Dopo poco più di sei mesi di lavori apre al pubblico il Giardino della Velarca a Ossuccio, sul Lago di Como, che completa il percorso di visita della celebre casa-barca progettata negli anni Cinquanta dallo studio milanese BBPR (Banfi, Belgiojoso, Peressutti e Rogers), uno dei capolavori dell’architettura moderna italiana.
La Velarca, donata nel 2011 da Aldo e Maria Luisa Norsa al FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano e restaurata grazie a un lungo intervento concluso nel 2024, si arricchisce così del giardino immaginato dai progettisti. Il terreno di circa 325 metri quadrati si trova tra la strada statale e la riva del lago, in una posizione panoramica che guarda l’Isola Comacina e Villa del Balbianello, ai piedi della Torre del Barbarossa, anch’essa bene del FAI.
Un progetto sulla carta per oltre sessant’anni
La storia del giardino è strettamente legata a quella della Velarca: la famiglia Norsa aveva acquistato il piccolo appezzamento con l’idea di costruire una casa, ma il terreno non risultò edificabile: da tale limitazione nacque, insieme agli architetti del BBPR, l’intuizione di realizzare una casa-barca ormeggiata stabilmente davanti alla proprietà.
@Roberto Morelli - FAIL’inyterno della Velarca, la barca del FAI
Il progetto prevedeva fin dall’inizio anche uno spazio verde destinato a integrare la vita a bordo: un giardino rustico con ulivi, orto, terrazzamenti coltivati, una piccola fonte e una tettoia dove trascorrere il tempo all’ombra e ricevere gli amici. Come ricordò anni dopo l’architetto Lodovico Barbiano di Belgiojoso, grande attenzione era stata dedicata alla sistemazione della sponda, immaginata con muretti in pietra, fiori, ortaggi, rampicanti e aree pensate anche per pranzi all’aperto.
Quel progetto, però, non venne mai realizzato. Oggi, il FAI ha recuperato i disegni originali e li ha trasformati in realtà, reinterpretandoli per rispondere anche alle esigenze dell’accoglienza dei visitatori.
L’intervento ha restituito vita a uno spazio progettato come naturale estensione della casa-barca: i bassi muretti in pietra disegnano piccoli terrazzamenti collegati da percorsi in pietra, mentre la vegetazione richiama il paesaggio del Lago di Como con nuovi ulivi, corbezzoli e melograni, affiancati agli alberi già presenti.
Nella parte finale del giardino trova posto una nuova tettoia in legno con copertura in cannicciato, anch’essa prevista nel progetto originario: realizzata in legno di rovere e caratterizzata dalle linee essenziali tipiche del linguaggio del BBPR, offre una zona ombreggiata per la sosta e ospita anche i servizi igienici.
Vicino all’ingresso è stato invece ricavato uno spazio dedicato all’accoglienza: ogni dettaglio dialoga con l’identità della Velarca, dai rivestimenti in legno color mogano fino ai pavimenti blu e agli arredi, pensati per richiamare gli interni della casa-barca.
Un’esperienza di visita ancora più completa
Con l’apertura del giardino, il pubblico può finalmente comprendere la Velarca nella sua concezione originaria, fatta di un continuo rapporto tra terra, acqua e architettura: gli stessi progettisti descrivevano questo equilibrio come il vero valore dell’opera, a sottolineare come fosse il dialogo tra la barca, il pontile, il lago e il giardino a creare un ambiente unitario.
L’inaugurazione del nuovo spazio coincide con gli appuntamenti di Sere FAI d’Estate, la rassegna che propone aperture straordinarie serali nei beni della Fondazione. Dopo il debutto del 26 giugno, sono previste ulteriori date nei mesi di luglio e agosto.
Gli interventi sul pontile e la mobilità sostenibile
La valorizzazione dell’area è stata accompagnata anche da interventi sulle infrastrutture: grazie al sostegno dell’Autorità di Bacino del Lario e dei Laghi Minori e di Regione Lombardia, nel 2024 è stato restaurato lo storico pontile di Ossuccio, dove la Velarca è ormeggiata, ed è stato realizzato un nuovo pontile pubblico destinato anche alle imbarcazioni che collegano il sito con Villa del Balbianello.
La nuova struttura è inoltre dotata di una colonnina per la ricarica elettrica, pensata per favorire una mobilità lacustre più sostenibile e supportare anche le imbarcazioni utilizzate per il trasporto dei visitatori.
Orari e biglietti
La Velarca è visitabile fino al 18 ottobre, tutti i giorni ad eccezione dei lunedì e dei mercoledì non festivi, dalle 10 alle 18, con ultimo ingresso alle 17.
Il biglietto intero costa 8 euro, mentre il ridotto è disponibile a 5 euro per bambini dai 6 ai 18 anni, studenti tra i 19 e i 25 anni e soci del National Trust. Il biglietto famiglia è proposto a 20 euro. L’ingresso è gratuito per gli iscritti FAI, i residenti nel Comune di Tremezzina e i giornalisti.
L’Italia da sempre sembra essere una calamita per i divi Hollywood. Dalla Capitale ai paesaggi della Costiera Amalfitana, i divi americani si innamorano soprattutto del Nord del Paese, dove i laghi diventano scenografie naturali che sembrano costruite apposta per il cinema. Paesaggi dipinti tra acqua e montagne, borghi storici, ville nascoste e una cultura gastronomica che completa l’appeal: è questo il mix che da anni attrae registi, attori e celebrity internazionali.
Se il lago di Lago di Como resta il simbolo assoluto (tra matrimoni vip, ville sontuose e residenze davvero hollywoodiane) oggi l’attenzione si sta allargando sempre più anche ad altri specchi d’acqua italiani, meno saturi ma altrettanto magnetici.
Le location di Una finestra vista lago, la serie Tv tratta dai romanzi di Adrea Vitali in arrivo in prima serata su Rai 1 dal 7 maggio 2026, riportano lo spettatore – non senza un pizzico di nostalgia – a quella che doveva essere la vita in provincia negli Anni Trenta, quando ogni evento, triste o felice che fosse, veniva vissuto in una dimensione collettiva e condivisa.
Diretta da Marco Pontecorvo, la nuova serie RAI è ambientata a Bellamo: un borgo sul Lago di Como che nella realtà non esiste e che è stato ricreato utilizzando diversi scorci di altre piccole perle sui laghi italiani.
Sono imperdibili le mostre che vengono inaugurate in Italia nel mese di maggio o che sono ancora in corso e che vale davvero la pena vedere: da Mimmo Paladino a Peggy Guggenheim, dal celebre Miles Davis a Werner Bischof e Olivetti, gli appuntamenti di primavera con l’arte, il design e la cultura sono tutti da segnare.
Ecco le dieci mostre selezionate per voi da vedere questo mese, da aggiungere alla lista di cose da fare nel vostro weekend in città a Milano o Venezia, oppure alla vostra gita fuori porta a Rovereto, Verbania, Bassano del Grappa o al Lago di Como.
Mimmo Paladino a Milano
Dal 16 maggio al 26 luglio 2026, Palazzo Citterio accoglie il ritorno di Mimmo Paladino con una mostra pensata appositamente per la Sala Stirling. A distanza di anni dalla sua ultima grande personale in città, l’artista presenta un progetto che ruota attorno ai celebri “Dormienti“, una delle sue opere più iconiche, qui riallestita in dialogo diretto con lo spazio espositivo.
Accanto all’installazione, anche un nucleo di lavori su carta del 1973, che permettono di entrare nelle radici della sua ricerca artistica. Il risultato è un percorso essenziale ma intenso, in cui materia, simbolo e silenzio si intrecciano, offrendo una nuova lettura di uno dei protagonisti più influenti dell’arte italiana contemporanea.
Alessandro Mendini a Verbania
Dal 16 maggio al 27 settembre 2026, Villa Giulia ospita “Alessandro Mendini. Cose. Stanze come mondi”, una grande antologica dedicata a Alessandro Mendini. La mostra ripercorre la sua carriera attraverso circa 130 opere, dagli esordi nel Radical Design milanese fino alle sperimentazioni postmoderne che hanno ridefinito il linguaggio del progetto.
Il percorso è costruito come un insieme di “stanze-mondo”, ognuna dedicata a un’opera iconica: dalla Poltrona di Paglia alla celebre Poltrona di Proust, fino a oggetti e arredi che trasformano il design in racconto visivo e concettuale. Disegni, materiali e progetti accompagnano le opere, restituendo la dimensione teorica e visionaria della sua ricerca. La mostra mette in luce l’idea centrale di Mendini: abbattere i confini tra arte, design e vita quotidiana, trasformando ogni oggetto in un’esperienza estetica e culturale.
Enrico D. Bona/Archivio Alessandro MendiniAlessandro Mendini seduto sulla Poltrona di paglia
Giacomo Balla e il Futurismo a Rovereto
Dal 16 maggio al 18 ottobre 2026, il Mart Rovereto ospita “Giacomo Balla. Lo stile dell’avanguardia”, una grande mostra dedicata al maestro futurista Giacomo Balla. Per la prima volta in Italia viene presentata integralmente la collezione della Fondazione Biagiotti Cigna, con circa 200 opere tra dipinti, oggetti, abiti e manufatti.
Il percorso racconta l’idea rivoluzionaria di “arte totale” sviluppata da Balla, che insieme a Fortunato Depero teorizzò la trasformazione del quotidiano in esperienza artistica. Non solo quadri, quindi, ma mobili, design e moda: tutto diventa linguaggio creativo, attraversato da linee dinamiche, vortici e colori in movimento. La mostra mette in luce anche il ruolo della stilista Laura Biagiotti, che ha raccolto e valorizzato queste opere, contribuendo a creare una delle collezioni più importanti dedicate all’artista. Un’esposizione immersiva che racconta un Futurismo vivo, capace ancora oggi di dialogare con il presente.
Miles Davis a Pordenone
Pordenone celebra Miles Davis con una mostra immersiva che si ascolta (prima ancora di guardarsi): dall’8 maggio al 12 luglio 2026, Villa Cattaneo ospita “MILES DAVIS 100 – LISTEN TO THIS!“, un progetto espositivo unico dedicato al leggendario trombettista e compositore jazz statunitense, considerato uno dei più influenti e innovativi musicisti del XX secolo, nel centenario della sua nascita. Non una semplice mostra, ma un’esperienza immersiva che mette al centro l’ascolto: grazie a un archivio interattivo con oltre 2.000 registrazioni, i visitatori possono esplorare l’universo sonoro dell’artista in modo diretto e coinvolgente.
Il percorso si articola in diverse sezioni tematiche tra materiali d’archivio, fotografie, vinili e oggetti iconici – tra cui anche la sua tromba originale – restituendo tutte le sfaccettature di una figura che ha rivoluzionato la musica del Novecento. Inserita nel percorso verso Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027, la mostra trasforma la città in un punto di riferimento per gli appassionati di musica e cultura contemporanea, ma non solo.
Anthony BarbozaIl celebre Miles Davis in una foto del 1984
William Turner sul Lago di Como
Dal 29 maggio al 27 settembre 2026, Como rende omaggio a William Turner con una grande mostra diffusa tra il Palazzo del Broletto e la Pinacoteca Civica di Como. Il progetto, realizzato in collaborazione con la Tate, riunisce acquerelli e dipinti provenienti dalle collezioni londinesi, mettendo al centro il legame tra l’artista e il paesaggio italiano.
Il percorso racconta come il viaggio abbia plasmato la visione di Turner, con un focus particolare sul Lago di Como: qui luce, acqua e atmosfera diventano protagonisti assoluti, trasformando il paesaggio in esperienza emotiva e quasi astratta. Dalle prime vedute del 1819 fino agli studi più maturi, emerge un’evoluzione che porta la natura a dissolversi nella pittura, anticipando sensibilità moderne.
Ad arricchire la visita, anche un film immersivo dedicato ai viaggi dell’artista e una sezione parallela sull’arte contemporanea che esplora il tema del colore. Una mostra che non è solo un omaggio a Turner, ma un invito a guardare il Lago di Como con occhi completamente nuovi.
Peggy Guggenheim a Venezia
Inaugurata il 25 aprile e fruibile fino al 19 ottobre 2026, la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia ospita “Peggy Guggenheim a Londra. Nascita di una collezionista”, la più ampia mostra mai dedicata agli esordi della celebre mecenate. L’esposizione ripercorre il periodo londinese tra il 1938 e il 1939, quando la sua galleria Guggenheim Jeune divenne un punto di riferimento per le avanguardie europee.
In mostra ci sono opere di artisti che hanno segnato il Novecento, da Vasily Kandinsky a Piet Mondrian, insieme a materiali d’archivio che raccontano un momento di straordinario fermento culturale, poco prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale.
Più che una semplice retrospettiva, la mostra svela la rete di incontri e influenze – tra artisti, scrittori e intellettuali – che hanno contribuito a definire lo sguardo visionario di Peggy Guggenheim. Un viaggio dentro la nascita di una delle collezioni più importanti al mondo, che proseguirà poi a Londra e New York, trasformandosi in un racconto internazionale dell’arte moderna.
Collezione Peggy Guggenheim dal Canal Grande a Venezia
Stefano Torrione con Sacred Bread a Milano
Dal 7 maggio al 28 giugno 2026, lo Spazio Messina della Fabbrica del Vapore di Milano ospita “Sacred Bread – Le vie del pane“, la mostra fotografica di Stefano Torrione che trasforma uno degli alimenti più quotidiani in un racconto potente e universale.
Attraverso 77 scatti in bianco e nero, il percorso segue le antiche rotte del pane lungo il Mediterraneo e oltre, dalla Mesopotamia al Nord Africa, fino all’Europa, intrecciando tradizioni, rituali e identità culturali. Il pane emerge così non solo come nutrimento, ma come simbolo di vita, fede e condivisione, capace di unire popoli e religioni diverse.
Il progetto, nato da un viaggio durato oltre sei anni e ispirato agli scritti di Predrag Matvejević, restituisce uno sguardo profondamente umano e quasi spirituale, in cui ogni immagine racconta gesti antichi e saperi tramandati. Una mostra che diventa anche un invito a riflettere sui conflitti del nostro tempo, ricordando ciò che accomuna le culture più di quanto le divida.
Dal 19 maggio al 18 ottobre 2026, potrete scoprire il mondo attraverso lo sguardo empatico di Werner Bischof, con 200 scatti originali affiancati da materiali d’archivio e un documentario, per ripercorrere la carriera di un autore tra i più importanti protagonisti del fotogiornalismo del Novecento, nato 110 anni fa.
La retrospettiva “Point of view” è ospitata dal Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano, con un percorso che si snoda in quattro sezioni che seguono i suoi viaggi tra Europa, Asia e Americhe, attraversando alcuni dei momenti più complessi del XX secolo, dalla devastazione del dopoguerra alle realtà segnate da povertà e cambiamento. Una mostra da non perdere per chi ama la fotografia che non si limita a osservare, ma riesce ancora a interrogare il presente.
Fruibile dal martedì alla domenica, ore 10:00-18:00 con ultimo ingresso ore 17.30.
Werner Bischof / Magnum PhotosLe opere di Werner Bischof in mostra a Milano
Olivetti a Bassano del Grappa (VI)
Inaugurata il 24 aprile e fruibile fino al 27 settembre 2026, la mostra “Olivetti. L’arte di comunicare” è accolta nelle sale affrescate di Palazzo Sturm di Bassano del Grappa: un viaggio che racconta la visione rivoluzionaria dell’azienda fondata da Camillo Olivetti.
In dialogo con il Museo della Stampa Remondini, il percorso riunisce circa 130 tra oggetti, opere e documenti per ripercorrere la nascita di uno “stile Olivetti” riconosciuto a livello internazionale. Non solo pubblicità, ma un’idea di comunicazione totale che investe prodotti, spazi e cultura d’impresa. Articolata in cinque sezioni, la mostra mette in luce un modello ancora attualissimo: innovazione tecnologica, attenzione estetica e responsabilità sociale come parti di un unico racconto coerente. A completare l’esperienza, audioguida, visite guidate e incontri tematici che rileggono l’eredità olivettiana in chiave contemporanea.
In occasione della 61ª Biennale di Venezia, dal 9 maggio al 13 settembre 2026 il Museo d’Arte Orientale di Venezia ospita “From Water To Form”, la mostra personale dell’artista giapponese Keita Miyazaki che fa incontrare l’arte contemporanea giapponese con i tesori dell’Antico Oriente. Il progetto ruota attorno al tema dell’acqua come elemento originario e trasformativo, capace di distruggere e rigenerare, creando un ponte simbolico tra la cultura giapponese e l’identità stessa di Venezia.
Le opere dialogano con la collezione permanente del museo, mettendo in relazione arte antica e contemporanea attraverso il gesto artigianale, inteso come pratica quasi rituale. Oltre agli spazi espositivi, la mostra si estende anche alla Giudecca con un’installazione pubblica site-specific, rafforzando il legame tra materia, città e tradizione. Un’esperienza immersiva e meditativa, perfetta per chi visita Venezia durante la Biennale.
Potrete raggiungere la mostra di Keita Miyazaki dal martedì alla domenica, dalle 10_00 alle 18:00, con ultimo ingresso ore 17:00.
Roberto Apa/Gallery RosenfeldKeita Miyazaki e le sue opere
C’è un modo diverso di vivere il Lago di Como, lontano dalle rotte più scontate e dai ritmi frenetici: basta salire a bordo di un treno che sembra arrivare da un’altra epoca e lasciarsi guidare dal paesaggio che cambia forme e colori fuori dal finestrino. Si tratta della locomotiva elettrica con carrozze “Centoporte” degli Anni ’30 e delle carrozze Corbellini degli Anni ’50 che accompagnano i viaggiatori del Colico Express: non è solo un mezzo di trasporto, ma un viaggio lento e panoramico che trasforma lo spostamento in un’esperienza memorabile.
Dal cuore di Milano fino all’estremità più autentica del lago, questo itinerario è perfetto per chi vuole costruire una gita su misura, fatta di tappe libere, deviazioni improvvisate e panorami che cambiano a ogni fermata. Se cercate qualcosa di più di una semplice escursione, questa è l’occasione ideale per un ritorno al piacere di viaggiare con calma, osservando e fermandosi quando vale davvero la pena farlo.
Domenica 12 aprile parte il Lario Express, uno dei treni storici più attesi della stagione lombarda. A trainare le carrozze sarà una locomotiva a vapore agganciata a un convoglio che è già di per sé un viaggio nel tempo: le “Centoporte” degli anni Trenta, le Corbellini degli anni Cinquanta, e un bagagliaio in fondo che serve anche per le biciclette.
Il percorso collega Milano Centrale a Lecco. Prima scende verso Como, poi risale attraverso la Brianza più tranquilla, quella che non finisce sulle guide turistiche: Cantù, Brenna-Alzate, Anzano del Parco, Merone, piccoli paesi dove il treno si ferma qualche minuto e riparte.
A conquistare è il fatto di poter viaggiare a bordo di un treno storico, oltre alla possibilità di cogliere l’occasione per visitare una zona della Lombardia che non tutti conoscono davvero.
Quando parte e il percorso
Il treno lascia Milano Centrale alle 7:50 del 12 aprile. Prima fermata Monza, poi si continua verso Lissone-Muggiò, Desio, Seregno. A Como San Giovanni si arriva intorno alle 9:19 e si riparte alle 9:44; abbastanza tempo per sgranchirsi le gambe o decidere di restare lì e organizzarsi la giornata in autonomia. Dal capoluogo lariano, chi vuole può prendere i battelli della Navigazione Laghi e girare il lago a modo suo (gli orari sono su navigazionelaghi.it).
Chi rimane a bordo prosegue verso nord-est, attraverso la Brianza interna. Il treno tocca Cantù, poi Brenna-Alzate, Anzano del Parco, Merone, Casletto-Rogeno, Molteno. Si arriva a Lecco alle 11:42.
Il ritorno parte da Lecco alle 16:30 e segue il percorso inverso, rientrando a Milano Centrale alle 21:10. Le fermate sono le stesse, gli orari leggermente diversi; a Como ci si ferma più a lungo e si riparte alle 19:43.
iStockRaggiungere Lecco con il Lario Express
Come prenotare e quanto costa
Per prenotare i biglietti del Lario Express bisogna visitare il sito ufficiale fondazionefs.it dove sono in vendita i ticket a 12 euro per gli adulti; bambini e ragazzi fino ai 14 anni non compiuti partono gratis, ma è necessario comunque effettuare la prenotazione del posto a sedere.
Bisogna sapere, però, che le biciclette possono salire a bordo gratis: un benefit importante per chi magari vuole partire a esplorare i borghi sulle due ruote approfittando del clima primaverile. Il servizio, solitamente accessibile sui mezzi più moderni, è un plus per chi sale su un treno storico. Dopotutto sono molti quelli che pensano di fare un giro lungo il lago o in Brianza
Il Lario Express è organizzato nell’ambito delle iniziative di Fondazione FS Italiane, che da anni recupera e rimette in circolazione materiale rotabile storico su linee regionali. Non è un museo su rotaie: è un treno che funziona, che si ferma nelle stazioni, che porta gente. Solo che le carrozze hanno novant’anni e cigolano nel modo giusto.
La magia dei treni storici continua a incantare e lo fa proponendo diversi viaggi come questo appena segnalato; la stagione in Lombardia è ripartita il 29 marzo e prevede ben 20 itinerari per tutta la stagione primaverile, estiva e invernale. Tra le mete toccate ci saranno il Lago d’Iseo, Como e Laveno con carrozze uniche.
Viaggiare verso i laghi lombardi in treno è una scelta sempre più apprezzata da chi desidera un weekend senza stress, tra paesaggi suggestivi e mobilità sostenibile. Con l’arrivo della primavera, Trenord ha deciso di rafforzare i collegamenti verso alcune delle destinazioni più amate, rendendo ancora più semplice raggiungere il Lago di Como e il Lago Maggiore direttamente in treno.
I biglietti possono essere acquistati nelle biglietterie Trenord delle stazioni servite e non serve la prenotazione. Per informazioni sulle fermate e gli orari si può consultare il sito trenord.it o l’App Trenord.
Il lago di Como è affascinante tutto l’anno, ma con la fioritura primaverile le dimore storiche e i loro giardini diventano ancora più belli e, proprio per questo, sono pronti a spalancare le porte ai visitatori: riparte la stagione di Villa Carlotta che riapre con tantissimi eventi in programma, mostre e iniziative.
Dopo i mesi invernali, impiegati per restauri, potature e nuovi allestimenti, il museo e il giardino botanico tornano ad accogliere i visitatori con una novità inattesa: si chiama Lotti, ed è una piccola creatura fatta di foglie, radici e fiori; lo “Spirito del Giardino“, secondo la leggenda costruita attorno a lei. Una mascotte, insomma, pensata soprattutto per i bambini, che la troveranno ad accompagnarli lungo i sentieri del parco con il suo taccuino da giardiniere. E quest’anno, il giardino di Villa Carlotta ha vinto la Foglia d’Oro del Lago di Como, il premio-scultura che ogni anno viene assegnato al vincitore del “Concorso Internazionale Spazi Creativi”.
Le Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026 non sono solo sport e medaglie, ma anche l’occasione perfetta per celebrare l’arte e la cultura italiana. Tante località, anche oltreconfine, offrono un ricco calendario di mostre e percorsi espositivi, dalle fotografie storiche di Cortina 1956 alle interpretazioni artistiche della montagna a Bolzano e Bergamo, dai cimeli olimpici a Losanna alle cerimonie spettacolari di Marco Balich a Treviso, fino ai tesori di ville e musei affacciati sul bellissimo Lago di Como: ogni evento celebra lo spirito olimpico e l’eccellenza italiana attraverso arte, storia e innovazione.
Ecco gli appuntamenti da non perdere in questo periodo.
“Sport invernali nell’arte” a Bolzano
Nei giorni in cui tutti gli occhi sono puntati sulle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, la città di Bolzano e tutto il territorio del Trentino-Alto Adige, dedicano una mostra agli sport legati alla montagna, che viene vista però da una prospettiva diversa: quella dell’arte. Appuntamento quindi dal 18 febbraio al 25 marzo, al Palazzo Mercantile di Bolzano, con la mostra “Sport invernali nell’arte”.
In questa occasione, la montagna viene interpretata dalle opere d’arte di Paul Flora, Alfon Walde, Max von Esterle, Ivanhoe Gambini, Fortunato Depero e altri maestri come Lyonel Feininger e Victor Vasarely: tanti quadri, sculture e grafiche, realizzati da artisti di fama internazionale.
“Cortina di Stelle” al Lagazuoi Expo Dolomiti
PompaninLagazuoi Expo Dolomiti, il centro espositivo più alto d’Europa
Durante le Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano Cortina, potrete raggiungere uno degli spazi espositivi più alti d’Europa: il Lagazuoi Expo Dolomiti, a 2.732 metri di altezza. Qui potrete immergervi nella mostra di Fulvio Morella, “Cortina di Stelle”, il capitolo conclusivo del progetto “I limiti non esistono” che celebra i luoghi simbolo dei Giochi, visitabile fino al 5 aprile 2026.
L’esposizione, che unisce arte, sport e inclusione, è una testimonianza viva di atleti paralimpici, con opere multisensoriali che inglobano il Braille, trasformando il linguaggio “tattile” in esperienza artistica e strumento per abbattere barriere percettive e concettuali. Un appuntamento immersivo da non perdere.
Francesca PiovesanOpera con incisioni Braille in mostra
“L’Italia sulla neve” al Castello Sforzesco di Milano
Se siete appassionati di grafica pubblicitaria, non perdetevi la mostra proposta al Castello Sforzesco di Milano. Qui ha già preso vita un percorso che racconta come sport invernali e turismo alpino siano entrati nell’immaginario degli italiani: la mostra “L’Italia sulla neve. Gli italiani e gli sport invernali nei periodici illustrati e nella grafica pubblicitaria dalla Raccolta Bertarelli” sarà accessibile fino al 22 marzo 2026, con ingresso gratuito.
L’esposizione valorizza il patrimonio della Civica Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli”, una delle più importanti collezioni
pubbliche al mondo nel suo genere, attraverso più di cento opere (tra riviste illustrate, cataloghi di vendita, cartoline, dépliant, opuscoli e
manifesti pubblicitari).
Percorsi scenografici nelle sedi di Casa Italia
Per la prima volta, durante i XXV Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026, Casa Italia sarà aperta al pubblico, trasformandosi in un luogo simbolo di accoglienza e porta privilegiata per scoprire le eccellenze del Paese.
Non è soltanto la casa degli atleti: nelle sedi di Milano, Livigno e Cortina d’Ampezzo i visitatori possono vivere le emozioni dei Giochi e immergersi in un racconto dedicato alla Musa, un omaggio al ruolo ispiratore che la nostra penisola esercita da secoli sull’immaginario e sulla cultura mondiale. Dal 6 al 22 febbraio, le sedi di Triennale Milano, il Centro di Preparazione Olimpica presso l’Aquagranda di Livigno, e la Galleria Farsetti a Cortina d’Ampezzo, si trasformano così in percorsi scenografici ed emozionali, luoghi in cui sport, natura, arte, architettura e design sono in strettissimo dialogo tra loro. Qui, ci saranno vere e proprie esposizioni di opere di tantissimi artisti e designer, come Giorgio De Chirico, Cy Twombly, Robert Rauschenberg, Sol LeWitt, Keith Haring & L.A. II, Ai Weiwei e Christo e Jeanne-Claude, per citarne soltanto alcuni.
“Cortina 1956. Le foto più iconiche” a Noventa di Piave
Dopo settant’anni, Cortina d’Ampezzo torna al centro del palcoscenico olimpico e una nuova mostra fotografica open air, che inaugura il 31 gennaio 2026 (ore 11.00), racconta la storia delle prime Olimpiadi Invernali disputate in Italia: era il 26 gennaio 1956 quando a Cortina iniziavano le competizioni sulla neve.
La mostra “Cortina 1956. Le foto più iconiche“, presso il Noventa di Piave Designer Outlet, espone scatti in gran parte inediti e recuperati da numerosi archivi storici italiani, inseriti anche nel volume di Massimo Spampani con Eleonora De Filippis “Cortina 1956. Le prime Olimpiadi bianche in Italia”, pubblicato da Fondazione Cortina e Marsilio Arte. L’occasione per fermarci un attimo a ricordare, riflettere e sognare proprio come fecero gli italiani 70 anni fa.
Ufficio StampaUna fotografia di “Cortina 1956. Le prime Olimpiadi bianche d’Italia”
“White Entropy” all’aeroporto di Milano Malpensa
In occasione delle Olimpiadi di Milano Cortina, il Terminal 1 dell’aeroporto di Milano Malpensa si trasforma in uno spazio espositivo con un percorso di fotografie zenitali realizzate con droni tra Alpe di Siusi, Monte Bianco, Val di Fassa, Val Badia, Roccaraso, Cortina d’Ampezzo e Madonna di Campiglio. Presente anche un’installazione site specific che rappresenta la grandezza delle nostre montagne innevate.
Si chiama ‘White Entropy’, la mostra fotografica di Jacopo Di Cera a cura di Massimo Ciampa, esposta fino al 31 marzo 2026 presso il PhotoSquare dello scalo. Milioni di passeggeri in transito ogni giorno, sono così invitati a rallentare e osservare opere che trasformano il paesaggio in coscienza e l’altitudine in pensiero.
Luca Pompei“White Entropy” a Milano Malpensa, di Jacopo Di Cera
Due mostre imperdibili a Losanna
Anche Losanna, in Svizzera, celebra lo spirito olimpico con la mostra “I Giochi Olimpici. Una storia lunga tremila anni”, realizzata in collaborazione con il Museo Olimpico e il Musée cantonal d’archéologie et d’histoire. La Fondazione Luigi Rovati dedica un grande percorso espositivo, che intreccia mondo antico e moderno, dalle competizioni della Grecia classica alla visione di Pierre de Coubertin, raccontando come i valori fondanti dei Giochi – pace, inclusione, rispetto ed eccellenza – abbiano attraversato i secoli fino ad arrivare ai giorni nostri. Un racconto essenziale ma potente, che restituisce tutta la dimensione culturale e simbolica dell’olimpismo.
Sempre a Losanna, il Museo Olimpico rende omaggio all’Italia con “Via Azzurra“, un percorso espositivo speciale aperto fino al 1° marzo2026, integrato nella collezione permanente, nel parco e negli spazi pubblici del museo: ripercorre il profondo legame tra l’Italia e l’Olimpismo, da Cortina 1956 a Roma 1960 e Torino 2006, fino al nuovo appuntamento di Milano Cortina 2026.
Tra installazioni digitali, fotografie, sculture e cimeli originali (dalle scarpe di Pietro Mennea alla tuta di Federica Brignone, fino agli oggetti simbolo di Milano Cortina come torcia e mascotte) la mostra racconta storie, vittorie e protagonisti che hanno costruito l’identità sportiva italiana.
Ufficio StampaLa mostra al Museo Olimpico di Losanna
Fuoripista a Bergamo, la montagna oltre lo sport
Fino all’8 febbraio 2026, presso il Gres Art 671, centro per l’arte e la cultura di Bergamo, vi potete immergere nella mostra che esplora il mondo degli sport invernali andando oltre la competizione, per abbracciare arte, design, architettura e ricerca contemporanea. “Fuoripista” è un viaggio tra storie della neve che invita a guardare l’universo alpino da nuove prospettive, lontano dalla retorica e più vicino all’esperienza umana, fisica ed emotiva della montagna.
Curata da 2050+ insieme a gres art 671, l’esposizione riunisce opere storiche e contemporanee – alcune commissionate appositamente per il progetto – tra dipinti, installazioni, fotografie, video e materiali d’archivio.
Diego De PolFuori Pista, mostra immersiva a Bergamo
Mostra Olimpica del Salce con Marco Balich, Treviso
La grande mostra “Un magico inverno. Bianche emozioni dalla Collezione Salce”, al Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso (nelle sedi di Santa Margherita e San Gaetano), si arricchisce di una sezione speciale dedicata a Marco Balich, il celebre creativo veneziano dietro alcune delle più iconiche cerimonie olimpiche degli ultimi decenni.
Alla sua visione artistica è riservato uno spazio spettacolare, con grandi immagini e materiali dedicati alle cerimonie olimpiche e paralimpiche firmate da Balich, tra cui quelle di Sochi 2014 e Pechino 2022. Un racconto per immagini che mette al centro l’emozione, cifra stilistica del suo lavoro, capace di parlare a un pubblico globale di oltre due miliardi di spettatori.
Ville e musei del Lago di Como: arte, paesaggio e sport
Da febbraio a marzo 2026, undici ville storiche, musei e spazi culturali del Lago di Como aprono le porte a un ricco programma di mostre, installazioni, laboratori e percorsi educativi nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026. Il palinsesto celebra il patrimonio lariano intrecciando arte, sport, paesaggio e comunità, con iniziative inclusive e intergenerazionali che raccontano le identità culturali del territorio e valorizzano i valori olimpici di creatività, inclusione e internazionalità.
Ecco alcune delle iniziative (la lista completa e tutti i dettagli sulle visite sono consultabili sul sito ufficiale Villemuseilagodicomo.it):
BAC Bellano Arte Cultura: “Avanti la stella – Momenti di pesa”, fino al 20 marzo 2026,
Casa Brenna Tosatto: “Luce in movimento. Immagini e parole tra arte e sport”, dal 31 gennaio al 1° marzo 2026,
Museo della seta: “Stoffe da campioni”, dal 1° febbraio al 15 marzo 2026,
Museo del paesaggio: “Cattedrali di roccia attorno al Lago di Como”, foto d’epoca di Riccardo e Carlo Piatti, il 7-8, 14-15, 21-22 febbraio 2026,
Villa Bernasconi: “Liberty di ghiaccio”, fino al 15 marzo 2026,
Villa Carlotta: “Giardino dei talenti”, dal 3 febbraio al 15 marzo 2026.
Altre mostre da non perdere in Valtellina
La Valtellina è uno dei territori più attivi dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, con un fitto calendario di mostre diffuse tra Livigno, Sondrio, Teglio, Valfurva, Madesimo e Aprica. Alcuni appuntamenti da segnare? All’Aquagranda di Livigno, la mostra “Tracce Bianche” rende omaggio agli atleti valtellinesi che hanno partecipato ai Giochi Olimpici, attraverso opere, oggetti e attrezzature originali, visitabili fino alla fine della stagione invernale.
Ufficio StampaAll’Aquagranda di Livigno, la mostra “Tracce Bianche”
A Sondrio, Palazzo Pretorio ospita fino all’8 febbraio la mostra itinerante “Emozione dei Giochi – Culture Through Sport”, un percorso visivo dedicato alle torce e ai bracieri olimpici, mentre al MVSA – Museo Valtellinese di Storia e Arte “Le nevi dell’altro anno” (fino al 3 maggio 2026) racconta la neve nell’arte italiana dalla fine dell’Ottocento a oggi.
A Teglio, Palazzo Besta accoglie fino al 30 agosto 2026 “Vette. Storie di sport e montagne”, una riflessione sul rapporto tra sport, società e territorio alpino, mentre a Valfurva “Oro Bianco” (fino al 30 marzo 2026) celebra il legame profondo tra comunità locali e sport invernali.
Chiude idealmente il percorso Madesimo (da raggiungere con i Treni della Neve) con una mostra dedicata agli atleti valtellinesi e azzurri medagliati (fino all’8 febbraio), e Aprica, dove il Museo dello Sci e della Montagna, aperto tutto l’anno, custodisce modelli storici, sci d’epoca e cimeli di grandi campioni come Zeno Colò, raccontando l’evoluzione dello sci e della cultura alpina.
C’è solo l’imbarazzo della scelta per vivere le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina da un’altra prospettiva, quella culturale e artistica che stimola riflessioni profonde.
Il pensiero dei borghi più belli del lago di Como evoca immagini di facciate dai colori pastello, i cui riflessi danzano sulle acque blu cobalto del terzo lago più grande d’Italia. Ora, immaginateli immersi nelle luminarie natalizie e tutto diventerà ancora più magico.
Sono tanti gli appuntamenti che, dal 23 novembre al 31 dicembre 2025, rendono questa meta lombarda il luogo ideale dove vivere l’atmosfera natalizia in modo suggestivo e diffuso, spostandosi facilmente da un borgo all’altro. Prodotti tipici, decorazioni artigianali, idee regalo originali e specialità gastronomiche legate alla tradizione lariana e alpina vi aspettano, insieme a bande musicali, spettacoli dal vivo e tante altre iniziative.
Ecco i mercatini di Natale sul lago di Como da non perdere quest’anno!
Mercatini natalizi a Como
A Como, la Città dei Balocchi trasforma il centro storico in un vero villaggio natalizio, diventando uno dei mercatini di Natale più belli della Lombardia. Tra Piazza Perretta e Piazza San Fedele, 22 casette in legno offrono artigianato locale e prodotti tipici, mentre le facciate degli edifici storici, illuminate dal Magic Light Festival, regalano giochi di luce su Broletto, Porta Torre e Duomo. Piazza Cavour ospita una pista di pattinaggio sul ghiaccio con vista lago, Largo Miglio una giostra storica per bambini e Piazza Duomo l’albero di Natale. Casette solidali, concerti, animazioni quotidiane e la presenza di Babbo Natale completano l’esperienza, culminando nei fuochi d’artificio di Capodanno.
Mercatino a Lecco
Andiamo a Lecco, dove i mercatini natalizi animano Piazza XX Settembre e Piazza Cermenati con decine di casette in legno dedicate ad artigianato, addobbi e prodotti locali. Qui, il progetto Luci su Lecco illumina le facciate del centro con proiezioni architetturali dal 22 novembre al 7 gennaio. Una pista di pattinaggio sul ghiaccio, installazioni luminose, l’albero di Natale in Piazza Cermenati, concerti come il Concerto di San Nicolò e animazioni per famiglie completano l’offerta festiva della città.
A Cernobbio, invece, il Natale prende forma con la manifestazione Il Sogno di Natale. Nei fine settimana e nei giorni festivi, dalle 15:00 alle 20:00, la piazza ospita mercatini artigianali con prodotti locali e specialità gastronomiche. Spettacoli con giocolieri, trampolieri luminosi e musica animano il centro, mentre pista di pattinaggio, laboratori per bambini, iniziative con Babbo Natale, il Presepe Vivente e l’arrivo dei Babbi Natale in moto completano un programma pensato per tutte le età.
Aspettando il Natale a Bellagio
La rassegna Aspettando il Natale anima Bellagio con un Villaggio di Natale affacciato su Lungolago Europa. Le casette ospitano espositori locali, prodotti gastronomici del territorio, artigianato e idee regalo, con apertura dalle 10:00 alle 20:00 nei fine settimana e nei giorni festivi. Dal 22 al 31 dicembre, Bellagio in Festa completa il programma con concerti corali, degustazioni, giochi tradizionali e presepi artigianali nelle vie e nelle chiese storiche del centro.
Natale a Menaggio
Ad animare Menaggio c’è Menaggio On Ice, con la pista di pattinaggio sul ghiaccio aperta tutti i giorni, e i mercatini di Natale. Anche qui, tra vin brulè e cioccolata calda, non mancano spettacoli di pattinaggio, degustazioni, presepi artigianali, concerti di bande e cori locali e gli incontri con Babbo Natale, che accompagnano residenti e visitatori fino ai festeggiamenti di fine anno in piazza, il 31 dicembre.
Mercatini a Varenna
Infine, a Varenna, il Villa Cipressi Christmas Garden offre un’esperienza natalizia immersiva dal 1 novembre al 31 dicembre 2025. Aperto dal giovedì alla domenica, dalle 10:00 alle 20:30, il percorso luminoso trasforma i giardini storici della villa in uno scenario suggestivo, tra luminarie lungo i vialetti, alberi secolari decorati e proiezioni affacciate sul lago.
Dal tramonto, le installazioni si accendono creando un’atmosfera intima e raffinata, arricchita da punti ristoro con vin brulé, cioccolata calda e dolci tradizionali, oltre a spazi dedicati ad artigianato e prodotti tipici. Nei weekend sono in programma concerti natalizi, laboratori per bambini e visite guidate, mentre il centro di Varenna e Villa Monastero ospitano decorazioni coordinate e un presepe artistico visitabile per tutto il mese di dicembre.
A pochi passi da Como, affacciata sullo specchio d’acqua più elegante d’Italia, sorge Villa Erba, una delle dimore storiche più affascinanti del lago, dove l’architettura neoclassica incontra giardini secolari, scorci da sogno, atmosfere da set cinematografico: non a caso è stata scelta come location per il film Il Cimitero di Praga, che ne valorizza la presenza scenica e l’aura misteriosa.
La villa e il suo vasto parco raccontano una storia che affonda le radici nella bellezza e nella cultura, con un tocco di mondanità che non guasta mai. Tra le sue mura si respira ancora l’eleganza di un tempo, mentre tutto intorno la natura fa il resto, con una scenografia che cambia colore a ogni stagione.
Cosa vedere a Villa Erba
L’architettura della villa lascia senza parole. Lo stile è neoclassico, sì, ma con una ricchezza di dettagli che lo rende oltremodo scenografico. Colonne maestose, simmetrie perfette e cura dei dettagli danno la sensazione di trovarsi in una dimora da romanzo ottocentesco.
Villa Antica
Il cuore nobile di Villa Erba è la Villa Antica, uno spazio che conserva intatta l’anima storica pur adattandosi con disinvoltura agli eventi più moderni.
L’atrio centrale è ampio, luminoso, perfetto per accogliere gli ospiti con un impatto scenico. Le grandi sale del piano terra si aprono sul giardino e sulle terrazze affacciate sul lago, in un dialogo continuo tra interno ed esterno, tra architettura e paesaggio. È lo spazio ideale per mostre, ricevimenti, concerti e cerimonie: fino a 450 persone possono essere ospitate comodamente sedute nelle cinque sale principali, mentre la sala da ballo può trasformarsi in una pista per 500 ospiti. Esiste anche una saletta più raccolta, intima, pensata per cene esclusive o incontri riservati.
Salendo al piano superiore, un tempo riservato alla zona notte, si trovano oggi sale riunioni e uffici. Ogni ambiente è stato restaurato con attenzione, mantenendo intatto il fascino storico ma dotandolo di tutte le funzionalità moderne. Non mancano guardaroba e cucine professionali: la villa è attrezzata per accogliere eventi di ogni tipo, senza sacrificare l’eleganza.
All’esterno, il parco storico si estende fino al lago. Sentieri curati serpeggiano tra prati, siepi scolpite e aiuole fiorite, e regalano scorci panoramici da togliere il fiato.
L’ex Galoppatoio e il Centro Congressi
Un tempo riservata alle corse dei cavalli, l’area dell’ex Galoppatoio è oggi uno spazio polifunzionale pensato per eventi e manifestazioni su larga scala.
Il fiore all’occhiello è il Centro Congressi firmato dall’architetto Mario Bellini. Il suo progetto prende ispirazione dalle antiche serre in vetro e acciaio del Lago di Como, reinterpretandole in chiave contemporanea con linee pulite e materiali trasparenti. Il risultato è una struttura leggera, ariosa, integrata nel contesto naturale.
Si tratta di un complesso imponente: oltre 10.000 metri quadrati suddivisi in un padiglione centrale circolare e tre ali denominate Lario, Cernobbio e Regina. Qui si svolgono conferenze internazionali, convegni, esposizioni, mostre, cerimonie e persino dj set notturni. Il padiglione centrale può accogliere fino a 1.500 persone e si distingue per l’ottima acustica, la versatilità degli spazi e l’eleganza architettonica.
iStockLa scenografica Villa Erba affacciata sul Lago di Como
Come arrivare
Villa Erba si trova a Cernobbio, sulla sponda occidentale del Lago di Como, in una posizione comoda da raggiungere con diversi mezzi.
Chi viaggia in auto può percorrere la SS340 (nota anche come Via Regina), con la possibilità di parcheggiare all’autosilo di Villa Erba o nei dintorni.
Per chi preferisce i mezzi pubblici, numerose linee di autobus fermano a breve distanza dalla villa: le linee 11, 6, C10, C20, C25, C28, C29 e 2 collegano Como con Cernobbio in pochi minuti.
Anche il treno rappresenta un’ottima opzione: dalla stazione di Como San Giovanni si può proseguire in autobus o con una passeggiata panoramica fino a Cernobbio.
Infine, per chi arriva dal lago, Villa Erba è dotata di un pontile privato che permette l’attracco diretto di motoscafi e battelli fino a 600 persone.
Tra i migliori hotel al mondo ci sono ben 4 eccellenze italiane che raccontano l’arte dell’ospitalità del Belpaese. La nuova classifica The World’s 50 Best Hotels 2025 celebra le destinazioni più ambite del pianeta, dove lusso, servizi di qualità, design ed eleganza si intrecciano in un equilibrio perfetto.
Dal Lago di Como al cuore storico di Roma e Firenze, fino al fascino intramontabile dell’Argentario, scopriamo quali sono gli hotel premiati (e quanto costa dormirci), tra conferme e new entry.
I 4 hotel italiani premiati
Il prestigioso settore dei viaggi di lusso ha incoronato i re dell’ospitalità Made in Italy tra i 50 migliori del mondo. Quarto nella classifica generale è l’Hotel Passalacqua sul Lago di Como, che per il secondo anno di fila si aggiudica, oltre al titolo di miglior hotel d’Europa, anche quello di Best Boutique Hotel.
Ospitato in una villa del XVIII secolo a Moltrasio, dove un tempo soggiornò Papa Innocenzo XI, questo hotel è oggi un rifugio di pura eleganza. Le 24 camere sono immerse in giardini terrazzati, tra affreschi originali, lampadari di Murano e viste da cartolina sul lago. Il pernottamento parte da circa 1.100 euro a notte.
Il secondo hotel italiano in classifica è il Four Seasons Firenze, che occupa la nona posizione. Rinascimentale e senza tempo, questo palazzo mediceo del XV secolo, trasformato in un’oasi di charme, unisce storia e modernità in 116 camere affrescate. Sorge a due passi dagli Uffizi e dal Duomo e offre navetta e biciclette per esplorare la città. Le tariffe? Si parte da circa 860 euro.
Al ventiduesimo posto dei The World’s 50 Best Hotels 2025 si classifica il Bulgari Roma, new entry nella prestigiosa graduatoria internazionale. Affacciato sul Mausoleo di Augusto della Capitale, questo hotel unisce razionalismo Anni ’30 e charme contemporaneo, tra mosaici di marmo, vetri di Murano e vasi di Gio Ponti.
Le camere, in quattro palette ispirate alle pietre preziose, guardano Piazza Augusto Imperatore e Via della Frezza. Nella Suite Bulgari, una vasca in marmo scolpita da un unico blocco evoca le antiche Terme di Caracalla. Dormire qui è un sogno per pochi: i prezzi partono dai 1.300 euro.
A completare l’elenco delle eccellenze italiane c’è una new entry: l’Hotel Il Pellicano. Situato a Porto Ercole, frazione del comune sparso di Monte Argentario in provincia di Grosseto, si è posizionato al 26° posto. Nata negli Anni ’60 da una storia d’amore e diventata icona della dolce vita, questa struttura continua a incantare con il suo fascino discreto. Affacciato su una baia segreta del Monte Argentario, tra bouganville e mare turchese, l”hotel unisce stile toscano e allure internazionale. Anche qui le camere partono da circa 860 euro.
Quali sono i migliori hotel nel resto del mondo? A dominare la classifica The World’s 50 Best Hotels 2025 è il Rosewood Hong Kong, che sale di due posizioni rispetto al 2024, confermando l’Asia come nuova capitale del lusso. Seguono il Four Seasons Bangkok at Chao Phraya River al secondo posto e il Cappella Bangkok al terzo.
Di seguito la classifica completa:
1. Rosewood Hong Kong – Hong Kong (Cina)
2. Four Seasons Bangkok at Chao Phraya River – Bangkok (Thailandia)
3. Capella Bangkok – Bangkok (Thailandia)
4. Passalacqua – Lago di Como (Italia)
5. Raffles Singapore – Singapore (Singapore)
6. Atlantis The Royal – Dubai (Emirati Arabi Uniti)
L’Italia conferma ancora una volta la sua eccellenza nell’ospitalità, conquistando i principali riconoscimenti ai World Travel Awards 2025. Dalle coste della Sardegna ai panorami del Lago di Como, il Paese domina la scena europea grazie a strutture uniche, in cui eleganza, benessere e sostenibilità si fondono perfettamente.
Ecco quali sono i migliori hotel d’Europa 2025, tutti rigorosamente italiani.
Il miglior beach hotel 2025
Situato sul litorale veneziano, Almar Lido Jesolo è stato premiato come “hotel sulla spiaggia leader in Europa 2025”. Questo resort di design combina comfort contemporaneo e servizi esclusivi, offrendo agli ospiti un’esperienza rilassante tra mare, spa e gastronomia d’eccellenza. Ideale per chi desidera un soggiorno balneare raffinato a pochi passi da Venezia.
Il miglior boutique hotel 2025
Immerso nel fascino senza tempo del Lago di Como, VISTA Lago di Como ha conquistato il titolo di “miglior boutique hotel d’Europa 2025”. L’hotel si distingue per l’atmosfera intima e il servizio personalizzato, con camere che offrono viste mozzafiato e un ristorante di lusso apprezzato a livello internazionale.
Il miglior eco resort 2025
La Sardegna brilla anche nella sostenibilità con Arbatax Park Resort, vincitore del premio “migliore eco-resort d’Europa 2025”. Il complesso, immerso nella natura incontaminata dell’Ogliastra, punta su pratiche green e sul rispetto dell’ambiente, integrando perfettamente lusso e biodiversità.
Tra le meraviglie del sud della Sardegna, Almar Timi Ama Villasimius è stato riconosciuto come “resort leader in Europa per famiglie e benessere 2025”. Qui le famiglie possono godere di comfort esclusivi, servizi dedicati ai bambini e una spa di altissimo livello.
La struttura si aggiudica anche altri due riconoscimenti: “hotel e spa leader in Europa” e “miglior resort insulare leader in Europa 2025”.
Palazzo Fiuggi, nel Lazio, vince come “hotel benessere leader in Europa 2025”. Tra programmi detox, terapie rigenerative e una spa all’avanguardia, è un vero tempio del benessere fisico e mentale.
Il miglior green hotel 2025
Nelle Dolomiti a San Candido, Naturhotel Leitlhof incarna il concetto di ospitalità sostenibile. Vincitore del premio “hotel leader in Europa nel settore green 2025”, produce in autonomia l’energia elettrica e il riscaldamento. Qui si promuove un turismo rispettoso della natura, senza rinunciare al comfort e al design alpino.
Sulla costa settentrionale della Sardegna, Resort Valle dell’Erica Thalasso & SPA si distingue come “miglior resort ecologico d’Europa 2025”. Tra acque cristalline e vegetazione mediterranea, offre un’esperienza di benessere e sostenibilità unica nel suo genere.
Il miglior resort di lusso con solo suite 2025
In Sicilia, Almar Giardino di Costanza ottiene il titolo di “resort di lusso con sole suite in Europa 2025”. Ogni suite è un rifugio di eleganza, impreziosito da dettagli siciliani, spa di livello internazionale e cucina gourmet.
Il resort balneare di lusso 2025
Forte Village Resort, in Sardegna – Pula Cagliari – si conferma una leggenda dell’ospitalità, vincendo ben tre premi: “resort balneare di lusso in Europa 2025”, “resort leader in Europa 2025” e “principale accademia sportiva d’Europa 2025”. Un paradiso per famiglie, sportivi e amanti del mare, dove lusso e attività si fondono in modo impeccabile.
Nel cuore della capitale, Rome Cavalieri si aggiudica il titolo di “resort urbano di lusso leader in Europa 2025”. Famoso per la sua vista panoramica su Roma e per la collezione d’arte unica, questo iconico hotel rappresenta l’eccellenza dell’ospitalità urbana di lusso.
Ufficio stampaIl Rome Cavalieri con vista sulla Capitale
Il miglior hotel nella regione vinicola italiana 2025
Nel cuore della Toscana – in Val d’Orcia – Rosewood Castiglion del Bosco conquista il titolo di “hotel leader nella regione vinicola italiana 2025”. Situato in una delle zone vinicole più rinomate d’Italia, offre agli ospiti degustazioni, esperienze enogastronomiche e panorami mozzafiato tra le colline del Brunello di Montalcino.
Dal 26 al 28 settembre 2025 rallentate i ritmi e partecipate al Festival Nazionale dei Borghi più belli d’Italia. La XVII edizione avrà come cornice Bellano, splendido borgo affacciato sul Lago di Como. È l’appuntamento annuale più atteso dall’associazione che riunisce oltre 300 comuni, con l’obiettivo di far scoprire un’Italia inedita, custodita nei luoghi meno battuti dal turismo di massa.
In questi borghi, la meraviglia si nasconde dietro ogni angolo: scorci suggestivi, racconti degli abitanti, botteghe autentiche. Durante le tre giornate non mancheranno convegni istituzionali, dibattiti, spettacoli, degustazioni, mostre, laboratori, concerti, itinerari guidati ed esperienze all’aperto. Al centro del programma temi chiave come la sostenibilità, la valorizzazione dei territori e la qualità della vita nei piccoli borghi.
Il Festival dei Borghi più belli d’Italia
Il Festival Nazionale dei Borghi più belli d’Italia non è solo un appuntamento annuale: è un viaggio collettivo dentro l’anima dei piccoli centri, un mosaico di identità che ogni anno si compone in un luogo diverso. Nato per contrastare lo spopolamento e per restituire vitalità a territori dimenticati, il festival è oggi il momento in cui amministratori, operatori turistici, associazioni e viaggiatori si incontrano per confrontarsi sul futuro e, allo stesso tempo, celebrare la vita quotidiana che anima i borghi.
L’edizione 2025 sceglie Bellano come cornice ideale. Decine di eventi, tra riflessioni, spettacoli e convivialità, racconteranno la vera essenza di questi luoghi tra bellezza discreta, resilienza delle comunità e capacità di innovare senza perdere radici. Un’occasione per scoprire come tradizione e futuro possano convivere, trasformando i borghi in laboratori viventi di cultura e sostenibilità.
Il programma dell’edizione 2025
Il festival comincerà venerdì 26 settembre, con una giornata inaugurale dedicata ai sapori e alla cultura che prevede un convegno sulla valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche locali. Ospite della giornata sarà Oscar Farinetti, che presenterà il suo ultimo libro “La regola del silenzio“, aggiungendo un tocco di riflessione alla serata. Al calar del sole, l’evento si sposterà sulle acque scintillanti del lago per una crociera inaugurale a bordo della storica motonave Concordia. Durante la navigazione, gli ospiti potranno gustare una cena esclusiva mentre ammirano le luci dei borghi di Tremezzo, dell’Isola Comacina e del suggestivo Corenno Plinio.
Sabato 27 settembre si terrà il suggestivo corteo dei sindaci, simbolo dell’unione e dell’impegno comune per la tutela del patrimonio italiano. Seguiranno workshop dedicati alle migliori pratiche amministrative e convegni su temi attuali come le energie rinnovabili e l’integrazione dell’intelligenza artificiale per migliorare la vita nei piccoli centri. Tra un dibattito e l’altro, i visitatori potranno deliziarsi con degustazioni di prodotti tipici, assistere a coinvolgenti showcooking e partecipare alla rassegna letteraria “Il bello dell’Orrido”, che ospiterà lo scrittore Andrea Vitali. La serata si concluderà in una scia di note e allegria, con spettacoli musicali e il concerto dei Tributo Italiano, una delle più acclamate cover band del panorama nazionale.
Infine, domenica 28 settembre sarà interamente dedicata alle esperienze all’aria aperta e al contatto con la natura. Gli appassionati di trekking potranno partecipare a un’escursione guidata lungo il celebre Sentiero del Viandante, fino a raggiungere l’antico borgo di Corenno Plinio. Non mancheranno aperitivi con vista lago, laboratori artigianali e altre presentazioni che animeranno l’ultima giornata. Il gran finale del festival sarà un momento carico di emozione: la cerimonia di consegna della bandiera al borgo che avrà l’onore di ospitare l’edizione del 2026, seguita da uno spettacolare show pirotecnico e da una proiezione di cinema all’aperto sotto le stelle.
Tra le acque tranquille del Lago di Como, incastonata tra montagne e lungolago, si nasconde una città che sembra uscita da un dipinto: vicoli stretti, piazze acciottolate e caffè affacciati sull’acqua dove il tempo pare rallentare. Ogni anno, però, quel silenzio sospeso viene scosso da un’onda enorme di turisti: oltre quattro milioni, in una città di appena 80mila abitanti, Como.
Un’invasione dolce, certo, ma che rischia di soffocare la vita quotidiana di chi a Como ci vive davvero. È la sfida dell’overtourism, un fenomeno che tocca molte città d’arte italiane, ma che a Como trova una risposta originale, fatta di regole più stringenti e di un progetto di rigenerazione urbana ispirato a un’alveare: naturale, vibrante, collettivo.
Se amate Como, non è difficile capire perché attiri così tante persone. La città è un invito costante alla lentezza, a perdersi tra i suoi scorci romantici e i profumi del mercato, a fermarsi per un gelato guardando il riflesso delle montagne sul lago o a scoprire i piccoli negozi dove si respira ancora l’anima autentica del territorio.
Ma questa bellezza è fragile e senza un’attenzione nuova rischia di diventare solo uno sfondo per selfie frettolosi e locali omologati. Ecco perché Como ha deciso di mettersi al lavoro per trasformare il problema in opportunità, per far tornare il centro storico uno spazio vivo, vissuto e non un parco tematico per turisti.
Regole anti-overtourism, vietati i “buttadentro” e ridotti i gruppi di visitatori
Uno dei primi segnali concreti di questa svolta lungo il Lago di Como è arrivato con il nuovo regolamento di polizia urbana, che dice stop ai famigerati “buttadentro”: quei promotori invadenti che, soprattutto sul lungolago, ripetono a ciclo continuo la pubblicità di ristoranti i cui menù spesso non brillano per originalità, ma che monopolizzano l’attenzione dei passanti con grida in tutte le lingue. Il divieto è un gesto semplice ma potente per restituire spazio e respiro ai visitatori e ai residenti, rendendo la passeggiata più piacevole e autentica.
Anche la dimensione dei gruppi turistici cambia: d’ora in poi, chi visita Como con guide o accompagnatori dovrà farlo in gruppi non più grandi di 25 persone. Una scelta pensata per evitare assembramenti rumorosi che soffocano i vicoli, congestionano i marciapiedi e mettono in crisi la mobilità pedonale.
Il modello alveare urbano, rigenerazione green e commercio di vicinato
Ma Como non vuole fermarsi a contenere l’emergenza overtourism: vuole trasformare il proprio cuore urbano in un ecosistema sano e pulsante. Nasce così il progetto del “modello alveare urbano”, che prende ispirazione proprio dalla natura delle api, creature laboriose e fondamentali per la biodiversità. Come in un alveare, ogni piccolo negozio, ogni bottega storica, ogni angolo verde deve contribuire a creare un ambiente vivo, sostenibile e accogliente.
Quattro aree strategiche della città: la stazione San Giovanni, piazza Vittoria, viale Geno e il giardino di via Balestra. Queste aree, infatti, sono state trasformate in veri e propri corridoi ecologici urbani, con essenze botaniche selezionate per supportare le api mellifere e selvatiche. Proprio vicino alle antiche mura, l’alveare urbano è diventato un simbolo concreto di rigenerazione, un invito a prendersi cura del territorio con la stessa dedizione delle api che costruiscono il loro nido.
Il lago di Como è una delle zone preferite dai turisti, specialmente da quelli che arrivano dagli Stati Uniti affascinati dai borghi e dall’atmosfera luxury scelta da numerosi VIP per le proprie case vacanza. Tra i più belli? Senza dubbio Varenna che, affacciato sulla sponda orientale, subisce un inevitabile boom di visitatori nelle giornate più calde e dalla primavera in poi.
Il successo ha un prezzo caro da pagare: l’overtourism sta portando la cittadina a un flusso così alto da mettere in difficoltà i servizi essenziali, ed ecco che il sindaco Mauro Manzoni si espone con una proposta pronta a far discutere. L’idea, infatti, è quella di introdurre una tassa di sbarco destinata solo ai turisti giornalieri. Un piccolo contributo simbolico, ma che potrebbe fare una grande differenza per le casse comunali e per la gestione del territorio.
Tassa turistica a Varenna
La proposta del primo cittadino nasce da una constatazione chiara: esistono due categorie di turisti. Da un lato, chi soggiorna per più giorni in strutture ricettive e già versa la tradizionale tassa di soggiorno. Dall’altro, una fetta ben più ampia di visitatori “mordi e fuggi” che arrivano la mattina, visitano la città e ripartono nel pomeriggio o alla sera, senza lasciare contributi economici diretti al Comune.
Durante il weekend di Pasqua, ad esempio, si sono contati oltre 100.000 arrivi, molti dei quali tramite i treni regionali provenienti da Milano. Scene di calca, code infinite e treni affollati sono diventate la norma. “Anche questi turisti”, ha spiegato Manzoni, “vanno accolti con dignità. Ma occorre che contribuiscano almeno in parte ai costi che generano”.
iStockVarenna propone una tassa sugli sbarchi giornalieri
Tra le principali criticità evidenziate ci sono la gestione del traffico, la sicurezza e la pulizia urbana. Per un comune di appena 1.000 abitanti, garantire un’accoglienza dignitosa a decine di migliaia di visitatori è una sfida quotidiana. Servono più ausiliari del traffico, più agenti di polizia locale, più personale per la pulizia delle strade, spiega il sindaco in un’intervista rilasciata a La Repubblica. Bisogna però sapere che i limiti di spesa imposti dallo Stato non danno modo di poter assumere altro personale.
Ecco allora l’idea di introdurre un contributo per l’accesso giornaliero, sul modello di quanto già avviene in altre località italiane soggette a iperturismo, come Venezia o alcune isole minori. Una misura che, secondo Manzoni, potrebbe portare sollievo alle finanze comunali e migliorare sensibilmente l’esperienza turistica.
Altri borghi del lago di Como coinvolti
Il sindaco ha già sottoposto la sua proposta al Ministero del Turismo, suggerendo l’estensione del contributo di sbarco anche ad altri comuni con meno di 1.000 abitanti. Un modello replicabile che potrebbe rappresentare una soluzione concreta per molte realtà italiane afflitte dagli stessi problemi.
Nel frattempo, altri sindaci della zona iniziano ad adottare misure restrittive per limitare i disagi: a Como, ad esempio, è stato imposto un limite ai gruppi turistici e ai promotori turistici non autorizzati. Varenna, con la proposta guidata dal primo cittadino, apre un dibattito legato a come coniugare accoglienza e sostenibilità. Una sfida che, da nord a sud, tocca centinaia di piccoli gioielli del nostro Paese.
La Lombardia è tra le mete preferite d’Europa. Prima Regione d’Italia per lo shopping tourism, è Milano, sì, ma non solo. Lago di Como, ma non solo. Ci sono, infatti, tantissimi itinerari fuori rotta da percorrere, borghi poco noti da esplorare e anche diversi laghi minori che meritano un viaggio. Ne abbiamo parlato con Barbara Mazzali, Assessore al Turismo, Marketing territoriale e Moda della Regione Lombardia
Quale strategia sta applicando Regione Lombardia per la promozione turistica e in quali aree si sta concentrando?
Autenticità, stagionalità e bellezza diffusa. Se dovessi sintetizzare in tre parole la nostra nuova visione del turismo in Lombardia, sceglierei proprio queste. Stiamo cambiando prospettiva: oggi vogliamo raccontare una Lombardia che va oltre i soliti itinerari, una terra sorprendente fatta di cammini, ciclovie, sport d’acqua, piccoli borghi e campeggi glamour. Vogliamo parlare a chi cerca esperienze, benessere, qualità della vita. Il nostro lavoro punta molto sulla destagionalizzazione: portare turisti durante tutto l’anno, distribuendo i flussi e valorizzando anche le aree interne, quelle spesso fuori dai radar ma ricchissime di fascino.
È in quest’ottica che abbiamo lanciato il bando ‘Lombardia Style’ – Progetti di promozione unitaria per l’attrattività territoriale: 2,3 milioni di euro per sostenere alleanze tra Comuni e creare calendari condivisi di eventi. Una Lombardia che si racconta in modo corale, che punta a generare nuovi flussi e sostenere le economie locali. E lo fa anche pensando al turista esigente, con proposte d’eccellenza come il glamping e le mobile homes: il lusso che abbraccia la natura.
Fonte: @Varese TurismoEscursionisti in visita al borgo dipinto di Arcumeggia in provincia di Varese
Cosa si intende esattamente per ‘Lombardia Style’?
È il nostro marchio di fabbrica, il segno distintivo che abbiamo scelto per presentare al mondo il meglio della Lombardia. ‘Lombardia Style’ è molto più di un logo: è un concetto, una visione. Nasce dall’equilibrio tutto lombardo tra creatività e rigore, tra bellezza e capacità produttiva. È lo stile che accomuna i nostri designer, i nostri chef, le aziende manifatturiere, le botteghe e gli atelier. Con ‘Lombardia Style’ vogliamo dare un’identità forte e coerente a tutto ciò che rende unica questa Regione: cultura, moda, design, paesaggi, enogastronomia. È il nostro modo di raccontare che qui si vive bene, si crea, si innova, si sogna. Non siamo solo una destinazione da visitare: siamo un’esperienza da vivere tutto l’anno.
Il cineturismo è un fenomeno in crescita. Come lo sta sostenendo la Regione?
Il cinema è una chiave meravigliosa per raccontare i territori. E la Lombardia, con la sua varietà straordinaria di scenari – laghi, città d’arte, montagne, borghi – è sempre più protagonista sullo schermo. Da Visconti a Hitchcock, da George Lucas a Pollack: qui sono state girate più di mille pellicole. Basti pensare a Ocean’s Twelve sul Lago di Como, Quantum of Solace sul Garda o Cento Chiodi sul Po. Senza dimenticare i videoclip musicali e le produzioni moda, come la recente scelta di Chanel che ha lanciato la sua collezione di alta gioielleria ispirata al profumo N°5 proprio sul Lago di Garda. Stiamo sostenendo produzioni, come quella tra la società Univela di Tremosine e Circus, che porteranno nuove opere creative ambientate nei nostri paesaggi. È una vera ‘carriera cinematografica’ per la Lombardia, che oggi non è solo sfondo, ma protagonista glamour e affascinante, capace di far sognare.
Turismo locale vs visitatori internazionali: come state lavorando su questi due fronti?
Il 2024 è stato un anno straordinario: oltre 53 milioni di pernottamenti, di cui il 67% da stranieri. Una crescita del 10% che ci conferma tra le mete preferite in Europa. Noi lavoriamo con attenzione su entrambi i fronti, costruendo un turismo sostenibile, intelligente, di qualità. Un turismo che arricchisce, davvero, le comunità locali. Il dato più interessante? Un aumento del 44% nelle transazioni tax free, grazie all’abbassamento della soglia d’acquisto per i turisti extraeuropei introdotta dal governo Meloni. Risultato: la Lombardia è oggi la prima Regione italiana per lo shopping tourism. E questo è solo uno dei segnali di quanto il turismo stia diventando una leva economica strategica per tutto il territorio.
Fonte: 123RFLe vetrine di lusso della Galleria Vittorio Emanuele a Milano
Come si sta preparando la Lombardia alle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026?
Le Olimpiadi non saranno solo un grande evento sportivo: saranno un vero e proprio cambio di passo per il nostro territorio. L’impatto previsto parla chiaro: +15% a +60% di flussi turistici dopo i Giochi. Ci stiamo preparando con investimenti strutturali importanti – oltre 434 milioni di euro tra strade, ferrovie e impianti sportivi – ma anche con progetti che parlano al cuore, come ‘Cuori Olimpici’.
È un viaggio simbolico e fisico attraverso le 12 province lombarde, con eventi e installazioni che coinvolgono le comunità e raccontano l’identità profonda della nostra terra. Saranno 3.500 atleti da 93 Paesi, 1,3 miliardi di spettatori. Milano sarà la porta d’ingresso, la Valtellina il cuore pulsante delle competizioni. Ma tutta la Lombardia sarà protagonista, mostrando il suo volto più autentico e innovativo, fatto di moda, design, natura e accoglienza.
Fonte: Ufficio stampaLa Valtellina è pronta per le Olimpiadi (Valfurva, Colle delle Pale Rosse)
Ci sono novità turistiche in vista per i prossimi mesi?
Assolutamente sì! Stiamo lavorando a tantissimi eventi che anticipano le Olimpiadi, nell’ambito di ‘Cuori Olimpici’. Poi c’è un altro progetto affascinante e carico di spiritualità: gli itinerari delle 69 chiese giubilari lombarde. A fine settembre ospiteremo a Bellano il Festival nazionale dei Borghi più belli d’Italia, un’occasione straordinaria per mettere sotto i riflettori le nostre perle nascoste. Tutto l’anno i nostri territori offrono la vivacità di sagre, festival dedicati a musica, enogastronomia, artigianato, mostre e iniziative culturali: ciascuno è un viaggio nel cuore pulsante delle nostre tradizioni, tra storie di famiglia, mani sapienti e prodotti che parlano di territori. Eventi che uniscono cultura, turismo e identità. In una parola? Emozione.
Fonte: Ufficio stampaBarbara Mazzali, Assessore al Turismo, Marketing territoriale e Moda di Regione Lombardia
Una giornata tra natura, cultura e meraviglia può iniziare da una semplice stazione ferroviaria. In Lombardia, Trenord invita a riscoprire il fascino dei laghi italiani con un ventaglio di itinerari che uniscono treno e battello, aprendo le porte a un turismo sostenibile e suggestivo.
Dal Lago di Como al Garda, dal Maggiore all’Iseo, ogni proposta è pensata per immergersi con lentezza nei paesaggi d’acqua, tra borghi affacciati sul blu, ville storiche e natura incontaminata.
Varenna e il Castello di Vezio: un viaggio nel tempo
Adagiata sulla sponda orientale del Lago di Como, Varenna si rivela come un piccolo gioiello medievale.
Raggiungibile in treno da tutta la Lombardia, questa tappa è il punto di partenza per scoprire una delle fortezze più panoramiche del territorio: il Castello di Vezio. Arroccato sopra il borgo, racconta mille anni di storia e dona viste spettacolari sul lago e sui monti tutt’intorno.
L’offerta di Trenord consente di abbinare il viaggio in treno all’ingresso al castello, con la possibilità di spostarsi liberamente in battello tra Varenna e Lenno. Una navigazione lenta che tocca alcune tra le località più amate del Lario, da Bellagio, con i giardini terrazzati, a Lenno, dove la celebre Villa del Balbianello incanta grazie alla sua posizione scenografica.
Gardone Riviera: tra poesia e botanica
Sulla riva bresciana del Lago di Garda ecco Gardone Riviera, cittadina che conserva intatto lo spirito di inizio Novecento, tra atmosfere dannunziane e visioni esotiche. Qui, la proposta “Treno + Vittoriale e Parco Heller” permette di scoprire due luoghi simbolo della cultura italiana.
Il Vittoriale degli Italiani, ultima dimora del poeta Gabriele d’Annunzio, è un complesso monumentale che racchiude architetture, giardini, un teatro all’aperto e persino una nave incastonata tra i cipressi. A pochi passi, il Giardino Botanico Heller accoglie arte contemporanea e piante da tutto il mondo, in un percorso che sorprende passo dopo passo.
Lago di Lecco: tra borghi autentici e natura selvaggia
Fonte: iStockIl pittoresco centro storico e porto di Mandello del Lario
Il ramo lecchese del Lago di Como è quello che conserva il volto più autentico del territorio: tra rocce scoscese e piccoli paesi affacciati sull’acqua, si estende il Primo Bacino di Lecco, meta di una delle gite più affascinanti di Trenord.
Dopo aver raggiunto Lecco in treno, è possibile salire a bordo dei battelli che collegano località come Abbadia Lariana, Mandello del Lario e Onno. Un itinerario perfetto per chi cerca la quiete, lontano dalle rotte più battute, dove ogni scorcio regala suggestioni inedite e i borghi raccontano storie di lago e montagna.
Bellagio e le ville sull’acqua
Bellagio, la “perla del Lago di Como”, è una delle mete più fotografate d’Italia. Ma arrivarci in battello dopo aver percorso il lago da Como regala un’emozione diversa. La proposta “Treno + Bellagio Tour” consente di vivere una giornata interamente dedicata alla scoperta di questo borgo elegante e dei suoi dintorni.
Il tragitto via lago, costellato di dimore storiche come Villa Carlotta e Villa d’Este, introduce a un mondo sospeso nel tempo, dove i giardini profumano di storia. La possibilità di proseguire fino a Varenna per rientrare in treno offre un percorso circolare di grande fascino.
Lago Maggiore: tra Laveno, Stresa e le Isole Borromee
Chi preferisce il versante settentrionale della Lombardia può optare per le proposte verso il Lago Maggiore. Da Laveno si parte in battello verso la sponda piemontese, costellata di giardini e residenze nobiliari. La tappa a Villa Taranto, celebre per l’orto botanico, è tra le più apprezzate.
Ancora più suggestiva è l’offerta che parte da Stresa e conduce alla scoperta delle Isole Borromee: Isola Bella, con il maestoso Palazzo Borromeo; Isola Madre, paradiso botanico; e l’Isola dei Pescatori.
Sirmione e il Garda: relax e archeologia
Tra le mete più celebri del Lago di Garda, Sirmione spicca per la bellezza senza tempo. La proposta Trenord prevede il viaggio in treno fino a Desenzano o Peschiera, da dove si prosegue in battello verso la penisola di Sirmione. Un percorso che attraversa acque turchesi e si conclude tra le mura del Castello Scaligero e le vestigia romane delle Grotte di Catullo.
Chi desidera esplorare ancora può optare per la Garda Experience, che consente di navigare tra le località più affascinanti del basso lago: da Lazise a Salò, tra scorci naturali e patrimoni storici.
Monte Isola: il cuore verde del Lago d’Iseo
Fonte: IstockTutta la bellezza di Monte Isola
Di vera suggestione anche la proposta che porta a Monte Isola.
Partendo in treno da tutta la regione si raggiunge il Lago d’Iseo, dove i battelli arrivano sull’isola abitata più grande d’Europa.
Qui, tra sentieri, borghi di pescatori e specialità gastronomiche, si può vivere una giornata a contatto con una natura autentica e silenziosa, lontana dai circuiti più turistici.
Il Viandante via Lago: un giorno tra sentieri e battelli
Per chi ama alternare la lentezza dell’acqua al passo dei sentieri, l’itinerario “Il Viandante via Lago – 1 giorno” è la scelta ideale. Questa proposta firmata Trenord permette di raggiungere Lecco in treno e muoversi lungo il tratto orientale del Lago di Como, tra treni e battelli, fino a Colico.
Il Sentiero del Viandante, antico tracciato di origine medievale, accompagna i visitatori lungo borghi silenziosi e scorci sospesi tra acqua e montagna. Lungo il cammino, si incontrano località come Abbadia Lariana, Varenna, Piona e Bellano, ciascuna con la sua identità e le atmosfere da apprezzare senza fretta.
Il biglietto unico consente di spostarsi tra battelli e stazioni ferroviarie, con la massima flessibilità per personalizzare la giornata secondo i propri ritmi.
Il Viandante via Lago: l’esperienza completa in due giorni
Per chi desidera prendersi più tempo e vivere il Lago di Como in tutta la sua varietà, Trenord propone anche una versione estesa del viaggio: “Il Viandante via Lago – 2 giorni”. Un pacchetto pensato per conoscere a fondo la sponda orientale del lago, alternando tratti in battello, escursioni a piedi e soste nei borghi.
L’itinerario in due giorni consente di dedicare tempo non solo alla camminata sul Sentiero del Viandante, ma anche alla visita delle località: Varenna, con il lungolago romantico e i giardini di Villa Monastero, può diventare il cuore della prima giornata mentre il giorno seguente si può proseguire verso nord, per scoprire la quiete di Piona e l’atmosfera spirituale della sua abbazia, oppure godersi il panorama da Colico, tra spiagge tranquille e lo sfondo delle Alpi Orobie.
Tour del Primo Bacino del Lago di Como
Tra le esperienze da non perdere spicca, infine, quella che porta alla scoperta del Primo Bacino del Lago di Como, una delle aree più raffinate e scenografiche del Lario. L’offerta “Treno + Battello” consente di raggiungere Como in treno da tutta la Lombardia, per poi salpare a bordo dei battelli diretti verso Cernobbio, Moltrasio, Blevio e Torno.
Questa zona del lago è famosa per le dimore aristocratiche e per i paesaggi dipinti. Ville come Villa d’Este o Villa Erba si alternano a piccoli borghi arrampicati sul lago, tra cui spicca Cernobbio, con le terrazze affacciate sull’acqua. Da qui, il tragitto prosegue lungo la sponda fino a Torno, uno dei borghi più poetici del lago, incastonato tra le montagne e il blu dell’acqua.
L’offerta di Trenord include viaggio in treno e libera navigazione tra gli scali compresi, per una gita su misura nel fascino discreto del Lario.
Il Sentiero del Viandante è uno dei cammini più affascinanti e panoramici del Nord Italia. Si snoda per circa 70 chilometri lungo la sponda orientale del Lago di Como, da Lecco a Colico, seguendo antichi tracciati che un tempo collegavano borghi, santuari e valichi alpini. A ogni passo, il sentiero regala vedute spettacolari sulle acque del Lario, scorci su terrazzamenti coltivati, boschi di castagni, uliveti storici e villaggi arroccati in cui il tempo sembra essersi fermato. È un itinerario perfetto per chi cerca un’esperienza escursionistica autentica, tra natura, cultura e tradizioni locali.
Nonostante l’altitudine contenuta, il percorso è tutt’altro che monotono: i dislivelli giornalieri, i tratti montani e le salite tra mulattiere e selciati richiedono un minimo di allenamento e buone scarpe da trekking. Il sentiero è ben segnalato, con possibilità di suddividerlo in 5 o 6 tappe principali, oppure di percorrerlo in modalità “giornaliera”, sfruttando la linea ferroviaria Lecco–Colico che corre parallela al tracciato e consente facili rientri.
Storia e origine del cammino
Il Sentiero del Viandante affonda le sue origini nel passato più profondo della regione. Era la via naturale di collegamento tra la Valtellina, la Svizzera e Milano, molto prima della costruzione della moderna Strada Statale 36. Utilizzato per secoli da pellegrini, viandanti, mercanti e soldati, fu noto con vari nomi: Strada Regia, Via Ducale, Via Napoleona, a seconda delle epoche e delle autorità che ne curarono la manutenzione.
Con l’avvento delle vie moderne, il tracciato andò lentamente in disuso, fino a essere quasi dimenticato. Solo negli anni ’90, grazie all’impegno di associazioni locali, comuni e appassionati di escursionismo, fu recuperato e rilanciato come sentiero escursionistico a lunga percorrenza. Oggi rappresenta un ponte ideale tra natura e memoria, dove si cammina respirando storie secolari e osservando la bellezza di un paesaggio che non ha bisogno di essere spiegato: basta seguirlo, passo dopo passo.
Le tappe del Sentiero del Viandante
Il Sentiero del Viandante si presta ad essere percorso in 5 o 6 tappe principali, ma anche suddiviso in giornate più brevi o modulato secondo il tempo e il passo del camminatore. Di seguito, una descrizione completa delle tappe classiche da sud a nord, con dettagli sui dislivelli, i borghi attraversati e i punti di interesse più significativi.
Tappa 1: da Lecco ad Abbadia Lariana
(6,5 km, 250 m D+, 230 m D-, 2h)
Il cammino comincia a Lecco, nei pressi del Ponte Azzone Visconti, e dopo pochi chilometri si lascia l’ambiente urbano per addentrarsi in una vegetazione lussureggiante fatta di boschi misti e castagneti, seguendo antiche mulattiere che portano verso Malnago e poi giù verso Abbadia Lariana. La tappa è breve e ideale per chi desidera un primo approccio al sentiero. Ad Abbadia si consiglia una visita al Museo Setificio Monti, testimonianza della storica lavorazione della seta in zona, e una pausa al lungolago per ammirare il contrasto tra acqua e pareti rocciose delle Grigne.
Questa tappa è breve ma panoramica: il sentiero sale subito verso Borzone e attraversa antiche mulattiere lastricate, immerse nei boschi con scorci improvvisi sul lago. A tratti si cammina su balconate naturali, con vista su Mandello del Lario e il gruppo del Grignone. Si attraversano piccoli nuclei rurali e si scende dolcemente verso Lierna, borgo elegante e ben tenuto. Qui merita una sosta la frazione Castello, affacciata sul lago con una piccola spiaggia e case in pietra a picco sull’acqua: uno degli scorci più iconici del percorso.
Tappa 3: da Lierna a Varenna
(8 km, 420 m D+, 440 m D-, 3h30m)
Una tappa molto suggestiva, che alterna boschi di castagni, uliveti e aperture panoramiche verso la sponda occidentale del Lario. Dopo una salita graduale, si raggiungono punti da cui la vista si apre su Bellagio, Menaggio e Tremezzina. Il sentiero scende quindi verso Varenna, considerato uno dei borghi più belli del Lago di Como. Il centro storico è ricco di fascino, con stradine strette, case colorate, la Chiesa di San Giorgio e la celebre Villa Monastero, con giardini botanici terrazzati sul lago. Una tappa breve ma densa, ideale anche come escursione giornaliera.
Tappa 4: da Varenna a Dervio
(12 km, 700 m D+, 680 m D-, 5h)
Una delle tappe più impegnative ma anche più appaganti dell’intero percorso. Si inizia con una salita decisa verso Perledo e poi Vezio, piccolo borgo noto per il suo castello medievale e il panorama incredibile sul centro lago. Si prosegue in ambiente collinare e boscoso, passando accanto al Santuario della Madonna di Lezzeno e scendendo verso Bellano, famosa per l’impressionante Orrido, una gola scavata nella roccia dal torrente Pioverna. Il tratto finale sale e scende fino a Dervio, dove ci si può rilassare lungo il lago o visitare la Torre di Orezia.
Tappa lunga e con un profilo altimetrico movimentato: dopo Dervio, si sale verso Dorio e si entra in un ambiente più montano, con tratti ombrosi tra faggi e castagni e sentieri ben tracciati ma più tecnici. Si attraversano nuclei come Mondonico e Cainallo, per poi arrivare a Corenno Plinio, straordinario borgo medievale costruito su un promontorio roccioso con chiese romaniche e scalinate in pietra. L’ultima parte del percorso scende verso Piantedo, porta d’ingresso alla Valchiavenna. Questa tappa è adatta a camminatori ben allenati e può essere spezzata a Colico, se necessario.
Tappa 6 (facoltativa): da Piantedo a Colico
(6 km, 150 m D+, 200 m D-, 2h)
Per chi ha tempo e desidera concludere il cammino in bellezza, questo tratto finale conduce a Colico, tra campi coltivati, uliveti e scorci aperti verso la sponda nord del lago. È una tappa facile e rilassante. A Colico meritano una visita il Forte Montecchio Nord, risalente alla Prima Guerra Mondiale, e il lungolago, ideale per una sosta o per celebrare la fine del percorso.
La segnaletica sul percorso
Una delle qualità migliori del Sentiero del Viandante è la chiarezza della segnaletica, che rende possibile percorrerlo anche senza guida. Lungo tutto il tracciato, il camminatore trova indicazioni ben visibili e frequenti, anche nei tratti più isolati.
I principali riferimenti sono:
Cartelli arancioni con l’indicazione “Sentiero del Viandante” e frecce direzionali, posizionati agli incroci più importanti e agli ingressi dei borghi;
Segnavia CAI in bianco e rosso, tipici dei sentieri montani italiani, spesso accompagnati da bollini blu dipinti su pietre e alberi;
Pannelli informativi posizionati in alcuni punti panoramici o nodi storici, con mappa, altimetria e spiegazioni storico-naturalistiche.
È comunque utile, soprattutto in caso di pioggia o nebbia, avere con sé una mappa cartacea o utilizzare app escursionistiche aggiornate con tracce GPX ufficiali scaricate in anticipo.
Dove dormire e dove mangiare
Una delle caratteristiche che rende il Sentiero del Viandante accessibile e piacevole anche per chi è alle prime esperienze di cammino è la buona disponibilità di alloggi e ristorazione lungo tutto il percorso. I paesi attraversati – da Abbadia Lariana a Colico – sono ben serviti dal punto di vista turistico e offrono numerose opzioni per pernottare e rifocillarsi, senza la necessità di affrontare lunghe tappe in autosufficienza.
Per dormire, si può scegliere tra B&B, piccoli hotel, agriturismi e case vacanza. Alcuni si trovano direttamente sul tracciato, altri a pochi minuti a piedi. Le località con maggiore disponibilità ricettiva sono Lecco, Mandello del Lario, Varenna, Bellano, Dervio e Colico. A Lierna e Dorio l’offerta è più ridotta ma presente. Chi cerca un’esperienza più immersiva può optare per agriturismi con vista lago o alberghi storici nei centri medievali, come nel caso di Varenna o Corenno Plinio.
Dal punto di vista gastronomico, il cammino è una festa per i sensi: si attraversano terre di confine tra montagna e lago, dove si incontrano piatti tipici valtellinesi, pasta fresca lombarda, formaggi locali (come il taleggio e il bitto), salumi artigianali, polente rustiche, missoltini (pesce agone essiccato del lago) e, nei ristoranti più curati, piatti a base di pesce di lago fresco. I paesi offrono anche pizzerie, osterie e bar in cui fare una sosta per un pranzo veloce o una cena rilassata. Nelle tappe centrali – come tra Varenna e Bellano, o tra Dervio e Corenno Plinio – è consigliabile organizzarsi in anticipo se si vuole mangiare nei ristoranti più panoramici o suggestivi, soprattutto nei fine settimana o durante l’alta stagione.
Perché scegliere il Sentiero del Viandante
Il Sentiero del Viandante non è solo un itinerario escursionistico tra i più panoramici d’Italia: è un modo diverso di avvicinarsi al Lago di Como, di percorrerlo con lentezza, di scoprire la sua anima più autentica, fatta di silenzi, di scorci inattesi e di incontri semplici ma profondi. Camminando lungo i suoi antichi tracciati, si ha l’impressione di seguire un filo che unisce il presente al passato, i passi dei pellegrini a quelli dei commercianti, la pietra dei borghi alla luce del lago che cambia colore a ogni ora del giorno.
Ogni tappa è un piccolo viaggio nel viaggio: si sale e si scende, si entra nei boschi per poi riemergere tra uliveti assolati, si attraversano ponti, mulattiere, viuzze, fino a raggiungere paesi dove fermarsi non è solo una pausa, ma una parte essenziale dell’esperienza. Non serve cercare la perfezione nel paesaggio – che comunque si offre generoso – perché ciò che colpisce davvero, sul Sentiero del Viandante, è la naturale armonia tra la bellezza del luogo e il ritmo del cammino.
È un sentiero accessibile ma mai banale, adatto a chi ama la natura ma anche la storia, il camminare ma anche il sostare. Che si percorra in quattro giorni o in singole tappe, il Viandante non delude: regala silenzi che parlano, fatiche leggere e un tempo rallentato che ha il sapore delle cose vere. Ed è proprio in questo equilibrio tra terra, acqua e memoria che si trova il senso più profondo del camminare.