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Il misterioso Lago di Vigi in Umbria, il Loch Ness italiano

Tutti avete sentito parlare, almeno una volta nella vita, del misterioso Loch Ness, lago in cui (stando alla tradizione) nelle gelide profondità dimorerebbe Nessie, una creatura preistorica dal collo lungo che sfida la biologia moderna. Ciò che in molti non sapete, invece, è che c’è un luogo abbastanza simile in Italia. Parliamo del Lago di Vigi, un posto che a prima vista pare naturale, quasi antico, e invece risale ai primi anni Sessanta.

Ci troviamo a nord di Sellano, in provincia di Perugia, e a circa 600 metri di quota prende vita questo bacino che racconta un ambiente fluviale in piena salute. Creato per alimentare un altro invaso nei pressi di Ponte Sargano, nel territorio di Cerreto di Spoleto, è una vera e propria opera ingegneristica legata alla modernizzazione energetica del secondo dopoguerra.

Ma allora, alla luce di tutto questo, cosa c’entra il lago più misterioso di tutta la Scozia? La risposta è molto semplice: anche queste acque sembrerebbero abitate da una creatura misteriosa (e non solo).

Il richiamo di Loch Ness tra Umbria e Scozia

Il richiamo è curioso, ma per chi abita questa valle non è di certo una novità e, anzi, circolano da decenni racconti particolari che trasformano questo pacifico bacino dell’Umbria in una sorta di versione in miniatura delle Highlands scozzesi.

Il Lago del (o di) Vigi, infatti, viene chiamato “Loch Ness umbro” per il suo aspetto raccolto e per quell’aura enigmatica che lo circonda. Entrambi i bacini si presentano stretti tra rilievi coperti di vegetazione e anche qui la nebbia del mattino può distendersi sull’acqua creando un velo lattiginoso.

In Scozia la tradizione popolare parla di una creatura misteriosa avvistata per la prima volta nel VI secolo. In Umbria il mito assume toni più leggeri, ma c’è. Qualcuno è convinto che vi siano presenze nascoste tra i riflessi, mentre altri raccontano di antichi mulini che sfruttavano la forza del torrente prima dell’arrivo della centrale idroelettrica.

Sebbene la scienza spieghi tali avvistamenti con la presenza di enormi carpe o grossi rami trascinati dalle correnti sotterranee, il mito persiste nel folklore locale. Gli anziani narrano di un’entità serpentiforme che sorveglia l’integrità del posto, quasi un guardiano ancestrale contro chiunque osi disturbare la pace della valle.

La somiglianza resta un gioco narrativo, eppure funziona. Camminando lungo la riva, con il bosco che si specchia nella superficie scura, la fantasia corre lontano, al punto che un pesce che salta dall’acqua può sembrare un segnale misterioso.

Cosa fare e vedere nei pressi del Lago di Vigi

La prima tappa in assoluto non può che essere  il Lago del Vigi stesso. Senza pensare a Nessie, c’è una piccola spiaggia di ghiaia grazie a cui avvicinarsi all’acqua. Dal punto in cui il torrente entra nel bacino si osserva la corrente che disegna linee chiare sulla superficie e chi pratica pesca sportiva conosce bene questo tratto.

Più a valle, invece, è presente un’area dedicata anche alla pesca con l’arco, attività regolamentata con attenzione per garantire sicurezza e rispetto verso altri appassionati. Seguendo la strada di fondovalle si incontra un centro dedicato alla pesca e alla ristorazione, ricavato da edifici un tempo legati alla produzione energetica. L’architettura conserva elementi funzionali, volumi semplici e murature solide adattate a nuove esigenze. Da qui parte un sentiero che sale verso Montesanto, piccolo nucleo rurale affacciato sulla valle.

Proseguendo lungo il tracciato principale si giunge invece alle Cascate delle Rote, un salto d’acqua stretto e incastonato tra pareti modellate dal travertino. Tre balzi distinti segnano il percorso della corrente prima di raccogliersi in una pozza limpida.

Il travertino racconta una storia geologica precisa: è una roccia calcarea formatasi dalla precipitazione di carbonato di calcio trasportato dall’acqua. Nel corso dei secoli il deposito ha creato gradoni naturali su cui il torrente scivola con un rumore pieno e continuo.

Il prato alla base della cascata regala una visuale completa. In primavera il terreno si punteggia di fiori selvatici, mentre in estate la luce filtra tra le foglie e disegna contrasti netti tra ombra e riflessi. Il luogo attira fotografi naturalisti grazie alla combinazione tra roccia chiara e vegetazione scura.

Lungo il percorso si possono osservare martin pescatori con il loro lampo azzurro, averle appollaiate sui rami più esposti e damigelle che sfiorano la superficie dell’acqua con ali sottili. Il Vigi mantiene un ecosistema vivace, alimentato da acque sorgive e da un contesto boschivo ancora integro.

Il rientro verso Sellano permette di chiudere l’esperienza con una visita al borgo, con le sue case in pietra calcarea, vicoli stretti ed emozionanti scorci sulla valle.

Loch Ness italiano, Sellano
iStock@Eliane29
Sellano con il suo Loch Ness italiano

Vale la pena fare una deviazione anche presso l’Eremo del Beato Giolo, una cella scavata direttamente nella roccia e luogo di meditazione estrema che testimonia il misticismo radicale tipico di queste terre.

Dove si trova e come arrivare

Come precedentemente accennato, il Lago del Vigi si colloca a nord di Sellano, in provincia di Perugia, lungo la valle che separa il colle del paese da quello di Montesanto. L’area rientra nel territorio della Valnerina, zona appenninica (e bellissima) caratterizzata da rilievi boscosi e corsi d’acqua limpidi.

Per chi proviene da Roma il viaggio richiede più o meno 2 ore in condizioni di traffico regolare. Si raggiunge Terni, si prosegue in direzione Spoleto, poi si imbocca la strada verso Cascia e Norcia. A metà percorso si prende il bivio per Borgo Cerreto. All’altezza del paese si svolta verso Sellano e si continua per alcuni chilometri fino all’ingresso del centro abitato. All’inizio del centro abitato una discesa ripida sulla sinistra conduce verso il fondovalle e al lago.

In alternativa si può arrivare anche a piedi tramite sentieri che partono dalle frazioni vicine, tra cui Piaggia. Il tracciato attraversa boschi ombrosi e permette di osservare il paesaggio dall’alto prima di dirigersi verso l’acqua.

Il Lago dl Vigi rappresenta un angolo appartato dell’Umbria interna. Un posto in cui l’ingegneria del Novecento convive con processi geologici antichi e misteri profondi.

Le più belle mostre del 2026 da non perdere da Nord a Sud Italia

Il 2026 si prospetta un anno straordinario per gli amanti dell’arte in Italia, con esposizioni che spaziano dai grandi maestri del passato alle avanguardie contemporanee. Da Brescia a Venezia, passando per Milano, Roma, Firenze, Perugia, Genova e Rovigo, le città italiane ospiteranno mostre imperdibili che permetteranno di scoprire capolavori di pittura, scultura, grafica, fotografia e arti applicate.

In questo articolo vi proponiamo una guida alle dodici mostre più interessanti, selezionate per la loro qualità artistica e l’unicità dei contenuti.

Liberty. L’arte dell’Italia moderna a Brescia

Dal 24 gennaio al 14 giugno 2026, Palazzo Martinengo a Brescia ospita la mostra “Liberty. L’arte dell’Italia moderna”, curata da Manuel Carrera, Davide Dotti e Anna Villari. L’esposizione racconta i primi quindici anni del Novecento, quando l’Italia si aprì a nuovi linguaggi artistici, influenzando pittura, scultura, architettura, moda, grafica e fotografia.

Con oltre 100 capolavori tra dipinti, sculture, ceramiche, fotografie e spezzoni cinematografici, la mostra esplora lo stile Liberty in tutte le sue sfaccettature, dalle forme sinuose della grafica alle eleganti linee dei vestiti femminili dell’epoca. Tra gli artisti presenti figurano Vittorio Matteo Corcos, Gaetano Previati, Plinio Nomellini, Edoardo Rubino e Galileo Chini.

Maggiori informazioni e biglietti in vendita sul sito Mostraliberty.com.

Macchiaioli a Milano

A Milano, dal 3 febbraio al 14 giugno, Palazzo Reale ospita la mostra dedicata ai Macchiaioli, il movimento artistico che anticipò l’Impressionismo in Italia. Con più di 90 opere di Silvestro Lega, Giovanni Fattori, Telemaco Signorini e Raffaello Sernesi, la rassegna è organizzata in nove sezioni che raccontano il legame tra arte e ideali risorgimentali, il Positivismo francese e il desiderio di una pittura “nazionale”.

I visitatori potranno immergersi nel mondo dei pittori che rivoluzionarono la luce e il colore in chiave moderna. La mostra include anche dettagli sul contesto sociale e culturale del periodo, permettendo di comprendere come i Macchiaioli abbiano contribuito a creare una nuova identità artistica italiana.

Maggiori informazioni e biglietti in vendita sul sito Palazzorealemilano.it.

Bernini e i Barberini a Roma

Dal 12 febbraio al 14 giugno, Palazzo Barberini a Roma accoglie “Bernini e i Barberini”, una mostra che esplora il rapporto creativo tra Gian Lorenzo Bernini e il suo principale committente, Maffeo Barberini, poi papa Urbano VIII.

L’esposizione permette di ripercorrere la carriera del grande scultore napoletano attraverso opere come Le Quattro Stagioni e San Sebastiano, provenienti da importanti collezioni europee e italiane, illustrando la profonda sinergia tra arte e mecenatismo nel Seicento.

Sul sito ufficiale delle Gallerie Nazionali Barberini Corsini si possono trovare maggiori info e biglietti.

Rothko a Firenze

Dal 14 marzo al 23 agosto 2026, Palazzo Strozzi a Firenze ospita “Rothko a Firenze”, un’esposizione che ripercorre l’intera carriera di Mark Rothko. Dalle prime opere figurative degli anni Trenta e Quaranta fino alle tele astratte degli anni Cinquanta e Sessanta, la mostra permette di comprendere l’evoluzione di uno degli artisti più influenti del Novecento, capace di trasformare il colore in emozione pura.

Sono previste anche visite guidate e approfondimenti tematici per entrare nel pensiero filosofico e nella poetica cromatica dell’artista. Su Palazzostrozzi.org tutte le informazioni necessarie per programmare la visita.

Kiefer. Le Alchimiste a Milano

Sempre a Milano, dal 7 febbraio al 27 settembre 2026, Palazzo Reale presenta “Kiefer. Le Alchimiste”, una mostra che rende omaggio alle donne alchimiste e al loro ruolo nella nascita della scienza moderna. Con 38 teleri monumentali, Anselm Kiefer esplora simboli, miti e rituali alchemici, proponendo un viaggio tra storia, esoterismo e arte contemporanea.

L’esposizione è visitabile solo previa prenotazione sul sito Palazzorealemilano.it e offre un’esperienza immersiva tra pittura e riflessione concettuale.

Magnifico 1492 a Firenze

Nell’autunno 2026, le Gallerie degli Uffizi di Firenze presentano “Magnifico 1492”, dedicata a Lorenzo de’ Medici e alla sua straordinaria collezione d’arte. Oltre 100 opere provenienti da tutto il mondo ricostruiscono per la prima volta il patrimonio artistico del celebre mecenate rinascimentale, mostrando come Firenze sia stata centro di cultura e innovazione, non solo in pittura e scultura, ma anche in arti decorative e manifatture.

La mostra offrirà anche attività didattiche e percorsi interattivi per studenti e appassionati. Controllare il sito degli Uffizi per aggiornamenti in tempo reale.

Transforming Energy a Venezia

Dal 6 maggio al 19 ottobre, le Gallerie dell’Accademia di Venezia ospitano “Transforming Energy” di Marina Abramović, in occasione della 61ª Biennale. L’artista, che compirà 80 anni, propone un percorso tra opere storiche, performance iconiche e nuove creazioni realizzate appositamente per la mostra, offrendo un’esperienza intensa che unisce corpo, energia e partecipazione dello spettatore. Per tutte le informazioni visitare il sito Gallerieaccademia.it.

Gianfranco Frattini 100 a Milano

Il 2026 segna il centenario della nascita di Gianfranco Frattini (15 maggio 1926 – 6 aprile 2004), uno dei designer e architetti più raffinati del secondo Novecento italiano.

Milano celebrerà l’anniversario con un programma che comprende mostre, eventi, installazioni e nuove pubblicazioni, curate dallo Studio/Archivio Gianfranco Frattini dei figli Emanuela e Marco Frattini. Frattini ha attraversato con naturalezza architettura, interni, design di mobili e lighting design, fondendo industria e artigianato in progetti sempre riconoscibili per misura, precisione e modernità.

La mostra e gli eventi dedicati al centenario offrono uno sguardo completo sulla sua carriera, dai primi collaborazioni con Gio Ponti agli arredi per hotel e ville, fino ai mobili e oggetti di illuminazione firmati per aziende storiche come Artemide, Cassina e Knoll. In primavera sarà pubblicato “Gianfranco Frattini Designer”, catalogo ragionato che restituisce una lettura critica aggiornata dell’opera del maestro, sottolineando l’equilibrio tra sobrietà, innovazione e rispetto per la tradizione artigianale.

L’anno del centenario invita così a riscoprire un autore che continua a parlare al presente, illuminando con discrezione lo spazio e la forma. Per info visitare il sito Gianfrancofrattini.com.

Le mostre 2026 in Italia
Studio-Archivio Gianfranco Frattini
Ritratto dell’artista Frattini, in Giappone

Van Dyck l’Europeo a Genova

Dal 20 marzo al 19 luglio 2026, il Palazzo Ducale di Genova ospita “Van Dyck l’Europeo. Il viaggio di un genio da Anversa a Genova e Londra”, la più grande retrospettiva sul maestro fiammingo degli ultimi venticinque anni. Con 58 opere suddivise in dieci sezioni tematiche, la mostra presenta capolavori provenienti da istituzioni internazionali come Louvre, Prado, Uffizi e National Gallery di Londra.

L’esposizione esplora i tre momenti fondamentali della carriera di van Dyck. Non solo ritratti, ma anche opere sacre e grandi tele teatrali, tra cui il Matrimonio mistico di Santa Caterina e la Crocefissione, permettono di apprezzare la maestria e la capacità del pittore di dialogare con contesti sociali e culturali diversi.

Il percorso, arricchito da prestiti eccezionali e da un allestimento suggestivo negli spazi del Palazzo Ducale (Appartamento e Cappella del Doge) offre ai visitatori un’esperienza immersiva tra bellezza, pathos e storia dell’arte europea.

Tutte le mostre 2026 in Italia
Ufficio Stampa
Anton van Dyck, Le quattro età dell’uomo, © Vicenza, Museo Civico di Palazzo Chiericati

Zandomeneghi e Degas a Rovigo

Dal 27 febbraio al 28 giugno 2026, il Palazzo Roverella di Rovigo ospita “Zandomeneghi e Degas. Impressionismo tra Firenze e Parigi”, una mostra che mette per la prima volta in dialogo in modo organico due protagonisti dell’arte europea: Federico Zandomeneghi e Edgar Degas. Curata dalla storica dell’arte Francesca Dini, l’esposizione ripercorre l’intensa amicizia e collaborazione tra i due artisti, evidenziando affinità stilistiche, convergenze e influenze reciproche.

Il percorso esplora i primi anni a Firenze e la formazione dei due pittori, per poi seguire la maturazione artistica di Zandomeneghi a Parigi e il suo coinvolgimento nel movimento impressionista.

Prestiti eccezionali da musei nazionali e internazionali, tra cui La famiglia Bellelli del museo Ordrupgaard di Copenaghen e ritratti del Musée d’Orsay, permettono confronti diretti tra le opere dei due maestri. Dalla fase italiana di Zandò fino ai capolavori impressionisti, la mostra racconta il contributo italiano alla modernità europea, restituendo al pubblico un quadro vivo della relazione creativa tra Venezia e Parigi nel XIX secolo. Per maggiori informazioni visitare il sito Palazzoroverella.com.

Italia: tutte le mostre d'arte del 2026
Ufficio Stampa
Federico Zandomeneghi, Il tè, collezione privata

Giotto e San Francesco a Perugia

Dal 14 marzo al 14 giugno 2026, la Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia celebra l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi con la mostra “Giotto e San Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento”, a cura di Veruska Picchiarelli ed Emanuele Zappasodi. L’esposizione esplora il momento in cui il genio di Giotto incontra il carisma di Francesco, dando vita a quella che è considerata la nascita dell’arte moderna italiana.

Il percorso, articolato in quattro sezioni principali, presenta oltre 60 opere di Giotto, Simone Martini, Pietro Lorenzetti e altri maestri attivi ad Assisi, documentando il passaggio dalla tradizione bizantina a una rappresentazione più realistica e emotivamente coinvolgente della realtà.

Affreschi, tavole, polittici e manoscritti illustrano l’impatto duraturo del cantiere francescano sull’arte locale e la diffusione del nuovo linguaggio figurativo in Umbria. La mostra offre un’occasione unica per scoprire opere di straordinaria rilevanza storica e artistica, molte delle quali mai esposte al pubblico, valorizzando il patrimonio culturale della regione. Per maggiori informazioni visitare i profili social di Galleria Umbria Perugia.

Andy Warhol. Ladies and Gentlemen a Ferrara

Nella primavera 2026, Ferrara rende omaggio a Andy Warhol con la riedizione della storica mostra Ladies and Gentleman (1975-76) presso il Palazzo dei Diamanti, in programma dal 14 marzo al 19 luglio 2026. L’esposizione celebra il cinquantesimo anniversario di uno degli eventi più iconici della pop art, presentando oltre 150 ritratti tra acrilici, disegni, serigrafie e Polaroid.

La rassegna mette al centro la rivoluzionaria attenzione di Warhol all’identità individuale e alla cultura glam-queer, rinnovando il concetto di ritratto tradizionale attraverso il linguaggio della comunicazione di massa, la fotografia, il cinema e la Polaroid.

Accanto alla serie Ladies and Gentlemen, vengono esposti anche autoritratti e ritratti di celebri icone pop, tra cui Marilyn Monroe e Mick Jagger, che mostrano la capacità dell’artista di anticipare tendenze estetiche e sociali del XXI secolo. La mostra offre al pubblico un’immersione totale nel mondo di Warhol, tra colori vividi, provocazioni e il fascino senza tempo della pop art. I biglietti si trovano sul sito Palazzodiamanti.it.

Corciano è un borgo di mura possenti e vicoli che si stringono in una spirale medievale

Corciano è un curioso borgo dell’Umbria che si erge su un colle a 408 metri di altitudine tra Perugia e il Lago Trasimeno. Una posizione affascinante, la sua, grazie a cui ammirare una vista che arriva persino fino al Monte Amiata (nelle giornate particolarmente limpide). Ma non è di certo solo questo a rendere speciale questo antico abitato, perché esso vanta anche un’altra particolarità: possiede una struttura urbana rara e quasi intatta, che è il risultato di secoli di evoluzione medievale.

Le sue strade sono concentriche, mentre i vicoli sono così stretti che si intrecciano tra scalinate improvvise, piazzette nascoste e cortili interni. Tutta questa meraviglia, tra le altre cose, è racchiusa da una triplice cinta muraria costruita tra XIII e XIV secolo con pietra calcarea e travertino.

Una combinazione di architettura e difese che rende ogni angolo un custode di leggende e testimonianze di epoche diverse, dal mito della fondazione ad opera di Coragino, compagno di Ulisse, fino ai reperti concreti risalenti al Neolitico (molti dei quali oggi conservati nell’Antiquarium comunale).

Cosa vedere a Corciano

Certamente gli edifici medievali di Corciano sono una preziosa testimonianza della sua storia, ma la verità è che questo è un nucleo abitato che racconta le sue vicissitudini con la forza dei dettagli e la ricchezza dell’arte. Corciano, infatti, sorprende per i particolari più piccoli che lo punteggiano.

Torre Comunale

La Torre Comunale troneggia sul punto più alto del colle e domina il borgo. Simbolo di autorità e difesa, venne costruita nel XIII secolo ed è talmente ben conservata che presenta ancora feritoie e merli. Salirci è un’esperienza da provare, perché dalla sua cima la vista si apre sul Lago Trasimeno e sulle armoniose colline circostanti.

Palazzo Municipale

Ex residenza dei duchi Della Corgna, il Palazzo Municipale è un edificio cinquecentesco che custodisce affreschi seicenteschi della scuola degli Zuccari. Il visitatore che varca la sua soglia può posare lo sguardo su soffitti decorati, stemmi nobiliari e sale di rappresentanza decisamente affascinanti.

Chiesa di Santa Maria Assunta

Un’altra sosta che vale la pena fare è quella presso la Chiesa di Santa Maria Assunta, culla di opere di straordinario valore. Ne sono degli esempi l‘Assunta del Perugino (1513) e il Gonfalone di Benedetto Bonfigli (1472). La prima possiede un rilevante valore rinascimentale, mentre la seconda è una delle più significative testimonianze del tardo gotico umbro.

Chiesa e convento di Sant’Agostino

Edificati nel 1334 su un’altura di fronte alla Porta Santa Maria, Chiesa e convento di Sant’Agostino offrono una fusione di spiritualità, arte e natura. Il coro ligneo del 1746 e le tele settecentesche testimoniano secoli di devozione e cultura artistica, mentre la posizione sopraelevata permetteva di sorvegliare la valle. Ma non è tutto, perché a completare il quadro ci sono olivi e un panorama sulle colline umbre che rendono la visita sia un’esperienza visiva che sensoriale.

Museo della Casa Contadina

Poi ancora il Museo della Casa Contadina che è allestito in un’abitazione storica del centro. È un’attrazione da prendere in considerazione perché ricostruisce la vita rurale tradizionale della zona. Cucina, camere da letto, granaio e strumenti agricoli narrano l’evoluzione quotidiana delle famiglie prima dell’industrializzazione. Visitandolo, quindi, si scopre una prospettiva diretta sulla cultura materiale e sulla logica degli spazi domestici in Umbria.

Chiesa di San Francesco

La chiesa e l’ex convento di San Francesco risalgono alla fine del XIII secolo. La facciata alterna pietra calcarea bianca e rosa, mentre l’interno a croce latina conserva frammenti di affreschi umbro-senesi tra XIV e XV secolo. La tradizione lega l’edificio al passaggio di San Francesco di ritorno dall’isola Maggiore del Trasimeno, ma è giusto specificare che le evidenze storiche suggeriscono una costruzione più tarda.

Castello di Pieve del Vescovo

A pochi chilometri dal borgo, il Castello di Pieve del Vescovo è un esempio di architettura fortificata trasformata in residenza rinascimentale. Restaurato nel XVI secolo per volere del cardinale Fulvio della Corgna, permette di muoversi tra affreschi e ambienti che uniscono funzione difensiva e prestigio estetico. Anche da qui c’è una vista ampia sul territorio che vi suggeriamo di osservare e contemplare.

Monte Malbe

Il Colle della Trinità, ovvero la sommità del Monte Malbe a 652 metri di altitudine, è una angolo della regione ricco di boschi di leccio, cerro, corbezzolo e ginepro. Si tratta di un territorio puntellato di sentieri che attraversano doline carsiche, piccole pozze d’acqua chiamate Trosce e antichi eremi, tra cui il Romitorio di San Salvatore.

Corciano, borgo in Umbria
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Corciano al calar della sera

Cosa fare a Corciano

Non solo storia, perché Corciano è patria anche di attività enogastronomiche e naturalistiche in grado di coinvolgere visitatori di tutte le età.

  • Partecipare al festival “Corciano Castello di Vino”: per degustare vini locali lungo le vie del borgo.
  • Vivere il ponte di aprile con laboratori, spettacoli per bambini e street food: il tutto nei vicoli animati.
  • Visitare musei tematici: come l’Antiquarium, il Museo della casa contadina e il Museo della Pievania.
  • Assistere al Corciano Festival in agosto: caratterizzato da cortei storici, musiche, danze e rievocazioni medievali.
  • Esplorare il borgo di Solomeo: esempio di villaggio-fabbrica restaurato con visite guidate alle aziende di cachemire.

La vita contemporanea, tra le altre cose, convive con il passato. Ciò vuol dire che il paese è ricco anche di negozi di prodotti locali, botteghe artigiane e caffè che danno il benvenuto ai visitatori con aromi di pane appena sfornato, caffè tostato e erbe aromatiche raccolte nei dintorni.

Come arrivare

Il borgo di Corciano, in provincia di Perugia, è raggiungibile in auto tramite SS75 o SP203. La posizione centrale in Umbria fa sì che i collegamenti siano rapidi con il Lago Trasimeno e altre città d’arte della regione (e non solo).

Per chi preferisce non guidare, a disposizione ci sono autobus locali che connettono il borgo a Perugia e ai paesi vicini, mentre le strade pedonali interne aiutano a esplorare con calma piazze, palazzi e musei di questo luogo che pare rimasto fermo nel tempo.

Luci d’artista, quando le città si accendono di sogni e meraviglia

Quando l’arte incontra la luce, le città si trasformano. Ogni inverno, da nord a sud, l’Italia si accende di magia: dalle Luci d’Artista di Torino e Salerno agli spettacoli di Bressanone, Arezzo e Monopoli, le città italiane diventano laboratori di creatività a cielo aperto grazie a eventi luminosi che coniugano innovazione, identità e partecipazione.

Attraverso installazioni luminose, piazze e palazzi si accendono di significati nuovi: l’illuminazione non è più solo abbellimento, ma strumento di racconto, linguaggio poetico e motore di turismo culturale. La luce diventa così un modo per ripensare il rapporto tra spazio urbano, arte contemporanea e comunità, offrendo al pubblico esperienze sensoriali che cambiano la percezione stessa della città.

Perugia: videomapping (al cioccolato) e Mimmo Paladino

A Perugia arriva la più grande tavoletta di cioccolato del mondo…in videomapping! Nel quartiere di Porta Sole, dove nacque la storia della Perugina, un’installazione firmata da Giuliano Giuman illumina la città: 30.000 mq di pura magia al cacao, proiettati dal 29 novembre fino al 6 gennaio 2026.

Grazie a 9 super-proiettori nascosti nell’ex Mercato Coperto – oggi sede della nuova Città del Cioccolato, il museo esperienziale più grande al mondo – le facciate dei palazzi si trasformano in un racconto luminoso.

Tra i protagonisti dell’evento anche Luisa Spagnoli, celebrata in un viaggio visivo che porta fino al nuovo spazio LAB, dove prendono vita showcooking, degustazioni e rituali dedicati al cacao. Un’esperienza imperdibile e…dolcissima.

L'incredibile videomapping di Perugia...al cioccolato!
Ufficio Stampa
L’incredibile videomapping di Perugia…al cioccolato!

Sempre nella città umbra le luminarie di Mimmo Paladino portano colore nel cielo di corso Vannucci. L’artista, protagonista della mostra antologica visitabile fino al 18 gennaio 2026, firma le luminarie natalizie di corso Vannucci, accese ufficialmente dal 28 novembre. Intitolate “Concerto in piazza”, sono un omaggio alla socialità locale e al modo di vivere i momenti più importanti coinvolgendo cittadini e visitatori all’aperto.

Corso Vannucci a Perugia illuminato per Natale
Ufficio Stampa
Corso Vannucci e le luci d’autore di Mimmo Paladino

Verona illuminata

La città più romantica d’Italia si illumina con la prima edizione di “Natale per Verona”, realizzata grazie alla partecipazione di Forno Bonomi. Il progetto trasforma la città in un palcoscenico diffuso mixando illuminazioni, luci e spettacoli immersivi. Per la prima volta, piazze e luoghi iconici si accendono di magia, ospitando un racconto collettivo che celebra bellezza, tradizione e gusto.

Il percorso dedicato all’artista veronese Renato Righetti di Bosso anima le facciate dell’Arco dei Gavi con un videomapping. Lo spettacolo di luci sarà attivo dal 6 dicembre al 6 gennaio dalle 17:30 alle 24:00. In alcune giornate sono previste delle degustazioni per accompagnare l’appuntamento.

Torino: Swarms e il museo diffuso della luce

A Torino, la ventottesima edizione di Luci d’Artista, inaugurata il 24 ottobre 2025 e curata da Antonio Grulli, segna un nuovo capitolo nella storia del progetto. La grande novità di quest’anno è Swarms (Sciami) di Chiara Camoni, artista di rilievo internazionale e futura protagonista del Padiglione Italiano alla Biennale di Venezia 2026.

La sua installazione, collocata al 43° piano del Grattacielo Piemonte, trasforma la sommità dell’edificio in un palcoscenico di sfere specchiate che si muovono e cambiano colore, evocando sciami luminosi che danzano “al ritmo di una musica che non si sente”.

L’opera, visibile da chilometri di distanza, fonde la rigidità dell’architettura moderna con la leggerezza della natura, creando un’immagine sospesa e poetica che ridisegna lo skyline torinese.

Accanto a Swarms, altre quattro nuove luci arricchiscono la collezione: il neon di Tracey Emin “Sex and Solitude” ai Giardini Reali bassi; il progetto “Mummer Love” dei Soundwalk Collective con Patti Smith e Philip Glass al cortile OGR; “Bouncing the Ball” di Riccardo Previdi in Piazza San Carlo; infine l’opera “Untitled” di Gintaras Didžiapetris al Museo Regionale di Scienze Naturali.

Insieme alle installazioni storiche di artisti come Mario Merz, Daniel Buren e Michelangelo Pistoletto, queste creazioni trasformano la città in un percorso luminoso che unisce memoria e sperimentazione, confermandone il ruolo di capitale italiana della luce e del contemporaneo. Le luci resteranno accese fino all’11 gennaio 2026, proiettando la città in una dimensione quasi onirica.

Torino, Luci d'Artista, evento
Alessandro Muner
Opera di Chiara Camoni: Swarms (Sciami) a Torino

Salerno: una costellazione luminosa nel cuore del sud

A più di 700 chilometri di distanza, anche Salerno si prepara a risplendere. Dal 14 novembre 2025 al 1 febbraio 2026, torna Salerno Luci d’Artista, appuntamento giunto alla sua ventesima edizione.

La manifestazione trasforma la città in una costellazione di oltre quaranta installazioni luminose che abbracciano il centro storico, Corso Vittorio Emanuele, Piazza Flavio Gioia, la Villa Comunale e altri luoghi.

Il progetto, curato dall’artista torinese Luca Pannoli, punta a unire arte pubblica, sostenibilità e coinvolgimento collettivo. Tutti gli impianti utilizzano tecnologie LED a basso consumo e programmazione intelligente per ridurre l’impatto ambientale e ottimizzare l’efficienza energetica.

Quindici opere luminose sono ormai parte permanente del patrimonio cittadino, firmate da artisti come Enrica Borghi, Roberto Castaldo, Eduardo Giannattasio e Eliana Petrizzi.

Salerno Luci d’Artista non è solo un evento culturale: è un motore economico e identitario. Ogni anno richiama visitatori da tutta Italia e dall’estero, con un impatto diretto sul turismo invernale, sul commercio di prossimità e sulla filiera ricettiva. L’edizione 2024 ha superato il milione di presenze, confermando come la luce possa diventare strumento di rigenerazione urbana e di valorizzazione del territorio.

Luci e musica con “Oops” a Bressanone

Anche altre splendide città italiane si trasformano in un palcoscenico a cielo aperto di luci e magia, come Bressanone, dove il cortile interno della Hofburg ospiterà il decimo anniversario dello spettacolo “Oops – A Light and Music Show for UNICEF”: un suggestivo videomapping monumentale prende vita sulle facciate barocche, mentre le musiche di Giorgio Moroder risuonano nell’aria. Ogni biglietto sosterrà progetti UNICEF in Zambia, unendo magia e solidarietà.

Lo spettacolo è in programma dal 21 novembre 2025 al 6 gennaio 2026, tutti i giorni alle 17:30 e 18:30, con un’ulteriore replica il sabato alle 19:30. Durante il giorno, inoltre, nella Hofburg si potrà visitare una spettacolare collezione di presepi provenienti da diverse regioni.

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Lo spettacolo “Oops – A Light and Music Show for UNICEF” a Bressanone

Arezzo Christmas Light

I monumenti più incantevoli di Arezzo si trasformano con la magia delle luci emesse dalle nuove installazioni luminose.

Le location degli spettacoli? Piazza Grande e il Palazzo Comunale diventeranno protagonisti di un meraviglioso videomapping capace di esaltarne l’architettura. Un’occasione unica per ammirare le bellezze del nostro patrimonio da un punto di vista nuovo, portando la magia del Natale in tutta la città. Appuntamento dal 15 novembre 2025 al 6 gennaio 2026, tutti i giorni (tranne il 31 dicembre) dalle 17:00 alle 23:00…e non si paga alcun biglietto d’ingresso!

Luci spettacolari sui palazzi ad Arezzo a Natale
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Luci spettacolari sui palazzi ad Arezzo

Illuminandia a Monopoli

A Monopoli il Natale diventerà un immenso racconto di luce: per la prima volta le tradizionali luminarie pugliesi, scolpite nel legno, daranno vita a un parco natalizio di 15.000 metri quadri che avvolgerà il centro storico e il lungomare in un universo di simboli, arte e poesia.

Piazza Vittorio Emanuele con il Parco delle Altalene delle Stelle sarà il cuore del progetto con un grande albero di luminarie alto 22 metri, altalene monumentali ispirate allo zodiaco e la Casa Armonica Natalizia.

La città diventerà un percorso diffuso di emozioni con la Cupola della Neve in piazza Palmieri che accoglierà i visitatori sotto una volta di stelle danzanti, la Natività luminosa in piazza Garibaldi, la Fontana Luminosa in largo Castello, le vie ornate da centinaia di luci che si intrecceranno tra tradizione e innovazione.

Con Illuminandia dal 5 dicembre, Monopoli non si limiterà a festeggiare il Natale: lo trasformerà in un’esperienza immersiva dove gioco, arte e contemplazione riscriveranno l’immaginario urbano.

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Ufficio stampa
Le luminarie natalizie a Monopoli

Spettacolari proiezioni luminose ad Assisi

La pace prende forma a Natale ad Assisi, dove le facciate di chiese e monumenti storici diventano tele luminose per celebri opere d’arte contemporanea. Spettacolari proiezioni trasformano il centro storico in una galleria a cielo aperto e regalano un’esperienza immersiva e originale, capace di unire bellezza e speranza in un messaggio universale.

La manifestazione si svolgerà dal 6 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026, con un ricco programma di eventi all’insegna della tradizione, innovazione e spiritualità. L’arte diventa così strumento di dialogo e coesione, capace di avvicinare le persone e trasformare la città umbra in un luogo di riflessione condivisa.

Le immagini proiettate sono il risultato di una collaborazione tra storici dell’arte e lighting designer, supportata da tecnologie digitali avanzate. A ispirare il progetto sono artisti del calibro di Chagall, Magritte, Klimt, Köder e Picasso, le cui opere testimoniano il tema della pace tramite dettagli e simboli riconoscibili delle loro creazioni più celebri.

Piazza del Comune diventa il cuore pulsante dell’iniziativa: qui, il tema “Pace sulla Terra” prende vita grazie a una selezione di opere di Banksy, lo street artist contemporaneo più rappresentativo, che porta ad Assisi il suo messaggio rivoluzionario con la mostra “Peace on Earth”, visitabile alla Rocca Maggiore fino all’11 gennaio 2026.

Christmas Design 2025 accende Bergamo

L'opera "Il teatro è" a Bergamo per Natale 2025
Ph Oliviero Godi - Ufficio Stampa
La suggestiva opera “Il teatro è” a Bergamo

Dal 22 novembre 2025 al 6 gennaio 2026, Christmas Design 2025 trasforma Bergamo in un Palcoscenico dell’Immaginazione, portando arte, design e creatività nelle piazze e nelle vie più suggestive della città. 15 installazioni, liberamente accessibili, invitano a sognare, riflettere e diventare protagonisti del percorso creativo, tra sculture, video-animazioni e opere digitali.

Il tema di quest’anno celebra la capacità di immaginare nuovi mondi e di dare forma a desideri e paure tramite la creatività. In Città Bassa, davanti a Palazzo Frizzoni, cinque sedute in marmi policromi invitano a “riveder le stelle”, mentre una galassia luminosa avvolge l’Hotel Cappello d’Oro e l’Albero di Luce domina Piazza Vittorio Veneto. Via Mazzini si anima con quinte coloratissime che trasformano spettatori in attori, il Teatro Donizetti diventa un palcoscenico di video-animazioni, il Quadriportico omaggia Gaudí e Don Chisciotte, e dalla facciata della Accademia Carrara parte un messaggio di speranza.

In Città Alta, tre sculture degli artisti di Beplano raccontano tappe fondamentali della vita, in un itinerario che da Piazza Cittadella arriva a Piazza Vecchia, cuore simbolico di Bergamo. Anche un bus ATB si trasforma in artwork itinerante.

Le installazioni, visibili per 46 giorni, sono firmate da 6 artisti e 7 designer insieme a 20 realtà del Made in Italy, in un’opera collettiva che invita la città a vivere come un grande palcoscenico dell’immaginazione.

Padova brilla di magia

Padova si accende di magia con le inconfondibili luminarie in oltre 60 luoghi tra piazze, palazzi monumentali, rotonde e quartieri. Tra i punti più suggestivi: le facciate di Palazzo Moroni, la Loggia Amulea, il Teatro Verdi, i 49 alberi di Prato della Valle, 35 coni luminosi distribuiti nei quartieri, 21 alberi decorati e 7 grandi installazioni. A queste si aggiungono le luminarie allestite dai commercianti, che rendono la città ancora più viva.

Le piazze storiche (Erbe, dei Frutti, dei Signori e Duomo) diventano protagoniste di un percorso immersivo, dove proiezioni e giochi di colore trasformano le facciate in scenari incantati. La grafica di quest’anno si ispira a un immaginario notturno e celeste: un cielo stellato che avvolge gli edifici e unisce tradizione padovana e elementi contemporanei.

L’illuminazione, pur statica, prende vita grazie a sfumature cromatiche che scorrono sulle superfici come onde, creando profondità e movimento, mentre l’oro esalta colonne, archi e cornici, valorizzando ogni dettaglio con un tocco luminoso e prezioso.

Perugia ha aperto il museo del cioccolato più grande al mondo

Perugia consolida il suo legame secolare con il cioccolato con l’inaugurazione della Città del Cioccolato, all’interno dell’ex Mercato Coperto: un’esperienza immersiva, multisensoriale e culturale che ripercorre la storia del cacao dall’antichità ai giorni nostri.

Il progetto è il risultato di un lungo percorso di riqualificazione urbana e di una visione condivisa tra istituzioni, imprese e realtà culturali. L’edificio, ristrutturato nel 2016 con il sostegno di Regione Umbria e Fondazione Perugia, è stato oggetto di un ambizioso piano di valorizzazione che ha portato, nel 2024, alla nascita della società Destinazione Cioccolato Srl SB, concessionaria trentennale dello spazio.

Un investimento complessivo di circa 6 milioni di euro ha dato forma a un centro tematico unico nel suo genere, sostenuto dal programma ministeriale “Italia Economia Sociale”, nonché dal contributo di Intesa Sanpaolo e di una vivace campagna di equity crowdfunding che ha coinvolto quasi duecento investitori privati.

Un legame indissolubile con la storia di Perugia

Non poteva che sorgere qui, nel cuore della città che ha dato i natali alla Perugina e al celebre Bacio, la nuova capitale del cioccolato mondiale. L’ex Mercato Coperto, costruito nel 1932 per volontà di Giovanni Buitoni, oggi si rinnova come tempio del gusto e della memoria. La grande terrazza, affacciata su uno dei panorami più suggestivi dell’Umbria, diventa così la cornice ideale per un’esperienza che unisce cultura, storia e dolcezza.

A pochi passi, in Via Alessi, è stato restaurato anche il primo laboratorio Perugina, risalente al 1907, grazie alla collaborazione con Luisa Spagnoli Spa. All’interno si ritrovano strumenti e dettagli originali, come il banco di marmo su cui la stessa Luisa Spagnoli sperimentò le prime creazioni al cioccolato. Accanto, nei locali storici di Via Angusta, è nato il LAB – Luisa Annibale Base, un laboratorio esperienziale diretto dal maestro degustatore Roberto Caraceni, dove si svolgeranno degustazioni, masterclass e workshop dedicati alla cultura del cacao.

Il viaggio nella storia del cacao

La Città del Cioccolato si estende su 2.800 metri quadrati distribuiti su due piani: il viaggio inizia al piano superiore, dove un cielo digitale riproduce suoni e atmosfere di una foresta tropicale, per introdurre alla geografia del cacao. Tra proiezioni interattive e installazioni artistiche firmate da Manuel Gardina, si attraversano i secoli e i continenti: dalle antiche civiltà del Sud America che veneravano il cacao come bevanda sacra, fino alle corti europee dove la cioccolata divenne simbolo di lusso e raffinatezza.

la foresta tropicale della Città del Cioccolato a Perugia
Ufficio Stampa Destinazione Cioccolato
La suggestiva foresta tropicale della Città del Cioccolato

Una passerella di legno, o per i più curiosi un divertente scivolo, conduce poi al piano inferiore dove, tra luci soffuse e profumi evocativi, prende vita una piantagione di cacao in cui osservare da vicino le cabosse crescere sui tronchi, seguire il processo di fermentazione e di essiccazione delle fave e scoprire il percorso che trasforma il seme in cioccolato. A impreziosire l’ambiente, la mostra fotografica “Mujeres del Cacao” del venezuelano Jesús Ochoa, un omaggio alle donne che lavorano nelle piantagioni di Chuao, in Venezuela.

La visita si conclude in un’area dedicata alla fabbrica bean to bar firmata FBM, dove il pubblico può cimentarsi nella creazione della propria tavoletta di cioccolato.

Sostenibilità, ricerca e biodiversità

Pannelli interattivi e installazioni multimediali illustrano temi come la sostenibilità ambientale, la tutela della biodiversità e l’impatto del cambiamento climatico sulle coltivazioni. Tramite speciali visori, è possibile esplorare a distanza la piantagione di Playa de Oro, in Ecuador, dove Eurochocolate sostiene progetti di miglioramento sociale per i coltivatori.

All’interno del museo trova spazio anche il Programma Cacao of Excellence, trasferito da Roma a Perugia, che coordina un laboratorio di analisi e ricerca scientifica sul cacao sostenuto dall’Alliance of Bioversity International and CIAT. Qui vengono selezionati i migliori 50 campioni di cacao del mondo, un riconoscimento che premia qualità, sostenibilità e diversità genetica.

Un museo per tutti, grandi e piccoli

Ancora, le aree Piantalab e Coloralab invitano i bambini a scoprire, giocando, come nasce una tavoletta di cioccolato, mentre la Snap Room sorprende con un’installazione sonora che riproduce lo scrocchio del cioccolato spezzato.

C’è spazio anche per la salute e il benessere, grazie a un allestimento curato con ISCHOM che spiega, con modelli anatomici e proiezioni, gli effetti positivi del cacao sul corpo umano.

Il lato glamour del cioccolato

Oltre alla produzione e alla storia, il museo celebra anche l’impatto del cioccolato sull’immaginario collettivo, con sezioni dedicate alla moda e al design italiani. Spicca l’abito ideato da Nicoletta Spagnoli, un raffinato omaggio in tessuto e colore alla dolce materia prima, e una selezione di opere ispirate al connubio “Circo e Cioccolato”, firmate da celebri stilisti italiani.

Nel settore del design trovano posto oggetti simbolici e curiosità industriali, come la genesi della celebre bottiglia della Coca-Cola, ispirata proprio alla forma della cabossa, e creazioni firmate da designer come Giulio Iacchetti, Matteo Ragni, Paolo Ulian e Odoardo Fioravanti, in collaborazione con il Museo Alessi.

La Sala Choco Expo, invece, ospiterà mostre temporanee e progetti internazionali: la prima sarà dedicata alla Colombia, con un focus sul programma Agrocadenas, che sostiene oltre mille famiglie di piccoli produttori agricoli grazie alla cooperazione con l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.

Il regno del gusto

La visita si conclude tra profumi e tentazioni. Il Choco Shop, accessibile anche dall’esterno, è il più grande negozio di cioccolato al mondo: un paradiso di etichette internazionali, produzioni artigianali e specialità firmate Costruttori di Dolcezze by Eurochocolate. Ospita 150 aziende, provenienti da Europa, America, Africa e Asia, per una vetrina globale di sapori e tradizioni.

Dalla boutique del cioccolato si accede all’area dell’Arcone, un soppalco storico che collega il museo a Piazza Matteotti, custode di antiche leggende perugine.

Infine, sulla terrazza panoramica, il Chocolate Bar invita a concedersi una pausa golosa tra praline, bevande e creazioni originali come il “Colpo di Fulmine” o le “FetteXfette”, da gustare sia in versione dolce che salata.

Interno del Choco Shop della Città del Cioccolato a Perugia
Ufficio Stampa Destinazione Cioccolato
Il goloso Choco Shop della Città del Cioccolato

Città del Cioccolato: il nuovo paradiso del cacao apre a Perugia

Sta per nascere a Perugia una destinazione unica nel suo genere, capace di incantare grandi e piccoli: la Città del Cioccolato, il più grande museo esperienziale in Italia dedicato al cacao e ai suoi derivati.

L’apertura ufficiale è fissata per il 28 ottobre 2025, data scelta non a caso: ricorda infatti l’inaugurazione dello storico Mercato Coperto di Perugia, avvenuta nel 1932, lo stesso giorno alle ore 15.30. L’annuncio è stato dato il 7 luglio, in occasione della Giornata Mondiale del Cioccolato, durante un evento speciale che ha segnato l’inizio del countdown per l’inaugurazione.

La biglietteria online aprirà il 20 settembre 2025: è consigliabile prenotare per tempo, perché la Città del Cioccolato si candida fin da ora a diventare una delle mete più amate del turismo culturale e gastronomico in Italia. Un luogo dove ogni dettaglio racconta una storia fatta di passione, creatività e, naturalmente, tanto cioccolato.

La struttura sorgerà negli spazi simbolici in cui, nel 1907, nacque la celebre Perugina. L’iniziativa promette di trasformare il capoluogo umbro in una vera e propria capitale del cioccolato, grazie a un’offerta culturale, didattica e sensoriale senza precedenti.

Un museo esperienziale tra storia, gusto e innovazione

La Città del Cioccolato di Perugia non sarà un semplice museo, ma un viaggio immersivo nell’universo del cacao, capace di coniugare passato e futuro. I 2.800 metri quadrati dello spazio espositivo saranno suddivisi in ambienti tematizzati che raccontano la storia del cioccolato, dalla coltivazione della pianta di cacao fino alla produzione moderna. Attraverso percorsi interattivi, installazioni digitali e laboratori sensoriali, i visitatori potranno scoprire curiosità, tecniche artigianali e segreti di lavorazione.

Nuovo museo immersivo dedicato al cioccolato a Perugia
ufficio stampa
Città del Cioccolato a Perugia, interno del museo

Il progetto è stato sviluppato anche grazie al contributo di Luisa Spagnoli Spa. Durante la cerimonia di inizio countdown sono stati presenti esperti come Roberto Caraceni, direttore del LAB – il polo didattico interno alla struttura – e uno dei massimi conoscitori del mondo del cioccolato e Stanislav Kramsky noto per possedere a Praga la più ampia raccolta di incarti di tavolette di cioccolato al mondo.

Il Chocolate Bar: dove il gusto incontra la creatività

Ad anticipare l’inaugurazione della Città del Cioccolato, ha già aperto i battenti il nuovissimo The Chocolate Bar, situato sulla terrazza panoramica del Mercato Coperto. Questo elegante locale offrirà un’esperienza culinaria fuori dal comune, con prodotti dolci e salati a base di cioccolato, cocktail innovativi come il ChocoMojito e una selezione beverage pensata per stupire anche i palati più esigenti.

The Chocolate Bar non sarà solo un luogo di ristoro, ma anche un punto di riferimento per eventi e appuntamenti culturali. Sarà infatti protagonista anche durante l’edizione estiva di Umbria Jazz, diventando una vetrina di sperimentazione gastronomica e socialità nel cuore del centro storico di Perugia. Un luogo perfetto per rilassarsi ammirando uno dei panorami più suggestivi dell’Umbria.

Un progetto che valorizza il territorio e la sua storia

Oltre al valore culturale e turistico, la Città del Cioccolato rappresenta anche un’importante operazione di recupero urbano e memoria storica. La scelta di collocare la struttura negli ambienti dove nel 1907 è nata la Perugina e all’interno del Mercato Coperto di Perugia – uno dei primi edifici italiani costruiti in cemento armato grazie a un progetto firmato dall’ingegnere del Comune di Perugia Giuseppe Grossi e fortemente voluto dal Podestà Giovanni Buitoni, uno dei protagonisti dell’inizio della storia del cioccolato di Perugia  – sottolinea la volontà di coniugare innovazione e tradizione.

Ottobre 2025 apre a Perugia la Città del Cioccolato
ufficio stampa
Città del Cioccolato a Perugia, il museo

L’intervento architettonico, seguito da un team di professionisti coordinati da Eugenio Guarducci – Direttore dei Lavori e Direttore Artistico della Città del Cioccolato – è affiancato da un “cantiere invisibile” che coinvolge falegnami, scenografi, designer, grafici e tecnici audio-video provenienti da tutta Italia. Il progetto ha già suscitato grande curiosità: oltre 100 persone hanno partecipato alle prime visite guidate del cantiere, prenotate in pochi giorni.

Vasco Gargaglia – Presidente del CDA di Destinazione Cioccolato Srl SB – dichiara che “In questi ultimi mesi sono stati fatti dei progressi significativi nel nostro cantiere che abbiamo costantemente fatto conoscere attraverso i nostri canali Social. Oggi siamo nella prima fase di tinteggiatura dei 2.800 mq di spazi che ospiteranno un percorso davvero interessante e unico nel suo genere, non solo in Italia ma in tutto il mondo“.

L’entusiasmo del pubblico dimostra quanto il cioccolato sia ancora oggi un simbolo identitario per Perugia, e come una visione innovativa possa generare nuove opportunità per il territorio.

Monumenti Aperti 2025: le meraviglie italiane da scoprire gratis il 17 e 18 maggio

Ci sono weekend in cui il tempo sembra dilatarsi e i muri delle città si fanno racconto, identità, memoria viva. È ciò che accade con Monumenti Aperti, un festival che, anno dopo anno, ha trasformato la visita ai luoghi della cultura in un gesto collettivo di scoperta e appartenenza. Nel 2025 l’invito si rinnova, più forte che mai per conoscere meglio il patrimonio culturale italiano con occhi nuovi, guidati dalle voci delle comunità.

Siamo al terzo weekend, quello del 17 e 18 maggio, e tra le tappe di questo itinerario diffuso spiccano le città di Chieti, Perugia, Cerreto Sannita, e undici comuni sardi che aprono porte antiche, sentieri minerari, coste leggendarie e quartieri storici dai tramonti struggenti.

Chieti: tra le leggende omeriche e l’identità abruzzese

Chieti sorge elegante e silenziosa su una collina che guarda da un lato il mare Adriatico e dall’altro i profili imponenti della Maiella e del Gran Sasso.

Passeggiando tra le sue vie, si può ancora intuire l’antico cuore dei Marrucini, il popolo italico che la abitava, e si distinguono i due volti della città: quello antico che abbraccia il colle e quello moderno che corre lungo l’antica via Tiburtina Valeria. I luoghi della cultura raccontano la stratificazione secolare del sapere e dell’arte: dal raffinato Teatro Marrucino ai musei archeologici, passando per l’Università G. D’Annunzio, ogni spazio diventa una tappa di un percorso che è anche interiore.

Perugia: città-mosaico di pietra, luce e memoria

Il centro storico di Perugia è una tela dipinta da secoli di arte, religione, politica e bellezza.

Dalla Fontana Maggiore, incastonata come un gioiello nella Piazza IV Novembre, si diramano percorsi che toccano torri medievali, musei, chiese, palazzi rinascimentali. I tracciati sotterranei, le antiche mura, i paesaggi che si aprono all’improvviso tra le strade strette generano un continuo stupore.

Cerreto Sannita: l’arte della rinascita tra ceramica e memoria

Cerreto Sannita, Campania
Fonte: iStock
Il bellissimo centro storico di Cerreto Sannita

Cerreto Sannita si mostra con l’eleganza sobria delle città che hanno saputo rinascere. Adagiata tra le curve della valle del Titerno, ai margini del Parco del Matese, racconta una storia di distruzione e rinascita. Quella del terremoto del 1688 che la rase al suolo, e quella della ricostruzione, voluta con visione e tenacia dal conte Marzio Carafa e dall’architetto Giovanni Battista Manni.

Oggi il suo impianto urbanistico è un raro esempio di città settecentesca pianificata alla perfezione, ma è la ceramica la vera anima del luogo. Tradizione secolare che si respira nei laboratori e si racconta nelle sale del Museo della Ceramica ospitato in un ex convento.

Arbus: dove la Sardegna si fa deserto e leggenda

Nel sud-ovest della Sardegna, Arbus è un universo a sé, esteso, selvaggio, minerale. Le sue terre sono percorse da antiche montagne come il Monte Arcuentu, che con i profili vulcanici sembra vegliare su una terra senza tempo. Le miniere abbandonate di Gennamari, Montevecchio e Ingurtosu parlano di fatica, di sogni industriali e di cicatrici del progresso.

Ma è la costa a togliere il fiato. Una lingua di sabbia che corre per 47 chilometri, tra villaggi solitari e dune gigantesche, come quelle di Piscinas, che si alzano fino a 50 metri e brillano al tramonto: è un paesaggio ancestrale, dove la natura si prende tutto lo spazio che merita.

Cagliari: la bellezza mediterranea tra cielo e bastioni

Cagliari ha il passo delle città portuali e il cuore delle capitali antiche. Si arrampica su colli che guardano il mare, si accende nei tramonti infuocati che illuminano i bastioni, si perde nelle strade dei quartieri storici dove la storia ancora respira. Castello è il suo nobile epicentro, un nido di pietra chiara affacciato sull’azzurro, dove si mescolano vicende preistoriche e dominazioni sabaude.

Salendo lungo la scalinata monumentale del Bastione di Saint Remy, si entra in un altro tempo, tra torri medievali, palazzi signorili, cattedrali, cortili segreti. Ogni quartiere (da Villanova a Stampace) ha la sua voce, la sua anima.

Gli altri Comuni del weekend 17–18 maggio

Oltre alle affascinanti località citate, il terzo weekend di Monumenti Aperti 2025 vede la partecipazione di altri 9 Comuni, ognuno con il proprio programma di aperture e iniziative culturali. Ecco l’elenco completo:

  • Calangianus
  • Golfo Aranci
  • Guspini (sabato 17)
  • Iglesias
  • Porto Torres
  • Sant’Antioco
  • Sardara
  • Settimo San Pietro
  • Triei

Riapre al pubblico la Villa del Colle del Cardinale a Perugia

Venerdì 21 marzo 2025, in concomitanza con l’inizio della primavera e con le Giornate del FAI, la Villa del Colle del Cardinale, nella frazione di Colle Umberto a Perugia, ha riaperto le porte al pubblico con una veste rinnovata. La dimora cinquecentesca voluta dal cardinale Fulvio della Corgna, nipote di Papa Giulio III, si mostra oggi in un nuovo equilibrio tra conservazione, accessibilità e valorizzazione del paesaggio.

Dopo mesi di lavori e progetti coordinati a più livelli, il complesso monumentale torna a vivere, rinnovando il dialogo tra architettura, natura e comunità. Fulcro dell’intervento è stata la riqualificazione degli storici giardini, finanziata con due milioni di euro provenienti dal Fondo PNRR “Parchi e Giardini”. Ma la vera ambizione è ben più ampia: restituire alla Villa il ruolo di polo culturale aperto e inclusivo, un luogo da abitare, attraversare, conoscere.

Il restauro del giardino storico: memoria, paesaggio e biodiversità

Il progetto di restauro del giardino ha rappresentato il primo passo concreto di un disegno più grande. L’area verde che abbraccia la Villa racconta oggi la stratificazione di stili e usi che nei secoli ne hanno plasmato la forma: dal giardino all’italiana al parterre de broderie, fino al giardino romantico all’inglese. L’intervento ha voluto conservare la memoria di tali trasformazioni, valorizzando le tracce ancora leggibili e inserendo nuove funzioni coerenti con le esigenze attuali, anche in risposta al cambiamento climatico.

I lavori hanno interessato in particolare i viali d’accesso, dove è stato ripristinato il sistema di raccolta delle acque piovane, e il primo terrazzo a emiciclo con la fontana dell’Airone. Il parterre antistante la Villa è stato riqualificato con l’inserimento di bulbi primaverili che, con la fioritura, restituiranno la suggestione geometrica di un giardino settecentesco.

Tra le novità più rilevanti, la riattivazione delle fontane, il restauro del muro perimetrale, la sistemazione del teatro delle camelie e della Serra di rinvaso, oltre alla creazione di un pomario con antiche varietà umbre.

Una nuova area ortiva e la messa in sicurezza delle serre crollate chiudono il quadro di un lavoro attento e interdisciplinare, curato da professionisti del settore paesaggistico, agronomico e architettonico.

Il Bagno del Cardinale: un gioiello tra giardino e bosco

Veduta panoramica della Villa del Colle del Cardinale
Fonte: Ph Filippo Fagioli - Ufficio Stampa
Splendida veduta panoramica della Villa del Colle del Cardinale

Tra gli spazi più affascinanti del complesso spicca il Bagno del Cardinale, un edificio annesso di straordinaria rilevanza simbolica e paesaggistica. Si tratta di una costruzione stratificata, legata al bosco e al giardino pensile, che nelle sue sale affrescate racconta l’ideale rinascimentale di un’armonia tra uomo e natura.

I recenti studi condotti dal DIBAF dell’Università della Tuscia hanno permesso di reinterpretare l’architettura del Bagno come espressione di un giardino arcadico, luogo di riflessione e conoscenza. Il restauro, avviato da Massimo Mariani, ha previsto la messa in sicurezza della struttura e il recupero degli affreschi di Marcello Leopardi, che decorano le stanze della Biblioteca con motivi allegorici ispirati all’antichità classica.

Oltre al restauro fisico, sarà possibile esplorare gli splendidi spazi anche in modalità virtuale, per un’esperienza immersiva che restituisce il volto originario degli ambienti. Il progetto, reso possibile grazie alla collaborazione tra storici dell’arte, restauratori, archeologi e fotografi, è ancora in fase di sviluppo: il completamento dell’intervento e la riapertura del Bagno sono previsti per il 2026.

Accessibilità: un patrimonio davvero aperto a tutti

Grande attenzione è stata riservata al tema dell’accessibilità, centrale nella visione futura della Villa. Il progetto curato da Oblyk Studio prevede la realizzazione di un nuovo ingresso con piattaforma elevatrice, pedane interne ed esterne e un percorso esterno dotato di totem e pannelli viso-tattili interattivi. È stato inoltre predisposto un parcheggio riservato a persone con disabilità, così da rendere l’intero complesso fruibile nella sua pienezza.

Queste soluzioni rappresentano un cambiamento sostanziale nell’approccio alla fruizione dei beni culturali e rendono la Villa in un luogo capace di accogliere senza barriere, fisiche e simboliche.

Un cantiere aperto alla conoscenza

La riapertura non sancisce la fine dei lavori, ma inaugura una nuova fase di crescita e riflessione. Nei prossimi mesi si continuerà con la messa in sicurezza del muro panoramico del giardino nobile, il restauro della lunetta dello scalone d’onore e l’installazione della nuova segnaletica didattica. I visitatori potranno assistere da vicino alle operazioni di conservazione e diventare parte attiva di un processo di riscoperta e cura del patrimonio.

Le convenzioni di ricerca con l’Università di Perugia, l’Università della Tuscia e la Sapienza di Roma testimoniano l’importanza della conoscenza come fondamento della tutela. Rilievi, studi storici, analisi critiche e cantieri didattici sono il cuore pulsante di un progetto che intende costruire il futuro a partire dalla memoria.

La Villa come spazio condiviso: eventi, arte e partecipazione

La riapertura della Villa del Colle del Cardinale segna anche l’inizio di una nuova stagione culturale. In collaborazione con la Fondazione Città del Sole ONLUS e l’Associazione Monti del Tezio, è stato ideato un ricco calendario di eventi, incontri e attività che ne animeranno gli spazi.

Due le mostre principali in programma: “Insetti XXL”, una sorprendente esposizione scientifica con sculture e pannelli didattici che raccontano l’evoluzione degli insetti, e “L’immagine fantasma”, una riflessione visiva dell’artista Alessandra Baldoni sul rapporto tra arte e spazio.

A queste si aggiungono gli eventi primaverili come i concerti con i giovani musicisti del Conservatorio Antinori, il progetto agricolo “La spesa nell’orto” dedicato alla rigenerazione dei suoli e all’agricoltura familiare, e il Perugia Flower Show, mostra mercato di piante rare e artigianato locale.

Un luogo da riscoprire: storia e architettura della Villa

Edificata nel 1575 su progetto attribuito all’architetto Galeazzo Alessi, la Villa del Colle del Cardinale è il più celebre tra i complessi residenziali umbri del Cinquecento. La struttura, compatta e imponente, si sviluppa su cinque livelli con una pianta rettangolare dominata da elementi architettonici classici: portali, balconi, bugnati angolari e fasce marcapiano.

All’interno, le decorazioni a grottesche, attribuite a Salvio Savini, raccontano miti, storie bibliche e allegorie morali, mentre le sale più prestigiose ospitano opere di Carlo Labruzzi e Marcello Leopardi. Una particolare attenzione è riservata alla figura del cardinale della Corgna, raffigurato nel Salone d’Onore con il progetto originale del giardino all’italiana in mano.

Il parco conserva ancora oggi alberi monumentali come il Cedrus libani e la rarissima Cryptomeria japonica, introdotti da Ferdinando Cesaroni, imprenditore illuminato che acquistò la Villa dopo avervi lavorato come giardiniere e ne fece un modello di sviluppo etico e sociale.

Gubbio in un giorno: cosa vedere e fare nell’incantevole borgo umbro

Incastonata tra le verdi colline umbre, Gubbio conquista con la sua architettura medievale e un’atmosfera unica. Se hai solo un giorno per scoprire questa meravigliosa cittadina, ecco un itinerario che unisce storia, cultura, arte, natura e gastronomia, pensato per sfruttare al massimo il tuo tempo.

Mattina, alla scoperta della storia e dei panorami eugubini

Colazione in Piazza Grande. Inizia la tua giornata con un buon caffè e una brioche in uno dei bar che affacciano sulla maestosa Piazza Grande, il cuore pulsante di Gubbio: una terrazza pensile dominata dagli antichi palazzi del Podestà e dei Consoli, che offre una vista panoramica spettacolare sulla vallata sottostante. Qui gli appassionati di fiction non mancheranno di riconoscere alcune delle location principali delle prime stagioni di “Don Matteo”, come il Palazzo dei Consoli che nella serie tv funge da caserma dei Carabinieri.

Palazzo dei Consoli e Museo Civico. Dopo colazione, visita il Palazzo dei Consoli, un imponente edificio gotico che ospita il Museo Civico, dove potrai ammirare le Tavole Eugubine, un prezioso reperto archeologico che racconta la storia degli antichi Umbri. Nel museo si trova anche una straordinaria raccolta di “maiolica arcaica” in “zaffera a rilievo” (XIV sec.), manufatti del XIX sec., e splendidi esempi del lustro rosso e dorato di Mastro Giorgio (XVI sec.), insieme al vasellame farmaceutico e ai duomi d’alambicco in terracotta rossa.

Passeggiata nel centro storico e visita a un artigiano della ceramica. Prosegui con una passeggiata nelle strette vie medievali del centro. Tra via dei Consoli e via XX Settembre troverai numerose botteghe artigiane dove abili ceramisti portano avanti tradizioni secolari. Fermati a osservare le loro creazioni e, se hai tempo, acquista un pezzo unico come ricordo del tuo viaggio. Poi prosegui verso la parte alta della città, dove sorge la Cattedrale dei Santi Mariano e Giacomo che risale al XIII secolo e conserva magnifici affreschi e opere d’arte.

Pomeriggio, salita sul monte Ingino

Funivia Colle Eletto. Per uno spuntino veloce all’ora di pranzo, gusta la tipica crescia umbra, conosciuta anche come torta al testo, farcita con salumi e verdura. Dopo pranzo, vivi un’esperienza unica salendo con la funivia a cestello fino alla Basilica di Sant’Ubaldo, situata sul Monte Ingino. La corsa è breve ma emozionante e offre una splendida vista su Gubbio. Non perdere l’occasione di scattare foto per immortalare il panorama mozzafiato.

Gubbio, la funivia che sale al Monte Ingino
Fonte: iStock
Vista panoramica su Gubbio dal Monte Ingino

Visita alla Basilica di Sant’Ubaldo. La Basilica custodisce le spoglie del santo patrono della città e i Ceri, protagonisti della celebre Festa dei Ceri. Approfitta della visita per goderti un po’ di relax immerso nella natura circostante e apprendere di più sulla tradizione secolare legata a questo luogo. Per gli amanti delle passeggiate, il ritorno a piedi lungo i sentieri panoramici del Monte Ingino è un’opzione imperdibile.

Sera, sapori tipici e un tocco di magia

Aperitivo in centro. Concludi il pomeriggio con un aperitivo in uno dei locali tipici del centro storico. Assapora i vini locali accompagnati da prodotti tipici umbri, come il prosciutto di Norcia e il formaggio pecorino. Il Caffè Ducale è una tappa ideale: qui puoi sederti al tavolo dove, nella fiction “Don Matteo”, il Maresciallo Cecchini e Don Matteo erano soliti sfidarsi a scacchi.

Cena in una trattoria tipica. Per la cena, scegli una trattoria che propone piatti della tradizione umbra. Tra le specialità da provare ci sono pappardelle, strangozzi al tartufo e friccò, una versione locale del pollo alla cacciatora, naturalmente accompagnati da un buon bicchiere di Sagrantino.

Passeggiata notturna tra storia e leggende. Dopo cena, goditi una passeggiata serale per le vie illuminate di Gubbio. Raggiungi il trecentesco Palazzo del Bargello e la celebre Fontana dei Matti, attorno alla quale, seguendo un antico rito, devi girare tre volte e bagnarti con la sua acqua per ricevere simbolicamente la “patente di matto”. Questo divertente rituale è un omaggio alla goliardia e alla tradizione della Festa dei Ceri. Non dimenticare di passare dalla Chiesa di San Giovanni, famosa per essere la canonica di Don Matteo nella fiction tv, e di ammirare la sua suggestiva facciata medievale.

Gubbio a Natale: cosa fare, cosa vedere e info utili

Gubbio è una piccola città medievale in provincia di Perugia che ha un suo fascino tutto l’anno, ma a Natale si trasforma in un luogo incantato che accoglie i visitatori in un’atmosfera di altri tempi. Definita “città grigia” per il colore compatto dei blocchi di calcare con cui è stata costruita, Gubbio è un antico feudo dei Montefeltro e dei Della Rovere che nei secoli ha conservato il suo aspetto medievale sia nell’architettura degli edifici, sia nella struttura delle strade.

Le luci e le decorazioni natalizie ogni anno le regalano una personalità romantica e intrigante che attira molti turisti che vogliono assaporare le specialità gastronomiche locali e divertirsi con i mercatini e alcune attività legate al periodo insieme ai propri cari.

Cosa fare a Gubbio a Natale

Se si visita Gubbio a Natale sono tante le cose che si possono fare per vivere la magia del periodo, tra luci, prelibatezze gastronomiche ed eventi culturali e artistici. Piazza Giordano Bruno, la Chiesa di San Giovanni e Piazza Grande sono i luoghi migliori per godersi le luci natalizie che illuminano la città nel periodo delle feste, ma di seguito vi consigliamo alcune cose da fare assolutamente.

L’albero di Natale più grande del mondo

Sicuramente non passa inosservato il grandissimo albero di Natale che viene fatto dal 1981 ed è famoso per essere il più grande del mondo. Con 450 metri di base, 750 metri di altezza e oltre 300 luci tra la sagoma e la stella in cima, questo albero viene realizzato sulle pendici del Monte Ingino alle spalle di Gubbio ed è un vero spettacolo. Ci vogliono circa 7500 metri di cavi e 1350 spine e prese per allestire il tutto grazie a numerosi volontari e il 7 dicembre l’accensione lascia tutti a bocca aperta.

Un giro nei mercatini di Natale

In Umbria c’è una ricca tradizione per i mercatini di Natale costituiti da numerose bancarelle in stile tirolese che dalla fine di Novembre popolano la Piazza dei Quaranta Martiri. Gli appassionati di souvenir e shopping non possono perdere l’occasione di trovare prodotti tipici, addobbi e decorazioni fatte a mano, o presepi e altri oggetti della tradizione da portare a casa. ChristmasLand è l’evento di Gubbio che celebra il Natale con tante attività e servizi come la ruota panoramica del Polo Nord, una collezione di presepi dal mondo e varie attrazioni per grandi e piccoli.

Albero di Natale Gubbio
Fonte: Getty Images
L’albero di Natale di Gubbio

Un giro sul Gubbio Express Christmas

Per Natale Piazza Grande diventa il capolinea del Gubbio Express Christmas, un trenino turistico che attraversa il centro storico di Gubbio per 7 km e 62 punti di interesse esplorando la città medievale in lungo e largo. C’è chi preferisce girarla a piedi, ma se volete provare questo originale mezzo di trasporto dall’aria vintage e romantica, si può godere dei vari angoli della città addobbati a festa.

La magia del presepe a grandezza naturale

Il Presepe di San Martino a Gubbio è un’iniziativa da non perdere se si capita in zona per le feste di Natale. Nello storico quartiere della città si trovano varie statue a grandezza naturale che riportano al medioevo e, dalla Fontana del Bargello si può percorrere la via del Presepe indicata dalle 120 statue realizzate in terracotta, alla scoperta dei mestieri tipici dell’epoca. Alla fine si raggiunge la capanna con la Madonna, San Giuseppe e il Bambin Gesù come da tradizione, confidando in un’atmosfera ancora più magica se decide di nevicare al momento giusto.

Visita panoramica con la funivia

Il grande albero di Natale di Gubbio merita una vista da lontano e dall’alto per essere apprezzato veramente. La funivia Colle Eletto permette ai visitatori di salire fino alla Basilica di Sant’Ubaldo a 803 metri di quota e, una volta in cima, oltre a poter ammirare il panorama, a Natale è possibile vedere bene anche l’albero con la stella che lo sovrasta. Tenete presente che in questo periodo dell’anno l’ultima corsa parte alle 17.00, sia nei giorni feriali che in quelli festivi.

Gubbio a Natale, i luoghi più simbolici

Le origini medievali di Gubbio la rendono un centro ricco di storia da visitare. Che si tratti di Natale o di un altro periodo dell’anno ci sono dei luoghi simbolici che vale la pena vedere. San Francesco d’Assisi visse per diverso tempo nella città umbra, pertanto i luoghi francescani non mancano. Palazzo Bargello del 1300 in stile gotico è oggi sede del museo della balestra e divide la piazza del Bargello con la famosa fontana dei matti, chiamata così per alcune usanze bizzarre.

Passeggiando in via dei Consoli si possono vedere tanti negozi caratteristici, fino ad arrivare a Piazza Grande, una terrazza pensile che affaccia sulla vallata e regala uno spettacolo bellissimo che i fan della fiction Don Matteo conoscono bene. Qui si può visitare il Palazzo dei Consoli del XVI secolo che custodisce le Tavole eugubine. Di fronte vi è il Palazzo Pretorio e da non perdere il Palazzo Ducale con sale, sotterranei e lo studiolo affascinante con un soffitto a cassettoni e pareti caratterizzate da tarsie lignee.

Eventi Natale Gubbio
Fonte: Getty images
Eventi di Natale a Gubbio

Il clima di Gubbio a Natale

Le previsioni di dicembre 2024 a Gubbio al momento prevedono temperature rigide, tra i 4 e i 10 gradi, e nel mese dovrebbe piovere una media di 8 giorni. Pertanto se avete in programma di passare il Natale da quelle parti meglio portarsi un ombrello e coprirsi bene per poter gustare anche le attività all’aperto senza problemi. Potrebbero esserci alcune giornate di neve che potrebbero anche rendere più magiche alcune attrazioni previste in città durante le feste, come il presepe a grandezza naturale o il giro sulla ruota panoramica.

Come muoversi a Gubbio a Natale

Gubbio è un piccolo borgo che è consigliabile girare a piedi o con i mezzi pubblici messi a disposizione dal comune come gli autobus e la funivia. A Natale c’è anche il trenino turistico che attraversa la città se non vi va molto di camminare. In città ci sono due ascensori pubblici, uno che collega Via Baldassini a Piazza Grande e il secondo che collega via XX Settembre alla Cattedrale-Palazzo Ducale.

I migliori festival musicali dell’estate 2024 in Umbria

L’iconico Umbria Jazz, il frizzante Riverock Festival e il suggestivo DeMusicAssisi accendono l’estate 2024 nel cuore verde d’Italia, che si prepara a una stagione ricca di musica dal vivo. Tra i numerosi festival che animeranno la regione, questi tre appuntamenti imperdibili si distinguono per la loro tradizione e la qualità del programma. Umbria Jazz, dal 12 al 21 luglio a Perugia, non ha certo bisogno di presentazioni e rappresenta un’occasione unica per immergersi nelle magiche atmosfere che da sempre caratterizzano questo festival, con concerti di grandi nomi internazionali e giovani promesse del panorama jazzistico.

Riverock Festival, invece, celebra la sua tredicesima edizione dal 25 al 28 luglio ad Assisi. Ai piedi della suggestiva Rocca Maggiore, il festival propone un mix esplosivo di rock, indie, pop ed elettronica, con la partecipazione di artisti affermati e talenti emergenti. Un’esperienza imperdibile per gli amanti della musica a 360 gradi, che potranno godersi concerti di alto livello in una cornice paesaggistica altamente suggestiva.

Tutt’altra musica a DeMusicAssisi, primo festival di musica medievale in Umbria, che dal 15 al 20 agosto propone concerti, conferenze, laboratori, spettacoli itineranti nella cornice unica della città di San Francesco.

​Umbria Jazz a Perugia

Quest’anno sui 12 palchi del festival perugino sono attese ben 87 band, per un totale di 580 artisti, 238 eventi, circa 330 ore di musica. Si inizia a mezzogiorno con la sfilata della marching band e si conclude a notte fonda nell’intima atmosfera del jazz club. Ogni location del Festival è caratterizzata da una precisa identità musicale. L’Arena Santa Giuliana, lo spazio più capiente, ospita i grandi eventi, sia di musica pop/rock che jazz. Tra gli headliner spiccano il grande Lenny Kravitz, la leggendaria band Toto e il genio della black music Nile Rodgers con i suoi Chic. Attesissimo anche il concerto  di Vinicio Capossela, dedicato al grande amico e promoter perugino Sergio Piazzoli nel decimo anniversario della sua scomparsa.

Per gli amanti della musica pop, l’Arena ospita Raye, cantautrice inglese vincitrice di ben sei BRIT Awards, l’islandese Laufey, fresca vincitrice di un Grammy, la talentuosa Fatoumata Diawara, la star americana del jazz Veronica Swift, la voce calda e soul di Lizz Wright, spesso paragonata a “un bourbon invecchiato in botti di legno”.

Il Teatro Morlacchi, fulcro della vita culturale cittadina, accoglie concerti di jazz più tradizionale. Gli amanti del jazz “puro” avranno l’occasione di assistere alle performance di grandi maestri del genere, a partire da Charles Lloyd, il grande guru del jazz contemporaneo, che si esibirà con il suo quartetto, e la star del pianoforte Jason Moran. Da non perdere anche i concerti dei tre più grandi trombettisti italiani: Enrico Rava con i The Fearless Five, Paolo Fresu con il Devil Quartet e Fabrizio Bosso con il progetto “About Ten”, con Paolo Silvestri. Completano il cartellone i pianisti Alessandro Lanzoni con special guest Francesco Cafiso, Dado Moroni in trio con Eddie Gomez e Joe La Barbera per un omaggio a Bill Evans, e Danilo Rea in piano solo.

La Galleria Nazionale dell’Umbria è la preziosa cornice per un jazz sofisticato e quasi “da camera”, votato alla ricerca. I palchi all’aperto in Piazza IV Novembre, Giardini Carducci e Terrazza del Mercato Coperto offrono generi più popolari, rivolti a un pubblico che apprezza la buona musica soul, blues e swing. Mentre il Secret Bistrot propone jazz per gli amanti delle jam session, un rito distintivo di questo genere in ogni epoca.

Per le migliaia di turisti che giungono a Perugia per Umbria Jazz, il festival rappresenta anche l’occasione per scoprire uno dei centri storici più suggestivi d’Italia. Tra un concerto e l’altro, è possibile immergersi nelle Vie Regali, nei vicoli, nelle piazze, nelle chiese, nei musei e nei monumenti che raccontano la storia del capoluogo umbro, dall’epoca etrusca al Rinascimento e oltre. È proprio questo incontro tra la musica contemporanea e i luoghi storici che rende Umbria Jazz un’esperienza davvero unica.

Info utili

Come arrivare a Perugia

In auto:

Autostrada A 1 del Sole

Da Nord, uscita Valdichiana

Da Sud Uscita di Orte si prosegue sulla E 45 in direzione Perugia

In treno:

Treno per Perugia dalla stazione di Terontola (linea Firenze-Roma) o dalla stazione di Foligno (linea Roma-Ancona)

Biglietti Umbria Jazz:

Sul sito di Umbria Jazz e su Ticketone

Riverock Festival

Un fitto programma attende alla Rocca Maggiore di Assisi il pubblico del Riverock Festival, con concerti di grandi artisti italiani e internazionali, ma anche incontri, laboratori e attività dedicate al benessere e alla crescita personale.

Si comincia giovedì 25 luglio con un trittico di grandi band italiane: i Marlene Kuntz, con il loro tour “Estate Catartica 2024”, I Hate My Village e A Toys Orchestra, che presentano il loro nuovo album “Midnight Again”.

Venerdì 26 luglio, invece, è la volta di Margherita Vicario, reduce dal successo del suo ultimo album “Gloria!”, e dei Selton, per una serata all’insegna del pop italiano di qualità. Un ingresso libero su prenotazione permetterà di godersi la musica dal vivo in un’atmosfera unica.

Sabato 27 luglio il palco del Riverock ospita Cosmo e Crookers, mentre domenica 28 luglio è la volta di Gio Evan, con il suo “Evanland, il III Festival Internazionale del mondo interiore. Una giornata interamente dedicata al benessere e alla crescita personale, con un intenso programma di workshop, incontri, laboratori, spettacoli, letture, pratiche, giochi e approfondimenti culturali. Senza dimenticare un’ampia area ludica dedicata ai bambini e ai ragazzi, con giochi inclusivi e privi di qualsiasi forma elettronica.

Il Riverock Festival è un evento da non perdere per tutti coloro che amano immergersi in un’atmosfera magica e suggestiva, circondati dalla bellezza della natura e dalla forza della musica.

Info utili

Come arrivare ad Assisi

In treno:

Linea Firenze-Terontola-Perugia-Foligno – Stazione di Assisi/S. Maria degli Angeli, collegata con servizio di Bus

Servizio navetta gratuito in collaborazione con il Comune di Assisi e Busitalia per la Rocca Maggiore

In auto:

Autostrada A 1 del Sole

– Uscita Valdichiana fino a Perugia, proseguimento per Cesena (E45) fino all’uscita per Assisi.

Autostrada A 14 Adriatica

– Uscita Civitanova Marche proseguimento per Foligno – Perugia fino all’uscita per Assisi.

Autostrada A 1 del Sole

– Uscita di Orte si prosegue sulla E 45 in direzione Perugia – Cesena fino all’uscita per Assisi.

Il RiverRock Festival si svolgerà presso La Rocca Maggiore, ovvero il punto più alto della città. In quei giorni via della Rocca sarà chiusa al traffico, per questo è consigliato parcheggiare nei pressi di Piazza Matteotti o negli altri parcheggi disponibili.

Biglietti Riverock Festival:

Su TicketItalia e TicketOne

DeMusicAssisi

Trasformare la musica medievale in un’esperienza “pop” e accessibile a tutti è l’obiettivo di DeMusicAssisi, il primo festival di musica medievale in Umbria e uno dei pochi in Italia. Dal 15 al 20 agosto, Assisi si animerà con oltre 20 appuntamenti in location suggestive, trasportando il pubblico in un viaggio temporale attraverso i suoni e le melodie del XIII-XV secolo interpretati da artisti e musicisti provenienti da Inghilterra, Francia, Svizzera, Italia, Siria, Austria, Stati Uniti e Belgio.

Un festival unico in un contesto speciale, la città natale di San Francesco, crocevia di grandi compositori medievali e che oggi vanta un’accademia (Resonars) dedicata proprio allo studio e all’approfondimento delle discipline artistiche medievali. Quest’anno il festival pone l’accento sulla “Lauda”, la musica devozionale legata al movimento delle Confraternite, in linea con i centenari francescani 2023-2026.

Concerti, conferenze musicologiche, incontri con esperti, laboratori didattici, spettacoli itineranti, flash mob e persino dj set di musica medievale animeranno le vie e le piazze della città. All’interno della rassegna anche una mostra dedicata agli strumenti antichi e all’arte dei liutai che conferma l’evento come un’occasione imperdibile per scoprire la bellezza e la varietà della musica medievale in tutte le sue forme.

Info utili

Come arrivare ad Assisi

Per partecipare al DeMusicAssisi basta seguire le stesse indicazioni riportate sopra in riferimento al Riverock Festival.

Biglietti DeMusicAssisi:

Ingresso libero

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