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Perché prenotare un viaggio a Città del Messico nel 2027

Città del Messico è una capitale immensa e stratificata, dove convivono le tracce dell’antica Tenochtitlán, l’architettura coloniale, grandi musei, quartieri storici e una scena culturale in continua evoluzione. Nel 2027 potrebbe esserci un motivo in più per visitarla: il possibile nuovo collegamento diretto da Milano Malpensa.

I nuovi voli dall’Italia

Aeroméxico ha annunciato l’intenzione di avviare dal 2027 una rotta diretta tra Milano Malpensa e Città del Messico, così da rafforzare i legami turistici e commerciali tra Italia e Messico. Il progetto deve ancora ottenere le necessarie approvazioni, ma la compagnia prevede di utilizzare Boeing 787 Dreamliner, già impiegati sui collegamenti a lungo raggio.

L’Italia è un mercato importante per il turismo messicano e si colloca tra le principali nazioni di provenienza dei visitatori internazionali, con una crescita del 13%. Aeroméxico collega già Roma Fiumicino alla capitale messicana, mentre Milano è collegata a Cancún da Neos Air; la nuova rotta da Malpensa offrirebbe quindi un’alternativa diretta per raggiungere Città del Messico dal Nord Italia.

Cosa fare e vedere a Città del Messico nel 2027

Veduta aerea dello skyline di Città del Messico dal Parco Chapultepec
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Suggestiva veduta aerea dello skyline di Città del Messico dal Parco Chapultepec

Il modo migliore per iniziare a scoprire Città del Messico è dal Centro Histórico, cuore della capitale e luogo in cui si incontrano epoche differenti; lo Zócalo, una delle piazze più grandi dell’America Latina, è impreziosito dalla Cattedrale Metropolitana, dal Palacio Nacional e dal Templo Mayor che conserva le testimonianze dell’antica Tenochtitlán ed è affiancato da un museo gestito dall’INAH. Nel quartiere spiccano anche il Palacio de Bellas Artes, il Museo Nacional de Arte e la Torre Latinoamericana, dalla quale osservare la città dall’alto.

Un’altra tappa da non perdere è il Bosque de Chapultepec, uno dei principali poli culturali al cui interno si trovano il Museo Nacional de Antropología, essenziale per conoscere le civiltà mexica, maya, zapoteca, olmeca e di Teotihuacan, e il Castillo de Chapultepec, sede del Museo Nacional de Historia.

Il parco ospita inoltre il Museo de Arte Moderno, il Museo Tamayo, un lago, lo zoo e ampie aree verdi. Per la quantità di attrazioni, Chapultepec merita quasi una giornata di visita e permette di alternare la visita ai musei a una passeggiata in uno dei più grandi spazi verdi della capitale messicana.

Coyoacán offre invece un’atmosfera più tranquilla, ricca di piazze, edifici storici e mercati: da vedere la Casa Azul, il Museo Frida Kahlo, per il quale è meglio prenotare in anticipo e scegliere, se possibile, un giorno feriale. Il quartiere accoglie anche il Museo Anahuacalli, legato a Diego Rivera e dedicato all’arte preispanica: tra Plaza Hidalgo, Jardín Centenario e il Mercado de Coyoacán potete alternare la visita culturale alla scoperta della cucina locale, tra tostadas, quesadillas e succhi freschi.

Tra le esperienze da considerare c’è poi Xochimilco, che racconta il rapporto storico tra la capitale e l’acqua: le trajineras attraversano canali e chinampas, antichi sistemi agricoli della Valle del Messico. Per un’esperienza più tranquilla optate per l’imbarcadero di Cuemanco e partite al mattino, abbinando la visita al Parque Ecológico de Xochimilco o a un tour dedicato alle chinampas e all’agricoltura.

Il calendario del 2027 propone già anche svariati appuntamenti culturali e musicali: dal 19 al 21 febbraio è in programma EDC México, festival di musica elettronica all’Autódromo Hermanos Rodríguez, mentre dal 26 febbraio al 7 marzo il Palacio de Minería sarà sede della Feria Internacional del Libro, con presentazioni, conferenze e incontri culturali.

A marzo sono previsti altri eventi: il 19 marzo i Jungle al Palacio de los Deportes, il 20 marzo Ópera MET: Silent Night all’Auditorio Nacional e il 24 marzo Lavoe Sinfónico, dedicato alla salsa e a Héctor Lavoe.

Il turismo che rigenera: lo yoga tourism traina la crescita dei viaggi benessere

Viaggiare per ritrovare equilibrio, ridurre lo stress e dedicare tempo alla propria crescita personale: è una tendenza sempre più forte nel turismo internazionale. Il turismo yoga si inserisce proprio in questo scenario e si prepara a vivere una nuova fase di espansione, sostenuto dalla crescente domanda di esperienze legate al benessere fisico e mentale.

Secondo una nuova analisi di settore di ResearchAndMarkets, il mercato globale del turismo yoga passerà dai 177,1 miliardi di dollari del 2024 ai 222,5 miliardi previsti entro il 2030, con una crescita media annua del 3,9%.

Il fenomeno riflette un cambiamento nelle abitudini dei viaggiatori, sempre più interessati a vacanze capaci di andare oltre la semplice scoperta di una destinazione. I ritiri yoga, infatti, uniscono attività fisica, rilassamento, spiritualità e immersione culturale, trasformando il viaggio in un’occasione di rigenerazione.

Ritiri yoga e benessere conquistano i viaggiatori

La crescita del turismo yoga è strettamente legata all’espansione del più ampio settore dei viaggi dedicati al benessere e alla spiritualità. Sempre più persone scelgono soggiorni organizzati intorno alla ricerca dell’equilibrio e alla necessità di staccare dalla quotidianità. I ritiri diventano così esperienze strutturate, nelle quali lezioni di yoga e pratiche dedicate alla consapevolezza possono affiancarsi alla scoperta del territorio e alla dimensione spirituale.

A sostenere il mercato contribuisce anche il wellness aziendale. Le imprese investono infatti in ritiri dedicati al benessere dei dipendenti, considerandoli strumenti utili per favorire produttività, coinvolgimento e fidelizzazione. Una domanda che apre nuove opportunità per operatori specializzati e destinazioni già note per la loro offerta wellness.

Anche i social media hanno accelerato la diffusione del fenomeno. Influencer e personaggi pubblici hanno contribuito a rendere i ritiri yoga esperienze desiderabili, mentre le piattaforme digitali permettono agli operatori di intercettare viaggiatori provenienti da ogni parte del mondo.

Il mercato cresce tra viaggi al femminile e nuove destinazioni

Un ruolo importante è quello dei viaggi in solitaria, soprattutto tra le donne, che trovano nei ritiri strutturati occasioni di socialità, sicurezza e crescita personale. Il segmento femminile resta infatti dominante e dovrebbe raggiungere i 145,7 miliardi di dollari entro il 2030, con un CAGR (tasso di crescita annuo composto) del 3,2%. Il mercato maschile, pur partendo da dimensioni inferiori, è invece destinato a crescere più rapidamente, con un tasso annuo previsto del 5,3%.

Sul fronte geografico, gli Stati Uniti rappresentano il principale mercato, con un valore di 48,2 miliardi di dollari nel 2024. Tra le realtà in maggiore crescita spicca invece la Cina, che potrebbe raggiungere i 44,7 miliardi di dollari entro il 2030, sostenuta da un CAGR del 7%. Anche Giappone, Canada, Germania e diverse aree dell’Asia-Pacifico, dell’America Latina, del Medio Oriente e dell’Africa mostrano prospettive positive.

Nei prossimi anni, l’accesso digitale, le piattaforme di prenotazione e una progettazione sempre più diversificata dei ritiri potrebbero rafforzare ulteriormente il settore. Il turismo yoga si prepara così a diventare uno dei protagonisti della trasformazione dei viaggi benessere fino alla fine del decennio, dove partire significa sempre più anche ritrovare sé stessi e rallentare.

Vacanze senza fretta, le 15 migliori destinazioni europee (sorprendenti) dove staccare davvero

Dimenticare la sveglia presto al mattino per sfruttare più ore possibili, lasciare a casa gli itinerari pieni di mete e concedersi qualche ora senza guardare l’orologio e lo smartphone. È questa la filosofia della stillcation, una nuova tendenza di viaggio che mette al centro il riposo, il contatto con la natura e la possibilità di rallentare davvero il ritmo, lasciando spazio a un’esperienza di viaggio meno programmata e più contemplativa.

A individuare le destinazioni europee più adatte a questo tipo di vacanza è stata Inghams Walking, che ha analizzato quasi 100 località sulla base di sei parametri: quantità di sentieri escursionistici, qualità dell’aria, ricchezza del canto degli uccelli, possibilità di osservare il cielo stellato, densità della popolazione e copertura forestale. Il risultato dell’analisi è una classifica che premia 15 mete composte da luoghi principalmente poco urbanizzati e dove il silenzio, i paesaggi naturali e le attività all’aria aperta diventano parte integrante dell’esperienza di viaggio. Tra le prime posizioni della graduatoria c’è anche una destinazione italiana apprezzata in tutto il mondo.

Wester Ross è la meta perfetta per rallentare

A conquistare il primo posto della classifica è Wester Ross, regione delle Highlands nord-occidentali della Scozia, dove la natura domina incontrastata. Qui gli scenari sono composti da montagne, laghi marini e coste selvagge: il luogo ideale per chi cerca di allontanarsi dal turismo più frenetico ritrovando finalmente un ritmo più lento.

Qui la densità abitativa è bassissima: solo 1,6 persone per chilometro quadrato. Proprio per questo è facile, in questa parte della Scozia, lasciarsi alle spalle il rumore e la folla delle località più abitate.

Anche il cielo contribuisce a percepire una certa sensazione di isolamento: i bassi livelli di inquinamento luminoso rendono infatti Wester Ross particolarmente interessante per chi ama osservare le stelle, mentre la natura offre numerose occasioni per entrare in contatto con la fauna locale. A rendere l’esperienza ancora più particolare è poi la cultura locale, con la tradizione del crofting, l’agricoltura tipica delle Highlands, e la musica gaelica.

Le Dolomiti tra le mete top per una stillcation

Nella classifica delle migliori 15 destinazioni per una vacanza lenta alla ricerca della pace c’è anche una perla italiana amata in tutto il mondo: le Dolomiti, che si aggiudicano il quinto posto, dimostrando il loro valore per un viaggio lontano dalla frenesia. Qui il paesaggio invita a camminare, fermarsi e osservare, con una rete di sentieri che permette di esplorare vallate, boschi e panorami splendidi senza necessariamente seguire un programma serrato.

La classifica premia proprio questo tipo di esperienza: non una destinazione dove accumulare attrazioni da vedere, ma un luogo in cui la natura diventa l’attività principale della vacanza.

Lago di Carezza, nelle Dolomiti in Trentino-Alto Adige
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Lago di Carezza, nelle Dolomiti in Trentino-Alto Adige

La classifica completa

Dopo Wester Ross, al secondo posto troviamo i Pirenei francesi, parte della grande catena montuosa che si estende per oltre 430 chilometri tra Francia e Spagna. Il loro punto di forza è caratterizzato dai paesaggi sonori naturali, per i quali hanno ottenuto ottimi risultati in graduatoria. Il canto delle sue 319 specie di uccelli (è infatti un’ottima meta per il birdwatching) e i rumori della natura contribuiscono una generale sensazione di quiete che accompagna il viaggio.

Sul terzo gradino del podio sale invece Abisko, un piccolo villaggio della Svezia settentrionale celebre soprattutto per le aurore boreali che offre: da qui si ammirano spettacoli luminosi da settembre ad aprile. È anche un’ottima destinazione per il trekking: ha il punteggio maggiore per la disponibilità di sentieri escursionistici, che permettono di esplorare il territorio in tranquillità senza un programma predefinito da seguire. In fondo, è proprio questa l’anima della stillcation: non avere nulla da spuntare da una lista, ma soltanto un sentiero, un paesaggio e tutto il tempo necessario per goderseli.

Tra le altre destinazioni in classifica troviamo inoltre la Valle dell’Engadina (Svizzera), con i suoi paesaggi alpini e i laghi cristallini, ma anche i Picos de Europa (Spagna), che offrono gole, montagne e percorsi selvaggi. Non mancano le Ebridi Esterne (Scozia), dove a dominare sono coste e spiagge incontaminate, la Corsica (Francia), un mix di montagne e mare lontano dalla folla, Gotland (Svezia), dalle atmosfere tranquille sulla costa e Kitzbühel (Austria) immerso tra natura alpina e villaggi eleganti.

Kranjska Gora (Slovenia), inoltre, è ideale per chi cerca boschi, montagne e aria pura, mentre St Anton (Austria) conquista per i suoi scenari alpini, Scania (Svezia) per le campagne e le coste tranquille, Bled (Slovenia) per il celebre lago circondato dalle montagne. Infine, Neustift im Stubaital (Austria) conquista con bellissimi paesaggi della valle alpina.

Ecco le 15 destinazioni europee migliori per una vacanza lenta, con il punteggio ottenuto da ciascuna località (su 100 punti totali):

  1. Wester Ross (Scozia): 44,74 punti;
  2. Pirenei francesi (Francia): 41,20 punti;
  3. Abisko (Svezia): 40,86 punti;
  4. Valle dell’Engadina (Svizzera): 39,44 punti;
  5. Dolomiti (Italia): 39,20 punti;
  6. Picos de Europa (Spagna): 39,05 punti;
  7. Ebridi Esterne (Scozia): 38,96 punti;
  8. Corsica (Francia): 38,18 punti;
  9. Gotland (Svezia): 37,95 punti;
  10. Kitzbühel (Austria): 36,86 punti;
  11. Kranjska Gora (Slovenia): 36,38 punti;
  12. St Anton (Austria): 36,32 punti;
  13. Scania (Svezia) – 35,05 punti;
  14. Bled (Slovenia): 33,80 punti;
  15. Neustift im Stubaital (Austria): 33,65 punti.

75 musei aperti di notte per scoprire il lato crime di Berlino

Berlino è una città che non ha bisogno di pretesti per essere visitata, ma sabato 29 agosto 2026 ne offrirà uno insolito: per una notte infatti, 75 musei, sale espositive, planetari e luoghi della memoria resteranno aperti fino a tardi e trasformeranno la capitale tedesca in un itinerario culturale dedicato al mistero e ai delitti.

Torna infatti la Lunga Notte dei Musei di Berlino, giunta alla 44ª edizione, con un tema perfetto per esplorare una metropoli dalle mille vite: “Crime in Berlin”. Dalle 18 alle 2, sarà possibile scegliere tra circa 750 appuntamenti dedicati a gialli storici, furti d’arte, archivi segreti, casi criminali e percorsi interattivi.

Con un unico biglietto, a partire da 23 euro e comprensivo delle navette, l’evento diventa un’occasione originale per organizzare un city break di fine estate e scoprire Berlino da una prospettiva inedita.

Una notte nel lato oscuro della cultura berlinese

La Lunga Notte dei Musei è uno degli appuntamenti culturali più attesi di Berlino e richiama ogni anno circa 50.000 persone. Per una sera, le istituzioni partecipanti prolungano gli orari e propongono tour, workshop, concerti, letture, conferenze, spettacoli e dj set.

Nel 2026 il tema del crimine attraverserà collezioni e luoghi molto differenti: il pubblico potrà ascoltare storie di omicidi misteriosi, seguire vicende legate alla criminalità e ai furti d’arte, oppure partecipare a esperienze interattive.

Al Museo per la Comunicazione, ad esempio, sarà possibile affrontare un caso investigativo interattivo in stile *escape case*, seguendo indizi e cercando di risolvere un mistero mentre il Samurai Museum proporrà un percorso dedicato al rapporto tra Hollywood e il delitto, collegando cultura popolare, cinema e immaginario criminale.

Uno dei luoghi più significativi sarà poi l’ex Stasi-Zentrale, dove si potrà entrare in contatto con archivi e dossier della polizia politica e il tema del “crime” incontrerà la storia della Germania dell’Est e i suoi sistemi di controllo e sorveglianza.

Al Museo degli strumenti musicali, invece, concerti e performance ispirati alle atmosfere noir, tra cui il “Tango Noir“, interpreteranno il tema tramite la musica.

750 eventi per scegliere il proprio percorso

I circa 750 appuntamenti distribuiti tra 75 musei rendono impossibile vedere tutto in una sola notte, ma permettono di creare un itinerario personalizzato: si potrà scegliere tra casi criminali, storie inquietanti, furti d’arte e istituzioni di solito lontane dai percorsi turistici più classici.

Accanto ai grandi musei troveranno spazio siti commemorativi, istituzioni dedicate alla storia e alla comunicazione, spazi musicali e altre realtà culturali distribuite nei quartieri di Berlino. Per chi visita la città durante un fine settimana, sarà un modo per concentrare molte esperienze in poche ore e vivere i musei in un’atmosfera insolita.

Informazioni utili

La manifestazione si svolgerà sabato 29 agosto 2026, dalle 18 alle 2. Il biglietto, a partire da 23 euro, consentirà di accedere alle sedi partecipanti e utilizzare le navette dedicate.

Il servizio sarà articolato su quattro linee: rossa verso ovest, gialla verso nord, verde verso est e blu verso sud-est; le navette saranno utili soprattutto per raggiungere i musei fuori da Berlin-Mitte.

Vista l’ampiezza del programma, è consigliabile pianificare in anticipo le tappe: nelle sedi più frequentate potrebbero verificarsi attese, mentre i musei comunicheranno eventuali aggiornamenti tramite i propri canali.

Concerti, dj set, performance e workshop potranno essere seguiti anche senza conoscere il tedesco e molti musei proporranno visite guidate in inglese e, in alcuni casi, in altre lingue.

Apre il museo di George Lucas, tra Star Wars e un ristorante panoramico

Il conto alla rovescia è iniziato: il Lucas Museum of Narrative Art aprirà al pubblico il 22 settembre 2026, portando a Los Angeles un nuovo grande spazio dedicato all’arte narrativa. Nato dalla volontà di George Lucas e Mellody Hobson, il museo sorgerà nell’Exposition Park, una delle aree culturali più importanti della città californiana.

Il progetto architettonico porta la firma di Ma Yansong dello studio MAD, mentre i giardini sono stati affidati a Mia Lehrer dello Studio-MLA. L’obiettivo è creare non soltanto un museo, ma un luogo capace di raccontare il rapporto tra immagini, storie ed esperienza umana. Un concetto particolarmente caro a Lucas, secondo cui le storie rappresentano una forma di mitologia capace di aiutare le persone a comprendere i misteri della vita.

Tornano i treni storici in Campania: viaggi affascinanti tra regge, borghi e paesaggi suggestivi

Dal 6 settembre al 27 dicembre 2026 la Campania torna a viaggiare sui binari del passato con una nuova stagione di treni storici. Sono oltre 30 le corse previste nei fine settimana, pensate per trasformare il viaggio in un’esperienza capace di unire turismo lento, cultura, storia e mobilità sostenibile. L’iniziativa è promossa dalla Regione Campania attraverso ACaMIR (Agenzia Campana per la Mobilità, le Infrastrutture e le Reti), in collaborazione con la Fondazione Ferrovie dello Stato Italiane e gli enti locali.

Il programma attraversa alcuni dei luoghi più interessanti della regione, dalle grandi città d’arte ai siti archeologici, fino ai piccoli borghi dell’entroterra. Per le informazioni definitive su date, orari, tariffe e modalità di prenotazione delle singole corse, arriveranno presto i dettagli ufficiali.

Pietrarsa Express, un viaggio nella storia delle ferrovie

Ad aprire la stagione sarà il Pietrarsa Express, con la prima corsa in programma domenica 6 settembre. Il convoglio storico partirà da Napoli Centrale per raggiungere il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, una delle destinazioni più significative per conoscere la storia delle ferrovie italiane.

Il fascino dell’itinerario sta anche nella possibilità di raggiungere il museo a bordo di un treno d’epoca, rendendo il percorso parte integrante della visita. Un modo suggestivo per riscoprire un luogo legato all’evoluzione del trasporto ferroviario italiano.

Ripartono i treni storici in Campania
Ferrovie dello Stato
A bordo del Pietrarsa Express

Reggia Express, da Napoli alla Reggia di Caserta

La seconda proposta è il Reggia Express, che collegherà Napoli Centrale alla stazione di Caserta a bordo di un convoglio storico. La prima partenza è prevista per domenica 13 settembre.

La particolarità dell’itinerario è la posizione della stazione ferroviaria casertana, situata a breve distanza dal Complesso Vanvitelliano della Reggia di Caserta. Una volta scesi dal treno, sarà quindi possibile raggiungere facilmente uno dei più importanti monumenti della Campania, senza lunghi trasferimenti.

Archeotreno, sulle tracce di Pompei e Paestum

Il patrimonio archeologico sarà protagonista dell’Archeotreno, con partenze da Napoli verso due destinazioni di grande rilevanza: Pompei e Paestum. La prima corsa è fissata per domenica 18 ottobre.

L’idea è quella di facilitare l’accesso a importanti aree archeologiche attraverso un collegamento ferroviario dal forte valore turistico e culturale. Il viaggio diventa così parte dell’esperienza, accompagnando i visitatori verso luoghi che raccontano alcune delle pagine più importanti della storia antica della Campania.

Tornano i treni storici in Campania da settembre
Pixabay
L’Archeotreno della Campania

Ferrovia dell’Irpinia, tra borghi e paesaggi dell’entroterra

Dal 13 settembre il programma si estenderà anche all’Irpinia, con partenze da Avellino lungo la storica Ferrovia dell’Irpinia. Le automotrici d’epoca raggiungeranno borghi come Montella, Lioni, Montemarano, Paternopoli, Taurasi, Cassano Irpino e Sant’Angelo dei Lombardi.

Per rendere più semplice la visita, il viaggio sarà accompagnato da un servizio integrato di bus navetta dalle stazioni verso i centri abitati. Un sistema pensato per valorizzare anche le aree interne e favorire la scoperta di borghi, paesaggi e patrimoni locali.

I biglietti saranno disponibili attraverso i canali Trenitalia (sito, app, biglietteria, distributori automatici) e presso le agenzie di viaggio, ma per conoscere calendario completo e le informazioni delle singole iniziative bisognerà consultare i canali della Fondazione Ferrovie dello Stato Italiane.

Queste sono le crociere più belle del 2026: hanno conquistato il premio più ambito

Dal lusso sulle grandi navi alle spedizioni negli angoli più remoti del pianeta, passando per i fiumi navigabili e per le piccole imbarcazioni, sono stati premiate le migliori esperienze di crociera del 2026, mettendo a confronto alcune delle realtà più apprezzate del settore.

I Virtuoso Cruise Awards 2026 sono stati assegnati a Las Vegas durante la 38ª edizione della Virtuoso Travel Week. I vincitori sono stati scelti sulla base dei voti dei consulenti di viaggio della rete Virtuoso, che hanno valutato fattori come qualità del servizio, innovazione, soddisfazione dei clienti ed esperienza complessiva.

Sono cinque le principali categorie dedicate alle crociere: navi di piccole dimensioni, lusso oceanico, crociere oceaniche contemporanee e premium, crociere fluviali e spedizioni. Ecco chi ha conquistato questi ambiti premi.

Migliore crociera su navi di piccole dimensioni: Aqua Expeditions

A conquistare il riconoscimento per la “migliore esperienza di crociera su navi di piccole dimensioni” è stata Aqua Expeditions, compagnia specializzata in itinerari di nicchia e viaggi lontani dalle rotte più tradizionali.

La sua proposta porta i viaggiatori lungo il Rio delle Amazzoni, in Perù, e sul Mekong, tra Cambogia e Vietnam, ma anche alla scoperta delle coste dell’Indonesia, dal Parco Nazionale di Komodo alle Isole delle Spezie e a Raja Ampat.

La compagnia propone inoltre itinerari spettacolari alle Isole Galápagos, a bordo di un superyacht. Il tratto distintivo è un’esperienza molto personalizzata: le navi offrono un rapporto di un membro dell’equipaggio per ogni ospite, insieme a ristorazione a bordo, escursioni e attività in piccoli gruppi accompagnati da guide specializzate.

Miglior crociera di lusso sull’oceano: Explora Journeys

Il premio per la “migliore esperienza di crociera di lusso sull’oceano” è andato a Explora Journeys, compagnia che punta su un concetto di viaggio più esclusivo e contemporaneo (e che propone anche viaggi con Jannik Sinner). Le sue navi dispongono di 461 suite fronte mare, tutte dotate di terrazza privata, e propongono ben 11 esperienze culinarie differenti.

A rendere particolare l’offerta sono anche gli itinerari, che accostano destinazioni molto conosciute a porti meno battuti, con l’obiettivo di offrire ai passeggeri un’esperienza più legata ai territori visitati. A bordo trovano spazio inoltre tecnologie marine e soluzioni pensate per ridurre l’impatto sull’ambiente.

La nave Explora I di Explora Journeys
Ufficio Stampa
La nave Explora I di Explora Journeys

Migliore crociera oceanica contemporanea e premium: Oceania Cruises

Per la categoria dedicata alla “migliore esperienza di crociera oceanica contemporanea e premium“, Virtuoso ha premiato Oceania Cruises.

La compagnia dispone di sette navi, ciascuna con una capacità massima di 1.250 passeggeri, e propone una rete di itinerari particolarmente ampia: oltre 600 porti in più di 100 Paesi, distribuiti sui sette continenti. Si può scegliere tra viaggi di una settimana e itinerari di oltre 200 giorni, con una proposta che mette al centro soprattutto due elementi: la scoperta delle destinazioni e la cucina. Le esperienze gastronomiche a bordo vengono infatti pensate in relazione ai luoghi visitati, mentre gli itinerari includono sia grandi città sia porti più piccoli e meno conosciuti.

Oceania Cruises in Dominica
Ufficio Stampa
Oceania Cruises in Dominica

Migliore crociera fluviale: AmaWaterways

Il riconoscimento per la “migliore esperienza di crociera fluviale” è andato invece ad AmaWaterways, compagnia a conduzione familiare fondata nel 2002.

Oggi la flotta conta 29 navi, che navigano sui fiumi di Europa, Asia, Africa e Sud America. Il viaggio viene costruito intorno alle destinazioni, con escursioni incluse in ogni porto, cucina basata anche su ingredienti locali e un servizio particolarmente personalizzato. A bordo si trovano inoltre cabine con doppio balcone e programmi dedicati al benessere.

Un dettaglio curioso riguarda proprio la gastronomia: AmaWaterways è l’unica compagnia di crociere fluviali membro de La Chaîne des Rôtisseurs, prestigiosa organizzazione internazionale dedicata alla cultura culinaria.

Migliore crociera di spedizione: National Geographic-Lindblad Expeditions

A chiudere la lista è National Geographic-Lindblad Expeditions, vincitrice nella categoria “migliore esperienza di crociera di spedizione“. Qui il viaggio in nave diventa soprattutto un modo per esplorare alcuni degli ambienti più remoti del pianeta. La compagnia, con una flotta di 24 navi, propone oltre 100 itinerari in più di 70 Paesi e territori, distribuiti in tutti e sette i continenti.

NG Explorer nella Regione di Magellano e dell'Antartide Cilena
Ufficio Stampa
NG Explorer nella Regione di Magellano e dell’Antartide Cilena

A bordo, il viaggio è accompagnato da esperti e naturalisti, con programmi pensati per approfondire la natura, la cultura e gli ecosistemi delle destinazioni raggiunte. Un modo di viaggiare rivolto soprattutto a chi cerca una crociera diversa da quella tradizionale, dove l’esplorazione diventa parte centrale dell’esperienza.

NG Explorer alle Svalbard, in Norvegia
Ufficio Stampa
NG Explorer alle Svalbard, in Norvegia

Giochi del Mediterraneo 2026, un viaggio tra le mete che ospitano le gare

Stasera, venerdì 21 agosto, si alza ufficialmente il sipario sui XX Giochi del Mediterraneo Taranto 2026: la Cerimonia di Apertura è in programma dalle 20 allo Stadio Erasmo Iacovone e sarà trasmessa in diretta su Rai 2.

Ma l’appuntamento sportivo sarà anche un’occasione per scoprire un angolo di Puglia attraverso un itinerario che coinvolgerà 13 Comuni (che saranno sede ufficiale di gara), da Taranto a Lecce, passando per città d’arte, borghi e località affacciate sul mare. Le sedi delle competizioni diventano così tappe di un possibile viaggio, da costruire tra una gara e l’altra.

Taranto, il cuore dei Giochi

È naturalmente Taranto il centro della manifestazione, con numerosi impianti distribuiti in città. Allo Iacovone si disputeranno le gare di calcio, mentre lo stadio Giuseppe Valente ospiterà l’atletica leggera. Al Torre D’Ayala sono in programma nuoto, nuoto pinnato e pallanuoto; al PalaMazzola la pallavolo e la scherma e al PalaRicciardi il pugilato. Il Parco Cimino, sul Mar Piccolo, accoglie la roller marathon, mentre il Centro Nautico Torpediniere è dedicato alla vela, alla canoa e al canottaggio. Tra le altre sedi figurano i Giardini Peripato per il basket 3×3, il Magna Grecia Tennis Center per i tornei di tennis, il Parco del Mediterraneo alla Salinella per il padel e lo skateboard e il circuito urbano di Taranto per il triathlon.

Tra una competizione e l’altra, Taranto, la città dei due mari dove non mancano suggestive leggende, invita a passeggiare nella Città Vecchia, tra vicoli, chiese antiche e palazzi storici, raggiungendo il Castello Aragonese e il Lungomare Vittorio Emanuele III. Da non perdere anche il Ponte Girevole, uno dei simboli della città.

In Piazza Garibaldi, inoltre, il Fan Village sarà aperto fino al 3 settembre, ogni giorno dalle 18 alle 24, con ingresso gratuito.

Giochi del Mediterraneo 2026, le sedi
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Veduta aerea del municipio di Taranto

Da Brindisi alla Valle d’Itria: i luoghi dei Giochi da non perdere

Il viaggio può proseguire verso nord. A Brindisi il calcio si giocherà allo Stadio Franco Fanuzzi e la pallavolo femminile al PalaPentassuglia: fuori dagli impianti vale la pena fare una passeggiata per il centro storico e sul lungomare fino a raggiungere le colonne romane vicino al porto. A Fasano, invece, la pallamano porterà i Giochi nel palazzetto cittadino, offrendo l’occasione di abbinare lo sport al centro storico e alla costa di Savelletri.

A Conversano si disputeranno sempre le partite di pallamano al Pala San Giacomo, a poca distanza dal centro dominato dal castello; Martina Franca ospiterà invece judo, karate e lotta al PalaWojtyla, tra palazzi barocchi e le atmosfere della Valle d’Itria.

Viaggio in Puglia tra le mete che ospitano le gare dei Giochi del Mediterraneo 2026
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Panorama aereo di Brindisi

Gli altri luoghi delle gare: l’itinerario nell’area di Taranto

Più vicino a Taranto, Crispiano, celebre Terra delle 100 Masserie, ospiterà il tiro con l’arco nel nuovo impianto realizzato in zona San Simone, mentre a Francavilla Fontana si potranno abbinare le gare di badminton (Palazzetto dello Sport) e le partite di calcio, maschile e femminile (stadio “Giovanni Paolo II”), alla visita del centro storico.

A Grottaglie, regno della ginnastica artistica e ritmica (Palasport Campitelli), si potrà fare tappa nel quartiere delle ceramiche; Massafra accoglierà il taekwondo al Palazzetto Giovanni Paolo II, tra gravine e chiese rupestri.

Montemesola, il balcone di pietra sul Golfo di Taranto, ospiterà al Palazzetto dello Sport le bocce, mentre all’Horse Club Terra Jonica di San Giorgio Ionico si concentreranno pugilato, sollevamento pesi ed equitazione. Qui da non perdere il parco archeologico-industriale delle Tagghjate, un antico complesso di cave di tufo.

Torricella, infine, con il suo castello Muscettola, sarà la sede ufficiale delle competizioni del tiro a segno (al Palazzetto dello Sport) e del tiro a volo (all’impianto comunale).

I luoghi dei Giochi del Mediterraneo da non perdere
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Tramonto a Grottaglie

Lecce, una tappa tra sport e barocco

A Lecce il programma porterà la pallavolo al Palaventura e il calcio maschile allo Stadio Ettore Giardiniero. Una volta terminata la gara, Lecce offre uno dei volti più scenografici della Puglia tra Piazza Duomo, la Basilica di Santa Croce, l’Anfiteatro Romano e il centro storico, culla del barocco leccese.

Giochi del Mediterraneo 2026 in Puglia
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Rovine dell’Anfiteatro Romano di Lecce

La Palinuro arriva a Taranto: la nave si può visitare

A completare l’esperienza tarantina, in occasione della XX edizione dei Giochi del Mediterraneo, c’è la nave Palinuro, che sarà ormeggiata alla banchina del Castello Aragonese fino al 24 agosto.

Il veliero della Marina Militare sarà visitabile sabato 22 agosto dalle 15 alle 19 e domenica 23 agosto dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 22.

La Francia rischia il sorpasso: questa sarà la meta più visitata al mondo

Se vi siete mai domandati quale sia in assoluto al mondo il Paese più visitato, sappiate che la risposta è stata fino ad adesso “la Francia”. Eppure, questo primato pare avere le ore contate.

La Francia infatti potrebbe perdere entro il 2040 il titolo di Paese più visitato al mondo, lasciando spazio alla Spagna. A prevedere questi dati è un nuovo studio realizzato da Deloitte e Google, che analizza l’evoluzione del turismo internazionale dagli anni Novanta e prova a delineare come cambieranno i flussi turistici nei prossimi quindici anni.

Dal riso alla polenta, dal miele alle nocciole, le sagre e gli eventi folkloristici del weekend del 21-23 agosto 2026 in Italia

Il calendario di agosto continua a essere ricco di appuntamenti enogastronomici in tutta Italia. Dalla Liguria alla Sicilia, sono tantissime le sagre e le feste tradizionali che si svolgono da Nord a Sud d’Italia.

Dal riso alla polenta, dal miele alle nocciole, dalla festa del fieno a quelle patronali, abbiamo selezionato dieci eventi imperdibili che faranno felici tutta la famiglia.

Festival del Riso 2026 a Castel d’Ario (MN)

Dal 22 al 25 agosto 2026, il paese di Castel d’Ario ospita la 14ª edizione del Festival del Riso, nell’ambito della tradizionale Fiera d’agosto: quattro serate dedicate ai sapori del territorio di Mantova, alla convivialità e alla cultura gastronomica locale. Piazza Garibaldi e piazza Castello tornano a riempirsi di tavolate, profumi e visitatori pronti a lasciarsi conquistare da uno dei simboli della cucina mantovana. Il protagonista assoluto è il Concorso di Risotti “Spiga d’Oro”, la sfida culinaria che ogni sera mette a confronto interpretazioni diverse di uno dei piatti più iconici della tradizione. Un’occasione per degustare ricette originali, confrontare sapori e, perché no, eleggere il proprio risotto preferito. Si potranno assaggiare il risotto con zafferano, prosecco e gamberetti, il risotto ai funghi porcini, il tradizionale risotto con Pèssin, il celebre risotto con le rane, autentica specialità della cucina di pianura, il riso con i Saltarei, il classico risotto all’Isolana, il risotto con cacio, pepe e pancetta croccante, il risotto Oro di Sicilia, impreziosito dai sapori mediterranei, e il risotto con radicchio, speck e Monte Veronese.

Sagra della Strazzatella a Guardia Perticara (PZ)

A Guardia Perticara il 20 e 21 agosto si festeggia la Strazzatella, la focaccia che profuma di forno e di tradizione, croccante fuori, morbida dentro, appena sfornata e ancora fumante, nasce dallo stesso impasto del pane e, da secoli, accompagna la vita delle famiglie di uno dei borghi più affascinanti della Basilicata, conosciuto come il paese delle case in pietra. Il 21 agosto la Strazzatella esce dai forni e diventa la regina della tavola. Guardia Perticara le dedica una giornata speciale, invitando visitatori e appassionati a scoprire un prodotto che racchiude tutta la semplicità e la genuinità della cucina lucana.

Sagra delle Sagne Scandrigliesi a Scandriglia (RI)

Venerdì 21 e sabato 22 agosto 2026, appuntamento con la 41^ Sagra delle Sagne Scandrigliesi, una tradizionale sagra storica, la cui prima edizione risale all’86. Attesa e sentita festa popolare, con degustazione di specialità locali, prodotti tipici e serate musicali danzanti, la festa è dedicata alle “Sagne” (fettuccine), una specialità di pasta all’uovo, confezionate a mano dalle donne del posto, condite con sugo cucinato secondo l’antica ricetta. Con le “Sagne”, saranno serviti anche bruschette con l’olio extra vergine d’oliva di Scandriglia e vino. Ad animare l’evento, anche mercatini artigianali, animazione, folklore.

Le vie del Miele a Melendugno (LE)

Il weekend del 21-22 agosto, il centro storico di Melendugno, tra i più belli del Salento, diventa il cuore del miele grazie a Le vie del Miele, un evento giunto alla quinta edizione con degustazioni di miele del territorio accompagnate dai sapori tipici della gastronomia locale. Il programma prevede due serate destinate a valorizzare e promuovere questo prodotto caratteristico del posto, anche attività per bambini, street food, musica dal vivo e le caratteristiche luminarie della tradizione pugliese. Il miele di fieno greco prodotto a Melendugno si è aggiudicato il premio Il Miele del Sindaco nel 2019. Il legame tra il territorio di Melendugno e il miele è molto antico: il simbolo della città, infatti, raffigura un albero di pino con un alveare sul tronco, circondato da tre api in volo. I vari appuntamenti avranno inizio alle 16.30 e continueranno fino a tarda serata.

Festa di San Vito a Omegna (VB)

La Festa di San Vito è una delle feste patronali più antiche e frequentate del Piemonte e quest’anno giunge alla 123^ edizione. Si svolge a Omegna, sul Lago d’Orta, è quest’anno in programma dal 21 al 31 agosto su uno degli specchi lacustri italiani più amati dai turisti provenienti da ogni angolo del mondo. Agli eventi legati al culto, tra cui la suggestiva processione religiosa con l’urna di San Vito (la comunità custodisce da secoli la memoria del Santo, martire giunto sulle sponde del Lago d’Orta dalle Catacombe romane il “giorno delle calende”, il 27 agosto 1611), si aggiungono le molte occasioni di musica e divertimento con i fuochi d’artificio.

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@Giancarlo Parazzoli
La Festa di San Vito Omegna sul Lago d’Orta

Sagra della polenta a Orvinio (RI)

Polenta fumante, un castello (Malvezzi-Campeggi) che domina il borgo e un paese che un tempo si chiamava Canemorto. Questo è il motivo per cui il 22 e 23 agosto vale la pena organizzare un fuoriporta a Orvinio, uno dei Borghi più belli d’Italia, nel cuore dei Monti Lucretili. La protagonista assoluta del weekend sarà la 43ª Sagra della Polenta, l’appuntamento che da oltre quarant’anni richiama appassionati della cucina tradizionale e visitatori alla ricerca dei sapori più autentici della Sabina. Qui la polenta non è soltanto un piatto, è un rito collettivo, un’occasione per ritrovarsi in piazza, mangiare insieme e vivere l’atmosfera genuina di un borgo dove il tempo sembra scorrere con un ritmo diverso. Lo stand gastronomico aprirà entrambe le giornate alle 19.00, pronto a servire fumanti porzioni di polenta. Già dal pomeriggio, i bambini potranno partecipare al laboratorio “La Polenta” e divertirsi nell’area gonfiabili. Alle 18.00 spazio ai vini del territorio.

Festa dal Fen a Livigno

Il 23 agosto 2026, in Valtellina è il momento della Festa dal Fen, un appuntamento che celebra il rapporto profondo tra la comunità e la terra attraverso la rievocazione delle antiche tecniche di lavorazione del fieno. Una giornata dedicata ai gesti della tradizione contadina, alla cura del territorio e al valore di quei saperi che ancora oggi raccontano il legame tra uomo e montagna. La festa si trascorre in compagnia di un gruppo folkloristico e di costumi caratteristici di Livigno per rivivere le tradizioni locali. Alle ore 10.00 si svolge la sfilata con partenza dalla Chiesa di Santa Maria Nascente. Durante la giornata, esibizioni, pranzo, giochi, rappresentazione della fienagione, della vita d’un tempo e ballo liscio con orchestra. A seguire, cena e serata danzante.

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Ufficio stampa
La Festa dal fen a Livigno

Fiera Nazionale della Nocciola di Cortemilia (CN)

Prende il via il 22 agosto 2026 la 72ª Fiera Nazionale della Nocciola di Cortemilia, l’appuntamento di riferimento per la promozione della Nocciola Piemonte IGP e dell’intero territorio dell’Alta Langa e, allo stesso tempo, un’importante occasione per raccontare un territorio fatto di paesaggi, cultura, tradizioni, turismo e qualità della vita. Cortemilia appartiene al circuito dei Borghi Sostenibili della Regione Piemonte ed è considerata la capitale della Nocciola Piemonte IGP. La Nocciola Tonda Gentile delle Langhe trova proprio in quest’area le condizioni ambientali ideali per sviluppare caratteristiche uniche di qualità, aroma e versatilità, diventando negli anni un prodotto apprezzato in Italia e nel mondo. La fiera offre un ricco calendario di iniziative dedicate all’enogastronomia, alla cultura, agli spettacoli, alle attività per famiglie e alla scoperta dell’Alta Langa. La novità dell’edizione 2026 sarà il gemellaggio con il Trentino-Alto Adige, che porterà a Cortemilia il racconto di una nuova eccellenza: il Presidio Slow Food del Grano Saraceno di Terragnolo, espressione di una tradizione agricola antica e di un patrimonio culturale che continua a essere custodito e valorizzato. Sabato e domenica saranno presenti gli stand istituzionali della Regione Autonoma Valle d’Aosta e del Presidio Slow Food del Grano Saraceno di Terragnolo.

Regata de Is Fassonis a Santa Giusta (OR)

Il 22 e 23 agosto nella laguna di Santa Giusta si svolge la 45ª edizione della Regata de Is Fassonis, due giornate dedicate a una delle tradizioni più sentita della comunità, un evento capace di unire storia, cultura, ambiente, abilità dei regatanti, musica e gastronomia. Is Fassonis sono le antiche imbarcazioni nate dalle erbe della laguna. Sabato 22 agosto la regata dei cius a remi apre la manifestazione, per poi lasciare spazio alla degustazione dei prodotti della gastronomia locale e alla musica. Domenica 23 agosto, a partire dalle 17, i regatanti sfileranno accompagnati dai gruppi folk in abito tradizionale sardo, mentre la regata vera e propria inizia alle 17.30. La festa proseguirà alle 20.30 con la Sagra del pesce arrosto e poi con il concerto dei Tazenda.

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Ufficio stampa
Un momento della Regata Is Fassonis in Sardegna

DiVino Etrusco a Tarquinia (VT)

Dal 20 al 23 e dal 27 al 29 agosto 2026, il centro storico di Tarquinia ospita la 20ª edizione di DiVino Etrusco, con 53 cantine della Dodecapoli etrusca, di Calabria, Sicilia e Sardegna. Si tratta di uno degli appuntamenti enogastronomici più attesi dell’estate nella Tuscia, capace di valorizzare le realtà vitivinicole e di aprirsi al confronto con altre regioni, in un percorso di degustazioni curato dai sommelier.

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Ufficio stampa
Un momento di DiVino Etrusco a Tarquinia

Dal fiume riemerge una nave di 113 anni: la storia incredibile del “Sava’s Titanic”

Il cambiamento climatico ci sorprende sempre più, sia in negativo sia in positivo. Il livello dei fiumi europei scende e, insieme all’acqua, riaffiorano dal passato relitti e testimonianze di epoche lontane. È proprio quello che sta accadendo adesso in Serbia, dove dalle acque del fiume Sava è tornato visibile il relitto di una nave a vapore costruita nel 1913, rimasta sul fondo per oltre 80 anni.

Si tratta della Slovenian, una vecchia nave da rimorchio lunga circa 54 metri, che i media serbi hanno addirittura ribattezzato come “Sava’s Titanic”, il Titanic della Sava. Il relitto è riemerso all’inizio di agosto nei pressi di Sremska Mitrovica, a circa 70 chilometri a Nord-Ovest di Belgrado, a causa del livello eccezionalmente basso del fiume. Secondo gli abitanti della zona, alcune parti dell’imbarcazione erano già comparse in superficie in passato, ma mai in modo così evidente. La nuova apparizione ha invece attirato l’attenzione della popolazione locale e degli storici, riportando alla luce una storia che attraversa due guerre mondiali.

A caccia del sole, anche in inverno: 3 mete scontate per partire durante la stagione fredda con Ryanair

Non siete riusciti ad andare in vacanza al mare durante l’estate? Via quei musi tristi, perché l’inverno 2026 può essere l’occasione perfetta per concedersi una pausa al caldo e a tal proposito ci pensa Ryanair a lanciare una nuova promozione pensata proprio per chi vuole inseguire il sole anche nei mesi più freddi. La compagnia aerea low cost propone infatti tariffe scontate del 10% per viaggiare tra novembre 2026 e marzo 2027, con diverse destinazioni europee disponibili a prezzi particolarmente convenienti.

La promozione “Insegui il sole d’inverno” permette di prenotare entro il 24 agosto 2026 per volare nel periodo compreso tra l’1 novembre 2026 e il 31 marzo 2027. Tra le proposte spiccano alcune rotte dall’Italia verso destinazioni ideali per una fuga invernale, dalla Spagna alla Grecia fino al Mediterraneo.

Debutta una nuova compagnia low cost che collega la Spagna più autentica a Milano e Venezia

L’Europa avrà presto una nuova compagnia aerea a basso costo. Si chiama Fly2Galicia, avrà base all’aeroporto Rosalía de Castro di Santiago de Compostela, nel nord-ovest della Spagna, e decollerà ufficialmente il 1° dicembre, con la prima rotta verso Saragozza. Da quella data e fino al 24 ottobre 2027 (quando è previsto un primo bilancio operativo), il vettore offrirà 17 partenze settimanali su otto destinazioni, tra collegamenti internazionali e nazionali.

Tra le rotte internazionali spiccano proprio due mete italiane: Milano e Venezia, che si aggiungono a Bruxelles, Monaco di Baviera e Praga. Sul fronte nazionale spagnolo, invece, i collegamenti riguarderanno Granada, Alicante e, come detto, Saragozza.

È la compagnia aerea più costosa d’Europa: la classifica sorprende

Quando si cerca un volo, il prezzo del biglietto non è l’unico elemento da considerare. Tra bagagli, scelta del posto e altri servizi, il costo finale può cambiare sensibilmente. Ma quali sono le compagnie aeree più costose d’Europa? Un’analisi di AirAdvisor ha messo a confronto 23 vettori europei utilizzando il RASK, ovvero il ricavo medio per posto-chilometro disponibile.

Il dato offre una prospettiva interessante sui prezzi praticati dalle compagnie e mostra differenze molto ampie. Nel 2025 il RASK varia infatti da 4,33 a 32 centesimi di euro. La classifica comprende vettori ad alto volume, grandi compagnie nazionali e importanti compagnie regionali. Tre compagnie, LOT Polish Airlines, Volotea e Air Europa, sono state escluse per la mancanza dei dati necessari.

La compagnia aerea più costosa d’Europa

A conquistare il primo posto, con un distacco sorprendente rispetto alle altre, è Widerøe, compagnia norvegese specializzata soprattutto nei collegamenti nazionali in Norvegia e in alcune rotte europee. Il suo RASK nel 2025 ha raggiunto 32 centesimi di euro, il valore più alto dell’intera analisi.

La differenza con Wizz Air, che si trova all’estremo opposto della classifica con 4,33 centesimi, è di ben 27,67 centesimi per posto-chilometro. Considerando la distanza media di un volo europeo, pari a circa 1.157 chilometri secondo Eurocontrol, la scelta di un vettore alternativo può tradursi in un risparmio significativo.

Per le rotte coperte da entrambe, una possibile alternativa è Norwegian Air Shuttle, che presenta un RASK di 6,80 centesimi. La differenza rispetto a Widerøe è particolarmente ampia e conferma una tendenza: le compagnie regionali più piccole possono avere costi più elevati per passeggero, soprattutto quando operano su collegamenti meno frequentati o verso destinazioni remote.

La compagnia aerea più costosa d’Europa
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Aereo della compagnia Widerøe

La classifica delle compagnie aeree più costose d’Europa

Subito dopo Widerøe, la graduatoria vede soprattutto grandi vettori tradizionali. British Airways è la compagnia ad alto volume più costosa, mentre Air France e Austrian Airlines condividono il terzo posto generale. Anche Lufthansa e Aegean Airlines si collocano nella parte alta della classifica.

Nel complesso, però, il confronto con il 2024 offre una notizia positiva per i viaggiatori: tra le 14 compagnie confrontabili, nove hanno registrato una diminuzione del RASK e solo 5 hanno invece visto un aumento dello stesso dato. Tra i cali più marcati figurano quelli di Ryanair, easyJet, Finnair e Iberia.

Ecco la classifica completa con il RASK del 2025 delle 23 compagnie aeree più costose d’Europa:

  • 1. Widerøe – 32 centesimi;
  • 2. British Airways – 8,88 centesimi;
  • 3. Air France – 8,50 centesimi;
  • 3. Austrian Airlines – 8,50 centesimi;
  • 5. Lufthansa – 8,45 centesimi;
  • 6. Aegean Airlines – 8,39 centesimi;
  • 7. KLM – 8,37 centesimi;
  • 8. ITA Airways – 8,36 centesimi;
  • 9. Swiss – 8,30 centesimi;
  • 10. Aer Lingus – 8,07 centesimi;
  • 11. Brussels Airlines – 7,97 centesimi;
  • 12. Eurowings – 7,82 centesimi;
  • 13. SAS – 7,58 centesimi;
  • 14. Vueling – 7,49 centesimi;
  • 15. Turkish Airlines – 7,29 centesimi;
  • 16. Iberia – 7,08 centesimi;
  • 17. TAP Portugal – 6,96 centesimi;
  • 18. Norwegian Air Shuttle – 6,80 centesimi;
  • 19. Transavia – 6,64 centesimi;
  • 20. Finnair – 6,22 centesimi;
  • 21. Ryanair – 5,56 centesimi;
  • 22. easyJet – 5,21 centesimi;
  • 23. Wizz Air – 4,33 centesimi.

Il RASK viene calcolato dividendo i ricavi annuali derivanti dai passeggeri per i posti-chilometro disponibili. Non coincide quindi semplicemente con il prezzo pubblicizzato di un biglietto, ma considera il ricavo medio generato dalla compagnia in relazione alla capacità offerta. Per questo il confronto resta indicativo e, prima di acquistare, è sempre necessario verificare le tariffe effettivamente disponibili sulle singole rotte.

Una giornata alla scoperta dei più bei castelli che hanno fatto la storia d’Italia

Domenica 23 agosto 2026, aprono di nuovo per un giorno alcuni dei castelli più belli del Piemonte. L’evento Castelli Aperti si era già svolto lo scorso 2 agosto ed è un’ulteriore occasione per scoprire alcuni dei testori che hanno fatto la storia d’Italia.

In tutte le province piemontesi, sono tantissimi i manieri, le fortezze e le dimore storiche che dominano le vallate e che sono aperti al pubblico per le visite. Anche d’estate, la cultura non si ferma e se avete occasione di essere in zona, è la gita domenicale più interessante che possiate fare.

Ecco quali castelli si possono visitare quel giorno divisi per provincia.

Torino

Nella provincia di Torino apre il meraviglioso Castello di Agliè – Villa Il Meleto, Casa di Guido Gozzano, una delle dimore storiche più affascinanti del Piemonte e una meta perfetta per chi cerca una gita culturale fuori città (è a un’ora di strada dal Capoluogo piemontese) con interni sontuosi e un parco monumentale che sembra uscito da un film in costume (non a caso è entrato anche nell’immaginario pop italiano come set della celebre serie Tv Elisa di Rivombrosa). Si può visitare dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 19.00. Ingresso: 8 euro.

Castello di Agliè, esterno
@Dario Fusaro - Consorzio delle Residenze Reali Sabaude
Il maestoso Castello di Agliè

L’altro castello della provincia torinese è il Castello di Masino a Caravino. Immerso in un parco monumentale, la dimora di un illustre casato piemontese: la famiglia dei Conti Valperga di Masino, racconta mille anni di storia in un percorso tra saloni affrescati e arredati e un parco meraviglioso. Oggi è un Bene del Fondo per l’Ambiente Italiano. Si può visitare dalle 10.00 alle 18.00. Il biglietto per la visita del castello e del parco costa 15 euro (per gli iscritti al FAI è gratuito).

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123RF
L’elegante Castello di Masino in Piemonte

Asti

Sulle cime delle colline dell’astigiano sono tantissimi i castelli che spuntano qua e là. Non tutti sono aperti per le visite domenica, però, ecco quali: Torre del Conte Ballada di Saint Robert a Castagnole delle Lanze. La storia di questo luogo è particolare: nel 1878, il Conte Paolo Ballada di Saint Robert venne ad abitare a Castagnole dove acquistò la casa del castello e il colle adiacente, che ripopolò di piante e di fiori e dove fece costruire la torre. Si visita dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 17.00. L’ingresso costa 3 euro, con un calice di vino, 8 euro.

L’area del Castello di Castelnuovo Calcea è un altro dei luoghi vistabili. Del castello di origine medievale oggi non restano che i bastioni e la torre di avvistamento. Eretto nel 1154 per volere dei marchesi d’Incisa, fu distrutto dai savoiardi nel 1634, ma fu ricostruito più volte perché subì numerose distruzioni durante le guerre che insanguinarono il Monferrato nei due secoli successivi. L’ultimo importante restauro è avvenuto nel XVII secolo in cui furono ricostruitele torri, il dongione e riparata la parte danneggiata da un grave incendio. La visita è libera dalle 10.00 alle 19.00 e anche l’ingresso è gratuito.

Il Castello di Costigliole d’Asti o Castello di Rorà ricorda i castelli francesi della Loira. Se nel corso del ‘500 divenne un’importante roccaforte militare, quello che vediamo oggi si deve all’opera di ristrutturazione avvenuta nell’Ottocento. Ancora oggi è in parte di proprietà privata e in parte del Comune. Apre dalle 10.30 –alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.30. Il biglietto costa  5 euro.

Nell’astigiano, si può anche salire sulla Torre medievale a San Giorgio Scarampi. Nel Medioevo, questo borgo che si erge a 655 metri d’altezza, era un importante avamposto militare. L’accesso è libero dalle 09.00 alle 19.00.

Cuneo

La provincia di Cuneo vanta alcuni dei borghi più belli d’Italia, alcuni noti ormai in tutto il mondo. Tra questi c’è Barolo e domenica si può visitare il Castello Falletti di Barolo che ospita il WIMU Wine Museum. Nato con funzione militare, divenne residenza, e poi fu radicalmente trasformato per ospitare un collegio e infine un museo. Aperto dalle 10.30 alle 19.00, l’ingresso costa 9 euro.

Aperto anche il Castello Reale di Govone, dalle 10.00 alle 12:30 e dalle 15:00 alle 18.00. Fa parte del circuito delle Residenze Sabaude piemontesi, che l’UNESCO ha inserito nella lista del patrimonio artistico mondiale. Ingresso: 8 euro.

Famoso è anche il Castello dei Principi d’Acaja a Fossano che, per l’occasione, organizza tour alle ore 11.00, 15.00 e 16.30. Questa storica fortezza costruita tra il 1324 e il 1332 da Filippo I d’Acaja, fu poi trasformata dai Savoia in residenza signorile e oggi ospita la biblioteca civica. Ingresso 5 euro.

Domenica si organizzano ogni ora dalle 10.30 alle 17.30 visite guidate anche al Castello di Roddi, un esempio di architettura fortificata risultato di interventi successivi. Nel Cinquecento, fu proprietà del conte Gaio Francesco della Mirandola, nipote del grande filosofo e umanista Pico. All’interno si conservano decorazioni risalenti al Tre/Quattrocento e le cucine, risalenti al ‘500. Ingresso 6 euro.

Il Castello di Serralunga d’Alba è considerato il simbolo di questo paesaggio e domina uno dei borghi più belli e intatti delle Langhe, circondato dalle colline dei grandi vini. È uno degli esempi meglio conservati di castello nobiliare trecentesco del Piemonte e rappresenta un caso unico in Italia per la sua struttura architettonica, propria di un donjon francese. Il castello è aperto per visite guidate alle 10.30; 11.15; 12.00; 12.45; 14.30; 15.15; 16.00; 16.45; 17.30. Ingresso 6 euro.

Un altro Bene del FAI è il Castello della Manta, una fortezza medievale dal fascino severo, che nella sua Sala Baronale custodisce una stupefacente testimonianza della pittura tardogotica profana, ispirata ai temi dei romanzi cavallereschi. Il castello è aperto con orario 11.00-19.00. Ingresso intero 11 euro, gratuito per gli iscritti al FAI.

Veduta panoramica del Castello della Manta, Cuneo
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Veduta panoramica del Castello della Manta

Tantissimi anche i musei aperti in occasione della giornata dei Castelli Aperti del Piemonte. Ad Alba si visita il Museo Diocesano dalle 14.30 alle 18.30, ingresso 5 euro. A Bra, il Museo Civico di Storia Naturale Craveri e il Museo Civico di Palazzo Traversa, dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30 e Ingresso 5 euro per i singoli musei, 10 per tutti i musei civici Bra. A Dronero il Museo Civico Luigi Mallé (15.00 – 19.00, ingresso 5 euro). A Magliano Alfieri il Museo dei soffitti in gesso e il Teatro del Paesaggio, a cui s può aggiungere il Castello degli Alfieri, aperto con orario 10.30-18.30. Ingresso intero 5 euro per un museo, 7 euro per due musei. A Mombasiglio, il Museo del Generale Bonaparte nel Castello di Mombasiglio merita una visita, specie con i bambini, che impazziranno nel vedere migliaia di soldatini e il plastico che ricostruisce la battaglia del Bricchetto del 21 aprile 1796, quella che aprì a Bonaparte le porte della storia. Si visita dalle ore 10.00 alle ore 18.00, ingresso 8 euro.

Merita assolutamente una visita per la sua incredibile storia il Palazzo Salmatoris di Cherasco. Costruito all’inizio del ‘600, più volte abbellito, ingrandito e rimaneggiato, qui fu firmata la pace del 1631, nelle sue sale fu deposta la Sindone, allontanata da Torino nel 1706, e sempre qui Napoleone Bonaparte impose l’armistizio del 1796 ai Piemontesi, le sue sale furono elette più volte ad abitazione dalla corte Sabauda. Le visite sono aperte dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.30. Ingresso gratuito.

A Saluzzo si possono visitare più luoghi aperti: la Casa Natale di Silvio Pellico, con visite accompagnate dalle 14:00 alle 19:00, ingresso 3,5 euro; Casa Cavassa (10.00-13.00 e 14.00-19.00, ingresso 6 euro), la Torre Civica e la Pinacoteca Olivero (10.00-13.00 e 14.00-19.00, biglietto 3,5 euro, la Villa Belvedere Radicati (10.00-13.00 e 14.00-19.00, 5 euro) e La Castiglia (10.00-13.00 e 14.00-19.00, ingresso 8 euro).

Diversi luoghi visitabili anche a Savigliano: il Museo Civico A. Olmo e Gipsoteca D. Calandra (10.00-13.00 e 15.00-18.30, 5 euro); Palazzo Muratori Cravetta con visite guidate e prenotazione obbligatoria alle 09.30 e alle 14.00; la Torre Civica alle 10.30 e alle 15.00 (3 euro).

A Priero si possono visitare dalle ore 10.00 alle ore 18.00 sia la Torre Medievale sia il borgo con tour guidati, previa prenotazione (4 euro), mentre a Corneliano d’Alba, solo su prenotazione, si visita la Torre.

Alessandria

La maggior parte dei Castelli Aperti il 23 agosto sono in provincia di Alessandria. Tra questi, il Castello dei Paleologi ad Acqui Terme, che ospita il Civico Museo Archeologico. Edificato nell’XI secolo, fu residenza dei vescovi-conti di Acqui fino alla metà del XIII secolo, per poi divenire roccaforte del borgo e sede dei Governatori della città. Prende il nome dalla dinastia che mantenne per secoli il dominio sul Monferrato. È aperto dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00, con visite libere. L’ingresso costa 4 euro.

Il Castello dei Torriani e dei Bandello anche detto Palazzo Pretorio è ciò che rimane dell’antico castello di Castelnuovo Scrivia. Del complesso medievale si conservano una torre merlata alta circa 39 metri e alcuni tratti delle mura dell’antica fortificazione sui quali, intorno al XIV secolo, venne edificato il palazzo.

La Torre del Castello di Trisobbio si può visitare dalle ore 17.30 alle 19.00 con prenotazione obbligatoria. L’ingresso costa 2 euro. Il castello del XIII secolo invece oggi ospita un hotel e un ristorante.

Sempre ad Acqui Terme è aperta Villa Ottolenghi Wedekind, una dimora storica costruita nella prima metà del ‘900 sulle colline dal conte Arturo Ottolenghi e dalla moglie Herta von Wedekind zu Horst, pittrice e scultrice riconosciuta a pieno titolo tra le avanguardie del primo Novecento. Oggi ospita un relais, un ristorante ed è una location per eventi e matrimoni. Le visite guidate vengono fatte su prenotazione alle ore 16.30 (orario soggetto a riconferma). L’ingresso cista 15 euro.

Ad Alfiano Natta è aperta la Tenuta Castello di Razzano che ospita il Museo Artevino. Il museo e le cantine di invecchiamento sono aperti con orario 15.00 – 17.00 e l’ingresso costa 8 euro. Volendo, si può anche soggiornare perché è un resort.

Nella provincia di Alessandria si possono visitare anche i borghi di Ozzano Monferrato, un piccolo gioiello nel cuore del Monferrato Casalese, con le tracce delle antiche mura, una torre di cortina e Casa Bonaria, una rarissima abitazione del XV secolo. Si visita con l’ausilio di audioguide disponibili con QR Code. E il borgo di Rosignano Monferrato dove vengono organizzate visite a offerta libera alle 10.00, 11.30, 15.00, 16.30. Consigliata la prenotazione. Da non perdere sono gli infernot sotterranei che sono Patrimonio UNESCO.

Dell’iniziativa castelli Aperti in Piemonte della provincia di Alessandria fanno parte anche la Gipsoteca Giulio Monteverde di Bistagno che apre con: orario 10.00-13.00 e 14.00-18.00. L’ingresso costa 5 euro; il Museo d’Arte Sacra di San Francesco Paola Benzo Dapino di Cassine, aperto dalle 16.00 alle 19.00, ingresso 4 euro; e la Fondazione Elisabeth de Rothschild a Palazzo Lignana a Rivalta Bormida che offre visite guidate a 10 euro solo su prenotazione con orario 10.00-19.00.

Novara

Ci sono dei bei castelli anche nella provincia di Novara, benché siano meno conosciuti. Si può infatti visitare il Castello dal Pozzo a Oleggio Castello, che guarda il Lago Maggiore. Dimora dei Marchesi dal Pozzo d’Annone, ha una storia millenaria, iniziata nel 900, quando venne portato alla luce un castrum romano dove pare fosse dislocata la V Legione. Il castrum fu chiamato Q.Legio, da cui sembra derivi il nome Olegio, nominato Oleggio Castello dal 1186 in onore all’edificio visconteo edificato intorno all’anno Mille. Una meraviglia con splendide sale affrescate davvero inaspettata. Le visite sono su prenotazione. Il biglietto costa 15 euro.

Non è un vero e proprio castello Casa Calderara a Vacciago di Ameno, un borgo che si affaccia sulle colline del Lago d’Orta. Si tratta di un palazzo rinascimentale del tardo Cinquecento che ospita la Fondazione Antonio e Carmela Calderara, una casa-museo d’arte contemporanea che custodisce oltre 300 opere tra dipinti e sculture del Novecento. Le visite sono libere è gratuite dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00. Per le visite guidate è necessario contattare la struttura concordando orario e pagamento.

Sempre nella provincia novarese, apre – solo su prenotazione – il Castello di Vinzaglio, affacciato sul fiume Sesia. Dell’antico forte del XIII secolo rimangono soltanto i resti di tre torri e parte di murature, nei pressi dell’attuale castello rinascimentale. Nel corso del XIX secolo l’edificio divenne infatti di proprietà della famiglia Sella che lo restaurò e modificò secondo i canoni e la funzionalità di una residenza aristocratica di campagna.

Biella

Diversi i luoghi aperti anche in provincia di Biella. Partendo da Palazzo Gromo Losa, proprio a Biella, dove, da sabato 22 agosto, prende il via la rassegna “Fatti ad Arte” con la mostra “Tutto rose e fiori” di Elham M. Aghili (fino al 18 ottobre 2026), dalle ore 10.00 alle 19.00 (7 euro). E Palazzo La Marmora, un palazzo storico del XVI secolo che appartiene alla stessa famiglia da secoli e che oggi organizza eventi e matrimoni, che si può visitare liberamente dalle 16.00 alle 20.00. Ingresso 10 euro.

Tra le visite da non perder nella provincia di Biella c’è quella di Ricetto di Candelo, un complesso architettonico di epoca medievale composto da circa 200 edifici che occupano un’area di circa 13.000 mq, attraversato da strade. La prima citazione conosciuta di Candelo risale all’anno 988. L’accesso è libero, ma la Pro Loco organizza anche visite guidate. Se non siete mai stati, merita davvero.

E, infine, a Magnano è aperta al pubblico la Collezione Enrico a Villa Flecchia, un Bene del FAI, che organizza visite guidate dalle 14.30 alle 18.30. Ospita 60 dipinti realizzati fra Otto e Novecento, in raffinato dialogo con il paesaggio e l’incanto della montagna che si scorgono dalle finestre. Ingresso, 8 euro, iscritti al FAI 4 euro.

Oltre 127 turisti per ogni residente: è questa la meta più satura d’Europa

C’è una parte d’Europa in cui il numero dei pernottamenti turistici supera di gran lunga quello degli abitanti. A fotografare questa particolare concentrazione sono i dati Eurostat relativi al 2024, analizzati dal Greek Reporter, che mettono in cima alla classifica una delle aree più amate del Mediterraneo. È l’Egeo meridionale, in Grecia, dove lo scorso anno si sono contati 127,2 pernottamenti turistici per ogni residente.

Primo posto per l’Egeo meridionale

Il primato europeo spetta dunque alla regione greca dell’Egeo meridionale, territorio che comprende alcune delle isole più conosciute del Paese, tra cui Santorini, Rodi e Kos. Lo scorso anno sono stati registrati oltre 41,5 milioni di pernottamenti, a fronte di una popolazione di circa 326.000 abitanti.

Il rapporto tra presenze turistiche e residenti raggiunge così quota 127,2 notti per abitante, il valore più elevato tra le zone dell’Europa considerate nell’analisi. Un dato che restituisce con immediatezza la pressione esercitata dal turismo su un territorio relativamente piccolo e fortemente legato all’accoglienza.

Subito dopo si trovano le isole Ionie, sempre in Grecia, con 102,6 pernottamenti per residente e 20,5 milioni di notti complessive. Anche qui il rapporto è particolarmente significativo, considerando una popolazione di circa 200.000 persone. Nessun’altra regione europea si avvicina ai livelli registrati dalle due aree greche. Il dato non indica necessariamente il numero di persone presenti nello stesso momento, ma misura il rapporto tra le notti trascorse dai visitatori e la popolazione residente. È quindi un indicatore utile per capire il peso del turismo sui territori.

La meta più satura d’Europa
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Folla in attesa di fotografare il tramonto a Oia, Santorini

L’Italia presente con Bolzano

La prima destinazione italiana nella classifica è la provincia autonoma di Bolzano, conosciuta anche come porta d’accesso alle Dolomiti nelle Alpi italiane. Qui sono state registrate 68,9 notti turistiche per ogni abitante, un valore che colloca il territorio ai vertici europei per concentrazione delle presenze.

Il dato racconta quanto sia forte l’attrattiva dell’Alto Adige durante tutto l’anno, grazie a paesaggi alpini, località sciistiche, sentieri e turismo naturalistico. La provincia si inserisce infatti in una graduatoria dominata dalle grandi destinazioni balneari e insulari del Mediterraneo, mostrando come anche una regione montana possa raggiungere livelli molto elevati di saturazione turistica.

Le altre mete più (e meno) affollate

Alle spalle di Bolzano si trova la costa adriatica della Croazia, con 67,5 pernottamenti per residente. È l’area che comprende anche celebri città come Dubrovnik e Spalato, tra le destinazioni più richieste del Paese. Seguono le isole Baleari spagnole, con 60 notti per abitante: Ibiza e Maiorca contribuiscono a rendere questo arcipelago uno dei principali poli turistici d’Europa.

Al sesto posto compare ancora la Grecia, con Creta, che raggiunge 55,6 pernottamenti per residente. Il peso del turismo, tuttavia, varia molto all’interno dell’Unione Europea. Nella maggior parte delle regioni analizzate si registrano meno di 15 notti turistiche per abitante.

È il caso anche dell’Egeo settentrionale, altra regione greca, che con 14,9 pernottamenti per residente si colloca al 24° posto. All’estremo opposto della graduatoria figura invece Mayotte, territorio francese nell’Oceano Indiano e parte dell’UE, con appena 0,5 notti per abitante. Poco sopra si trova la Mazovia, la regione polacca che circonda Varsavia, ferma a 0,7.

Alla scoperta dell’Ungheria tra Budapest e luoghi da sogno con la promo Wizz Air

Una nuova promo flash di Wizz Air permette di guardare all’autunno con una prospettiva interessante. Voli scontati fino al 20% esclusivamente su voli selezionati da e per l’Ungheria disponibili sul sito ufficiale della compagnia aerea e sull’app mobile WIZZ. Il periodo di validità è il 20 agosto 2026, fino alle 23.59. Dalla promozione restano esclusi tasse e costi amministrativi. Il viaggio deve essere effettuato tra il 1° settembre e l’11 dicembre 2026.

Tra le possibilità dall’Italia c’è Budapest, perfetta per un weekend tra terme, palazzi e quartieri storici, ma anche come base per esplorare altri angoli dell’Ungheria.

Svelate le isole più tranquille al mondo: in classifica spicca anche un’italiana

Dimenticare il rumore, le folle e il ritmo frenetico delle località turistiche più conosciute è diventato un desiderio sempre più diffuso tra i viaggiatori, che cercano quei luoghi dove si può veramente staccare la spina e godersi un po’ di quiete. A fotografare questa tendenza è il nuovo Unspoilt Index di BookRetreats, che ha analizzato 100 isole in tutto il mondo per individuare quelle dove natura, silenzio e spazi poco affollati resistono ancora al turismo di massa.

La ricerca ha preso in considerazione diversi fattori, tra cui naturalità del territorio, densità della popolazione, traffico stradale e aereo, affollamento, inquinamento luminoso e presenza di coste rimaste incontaminate, elaborando un indice dedicato alla tranquillità delle destinazioni. Al primo posto nel mondo c’è un’isola neozelandese, mentre a dominare la classifica europea è una piccola isola greca che si trova a circa un’ora da una delle mete più affollate del Mediterraneo. Ma anche il Belpaese sorprende: nella top 25 mondiale compare anche un’isola italiana.

L’isola più tranquilla del mondo

Il primo posto assoluto spetta a Stewart Island, in Nuova Zelanda, una destinazione dove la presenza umana è ancora minima rispetto alla vastità della natura.

Sull’isola vivono poco più di 500 persone, mentre il territorio è celebre per il kiwi bruno di Stewart Island, una delle specie simbolo della Nuova Zelanda. A contribuire al primato è anche il livello quasi inesistente di inquinamento luminoso: qui si trova infatti il Santuario internazionale del cielo buio (i Dark Sky Sanctuaries) più meridionale del mondo, una condizione che rende l’isola particolarmente adatta all’osservazione delle stelle e, quando le condizioni sono favorevoli, della spettacolare aurora australe.

Aurora australe a Stewart Island
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Spettacolare aurora australe a Stewart Island (Nuova Zelanda)

Stewart Island non è però soltanto una destinazione per gli appassionati di cieli notturni. Il suo territorio è dominato da foreste, baie, sentieri e paesaggi selvaggi, in un ambiente dove la natura, con il Parco nazionale di Rakiura, resta decisamente protagonista.

L’isola più tranquilla d’Europa

Per trovare la prima destinazione europea bisogna scendere soltanto di una posizione nella graduatoria. Anafi, nelle Cicladi, conquista infatti il secondo posto mondiale ed è la più tranquilla d’Europa. Il dato più curioso è la sua vicinanza a Santorini: le due isole distano appena circa un’ora di traghetto, ma l’esperienza di viaggio è completamente diversa.

Con una superficie di circa 40 chilometri quadrati, conta appena 300 abitanti, non ha un aeroporto e il traffico stradale è molto limitato: sono questi fattori ad aver contribuito al suo elevato livello di tranquillità, valutato 92 punti su 100 dall’indice.

Qui il paesaggio conserva un carattere ancora selvaggio, tra montagne, sentieri e spiagge poco frequentate. Tra quelle da scoprire ci sono Roukounas, Klisidi e Katsouni, dove la sabbia dorata incontra acque trasparenti.

Isola di Anafi, in Grecia
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Scorcio sull’Isola di Anafi, in Grecia

L’unica italiana in classifica

L’Italia compare una sola volta nella top 25 mondiale e lo fa con una destinazione che sembra particolarmente adatta alla ricerca di silenzio e natura: Salina, nelle Eolie. L’isola siciliana si piazza al 23° posto, precedendo diverse destinazioni esotiche e confermando la capacità dell’arcipelago siciliano di offrire anche angoli lontani dal turismo più frenetico.

Salina è caratterizzata da rilievi vulcanici, terrazzamenti, vigneti e vegetazione mediterranea, con piccoli centri affacciati sul mare, calette segrete e specialità da gustare durante un viaggio a passo lento lontano dalla frenesia quotidiana.

Scorcio dell'isola di Salina, Eolie
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Favoloso scorcio dell’isola di Salina

Le altre isole europee più tranquille

La top 25 dell’Unspoilt Index 2026 comprende molte altre isole europee. Al 5° posto mondiale si trova St Martin’s, nelle Isles of Scilly, al largo della Cornovaglia, che contano appena 135 residenti. La piccola isola è nota per i suoi paesaggi naturali e per la possibilità di fare snorkeling nelle acque dove vivono anche le foche.

All’11° posto si trova invece l’Isola di Skye, in Scozia, mentre Herm, nelle Isole del Canale, occupa il 14° posto. Quest’ultima è una delle destinazioni più particolari della graduatoria: qui ci vive solo una sessantina di abitanti e non circolano automobili.

Anche la Croazia è presente con due isole nella top 20: Mljet, al 17° posto, e Vis, al 19°. La prima si trova al largo di Dubrovnik ed è conosciuta per i suoi paesaggi naturali, mentre la seconda è una delle isole dalmate più interessanti per chi cerca un’atmosfera meno movimentata rispetto alla vicina Hvar.

Più in basso troviamo Milos, in Grecia, al 22° posto, e poi Salina, Ilha das Flores, nelle Azzorre portoghesi, e La Gomera, una delle 8 Isole Canarie ancora poco conosciuta.

La classifica completa

Riportiamo di seguito la classifica completa con le 25 isole più tranquille del mondo, tutte da scoprire:

  1. Stewart Island, Nuova Zelanda;
  2. Anafi, Grecia;
  3. Ilha Grande, Brasile;
  4. Lord Howe Island, Australia;
  5. St Martin’s (Isole Scilly) Inghilterra;
  6. Tioman Island, Malaysia;
  7. Koh Chang, Thailandia;
  8. Koh Rong, Cambogia;
  9. Havelock Island, India;
  10. Santa Catalina Island, Stati Uniti;
  11. Isle of Skye, Scozia;
  12. Isla Holbox, Messico;
  13. Magnetic Island, Australia;
  14. Herm, Isole del Canale;
  15. Boa Vista, Capo Verde;
  16. Salt Spring Island, Canada;
  17. Mljet, Croazia;
  18. La Digue, Seychelles;
  19. Vis, Croazia;
  20. Palawan, Filippine;
  21. Viti Levu, Fiji;
  22. Milos, Grecia;
  23. Salina, Italia;
  24. Ilha das Flores, Portogallo;
  25. La Gomera, Spagna.

Papa Leone XIV a Rimini: cosa vedere in Romagna oltre alla visita del Papa

Sabato 22 agosto, Rimini si prepara ad accogliere Papa Leone XIV, in un appuntamento che porterà in città fedeli e curiosi da ogni angolo d’Italia e non solo. Ma il weekend della visita pontificia può trasformarsi anche in un’occasione per esplorare un patrimonio artistico che la Romagna custodisce da secoli.

Cinque tappe tra Rimini, Ravenna, Cesena, Forlì e Brisighella, dove arte, fede e storia si intrecciano in capolavori assoluti, dal Rinascimento italiano ai mosaici bizantini, fino alle immagini mariane più venerate del territorio. Un itinerario perfetto da costruire attorno alla giornata dell’incontro col Pontefice, per chi vuole unire il momento spirituale a una scoperta culturale più ampia.

Rimini: Piero della Francesca nel Tempio Malatestiano

Il punto di partenza non può che essere Rimini stessa, dove il Tempio Malatestiano, progettato da Leon Battista Alberti come tempio dinastico dei Malatesta, custodisce uno dei vertici del Rinascimento italiano: l’affresco di Piero della Francesca con Sigismondo Pandolfo Malatesta inginocchiato in preghiera davanti a San Sigismondo. Prospettiva e luce si fondono in un’immagine che è insieme atto di devozione e dichiarazione di potere.

Nell’abside, a completare la visita, il Crocifisso di Giotto, tavola dorata dei primissimi anni del Trecento. Attenzione però alle date: il tempio resta visitabile venerdì 21 e domenica 23 agosto, ma sarà chiuso proprio sabato 22, quando ospiterà l’incontro tra il Papa e le persone fragili.

L'affresco di Piero della Francesca nel Tempio Malatestiano di Rimini
Ufficio Stampa
Affresco di Piero della Francesca raffigurante Sigismondo Pandolfo Malatesta

Forlì: il prodigio della Madonna del Fuoco

A Forlì, nel Duomo dedicato a Santa Croce, si venera la Madonna del Fuoco: una xilografia policroma su carta, tra le più antiche giunte fino a noi, legata a un episodio quasi leggendario. Nella notte tra il 4 e il 5 febbraio 1428 l’immagine sarebbe sopravvissuta intatta a un incendio, un “prodigio” che ne ha fatto da allora il simbolo identitario della città e della sua diocesi.

Ravenna: l’oro bizantino di San Vitale

A meno di un’ora da Rimini, Ravenna regala un salto indietro di quindici secoli. Nella Basilica di San Vitale, Patrimonio UNESCO, i mosaici dell’abside raccontano l’apice dell’arte bizantina in Occidente: i celebri cortei di Giustiniano e Teodora, avvolti in un tripudio di oro e colore, trasformano la visita in un’esperienza quasi ipnotica. È uno di quei luoghi che spiega, meglio di mille parole, perché la Romagna sia da sempre crocevia di culture e spiritualità diverse.

L'interno della Basilica di San Vitale a Ravenna
Ufficio Stampa
Mosaici bizantini della Basilica di San Vitale a Ravenna

Cesena: la Madonna del Popolo

Proseguendo verso sud, il Duomo di Cesena custodisce la Madonna del Popolo, una delle immagini mariane più care alla devozione locale. La cappella barocca che la accoglie, con la cupola affrescata da Corrado Giaquinto, è un piccolo scrigno di marmi e luce che merita una sosta silenziosa, lontano dai ritmi più turistici della costa.

Brisighella: la Madonna delle Grazie tra storia e leggenda

Chiude l’itinerario Brisighella, borgo collinare tra i più belli d’Italia, dove nella Collegiata di San Michele Arcangelo si trova la Madonna delle Grazie, tavola del 1410. La sua storia si intreccia a un’apparizione mariana di inizio Quattrocento e al racconto, quasi da romanzo, di tre tavole dipinte dopo la visione e disperse tra Francia, Portogallo e, appunto, questo angolo di Romagna, dove una famiglia del posto la custodì fino a lasciarla in eredità alla chiesa del paese.

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