrenza: 3,10 ore.
Segnaletica presente sul sentiero: CAI 213, 214, 209, 212.
Dal centro di Borgoratto Mormorolo, si imbocca una strada in leggera salita per circa 150 metri fino a raggiungere il bivio per Femminico. Si attraversa la frazione e si continua a salire fino a Inveriaghi. Il sentiero prosegue offrendo scorci suggestivi su campi coltivati e tratti di bosco, conducendo a Costa Pelata. Da questo punto panoramico, è possibile ammirare un’ampia vista a 360 gradi sulla vallata. Dalla costa, il percorso scende verso il torrente Coppa. Dopo aver attraversato il torrente, si inizia la risalita che conduce nuovamente a Borgoratto Mormorolo, chiudendo così l’anello.
Itinerario “Giro della Corolla”
Lunghezza: 17.7 km.
Dislivello positivo: 667 m
Tempo di percorrenza: 6.30 ore.
Segnaletica presente sul sentiero: CAI 213, 214, 209, 211, 212, SP 169, 214, 213.
Da piazza della Libertà a Borgoratto Mormorolo, si imbocca la SP 203 e si sale verso Femminico e Inveriaghi. Il percorso si addentra in un paesaggio incantevole, tra vigneti che si estendono a perdita d’occhio e boschi di pini, fino a raggiungere Costa Pelata, da cui si abbraccia uno splendido panorama a 360 gradi che spazia dagli Appennini alla pianura pavese.
Seguendo i segni bianco-rossi, si scende verso Boiolo e, dopo aver attraversato la Crocetta, ci si immerge in magnifici vigneti fino a raggiungere il guado di Ca Bernocchi. Attraversata la SP 203, si risale verso Ca Facchini e Santa Cristina, per poi raggiungere il maestoso Castello di Stefanago. Da qui, un percorso ombreggiato conduce allo storico borgo di Fortunago. Dopo aver attraversato la piazza e il viale della Rocchetta, si scende verso un rio e si risale nuovamente verso Inveriaghi per concludere il giro a Borgoratto Mormorolo.
Camminare tra le stradine di Cochem, favoloso borgo lungo il corso del fiume Mosella a una cinquantina di chilometri da Coblenza, è come varcare la soglia di un mondo incantato.
Ogni angolo trasuda storia e poesia, dalle case a graticcio abbracciate l’una all’altra, alle maestose torri del Castello che vegliano dall’alto, fino ad arrivare alle dolci colline ricoperte di vigneti da cui nasce l’eccezionale vino Riesling, cornici perfette per escursioni e passeggiate, ma anche per semplici momenti di assoluto relax, laddove il tempo appare sospeso.
Il Castello di Reichsburg: un tuffo nel Medioevo
A dominio di Cochem con la sua silhouette imponente, il Castello di Reichsburg è la quintessenza del fascino medievale: le alte torri e le mura possenti lo rendono degno di un racconto cavalleresco.
Salire la collina che lo ospita dall’Anno Mille è un’esperienza da non perdere: passo dopo passo, la vista si allarga e la Mosella brilla lontano, avvolta dai vigneti. Distrutto nel 1869 durante la guerra della Lega di Asburgo e ricostruito nell’Ottocento in stile neogotico, è stato reso visitabile a fine Anni Settanta: le 50 stanze arredate narrano ancora oggi di leggende e battaglie epiche.
Il cuore di Cochem: un labirinto di storia e fascino
I vicoletti lastricati del centro storico di Cochem invitano a perdersi e ad ammirare scorci da cartolina, proprio quelli che ci si aspetterebbe di trovare sfogliando un libro di fiabe.
La trecentesca Enderttor, un tempo dimora del guardiano della torre, si erge imponente, con la fiera struttura in pietra viva a ricordare un’epoca antica, così come la Porta di Baldovino dall’architettura difensiva e la Porta di San Martino, che conserva intatto il cammino di ronda coperto.
E siamo appena all’inizio: l’autentica magia di Cochem la si scopre passeggiando senza fretta all’ombra delle pittoresche e colorate case a graticcio dai neri e lucenti tetti in ardesia fino a ritrovarsi dinanzi al pozzo di San Martino e alla suggestiva Chiesa di San Martino, che già da lontano si impone alla vista con il campanile che svetta orgoglioso verso il cielo, fulcro spirituale del borgo.
Fonte: iStockCase colorate a graticcio a Cochem
Non può poi mancare una tappa al municipio barocco, gioiello architettonico che porta con sé sfarzo e raffinatezza, e allo storico mulino della senape (tra i più antichi della Germania) risalente agli inizi del XIX secolo: si tratta di un’interessante struttura a conduzione familiare dalla lunga tradizione dove è possibile partecipare a una visita guidata per conoscere da vicino tutto il processo di lavorazione e vedere anche l’originale ruota ad acqua. In più, sono a disposizione ben 18 varietà di senape differenti nonché golose specialità regionali a chilometro zero.
Paesaggi che lasciano senza fiato
Un’atmosfera senza eguali tra la meraviglia del Castello e quella del centro storico, certo. Ma Cochem è anche fatta di paesaggi che lasciano senza fiato, a partire dalla Mosella Promenade, una passerella panoramica che corre lungo le rive del placido fiume, fiancheggiato da alberi, prati e un’ampia scelta di ristoranti e bar. Un altro ottimo modo per esplorare la passeggiata della Mosella da un punto di vista inedito è prenotare una crociera fluviale con audioguida.
Altrettanto spettacolare si rivela il Pinnerkreuz Lookout Point, luogo ideale per godere di viste uniche sul borgo e sulla splendida vallata, caratteristico ponte di osservazione a Pinnerberg, collina a nord di Cochem, la cui cima può essere facilmente raggiunta con la funivia Cochemer Sesselbahn. Una volta arrivati, si può prevedere una sosta presso il piccolo ristorante per un piacevole spuntino.
Il turismo italiano ha subito ormai una trasformazione significativa. Non si tratta più solo di ammirare monumenti storici o paesaggi di rara bellezza: i viaggiatori, oggi, desiderano vivere esperienze autentiche, immergendosi nelle tradizioni locali e nei sapori del territorio con un occhio di riguardo per l’ambiente.
Secondo i dati di Coldiretti, il numero degli eco-turisti è in continua crescita e l’Italia, con il suo patrimonio enogastronomico unico, sta diventando un punto di riferimento per chi cerca un’esperienza a 360 gradi tra natura, cibo e cultura. Il vino e l’olio d’oliva, in particolare, sono le nuove stelle di questa rinascita turistica e aprono la strada a vacanze che valorizzano il meglio del territorio.
Il boom dell’eco-turismo: un nuovo modo di viaggiare
Basti pensare che, negli ultimi dieci anni, il numero di eco-turisti in Italia è raddoppiato, con una crescente attenzione alla sostenibilità durante la pianificazione delle ferie: il 25% dei vacanzieri si orienta ormai verso scelte più green, preferendo strutture che garantiscono cibo a chilometro zero e che riducono i consumi energetici.
Questa tendenza è emersa chiaramente dall’analisi di Coldiretti, presentata durante l’inaugurazione del TTG Travel Experience di Rimini, la principale fiera del settore. Protagonisti dell’evento sono stati anche gli agriturismi di Terranostra Campagna Amica, con la presenza della presidente nazionale Dominga Cotarella.
Vino e olio: le nuove frontiere del turismo esperienziale
Il cibo ha assunto un ruolo centrale nelle scelte vacanziere, tanto che la buona tavola è diventata la prima motivazione per visitare l’Italia, superando cultura e divertimento, come indicato dai dati Noto Sondaggi.
Ma la nuova frontiera dei viaggi è rappresentata soprattutto dal turismo esperienziale legato ai singoli settori, dall’oleoturismo, all’enoturismo, dal turismo della birra a quello dei formaggi. Solo per l’enoturismo, l’estate 2024 ha superato il record delle sei milioni di notti trascorse tra le vigne registrate lo scorso anno, secondo Coldiretti.
“Non a caso siamo il Paese leader per numero di posti letto nelle aree rurali grazie al contributo della multifunzionalità e dell’agriturismo, altro comparto su cui siamo leader mondiali. Un primato fondato su un’offerta turistica altamente diversificata e differenziata, dove l’agricoltura – il settore primario – gioca un ruolo fondamentale, per la cucina, per i paesaggi per le proposte esperienziali”, ha sottolineato la presidente nazionale di Terranostra Campagna Amica, Dominga Cotarella.
Gli agriturismi: baluardi del turismo enogastronomico
L’Italia si conferma leader nel settore grazie alla multifunzionalità delle aziende agricole, un primato che la rende il Paese con il maggior numero di posti letto nelle aree rurali. Gli agriturismi sono il cuore pulsante di questa offerta diversificata e sanno unire ospitalità ed esperienze legate alla terra.
Attualmente, sono quasi 26.000 le aziende agrituristiche attive in Italia, un numero che è quasi raddoppiato rispetto al 2014 (+84%), e il loro valore economico ha raggiunto 1,5 miliardi di euro, con 15,5 milioni di presenze nel 2023. Di queste, ben il 58% proviene da turisti stranieri, con una permanenza media di 4,6 giorni, a fronte dei 3,1 giorni per gli italiani.
Un futuro sempre più green
Il futuro del turismo in Italia sembra sempre più orientato verso una visione sostenibile ed esperienziale. L’aumento degli eco-turisti conferma che la richiesta di vacanze autentiche, incentrate sulla natura e sui prodotti locali, è in forte crescita. Coldiretti prevede che il trend continuerà a crescere, rafforzando il ruolo del Belpaese come destinazione privilegiata per chi cerca un’esperienza di viaggio che sia non solo piacevole, ma anche rispettosa dell’ambiente.
Il vino e l’olio, colonne portanti della tradizione, si pongono come i protagonisti di questa nuova frontiera del turismo. Un viaggio tra vigneti e oliveti diventa così un bagaglio indimenticabile, capace di lasciare un segno profondo nel cuore dei viaggiatori e di promuovere uno sviluppo turistico consapevole.
Il territorio delle Langhe-Roero e Monferrato è uno dei più belli al mondo e uno dei luoghi più visitati in Italia: quest’anno è il decimo anniversario che le colline di vigneti del Piemonte sono Patrimonio dell’Unesco. Infatti, lo scorso 22 giugno 2024 è stato celebrata l’iscrizione de “I Paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato” nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità.
La società formules è stata incaricata di studiare l’impatto a lungo termine di questo evento, a dieci anni di distanza, esaminando come abbia influenzato il territorio a livello di percezioni, decisioni degli stakeholder locali, indicatori economici e benefici in termini di reputazione e attrattività turistica delle località interessate.
I risultati della ricerca sono stati presentati da Guido Guerzoni, fondatore e CEO di formules, insieme a Giovanna Quaglia e Bruno Bertero, rispettivamente Presidente e Direttore dell’Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe Roero e Monferrato, durante il TTG Travel Experience a Rimini il 9 ottobre 2024, alla presenza di Alessandra Priante, Presidente di Enit.
Come è stata condotta l’indagine di formules
Lo studio, condotto su 200 comuni, ha analizzato l’impatto della designazione Unesco sui Paesaggi Vitivinicoli del Piemonte, valutando tre tipi di effetti: sociale, economico-occupazionale e comunicativo. Oltre ai 101 comuni direttamente interessati (29 nelle aree di eccellenza o Core Zones e 72 nelle Buffer Zones), l’indagine ha coinvolto 99 comuni limitrofi.
Il questionario ha coinvolto 512 persone tra amministratori locali, operatori turistici, imprenditori vinicoli, ristoratori e altre figure professionali, con l’obiettivo di sondare come l’iscrizione a sito Unesco abbia influenzato le loro attività. Due focus group, con una trentina di partecipanti, hanno ulteriormente esplorato le opinioni e percezioni sugli effetti della nomina Unesco. In parallelo, sono stati analizzati 51 serie storiche in ambiti come mercato immobiliare, turismo e occupazione.
Fonte: iStockIl borgo di Neive nelle Langhe
Tre aspetti che hanno influenzato il territorio
L’indagine di formules ha rivelato che il 96% dei partecipanti è consapevole dell’esistenza del Sito Unesco, ma solo il 49% conosce la sua precisa geografia. Sorprendentemente, il 27% non è consapevole del motivo per cui il sito è stato riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità, e la coltivazione dei vitigni autoctoni è stata sottovalutata come valore distintivo.
Il 78% degli intervistati ritiene che l’impatto della designazione Unesco sia percepito più dagli esterni che dai residenti. Tuttavia, solo una minoranza (5,1%) crede che i turisti non riconoscano il valore del sito. La promozione internazionale della cultura enogastronomica piemontese e il miglioramento della reputazione nazionale e internazionale sono riconosciuti come i benefici principali della nomina.
D’altra parte, emergono preoccupazioni legate alla tutela del territorio e ai rischi di overtourism. I focus group hanno infatti evidenziato la necessità di sinergie locali più forti e di linee guida più chiare da parte dell’Associazione, per allineare le politiche locali con il piano di gestione Unesco e affrontare meglio le sfide future.
L’analisi economica ha esaminato sei ambiti: mercato immobiliare, fondiario, turismo, imprese, occupazione e inflazione. I dati dimostrano che la nomina Unesco ha avuto un impatto positivo in circa il 73% delle variabili analizzate. Complessivamente, l’effetto economico stimato è stato un ritorno di circa 121 milioni di euro.
Una delle problematiche principali riscontrate circa il mercato immobiliare è stata l’aumento dei prezzi delle abitazioni per i residenti. Tuttavia, tra il 2014 e il 2020, i prezzi delle case sono aumentati nelle aree Core, come Langhe e Grinzane Cavour, mentre altre zone hanno visto una riduzione.
Fonte: iStockIl villaggio di Calliano, nel Monferrato
Il settore turistico ha registrato una crescita in tutte le sei aree del sito Unesco. L’incremento delle visite internazionali, confermato dal 92% degli intervistati, ha interessato in particolare le zone di Nizza Monferrato e Canelli, mentre Langa ha attratto il maggior numero di visitatori complessivi.
La domanda turistica ha rivelato tendenze opposte tra italiani e stranieri: i turisti italiani preferiscono soggiornare nelle zone Buffer, mentre gli stranieri prediligono le aree Core, maggiormente conosciute a livello internazionale. L’offerta turistica è cresciuta significativamente, in particolare nel settore extra-alberghiero, con un aumento del 93% di camere disponibili in zone come Nizza Monferrato, contrastato da un calo dell’offerta di alloggi tradizionali in altre aree.
La ricerca ha evidenziato anche un notevole aumento della visibilità mediatica dei territori Langhe-Roero e Monferrato sia a livello nazionale che internazionale.
Probabilmente una delle regioni più amate della Francia, la Provenza conquista chiunque con i suoi paesaggi variegati che caratterizzano e donano una propria personalità a ogni sua area. Da nord a sud, dalle alpi alle vallate, fino alla costa, mentre città fortificate proteggono i suoi antichi confini e innumerevoli borghi si mostrano in tutta la loro incantevole bellezza.
L’atmosfera della Provenza è unica e nell’immaginario collettivo include sole, cibo e vino, il tutto immerso nei profumi inebrianti della vegetazione mediterranea, ma non solo. Oliveti, vigneti e file di vibranti campi di lavanda si trasformano in canyon e gole naturali dove gli amanti dell’avventura possono mettere da parte i bicchieri di vino e i cappelli di paglia per andare alla scoperta dell’anima più selvaggia della regione.
Scegliere dove andare in Provenza, come avrete capito, non è semplicissimo. Per questo abbiamo deciso di scrivere un articolo completo con tutte le informazioni utili per aiutarvi a organizzare al meglio il vostro viaggio, da cosa vedere a quando andare.
Guida pratica alla Provenza
Prima di raccontarvi cosa fare e cosa vedere in Provenza, partiamo da una guida pratica e generale che vi supporterà nella pianificazione dell’itinerario.
Dove si trova
Regione storica del sud della Francia, la Provenza confina a est con l’Italia, a nord con l’Alvernia-Rodano-Alpi e a ovest con l’Occitania, dalla quale è separata dal Rodano. Bagnata dal Mar Mediterraneo, offre un clima mite durante i mesi invernali (tranne nella zona delle Alpi) e caldo d’estate, ponendosi come meta ideale da visitare tutto l’anno. Più avanti in questo articolo troverete un paragrafo intero dedicato a quando andare in Provenza e perché.
Come arrivare
Per raggiungere la Provenza avete a disposizione diverse opzioni. Se viaggiate in aereo, gli aeroporti principali sono quello di Marsiglia-Provence e quello di Nizza.Se preferite una modalità di spostamento lenta e sostenibile, il treno è la soluzione che fa per voi perché la rete ferroviaria francese è ben sviluppata con collegamenti diretti da Parigi e da altre grandi città francesi.
Infine, se viaggiate in auto dall’Italia, arriverete in Provenza attraversando la Liguria e percorrendo l’A10 Genova-Ventimiglia che, oltre il confine con la Francia, diventa l’Autoroute du Soleil. Da qui percorrerete un tratto di Costa Azzurra per poi raggiungere Marsiglia e Aix-en-Provence.
Fonte: iStockUna strada tipica della Provenza
Cosa vedere in Provenza
Chi non ha mai sognato di perdersi tra i vigneti baciati dal sole della Provenza o nei campi di lavanda? Il sud della Francia, come abbiamo accennato all’inizio, è questo e molto altro e creare l’itinerario perfetto non è semplicissimo. Questo dipende anche dal tempo che avete a disposizione e dal periodo che scegliete per visitare questa splendida regione francese.
Qui vi raccontiamo tutto ciò che c’è da vedere in Provenza, dai paesini imperdibili ai tesori naturali, fino alle spiagge più belle dove godere appieno della dolce vita offerta dalla riviera e ai luoghi diventati iconici anche grazie ad artisti quali Cézanne e Van Gogh. Prendete ispirazione per creare un mix di esperienze ideale oppure, se avete poco tempo, per concentrarvi su una sola zona.
I borghi più belli da visitare
Tra le cose da vedere in Provenza non possono mancare i suoi borghi più belli cominciando da Valensole, un piccolo, incantevole villaggio da visitare non solo durante i mesi estivi quando la valle circostante è ricoperta di lavanda. Passeggiate tra le labirintiche stradine e non dimenticate di scattare qualche foto dei balconi in ferro battuto, delle persiane dipinte e delle antiche porte.
Storia, arte e folklore si incontrano, invece, nel paesino di Arles, riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità sia per il suo centro storico che per i tanti monumenti romani. Il suo fascino è tangibile tanto che in passato ha conquistato Van Gogh e oggi continua ad attirare a sé tantissimi visitatori. Situato a 35 chilometri a sud di Avignone, Arles vanta un ambiente naturale eccezionale grazie alla presenza del Rodano, della pianura della Crau, della Camargue e de Le Alpilles.
Se è un autentico assaggio della vita provenzale che state cercando, segnate nella mappa il borgo di Saint-Rémy-de-Provence. Circondata da montagne, è la meta perfetta per chi vuole immergersi nelle bellezze della campagna francese amata anche da Van Gogh, che proprio qui trovò ispirazione per tantissime opere come “La notte stellata”.Non solo pittori, anche molti registi hanno subìto il fascino dei borghi provenzali, in particolare di Gordes, con le sue case in pietra illuminate dal sole e con vista sulla valle sottostante.
Tra i borghi da vedere in Provenza c’è anche Roussillon, situato accanto a un profondo canyon, dove un tempo si estraeva l’ocra. Non è un caso, infatti, se qui vedrete case con facciate di questo colore perché gli abitanti utilizzavano anche l’ocra per personalizzare la propria dimora, con tonalità che vanno dagli aranci terracotta ai rossi scuri.
Infine, non perdete Moustiers-Sainte-Marie, dove incantevoli case di pietra sembrano emergere dal fianco della roccia e passeggiando lungo le rive del fiume che attraversa la città vedrete altre case dipinte con colorate persiane: un vero e proprio scenario da cartolina. E, se siete alla ricerca di una gemma nascosta della Provenza, segnate sulla mappa Cotignac, un borgo relativamente sconosciuto dalla maggior parte dei turisti.
Fonte: iStockIl borgo di Gordes in Provenza
Le spiagge migliori
Il sud della Francia vanta tante spiagge splendide e, se dovessimo consigliarvene una sola, questa sarebbe la spiaggia di Notre Dame, situata a nord dell’isola diPorquerolles. Qui troverete sabbia fine e bianchissima, oltre che un mare calmo e trasparente dal fondale poco profondo. Inoltre, sull’isola non sono ammesse le auto e sulla spiaggia non sono presenti servizi quindi, se amate i paesaggi incontaminati, questa è la location perfetta per voi.
Perfetta per gli amanti della natura è anche l’insenatura Calanque d’En-Vau, raggiungibile a piedi o via mare. Questa zona, infatti, è famosa per gli amanti della pesca e delle immersioni, oltre che per chi vuole trascorrere qualche ora su percorsi di trekking dagli scenari mozzafiato. Se invece preferite comfort e relax potete optare per Garoupe, seppur molto affollata durante l’estate. Qui, oltre all’acqua cristallina, troverete anche uno spazio pubblico attrezzato dove noleggiare lettini e ombrelloni, oltre che un grosso parcheggio gratuito e le toilette pubbliche.
Chi desidera respirare la tipica atmosfera provenzale della costa dovrà dirigersi nel borgo di Villefranche-sur-Mer, incastonato tra Monaco e Nizza. Qui si trova Plage des Marinieres, una mezzaluna di sabbia e acque di una bellezza travolgente. E, se non resistete al fascino dell’esclusività, fate tappa ad Antibes, la splendida località frequentata da tantissime celebrità. Non è necessario alloggiare in un hotel di lusso per godere della bellezza delle sue spiagge, vi basterà andare a Plage de la Salis, adatta anche alle famiglie grazie alle sue acque calme e all’atmosfera rilassata.
Fonte: iStockPlage des Marinieres a Villefranche-sur-Mer
Dove trovare i campi di lavanda in Provenza
La stagione della lavanda è uno dei periodi più attesi da chiunque sogni di visitare la Provenza, ma dove trovare i campi di lavanda migliori?
Tra gli spot più belli, uno si trova a circa un’ora a nord di Aix-en-Provence, dove decine di campi di lavanda si dispiegano sulle colline del Plateau di Valensole. Tuttavia, se volete godervi appieno questo periodo, dovete dirigervi nella città di Sault dove viene organizzato il festival della lavanda: qui i campi dalle tonalità viola appaiono infiniti e sognanti.
Per ottenere lo scatto fotografico da cartolina, invece, dovete andare a Notre-Dame de Sénanque dove un’abbazia del XII secolo è circondata da file e file di lavanda. Essendo una location molto gettonata, può risultare particolarmente affollata durante l’alta stagione, per questo vi consigliamo di visitarla di prima mattina.
Fonte: iStockL’Abbazia di Senanque e i suoi campi di lavanda
I parchi naturali
Non solo borghi, località balneari e campi di lavanda, questa regione della Francia conquista anche con il suo lato più selvaggio che può essere scoperto attraverso i tanti parchi naturali. Uno dei più belli è sicuramente il Parco naturale dei Calanchi, situato alle porte di Marsiglia.
Questa è una vera e propria oasi di pace e natura ricca di flora, fauna e calette nascoste. Le Calanques lungo la costa sono tante e tra le migliori citiamo Calanque de Sormiou e Calanque de Morgiou. Potete visitare il parco in diversi modi, optando per avventure sportive come trekking, arrampicata o kayak, oppure partecipando a un comodo tour in barca.
Un altro scenario unico è offerto dal Colorado di Rustrel, situato nel cuore del Lubéron, a due passi dal villaggio omonimo. Con i suoi grandi massicci color ocra ricorda i paesaggi del Grand Canyon e vi permetterà di camminare in una meraviglia che, seppur bellissima, non è proprio naturale: questa, infatti, è stata modellata dalla mano dell’uomo sfruttando le cave.
L’interno della Provenza è uno scrigno di tesori naturali. Uno di questi è rappresentato dalle gole del Verdon, considerate il canyon più grande d’Europa. Qui potete percorrere strade panoramiche spettacolari come la Route des Gorges e la Route de la Corniche Sublime, fare sport acquatici, trekking e arrampicate o visitare antichi borghi come Moustiers-Sainte-Marie, il villaggio divenuto famoso nel XVII secolo grazie alle sue manifatture in ceramica destinate alla nobiltà francese.
Impossibile chiudere questo paragrafo sui parchi naturali senza citare il territorio di Camargue, un lembo di terra dove sabbia, paludi, stagni e risaie ospitano animali meravigliosi come fenicotteri rosa, tori indomiti e cavalli bianchi. Sembra un vero paradiso incontaminato, vero? E nella realtà lo è: questa zona conquista con il suo animo selvaggio, dove gli abitanti tramandano di generazione in generazione antichi usi e costumi. In particolare, qui troverete i guardians (i butteri) col cappello di feltro nero, camicia a fiori e foulard al collo e gitani con la chitarra in mano. Siamo lontani dalla raffinata eleganza dei borghi costieri, ma la Provenza è anche questa, dove la vita scorre in base ai ritmi della natura.
Fonte: iStockGole del Verdon
Non solo borghi: le città della Provenza
Fa parte della Provenza, ma possiede un carattere e una personalità tutta sua: stiamo parlando di Marsiglia, una città affascinante dall’anima marinara che conquista con la sua vivacità e con le tante cose da fare e da vedere, anche solo per un weekend. In particolare, a renderla unica è la sua atmosfera multietnica.Grazie alla presenza del porto, oggi meta imperdibile per chiunque visiti la città, nei secoli ha visto arrivare persone provenienti da ogni parte del mondo. Durante i suoi 2600 anni di storia, qui sono arrivati Greci, Romani, ebrei, armeni, italiani, corsi, spagnoli, pieds noir, ovvero nordafricani, magrebini, vietnamiti, cambogiani, comoriani, abitanti delle Antille, di Réunion e turchi.
Se avete un solo giorno per visitare Marsiglia, noi consigliamo di fare tappa a Notre Dame de la Garde, la chiesa che veglia su tutta la città, il castello di Château d’If, diventato celebre grazie al romanzo “Il conte di Montecristo” di Alexandre Dumas padre, Le Panier, il quartiere più antico della città, e il Palazzo Longchamp, un capolavoro del 1800.
Un’altra città di grande importanza storica è Avignone, contraddistinta da una particolare atmosfera medievale e conosciuta come la Città dei Papi. Questo perché fu per quasi un secolo sede della corte papale fino allo scisma del 1377: qui regnarono ben nove papi, ognuno dei quali ampliò e abbellì il suo grandioso palazzo papale, oggi simbolo della città. Se invece sono i profumi ad attirarvi, allora è Grasse la meta da inserire nel vostro itinerario.
Qui l’arte della profumeria è stata riconosciuta Patrimonio UNESCO nel 2018 e potete scoprirla intraprendendo un viaggio tra le stradine della cittadina, decorata con davanzali fioriti e piccole botteghe, o visitando i campi dove, da generazioni, le famiglie locali coltivano i fiori destinati alla creazione delle fragranze più amate.
Infine, se è il lusso e le celebrità che state cercando, Cannes vi aspetta con la sua atmosfera maestosa ed elegante, soprattutto durante il Festival Internazionale del Cinema.
Quando andare in Provenza
Scegliere il periodo giusto per andare in Provenza è molto importante perché vi permetterà di fare esperienza di questa regione in modo diverso a seconda soprattutto dei vostri interessi. Chi vuole visitare i campi di lavanda, per esempio, dovrà organizzare il proprio viaggio allo sbocciare dell’estate.
In generale, il periodo migliore per visitare la Provenza è la primavera (da marzo a maggio) o l’autunno (da settembre a novembre) quando le temperature sono miti e non si contribuisce all’overtourism che sta affliggendo questa regione francese negli ultimi anni.
Siamo consapevoli che la Provenza è famosa anche e soprattutto per i suoi campi di lavanda. Questi iniziano a fiorire a partire da metà giugno quindi, se volete ammirarli in tutta la loro bellezza, dovrete pianificare il viaggio tra fine giugno e luglio. In questo periodo, inoltre, tanti borghi organizzano feste dedicate alla lavanda, permettendo ai visitatori di immergersi totalmente nell’atmosfera speciale di questo periodo.
D’estate, invece, le temperature sono elevate e, seppur perfette per godersi la costa, diventano sinonimo di folla e costi elevati. Chi non è interessato al mare, può valutare di visitare la Provenza in autunno: in questo periodo la natura si mostra al meglio nelle vesti del foliage e le temperature, ancora non troppo fredde, vi permetteranno di scoprire la bellezza dei parchi naturali.
Infine arriviamo all’inverno, dove le temperature fredde e le Alpi diventano lo scenario ideale per chi ama sciare e vuole godersi i mercatini di Natale all’interno dei borghi più belli.
I profili dei cipressi, morbide colline, acque termali e buon vino. Gli ingredienti per una giornata ideale in Toscana si trovano tutti a Bagno Vignoni, un piccolissimo borgo in Val d’Orcia, nel sud della Toscana.
Una destinazione ideale nelle giornate ancora non troppo fredde dell’autunno dell’Italia centrale, un periodo speciale per visitare i tanti borghi pieni di bellezza che popolano questo pezzo di Belpaese.
Infatti, la cosiddetta estate di San Martino, quel breve periodo di caldo e bel tempo che si verifica in autunno, è il periodo migliore dell’anno per visitare Bagno Vignoni, una piccola frazione famosa e frequentata in estate, ma che dà il meglio di sé quando le temperature si abbassano e il borgo offre visioni, colori e sapori meno conosciuti e consueti.
Dove si trova Bagno Vignoni e come arrivare
Bagno Vignoni è una frazione del comune di San Quirico d’Orcia, in provincia di Siena. Si trova in piena Val d’Orcia, un territorio di campagna a sud di Siena e a nord del monte Amiata che è paradigmatico dell’iconografia della campagna toscana, con le morbide colline pettinate dalle vigne e i profili allungati dei cipressi che si stagliano contro l’orizzonte.
Fonte: iStockGli splendidi panorami della Val d’Orcia
Nel 2004 la Val d’Orcia è stata inserita tra i Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO per le sue straordinarie caratteristiche ambientali e paesaggistiche.
Il borgo di Bagno Vignoni, bagnato da calde acque termali, sorge su una delle colline descritte in precedenza.
Ci si arriva percorrendo la Strada statale 2, che ricalca una parte del tracciato dell’antica via Cassia, la strada consolare romana che collegava Firenze a Roma.
In epoca romana la via Cassia, però, passava per Arezzo e non per Siena, come fa invece la lunga lingua d’asfalto odierna. Da Siena la statale numero 2 tocca borghi affascinanti come Monteroni d’Arbia e Buonconvento, mentre provenendo da sud si incontra Radicofani, con la sua maestosa fortezza.
Nei pressi dell’attraversamento del fiume Orcia si lascia la Cassia per imboccare la strada che, con la dolce pendenza di un viale decorato da cipressi e ginestre, porta in qualche curva alle porte di Bagno Vignoni. L’ingresso nel borgo è vietato alle auto, ma ampi parcheggi accolgono i visitatori nelle vicinanze del centro.
Cosa fare e cosa vedere in una giornata a Bagno Vignoni
Bagno Vignoni non è esattamente una metropoli: l’ultimo censimento ha stimato il suo numero di abitanti fissi intorno ai 30. Tutto il borgo si aggrappa intorno alla Piazza delle Sorgenti, un luogo magico le cui origini mettono radici nei meandri della Storia, con la “S” maiuscola: qui un insediamento e lo sfruttamento delle acque termali risale agli Etruschi, prima, e ai Romani, poi.
Fonte: iStockPiazza delle Sorgenti a Bagno Vignoni
Piazza delle Sorgenti è un ampio rettangolo circondato ai quattro lati da edifici di pietra, con al centro una grande piscina d’acqua termale, costruita nel Cinquecento. Attorno al grande bacino, costruito sopra sorgenti sulfuree, si svolge l’intera vita del borgo: negli eleganti edifici gentilizi adibiti a ristoranti e bar, nella vicina Chiesa di San Giovanni Battista, nel loggiato antistante. In quella grande vasca al centro della piazza hanno fatto il bagno Papi, granduchi, signori e signore della Toscana medioevale, ma anche, in tempi più recenti, il visionario regista russo Andrej Tarkovskij, che qui ambientò il suo film Nostalghia, nel 1982.
A chi oggi visita il paese, invece, non toccherà il dono di immergersi nella grande vasca rettangolare, alimentata dalle sorgenti di Bagno Vignoni. I turisti contemporanei devono accontentarsi di lasciare il luogo fulcro del paese e recarsi appena fuori, al Parco dei Mulini. Qui, l’acqua termale proveniente dalle sorgenti e dalla vasca in piazza continua a scorrere in piccoli rivoli e canali, intorno ad alcuni ruderi di mulini.
Qui è possibile togliersi le carpe e immergere i piedi nei rivoli di acqua sulfurea, godendosi la vista sulle colline circostanti. Una attività ideale per una visita autunnale, quando il rosso e il giallo lasciati sul terreno dai minerali presenti nell’acqua termale si combinano con i medesimi colori delle colline che si stendono placidamente a perdita d’occhio.
La vasca di acqua termale più grande e più ampia si trova in realtà diverse decine di metri più in basso rispetto al Parco dei Mulini. Per raggiungerla si può percorrere il sentiero che dal bivio della via Cassia porta allo stabilimento termale libero. Qui una stretta e lunga vasca d’acqua termale che arriva fino alla vita è pronta ad accogliere un momento di ristoro.
Bagno Vignoni nella Storia
Le acque termali di Bagno Vignoni hanno attratto visitatori di ogni sorta per duemila anni. Ci sono testimonianze che certificano l’utilizzo delle sorgenti benefiche del borgo fin dai tempi dei romani, come testimonia peraltro una incisione su una delle pietre in travertino in Piazza delle Sorgenti.
Le terme di Bagno Vignoni erano allora un luogo di culto, dove sorgeva un piccolo tempietto dedicato alle ninfe.
Il nome del borgo, però, è medioevale e deriva dal castello Vignoni, un fortilizio del IX secolo oggi in rovina ma che ancora domina il paese.
Nel medioevo la copiosa portata delle sorgenti fu la fortuna del borgo: in una zona dove le acque del fiume Orcia, che scorre in fondo alla valle, hanno carattere stagionale e spesso durante l’estate sono pressoché assenti, avere una sorgente perenne, seppur d’acqua termale, che consentiva di continuare a far girare le ruote dei mulini consentì a Bagno Vignoni di mantenere una grande importanza strategica.
Fonte: Lorenzo CalamaiPer le vie di Bagno Vignoni
I bagni termali, intanto, erano già pienamente attivi da prima del Duecento, come testimonia un documento della seconda metà del secolo. Alcune fonti trecentesche, inoltre, danno alla Piazza delle Sorgenti una forma già simile a quella odierna, con la vasca separata da una zona per gli uomini e una per le donne.
Pare che nel corso dei decenni i bagni termali del borgo siano stati frequentati da Lorenzo de’ Medici, da Santa Caterina da Siena e da Enea Silvio Piccolomini, poi papa Pio II. La notorietà della bellezza del luogo e della salubrità delle sue acque travalicò anche i confini italiani, divenendo un borgo rinomato in tutta Europa.
Una celebrità che in tempi moderni si è trasformata in un grande richiamo turistico, che ha subito una nuova accelerata negli ultimi anni. Anche per questo i mesi autunnali sono il momento migliore per visitare Bagno Vignoni e godere pienamente di questa piccola gemma che brilla nel prezioso portagioie che è la Val d’Orcia.
Eguisheim è un piccolo borgo francese che conta poco più di 1500 abitanti che si trova in Alsazia, nel Nord Ovest della Francia, a pochi chilometri dalla più famosa Colmar, una cittadina di 70mila abitanti tra le mete più visitate della regione. Il villaggio di Eguisheim è considerato uno dei più affascinanti della Francia ed è infatti stato spesso premiato come il “più bel villaggio della Francia”, per via dell’incanto che suscita nei visitatori con le sue case a graticcio, le stradine acciottolate e l’atmosfera fiabesca che lo caratterizza. Se vi trovate a visitare l’Alsazia, dedicare una giornata a esplorare Eguisheim vi regalerà un’esperienza indimenticabile, tra storia, architettura e sapori locali.
Oltre a essere inserito nella lista dei borghi più belli di Francia, però, Eguisheim ha ottenuto numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali. Molti sono legati al vino prodotto nei vigneti sulle colline circostanti e alle sue coltivazioni di fiori che non mancano mai alle finestre delle case a graticcio. Poiché Eguisheim è molto piccolo, il turista ha l’impressione di essere entrato in un parco a tema. Invece non è così: si tratta di un vero e proprio villaggio abitato da vere persone e non da folletti e fatine.
Cosa vedere in un giorno a Eguisheim
Passeggiare per le vie del villaggio in Francia vi farà sentire come se foste tornati indietro nel tempo. Le case color pastello, decorate con fiori, sono un tratto distintivo di Eguisheim. Il villaggio ha una struttura circolare unica, e percorrere la sua via principale, Rue des Remparts, vi condurrà in un percorso ad anello attorno alle mura medievali. Uno dei luoghi da non perdere è sicuramente la Piazza del Castello, dove si erge la fontana centrale e la suggestiva chiesa di San Pietro e Paolo. Qui potrete ammirare anche la statua di papa Leone IX, nativo proprio di Eguisheim: questa piazza è il cuore della città vecchia, passeggiando a piedi si possono ammirare belle case rinascimentali e il Castello dei Conti di Eguisheim dove nacque Papa Leone IX. La fontana di papa Leone IX, tra l’altro, è una delle più grandi dell’Alsazia.
Fonte: iStockLa fontana di Papa Leone IX a Eguisheim
Un altro punto di interesse è, come sopracitato, il castello dei Conti d’Eguisheim. Nel Medioevo la necessità di difendersi ha reso fondamentale la costruzione di una cinta muraria a doppia parete attorno al villaggio e al suo castello. Oggi, invece, il castello è circondato da un recinto ottagonale del XIII secolo. Le stanze, invece, sono utilizzate per mostre ed eventi.
La cappella è stata costruita sul sito del vecchio mastio del castello, in stile neoromanico. Dalla metà del XVI secolo molte case sono state costruite appoggiate contro queste alte pareti difensive poste attorno al castello, così che la città appare un anello di case antiche, quasi tutte con il telaio di legno. Pur essendo in parte in rovina, le torri del castello sono ancora imponenti e raccontano la lunga storia di questo luogo, che affonda le radici nel Medioevo.
La chiesa principale si trova nel centro storico di Eguisheim, all’interno delle mura della città. Al suo interno si può ammirare il vecchio portico, con quattro colonne scolpite e un bellissimo timpano. Il portale ospita una scultura di legno policromo d’eccezionale bellezza, chiamata “la Vergine che s’apre”, risalente al XIV secolo e unico esempio di questo tipo in Alsazia.
Salendo verso la parte alta del borgo, potrete godere di una vista panoramica sulla campagna alsaziana, ricca di vigneti e dolci colline. Eguisheim, infatti, si trova al centro della Strada dei Vini d’Alsazia, una delle più celebri regioni vinicole della Francia. Durante la vostra visita, non potete rinunciare a una sosta in una delle tante cantine del villaggio, dove potrete degustare i famosi vini alsaziani, come il Gewürztraminer e il Riesling. Molte di queste cantine si trovano in edifici storici che contribuiscono al fascino del borgo.
Le feste da non perdere a Eguisheim
Oltre alla bellezza architettonica e paesaggistica, Eguisheim è anche un villaggio che vive delle sue tradizioni. Infatti, tre volte l’anno il villaggio alsaziano diventa ancora più pittoresco in occasione delle feste. L’ultimo fine settimana di agosto si svolge la festa del vino per cui Eguisheim è famosa: è la festa più antica di tutta l’Alsazia. A settembre si svolge il festival dei sapori musicali, un connubio di musica e vino. A dicembre l’appuntamento è con il mercatino di Natale, che rende ancora più magico questo villeggio delle favole. In tutte queste tre occasioni, le stradine di Eguisheim si riempiono di bancarelle, musica e profumi che raccontano la storia e la cultura dell’Alsazia. Gli artigiani locali espongono le loro creazioni e potrete trovare prodotti tipici della zona, come i famosi bretzel o i biscotti alsaziani, da portare con voi come ricordo.
Fonte: iStockLa piazza principale di Eguisheim
Al termine della vostra visita, prendetevi un momento per rilassarvi in uno dei tanti caffè che punteggiano il villaggio. Qui potrete assaporare una fetta di kougelhopf, un dolce tipico alsaziano, mentre vi godete la tranquillità di questo angolo di paradiso fiabesco. Se amate l’arte e la fotografia, Eguisheim offre innumerevoli scorci da catturare: le sue stradine deliziose, le facciate delle case che sembrano uscite da una fiaba, le finestre adornate di fiori e le antiche insegne delle botteghe saranno lo scenario perfetto per ricordi indimenticabili da immortalare per sempre.
Parte il 22 settembre il treno storico con la locomotiva a vapore che porta i viaggiatori alla scoperta del territorio della Val Sesia, in Piemonte, dei suoi vigneti e della centenaria tradizione delle vendemmia.
Cosa comprende il viaggio
I partecipanti vivranno un’intera giornata all’aria aperta, con una passeggiata tra i vigneti su un percorso in parte asfaltato e in parte sterrato (è disponibile un servizio navetta per chi avesse difficoltà, con obbligo di segnalarlo in fase di prenotazione), un pranzo del contadino in collina a base di prodotti tipici, la pigiatura dell’uva, la visita a chiese e ad altri palazzi del paese di Sizzano, situato ai piedi di 12 colline degradanti verso il fiume Sesia, che ospita l’evento “Benvenuta vendemmia”.
L’Italia, si sa, è un Paese dove il vino è buono, altroché: i nostri vigneti, da Nord a Sud, sono rinomati in tutto il mondo per le eccellenze che produciamo ed esportiamo internazionalmente, dal Barolo al Chianti, dall’Amarone al Franciacorta (ma la scuderia italiana ha molti altri cavalli di battaglia!).
Ecco perché, ovviamente, nel Paese sono numerose le sagre enogastronomiche che hanno per protagonista proprio il vino, nettare degli dei: soprattutto, da citare, nel periodo autunnale che è quello appena successivo alla vendemmia. Ecco alcune delle sagre dedicate al vino più belle e da non perdere in Italia da settembre a novembre.
Alla scoperta delle cantine di Morbegno
Le strette stradine della splendida Morbegno (Sondrio) si animano tra la fontana di piazzetta Marconi e la via San Marco, per regalarvi un’immersione nei sapori della Valtellina, alla scoperta delle cantine più suggestive della zona. Si tratta infatti di un evento esclusivo: Morbegno in Cantina porterà i visitatori a scoprire le cantine sotterranee tradizionali, prima di sorseggiare un calice presso i verdi giardini del settecentesco Palazzo Malacrida. Vi abbiamo convinto? L’evento in provincia di Sondrio a Morbegno vi aspetta nei weekend del 28 e 29 settembre, 5 e 6 ottobre e 12 e 13 ottobre.
Gustando un Vermouth ad Asti
Originario della fine dell’Ottocento e nato a Torino, il Vermouth vi dà appuntamento il prossimo martedì 10 e mercoledì 11 settembre ad Asti con l’evento “L’Ora del Vermouth®”. Si tratta di un’occasione per celebrare questo protagonista indiscusso dell’aperitivo italiano, che prevederà una serie di eventi e talk dedicati a temi attuali del panorama politico ed economico italiano, nonché la presenza di vari ospiti (tra cui alcuni autori che presenteranno le loro ultime uscite letterarie) e, naturalmente, tema centrale sarà il mondo enologico del territorio di Asti.
La Festa dell’Uva di Cerreto d’Esi a Camerano
Dal 14 al 17 settembre a Camerano (Ancona), il vino sarà celebrato ancora una volta, come da trent’anni a questa parte, con una sagra in cui i partecipanti potranno deliziare il loro palato con le prelibatezze tipiche marchigiane e le migliori etichette vinicole del territorio. Alla Festa dell’Uva di Cerreto d’Esi a Camerano sarà anche possibile visitare le grotte sotterranee di Camerano e partecipare alla sorprendente (e divertente) pigiatura dell’uva.
Barbera d’Asti Wine Festival
Primissima edizione per questo evento nel cuore del Monferrato: il Barbera d’Asti Wine Festival si terrà dal 6 al 15 settembre, con un programma volto alla celebrazione dei vini di eccellenza del territorio che prevederà anche incontri a tema culturale e artistico.
Protagonista di questi giorni sarà comunque la tradizione vinicola locale: nel corso di questo speciale festival dedicato al Barbera d’Asti, gli ospiti potranno anche intrattenersi con momenti musicali e degustazioni guidate.
La Festa in Cantina a Santo Stefano Belbo
Ogni weekend del mese di settembre, la tradizione della vendemmia prende vita alla Cascina Fontanette per La Festa in Cantina: in provincia di Cuneo, a Santo Stefano Belbo i partecipanti all’evento potranno intrattenersi tra diverse attività didattiche, degustazioni di vini locali e piatti tipici. Inoltre, sarà anche possibile guardare più da vicino le fasi della produzione vinicola sperimentando quella della pigiatura, o prendendo parte a una visita guidata in cantina e nelle vigne. A seguire, dulcis in fundo, un pranzo o una cena a base di vino e piatti tradizionali.
Cantine aperte a Varignana
In provincia di Bologna, proprio tra le verdi colline bolognesi, il 15 settembre, per celebrare la vendemmia, sarà possibile immergersi nella natura locale e scoprire la tradizione dei vini Palazzo di Varignana. Durante questa domenica, i partecipanti assisteranno al ciclo produttivo del vino, a partire dalla fase di raccolta dell’uva fino alla degustazione del prodotto in calice.
Inoltre, sia grandi che piccini potranno mettere le mani in vigna, guidati dai più esperti vignaioli.
Festival Franciacorta in Cantina
In provincia di Brescia, torna il Festival Franciacorta in Cantina: nei giorni del 13, 14 e 15 settembre, le cantine del territorio accoglieranno i visitatori per degustazioni enogastromiche e altre attività outdoor. Sarà infatti possibile fare passeggiate al tramonto tra le vigne, anche in compagnia dei fedeli amici a quattro zampe, nonché fare tour a galoppo o in bicicletta. Su sito ufficiale franciacorta.wine è possibile consultare l’elenco completo delle cantine aderenti al festival.
Fonte: iStockUn brindisi tra le vigne della Franciacorta
Weekend tra le vigne a Casa Valdo a Conegliano Valdobbiadene
Cantina Valdo è una delle cantine che hanno letteralmente fatto la storia del Prosecco Superiore, posta proprio tar quelle colline ormai Patrimonio Unesco: nel cuore del territorio di Conegliano Valdobbiadene, vi aspetta un emozionante e intrigante weekend d’autunno a spasso tra le vigne.
La cantina Casa Valdo, infatti, accoglie i visitatori all’interno di un suggestivo podere restaurato, originario dell’Ottocento dove sembra che addirittura vi soggiornò lo stesso Napoleone. Casa Valdo si occupa dal 1926 alla produzione di spumanti e del Prosecco Superiore di Valdobbiadene.
In questa accogliente e romantica country house, i viaggiatori possono soggiornare in una delle sei camere con vista esclusiva sugli storici vigneti del Prosecco, nonché intrattenersi prendendo parte ai vari eventi organizzati in autunno nella zona, tra cui il Prosecco Cycling e il Valdobbiadene Jazz.
Gli splendidi paesaggi vitivinicoli del Piemonte, inseriti nella lista dei Patrimoni Mondiali dell’Umanità dall’UNESCO, offrono numerosi itinerari per gli amanti della natura e del buon vino. Sono, in particolar modo, le colline del Barbaresco a regalare una vera e propria full immersion tra i vigneti, alla scoperta di due borghi incredibilmente belli che sorgono nel cuore di una terra baciata dal sole e ricca di fertili distese. Ecco la meravigliosa camminata tra Barbaresco e Neive, un viaggio assolutamente da non perdere.
Le colline del Barbaresco, una meraviglia
Il Piemonte è una terra fertile, che la coltivazione di numerosi vitigni ha reso celebre in tutto il mondo: le sue colline, distribuite tra Langhe, Roero e Monferrato, hanno fatto di questa regione un prezioso tesoro che oggi viene riconosciuto come Patrimonio Mondiale dell’Umanità da parte dell’UNESCO. Sono ben 6 le aree appartenenti al sito, tra cui quella delle colline del Barbaresco. Comprendente solo due comuni (quello di Barbaresco e quello di Neive), è adagiata lungo la riva destra del fiume Tanaro, su cui i vigneti si affacciano rigogliosi.
Qui si produce un vitigno di altissima qualità, il pregiato Barbaresco: è un rosso a lungo invecchiamento, dal sapore intenso e robusto, con sentori floreali, di noce moscata e di nocciola tostata – un’altra specialità tipica di questa regione. Il paesaggio è poi uno dei più spettacolari del Piemonte, con lunghi filari che risplendono sotto il sole e zone boscose dove perdersi nella natura. Gli appassionati di trekking possono approfittare di questi luoghi meravigliosi per percorrere la Strada Romantica, ben 130 km di camminata tra i vigneti con 11 tappe per scoprire le specialità (sia naturali che culturali) del posto.
L’itinerario tra Barbaresco e Neive
Ma le colline del Barbaresco, in particolare, offrono un breve trekking adatto proprio a tutti, per immergersi nel panorama magnificente di queste terre così rigogliose. Si tratta dell’itinerario che collega i paesi di Barbaresco e Neive, parte di un percorso ad anello ben più lungo – la Bar to Bar (Barbaresco – Barolo) – che si snoda tra i paesaggi delle Langhe e del Roero. Il sentiero cicloescursionistico offre la possibilità di fare trekking o di godersi una bella pedalata nella natura, andando alla scoperta di due borghi incantevoli e dei loro dintorni.
Si parte proprio dal centro storico di Barbaresco, che conserva ancora il suo tipico impianto urbanistico medievale. All’interno della chiesa barocca di San Donato (ormai da tempo sconsacrata), si può visitare l’Enoteca Regionale del Barbaresco, ottimo punto di inizio per questo viaggio tra i vigneti. Esplorato il borgo, con la sua splendida torre medievale che offre una vista spettacolare sulle colline, ecco che ci si può lasciare alle spalle l’abitato e ci si dirige proprio nel bel mezzo dei filari, affrontando una stradina sterrata che si immerge tra vigneti, rose, ciliegi, pioppi e noccioli.
Il percorso continua in questo panorama da sogno, con piccoli dislivelli e lievi difficoltà che sono affrontabili anche con bimbi piccini – un’ottima idea, dunque, per un’escursione autunnale o primaverile in famiglia. Una volta tornati lungo la strada asfaltata, basta seguire le indicazioni per arrivare a Neive, il cui centro storico è un coacervo di viuzze concentriche che conducono alla Torre dell’Orologio. Meritano una visita gli antichi palazzi nobiliari che si affacciano lungo le stradine del paese, un prezioso tesoro architettonico che custodisce un legame profondo con la tradizione vitivinicola piemontese (ad esempio tra le cantine ancora intatte che celano nei sotterranei).