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Pordenone entra nella rete dei Comuni Fioriti: la nuova anima green della Capitale della Cultura 2027

Incastonata tra mare e montagne, vicino alle Dolomiti Friulane e non lontana da Venezia e Trieste, c’è una città che conquista tutti non solo per il suo patrimonio culturale e storico, ma anche perché ogni suo angolo è ricoperto di fiori coloratissimi e profumati.

Stiamo parlando di Pordenone, designata Capitale Italiana della Cultura 2027, che è entrata ufficialmente a far parte della rete dei Comuni Fioriti: si tratta di un Marchio di Qualità dell’Ambiente di Vita promosso da Asproflor (Associazione per la Promozione del Florovivaismo), che rafforza il percorso di valorizzazione urbana e culturale della città, ponendo il verde pubblico al centro delle politiche di sviluppo, del benessere e dell’attrattività turistica.

I fiori invadono Pordenone

I fiori che sbocciano in primavera sanno trasformare ogni luogo in qualcosa di fiabesco ed elegante. Ed è proprio ciò che accade a Pordenone, decorando una rotonda o una via della città, un ponte oppure un parco in cui trascorrere piacevoli momenti di relax.

“Pordenone ha da sempre una grande attenzione al verde – dichiara Mattia Tirelli, assessore del Comune -. L’ingresso nella rete dei Comuni Fioriti rappresenta per la nostra città un’opportunità concreta per accrescere ulteriormente la qualità del verde urbano e il benessere dei cittadini”. In vista di Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027, il Comune sceglie di puntare anche sulla cura del paesaggio e degli spazi pubblici come leva di qualità della vita.

Aiuole in via Della Santissima a Pordenone
Ufficio Stampa
Le aiuole in via Della Santissima a Pordenone

Tra i tantissimi luoghi in cui i fiori rendono la città ancora più attraente e colorata, troviamo questi:

  • Aiuole di via Riviera del Pordenone, Ponte Nuovo, rotonda di via delle Grazie, via Bertossi, vicolo del Molino, via della Santissima, via Dogana;
  • Giardini Centro Studi in viale Marconi;
  • Roseto Mira del parco Galvani, un vero e proprio museo floreale a cielo aperto che, grazie ai futuri lavori, sarà ancora più fruibile.

Camminando per questa caratteristica città del Friuli-Venezia Giulia si incontrano questi e tanti altri gli scorci variopinti e profumati che hanno contribuito a farle ottenere il marchio Comuni Fioriti: oggi è uno dei principali strumenti di qualificazione del paesaggio urbano in Italia e coinvolge centinaia di Amministrazioni, consentendo ai territori aderenti di migliorare la qualità del verde.

Il bellissimo Roseto Mira a Pordenone
Ufficio Stampa
Il bellissimo Roseto Mira a Pordenone

Già apprezzata per il suo centro storico elegante e i palazzi affrescati di origine veneziana, è da anni considerata una delle città italiane con la migliore qualità della vita: nel report Qualità della Vita 2025, stilato dal Sole 24 Ore, Pordenone si è classificata al 21° posto in Italia e nell’indice relativo all’ambiente e ai servizi è all’11° posto. Un segnale di quanto il verde urbano rappresenti una parte importante della sua identità: parchi, piste ciclabili, giardini pubblici e viali alberati accompagnano infatti la quotidianità dei residenti e l’esperienza dei visitatori.

Vista panoramica su Pordenone
Ufficio Stampa
Vista panoramica su Pordenone

Gli sviluppi futuri

Con l’adesione ai Comuni Fioriti, Pordenone non solo rende la città più verde e piacevole per cittadini e turisti, ma ha anche la possibilità di partecipare a circuiti internazionali che sono in grado di accrescere la sua visibilità anche in ambito europeo e mondiale, attraverso competizioni come Entente Florale Europe e Communities in Bloom, di cui Asproflor è referente nazionale.

“Siamo particolarmente soddisfatti di questa adesione, che ci consentirà di confrontarci con realtà nazionali e internazionali e di migliorare continuamente la qualità dei nostri interventi – commenta Mattia Tirelli -. Guardiamo con interesse alla possibilità di partecipare in futuro a competizioni come Entente Florale Europe e, successivamente, Communities in Bloom, come occasione di crescita nella visibilità e valorizzazione del nostro territorio”, ha concluso.

Aiuole via Dogana Pordenone
Ufficio Stampa
Le aiuole di via Dogana in estate

Torna il Treno delle Orchidee per un viaggio storico nella natura più autentica del Friuli

Uno dei treni storici più speciali della primavera è pronto a ripartire per offrire un viaggio suggestivo nei paesaggi naturali del Friuli-Venezia Giulia in cui crescono spontanee le numerose specie di variopinte orchidee locali.

Organizzato da Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia e FS Treni Turistici Italiani, il viaggio in treno storico parte da Pordenone il 24 maggio 2026 e raggiunge il borgo di Osoppo e la sua fortezza, che ospitano anche quest’anno la Festa delle Orchidee: un appuntamento imperdibile per gli amanti delle fioriture primaverili e per tutti coloro che vorrebbero scoprire luoghi autentici e lontani dalla folla, dove la vita quotidiana è ancora guidata dai ritmi della natura.

Sesto al Reghena, il borgo attrattivo dove l’Abbazia di Santa Maria in Sylvis racconta secoli di storia

Sesto al Reghena, incastonato nella pianura friulana in provincia di Pordenone, in Friuli-Venezia Giulia, è uno di quei luoghi che sorprendono per la loro armonia tra storia, spiritualità e paesaggio.

Il borgo è stato premiato durante la seconda edizione del Premio “Livio Scattolini” de I Borghi più belli d’Italia nella categoria “Borgo Attrattivo” che valorizza i comuni che sviluppano progetti innovativi per contrastare lo spopolamento e rafforzare l’identità locale. Il riconoscimento è stato assegnato a Corinaldo (AN) il 18 aprile 2026, sottolineando il ruolo virtuoso del borgo friulano.

Questo borgo deve la sua fama soprattutto alla presenza dell’antica Abbazia di Santa Maria in Sylvis, uno dei complessi monastici più importanti dell’Italia nord-orientale.

Cosa vedere a Sesto al Reghena

Il cuore del borgo, inserito tra i più belli d’Italia, è senza dubbio l’Abbazia di Santa Maria in Sylvis fondata nella prima metà del VIII secolo. Dell’antico complesso benedettino (di origine alto medievale) oggi si può ammirare:

  • la basilica, in forma romanico-bizantina, decorata da uno straordinario ciclo di affreschi del Trecento (attribuiti alla scuola di Giotto)
  • la torre d’ingresso della fine del ‘400 – Torre Grimani
  • la residenza dell’abate – oggi Municipio
  • la cancelleria abbaziale
  • la canonica
  • la cripta con l’urna di Santa Anastasia, la Pietà e l’Annunciazione
  • un’esposizione di reperti e sculture dall’epoca romana fino al Medioevo
  • il parco abbaziale.

Intorno all’abbazia si sviluppa l’affascinante centro storico, caratterizzato da case in pietra, portici e piccole piazze – cuore del centro è Piazza Castello – che invitano a una passeggiata lenta e contemplativa.

Nel borgo medievale di Sesto al Reghena, da non perdere anche le aree lungo il fiume Reghena, dove la natura si intreccia con la storia e offre scorci fotografici particolarmente suggestivi.

Cosa vedere a Sesto al Reghena
iStock
L’abbazia medievale di Sesto al Reghena

I Molini di Stalis e il legame con l’acqua

Sesto al Reghena vanta di una forte tradizione legata all’acqua e alla macinazione grazie alla presenza storica di numerosi mulini ad acqua.

I Molini di Stalis – lungo il fiume Lemene – rappresentano infatti una parte fondamentale dell’identità del territorio e sono testimoni di una storia molto legata al potere benedettino dell’Abbazia di Santa Maria di Sesto (con testimonianze che risalgono al Medioevo).

Ancora oggi, lungo le rive, è possibile ammirare i Molini – recentemente restaurati – che richiamano quell’antico sistema produttivo, in cui l’acqua era energia per la comunità.

I mulini raccontano una storia di lavoro e tradizione contadina che hanno modellato il borgo e la zona nei secoli. Questo legame con l’acqua rende Sesto al Reghena unico nel panorama friulano, offrendo un’esperienza tra natura e paesaggio che unisce memoria storica e suggestione ambientale.

Dove si trova Sesto al Reghena e come raggiungerlo

Sesto al Reghena si trova in Friuli-Venezia Giulia, in provincia di Pordenone, nella bassa pianura friulana vicino al confine con il Veneto. È raggiungibile in auto tramite A28 (uscita Sesto al Reghena) dallo svincolo di Portogruaro.

La stazione ferroviaria più comoda è Portogruaro-Caorle (linea Venezia-Trieste), da cui partono autobus e taxi. Gli aeroporti di Venezia e Trieste sono i più comodi per i visitatori.

La posizione del borgo permette di organizzare sia visite giornaliere sia soggiorni più lunghi nel territorio circostante.

Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027, il programma e il nuovo sito ufficiale

Pordenone accelera verso il 2027 e lo fa con un’idea chiara, quella che la cultura non sia un evento isolato, ma un flusso continuo, quotidiano e diffuso. Con la presentazione ufficiale del nuovo sito, avvenuta venerdì 30 gennaio 2026 nella Sala Consiliare del Comune, la città del Friuli Venezia Giulia mostra al pubblico il cuore operativo di un progetto ambizioso che guarda lontano: Mille giorni di cultura, da vivere già ora, passo dopo passo, ben prima dell’anno che la vedrà in veste di Capitale Italiana della Cultura.

La conferenza stampa ha fatto il punto sull’avanzamento dei progetti previsti nel dossier di candidatura e sulle iniziative che prenderanno forma nel corso del 2026 sotto il cappello “Verso Pordenone 2027”. Un lavoro corale che coinvolge istituzioni, operatori culturali, creativi e cittadini, con l’obiettivo di trasformare Pordenone in una vera città che sorprende, capace di unire identità locale e respiro internazionale.

Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027, il programma

Fin dal primo giorno della proclamazione, la macchina organizzativa a Pordenone non si è mai fermata, anzi, è andata avanti senza sosta guardando già all’anno in cui la città sarà protagonista. Alcuni dei 52 progetti del dossier sono già realtà, altri in fase avanzata di progettazione.

Piazza della Motta, ad esempio, è diventata un palcoscenico urbano multimediale grazie alle Scenografie Urbane Digitali, mentre i Mercati Culturali Pordenone hanno trasformato un’area commerciale in un hub sperimentale vivo e partecipato.

Palazzo del comune di Pordenone con bandiera italiana e con i colori cittadini
iStock
Palazzo del Comune di Pordenone

Il 2026 sarà anche l’anno di grandi eventi per la città: concerti internazionali al Parco San Valentino con Riccardo Cocciante, Skunk Anansie e Dogstar, mostre fotografiche di livello europeo e festival che intrecciano arte, scienza e territorio. Tra questi spicca il Montagna Teatro Festival, che con il ciclo R-Evolution Green porta al centro il tema del cibo di montagna e della sostenibilità e il progetto Piccolo Dizionario (immaginario) delle ragazze e dei ragazzi, che dà voce alle nuove generazioni e al loro sguardo sul mondo.

La cultura, nel cuore di Pordenone, non resta dunque chiusa nei musei: invade le piazze, i quartieri, gli spazi rigenerati, fino a Villa Cattaneo, destinata a diventare il Polo del Futuro Musicale, luogo dedicato ai giovani talenti e all’eccellenza sonora, con collaborazioni che vanno dal Conservatorio di Udine alla Cineteca del Friuli.

Online il nuovo sito di Pordenone 2027

Il lancio del sito ufficiale per Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027 rappresenta un passaggio strategico. Il portale non è una semplice vetrina istituzionale, ma una piattaforma dinamica pensata per crescere nel tempo.

Qui trovano spazio il calendario eventi, adesso quindi consultabile, i progetti culturali, le informazioni pratiche e turistiche, oltre a una sezione dedicata a sponsor e partner. Bilingue, intuitivo e dal design pulito, il sito mette l’utente al centro e racconta in modo chiaro la visione del progetto. Come ha sottolineato il sindaco Alessandro Basso, il sito web è uno strumento operativo che accompagna cittadini e visitatori dentro un percorso culturale condiviso, rafforzando l’identità del territorio e invitando alla partecipazione attiva.

Pordenone sceglie così di vivere la Capitale Italiana della Cultura non come un traguardo isolato, ma come un viaggio verso il futuro. Mille giorni per costruire relazioni, sperimentare linguaggi, aprire la città a nuove contaminazioni, già da adesso.

Vista dall'alto della città di Pordenone, in Friuli Venezia Giulia, con torre in primo piano
iStock
Vista dall’alto della città di Pordenone

Pordenone è pronta a stupire, sarà Capitale Italiana della Cultura 2027

Pordenone, la “città dipinta” in riferimento alle facciate affrescate delle sue dimore medievali e di gusto veneziano, è stata ufficialmente dichiarata la nuova Capitale Italiana della Cultura 2027. La proclamazione è avvenuta oggi, 12 marzo 2025, nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura a Roma, alla presenza della giuria presieduta da Davide Maria Desario e dei rappresentanti di tutte e 10 le città finaliste.

Il sindaco ha commentato la nomina dichiarando che non è stata solo una città a vincere, ma un territorio intero. “Pordenone solitamente è fuori dall’immaginario collettivo italiano oppure, se è presente, lo è per la presenza delle caserme dove tanti hanno svolto il servizio militare quando era obbligatorio o le sue fabbriche, oppure per la vicinanza a Venezia. Io oggi credo che la Commissione ci abbia ricollocato in questa mappa dell’immaginario collettivo in modo corretto. Avete acceso un faro su un pezzo d’Italia, quello del profondo nord-est, consentendoci di uscire da un cono d’ombra e di svelare tutta la nostra identità”.

Perché Pordenone si è aggiudicata la vittoria

Essere nominata Capitale Italiana della Cultura permette a una città di riqualificare il territorio e di promuovere in modo attivo non solo il suo patrimonio culturale e turistico, ma anche quello delle aree circostanti. Se nel 2025 a vincere è stata Agrigento e per il 2026 sarà L’Aquila, nel 2027 a ricoprire questo importante ruolo sarà Pordenone, in Friuli-Venezia Giulia. Per il 2028, invece, per ora si candideranno Forlì, Fiesole, Colle di Val d’Elsa e Moncalieri.

pordenone
Fonte: IPA
Il centro storico di Pordenone

Per vincere è necessario candidarsi presentando un dossier con il programma che si intende promuovere durante l’anno e con altre iniziative di valore che puntino a diversi fattori, come la sostenibilità. Tra i dossier presentanti quest’anno, a convincere la giuria è stato quello di Pordenone per la sua capacità di proporre un modello di valorizzazione culturale innovativo e inclusivo, capace di unire non solo tradizione e contemporaneità, ma intrecciando anche patrimonio storico, arti visive, cinema e la partecipazione attiva della comunità.

In particolare, come ha letto il ministro Giuli durante la proclamazione, il fattore che ha permesso a Pordenone di vincere è stata la capacità di attivare un processo di coinvolgimento diffuso che reinterpreta il legame tra memoria, territorio e creatività, utilizzando la cultura come motore di sviluppo sostenibile. Inoltre, è stata molto apprezzata l’integrazione tra istituzioni culturali, sistema museale, universitario e realtà associative, che garantisce una rete solida e partecipativa.

A Pordenone è stato assegnato un contributo di un milione di euro per attuare il programma culturale presentato nel dossier di candidatura.

Tra le finaliste in corsa c’erano altre 9 città italiane: Alberobello (Puglia), Aliano (Basilicata), Brindisi (Puglia), Gallipoli (Puglia), La Spezia (Liguria), Pompei (Campania), Reggio Calabria (Calabria), Sant’Andrea di Conza (Campania) e Savona (Liguria).

Cosa vedere e cosa fare a Pordenone

La città di Pordenone si trova nella bellissima regione del Friuli Venezia Giulia ed è una destinazione sorprendente, che sorprende per il suo mix di modernità e tradizione. Pordenone viene spesso trascurata rispetto ad altre destinazioni italiane, ma è perfetta per chi desidera vivere un’esperienza unica ed autentica, lontana dal grande afflusso di turisti. Ecco, quindi, cosa vedere cosa fare nella città di Pordenone.

Corso Vittorio Emanuele II: il cuore di Pordenone

La visita alla scoperta di questa città del Friuli Venezia Giulia non può che non iniziare dalla sua via principale: Corso Vittorio Emanuele II. Si tratta di una strada storica di Pordenone e ne rappresenta il suo cuore pulsante. È possibile passeggiare tra antichi edifici, palazzi nobiliari e coperta da fantastici portici eleganti. In questa via si apprezza l’atmosfera rilassata e accogliente del centro storico, ideale per una pausa dai tanti caffè e ristoranti, per immergersi nella vita quotidiana della città.

L’edificio più notevole lungo questa strada è il Palazzo Comunale, in stile gotico, con il suo imponente orologio e la loggia, la cui costruzione risale al Tredicesimo secolo e rappresenta uno dei simboli della città. Nelle vicinanze è possibile visitare anche la Torre Civica, da cui è possibile godere di una fantastica vista sulla città.

Il Duomo di San Marco e il campanile

A pochi passi dal Corso è possibile visitare il Duomo di San Marco, un gioiello del patrimonio religioso di Pordenone. Questa struttura, che venne costruita nel Tredicesimo secolo, racchiude al suo interno diversi stili architettonici, gotico e rinascimentale, ed è caratterizzata da splendidi affreschi, tra cui le opere del pittore Giovanni Antonio de’Sacchis, noto come “Il Pordenone”. Al suo fianco svetta la torre del campanile, visibile da tutta la città, e che è anche riconosciuto come uno dei campanili più alti del Friuli Venezia Giulia. Secondo alcuni racconti, come la celebre Torre di Pisa, la sua inclinazione lieve sarebbe dovuta a un errore di calcolo durante la costruzione.

I Musei Civici di Pordenone

Per gli appassionati di arte e cultura, non può mancare la visita ai Musei Civici di Pordenone, ospitati all’interno di Palazzo Ricchieri. Al suo interno è possibile trovare una vecchia e ricca collezione di opere d’arte, che spaziano dal Medioevo fino all’epoca contemporanea, con particolare attenzione ad artisti locali come Il Pordenone, citato prima, ed altri maestri del Rinascimento. I musei civici sono divisi in diverse sezioni e a raccontano la storia della città attraverso sculture, dipinti, ceramiche e reperti archeologici.

Scorcio del centro storico di Pordenone con palazzo del Comune sullo sfondo
Fonte: iStock
Centro storico della città di Pordenone

Parco Galvani e Villa Galvani

Pordenone non è solo arte e storia, ma è anche il luogo perfetto per chi ama rilassarsi a contatto con la natura. Il Parco Galvani è uno dei luoghi ideali, dove trovare un’oasi di tranquillità e relax. Passeggiando tra i viali alberati e gli ampi prati del parco, è possibile prendere una pausa dalla visita della città ed ammirare la Villa Galvani, un’elegante dimora storica che va ad aggiungersi alla lunga lista di ville storiche da scoprire, tra Veneto e Friuli.

All’interno di Villa Galvani è possibile visitare la galleria d’arte dedicata al panorama fumettistico pordenonese “PAFF! International museum of Comic Art”.

Il mercato cittadino, una tradizione vivente

Il modo migliore e più autentico per conoscere la vita e le tradizioni locali è sicuramente quello di visitare il mercato cittadino. Qui a Pordenone è possibile camminare tra bancarelle colorate che ogni settimana si riuniscono e dove acquistare prodotti freschi e locali, immergendosi nella sua vivace atmosfera.

Il sentiero del Noncello

Per gli amanti della natura, che hanno intenzione di passare giornate all’aria aperta, il sentiero del Noncello è da non perdere. Si tratta di un itinerario naturalistico che si snoda lungo il fiume Noncello e che offre panorami suggestivi tra boschi ed aree agricole, lungo il quale si trovano diversi punti di interesse storico, come antichi mulini e ponti di legno. È un sentiero adatto a tutti e rappresenta un ottimo modo per godersi un po’ di attività all’aperto, ma senza allontanarsi eccessivamente dal centro storico di Pordenone, per una passeggiata rilassante.

Eventi culturali e festival a Pordenone

Dal punto di vista culturale, Pordenone è una città molto attiva, con eventi e festival che si tengono durante tutto l’anno. Uno degli appuntamenti più famosi è sicuramente pordenonelegge, un festival letterario che si tiene ogni anno a Settembre e che è in grado di attirare autori e appassionati di letteratura da tutta Italia. Durante questo evento la città, infatti, diventa un vivace punto di incontro per lettori e scrittori, tra dibatti, presentazioni e laboratori.

Un altro evento da non perdere è l’evento Cinema Zero, un festival del cinema indipendente, durante il quale è possibile godere di film di alta qualità, che sono spesso fuori dai circuiti cinematografici commerciali. Inoltre, per chi ama la musica, presso il Teatro Verdi, nel cuore di Pordenone, durante l’anno si tengono regolarmente diversi concerti, ma anche spettacoli teatrali, opera e di danza.

Cosa fare nei dintorni di Pordenone: gite e escursioni

Pordenone si può considerare anche come un’ottima base di partenza per esplorare le bellezze naturali del Friuli Venezia Giulia. A breve distanza dalla città, infatti, si trovano le Dolomiti Friulane, patrimonio mondiale dell’UNESCO e luogo ideale per escursioni a piedi o in bicicletta. In inverno queste vette diventano una meta popolare per gli amanti dello sci e degli sport invernali.

Inoltre, non lontano dalla città si può visitare anche la pittoresca cittadina di Spilimbergo, città famosa e conosciuta in tutta Italia per la tradizione mosaicista, grazie alla presenza della sua scuola di Mosaicisti del Friuli, e dove è possibile ammirare opere d’arte in mosaico dalla straordinaria bellezza.

Per chi, invece, preferisce il mare, in meno di un’ora di auto è possibile raggiungere la storica località balneare di Grado, con lunghe passeggiate sabbiose ed un centro termale rinomato.

Pordenone potrebbe non essere tra le mete più conosciute d’Italia, ma allo stesso tempo vanta di un fascino discreto, una città ricca di storia e cultura, che rende questa destinazione del Friuli Venezia Giulia l’ideale per scoprirne le sue bellezze, lontana dai soliti itinerari turistici.

Palazzo del comune di Pordenone con bandiera italiana e con i colori cittadini
Fonte: iStock
Palazzo del Comune di Pordenone

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